Page 1

San Zeno Naviglio lì 24 novembre 2011 MATERIALI A SUPPORTO DELLA NECESSITA’ DI APPROVARE GLI AIUTI ALLE FAMIGLIE PROPOSTI Allegato al CC dl 24-11-2011 Gruppo Consiliare

.

ALCUNE DATI SU CUI RIFLETTERE Potere d’acquisto dei salari: in Italia abbiamo perso oltre 5.000 euro in dieci anni questa è la certificazione di ciò che le famiglie italiane sapevano da molto tempo: secondo il rapporto Ires-Cgil in 10 anni ogni lavoratore ha perso 5.453 euro di potere d'acquisto del suo stipendio. Tra il 2000 e il 2010, si legge nel rapporto, le retribuzioni hanno avuto a causa dell'inflazione effettiva più alta di quella prevista, una perdita cumulata del potere d'acquisto di 3.384 euro ai quali si aggiungono oltre 2 mila euro di mancata restituzione del fiscal drag che porta la perdita nel complesso a 5.453 euro. Il confronto tra l'andamento del potere d'acquisto del reddito disponibile familiare tra il 2002 e il 2010, secondo le elaborazioni e le stime IRES, rileva una perdita di circa -3.118 euro nelle famiglie di operai e impiegati, contro un guadagno di 5.940 euro per professionisti e imprenditori. Fonte: Rapporto Ires-Cgil DAL 2008 AL 2011 A BRESCIA 150 MILIONI DI ORE DI CASSA INTEGRAZIONE

Dall’inizio della crisi, secondo dati Inps, a Brescia sono state chieste 150 milioni di ore di cassa integrazione. Più precisamente, da agosto 2008 ad agosto 2011, le imprese bresciane hanno domandato 146,68 milioni di ore di cig. Certo, i dati del cosiddetto «tiraggio» dicono che la cassa effettivamente utilizzata è mediamente pari al 50% della domanda. Ma si tratta comunque di cifre impressionanti, specialmente se si confrontano con quelle relative agli anni precedenti la crisi. Nel 2006, infatti, le imprese bresciane chiesero 5,8 milioni di ore di cig, passate a 5,9 milioni nel 2007. Nel 2008 si registra un primo balzo, a quota 7 milioni, di cui 3,78 generate a partire dal mese di agosto, quando sono comparsi i primi fantasmi della recessione. ALCUNI DATI SULLA DISOCCUPAZIONE Disoccupazione (settembre 2011, dati ISTAT): * 8,3% complessiva; * 29,3% quella giovanile; * 9,7% quella femminile. Confronti: il tasso di disoccupazione giovanile ad aprile/maggio 2006 (vittoria di Prodi) era del 22%, in seguito è calato attestandosi attorno al 20% (con discese al 19% e risalite al 20%). A partire dal governo Berlusconi IV (aprile 2008) il tasso ha cominciato a salire per attestarsi all'attuale 29,3%. Idem con patate il discorso della disoccupazione in generale: il tasso si attestò fra il 6-7% con Prodi (più verso il 6 che verso il 7), mentre con Berlusconi dopo essere rimasto attorno al 7% è salito fino ad attestarsi all'8,3%. Inoccupati. L'istat è stato obbligato dall'Eurostat ad inserire questa nuova categoria che riguarda quelli che non cercano lavoro, ma potrebbero lavorare (gli scoraggiati). Purtroppo il dato mensile non è ancora disponibile, c'è quello del 2010: * 11,3%, medio nazionale; * 16,6% per le donne; * 30,9% per i giovani. Il tasso degli inoccupati che non cercano lavoro è interessante, perché secondo alcune teorie economiche andrebbero sommate al tasso di disoccupazione. In questo caso il tasso "giovanile" sarebbe del 60% fra disoccupati e scoraggiati dal sistema (per non parlare della precarietà del restante 40%...)


San Zeno è di tutti - CC 24 novembre 2011 aiuti famiglie materiale supporto  

Il materiale di supporto per la presentazione degli aiuti alle famiglie. Lista civica "San Zeno è di tutti".

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you