IL MAGAZINE DEDICATO AI BANDI E ALLE INIZIATIVE IN PROJECT FINANCING
N. 29
OTTOBRE
2020
magazine MAGAZINE IL MAGAZINE DEDICATO AI BANDI E ALLE INIZIATIVE IN PROJECT FINANCING
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Aziende e tecnologia: siamo nel pieno dell’Industria 4.0! .................................. > pag. 4 Privacy, le aziende guardano
«Con grande lavoro di squadra, all’Intelligenza Artificiale per allinearsi alla normativa paese più forte e competitivo» ................................. > pag. 10
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Aziende innovative: Re ManfreQui ogni impresa Aziende e tecnologia: di Trasporti Scuola Bus è possibile e la Appsiamo nel pieno dell’Industria 4.0! Tracker .................................. > pag. .............................. pag.4pagina22 12-13
Superbonus 110%,guardano Privacy, le aziende verso la proroga all’Intelligenza Artificiale per allial 2023 o 2024 nearsi alla normativa pagina 24 ................................. > pag. 10
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N. 23
Editore Pay Click Srl Aziende innovative: Re Manfredi Trasporti e la App Scuola Bus FEBBRAIO d i g i t a l e su l si to www. p r o je c t - f i n a n c i n g . i t | Tracker 2020 .............................. pag. 12-13 E d i to r e P a yc l i c k sr l
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Pubblicazione mensile in formato digitale sul sito www.project-financing.it
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FEBBRAIO 2020 - NUMERO 23 FEBBRAIO 2020 - NUMERO 23
Il Magazine di Project-Financing.it Anno III◦FEBBRAIO 2020◦N. 23
Sommario
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News Ilproject-financing.it magazine di Project> -financing FEBBRAIO 2020 - NUMERO 23 anno III •OTTOBRE 2020 • numero 29
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Editoriale Customer experience management: fondamentale per le aziende orientate al successo
Sommario
magazine MAGAZINE
Direttore Responsabile Direttore Maria RosariaResponsabile De Leonardis Maria Rosaria De Leonardis Realizzazione editoriale eRealizzazione pubblicita’ editoriale e pubblicità Pay Click Srl Pay Click Srl Viale degli Artigiani, 9 Viale degli Artigiani, 9 71121 - Foggia (FG) 71121 - Foggia (FG) Pec: payclicksrl@pec.net Pec: payclicksrl@pec.net P. Iva: 04167300716 P. Iva: 04167300716 Sito web Sito web www.project-financing.it www.project-financing.it Progetto grafico Progetto grafico Pay Click Srl Mediaweb Graphic Viale degli Artigiani, 9 www.soluzionimediaweb.it 71121 - Foggia (FG) Foto: pixabay.com Foto: pixabay.com Testata giornalistica registrata Testata giornalistica registrata al Tribunale di Foggia n. 3 del al22/03/2018 Tribunale di Foggia n. 3 del 22/03/2018 ................................................ ................................................ E’E’vietata la riproduzione vietata la riproduzione anche ancheparziale testi parziale dei dei testi e materiale foetografico materiale fotografico
EDITORIALE
Aiuti di Stato Tutte le novità sulla cessione del credito 2020 per ecobonus e sisma bonus «Con grande lavoro di squadra, paese più forte e competitivo»
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IL PARERE LEGALE
> 05 A rischio il bonuse facciate 2020! Ricorso cumulativo limiti di ammissibilità: il perdurante sfavore per l’istituto > 07 non può essere risolto in via giurisprudenziale Modalità di ottenimento del documento unico di regolarità fi09 (DURF) A scale CI.TE.MO.S. si è cercato di capire qual è “La ricetta della sostenibilità” > Privacy, le aziende guardano all’Intelligenza Artificiale per allineLearsi ricadute della pandemia sui vari settori di attività alla normativa > 10 Tracker:Perché non possiamo rinunciare a banche e mercati LaScuola grandeBus tentazione. la App innovativa della Re Manfredi Trasporti > 12
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si può esseredei esclusi per ecolpe del subappaltatore? Il Appalti, DPCM uccide il settore congressi degli eventi e brucia 36 miliardi di Pil
Cinque passi per creare valorecomplessi, e innovare economia e societàcon attraverso Progettazione con calcoli nullo il contratto il ge- il Venture Capital ometra Qui ogni impresa è possibile
Bandi
Superbonus 110% verso la proroga al 2023 o 2024
Appuntamenti
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Economia, per il prof. Messori (Luiss): «Le risorse europee vanno sfruttate al meglio per il futuro delle nuove generazioni»
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Appuntamenti
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Editoriale Customer experience management: fondamentale per le aziende orientate al successo Prima del Covid-19 offrire al cliente un’esperienza appagante, coerente e omogenea era un punto di forza, oggi è diventata una necessità. L’emergenza sanitaria ha infatti notevolmente aumentato la penetrazione del digitale anche in un Paese che sembrava destinato a un irrecuperabile digital divide, confermando il bisogno delle persone a un contatto più profondo e diretto con i brand, visibile dalla crescita esponenziale delle interazioni virtuali. Con la pandemia sono nate nuove sfide e molti comportamenti sono cambiati, in molti casi in modo permanente; le aziende che avevano una presenza digitale ben sviluppata durante il lockdown hanno potuto continuare a operare e molte hanno compreso che il futuro passa inevitabilmente attraverso l’omnicanalità e lo sviluppo di una relazione più costante e “democratica” con la propria clientela. In Italia ci sono realtà all’avanguardia che viaggiano spedite in questa direzione, sono le piattaforme di Customer Experience Management (CX), che grazie alla capacità di analizzare e incrociare grandi volumi di dati ed estrapolare insight attraverso tecnologie avanzate come l’AI e il machine learning, aiutano le aziende a monitorare non solo il sentiment dei propri clienti, ma anche a interagire in modo ottimale con loro e a creare una relazione più personale. La CX si profila oggi come un fattore determinante per le aziende che vogliono tenere il passo con esigenze in continua evoluzione e in uno scenario in cui i clienti sono sempre più protagonisti; per essere vincenti, i brand devono necessariamente ascoltare tutti i messaggi che i consumatori trasmettono. Le imprese che vogliono cavalcare il cambiamento e non esserne travolte devono imparare a catturare i segnali generati dal cliente in tutti i touchpoint che utilizza, selezionando quelli utili per tracciarne il comportamento e per ottimizzarne il feedback e devono abituarsi a coinvolgere l’intera organizzazione aziendale. La Customer Experience Management è simile a un sistema operativo utilizzato da tutta l’azienda: per offrire un’eccellente esperienza, tutte le divisioni aziendali che interagiscono direttamente o indirettamente con il cliente devono collaborare. Quando ciò avviene, i benefici sono evidenti: offrire una buona esperienza aumenta la fidelizzazione e quindi la qualità dell’acquisto; trasforma i clienti in promotori che generano nuovi consumatori e utenti, a loro volta anche più efficienti dal momento che l’azienda non ha dovuto investire risorse per attirarli. Senza dimenticare che disporre di modelli di analisi basati su advanced analytics permette una selezione ottimale dei target di riferimento e la generazione di lead accurate, di trasformare il processo di acquisto da reattivo a proattivo, di ottimizzare la customer care incrociando costi e attese, ma anche di prevedere il comportamento dei clienti. In sintesi, di prendere decisioni più efficaci e efficienti e di aumentare il ROI delle singole attività. Non va sottovalutato che oggi le aziende possiedono una miniera d’informazioni, segnali che possono essere strutturati o, sempre più spesso, destrutturati - come i commenti via chat o email oppure i sempre più diffusi messaggi video e audio- e che, grazie all’Intelligenza Artificiale, possono essere analizzati. Un cambio di prospettiva è capace di generare vantaggi concreti e un impatto sui ricavi e i profitti di larga scala, di identificare nuove opportunità e rischi per il business, ottimizzando costantemente i processi e l’esperienza dei clienti anche in termini di personalizzazione e di semplificazione, fornendo, non da ultimo, risultati quantificabili. Ringraziamo per il contributo l’ufficio stampa di Medallia.
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News
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Aiuti di Stato Approvato dalla Commissione un regime da 1,5 miliardi di € dello Stato italiano a sostegno delle imprese del Sud Italia colpite dall’emergenza coronavirus Dott. Tommaso Mazziotti Direttore Generale Cred.it Spa Per info e contatti: t.mazziotti@creditspa.it
La Commissione europea ha approvato un regime italiano da 1,5 miliardi di € destinato ad aiutare le imprese che operano nelle regioni del Sud Italia colpite dall’emergenza coronavirus, riducendone il costo del lavoro e aiutandole a mantenere il livello occupazionale in questo difficile momento. Il regime è stato approvato ai sensi del quadro temporaneo per gli aiuti di Stato. Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva responsabile della politica di concorrenza, ha dichiarato: “Il Sud Italia è stato duramente colpito dall’impatto economico dell’emergenza coronavirus. La presente misura da 1,5 miliardi di € sosterrà l’occupazione e aiuterà le imprese attive nelle regioni del Sud Italia ad affrontare i problemi di liquidità che incontrano a causa dell’emergenza, mantenendo il livello dell’occupazione e assicurando la continuità delle attività economiche durante e dopo l’emergenza. Continueremo a collaborare strettamente con gli Stati membri per garantire che le misure nazionali di sostegno possano essere attuate in modo coordinato ed efficace, in linea con le norme dell’UE.” La misura italiana a favore delle regioni del Sud Italia L’Italia ha notificato alla Commissione, nell’ambito del quadro temporaneo, un regime di agevolazioni fiscali (che prevede la riduzione dei contributi previdenziali) per il periodo compreso tra il 1º ottobre 2020 e il 31 dicembre 2020 destinato ai datori di lavoro privati attivi nel Sud Italia. L’obiettivo del regime è ridurre il costo del lavoro a carico dei beneficiari, aiutandoli in tal modo a soddisfare il fabbisogno di liquidità, a proseguire le attività e a mantenere i livelli occupazionali durante e dopo
l’emergenza. La misura prevede una riduzione del 30 % dei contributi previdenziali che i beneficiari devono versare nel quadro di contratti di lavoro che contemplano una sede di lavoro nelle regioni del Sud Italia. La misura si applica alle regioni del Sud Italia (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia), dove il PIL regionale è inferiore al 90 % della media UE e il tasso di occupazione è inferiore alla media nazionale. Del regime potranno beneficiare le imprese di tutte le dimensioni e attive in tutti i settori, ad eccezione dei settori finanziario, agricolo e del lavoro domestico. La Commissione ha constatato che il regime notificato dalle autorità italiane è compatibile con le condizioni previste dal quadro temporaneo. In particolare, i) l’aiuto per ogni singola impresa non supererà i 120 000 € per le imprese attive nei settori della pesca e dell’acquacoltura e gli 800 000 € per le imprese attive in tutti gli altri settori ammissibili e ii) l’obbligo rispetto al quale è concesso il vantaggio a livello di contributi previdenziali deve essere sorto entro il 31 dicembre 2020. La Commissione ha concluso che la misura del governo italiano contribuirà alla ges-
tione dell’impatto economico del coronavirus nelle regioni del Sud Italia. La misura è necessaria, opportuna e proporzionata a quanto necessario per porre rimedio al grave turbamento dell’economia di uno Stato membro in linea con l’articolo 107, paragrafo 3, lettera b) del TFUE e con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo. Su tale base la Commissione ha approvato la misura in conformità alle norme dell’UE sugli aiuti di Stato. Contesto La Commissione ha adottato un quadro temporaneo per consentire agli Stati membri di avvalersi pienamente della flessibilità prevista dalle norme sugli aiuti di Stato al fine di sostenere l’economia nel contesto dell’emergenza del coronavirus. Il quadro temporaneo, modificato il 3 aprile, l’8 maggio e il 29 giugno 2020, prevede che gli Stati membri possano concedere i seguenti tipi di aiuti: i) sovvenzioni dirette, conferimenti di capitale, agevolazioni fiscali selettive e anticipi fino a 100 000 € a un’impresa operante nel settore dell’agricoltura primaria, 120 000 € a un’impresa operante nel settore della pesca e dell’acquacoltura e 800 000 € a un’impresa operante in qualsiasi altro settore che deve far fronte a urgenti esi-
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genze di liquidità. Gli Stati membri possono inoltre concedere prestiti a tasso zero o garanzie su prestiti a copertura del 100% del rischio fino al valore nominale di 800 000 € per impresa, ad eccezione del settore agricolo primario e del settore della pesca e dell’acquacoltura, per cui si applicano i limiti rispettivamente di 100 000 € e 120 000 € per impresa; ii) garanzie di Stato per prestiti contratti dalle imprese per assicurare che le banche continuino a erogare prestiti ai clienti che ne hanno bisogno. Queste garanzie di Stato possono coprire fino al 90 % del rischio sui prestiti per aiutare le imprese a coprire il fabbisogno immediato di capitale di esercizio e per gli investimenti; iii) prestiti pubblici agevolati alle imprese (debito privilegiato o debito subordinato) con tassi di interesse agevolati alle imprese. Questi prestiti possono aiutare le imprese a coprire il fabbisogno immediato di capitale di esercizio e per gli investimenti; iv) garanzie per le banche che veicolano gli aiuti di Stato all’economia reale. Tali aiuti sono considerati aiuti diretti a favore dei clienti delle banche e non delle banche stesse; sono forniti orientamenti per ridurre al minimo la distorsione della concorrenza tra le banche; v) assicurazione pubblica del credito all’esportazione a breve termine per tutti i paesi, senza che lo Stato membro in questione debba dimostrare che il paese interessato è temporaneamente “non assicurabile sul mercato”; vi) sostegno per le attività di ricerca e sviluppo (R&S) connesse al coronavirus al fine di far fronte all’attuale crisi sanitaria con sovvenzioni dirette, anticipi rimborsabili o agevolazioni fiscali. Un sostegno supplementare può essere concesso a progetti transfrontalieri di cooperazione tra Stati membri; vii) sostegno alla costruzione e all’ammodernamento di impianti di prova per elaborare e testare prodotti (compresi i vaccini, i ventilatori meccanici e gli indumenti di protezione) utili a fronteggiare l’emergenza coronavirus fino alla prima applicazione industriale. Questo può assumere la forma di sovvenzioni dirette, agevolazioni fiscali o anticipi rimborsabili e garanzie a copertura di perdite. Le imprese possono beneficiare di un sostegno supplementare se in esse investe più di uno Stato membro e se l’investimento è concluso entro due mesi dalla concessione dell’aiuto; viii) sostegno alla produzione di prodotti per far fronte alla pandemia di coronavirus
sotto forma di sovvenzioni dirette, agevolazioni fiscali, anticipi rimborsabili e garanzie a copertura di perdite. Le imprese possono beneficiare di un sostegno supplementare se in esse investe più di uno Stato membro e se l’investimento è concluso entro due mesi dalla concessione dell’aiuto; ix) sostegno mirato sotto forma di differimento del pagamento delle imposte e/o di sospensione del versamento dei contributi previdenziali per i settori, le regioni o i tipi di imprese particolarmente colpiti dalla pandemia; x) sostegno mirato sotto forma di integrazioni salariali per i dipendenti alle imprese in settori o regioni che hanno maggiormente sofferto a causa dell’emergenza Coronavirus e che altrimenti avrebbero dovuto licenziare del personale; xi) aiuto mirato alla ricapitalizzazione per le società non finanziarie, se non è disponibile un’altra soluzione adeguata. Sono approntate garanzie per evitare indebite distorsioni della concorrenza nel mercato unico: condizioni riguardanti la necessità, l’adeguatezza e l’entità dell’intervento; condizioni riguardanti l’ingresso dello Stato nel capitale delle imprese e la relativa remunerazione; condizioni riguardanti l’uscita dello Stato dal capitale delle imprese interessate; condizioni relative alla governance, incluso il divieto di dividendi e massimali di remunerazione per la direzione; divieto di sovvenzioni incrociate e divieto di acquisizioni e misure aggiuntive per limitare le distorsioni della concorrenza; obblighi di trasparenza e comunicazione. Le ricapitalizzazioni al di sopra della soglia di
250 milioni di € sono soggette all’obbligo di notifica separata e, se vanno a beneficio di imprese che detengono un significativo potere di mercato in almeno uno dei mercati rilevanti in cui operano, gli Stati membri sono tenuti a proporre misure supplementari, sotto forma di impegni strutturali o comportamentali, volte a garantire l’esistenza di una concorrenza effettiva in tali mercati. Il quadro temporaneo permette agli Stati membri di combinare tra loro tutte le misure di sostegno ad eccezione dei prestiti e delle garanzie sullo stesso prestito, sempre nel rispetto dei massimali fissati nel quadro temporaneo. Gli Stati membri possono inoltre combinare tutte le misure di sostegno concesse nell’ambito di tale quadro con le possibilità già previste per concedere aiuti “de minimis” alle imprese, fino a un massimo di 25 000 € nell’arco di tre esercizi finanziari per quelle che operano nel settore dell’agricoltura primaria, di 30 000 € per quelle nel settore della pesca e dell’acquacoltura e di 200 000 € per tutte le altre. Al tempo stesso gli Stati membri devono impegnarsi ad evitare cumuli indebiti delle misure di sostegno a favore delle stesse imprese, limitandone l’importo a quanto necessario per sopperire al fabbisogno effettivo. Il quadro temporaneo integra inoltre le numerose altre possibilità di cui gli Stati membri già dispongono per attenuare l’impatto socioeconomico dell’emergenza coronavirus, in linea con le norme dell’UE sugli aiuti di Stato. Il 13 marzo 2020 la Commissione ha adottato una comunicazione relativa a una risposta economica coordinata all’emergenza COVID-19 che illustra queste possibilità. Ad esempio, gli Stati membri possono introdurre modifiche di portata generale a favore delle imprese (quali il differimento delle imposte o il sostegno alla cassa integrazione in tutti i settori), che non rientrano nel campo di applicazione delle norme sugli aiuti di Stato. Essi possono inoltre concedere compensazioni alle imprese per i danni subiti e direttamente causati dall’emergenza coronavirus. Il quadro temporaneo rimarrà in vigore fino alla fine di dicembre 2020. Esclusivamente per le misure di ricapitalizzazione la Commissione ha prorogato tale periodo fino alla fine di giugno 2021, poiché i problemi di solvibilità potrebbero manifestarsi solo in una fase successiva con l’evolversi della crisi. Al fine di garantire la certezza del diritto, la Commissione valuterà prima di tali date se il quadro debba essere prorogato.
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«CON GRANDE LAVORO DI SQUADRA, PAESE PIÙ FORTE E COMPETITIVO» Il commento a Bonomi del Vice-Ministro all’Economia Laura Castelli «Ci sono obiettivi e risultati che si possono raggiungere solo facendo un grande lavoro di squadra, mettendo da parte i “campanilismi” e remando tutti nella stessa direzione. Come Paese lo abbiamo sempre dimostrato, anche nei periodi più difficili. È quello che stiamo facendo tra PA e Imprese. Capisco le parole del Presidente Bonomi, su questo tema, ma fatemi dire un paio di cose. Quando siamo arrivati al Governo, due anni e mezzo fa, abbiamo trovato una pubblica amministrazione con processi molto lenti, e una digitalizzazione praticamente inesistente, che pagava un ritardo di decenni di mancati investimenti. Questo ha sicuramente frenato, negli anni, la nostra crescita economica rispetto ad altri Paesi, facendoci perdere competitività nel mondo. Non è stato facile avviare un processo di revisione di tutti i meccanismi e avviare una riforma. Ma lo abbiamo fatto, stimolati anche dall’emergenza Covid che ci ha cristallizzato i problemi del Paese, da ultimo con il Decreto Semplificazioni, con cui abbiamo introdotto norme per arrivare ad una pubblica amministrazione più snella e digitale, ma anche per garantire la certezza degli atti amministrati. Noi stiamo accelerando il più possibile, ma un ritardo di decenni non può essere colmato in pochi mesi. Dal Piano strategico per la Banda Ultralarga all’identità digitale, stiamo mettendo in campo tutte le risorse necessarie. Solo con SPID, in un anno, siamo passati da 4,8 milioni di utenti a oltre 11 milioni. E SPID, assieme all’App IO, rappresentano la porta di accesso telematico ai servizi pubblici. Quello che abbiamo avviato è un percorso serio, rapido, che va abbinato a un cambio di paradigma di tutta la politica:
serve pensare in modo digitale, innovativo e altamente professionalizzato, come oggi è obbligata a fare una azienda che vuole rimanere sul mercato. Tanto più alla soglia di una Legge di Bilancio che vuole avviare il percorso per la riforma del fisco e continuare a sostenere le imprese, intervenendo ancora su quelle inefficienze ataviche della PA che, in questi anni, hanno portato a lentezze, mancati automatismi, ripetizioni inutili di dichiarazioni. Così come abbiamo già accorciato e semplificato le procedure per gli appalti,
senza però abdicare al rispetto dell’ambiente o nel contrasto alla criminalità organizzata. Sbloccare i 110 miliardi di programma di ANAS e RFI era necessario ma non scontato, visto che nessuno lo aveva fatto fino ad ora. Se andiamo tutti nella stessa direzione, questo Paese lo possiamo far ripartire davvero. Rendendolo più forte e competitivo di prima». Lo scrive, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, commentando le parole del Presidente di Confindustria Bonomi.
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Il DPCM uccide il settore dei congressi e degli eventi e brucia 36 miliardi di Pil
Vietare i congressi e i convegni mette sul lastrico un settore che dà lavoro a 570 mila persone
Il DPCM del 18 ottobre mette in profonda crisi il settore dei congressi e degli eventi. Con la decisione di sospendere i congressi rischia la chiusura un settore che genera un indotto di 64,7 miliardi di euro con un impatto diretto sul Pil di 36,2 miliardi di euro/anno (l’Italia rappresenta la sesta nazione al mondo per impatto economico generato dal settore degli eventi e dei congressi) e che impiega 569 mila addetti. Un settore trainante del turismo, che assicura l’occupazione alberghiera anche in bassa stagione, riveste un peso importantissimo per le città d’arte attualmente in crisi e promuove all’estero l’immagine dell’Italia, coinvolgendo tutta la filiera (alberghi, centri congressi, agenzie organizzatrici, aziende di trasporti, società di catering e di servizi tecnici) e l’intera destinazione (ristoranti, taxi, musei, shopping, etc.) Congressi e convegni sono volano di produttività e formazione e sono uno strumento decisivo per espandere le es-
portazioni delle imprese italiane. È fondamentale sottolineare che il settore dei congressi e degli eventi è estremamente professionalizzato e sicuro: i centri congressi, gli alberghi e tutta la filiera connessa all’organizzazione dei congressi hanno investito in sistemi di sanificazione, si sono dotati e applicano protocolli di sicurezza ancora più rigidi di quelli stabiliti nelle “Linee guida per la riapertura delle Attività Economiche, Produttive e Ricreative” approvate dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome. Prevedere poi che in una location sia possibile svolgere attività di spettacolo, fieristica, o una manifestazione sportiva in presenza di pubblico ma non un’attività “convegnistica” appare incomprensibile e certamente discriminatorio nei confronti dei soli organizzatori congressuali e di eventi. La chiusura dei congressi mette in definitivo lockdown un settore che oggi
ha già cancellato più della metà degli eventi previsti per il 2020 e che, privato della possibilità di programmazione, non ha nessuna possibilità di lavorare anche nel 2021. Un congresso, un convegno o qualsiasi altra tipologia di evento pubblico o privato richiede mesi se non anni di programmazione. I firmatari: ADMEI - Association of Destination Management Executives International, Associazione Italiana Confindustria Alberghi, Alleanza Cooperative Italiane, Associazione Internazionale Interpreti di Conferenza in Italia, Associazione Nazionale Banqueting e Catering, Assoturismo, Club degli Eventi e della Live Communication, Confturismo - Confcommercio, Convention Bureau Italia, Federalberghi, Federcongressi&eventi, Federturismo, Fiavet, ICCA Italian Committe, MPI- Meeting Professionals Internationals Italia Chapter e SITE – Society for Incentive Travel Excellence - Italy Chapter.
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Il parere
Legale
A cura dell’avvocato Paolo
Caputo
Ricorso cumulativo e limiti di ammissibilità: il perdurante sfavore per l’istituto non può essere risolto in via giurisprudenziale La pronuncia, nel dichiarare l’inammissibilità di un ricorso cumulativo introduttivo e conseguentemente dell’appello, si inserisce nel solco della precedente giurisprudenza in materia, particolarmente attenta ad evitare abusi di questo particolare strumento processuale. La sentenza, dunque, delimita in modo preciso e puntuale i limiti di ammissibilità del ricorso cumulativo e prova a trarre una sintesi dalle precedenti pronunce sul tema. Il ricorso cumulativo, come è noto, è lo strumento processuale che permette di impugnare, con un unico ricorso, distinti provvedimenti tra i quali sussista una connessione. L’istituto consentirebbe di tutelare il principio di economia processuale, che trova la sua copertura costituzionale nell’art. 111 della Costituzione, riallacciandosi anche al principio di ragionevole durata del processo oltre che all’esigenza di prevenzione del pericolo di giudicati contraddittori. L’istituto, inoltre, potenzierebbe il diritto di difesa, di cui all’art. 24 della Costituzione, evitando, ove possibile, ulteriori oneri derivanti dalla corresponsione di distinti contributi unificati, particolarmente gravosi in materia di appalti. L’istituto, peraltro, rispondendo al principio di concentrazione dei giudizi quale strumento di tutela giurisdizionale, risulterebbe funzionale al principio di effettività della tutela giurisdizionale nel processo amministrativo ancora più di quanto avviene nel giudizio civile: nel quadro del processo amministrativo, dunque, «la centralità dell’esigenza della concentrazione si spiegherebbe […] alla luce dell’unitarietà della vicenda sostanziale e della strumentalità della tutela delle posizioni azionate rispetto al conseguimento del bene della vita» (così, da ultimo, R. Musone, L’appello cumulativo nel processo amministrativo, in Diritto processuale amministrativo, 2020, fasc. 2, pagg. 421 ss., con osservazioni valevoli tanto per il ricorso cumulativo quanto per l’appello cumulativo). Come è noto, la possibilità di un ricorso cumulativo è oggi espressamente prevista dal Codice del processo amministrativo
sia pure con alcuni stringenti limiti. Infatti, in base all’art. 120, comma 11-bis, c.p.a., aggiunto dall’art. 204, d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50, nel caso di procedure contraddistinte dalla presentazione di «offerte per più lotti l’impugnazione si propone con ricorso cumulativo solo se vengono dedotti identici motivi di ricorso avverso lo stesso atto». Dunque, se la proponibilità di un ricorso cumulativo è in linea teorica ormai pacifica, tale disposizione parrebbe comunque improntata ad un netto sfavore per l’istituto, ritenuto probabilmente elusivo delle disposizioni fiscali in tema di contributo unificato e comunque foriero di indebite confusioni tra controversie in realtà da distinguere.
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A CI.TE.MO.S. si è cercato di capire qual è “La ricetta della sostenibilità”
È intervenuto anche Achille Variati, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno
Il programma di CI.TE.MO.S. festival dedicato a CIttà, TEcnologia, Mobilità Sostenibile organizzato da Confartigianato Impresa Vicenza, che si svolge in Basilica Palladiana con appuntamenti fino al 9 ottobre, ha toccato i temi della sostenibilità declinati in chiave di risparmio energetico, fonti rinnovabili e tecnologia, anche in un quadro di politiche integrato. Non a caso ad aprire la sessione di lavori è intervenuto Achille Variati, sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno, che ha ricordato come l’entità dei fondi ottenuti dell’Europa sia un’opportunità unica di svolta generazionale che si gioca anche, e proprio, sui temi del digitale verde, dell’economia circolare, dell’efficientamento energetico. Temi che, come hanno ribadito i relatori, non possono essere sganciati da altri quali una reale educazione alla sostenibilità (soprattutto verso delle nuove generazioni), una burocrazia ‘amica’ e non frenante, infrastrutture adeguate e moderne, il sostegno concreto e reale alla riconversione ed evoluzione in quelle direzioni delle imprese di tutte le dimensioni. Un esempio di innovazione tecnologica, sostenibilità e nuova visione lo ha portato Fabrizio Pirri, Coordinatore del Centro per le Tecnologie Future Sostenibili dell’Istituto Italiano di Tecnologia - CSFT-IIT Torino. “Bisogna sfatare il mito del rifiuto pericoloso, perché il rifiuto è tale a seconda del pro- cesso in cui è inserito e di come viene utilizzato”, ha spietato Pirri illustrando con il suo “Modello di svilupp o
sostenibile” come sia possibile far diventare la CO2 nuova energia attraverso sistemi avanzati di stoccaggio, quindi di trasformazione (anche attraverso processo biologici), per arrivare al metano green. Un modo nuovo di guardare un prodotto ‘nocivo’ come l’anidride carbonica il cui trend di crescita, soprattutto nel Paesi avviati sulla strada dello sviluppo occidentale, non accenna a diminuire. Quindi perché non farne una fonte di energia? Ed è qui che la sostenibilità sposa l’innovazione e la tecnologia nella misura in cui queste supportano i processi di stoccaggio e di trasformazione, in tutto inserito in un contesto coerente e in un sistema che mira a quell’obiettivo. Con positive ricadute pure nell’economia: circa 225milardi di indotto economico e 1,7milardi di posti di lavoro stimati solo in Italia. Dal mondo della ricerca al consumatore, la sensibilità a questi temi ormai è diffusa e non c’è attore sociale ed economico che non creda che questa sia la via da percorrere. “Noi crediamo molto nella consapevolezza e nell’educazione del consumatore – ha commentato Alberto Chiarini, Amministrat o r e
Delegato Eni gas e luce-. Vediamo che questa consapevolezza sta crescendo e c’è’ estremo interesse per tutte le nostre proposte in questa direzione: dal cappotto termico, alle colonnine elettriche e al fotovoltaico, dal termostato intelligente alle caldaie a basso consumo e alle pompe di calore. In questo senso credo che l’efficienza energetica e la sostenibilità siano un tema sempre più importante”. In questo contesto si inserisce il Superbonus 110% che non solo riattiva il comparto casa, ma lo fa in un’ottica di miglioramento in termini di performance energetiche andando a favorire un ammodernamento anche degli edifici più vetusti. In un’ottica di sistema verso una sostenibilità concreta, si inserisce in questo caso la cessione del credito fiscale agli istituti di credito come illustrato da Stefano Longhin, responsabile business e artigianato di BNL Gruppo BNP Paribas. “A sentire i relatori di oggi e scorrere il programma di CI.TE.MO.S. dei prossimi giorni constatiamo quanta strada abbiamo percorso in questi ultimi 10 anni ovvero da quanto siamo partiti con progetti come Futuro Elettrizzante – ha commentato in chiusura Agostino Bonomo, presidente di Confartigianato Imprese Vicenza-. Allora vedemmo lungo, oggi i temi oggetto del nostro Festival, a causa anche dell’emergenza sanitaria, hanno subito uno scatto in avanti facendo ripensare a tutti al proprio modo di produrre, lavorare e consumare. Con questa edizione di CI.TE.MO.S. vogliamo quindi di nuovo ribadire che compito di un’associazione come la nostra è anche quella di alzare la testa e guardare sempre un po’ più avanti, ascoltare i giovani e leggere i tanti dati che oggi proprio le moderne tecnologie ci mettono a disposizione. Anche questo è un impegno sociale a cui non vogliamo sottrarci per lo sviluppo delle nostre imprese e delle nostre comunità”.
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LE RICADUTE DELLA PANDEMIA SUI VARI SETTORI DI ATTIVITÀ Quadro economico nelle città europee Nella fase attuale della pandemia l’attenzione in Europa è focalizzata sulla consapevolezza del danno economico causato dalle chiusure forzate e sulla protezione delle parti più deboli dell’economia. Il costo finanziario dei prestiti per ridurre al minimo i danni economici a lungo termine provocati sarà immenso. La portata dello stimolo fiscale e monetario è senza precedenti (anche rispetto a quello della grande crisi finanziaria) e riflette la natura senza precedenti di questa crisi. Il lockdown imposto dai protocolli governativi ha eroso effettivamente un’enorme parte dell’economia nel secondo trimestre del 2020. E sebbene l’attività sia ripresa in parte, molti segmenti dell’economia, in particolare quelli dei viaggi, turismo e del commercio al dettaglio, continuano ad essere in difficoltà, mentre rimangono e si rafforzano ulteriormente le misure di distanziamento sociale. Data la debolezza della domanda interna e internazionale, i dati sull’occupazione (nonostante l’intervento dei governi) continuano ad essere motivo di preoccupazione, poiché ci vorrà molto tempo prima che la fiducia del commercio, delle imprese e dei consumatori si riprenda appieno da questo shock. La pandemia è il “momento dell’e-commerce” del settore degli uffici? Vale la pena ricordare che questa non è la prima volta che riflettiamo sulla “morte dell’ufficio”. I precedenti esperimenti con l’hot-desking
e il lavoro da casa durante l’era delle dot-com sono stati accantonati quando le aziende hanno rivalutato il ruolo strategico dei loro asset immobiliari. Dopo la grande crisi finanziaria, l’aumento della densità sui posti di lavoro, combinato con il desiderio di soluzioni immobiliari aziendali più efficienti e flessibili, hanno rafforzato la domanda di uffici in aree urbane ben collegate, accompagnata da una rivoluzione nell’offerta di spazi flessibili. Allo stesso tempo, la sostenibilità, il benessere e un crescente riconoscimento dei vantaggi dello spazio di lavoro collaborativo e comunitario sono stati al centro delle strategie di assunzione e fidelizzazione di molte aziende. Questa pandemia offre alle aziende l’opportunità di valutare cosa funzioni e cosa non funzioni nel lavoro da casa e come esso incida sui diversi stili di lavoro, la produttività, l’innovazione e la cultura aziendale. Le misure di distanziamento sociale potrebbero cambiare le abitudini in modo permanente, portando le aziende a ridurre la densità dei posti di lavoro, invertendo una tendenza consolidata negli ultimi decenni. Il lavoro da casa consentirebbe anche di avere a disposizione una maggiore superficie disponibile per ciascun lavoratore, senza la necessità di sostenere costi rilevanti per ampliamenti degli spazi. Accelera anche la tendenza già prevalente verso una maggiore flessibilità nel modo di lavorare. La pandemia ha acceso i riflettori sulle capacità delle aziende di adattarsi rapidamente.
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Questo rafforzerà il passaggio in corso verso il modello “core and flex”, in base al quale le aziende gestiscono una parte fondamentale del loro portafoglio immobiliare strategico attraverso contratti di locazione a lungo termine, mentre rendono flessibile il resto con accordi di locazione a breve termine. Il lavoro da casa potrebbe contribuire in futuro a dare un ruolo maggiore all’elemento flessibile, aumentando probabilmente la quota di flessibilità nel portafoglio complessivo. Quindi, se la domanda di spazi per uffici in posizione centrale potrebbe ridursi moderatamente nel lungo periodo, le sue dimensioni complessive potrebbero essere compensate da altri fattori. Inoltre, l’evoluzione nel tempo sarà regolata dai futuri rapporti di locazione, che potranno intervenire a moderare eventuali importanti squilibri nel mercato. Retail: la pandemia continua ad accelerare i problemi già esistenti Gli investimenti nel retail continuano a non essere favoriti, a causa di difficoltà strutturali e della più recente incertezza nel mercato. Le implicazioni sui prezzi variano a seconda delle aree geografiche e dei segmenti, ma con un mercato degli investimenti ridotto, le transazioni rimangono scarse. Il retail rimane un mix di asset al servizio di diverse esigenze dei consumatori, con caratteristiche fisiche differenti di città in città, determinando performance che variano in modo significativo. Centro città: i negozi monomarca nei centri
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commerciali e nelle principali tradizionali vie dello shopping soffriranno ancora a metà della pandemia. I trend degli acquisti sono influenzati negativamente dalla mancanza dei turisti internazionali, dal ridotto utilizzo dei trasporti pubblici e dal limitato afflusso negli uffici situati in posizioni centrali, con una conseguente riduzione della presenza di consumatori in strada nelle ore diurne. Di conseguenza, i commercianti con bilanci deboli faranno fatica a sopravvivere a un periodo prolungato di vendite ridotte e anche le migliori location registreranno una riduzione degli affitti e una diminuzione del reddito operativo netto. Quartiere: le strutture retail ancorate all’alimentare sono risultate più difensive rispetto ai cambiamenti strutturali pre-pandemia, mostrando un traffico stabile e clienti abituati a rivolgersi a reti di negozi fisici. Durante la pandemia, gli stessi spazi si sono mostrati più resilienti, poiché hanno potuto rimanere aperti anche durante il lockdown. Nel medio termine possono anche puntare ad “incroci” con la distribuzione online, implementando il servizio “click and collect” per mantenere alta la frequenza delle visite da parte dei clienti. Fuori città: le attività di vendita al dettaglio sono generalmente sostenute da un numero maggiore di visitatori che utilizzano l’auto, che hanno quindi un percorso di accesso più sicuro rispetto ai trasporti pubblici durante la pandemia. A più lungo termine, gli asset fuori città potrebbero risentire di un’inversione del trend
relativo al possesso di auto e di politiche nazionali che incrementino l’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblici. Inoltre i consumatori sono oggi meno disposti a percorrere lunghe distanze per articoli di abbigliamento che possono essere acquistati online, e questo potrà determinare un’ulteriore riduzione del numero di visitatori nei centri commerciali fuori città e un consolidamento del trend di vacancies negli spazi. La logistica sta reggendo bene alla pandemia La logistica è emersa come il chiaro vincitore dalla pandemia, con l’accelerazione dello spostamento della domanda dei consumatori verso gli acquisti online. Gli affitti dovrebbero registrare solo lievi cali, principalmente sotto forma di incentivi. Dal punto di vista degli investimenti, il mercato rimane piuttosto attivo e la riduzione dei prezzi è limitata agli asset più rischiosi. Tuttavia, con la recessione in corso, un impatto negativo su alcuni tenant e su specifici sottosegmenti è probabile. Il settore residenziale conferma la sua natura difensiva È troppo presto per dichiarazioni radicali sul futuro dell’edilizia residenziale e dei suoi sottosegmenti. È probabile che la pandemia acceleri l’evoluzione già in corso nel settore, che si stava già adattando ai progressi socio-demografici, ambientali e tecnologici. Ma design e focus corretti nei modelli operativi sono di primaria importanza. Un buon design garantisce che il
mix di spazi e l’offerta di servizi riflettano il target demografico locale, nonché i migliori standard di sostenibilità, benessere e accessibilità. Il settore sarà giudicato in base alla capacità di reagire alla crisi e avranno successo i property manager che mettono al primo posto gli inquilini, che hanno adattato il loro modello operativo e hanno effettuato investimenti in tecnologia ed ESG. Continuiamo ad avere fiducia nel settore residenziale. Rimane un settore difensivo con un solido track record e un rendimento previsto positivo, che garantisce stabilità e diversificazione del reddito. Allo stato attuale, è comprensibile che si verifichi una rivalutazione dei progetti in corso e dei nuovi progetti. È probabile che assisteremo a un aumento delle richieste di garanzie (leve di riduzione del rischio) mentre il potere decisione si sposta dagli sviluppatori agli investitori e appaltatori e operatori cercano di comprendere l’evoluzione delle esigenze dei consumatori con un occhio alla convenienza. Ma i problemi di finanziamento potrebbero causare un’ulteriore riduzione dell’offerta. Prima della crisi, gli yield elevati nel settore residenziale europeo sono stati sostenuti da un mercato in cerca di sicurezza e rendimento, con buone prospettive di crescita degli affitti a medio termine, a causa di uno squilibrio tra domanda e offerta. Gli investitori possono accettare ora costi del debito più elevati e ipotesi di crescita inferiori nelle loro valutazioni, ma a lungo termine, il settore build-to-rent rimane interessante, con elementi sia strutturali che legati al mercato sostanzialmente sani. Quello che cambia in diverse parti d’Europa è la maturità del settore. Rendimenti extra possono essere ottenuti entrando per primi in un mercato in evoluzione o in forte crescita, o attraverso il riposizionamento o il cambio di destinazione d’uso degli asset. Allo stato attuale l’opportunità è legata all’avere la giusta credibilità e la capacità di accogliere il cambiamento nei comportamenti aziendali e dei consumatori. Le prospettive immediate per le residenze per studenti appositamente costruite (PBSA) sono un più incerte, nel contesto dell’insegnamento misto (online e classe), di possibili chiusure delle università e di una mobilità comunque limitata. Ma le richieste degli studenti per l’anno accademico 2020/2021 sono state comunque incoraggianti e, sebbene i piani aziendali più conservativi siano prudenti in relazione alla domanda a breve termine, è talmente scarsa l’offerta di alloggi per studenti che le prospettive a medio termine per il settore rimangono convincenti, anche se con maggiori pressioni operative.
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La grande tentazione. Perché non possiamo rinunciare a banche e mercati MAGAZINE
A spiegarlo è Stefano Caselli nel suo nuovo libro per Egea con la prefazione di Ferruccio De Bortoli e la postfazione di Walter Mariotti. E così, anche in pieno Covid19, il nostro paese deve diventare il laboratorio e l’esempio di una crescita che sorprenda per una volta gli altri
L’emergenza Covid-19 ha fatto riaffiorare nel nostro Paese vecchi paradigmi che sostengono un ritorno dell’intervento pubblico nell’economia. È però questa la grande tentazione da cui dobbiamo tenerci alla larga. Dal ritorno dello stato così come i vizi e le virtù del nostro paese diventano solo più evidenti durante questa crisi eccezionale, ma ci sono sempre stati. È il dovere civico che spinge Stefano Caselli, autore di “La grande tentazione. Perché non possiamo rinunciare a banche e mercati” (UBE 2020; 208 pagg.; 17 euro) con la prefazione d Ferruccio De Bortoli e la postfazione di Walter Mariotti, a contribuire al dibattito pubblico e a partecipare alla discussione su ciò che si deve fare affinché l’Italia possa essere ancora non solo un buon posto dove vivere ma un attore di trasformazione sociale e di impatto civile ed economico per la nostra casa europea e per il mondo. La tentazione di scegliere la via dello statalismo è forte e rappresenta una scorciatoia di breve periodo. “Tuttavia”, afferma Caselli, “se vogliamo recuperare la ricchezza perduta per dare lavoro e dignità a tutti e cogliere l’occasione per fare meglio e giocare la nostra partita sul terreno dell’innovazione si deve sfruttare la forza straordinaria di banche e mercati finanziari. Sono infrastrutture potenti, capaci di moltiplicare denaro, idee ed energie integrandoli nel sistema economico”. Per fare questo, prosegue Caselli “c’è bisogno di regole e scelte di campo che non significano marginalizzare lo Stato che, sempre in una logica di affiancamento temporaneo al mercato o con meccanismi di mercato, deve in-
vece sostenere attivamente le politiche di sviluppo. Per esempio disegnando quelle regole, soprattutto fiscali, che permettono al sistema finanziario di liberare risorse utili alla crescita, intervenendo nell’economia con una logica vicina a quella del private equity e del partenariato pubblico-privato, orientando, attraverso banche e mercati finanziari, le risorse disponibili per supportare le aziende. Solo così si potrà rilanciare il Paese, sostenere le imprese e affrontare le sfide del futuro”. La domanda appare inevitabile: “Ce la faremo? È possibile? La risposta è sì”, dice l’autore, “se concordiamo tutti su valori di fondo, che passano dai concetti di crescita, dimensione, internazionalizzazione, per giungere alla rilevanza dell’educazione e del capitale umano”. Ma soprattutto “dal concetto di Europa come valore e principio cardine del nostro bene comune, all’esigenza di avere un sistema finanziario completo e centrale nell’allocazione delle risorse”. Sono le ultime pagine del libro quelle dedicate a riflettere e a suggerire come fare. “Il nostro paese deve diventare il laboratorio e l’esempio di una crescita che sorprenda per una volta gli altri”. Anche nei modi e nell’impatto per la società nel suo insieme. Questa è l’ambizione dell’autore, accompagnata da un segno positivo di PIL e occupazione, ma anche dalla attenzione costante a elementi di sviluppo come la valorizzazione del ruolo delle donne, la tutela dei valori sociali e del benessere dei cittadini, la difesa dell’ambiente e del diritto alla salute e alla educazione. “Proviamo ad essere italiani come sempre, ma in modo diverso” conclude Caselli.
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Cinque passi per creare valore e innovare economia e società attraverso il Venture Capital a cura di
A ndrea D i C amillo
Managing Partner di P101
È stata la primavera dei grandi deal nel Venture Capital: Tannico a Campari, Milkman a Poste, Tate a Eni Gas e Luce. L’accelerazione del percorso di un’azienda tecnologica all’interno di una big corp dovrebbe essere quasi naturale anche se per il mercato italiano è stata una novità quasi senza precedenti. Il Covid ha affrettato il processo rendendo la digitalizzazione – propria delle startup – un must have per le industrie tradizionali. Diventa in questo modo evidente che il Venture Capital crea valore non solo finanziario. D’altronde, forse sottotraccia, negli ultimi dieci anni le imprese VCbacked sono cresciute molto di più della media (dati PwC), anche in Italia. Perché? Perché le imprese che nascono con
il supporto del Venture Capital possono contare su una selezione attenta e professionale e diventare armi segrete per il rinnovo dei business tradizionali. Ecco come Milano, 07 ottobre 2020 – Il Venture Capital crea valore e può fare da volano per la ripartenza del Paese. Lo sosteniamo da sempre, ma questa evidenza è stata sotto gli occhi di tutti con l’emergenza Covid, che ha reso la digitalizzazione una priorità per tutti i business tradizionali. Lo abbiamo sperimentato con P101 chiudendo tra il 21 maggio e il 5 giugno – in pieno lockdown e in gran parte incontrandoci da remoto con le controparti – due deal importanti con una caratteristica
«Il Venture Capital crea valore e può fare da volano per la ripartenza del Paese. Lo sosteniamo da sempre, ma questa evidenza è stata sotto gli occhi di tutti con l’emergenza Covid»
pressoché inedita nel panorama domestico. Ovvero che dalla parte degli acquirenti in entrambi i casi ci fosse una big corporate. Non si tratta di exit per ora (perché restiamo nel capitale di entrambe), ma di operazioni che mirano ad una exit. La prima operazione si configura come un terzo round di funding con Poste tra i finanziatori, e al cuore vede la costruzione di una newco che, inglobando la tecnologia di Milkman offrirà servizi avanzati e hi-tech ai clienti di Poste; la seconda operazione è un vero e proprio investimento di minoranza da parte di Campari in Tannico, mirato allo sviluppo di sinergie industriali e di canale tra entrambe. Il valore delle startup Vc-backed Le startup VC-backed sono imprese che hanno tassi di crescita superiori alla media: il più aggiornato report di PwC sull’impatto di VC e PE sull’economia italiana indica che il tasso annuo di crescita del fatturato sia stato del 5,2% contro l’1,9% della media e lo 0,7% del Pil. Rispetto all’universo complessivo delle imprese, l’ebitda di queste startup ha segnato una crescita superiore del 6,1% e il tasso di occupazione si attestato a +4,7%, rispetto allo zero virgola della media. Ma il valore di una startup VC-backed
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non sta tanto e non solo nei suoi numeri, bensì nel suo potenziale di amplificatore della crescita – o di abbattimento dei costi – di una big corporate. E con questo passaggio che si crea in definitiva sviluppo. Le startup VC-backed ci riescono per una serie di motivi alla base. Accesso alle informazioni Innanzitutto perché i fondi di Venture Capital, grazie alle competenze verticali, analizzano ogni anno migliaia di società e startup: questo enorme lavoro che spesso non viene percepito dall’esterno permette di avere un’idea complessiva dei cambiamenti in atto su determinate
filiere, dei luoghi di origine dell’innovazione e di tanti altri aspetti di contesto che permettono una selezione ragionata degli investimenti. La nostra selezione è più efficace perché, di fatto, abbiamo accesso a tutte le informazioni chiave. Il capitale umano Inoltre, la selezione del business non prescinde mai dal valore dell’imprenditore. L’idea è una condizione necessaria ma non sufficiente: a supporto ci vuole
una persona che la realizzi e che abbia in sé tutte le qualità per riuscire, perché, per dirla con le parole di Elserino Piol, “l’imprenditore fa l’impresa”. I VC possono essere visti dunque come “talent scout”. D’altro canto, svolgono un ruolo altrettanto dirimente come “coach”. Perché le loro capacità risiedono non solo nella selezione (scouting) di buoni investimenti ma anche nel far crescere (coaching) nuove imprese. Per centrare questo obiettivo è necessario investire non solo in termini di finanza, ma attuare un percorso di accompagnamento dell’impresa, fino all’exit. Non solo finanza Già nel processo di screening pre-investimento e di due diligence, il VC identifica cosa può aggiungere valore al business. Ancora, ha un ruolo fondamentale nel contribuire all’organizzazione interna dell’azienda, dal punto di vista delle risorse umane e dei processi. Le aziende VC-backed si professionalizzano più rapidamente e in maniera più efficace, sia a livello di top che middle management. Il network di relazioni che naturalmente ruota intorno a un gestore di Venture Capital rappresenta un bagaglio relazi-
onale costruito in decenni di attività a cui le società partecipate hanno accesso. Ci vuole pazienza La capacità di creazione di valore del VC si esprime su un orizzonte temporale medio-lungo. E questo porta al terzo fattore di successo di una startup: un progetto che sia di lungo termine, almeno 5-7 anni. Determina anche una delle caratteristiche più interessanti del Venture Capital come asset investibile, ovvero la decorrelazione rispetto a equity o bond e l’assenza di sensibilità agli scossoni delle Borse che decollano o crollano su notizie estemporanee. Ma soprattutto consente al VC e di conseguenza alle società in cui investe di concentrarsi sul medio-lungo termine senza l’urgenza del risultato di fine anno che spesso caratterizza la grande corporate. Correggere gli errori e muoversi flessibilmente Il Venture Capital trova l’imprenditore capace di costruire questi nuovi modi, gli dà le risorse e lo lascia lavorare. Ogni Poste e ogni Campari potrebbe costruire in-house con un costo tutto sommato sostenibile la propria Milkman o la propria Tannico. Ma, ancora una volta, non è solo questione di soldi. Per fare questo genere di innovazione ci vogliono outsider ed è necessario accettare di avere una divisione in perdita per un certo periodo mentre si fa ricerca. È più facile fare tutto questo liberi dai vincoli della grande organizzazione per la quale il valore della startup sarà successivamente non quello che esprime il fatturato ma l’effetto di ottimizzazione dei costi o dell’organizzazione che si avrà con l’integrazione della tecnologia. Questo spiega e giustifica anche perché i valori attribuiti hanno multipli e valorizzazioni importanti, perché a tendere quelle realtà rappresenteranno il futuro su dimensioni e scala ben diversi.
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Qui ogni impresa è possibile
Alessandro Spada, Presidente di Assolombarda, nella sua relazione all’Assemblea annuale: «Dobbiamo ripartire dalla fiducia, che è alla base della crescita, per costruire il futuro dei giovani e del Paese»
“Nel corso del 2020, soprattutto nei primi mesi dell’anno, la crescita dell’interscambio di persone e di merci da un lato all’altro del pianeta, che ha caratterizzato l’ultimo mezzo secolo, ha trovato una brusca interruzione. Siamo davanti a una crisi senza precedenti per l’Italia. E affrontiamo una recessione di portata storica per la Lombardia”, così Alessandro Spada, Presidente di Assolombarda, durante la sua Relazione in occasione dell’Assemblea Generale 2020 all’Hangar di Linate. “Riscontriamo, però, che da maggio ad oggi la contrazione nelle serie mensili delle diverse variabili economiche si è progressivamente ridotta. Il rimbalzo è rilevante e ben avviato. A dimostrazione della vitalità delle nostre imprese. Ma la distanza dai livelli pre-Covid è ancora ingente e il recupero è molto disomogeneo tra settori e territori. Pesa, in particolare, l’incertezza nella domanda, sia nel contesto interno sia in quello estero. La globalizzazione sta vivendo uno stress test, ma non si fermerà. Non esiste
nessun piccolo mondo antico cui tornare, riportando indietro le lancette. Ora abbiamo il compito di convivere con grandi sfide globali e con rischi sistemici, di convivere con l’imprevisto, di affrontare quei rischi che sono il ventre molle della globalizzazione. Nessuno può isolarsi.
In questo percorso tortuoso sta emergendo quello che gli economisti chiamano «scarring factor». È il «fattore cicatrice», è il rischio di una paura diffusa che può scardinare la fiducia nel lungo termine. Davanti ai nuovi rischi e alle vulnerabilità che tutti abbiamo imparato a conoscere e che fanno parte ancora del nostro presente, la risposta Il territorio di Milano, Lodi, Monza e Brian- non può essere la rassegnazione. Soprattutza e Pavia, rappresenta una quota estrema- to in Europa. Soprattutto nel nostro Paese. mente rilevante di valore economico per l’Italia: in una superficie pari ad appena il Dopo le ferite apportate dalla recessione 2% del totale del Paese, si concentrano il dello scorso decennio, non possiamo accet13% del PIL italiano (per un valore di 204 tare un decennio perduto, perché sarebbero miliardi di euro) e il 13 % dell’export (per un i giovani a portarne il peso, più di ogni altra valore di 63 miliardi di euro). categoria. Per costruire il futuro dei giovani, L’esperienza delle nostre imprese è l’inter- dobbiamo partire dalla fiducia. In questo dipendenza: tutti dipendiamo da tutti, nel- nuovo scenario, la fiducia è la base della le idee, nei prodotti, nei clienti, nei mercati. crescita. La ricostruzione di un tessuto di fiOggi questi legami ci hanno esposto e ci ducia è quindi un vero e proprio imperativo, esporranno in futuro a rischi, che dobbiamo per le istituzioni, per le imprese, per tutti i saper governare, attraverso una nuova con- corpi sociali. sapevolezza della sicurezza e una nuova caOggi più che mai, sottolineare l’importanza pacità di gestione. di superare l’impasse di questi ultimi giorni
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per non ritardare l’entrata in funzione del pacchetto di aiuti per la ripresa. Lo stress test per la globalizzazione è stato tale anche per l’Unione Europea, troppo spesso schiacciata dai due giganti globali in conflitto, gli Stati Uniti e la Cina. Senza l’Europa non avremmo la capacità per partecipare a un confronto mondiale che si gioca su scala sempre più ampia, nella demografia, nel commercio, nella tecnologia. Oggi, l’Italia ha buone ragioni per tornare a credere nel progetto europeo, per scommettere nella svolta degli ultimi mesi. Perché tra gli Stati membri è emersa una nuova consapevolezza: non si può uscire da una crisi di proporzioni inedite senza investimenti comuni, senza responsabilità condivise. Su questo, rispetto al passato, rispetto alla risposta deludente alla precedente recessione, a questa Commissione Europea va riconosciuto un cambio di passo. Questi mesi hanno dimostrato come non abbia senso minare il progetto europeo, o chiamarsi fuori da esso, mentre l’unica strada è esserne pienamente protagonisti. Il nostro futuro industriale passa per le priorità che l’Europa si è data a partire da quest’estate con il Recovery Fund. Infrastrutture, digitalizzazione, ammortizzatori sociali, scuola, sanità ed economia green, sono investimenti che non possiamo più rimandare. Per noi e per il Paese.
Allo stesso tempo, questo è il momento di guardare al futuro, con un impegno in prospettiva. L’Europa riuscirà a incidere sulla trasformazione digitale e sulla sostenibilità solo con un pieno coinvolgimento delle imprese, con un patto comune delle imprese europee. Noi, imprese lombarde, dobbiamo abbracciare questo cambiamento, questo crescente impegno europeo per l’Italia. Le risorse destinate al nostro Paese vanno utilizzate per trasformare la nostra società, per costruire l’economia del futuro, per generare crescita. Se non saremo capaci di farlo, sareL’approvazione del futuro quadro finanziar- mo schiacciati dal debito. io pluriennale e il nuovo programma Next Generation EU riconoscono l’ampiezza della E per la prossima generazione dobbiamo sfida davanti a noi e ne indicano l’orizzonte: chiederci: come prepariamo i giovani? Come l’importanza di prendere le decisioni di oggi mettiamo le persone in condizione di esattraverso gli occhi della prossima generazi- primere al meglio il loro potenziale? La base per fare questo è la formazione: la migliore one. Per questo, abbiamo in mente un’Europa che infrastruttura sociale. Questo è quello che non sia timida, che passi rapidamente dai deve tenerci svegli la notte. piani alle azioni, dalle buone intenzioni alla capacità di realizzazione. In questo percorso, Il rapporto delle imprese con la scuola e non c’è e non può esserci un fossato tra Brux- le università è una delle nostre priorità più elles e noi: noi siamo l’Europa. Dobbiamo importanti. In questi mesi abbiamo rafforavere una consapevolezza: i costi di quello zato le collaborazioni delle aziende sulla che non facciamo oggi, si ritorceranno contro formazione, in particolare negli ITS, anche di noi domani. facendo tesoro delle migliori esperienze europee. La formazione tecnica non è di seQuando, come imprese, ci troviamo davanti a rie B. Al contrario, è uno dei tasselli su cui un prestito a condizioni migliori di quelle del puntare per la ripartenza del manifatturiemercato, non perdiamo tempo: presentiamo un ro all’insegna dell’innovazione. piano di investimento e prendiamo quel prestito. Questo è quello che occorre fare con il MES, Puntare sulla prossima generazione vuol vista l’esigenza e l’urgenza che abbiamo nel dire liberare una volta per tutte il princinostro Paese di costruire la sanità del futuro. pale potenziale inespresso della nostra so-
cietà. Quello delle donne: nel lavoro, nella carriera, ai vertici del management. Quello dei giovani, che deve essere al centro della nostra idea di società. Non possiamo tenere le nostre migliori risorse in panchina. Qui ogni impresa è possibile: questo è il cammino di orgoglio che il nostro territorio merita. Questa è la prima grande sfida da intraprendere. L’imprenditore affronta ogni giorno sfide. A volte si tratta di sfide inaspettate, a volte si tratta di sfide che mettono in gioco la sicurezza. Altre volte ancora, si tratta di sfide che minano il buon governo dell’impresa. La cultura d’impresa è la responsabilità per la legalità. È stare in prima linea nell’azione contro la mafia, che ha ancora oggi un’allarmante attualità. Su questo tema dobbiamo rafforzare il nostro impegno, con tutti gli attori sociali ed economici che hanno a cuore la libertà. E con una vera regia europea, perché la mafia oggi non conosce confini. Infine, dobbiamo far sentire la nostra voce contro gli inaccettabili fenomeni di intimidazione e la deriva violenta verso le imprese. Per questo, ci tengo a manifestare la mia solidarietà a Marco Bonometti, Giuseppe Pasini e Stefano Scaglia. Davanti alle minacce, nessun imprenditore della Lombardia deve sentirsi solo. Torno a ripeterlo. Qui ogni impresa è e sarà possibile per un territorio unito, in grado non solo di tornare a crescere, ma di diventare paradigma di un nuovo sviluppo inclusivo. È un messaggio che vale anche per Milano. Il futuro di Milano passa per la riscoperta della sua “città infinita”. La radice di questa area vasta è proprio la storia manifatturiera: le storie delle nostre imprese, le specializzazioni che noi rappresentiamo. La priorità è l’Industria 4.0. Quando una cosa funziona, va sostenuta e rafforzata. E oggi, Industria 4.0 va ripristinata nel suo ruolo di misura «dirompente», per accelerare il cambiamento che le aziende devono affrontare: non solo l’acquisto di macchinari nuovi e tecnologia più avanzata, ma anche una trasformazione dei processi di business, produttivi e gestionali. In questi tempi drammatici le nostre imprese e tutti i lavoratori hanno già fatto il loro piano di ripresa e di resilienza. Ora ci aspettano mesi altrettanto difficili e importanti, che richiedono tutta la nostra attenzione e tutto il nostro impegno.
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Superbonus 110% verso la proroga al 2023 o 2024
Gianni Pietro Girotto a Edilportale Digital Forum: al lavoro su ampliamento beneficiari e testo unico delle detrazioni Proroga e miglioramento del Superbonus 110%. Sono le azioni su cui maggioranza e Governo intendono puntare nell’immediato, come spiegato dal senatore Gianni Pietro Girotto all’evento di apertura di Edilportale Digital Forum. “I bonus in edilizia si sono dimostrati un vero salvagente per quella crisi enorme iniziata nel 2008 – ha spiegato Girotto – il Superbonus è partito, molti cantieri sono aperti, quindi adesso è il momento di apportare delle migliorie”. In primis “l’estensione al 2023, meglio 2024, su cui c’è la piena disponibilità del Parlamento e del Governo”. La volontà di estendere l’orizzonte temporale del Superbonus al 2024 è stata confermata anche dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Riccardo Fraccaro, durante il collegamento al convegno “Telefisco”, organizzato da Il Sole24Ore. Dopo aver parlato dell’estensione, Girotto si è concentrato sulle iniziative in cantiere per migliorare la portata della misura. L’obiettivo è ampliare il numero di bene f i c i a r i , includendo gli alberghi, c h e sono stati molto penalizz a ti dalla crisi causata
dall’emergenza Coronavirus. Secondo Girotto, tra i beneficiari dovrebbero inoltre essere inclusi gli edifici con più unità immobiliari e unico proprietario. Girotto ha infine spiegato che, per rendere più chiaro il panorama delle detrazioni fiscali, il Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, ha intenzione di redigere un testo unico. Salvo proroghe, il Superbonus sarà in vigore fino al 31 dicemb r e 2021. N e i giorni
scorsi è stata inoltre annunciata l’intenzione di prorogare di un anno, quindi fino al 31 dicembre 2021, anche gli altri bonus edilizi, cioè ecobonus tradizionale, bonus ristrutturazioni, bonus facciate e bonus verde. Le detrazioni convivranno e la dotazione di un testo unico renderà più facile l’approccio per i cittadini interessati. Il bisogno di un riferimento unico per ottenere il Superbonus è emerso anche al convegno “Telefisco”, durante il quale Fraccaro ha annunciato una piattaforma unica, che dovrebbe essere utilizzata dai privati per chiedere informazioni all’Agenzia delle Entrate, Enea e Ministero dello Sviluppo Economico.
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Economia, per il prof. Messori (Luiss): «Le risorse europee vanno sfruttate al meglio per il futuro delle nuove generazioni» Le parole del Direttore della School of European Political Economy Programma Next Generation EU, SURE, MES e Recovery Fund sono solo alcune delle opportunità che l’Europa ha previsto per sostenere l’Italia dopo l’emergenza sanitaria che ne ha messo in ginocchio l’economia. Marcello Messori, Professore di Economia Europea e Banking and Financial Regulation alla LUISS e Direttore della School of European Political Economy approfondisce, per il magazine Genio&Impresa il piano degli investimenti europei. Una delle proposte che potrebbe essere una straordinaria opportunità per l’economia italiana è sicuramente il programma Next Generation EU: per la prima volta l’Unione Europea ha deciso di centralizzare l’emissione di un ingente ammontare di titoli di debito (750 miliardi di euro) da ripartire fra gli Stati membri in base all’impatto dello shock pandemico e ai preesistenti squilibri economici. “Basti pensare che attraverso questo piano europeo il nostro Paese ha ottenuto il più elevato ammontare di risorse in valore assoluto: circa 210 miliardi di euro, ripartiti in circa 90 miliardi di trasferimenti e 120 miliardi di finanziamenti a lungo termine a tassi di interesse prossimi a 0 – afferma il prof. Marcello Messori – Il disegno strategico degli i n vestimenti e delle riforme da realizzare può es-
sere ora finanziato con un ammontare di risorse ingente che, se utilizzato per iniziative rivolte all’innovazione digitale e alla sostenibilità ambientale e sociale, rappresenterebbe un grande passo avanti per l’economia. Le istituzioni europee ci stanno offrendo la straordinaria opportunità di allentare la scarsissima capacità fiscale per un congruo ma limitato periodo di tempo. Se il Paese dissipasse tale opportunità e usasse le risorse europee in modi inefficienti, gli squilibri macroeconomici italiani si aggraverebbero e il debito pubblico diventerebbe insostenibile”. Fra le altre iniziative europee di politica fiscale e monetaria vanno citate il SURE, lo strumento sviluppato per finanziare interventi di sostegno alla disoccupazione temporanea, 10 miliardi che l’Europa ha destinato all’Italia e il Meccanismo Europeo di Stabilità (MES), detto anche Fondo salva-Stati, che potrebbe coprire le spese per il
rafforzamento della sanità fino al 2% del PIL del paese richiedente. Il Recovery Fund, programma di finanziamento europeo, mira a rilanciare l’economia dell’UE incentivando e sostenendo l’investimento privato e le riforme relative ai progetti relativi all’innovazione digitale, alla sostenibilità ambientale e sociale. Se approvati, dalla metà del 2021 i singoli progetti saranno finanziati per tranche in base a un sistematico monitoraggio del loro effettivo avanzamento in modo conforme a quanto preventivato. Ma non solo, la BCE ha previsto un ammontare di liquidità pari ad almeno 1.800 miliardi di euro entro la metà del prossimo anno per sostenere le economie degli stati membri. Marcello Messori, uno di dieci fra i più autorevoli analisti italiani, è gli tra autori del volume “Italia 2030. Proposte per il futuro” di Assolombarda. Nelle Conclusioni del volume si riprendono molte delle raccomandazioni specifiche, suggerite all’Italia dalla Commissione europea nel 2019, e si anticipano aspetti rilevanti del programma Next Generation EU, elaborato dalla nuova commissione europea di Ursula von der Leyen al momento del suo insediamento.
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Urbanpromo social housing ONLINE, dal 17/11/2020 al 18/11/2020 Ente Organizzatore: Istituto Nazionale di Urbanistica e Urbit Contatti: urbanisticaitaliana@legalmail.it 051.6486886 Link: http://urbanpromo.it L’abitare sociale è il grande tema al centro di Urbanpromo Social Housing, manifestazione specialistica promossa dall’INU. Un settore, quello dell’housing sociale, che negli ultimi anni ha sviluppato una relazione sempre più stretta e fruttuosa con azioni e programmi riconducibili alla rigenerazione urbana. Da anni Urbanpromo Social Housing è l’unico evento italiano interamente dedicato alle politiche abitative, ai loro strumenti, ai settori e alle modalità di intervento. L’evento si terrà in modalità “mista”: sia alla Triennale di Milano che in sede virtuale. Urbanpromo Progetti per il Paese e Urbanpromo social housing sono organizzati da Inu e Urbit e promossi insieme con Fondazione Cariplo, Compagnia di San Paolo e Fondazione Sviluppo e Crescita CRT. Partecipano alla reali z z a z i o n e d e l l e m a n i f e s t a z i o n i C D P i S g r, F o n d a z i o n e H o u s i n g S o c i a l e e Fondazione CRC.
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Urbanpromo Progetti per il Paese ONLINE, dal 17/11/2020 al 20/11/2020 Ente Organizzatore: Istituto Nazionale di Urbanistica e Urbit Contatti: urbanisticaitaliana@legalmail.it 051.6486886 Link: http://urbanpromo.it Urbanpromo “Progetti per il Paese” è formato da una esposizione di progetti e da un qualificato programma di convegni. L’evento si terrà in modalità “mista”: sia alla Triennale di Milano che in sede virtuale. Urbanpromo Progetti per il Paese e Urbanpromo social housing sono organizzati da Inu e Urbit e promossi insieme con Fondazione Cariplo, Compagnia di San Paolo e Fondazione Sviluppo e Crescita CRT. Partecipano alla reali z z a z i o n e d e l l e m a n i f e s t a z i o n i C D P i S g r, F o n d a z i o n e H o u s i n g S o c i a l e e Fondazione CRC.
Appuntamenti
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FEL - Festival edilizia leggera ONLINE, dal 19/11/2020 al 21/11/2020 Ente Organizzatore: Fel FEL è l’evento itinerante dedicato al settore professionale del colore e dell’edilizia leggera. Il Festival è in grado di mette in comunicazione tra loro le grandi categorie del mondo professionale: l’azienda produttrice, il distributore, la rivendita professionale e l’appli catore artigiano/impresa. Possono esporre solo grandi e piccoli marchi di produttori che, con i propri distributori attivi sul territorio, propongono e pianificano la visita ai propri clienti (imbianchini, pittori edili, decoratori, posatori, architetti, geometri, ingegneri, imprese edili ecc…). I temi principali dell’evento ruotano intorno al mondo dell’edilizia leggera. Partendo dal colore, toccano argomenti come il risparmio energetico, la costruzione a secco, e il risanamento edilizio. Contatti: +39 342 9732211 Link: http://fel.edilizialeggera.it/festival-edilizia-leggera/ . .
Smart Building Levante - Smart technologies for mediterranean countries FIERA DEL LEVANTE, BARI , dal 19/02/2021 al 20/02/2021 Ente Organizzatore: Pentastudio Smart Building Levante ha scelto quindi un timing strategicamente fondamentale per ricollocarsi nel calendario fieristico, funzionale all’attesa ripresa economica che proprio nei primi mesi del 2021 si giocherà molte delle sue carte. “ Vo l e v a m o o ff r i r e a l l e a z i e n d e d e l n o s t r o s e t t o r e e a g l i o p e r a t o r i d e l S u d Italia uno strumento ideale per agganciare quel rimbalzo annunciato da tutti gli analisti e per archiviare un 2020 da dimenticare – continua Baldin -, e ci sembrava bello che questo rimbalzo cominciasse dal nostro Meridione, che grazie all’innovazione tecnologica ha una chance di crescita importantissima, favorita dai provvedimenti di rilancio del Governo, che nella home and building automation e nella svolta green hanno uno dei cardini fondamentali”. Nelle giornate del 20-21 novembre 2020, quando si sarebbe dovuta svolgere la Fiera, Pentastudio organizzerà la Smart Building Levante Digital Edition, un evento virtuale che coinvolgerà gran parte dei protagonisti di Smart Building Levante, sperimentando una formula innovativa di comunicazione, formazione e marketing. Contatti: +39 0444 543133 info@smartbuildingitalia.it Link: http://smartbuildingitalia.it/levante?mc_cid=5d5077c746&mc_ eid=9c4ca8bd08
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FEBBRAIO 2020 - NUMERO 23
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News
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