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La passione 2009 - Programma generale

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Programma

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FRIULI VENEZIA GIULIA


S�onsors Sponsors Istituzionali

Comune di Cassacco

Comune di Magnano in Riviera

Comune di Martignacco

Sponsors principali

Comune di Reana del Rojale

Comune di Remanzacco

Comune di Tricesimo

Con il patrocinio del Comune di Gemona

Sponsor finanziario

Altri sponsors

Partners principali

Fondazione Federico Fellini

Si ringrazia per la collaborazione: I.S.I.S “Raimondo D’Aronco” - Gemona del Friuli Liceo Scientifico “Magrini” - Gemona del Friuli Hotel President - Udine Hotel Ristorante Pizzeria Al Collio - Reana del Rojale Tonini Boutique - Tricesimo


“Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia.” Albert Einstein Quello che stiamo vivendo è un anno particolarmente difficile per tutti, e quindi anche per chi lavora nel mondo della cultura. Senza voler ostentare un cieco ottimismo, ritengo che la crisi ci offra non poche opportunità, non ultima quella di riaffermare, in particolare nel nostro paese, il ruolo dell’Artista nella società: Il teatro, la musica, l’arte devono ritornare ad essere un punto di riferimento e riflessione sull’uomo, sulla sua identità e sul suo futuro. Vogliamo veramente cambiare le cose, e per questo abbiamo fatto nostre le parole di Albert Einstein: abbiamo accettato la sfida e siamo riusciti a presentare un Festival ancora più ricco (ben 16 spettacoli in oltre due settimane di programmazione), ancor più diffuso sul territorio (con l’ingresso di tre nuove amministrazioni comunali), con un massiccio coinvolgimento di artisti regionali, la messa in scena di numerosi temi legati alla cultura locale, la formazione artistica dei giovani con un laboratorio teatrale-musicale, la promozione del territorio e dei suoi prodotti. È motivo di grandissima soddisfazione vedere come il Festival stia lentamente diventando parte del territorio che lo rende possibile, attorno ad un progetto organico che ne raccoglie e ne stimola l’offerta culturale. Questo è il nostro solo obiettivo: diventare espressione delle grandi potenzialità culturali della nostra regione perché la gente possa sentirsi stimolata ed arricchita nella propria identità attraverso il confronto con altre realtà nazionali ed internazionali. Al pubblico, agli artisti, agli sponsor ed alle istituzioni che ci appoggiano, ai mezzi di comunicazione e a tutti coloro che collaborano per rendere il Festival possibile:

Grazie per il vostro aiuto e per la vostraPassione nel seguirci e sostenerci!

Gabriele Ribis Direttore artistico


�n�ice

assione

2009

5 Cerimonia d’apertura Inaugurazione mostra Arte Rojale 6 LA GIULIETTA di Luigi Da Porto 8 ROMEO E GIULIETTA Concerto aperitivo 9 WEST SIDE STORY Concerto aperitivo 10 LIEDERSCHAFT 12 AFTER JULIET 13 IL TELEFONO IL SEGRETO DI SUSANNA 15 TEATRO LIRICO SPERIMENTALE DI SPOLETO 17 OMAGGIO A NINO ROTA 19 A FRONTE ALTA 20 CJANT D’AMÔR 21 PER ORGANO E NON 22 INFORMAZIONI 23 ASSOCIAZIONE


Arte Rojale Inaugurazione · Cerimonia d’apertura

Arte sabato 22 agosto · ore 18 · Ex Scuole Piazza Centa REANA DEL ROJALE

Con la partecipazione della Banda Musicale di Reana del Rojale diretta da Flavio LUCHITTA Piccolo omaggio a Fabrizio De André a 10 anni dalla scomparsa

Espongono gli artisti: Emanuela NONINO, Andrea CASARI, Ivan TOSOLINI CLAUET, Francesca BELTRAMINI, Nicola PICOGNA, Alessio TONINI, Rosina COMELLO, Sonia CUZZOLIN, Francesco COMELLO, Adriano DEL NEGRO, Maria Elena PIGANI, Elisabetta COSSETTINI, Erica LAVARONI, Adriana GHIRALDO, Mario NANINO. Opera di Ivan Tosolini Clauet

Orario mostra: Sabato 18.00/22.00 · Domenica 10.30/14.00 - 18.00/22.00

Pittura, fotografia, scultura, ceramica. Ecco alcune delle forme espressive che si potranno ammirare dal 22 agosto al 6 settembre alla terza edizione di Arte Rojale. La mostra collettiva è stata ideata per valorizzare e promuovere l’eterogeneo e stimato patrimonio artistico che fa del Rojale un territorio culturalmente vivace e qualificato. Sono, infatti, gli artisti locali i protagonisti che hanno accettato di aprirsi al confronto, di offrire al pubblico un’occasione di incontro e di crescita culturale, un momento di riflessione sul significato etico, estetico e comunicativo dell’arte. Lo faranno attraverso il proprio linguaggio artistico fatto di forme, immagini e colori; strumenti con i quali comunicare il proprio pensiero, la propria essenza e la propria identità.

Foto di Francesco Comello

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La Giulietta dalla novella di Luigi Da Porto

Teatro Danza sabato 22 agosto · ore 21 · Castello CASSACCO Gabriele RIBIS ideazione e regia Luciano ROMAN Luigi Barbara CARRER Lucina (canto) STREPITZ musica (arr. Lorenzo Marcolina) Giovanni Floreani, Lorenzo Marcolina, Ermes Ghirardini, Alessio Ghezzi, Paolo Viezzi COMPAGNIA AREAREA danza ˇ Roberto COCCONI Luca ZAMPAR, Daša GRGIC, Roberto COCCONI coreografie Cristian FINOIA collaborazione regia e costumi Alex SILVESTRI video

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L a Storia La novella è introdotta da una lettera dedicatoria a Lucina Savorgnana, al suo interno compare il personaggio del narratore, Peregrino, un arciere di circa cinquant’anni che accompagna il suo capitano “forse da amore sospinto” da Gradisca verso Udine. L’intento della narrazione è quello di consolare Luigi per le sue pene d’amore e dissuaderlo dall’amare con eccessiva intensità, poiché amore reca con sé, inevitabilmente, dolore. Il racconto ha poi inizio: siamo a Verona, all’inizio del XIV secolo, Bartolomeo della Scala è signore della città, i Montecchi e i Capuleti sono tra le famiglie più ricche e influenti. Una tempo amiche, esse sono ora divise da un odio insanabile. In occasione del carnevale Antonio Capuleti è solito dare grandi feste, ad una delle quali Romeo Montecchi si reca di nascosto e conosce Giulietta, la bellissima figlia diciottenne del padrone di casa. I due si innamorano ma Giulietta è decisa a concedersi al giovane, che ogni notte la reclama sotto il suo balcone, solo quando saranno marito e moglie. Romeo chiede a Frate Lorenzo, suo grande amico e confessore di Giulietta, di sposarli in segreto e dopo le nozze, i due giovani “più notti del loro amore felicemente goderono” fino a quando scoppia la tragedia. Durante una rissa per strada fra seguaci dei Montecchi e dei Capuleti, Romeo uccide Tebaldo, cugino di Giulietta, e viene condannato all’esilio perpetuo. Giulietta è disperata e ad aumentare la sua angoscia interviene il padre che decide improvvisamente di maritarla al conte di Lodrone. Giulietta vuole morire e come ultima speranza si rivolge a Frate Lorenzo il quale le fornisce una pozione in grado di farla cadere in un sonno simile alla morte e permetterle poi, al risveglio, di fuggire con il suo Romeo. La vigilia della cerimonia Giulietta prende la pozione e, creduta morta, fra lo strazio generale, viene sepolta nella cripta di famiglia. Intanto Romeo, che avrebbe dovuto essere avvertito dello stato reale delle cose, informato invece della morte della fanciulla si precipita a Verona e giunge alla cripta dove si uccide con il veleno sul corpo dell’amata. Giulietta, svegliatasi subito dopo, non potendo sopportare il dolore della sua morte, lanciato un alto grido, muore a sua volta. La novella si chiude col funerale congiunto dei due giovani e l’erezione di un monumento, voluto da Bartolomeo, con una epigrafe che suonasse a monito dei cittadini e delle famigli finalmente in pace fra loro.


Luigi da Por to Figlio del nobile vicentino Bernardino e di Elisabetta Savorgnan, educato ad Urbino (dove divenne amico di Pietro Bembo) alle lettere ed alle armi, fu capitano di cavalleria della Serenissima Repubblica di Venezia. Nel 1510 venne assegnato di stanza prima a Cividale, poi nella fortezza di Gradisca, su un fronte apparentemente tranquillo della guerra che vedeva opposta Venezia alla Lega di Cambrai (detta anche Lega Santa) formata dal Papato, dalla Francia e dall’Impero. Lo stesso Friuli era diviso fra i sostenitori di quest’ultimo (detti strumieri) e quelli di Venezia (detti zamberlani). Questa lotta visse il suo cruento apice il giorno di giovedì grasso 1511 quando Antonio Savorgnan, zio di Luigi e capo dei zamberlani, sobillando il popolo con la minaccia di un’invasione imperiale fece barbaramente trucidare tutti i nobili strumieri nella città di Udine. Pochi giorni prima, durante quello stesso carnevale, ad un ballo a palazzo Savorgnan, Luigi conobbe la cugina Lucina e se ne innamorò perdutamente. Il loro amore era però impossibile perché, sebbene della stessa famiglia, appartenevano a due rami opposti per fazione. Qualche mese più tardi, durante un’imboscata presso un guado sul Natisone, Luigi rimase gravemente ferito da un colpo di lancia alla gola che lo lasciò semiparalizzato. Dovette abbandonare le armi e dopo una lunga convalescenza ritirarsi nella villa di famiglia a Montorso Vicentino. Lì sì dedico esclusivamente alle amate lettere e circa dieci anni più tardi scrisse la novella La Giulietta che, dedicata proprio alla cugina Lucina, lascia intravedere non pochi riferimenti al suo sfortunato amore. (G.R.)

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Lu c i a n o Ro m a n in teatro ha lavorato con registi quali Giorgio Strehler, Luca Ronconi, Luigi Squarzina, Massimo Castri. Tra gli spettacoli da ricordare: Le baruffe chiozzotte di Goldoni per la regia di Strehler del 1992, Amoretto di Schnitzler per la regia di Massimo Castri, Il Candelaio di Giordano Bruno regia di Luca Ronconi, Il Bugiardo di Goldoni regia di Bosetti. In televisione ha partecipato ai telefilms, soap operas (Vivere) e spot pubblicitari (Thè Infrè, Caffé Illy). Dal 2006 collabora come attore e regista al Teatro stabile “Biondo” di Palermo. L a Co m pa g n i a Area rea è stata fondata nel 1992 dal coreografo e danzatore Roberto Cocconi, già membro della Compagnia Teatro e Danza La Fenice di Venezia sotto la direzione di Carolyn Carlson e poi fondatore del gruppo Sosta Palmizi. Dal 2003 la compagnia si avvale della cifra coreografica di Luca Zampar e Marta Bevilacqua entrambi formatisi presso l’Accademia Isola Danza diretta da Carolyn Carlson. La compagnia di danza contemporanea Arearea, è nella sua regione l’unica realtà professionale che opera nel campo della produzione di danza. St re p i tz non si stacca dalla tradizione popolare della nostra regione (Friuli), ma si concede incursioni musicali che se inequivocabilmente escono dal rigore della filologia arricchiscono il messaggio offrendo all’ascoltatore spunti per ulteriori e diverse emozioni.

Luciano Roman


Romeo e Giulietta regia di Franco Zeffirelli

Cinema domenica 23 agosto · ore 20 · Teatro Garzoni TRICESIMO Concerto aperitivo OneirOn Ensemble Clementina ANTONACI flauto · Vanessa SCARANO clarinetto Simone BUTINI violino · Vanessa SINIGAGLIA violoncello Franco VENTURINI pianoforte

Ennio MORRICONE (1928) Nuovo Cinema Paradiso Proiezione a due, Nuovo Cinema Paradiso, Infanzia e maturità, Ripensandola, Tema d’amore

Nino ROTA (1911 – 1979) Fellini La dolce vita, Lo sceicco bianco, 8 ½

Luis BACALOV (1933) Il Postino Pablito, Il postino, Beatrice, Milonga del poeta, Il postino poeta (Arr. Giulia MONDUCCI)

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Romeo e Giulietta (Italia/Gran Bretagna 1968), diretto da Franco Zeffirelli, è una delle trasposizioni cinematografiche più fedeli dell’opera teatrale omonima di William Shakespeare. Il film, vincitore di due premi Oscar (migliore fotografia e migliori costumi), riporta in vesti solenni e sontuose la tragedia dei due giovani amanti veronesi, qui interpretati per la prima volta da due adolescenti: Leonard Whiting (diciassettenne, Romeo) e Olivia Hussey (quindicenne, Giulietta). Come nella tragedia shakespeariana, l’antico odio fra le famiglie dei Montecchi e dei Capuleti è lo scenario su cui si staglia l’amore vibrante e leggiadro dei due protagonisti. Romeo, recatosi in maschera ad un ballo in casa Capuleti, incontra Giulietta, giovane figlia dei padroni di casa, e se ne innamora perdutamente. A fine ballo, nascosto nel giardino dei Capuleti, Romeo si ferma sotto il balcone dell’amata e si profonde in lodi appassionate. Affacciata al balcone c’è proprio Giulietta: i due si dichiarano amore eterno e si ripromettono di sposarsi in segreto. L’indomani, padre Lorenzo, confessore di Romeo, celebra le nozze fra i due giovani, nella speranza che questo possa preludere ad una riconciliazione fra le famiglie. Al contrario, il destino comincia a tessere una trama infausta: Romeo, pur provocato da Tebaldo, cugino di Giulietta, rifiuta di battersi in nome della segreta parentela che li unisce, ma non può sottrarsi allo scontro quando si tratta di vendicare l’uccisione di Mercuzio, suo parente e amico. Il duello termina con la morte di Tebaldo, Romeo viene bandito dalla città e fugge a Mantova. Nel frattempo Giulietta, per sottrarsi al volere paterno che ne disporrebbe le nozze con il conte Paride, accetta la proposta di padre Lorenzo di bere una pozione in grado di darle morte apparente. Secondo le rassicurazioni del frate, al suo risveglio troverà al suo capezzale Romeo, prontamente avvisato da un messo da lui inviato, che la condurrà con sé a Mantova. Sfortunatamente Romeo viene a conoscenza di quella che è considerata essere la prematura morte di Giulietta, senza che il messo possa avvisarlo della reale situazione, essendo Mantova in quarantena a causa della peste. Distrutto dal dolore, si procura del veleno e si reca a Verona, determinato ad unirsi all’amata almeno nella morte. Nella cripta in cui giace Giulietta Romeo si avvelena. La Capuleti, risvegliatasi poco dopo, vede il cadavere dell’amato, ne segue il destino e si suicida pugnalandosi. Nella scena finale le due famiglie, davanti ai cadaveri dei due giovani sposi, pongono fine alle ostilità: il sangue dei loro figli le ha riconciliate. (C.A.)


West Side Story musica di Leonard Bernstein

Cinema lunedì 24 agosto · ore 20 · Sala ex Cinema Parrocchiale QUALSO Concerto aperitivo OneirOn Ensemble Clementina ANTONACI flauto · Vanessa SCARANO clarinetto Simone BUTINI violino · Vanessa SINIGAGLIA violoncello Franco VENTURINI pianoforte

Michael NYMAN (1944) Lezioni di piano The Flying, Here to there, The promise, All imperfect things, The scent of love

Maurice JARRE (1924-2009) Dottor Zhivago Main title, Lara is charming, Lara’s theme

Yann TIERSEN (1970) Il Favoloso mondo di Amélie Comptine d’une autre été, Le moulinais allée, Les jours tristes, La valse d’Amélie (Arr. Giulia MONDUCCI)

West Side Stor y (Usa, 1961), diretto da Jerome Robbins e Robert Wise, è un adattamento cinematografico dell’omonimo successo di Broadway. Contribuì in maniera determinante a rinnovare il musical, con le splendide coreografie di Robbins sulle note di canzoni mitiche come The Jet Song, America, Maria, Tonight, I feel pretty firmate da Leonard Bernstein e Stephen Sondheim. La grandiosa realizzazione, ambientata anche negli esterni della 68ª e della 110ª strada prima della demolizione, rischia di far passare in secondo piano gli spunti narrativi tutt’altro che scontati (i conflitti razziali o la povertà sociale ad esempio), soprattutto negli anni in cui la fiducia kennedyana sembrava aver approssimato l’American Dream alla vita di ognuno. Vinse dieci premi Oscar diventando il film musicale che ne ha ottenuto il maggior numero nella storia. La vicenda racconta l’amore contrastato tra due ragazzi appartenenti a mondi diversi: Maria (Natalie Wood), sorella del capobanda dei portoricani Sharks, e Tony (Richard Beymer), ex componente ormai pentito della banda rivale degli anglosassoni Jets. Novelli Romeo e Giulietta del West Side newyorkese, i due giovani non incontrano più l’opposizione delle famiglie, ma delle rispettive bande. Maria e Tony si incontrano durante un ballo, si innamorano, cominciano a frequentarsi in segreto e progettano di fuggire insieme e sposarsi. Nel frattempo, le due bande rivali decidono di risolvere le loro controversie con uno scontro all’ultimo sangue: i perdenti dovranno abbandonare il campo per sempre. Per l’occasione Riff, il capo dei Jets, chiede a Tony, suo fratello, di unirsi alla banda per un’ultima, eccezionale volta. Durante la rissa Riff viene pugnalato a morte e Tony, per vendicarlo, uccide Bernardo, capo degli Sharks e fratello di Maria. Gli Sharks cercano Tony per eliminarlo, mentre i Jets cercano di precederli e difenderlo. Anita, fidanzata dell’ormai defunto Bernardo, subisce un’aggressione da parte dei Jets e decide di vendicarsi affermando che Maria è morta per mano di Chino, un altro componente degli Sharks, mosso dalla gelosia per l’amore di Maria per Tony. Quest’ultimo, ricevuta la falsa notizia, esce in strada in cerca di Chino, ma incontra proprio Maria. Mentre i due si lanciano l’uno nelle braccia dell’altra, Chino appare e spara a Tony, che muore fra le braccia della sua amata. Le due bande accorrono e Maria rimprovera a entrambe il proliferare della violenza e i frutti nefasti che ha portato. Le due bande, per la prima volta unite, sollevano il corpo di Tony e lo accompagnano in una lenta processione. (C.A.)

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Liederscha�t Piccolo omaggio a Haydn e Mendelssohn

Concerto mercoledì 26 agosto · ore 21 Villa Gallici Deciani MONTEGNACCO

Matteo ANDRI, Paolo TROIAN pianoforte Claudia VIGINI soprano Simonetta CAVALLI soprano Nicola PASCOLI tenore Armando BADIA baritono Vanessa SCARANO, Anna Lycia GIALDI, Lydia COLONNA clarinetto/corno di bassetto Programma Franz Joseph HAYDN (1732 - 1809) 200º anniversario della morte Arianna a Naxos Cantata a voce sola per soprano e pianoforte Hob. XXVIb: 2

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Wolfgang Amamdeus MOZART (1756 - 1791) Sei notturni KV 346(439a), 436-439, 549 per due soprani e basso con accompagnamento di 2 clarinetti e corno di bassetto 1. Luci care 2. Se Lontan ben mio 3. Due Pupille amabili 4. Più non si trovano 5. Ecco quel fiero istante 6. Mi lagnerò tacendo

Felix MENDELSSOHN-BARTHOLDY (1809 – 1847) 200° anniversario della nascita Duetti per soprano, tenore e pianoforte Ich wollt, meine Lieb ergösse sich Op. 63 N. 1 Abschied der Zugvögel Op. 63 N. 2 Lied aus Ruy Blas Op. 77 N. 3 Fanny MENDELSSOHN-BARTHOLDY Suleika und Hatem Felix MENDELSSOHN-BARTHOLDY (1809 – 1847) Pezzo da concerto op. 113 per clarinetto, corno di bassetto e pianoforte 1. Allegro di molto 2. Andante 3. Allegro molto

Johannes BRAHMS Liebeslieder-Walzer op.52 per quattro voci con accompagnamento di pianoforte a quattro mani Per la traduzione dal tedesco dei sottotitoli si ringrazia Rino Alessi


Haydn non fece mai mistero del suo amore per la musica vocale, rammaricandosi spesso di non averne scritta abbastanza. In Arianna a Nasso, la struttura musicale intensa ed emotiva riflette e sottolinea lo spirito drammatico del testo: in un crescendo sempre più intenso, Arianna si rende conto alla fine di essere stata abbandonata da Teseo. Questa cantata è un omaggio di Joseph Haydn all’italianità dominante a Vienna e allora in gran voga fra le famiglie nobiliari che organizzavano frequenti serate musicali. A questo genere appartengono I Sei notturni di Mozart (su testo di Metastasio) dove il timbro dei corni di bassetto, aggiunto alla voce del basso, conferisce una nota di calda sensualità a queste composizioni, fedeli al galante e tenero erotismo della convenzione settecentesca. Mozart li scrisse per due virtuosi di questo strumento, i fratelli Stadler, così come Mendelssohn compose il pezzo da concerto per clarinetto e corno di bassetto per l’amico clarinettista bavarese Heinrich Bärmann ed il figlio Karl. I suoi duetti rivelano invece il desiderio di sperimentare nuove forme vocali ed armonie in grado di esaltare l’espressività. Alcune di esse si spingono molto oltre la melodiosità aggraziata e forbita, la trasparenza stilistica e la struttura strofica che si tende ad associare a questo autore. La sorella Fanny dimostra di essere allo stesso livello del fratello di cui le si attribuiscono diverse composizioni. I Liebeslieder Walzer si collocano tra le più popolari partiture di Brahms. La prima esecuzione completa vide Clara Schumann alla tastiera assieme allo stesso Brahms. L’opera si compone di diciotto brevi capolavori di leggiadria ed eleganza con cui Brahms tributa un omaggio al valzer, al ländler (da cui il valzer ebbe origine) e ai ritmi della musica popolare ungherese. Nel 1809 si incrociano le vite di due grandi musicisti. A Vienna, all’età di 77 anni moriva Franz Joseph Haydn, uno dei maggiori compositori del periodo classico, considerato il “padre” della sinfonia e del quartetto d’archi. Di umili origini, attraversò non poche difficoltà all’inizio della sua carriera, finché assunse l’incarico di maestro di cappella della famiglia Esterházy, una delle più importanti dell’Impero. Durante i quasi trent’anni passati al servizio della famiglia compose una mole impressionante di lavori fra cui sinfonie (ne scrisse in tutto 104), opere liriche, sonate ed una gran quantità di musica da camera. Quando venne licenziato, fu invitato in Inghilterra dove ebbe una trionfale tournée ed al ritorno in Austria compose due grandi oratori La creazione e Le stagioni sotto l’influenza di Händel, che contengono temi importanti quali il significato della vita e dell’umanità e rappresentano un tentativo di dipingere il sublime in musica. Felix Mendelssohn nacque ad Amburgo da un’aristocratica famiglia di origine ebraica. Molti aspetti lo accomunano a Mozart: imparò a suonare il pianoforte all’età di sei anni; ebbe una sorella, Fanny Mendelssohn pianista di fama e compositrice di rilievo; come Mozart, Mendelssohn intraprese non di rado viaggi per l’Europa, incontrando le personalità di spicco della musica di quel tempo; morì anch’egli prematuramente, nel 1847, a soli 38 anni. Non a caso ebbe un ruolo determinante nella riscoperta dei lavori del genio salisburghese, così come delle grandi composizioni di Johann Sebastian Bach (in particolare la Passione secondo San Matteo caduta in oblio in quel periodo). Oltre alle cinque sinfonie la sua opera più celebrata sono senz’altro le musiche di scena per Sogno di una notte di mezza estate. (G.R.)

Franz Joseph Haydn

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Felix Mendelssohn


A�ter Juliet

Giovane Teatro giovedì 27 agosto · ore 21 · Teatro Sociale GEMONA DEL FRIULI mercoledì 2 settembre · ore 21 · Teatro Luigi Garzoni TRICESIMO domenica 6 settembre · ore 21 · Ex cinema Impero MARTIGNACCO con Eliah CORTELLO, Eugenio FERRARO, Marzia PEZZETTA, Ylenia PIGNARI, Ginevra PITUELLO, Emily RODARO, Elisa VALENT, Debora CAMERIN, Alessio MICELI percussionista Cura del laboratorio e della messinscena Rascia DARWISH e Eleonora RIBIS Musiche originali Alessandro GREGO Costumi Emmanuela COSSAR · Arredo Scenico MOROSO

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Giulietta e Romeo sono morti. Gli amici rimasti devono continuare a vivere e affrontare il tempo After Juliet. È un tempo difficile, un tempo sospeso, di tregua. Ognuno aspetta e sogna cosa diverse: vendetta, pace, amore, potere, semplici giornate di sole. Ognuno è legato agli altri da intricati fili di rapporti, fili di passato e di futuro. Ogni più piccolo movimento muove tutti gli altri personaggi. Perché ogni personaggio ci racconta un tempo violento e fragile, il tempo After Juliet, ma soprattutto l’adolescenza di ognuno. Il testo di Sharman Mac Donald è infatti un tempo senza tempo. Gli adolescenti che ne sono protagonisti potrebbero essere nati nel 1400 o oggi. E nella messinscena a cui i ragazzi hanno dato vita dopo tre settimane di lavoro, After Juliet diventa il tempo di un sogno, di una visione del personaggio che più di tutti ci ha colpito: Bianca. È un sogno quello che Bianca fa scandire dal ritmo di un percussionista, una danza, un minuetto che potrebbe ripetersi all’infinito perché ognuno conosce i movimenti e i posti che deve occupare, un gioco in cui ognuno può cambiarsi i vestiti ed entrare nei panni degli altri perché il ruolo conta più della persona, una visione che non può smettere perché i bisbiglii delle anime senza pace, i rumori della battaglia ancora non sono finiti. Perché anche la guerra, proprio come l’adolescenza, ha sentimenti senza tempo. (Eleonora Ribis) Rascia Darwish e Eleonora Ribis si incontrano, provenendo da formazioni diverse, al Corso di Alta Formazione Teatrale “Il verso, il suono inarticolato, la voce” dell’Ert Emilia Romagna tenuto da Chiara Guidi-Socìetas Raffaello Sanzio. Iniziano insieme un percorso di ricerca nel teatro. Il loro primo spettacolo Viene buio viene luce è finalista del Premio Scenario Infanzia 2008. Alessandro Grego inizia a comporre giovanissimo, da autodidatta, sotto la guida di compositori quali F. Nieder, G. Gaslini, N. Sani, C. Roads ed altri. In seguito si distingue per la composizione di colonne sonore di filmati e sceneggiati radiofonici prodotti dalla RAI; La sua musica viene regolarmente eseguita nei teatri e festival nazionali ed internazionali da prestigiosi interpreti tra i quali spiccano Guido Arbonelli, Massimiliano Damerini, Roberto Fabbriciani, Filippo Faes, Giuseppe Fricelli, il quartetto “Martinu”, Serge Conte, Paolo Pollastri, Ciro Scarponi, Emanuele Segre, etc. Ha lavorato accanto ad attori quali Arnoldo Foà, Vittorio Caprioli, David Riondino, Manuela Kustermann, Antonio Pizzicato, a registi quali Giuseppe Patroni Griffi e con il drammaturgo Francesco Niccolini. Le sue composizioni sono edite da RaiTrade e sono state incise per le case discografiche Phoenix, Agorà, ARTS ed Urbania. Ha insegnato e tenuto seminari presso L’Università di Firenze, l’Università di Siena e la SAE School di Lubiana.


�l tele�ono · �l se�reto �i Susanna

Opera venerdì 28 agosto · ore 21 · Auditorium Mons. Pigani REANA DEL ROJALE domenica 30 agosto · ore 21 · Teatro Garzoni TRICESIMO Gianni MARRAS regia Davide AMADEI scene e costumi Roberto Paglialunga & C. - Roma parrucche Sonia VISENTIN Lucy / Susanna Gabriele RIBIS Ben / Gil Adrian GALLETTA Sante / assistente alla regia Matteo ANDRI maestro sostituto Piccola Orchestra Alpe Adria Giuseppe LA MALFA maestro concertatore e direttore d’orchestra

I l telefono or L’amour à t ro i s è un’opera buffa in un atto unico con libretto e musica di Gian Carlo Menotti (1911-2007). Essa fu composta su invito della Ballet Society di New York e fu rappresentata per la prima volta nel 1947 nel Teatro Keckscer della stessa città, con un successo che si protrasse per centinaia di repliche. In essa si ritrovano alcuni caratteri tipici della produzione di Menotti, come la scrittura musicale eclettica, improntata a moduli operistici ottocenteschi e pucciniani, l’immediata comunicabilità della linea melodica e la profonda conoscenza dei meccanismi teatrali. L’opera è un’elegante satira di uno dei vizi dei nostri tempi, la logorrea telefonica: in essa l’autore accenna con garbo al rischio dell’incomunicabilità nella società contemporanea, senza mai perdere la giocosità e la brillantezza delle premesse. Il telefono è un vero e proprio personaggio che si esprime con cinguettanti trilli e arpeggi quando può imporsi nel dialogo fra i due, per poi squillare «a colpi ripetuti, come un bambino che invoca soccorso» quando Ben si avvicina per tagliargli i fili. La grande protagonista è Lucy, che si muove fra arie dal sapore stravinskijano, colorature e valzer politonali. Il povero Ben deve accontentarsi di momenti frammentari: anche la sua dichiarazione d’amore è sopraffatta dall’esuberanza vocale dell’amata e, ovviamente, dalla raccomandazione «non ti scordare del mio numero». I l segreto di Susanna è forse l’opera che incontrò maggiore fortuna fra quelle scritte da Ermanno WolfFerrari (1876-1948), compositore veneziano di madre italiana e padre tedesco. Fu presentata nel 1909 al Teatro Municipale di Monaco di Baviera, per essere ripresa due anni dopo da Arturo Toscanini al Costanzi (ora Teatro dell’Opera) di Roma. L’intermezzo, che pare erigere a suo modello La serva padrona di Pergolesi si inscrive a pieno titolo nell’opera di recupero compiuta dal compositore delle forme del teatro settecentesco italiano, soprattutto di matrice goldoniana. Musicista colto e raffinato, Wolf-Ferrari rimase infatti estraneo alle suggestioni a lui coeve della poetica verista e ai moti delle avanguardie europee, per esprimere con modi garbati e ricchi di grazia tematiche piuttosto riconducibili a orizzonti mozartiani, rossiniani e tardo verdiani. Questo non impedì ad alcuni di cogliere ascendenze wagneriane nel trattamento che egli riservò alle linee musicali che, in particolare in questa opera, vivono in strettissima relazione con il testo e il gesto teatrale. (C.A.)

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La Storia Il telefono Ben arriva a casa di Lucy con un regalo. Egli deve partire a breve e ha qualcosa di molto importante da dire alla ragazza. Squilla però il telefono: è Margaret, con cui Lucy si intrattiene lungamente. Al termine della chiamata, Ben riprova a parlare, ma il telefono suona ancora: fortunatamente è solo qualcuno che ha sbagliato numero. Ben riprende il discorso, ma si sta facendo tardi e Lucy premurosa telefona per sapere che ora è. Ben, sempre più teso, viene interrotto da un’altra chiamata. È la volta di George, che parla a Lucy con tono molto alterato e la accusa di aver spettegolato sul proprio conto. Lucy ne è sconvolta e si allontana piangendo, lasciando il telefono in balia delle fantasie omicide di Ben, che accarezza l’idea di tagliargli i fili. Lucy torna giusto in tempo per salvare l’amato oggetto: deve chiamare subito Pamela per raccontarle tutto l’accaduto. È troppo: Ben, ormai sconfitto, se ne va. Lucy rimane sola nel silenzio della sua casa, quando accorre in suo soccorso un nuovo squillo del telefono: è Ben, da una cabina, che finalmente riesce a chiederle di sposarlo, consapevole ormai del fatto che il loro non può che essere un «amour à trois».

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Il segreto di Susanna Il dubbio si insinua nel tranquillo ménage dello sposo novello conte Gil quando gli sembra di riconoscere sua moglie nella «figura snella» di una passante. Rientrato a casa, viene accolto dalle rassicurazioni della consorte: la contessa Susanna, seduta al pianoforte, afferma che non sarebbe mai uscita senza la sua autorizzazione. Gil non sa che, sotto la «mantiglia grigia e cappellino rosa» che ha scorto per strada, c’era proprio la moglie, prontamente rientrata, ma carpisce un nuovo, inconfutabile indizio: l’odore di fumo. Susanna non fuma e non fuma neanche Sante, il cameriere muto. Roso dalla gelosia, Gil si arrovella intorno alla dolorosa questione: è mai possibile che la sua Susanna lo tradisca con un fumatore seduttore un mese dopo il matrimonio? Forse è solo «fantasia dell’odorato»… Gli sposini si chiariscono: lei si dispiace e arrossisce, lui si pente di aver sospettato e i due si adagiano nei ricordi del loro innamoramento. Gil prova a suggellare l’avvenuta riappacificazione con un abbraccio, quando riappare prepotente sulla scena lui, «l’odor fatale, sin nella veste»! Lei ammette: ha un segreto che non intende rivelare, lui si appella alla suocera, icona di retto agire e garante della massima integrità. Poi di nuovo la riappacificazione e l’uscita di Gil, alla volta del circolo degli amici. Appena sortito il consorte, Susanna chiude bene le finestre e apre le porte al suo segreto: Sante le porge un pacchetto e lei ne estrae una sigaretta. Gil rientra con una scusa, sente l’odore di fumo, cerca un modo per stanare il seduttore, prende per mano la traditrice e si brucia con la sigaretta celata: ecco rivelato il segreto! Il vizio della sua Susanna è un terzo incomodo non così fedifrago, i due si chiariscono e suggellano l’amore ritrovato proprio accendendosi una sigaretta. In fondo, «tutto è fumo a questo mondo». (C.A.)

Gianni Marras, assistente di numerosi registi tra cui Saverio Marconi, Giorgio Pressburger, Daniele Abbado, collabora con la Compagnia della Rancia, il Teatro di Ferrara, Spoleto e Bologna (dove attualmente è direttore di scena). Il sodalizio con lo scenografo e costumista Davide Amadei, docente presso il DAMS di Bologna e l’Università di Firenze, ha prodotto allestimenti di grande successo quali L’Italiana in Algeri e Don Pasquale a Spoleto, La Pietra del Paragone a Sassari.

Giuseppe La Malfa direttore musicale presso il Teatro Petruzzelli di Bari, dal 2004 ad oggi ha diretto il Così fan tutte del Piccolo Teatro di Milano, ultima regia di Giorgio Strehler, in Italia, Francia, Russia, Egitto, Grecia, Cina. Ne 2007 ha vinto il Concorso Capuana per direttori d’orchestra ed ha diretto La Cenerentola a Spoleto ed in Giappone.


Teatro Lirico S�erimentale

L’elisir d’amore

Opera sabato 29 agosto · ore 21 · Teatro Garzoni TRICESIMO

Emilia Ivancheva IVANOVA soprano Gianluca BOCCHINO tenore Ivo Yuriev YORDANOV baritono Andrea MELE pianoforte Programma ˇajkovskij da Evgenij Onegin P. I. C Kogda bï zhizn domashnim krugom (Yordanov)

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J. Massenet da Werther Je ne sais si je veille (Bocchino) C. Gounod da Roméo et Juliette Je veux vivre (Ivanova)

La Cenerentola

da L’Elisir d’amore di G. Donizetti Atto I Aria: Quanto è bella, quanto è cara Cavatina: Benedette queste carte...Della crudele Isotta...Elisir di sì perfetta Cavatina: Come paride vezzoso Recitativo, Scena e Duetto: Caro elisir! Sei mio...La la ra la rà...Tran tran Atto II Scena e duetto: La donna è un animale...Venti scudi Romanza: Una furtiva lagrima Recitativo e Aria: Eccola...Prendi per me sei libero

Don Pasquale

Il Barbiere di Siviglia


Teatro Lirico S perimenta l e d i Sp o l eto “A . Belli”

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Fondato nel 1947 dall’avvocato e musicologo Adriano Belli, il Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto nasce con la finalità di avviare alla professione lirica giovani cantanti dalle spiccate qualità artistiche. Ad essi, selezionati tramite un concorso europeo, viene offerta una formazione globale, che negli anni si è avvalsa di contributi didattici di eccezionale levatura (citiamo ad esempio l’insegnamento di Franco Capuana, Nino Rota, Renato Bruson, Carlo Bergonzi e Raina Kabaivanska). Al termine del percorso, i giovani debuttano nella Stagione Lirica che ha luogo solitamente a Spoleto in settembre. Molti grandi nomi della lirica internazionale hanno vinto il concorso dello Sperimentale, studiando a Spoleto e debuttando nella Stagione Lirica dell’Istituzione (ricordiamo ad esempio Franco Corelli, Ettore Bastianini, Anna Moffo, Rolando Panerai, Leo Nucci, Ruggero Raimondi, Renato Bruson, Mariella Devia, Daniela Barcellona ed i friulani Alfredo Mariotti, Luciana D’Intino e Gabriele Ribis). Inoltre, in occasione della Stagione Lirica Sperimentale, hanno collaborato con il Teatro prestigiosi registi, come ad esempio Luca Ronconi, Ugo Gregoretti (che ricorderete nella passata edizione del Piccolo Festival), Giorgio Pressburger, Piera degli Esposti e Gigi Proietti. Negli ultimi anni l’Istituzione ha allargato la propria vocazione formativa anche alle altre figure del teatro lirico, organizzando corsi per maestri collaboratori, per tecnici e, dal 1995, per professori d’orchestra. In particolare, questa direttrice formativa ha dato vita all’OTLiS, l’Orchestra del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto. L’Istituzione è stata ospite, oltre che in Italia, anche in Austria, Svizzera, Spagna, Ungheria, Germania, Romania, Russia, Stati Uniti, Canada, Cina, Giappone, Qatar e Cuba. Come riconoscimento per l’attività svolta nei suoi sessantatre anni di storia, in particolare in merito alla promozione dell’opera lirica all’estero, nel 2009 il Teatro ha ricevuto il Premio Cultura di Gestione per le politiche di gestione, valorizzazione e promozione dei beni e delle attività culturali. (C.A.)


Oma��io a Nino Rota a 30 anni dalla morte

Concerto lunedì 31 agosto · ore 21 · Auditorium Pigani REANA DEL ROJALE martedì 1 settembre · ore 21 · Ex cinema Impero MARTIGNACCO con Luciano MANZALINI dei Gemelli Ruggeri Piccola Orchestra Alpe Adria diretta da Giuliano BETTA in collaborazione con La Cineteca del Friuli “Il libro dei sogni” di Federico Fellini è letto per gentile concessione della Fondazione Federico Fellini

Programma Danze da IL GATTOPARDO (versione originale) Valzer Verdi, Mazurka, Polka, Quadriglia, Galop, Valzer del Commiato da Il Gattopardo di Luchino Visconti (1963)

FELLINI Suite (orch. Daniele Furlati) Il Casanova di Federico Fellini (1976), Lo sceicco bianco (1952), I clowns (1970), La strada (1954), Amarcord (1973) e 8 ½ (1963) IL PADRINO Suite (orch. Daniele Furlati) Love theme, Corleone’s Waltz, Michael comes home, Titoli di coda da Il Padrino part II da Il Padrino di Francis Ford Cop-

pola (1972) GIANBURRASCA Suite (orch. Daniele Furlati) “Bevete più latte” da Le tentazioni del dott. Antonio - Boccaccio ‘70 di Federico Fellini (1962) Fantasmi a Roma di Antonio Pietrangeli (1961) Viva la pappa col pomodoro da Il giornalino di Gian Burrasca. Cominciano i guai di Lina Wertmüller (1964) Nino Rota Nato nel 1911 a Milano in una famiglia di musicisti, cominciò a studiare pianoforte con la madre e intraprese in seguito gli studi di composizione con Giacomo Orefice e Ildebrando Pizzetti. Non ancora undicenne, compose nel 1922 L’infanzia di S. Giovanni Battista, un oratorio per soli, coro e orchestra eseguito a Milano e in Francia: nell’ultima replica, l’enfant prodige fu chiamato alla ribalta da un pubblico entusiasta che lo acclamò direttore per il bis del finale. Proseguiti gli studi con Alfredo Casella a Roma, conseguì nel 1930 il diploma di Composizione al Conservatorio di Santa Cecilia per poi recarsi negli Stati Uniti, incoraggiato da Arturo Toscanini, per seguire

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alcuni corsi di perfezionamento. Tornato in patria, si laureò in Lettere all’Università di Milano e cominciò a insegnare al Liceo Musicale di Taranto e in seguito al Conservatorio di Bari, di cui divenne direttore nel 1950. Fu autore di un’abbondante produzione teatrale (fra cui ricordiamo Ariodante 1942, Il cappello di paglia di Firenze 1955, La notte di un nevrastenico 1959, Aladino e la lampada magica 1968, La visita meravigliosa 1970, Napoli milionaria 1978), sinfonica e cameristica, sebbene il suo nome resti legato nella memoria del pubblico soprattutto alla produzione di musica da film. La sua straordinaria facilità compositiva, unita a un’inesauribile vena melodica, trovò infatti piena espressione in circa centoquaranta lungometraggi da lui musicati nel corso di quasi mezzo secolo di attività. Ha collaborato con alcuni fra i più grandi cineasti del panorama italiano e internazionale (da Mario Monicelli a Luchino Visconti, da Franco Zeffirelli a René Clément e Francis Ford Coppola). In particolare, con Federico Fellini nacque un sodalizio quasi trentennale: da Lo sceicco bianco (1952), passando per temi indimenticabili come quelli de La strada (1954), La dolce vita (1960), Otto e 1/2 (1963) fino ad Amarcord (1973) e Il Casanova di Federico Fellini (1976). Nel 1974 vinse un Oscar per la colonna sonora de Il Padrino - parte II (nel 1972 le musiche de Il Padrino non erano state ammesse alla corsa per il premio perché annoveravano dei temi precedentemente scritti per il film Fortunella di Eduardo De Filippo). Il compositore si spense nel 1979, poco dopo la fine delle registrazioni di Prova d’orchestra, la sua ultima colonna sonora per Fellini. (C.A.) Lu c i a n o M a n za l i n i Assieme a Eraldo Turra forma dal 1979 il duo comico Gemelli Ruggeri. La loro carriera si snoda tra televisione, teatro e cinema a partire dagli anni ‘80: Drive In, Lupo solitario, L’araba fenice sono programmi che ne decretano il successo televisivo. Manzalini negli ultimi anni si è dedicato particolarmente al teatro ed anche alla scrittura pubblicando il suo primo libro “Dubbi di un presunto scrittore - piccole storie visibili a occhio nudo”. G i u l i a n o Betta Giovane direttore d’orchestra spezzino ha già al suo attivo una lunga esperienza in Svizzera e Germania lavorando come pianista prima e direttore d’orchestra poi nei teatri di Zurigo, Münster e Krefeld-Mönchengladbach. È appena stato nominato direttore principale del teatro di Basilea (Svizzera). Da n i e l e Fu r l a t i Pianista e compositore. Allievo di Ennio Morricone, ha firmato le musiche per il film “Viva San Isidro” di Sandro Cappelletti con Diego Abbatantuono, e numerosi spot televisivi. Recentemente, in coppia con Marco Biscarini, ha composto le colonne sonore per gli ultimi due film di Giorgio Diritti: “Il vento fa il suo giro” (Premiato al Festival di Lagonegro) e “L’uomo che verrà” di prossima uscita.

Luciano Manzalini


A �ronte alta

Un sogno del millenovecento56

Teatro giovedì 3 settembre · ore 21 · Sala Polifunzionale MAGNANO IN R. venerdì 4 settembre · ore 21 · Auditorium De Cesare REMANZACCO di e con Antonello COSSIA spazio scenico Raffaele DI FLORIO musica originale Riccardo VENO costumi Stefania VIRGUTI still & video editor Francesco ALBANO produzione I TEATRINI - Napoli

Un articolo comparso in un giornale sportivo australiano, qualche giorno dopo l’incontro, riportava la cronaca del primo e unico combattimento, sostenuto da questo atleta in quella competizione. Aveva incontrato agli ottavi di finale colui che in seguito vinse la medaglia d’oro per la categoria dei pesi piuma, un pugile russo, Vladimir Safronov il suo nome, molto forte, che mandò tutti i contendenti al tappeto, tranne uno: “giovane proveniente da un paese del sud, che faceva il muratore nella sua città” . Nell’articolo però, per un errore di stampa il nome non viene riportato esattamente, non regalandogli la soddisfazione pubblica di essere riuscito, in un impresa che gli altri avevano mancato, in quel contesto. Per fortuna, quest’uomo, non ha mai dato peso a quel banale accadimento. Mi ha sempre colpito il suo modo di raccontare questa straordinaria esperienza, mai come un elemento di vanità, né come affermazione presuntuosa della sua personalità (avrebbe potuto tranquillamente gloriarsi visto che è stato, inoltre, due volte campione d’Italia nel 1955/56). Il suo entusiasmo, quasi infantile, è relativo alla tensione, alla spinta che questa avventura ha donato alla sua vita, a ciò che ha ottenuto, non senza fatica e impegno, dove il sogno da realizzare non consisteva in qualcosa di impossibile, di irraggiungibile, ma piuttosto qualcosa che si è tramutato in passione, in determinazione per la propria scelta di vita. Una cosa di cui fortemente si sente la mancanza. In questi tempi di Età della Grande Paura, una passione, un sogno, un ideale sono concetti pressappoco inesistenti, se non inquadrati nell’ottica e nel riconoscimento di un successo o una popolarità televisiva che dà diritto all’esistenza in questa nostra società. L’opera quotidiana, sconosciuta, di persone normali e semplici contrastava con i grandi propositi politici, che hanno generato, come si è poi visto, corruzione e clientelismo, male atavico del nostro paese. Mi è sembrato giusto aggiungere, a tale proposito, il discorso di insediamento del Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, eletto nel 1955. Parole ufficiali, che poco rispecchiavano la reale situazione del paese. Lontane, comunque, dalla cattiva fede e dalla ipocrisia di tanti politici dei giorni nostri. Il neorealismo ha raccontato molto bene le tante storie, i drammi e le ambizioni di questi piccoli grandi sognatori. Io ho solo avuto il desiderio di aggiungerne un’ altra, quella di un uomo normale, semplice, che anche dopo aver lasciato il ring, affronta la vita a fronte alta. (Antonello Cossia)

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Cjant �’amôr Omaggio a Flocco Fiori

Concerto sabato 5 settembre · ore 21 Auditorium Mons. Pigani REANA DEL ROJALE

Dario ZAMPA voce e chitarra Sebastiano ZORZA fisarmonica Coro Polifonico di RUDA diretto da Fabiana Noro proiezione immagini dello studio tassotto&max

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Programma Albino Torre Amor e lavor Rodolfo Kubik Biele di vôi A planc cale il soreli (armon. Malatesta) Dario Zampa O sin furlâns Dario Zampa Il cjariesâr Dario Zampa Muse foreste Cosma-Prevert Les feuilles mortes (arr. Flocco Fiori) Flocco Fiori Pierina Juliette Greco Sous le ciel de Paris Arturo Zardini Stelutis alpinis Augusto Cesare Seghizzi Volin gioldi (rapsodia V)

Fabiana Noro

Flocco Fiori , originario di Attimis, nasce nel 1927, giovanissimo, emigra in Belgio con la famiglia. Accanto agli studi di perito minerario si dedica alla fisarmonica di cui diventa solista di fama internazionale, con l’affermazione in importanti concorsi nella vicina Francia. Ritornato in Friuli in tarda età si dedica con passione all’insegnamento lasciando degli allievi, tra cui Sebastiano Zorza, che a loro volta oggi si distinguono a livello mondiale. La storia di Flocco Fiori è una storia di ritorno alle radici, le radici di quel cjariesâr solide e profonde che possono permettere di allungare i rami alla scoperta del mondo senza mai dimenticare le proprie origini. Al Friuli è dedicato questo Cjant d’amor che con Zampa diventa orgoglio della propria identità e dei propri valori, con il Coro Polifonico di Ruda una testimonianza sonora dei canti e delle voci di una terra di cui lo studio tassotto&max ha “raccolto” un collage di immagini. Alla fisarmonica di Sebastiano Zorza il compito di ricordare con passione quel suo grande maestro tornato a casa per trasmettere la sua eredità e la sua esperienza. (G.R.)


Per or�ano e non Viaggio tra le forme del Barocco

Concerto sabato 12 settembre · ore 21 · Chiesa di Santa Maria CORTALE Dopo festival

Jacopo BRUSA organo Programma ANONIMO Spagnolo (Sec. XVII) Obra de lleno de Primero Tono G. BOEHM (1661-1733) Wer nur den lieben Gott lässt walten A. CORELLI (1653-1713) Concerto Grosso Op.6 n° 3 (Appropriato all’ organo da Thomas Billington) 1. Largo 2. Allegro-Adagio 3. Grave-Vivace 4. Allegro

J. C. F. FISCHER (1656-1746) Chaconne in F J. A. SCHEIBE (1708-1776) Sonata in B 1. Moderato 2. Andante 3. Vivace

G. F. HAENDEL (1685-1759) “Lascia ch’io pianga” dal “Rinaldo” (Trascrizione di William Babell) B. PASQUINI (1637-1710) Passacagli per Petronilla Ja co p o B r u sa Nasce nel 1985 a Pavia e inizia all’età di sette anni gli studi musicali presso l’Istituto Musicale “Franco Vittadini” della sua città. Nel 2005, si laurea al Conservatorio “G. Verdi” in Organo e Composizione organistica col massimo dei voti e la lode. Attualmente sta frequentando il Biennio di specializzazione con il Mº Marcello Girotto presso il Conservatorio “G. Tartini” di Trieste. Negli ultimi anni ha approfondito lo studio dell’organo, del clavicembalo e della direzione d’orchestra frequentando corsi di perfezionamento in Italia, Austria e Germania. Ha già al suo attivo un’intensa attività concertistica anche con prestigiose istituzioni come l’ orchestra de “I pomeriggi musicali” di Milano. Dal 2002 è organista presso la Basilica di Santa Maria del Carmine di Pavia. Collabora inoltre, in qualità di maestro sostituto, con il Teatro “G. Fraschini” di Pavia.

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�n�ormazioni BIGLIETTI Il telefono / Il segreto di Susanna, Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto

€uro 8,00

La Giulietta, Liederschaft, Omaggio a Nino Rota*, Cjant d’amôr

€uro 5,00

* La replica di Martignacco è a ingresso libero

Tutti gli altri spettacoli Per prenotazioni chiamare: 329 4071254 Abbonamento CARTA FESTIVAL

ingresso libero €uro 30,00

Posto riservato, un ingresso scontato del 50% per un accompagnatore, omaggio di benvenuto

PRIMA E DOPO GLI SPETTACOLI

22 Prodotti tipici

Apicoltura F.lli Comaro di Comaro Claudio & C. (miele, pappa reale, cere, dolci, liquori) Via C. Nanino, 31 - Reana del Rojale - Tel. 0432 857031 Mulino Nadalutti di Renzo Nadalutti (cereali e farine biologiche) Via Vittorio Veneto, 36 - Reana del Rojale - Tel. 0432 857162 Azienda Agricola “La Volparie” di Mauro Anna (vini e spumanti) Via San Martino, 4 - Zompitta di Reana - Tel. 0432 882881 Latteria Sociale Intercomunale di Tricesimo, punti vendita di Montegnacco (Cassacco) e Tricesimo

Ristoranti (a tutti gli spettatori del Festival sconto 10%) Hotel Ristorante Pizzeria Al Collio di Apuzzo Pasquale - Via Centrale, 22 - Reana del Rojale - Tel. 0432 857045 (chiuso il lunedì) Ristorante Val Rojale di Piccolo A. & C (specialità carne alla brace) Via S. Martino, 2 - Zompitta di Reana del R. Tel. 0432 852709 (chiuso mercoledì e giovedì) Ristorante Da Otello di Paolo Tonini (specialità filetto al pepe) Via Battiferro, 3 - Rizzolo di Reana - Tel. 0432 837012 Ristorante Al Scus (specialità pesce) Via Mons. Giosuè Cattarossi, 3 - Cortale di Reana del R. - Tel. 0432 853872 (aperto dal 3 settembre) Albergo Ristorante Belvedere Morandini dei Fratelli Morandini (cucina tipica) - Via Belvedere, 21 - Tricesimo Tel. 0432 851385 (chiuso il lunedì) Gasthaus Heinz (cucina austriaca) piazza Libertà, 36 Tricesimo Tel. 0432 881441 Bar Trattoria Da Saccon (solo su prenotazione) Via S. Pelagio - Tricesimo - Tel. 0432 882216 (chiuso il martedì) Trattoria Da Miculan di Riccato Iuri e Cumini Michela - Piazza Libertà, 16 - Tricesimo - Tel. 0432 851504


Associazione

Soci Fondatori Gabriele RIBIS Presidente e Direttore artistico Roberto MIANI Vicepresidente e Direttore Amministrativo Andrea CICILIOT, Flavio LUCHITTA, Fabiana NORO Referenti delle Amministrazioni Comunali Vannes ASSALONI, Sindaco del Comune di Cassacco Carlo MICHELIZZA, Assessore alla Cultura del Comune di Magnano in Riviera Gianni NOCENT, Assessore alla Cultura del Comune di Martignacco Edi COLAONI, Sindaco del Comune di Reana del Rojale Daniela BRIZ, Assessore alla Cultura del Comune di Remanzacco Andrea MANSUTTI, Sindaco del Comune di Tricesimo Giannina DI PAULI, Assessore alla Cultura del Comune di Tricesimo

Addetto Stampa Alessandra RICCATO Responsabile Tecnico Alessandro ALUNNI Audio e Luci Music Team snc Video Entract di Carlo Della Vedova Pianoforti Lorenzo Cerneaz Promozione Locos Service - Ideando Pubblicità Sito Internet Irisweb Testi Clementina ANTONACI, Gabriele RIBIS Stampa Grafiche Rabachin snc - Pasian di Prato Viaggi Turismo 85 Autonoleggio Autosystem spa Si ringrazia Conte Luigi Deciani, Sig. Roberto De Marco, Sig. Aristide Orzincolo, Sig. Aldo Rossi, Parrocchia di Qualso, Comitato Festeggiamenti Reana

Piccola Orc�estra Al�e A�ria Clementina ANTONACI*, Tiziano CANTONI** flauto Enrico COSSIO* oboe, Nicola BULFONE clarinetto Dario BRAIDOTTI* fagotto Andrea LIANI* corno Stefano FLAIBANI tromba, Gabriele RAMPOGNA percussioni Paolo TROIAN*, Matteo ANDRI** pianoforte Nicola MANSUTTI, Simone BUTINI*, Annalisa CLEMENTE** violino Margherita COSSIO viola Mara GRION violoncello Franco FERUGLIO contrabbasso *Il telefono / Il segreto di Susanna **Omaggio a Nino Rota


PICCOLOFESTIVAL FRIULI VENEZIA GIULIA

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