LUCA BEATRICE
GIANCARLO MONTUSCHI
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LUCA BEATRICE
GIANCARLO MONTUSCHI
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Sulla strada cm 80x80 acrilico su tela 2021
Archeologo Futurista cm 100x100 acrilico su tela 2019
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Sembravano proprio dei vecchi cowboy con la tuta al posto dello spolverino quegli uomini che si avventurarono nello spazio, girando e rigirando intorno all’orbita celeste prima di mettere i piedi sulla luna, il 21 luglio 1969. Non potendosi portare troppi oggetti da casa, in diverse missioni gli astronauti scelsero di farsi accompagnare dalla musica che con la sua immaterialità può riempire spazi pur non avendo corpo fisico. Si deve ad Alan Bean, quarto uomo a camminare sulla luna che quando si ritirò a vita privata intraprese con una certa qualità l’attività di pittore, la scelta di una raccolta musicale, oggi playlist, niente affatto banale. Swing, lounge, cocktail i generi prediletti nella missione Apollo 12: Fly me to the Moon, cantata tra gli altri da Peggy Lee e Frank Sinatra, alcuni brani bossa nova di Astrud Gilberto. Neil Armstrong, che aveva gusti più classici, si fece riversare su nastro la Sinfonia del nuovo mondo di Dvorak, tranne poi sorprendere i compagni di viaggio con uno strano album di exotica basta cercare su Spotify Music Out of the Moon, inciso nel 1947 da Les Baxter e Samuel J. Hoffman, “il più celebre suonatore americano di theremin”, ribattezzato più tardi Moog dal nome del suo inventore. Proprio questo sottogenere di puro intrattenimento, tornato alla ribalta negli anni ’90 con il diffondersi della moda retrò, in diverse sfumature che vanno dal cocktail alla lounge, dallo space al chillout, risulta la perfetta colonna sonora delle immagini che vediamo nelle opere di Giancarlo Montuschi. Per intenderci, stiamo parlando di un artista dai mille interessi, colto, curioso che di queste sue doti ha fatto tesoro, utilizzandole ampiamente nel suo lavoro e, soprattutto, un gran conoscitore di musica
They looked just like old cowboys wearing jogging outfit instead of, overcoat those men who ventured into space, going round and round the celestial orbit before putting their feet on the moon, on July 21, 1969. Not being able to bring too many objects from home, in their missions the astronauts chose to be accompanied by music, which, with its immateriality, can fill spaces without having a physical body. We have to thank Alan Bean the fourth man to walk on the moon who, when retired to private life, took up painting with a certain quality, the choice to collect music, today a playlist, not at all trivial. Swing, lounge, cocktails the favorite kinds during the Apollo 12 mission: Fly me to the Moon, sung among others by Peggy Lee and Frank Sinatra, some bossa nova songs by Astrud Gilberto. Neil Armstrong, who had more classical sensitivities, had Dvorak’s Symphony of the New World recorded on tape, except for surprising his fellow passengers with a strange album of exotica - just make a search on Spotify “Music Out of the Moon”, recorded in 1947 by Les Baxter and Samuel J. Hoffman, “the most famous American theremin player”, later renamed Moog from the name of its inventor. Just this sub-type of pure entertainment, back at the fame in the 90s with the spread of retrò trend, in different shades ranging from cocktail to lounge, from space to chillout, is the perfect soundtrack to the images that we can see in the works of Giancarlo Montuschi. In other words, we are talking about an artist with a thousand interests, educated, curious, who has treasured these gifts, using them extensively in his work and, above all, he is a great expert of music. We will shortly discover his predilections in the following dialogue. In the meantime, let’s 9 9
Scopriremo a breve le sue predilezioni nel dialogo che segue. Esaminiamo intanto il suo metodo: la necessità di procedere per lunghi cicli e non per singoli episodi si motiva dal distribuire le idee, dal ragionarci sopra, dall’immaginare ogni quadro come il frame di un film o di una serie televisiva dei primordi. Prima a venirci in mente è The Twilight Zone, prodotta dalla CBS tra il 1959 e il 1964 e nota in Italia con il titolo Ai confini della realtà. “Un susseguirsi di episodi ricchi di inventiva, caratterizzati da un punto di vista pessimista al limite della distopia, che vanno a comporre un puzzle allegorico delle angosce e delle contraddizioni dell’America della fine degli anni ’50. Dalla corsa allo spazio con le incognite legate ai mondi alieni, fino alla guerra fredda e all’incubo dell’atomica, al benessere che porta con sè il crescente potere manipolatore dei persuasori occulti, che hanno proprio nella televisione il loro strumento elettivo d’influenza e che inducono una delle fantasie più ricorrenti della fantascienza del periodo, molto presente anche in Ai confini della realtà: la perdita di identità e il controllo mentale da parte di forze aliene”. Nonostante la “seriosità” di temi e interrogativi sullo sfondo appunto della Guerra Fredda, è la cultura popolare a restituirne le immagini più efficaci. Nessuna prova concreta ma soltanto indizi, supposizioni e domande su ciò che sarebbe stato il mondo: gli uomini avrebbero mantenuto la pace? Siamo soli nell’universo oppure a breve arriveranno gli alieni a invaderci non si sa da dove? E noi, su Marte, sulla luna ci andremo davvero o è tutta una finzione? Non a caso dalla metà degli anni ’50 proliferano le spy-stories e si afferma il cinema di fantascienza 10 10
examine his method: the necessity to proceed in long cycles and not in single episodes is motivated by the distribution of ideas, by reasoning on them, by imagining each picture as a frame of a film or a television series from the beginning. The first suggestion to come to mind is The Twilight Zone, produced by CBS between 1959 and 1964 and known in Italy as “Ai confini della realtà” . “A sequence of episodes full in inventiveness, branded by a pessimistic point of view, bordering on dystopia, which make an allegorical puzzle of the anxieties and contradictions of America in the late ‘50s. From the space race connected to the unknowns linked to alien worlds, to the Cold War and the nightmare of the atomic bomb, to the well-being that brings the growing manipulative power of the occult persuaders, which have right in television their chosen instrument of influence and which induce one of the most recurrent fantasies of science fiction of such period, also very present in The Twilight Zone: the loss of identity and the mental control by alien forces”. Despite the seriousness of the themes and questions against the background of the Cold War, it is popular culture that provides the most effective images. There is no concrete evidence but only clues, suppositions and questions about what the world would have been: would men have maintained peace? Are we alone in the universe or will aliens soon arrive to invade us from who knows where? And us, on Mars, on the moon will we really go there or is it all a fiction? It is not a coincidence that from the mid-1950s onwards, spy-stories boomed and science-fiction cinema established itself, while a group of young British artists, meeting at the ICA in London, planned
mentre un gruppo di giovani artisti inglesi che si ritrovano all’ICA di Londra progettano e allestiscono una mostra alla Whitechapel da titolo This is Tomorrow. La parola futuro entra dunque nel dizionario del decennio, la guerra, le dittature, le distruzioni sono alle spalle e finalmente si respira un’aria nuova, un’idea di progetto. Il piccolo collage di Richard Hamilton, Just what is it that makes today’s homes so different, so appealing, contiene buona parte delle chiavi d’accesso per comprendere la nuova cultura pop. C’è buona parte dei nuovi mezzi di comunicazione e di riproduzione di massa: cinema, radio, televisione, giornali, registrazione. C’è l’ultimo modello di aspirapolvere per tenere pulita la casa, diversi oggetti di design e arredi, una confezione di carne in scatola, un uomo e una donna seminudi perché l’arte deve essere sexy. C’è la scritta POP che sembra più un logotipo che l’abbreviazione di “popular”, il significato non rende appieno ciò che stiamo vedendo. Da non trascurare, infine, la grande luna e il cielo stellato, quasi contrapponendo alla scena di assoluta modernità l’immobilità, il silenzio, di notti sempre uguali. Di questi cieli blu e profondi chissà quanti ne ha visti Giancarlo Montuschi nella quiete della sua casa in campagna, pochi chilometri dal centro di Anghiari, che gli storici dell’arte riconducono a Leonardo e i beninformati all’autobiografia. Non è detto, infatti, che gli alieni per atterrare scelgano per forza la città, in mezzo al verde c’è più spazio e meno insidie, vuoi mai che si trovino bene con umani pacifici abituati ai lavori campestri e ai tempi dilatati invece dei frenetici e nevrotici metropolitani dai polmoni inquinati.
and set up an exhibition at Whitechapel entitled This is Tomorrow. The word “future” therefore entered into the dictionary of the period, war, despotism and destruction were behind and finally there was a new air, a new idea of design. Richard Hamilton’s small collage, Just what is it that makes today’s homes so different, so appealing, contains many of the keys to understanding the new pop culture. There are many new means of communication and mass reproduction: cinema, radio, television, newspapers, recording. There is the latest model of vacuum cleaner to keep the house clean, a lot of design objects and furnishings, a package of canned meat, a half-naked man and woman because art must be sexy. There is the writing POP that looks more like a logotype than the short form of “popular”, the meaning does not fully give what we are seeing. Not to be disregarded, finally, the big moon and the starry sky, almost contrasting the scene of absolute modernity with the immobility, the silence of nights that are always the same. Who knows how many of these deep blue skies Giancarlo Montuschi has seen in the quiet of his house in the country, a few kilometers from the center of Anghiari, which art historians attribute to Leonardo and the well-informed to his autobiography. In fact, it is not necessarily true that aliens choose the city to land in. In the middle of the vegetation there is more space and fewer difficulties. Who knows, maybe they might get along well with peaceful humans familiar with country work and opened time instead of the frenetic and neurotic metropolitans with polluted lungs. In the summer I visited Giancarlo’s studio, a 11 11
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In estate ho visitato lo studio di Giancarlo, un ex fienile attiguo all’abitazione ricavata in una vecchia chiesa, un posto magico dove è facile immaginare quiete e raccoglimento, in mezzo a libri, cataloghi, dischi, una sofisticata collezione d’arte, insomma tutto ciò di cui un uomo ha davvero bisogno per stare bene. Vive insieme a Magda, simpaticissima, complice creativa ed eccellente cuoca. I dipinti della serie Astropop sono nati qui come tutti i loro predecessori, organizzati attraverso un collage di idee e immagini dal sapore vintage e dalle cromie squillanti e fluorescenti. L’artista si è “divertito” (si, passatemi il termine, non intravedo alcun tormento nella sua ispirazione a meno di non considerare tale quel sapore di nostalgia novecentesca che bene o male prende chiunque sia nato e abbia vissuto parte della sua esistenza nel secolo breve, rispetto a ciò che offre il mondo di oggi) a mettere in fila e combinare una nutrita serie di stereotipi e archetipi originati appunto dalla cultura pop. Le “citazioni” delle pompe di benzina, delle insegne di fast food, i cartelloni pubblicitari, coppie patinate che sembrano uscite da Hollywood, automobili americane, sportive, berline e pickup, razzi, astronavi, navicelle spaziali, insomma tutto l’armamentario utile per una speriamo pacifica invasione della terra. Con la consapevolezza che nessuno potrà mai farci più male di quanto ce ne procuriamo da soli, noi scellerati umani, il peggior pericolo di noi stessi. Nel dialogo che segue ho chiesto a Giancarlo Montuschi di raccontarsi e raccontarci il suo originale percorso di cui Astropop è l’episodio più recente. Posso intanto testimoniare di aver incontrato un artista sorprendente, nell’invenzione e nell’umanità. Speriamo di diventare amici, di discutere delle tante passioni in comune, sfogliando un libro, ammirando qualche rara edizione d’arte, buttando l’occhio tra le mille curiosità raccolte e accatastate nelle stanze in un ordinatissimo disordine. Intanto, andiamo a raccontare le immagini dei suoi lavori attraverso questo bel libro contando nell’ammirazione dei terrestri e dei marziani.
Incroci notturni cm 50x35 acrilico su tela 2019
former barn near to the house in an old church, a magical place where it is easy to imagine peace and quiet, in the middle of books, catalogs, records, a sophisticated art collection, in a word, everything a man really needs to feel good. He lives with Magda, a very nice, creative partner and excellent cook. The paintings of the Astropop series were born here like all their predecessors, organized through a collage of ideas and images with a vintage essence and bright, fluorescent colors. The artist “had fun” (yes, let me tell you, I don’t see any suffering in his inspiration unless I consider that sort of perception of twentiethcentury nostalgia that well or badly takes anyone who was born and has lived part of his existence in the short century, compared to what the world offers today) to line up and combine a large number of stereotypes and archetypes originated precisely from pop culture. The “quotes” of gas pumps, fast food signs, billboards, glossy couples who seem to come out of Hollywood, American cars, sports cars, sedans and pickups, rockets, spaceships, space shuttles, briefly, all the equipment useful for a, hopefully, peaceful invasion of the earth. With the awareness that no one will ever be able to hurt us more than we do ourselves, we wicked humans, the worst danger of ourselves. In the following dialogue I have asked Giancarlo Montuschi to tell us about his original path of which Astropop is the most recent episode. Meanwhile, I can affirm to having met a surprising artist, both in invention and humanity. I hope we become friends, to discuss the many common passions, leafing through a book, admiring some rare art edition, looking through the thousands curiosities collected and piled up in the rooms in a very tidy disorder. In the meantime, let’s go to tell the images of his works through this beautiful book, hoping on the admiration of the Humans and the Martians.
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Trasporto di anime cm 50x50 acrilico su tela 2021
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Razzi sulla stazione di servizio cm 60x90 acrilico su tela 2021 15
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Incontri spazio siderali cm 35x45 acrilico su tela 2019
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C’è una quinta dimensione oltre a quelle che l’uomo già conosce; è senza limiti come l’infinito e senza tempo come l’eternità; è la regione intermedia tra la luce e l’oscurità, tra la scienza e la superstizione, tra l’oscuro baratro dell’ignoto e le vette luminose del sapere: è la regione dell’immaginazione, una regione che potrebbe trovarsi… ai confini della realtà!
There is a fifth dimension, beyond that which is known to man. It is a dimension as vast as space and as timeless as infinity. It is the middle ground between light and shadow, between science and superstition, and it lies between the pit of man’s fears and the summit of his knowledge. This is the dimension of imagination. It is an area which we call The Twilight Zone.
The Twilight Zone - Ai confini della realtà CBS 1959 -1964
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Luca Beatrice – Giancarlo, come hai cominciato? Qual è la tua formazione culturale e quando hai deciso che avresti fatto l’artista… Ti prego, non dirmi fin da bambino come usano in molti.
Luca Beatrice – Giancarlo, how did you begin? What is your cultural formation and when did you decide you would become an artist... Please don’t tell me since I was a child, as many people do
Giancarlo Montuschi - Il mio percorso artistico è cominciato alle scuole medie, all’Istituto d’Arte di Faenza, dove gli ambienti, le aule e i professori erano gli stessi delle superiori. Qui ho appreso la conoscenza delle tecniche pittoriche e grafiche, i rudimenti sull’arte ceramica, le tecniche di lavorazione dell’argilla e della cottura. Alcuni insegnanti di pittura mi hanno indirizzato a proseguire gli studi, viste le mie capacità grafiche e compositive, e mi sono trasferito al Liceo Artistico di Bologna, che al tempo usufruiva degli stessi ambienti della Accademia di Belle Arti; le aule di scultura, di pittura, la gipsoteca, diversi docenti erano “prestati” dall’Accademia al Liceo, altri provenivano dal Liceo Classico. L’ambiente culturale era dunque molto stimolante, il classico andava a braccetto con l’esperienza artistica, e poi era il 1968 e intorno a noi si agitava un cambiamento epocale. In molti maturammo la sfida di affrontare la carriera artistica, ricordo tra i miei compagni di liceo Piero Manai che purtroppo morì molto giovane a soli 36 anni. Ci perdemmo di vista, ci incontravamo solo all’Arte Fiera dove ogni volta parlavamo dei nostri progetti, sogni, le difficoltà nell’ambiente in cui ci stavamo inserendo. Poi ci furono i due anni di Accademia, a Bologna e a Ravenna, che interruppi per affrontare il mondo del lavoro che mi avrebbe permesso di sostenere la ricerca artistica, almeno nella prima fase.
Giancarlo Montuschi - My artistic path began in middle school, at the Art Institute of Faenza, where the surroundings, the classrooms and the teachers were the same as in high school. Here I learned the knowledge of painting and graphic techniques, the rudiments of ceramic art, the techniques of working with clay and firing. Some painting teachers directed me to continue my studies, given my graphic and compositional skills, and I transferred to the Liceo Artistico of Bologna, which at that time used the same facilities as the Accademia di Belle Arti; the sculpture and painting classrooms, the art gallery of plaster and several teachers were “loaned” from the Accademia to the Liceo, while others came from the Liceo Classico. The cultural background was therefore very exciting, the Classics went hand in hand with artistic experience and then it was 1968 and around us there was an epochal change. Many of us took on the challenge of a career in art, I remember Piero Manai, one of my high school friends, who unfortunately died very young at only 36 years. We lost sight of each other, we only met at the Arte Fiera where we would talk about our projects, dreams and the difficulties in the world in which we were entering. Then there were the two years at the Academy, in Bologna and Ravenna, which I interrupted to face the world of work that would have allowed me to sustain my artistic research, at least in the first phase.
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LB - Da Bologna ad Anghiari, dalla città alla campagna. Da un ambiente molto stimolante alla vita in provincia. Perché questa scelta?
LB - From Bologna to Anghiari, from the city to the countryside. From a very exciting condition to life in the province. Why this choice?
GM - La scelta non fu facile. Maturò in quegli anni ’70, tra i tanti fermenti culturali, forse un tempo mai più ripetutosi fino a ora. Decisi di tornare in campagna per una vita più vicina alla natura. E fu doppiamente difficile perché dopo i due anni di Accademia ero entrato a lavorare alla Faenza Editrice come correttore di bozze, poi grafico, fotografo e infine inviato speciale. Qui iniziai ad appassionarmi alla cultura esoterica che aleggiava nella redazione della rivista “Scienza e Ignoto” e venni in contatto con molti personaggi, tra questi il “dottor” Massimo Inardi, campione del Rischiatutto di Mike Buongiorno, lo scrittore Leo Talamonti esperto di parapsicologia e scrittore di mondi e universi, Pier Carpi che passò dal fumetto all’esoterismo e alla regia cinematografica. Su tutti aleggiava la figura di Gustavo Rol, di cui sono certo che nei pochi attimi in cui i nostri sguardi si sono incrociati mi abbia trasmesso qualcosa di veramente importante: il dono della creatività. La campagna, dicevamo quindi. Per il trasferimento fui agevolato dall’avere vinto una cattedra di pittura per la quale potei scegliere tra Piemonte e Toscana, le due zone da cui ero attratto maggiormente, Scelsi la Toscana e venni ad abitare a Sansepolcro, la città di Piero della Francesca, in seguito mi trasferii ad Anghiari famosa per la sua battaglia, il cartone perduto di Leonardo da Vinci. La scelta non fu automatica, vinsero la possibilità di essere titolare di cattedra al liceo artistico e poter scegliere il part-time, che mi permise di perseguire la mia ricerca artistica in compagnia di mia moglie Magda, ceramista tornata dalla Francia, e di costruire insieme il nostro atelier. Il fatto di trovarmi in un crocevia facile, da Milano a Roma, da Rimini a Grosseto con vicino Firenze e Perugia, era strategicamente perfetto per gli incontri, e la zona si trova in una terra stimolante per
GM - The choice was not easy. It came in those 70s, among the many cultural ferments, perhaps a time that has never been repeated until now. I decided to return to the country for a life closer to nature. And it was doubly difficult because after the two years at the Academy I entered to work at Faenza Editrice as a draft reader, then graphic designer, photographer and finally special correspondent. Here I began to be passionate about the esoteric culture that hovered in the editorial staff of the magazine “Scienza e Ignoto” (Science and the Unknown) and I got in contact with many people, among them “Dr.” Massimo Inardi, Mike Buongiorno’s Rischiatutto champion, the writer Leo Talamonti, expert in parapsychology and writer of worlds and universes, Pier Carpi who went from comics to esotericism and film direction. The figure of Gustavo Rol hovered over them all, and I’m sure that in the few moments in which our eyes met, he transmitted something really important to me: the gift of creativity. So we were talking about the countryside. For the transfer I was facilitated by having won a chair of painting for which I could choose between Piedmont and Tuscany, the two areas from which I was most attracted, I chose Tuscany and came to live in Sansepolcro, the city of Piero della Francesca, later I moved to Anghiari famous for its battle, the lost cartoon by Leonardo da Vinci. The choice was not automatic, I won the possibility of being a teacher at the art school and being able to choose part-time, which allowed me to pursue my artistic research in the company of my wife Magda, a ceramist who had returned from France and to build our atelier together. The fact that I was at an easy crossroads, from Milan to Rome, from Rimini to Grosseto with Florence and Perugia nearby, was strategically perfect for meetings; the area is located in a inspiring land for art:
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l’arte, avevo nel giro di 10/15 chilometri da una parte Il Vasari ad Arezzo, Piero della Francesca a Sansepolcro, Caprese Michelangelo la terra dove nacque il Buonarroti, e a sud Città di Castello con Alberto Burri. Qui non potevi fare l’artista così, tanto per fare… LB - Ti esprimi tendenzialmente per lunghe serie pittoriche -se si può ancora completamente parlare di pitturache sviluppi per tanti episodi e a un certo punto esaurisci. Quando si può dire che un lavoro sia veramente finito e perché? GM - Si, una delle mie caratteristiche è proprio questa, dedicarmi alla ricerca artistica nella forma di “hortus conclusus”, sviscerare la tematica in modo concettuale per poi passare ad altro, attraverso un filo conduttore, che capisco per molti possa essere difficile da intuire in quanto scaturisce principalmente dalla mia vita, dai miei interessi culturali e visivi. Considero la pittura soprattutto un mezzo per esprimere i concetti che inserisco nell’opera. Quando un lavoro lo considero veramente finito? Bella domanda. Il mio lavoro non finisce mai nell’opera a cui sto lavorando al momento, lo considero finito solo quando nel mio studio, abbastanza grande, posso comporre come in una mostra i capitoli di questa lunga serie, quando i riferimenti concettuali che prendono vita nella mia biblioteca, prima reale poi virtuale, sono stati sviscerati
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I had within 10/15 kilometers on one side Vasari in Arezzo, Piero della Francesca in Sansepolcro, Caprese Michelangelo the land where Buonarroti was born, and to the south Città di Castello with Alberto Burri. Here you couldn’t be an artist just for the hell of it.... LB - You tend to express yourself through long pictorial series if we can still completely talk about painting that you develop for many episodes and at a certain point you finish. When can you say that a work is really finished and why? GM Yes, one of my characteristics is precisely this, to dedicate myself to artistic research in the form of “hortus conclusus,” to dissect the theme in a conceptual way and then move on to something else, through a common thread, which I understand for many can be difficult to perceive because it stems mainly from my life, from my cultural and visual interests. I consider painting mainly a mean of expressing the concepts that I put into the work. When do I consider a work truly finished? Good question. My work never ends in the work I’m working on at the moment, I consider it finished only when in my studio, which is large enough, I can compose the chapters of this long series as in an exhibition, when the conceptual references that come to life in my library, first real and then virtual, have been fully explored through a series of sketches, ranging from the preparatory
completamente attraverso una serie di bozzetti, che vanno dal disegno pr eparatorio alla scelta dei colori e attraverso la mia conoscenza dei programmi digitali, per poi trovare vita in un processo pittorico nel quale cambiano ancora e fissarsi sulla tela definitivamente. Credo che il segreto per comprendere un’opera sia quello di visitare gli studi, i luoghi dove operano gli artisti… Questa convinzione l’ho maturata viaggiando a mia volta e incontrando i miei colleghi nelle loro “tane” dove, come d’incanto, tutti i frammenti del puzzle della creatività vanno al loro posto. LB - La tua arte indaga in profondità il mondo dell’illustrazione, dei media, del fumetto, della comunicazione, del cinema e della tv. A rimanerne fuori, paradossalmente, sembra proprio la pittura. Perché? E’ solo un’impressione? GM - Si è vero, il mio lavoro rispecchia l’amore per il mondo dell’illustrazione -soprattutto americana- e dei fumetti. Iniziai a interessarmene negli anni ’60 con le collezioni Spada, Flash Gordon, Mandrake, l’Uomo mascherato, poi il Principe Valiant, le avventure del quasi omonimo Michel Vaillant asso del volante… Ma divoravo di tutto: il nostro Nembo Kid alias Superman, Topolino. E nel frattempo ho indagato il mondo della comunicazione fin dai tempi di Carosello e il grande cinema americano a partire dai classici degli anni ‘30. La pittura ne rimane fuori, in parte, nel senso che ho sempre affermato che molti della mia età si sono formati soprattutto sul mondo dell’illustrazione, dalle fantastiche copertine dei dischi “di importazione” dove primeggiavano grandi
drawing to the choice of colors, through my knowledge of digital programs, and then find life in a pictorial process in which they change again and fix on the canvas permanently. I believe that the secret to understanding a work of art is to visit the studios, the places where the artists work... I came to this conviction by traveling and meeting my colleagues in their “dens” where, as if by magic, all the fragments of the puzzle of creativity fall into the right place. LB - Your art deeply investigates the world of illustration, media, comics, communication, cinema and TV. Paradoxically, painting seems to remain outside of it. Why? Is it just an impression? GM - Yes, it’s true, my work reflects my love for the world of illustration - especially American illustration - and comics. I first became interested in them in the 60s with the Spada collections, Flash Gordon, Mandrake, l’Uomo Mascherato and Il principe Valiant, the adventures of the almost homonymous Michel Vaillant, ace of the wheel... But I devoured everything: our Nembo Kid alias Superman and Mickey Mouse. In the meantime I have investigated the world of communication since the days of Carosello and the great American cinema starting with the classics of the 1930s. In part painting has been left out, in the sense that I have always affirmed that many people of my age were trained above all in the world of illustration, from the fantastic covers of “imported” records where great illustrators excelled, first and foremost Roger Dean who designed almost all of Yes’s albums. The cover was a form of expression of artists and therefore it is itself an expression of art. Many musical genres were well defined, not only by sound canons, but also by images, drawings or photographs. The bright colors and indefinite figures characterize the features of psychedelia (I think of 13th
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illustratori, primo tra tutti Roger Dean che disegnò quasi tutti gli album degli Yes. La copertina è stata una forma di espressione di artisti e quindi essa stessa è una espressione dell’arte. Molti generi musicali erano ben definiti, oltre che dai canoni sonori, anche dalle immagini, disegni o fotografie. I colori accesi e le figure indefinite caratterizzano i tratti della psichedelia (penso a 13th Floor Elevators, Iron Butterfly, Cream), la fantasia dei disegni e gli scenari immaginari quelli del genere progressive (Genesis, King Crimson), lo studio grafico Hipgnosis per i dischi dei Pink Floyd, lo studio Neon Park per la discografia dei Little Feat. Gli album, in quegli anni, erano un capolavoro della musica custodito a sua volta in un capolavoro visivo LB - Le matrici culturali del tuo lavoro sono indubbiamente alte, a partire dalle letture. Come si conciliano con la ricerca iconografica in un universo invece più basso? GM - Potrei risponderti con la frase della tavola smeraldina: «È vero senza menzogna, certo e verissimo, che ciò che è in basso è come ciò che è in alto e ciò che è in alto è come ciò che è in basso”. Ma più semplicemente, molte delle grandi narrazioni, cosi come la grande musica, traggono ispirazioni da un mondo basso, da una cultura popolare, appunto pop. Fin dalla Grecia antica dove gli Dei compivano, in modo spettacolare, le stesse gesta umane, o come nei fumetti dove Clark Kent altri non è che il Superman che proviene da Krypton e il suo vero nome è Kal-El… La passione per le saghe islandesi, che miravano a rispecchiare la realtà, non lasciando spazio all’immaginazione e lasciandone molto poco all’elemento soprannaturale, o delle epopee indiane come il il Mahabharata che è portatore anzitutto di un messaggio spirituale. O la grande letteratura americana, che amo molto, con le storie delle piccole e grandi comunità urbane ed extraurbane. Diciamo che amo definirmi uno storyteller un po’ fantasioso. LB - Chi reputi i tuoi maestri, i tuoi punti di riferimento nel modo di fare arte? GM - L’elenco potrebbe essere molto lungo, direi che sono partito dal Surrealismo, da
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Floor Elevators, Iron Butterfly, Cream), the fantasy of drawings and imaginary scenarios those of the progressive genre (Genesis, King Crimson), the Hipgnosis graphic studio for Pink Floyd’s records, the Neon Park studio for Little Feat’s discography. The albums, in those years, were a masterpiece of music preserved in turn in a visual masterpiece. LB - The cultural matrices of your work are undoubtedly high, starting from readings. How do they reconcile with the iconographic research in a lower universe? GM - I could answer with the phrase from the emerald table: “It is true without falsehood, certain and very true, that what is below is like what is above and what is above is like what is below”. But more simply, many of the great narratives, as well as the great music, draw inspiration from a low world, from a popular culture, precisely pop. From ancient Greece where the gods performed, in a spectacular way, the same human deeds, or as in the comics where Clark Kent is none other than Superman who comes from Krypton and his real name is Kal-El... The passion for the Icelandic sagas, which aimed to reflect reality, leaving no space for imagination and leaving very little to the supernatural element, or Indian epics such as the Mahabharata which is primarily the bearer of a spiritual message. Or the great American literature, which I love very much, with the stories of small and large urban and suburban communities. Let’s say that I like to define myself as a somewhat imaginative storyteller. LB - Who do you consider your masters, your points of reference in the way of making art? GM - The list could be very long, I would say that I started from Surrealism, from Giorgio de Chirico to Magritte, then at a more mature age, when I was already working in the early ‘70s I found myself, without knowing it, in Pop Art, which had already started ten years earlier. I was certainly influenced by American Pop, not so much by Andy Warhol as by James Rosenquist, Roy Lichtenstein, Tom Wesselmann, and then the British,
Magic red Night cm 50x70 acrilico su tela 2019 25
Giorgio de Chirico a Magritte, poi in età più matura, quando già lavoravo nei primi anni ‘70 mi trovavo senza ben saperlo nella Pop che era partita già dieci anni prima. Certamente mi ha influenzato la Pop americana, non tanto Andy Warhol quanto James Rosenquist, Roy Lichtenstein, Tom Wesselmann, e poi gli inglesi, soprattutto David Hockney. In Italia amo molto il lavoro di Concetto Pozzati che fu mio professore a Bologna, dei milanesi Emilio Tadini e Valerio Adami, di Tino Stefanoni, amici e compagni di viaggio. LB - Dove e quando nasce “Astro Pop”? Cosa lo ha ispirato e dove guarda? GM “AstroPop” nasce alla fine del 2018 ed è l’ultima mia serie in ordine cronologico. A volta si dice che Presenze notturne cm 35x30 l’artista precede i acrilico su tela tempi…..ecco qui è 2021 successo. Era un lunedì qualunque... andai in studio, ero preso da un progetto, una serie sulla curva temporale che ha la dimensione del sogno Da Giotto a de Chirico passando per Carrà senza dimenticare Casorati fino al Realismo Magico, curvando poi verso una dimensione Gothic Pop . Si, pensai, la curva temporale ha la dimensione del sogno nella sua metafisica spaziale. Avevo letto un saggio di Mario Andrea Rigoni dove si affermava, “…nel nostro tempo il posto della metafisica è stato preso dalla fantascienza: sostituzione forse non casuale, della quale non c’è comunque da rammaricarsi, visto che questa non è meno legittima né meno emozionante di quella”. Una serie precedente, “The Past In The Future”, traeva ispirazione dal modo in cui il futuro era stato immaginato nel passato e “Astro Pop” ne è un po’ il seguito, che era basata più sul mondo dei fumetti, mentre questa
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especially David Hockney. In Italy, I really love the work of Concetto Pozzati, who was my professor in Bologna, of the Milanese Emilio Tadini and Valerio Adami, of Tino Stefanoni, friends and fellow travelers. LB - Where and when was “Astro Pop” born? What inspired it and where does it look at? GM - “AstroPop” was born at the end of 2018 and is my latest series in chronological o r d e r . Sometimes they say the artist precedes the times.....that’s what happened here. It was an ordinary Monday ... I went to the studio, I was taken by a project, a series on the time curve that has the dimension of the dream. From Giotto to de Chirico through Carrà without forgetting Casorati until Magic Realism, curving then towards a Gothic Pop dimension. Yes, I thought, the time curve has the dimension of the dream in its spatial metaphysics. I had read an essay by Mario Andrea Rigoni where he stated, “... in our time the place of metaphysics has been taken by science fiction: perhaps not a casual substitution, which is not to be regretted, since it is no less legitimate nor less exciting than that”. A previous series, “The Past In The Future,” drew inspiration from the way the future was imagined in the past and “Astro Pop” is a bit of a sequel, which was based more on the world of comic books, while this new one wanted to express a discomfort that I increasingly felt an isolation from the world and without realizing it, soon after, the pandemic arrived...
nuova voleva e s p r i m e r e un disagio che sempre più sentivo…un isolamento dal mondo e senza rendermene conto poi, da li a poco, giunse la pandemia… Ecco quel disagio che vivevo da campagnolo si trasformò in una nuova realtà mondiale, paragonabile forse alla Spagnola, che fra il 1918 e il 1920 uccise decine di milioni di persone nel mondo, o alla crisi tra il 1929 e 1932 in America ben espressa da Hopper nei suoi quadri. La pandemia che arriva oggi proprio a cinquant’anni da uno degli eventi memorabili della storia dello spazio: quelli dallo sbarco sulla luna della navicella spaziale Apollo 11, che ha compiuto il primo allunaggio della storia. 2 + 2 fa 4 e cosi “Astro Pop” anticipò la più grande crisi causata da un virus nel momento stesso in cui siamo atterrati su Marte con una sonda che ci permette di conoscerne la natura e progettare la sua colonizzazione. Questa serie è tuttora in progress: mi domando, dove sta andando? Difficile da dire, ora le astronavi lasciano il passo a cieli stellati vuoti, i riferimenti al passato pittorico si fanno più chiari, la bidimensionalità lascia il passo ai Time-Boxes, teche di plexiglass che contengono come fondo la tela dipinta e, per ora, modellini di auto prodotte tra gli anni ’40 e ’70, creando un pitto-rama temporale che attraversa il tempo conservandone alcuni aspetti e, forse, profetizzandone altri. Una fonte di ispirazione fu la serie tv “Under the Dome” scritta da Stephen King e prodotta da Steven Spielberg; in queste teche di plexiglas una serie di oggetti e di panorami della pittura passata che amo si ritrovano insieme, tagliati fuori dal loro contesto ne creano un altro. Cosi, per me, il passaggio da Storyteller a Psychonauta diventa sempre più breve, dal 2019 ho abbracciato un termine che forse può chiarire meglio il concetto artistico: “Fiction Painting”, titolo del mio precedente catalogo .Cosa può comunicare…non so per voi, per me quello che disse Pierre Auguste Renoir calza a pennello: “quando si tratta di un paesaggio, amo quei quadri che mi fanno venir voglia di entrarci per andarvi a spasso.”
Here that the discomfort that I was living as a countryman turned into a new world reality, comparable perhaps to the Spanish pandemia, which between 1918 and 1920 killed tens of millions of people in the world, or to the crisis between 1929 and 1932 in America well expressed by Hopper in his paintings. The pandemic that arrives today just fifty years after one of the memorable events in the history of space: the landing on the moon of the Apollo 11 spacecraft, which made the first moon landing in history. 2 + 2 makes 4 and so “Astro Pop” anticipated the biggest crisis caused by a virus at the same time that we landed on Mars with a probe that allows us to know its nature and plan its colonization. This series is still in progress: I wonder, where is it going? Hard to say, now the spaceships give way to empty starry skies, the references to the pictorial past become clearer, the two-dimensionality gives way to Time-Boxes, plexiglass cases that contain, as a background, the painted canvas and, for now, models of cars produced between the ‘40s and ‘70s, creating a temporal picto-rama that crosses time preserving some aspects and, perhaps, prophesying others. A source of inspiration was the TV series “Under the Dome” written by Stephen King and produced by Steven Spielberg; in these Plexiglas cases a series of objects and landscapes of past painting that I love are found together, cut out of their context to create another. So, for me, the transition from Storyteller to Psychonaut becomes shorter and shorter, since 2019 I have embraced a term that perhaps can better clarify the artistic concept: “Fiction Painting”, the title of my previous catalog .What can it communicate...I don’t know for you, for me what Pierre Auguste Renoir said is perfect: “when we are speaking about landscape, I love those paintings that make me want to enter it to go for a walk.”
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LB - Tanta musica influenza la tua ricerca e non ha alcun dubbio nell’affermare che suonano davvero bene: psichedelia, pop, exotica, space. Il clima è indubbiamente vintage. C’è un po’ di nostalgia? Per non parlare del cinema… GM - Nostalgia? Forse un pizzico avendo vissuto gli anni ’70 dove psichedelia, pop, exotica, space hanno preso vita, ma oggi questa musica ha un altro aspetto e, secondo me, non ha nulla da invidiare ai tempi passati. Oggi si sono moltiplicate le etichette musicali, le majors hanno perso terreno rispetto ala creatività… forse questo sta succedendo anche nell’arte, trovo molto più interessante la creatività di molti “piccoli” o meglio nuovi creativi che sfuggono alle catalogazioni e alle sirene dell’arte di serie A… a volte trovo meglio la B anzi la C, proprio come nella musica. Stessa cosa nel cinema, chi avrebbe mai detto che alcune proposte di Netflix siano, a volte, meglio di quella della grande produzione? Le epoche passano, i tempi cambiano, la curva temporale viaggia a ritmi sostenuti. Chi può dire come sarà il futuro, possiamo solo ipotizzarlo. La musica, il cinema, la letteratura hanno un enorme influenza sul mio lavoro…più della pittura in sé. LB - Da Anghiari, il paese della battaglia del cartone leonardesco e dell’autobiografia, ai cieli degli anni ’50 dove russi e americani se ne davano di santa ragione ai tempi della Guerra Fredda. Ma tu ora cosa vedi quando di notte guardi le stelle? GM - María Teresa Ruiz González, astronoma cilena, presidente dell’Accademia delle scienze dal 2015 ,ce lo racconta in un libro affascinante che passa in rassegna l’evoluzione dell’universo dal Big Bang fino a oggi per poi andare oltre, presentandoci la Terra e l’umanità come piccoli tasselli di un affresco di proporzioni inimmaginabili. Io vedo questo, un puzzle temporale da ricomporre, guardo le stelle e mi domando : ma questo è veramente tutto ciò che esiste, o è solo un universo fra infiniti altri? L’arte ci permette di uscire dal mondo reale e vederne sempre più aspetti nuovi, spesso precedendo la scienza.
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LB - A lot of music influences your research and there is no doubt in stating that they sound really good: psychedelia, pop, exotica, space. The mood is undoubtedly vintage. Is there a bit of nostalgia? Not to mention the cinema... GM - Nostalgia? Maybe a little bit, having lived during ‘70s where psychedelia, pop, exotica, space born, but today this music has another aspect and, in my opinion, has nothing to envy to the past times. Today, music labels have multiplied, the majors have lost ground compared to creativity...maybe this is also happening in art, personally I find much more interesting the creativity of many “small” or better new creatives who escape the catalogs and sirens of art series A...sometimes I find better the B or the C, just like in music. Same thing in cinema, who would have ever said that some of Netflix’s proposals are sometimes better than that of the big production? Epochs pass, times change, the time curve travels at a rapid pace. Who can say what the future will look like, we can only speculate. Music, film, literature have a huge influence on my work...more so than painting itself. LB - From Anghiari, the land of battle in Cartone di Leonardo and of autobiography, to the skies of the 1950s where Russians and Americans were giving each other a hard time at the time of the Cold War. But what do you see now when you look at the stars at night? GM - María Teresa Ruiz González, Chilean astronomer, president of the Academy of Sciences since 2015, tells us in a attractive book that reviews the evolution of the universe from the Big Bang until today and then goes beyond, presenting the Earth and humanity as small pieces of a fresco of unimaginable proportions. I see this, a temporal puzzle to be reassembled, I look at the stars and I ask myself: but is this really all that exists, or is it just one universe among an infinite number of others? Art allows us to leave the real world and see more and more new aspects of it, often preceding science. Rail road crossing cm 15x22 acrilico su tela 2019
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Il genere fantascientifico, se non teniamo conto della poesia, è l’unico settore che non ha limiti o parametri di sorta. Puoi esplorare il futuro e tutto ciò che si classifica con altro: un altro universo, un altro pianeta o un’altra specie. Science fiction, outside of poetry, is the only literary field which has no limits, no parameters whatsoever. You can go not only into the future, but into that wonderful place called other, which is simply another universe, another planet, another species.
Theodore Sturgeon
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Doppio gioco cm 22x15 acrilico su tela 2019
Una notte speciale cm 60x40 acrilico su tela 2019 33
Tra le case cm 18x18 acrilico su tela 2019
By by daddy cm 18x18 acrilico su tela 2019
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Giù nella baia cm 40x40 acrilico su tela 2021
Arrivi al club dinero cm 25x25 acrilico su tela 2021
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Colazione su Marte cm 22x15 acrilico su tela 2021
We Can Do It ! cm 70x50 acrilico su tela 2019 37
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Viaggi nel tempo cm 25x30 acrilico su tela 2021 39
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La fantascienza è, in altri termini, narrativa dell’ipotesi, della congettura o dell’abduzione, e in tal senso è gioco scientifico per eccellenza, dato che ogni scienza funziona per congetture, ovvero per abduzioni.
Science fiction is, in other words, a narrative of hypothesis, conjecture or abduction, and in this sense it is the scientific game par excellence, since every science works by conjecture, or by abduction.
Umberto Eco
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Sfrecciando nella notte cm 15x22 acrilico su tela 2019 42
Incontri ravvicinati cm 15x18 acrilico su tela 2019
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Guardiani cm 18x18 acrilico su tela 2019
Stazione per Plutone cm 40x40 acrilico su tela 2021
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Hai visto mio marito la fuori cm 18x18 acrilico su tela 2019
Ricognizione al centro commerciale cm 60x60 acrilico su tela 2021
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Periferie “1” cm 100x100 acrilico su tela 2020
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Partenze cm 22x18 acrilico su tela 2019
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Saluti di strada cm 50x70 acrilico su tela 2019 49
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Viviamo in un mondo di fantascienza nel quale ha vinto Disney, la fantascienza di Disney. …La fantascienza è diventata il mondo reale. Che noi ce ne accorgiamo o no.
We’re living in a science-fiction world. We’re living in a world that Disney has conquered. Disney’s science fiction… Science fiction has become the real world. Whether we realize it or not, it has.
Bob Dylan
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Un mattino nella notte cm 22x18 acrilico su tela 2019
Partenze al porto cm 50x40 acrilico su tela 2021 53
I sogni incrociati del castello cm 22x18 acrilico su tela 2019
Il dono cm 100x100 acrilico su tela 2019
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L’universo Sottosopra cm 50x50 acrilico su tela 2021
Presenze nel cortile cm 18x18 acrilico su tela 2019
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Rosso di sera cm 22x18 acrilico su tela 2019
Fronte del porto cm 50x35 acrilico su tela 2021 57
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Viaggiatori nello spazio cm 22x15 acrilico su tela 2019 59
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Il futuro della The Future fantascienza? of Science Fiction? Ci viviamo We’re living in it. dentro. [...] [...] The single Se c’è una most useful thing cosa che ho I’ve learned from imparato science fiction dalla fantascienza, is that every è che ogni present moment, momento presente always, is è al contempo someone else’s past il passato and someone di qualcun altro else’s future. e il futuro di qualcun altro.
William Gibson 61
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Scambi temporali cm 22x15 acrilico su tela 2019
Ti ricordi quella notte cm 60x80 acrilico su tela 2019 63
Strani viaggi cm 18x22 acrilico su tela 2019
Tra due mondi cm 18x22 acrilico su tela 2019
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Incontri ravvicinati in costiera cm 15x22 acrilico su tela 2019
Caravan In The Night cm 30x30 acrilico su tela 2019
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Faro indiscreto cm 15x22 acrilico su tela 2019
Formazione astrale cm 70x80 acrilico su tela 2019 67
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Atterraggio navette cm 45x35 acrilico su tela 2019 69
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Da qualche parte, qualcosa di incredibile attende di essere conosciuto. Somewhere, something incredible is waiting to be known.
Carl Edward Sagan
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Notte imperiale cm 15x22 acrilico su tela 2019
Presenze gotiche cm 15x22 acrilico su tela 2019 73
Partenze cm 18x18 acrilico su tela 2019
Osservatore spaziale cm 15x22 acrilico su tela 2019
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Space Self Service cm 22x15 acrilico su tela 2019
L’intona segnali cm 22x18 acrilico su tela 2019
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Temporale magnetico cm 18x18 acrilico su tela 2019
Luci di New York cm 15x21 acrilico su tela 2019 77
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Giochi astrali cm 50x70 acrilico su tela 2021
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Non esiste il passato, ma solo il presente del passato (che poi si chiama memoria). Non esiste il futuro, ma solo il presente del futuro (che poi si chiama speranza)…
There is no past, only the present of the past (which is then called memory). There is no future, only the present of the future (which is then called hope).
Luciano De Crescenzo
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Strange Service Station cm 90x90 acrilico su tela 2019
Torre di controllo cm 25x35 acrilico su tela 2021 83
2+2 cm 18x22 acrilico su tela 2019
Space Circus cm 80x80 acrilico su tela 2019 84
Incontri ravvicinati cm 80x80 acrilico su tela 2019
Partenze “2” cm 15x12 acrilico su tela 2019 85
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Invasione magrittiana cm 15x22 acrilico su tela 2019
Space Donut cm 60x80 acrilico su tela 2019 87
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Passaggi sul autodromo cm 100x100 acrilico su tela 2021
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Un faro nella notte cm 18x22 acrilico su tela 2019
Viaggi nel tempo cm 50x60 acrilico su tela 2019 93
E fu giorno cm 15x22 acrilico su tela 2019
Pluto Station cm 15x22 acrilico su tela 2019
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Notte metafisica cm 18x22 acrilico su tela 2019
Quella notte che partimmo cm 25x20 acrilico su tela 2021
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Night Bar cm 22x18 acrilico su tela 2019
Sorprese al porto cm 40x30 acrilico su tela 2021 97
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Fuori dalle mura cm 100x100 acrilico su tela 2019 99
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Atmosfera verde cm 18x18 acrilico su tela 2019
Hot Dogs cm 80x100 acrilico su tela 2019 101
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Il tempo non è una linea ma una dimensione, come le dimensioni dello spazio... Si potrebbe viaggiare a ritroso nel tempo ed esistere contemporaneamente in due luoghi. Time is not a line but a dimension, like the dimension of space... One could travel back in time and exist in two places at the same time
Margaret Atwood
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Ho parcheggiato la mia auto in via Sironi a Milano cm 60x40x15 acrilico su tela e modellino auto in box di plexiglass 2021
Ho parcheggiato la mia Chrysler in rue Edward Hopper a New Orleans cm 60x100x15 acrilico su tela e modellino auto in box di plexiglass 2021
Ho parcheggiato il mio pick-up Dodge, nero, in rue Marc Chagall a Vitebsk cm 35x60x15 acrilico su tela e modellino auto in box di plexiglass 2021 105
Paesaggio urbano con Chevrolet cm 100x100x15 acrilico su tela e modellino auto in box di plexiglass 2021
Ti aspetto alla stazione Mobil Gas di Edward Hopper con la mia MG cm 60x80x15 acrilico su tela e modellino auto in box di plexiglass 2021 106
Aspettando Maurice con la mia Jaguar davanti al Passage Cottin a Montmartre cm 60x50x15 acrilico su tela e modellino auto in box di plexiglass 2021
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Ti aspetto con la mia spider Lancia Aurelia dietro le fabbriche Sironi a Milano cm 70x70x15 acrilico su tela e modellino auto in box di plexiglass 2021
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Rolls-Royce Camargue parcheggiata al tramonto in strada Carrà cm 40x60x15 acrilico su tela e modellino auto in box di plexiglass 2021
Ho parcheggiato la mia Chevrolet Corvett davanti alla Casa Gialla di Vincent ad Arles cm 60x60x15 acrilico su tela e modellino auto in box di plexiglass 2021 109
Tra il giorno e la notte ho sognato la mia Corvette in rue Magritte cm 60x65x15 acrilico su tela e modellino auto in box di plexiglass 2021
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Ho sognato la mia Porche Bianca in rue De Chirico cm 60x40x15 acrilico su tela e modellino auto in box di plexiglass 2021
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Ho parcheggiato il mio Pickup Chevrolet nero davanti stazione per Plutone cm 60x50x15 acrilico su tela e modellino auto in box di plexiglass 2021
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Ti aspetto con la mia Jaguar XK120 davanti alla casa di Frida Kalo cm 25x50x9 acrilico su tela e modellino auto in box di plexiglass 2021
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Ti ho visto passando davanti al faro di Hopper con la mia Mercedes SEL cm 30x30x9 acrilico su tela e modellino auto in box di plexiglass 2021
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Aspetto con la mia Jaguar rossa HY6L gli amici Clemence e Josephine che stanno arrivando con il veliero del doganiere Rousseaux cm 30x30x9 acrilico su tela e modellino auto in box di plexiglass 2021
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Ho parcheggiato la mia auto vintage dietro le case Grossberg cm 25x30x9 acrilico su tela e modellino auto in box di plexiglass 2021
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Vedo strani fenomeni dalla mia Lamborghini arancio attorno al cimitero Rossi cm 15x22x9 acrilico su tela e modellino auto in box di plexiglass 2021
Aspettando con la mia Chevrolet Corvett l’atterraggio dell’astronave proveniente da Marte dietro le fabbriche Sironi cm 60x60x9 acrilico su tela e modellino auto in box di plexiglass 2021 117
Paesaggio urbano con Chevrolet cm 100x100x15 acrilico su tela e modellino auto in box di plexiglass 2021
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Mondi paralleli cm 15x22x9 acrilico su tela e modellino auto in box di plexiglass 2021
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Giancarlo Montuschi t-shirt AstroPop RECLS ® collection 122
Di seguito si riporta una cronologia ragionata della sua vita e del suo lavoro d’artista precisando che non riporta tutte le mostre, ma solo le più importanti. 1960 Riceve, giovanissimo, riconoscimenti a premi di pittura a Cesena e al “Romano Brazzi” di Marina di Ravenna. 1972 Tiene la sua prima mostra personale alla Galleria Sire di Faenza. Viene poi scelto a rappresentare, unico giovane di un gruppo di dodici pittori, la provincia di Ravenna per la mostra del gemellaggio con Rijeka. 1976 Espone alla Galleria Sire di Faenza. Esce in novembre un testo Claudio Spadoni che scrive di Post-Pop riguardo al linguaggio dell’artista. 1986 Partecipa ai Premi Internazionali della Ceramica di Faenza e Gualdo Tadino. Espone alla galleria De 20 a Vaxio in Svezia, all’interno di una mostra collettiva dedicata alla tecnica ceramica Raku. 1987 Partecipa alla II Triennale Mondiale della Ceramica di Zagabria. Partecipa con successo per la prima volta all’Arte Fiera di Bologna. E’ presente in diverse mostre fra cui Dalla materia alla Forma, a Reggiolo (Reggio Emilia), a cura di G. Baldo e R. Margonari. E’ anche all’esposizione Con il cuore dell’Arte, Arezzo, Sala d’Arte Contemporanea di S. Ignazio, alla Fiera Abitare il tempo, Verona e al III Festival d’Arte di Castelnuovo di Farfa. 1988 Premiato al Concorso Internazionale della Ceramica di Vallauris. Personale alla Galleria Selearte, E’ presente nella Collettiva Tecné, alla Libreria Nanni di Bologna. In questo anno scrive di lui Marcello Venturoli.
1989 Partecipa al Premio Suzzara, curato allora dal meglio della critica italiana, e alla Biennale della Ceramica di Faenza. E’ anche nella collettiva Eppur si muove Palazzo Pretorio di Sansepolcro e allo Smaland Museum di Vaxio, Svezia. Tiene anche due personali con sculture in ceramica alla Galleria Pirra di Torino e alla Galleria Ken’s Art di Firenze, quest’ultima curata da Giuliano Serafini. Scrive dell’artista A.Dragone sulla “Stampa. 1990 La sua città natale, Faenza, gli dedica una personale alla Galleria Comunale che riassume e fa il punto del lavoro degli anni Ottanta con un cospicuo numero di opere. Ne scrive Cristina Vignoli Partecipa a Scarperentola una collettiva ideata da Samuele Mazza che girerà diverse capitali europee ed extraeuropee. 1991 Installazione de “L’opera al Nero” , Galleria Fluxia, Chiavari. 1992 Personale alla Galleria “Il Gianicolo”, Perugia, con Catalogo di presentazione a cura di Giuliano Serafini e alla Galleria “l’Idioma” di Ascoli Piceno. 1993 Personale al Salone della Ceramica Del Novecento di Faenza, presentato dalla galleria Ken’s Art di Firenze. Partecipazione alla mostra all’aperto “Terre Liberate” a Monteroni d’Arbia, presentata dalla Galleria Gagliardi di San Gimignano, a cura di Giancarlo Boiani. 1994 Partecipazione a diverse manifestazioni organizzate dal gruppo “Mano d’Opera” di Firenze. Partecipazione alla Manifestazione Glass and Art, esposizione nazionale di opere pittoriche e scultoree realizzate sui vasi prodotti dalle vetrerie Valdarnesi.
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1995 Tiene personali ad Arezzo (Galleria Contemporanea), Città di Castello (Galleria Il Pozzo) e Firenze (Galleria Ken’s Art). Partecipa a Arezzo 95, collettiva delle ultime generazioni di artisti aretini, curata da Michele Loffredo e introdotta da Enrico Crispolti. 1996 La sua città di adozione, Sansepolcro, gli dedica una grande antologica negli spazi della ex Chiesa di San Giovanni dove anticamente si trovava il Battesimo di Piero della Francesca, intitolata Percorsi 1976-1996. Tiene poi personali a Parma (Viaggi nella Fantasia, Galleria Montmartre), a Vicenza (Galleria Joannart). Fra le collettive a tema, significativa la presenza a Lontano da Itaca. Ricerca e follia creativa nell’arte, organizzata dalla Galleria il Gianicolo di Perugia. L’artista viene indicato come il preferito dei lettori della rivista “Quadri e Sculture” tra quelli proposti a rappresentare le tendenze attuali nell’arte italiana a Palazzo Barberini di Roma. 1997 Partecipa alle rassegne di Art Convention nel cui ambito le gallerie italiane associate ad Altamarea inaugurano presso le loro sedi contemporaneamente e con un catalogo comune la mostra degli artisti. Frequenta la scena artistica parigina dove sarà a lungo presente. Espone così alla Galleria G.N.G. a Saint-Germain. Al Festival di Spoleto è presente con la Galleria Jonnart. 1998 Con la Galleria Navona 42 di Roma partecipa a “Colori su Fonopoli”, in collaborazione con Renato Zero. Tiene una personale alla Galleria Cigarini di Ginevra. Appassionato del “libro d’artista”, del quale è anche raffinato collezionista, espone questi suoi lavori alla mostra internazionale itinerante “Original Book”. Viene nominato membro della “Jurat de SaintEmillion”, a Saint-Emillion, e contestualmente vengono presentate sue opere negli spazi del Museo della Ceramica, il quale ne acquista alcune. 2000 Mostra “Lo specchio che fugge” al Teatro Valle di Roma, organizzata dalla Galleria “Navona 42”. Mostra: “Bestiari immaginari” a Roma (libreria Bibi). Seguono in questo anno altre partecipazioni a mostre a New York, Londra, Parigi, Vienna, Gent, Strasburgo, Ginevra, Düsseldorf, Milano, Roma, Bologna, Firenze, Perugia, Bari. 124
2001 Esce per le edizioni de Il Gianicolo Centro d’Arte la monografia dedicata all’artista dal titolo Dipinti, sculture e tecniche miste. Un mondo incantato tra musica e magia con saggio critico di Emidio De Albentiis. 2003 Esce da Artegraf la monografia Montuschi-Dipinti 1975-2003, con testimonianze di E. De Albentiis e di M. Venturoli. 2004 Partecipa alla mostra organizzata dalla Galleria La loggia di Sansepolcro nei suoi spazi e in quelli del Museo Civico su Da de Chirico a Ferroni. Il Novecento fra epoche, ipotesi e provocazioni, curata da Giovanni Faccenda e introdotta da Vittorio Sgarbi. 2005 Invitato dalla Repubblica del Costa Rica a partecipare alla 51° Biennale di Venezia nel padiglione dell’Istituto Italo-Latino-Americano. iniziativa promossa dal Museo di Arte Contemporanea Italiana in America e dall’Istituto Italo-Latino Americano di Roma. Per l’occasione è stato pubblicato un catalogo dell’artista con brani di testi critici di Giuliano Serafini. Realizza un bozzetto per la scatola speciale del panettone Le Tre Marie, uno dei numerosi esempi di applicazione all’industria e all’artigianato del suo lavoro artistico. 2006 E’ presente in una quindicina fra mostre e fiere in Italia e all’estero. Fra queste, la mostra curata dall’Istituto Italiano di Cultura della Finlandia e dal Circolo degli italiani in Finlandia a Leppavaara. A Insbruck la Galleria Contemporart lo presenta a “10 Art internationale Messe”. L’Ipost- Poste italiane, su proposta della Galleria Navona 42, lo sceglie come artista dell’anno affidandogli la realizzazione dell’immagine per tutta la comunicazione. 2007 Viene scelto come testimonial del 2° Festival nazionale dell’autobiografia di Anghiari. In questo anno partecipa a una decine di mostre e fiere, fra queste Hangzhou, Wet Lake, in Cina con Artour e alla Galleria Excalibur di Solcio di Lesa. 2008 Collabora con Riccardo Lorenzi al Calendario Ingram.. E’ presente in molte altre gallerie italiane e in fiere specializzate.
2009 Espone a Pesaro nella prestigiosa sede dell’ AlexanderMuseumPalaceHotel Viene invitato al concorso Arte Limen di Vibo Valenzia aggiudicandosi poi un premio prestigioso Continua la sua presenza alle principali fiere d’arte in Italia e in Europa.
2017 Personale “Pulps Stories” al Museo Michelangiolesco di Caprese Michelangelo (AR), Montuschi è invitato al progetto “Il Giardino degli Alberi di Natale” dell’evento Mima On Ice a Milano Marittima, Montuschi partecipa a Caserta alla “Biennale d’Arte Contemporanea del Belvedere di San Leucio
2010 Viene scelto come artista per la realizzazione del drappo in contesa per la storica disfida del Palio della Balestra della città di Sansepolcro. Continua la sua presenza in molte gallerie italiane e in fiere specializzate.
2018 Montuschi è invitato a “Ognuno Il Suo Stile- L’Arte e le sue forme” Rio De Janeiro - Centro Cultural Correios, Personale “Semplice-Mente Pop all’Historiale di Cassino, è invitato al progetto “Il Giardino degli Alberi di Natale” dell’evento Mima On Ice a Milano Marittima
2011 Viene invitato a presentare la sua esperienza d’artista ai: Racconti di Arte Contemporanea - Ciclo di incontri con gli artisti , con una introduzione di Marcello Duranti, al Museo civico di Sansepolcro. 2012 Viene invitato al Secondo festival internazionale dell’Arte, Ambasciata della repubblica Iraq al Vaticano, Roma
2019 Montuschi con il collettivo di cui fa parte “La Fabbrica Dei Sogni” a “Sogni senza Confini” Complesso Monumentale di San Severo al Pendino Napoli e nel contempo viene editato il suo libro/ catalogo sulle sue ultime serie pittoriche a cura di Francesca Bogliolo.
2013 Viene invitato alla mostra“Permanenze - Appunti di viaggio e di paesaggio in Turchia” spazio espositivo dell’Ufficio Cultura e Informazioni dell’Ambasciata di Turchia a Roma - curata da Angelo Andriuolo 2014 Giancarlo Montuschi espone alla David Leonardis Gallery Chicago USA. Donazione di un opera al MACIST Museo D’Arte Contemporanea Internazionale - Biella 2015 Montuschi realizza il Palio della Carriera per il comune di Carpineto Romano, Montuschi tra i pittori protagonisti 2015, invitati da un comitato di critici d’arte, con la consulenza della Casa d’Aste MeetingArt di Vercelli alla Manifestazione Nazionale “La Modella per l’Arte” a Stresa, Hotel Villa Carlotta di Belgirate sul Lago Maggiore 2016 Montuschi viene invitato a Rivisondoli (AQ) ad essere il testimonial dell’anno per la manifestazione Il Presepe Rivisondoli , viene acquisita un opera per il Museo del Presepe della città, partecipa ad “ Un+Uno” Centre International D’Art Contemporain, Carros (Nice) FR, partecipa a: “IColori del Rock” Ameno (No) museo Tornielli
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CATALOGO a cura di Luca Beatrice progetto grafico www.a2mani.com coordinatore editoriale S-Eri-Print redazione Magda Garulli Petra Montuschi crediti fotografici www.elisanocentini.com ringraziamenti Bruno Baglivo Luca Beatrice Roberta Cangini Franco Cipriani Rossana Corsi Fabrizio Innocenti Riccardo Nicoletti David e Gianni Overi Valerio Piccinelli Cesare Reggiani
Prima pubblicazione in Italia S-Eri Print Editore Via Carlo Dragoni, 16 Sansepolcro (Ar) Finito di stampare nel mese di ottobre 2021 ©Tutti i diritti riservati, vietata la riproduzione
ISBN: 978-88-940485-8-2
EDITORE
Via Carlo Dragoni, 16 - Sansepolcro (Ar) Italy
ISBN 978-88-940485-8-2
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9 788894 048582 35,00€