8 minute read

Portami a cena

Giulio Perfetti / Serena Giorgi

Portami a cena
Serena Giorgi e Giulio Perfetti

Una giovane balena muore per aver ingurgitato 40 Kg di plastica.

Il nostro progetto nasce da qui. Abbiamo provato tristezza e sentito tutto l’egoismo e l’indifferenza degli esseri umani.

Il tavolo è la metafora del mare,e il senso più ampio della natura.

La freddezza dei materiali evoca la separazione tra l’uomo e l’ambiente e racconta di un mondo nel quale ci muoviamo, nuotiamo e mangiamo.

Consapevoli di questo scempio,la nostra vita continua a scorrere incapace di reagire

Giulio Perfetti / Serena Giorgi - Portami a cena - 2019 - Installazione / Ferro, plastica, cm 400x45x80
Installazione -  Fasi di studio e progettazione

“ I piccoli atti, quando moltiplicati da milioni di persone possono trasformare il Mondo “

La raccolta della plastica

Duemanondue a cura di Milena Becci

Rodrigo Blanco, Serena Giorgi / Giulio Perfetti, Marco Puca Intervento critico: Valeria Carnevali Rocca Malatestiana, Fano (PU) 2/5 agosto 2019

Giunto al suo terzo anno Ek-statica, Festival filosofico-letterario, ha deciso di accogliere l’arte contemporanea all’interno dei suoi luoghi fisici, mentali e visivi creando un ulteriore ponte tra due mondi che da sempre dialogano. La tematica che sarà affrontata durante le conferenze di questa terza edizione è di carattere ontologico-politico, ovvero l’intricato rapporto nomotetico che lega il mondo delle cosiddette leggi umane e le vede anteposte o in contrasto con quelle particolari leggi di natura, aprendo dibattiti circa l’umanità e la sua appartenenza. Quello del rapporto tra Physis e Nomos è un argomento spinoso che vede il suo originale conflitto sin dall’alba del pensiero e pone l’interrogativo su cosa sia effettivamente questa relazione chiamando l’uomo all’azione secondo l’una o l’altra visione del cosmo.

Giulio Perfetti / Serena Giorgi - Portami a cena - 2019 - Installazione / Ferro, plastica cm 400x45x80 - Rocca Malatestiana, Fano

duemanondue tenta di superare questa dualità collegandosi principalmente ad un concetto appartenente alla filosofia orientale secondo il quale Physis e Nomos non devono e non possono esser disgiunti. Funi è il termine giapponese che può essere tradotto con due ma non due o non dualità di vita e ambiente secondo il quale l’appoggio indispensabile per gli esseri viventi è l’ambiente fisico che a sua volta trova in loro la sua ragion d’essere. Questo legame è indissolubile e spiega che la vita, con le derivanti leggi attuate dall’uomo, è modellata dall’ambiente, con le proprie leggi della natura, e viceversa. Questo tentativo di armonizzazione che sorpassa contrapposizioni e scontri dialogici si ritrova nelle opere degli artisti presenti, Rodrigo Blanco, Serena Giorgi con Giulio Perfetti e Marco Puca, due dei quali lavorano a quattro mani. Rimandi anche numerologici in cui due mani si uniscono ad altre due e collaborano intervenendo su di uno stesso lavoro o si attivano compiendo esclusivamente il proprio pur cercando di eliminare quella distinzione tra legge dell’uomo e legge di natura. L’arte le riassume, le unisce attraverso colore, forma, luce e controllo sulla materia che a sua volta guida chi crea. I quattro artisti coinvolti si sono deliberatamente scelti a vicenda e, ciascuno attraverso l’utilizzo del proprio medium, sperimentano un percorso che vuole andare oltre quell’antitesi che nasce nel mondo greco con la Sofistica.

Giulio Perfetti / Serena Giorgi - Portami a cena - 2019 - Installazione / Ferro, plastica cm 400x45x80 - Rocca Malatestiana, Fano
Giulio Perfetti / Serena Giorgi - Portami a cena -  2019 Installazione / Collage, tecnica mista su carta applicata su tavola Perticolare cm 20x20

Serena Giorgi e Giulio Perfetti presentano un’installazione realizzata a quattro mani dal titolo Portami a cena. Il tema dell’inquinamento diviene fondamentale presupposto per trattare la fredda separazione tra uomo e ambiente credendo che l’arte sia un catalizzatore di significati che ha in sé la possibilità di trasformare la società.

Giulio Perfetti / Serena Giorgi - Portami a cena -  2019 Installazione / Collage, tecnica mista su carta applicata su tavola Perticolare cm 20x20

Egoismo e indifferenza sono rappresentati da un grande tavolo, metafora del mare, che accoglie elementi in plastica recuperati nelle acque e presentati con ineccepibile ordine. Etica ed estetica si fondono per far emergere le contraddizioni del nostro tempo.

Giulio Perfetti / Serena Giorgi - Portami a cena -  2019 Installazione - Particolare cm 20x20

Duemanondue - Il presente restituito di Valeria Carnevali

L’arte visiva riflette e fa riflettere. È idea che si materializza nel tempo fisico in cui l’opera prende vita tra le mani dell’artista, ed è pensiero stimolato e biunivoco, quando chi la osserva ne accoglie il linguaggio e ne legge il messaggio, producendo dalla visione quelle che a primo sguardo sembrano solo suggestioni, ma che arrivano a dare spinte all’intuito, alla consapevolezza, e magari anche alla coscienza. L’arte contemporanea serve il pensiero. Gli artisti sono le spugne che ora, in questo tempo, osservano e assorbono il presente, lo processano e lo ricreano, e lo consegnano ad un destinatario; un presente a volte spiegato, a volte alterato, a volte contorto, a volte ulteriormente complicato, ma sempre, immancabilmente, pensato. Chi fruisce di questo presente restituito, intraprende sentieri di riflessione e definisce il quadro della propria esperienza, sul secolo e sul mondo. L’arte contemporanea serve il pensiero perché permette di riflettere sul presente. E spesso di capirlo. Due, ma non due. Un titolo aperto ma indeterminato, che parla della dicotomia occidentale. Contraddizione o tautologia? La prima cosa che viene in mente è il paradosso più grosso e atavico di questa parte di pianeta, quello tra forma e sostanza. E parlando in maniera più specifica di esistenza, quello tra il corpo e lo spirito: sono due, ma allo stesso tempo sono uno. Uno e due. Poi abbiamo il principio del terzo escluso, quello con cui cresciamo dentro, da bravi abitanti dell’ovest. Non c’è bisogno di aver studiato filosofia, basta anche solo un po’ di logica o di grammatica, una cosa è o è vera o è falsa…tertium non datur, si diceva. Quindi, due. Due ipotesi, due possibilità, due situazioni, due scelte, in cui una esclude l’altra. Uno, due, ma non tre. È tutto più semplice. duemanondue è un quadrato magico: una la mostra, due il titolo, tre i percorsi, quattro le firme. La scelta curatoriale inserisce la rosa dei quattro autori in tre ambienti artistici e li colloca nell’esperienza della legge, trovando nella filosofia orientale la complementarietà di Natura e Legge, il superamento della loro distanza e la convivenza armoniosa tra uomo e ambiente. Due, ma non due, sono il passato e il futuro, con questa spina generatrice e imprendibile che è il presente. Due, ma anche tre. Due, ma non due, sono i tre momenti dell’umanità. Agli occhi di chi scrive, due, ma non due, sono i tre progetti che segnano l’arco delle tre scansioni temporali, che nelle stanze della Rocca occupano spazi e circostanze particolari, ma nella riflessione assumono significati universali.

Giulio Perfetti / Serena Giorgi - Portami a cena -  2019 Installazione - Particolare cm 20x20

Nel presente c’è l’installazione a quattro mani, non lirica ma epica: con Portami a cena Serena Giorgi e Giulio Perfetti narrano con eleganza la nuova frontiera della lotta. Cadute le prospettive di conflitto sociale che hanno caratterizzato il secolo breve, cadute le ideologie e relativizzate le religioni, c’è qualcosa di urgente in cui credere.

Una parte dell’umanità, soprattutto giovane, sta facendo opposizione su fronti diversi, che compongono un unico conflitto declinato in tante battaglie ambientali, e non ambientaliste: no, gli -ismi li abbiamo lasciati per fortuna al secolo scorso, e la lotta intellettuale, fisica e di coscienza passa per le menti lucide e lungimiranti di chi sceglie una via critica alla quotidianità. Il capitalismo costringe a dinamiche di sussistenza legate a doppio filo al consumo. Il consumo: pratico, economico e cieco mostro, circolo vizioso e non virtuoso che si alimenta di facili e dannose abitudini, conducendo inesorabilmente alla riduzione delle risorse vitali, come l’acqua e l’aria pura e alla saturazione degli spazi di smaltimento di materiali di rifiuto non degradabili che hanno aberrato, nel giro di pochi decenni, dalle naturali regole della fisiologia.

Il banchetto imbandito di plastiche reperite è un monito. Nel presente la lotta può ricomporre l’unità e superare la dicotomia: uno l’uomo, due l’ambiente, una sola la coesistenza armoniosa a cui si ambisce.

Giulio Perfetti / Serena Giorgi - Portami a cena - 2019 - Installazione / Ferro, plastica cm 400x45x80 - 8/14 aprile 2019 Panoramix, evento Fuori salone Milano. Organizzazione Endo.Vena a cura di Federico Marcelletti
Giulio Perfetti
Il nostro modo di conoscenza che frantuma il sapere in brandelli sparsi, ci rende più ciechi ed incapaci di percepire i problemi globali e fondamentali 
Serena Giorgi
 Volere dominare la natura è grave follia. Come possiamo dire chi siamo noi rispetto alla natura? Dove ci mettiamo: dentro, fuori, ai limiti? 

Giulio Perfetti e Serena Giorgi sono ricercatori inquieti e coraggiosi.

Da un incontro casuale è nato un progetto di collaborazione artistica fatto di ascolto e di scambio, di contaminazione continua di idee e sensibilità. Ne è nato un sodalizio che è prima di tutto unione di due persone che sanno dialogare con rispetto e che mettono a disposizione del pubblico il loro sguardo. Curioso e attento. Originale e ancora puro. Espressione di un’umanità delicata e rara. Con questo atteggiamento umile e poetico (e dunque anche rivoluzionario) rendono accessibili cose, oggetti, particolari apparentemente invisibili o insignificanti, offrendo loro una nuova luce e quasi rivelando la loro anima interiore e nascosta.

In questa prospettiva, il loro cammino artistico è alimentato da una autentica tensione verso la conoscenza. Un percorso di arricchimento interiore per superare i limiti e spostare l’orizzonte del conosciuto in avanti. Verso una dimensione intima, che rappresenta un orizzonte di libertà rispetto ai vincoli della vita quotidiana. Le idee iniziano così magicamente a prendere forma. Ad abitare grandi fogli, dove dipingono, disegnano, scrivono. Scarabocchiano e cancellano. Delineando un itinerario mentale che fa lievitare la loro immaginazione. Una via di fuga, che rappresenta anche un’alternativa esistenziale di libertà.

Insieme hanno realizzato: “Les possibilitès – labirinti mentali” (Centro di formazione arti visive Cecina – Luglio 2018), che è il racconto di questo percorso fianco a fianco, un viaggio tra smarrimenti e sorprese che prefigura la grande avventura dell’esistenza, e “Portami a cena”, un’opera installativa dedicata ai grandi temi dell’ambiente (Fuori Salone, Milano, Panoramix – Aprile 2019 “Duemanondue” Rocca Malatestiana, Fano - Agosto 2019) che comunica la loro visione dell’arte come catalizzatore e strumento di trasformazione della società.

Giulio Perfetti / Serena Giorgi Portami a cena
8/14 aprile 2019 Panoramix, evento Fuori salone Milano Organizzazione Endo.Vena a cura di Federico Marcelletti
2/5 agosto 2019 Duemanondue Rodrigo Blanco, Serena Giorgi / Giulio Perfetti, Marco Puca Rocca Malatestiana, Fano (PU) a cura di Milena Becci Intervento critico: Valeria Carnevali
This story is from: