Skip to main content

Magazine P&F Gennaio 2023

Page 1

POSTE ITALIANE S.P.A. - SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE - AUT. N°MIPA/CENTRO-SUD/191/2022

Progetti & Finanza M MA AG GA A ZZ II N N EE

®

Fondi PNRR: Cambia tutto o niente? Transizione ecologica, parla la commissione Ambiente P ubb l i c a zi o n e m e nsi l e i n fo r m a to d i g i t a l e su l si to www. p r o g e t t i e f i nanza. i nfo

anno VI •numero 54 • Gennaio 2023

E d i to r e P a yc l i c k sr l


superbonus 110% ecobonus

sismabonus

bonusfacciate

®

PROGETTO UPGRADE® è un’iniziativa di Gargano Esco e Bono Ingegneria in collaborazione con Credit SpA

www.garganoesco.it

www.bonoingegneria.it

www.creditspa.it

www.aeffepartner.it

Sede Legale: Viale degli Artigiani, 9 - 71121 Foggia (FG) e-mail: info@garganoesco.it | tecnico@garganoesco.it PEC: garganoesco@pec.net | P.IVA 04318400712

Sede legale: Piazza Perugini 4 – 83100 Avellino (AV) Sede operativa: Via Moccia 100 – 83100 Avellino (AV) E-mail: bonoconsultingsrl@gmail.com | Tel. 0825-1495544

Sede legale: Via Sistina, 121 - 00187 Roma Sede operativa: Via C. Vecchio, 50 - 71036 Lucera (FG) e-mail: info@creditspa.it - P.IVA 10954791009

Sede Legale: Via Melisurgo, 4 - 80133 Napoli Sede Operativa: Corso Umberto I°, 201 - 80138 Napoli Tel. 081 4203492 Mobile: 328 9557045

Azienda certificata

UNI11352

ISO 9001

Azienda certificata

ISO 9001

Azienda certificata


MAGAZINE

GENNAIO 2023

L’IMPLEMENTAZIONE DEL PNRR ACCELERERÀ LA SPINTA VERSO L’INNOVAZIONE E LA TRASFORMAZIONE DIGITALE Non sono positivi i dati rilevati dal centro studi di CRFIF, per il I trimestre 2022, continua infatti la frenata delle richieste di credito da parte delle imprese (-8,1%) ma cresce la propensione agli investimenti per l’innovazione e lo sviluppo del business. Nel I trimestre 2022 si contrae il numero di richieste di credito presentate dalle imprese italiane, che fanno segnare un -8,1% rispetto al corrispondente periodo 2021. Per altro, il trend negativo riguarda sia le Società di capitali, che hanno fatto registrare un -5,5%, sia le Imprese individuali, per le quali la flessione è stata del -13,1%. Entrando nel dettaglio, il 53,8% delle richieste totali proviene dal settore della produzione, seguito dal commercio al dettaglio (con il 18,8%) e dal commercio all’ingrosso (con il 15,2%). Queste le principali evidenze che emergono dall’analisi delle istruttorie di finanziamento registrate su EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie gestito da CRIF. “A seguito dello scoppio della pandemia le imprese italiane, specie quelle medio-piccole, avevano fortemente incrementato la richiesta di credito per far fronte al drastico ridimensionamento dei flussi di cassa e gestire l’attività corrente, oltre che per cogliere le opportunità offerte dai provvedimenti governativi. A questa prima fase di emergenza era seguita una progressiva normalizzazione nel 2021, che trova conDirettore Responsabile Maria Rosaria De Leonardis

stre aziende abbiano ricominciato a rivolgersi agli istituti di credito per raccogliere le risorse necessarie a sostenere la crescita e gli investimenti – commenta Simone Capecchi, Executive Director di CRIF. Nel prossimo futuro lo scenario potrebbe però risentire negativamente degli impatti derivanti dal conflitto ucraino, dall’aumento dei costi dell’energia e delle materie prime nonché della crescita dell’inflazione, mentre nuovi stimoli potrebbero derivare dall’implementazione del PNRR”.

Sito web www.progettiefinanza.info

Dall’ultimo aggiornamento del Barometro CRIF emerge anche che l’importo medio

Progetto grafico Alessandro Gisoldi Pay Click Srl

Indubbiamente la propensione agli investimenti è destinata a subire un’acce-

Foto: Stock.adobe.it Testata giornalistica registrata al Tribunale di Foggia n. 3 del 28/04/2021 ................................................ E’ vietata la riproduzione anche parziale dei testi e materiale fotografico

anno VI •numero 54 •Gennaio 2023 •

nel primo trimestre dell’anno è in crescita del +2,0% e si attesta a 114.323 Euro. lerazione grazie alla progressiva implementazione del PNRR all’insegna della rivoluzione digitale e della spinta all’innovazione, oltre che della trasformazione green e della transizione energetica.

ED ITO RIA LE

MAGAZINE

Progetti & Finanza

Realizzazione editoriale e pubblicita’ Pay Click Srl Piazza IV novembre, 4 20124 Milano Tel. +39 02 82396397 Pec: payclicksrl@pec.net P. Iva: 04167300716

tinuità anche nel I trimestre dell’anno in corso. Piuttosto, da segnalare come le no-

otti

Tommaso Mazzi EDITORE


CRISI ECONOMICA: l’Italia non è sola: tutta l’Europa in depressione Dagli ultimi dati sembrerebbe che l’1,9% della popolazione Ue sia in condizioni di deprivazione

A 4 Progetti Finanza&

GIORGIO TERA

ncora molti cittadini europei affrontano difficoltà economiche? Sì, purtroppo è vero che molti cittadini europei affrontano ancora difficoltà economiche. Nonostante la ripresa economica degli ultimi anni, la crisi finanziaria del 2008 ha avuto un impatto duraturo su molte famiglie e comunità europee. Inoltre, la pandemia di COVID-19 ha ulteriormente aggravato la situazione, con molte persone che hanno perso il lavoro o subito una riduzione del reddito. Alcuni dei principali fattori che contribuiscono alle difficoltà economiche in Europa includono la disoccupazione, la bassa retribuzio-

ne, il costo elevato della vita, la mancanza di accesso a servizi essenziali come l’assistenza sanitaria e l’istruzione, e la crescente disuguaglianza economica. Per affrontare queste sfide, molti paesi europei stanno adottando politiche economiche e sociali volte a sostenere i cittadini più vulnerabili e garantire un maggior accesso alle opportunità economiche. Queste politiche includono programmi di sostegno al reddito, servizi di assistenza all’infanzia e all’assistenza ai familiari anziani o malati, politiche attive del lavoro per favorire l’occupazione, politiche fiscali che promuovono l’equità e la giustizia sociale, e molto altro. Tuttavia, c’è ancora molto lavoro da

fare per garantire che tutti i cittadini europei possano godere di un livello di vita decente e di opportunità economiche. E’ importante continuare a sostenere politiche che favoriscano l’inclusione sociale e l’equità economica, al fine di garantire un futuro più prospero e giusto per tutti. Guardando i numeri la situazione è realmente preoccupante. Con deprivazione materiale e sociale si intende la difficoltà ad affrontare una serie di spese considerate importanti per condurre una vita dignitosa. In Europa ancora quasi il 12% delle persone affronta difficoltà di questo genere, ma la situazione sta gradualmente migliorando. L’ufficio statistico dell’Unione eu-

W W W . P R O G E T T I E F I N A N Z A . I N F O


ropea (Eurostat) la definisce come uno stato di difficoltà economica, identificabile con l’incapacità forzata (piuttosto che una scelta) di affrontare spese impreviste, di concedersi una vacanza fuori casa di una settimana ogni anno, un pasto con carne, pollo o pesce ogni due giorni, il riscaldamento adeguato della propria abitazione, o beni durevoli come una lavatrice, una televisione a colori, un telefono o un’auto. O ancora di affrontare i ritardi nei pagamenti, quali ipoteca o affitto, bollette di utenze, rate di acquisto o altri pagamenti di prestiti. A queste voci se ne aggiungono altre a livello individuale, che indicano anche una deprivazione di tipo sociale, tra cui

il disporre di tempo per delle attività ricreative, avere vestiti in buono stato e una connessione internet. Eurostat considera queste due variabili nel loro insieme, come “deprivazione materiale e sociale”. La deprivazione indica quindi l’incapacità di permettersi alcune voci considerate dalla maggior parte delle persone come desiderabili o addirittura necessarie per condurre una vita adeguata. L’indicatore individua soltanto le persone che non possono permettersi tali beni o servizi, escludendo quindi quelle che non lo hanno per scelta, perché non lo desiderano o perché non ne sentono il bisogno. Eurostat distingue poi un grado di deprivazione materiale

“grave”, ovvero quando il nucleo familiare non può permettersi 4 o più delle voci di spesa elencate sopra. Tre sono sufficienti per considerare il nucleo in stato di deprivazione. Sono ancora molte le persone che affrontano quotidianamente difficoltà economiche, in Europa. Parliamo di quasi il 12% della popolazione dell’Unione – un dato che tuttavia negli anni si è fortemente ridotto. La quota si è praticamente dimezzata rispetto al 2014, quando si attestava al 20%. 11,9% della popolazione Ue è in condizioni di deprivazione (2021). Di questi, il 6,3% si trovano in condizioni di deprivazione economica e sociale grave, per un totale di circa 27 milioni di persone.


Asseverazione del business plan e del Pef: cos’è e quando è richiesta È UNA CERTIFICAZIONE, DA PARTE DI UNA SOCIETÀ DI REVISIONE O DI UN SOGGETTO ABILITATO, IN MERITO ALLA SOSTENIBILITÀ ECONOMICA DEL PROGETTO PRESENTATO

6 Progetti Finanza&

L’asseverazione del business plan e del PEF (Product Environmental Footprint) sono due procedure di certificazione che hanno lo scopo di garantire l’accuratezza e la trasparenza delle informazioni contenute in un piano aziendale o nella valutazione ambientale di un prodotto. L’asseverazione del business plan viene effettuata da un professionista indipendente (generalmente un commercialista, un consulente finanziario o un avvocato specializzato in diritto societario) che attesta la veridicità e l’affidabilità delle informazioni contenute nel documento. Tale documento può essere richiesto da banche, investitori o istituzioni pubbliche come condizione per concedere finanziamenti o contributi. L’asseverazione del PEF, invece, è una valutazione indipendente dell’impatto ambientale di un prodotto durante l’intero ciclo di vita, dalla produzione al consumo e alla fine del suo ciclo di vita. Tale valutazione viene effettuata in base a standard internazionali definiti dalla Commissione Europea e ha lo scopo di fornire informazioni trasparenti e affidabili ai consumatori e alle aziende che vogliono ridurre l’impatto ambientale dei loro prodotti. In entrambi i casi, l’asseverazione è una garanzia di affidabilità e veridicità delle informazioni fornite, fornendo una maggiore credibilità alle informazioni contenute nei documenti e aumentando la fiducia degli investitori, dei consumatori e delle parti interessate nella sostenibilità ambientale e finanziaria dell’azienda o del prodotto. Tale documento rappresenta la sintesi di valutazione e di analisi svolta dal soggetto

abilitato, banca o società di revisione iscritta al MISE (Ministero dello Sviluppo Economico), al rilascio del piano economico asseverato. L’analisi ed il controllo svolto sul PEF da asseverare verte sulla realizzabilità economica del progetto. In altre parole, la società di asseverazione verificherà preliminarmente che il piano finanziario sia adeguatamente strutturato e chiaro. Il pef che sarà successivamente asseverato dovrà essere composto dal conto economico, stato patrimoniale e prospetto di cash flow dell’iniziativa. In particolare quest’ultimo, se adeguatamente strutturato, sarà molto utile per le valutazioni di convenienza economica. Dall’analisi dei flussi di cassa generati sarà possibile determinare la convenienza a realizzare il progetto. Il PEF dovrà cioè dimostrare che l’iniziativa è in grado di remunerare adeguatamente i finanziatori, siano essi soci o istituti di credito.Inoltre l’asseverazione del PEF dovrà esprimersi in merito alla cosiddetta “bancabilità” del piano. Oltre alla sua redditività il piano economico finanziario dovrà infatti essere adeguatamente costruito in modo che i flussi di cassa del periodo siano sufficienti a ripagare le rate di rimborso in scadenza. L’asseverazione del PEF è richiesta ogni qualvolta si partecipi ad una iniziativa di finanza di progetto (project financing) o più in generale di PPP (partenariato pubblico privato) ai sensi dell’art. 183 del codice degli appalti. E’ inoltre sempre richiesta l’asseverazione del pef nei casi di autorizzazione unica regionale (Puglia e Basilicata).

W W W . P R O G E T T I E F I N A N Z A . I N F O


VUOI PROPORTI AD UN ENTE PER UNA INIZIATIVA DI PROJECT FINANCING?

INTENDI PARTECIPARE AD UN BANDO DI GARA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE?

DEDICATI AL TUO PROGETTO Affidati a Partner esperti e abilitati al rilascio dell’asseverazione della PEF Scegli UNICA ASSEVERAZIONI

SERVIZI DI CONSULENZA MIRATI PER LE INIZIATIVE IN PROJECT

ASSEVERAZIONE DEL PEF PER LA PARTECIPAZIONE A BANDI DI GARA,

sia per la predisposizione sia per la revisione del Piano Economico e Finanziario

con tempi di valutazione rapidi e costi competitivi rispetto agli istituti di credito e alle altre società presenti sul mercato.

www.unicaasseverazioni.it INFO@UNICAASSEVERAZIONI.IT 0881-1783556

GARANZIA SULL’ACCETTAZIONE DA PARTE DELL’ENTE RICHIEDENTE, perché riconosciuti come società abilitata al rilascio.


Progetti

una nu

Progettazione Lo Studio è organizzato per svolgere in autonomia attività di progettazione strutturale sia nell’ambito dell’edilizia civile che industriale, sia per la creazione di nuove costruzioni che per la ristrutturazione e la rivalutazione di costruzioni esistenti.

Direzione Lavori

La direzione lavori strutturale è attuata attraverso un susseguirsi di verifiche, analisi, sopralluoghi, prove, riunioni, verbalizzazioni e attività che portano alla stesura finale della Relazione a Strutture Ultimate che rappresenta l’atto finale del processo.

Consulenze tecniche

Grazie alla pluriennale esperienza in svariati campi dell’ingegneria, lo Studio Archimede svolge anche una importante attività di analisi di prefattibilità per interventi Superbonus 110%


iamo

uova idea

archimede i

n g e g n e

r

i

di futuro

archimede Ingegneria info@archimedeingegneriasrl.it www.archimedeingegneriasrl.it SEDE LEGALE Viale degli Artigiani, 9 71121 Foggia

a


CONOSCIAMO MEGLIO L’AZIENDA LEADER IN ITALIA

Con ASSEVERAS

trovi il partner giusto per il tuo business

La società pugliese opera in concerto con altri soggetti per supportarti dalla progettazione alla realizzazione di un business Ora come non mai è importante avere partner giusti da mettersi a fianco nella gestione degli investimenti e del lavoro. Il repentino cambio delle normative, sopratutto sul piano dei bonus come 110% e similari, non permette più il cittadino e le imprese a gestire la situazione in maniera domestica. Avventurarsi nel ginepraio burocratico significa senza nessuna dubbio rischiare di perdere non solo l’incentivo ma anche l’investimento. Per questo motivo si rafforza sempre di più tra i professionisti del settore l’Asseveras srl. Una realtà consolidata sempre al passo con i tempi e sempre in prima fila nell’individuazione di risposte concrete ai problemi. Una serie di servizi che vanno da: Asseverazione di Business Plan; Asseverazione PEF; Asseverazione Project Financing; Fideiussioni e

cauzioni; Revisione di bilancio; Consulenza del lavoro fino a garantire anche la Consulenza tributaria. Un pacchetto di servizi fondamentale in questo determinato periodo storico. L’Italia sta affrontando, infatti, uno dei momenti più caotici rispetto agli incentivi governativi per il rilancio del Paese. Il termine “caos bonus”, difatti, si riferisce alla situazione in cui si trova attualmente l’Italia riguardo ai vari bonus messi a disposizione dal governo per affrontare le conseguenze economiche della pandemia di COVID-19. Nel corso dell’ultimo anno e mezzo, il governo italiano ha istituito una serie di incentivi fiscali, sussidi e bonus per supportare i cittadini e le imprese in difficoltà. Tra questi ci sono il bonus vacanze, il bonus baby-sitter, il bonus cultura, il bonus 110%, il bonus mam-


REDAZIONALE A CURA DELL’INSERZIONISTA

ma, il bonus affitto, solo per citarne alcuni. Tuttavia, la gestione di questi bonus ha creato una certa confusione e disorganizzazione, con molti cittadini che hanno riscontrato difficoltà nell’accesso ai fondi e nell’ottenere informazioni chiare sulle procedure per richiederli. Inoltre, la gestione dei bonus è stata a volte caotica, con cambiamenti frequenti alle norme e alle procedure di richiesta, che hanno creato ulteriore confusione. Avere di base Asseveras srl, come partner significa migliorare la gestione dei bonus e semplificare le procedure per accedervi, al fine di garantire che i fondi raggiungano in modo efficiente il progetto seguito. A garantire il massimo della professionalità vi sono i soggetti partner di Asseveras srl che permettono all’azienda di poter garantire solide risposte. Tra

questi vi sono Cred.it Spa, società finanziaria, specializzata nella finanza di progetto, abilitata al rilascio di Dichiarazioni di Preliminare Coinvolgimento e L’Assinetwork Srls è specializzata nel rilascio di cauzioni provvisorie e definitive per partecipazioni a gare d’appalto e fideiussioni per anticipazioni, a favore degli enti pubblici. La vera forza di Asseveras srl quindi è quella di non entrare nel mondo del lavoro come solista ma in formazione “orchestra” per poter realmente dare risposte alle centinaia di richieste e casistiche che in questo momento si stanno palesando anche a causa dei cambiamenti normativi. Se si tiene conto delle percentuali, sono decine di migliaia i progetti respinti per vizi di forma. Un rischio da non correre e che Asseveras ti permette di evitare.


AUTONOMIA DIFFERENZIATA C’È PERICOLO PER IL SUD? La voce dei sindacati e dell’Università sul disegno di legge promosso dal Ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Roberto Calderoli e che ha ottenuto il via libera definitivo del Consiglio dei Ministri 12 Progetti Finanza&

GIORGIO TERA

W W W . P R O G E T T I E F I N A N Z A . I N F O


Il Consiglio dei Ministri ha approvato, tra tante polemiche, il disegno di legge delega in materia di autonomia differenziata. Il progetto preoccupa una buona parte del mondo politico, sindacale, dell’imprenditoria e della cultura. In Parlamento ad essere in subbuglio in questo momento non è solo il mondo delle opposizioni, ma anche una parte dei partiti che sostiene la presidente Meloni. Da un lato, vi è chi si domanda come mai in un mondo globalizzato in cui la priorità sia quella di discutere dei rapporti tra occidente e oriente, tra continenti e

reti energetiche sovranazionali, ci si riduca a parlare del rapporto tra singole regioni italiane, della distribuzione e quindi della frammentazione delle competenze sull’istruzione, sull’energia, sull’industria o sui porti, fino a paventare la spaccatura dell’Italia, non solo tra Nord e Sud, ma anche tra le singole regioni, che finirebbero con l’assomigliare a singoli staterelli. Dall’altro, nel ribadire che l’autonomia è prevista dalla Costituzione italiana e che si parla di questo tema da più di 20 anni, dato che la riforma del titolo V è del 2001, si insiste

sulla necessità di dare la possibilità alle Regioni di esaltare i loro vantaggi competitivi e quindi le loro capacità e abilità, delegando le materie per cui c’è la possibilità di fare meglio dello Stato centrale. Insomma, si ribadisce che quanto più il soggetto che spende è vicino a chi beneficia della spesa, tanto più migliora l’efficacia e l’efficienza della spesa, consentendo tra l’altro ai cittadini di meglio valutare l’operato della politica a livello territoriale. Si ribadisce comunque la necessità dell’applicazione uniforme sull’intero territorio nazionale dei

W W W . P R O G E T T I E F I N A N Z A . I N F O

13

Progetti Finanza&


14 Progetti Finanza&

diritti sociali e civili, a partire dai livelli essenziali di prestazione e la necessità di interventi perequativi. Nel dibattito entra a gamba tesa anche l’università Cattolica. L’Osservatorio conti pubblici dell’università, boccia la riforma. Un dossier è stato redatto da un pool di economisti che ha analizzato i diversi aspetti, soprattutto economici ma anche politici, della questione arrivando alla conclusione che l’autonomia differenziata non può ricalcare quanto avviene attualmente con le Regioni a statuto speciale, come invece prevederebbe, in sostanza, la proposta di legge Calderoli. Ma anche sul piano dei sindacati il disegno di legge Calderoli per l’attuazione dell’autonomia differenziata Regioni spacca il paese e sembra essere un attacco all’esercizio dei diritti fondamentali a partire da quello all’istruzione. La FLC CGIL afferma da anni che la scuola va tenuta fuori dall’autonomia: ricordiamo l’appello unitario promosso nel 2019 per contrastare le intese sottoscritte, anche sul tema dell’istruzione, con Lombardia, Veneto ed Emilia Roma-

gna. Il segretario generale della FLC CGIL, Francesco Sinopoli dichiara: “Lanciamo un allarme a tutti i cittadini e le cittadine di questo Paese: regionalizzare l’amministrazione, gli organici, lo stipendio del personale della scuola,significa attaccare il ruolo unificante dei contratti nazionali di lavoro, ma, soprattutto, significa frammentare il diritto all’istruzione che deve essere garantito a tutte e tutti a prescindere dal luogo in cui sono nati. L’autonomia produrrà marcate differenze regionali sulla base delle diverse possibilità di spesa dei territori, differenze relative alla professionalità dei docenti, al loro contratto di lavoro, al loro salario, alla mobilità e al reclutamento ma, ancora più grave, differenze nell’offerta formativa per studentesse e studenti”. “Siamo di fronte – prosegue il dirigente sindacale – a una colossale mistificazione dei reali problemi della scuola. Il governo sposta il dibattito sul dove migliorare la scuola perché in realtà non intende investire da nessuna parte! La realtà è che bisogna colmare le differen-

ze che ci sono non solo tra Nord e Sud, ma anche tra centri e periferie e investire in tutto il Paese su tempo scuola, dotazione e stabilità di docenti e personale ATA, insomma qualificare un’offerta formativa completa per tutti per unire l’Italia e renderla competitiva”. “La FLC CGIL, aggiunge Sinopoli, ribadisce il proprio NO a qualsiasi ipotesi di regionalizzazione della scuola e dell’istruzione e assieme a sindacati della scuola, giuristi e costituzionalisti, propone una raccolta di firme per una proposta di legge di iniziativa popolare per la modifica dell’articolo 116 comma 3 della Costituzione. Sono 50.000 le firme necessarie a portare la legge in Parlamento perché venga discussa”. “Siamo pronti alla mobilitazione conclude il segretario generale della FLC - e utilizzeremo ogni strumento, dalle manifestazioni di piazza allo sciopero, per rimettere l’uguaglianza al centro dei processi sociali, abbandonando la strada dell’autonomia differenziata che è uno strumento di frammentazione dei diritti e dell’esercizio della cittadinanza”.

W W W . P R O G E T T I E F I N A N Z A . I N F O


Forma i tuoi dipendenti e recupera il 50% Scopri come, grazie al Credito d’imposta del BONUS formazione 4.0 Destinatari azioni formative: lavoratori dipendenti appartenenti a tutti gli inquadramenti contrattuali o in somministrazione per i quali è ridotto l’orario di lavoro a fronte della partecipazione a percorsi di sviluppo delle competenze, previsti dall’accordo collettivo. I lavoratori in cassa integrazione o percettori di TIS in deroga non possono essere interessati contemporaneamente dalla Cassa o dal TIS e dal Fondo partecipando alle attività formative. Devono aver terminato il periodo di cassa integrazione anche il giorno prima e poi accedere ai percorsi formativi.

Contattaci: Finaform Srl - Tel. 0881.1783556 www.finaform.it - info@finaform.it


UNO STUDIO DI PROGETTAZIONE A 360°

Progetti Futuri

la professionalità nel mondo delle progettazioni firmate Archimede INNOVARE E COSTRUIRE RAPPORTI UMANI CON IL CLIENTE, LA RICETTA DI ARCHIMEDE INGEGNERIA La strategia nella costruzione di edifici comprende la pianificazione del progetto, la scelta dei materiali e la determinazione del budget. La gestione comprende la supervisione delle attività sul cantiere, la coordinazione dei subappaltatori e il controllo della qualità. Il supporto progettuale include la consulenza tecnica e la preparazione dei documenti necessari. Il supporto finanziario comprende la gestione del budget e la ricerca di finanziamenti. Il supporto amministrativo e fiscale include la gestione della documentazione necessaria per le autorizzazioni e le tasse. Queste le coordinate per orientarsi nel mondo dell’ingegneria, ma non sempre è facile trovare dei partner di eccellenza capaci di soddisfare tali richieste e soprattutto di assicurare una bussola efficace per navigare in questo ginepraio. Tra le aziende leader che possono assicurare tale capacità c’è senza dubbio Archimede Ingegneria s.r.l. I latini amavano recitare “nomen omen”, ossia il “nome è il paesaggio” e così è per questa

azienda che prende il nome di Archimede, il grande matematico, fisico e inventore siracusano che grazie ai suoi studi, già nel 200 a.c. innovò le conoscenze dell’epoca, segnando un vero e proprio spartiacque nell’evoluzione dell’uomo. Proprio dallo spirito innovativo di questo grande studioso prende le mosse l’omonimo progetto di un’azienda ingegneristica che sta ottenendo grandi risultati nel settore dell’efficientamento energetico e sismico. Archimede Ingegneria Srl, infatti, si occupa di definire la strategia, la gestione e il supporto progettuale, esecutivo, finanziario, amministrativo e fiscale, nell’ambito della costruzione di edifici e dello sviluppo di iniziative immobiliari. In questo periodo così complesso, dove il panorama dell’edilizia è costellato di bonus di vario tipo, risulta ancor più importante conoscere gli attori in campo per costruire un rapporto fiduciario con l’azienda e svolgere in tutta tranquillità i lavori finanziati dai crediti fiscali.


REDAZIONALE A CURA DELL’INSERZIONISTA

Proprio in questo settore si sta distinguendo Archimede Ingegneria. In Archimede Ingegneria l’area dedicata all’architettura si occupa di tutte le verifiche urbanistiche e delle tre fasi progettuali (preliminare, esecutiva e definitiva), attraverso lo studio creativo degli spazi interni ed esterni. Abitazione privata o esercizio commerciale, spazio ricettivo o luogo di lavoro: qualsiasi sia la destinazione d’uso, Archimede Srl fornisce servizi di consulenza immobiliare e perizie tecniche. Un servizio chiavi in mano per costruzione e ristrutturazione di interni. Nello specifico la consulenza immobiliare fornisce informazioni e supporto nella valutazione, acquisto, vendita, locazione e gestione di immobili. La perizia tecnica è un’attività che consiste nella valutazione di un immobile per determinarne il valore o la fattibilità tecnica per un progetto immobiliare. Entrambe le attività sono svolte da professionisti qualificati come agenti immobiliari e periti tecnici, presenti in

maniera talentuosa in Archimede Ingegneria, garantendo un insieme di prestazioni coordinate che segue l’unica tra le direzioni possibili: quella dell’eccellenza. All’interno di questo gruppo così importante afferiscono tante professionalità, con il privilegio di poter contare sempre su un unico interlocutore. “Ciò che vogliamo rappresentare – fanno sapere a Progetti & Finanza da Archimede Ingegneria - è un nuovo modello operativo nel quale ogni servizio confluisce in un unico percorso organizzato dando tutta la tranquillità e la trasparenza di cui il cliente ha bisogno”. Archimede Ingegneria Srl ha investito nella creazione di gruppi di lavoro che uniscano capacità di coordinamento tecnico del progetto alla integrazione di competenze diverse. In collaborazione con Gargano Esco e Bono Ingegneria, si effettuano lavori di riqualificazione energetica. Maggiori informazioni sono presenti sul sito di riferimento, www.archimedeingegneriasrl.it.


DISCONTINUITÀ NUOVO D.L. PER MODIFICHE ALLA GOVERNANCE PNRR

Previsto il superamento delle Unità di missione dei Ministeri. Salta il tavolo permanente PNRR con le parti sociali. Le ricadute sui settori della conoscenza ALFONSO PIO SAVELLI

C

on il decreto-legge n. 13/2023, il Governo cerca di farsi del male e di farlo a tutti noi. O non hanno capito cosa rappresenta per il Paese il Pnrr (cosa molto probabile) o c’è una volontà perversa a sfasciare tutto per poi ergersi a salvatori (???) della patria alimentando la voglia di poteri forti. Discontinuità! In sostanza interviene (il Governo) sulla “governance Pnrr” (la governance è l’insieme dei principi, delle regole e delle procedure con cui si gestiscono e si controllano le organizzazioni, le istituzioni o i fenomeni complessi con implicazioni sociali, collettive) già operativa, per modifiche, oggettivamente, inutili e pericolose da un punto di vista organizzativo e di tempi concordati con la Comunità Europea per raggiungere gli obiettivi legati ai finanziamenti Pnrr. Ma quali sono, ne vediamo solo alcune, le “indispensabili” modifiche introdotte dal nuovo decreto-legge? - I compiti e le funzioni della segreteria tecnica per il Pnrr, vengono trasferiti a una nuova e più corposa (ci risiamo con i “contentini” da elargire a questo o quel partito, a tizio e caio) “struttura di missione” Pnrr, presso la Presi18 denza del Consiglio, a supporto del Ministro per gli Affari Progetti Finanza&

Europei (Fitto). La nuova struttura avrà un coordinatore e 4 direzioni generali, 9 unità dirigenziali e 50 dipendenti. L’organizzazione, le modalità di formazione e la chiamata del personale sono ancora da definire; - Viene istituito un nuovo ufficio denominato Ispettorato Generale per il Pnrr che sostituisce il Servizio Centrale Pnrr, presso la Ragioneria generale dello Stato. Questo nuovo ufficio necessiterà di 8 uffici di livello dirigenziale e per svolgere il proprio lavoro(???) potrà avvalersi di società partecipate dallo Stato. Altri “debiti elettorali” pagati. - Viene soppresso il “tavolo permanente per il partenariato economico, sociale e territoriale”. La consultazione delle parti sociali, elemento richiesto dalla normativa europea per una governance efficiente, viene assicurata dalla partecipazione (forse prima non partecipavano???) del Presidente della Conferenza delle regioni e province autonome, dai Presidenti ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e UPI (Unione Province Italia), dal Sindaco di Roma capitale, dai rappresentanti delle parti sociali, dai rappresentanti delle categorie produttive e sociali, dai rappresentanti del sistema Università e Ricerca, rappresentanti della società civile e organizzazioni della cittadinanza

W W W . P R O G E T T I E F I N A N Z A . I N F O


attiva, che saranno individuati con decreto ministeriale e secondo il criterio della maggiore rappresentatività; - le amministrazioni centrali potranno stabilizzare coloro, non dirigenti, che abbiano collaborato, in maniera continuativa, per almeno 15 mesi con lo stesso ruolo; - viene ridotto da trenta a quindici giorni il tempo massimo per l’adozione di atti e provvedimenti necessari al rispetto del cronoprogramma degli interventi finanziari con risorse Pnrr e Pnc (piano nazionale investimenti complementari). Nell’eventualità di dissenso, rifiuto o opposizione, da parte di un organo statale, che possa precludere la realizzazione di un intervento, spetterà al Ministro per gli Affari europei (Fitto) segnalare la questione alla Cabina di Regia (Presidenza del Consiglio) affinché ad occuparsene sia il Consiglio dei Ministri; - per gli affidamenti superiori a cinquemila euro è sempre richiesta l’acquisizione di un CIG (codice identificativo gara) ordinario e, a partire dal 1° giugno 2023 le fatture relative all’acquisizione di beni e servizi, oggetto di incentivi pubblici, dovranno contenere il CUP (codice unico di progetto) riportato nell’atto di concessione dell’incentivo; -riguardo agli interventi Pnc, per far fronte alla situazio-

ne di crisi connessa agli aumenti eccezionali dei prezzi dei materiali e dei prodotti energetici e per consentire il raggiungimento degli obiettivi è previsto un decreto del Ministero dell’economia e delle finanze che dovrà essere adottato entro sessanta giorni e che conterrà l’aggiornamento dei cronoprogrammi procedurali relativi agli obiettivi iniziali, intermedi e finali. E’ previsto che anche le altre amministrazioni potranno riorganizzare le strutture con cui gestiscono il Pnrr. I nuovi organi individuati richiedono tempo per entrare in funzione in maniera efficace eppure i tempi dettati dalla Comunità Europea per l’attuazione del Pnrr sono uno degli elementi più critici. Se si elimina quanto affermato nella prima parte e cioè la necessità di creare nuovi posti per accontentare formazioni politiche o grandi elettori, diventa difficile individuare le ragioni di questo cambiamento che potrebbe compromettere l’andamento dei tempi e dei lavori del Pnrr e così penalizzare l’intera comunità. Sarà la discontinuità, sempre e comunque, a condizionare il giudizio di chi ci osserva? Sarà la discontinuità, sempre e comunque, a farci ritenere inaffidabili? Chissà, ma potrebbe essere?

W W W . P R O G E T T I E F I N A N Z A . I N F O

19

Progetti Finanza&


BONO à t i l a u q i d i t t e og r p a m r fi

i nostri servizi ASSISTENZA Servizio completo ad amministratori, progettisti e singoli condomini SEMPLIFICAZIONE Unico interlocutore responsabile (progettazione, realizzazione, acquisizione credito, gestione finanziaria) CERTIFICAZIONE Certificazione sulla progettazione dell’intervento e sulla procedura di maturazione del credito fiscale

Sede legale Avellino, Piazza Perugini 4 Sede operativa Avellino, Via Moccia 100

Sedi&contatti

GARANZIA Garanzia sull’intervento realizzato ASSISTENZA POST INTERVENTO Monitoraggio dei risultati conseguiti e controllo delle performance dei prodotti utilizzati ECONOMIE DI SCALA Riduzione dei costi necessari nelle varie fasi in ragione di una gestione organica unitaria dell’intero intervento e dell’esecuzione contemporanea di un considerevole numero di interventi analoghi

E-mail: bonoconsultingsrl@gmail.com amministrazionebono@gmail.com Tel. 0825 1495544


CreditCheck

Per banche, società finanziarie, confidi, assicurazioni, agenzie immobiliari, società di telecomunicazioni, utilities, imprese e professionisti

Ottieni le informazioni economico-finanziarie, di marketing e patrimoniali in unico report

ANALISI

MONITORAGGIO VERIFICA DATI AZIENDALI

www.credit-check.it


Una cultura dell’usa e getta dura a morire. Le iniziative per la riduzione dei materiali plastici adottate da ONU, Unione europea e Italia

Plastica: Tra divieti e futuro instabile La plastica è tossica – per le persone e per l’ambiente – dal momento stesso in cui inizia la sua produzione, fino al suo smaltimento negli inceneritori. La plastica però non è solo un problema per gli oceani, ma anche per il clima e la nostra salute. Il 99% della plastica è prodotta a partire da combustibili fossili, come il petrolio e il gas fossile, e contribuisce al cambiamento climatico durante il suo intero ciclo di vita. L’inquinamento da plastica nel mare è oggi uno dei problemi ambientali più urgenti da affrontare. Per il recupero della plastica è necessario incentivare la raccolta differenziata e puntare sulle infrastrutture adibite a questo scopo. Un aiuto concreto dall’Europa arriverà presto e infatti dal 3 luglio 2024 tutte le bottiglie di plastica dovranno prevedere che il tappo sia attaccato al contenitore. Una novità già messa in pratica da alcuni marchi, ma che fra un anno e mezzo diventerà obbligatoria. L’input arriva dalla Commissione europea. Sarà capitato anche voi di trovarvi ad aprire una bottiglia di plastica senza che il tappo si stacchi del tutto. Non è un errore nella produ22 zione. Il motivo è una nuova regola per ridurre l’inquiProgetti namento. Finanza&

In Italia, dal 2015 la raccolta differenziata è in costante aumento. È maggiore anche il recupero della plastica, uno dei materiali più presenti negli oggetti utilizzati nella vita di tutti i giorni. La Valle d’Aosta è la regione in cui si raccoglie più plastica (54,87 kg a persona). Tra le altre regioni, i valori maggiori sono registrati in Emilia-Romagna (43,82), Marche (39,87) e Sardegna (38,52). I territori che riportavano valori minori sono invece Lazio (18,49 kg a persona), Basilicata (13,90) e Calabria (9,10). Secondo Ispra, nel 2021 la raccolta differenziata in Italia raggiunge il 64% dei rifiuti urbani prodotti, andando sempre più vicino all’obiettivo del 65% fissato nel 2012. Equivale a quasi 19 milioni di tonnellate. Circa 1,7 milioni sono rifiuti plastici. È l’8,84% la quota di rifiuti di plastica sul totale dei rifiuti di raccolta differenziata. Sono circa 28,42 kg pro capite. La raccolta della plastica è in costante aumento ma ci sono aree del paese in cui i valori erano maggiori. Nel nord la differenziata intercetta 32 kg pro capite, nel centro 27 e nel sud 24. Andiamo quindi a vedere quali regioni raccolgono più plastica. I comuni che riportano i valori maggiori sono spesso

W W W . P R O G E T T I E F I N A N Z A . I N F O


quelli più piccoli e quelli più lontani dai centri. Oltre alle capacità di raccolta dei singoli territori, incide anche la produzione stessa di rifiuti, che è maggiore in città più grandi. Inoltre, essendo un dato pro capite, il numero di abitanti ha una sua importanza. Ogni anno sono prodotte nel mondo 450 milioni di tonnellate di plastica, otto milioni dei quali si riversano direttamente nel mare. _Nell’80% dei casi, ci arrivano attraverso i fiumi e le coste, mentre la restante parte dalle attività di pesca e da quelle collegate. Fortunatamente secondo i dati di Science Advances l’Europa è responsabile solamente dello 0,6% della plastica presente negli oceani. Ben l’81%, invece, arriva dall’Asia, l’8% dall’Africa, il 5,5% del Sud America e il 4,5% dal Nord America e lo 0,4% dall’Oceania._Numeri che già aprono una riflessione: i Paesi più ricchi e industrializzati sembrano, infatti, anche quelli che prestano maggiore attenzione a quella che è diventata a tutti gli effetti una delle principali emergenze ambientali. A spiccare c’è un altro dato: più di un terzo della plastica che ogni anno infesta gli oceani è responsabilità delle Filippine, con una poco invidiabile quota del 36%. La loro conformazione (sono un arcipelago di quasi ottomila

isole), ma soprattutto la poca attenzione, lo rendono il Paese più inquinante, nonostante i “soli” 113 milioni di abitanti. L’India, che ha raggiunto quota 1,4 miliardi, è al secondo posto, ma nettamente staccata: con il 12,9% dell’inquinamento da plastica nei mari. Al terzo posto, la Malesia con il 7,5%. L’attenzione mondiale è giustamente concentrata sul futuro degli oceani (si stima che nel 2050 in acqua ci sarà più plastica che pesci), ma il Mediterraneo non è messo molto meglio: si stima che contenga che contiene dal 5 al 10% della plastica mondiale. Ogni anno ci finiscono circa 230mila tonnellate di rifiuti plastici. E l’Italia, purtroppo, contribuisce largamente. Il 32% arriva dall’Egitto, ma il 15% da fiumi e coste italiani; segue poi la Turchia con il 10%. Tra le prime dieci città più inquinanti del bacino del Mediterraneo, cinque sono italiane: la più inquinante è Roma, ma sono presenti anche Milano, Torino, Palermo e Genova. Nonostante i divieti e le campagne di sensibilizzazione, la produzione di plastica è destinata a triplicare entro il 2060 (superando gli 1,2 miliardi di tonnellate annui) e di conseguenza i rifiuti rischiano di superare il miliardo di 23 Progetti tonnellate. Finanza&

W W W . P R O G E T T I E F I N A N Z A . I N F O


S U C O F

Per le tue iniziative di Project Financing

Per le tue operazion di finanza straordinaria


ni

Dai solidità ai tuoi progetti. SCEGLI ASSEVERAS

Siamo specializzati nel rilascio di Business Plan e piani economici in Project Financing.

Per i tuoi progetti di EcoSismaBonus

Saremo al tuo fianco come Advisor tecnico e finanziario in tutte le fasi del tuo Progetto di Business. Forniremo una consulenza altamente specializzata nelle attività di controllo contabile e di revisione del bilancio consolidato.

www.asseveras.it25

Progetti Finanza&

W W W . P R O G E T T I E F I N A N Z A . I N F O

info@asseveras.it


INTERVISTA AL SENATORE TREVISI SUI CAMBIAMENTI POLITICI

Transizione ecologica: il nuovo lavoro intrapreso dalla commssione al Senato LUIGI PAOLO INGLESE In una solita giornata fredda e appena assolata incontriamo il senatore Antonio Salvatore Trevisi, parlamentare di M5S eletto nel collegio leccese di Monteroni e componente della Commissione Ambiente. L’esponente pentastellato, già eletto consigliere regionale della Puglia nel 2015, ha conseguito la laurea in economia presso l’Università di Lecce e il dottorato di ricerca in Sistemi energetici e Ambiente presso la stessa università. Sempre durante il mandato regionale ha ricoperto il ruolo di segretario della Commissione Ambiente, a dimostrazione delle sue notevoli competenze in materia ambientale e di un impegno che segneranno sicuramente la nostra intervista. Naturalmente, il senatore Trevisi è parte integrante di un’opposizione fortemente minoritaria nel Parlamento di questa legislatura, segnata dalla vittoria della coalizione di destra – centro (riteniamo sia giunta l’ora di definire così un’alleanza a stragrande maggioranza dei Fratelli d’Italia) e dalla prima donna Presidente del Consiglio. Il governo di Giorgia Meloni ha appena superato la boa dei cento giorni e ha svelato almeno due caratteristiche: una posizione atlantista, e per ora chiara, sul conflitto che op-

pone Ucraina e Russia e scombussola l’intera Europa; e una politica altalenante ed incerta sul piano interno. Il tutto coniugato in un mantra politico – propagandistico degli attuali governanti secondo cui molte delle cose sin qui fatte sono state eseguite nel solco del precedente governo di Mario Draghi. Sul tema molto è da discutere, ma senza dubbio alcuni argomenti dell’ex governatore della BCE restano ancora sugli scudi: fra questi un sicuro lascito è rappresentato dalla Transizione ecologica, un tema – gli osservatori più attenti lo ricorderanno – in cima alle preoccupazioni di Beppe Grillo all’atto di nascita della compagine draghiana. Insomma, chi “cerca” prove della debolezza politica della Meloni, le trova proprio sul fronte interno e sui temi economici. Tanto premesso, la prima domanda è d’uopo: senatore Trevisi, a che punto è la transizione ecologica del nostro Paese? E l’impegno del governo Meloni? “L’impegno del nuovo governo non c’è. Mi spiego meglio, è in ritardo su tutto – è la risposta del portavoce M5S - D’altronde, non è un caso che l’Unione petrolifera plauda fortemente a questo governo. Invece, la transizione conviene, noi


siamo sempre costretti a comprare dagli altri, non possiamo legarci in eterno a Cina e Russia, né possiamo continuare a ricorrere alle energie fossili o a scavare con le trivelle l’Adriatico. La verità è che abbiamo solo le fonti rinnovabili e la grande risorsa del sole …. e la transizione è un’opportunità ecologica di prima grandezza. In Italia ci sono delle lobby che hanno impedito lo sviluppo della transizione, ora alcune si stanno riconvertendo, per cui bisogna stabilirne gli adempimenti e far gestire la transizione ai cittadini. Non c’è altra scelta – ne è sicuro, Trevisi - Le rinnovabili sono una strategia di lungo periodo, prima o poi si dovranno promuovere in modo consistente, in Italia come nel mondo. Lo vogliamo fare da protagonisti o da comparse? La cosa certa è che andremo verso le rinnovabili: ci sono paesi, ad esempio, che stanno investendo fortemente sull’idrogeno… Questa rivista ha il pregio di parlare soprattutto di economia e di imprese, per cui le chiedo: cosa possono fare le imprese in merito? “Il reddito energetico, – è la risposta immediata del portavoce Cinquestelle - le imprese possono fare il reddito energetico. Che è una misura economica che permetterà alle imprese, come ai cittadini, di installare a costo zero pan-


nelli fotovoltaici. Ne conseguiranno una riduzione dei consumi energetici e la diminuzione delle spese in bolletta. Il fotovoltaico sia gratuito per tutti! Abbiamo bisogno di produrre energia pulita, l’utente avrà il diritto solo all’energia di cui ha bisogno, lo Stato finanzierà al cento per cento quell’energia che va a rete: siccome lo Stato vende cifre enormi di energia, rientrerebbe nell’investimento del determinato impianto entro 7- 8 anni. Questa misura, oltre ad abbattere il costo dell’energia strutturale sensibilizzerà ancor più i cittadini ai temi ambientali e alla sostenibilità. Le rinnovabili garantiscono un prezzo fisso per 30 anni. Le imprese devono essere lungimiranti, il governo non le aiuta, ma il reddito energetico rappresenta una grande e positiva rivoluzione, già testata e sperimentata con successo nei mesi scorsi in Puglia”. Trevisi, lei ha appena accennato al superbonus e al reddito di cittadinanza, argomenti ‘caldissimi’ e molto dibattuti, temi assai cari ai Cinquestelle. Lei indica l’utilità di queste misure ma dal mio modesto osservatorio vedo difficile ragionare su questi argomenti, mi pare sia in atto una vera e propria guerra ideologica… “Dice benissimo: e questa guerra ideologica è portata avanti dal centrodestra e dall’attuale governo – il senatore Trevisi ne è convinto - Occorre rivedere il superbonus ed occorre riparare i guasti ravvisati in alcuni casi riguardanti il reddito di cittadinanza. Il superbonus

va reso di medio lungo periodo: lo Stato dica quanto vuole investire e stabilisca un tetto… In verità, il governo non ha una linea politica precisa e ben definita. Il grande problema - così prosegue Trevisi - è che certe misure le han fatte i Cinquestelle. E l’altro grande problema è che il governo non vuole migliorare queste misure ma cancellarle; invece, le misure straordinarie vanno fatte nel tempo, fanno effettuati i ‘decalage’, vanno combattuti gli eventuali imprevisti che sempre può avere una legge. Meloni non sa ancora che fare, ma la situazione è veramente preoccupante, ogni giorno mi chiamano imprese che stanno per fallire e che si avviano purtroppo a licenziare”. Dalla Puglia all’Italia: a leggere il suo curriculum si comprende benissimo come il suo impegno politico e progettuale abbia avuto un’ottima palestra nella sua terra d’elezione… “E’ innegabile che la mia esperienza di consigliere regionale è stata straordinariamente importante per le cose fatte e per le proposte di legge avanzate – dichiara Trevisi - C’è di più. Considerato che vestivo i panni di maggioranza in regione, mi è stato immensamente più facile passare dall’ideazione alla realtà, cosa che ora, a livello nazionale, è di immane difficoltà, anche per causa di certa burocrazia. Insomma, ho seminato in Puglia, ma le mie leggi poi sono finite nelle mani sbagliate…” Senatore, mi sta parlando di quella famosa stanza dei bottoni tanto attesa

da Pietro Nenni e mai trovata? “Eh, sì. La cruda realtà è che decidono i burocrati e che spesso in mano loro le leggi perdono consistenza – così la critica forte del portavoce Cinquestelle deviano dagli intenti originari, si smarriscono per mille vicoli: così è accaduto, per esempio, per il superbonus, che è stato rovinato dal MEF (Ministero dell’Economia e Finanze, ndr.) E potrei fare mille altri esempi. In definitiva, la burocrazia non vuole che ci sia una moneta fiscale, una moneta parallela: perché quando la cessione dei crediti è trasferibile diventa moneta!” Prima di salutarla, senatore, mi dica un po’ del futuro del governo Meloni... “La gente ancora spera che nei prossimi mesi succeda qualcosa – spiega Trevisi - La Meloni andrà a picco, diamole un anno di tempo e lo vedremo. Sono curioso di vedere i sondaggi di fine anno. Personalmente, osservo anche un avvicinamento delle imprese a noi…” E del Pd cosa mi dice: futuri alleati? Il PD ha problemi seri – così la conclusione del politico pugliese - Al mio Movimento la scissione ha fatto bene, invece il Partito democratico non ha mai superato la fase di crisi: oggi non sai con chi parlare nel Pd... Letta ha sbagliato tutto, ha giocato sporco con il M5S, i democratici hanno sperato nel nostro crollo, con noi non sono stati mai corretti. Vedremo con il nuovo segretario…”.


L.E.P. Ecco i livelli essenziali delle prestazioni: l’idea di Calderoli

I 30 Progetti Finanza&

PIO SAVELLI

Lep sono i livelli essenziali delle prestazioni e dei servizi che devono essere garantiti in modo uniforme sull’intero territorio nazionale. Questo perché riguardano diritti civili e sociali da tutelare per tutti i cittadini. La definizione dei Lep in alcuni casi è implicita in norme già vigenti. Per fare un esempio, la presenza dell’anagrafe in ciascuno dei quasi 8.000 comuni italiani è (con le dovute cautele) assimilabile un livello essenziale delle prestazioni. Si tratta infatti di un servizio connesso con diritti e servizi fondamentali per la cittadinanza e quindi non sarebbe accettabile se in alcuni territori non venisse erogato. Esistono quindi una serie di ambiti in cui la legge dello stato nel corso dei decenni ha già affidato o delegato agli enti territoriali determinati compiti e questi sono tenuti a garantire il servizio. In una serie di altri settori invece non sono ancora stati individuati i livelli del servizio da garantire. Sono i servi-

zi erogati in modo disomogeneo sul territorio nazionale (come quelli sociali e socio-educativi). La costituzione affida allo stato, come competenza esclusiva, il compito di definire i Lep: Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie: (…) determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale - Costituzione italiana, art. 117 c. 2, lett. m I Lep, pur previsti dalla costituzione, non sono stati ancora definiti. Al netto di quelli già impliciti nelle normative vigenti, sono ancora molti i settori in cui i Lep devono essere definiti, dai servizi sociali al trasporto locale. Ciò rappresenta una questione istituzionale di primaria importanza, perché significa che il dettato costituzionale resta inattuato su un punto dirimente. Il motivo, come approfondiremo, è che

W W W . P R O G E T T I E F I N A N Z A . I N F O


I Lep sono i livelli essenziali delle prestazioni e dei servizi che devono essere garantiti in modo uniforme sull’intero territorio nazionale

dalla determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni consegue necessariamente un aggravio di spesa per le casse dello stato. Come stabilito dalla legge delega sul federalismo fiscale (42/2009), c’è infatti un rapporto diretto tra la definizione dei Lep e la determinazione di costi e fabbisogni standard da riconoscere ai comuni e agli altri enti locali. Anche se ancora i Lep non sono stati definiti, è per colmare questo tipo di divari che, nel 2019, è stata realizzata una prima normalizzazione e nel 2021, sono stati introdotti gli obiettivi di servizio (Os). Se in passato poteva capitare che un comune si vedesse riconosciuto un fabbisogno pari a 0, ad esempio sui servizi prima infanzia, adesso, grazie alle revisioni metodologiche approvate dalla commissione tecnica per i fabbisogni standard, tutti i comuni si vedono riconosciuti dei livelli di copertura minimi. Dapprima sugli asili nido, poi sui servizi sociali comunali (Legge di bilancio 2021, art. 1 commi 791 e 792).

Non sono ancora livelli essenziali delle prestazioni, ma un livello minimo che tutti i comuni dovrebbero conseguire nell’erogazione di un servizio. Per raggiungerlo, il fondo di solidarietà comunale è stato incrementato sia per lo sviluppo dei servizi sociali che per il potenziamento degli asili nido. A oggi, la definizione dei Lep resta uno degli aspetti più rilevanti che mancano per l’attuazione del federalismo fiscale. Un’urgenza rilevata anche nel corso del monitoraggio sull’attuazione della legge sul federalismo fiscale, in sede parlamentare. “Il mancato esercizio del potere di delegazione legislativa e dei decreti legislativi ha riguardato alcuni importantissimi settori: la definizione dei Lep per i beni e servizi pubblici comunali ai fini della relativa perequazione integrale; la definizione dei fabbisogni standard e dei Lep per le regioni…” - Relazione parlamentare sull’attuazione della legge

W W W . P R O G E T T I E F I N A N Z A . I N F O

31

Progetti Finanza&


32 Progetti Finanza&

42/2009, 24/10/2019.Uno dei nodi centrali del ddl per il progetto dell’Autonomia differenziata riguarda proprio i LEP. Il testo della riforma a cui sta lavorando da quando ha assunto l’incarico il ministro leghista Roberto Calderoli, dopo tanti confronti e scontri, è stato modificato e limato. Ed oggi dovrebbe essere presentato in un pre-Consiglio dei ministri che prelude all’arrivo sul tavolo ufficiale di Palazzo Chigi. L’accordo con cui lo Stato attribuisce funzioni di autonomia differenziata a una Regione ha una durata «non superiore a dieci anni». Con le stesse modalità con cui viene realizzata, «su iniziativa dello Stato o della Regione interessata, l’intesa può essere modificata. L’intesa può prevedere inoltre i casi e le modalità con cui lo Stato o la Regione possono chiedere la cessazione della sua efficacia, che è deliberata con legge a maggioranza assoluta delle Camere». La bozza prevede che «alla scadenza del termine di durata, l’intesa si intende rinnovata per un uguale periodo, salvo diversa volontà dello Stato o della Regione, manifestata almeno sei mesi prima della scadenza. Ciascuna intesa individua i casi in cui le disposizioni statali vigenti nelle materie di cui all’articolo 116, terzo comma, della Costituzione, oggetto di intesa con una Regione, approvata con legge, continuano ad applicarsi nei relativi territori della Regione fino alla data di entrata in vigore delle disposizioni regionali disciplinanti gli ambiti oggetto dell’intesa». Le Camere hanno sessanta giorni di tempo per esaminare l’intesa fra Regione e Stato per l’attribuzione di nuove funzioni. Rispetto alle ipotesi delle scorse settimane, raddoppiano i tempi di questo passaggio nella bozza del ddl. Si prevede che la valutazione dell’intesa spetti, oltre che al Mef, anche i ministri competenti per materia. Inoltre, lo schema di intesa va trasmesso immediatamente alla Conferenza unificata, e non dopo la sottoscrizione. Lo schema di intesa definitivo va approvato dalla Regione, poi entro 30 giorni è deliberato dal Consiglio dei ministri. Ma ritorna il problema dei LEP secondo cui «Ai fini dell’attuazione dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione, i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale (di seguito, LEP) e i relativi costi e fabbisogni standard sono determinati con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri». «Qualora, successivamente alla data di entrata in vigore della legge di approvazione dell’intesa, in materie oggetto della medesima, i LEP, con il relativo finanziamento, siano modificati o ne siano determinati ulteriori, la Regione interessata è tenuta all’osservanza di tali livelli essenziali subordinatamente alla corrispondente revisione delle risorse relative ai suddetti LEP».

W W W . P R O G E T T I E F I N A N Z A . I N F O


Punta sulla formazione del tuo personale per la trasformazione tecnologica e digitale della tua impresa! Utilizza il BONUS FORMAZIONE 4.0 per formare il tuo personale a costo zero!!!

Scopri come con Finaform! Finaform ti fornirà una consulenza mirata per valutare i corsi più attinenti alla tua attività, organizzerà i corsi, fornirà le docenze, il materiale didattico (tutto in modalità e-learning), la rendicontazione e la perizia giurata per l’ottenimento del credito di imposta.

Calcola subito il tuo credito d’imposta per la formazione, accedi da questo link: https://app.finaform.it/ I VANTAGGI PER L’AZIENDA: > CONSULENZA SPECIFICA

Individuiamo con te le soluzioni tecnologiche più adatte.

> FORMAZIONE ON DEMAND

Scegli in autonomia cosa, quando e dove seguire le lezioni.

> NESSUN ANTICIPO

Curiamo noi la pratica: tu ricevi il bonus direttamente in F24.

Contatti Finaform Srl Sede Legale: Viale degli Artigiani, 9 71121 Foggia (FG) Tel. 0881.1783556 www.finaform.it - info@finaform.it P.IVA: 04219000710


Conti pubblici: Mef, a gennaio 2023 fabbisogno di 7 miliardi

PAGELLA ECONOMICA DEL 2022: L’Italia supera la sufficienza MARIA PIA ROMANO Buone notizie a chiusura del 2022. Il Ministero dell’economia e delle finanze ha comunicato che la stima del fabbisogno del settore statale nel mese di gennaio 2023 è pari a 7 miliardi di euro. Nel confronto con il corrispondente mese del 2022, che si era chiuso con un fabbisogno di 902 milioni, i pagamenti hanno fatto registrare un significativo aumento, ascrivibile ai maggiori esborsi delle Amministrazioni territoriali e all’aumento della spesa previdenziale, dovuto all’erogazione dell’assegno unico e alla rivalutazione delle pensioni. L’aumento è stato parzialmente compensato da minori versamenti al bilancio comunitario. Gli incassi complessivi hanno fatto registrare un leggero incremento nonostante la flessione delle entrate tributarie, dovuta principalmente al maggiore ricorso alle compensazioni in delega unica. La spesa re34 lativa agli interessi sui titoli di Stato è in aumento di circa Progetti 450 milioni rispetto al valore dello stesso mese dell’anno Finanza&

precedente. I conti pubblici dell’Italia per il 2022 sono il risultato del bilancio di previsione approvato dal governo italiano nel corso del 2021. Il bilancio prevede entrate e spese per il 2022 e si basa su alcune stime economiche e fiscali. Il bilancio di previsione per il 2022 prevede un disavanzo di circa 28 miliardi di euro, con entrate stimate intorno ai 820 miliardi di euro e spese di circa 848 miliardi di euro. Questo significa che le spese previste sono superiori alle entrate previste. Il bilancio prevede un aumento delle spese per la sanità, l’istruzione e la ricerca, nonché per la transizione ecologica e l’innovazione tecnologica. Allo stesso tempo, sono state previste alcune misure di riduzione della pressione fiscale, come l’abolizione della tassa sulle auto blu per i medici e l’aumento delle detrazioni per le ristrutturazioni edilizie. Il governo italiano ha indicato che l’obiettivo principale del bilancio di previsione per il 2022 è quello di sostenere la ripresa economica

W W W . P R O G E T T I E F I N A N Z A . I N F O


del paese dopo la pandemia di COVID-19, con particolare attenzione alla creazione di realtà cuscinetto per arginare la chiusura di attività commerciali. I conti pubblici italiani per il 2022 sono stati presentati nel Def (Documento di economia e finanza) del 30 settembre 2021. Questo documento stabilisce le principali politiche economiche del governo italiano per i prossimi anni, in particolare per il 2022. In generale, il Def del 2021 prevede un aumento della crescita economica in Italia rispetto agli anni precedenti, anche se i livelli pre-crisi non saranno raggiunti prima del 2023 o del 2024. In particolare, il Pil dovrebbe crescere del 5,8% nel 2021 e del 4,9% nel 2022, mentre l’inflazione dovrebbe rimanere sotto il 2%. Per quanto riguarda il bilancio dello Stato, il Def prevede un disavanzo pubblico del 3,3% del Pil per il 2022, in linea con le regole del Patto di stabilità dell’Unione Europea. Tuttavia, il disavanzo è destinato a diminuire nei prossimi anni, con

l’obiettivo di raggiungere un pareggio di bilancio entro il 2026. Per ridurre il deficit, il governo italiano ha deciso di concentrarsi sulla riduzione della spesa pubblica, in particolare sul fronte delle pensioni, della pubblica amministrazione e della sanità, ma anche attraverso un programma di dismissione di partecipazioni statali e di vendita di immobili pubblici. Allo stesso tempo, il governo prevede di introdurre nuove misure fiscali per aumentare le entrate, come l’aumento delle imposte sui carburanti e sull’energia, l’introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie e il contrasto all’evasione fiscale. In sintesi, i conti pubblici italiani per il 2022 prevedono una crescita economica in aumento e un impegno a ridurre il deficit attraverso la riduzione della spesa pubblica e l’introduzione di nuove misure fiscali. Tuttavia, il raggiungimento di un pareggio di bilancio entro il 2026 richiederà ulteriori 35 Progetti sforzi e interventi strutturali. Finanza&

W W W . P R O G E T T I E F I N A N Z A . I N F O


SuperBonus 110%

A cura di Dario Gucci Avvocato

Novità in tema di cessione del credito da Superbonus 110%

Il Governo è di recente intervenuto con decretazione d’urgenza in tema di superbonus 110% con lo scopo di regolare per il futuro la materia eliminando, al momento, le opzioni di sconto in fattura e di cessione del credito e disciplinando per il passato le formalità di cessione dei crediti preesistenti Il D.L. n. 11 del 16 febbraio 2023 in G.U. straordinaria n. 40 del medesimo giorno ha apportato all’articolo 121 del D.L. 34/2020, convertito con modificazioni dalla L. 77/2020, una lunga serie di novità che andiamo brevemente ad esaminare: 1) in primis con il nuovo comma 1 quinquies del citato art. 121 è stato posto il divieto alle pubbliche amministrazioni (individuate nell’elenco tenuto dall’ISTAT ex art. 1, co.2, Legge 196 del 2009, elenco aggiornato annualmente), di acquistare i crediti di imposta derivanti dall’esercizio delle opzioni di cui al comma 1, lettere a) e b) del medesimo articolo e cioè derivanti da sconto in fattura o da una prima cessione. Detta norma è stata imposta dalla necessità di tenere sotto controllo la finanza pubblica onde evitare che negli Enti pubblici non statali si accumulassero crediti d’imposta incontrollati fonte di deficit per l’amministrazione statale. Secondo questa impostazione i crediti d’imposta possono essere rastrellati sul mercato solo da operatori che li pongono in compensazione delle loro imposte attraverso un ammortamento che potremmo definire “breve”. 2) completamente rivista e migliorata la disciplina della responsabilità degli acquirenti dei crediti fiscali da superbonus 36 110%. E’ stato aggiunto un comma 6 bis all’art. 121 del DL. Progetti Finanza&

34/2020 il quale, mantenendo ferme le ipotesi di dolo di cui al superiore comma 6 del medesimo articolo, pone delle cause di esclusione dal concorso nella violazione (e quindi dalla responsabilità in solido) in cui è incorsa l’impresa edile che ha applicato lo sconto in fattura oppure i suoi successivi cessionari: per beneficiare di tale esclusione i cessionari del credito fiscale debbono acquisire un corredo di documentazione relativa alle opere che hanno originato il credito di imposta. La documentazione da acquisire è così tipizzata dallo stesso legislatore in ben 9 punti: “a) titolo edilizio abilitativo degli interventi, oppure, nel caso di interventi in regime di edilizia libera, dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in cui sia indicata la data di inizio dei lavori ed attestata la circostanza che gli interventi di ristrutturazione edilizia posti in essere rientrano tra quelli agevolabili, pure se i medesimi non necessitano di alcun titolo abilitativo; (titolo edilizio) b) notifica preliminare dell’avvio dei lavori all’azienda sanitaria locale, oppure, nel caso di interventi per i quali tale notifica non è dovuta in base alla normativa vigente, dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà che attesti tale circostanza; (procedura amministrativa in tema di sicurezza sui cantieri) c) visura catastale ante operam dell’immobile oggetto degli interventi, oppure, nel caso di immobili non ancora censiti, domanda di accatastamento; (stato fiscale dell’immobile) d) fatture, ricevute o altri documenti comprovanti le spese so-

W W W . P R O G E T T I E F I N A N Z A . I N F O


stenute, nonché documenti attestanti l’avvenuto pagamento delle spese medesime; (documenti fiscali di spesa) e) asseverazioni, quando obbligatorie per legge, dei requisiti tecnici degli interventi e di congruità delle relative spese, corredate da tutti gli allegati previsti dalla legge, rilasciate dai tecnici abilitati, con relative ricevute di presentazione e deposito presso i competenti uffici; (asseverazioni dei tecnici previste dalla normativa superbonus) f) nel caso di interventi su parti comuni di edifici condominiali, delibera condominiale di approvazione dei lavori e relativa tabella di ripartizione delle spese tra i condomini; (delibera condominiale) g) nel caso di interventi di efficienza energetica, la documentazione prevista dall’articolo 6, co. 1, lettere a), c) e d), del decreto del Ministro dello sviluppo economico, del 6 agosto 2020, oppure, nel caso di interventi per i quali i predetti documenti non risultino dovuti, dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà che attesti tale circostanza; (APE ed altra documentazione energetica) h) visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesti la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione sulle spese sostenute per le opere; (visto del commercialista) i) un’attestazione rilasciata dai soggetti obbligati di avvenuta osservanza degli obblighi di cui agli articoli 35 e 42 del decreto legislativo n. 231 del 2007. (disciplina segnalazioni antiriciclaggio che necessita di successivo approfondimento) Alla novella normativa può darsi solo una valutazione positiva. Sono tutti documenti già normalmente in possesso del cedente il credito ed assolutamente necessari ad attuare la corretta procedura di emersione del credito fiscale. L’unica novità è il documento alla lettera i) che attiene alle successive fasi di cessioni del credito. Nell’ambito del Superbonus 110% non essendo l’operatore edile impresa sottoposta alla disciplina antiriciclaggio l’unica fase sottoposta a tale verifica dobbiamo ipotizzare prima facie sia quella delle successive cessioni del credito d’imposta generato poiché avvengono a fronte del pagamento di un prezzo. Sono ovviamente obbligati all’esecuzione della verifica tutti i mediatori ed i professionisti coinvolti nell’operazione di cessione. Oggetto della valutazione antiriciclaggio è sia l’origine del credito d’imposta compravenduto quanto l’origine dei fondi con cui viene pagato. In ragione di quanto sopra è da escludere che sia coinvolto in tale attività l’operatore edile ed anche il general contractor nel caso dei bonus cd. minori ove il committente paga parte dei lavori, questo per carenza del requisito soggettivo di essere operatore finanziario o assimilato. Va detto inoltre che la vera cessione a rischio è la prima in quanto le successive vedono coinvolto come acquirente un operatore vigilato (una banca o un’assicurazione) che difficilmente paga con proventi illeciti e di converso effettua una puntuale valutazione del credito d’imposta. Rivive la problematica

nel caso di ultima cessione ai clienti, ma in questo caso dovrebbero essere soggetti ben noti all’operatore vigilato e già censiti. Per comprendere la reale portata della norma occorre quindi attendere la sua applicazione pratica. 3) Utile corollario alla normativa suindicata è il nuovo comma 6-ter introdotto dal nuovo decreto-legge nell’art. 121 del D.L. 34/20. L’esclusione di cui al comma 6-bis (dalla responsabilità in solido) opera anche con riguardo ai soggetti, diversi dai consumatori o utenti, che acquistano i crediti di imposta da una banca o soggetto assimilato, con la quale abbiano stipulato un contratto di conto corrente, facendosi rilasciare dalla medesima una dichiarazione di possesso di tutta la documentazione di cui al comma 6-bis, lettere da a) ad i). Finalmente ci troviamo di fronte ad un vero esonero della responsabilità per l’acquirente finale “minore” che lascia ben sperare in una reale circolazione di questi crediti d’imposta. 4) Ed infine al medesimo art. 121 viene inserito un successivo comma 6 quater il quale prevede che, ferma restante la preesistente disciplina sul dolo e la colpa grave introdotta da D.L. 50/22 art. 14 comma 1 bis 1: “Il mancato possesso di parte della documentazione di cui al comma 6-bis non costituisce, da solo, causa di responsabilità solidale per dolo o colpa grave del cessionario, il quale può fornire, con ogni mezzo, prova della propria diligenza o non gravità della negligenza. Sull’ente impositore grava l’onere della prova della sussistenza dell’elemento soggettivo del dolo o della colpa grave del cessionario, ai fini della contestazione del concorso del cessionario nella violazione e della sua responsabilità solidale ai sensi del comma 6.” Una prima valutazione dell’impianto normativo, ricordasi tuttora in corso di conversione, è che il Legislatore si è speso al meglio per favorire la circolazione dei crediti d’imposta in totale sicurezza. Il cessionario deve acquisire una ben precisa documentazione, possiamo dire tabellata, per evitare contestazioni di corresponsabilità da parte dell’Agenzia delle Entrate. Inoltre, anche in caso di mancata acquisizione di detti documento l’onere della prova del dolo o della colpa grave giace in capo all’Ente impositore. Una disciplina talmente agevolata da poterla definire promozionale. Le cessioni sono in questo modo obiettivamente incentivate. In conclusione, siamo di fronte ad una buona norma che allontana ogni dubbio sulla reale volontà del nuovo Governo di risolvere il problema dei crediti d’imposta da superbonus. Il livello di raffinatezza raggiunto dalla normativa, che stupisce tanto l’interprete quanto il semplice operatore, lascia ben sperare in una futura maggiore attenzione sulle problematiche lasciate da tutta la disciplina dei lavori edili di miglioramento sismico ed energetico degli edifici agevolati dal meccanismo dei bonus fiscali.


A cura dell’Avv.

parere legale

Paolo Caputo

Info e contatti: studiopaolocaputo@libero.it

Assocontact: a lavoro per una legge di rilancio del comparto. L’appello alla politica: servono tutele e nuovi strumenti normativi Si è svolto in forma aperta - alla presenza di Istituzioni, professionisti del comparto e rappresentati delle associazioni - il Consiglio Direttivo di Assocontact convocato per discutere delle opportunità, delle sfide e dei nuovi strumenti da introdurre per la tutela dei cittadini contro il telemarketing illegale. Sono intervenuti il Sottosegretario di Stato al Ministero del lavoro e delle politiche sociali Claudio Durigon e gli onorevoli Eliana Longi, Walter Rizzetto e Luca Squeri. Dall’appuntamento emergono impegni importanti e concreti per il rilancio del settore. Si punta ad offrire pieno sostegno al percorso della Certificazione delle Competenze, nonché all’attivazione di un Registro dei professionisti, snodo fondamentale per la regolamentazione del comparto. Emerge una comune volontà per rivedere le tabelle ministeriali e correggere le criticità della clausola sociale. Si è discusso anche del futuro del Registro pubblico delle opposizioni e di tutti i correttivi da apportare alle azioni di contrasto al telemarketing illegale. Emerge, inoltre, l’esigenza di una nuova piattaforma contrattuale che riequilibri le forze in campo e definisca il framework adeguato ad introdurre azioni specifiche per il mercato del lavoro. Infine, si è discusso di come incrementare il lavoro in Italia, intervenendo sul reshoring e augurandosi di poter recepire presto gli stimoli offerti dalla legge spagnola sul tempo massimo di attesa. “C’è ancora un importante cammino da percorrere ma la sinergia con le Istituzioni e gli operatori del settore rappresenta un segnale importante da cogliere favorevolmente. L’introduzione di strumenti tecnolo-

gici o alleanze tra stakeholder e settori sono da considerarsi infatti non la soluzione al problema del telemarketing illegale, ma il tassello di una strategia industriale di filiera”’ ha spiegato il Presidente di Assocontact, Lelio Borgherese. Sono stati individuati proprio da Assocontact quattro driver principali in merito alla proposta di Disposizione per il Rilancio del settore Call/ Contact Center: la tutela del mercato del lavoro e lo sviluppo dell’employability dei lavoratori; la tutela dei diritti dei consumatori e dei cittadini; la tutela e il sostegno delle imprese di BPO e della filiera collegata in una prospettiva di protezione e valorizzazione del tessuto industriale made in Italy; il design innovativo dei servizi per favorire la transizione alla cittadinanza digitale e all’economia Su questo tema è intervenuto anche il Sottosegretario di Stato al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Claudio Durigon che ha affermato: “Non credo a soluzioni generiche per il lavoro, ma a un decalage di interventi specifici. Puntare sulle competenze è una priorità, quindi bene il progetto sulle Certificazioni portato avanti da Assocontact: tutela il lavoro e la qualità dei servizi per i cittadini e i consumatori. Ma poi serve reintrodurre la formazione on the job, adeguare il costo minimo, magari introdotto nel Codice Appalti, così come una revisione dell’accordo quadro che ragioni sulla durata dei contratti e sugli strumenti di moral suasion per creare consenso anche tra i committenti. Interventi che possono trovare

naturale compimento in un framework contrattuale capace di sottrarsi agli squilibri di potere che frenano l’innovazione”. Il settore dei contact center è sicuramente uno dei più esposti ai processi di globalizzazione che caratterizzano l’economia, ed è purtroppo anche uno dei meno tutelati dal punto di vista normativo. Le lacune presenti nel nostro ordinamento si ripercuotono in primis sui lavoratori addetti al settore e sulle aziende che devono competere in un mercato con margini reddituali. Importante anche il contributo dei rappresentanti politici. L’onorevole Eliana Longi ha affermato: “C’è una relazione tra formazione certificata e salvaguardia dei livelli occupazionali, ma ce ne è una anche tra specializzazione delle competenze delle aziende, integrazione di servizi “speciali” come il supporto psicologico e l’assistenza delle persone fragile e l’incremento dei posti di lavoro. Per quei Contact Center che seguiranno la via del servizio alla persona io vedo una possibilità di crescita. Il nostro compito oggi è quello di fare sistema tra le varie Commissioni per creare condizioni innovative di lavoro”. Ad avvalorare la posizione anche l’onorevole Luca Squeri che ha affermato: “Anche l’Italia dovrebbe recepire le logiche sul tempo massimo di attesa per le chiamate e l’obbligo di fornire un’opzione per parlare con un operatore umano. Sono norme a tutela dei cittadini, che fanno registrare impatti positivi sulla produttività sull’occupazione e di conseguenza sulla resilienza delle aziende del comparto”.


A c u r a d i To m m a s o M a z z i o t t i Presidente C.d.A. Cred.it Spa

economia a 360°

Collaborazione pubblico-privato e PNRR: strumenti fondamentali per la crescita del Paese. Ecco quanto è emerso dal convegno organizzato a Roma da Federated Innovation @MIND Si è tenuto a Roma “Collaborare per competere: il modello Federated Innovation @MIND per lo sviluppo del Sistema Paese”, l’evento organizzato da Federated Innovation @MIND, la rete di circa 40 imprese sorta a Milano nel distretto di MIND Milano Innovation District per creare progetti d’innovazione. Enti pubblici, imprese private, rappresentanti delle istituzioni ed esponenti della Commissione Europea hanno aperto un dialogo su tematiche attuali quali l’innovazione a servizio del sistema Paese, la collaborazione pubblico-privato e le possibili sinergie con il PNRR. Il convegno è stato avviato a partire dal racconto dell’esperienza di Federated Innovation @MIND, nata nel 2021 all’interno di MIND e promossa da Lendlease con il contributo di Cariplo Factory, che ad oggi ha vede la partecipazione di circa 40 aziende suddivise in 11 aree tematiche, che seguono precise agende d’innovazione e che, solo nel primo anno di attività, hanno già avviato oltre 100 iniziative afferenti alle due macro-aree: “Futuro della salute” e “Città del futuro”. Tra i relatori, anche alcuni esponenti degli attori che fanno parte della rete di MIND Milano Innovation District, come Arexpo, Fondazione Human Technopole, Fondazione Triulza, IRCCS Ospedale Galeazzi – S. Ambrogio, Politecnico di Milano, Università Statale di Milano – che hanno discusso del valore che può nascere dalla collaborazione pubblico-privato e privato-sociale, portando l’esempio virtuoso di MIND e della Federated Innovation @MIND. CEO e manager di aziende come AstraZeneca, Bracco, Elettronica Group, Enel, Schneider Electric, SYNLAB Italia e TIM hanno raccontato la loro esperienza del modello “collaborare per competere” all’interno della Federated Innovation @MIND, collaborazione che ha generato iniziative d’innovazione con il potenziale di giovare all’intero sistema Paese. È stato affrontato, inoltre, il tema delle opportunità e delle sfide del PNRR come strumento di crescita del sistema Paese con i contributi di Antonio Parenti, Capo della Rappresentanza della Commissione Europea in Italia, Paolo Casalino, Direttore Generale dell’Unità di missione per l’attuazione degli interventi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) (Ministero delle imprese e del Made in Italy), Andrea Costa, Esperto in strategie di attuazione del PNRR-Missione 6 Salute (Ministero della Salute). Il modello su cui si basa Federated Innovation @MIND (ovvero,

“collaborate to compete”) supera l’open innovation classica ed è volto a generare progetti di ricerca, favorire il trasferimento tecnologico e la contaminazione di idee su una piattaforma aperta alla collaborazione di tutte le aziende, università ed enti coinvolti, e con una struttura legale a tutela della proprietà intellettuale. La rete è in continua espansione e vede inoltre la partecipazione attiva di alcuni enti pubblici di riferimento al fine di favorire le connessioni tra ricercatori e innovatori e tra questi, il mondo industriale, dell’economia sociale e le comunità locali. “La collaborazione pubblico-privato sta mostrando di funzionare bene, specialmente nei casi in cui partecipazione delle imprese è assicurata fin dall’inizio, come accade in Federated Innovation @MIND. Anche per questo il nostro modello ha ottenuto risultati concreti già nel primo anno di attività – ha dichiarato Tommaso Boralevi, Presidente di Federated Innovation @MIND. – Siamo molto onorati di aver potuto presentare il nostro progetto e riteniamo che il dialogo avviato con le istituzioni sia fondamentale per continuare a svolgere un lavoro utile all’ecosistema italiano. Crediamo sempre più fermamente che sia importante creare una rete di collaborazione tra istituzioni, enti di ricerca e ambiente imprenditoriale, che accelera i processi d’innovazione e facilita la creazione di progetti che possano portare giovamento all’intero Paese.” Federico Freni, Sottosegretario di Stato per l’Economia e le Finanze commenta: “Questo incontro rappresenta un’occasione preziosa per consolidare una riflessione sull’importanza tra pubblico e privato: è la proficua collaborazione in termini di idee e progettualità a rappresentare il vero valore aggiunto. Credo che MIND sia esattamente questo: luogo di contaminazione e soprattutto di collaborazione, un polo di tutti votato all’innovazione con l’ambizione di diventare un esempio virtuoso per l’Europa.” “Gli anni che abbiamo davanti, certamente fino al 2050, ci vedono impegnati in un totale ripensamento di diverse politiche sia industriali che sociali – dichiara Antonio Parenti, Capo della Rappresentanza della Commissione Europea in Italia. – Questi cambiamenti per essere gestiti a livello nazionale ed europeo, necessitano di una stretta collaborazione tra il pubblico e il privato per garantire non soltanto competitività e sviluppo ma anche la preparazione di tutti i cittadini a questi cambiamenti.” 39 Progetti

W W W . P R O G E T T I E F I N A N Z A . I N F O

Finanza&


ECOBONUS 110% Quali sono i vantaggi? √ Costi di realizzazione pari a ZERO √ Immobile a zero emissioni di CO2 √ Risparmio sull’energia elettrica

Affidati a Gargano Esco per utilizzare al meglio le nuove opportunità! Consulenza Gratuita e Immediata!

Info e contatti: info@garganoesco.it

GarganoEsco

Partner commerciale


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Magazine P&F Gennaio 2023 by PayClickSrl - Issuu