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The show must go on Quello dello spettacolo è uno dei settori maggiormente colpito dal lockdown e dalle restrizioni anticovid, ma ora è pronto a ripartire e a chiedere maggiori sostegni alla politica
Intervista esclusiva a Cottarelli sul futuro dell’Italia P u b b l i c a zi o n e m e nsi l e i n fo r m a to d i g i t a l e su l si to www. p r o g e t t i e fi nanza. i nfo
anno IV •numero 38 • AGOSTO
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AGOSTO 2021
LE RIPARTENZE DEL PAESE, DAL FITNESS ALLO SPETTACOLO, NUOVE FORMULE INNOVATIVE E TECNOLOGICHE GUIDERANNO LA RIPRESA ECONOMICA ED OCCUPAZIONALE Il lockdown ha messo in ginocchio molte attività commerciali ed imprese. Tra i settori più colpiti ci sono alberghi e ristoranti, i luoghi dello spettacolo, palestre e centri sportivi. Questi ultimi sono rimasti chiusi per circa un anno e, secondo Il Sole 24 Ore, sono 100 mila i centri in tutta Italia che danno occupazione a un milione di persone e che hanno assistito ad un drastico calo del fatturato per due anni consecutivi, 2020 e 2021, con perdite tra il 50 e 60% rispetto al periodo precedente al Covid. Ma non tutte le imprese del fitness sono rimaste a guardare e chi ha saputo cavalcare l’innovazione, sia nelle tipologie di allenamento che nelle proposte agli abbonati, non solo non ha registrato una forte perdita di fatturato, ma al contrario ha rilanciato aprendo nuovi centri, investendo e assumendo. È il caso di Fit And Go, azienda di fast fitness con cuore hi-tech, che ha miscelato i suoi ingredienti migliori attraendo nuovi clienti e nuovi imprenditori che hanno scelto la formula del franchising per aprire punti Fit And Go in diverse città italiane. Per l’azienda romana, infatti, il lockdown è stata un’occasione di rilancio, tanto che proprio nei mesi più duri, il fondatore Marco Campagnano ed il gruppo di soci, hanno investito 100 mila euro in aumento di capitale. “Il lungo periodo del lockdown è stato molto duro per il settore fitness, un mondo che però è abituato per sua natura alle sfide. Nel corso dell’anno, infatti, oltre a salvaguardare il posto di lavoro di tutti i nostri collaboratori, senza alcun licenziamento, abbiamo scelto di aprire anche 6 nuovi centri, per dare un messaggio di resilienza e forza a tutti quegli imprenditori che hanno scelto d’investire nel gruppo Fit And Go. Ai nostri clienti, invece, grazie alla ricetta dell’allenamento one-to-one abbiamo garantito la massima sicurezza, con un’igienizzazione attenta e costante di tutti gli spazi ed i macchinari condivisi” ha dichiarato Marco Campagnano, fondatore e direttore generale di Fit And Go. Una bozza del Decreto Sostegni bis è arrivata in Consiglio dei ministri le scorse settimana, con le nuove misure a sostegno delle imprese e lavoratori. Tra le novità più rilevanti: l’introduzione di un doppio binario per il contributo a fondo perduto, ovvero viene introdotto un contributo a fondo perduto a favore dei soggetti già beneficiari delle misure di sostegno economico di cui all’articolo 1 del precedente decreto sostegni. Alternativo a quest’ultimo, viene previsto un contributo a fondo perduto alternativo rivolto ai soggetti che svolgono attività di impresa, arte o professione o che producono reddito agrario titolari di PIVA stabiliti nel territorio dello stato che: nel secondo periodo di imposta precedente a quello di entrata in vigore del decreto non abbiano registrato ricavi superiori ai 10 milioni di euro;e che abbiano subito una perdita del fatturato medio mensile di almeno il 30 % nel periodo compreso dal 01.04.2020 al 31.03.2021 rispetto al periodo compreso tra il 01.04.2019 e il 31.03.2020, differenziandosi pertanto dal precedente contributo previsto dal primo decreto Sostegni, per il periodo temporale di riferimento (dove l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi nell’anno 2020 doveva essere inferiore di almeno del 30% rispetto all’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2019). Ai soggetti che, a seguito della presentazione dell’istanza per il riconoscimento del contributo previsto dal primo decreto sostegni, abbiano già beneficiato del contributo potranno ottenere l’eventuale maggior valore del contributo alternativo e da quest’ultimo verranno scomputate le somme già riconosciute dall’Agenzia delle entrate. La ripresa in tutti i settori è assolutamente auspicabile, in questo numero approfondiremo meglio le misure che riguarderanno l’ambito dello spettacolo, con interviste ad artisti di fama nazionale ed internazionale che hanno voluto gentilmente fornire il loro contributo attraverso il nostro magazine. Buona lettura!
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agosto 2021
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Boomdabash: «Il governo ha abbandonato il mondo dello spettacolo»
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L’estate dell’Italia vincente
testimonial delle ferrovie turistiche
anno IV •numero 37 •Agosto 2021 • Direttore Responsabile Maria Rosaria De Leonardis
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Green pass anche in azienda? Se ne discute: ecco i favorevoli e i contrari Al ritorno dalle vacanze estive un gran numero di aziende ha deciso di richiedere il requisito del green pass
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tanno facendo discutere le immagini dei lavoratori sprovvisti di “Green Pass” costretti a pranzare nei parcheggi o negli spazi all’aperto delle aziende. Accade ciò soprattutto nelle multinazionali o nelle piccole imprese che hanno deciso, come propria politica interna, di rendere la certificazione verde obbligatoria nei luoghi di lavoro. Infatti, a livello normativo generale, la vaccinazione non è ancora una discriminante sul luogo di lavoro privato, soltanto che la discussione sta diventando sempre più insistente, parimenti a quella che riguarda il settore pubblico. Dal Ministero competente, al momento, non arriva ancora nessuna conferma, ma neanche nessuna smentita. Al ritorno dalle vacanze estive un gran numero di aziende ha deciso di richiedere il requisito del green pass soltanto a coloro che intendono avvalersi del servizio mensa, negli spazi comuni. Questa decisione ha trovato un fondamento “normativo” in una delle FAQ pubblicate dal Ministero del Lavoro, ma chiaramente la sua applicazione ha scatenato le proteste dei sindacati (CGIL, CISL e UIL su tutti) che vedono come discriminante tale modello organizzativo. Poi ci sono i pareri dei grandi esperti, alcuni dei quali fanno parte anche del Comitato Tecnico Scientifico che poi sarà deputato ad emettere un giudizio. Tra i favorevoli alla vaccinazione obbligatoria sui luoghi di lavoro vi è Francesco Vaia, direttore sanitario dello Spallanzani. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera ha affermato di essere favorevole almeno per ciò che concerne il pubblico impiego e la GDO: “Premesso che questa è una decisione che spetta alla politica, penso che per alcune categorie, dal personale sanitario a quello scolastico, dalle forze dell’ordine
alla grande distribuzione, sarebbe saggio e opportuno”. Contrario invece Guido Forni, già professore ordinario di università di Torino e accademico, che ritiene l’obbligo vaccinale “una soluzione disperata, che al momento sarebbe controproducente e sproporzionata rispetto sia all’andamento della campagna vaccinale sia alla situazione sanitaria”. Forni ritiene “il Green Pass una misura delicata, che crea qualche problema di libertà”. Per questo motivo non ritiene giusto imporre l’obbligo: “Lo troverei sensato solo davanti a una grave recrudescenza della pandemia”. Tra favorevoli e contrari, alcune aziende hanno deciso di adottare delle misure di compromesso per non discriminare coloro che non posseggono il green pass ma che vogliono comunque avvalersi dei servizi aziendali. Alcune di queste si sono già attivate con “lunch box” o delivery da
consumare all’esterno o in appositi spazi. Altre, invece, soprattutto le più piccole, continueranno temporaneamente a seguire le regole del Protocollo di sicurezza: turni, plexiglass, tavoli sanificati e distanziati. Le soluzioni via via trovate, in alcuni casi sono state discusse e condivise con il sindacato. In altri no. La decisione finale spetterà alla politica, come per tutto d’altronde. Ma sicuramente, anche vedendo la linea che si sta seguendo sul fronte scuola, sicuramente si va verso un inasprimento delle norme da osservare sul luogo di lavoro in linea generale. Sulle nuove direttive peseranno l’andamento della pandemia, ma anche la percentuale di vaccinati sulla popolazione totale. Sindacati, ma anche alcuni lavoratori non vaccinati con al seguito degli agguerriti legali, promettono battaglia.
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Cottarelli:
«La politica smetta di litigare e pensi alle riforme per garantire al Paese dieci anni di crescita» La ricetta dell’economista Carlo Cottarelli per la rinascita sociale ed economica dell’Italia dopo la pandemia MARCO ZONETTI
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na ricetta per la rinascita sociale ed economica globale del Paese, piagato da un anno e mezzo di pandemia e di misure restrittive, con lockdown più o meno prolungati che hanno mandato a picco diversi settori commerciali? È quella che offre l’economista Carlo Cottarelli nel suo libro All’inferno e ritorno - Per la nostra rinascita sociale ed economica edito da Feltrinelli e presentato dall’autore a Vieste (Fg) in occasione del Festival “Il libro possibile”. Una disamina, quella del direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici italiani dell’Università Cattolica, che arriva puntuale nel momento in cui – anche grazie al green pass – si riprende a pensare a un ritorno effettivo alla “normalità”.
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Secondo il professor Cottarelli, la crisi pandemica ha messo decisamente a nudo le nostre debolezze, ma anche i nostri punti di forza, fra cui quello di reagire a condizioni di emergenza che mai erano state sperimentate prima. Tuttavia, non si tratta solo di tornare
indietro a com’eravamo nel 2019, ora siamo chiamati alla ricostruzione, e per questo – focalizzandoci sul nostro Paese – l’Italia ha bisogno di tornare a crescere dal punto di vista sociale, finanziario e ambientale. Salvare l’economia è la priorità, certo, ma è altrettanto prioritario costruire un mondo più egualitario, soprattutto per le nuove generazioni.
paragonare l’attuale situazione con quella del secondo dopoguerra?
No, decisamente no. Nel secondo dopoguerra, l’Italia era distrutta e c’era da ricostruire tutto. Oggi ci troviamo in una contingenza difficile, ma senz’altro la situazione è un po’ migliore rispetto ad allora. Anche perché ci stanno aiutando molto i finanziamenti che provengono dalla BCE e dall’Unione EuroEcco perché All’inferno e ritorno è un pea. libro anche e soprattutto politico, che si rivolge a chi ci governa. La società È possibile parlare di rinascita anitaliana deve poter funzionare su un che dal punto di vista del settore dei principio ideale: la possibilità per tutti Servizi, soprattutto del Turismo sul di avere un futuro, a prescindere dal- quale l’Italia dovrebbe puntare un le condizioni in cui si è nati. La politi- po’ di più? ca deve quindi abbandonare il personalismo, l’opportunismo e il cinismo Purtroppo, c’è un problema per quane impegnarsi a favorire la nascita e la to riguarda il turismo. Non nella sua crescita di una società più equa. Abbia- totalità, ma per esempio le cosiddetmo incontrato il professor Cottarelli a te città d’arte sono quelle che stanno margine del festival letterario di Vieste affrontando le difficoltà più cospicue e gli abbiamo posto alcune domande. perché mancano ancora i turisti americani, giapponesi e così via. Per queste Professore, parlando di rinascita realtà continueranno a esservi alcudell’Economia italiana, è possibile ne difficoltà. E tuttavia, dal canto mio,
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sono fiducioso sul fatto che, se ci vacciniamo e quindi superiamo l’emergenza sanitaria, la ripresa può essere abbastanza rapida e quest’anno possiamo crescere più del 5%. Tornando al Turismo, un segnale che dispone all’ottimismo è che in Italia ci siano fenomeni estremamente vitali, come la Puglia, che assieme al Veneto è forse la Regione che organizza più eventi culturali. Ci torno sempre molto volentieri. Anche sul piano della stabilità del nostro Paese, sono state introdotte diverse misure come quella del 110% per cercare d’incentivare non solo la sicurezza del nostro territorio, ma per esempio per far muovere il settore dell’edilizia. Sì, certo. In questo momento, il sostegno da parte della spesa pubblica è di cruciale importanza. Lo si paga in ter-
mini di accumulo del debito, ma questo è un debito che era necessario fare. L’anno scorso il deficit è arrivato a 160 miliardi contro i 30 del 2019, e quest’anno si va sui 180-190 miliardi. Speriamo almeno di spenderli bene. L’Europa quanto conta? Conta tantissimo perché tutti questi soldi ci stanno arrivando dall’Europa. Lo Stato non si sta indebitando verso i mercati finanziari; si sta indebitando verso la Banca Centrale Europea e verso l’Unione Europea. A suo avviso, la politica italiana dovrebbe fare qualche sforzo in più, e – se sì – quale? Adesso, da parte del Governo, lo sforzo c’è. Bisogna evitare di mettersi a litigare come sempre, visto che ci sono riforme importanti da passare.
Il Recovery Plan comprende ben 529 condizioni che dobbiamo rispettare per avere i 200 miliardi da qui al 2026. Bisognerebbe quindi cercare di lasciar da parte i litigi e pensare ai fatti. Anche la questione della riforma della Giustizia di cui si sta discutendo molto in questi giorni è cruciale. I processi devono necessariamente diventare più rapidi, è un’enormità che nel nostro Paese, per arrivare a una sentenza, si debbano attendere dieci anni. E poi, dobbiamo aver ben presente che la lentezza della Giustizia è proprio uno dei principali disincentivi all’investimento delle imprese private in Italia. Anche le varie riforme della Pubblica Amministrazione, la semplificazione, e a un certo punto la riforma fiscale e della concorrenza saranno fondamentali per permettere al Paese non di tornare a com’era nel 2019, ma di avere di fronte a sé dieci anni di crescita vera.
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Dopo il battesimo della rockstar Madonna su un treno turistico in Puglia abbiamo chiesto al responsabile di In-loco-motivi, Pietro Mitrione il perché di questo flusso che sembra essere sempre più dinamico e capace di catalizzare grandi fette del mercato turistico
Ferrovie Turistiche la nuova vita delle strade ferrate italiane anche grazie a Madonna Le ferrovie turistiche in Italia diventano giorno dopo giorno una vera occasione per promuovere i territori e far girare economie importanti. Dopo il battesimo della rockstar Madonna su un treno turistico in Puglia abbiamo chiesto al responsabile di In-loco-motivi, Pietro Mitrione il perché di questo flusso che sembra essere sempre più dinamico e capace di catalizzare grandi fette del mercato turistico. “In premessa...... Io amo il treno. - spiega Mitrione - Perché? Perché amo la lentezza che è la condizione di poter viaggiare in modo da godere il paesaggio. Tale esigenza è ancor più evidente alla luce degli accadimenti pandemici che stiamo vivendo. La condizione di emergenza che il mondo intero si è trovato a fronteggiare a causa della diffusione del virus COVID-19 ci ha messo di fronte alla necessità di operare velocemente dei cambiamenti nelle nostre vite quotidiane e all’intera struttura organizzativa ed economica del Paese.
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a fronteggiare la convivenza con il virus ancora in circolazione provando a non alimentare lo scoppio di alcun focolaio attraverso l’uso di dispositivi di protezione personali e di distanze fisiche di sicurezza. Durante questo stesso periodo, terribile se si pensa all’enorme numero di vittime
e al dolore di migliaia di famiglie che hanno perso i propri cari senza poter dare loro conforto né l’ultimo saluto, c’è stato però modo di riflettere su cosa abbia agevolato la proliferazione, la diffusione del virus: l’affollamento, l’assembramento diciamo ora, di persone nelle città metropolitane dove la vita è scandita dal rit-
Dopo una prima fase di sospensione quasi totale delle attività, durata circa parecchi mesi, siamo oggi in una fase di lenta e speranzosa riapertura che cerca
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mo serrato del metrò, dei mezzi pubblici e delle macchine che affogano i centri e dal correre incessante delle persone verso posti di lavoro e da qui velocemente a casa per godere di pochi momenti di tranquillità. Le nostre bellissime città sono improvvisamente diventate silenziose, vuote e questo ha fatto riflettere se fosse davvero necessario tornare esattamente alla condizione pre-COVID19 o se non fosse possibile un’alternativa. Le proposte arrivate da più parti durante questa precaria situazione sanitaria si sono soffermate molto su ritorno ai borghi dell’Italia interna dove, al contrario delle grandi città, d’arte e commerciali, il distanziamento sembra essere più facilmente realizzabile. Questo è banalmente vero se si pensa che quei posti non riuscendo a fornire aspettative di vita idonee si sono col tempo spopolati. Se il progetto è di tornare a popolarli in maniera stabile o per periodi brevi durante le vacanze, questo potrebbe servire a decongestionare le grandi città e a spalmare la popolazione sul territorio esteso delle province, ma un buon progetto, senza dubbio, chiede a questi luo-
ghi di rispondere in maniera adeguata con quei servizi che le persone oggi trovano in città. I servizi che si chiedono a questi luoghi, ai quali le città metropolitane, i capoluoghi di regione e di provincia danno risposta, sono sostanzialmente riconducibili alla capacità di “connessione” materiale e immateriale e alla capacità di accoglienza strutturata, oltre alla necessità di costruire o rafforzare presidi medici territoriali che facciano fronte ad emergenze eventuali o a necessità usuali. L’idea del ritorno ai borghi, dei borghi come “nuova” meta di un turismo di prossimità per gli anni a venire o come luogo per una vita “decompressa”, più “bucolica” e “da remoto” è affascinante e ci trova certamente d’accordo ma sappiamo che in gran parte dell’Italia del Sud presentava e presenta ancora oggi diversi ostacoli alla realizzazione di questo stimolante progetto. In questi giorni, stranamente ma fino ad un certo punto,, la venuta in Italia della famosa cantante di origine italiana. Madonna, è parsa la palese testimonianza di queste considerazioni. Madonna, riconosce FS News – “è dive-
nuta così “l’ambasciatrice di un turismo “slow” e di una “mobilità dolce”, sostenibile, che accompagna lo scorrere lento dal finestrino di paesaggi mozzafiato, tra i territori più caratteristici del Belpaese percorsi da treni e locomotive sbuffanti capaci di far sognare grandi e piccoli tanto ieri, quanto, se non di più, oggi”. Una grandissima operazione di marketing a costo zero che giova a tutto il movimento che da anni lotta per l’affermarsi del turismo ferroviario legato al recupero di tante linee ferroviarie abbandonate troppo frettolosamente negli anni passati. Da tale operazione si possono aspettare ricadute importanti per tutto il turismo in generale e forti richieste di treni storici anche in altre regioni. Da qui discende la necessità di trovare una alternativa valida che possa anche consentire il rispetto delle prescrizioni di sicurezza che il distanziamento fisico, per ora, richiede al fine di minimizzare il contagio da COVID-19. Dunque, bisogna investire in trasporti su
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ferro per rendere competitiva e complementare all’uso della gomma, investendo in progetti di servizi sia commerciali che turistici sulle tratte recuperate dall’abbandono avvenuto colpevolmente nel recente passato ed in particolare negli anni 60 del secolo scorso allorquando la politica del “ tutto gomma” divenne la base per abbandonare il trasporto collettivo verso quello privato. Furono gli anni in cui si diffusero migliaia di veicoli a motore, che spinsero a costruire sempre più strade a scapito delle ferrovie che dopo aver contribuito alla rinascita dell’Italia nell’immediato dopoguerra, si avviarono verso un lento ma continuo declino. Di questa politica il Mezzogiorno ne sconta ancora i ritardi . Bisogna investire in trasporti su ferro e rendere le tante linee “minori” competitive e complementari all’uso della gomma, investendo in progetto di servizi sia commerciali che turistici. Il ministero delle infrastrutture ha a disposizione circa 61 miliardi” del Recovery fund e del fondo complementare destinati alle ferrovie con un particolare interesse a: treni regionali, elettrificazione, soprattutto nel Sud. In questo contesto occorre prevedere appositi investimenti in progetti innovativi sull’uso di treni ad energia alternativa che permetterebbero l’utilizzo sostenibile di tratte non elettrificate, valutando la convenienza dell’uso di mezzi ad energia pulita rispetto ai massicci progetti di elettrificazione. La sperimentazione di un mezzo ad energia alternativa consentirebbe anche al territorio intero di acquisire un’attrattività non solo turistica, come d’altronde è avvenuto in altri territori europei come Germania, Olanda e anche alcune tratte secondarie italiane. La maggior parte dei territori dove si trovano i cosiddetti “rami secchi” non riesce in una competitività con le città metropolitane perché mancano di un’infrastruttura di banda larga che potrebbe consentire ai borghi di essere una valida alternativa residenziale alla città, laddove il trasporto consentisse lo spostamento facilitato e la connessione internet la possibilità del lavoro agile. Allo stesso modo la banda larga consentirebbe anche ai servizi di ricettività turistica di essere all’avanguardia, di poter offrire un servizio in più ma anche facilità di prenotazione, e ancora prima di comunicazione e promozione. Costruire un’infrastruttura materiale e immateriale per questi luoghi significa diminuire il divario fisico e digitale oggi esistente e offrirli come alternativa alle metropoli e vuol dire ravvivare l’economia stessa di questi centri, dove gli abitanti necessiterebbero dei quotidiani servizi che vanno dalla salumeria, alla posta, all’edicola ma anche al medico e alla farmacia. Dare infrastrutture a questi borghi significa renderli presidio e ridare salute al tessuto interno che piano piano riprenderà a sviluppare tutti i settori economici. Queste linee “povere”, che un tempo fecero grande la nostra Nazione, costituiscono uno straordinario patrimonio che va sviluppato conservato e reso fruibile alla popolazione. Il processo avviato per il recupero delle ferrovie storiche rende questo segmento turistico foriero di conoscenze paesaggistiche e culturali. Fondamentale è prevedere investimenti annuali regionali non stornabili, rientranti nei contratti di servizio con Trenitalia e Fondazione FS sui treni dedicati al turismo dei borghi e al turismo di prossimità. Questi concetti trovano disciplina nell’art. 9 della Costituzione Italiana che espressamente attesta “la promozione della cultura e della ricerca, la tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della Nazione” . Da questo riconoscimento costituzionale nasce la legge 128 del 2017 che ha come finalità “la salvaguardia e la valorizzazione delle tratte
ferroviarie di particolare pregio culturale, paesaggistico e turistico, che comprendono i tracciati ferroviari, le stazioni e le relative opere d’arte e pertinenze, e dei mezzi rotabili storici e turistici abilitati a percorrerle, nonché la disciplina dell’utilizzo dei ferrocicli.” La stessa legge prevede, inoltre, la individuazione di 18 linee dismesse o sospese, caratterizzate da particolare pregio culturale, paesaggistico e turistico. La previsione nel Recovery Plani di oltre 400 milioni di euro per percorsi, treni storici, cammini e itinerari storici e culturali è la consacrazione di questa opportunita di sviluppo turistico/culturale. Proprio dalla visita della star Madonna il ministro Franceschini ha dichiarato che “L’obiettivo è offrire la possibilità di viaggiare lungo linee storiche per visitare i luoghi più affascinanti e suggestivi, e far conoscere non solo i tesori delle grandi città d’arte ma anche la bellezza di un’Italia meno conosciuta ma non per questo meno ricca di tradizioni, saperi e sapori. Il progetto si sposa con la fitta rete di cammini presenti in Italia e con il rilancio dei Borghi. Il fischio del treno che risuona nel silenzio, il fascino della strada ferrata, delle gallerie, dei panorami, continueranno ad accompagnarci, a unire memoria e futuro.” Il ritorno di immagine positiva che scaturisce dal viaggio in treno della famosa artista italo/americana può fare da traino alle tante iniziative che si svolgono in tutta Italia sotto l’egida di Fondazione Fs. Una scelta che serve a valorizzare la funzione storico e turistica di questo immenso patrimonio ferroviario italiano. Togliere una ferrovia significa togliere storia, sentimenti, piccole economie, speranze per tutte le aree emarginate d’Italia. Chi lo fa pensa solo di togliere qualche traversina marcia e stop. Non è così, toglie anche una fetta di paesaggio, perché il treno sta nel nostro paesaggio, dal finestrino lo si osserva, lo si misura e lo si apprezza. Se questo è il futuro, e i segni si vedono ormai chiari, dobbiamo reagire. Dobbiamo fare in modo che tutto il patrimonio ferroviario dismesso diventi patrimonio della collettività, come è sempre stato....” conclude Pietro Mitrione.
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FOCUS Intervista a Giuseppe D’Urso, Presidente del Teatro Pubblico Pugliese
Lo spettacolo deve continuare... e il teatro riparte MATTEO PALUMBO
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uglia al top delle mete desiderate e delle presenze del turismo in questa estate 2021. Ma, come è riuscita a qualificare l’offerta culturale ed artistica in un momento delicato della fase post-pandemica ancora in corso?
del Gargano passando per Bari con “La festa del mare”, Andria con il “Festival dei Mondi”e tante altre. Un bel segnale di fiducia per intere comunità che attendono un ritorno alla normalità anche con la fruizione di spettacoli dal vivo.
“L’estate post Codiv-19 è caratterizzata, purtroppo, dai timori per una pandemia che non ci lasciamo ancora alle spalle; ma, allo stesso tempo, è forte la voglia di riassaporare il gusto del futuro, mettendo al centro la cultura come fattore di valorizzazione di un territorio – ci spiega Giuseppe D’Urso, Presidente del Teatro Pubblico Pugliese -. Dobbiamo fare tesoro di alcune cose che ci diciamo da tempo: nulla sarà come prima, come ci insegna la pandemia; e il territorio deve essere promosso con convinzione e facendo rete”.
Restando in provincia di Foggia ma spostandoci sul Gargano, è stato un successo anche la rassegna “Green Note, Gargano jazz&food”, il progetto ideato e coordinato dall’agenzia Scopro con la preziosa collaborazione dell’Elda Hotel, ha visto i patrocini dell’Ente Parco Nazionale del Gargano e del Comune di Monte Sant’Angelo, e si è svolto con il sostegno del Teatro Pubblico Pugliese e dell’Assessorato all’Industria turistica e culturale della Regione Puglia. In Foresta Umbra, ci sono stati diversi appuntamenti di spessore nel mese di luglio e agosto.
Su questi principi si basa la seconda edizione di “Estate, Muse, Stelle 2021”, promossa da Regione Puglia, Comune di Lucera, Teatro Pubblico Pugliese, Pugliapromozione, Primavera al Garibaldi, con il sostegno di Fondazione dei Monti Uniti e Banca BPM, e in collaborazione con Accademia delle Belle Arti, Conservatorio di Foggia Umberto Giordano, FAI Puglia, Università degli Studi di Foggia, Aps Cinque Porte Storiche di Lucera, che verrà realizzata all’Anfiteatro Augusteo fino al 25 settembre. È senza dubbio una delle rassegne più importanti dell’intero panorama culturale pugliese, con la presenza di artisti di fama internazionale e nazionale, ma anche talenti locali.
“La Regione ha avuto un ruolo fondamentale, e sottolineo anche la lungimiranza del Parco Nazionale del Gargano – aggiunge il Presidente D’Urso - : a tal proposito, voglio porre l’accento sulla firma di un accordo tra Teatro Pubblico Pugliese e Parco Nazionale del Gargano per mettere in campo azioni comuni di programmazione culturale sul territorio. Ci sarà spazio poi per la musica, che è un formidabile strumento di valorizzazione delle proprie radici. Dal 15 al 19 settembre il Medimex torna a Taranto con un’edizione ibrida che propone showcase, incontri d’autore, mostre, attività professionali, scuole di musica, film e presentazioni. Tra gli ospiti Laurie Anderson, Ligabue, Negramaro, Joe Talbot (Idles), Malika Ayane, Alan Mc Gee, Kevin Cummins, Mahmood, Max Casacci, Coma_Cose, Wil-
Stagioni e rassegne estive si stanno svolgendo in tanti Comuni soci del Teatro Pubblico Pugliese, da Aradeo a Vico
lie Peyote, Gaia, Gemello, Aiello, Motta, Speranza”. In questa delicata fase di ripresa delle attività è particolarmente interessante il calendario di eventi che dal 2 al 4 settembre prossimi animeranno la quarta edizione del Tremiti Music Festival, promosso da Regione Puglia, amministrazione comunale e realizzato da Puglia Sounds/Teatro Pubblico Pugliese. Tre giorni di musica e natura nello splendido scenario dell’Isola di San Domino, con artisti di fama nazionale, ma anche nomi ben conosciuti dai Pugliesi, come Gegè Telesforo. Il tutto sotto il coordinamento artistico di Roberto Ottaviano, tra i più qualificati esperti del settore. “La promozione di un territorio avviene anche attraverso la cultura e lo spettacolo dal vivo , e questo Festival lo testimonia egregiamente – evidenzia il Presidente del TTP -. A queste iniziative, aggiungo volentieri alcune che valorizzano il nostro patrimonio storico-culturale. E’ il caso della rassegna “Mille di queste Notti” a Manfredonia, un bel calendario di eventi alcuni dei quali svoltisi in cornici suggestive come il Parco Archeologico di Siponto e il Castello di Manfredonia. Un’altra iniziativa che partirà prossimamente sarà “Suggestioni Sub Flore” che mira a valorizzare il sito di Castel Fiorentino, dove Federico II trascorse gli ultimi minuti della sua vita terrena. Qui, insieme alla Regione Puglia, il Comune di Torremaggiore e le associazioni locali, verrà realizzata una tre giorni molto ricca di incontri, performance, rievocazioni storiche. È questa la strada giusta, dobbiamo continuare a crederci”. W W W . P R O G E T T I E F I N A N Z A . I N F O
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IINNTTEERRVVIISSTA NSNIA , O P ITATN FA TA AE SGCI A LU VAF RAAT L LTA A S OISSETA G RDE ITA RM I AA I N T E R N A Z I O N A L E EA D I R E T T R I C E A R T I S T I C A D E L L ’ O R C H E S T R A S I N F L M I N I S T E R O D E L L ’ I N N O VA Z I O N E T E C N O LO G I COAN I C A S I C I L I A N A E L A T R A N S I Z I O N E D I G I TA L E
COVID e Spettacolo
«La pandemia ci ha messi in ginocchio» Il mondo dello spettacolo tra i settori più vessati dai vari lockdown e restrizioni. Ora occorre ripartire dai giovani e dalla musica dal vivo MARCO ZONETTI
Una delle vittime più vessate dalla pandemia e dalle misure restrittive dovute al Covid-19 è senz’altro il settore dello spettacolo, che per giunta – quando molti altri ripartivano – è stato costretto a restare al palo proprio perché è, per sua stessa natura, emblema di aggregazione e di “assembramento”. Al riguardo abbiamo intervistato Gianna Fratta, pianista di fama internazionale reduce da una celebratissima Carmen a Hong Kong e nominata nel maggio scorso nuova direttrice artistica dell’Orchestra sinfonica siciliana; unica donna alla quale è stato affidato un tale incarico fra le quattordici istituzioni concertistico orchestrali italiane. insieme senza dubbio al turismo e alla ristorazione. Con i teatri completamente chiusi, per noi non c’è stata la possibilità di esibirci se non in streaming, e in condizioni molto complesse senza il contatto con il pubblico. Ora c’è una grande voglia di ripresa e anche un po’ di recuperare tutti gli spettacoli cancellati. Però non è semplice, poiché i numeTantissimo, è uno dei settori che ha si- ri dei contagi stanno ancora crescendo curamente pagato il prezzo più caro, e c’è grande paura che quella di quest’eDopo un anno e mezzo di pandemia, oggi abbiamo in qualche modo ripreso – adesso anche con il green pass e prima con altre soluzioni – a tornare nei teatri e ai concerti. Quanto ha pesato, sul mondo dello spettacolo, questo lungo periodo d’interruzione forzata? 16 Progetti Finanza&
state sia solo una finestra per poi tornare in autunno a un lockdown, seppure diverso dai precedenti ma sempre in grado di colpire il mondo dello spettacolo. Che, ricordiamo, è per sua stessa natura aggregazione e assembramento, con i teatri pieni di persone sia sul palco sia dalla parte del pubblico. Il caro prezzo che abbiamo pagato, tuttavia, ha insegnato forse qualcosa a tutti noi artisti: il valore dell’arte vissuta dal vivo. Non ne
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avevamo mai avuta la percezione finché non siamo stati chiusi, e in tal modo abbiamo potuto sperimentare che lo spettacolo in streaming non ha niente a che vedere con lo spettacolo vissuto in presenza. E che, veramente, la musica fatta dal vivo ha tutt’altro sapore e che per noi è l’unico modo di vivere e di fare arte.
siano universali, ma perché in un momento del genere, nel quale oltretutto viaggiare è complicato, è un bene che le istituzioni si impegnino per far riavvicinare i giovani al mondo dello spettacolo offrendo loro delle opportunità concrete. Questa pandemia ci ha spiazzati, non eravamo sicuramente pronti ad affrontarla, ma adesso possiamo e dobbiamo Dal punto di vista economico, quale – parlo sempre a nome delle istituzioni potrebbe essere una soluzione per – ripartire necessariamente – lo ripeto risollevare il settore, visto che - per ancora una volta - dai giovani. esempio - molti artisti minori sono stati costretti a inventarsi altri lavori Pensando agli alunni delle scuole, con per poter andare avanti? la DAD, senza un laboratorio, è difficilissimo studiare musica da casa, dieEconomicamente i danni sono stati tan- tro un iPad, un computer, un tablet. ti. Molti giovani hanno lasciato, perché Avremo una generazione con delle due anni di fermo hanno inciso non lacune in questo senso, secondo lei? poco. Senz’altro le istituzioni devono mettere in atto delle strategie per far ri- Sì, assolutamente, soprattutto in alcune partire tutto l’indotto che ruota attorno discipline. Io insegno in Conservatorio al mondo dello spettacolo, puntando sui e ho scelto personalmente di fare pogiovani. Io per esempio, in questo anno chissima didattica a distanza. Ho intere mezzo, mi sono battuta strenuamente rotto quasi del tutto le lezioni durante perché non ci fosse la “gara” allo strea- i periodi di chiusura, e al tempo stesso ming del personaggio famoso coinvol- ho fatto lezione anche d’estate quando gendo invece i giovani, soprattutto ita- invece era possibile vedersi in presenza. liani. Non perché la musica e l’arte non Perché non si può insegnare la musica a
distanza. C’è bisogno di un pianoforte, di sentire fisicamente i ragazzi, di farli lavorare insieme, di stare davanti a un pianoforte con uno spartito. Abbiamo avuto delle difficoltà inenarrabili, e le lacune ci saranno, ma d’altro canto sono convinta che saranno colmate perché, tutto sommato, è stato un periodo piuttosto limitato nel tempo. I professori che hanno voluto organizzarsi per alternare la didattica a distanza con quella in presenza, secondo le possibilità concesse, lo hanno fatto. E chi ha voluto studiare la musica ha trovato il modo di farlo. Quanto alla DAD, la reputo non applicabile a qualsiasi disciplina a prescindere. Certo è stata una bella scoperta, una cosa grandiosa sotto molti profili. Ma per alcune materie, per le materie cosiddette artigianali come la musica, nella quale si deve vedere come la mano del ragazzo si posa sul pianoforte, quanto peso applica, se sta usando il gomito, se il muscolo è contratto, se il bicipite è rilassato e così via, tutto questo non si può fare a prescindere. Come per fare l’orafo, lo scultore, il pittore, per la musica la DAD non è una strada percorribile.
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I N T E R V I S TA A L G R U P P O P U G L I E S E N E L M O M E N T O I N C U I I L I V E S E M B R A N O R I PA R T I R E T I M I D A M E N T E
Boomdabash:
«Il governo ha abbandonato il mondo dello spettacolo» FRANCESCO GASBARRO
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Ogni anno ‘sfornano’ dei brani destinati a far ballare gli italiani nella calura dell’estate, ma i Boomdabash (gruppo raggae pugliese con Biggie Bash e Payà) non sono soltanto bravi a cacciare delle hit, ma lo sono anche ad analizzare un periodo che risulta essere il più complicato per tutto il comparto della musica e dello spettacolo. All’indomani dell’ultimo grande successo – ‘Mohicani’ con Baby K è Disco di Platino – gli artisti di Mesagne (BR) tirano le fila di una lunga congiuntura negativa che, a causa della pandemia, ha portato sul lastrico interi settori che si occupano della buona riuscita degli spettacoli dal vivo. I due non si tirano indietro nell’individuare i responsabili delle tante sofferenze che hanno riguardato da vicino tante persone, alcune delle quali sembrerebbero essere state abbandonate al loro destino. Sono quelle famose maestranze che hanno protestato nelle piazze di tutta Italia, chiedendo considerazione ai Governi di turno, durante la fase più complessa dell’emergenza sanitaria. Adesso che gli spettacoli dal vivo, seppur con grandi limitazioni, sono tornati a tenersi, la crisi non è del tutto superata, in quanto molti operatori sono stati costretti a cambiare mestiere, a cercare nuove sicurezze, per poi non tornare più indietro e quindi lasciando scoperto un settore che ora fatica a rimettersi in piedi. Biggie Bash e Paya
lo stanno riscontrando sulla loro pelle, adesso che sono tornati ad infiammare le piazze dello Stivale, con i loro brani che parlano molto spesso di riscatto e di ripartenze, con quel sound salentino che li contraddistingue. Segue l’intervista per Progetti & Finanza. Musica e Economia. Difficile ignorare
i punti di contatto tra questi due concetti, in un periodo così complesso come quello che abbiamo vissuto. Il settore dello spettacolo è stato sicuramente tra i più colpiti, con gli spettacoli dal vivo che hanno subito una brusca frenata, come si riparte adesso dopo le tante problematiche?
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Il nostro gruppo è partito principalmente dai live, prima ancora di aggiungere qualcosa alla nostra discografia già ci esibivamo sui palchi. Quindi sappiamo bene cosa vuol dire doversi privare degli spettacoli dal vivo per così tanto tempo, sia a livello economico che a livello morale. È innegabile, abbiamo avuto un bel colpo e stiamo ancora vivendo gli strascichi di quello che è accaduto, come gruppo ci stiamo difendendo ma sappiamo che il settore non viaggia ancora a pieno regime per tanti motivi. La speranza è che presto tutto possa tornare come era prima, soprattutto per le tante persone che lavorano con noi. Chi ha pagato maggiormente le conseguenze di questo periodo di crisi? Sicuramente gli operatori dello spettacolo, come i fonici, gli ingegneri del suono, gli esperti di luci e tutti coloro che si occupano a vario titolo dei service. Di certo non siamo ipocriti nel dire che gli artisti sono quelli che hanno avuto le spalle più coperte durante tutta questa crisi, però ad esempio il nostro fonico – come ce ne saranno sicuramente tanti altri – è un padre di famiglia che esercita il suo lavoro in maniera indipendente. Sono queste le persone che hanno dovuto fare maggiori sacrifici durante l’emergenza. Queste persone sono rimaste praticamente ferme per un anno e mezzo, totalmente
dimenticati da chi doveva aiutare. Ci sono state tante promesse e tanti annunci da parte di chi amministra la cosa pubblica, alcuni di questi erano rivolti proprio al settore dello spettacolo, al fine di provare ad aiutare le persone che per troppo tempo sono rimaste senza lavoro. Ma quali di queste promesse sono state realmente mantenute? Pochissime, purtroppo. Gli aiuti che sono arrivati sono bastati soltanto a pagare le tasse dell’anno corrente. È sotto gli occhi di tutti che 600 Euro una tantum non possano bastare a risolvere i problemi di tante persone che hanno perso totalmente il lavoro, da un giorno all’altro. Quando un lavoratore dello spettacolo che dignitosamente guadagna quello che gli serve per sostenere la propria famiglia si vede tolti la dignità e il lavoro non è affatto una bella situazione. Ancora oggi non sembrano esserci cambiamenti, con la scusante che ci sia stata una falsa ripartenza. Nonostante la situazione complicata c’è un settore che ha mantenuto ferme le proprie convinzioni. Quello dei venditori dei ticket dei concerti, alcuni dei quali hanno innescato delle vere e proprie polemiche per i mancati rimborsi sui biglietti dei concerti annullati. Voi cosa ne pensate?
Per ciò che ci riguarda questa, dopo le prime restrizioni severe dello scorso marzo, abbiamo deciso di annullare tutti gli spettacoli e rimborsare tutti i biglietti che erano già stati venduti. Altri hanno adottato delle politiche diverse, ma non ci sentiamo di criticare queste scelte, anche perché andrebbero approfondite le ragioni che hanno determinato tali decisioni. Quando si incassano dei soldi e si pagano delle tasse sugli incassi diventa più difficile procedere al rimborso. Era una situazione che si poteva risolvere anche attraverso l’aiuto dello Stato, perché il venir meno degli spettacoli è stato per causa di forza maggiore. Ma questo non è avvenuto. Avete scritto anche un libro che parla di ricette. Avete una “ricetta” per risollevare il mondo della musica in questo momento? La ricetta è quella di smettere di parlare con un tono troppo politicamente corretto dei fatti che si sono verificati negli ultimi mesi. Molte volte abbiamo parlato apertamente di come lo Stato si sia colpevolmente dimenticato del mondo dello spettacolo, ma questo non tutti hanno il coraggio di dirlo. Invece bisogna dirlo perché gli artisti hanno il privilegio di essere ascoltati da molte persone e quindi devono utilizzare al meglio questa opportunità.
ITALIA VINCENTE : dai Maneskin a Marcell Jacobs l’estate delle vittorie che fanno bene alla ripartenza L’estate 2021 sarà ricordata per i tanti successi internazionali in vari campi
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Ogni qualvolta ci si avvicina ad una manifestazione sportiva, specie se le olimpiadi, le aspettative sono tante sia da parte degli atleti che delle varie Federazioni rappresentate dal CONI. Anche quest’anno in occasione delle Olimpiadi di Tokyo 2020 svoltesi tra luglio e agosto non ci si è sottratti a questa regola anche se le discipline dalle quali si aspettavano risultati importanti erano sempre le stesse e su tutte la scherma che tante soddisfazioni ci ha dato in passato, quasi una garanzia, la lotta, il sollevamento pesi, il nuoto, la ginnastica artistica ed altre discipline che difficilmente conquistano la prima pagina dei quotidiani sportivi e non durante l’anno. Sperare in una medaglia nell’atletica leggera, definita la regina delle discipline olimpiche, rientrava tra i sogni proibiti. Speranze di medaglia si nutrivano per il salto in alto con Gianmarco Tamberi, si sperava che Federica Pellegrini coronasse il sogno delle 5 finali olimpiche nella specialità dei 200 stile libero, delle altre discipline abbiamo già detto e ci scusiamo se non le abbiamo citate tutte nonostante le soddisfazioni che hanno regalato a noi sportivi e non perché durante le olimpiadi anche chi non si è mai appassionato alla sport, qualsiasi sport, si ritrova tifoso sfegatato dei vari rappresentanti la nostra bandiera. È quello che è successo con Marcell Jacobs divenuto nel giro di pochi secondi, perché tanto dura una sua gara, il perso-
naggio olimpico da prima pagina in Italia e in tutto il mondo. Vincitore dei 100 metri prima e della staffetta 4 x 100 dopo, correndo con Lorenzo Patta, Eseosa Fostino, detto, Fausto, Desalu e Filippo Tortu. La cosa che, sicuramente, d’ora in avanti non ci stupirà più, o sempre meno, è che sia Jacobs che Desalu sono due ragazzi di colore, il primo di origini americane figlio di un’italiana è un americano, nato negli Stati Uniti e poi trasferitosi in Italia con la mamma e l’altro nato in Italia da genitori nigeriani. Grazie anche a questa insolita, per noi, situazione è stato più bello vincere. Sarà che le vittorie inattese ti danno una sensazione diversa, non migliore o maggiore ma diversa, quest’anno di queste sensazioni ne abbiamo vissuta un’altra con i Maneskin, una Rock Band che dopo aver vinto il Festival di San Remo è andato a vincere l’Eurovision Song Contest a Rotterdam, in Olanda, nel mese di maggio. Damiano David, voce principale, Victoria De Angelis, chitarra basso, Ethan Torchio, batteria, Thomas Raggi, chitarra, anche loro hanno voluto dare un tocco di internazionalità al gruppo chiamandolo “Maneskin” in omaggio alle origini danesi della componente femminile del gruppo omaggiandola di una definizione in lingua italiana di quel termine che richiama sonorità eccellenti e vincenti “Chiaro di Luna”. Bellissime sorprese alle quali vorremmo fare l’abitudine.
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La gioia degli albergatori: FINALMENTE STANNO TORNANDO GLI STRANIERI FRANCESCO GASBARRO
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La pandemia non è certamente superata, ma grazie ai vaccini e alle politiche europee che hanno normato il Green Pass, si vedono segnali incoraggianti per il turismo. Lo confermano gli operatori del settore della ricettività che, dopo la ripresa con il mercato interno, ora tornano a vedere anche le prime prenotazioni dai paesi UE. “Finalmente stanno tornando gli stranieri in Italia. E’ vero, ci sono i primi segnali incoraggianti. Continuiamo in questa direzione”. Ad affermarlo Marcello Cicalò, Direttore Operativo di Italian Hospitality Collection, gruppo che, attraverso il fondo Star gestito da Castello SGR, vanta in portfolio una collezione di cinque eleganti strutture che sorgono in luoghi di grande bellezza sul territorio italiano: Grotta Giusti Thermal Spa Resort, Fonteverde e Bagni di Pisa in Toscana, Chia Laguna in Sardegna e Le Massif a Courmayeur in Valle d’Aosta. Un primo bilancio delle prenotazioni in corso evidenzia un ritorno dei turisti esteri dai diversi mercati e registra segnali molto positivi di ripresa a luglio con ottime previsioni anche per il mese di agosto. A Bagni di Pisa, ad esempio, ben il 67% degli ospiti è straniero (di nazionalità in prevalenza francese, svizzera, tedesca, olandese, ma anche americana); a Fonteverde gli stranieri sono il 30% (oltre ai mercati europei, tornano gli americani e i russi che valgono per circa il 25% della fetta straniera); a Grotta Giusti, recentemente entrato in Autograph Collection Hotels by Marriott International, il 50% degli ospiti stranieri è di provenienza europea e iniziano a tornare russi e ucraini. A Le Massif Courmayeur in montagna il 20% sono ospiti dall’estero con per lo più provenienza europea. Al Chia Laguna resort in Sardegna (con i suoi Hotel Laguna e Hotel Village e il nuovo Baia di Chia resort che di recente è entrato in Curio Collection by Hilton) il 30% sono stranieri con provenienza soprattutto da Svizzera, Germania, Francia, e ancora americani e nord europei da Svezia e Norvegia. Non solo turisti esteri, però. Anche gli Italiani stanno tornando alla normalità e a vivere con serenità la vacanza negli hotel di IHC. Si registrano numeri importanti soprattutto nei resort termali di Fonteverde e Bagni di Pisa in Toscana che denotano un’alta occupazione a luglio e agosto e risultati superiori anche al 2018 e al 2019. Forse la scelta di soggiorno in medical spa corrisponde anche all’esigenza di trovare ristoro per la mente e il corpo, dopo mesi di forte stress e chiusura a causa della pandemia. “Notiamo segnali positivi che ci fanno ben sperare” - sostie-
ne Marcello Cicalò – “La recente introduzione del Green Pass a partire dal 6 agosto rappresenta strategicamente un passo in avanti per il nostro settore in quanto dovrebbe consentire a chi lo possiede di non doversi sottoporre a periodi di quarantena o a ulteriori tamponi all’arrivo nel luogo di destinazione, dando più tranquillità nel tornare a viaggiare anche dall’estero. Ma è necessario che venga chiarito velocemente il suo utilizzo a livello nazionale ed europeo in quanto le recenti disposizioni lasciano ancora delle aree di incertezza. Siamo comunque fiduciosi che, una volta chiarite le sue dinamiche e applicazioni, il Green Pass potrà rappresentare un lascia passare per il ritorno alla normalità” – conclude. “Negli hotel di Italian Hospitality Collection la sicurezza e la serenità degli ospiti è la cosa più importante, per questo, nel rispetto delle regole dettate dal nuovo DPCM a partire dal 6 agosto, continueremo a rendere il soggiorno nei nostri hotel il più piacevole e sicuro possibile”.
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MARIA PIA ROMANO
confidi, assicurazioni, agenzie immobiliari, società utilities, Da prima di che telecomunicazioni, la Puglia diventasse di si terrà l’evento nazionale Covid free. moda, Gallipoli lo era già. Era il ’94 quando D’Alema e Buttiglione si incontravano al Bastione, storico ristorante della città, per discutere le strategie per superare il governo Berlusconi. E poi Gianni Morandi a Lido Pizzo, e tanti altri vip negli anni hanno scelto la splendida cittadina ionica cantata dal poeta Vittore Fiore. I ragazzi che ora fremono per andare in vacanza a Gallipoli non erano ancora nati, ma la città era già famosa, anche per le sue discoteche. I lidi che mettevano un po’ di musica nelle notti speciali dell’estate: San Lorenzo e Ferragosto, quello che è venuto dopo è storia, perché Gallipoli ha saputo richiamare tutto il mondo, con il suo mare cristallino, i suoi locali, i suoi eventi. Ora cosa succede? Ne abbiamo parlato con il Sindaco Stefano Minerva. Sindaco Minerva, a giugno Gallipoli
imprese e professionisti
Come vi state attrezzando? Gallipoli ha una responsabilità importante e proprio perché è riconosciuta a livello nazionale come città anche dei giovani, si è scelto di fare nel territorio l’evento. Nulla sarà affidato al caso, vi è un protocollo da rispettare e che riguarderà tutti gli attori del sistema. Abbiamo una grande responsabilità e non possiamo permetterci di perdere la partita. Stiamo lavorando costantemente per la buona riuscita dell’evento pilota di giugno. È chiaro che le Istituzioni fanno il possibile, il resto però richiede un contributo importante anche dagli esterni. Ci sono imprenditori che stanno investendo su nuove discoteche e, a quanto pare, sono già arrivate molte prenotazioni da parte di ragazzi da tutta Italia. Gallipoli tornerà ad essere la capitale del divertimento giovanile?
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Gallipoli non torna indietro, o meglio: va avanti. sempre. Nei decenni passati Gallipoli era il punto di riferimento per le famiglie poi, grazie alla visione di imprenditori illuminati, il brand Gallipoli è diventato un’attrattiva per i più giovani. Sono del parere che un target non debba necessariamente escludere l’altro: Gallipoli nell’ultimo triennio è diventato un modello nazionale in grado di coniugare famiglie e cultura, giovani e divertimento. Non a caso gli ingressi dei contenitori culturali della città hanno visto il proprio numero raddoppiarsi. Gallipoli è una città ricca di storia, crocevia di culture, ma è anche una città fresca e giovanile. Come tutti i rapporti di convivenza serve il buon senso e il rispetto delle regole, senza non si può immaginare alcun futuro. La voglia di vivere la notte è tanta, ma siamo reduci da zona rossa e invochiamo che cessi il coprifuoco. Si comincia a parlare di vaccini per i più giovani. Pensa di organizzare centri vaccinali dedicati ai turisti, se ne avrà la possibilità? L’attuale Amministrazione ha dedicato un’attenzione importante al settore sanitario. Mi preme fare una piccola, importante premessa: il nosocomio gallipolino è diventato di primo livello proprio negli ultimi anni e insieme al Distretto Socio Sanitario abbiamo attivato un centro di assistenza medica per i tu-
ANALISI
MONITORAGGIO
VERIFICA DATI AZIENDALI
I L T I T O L O D O P O L’ O P E R A Z I O N E D E I R E D D I T O R S C H E È A U M E N T A T O D I C I R C A D I E C I V O LT E D I V A L O R E N E L 2 0 2 1
Fenomeno Game stop ora entrerà nell’S&P MidCap 400 Da quando gli eserciti di Redditors e i trader su Robinhood sono arrivati alla ribalta tra il 2020 e il 2021, hanno posto sotto assedio la torre d’avorio della teoria finanziaria. Le negoziazioni settimanali di opzioni call sono aumentate vertiginosamente e il trading retail ha, in molte occasioni nell’ultimo anno, dominato i volumi di scambi del mercato. Titoli come AMC Entertainment, BlackBerry e GameStop sono a volte saliti a livelli inspiegabili, “prendendo a pugni” molti investitori di hedge fund. Adesso siamo di fronte ad una nuova fase del viaggio allucinogeno del mercato azionario. GameStop, che è aumentato di circa dieci volte di valore nel 2021, entra in un importante indice del mercato azionario, e quindi nei portafogli di tanti risparmiatori. S&P Dow Jones Indices ha dichiarato martedì pomeriggio che aggiungerà GameStop, che viene scambiato con una capitalizzazione di mercato di 12,8 miliardi di dollari dopo il suo inspiegabile aumento nel 2021, al suo indice S&P MidCap 400. GameStop si unirà a Gxo Logistics, una compagnia di spedizioni fondata dall’imprenditore miliardario Bradley Jacobs, e Victoria’s Secret. GameStop sostituirà nell’indice Weingarten Realty Investors, un fondo di investimento immobiliare acquisito da un concorrente, e Lakeland Financial, una holding bancaria. Il rivenditore di videogiochi verrà aggiunto all’indice il 4 agosto. Dalla fine del 2020, GameStop è stato uno dei titoli più scambiati al mondo, sostenuto dai trader che acquistavano
opzioni fino a “spremere” la società. Il titolo era uno tra i più ‘shortati’. Se un numero sufficiente di trader avesse acquistato contemporaneamente soprattutto le opzioni a leva finanziaria, avrebbe potuto costringere gli short per coprire le operazioni e generare una compressione tale da far salire vertiginosamente i prezzi delle azioni. Questo è esattamente quello che è successo a gennaio. A inizio 2021 uno short squeeze ha causato il rialzo di GameStop a circa 350 dollari per azione, con una capitalizzazione di mercato di 25 miliardi di dollari e un guadagno del 2000%. Da allora le azioni si sono stabilizzate a circa 180 dollari per azione, con una capitalizzazione di mercato di poco meno di 13 miliardi di dollari e un guadagno di circa il 900% da inizio anno. A causa di tale aumento, GameStop ha iniziato ad avere i requisiti per l’indice Midcap 400 di S&P. S&P costruisce l’indice in base alla capitalizzazione di mercato di una società e agli utili positivi per una serie di quattro trimestri
consecutivi. Ogni società è ponderata equamente, e non in base alla capitalizzazione di mercato per il flottante. È interessante notare che GameStop sembra destinato ad essere tra i maggiori componenti di questo indice. Con una capitalizzazione di mercato che si avvicina ai 13 miliardi di dollari, è all’interno dell’intervallo di capitalizzazione di mercato dichiarato dal comitato dell’indice compreso tra i 3,6 miliardi e i 13,1 miliardi. La capitalizzazione di mercato mediana dell’indice è di soli 5,6 miliardi di dollari e il costituente più grande, Bio-Techne Corporation, ha una capitalizzazione di mercato di 17,5 miliardi di dollari, ovvero circa lo 0,8% dell’indice. GameStop quindi sembra essere addirittura vicino a rientrare nell’indice S&P 500. La sua capitalizzazione di mercato di 12,8 miliardi di dollari è a soli 300 milioni da questi parametri. Tuttavia, il comitato dell’indice ha ancora discrezionalità su cosa includere in tutti gli indici, incluso l’S&P 500, che conta 11.200 miliardi di dollari di asset indicizzati.
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La UEFA pensa al nuovo fairplay: No break-even e salary cap A partire dal prossimo anno il Football Earning Rules sarà calcolato considerando il risultato netto di esercizio di ogni singolo club e aggiustato delle capital injections effettuate dai soci
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L’Uefa guarda al nuovo Fair Play Finanziario. Nel documento che la Figc ha inviato al Governo con richieste e impegni, infatti, la Federcalcio ha infatti sottolineato anche quali sono gli aspetti su cui l’Uefa sta lavorando per introdurre il nuovo FPF. La prima possa è quella dell’addio alla norma sul break-even. “A partire dalle prossime stagioni sportive il Break-even result (BER) non sarà più applicato dalla UEFA e verrà sostituito da un nuovo modello denominato Football Earning Rules”, si legge nel documento. “Il Football Earning Rules sarà calcolato considerando il risultato netto di esercizio di ogni singolo club e aggiustato delle capital injections effettuate dai soci” “I Club, per poter ottenere la licenza UEFA non potranno avere patrimonio netto negativo (anche a livello di bilancio consolidato) e dovranno essere ricapitalizzate in caso di sotto-patrimonializzazione, pena l’esclusione dalle competizioni. “L’obiettivo ultimo della UEFA è quello di disincentivare il ricorso al debito finanziario da parte dei club e di operare secondo la propria capacità di spesa”.
Secondo tema sul tavolo è quello del Salary Cap. “La UEFA sta pensando di implementare un Salary Cap per limitare i costi dei club e permettere una maggiore auto-sufficienza da parte del Sistema Calcio. Il criterio di calcolo dovrebbe essere il medesimo: Salari e stipendi (esclusa la parte variabile) di 25 giocatori inseriti nella lista UEFA da parte di ciascun club + Salario e stipendio del coach + Ammortamenti dei diritti pluriennali dei 25 calciatori + Costi per gli agenti riferiti al medesimi calciatori diviso per Ricavi caratteristici (escluse le plusvalenze) + Saldo della campagna lorda di trasferimenti”. “Qualora un club dovesse sforare il limite verrà prevista la cosiddetta Luxury tax, ossia al club verrà trattenuta una porzione di premi spettanti sulla base di fasce ancora da definire Si sta studiando quale aliquota applicare per omogeneizzare l’effetto fiscale tra le 55 federazioni appartenenti alla UEFA”.
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SuperBonus 110%
A cura di Dario Gucci Avvocato
Il superbonus 110% dopo il decreto “semplificazioni bis”
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Il decreto “semplificazioni bis” D.L. 77/2021 con le varie modifiche apportate dalla legge di conversione ha da poco completato l’iter parlamentare ed è in Gazzetta Ufficiale dal 30 luglio 2021. (G.U. 181 del 30/7/2021) L’obiettivo delle nuove disposizioni è quello di semplificare l’accesso al SUPERBOUS 110%, con novità tali da poter parlare oramai di un “nuovo” Superbonus 110%. Ciò in attesa che venga disposta dal legislatore una proroga della disciplina come ormai da più parti richiesto. Il decreto legge, come convertito, si occupa di Superbonus agli artt. 33 e 33 bis rubricati, rispettivamente “Misure di semplificazione in materia di incentivi per l’efficienza energetica e rigenerazione urbana” e “Ulteriori misure in materia di incentivi di cui all’articolo 119 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34”. Entriamo quindi nel dettaglio delle modifiche apportate alla disciplina del superbonus 110%. L’articolo 33 del decreto Con l’articolo 33, come modificato nel passaggio parlamentare, vengono introdotte alcune modifiche al Superbonus 110% e, più precisamente, al comma 1, si introducono alcune modifiche alla disciplina base contenuta nell’art. 119 del D.L. n. 34 del 2020. Ci dobbiamo soffermare con maggiore attenzione al primo comma di detto articolo Nello specifico in detto primo comma si prevede: L’estensione della disciplina del Superbonus 110% a quegli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche previste all’art. 16 bis. Coma 1 lett e) del Testi Unico delle imposte sui redditi (D.P.R. 918/86). Trattasi degli interventi “finalizzati alla eliminazione delle barriere architettoniche, aventi ad oggetto ascensori e montacarichi, alla realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia adatto a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone portatrici di
handicap in situazione di gravità, ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104”. Tali interventi possono essere eseguiti, ed è questa la novità del decreto legge, quali interventi trainati da interventi di miglioramento antisismico dell’edificio. Viene quindi allineata dal legislatore la disciplina degli interventi di abbattimento delle barriere architettoniche che oggi possono essere trainati tanto dagli interventi di miglioramento antisismico che da quelli di miglioramento energetico dell’edificio. Da ultimo va notato che si è data attenzione in ambedue i casi alla posizione degli anziani: ai fini dell’ottenimento della detrazione (bonus 110%) gli ultrasessentacinquenni sono stati equiparati ai beneficiari della nota legge 104 art. 3 lettera c), cioè alle persone in stato di “handicap grave”. si introduce per alcuni soggetti in possesso di specifici requisiti già compresi nel novero dei destinatari della disciplina l’estensione alle unità immobiliari rientranti nelle categorie catastali B/1, B/2 e D/4, a titolo di proprietà, nuda proprietà, usufrutto o comodato d’uso gratuito. Il titolo di comodato d’uso gratuito è idoneo all’accesso alle detrazioni a condizione che il contratto sia regolarmente registrato in data certa anteriore alla data di entrata in vigore del decreto; Trattasi degli organismi di promozione sociale e assimilati (ONLUS) che dispongono ai titoli di cui sopra delle seguenti unità immobiliari: B1 Collegi e convitti, educandati, ricoveri, orfanatrofi, ospizi, conventi, seminari, caserme B2 Case di cura e ospedali, poliambulatori, fabbricati di proprietà dell’I.N.P.S. adibiti a sanatori antitubercolari, preventori, convalescenziari D4 Case di cura ed ospedali, poliambulatori (anche con fine di lucro) La novità è anche un nuovo criterio per la determinazione del
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limite di spesa ammesso al Superbonus per le singole unità immobiliari. Si prevede che tale limite è moltiplicato per il rapporto tra la superficie complessiva dell’immobile oggetto degli interventi di incremento dell’efficienza energetica, di miglioramento o di adeguamento antisismico, e la superficie media di una unità abitativa immobiliare, come ricavabile dal Rapporto Immobiliare pubblicato dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare (O.M.I.) dell’Agenzia delle Entrate ex art. 120-sexiesdecies D.Lgs. n. 385/93. Viene inoltre precisato che gli organismi in questione devono svolgere attività di prestazione di servizi socio-sanitari e assistenziali, i cui membri del Consiglio di Amministrazione non percepiscano alcun compenso o indennità di carica; Viene infine riscritto il comma 13-ter come segue: “Gli interventi di cui all’art. 119 del DL n. 34 del 2020, anche qualora riguardino le parti strutturali degli edifici o i prospetti, con esclusione di quelli comportanti la demolizione e la ricostruzione degli edifici, costituiscono manutenzione straordinaria e sono realizzabili mediante comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA). Nella CILA sono attestati gli estremi del titolo abilitativo che ha previsto la costruzione dell’immobile oggetto d’intervento o del provvedimento che ne ha consentito la legittimazione ovvero è attestato che la costruzione è stata completata in data antecedente al 1° settembre 1967. La presentazione della CILA non richiede l’attestazione dello stato legittimo. Per gli interventi predetti la decadenza del beneficio fiscale opera esclusivamente nei seguenti casi: a) mancata presentazione della CILA; b) interventi realizzati in difformità dalla CILA; c) assenza dell’attestazione dei dati di cui al secondo periodo; d) non corrispondenza al vero delle attestazioni ai sensi del comma 14.”. Un importante intervento semplificatorio del legislatore che ormai sottopone tutta la materia al procedimento amministrativo più semplice, quella della comunicazione asseverata, prescindendo da quale tipo di intervento si ponga poi in essere. Ricordiamo che detto strumento prevede la possibilità di iniziare i lavori subito dopo aver protocollato la comunicazione asseverata. Normalmente viene adottato per i lavori di manutenzione straordinaria all’interno dei singoli appartamenti che non prevedano interventi strutturali (spesso definite in modo atecnico “ristrutturazioni”). Occorre evidenziare che sul piano procedurale forte è la spinta agevolativa ed ulteriori semplificazioni non sono tecnicamente possibili. Da ultimo nel passaggio parlamentare è stato introdotto il nuovo comma 13-quater che così recita: “Fermo restando quanto previsto al comma 13-ter, resta impregiudicata ogni valutazione circa la legittimità dell’immobile oggetto di intervento”. Ciò lascia spazio ovviamente a successivi controlli sulla effettiva legittimità edilizia dell’immobile oggetto di intervento. L’articolo 33-bis del decreto L’articolo 33-bis, inserito durante l’iter parlamentare, modifica in più punti la disciplina del superbonus. Nello specifico: Lettera a): modificando il comma 3 del citato articolo 119 del D.L. n. 34 del 2020, specifica che gli interventi di dimensionamento del cappotto termico e del cordolo sismico non concor-
rono al conteggio della distanza e dell’altezza per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici e per quelli rientranti nella disciplina del superbonus. Lettera b): introduce il nuovo comma 5-bis in tema di decadenza delle agevolazioni in caso di violazioni della disciplina in materia di superbonus. Nello specifico stabilisce che le violazioni meramente formali che non arrecano pregiudizio all’esercizio delle azioni di controllo non comportano la decadenza delle agevolazioni fiscali limitatamente alla irregolarità od omissione rilevata. Inoltre dispone che qualora le violazioni riscontrate nell’ambito dei controlli siano rilevanti ai fini dell’erogazione degli incentivi, la decadenza dal beneficio si applica limitatamente al singolo intervento oggetto di irregolarità od omissione. Lettera c): introduce sia il comma 10-bis, con il quale si prevede che in caso di acquisto di immobili sottoposti ad uno o più interventi di efficientamento energetico rientranti nel Superbonus, il termine per stabilire la residenza è allungato a 30 mesi dalla data di stipula dell’atto di compravendita in luogo dei 18 mesi previgenti, sia il comma 10-ter il quale stabilisce che il sisma bonus si applica all’acquisto di immobili sottoposti ad uno o più interventi di efficientamento energetico rientranti nel Superbonus ed il termine per alienare l’immobile è allungato a 30 mesi dalla data di conclusione dei lavori sempre al posto dei 18 mesi disposti dalla precedente disciplina. Lettera d): introduce il nuovo comma 13-quater con cui si prevede che in caso di opere già classificate come attività di edilizia libera, nella comunicazione inizio lavori asseverata (CILA) è richiesta la sola descrizione dell’intervento; in caso di varianti in corso d’opera queste vengono comunicate a fine lavori e costituiscono integrazione della CILA presentata e non è richiesta, a conclusione dei lavori, la segnalazione certificata di inizio attività. Anche se non “travolgenti” le novelle apportate nel corso dell’iter parlamentare - art. 33 bis - sono tutte nel senso di agevolare l’attuazione del programma edilizio. L’intenzione del legislatore è stata quella di intervenire in modo chirurgico su piccole o grandi questioni con il filtro della ragionevolezza. E’ interessante notare come le novelle abbiano investito aspetti in vari rami dell’ordinamento: disciplina delle distanze, procedure edilizie, normativa fiscale. Più significativa è la novella sui controlli. E’ la prima volta che si mettono dei limiti logici all’attività di controllo in tema di superbonus specificando che le varie e diverse agevolazioni ricadenti nella complessa disciplina del superbonus sono tra loro dei “compartimenti stagni” ai fini del controllo e stabilendo la neutralità delle eventuali irregolarità solo formali che non ostacolino l’attività accertativa. Un concetto quest’ultimo mutuato proprio dalla disciplina sui controlli fiscali. In conclusione una prima valutazione della sostanziosa novella appena descritta ci porta a pensare che il legislatore veda con favore un allargamento della disciplina. Tutto questo, ripetesi, in attesa che si ponga mano alla questione delle proroghe e sia dato più tempo agli operatori economici di eseguire e portare a termine gli interventi edilizi, anche complessi, ormai in programma; in attesa cioè di una congrua proroga almeno annuale dell’intera disciplina dei superbonus edilizi.
A cura di Bruno Maizzi Vicepresidente nazionale dell’Associazione Movimento Consumatori
Dalla parte dei consumatori
SIM SWAPPING: NUOVE FRONTIERE NELLE TRUFFE ONLINE La crisi economica aguzza ancor di più l’ingegno dei lestofanti, e centinaia di cittadini si sono ritrovati, e purtroppo si ritroveranno a patire “Il fenomeno del SIM swapping, o più semplicemente di sostituzione della SIM card”, questo si verifica quando la SIM collegata ad un determinato numero di cellulare viene clonata, mantenendo lo stesso numero di telefono. Ciò fa sì che il responsabile della clonazione ottenga l’accesso al numero di cellulare clonato e di conseguenza a tutte le informazioni personali che ne derivano, prima di tutte l’accesso all’home banking della vittima, che permetterebbe di effettuare transazioni, accedere agli account online della vittima e via dicendo. Il fenomeno del SIM SWAPPING – esploso in Italia in modo particolare nel 2018 e oggi è particolarmente “allarmante in ambito di truffe bancarie” - è il risultato dell’assenza di una vera e propria disciplina in tema di sostituzione delle sim card. Non esiste infatti alcuna fonte normativa che imponga al gestore una verifica circa l’identità del titolare della numerazione mobile o di chi ne richiede la sostituzione: chiunque si rechi presso un negozio di telefonia, lamentando il furto del dispositivo mobile, il guasto o lo smarrimento della propria SIM card, può farlo senza dover mostrare documenti d’identità. Chi si dedica a questa tipologia di truffe, è consapevole che a riguardo, vi è un vero e proprio “Vuoto Normativo” in materia di clonazione di SIM Card - Secondo il Codice delle Comunicazioni Elettroniche, l’operatore è tenuto a verificare l’identità del cliente solo sede di sottoscrizione di un nuovo contratto di servizi di telefonia, nulla prevedendo in tema di sostituzione di una SIM smarrita o danneggiata: ciò significa che se una persona che richiede una nuova SIM non corrisponde al reale titolare della SIM, non occorrerà alcun consenso o invio di comunicazioni al vecchio e vero titolare della SIM card, ignaro di tutto. A questo punto il cliente “o meglio il furfante” riceverà una nuova SIM, con la quale potrà sostituirsi al vero proprietario del numero di telefono. Il problema non è così evidente a chi se ne ritrova vittima, poiché uno dei pochi segnali di riconoscimento dell’avvenuta truffa di SIM swapping è la disfunzione di segnale di rete, che comunque potrebbe non allarmare tempestivamente la vittima in questione. Uno dei problemi più significativi che derivano dal fenomeno del SIM swapping è quello che riguarda le OTP, ossia le One Time Password o Password Usa e Getta, i codici alfanumerici di verifica generati in automatico dal sistema ed inviati all’utente via SMS o Applicazione, prima di effettuare l’accesso ad un servizio online.
È un sistema utilizzato soprattutto dai portali bancari online ma anche per accedere a determinate applicazioni tra le quali quelle per accedere all’home banking o ad e-commerce come Amazon o Trenitalia. Si tratta di una password valida soltanto per un’unica sessione di accesso o più spesso, per una sola ed unica transazione. Altro sistema che si è rivelato vulnerabile a chi usa il SIM swapping a scopo di lucro è il 2FA, ossia il Two-Factor Authentication, metodo largamente utilizzato dai servizi online, che attraverso una chiamata telefonica oppure un SMS verifica l’identità dell’utente prima di autorizzare il log-in. Tali sistemi, OTP e 2FA sono volti a dare una garanzia maggiore rispetto ad una tradizionale password che invece è statica e quindi più vulnerabile ad attacchi dall’esterno. Se l’operazione di SIM swapping avviene con successo, l’hacker sarà in grado di intercettare il codice inviato tramite SMS alla vittima, così da accedere all’account online ed avere quindi la possibilità di modificare le password, interdicendo l’accesso al reale titolare dei servizi ed effettuando qualsiasi tipo di operazione in sua vece. Pertanto, si consiglia di prestare attenzione ad eventuale disfunzione di rete, che risulta essere uno dei pochi segnali di riconoscimento dell’avvenuta truffa di SIM swapping. Se hai subito una truffa, se sei vittima di sim swapping, contattaci telefonicamente al 338.7979600 oppure e.mail: puglia@ movimentoconsumatori.it
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PA e blockchain: sicurezza, affidabilità e trasparenza
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Quando si parla di blockchain la prima cosa che viene in mente sono Bitcoin e criptovalute. Questo perché la blockchain è nata con le criptovalute e in esse ha trovato la sua prima applicazione. Gli usi della blockchain si sono diffusi in molti settori che hanno scoperto l’utilità e i vantaggi della sua tecnologia. Il loro utilizzo si è diffuso ampiamente anche in tutte le pubbliche amministrazioni che stanno sfruttando le caratteristiche e la tecnologia della blockchain a loro vantaggio dove ha avuto un fortissimo incremento il numero di progetti legati a blockchain per garantire maggiore trasparenza e sicurezza ai cittadini. Seguono l’agroalimentare, dove la possibilità di registrare, verificare, tracciare e certificare tutte le informazioni di ogni fase del prodotto è strategica per il mercato, e l’insurance. La blockchain applicata al settore assicurativo aiuta a risparmiare sui costi, ad avere pagamenti più rapidi, diminuire il rischio di frodi e condivisione dei dati in tempo reale tra le parti in modo tracciabile e affidabile. L’elemento distintivo della blockchain è quella di essere una rete incorruttibile e distribuita, nella quale le transazioni e i dati sono accessibili in modo trasparente, e certificata da tutti i partecipanti. Si tratta di un registro distribuito e digitale di record e transazioni, condiviso da una rete di partecipanti in modalità peer-to-peer e in grado di tracciare in maniera sicura le transazioni attraverso un sistema di firma digitale o crittografata. I nodi all’interno della rete contengono una copia dell’intero registro, rendendolo disponibile a coloro che pos-
sono accedere alla rete; ogni nodo che compone il registro distribuito può essere aggiunto, esclusivamente con l’approvazione dei partecipanti. Ed è proprio questo il vantaggio nell’utilizzo della blockchain come nuovo modo di offrire soluzioni forse non rivoluzionarie ma determinanti quando si tratta di seguire le innovazioni, proteggendo meglio i flussi operativi. I guadagni dell’utilizzo di tecnologie blockchain per le aziende e PA sono numerosi. Tra questi la possibilità di una ottimizzazione generale delle operations e il miglioramento dei processi di business legati alla comunicazione e alla logistica. Inoltre, la blockchain può contribuire a una maggiore trasparenza e responsabilizzazione tra società o la rete di partecipanti e alla disintermediazione di alcuni
attori, e quindi a ridurre i costi legati ai processi di “trust”. La blockchain comporta una riduzione dei tempi: il cittadino, le aziende e i professionisti avrebbero una risposta alle loro esigenze in tempi celeri e in maniera sicura. Inoltre, la PA, grazie alle caratteristiche di trasparenza, tracciabilità e immutabilità del protocollo blockchain, avrebbe un maggior monitoraggio dei processi interni con ricadute positive sull’utenza esterna. Infine, garantisce una più elevata collaborazione tra le organizzazioni per una relazione digitale affidabile tra settori e clienti. Essendo dinanzi a uno standard solo di fatto, che però consente un’amplia personalizzazione delle soluzioni, la blockchain diviene una sorta di abilitatore di tecnologia, per strumenti specifici.
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A cura dell’Avv.
parere legale
Paolo Caputo
Info e contatti: studiopaolocaputo@libero.it
Impatto dell’emergenza sanitaria da Covid-19 sui requisiti di partecipazione alle procedure di affidamento. Dall’ANAC alcuni suggerimenti Per facilitare la massima partecipazione delle imprese alle gare pubbliche per la fornitura di servizi, l’Autorità Nazionale Anticorruzione fornisce alcuni suggerimenti per la predisposizione dei bandi di gara, riguardo ai requisiti di capacità economica finanziaria e di capacità tecnica. “La crisi ha ridotto il fatturato delle imprese, e gli affidamenti pubblici non devono rappresentare un ostacolo, ma uno strumento per consentire loro di rialzarsi”. Dichiara il Presidente Giuseppe Busia. “Abbiamo voluto spronare le stazioni appaltanti ad utilizzare tutta la flessibilità consentita dal Codice dei contratti pubblici: molto si può fare anche senza riforme normative e l’Anac intende usare tutte le leve a sua disposizione in questa direzione”. A causa dell’emergenza sanitaria in corso alcuni settori produttivi hanno avuto un calo significativo di fatturato a fronte della mancata erogazione dei servizi. Secondo l’Autorità questo può avere un impatto potenzialmente limitativo della partecipazione alle gare future in quanto il fatturato minimo annuo è uno degli elementi che le stazioni appaltanti possono richiedere ai fini della dimostrazione dei requisiti di capacità economica e finanziaria. L’Anac pertanto suggerisce alle stazioni appaltanti, come previsto dal Codice, di valutare attentamente la necessità di richiedere la dimostrazione di tali requisiti tramite il possesso di un fatturato minimo annuo per il triennio precedente la gara che comprende gli anni 2020 e 2021. Qualora le stazioni appaltanti ritengano necessario richiedere la dimostrazione del fatturato minimo an-
nuo, sarebbe opportuno che il valore del fatturato richiesto fosse inferiore a quello massimo consentito dalla norma, ossia al doppio dell’importo a base d’asta. Per quanto riguarda la capacità tecnica delle imprese, l’Autorità, nel rilevare che la mancata erogazione dei servizi può avere un impatto anche sulla dimostrazione dei principali servizi effettuati negli ultimi tre anni, ricorda che, per assicurare un livello adeguato di concorrenza, le amministrazioni aggiudicatrici possono prevedere nei bandi che sarà presa in considerazione la prova relativa a forniture o a servizi forniti o effettuati più di tre anni prima, come
previsto dal Codice dei contratti pubblici. Atteso che la mancata erogazione dei servizi può avere impatto anche sulla dimostrazione dei principali servizi effettuati negli ultimi tre anni, si ricorda che l’Allegato XVII, parte II, del Codice dei contratti pubblici specifica che “per assicurare un livello adeguato di concorrenza, le amministrazioni aggiudicatrici possono precisare che sarà preso in considerazione la prova relativa a forniture o a servizi forniti o effettuati più di tre anni prima”. Così il Presidente Avv. Giuseppe Busia. Fonte: Infoparlamento.it
A c u r a d i To m m a s o M a z z i o t t i Presidente C.d.A. Cred.it Spa
economia a 360°
L’importanza delle risorse per la Ricerca e lo Sviluppo delle aziende e la mia interpretazione del ‘Manuale di Frascati’
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Il Manuale di Frascati dell’Ocse nasce dagli sforzi congiunti tra i paesi appartenenti e non appartenenti all’OCSE. Rappresenta uno standard riconosciuto a livello mondiale per raccogliere e confrontare risorse finanziare e umane in ambito di ricerca e sviluppo sperimentale (R&S). Da oltre 50 anni le sue definizioni vengono adottate da diversi governi come linguaggio comune per discutere di questioni legate a svariati ambiti, come ad esempio quelli scientifico-tecnologico, fiscale, economico, normativo e tributario. È un riferimento anche per lo sviluppo della contabilità finanziaria, degli investimenti e delle statistiche commerciali. La misurazione della ricerca e dello sviluppo sperimentale hanno un ruolo importante per lo sviluppo economico, nazionale e internazionale. Gli indicatori che sono raccolti nel Manuale sono dunque un fattore di influenza e di informazioni per le discussioni che riguardano l’economia di paesi sviluppati e in via di sviluppo. Le prime linee guida del Manuale sono state adottate nel 1963 dopo la conferenza dei paesi membri dell’OCSE nella città di Frascati, in Italia. Da quel momento il Manuale è stato aggiornato e rivisto cinque volte per stare al passo con i cambiamenti avvenuti nel mondo. Il Manuale è da intendersi dunque in continua evoluzione grazie al dialogo tra utenti ed esperti, mantenendo così la sua posizione di riferimento. Il Manuale presenta risposte alle indagini sulla R&S grazie ai contributi di diverse organizzazioni internazionali, tra le quali l’OCSE, l’UE e l’UNESCO. Il Manuale è da intendersi come uno strumento complementare da utilizzare insieme ad altri manuali in ambito scientifico, tecnologico e dell’innovazione. Questi danno vita alla cosiddetta “Famiglia Frascati”. Nel corso della sua storia, il Manuale di Frascati ha fornito le definizioni di R&S utilizzate in altri manuali, ed è stato complementare ad altri manuali che sono apparsi e che ora fanno parte di un quadro per le statistiche su scienza, tecnologia e innovazione, noto come la “famiglia Frascati”, un corpo di linee guida in uno stato di costante e sovrapposta evoluzione. La versione attuale del Manuale è la sesta. L’ultima revisione ne ha migliorato la leggibilità proponendo un riassunto per capitolo e aggiornando alcune definizioni, tra cui anche quella di R&S nel secondo capitolo, rimanendo comunque coerente con quella della precedente edizione (OCSE,2002). Lo scopo delle revisioni è ogni volta quello di raggiungere una maggiore chiarezza al fine da ridurre il bisogno di revisioni future. Ovviamente le revisioni possono essere necessarie con il cambiare di alcuni processi economici all’interno di singoli paesi. I risultati attesi sono una facilitazione dell’interpretazione di dati, cifre e statistiche di R&S da parte dei decisori politici. I principali fattori che hanno portato ad un ampliamento in ambito di regolamentazione e raccolta statistiche R&S, e quindi all’ultima revisione, sono i seguenti:
l’adozione ufficiale delle definizioni del Manuale da parte del Sistema dei Conti Nazionali (SCN) ha portato una serie di adattamenti per semplificare l’utilizzo dei dati di R&S da parte dei professionisti in materia di statistica nazionale. Con questa revisione si considera dunque la fattibilità dell’implementazione di una serie di raccomandazioni esposte all’interno del Manuale sulla derivazione delle misure di capitale dei prodotti di proprietà intellettuale redatto dall’OCSE nel 2009. La diffusione dell’utilizzo del Manuale ha aumentato le richieste di chiarimenti riguardanti definizioni di concetti e pratiche di misurazione contenuti all’interno. Dato che nella realtà le pratiche decisionali sono contaminate da interessi personali e politici. Essendo impossibile per un Manuale dirimere suddette questioni, Frascati si pone come riferimento per metodi di raccolta statistici che possono essere adottati universalmente. Le revisioni si sono mosse in questo senso cercando di mantenere la flessibilità necessaria alle decisioni politiche, ma anche la coerenza con la storicità delle norme. Il Manuale si pone come riferimento in ambito di Ricerca&Sviluppo per paesi che si trovano a diversi livelli di sviluppo economico e con diversi gradi di organizzazione delle infrastrutture statistiche. La sua struttura e le sue metodologie cercano quindi di tenere conto di questa diversità, anche lì dove ci sia un apparente contrasto tra un determinato paese e le linee guida del Manuale di Frascati. Il testo si presenta quindi più sfaccettato rispetto al passato proprio in virtù di quest’esigenza. Il Manuale riconosce gli importanti cambiamenti che hanno riguardato l’organizzazione di attività di R&S, tra cui la globalizzazione delle catene di valore, la novità rappresentata da nuovi accordi organizzativi e i nuovi approcci in materia di sostegno finanziario. Tutti questi fattori hanno imposto revisioni ed estensioni alle modalità di raccolta dei dati, specie per quanto riguarda la globalizzazione delle R&S. La Ricerca&Sviluppo è intrinsecamente segnata da caratteristiche peculiari, in quanto si configura come servizio intangibile e non esclusivo, statisticamente raro e non continuo. A queste particolarità si aggiungono le novità riguardo i nuovi tipi di utilizzo di dati e l’aggiornamento dei vincoli di riservatezza quando abbinati a fonti supplementari. Una particolare attenzione è rivolta alla necessità di diminuire, quanto più possibile, gli oneri nei confronti degli intervistati così da aumentare i loro tassi di risposta. All’interno del Manuale devono trovare spazio i cambiamenti avvenuti nei sistemi e nelle pratiche di classificazione statistica quali ad esempio le classificazioni ISIC o ISCED, riguardanti rispettivamente industria e istruzione. Questo è stato reso possibile dall’utilizzo più attento degli allegati online. Per chi volesse approfondire l’argomento acquistando il mio libro, segnalo il link diretto allo store di Amazon: https://amzn.to/3CbxgvG Buona lettura!
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