Skip to main content

La diversità 2011 - Programma generale

Page 1

piccolo festival del friuli venezia giulia

DiversitĂ

201 1 calendario A5_b.indd 1

1

26/07/11 15.43


Comitato d’onore

Alessandro Ciriani Presidente Provincia di Pordenone Maria Teresa Bassa Poropat Presidente Provincia di Trieste Antonio Calenda Sovrintendente Fondazione Teatro Giuseppe Verdi - Trieste

Presidente Renzo Tondo Presidente Regione Friuli Venezia Giulia

Membri Elio De Anna Assessore regionale alla cultura, sport, relazioni internazionali e comunitarie Roberto Molinaro Assessore regionale all’istruzione, università, ricerca, famiglia, associazionismo e cooperazione Pietro Fontanini Presidente Provincia di Udine

Cesare Lievi Sovrintendente Teatro Nuovo Giovanni da Udine - Udine Cristiana Compagno Magnifico Rettore Università degli Studi di Udine Bonaldo Giaiotti Artista lirico Carlo Faleschini Presidente Confartigianato - Udine Adriano Luci Presidente Confindustria - Udine Pietro Pittaro Presidente Ente Friuli nel Mondo Alberto Andreussi Presidente F.A.R. Partner Benemerito

2

calendario A5_b.indd 2

26/07/11 15.43


Renzo Tondo Presidente Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

Nella pluralità e diversità delle manifestazioni culturali che si svolgono in regione, mi pare che il Piccolo Festival del Friuli Venezia Giulia abbia saputo in pochi anni ritagliarsi uno spazio di notevole portata grazie all’originalità della sua formula e al coinvolgimento del territorio.

Se pensiamo, infatti, che in origine la manifestazione poteva contare solo su quattro Comuni, oggi essa ne coinvolge tredici su tre province (Pordenone, Udine e Trieste), nei quali porta i vari spettacoli di opera, concerti, musica tradizionale, teatro e cinema in cartellone. E questo è già un aspetto peculiare, che coglie appieno la volontà della Regione di fare partecipe e protagonista il territorio delle varie iniziative. Un secondo aspetto riguarda la formazione – a livello internazionale:

quest’anno lavorando con una università statunitense – per cantanti lirici con il quale ogni anno viene prodotta un’opera da camera, poi eseguita in siti di pregio, la cui valorizzazione crea un’importante occasione di promozione turistica per le comunità. Per questi motivi credo che il Piccolo Festival del Friuli Venezia Giulia vada sostenuto: a esso e agli organizzatori va il più vivo apprezzamento mio e della Regione tutta, con l’augurio del miglior successo.

3

calendario A5_b.indd 3

26/07/11 15.43


Elio De Anna Assessore regionale alla cultura, sport, relazioni internazionali e comunitarie Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

Ciò su cui punta la Regione nella sua politica culturale è l’originalità delle scelte, la loro divulgazione, la professionalità di chi organizza, la collaborazione fra soggetti diversi. Mi sembra che queste e altre caratteristiche si possano cogliere appieno nel Piccolo Festival del Friuli Venezia Giulia.

Tale manifestazione, infatti, tocca gran parte del territorio regionale e quindi divulga le varie proposte che la compongono; fa formazione di giovani cantanti contribuendo all’aumento della loro professionalità; offre loro la possibilità di esibirsi e quindi di farsi conoscere. A ciò aggiungiamo pure gli aspetti legati alla collaborazione, che in questo caso avviene con una Università degli Stati Uniti d’America: grazie a questo aspetto e alle diverse provenienze dei giovani selezionati, si può ben dire che il Piccolo

Festival contribuisce alla internazionalizzazione del Friuli Venezia Giulia, sempre più regione al centro della Nuova Europa. Esprimendo il più vivo apprezzamento agli organizzatori della manifestazione, do il benvenuto agli ospiti italiani e stranieri che saranno presenti nel periodo di svolgimento del festival e delle iniziative a esso collegate, con l’auspicio che a tutti arrida il più ampio successo.

4

calendario A5_b.indd 4

26/07/11 15.43


Gabriele Ribis Direttore Artistico Piccolo Festival del Friuli Venezia Giulia

Il Piccolo Festival con la sua quarta edizione si apre a collaborazioni di ampio respiro e consolida la sua natura profondamente legata alla formazione. La partnership con l’Università del Colorado è estremamente significativa in questo senso per coniugare la nostra grande tradizione con l’entusiasmo e l’organizzazione d’oltreoceano.

Questo incontro ha anche costituito un’importante occasione per comprendere quanto possa arricchire il confronto positivo e aperto fra culture diverse. Una sfida che ogni giorno ci troviamo ad affrontare in una società profondamente mutata e sempre più globale. Sono molti i modi possibili per affrontare questa sfida su cui si gioca il futuro del nostro Paese e di tutta l’Europa. Noi proponiamo di farlo attraverso la cultura e la musica. Questo non vuole essere il solito luogo comune sull’universalità del linguaggio musicale, ma la dimostrazione concreta di come lavorare insieme attorno a un progetto condiviso (in questo caso allestire un’opera lirica) possa rivelarsi il modo migliore di far cadere qualsiasi barriera.

Giorgio Strehler ha fondato il Piccolo Teatro come teatro internazionale, ma legato alle proprie radici. Così vuol fare il Piccolo Festival che, pur investendo sull’internazionalità senza cadere in certi esotismi di maniera, non dimentica le sue radici continuando a creare e proporre spettacoli che parlano del suo territorio, cui è legato a doppio filo per la promozione e valorizzazione attraverso lo strumento culturale. Con tutte queste armi e questi propositi ci prepariamo ad affrontare le sfide che ci attendono per il futuro investendo sull’enorme patrimonio che il nostro Paese e la nostra Regione in particolare possiedono. Investire con coraggio su quanto di veramente unico possediamo ci darà la sicurezza di arrivare lontano, non dimenticando mai da dove siamo partiti. 5

calendario A5_b.indd 5

26/07/11 15.43


6

calendario A5_b.indd 6

26/07/11 15.43


Indice pagina The Sound of Music

8

6 agosto

Si può fare

11

10 agosto

La Giulietta

12

La cambiale di matrimonio

14

29 agosto

Benvenuti al Sud

17

31 agosto

Viva V.E.R.D.I.!

18

3 settembre

Mahlerfolkmusik

20

3 settembre

Voci di passioni

22

4 settembre

Buon Compleanno Liszt!

24

6 settembre

Fiati all’Opera

26

9 settembre

Cinemusic • Concerto per suoni e immagini

28

11 settembre

Petite Messe Solennelle

30

Informazioni • Biglietti • Staff

31

4 • 20 agosto

28 • 30 agosto | 1 • 2 settembre

7

calendario A5_b.indd 7

26/07/11 15.43


giovedì 4 agosto ore 21.00 Trieste Ridotto del Teatro Verdi

sabato 20 agosto ore 20.30 Maniago (PN) Cortile dell’ex biblioteca

In collaborazione con:

The sound of music Meagan Mahlberg soprano Nicole Asel mezzosoprano Riccardo Gatto tenore

Jeffrey Seppala baritono Wei Wu basso Matteo Andri pianoforte

The Sound of Music is a classic film starring Julie Andrews and beloved world-wide. Cinema brought this delightful, melodic music to many people who might have never had the chance to see the live-stage version starring Broadway great, Mary Martin. I have heard from my friends in Germany, Mexico, Italy and even Egypt that they, as most children, grew up singing the songs from The Sound of Music and most are able to sing them in English as well as in their native language. In preparing this program, we wanted to offer to you some of the great music of the classic American Musical Theater canon including music by Cole Porter, Irving Berlin, Richard Rodgers and George Gershwin. We also hoped that we might be able to pepper in some tunes and arias from American operas that aren’t quite as familiar as The

Sound of Music but nevertheless beloved by music lovers in our country. Tonight, you will hear a melting pot of music that really is “America”. Most of the composers you will hear were born to immigrant parents or grandparents and understood the magic of blending world-cultures to create something that is truly separate and American. The blending of natural born American singers with Italian and Chinese singers to create this ensemble is a beautiful representation of the music we celebrate tonight-lovely, spicy, delicate, bombastic and truly American-a melting pot of music. Welcome tonight and please enjoy this humble gift of music from a truly appreciative ensemble of visitors to your musically and culturally rich country. Thank you for your world renowned hospitality! We hope to be worthy of it. Now, Let the Show Begin!

Leigh Holman Director of Colorado University OperaCollege of Music, University of Colorado at Boulder

8

calendario A5_b.indd 8

26/07/11 15.43


Programma Musiche tratte da Richard Rodgers The sound of music, Oklahoma! e Carousel Leonard Bernstein West Side Story e Trouble in Tahiti George Gershwin Porgy and Bess Cole Porter Kiss me Kate, The gay divorce, Paris e Rosalie Gian Carlo Menotti The Consul Stephen Sondheim Sunday in the park with George e Merrily we’ll roll along

The sound of music (Tutti insieme appassionatamente nella versione italiana) è un film classico, con protagonista Julie Andrews, amato in tutto il mondo. Il cinema è riuscito a portare le sue incantevoli melodie alle tante persone che non avrebbero potuto vedere la sua rappresentazione dal vivo a Broadway, con la straordinaria Mary Martin. Ho amici in Germania, Messico, Italia e

The sound of music, ma altrettanto amate dagli appassionati del nostro Paese. Stasera ascolterete una serie di brani musicali che è davvero America. I compositori che presentiamo sono per la maggior parte figli o nipoti di immigrati e hanno compreso la magia della mescolanza di diverse culture per creare qualcosa di completamente diverso e americano.

Porgy and Bess

addirittura Egitto che mi hanno raccontato di essere cresciuti cantando le canzoni di The sound of music fin da piccoli e, molti di loro, sono capaci di cantarle sia in inglese che nella loro lingua madre. Preparando questo programma abbiamo voluto offrirvi alcuni esempi del grande repertorio del teatro musicale americano, come le musiche di Cole Porter, Irving Berlin, Richard Rodgers e George Gershwin. Speriamo anche di potervi fare apprezzare alcune melodie e arie tratte da opere americane meno note di

Anche il cast di questa sera, che affianca cantanti americani, italiani e cinesi, è una bella rappresentazione della musica che vogliamo celebrare: gentile e salace, delicata e magniloquente, comunque americana – un melting pot di musica! Benvenuti a questa serata e speriamo possiate gradire questo umile omaggio al vostro Paese così ricco di musica e cultura da parte di un gruppo di ospiti che lo apprezza sinceramente. Grazie per la vostra accoglienza nota in tutto il mondo! Speriamo di meritarla. E ora, che lo spettacolo abbia inizio! 9

calendario A5_b.indd 9

26/07/11 15.43


College of Music

Dr. Daniel Sher Dean, College of Music University of Colorado at Boulder

10

calendario A5_b.indd 10

CU Opera’s home is the College of Music at the University of Colorado at Boulder, a world-class university with faculty internationally recognized for their creative work and research. CU Opera’s collaboration with the Piccolo Festival underlines CU’s commitment to meaningful engagement with communities around the world. Our partners in collaboration assist us in transforming the way we teach, discover, and share creative knowledge as our students prepare for fulfilling artistic careers. As part of the CU Opera program, undergraduate and graduate students present three fully staged operas annually. Recent offerings have included Così fan tutte, Carousel, Don Giovanni (pictured), and La Traviata. During the summer CU New Opera Works program, students have the chance to work with internationally recognized composers on new compositions for opera. The CU Opera Director is Dr. Leigh Holman. We’re so glad to be with you in Italy this summer, and we’re looking forward to bringing the work of the Piccolo Festival to CU in 2012!

La sede della Colorado University Opera è il College of Music dell’Università del Colorado a Boulder, un’università di livello internazionale con facoltà apprezzate in tutto il mondo per il loro lavoro creativo e la ricerca. La collaborazione della CU Opera con il Piccolo Festival evidenzia l’impegno della nostra università in scambi importanti con le comunità di tutto il mondo. I nostri partners ci aiutano a trasformare il nostro modo di insegnare, condividere la conoscenza creativa così da preparare i nostri studenti per carriere appaganti. Come parte del programma di CU Opera, gli studenti diplomandi e diplomati presentano ogni anno tre allestimenti d’opera completi ogni anno. Le recenti proposte hanno compreso Così fan tutte, Carousel, Don Giovanni (nella foto) e La Traviata. Durante l’estate, con il Programma CU per le nuove opere, gli studenti hanno la possibilità di lavorare con compositori di fama internazionale su nuove composizioni d’opera. Il direttore di CU Opera è la Dott.ssa Holman. Siamo veramente lieti di essere con voi in Italia quest’estate, e non vediamo l’ora di portare il lavoro del Piccolo Festival in Colorado nel 2012.

26/07/11 15.43


CINEMA

Si può fare

sabato 6 agosto ore 20.00

Regia: Giulio Manfredonia Interpreti principali: Claudio Bisio, Anita Caprioli, Giuseppe Battiston, Andrea Bosca, Giovanni Calcagno, Giorgio Colangeli, Bebo Storti, Pietro Ragusa, Andrea Gattinoni - Durata: 111 minuti

Attimis (UD) Parco della Villa dei Conti d’Attimis

Nello (Claudio Bisio), nella Milano dei primi anni ’80, è un sindacalista alle prese con la difficile conciliazione fra ideali etici e aperture al mercato. Considerato troppo progressista dai suoi superiori, viene dirottato a dirigere la periferica Cooperativa 180. Giunto sul posto, si accorge che 180 sta per Legge 180: la cooperativa è stata istituita a seguito della chiusura dei manicomi, nell’ambito della politica basagliana di riforma dell’assistenza psichiatrica. Digiuno degli sviluppi della cura del disagio mentale, ma animato dalla fiducia sincera in un’umanità condivisa secondo la quale «quello che fa stare bene me farà stare meglio anche loro», Nello si scontra con la conduzione di uno psichiatra vecchia scuola (Giorgio Colangeli), per trasformare «una cooperativa di scarti» in un gruppo di parquettisti à la page. L’incontro con la vita normale non sarà privo di risvolti duri e problematici, come nell’esperienza di Gigio (Andrea Bosca), ma darà ampia occasione di

calendario A5_b.indd 11

esplorare con sguardo ironico e profondo il concetto di normalità e raccontare uno spaccato di miti e fantasmi della Milano da bere. Affiancano il protagonista la fidanzata Sara (Anita Caprioli), il basagliano Dottor Furlan (Giuseppe Battiston) e un superlativo gruppo di personaggi «matti, mica scemi», fra cui spiccano l’aspirante manager (Pietro Ragusa) e l’autistico eletto presidente (Andrea Gattinoni). Presentato fuori concorso al terzo Festival Internazionale del Film di Roma e premiato ai David di Donatello e ai Nastri d’Argento, il film si ispira all’esperienza della Cooperativa Noncello di Roveredo in Piano (PN) ed è dedicato alle oltre 2.500 cooperative sociali esistenti in Italia: «non è importante tanto il fatto che in futuro ci siano o meno manicomi e cliniche chiuse, è importante che noi adesso abbiamo provato che si può fare diversamente, ora sappiamo che c’è un altro modo di affrontare la questione» (Franco Basaglia).

Con la partecipazione della

Spettacolo e degustazione nell’ambito di Cinema e teatro in cantina nel

11

26/07/11 15.44


mercoledì 10 agosto ore 20.00 Faedis (UD) Villa Partistagno a Ronchis

Spettacolo e degustazione nell’ambito di Cinema e teatro in cantina nel

La Giulietta Gabriele Ribis ideazione e regia Luciano Roman voce narrante Strepitz musica Giovanni Floreani, Lorenzo Marcolina, Ermes Ghirardini

Compagnia Arearea danza Roberto Cocconi, Luca Zampar, Marta Bevilacqua, Valentina Saggin Roberto Cocconi coreografie Alex Silvestri video

Giulietta e Romeo erano friulani. La scoperta viene rivelata nel maggio 1985, nel 500° anniversario della nascita di Luigi da Porto, autore della novella La Giulietta. Di fronte all’accademia Olimpica di Vicenza, il Prof. Cecil Clough, dell’Università di Liverpool, tiene una relazione in cui, prove alla mano, dimostra che tutta la scenografia veronese del mito si basa su una finzione letteraria che non ha nulla a che fare con la verità storica. La vicenda amorosa è certamente accaduta, ma è stata narrata in modo che risultasse coperta la vera identità dei luoghi, dei tempi e dei personaggi. Quest’opera di dissimulazione è dovuta al fatto che uno dei protagonisti è proprio l’autore stesso della novella, che in questo modo intendeva proteggere la sua amata Lucina, in arte Giulietta. Entrambi fanno parte della nobile famiglia dei Savorgnan potentissima nel governare il Friuli

per conto della Serenissima. Tutto si svolge a Udine durante la festa di carnevale del 26 febbraio 1511, nel palazzo di rappresentanza dei Savorgnan, quando la quattordicenne bellissima Lucina entra sulla scena pubblica, cantando e ballando, e lo fa di fronte al cugino Luigi (che in quel tempo è capitno dei cavalleggeri a Cividale del Friui) che ne rimane incantato, lui con il volto coperto da una maschera, proprio come descriverà nella Novella, e questo è un segnale autobiografico chiaro. Ecco il fatto da cui è partita sai la storia vera. Tutto il resto, Montecchi, Cappletti, la Cittadella e il Convento dei francescani in Verona, il 1300, è invenzione, o meglio, aggiustamento creativo, senza poi parlare di come tutto ciò sia stato sfruttato in seguito: la casa di Giulietta, la balconata, la tomba, una bufala storica, un’abile e fortunata messa in scena ad uso di

12

calendario A5_b.indd 12

26/07/11 15.44


immagine e attrazione turistica. Su questo mito, frammisto di storia e di fantasia, le ricerche dello studioso inglese sono state assidue. Già negli anni ’50 ad esse si era dedicato durante i suoi soggiorni a Venezia. Ma quando nel 1985 ne rivela i risultati, la sua tesi appare rivoluzionaria. L’autorevolezza di Clough, considerato uno dei massimi conoscitori del Rinascimento Veneto, (per questo viene insignito di una prestigiosa onorificenza dal Presidente della Repubblica Italiana) non fa che rendere più sensazionale la verità e più sconvolgente lo stupore. Si trattava di una rivoluzione che ribaltava credenze secolari. Ci si poteva aspettare reazioni eclatanti soprattutto da parte friulana, in fondo, Clough aveva parlato a Vicenza perché ascoltasse Udine. Non se ne fece niente. La parte veneta fu ben lieta di annacquare il bel tutto. Quanto ai friulani, essi privilegiarono i rapporti di buon vicinato, che vollero rispettare più dei propri interessi, La Giulietta Figlio del nobile vicentino Bernardino e di Elisabetta Savorgnan ed educato a Urbino alle lettere e alle armi, Luigi da Porto fu capitano di cavalleria della Serenissima Repubblica di Venezia. Nel 1510 venne assegnato di stanza prima a Cividale e poi a Gradisca, su un fronte apparentemente tranquillo della guerra che opponeva Venezia alla Lega di Cambrai, formata da Papato, Francia e Impero. Anche il Friuli era diviso fra sostenitori di quest’ultimo e della Serenissima. L’apice della lotta fu raggiunto il giovedì grasso del 1511, quando Antonio Savorgnan, zio di Luigi, fece barbaramente trucidare tutti i nobili udinesi che parteggiavano per l’Impero. Pochi giorni prima, durante quello stesso Carnevale, Luigi aveva conosciuto a

e dimostrarono coerenza con la loro tradizionale riservatezza, schiva da passerelle eclatanti. Ma un filo sotteraneo sopravvisse grazie all’interesse di Detalmo Pirzio Biroli e di suo figlio Roberto, eredi della famiglia Savorgnan e abitanti nel Castello di Brazzacco a pochi kilometri da Udine. Essi si tennero in legame epistolare col professore di Liverpool, da cui ricevettero molti preziosi documenti. Il rilancio avvenne nel 2004, quando uno psicologo e scrittore udinese, Albino Comelli, decide di raccogliere tutto il materiale in questione, di riordinarlo, di ampliarlo e di esporlo in un libro che faccia luce e giustizia su questa effervescente vicenda. Egli riesce a entrare in possesso di tutta la documentazione giunta in Italia, rintraccia Cecil Clough, che nel frattempo è andato in pensione, (che resta punto costante di riferimento) e avvia, assieme a Francesca Tesei, uno studio che dura due anni. Albino Comelli

un ballo la cugina Lucina e se ne era innamorato perdutamente. I giovani appartenevano però a due fazioni opposte: il loro amore era impossibile. Qualche mese più tardi, Luigi rimase gravemente ferito in un’imboscata presso il Natisone. Dovette abbandonare le armi e si ritirò nella villa di famiglia a Montorso, dove compose la novella La Giulietta che, dedicata proprio alla cugina Lucina, lascia intravedere non pochi riferimenti al suo sfortunato amore. Il narratore è Peregrino, un arciere che accompagna il suo capitano forse da amore sospinto da Gradisca verso Udine. L’intento è di consolare Luigi e dissuaderlo dall’amare troppo, poiché l’amore reca con sé, inesorabilmente, il dolore. Il racconto ha poi inizio.

Luigi da Porto

venerdì 5 agosto ore 20.30 Faedis (UD) Sala Consiliare del Municipio

Conferenza: Giulietta e Romeo in Friuli

Intervengono Albino Comelli e Francesca Tesei autori del volume: Giulietta e Romeo. L’origine friulana del mito.

13

calendario A5_b.indd 13

26/07/11 15.44


domenica 28 agosto ore 20.30 Udine Chiostro Educandato Uccellis

martedì 30 agosto ore 20.00 Tricesimo (UD) Teatro Garzoni

La cambiale di matrimonio Personaggi ed interpreti Fanny: Francesca Salvatorelli / Francesca Tassinari Clarina: Nicole Asel /Chiara Brunello Edoardo Milfort: Riccardo Gatto Slook: Jeffrey Seppala Norton: Alessio D’Aniello / Wei Wu Tobia Mill: Andrea Zaupa Piccola Orchestra del Friuli Venezia Giulia Direttore: Massimo Alessio Taddia

Regia: Leigh Holman Scene: Davide Amadei Costumi: Emmanuela Cossar Aiuto scenografo: Michele Cattarossi Maestri collaboratori: Matteo Andri, Nicola Pascoli Docenti Workshop: Bonaldo Giaiotti, Alessandro Corbelli, Nicoletta Olivieri, Patti Peterson

Farsa comica in un atto su libretto di Gaetano Rossi, fu rappresentata per la prima volta al Teatro San Moisè di Venezia il 3 novembre 1810. L’argomento è tratto dall’omonima commedia in cinque atti di Camillo Federici (1790) e dal libretto Il matrimonio per lettera di cambio di Giuseppe Ceccherini, messo in musica da Carlo Coccia nel 1807. All’impostazione piuttosto tradizionale di questi testi, il librettista Rossi contrappose una scrittura agile e vivace, introducendo degli episodi comici per ravvivarne il soggetto.

Siamo a casa del mercante Tobia Mill, il cassiere Norton informa Clarina, la cameriera, di un misterioso prossimo matrimonio della padroncina Fanny. Nel frattempo il vecchio commerciante, alle prese con traballanti conoscenze geografiche sul Nuovo Mondo, riceve una lettera dal ricco americano Slook, che annuncia il suo prossimo arrivo per la riscossione di una cambiale. Entusiasta, Mill si prepara ad accogliere l’ospite e a pagare la cambiale, il cui valore è una merce piuttosto singolare: una sposa. L’indubbio miglioramento econo-

14

calendario A5_b.indd 14

26/07/11 15.44


mico portato dall’amore made in America solletica l’avido cupido Mill, che decide di fare di sua figlia il fortunato oggetto della transazione. L’ignara Fanny, innamorata del giovane Edoardo Milfort, viene prontamente avvisata del pericolo ordito dall’amore paterno dai fidi Norton e Clarina. Al suo arrivo Slook rimane piuttosto disorientato dai modi affettati del Vecchio Continente, ma non può che apprezzare la bontà della mercanzia che gli viene proposta. Dal canto suo, la mercanzia si mostra però piuttosto recalcitrante alla transazione e snocciola una serie di misteriosi ma che si frapporrebbero al matrimonio. Il ma più sostanziale, l’amato Edoardo, interviene a sua volta con ardite minacce e anche Norton e Clarina si prodigano per dissuadere l’americano. L’allibito Slook, trovandosi un capital già ippotecato, decide di recarsi da Mill per rinunciare all’affare, ma ne ottiene solo una sfida a duello. Tutto sembra precipitare, ma omnia vincit amor et nos cedamus amori: Slook si accorge del sentimento sincero che lega i due ragazzi e decide di girare la cambiale a beneficio di Edoardo, promettendogli anche di nominarlo proprio erede. L’ira del vecchio Tobia si placa e il generoso benefattore può ripartire fra l’allegria e i ringraziamenti generali. La farsa comica, genere cui è ascrivibile La cambiale di matrimonio, è un’opera di carattere buffo in un solo atto, destinata prevalentemente a piccoli teatri con risorse finanziarie ridotte. Per questo motivo il coro era spesso assente e il cambio delle scene ridotto al minimo, talvolta con una scena fissa

per tutta la rappresentazione. Ebbe la sua massima fortuna a Venezia, dove era soprattutto il Teatro San Moisè ad ospitare le rappresentazioni, specie durante il Carnevale. In poco più di vent’anni, fra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento, furono ben 106 i libretti qui messi in musica ed eseguiti, dei totali 191 prodotti in tutta Italia. Quattro delle cinque farse composte da Rossini (oltre alla suddetta: L’inganno felice, La scala di Seta e il Signor Bruschino) furono date proprio al San Moisè. La prima ad essere rappresentata fu dunque La cambiale di matrimonio, accolta da buon successo. Rossini è appena diciottenne e fresco di studi, ma nell’opera sono già presenti elementi che caratterizzeranno le composizioni più mature. Ad esempio la Sinfonia, come nelle opere successive, comincia con un tempo lento e con, altro tratto tipico, un assolo di corno. La cabaletta dell’aria del soprano sarà addirittura ripresa nel duetto fra Figaro e Rosina nel Barbiere di Siviglia, sei anni dopo. Ulteriore nota distintiva, che diventerà peculiare della marca rossiniana, è data dal trattamento delle voci del buffo, corda di cui lo stesso Rossini era eccellente interprete. Assistiamo alla distinzione fra buffo nobile (Slook), dalla tessitura più centrale e dalla linea più elegante, e buffo caricato (Mill), che si muove su una tessitura più acuta, con ribattuti più insistenti e nervosi. Complessivamente, risultano evidenti la brillantezza e la chiarezza della strumentazione e dell’armonia, così come la sicurezza di una forma sempre al servizio di una irresistibile teatralità.

giovedì 1 settembre ore 20.30 Trivignano Udinese (UD) Villa Elodia

venerdì 2 settembre ore 20.00 Maniago (PN) Teatro Verdi

15

calendario A5_b.indd 15

26/07/11 15.44


Telefono 0432 501133 | 292126 | Fax 0432 506532 | email giorgiutti@giorgiutti.it Via San Francesco D’Assisi 39 - 33100 Udine

calendario A5_b.indd 16

26/07/11 15.44


CINEMA

Benvenuti al Sud

lunedi 29 agosto ore 20.00

Regia: Luca Miniero Interpreti: Claudio Bisio, Alessandro Siani, Angela Finocchiaro, Valentina Lodovini, Nando Paone, Giacomo Rizzo Durata: 101 minuti

Faedis (UD) Villa Accordini a Campeglio

Alberto (Claudio Bisio), direttore di un ufficio postale della bassa Brianza, si finge disabile per ottenere un trasferimento nel centro di Milano, eldorado delle ambizioni della moglie Silvia (Angela Finocchiaro). L’inganno, maldestramente svelato dallo stesso protagonista durante la visita di un ispettore, viene punito con un trasferimento forzato a Castellabate, paesino della provincia salernitana. Forte delle indicazioni ricevute dagli amici soci dell’Accademia del Gorgonzola, Alberto si prepara a partire verso il paese dei terroni e della monnezza, armato di giubbotto antiproiettile, protezione solare e odoroso amuleto dell’amato formaggio lombardo. Dopo un viaggio tragicomico, il terrorizzato padano viene accolto dalla gentilezza rumorosa (e dalle colazioni ipercaloriche) della famiglia del postino Mattia (Alessandro Siani).

Il trascorrere dei giorni metterà alla prova tutti gli stereotipi, stemperandoli nel percorso bonario e divertente dell’amicizia fra i due protagonisti. Il film (campione assoluto d’incassi nel 2010) è il fortunatissimo remake del francese Bienvenue chez les Ch’tis (Giù al Nord sugli schermi italiani) di Dany Boon, in cui curiosamente è il Nord grigio e freddo del Passo di Calais ad essere temuto, mentre il sogno ha le fattezze soleggiate della Costa Azzurra. Che si declini nello stivale italiano o nell’esagono francese, questa geografia del pregiudizio ci offre l’occasione per ridicolizzare affettuosamente le nostre paure sul diverso, traendone un’occasione straordinaria di conoscenza e crescita: «quando vieni al Sud piangi due volte, sia quando arrivi, sia quando te ne vai», concluderà uno dei protagonisti.

Spettacolo e degustazione nell’ambito di Cinema e teatro in cantina nel

17

calendario A5_b.indd 17

26/07/11 15.44


mercoledì 31 agosto ore 20.30 Martignacco (UD) Villa Italia a Torreano

Viva V.E.R.D.I.! Meagan Mahlberg soprano Giancarlo Monasalve tenore Domenico Balzani baritono Wei Wu basso

Coro del Friuli Venezia Giulia Cristiano dell’Oste maestro del coro FVG Mitteleuropa Orchestra Giovanni Battista Varoli direttore d’orchestra

Come ha scritto recentemente Pierre Milza, Giuseppe Verdi «fu anche, allo stesso titolo di Garibaldi e Cavour, e sia pure in un ambito del tutto diverso, uno dei maggiori eroi del Risorgimento italiano, l’uomo la cui immagine si è identificata per gli Italiani con quelle della libertà e della nazione». Non è un caso se dietro al grido di Viva Verdi!, il pubblico dei teatri italiani inneggiasse, negli anni caldi dell’Ottocento, all’Unità d’Italia sotto la corona dei Savoia e nella persona di Vittorio Emanuele. È il Verdi giovane, dei cosiddetti anni di galera cui si riferisce lo storico francese, il musicista che, dopo l’affermazione scaligera con il Nabucco (1842) diede alle scene opere a getto continuo in cui il fermento patriottico, che faceva capolino anche in soggetti non propriamente patriottici come Macbeth, si coniugava a quella che la critica tradizio-

nale ha definito, fino a non troppo tempo fa, un periodo di abbassamento del livello artistico nella produzione verdiana. La locuzione anni di galera viene da una celebre lettera di Verdi alla contessa Maffei, del 12 maggio 1858. Un periodo di attività indefessa e frenetica, insomma, che comincia dopo l’Ernani (1844) e giunge fino alle soglie della grande trilogia popolare costituita da Rigoletto (1851), Il Trovatore e La Traviata (1853). Su questo periodo di abbassamento di livello, contraddetto da qualche opera d’eccezionale impegno, come il già citato Macbeth (1847), i contemporanei non ebbero ombra di dubbio. Soltanto in tempi recenti e sulla scia delle riesumazioni di opere fino a non molti anni fa meno note, è insorta la moda di contestare l’espressione verdiana, e si è negato il calo di qualità che a essa è connesso.

18

calendario A5_b.indd 18

26/07/11 15.44


Programma Arie e cori tratti da: Nabucco, I vespri siciliani , Macbeth Ernani, I Lombardi alla prima crociata, Attila, La battaglia di Legnano, I due Foscari

Nei sedici anni di galera del resto Verdi annovera anche quelli dei tre capolavori della sua prima perfezione. Se uno degli argomenti più inflazionati nel definire minori le opere degli anni di galera è il peso dell’orchestrazione bandistica e la scoraggiante banalità degli accompagnamenti, oggi queste peculiarità di una produzione che è stata appieno rivalutata, è il suo carattere popolare. Verdi, insomma, rappresenta l’irruzione sui

palcoscenici aristocratici del teatro d’opera, del quarto stato che si fa strada in mezzo agli orpelli borghesi del melodramma di Donizetti e Bellini. L’energia, se vogliamo elementare, degli accompagnamenti nei brani di carattere statico e la forza ritmica propulsiva delle cabalette, sono una caratteristica di questa produzione che il concerto in programma a Villa Italia ben rappresenta. Rino Alessi

Villa Italia Vittorio Emanuele III ebbe un ruolo decisivo nell’entrata dell’Italia in quella Grande Guerra che, con costi umani purtroppo elevatissimi, fruttò la vera unificazione, con l’annessione di Trieste, dell’Istria e del Trentino-Alto Adige. Avendo egli deciso di vivere nelle zone calde della battaglia e conosciuta l’intenzione del generale Cadorna di spostare il Comando Supremo a Udine, il re scelse di stabilirsi nella villa dell’avvocato Pietro Linussa a Torreano di Martignacco. Qui visse per circa

due anni, accogliendo diplomatici e alte cariche di Stato come Raymond Poincaré, Presidente della Repubblica francese, Aristide Briand, Presidente del Consiglio francese, Lord Herbert Henry Asquith, Primo Ministro inglese, il principe Alessandro di Serbia ed Edoardo d’Inghilterra, principe di Galles. Ancora oggi sono visibili alcune epigrafi sui portoni di accesso e sulla parete centrale esterna della casa che ricordano quel soggiorno regale, dal maggio 1915 all’ottobre 1917, che le valse l’appellativo di Villa Italia.

I Reali a Villa Italia

19

calendario A5_b.indd 19

26/07/11 15.44


sabato 3 settembre ore 21.00 Varmo (UD) Villa Beltrame a Canussio

In collaborazione con

Mahlerfolkmusik Omaggio a Gustav Mahler (1860 – 1911) Chiara Brunello mezzosoprano Alberto Gallo baritono Ensemble della Filarmonica del Friuli Venezia Giulia: Nicola Mansutti violino I Lucia Clonfero violino II Margherita Cossio viola Mara Grion violoncello La predilezione di Gustav Mahler, di cui quest’anno ricorre il centenario della morte, per la musica popolare è conclamata. In molti suoi lavori il compositore inserì infatti motivetti tradizionali, come nel movimento lento della Prima Sinfonia, dove la melodia di Frère Jacques (Fra’ Martino) è affidata a uno spettrale contrabbasso in tonalità minore, per essere poi improvvisamente interrotta da una marcetta ungherese. Questi materiali sono elaborati proprio enfatizzandone l’eterogeneità: musica di strada, marce e canzoni popolari, sentite all’aria aperta a Vienna o nel villaggio boemo in cui era nato, vanno così a costituire il

Mauro Meroi contrabbasso Tiziano Cantoni flauto Nicola Bulfone clarinetto Paolo Selva chitarra Roberto Barbieri percussione Giorgio Fritsch percussione Maurizio Agostini direttore e pianoforte variegato universo sonoro delle sue composizioni. La coesistenza di temi folclorici e momenti di altissimo lirismo tragico è ricondotta dallo stesso compositore al ricordo di un episodio della sua infanzia. Mahler racconta di essere corso in strada, da bambino, dopo aver assistito ad un violenta aggressione della madre da parte del padre, e di aver lì udito un organetto a manovella che suonava una melodia popolare viennese: era così nata in lui questa indelebile associazione. Esempio di questa giustapposizione sono i giovanili Lieder eines fahrenden Gesellen (1884) primo ciclo di lieder orchestrali e unico di cui il compositore scrisse

20

calendario A5_b.indd 20

26/07/11 15.44


Programma Francis Poulenc Rhapsodie nègre per baritono e 7 strumenti

blauen Augen von meinem Schatz Per baritono e orchestra da camera Trascrizione di Arnold Schönberg

Maurice Ravel Trois chansonnes madécasses Nahandove - Aoua - Il est doux per mezzosoprano, flauto, violoncello e pianoforte

Luciano Berio Folk songs Black is the colour - Wonder as I Wander - Loosin Yelav - Rossignolet du Bois – A la Femminisca – La Donna Ideale – Ballo Motettu de Tristura Malorous qu’o un Fenno – Lo Fiolaire Azerbaijan Love Song per mezzosoprano e ensemble strumentale

Gustav Mahler Lieder eines fahrenden Gesellen Wenn mein Schatz Hochzeit macht Ging heut Morgen übers Feld Ich hab’ein glühend Messer - Die zwei

anche il testo: sofferenza, natura idilliaca, rabbia ed un consolante disperdersi nell’oblio si mescolano. La trascrizione per piccolo ensemble che ascolteremo stasera fu realizzata da Arnold Schoenberg nel 1920 per la Società per le esecuzioni musicali private, per permettere la diffusione di composizioni contemporanee anche in contesti cameristici. In quegli stessi anni in Francia l’art nègre e la cultura popolare africana ispiravano pittori, poeti, ballerini e, naturalmente, musicisti. Nel 1917 Francis Poulenc, appena diciottenne e fortemente ispirato dalle composizioni di Apollinaire e dalle sculture in legno coeve di Picasso, compose la Rapsodie nègre che, accolta da un vivo successo, gli valse l’accesso alla cerchia di Satie e Cocteau. In questo stesso ambito s’inseriscono Les chansonnes madécasses, una raccolta di poemi in prosa di Evariste de Parny ispirati a racconti tradizionali del Madagascar, musicata da Maurice Ravel nel 1926. In questi brani la voce, con accenti spesso sensuali, assume il ruolo di strumento narrante all’interno di un piccolo organico, per raccontare prima l’amore, poi la rivolta contro il

colonialismo ed infine l’esaltazione delle dolcezze della vita. Le melodie popolari furono campo di sperimentazione anche per un musicista d’avanguardia come Luciano Berio. Dal sodalizio artistico e personale con Cathy Berberian (geniale e inimitabile cantante americana di origine armena) nacquero infatti i Folk Songs (1964), in cui vengono elaborati canti provenienti dalla tradizione orale di Stati Uniti, Armenia, Italia, Francia e Azerbaijan. Lo straordinario collage di temi popolari diventa qui prolifico terreno di esplorazione musicale alla scoperta delle radici unificanti della diversità culturali.

21

calendario A5_b.indd 21

26/07/11 15.44


sabato 3 settembre ore 17.30 - 19.00 20.30 - 22.00 Tricesimo (UD) Villa Ciceri

Voci di passioni Voci e visioni dai materiali raccolti da Luigi e Andreina Ciceri da un’idea di Francesco Ursella Teatri Sperimentâl di Vile di Buje di Aldo Baracchini, Rossana Di Tommaso, Milena Taboga e Francesco Ursella

Assistente Stefania Ursella Musiche di Franco Feruglio A cura di Francesco Accomando

Dopo l’evento della passata edizione del Festival, prosegue anche quest’anno l’indagine, in forma teatrale e animata, sull’impegno culturale dei Ciceri. Luigi, scomparso nel 1981, e la moglie Andreina Nicoloso, mancata nel 2000, erano due appassionati di cultura friulana. Lui, sostenitore dell’identità friulana, cultore della storia e delle tradizioni locali, tra i protagonisti della Società Filologica Friulana, curatore di mostre, editore, saggista e direttore di periodici. Lei, appassionata studiosa di lingua e letteratura, di racconti orali e tradizioni popolari del nostro territorio. Insieme, uniti nell’impegno sistematico che li porta a raccogliere negli anni centinaia di oggetti: statue, mobili, dipinti, maschere, libri. Raccogliere, con un’os-

sessione quasi collezionistica, per togliere dall’oblio dell’ignoranza un patrimonio culturale, non per mercanteggiare ma piuttosto per salvare. Nell’evento teatrale dell’anno scorso, intitolato Tracce di passioni, avevamo ricostruito alcuni momenti della vita della coppia cercando di delineare un profilo umano, il ritratto di un impegno e una passione culturale. Quest’anno la prospettiva cambia completamente e i protagonisti del nuovo evento teatrale saranno in prima persona alcuni tra le centinaia di oggetti che i due hanno raccolto, custodito e studiato in tanti anni. Come in una sorta di museo vivente, alcuni oggetti si animeranno, si mostreranno a noi e ci faranno sentire le loro voci, la loro sostanza e la loro testimonianza. Ma a causa del molto

22

calendario A5_b.indd 22

26/07/11 15.44

2


tempo che hanno vissuto dentro una cassa o una scatola, in attesa di una loro sistemazione, alcuni di questi oggetti hanno perso un po’ la memoria, sono un po’ confusi. Alcuni elementi raccolti dai Ciceri sono visibili da anni in importanti musei del Friuli ma la maggior parte sono ancora rinchiusi, muti senza voce. La Villa Ciceri diventerà allora una casa degli spiriti e immaginiamo gli spettatori come se si fossero smarriti in un museo all’ora di chiusura in una notte misteriosa, una notte nella

quale gli spiriti potenti della memoria riacquisteranno le loro voci, a volte flebili e spezzettate, altre volte più chiare e determinate. L’evento sarà un’occasione per far rivivere questi oggetti di tanta passione dei Ciceri, liberare le loro voci sarà un modo per restituirne alla collettività il loro valore, forse anche un grido di aiuto, una richiesta impellente, un coro di voci di un Friuli che chiede di essere finalmente salvato. Francesco Accomando

Dal 1962 specializzata nella produzione di acciai antiusura utilizzati come ricambi nelle macchine per la frantumazione degli inerti

23

21-22 Picc FEST.indd calendario A5_b.indd 23 22

7-08-2010 16:01:48 26/07/11 15.44


sabato 4 settembre ore 20.00 Remanzacco (UD) Auditorium comunale “G. De Cesare”

Buon compleanno Liszt! Meagan Mahlberg soprano Nicole Asel mezzosoprano Matteo Mezzaro tenore Jeffrey Seppala baritono Wei Wu basso

Matteo Andri pianoforte Nicola Pascoli maestro accompagnatore e concertatore

Franz Liszt nacque nel 1811 a Doborjan, oggi Raiding, cittadina attualmente austriaca, ma appartenuta fino al 1921 all’Ungheria. Studiò a Vienna (anche con Antonio Salieri) per approdare in seguito a Parigi dove, giovanissimo, iniziò una leggendaria carriera concertistica. Nel 1825, a soli quattordici anni, si esibì al cospetto di Re Giorgio IV d’Inghilterra. Il primo viaggio in Italia avvenne nel 1837: Liszt vi rimase per due anni, incantato dalla bellezza del paesaggio e dell’arte, che costituiranno elementi di considerevole importanza nella maturazione della sua estetica. «Il bello in questo privilegiato Paese mi appariva sotto le sue forme più pure e sublimi. L’arte si mostrava ai miei occhi in tutto il suo splendore; si rivelava a me nella sua universalità e nella

sua unità. Raffaello e Michelangelo mi facevano meglio comprendere Mozart e Beethoven», scriveva a questo proposito in una lettera a Hector Berlioz. Liszt fu il primo musicista a proporre un concerto solistico a Roma, vantando l’invenzione dei soliloqui musicali, una sorta di maratona da uomo orchestra che comprendeva trascrizioni e parafrasi di pagine operistiche. Le parafrasi non avevano solo la finalità mondana di facile incantamento di un pubblico avvezzo alla vita teatrale (cui del resto erano estremamente familiari le melodie usate, tratte da Mozart, Rossini, Bellini e Meyerbeer), ma esprimevano anche la tendenza lisztiana all’assimilazione delle suggestioni sonore in un abito compositivo poliedrico, dominato dal gusto per il funambolismo

24

calendario A5_b.indd 24

26/07/11 15.44


Programma Franz Liszt / Gioachino Rossini La gita in gondola

Franz Liszt / Giuseppe Verdi Rigoletto. Parafrasi da concerto

Gioachino Rossini La pastorella delle alpi La danza (Tarantella napoletana) La regata veneziana

Giuseppe Verdi da Rigoletto Giovanna, ho dei rimorsi...e il sol dell’anima E l’ami?... La donna è mobile... Un dì se ben rammentomi... Bella figlia dell’amore

Franz Liszt / Wolfgang Amadeus Mozart Reminiscences de Don Juan Wolfgang Amadeus Mozart da Don Giovanni Fin ch’an dal vino Madamina, il catalogo è questo La ci darem la mano

e da una disinvolta indipendenza dalle convenzioni. Espressione della dimensione spettacolare del pianismo romantico, il diavolo dei pianofortisti, come venne definito dalla stampa triestina in occasione

Franz Liszt / Niccolò Paganini Studio n° 6

di due concerti nel 1839, sperimentò in questo modo aperture verso spazi musicali inesplorati, divenendo al tempo stesso travolgente idolo delle folle di tutta Europa.

25

calendario A5_b.indd 25

26/07/11 15.44


martedì 6 settembre ore 20.30 Reana del Rojale (UD) Parco Sculture di Vergnacco

Spettacolo e degustazione nell’ambito di Cinema e teatro in cantina nel

Fiati all’opera Tiziano Cantoni flauto, Enrico Cossio oboe, Nicola Bulfone clarinetto, Andrea Liani corno, Dario Braidotti fagotto, Federico Scridel voce recitante Nessun genere più dell’Opera ha saputo incarnare i sentimenti e le speranze del nostro Risorgimento. L’incitamento alla guerra contro l’oppressore straniero o il richiamo alla patria bella e perduta passarono infatti attraverso musiche e drammi, in un gioco sottile di allusioni, così da aggirare la censura. Per questo motivo, le autorità operavano uno stretto controllo sui teatri, soggetti a norme volte a limitare gli argomenti trattati e a disciplinare la condotta del pubblico in sala. Ciò non impediva, in realtà, che le rappresentazioni fossero sempre molto animate, giacché il pubblico difficilmente riusciva a contenere entusiasmi, critiche e passioni patriottiche. Al termine delle recite, le ferventi discussioni si trasferivano nei salotti. Sebbene conservassero un carattere squisitamente mondano, i salotti ri-

sorgimentali furono infatti cenacoli di un altrimenti proibito associazionismo politico. In questi luoghi la stessa musica che infiammava gli animi a teatro veniva riproposta in versione più intima, spesso accompagnata dalla lettura di giornali o testi patriottici. Il programma di stasera vuole ricreare proprio l’atmosfera di un salotto di fine Ottocento, proponendo trascrizioni di ouverture operistiche di Rossini e Verdi accanto a pagine più improntate a un elegante virtuosismo d’occasione. Le letture sono tratte dalle Confessioni di un italiano di Ippolito Nievo, morto in mare il 4 marzo 1861, tredici giorni prima che venisse proclamato il Regno d’Italia, che avrebbe dato il via a quel processo d’unificazione nazionale tanto agognato dallo scrittore patriota.

Programma

26

calendario A5_b.indd 26

Giuseppe Maria Cambini Quintetto concertante in Sib, libro I Gioacchino Rossini Ouverture da Il Barbiere di Siviglia, L’Italiana in Algeri Giuseppe Verdi Ouverture da La Forza del Destino, Nabucco Giulio Briccialdi Quintetto in Re maggiore op. 124

26 Picc FEST.i

t

26 Picc FEST.indd

26 Picc FEST

26 Picc FEST.indd 26/07/11 15.44


the history of innovation

the history of innovation the history of innovation MEPtS.p.A. h e- ViahLeonardo i s t odarVinci, y 20o- f33010i Reana n n odelvRojale a t (UD) i o -nITALIA www.mepgroup.com

MEP S.p.A. - Via Leonardo da Vinci, 20 - 33010 Reana del Rojale (UD) - ITALIA www.mepgroup.com MEP S.p.A. - Via Leonardo da Vinci, 20 - 33010 Reana del Rojale (UD) - ITALIA www.mepgroup.com

MEP S.p.A. - Via Leonardo da Vinci, 20 - 33010 Reana del Rojale (UD) - ITALIA www.mepgroup.com

6 Picc FEST.indd 26

7-08-2010 16:0

the history of innovation

cc FEST.indd 26

26 Picc FEST.indd 26

cc FEST.indd 26 calendario A5_b.indd 27

7-08-2010 16:

7-08-2010 16:09:37

27

7-08-2010 16

26/07/11 15.44


venerdì 9 settembre ore 20.30 Martignacco (UD) Sala Ex Cinema Impero

sabato 10 settembre ore 20.30 Pradamano (UD) Parco Rubia

Cinemusic Concerto per suoni e immagini Flauto Clementina Antonaci Clarinetto Vanessa Scarano Violino Simone Butini

Violoncello Vanessa Sinigaglia Pianoforte Mauro Gallo

La presenza della musica durante le proiezioni cinematografiche risale ai primordi del muto: sebbene gli spettacoli dei fratelli Lumière si svolgessero senza accompagnamento, le locandine cominciarono ben presto a menzionare i pianisti (o talvolta gli ensemble) incaricati di restituire ai tableaux sullo schermo quel «battito che avrebbe permesso di misurare interiormente il tempo psicologico del dramma» (Jean Mitry). Il musicista, incaricato di «occupare l’orecchio per liberare l’occhio» (Gilles Mouëllic), si limitò per i primi tempi a rielaborare il proprio repertorio, improvvisando associazioni estemporanee fra suoni e immagini. In seguito, con l’evolversi del linguaggio filmico e il progredire dei comparti organizzativi della settima arte, si cominciarono a pubblicare raccolte di indicazioni più circostanziate, come i Suggestions for Music, editi dalla Edison Company nel 1909 per segnalare le melodie da associare

a ciascuna emozione o azione mostrata sullo schermo. Negli stessi anni, più precisamente nel 1908, Camille SaintSaëns componeva la prima partitura originale per L’assassinat du duc de Guise di Charles Le Bargy e André Calmettes, infrangendo il severo distacco con cui i grandi nomi della composizione avevano accolto fino ad allora il cinema. Dagli anni ’20 i contatti fra le due arti si fecero più stretti annoverando collaborazioni eccellenti come quelle fra Arthur Honegger e Abel Gance, Darius Milhaud e Luis Buñuel o Jean Renoir, Sergej Prokof’ev e Sergej Eizenstejn. Nel frattempo, la presentazione del Vitaphone, un procedimento che rendeva possibile la sincronizzazione con il proiettore di un suono registrato su disco, consentì la nascita del primo film sonoro, The Jazz Singer di Alan Crosland (1927), innescando la rivoluzione del parlato. Si posero nuovi problemi, legati

28

calendario A5_b.indd 28

26/07/11 15.44


Programma | Omaggio a Nino Rota (1911-1979) Ennio Morricone arrangiamento di Giuseppe La Malfa C’era una volta il West, Giù la testa, C’era una volta in America Ennio Morricone arrangiamento di Giuseppe La Malfa Nuovo Cinema Paradiso Louis Bacalov arrangiamento di Massimiliano Messieri Il postino

principalmente alla perdita dell’autonomia della musica, costretta a cercare il proprio spazio fra voci e rumori di scena. Nella sua nuova fisionomia, la colonna sonora accompagna le sequenze, sottolineandone le caratteristiche emozionali, spaziali e temporali, ma allo stesso tempo ne sintetizza le istanze principali in temi, sorta di Leitmotiv di personaggi o situazioni salienti. Questo crea la possibilità di esecuzioni indipendenti dalla sequenza filmica, come per le suite che ascolteremo stasera, in cui confluiscono temi dei più fecondi autori contemporanei, da Nino Rota a Ennio Morricone, da Maurice Jarre a Luis Bacalov, fino ad arrivare a Yann

calendario A5_b.indd 29

Yann Tiersen arrangiamento di Massimiliano Messieri Le fabuleux destin d’Amélie Poulain Maurice Jarre arrangiamento di Massimiliano Messieri Il dottor Zivago Nino Rota arrangiamento di Giuseppe La Malfa Il Gattopardo Nino Rota arrangiamento di Giuseppe La Malfa Romeo e Giulietta

Tiersen. Motivi indimenticabili tratti da capolavori della cinematografia italiana e mondiale sono stati riscritti da giovani compositori, nell’intento di celebrarne l’intramontabile vitalità e restituirne, anche in contesto concertistico, la straordinaria ricchezza espressiva.

26/07/11 15.44


lunedi 29 agosto ore 20.00 Faedis (UD) Villa Accordini a Campeglio

30

calendario A5_b.indd 30

Petite Messe Solennelle Giulia Della Peruta soprano Chiara Brunello mezzosoprano Matteo Mezzaro tenore Goran Ruzzier basso Matteo Andri pianoforte

Coro del Friuli Venezia Giulia Cristiano Dell’Oste maestro del coro Fabiana Noro maestro concertatore e direttore

«Questa piccola composizione che ahimè è l’ultimo peccato mortale della mia vecchiaia»* fu eseguita per la prima volta il 16 marzo 1864 nella cappella privata dei conti Michel-Frédéric e Louise Pillet-Will, cui la messa è dedicata. Il Napoleone di un’epoca musicale (Giuseppe Mazzini) si era ritirato dalla ribalta nel 1829, al colmo della gloria dopo la rappresentazione del Guglielmo Tell a Parigi, e per il successivo quarto di secolo aveva scritto musica in modo discontinuo, quasi esclusivamente per eleganti esecuzioni private, rubricando una cospicua parte della sua produzione senile come Péchés de vieillesse (Peccati di vecchiaia, appunto). L’opera più importante fra essi è la Petite Messe Solennelle per quattro solisti e coro di otto voci, con accompagnamento di due pianoforti e armonium. La scelta dell’organico risponde al carattere intimo e cameristico di questa mes-

sa petite, eseguita per una ristretta cerchia di nomi del beau monde e della cultura (fra cui un Meyerbeer commosso fino alle lacrime) e alla presenza dello stesso Rossini, pronto ad aiutare gli interpreti indicando tempi e girando pagine. Ma la petite è anche solennelle nella grandiosa architettura dei suoi quattordici pezzi, in cui complessi movimenti contrappuntistici, elaborati cromatismi, audacie armoniche e melodie dichiaratamente operistiche concorrono a trasfigurare una voce compiutamente classica in un’espressione già postromantica. «Buon Dio. Eccola terminata questa povera piccola Messa. […] Ero nato per l’opera buffa, lo sai bene! Poca scienza, un pochino di cuore, ecco tutto. Sii dunque Benedetto, e concedimi il Paradiso»*. *G. Rossini, Manoscritto della Petite Messe Solennelle, Passy, 1863.

26/07/11 15.44


piccolo festival del friuli venezia giulia

Associazione

Staff

Presidente Gabriele Ribis*

Direttore artistico Gabriele Ribis

Vicepresidente Roberto Miani*

Direttore amministrativo Roberto Miani

Consiglio Simonetta Cavalli, Andrea Ciciliot*, Franco Feruglio, Flavio Luchitta*, Fabiana Noro*

Direttore di Produzione Patrizia Furlano

* soci fondatori

Informazioni e Prenotazioni Tel. 348 654 64 33 dal lunedì al venerdì 9.30 - 13.30 | 14.30 - 19.00 Dal 27 agosto all’11 settembre il numero è attivo anche sabato e festivi. In caso di maltempo per i seguenti spettacoli sono previste sedi alternative: 20 agosto: Teatro Verdi 28 agosto: Teatro Palamostre 31 agosto: Chiesa Parrocchiale Martignacco 3 settembre (Mahler): Chiesa di S. Michele Arcangelo 6 settembre: Auditorium Comunale 10 settembre: Sala Parrocchiale (Piazza Chiesa) Gli spettacoli del 10 e 29 agosto saranno invece recuperati nella stessa sede il giorno successivo

calendario A5_b.indd 31

Responsabile Comunicazione Clementina Antonaci

Ufficio Stampa Fabiana Dallavalle Servizi Logistici Michele Cattarossi Relazioni Esterne Nicoletta Olivieri Squadra tecnica Marco Canali Massimiliano Botti Marco Giusti

Biglietti

Biglietteria web

La cambiale di matrimonio Intero: € 12,00 Ridotto: € 8,00

È possibile acquistare i biglietti online su www.greenticket.it

Viva V.E.R.D.I.! Intero: € 10,00 Ridotto: € 7,00 Petite Messe Solennelle Intero: € 8,00 Ridotto: € 5,00 Tutti gli altri spettacoli sono a ingresso gratuito.

Telefono 899 5000 55 dal lunedì al venerdì orario 9.00 - 13.00 14.00 - 18.00 Il costo della chiamata è di 0.80 € + IVA al minuto Abbonamenti Intero: € 25,00 Ridotto: € 18,00 Sono previste convenzioni esclusive per i soci BCC.

È possible acquistare i biglietti a partire da un’ora prima di ciascuno spettacolo direttamente presso la sede dell’evento. Con la stessa modalità è possible ritirare i biglietti prenotati. Ridotto per giovani fino a 25 anni, Soci BCC e over 65. Ingresso gratuito per bambini fino a 14 anni. 31

26/07/11 15.44


design Š falzone.eu

Partner istituzionali

Provincia di Udine Provincie di Udin

Provincia di Pordenone

Comune di Attimis

Comune di Faedis

Comune di Maniago

Comune di Martignacco

Comune di Pradamano

Comune di Reana del Rojale

Comune di Remanzacco

Comune di Tarcento

Comune di Tricesimo

Comune di Trivignano Udinese

Comune di Udine

Main Sponsor

Basilano

Sponsor

In collaborazione

Con il patrocinio

Club Unesco di Udine

Partner commerciali

Media Partner

Hotel Ristorante Boschetti Tricesimo (UD)

Per informazioni: +39 348 654 64 33 www.piccolofestival.org calendario A5_b.indd 32

26/07/11 15.44


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
La diversità 2011 - Programma generale by Piccolo Opera Festival - Issuu