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Come elaboriamo le scene di paura

Come elaboriamo

le ‘scene di paura’ Zombie, vampiri, catastro naturali e distruzione globale fanno parte di generi molto amati dal pubblico, confermando che, per qualche autolesionista inclinazione, la paura (al cinema) ci piace proprio tanto: uno studio condotto dalla Università di Turku, in Finlandia, ci spiega perché

Siete fra coloro che amano le pellicole piene di suspance e scene che fanno sobbalzare di paura? Rassicuratevi: siete in molti e, a detta degli esperti, non siete perversamente autolesionisti. A rivelarlo è un recente studio condotto dall’Università di Turku, in Finlandia, pubblicato sulla rivista scientifica ‘Neurolmage’. Lo studio è partito dalla realizzazione di una classifica delle più spaventose pellicole degli ultimi 100 anni (eseguita grazie al coinvolgimento di circa 216 appassionati di cinema). L’idea da cui sono partiti i ricercatori è che la paura protegga gli organismi, aumentando la vigilanza e la preparazione, coordinando le risposte di sopravvivenza durante gli incontri potenzialmente letali. Di conseguenza, è supponibile che il circuito della paura debba operare su più scale temporali, che vanno dalla vigilanza preparatoria sostenuta alle risposte acute di lotta o fuga. Per appurare ciò, i 37 soggetti sottoposti allo studio hanno visto film horror, mentre la loro attività emodinamica del cervello veniva misurata con la risonanza magnetica. È emerso che, quando l’ansia lentamente aumenta, le regioni del cervello coinvolte nella percezione visiva e uditiva diventano più attive. Dopo uno shock improvviso, l’attività cerebrale è più evidente nelle aree coinvolte nell’elaborazione delle emozioni. In questo caso, il cervello è infatti impegnato a valutare le potenziali minacce e

a prendere delle decisioni immediate. Queste zone del cervello sono in continuo dialogo con le aree sensoriali durante il film. È come se fossero preparate per elaborare delle risposte di fronte a un evento spaventoso. Sottoposti anche a interviste specifiche, i volontari che hanno partecipato allo studio hanno dichiarato che le pellicole di natura psicologica o basati su eventi reali sono reputati i più spaventosi e fanno più timore cose invisibili o implicite, piuttosto che ciò che si può vedere. I partecipanti hanno anche riferito quanto spesso guardavano film horror – o film in generale – e quanto spaventosi consideravano i diversi tipi di horror (ad esempio, horror psicologico, horror soprannaturale) e hanno riportato le emozioni più comuni vissute durante la visione. Dai risultati raccolti, gli studiosi spiegano che i nostri cervelli ci anticipano continuamente e ci preparano all’azione, in risposta alle minacce. E i film horror sfruttano questa esperienza per migliorare il nostro stato di eccitazione. Quindi, quando guardiamo una pellicola horror accade che siamo più vigili e all’erta, poiché ci mettiamo nella condizione di essere costantemente pronti a rispondere a una potenziale minaccia che può essere in agguato e sorprenderci quando meno ce lo aspettiamo. Tuttavia, lo studio non dice se tutto ciò costituisca un esercizio reale a reagire in modo adeguato di fronte a una reale emergenza o evento di pericolo. Quindi, pur avendo seguito tutte le stagioni di ‘The walking dead’, non illudiamoci di sapere cosa fare nel caso ci trovassimo di fronte a uno zombie: perché guardare è differente dal vivere.

FRANCESCA BUFFO