IL MAGAZINE DEDICATO AI BANDI E ALLE INIZIATIVE IN PROJECT FINANCING
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IL MAGAZINE DEDICATO AI BANDI E ALLE INIZIATIVE IN PROJECT FINANCING MAGAZINE IL MAGAZINE DEDICATO AI BANDI E ALLE INIZIATIVE IN PROJECT FINANCING
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Aziende e tecnologia: siamo nel pieno dell’Industria 4.0! .................................. > pag. 4 Privacy, le aziende guardano Aziende e tecnologia: siamo per alliall’Intelligenza Artificiale nel pieno dell’Industria 4.0! nearsi alla normativa Credito d’imposta per l’adegua.................................. > pag. > 4 pag. 10 .................................
mento degli ambienti di lavoro, i chiarimenti del Fisco Aziende e tecnologia: siamo pagina 10
Privacy,Aziende le aziende guardano innovative: Re Manfrenel pienodidell’Industria all’Intelligenza Artificiale per Scuola alliTrasporti e la4.0! App Bus .................................. > pag. 4 Industria 4.0: la prospettiva nearsi alla normativa Tracker
sul nuovo credito d’imposta ................................. > pag.pag. 10 12-13 .............................. Privacy, le aziende guardano pagina18 all’Intelligenza Artificiale alliAziende innovative: Reper Manfrenearsi alla normativa di Superbonus Trasporti e la App Scuola Bus 110%, ................................. > pag. 10 Tracker Conte: «intendiamo estenderlo
.............................. pag. 12-13 anche oltre il 2021» Aziende innovative: Re Manfre- pagina 25 e la Pay AppClick Scuola Pubblicazione mensile in formato digitale sul sito www.project-financing.it di TrasportiEditore Srl Bus Tracker FEBBRAIO www.project-financing.it .............................. pag. 12-13 2020
N. 23
Pubblicazione mensile in formato digitale sul sito www.project-financing.it
www.project-financing.it
Editore Pay Click Srl
N. 23 FEBBRAIO 2020
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project-financing.it FEBBRAIO 2020 - NUMERO 23
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> News Il project-financing.it magazine di Project -financing FEBBRAIO 2020 - NUMERO 23 anno III •SETTEMBRE 2020 • numero 28 Il Magazine di Project-Financing.it Anno III◦FEBBRAIO 2020◦N. 23
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Sommario
Editoriale L’importanza dell’evoluzione tecnologica digitale e le sue implicazioni per il mondo del lavoro. Il Bonus Formazione 4.0 in ambito aziendale
Sommario
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Direttore Responsabile Direttore Maria RosariaResponsabile De Leonardis Maria Rosaria De Leonardis Realizzazione editoriale eRealizzazione pubblicita’ editoriale e pubblicità Pay Click Srl Pay Click Srl Viale degli Artigiani, 9 Viale degli Artigiani, 9 71121 - Foggia (FG) 71121 - Foggia (FG) Pec: payclicksrl@pec.net Pec: payclicksrl@pec.net P. Iva: 04167300716 P. Iva: 04167300716 Sito web Sito web www.project-financing.it www.project-financing.it Progetto grafico Progetto grafico Pay Click Srl Mediaweb Graphic Viale degli Artigiani, 9 www.soluzionimediaweb.it 71121 - Foggia (FG) Foto: pixabay.com Foto: pixabay.com Testata giornalistica registrata Testata giornalistica registrata al Tribunale di Foggia n. 3 del al22/03/2018 Tribunale di Foggia n. 3 del 22/03/2018 ................................................ ................................................ E’E’vietata la riproduzione vietata la riproduzione anche ancheparziale testi parziale dei dei testi e materiale foetografico materiale fotografico
EDITORIALE FOCUS PUGLIA:spesi 3 miliardi di euro contro i 3,2 del 2018
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Tutte le novità sulla cessione del credito 2020 per ecobonus e sisma bonus Think Global - Nuveen Real Estate: il lavoro femminile contribuisce al successo delle città
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IL PARERE LEGALE Credito d’imposta per essere l’adeguamento degliper ambienti di lavoro, i chiarimenti del Fisco Appalti, si può esclusi colpe del subappaltatore?
> 05 L’infungibilità beni e ilfacciate d.l. n. 76/2020: problema risolto fino al 31 dicembre 2021? A rischio ildei bonus 2020! > 07 LaModalità riforma fiscale durante il covid: inopportuna e decontestualizzata di ottenimento del documento unico di regolarità fi09 scale (DURF) > Turismo: a rischio 1,3 milioni di posti di lavoro. il 2019 era stato l’anno record per l’occupazione, ma le fatto aziende guardano Artificiale per allinela Privacy, pandemia ha bruscamente invertireall’Intelligenza la rotta arsi alla normativa > 10 Industria la prospettiva Scuola4.0:Bus Tracker:sul nuovo credito d’imposta la App innovativa della Re Manfredi Trasporti > 12 Customer experience management: la rivoluzione copernicana per le aziende orientate al Progettazione con calcoli complessi, nullo il contratto con il gesuccesso ometra
Superbonus 110%, nuove regole in vigore dal 6 ottobre 2020: vecchi limiti per i lavori già iniziati
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> 16/18 Fotovoltaico, impianti e batterie accedono al Superbonus 110% ‘con limiti di spesa autonomi Appuntamenti > 20/22 Bandi
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Superbonus 110%, Conte: ‘intendiamo estenderlo anche oltre il 2021’Bandi
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Editoriale L’importanza dell’evoluzione tecnologica digitale e le sue implicazioni per il mondo del lavoro. Il Bonus Formazione 4.0 in ambito aziendale Con l’evento “L’evoluzione tecnologica digitale e le sue implicazioni per il
mondo del lavoro”, contestualmente all’inaugurazione anno accademico ITS Meccatronico Veneto e ITS LAST, si è aperto CI.TE.MO.S. Ad ospitare la quarta edizione festival dedicato a CIttà, TEcnologia, MObilità
Sostenibile organizzato da Confartigianato Impresa Vicenza, è la Basilica
Palladiana (nel pieno rispetto delle norme di sicurezza e distanziamento sociale) con
possibilità comunque di seguire in streaming tutti gli eventi.
Il Ministro allo Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli ha inviato un lungo messaggio a Confartigianato in cui ha ricordato, tra l’altro, come “(…) Occorre uno sforzo congiunto di istituzioni, imprese, corpi intermedi, cittadini e soprattutto dei giovani qui presenti cui abbiamo il dovere di lasciare il miglior mondo possibile”.
Gli ITS – Istituti Tecnici superiori sono realtà attive da una decina di anni che erogano corsi post diploma biennali in cui la parte teorica vede nei panni di docenti personale proveniente dal mondo
dell’impresa ed è prevista anche una corposa parte pratica con periodi in azienda, stage ed esperienze all’estero. Un percorso formativo che consente ad oltre il 90% dei diplomati di trovare lavoro
subito proprio perché “risponde alle necessità di job description delle imprese da un lato e dei desiderata dei ragazzi dell’altro”, ha spiegato Speri. “Una sorta di ponte tra diploma e mondo del lavoro; si tratta di realtà che rispondono ad un bisogno formativo in tema di tecnologia che non sempre può
essere soddisfatto, non per colpa loro, nelle scuole superiori e nelle università e gli ITS fanno tutto ciò senza sovrapporsi a quest’ultime né mettendo in discussione l’importanza del sapere teorico”, ha aggiunto Spanevello. “Quello che dobbiamo fare è accompagnare la transizione ad un mondo
più tecnologico e digitale e non farci guidare. Per questo credo che, più che cercare di fare un elenco di quali saranno i lavori del futuro, tra l’altro difficile visto il ritmo di progressione delle tecnologie,
è importante che i ragazzi abbiano competenze, voglia di fare e passioni. Grazie a questi requisiti si può avere una mente aperta e quindi trovare la propria strada”, ha proseguito Spanevello.
“Certe competenze – ha aggiunto Speri- saranno date sempre più per scontate, pensiamo a quelle
digitali o alla conoscenza delle lingue, altre però vanno recuperate. Pensiamo a tutte quelle ‘competenze trasversali’ e di relazione che, per lavorare bene e con gli altri, sono altrettanto importanti”.
Ma il bisogno formativo non nasce solo tra i banchi di scuola ma anche e soprattutto all’interno delle aziende…è per questo che sempre più imprenditori stanno valutando la possibilità di formare il proprio personale dipendente in maniera totalmente gratuita grazie al Bonus Formazione 4.0.
Una delle aziende nostre partner è la Finaform Srl, che fornisce consulenza gratuita sui piani formativi da poter attuare in azienda per ottenere il Bonus.
Non perdete questa grande opportunità, la formazione è un valore aggiunto da cui non si può prescindere!
Buona Lettura!
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Philips presenta il Rapporto sull’Economia del Benessere 2020 Gli italiani costretti dalla crisi Covid-19 a rivedere scelte e priorità La spesa complessiva scende a 37 miliardi di euro contro i 43 miliardi del 2018
FOCUS PUGLIA: spesi 3 miliardi di euro contro i 3,2 del 2018
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li italiani continuano a sentirsi bene e, in larga parte, a essere attenti alla cura di sé e della propria immagine, ma la crisi Covid-19 ha inevitabilmente fatto sentire i propri effetti, con ripercussioni sugli acquisti di prodotti e servizi per il benessere, scesi nell’ultimo anno a 37 miliardi di Euro, contro i 43 miliardi del 2018 (rilevazione: ottobre 2018). Questo il dato principale che emerge dal Rapporto sull’Economia del Benessere 2020[1], seconda edizione dell’indagine voluta da Philips e realizzata da DOXA per analizzare stili di vita, abitudini e tendenze di consumo degli italiani. In Puglia la spesa per il benessere ammonta a 3 miliardi di euro, dei quali il 40% è riservato alla sana alimentazione, il 22% alla cura del corpo[2] e il 18% all’attività fisica. I pugliesi emergono tra gli abitanti del Belpaese come quelli che valutano più positivamente il proprio stato di salute. Il 40% lo ritiene addirittura molto buono o eccellente (Vs 32% Set
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media nazionale) mentre lo quantomeno buono l’85% degli intervistati (Vs 81% media). Gli abitanti della regione sono anche tra quelli che meno hanno ridotto la propria spesa per il benessere, una diminuzione di circa 200 mln di € rispetto al 2018, per un calo percentuale del 6% (Vs 14% media nazionale). Nonostante la Puglia, un po’ come tutto il mezzogiorno, abbia subito un impatto del Covid-19 meno forte rispetto al nord del paese, i suoi abitanti sono tra quelli che manifestano un maggiore cambiamento di atteggiamento verso la salute a seguito della pandemia. Il 36% dei pugliesi dichiara infatti di essere diventato più sensibile e attento (Vs 30% media nazionale). Riguardo alla sana alimentazione, gli abitanti della regione mostrano una certa propensione verso le scelte eco-friendly. Questa si manifesta non solo in una crescita nella frequenza di acquisto di prodotti e marche green durante l’emergenza Covid-19, aumentata per il 32% dei pugliesi (Vs 29% media nazionale), ma anche
nella disponibilità a spendere di più pur di acquistare prodotti alimentari green (42% Vs media 39%), o elettrodomestici ecosostenibili (46% Vs media 40%). Malgrado il calo nella spesa (-20% Vs 2018), la Puglia emerge come la regione italiana con gli abitanti più attenti alla Cura del corpo, con una percentuale di quanti vi dedicano almeno
40% della spesa riservato alla sana alimentazione (vs 41% 2018), 23% alla cura del corpo[3] (vs 24% 2018) e 19% all’attività fisica (Vs 20% nel 2018) - sono i numeri in termini assoluti a far emergere un quadro sostanzialmente diverso. La spesa in sana alimentazione ammonta quest’anno a 14,9 mld di €, registrando una contrazione del -15% rispetto ai 17,5 mld del 2018, quella per la cura del corpo è scesa a 8,6 mld € dai 10,2 mld € della scorsa rilevazione (-15%), mentre quella per l’attività fisica è pari a 7,1 mld €, segnando un decremento del -17% dagli 8,6 mld € del 2018. Dopo mesi di lockdown, in cui i cittadini italiani sono stati soggetti a elevati livelli di tensione e incertezza, non è casuale che a reggere il confronto con la rilevazione precedente siano proprio la spesa per la gestione dello stress (4,8 mld vs 4,9 mld 2018 pari a -2%) e per il sonno. Quest’ultima va addirittura in controtendenza, raggiungendo i 2,1 mld €: una crescita del +16% rispetto agli 1,8 mld € del 2018.
un quarto del proprio tempo pari al 39% (Vs 31% media nazionale). Cresce invece significativamente (+38% Vs 2018) la spesa per la gestione dello stress, a fronte di livelli medi praticamente invariati e di una percentuale di “stressati cronici” addirittura in calo (29% Vs 32% nel 2018). In controtendenza rispetto alla media nazionale la spesa per combattere l’insonnia, che cala del 16% rispetto al 2018. “La crisi indotta dal Covid-19 ha impattato anche sulla spesa che gli italiani dedicano a prodotti e servizi per il benessere, che hanno registrano una contrazione di oltre 6 miliardi rispetto al dato 2018” - ha commentato Simona Comandè, General Manager Philips Italia, Israele e Grecia. “A questo periodo di sfide senza precedenti, Philips ha risposto mettendo al centro 3 elementi chiave della nostra strategia: innovazione, digitalizzazione e sostenibilità. Creare dunque soluzioni all’avanguardia, in grado di fare la differenza, an-
che a distanza, per clienti e consumatori, e di supportare al tempo stesso i nostri obiettivi di sviluppo sostenibile. Abbiamo lavorato per trasformare un problema in un’opportunità e proprio la crescente attenzione dei consumatori italiani verso la sostenibilità e l’ambiente, emersa da questa seconda edizione del nostro Rapporto, ci stimola a rinnovare il nostro impegno quotidiano a migliorare la vita delle persone”.
Italia
L’81% degli abitanti del Belpaese valuta oggi positivamente il proprio stato di salute generale, un dato praticamente invariato rispetto alla precedente edizione del Rapporto. Ciononostante l’emergenza Covid-19 ha generato contraccolpi significativi sulle pratiche e gli acquisti orientate alla prevenzione, alla sana alimentazione e alla componente edonistica del benessere. Sebbene la ripartizione del paniere di spesa sia in linea con quanto rilevato nella prima edizione della ricerca -
La quota più consistente, 1,18 miliardi di euro, alla sana alimentazione (Vs 1,3 mld 2018) Seguono la cura del corpo (675 mln Vs 840 mln 2018) e l’attività fisica (537 mln Vs 544 mln 2018) 7
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Think Global - Nuveen Real Estate: il lavoro femminile contribuisce al successo delle città Una percentuale più alta di donne nella forza lavoro è un indicatore che gli investitori immobiliari dovrebbero considerare per identificare le città di maggior successo La presenza delle donne nel mondo del lavoro aumenta la produttività delle aziende e delle città. Diversi studi riportano ormai una serie di elementi a sostegno di questa conclusione. Il punto più ovvio è che l’economia semplicemente perde talenti, idee e capacità di metà della popolazione se le donne non sono coinvolte nell’attività economica. Le donne possono portare un approccio diverso alle sfide e alle attività di svolgere e spesso sono più idonee a creare e vendere prodotti alle donne, che a loro volta beneficiano di un aumento del reddito a loro disposizione, generando un circolo virtuoso che si auto-rinforza. Uno studio McKinsey del 2015 ha stimato che un ulteriore 26% (pari a 28 trilioni di dollari) potrebbe essere aggiunto al PIL globale annuo nel 2025 se si raggiungesse la piena parità di genere, rispetto allo scenario “business as usual”. Inoltre, una maggiore integrazione delle donne nella forza lavoro può rappresentare come una misura sostitutiva per modernizzare le società cittadine. I Paesi, le città e le aziende in cui le donne hanno raggiunto la loro giusta quota hanno maggiori probabilità di massimizzare i loro talenti e consentire il libero flusso di idee, evitando l’esclusione basata non solo sul genere ma anche sulla religione, sull’età o sull’etnia. Anche il calcio, senza dubbio uno degli ambienti più maschili della società Set
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europea, ha iniziato a rendersi conto dei benefici della diversità di genere. L’anno scorso, un titolo di giornale riportava che “le ragazze di punta dell’Arsenal sono migliorate dopo essere state messe su un piano di parità con i ragazzi”. L’Arsenal, squadra di calcio londinese che milita nella Premier League, ha invitato le ragazze più promettenti ad allenarsi insieme ai ragazzi più promettenti, concentrandosi sulla qualità dei giocatori piuttosto che sul genere. Il responsabile dell’Arsenal Academy ha sottolineato che non è solo un gesto simbolico: “donne e
uomini sono entrambi altamente capaci”. Ha anche riconosciuto che giocare con le ragazze lo ha aiutato a “capire fin dall’inizio quanto sia importante essere prima di tutto capace, ma anche essere umile, rispettoso e disciplinato. Questo è ciò che stiamo cercando di ottenere con questi giovani, per prepararli non solo ad una carriera calcistica ma anche ad affrontare la realtà “. Il manager ritiene che ci siano vantaggi in entrambe le direzioni e non siano solo le ragazze ad essere motivate a dare il meglio - è una situazione vantaggiosa per tutti.
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Credito d’imposta per l’adeguamento A p pu n ta me n ti degli ambienti di lavoro, i chiarimenti del Fisco FEBBRAIO 2020 - NUMERO 23
L’affidamento diretto e gli acquisti infra 40.000 euro nelle procedure telematiche. Guida operativa per il RUP sull’intera procedura di affidamento Il nuovo sistema dei controlli. La stipula contrattuale e l’imposta di bollo. Le novità previste dalla Legge di bilancio e dall’emanando Regolamento unico. Gli obblighi di digitalizzazione delle procedure di gara: MePA, Piattaforme regionali, centrali di committenza e SDAPA. La disciplina dei settori speciali.
L’Agenzia delle Entrate ha chiarito quanto previsto dall’articolo 120 del decreto rilancio Luogo e Data: Trieste - 23 aprile 2020 / 9.00 - 13.00 e 14.00 - 16.00
Dott. Tommaso Mazziotti Docente: Giancarlo Direttore Generale Cred.it Spa Sorrentino
La gara telematica, oltre ad essere un obbligo imposto dalla normativa sulla spending review; è soprattutto uno strumento per
reingegnerizzare i processi di acquisto e garantire i principi di economicità, efficacia, trasparenza, imparzialità, pubblicità, tutela Per info e contatti: t.mazziotti@creditspa.it dell’ambiente ed efficienza energetica previsti dal Codice dei contratti.
Il corso, di taglio fortemente operativo, si pone come una vera e propria guida al RUP per la gestione dell’intera procedura. Infine, riferimento agli ascensori, il Dcpm Con la risposta n. 361, ail’Agenzia ricomprese in tale gligliintersaranno consegnati partecipanti i formulari predisposti dalinsieme docente per affidamenti di importo inferiore a 40.000 € (con il delle Entrate hadel chiarito quanto pre- venti edilizi funzionali alla riapertu- del 17 maggio 2020 e l’allegato A criterio minor prezzo e dell’offerta economicamente più vantaggiosa). visto dall’articolo 120 del decreto ri- ra o alla ripresa dell’attività, fermo all’ordinanza n. (..) della Regione lancio, relativo al credito d’imposta restando il rispetto della disciplina (...) (recante Linee guida per la riper l’adeguamento degli di urbanistica; gliper interventi per l’acqui- apertura delle Attività Economiche SaMoTer 2020 31°ambienti Salone internazionale macchine costruzioni lavoro. In particolare, il riferimento sto di arredi finalizzati a garantire la e Produttive) prevedono esclusivaè alle spese installa- al riapertura FIERAdiDI acquisto VERONA, dale16/05/2020 20/05/2020 delle attività commerciali mente che: ‘L’utilizzo degli ascenzione di un ulteriore ascensore in riin sicurezza (cosiddetti ‘arredi di si- sori dev’essere tale da consentire Ente Organizzatore: Veronafiere il rispetto della distanza spetto delle misure di contenimento curezza)”. La Fiera punta sempre più su innovazione tecnologica, internazionalità, contenuti e approfondimenti formativi per gli interpersooperatori. nale, pur con la mascherina, contro la diffusione del Covid-19. L’Agenzia delletanto Entrate poi ricor- venduti finora hanno fatto segnare un +66%preUn progetto su cui le imprese hanno deciso di investire, che gliha spazi espositivi L’Agenziarispetto delle aEntrate, settembrecon 2016.la sua dato che secondo quanto chiarito vedendo eventuali deroghe in caso risposta, ha prima ricordato quanto dalla circolare, “è necessario che le di componenti dello stesso nucleo familiare/gruppo diSamoter viaggiatori’. Segnali positivi 120 che riflettono la parallela risalita di del interventi mercato delleagevolabili macchine da di costruzioni italiano. Nel 2020 rappre- Si previsto con l’articolo del decretipologie tratta, quindi, di prescrizioni destisenterà l’unico eventon.per Europa e quindi 1l’occasione per costruttori e buyer di capitalizzare gli effetti della ripresa. to legge 19 maggio 2020, 34laefiliera ha incui al punto siano stati prescritti nate a regolamentare l’uso degli L’offertaquanto espositiva del salonecon di Veronafiere sarà inoltre ancora più trasversale e completa. poi sottolineato disposto da disposizioni normative o previsti impianti esistenti che non impongoOltre alla consueta presenza di Asphaltica, rassegna su tecnologie e soluzioni per pavimentazioni e infrastrutture stradali orgala circolare del 10 luglio 2020, n. 20. dalle linee guida per le riaperture no in alcun l’incremento nizzatainconparticolare, Siteb-Strade che italiane 31° Samoter vedrà il debutto di ICCX Southern Europe,modo il principale evento perdegli il Evidenziando, al e bitumi, delle ilattività elaborate da amminiascensori, al fine a garantire la riacomparto della prefabbricazione in calcestruzzo, in collaborazione con ad-media GmbH. paragrafo 2.1. “la circolare precisa strazioni centrali, enti territoriali e pertura delle attività commerciali in che gli interventi agevolabili sono locali, associazioni di categoria e sicurezza”. quelli necessari al rispetto delle ordini professionali”. prescrizioni sanitarie e delle misure L’Amministrazione finanziaria ha In conclusione, l’Agenzia delle Enfinalizzate al contenimento della dif- quindi specificato che “l’acquisto e trate ha affermato che le spese soCostruire in Verde - Assoverde: un cambio di passo per lo sviluppo sostenibile fusione del virus SARS-CoV-2, tra l’installazione di un ulteriore ascen- stenute nel corso del 2020 per l’accui rientrano espressamente: quelli sore che non rientra tra gli interventi quisto e l’installazione di un ulteriore FIERA DI MILANO (RHO) - SALA CONVEGNI - PADIGLIONE 20 - M48, dal 01/09/2020 al 30/09/2020 edilizi necessari per il rifacimento espressamente menzionati al punto ascensore non rientrano tra quelle di spogliatoi mense, per la realizsub a), Italiana non è Costruttori riconducibile nemme- per cui è possibile fruire del credito EnteeOrganizzatore: Assoverde – Associazione del Verde zazione di spazi medici, di ingressi no alle ipotesi di cui al punto sub d’imposta per l’adeguamento degli ambientiambientale, di lavoro, cui all’articolo e spazi comuni, per l’acb)”.delEverde ha -sottolineato che,temi “come La centralitànonché e le potenzialità del settore in risposta ai grandi dell’inquinamento deldi dissesto idroge120 del decreto rilancio. quisto di ologico, arredi della di sicurezza. Sono peraltro confermato dall’istante, con qualità e della salubrità degli spazi urbani - costituiscono il filo conduttore del Convegno che si terrà alla Fiera di Milano (RHO), in occasione della manifestazione “MyPlant&Garden”. L'evento inizialmente previsto per febbraio è stato rimandato a settembre. Sono sempre più forti le sollecitazioni volte a contrastare le emergenze in atto, verso la ricostruzione di equilibri eco-sistemici e a salvaguardia delle bio-diversità, sia all’esterno che all’interno delle città. In questa direzione trovano spazio le politiche di riforestazione degli ambienti naturali; il riferimento all’ingegneria naturalistica nelle grandi opere infrastrutturali; la strategia delle “infrastrutture verdi”; le recenti introduzioni, anche nel nostro Paese, di “tetti verdi”, “verde verticale”, “forestazioni urbane”. Il verde diviene “risorsa strategica” - per pianificare, riqualificare, salvaguardare, proteggere, costruire, arredare - rispetto alle molteplici funzioni ecologiche, ambientali, igienico-sanitarie, sociali e ricreative, culturali e didattiche, estetiche ed architettoniche che svolge. Il Convegno promosso da Assoverde – Associazione Italiana Costruttori del Verde sarà l’occasione per mettere a confronto e raccordare su tali temi i diversi operatori del settore (Istituzioni, Imprenditori, Università e Professionisti), con il fine di condividere obiettivi e promuovere azioni coordinate, rispetto alle specifiche competenze, alle risorse e alle opportunità in campo.
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Il parere
Legale
A cura dell’avvocato Paolo
Caputo
L’infungibilità dei beni e il d.l. n. 76/2020: problema risolto fino al 31 dicembre 2021?
1. Le previsioni del d.l. semplificazioni. 1.1. Il d.l. n. 76/2020, convertito con modificazioni, in legge n. 120/2020 introduce rilevanti novità nel sistema di gestione degli acquisti sottosoglia imponendo, seppure in via transitoria per un anno, una deroga all’assetto delineato dall’art. 36, comma 2 del d.lgs. n. 50/2016. In particolare, il decreto dispone che le stazioni appaltanti procedono all’affidamento delle attività di esecuzione di lavori, servizi e forniture, nonché dei servizi di ingegneria e architettura (inclusa l’attività di progettazione) mediante affidamento diretto per importi inferiori a € 75.000 e tramite procedura negoziata senza bando ex art. 63 del d.lgs. n. 50/2016 per assegnazioni di importo pari o superiore a € 75.000 e fino alle soglie comunitarie. Il tutto, come si è anticipato, “in deroga all’art. 36, comma 2 del d.lgs. n. 50/2016” (così gli artt. 1, comma 1 e 2, comma 1 del d.l.). Si passa, quindi, da un range di quattro modalità procedurali fino ad ora esperibili nel sotto soglia (affidamento diretto, affidamento diretto previa consultazione del mercato, procedura negoziata senza pubblicazione del bando e procedura aperta) ad uno ristretto di due (come si è visto, affidamento diretto e procedura negoziata senza pubblicazione del bando). La novella, peraltro, sembra non avere efficacia circoscritta soltanto agli affidamenti connessi all’emergenza Covid-19. In effetti, l’art. 1 comma 2 del d.l. ne prevede indiscriminatamente l’applicazione alle “procedure di affidamento delle attività di esecuzione di lavori, servizi e forniture, nonché dei servizi di ingegneria e architettura, inclusa l’attività di progettazione” e l’unico riferimento all’emergenza si rintraccia in sede di esplicitazione degli scopi dell’intervento governativo, che si concretizzano nel “fine di incentivare gli investimenti pubblici nel settore delle infrastrutture e dei servizi pubblici, nonché nel fine di far fronte alle ricadute economiche negative a seguito delle misure di contenimento e dell’emergenza sanitaria globale del Covid-19” (artt. 1, comma 1 e 2, comma 1). Pare, quindi, doveroso concludersi che la disciplina del d.l. trovi applicazione per tutti gli affidamenti, a prescindere dalla correlazione con l’emergenza sanitaria e al dichiarato scopo di smorzarne gli effetti economici negativi. 2. Le ricadute del d.l. semplificazioni sugli acquisti di beni infungibili o coperti da privativa industriale 2.1. La riduzione delle procedure di affidamento da quattro (affidamento diretto, affidamento diretto previa consultazione del mercato, procedura negoziata senza pubblicazione del bando e procedura aperta) a due (come si è visto, affidamento diretto e procedura negoziata senza pubblicazione del bando) impinge direttamente – e non poco – sul tema oggetto della ricerca. In effetti, dalle risultanze di un questionario somministrato ad alcune aziende ospedaliere italiane (nell’ambito del Master FARE 2020-21) emerge che il 33% circa degli acquisti effettuati dalle medesime hanno ad oggetto beni infungibili o coperti da privativa industriale e che, di questi, il 41% è stato assegnato previa indagine di mercato o avviso esplorativo di manifestazione di interesse volta a verificare la dichiarazione di infungibilità o privativa industriale e il rimanente 59% direttamente. C’è da chiedersi, pertanto, se – in ragione delle sopra richiamate previsioni del d.l. semplificazioni – ora e fino al 31.12.2021 si debba (?) necessariamente assegnare direttamente il 100% delle acquisizioni infungibili o coperte da
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privativa. Prima di analizzare le possibili soluzioni, sembra utile richiamare l’attenzione sul fatto che ciò determinerebbe una consistente riduzione della concorrenza in un ambito in cui l’acquisizione delle informazioni dal mercato è di primaria importanza per superare asimmetrie informative nelle quali inevitabilmente versa l’Amministrazione. Al riguardo, in effetti, nelle Linee Guida n. 8 (Ricorso a procedure negoziate senza previa pubblicazione di un bando nel caso di forniture e servizi ritenuti infungibili) l’ANAC ha precisato che, ove si prospetti un acquisto asseritamente infungibile, “la stazione appaltante deve informare il mercato, con congruo anticipo, circa le proprie intenzioni di acquisto, invitando gli operatori economici a suggerire e a dimostrare la praticabilità di soluzioni alternative a quelle che porterebbero a concludere per l’esistenza di un unico fornitore” (punto 2.3.). In altri termini, per valutare se sussistono e sono percorribili alternative al prodotto specifico richiesto, va necessariamente sondato il mercato di riferimento. Va da sé che, in mancanza di consultazioni degli operatori del settore, la stazione appaltante non può che procedere unicamente sulla base delle informazioni fornite dai richiedenti l’acquisizione, che potrebbero essere parziali o non aggiornate. 2.2. A fronte delle delineate criticità non rimane, dunque, che provare a tracciare alcuni possibili scenari applicativi. 2.2.1 Richiamate le considerazioni svolte sub 1.2. si potrebbe decidere, in ogni caso, di continuare a dare applicazione alle Linee Guida Anac n. 8, le quali, se è ben vero che non sono vincolanti, è altrettanto vero che rappresentano tuttora atti di regolazione efficaci ai sensi dell’art. 213 del d.lgs. n. 50/2016, non derogato dal d.l. semplificazioni. Di fatto, si potrebbe configurare il tutto (soltanto) alla stregua di una diversa articolazione dell’affidamento diretto, che verrebbe preceduto da un’indagine formalizzata con avviso pubblico a manifestare interesse. La soluzione, finalizzata a mantenere una minima garanzia concorrenziale, sconta, tuttavia, un limite assai rilevante, ossia il rischio di non riuscire a rispettare le tempistiche imposte dall’art. 1, comma 1 del d.l. n. 76/2020, ai sensi del quale “l’aggiudicazione o l’individuazione definitiva del contraente avviene entro il termine di due mesi dalla data di adozione dell’atto di avvio del procedimento”, con la precisazione che “il mancato rispetto dei termini […], la mancata tempestiva stipulazione del contratto e il tardivo avvio dell’esecuzione dello stesso possono essere valutati ai fini della responsabilità del responsabile unico del procedimento per danno erariale […]”. Com’è noto, infatti, nelle richiamate Linee Guida n. 8 l’ANAC prevede che l’avviso esplorativo venga pubblicato per almeno quindici giorni, cui vanno sommati gli eventuali termini di valutazione dei prodotti proposti dagli operatori del settore in alternativa a quelli asseritamente infungibili. Non è da escludere, quindi, che possa essere sforato il termine di cui sopra, con le possibili conseguenze in termini di responsabilità (peraltro è più probabile che ipotesi di responsabilità siano rinvenute laddove appunto manchi il confronto concorrenziale: i giudici contabili più facilmente potranno valutare un danno erariale in un affidamento diretto in esclusiva, con prezzi formulati dall’unico fornitore in regime di lock-in).
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La riforma fiscale durante il covid: inopportuna e decontestualizzata
SECONDO IL SINDACATO ITALIANO DEI COMMERCIALISTI AUMENTERÀ LA COMPLESSITÀ DEL SISTEMA TRIBUTARIO La riforma fiscale, che secondo le intenzioni del direttore dell’Agenzia delle entrate Ernesto Maria Ruffini dovrebbe entrare in vigore dal 1° gennaio 2021, secondo il Sindacato italiano dei commercialisti aumenterà la complessità del sistema tributario anziché semplificarlo. “In questo drammatico momento storico – rende noto il comitato direttivo del Sindacato italiano Commercialisti – dettato anche dallo stato di emergenza sanitaria, crediamo sia fuori luogo parlare di riforma fiscale che, peraltro, andrà a impattare sulle piccole imprese che sono la stragrande maggioranza del nostro Paese. Una vera riforma fiscale, finendo per influenzare la derivazione dei principi di capacità contributiva e di progressività di rango costituzionale, non può nascere in modo estemporaneo, dettata dai burocrati di turno e magari approvata a colpi di fiducia dal Parlamento. A nostro parere le basi di una riforma fiscale dovrebbero essere inserite in un programma elettorale, perché deve essere il Parlamento a dettarne la linea. Solo in un secondo momento dovranno intervenire altre figure tecniche, tra cui auspichiamo i dottori commercialisti, la cui profesSet
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sione è l’unica che sintetizza tutte le competenze necessarie per poter sviluppare il tema della riforma fiscale in maniera organica”. L’Agenzia delle Entrate immagina il ricorso diffuso al lavoro agile dei propri impiegati, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel selezionare posizioni fiscali di interesse e il diverso utilizzo in chiave anti-evasione tributaria delle numerose banche dati già ora in proprio possesso. Ma nella realtà dei fatti molte sono le difficoltà di contatto tra professionisti e pubblica
amministrazione e tante altre le criticità individuate per questa specifica riforma. “Innanzitutto – prosegue il comitato direttivo del Sindacato italiano Commercialisti – spingendo sull’utilizzo sempre più diffuso del principio di cassa, si andrà a relegare il principio cardine della competenza economica del nostro ordinamento giuridico e dell’economia aziendale ai soli soggetti passivi dell’Ires. Questo nel convincimento ormai diffuso che soltanto tassando i flussi finanziari si possa semplificare il sistema. A questo si aggiunge ora la possibi-
lità di considerare integralmente deducibili gli investimenti in beni strumentali, rendendo il principio di cassa “puro” per imprese individuali e società di persone, in quanto si ritiene che incentiverà le imprese a fare investimenti (subito deducibili dal reddito), ma senza fare alcun cenno alla possibilità di riporto delle perdite che tale meccanismo provocherà nei periodi immediatamente successivi a quelli dell’investimento e senza fornire stime della possibile caduta di gettito tributario che si potrebbe ingenerare. Viene poi introdotto il principio di tassazione su base mensile, in sostituzione del sistema collaudato del saldo e acconto, anticipando di fatto il momento del prelievo tributario oggi distribuito lungo tutto il secondo semestre di ogni anno. Questo aggraverebbe le già precarie condizioni finanziarie delle nostre imprese”. Il Sindacato italiano dei commercialisti segnala anche le difficoltà di applicazione di tale meccanismo, perché i commercialisti dovrebbero integrare i dati inviati dall’Agenzia al contribuente con precompilati di diretta derivazione dal flusso delle fatture elettroniche e dei corrispet-
tivi telematici, quindi con i costi non rilevanti ai fini Iva e non in possesso dell’Agenzia delle Entrate in corso d’anno, a partire dai costi del personale. E tutto questo con periodicità mensile o al limite trimestrale, dando luogo dunque a 12 mini dichiarazioni fiscali più una dichiarazione riepilogativa annuale.
“Il focus dovrebbe essere il sostegno economico alle imprese – conclude il comitato direttivo del Sindacato italiano Commercialisti – con ogni leva (quindi anche quella fiscale, ad esempio consentendo la detraibilità integrale), al fine di salvare le imprese. Perché se dovesse esserci una chiusura diffusa di migliaia di partite IVA nei prossimi 12 mesi, anche per effetto dello sblocco del divieto di licenziamento, il gettito tributario “Crediamo che spacciare tutto crollerebe. Questa è l’urgenza sulla quale questo per semplificazione sia un ci si dovrebbe concentrare”. insulto alla nostra cultura professionale e alle nostre intelligenze – evidenzia il comitato direttivo del Sindacato italiano Commercialisti – Di fronte alle città d’arte deserte, al turismo internazionale bloccato, al comparto dello spettacolo in ginocchio e agli imprenditori che si suicidano, quella prospettata a noi pare che sia la risposta sbagliata per fronteggiare problemi urgenti e drammaticamente diffusi perché punta ad ottenere un flusso costante di risorse dagli ultimi contribuenti “superstiti” in corso di pandemia. In questo momento c’è eventualmente bisogno di stabilizzare il quadro normativo, sfoltendolo, e di adottare misure semplici di supporto alle imprese per salvaguardare la continuità aziendale”.
«In questo drammatico momento storico dettato anche dallo stato di emergenza sanitaria, crediamo sia fuori luogo parlare di riforma fiscale»
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LAVORO POST COVID
TURISMO: A RISCHIO 1,3 MILIONI DI POSTI DI LAVORO. IL 2019 ERA STATO L’ANNO RECORD PER L’OCCUPAZIONE, MA LA PANDEMIA HA FATTO BRUSCAMENTE INVERTIRE LA ROTTA Le conseguenze più preoccupanti sono quelle sull’occupazione: solo ad agosto e solo per alberghi e ristoranti sono state autorizzate 44 milioni di ore di cassa integrazione, corrispondenti a 254mila mensilità a tempo pieno. Ancora più allarmante è quanto riportato nella relazione di accompagnamento al decreto agosto: da gennaio a maggio 2020 le assunzioni nei settori turismo e terme si sono ridotte dell’80% per i contratti di lavoro stagionale e del 60% per quelli a tempo determinato. Per i prossimi mesi, le previsioni non migliorano, infatti, da agosto a fine anno, il Governo stima una riduzione delle assunzioni nell’ordine del 70%. Durante il lockdown pressoché tutte le aziende del settore hanno dovuto sospendere l’attività per quasi tre mesi per legge o sono state costrette a reinventarsi l’attività. Solo gli alberghi avevano la possibilità di rimanere aperti ma, non avendo ospiti, molti hanno dovuto chiudere. Da marzo a maggio 2019 la media mensile dei lavoratori dipendenti nel turismo è stata di 1.262.921 unità. Di queste il 59,8% aveva contratti a tempo indeterminato, e quindi Set
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tutelata dal blocco dei licenziamenti, ma il restante 40,2% erano lavoratori con contratto a termine o stagionali. Chi ha visto scadere il proprio contratto difficilmente ha trovato altre occasioni d’impiego, specialmente all’interno del settore. Da qui un ulteriore elemento di preoccupazione: la dispersione di competenze e professionalità che rischia di impoverire il settore e compromettere le capacità di ripresa. Sebbene gli italiani non abbiano rinunciato del tutto alla vacanza ed abbiano avuto modo di scoprire meglio i propri territori, preoccupa l’approssimarsi dell’autunno. Con la riapertura delle scuole, la stagione estiva è ufficialmente conclusa e il settore non può sostenere i costi di un intero anno con i proventi di appena tre mesi di lavoro. Senza contare poi che mancano all’appello i turisti stranieri, cioè il segmento di mercato a maggior valore aggiunto in termini di spesa. Dall’esame dettagliato della situazione occupazionale del 2019, fotografata dal XII rapporto “Osservatorio sul mercato del lavoro nel turismo” redatto da Federalberghi e FIPE per conto dell’Ente Bilaterale Na-
zionale Turismo, si possono comprendere le enormi ricadute che l’emergenza Covid ha avuto e avrà. Nel 2019 gli occupati dipendenti nel settore turistico sono stati nella media dell’anno 1.300.512, con un aumento rispetto al 2018 del 4,7%. In particolare, si trattava di donne (52,6% sul totale) e i giovani (il 60,1% ha meno di 40 anni). Il turismo, infatti, riesce in quello che nessun Governo riesce mai a fare: far entrare nel mondo del lavoro due delle categorie che storicamente hanno più difficoltà a trovare un’occupazione. I DATI DEL RAPPORTO NEL DETTAGLIO Lo studio, basato su dati forniti dall’INPS, è stato realizzato da Federalberghi e Fipe in partnership con EBNT (Ente Bilaterale Nazionale per il Turismo) e analizza l’andamento dell’occupazione dipendente dell’intera filiera del turismo italiano nel corso del 2019. Ecco in dettaglio i dati. GLI OCCUPATI - I lavoratori dipendenti occupati in Italia nelle aziende del settore sono stati 1.300.512 (media annua), di cui il 47,4% uomini ed il 52,6% donne per un’età media di 37 anni. La maggioranza
(60,1%) ha meno di 40 anni. Il 46,3% risulta assunto a tempo pieno ed il restante 53,7% a tempo parziale. Gli stranieri rappresentano il 25,0% della forza lavoro dipendente. Nel dettaglio, le imprese ricettive contano una forza lavoro dipendente media annua pari a 269.530 unità, i pubblici esercizi 989.354, l’intermediazione 32.480, il termale 7.573 e i parchi di divertimento 1.575. LE AZIENDE - Il numero delle aziende turistiche con lavoratori dipendenti è pari a 200.388 (media annua), di queste 27.365 appartengono al comparto ricettivo, 166.723 ai pubblici esercizi, 5.852 all’intermediazione, 252 al comparto termale e 196 ai parchi di divertimento. LA DIMENSIONE MEDIA - L’organico nel settore turismo è in media pari a 6,5 lavoratori dipendenti per azienda. In particolare, nel comparto ricettivo hanno lavorato 9,7 dipendenti per azienda e in quello dei pubblici esercizi 5,9 dipendenti per azienda. Nell’intermediazione, invece, i dipendenti per azienda sono stati 5,5, mentre nel comparto termale e nei parchi di divertimento sono stati rispettivamente 29,9 e 7,5. GLI OCCUPATI PER LIVELLO PROFESSIONALE I DIRIGENTI - Nelle aziende del settore i lavoratori dipendenti assunti come dirigenti ammontano a 790 unità (media annua). Si tratta di figure professionali presenti soprattutto nelle aziende di maggiori dimensioni che nel settore rappresentano una quota minoritaria. Si evidenzia che nel comparto ricettivo se ne sono registrati in media 282, nei pubblici esercizi 339, nell’intermediazione 123, nel termale 32 e nei parchi di divertimento 15. I QUADRI - Sono stati 5.064 gli occupati inseriti nel turismo in qualità di quadri. Nei servizi ricettivi ne risultano 2.209 (media annua), nei pubblici esercizi 1.921, nell’intermediazione 846, nel termale 76 e nei parchi di divertimento 13. GLI IMPIEGATI - I lavoratori registrati in questa categoria professionale sono risultati 125.799 di cui 53.561 unità hanno lavorato nel comparto ricettivo, 42.940 nei pubblici esercizi, 25.959 nell’intermediazione, 3.084 nel termale e 255 nei parchi di divertimento. GLI OPERAI - Nel turismo hanno lavorato mediamente 1.067.948 operai, di cui 200.486 appartengono al comparto ricettivo, 858.883 ai pubblici esercizi, 3.199
sono occupati nell’intermediazione, 4.299 nel termale e 1.081 nei parchi di divertimento. Nella qualifica di operai confluiscono la stragrande maggioranza delle figure professionali del settore fatta di cuochi, personale di sala, addetti ai piani e facchini. GLI APPRENDISTI - Il numero degli apprendisti operanti nel turismo risulta pari a 100.752 unità. Nel ricettivo si registrano 12.944 apprendisti, nei pubblici esercizi 85.201, nell’intermediazione 2.313, nel termale 83 e nei parchi di divertimento 211. GLI OCCUPATI PER TIPOLOGIA CONTRATTUALE I DIPENDENTI CON CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO - I lavoratori assunti a tempo indeterminato nel 2019 sono stati 754.891 (il 58,0% del totale), il maggior numero, 614.537 unità, lavora nei pubblici esercizi, 107.812 nel comparto ricettivo, 26.875 nell’intermediazione, 5.114 nel termale e 553 nei parchi di divertimento. I DIPENDENTI CON CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO - I contratti a tempo determinato sono stati 360.621, di cui 54.195 sono propri del comparto ricettivo, 301.210 dei pubblici esercizi, 3.866 dell’intermediazione, 966 del termale e 385 dei parchi di divertimento. I DIPENDENTI CON CONTRATTO STAGIONALE - Gli stagionali sono stati nel 2019 185.000, di cui 107.523 inseriti nel comparto ricettivo, 73.608 nei pubblici esercizi, 1.739 nell’intermediazione, 1.494 nel termale e 637 nei parchi di divertimento. I DIPENDENTI CON CONTRATTO INTERMITTENTE - I lavoratori assunti con contratto intermittente sono stati in tutto 143.159, di cui 17.811 unità impiegati nel comparto ricettivo, 124.452 nei pubblici esercizi, 488 nell’intermediazione, 222 nel termale e 186 nei parchi di divertimento. I DIPENDENTI CON CONTRATTO PART-TIME - Sono stati 698.161 i lavoratori part- time occupati nelle imprese del turismo nel corso del 2019. Di questi 593.708 sono registrati come operai e 44.915 come impiegati. Nel ricettivo i lavoratori a tempo parziale sono stati 75.805, di cui 58.489 inquadrati come operai e 13.426 come impiegati. Nei pubblici esercizi gli occupati part-time sono stati 607.980, di cui 532.091 operai e 21.175 impiegati. Nell’intermediazione sono risultati in me-
dia 11.847 lavoratori a tempo parziale, di cui 1.477 operai e 9.563 impiegati. Nel termale i part-time sono stati in media d’anno 1.819, di cui 1.135 operai e 651 impiegati. Nei parchi di divertimento, infine, i lavoratori part-time sono stati 710, di cui 516 operai e 100 impiegati. GLI OCCUPATI PER CARATTERISTICHE DEMOGRAFICHE ETÀ – L’età media dei lavoratori del settore turismo è di 37 anni. In particolare, nel ricettivo essa è pari a 40 anni, nei pubblici esercizi a 36, nell’intermediazione è pari a 40 anni, nel termale a 46 e nei parchi di divertimento a 33. SESSO - Nel turismo il numero delle lavoratrici supera quello dei lavoratori: 684.206 donne contro 616.306 uomini, con una percentuale pari al 52,6%. Nel ricettivo è donna il 54,2% delle persone occupate (145.970 lavoratrici in tutto) mentre nei pubblici esercizi il 51,5% (509.293 donne). Nell’intermediazione la percentuale di lavoro femminile tocca il 72,5% (23.554 donne). Nel termale la percentuale delle donne occupate è pari al 61,6% (4.662 donne) mentre nei parchi di divertimento è del 46,1% (726 donne). NAZIONALITÀ – Nel settore turismo nel 2019 hanno lavorato in media 324.775 lavoratori stranieri (pari al 25,0% dell’occupazione dipendente complessiva). Di questi 74.037 sono occupati nel ricettivo (22,7%), 246.769 nei pubblici esercizi (76,0%), 3.214 nell’intermediazione (1,0%), 591 nel termale (0,2%) e 164 nei parchi di divertimento (0,1%). LA STAGIONALITÀ - Il picco massimo di occupazione è stato registrato nei mesi estivi ed in particolare a luglio, con 1.523.184 lavoratori occupati, e ad agosto con 1.515.418 unità. Il numero più basso di lavoratori, invece, si è concentrato nei mesi invernali con 1.084.348 occupati a febbraio e 1.105.735 a gennaio. Anche per quanto riguarda le aziende è stato nei mesi estivi che sono stati registrati i numeri più alti: 218.997 realtà attive a luglio, seguito da agosto che ne ha contate 218.641. Nel mese di febbraio è stato registrato il dato più basso, con 182.244 aziende. Rispetto alla dimensione media, infine, è a giugno e luglio che sono state toccate le punte massime con 7 dipendenti per impresa. La punta minima è stata registrata a febbraio: 5,9 dipendenti.
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A lberto M acch i
Industria 4.0: la prospettiva sul nuovo credito d’imposta LA LEGGE DI BILANCIO 2020 NON PROROGA IL C.D. SUPER-AMMORTAMENTO E L’IPER-AMMORTAMENTO CHE SONO STATI SOSTITUITI DA UN CREDITO D’IMPOSTA PER LE SPESE SOSTENUTE A TITOLO DI INVESTIMENTO IN BENI STRUMENTALI NUOVI L’automazione industriale, con l’obiettivo di incrementare produttività e qualità degli impianti e migliorare anche le condizioni lavorative, deve integrarsi con le nuove tecnologie produttive. Questa necessità è il punto di partenza su cui poggia l’Industria 4.0, rappresentata da un insieme di ecosistemi capaci di interagire tra loro, con alla base quello digitale, un’integrazione che, se diffusa, porta a quello che gli addetti ai lavori definiscono “smart factory”. Il MISE, Ministero dello Sviluppo Economico, per favorire questa integrazione che è strategica per allineare il tessuto industria-
le del nostro paese a quello di altre nazioni manifatturiere, rendendolo così più competitivo e capace di affrontare con successo le richieste del mercato globale, ha messo a punto il Piano per l’Industria 4.0, inserito nella Legge di Bilancio 2020 [ PDF 1072 kB ], per promuovere l’Industria 4.0 nel nostro Paese, una rivoluzione che riguarda l’ottimizzazione dei processi produttivi e quelli di automazione industriale. La disciplina degli incentivi fiscali previsti dal Piano Nazionale Impresa 4.0 è stata ridefinita, in modo da sostenere più effica-
La disciplina degli incentivi fiscali previsti dal Piano Nazionale Impresa 4.0 è stata ridefinita, in modo da sostenere più efficacemente il processo di transizione digitale delle imprese e la spesa privata in ricerca, sviluppo e innovazione tecnologica Set
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cemente il processo di transizione digitale delle imprese e la spesa privata in ricerca, sviluppo e innovazione tecnologica. Le imprese possono ora beneficiare della nuova agevolazione per gli investimenti in beni strumentali nuovi - compresi i beni immateriali funzionali alla trasformazione tecnologica secondo il modello Industria 4.0 - destinati a strutture produttive ubicate in Italia a condizione che siano effettuati nel periodo compreso tra il 1.01.2020 ed il 31.12.2020, ovvero entro il 30.06.2021 sempre che entro la data del 31.12.2020 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione. La legge di Bilancio 2020 sostituisce le precedenti misure di super e iper ammortamento con un nuovo credito d’imposta per le spese sostenute dalle imprese in investimenti in beni strumentali. Il nuovo credito d’imposta ha come
obiettivo quello di agevolare la transizione digitale e tecnologica delle imprese e di accrescere le competenze connesse al compimento di tale transizione. Le agevolazioni riguardano gli investimenti per 3 tipologie di beni, i quali possiedono una misura differente di credito d’imposta: 1. Beni materiali nuovi, strumentali all’esercizio d’impresa, funzionali alla trasformazione tecnologica secondo il modello Industria 4.0 (allegato A della legge di bilancio 2017) 2. Beni immateriali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa (allegato B della legge di bilancio 2017) 3. Beni diversi Per usufruire delle agevolazioni previste per ognuna delle precedenti tipologie, le aziende devono produrre una dichiarazione del Legale Rappresentante, e per ciascuno dei beni che hanno un costo di acquisizione su-
La principale criticità rimane legata alla gestione delle tempistiche e pianificazione delle attività per poter rispettare i vincoli temporali legati all’emissione della perizia
periore ai 300.000 euro (prima era pari a 500.000 euro), devono presentare perizia tecnica giurata rilasciata da un tecnico iscritto al proprio albo professionale o da un ente di certificazione, che attesti che il bene acquistato possiede caratteristiche tecniche tali da poter essere inserito tra quelli indicati negli allegati A e B, oltre ad essere interconnesso al sistema di gestione aziendale della produzione o alla catena di fornitura. “A differenza di quanto riscontrato nei primi due anni dall’entrata in vigore del piano I4.0, dove i clienti non avevano ben chiaro i requisiti legislativi della Legge 11 dicembre 2016, nr. 232, ora ci si interfaccia con clienti sempre più consapevoli anche grazie al supporto di Innovation manager o società di consulenza esterne che “accompagnano” il cliente sin dalla fase di studio dell’investimento”, afferma l’Ing. Alberto Macchi. “La
principale criticità rimane legata alla gestione delle tempistiche e pianificazione delle attività per poter rispettare i vincoli temporali legati all’emissione della perizia. La maggior parte delle richieste si concentrano nell’ultimo trimestre dell’anno con l’obbligo di completare la perizia entro il 31 dicembre 2020. Ciò comporta tempistiche molto strette e poco margine per poter gestire eventuali problematiche che possono emergere durante la perizia. Inoltre, quest’anno ci troviamo ad affrontare una situazione molto particolare legata al COVID-19 e al conseguente lockdown che ha portato allo slittamento di diversi progetti ed in alcuni casi addirittura alla cancellazione.” Nonostante sia aumentata la consapevolezza, la maggior parte delle aziende vede ancora l’Industria 4.0 prevalentemente nell’ottica del beneficio fiscale e non come una potenziale leva per rendere più efficienti i propri processi aziendali e ottenere così dei vantaggi a medio-lungo termine. “Le aziende hanno acquisito più consapevolezza dell’impatto legato alla digitalizzazione dei propri sistemi e alla trasformazione I4.0 dei propri processi aziendali”, conclude Macchi. “Quello che abbiamo notato, soprattutto nell’ultimo anno, è la scelta da parte delle aziende di affidarsi a figure professionali in grado di supportarle in tutte le fasi dello sviluppo di un nuovo investimento fino ad arrivare al conseguimento della perizia.” 19
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Customer experience management: la rivoluzione copernicana per le aziende orientate al successo Prima del Covid-19 offrire al cliente un’esperienza appagante, coerente e omogenea era un punto di forza, oggi è diventata una necessità. L’emergenza sanitaria ha infatti notevolmente aumentato la penetrazione del digitale anche in un Paese che sembrava destinato a un irrecuperabile digital divide, confermando il bisogno delle persone a un contatto piÙ profondo e diretto con i brand, visibile dalla crescita esponenziale delle interazioni virtuali. Con la pandemia sono nate nuove sfide e molti comportamenti sono cambiati, in molti casi in modo permanente; le aziende che avevano una presenza digitale ben sviluppata durante il lockdown hanno potuto continuare a operare e molte hanno compreso che il futuro passa inevitabilmente attraverso l’omnicanalità e lo sviluppo di una relazione pIÙ costante e “democratica” con la propria clientela. In questa direzione, le piattaforme di Customer Experience Management (CX), grazie alla capacità di analizzare e incrociare grandi volumi di dati ed estrapolare insight attraverso tecnologie avanzate come l’AI e il machine learning, aiutano le aziende a monitorare non solo il sentiment dei propri clienti, ma anche a interagire in modo ottimale con loro e a creare una relazione pIÙ personale. La CX si profila oggi come un fattore determinante per le aziende che vogliono tenere il passo con esigenze in continua evoluzione e in uno scenario in cui i clienti sono sempre pIÙ protagonisti; per essere vincenti, i brand devono necessariamente ascoltare tutti i messaggi che i consumatori trasmettono. Le imprese che vogliono cavalcare il cambiamento e non esserne travolte devono imparare a catturare i segnali generati dal cliente in tutti i touchpoint che utilizza, selezionando quelli utili per tracciarne il comportamento e per ottimizzarne il feedback e devono abituarsi a coinvolgere l’intera organizzazione aziendale. La Customer Experience Management è simile a un sistema operativo utilizzato da tutta l’azienda: per offrire un’eccellente esperienza, tutte le divisioni aziendali che interagiscono direttamente o indirettamente con il cliente devono Set
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collaborare. Quando ciò avviene, i benefici sono evidenti: offrire una buona esperienza aumenta la fidelizzazione e quindi la qualità dell’acquisto; trasforma i clienti in promotori che generano nuovi consumatori e utenti, a loro volta anche pIÙ efficienti dal momento che l’azienda non ha dovuto investire risorse per attirarli. Senza dimenticare che disporre di modelli di analisi basati su advanced analytics permette una selezione ottimale dei target di riferimento e la generazione di lead accurate, di trasformare il processo di acquisto da reattivo a proattivo, di ottimizzare la customer care incrociando costi e attese, ma anche di prevedere il comportamento dei clienti. In sintesi, di prendere decisioni pIÙ efficaci e efficienti e di aumentare il ROI delle singole attività. Non va sottovalutato che oggi le aziende possiedono una miniera d’informazioni, segnali che possono essere strutturati o, sempre pIÙ Spesso, destrutturati - come i commenti via chat o email oppure i sempre pIÙ diffusi messaggi video e audio- e che, grazie all’Intelligenza Artificiale, possono essere analizzati. In questo contesto si inserisce l’offerta di Medallia, società multinazionale pioniere e leader a livello mondiale nel customer experience management che ha fatto dell’utilizzo delle numerose informazioni che i clienti lasciano quando entrano in contatto con un marchio, un asset strategico del processo decisionale e delle attività delle aziende, ponendo così le basi di una vera rivoluzione copernicana nel business: l’approccio realmente customer centrico. “Se gli investimenti in digital trasformation hanno interessato fino a ora soprattutto i processi di back office, nel prossimo futuro toccheranno necessariamente la gestione della CX attraverso una piattaforma evoluta di Intelligenza Artificiale. Capire i consumatori, interpretando tutti i segnali da loro lasciati, sarà la “conditio sine qua non” per crescere e mantenere un vantaggio competitivo nel business” commenta Giancarlo Rocco, Sales Director di Medallia Italia.
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Superbonus 110%, nuove regole in vigore dal 6 ottobre 2020: vecchi limiti per i lavori già iniziati Dopo un lungo periodo di attesa, finalmente il perimetro normativo per l’applicazione del provvedimento è completo Ecobonus 110%, pubblicati in Gazzetta Ufficiale del 5 ottobre 2020 i decreti attuativi Mise sui requisiti tecnici degli interventi e sulle asseverazioni: finalmente il quadro normativo del Superbonus è completo. Chi ha già iniziato i lavori, però, deve far riferimento ai vecchi limiti. Superbonus 110%, sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale i decreti attuativi Mise: dal 6 ottobre sono in vigore le nuove regole. Dunque, finalmente il quadro normativo di riferimento per ecobonus e sismabonus 110% è al completo. Per quanto riguarda i lavori già iniziati, quindi interventi messi in opera dal 1° luglio al 5 ottobre 2020, dovranno essere rispettati i requisiti e i limiti previsti dal vecchio decreto del 2008, con le modifiche del 2010. I due decreti Mise (quello sui requisiti tecnici degli interventi e quello sulle asseverazioni) ricordiamo che si riferiscono non solo al superbonus, quindi all’agevolazione fiscale “potenziata” dal decreto Rilancio, ma a tutte le misure che vanno a modificare le prestazioni energetiche dell’edificio. Dopo un lungo periodo di attesa, finalmente il perimetro normativo per l’applicazione del superbonus 110% è completo: i due decreti attuativi Mise, quello sui requisiti tecnici e quello sulle asseverazioni, sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale il 5 ottobre 2020. I due decreti, entrambi del 6 agosto, sono in vigore dal 6 ottobre 2020. Il decreto sui requisiti tecnici contiene caratteristiche più severe rispetto ai valori di trasmittanza Set
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termica per gli elementi di involucro opachi e trasparenti. I nuovi requisiti si applicano non solo all’ecobonus 110%, ma anche all’agevolazione standard, con le aliquote ordinarie del 65%, 70% e 75%: il decreto infatti coinvolge tutti i lavori di riqualificazione energetica, non solo il bonus potenziato dal decreto Rilancio. Per poter accedere all’agevolazione al 110% (in detrazione, sconto in fattura o cessione del credito) i tecnici abilitati dovranno: • asseverare il rispetto dei requisiti tecnici previsti dal Dm 6 agosto 2020; • asseverare la congruità delle spese sostenute rispetto ai massimali di costo specifici per singola tipologia di intervento (prezzi che non considerano l’IVA). • Una copia dell’asseverazione va trasmessa telematicamente all’Enea, entro 90 giorni dal termine dei lavori. • Per quanto riguarda il sismabonus, non sono previsti limiti di congruità specifici nemmeno per la versione al 110%, così come per i massimali di costo. La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei decreti attuativi a ottobre, quando il superbonus è operativo dal 1° luglio, ha portato a una situazione di “doppio binario normativo”. A fare fede sarà la data di inizio dei lavori: il giorno spartiacque è il 5 ottobre. Chi ha iniziato i lavori dal 1° luglio fino a questa data farà riferimento al vecchio decreto del 2008, con le modifiche del 2010. Dal 6 ottobre in poi invece si farà riferimento al nuovo decreto in Gazzetta Ufficiale, sia per l’ecobonus
che per il bonus facciate. Vista la situazione di doppio binario normativo da tenere in considerazione, il rischio caos sugli interventi è quasi assicurato: un ulteriore aumento di difficoltà per tutte le imprese che svolgono i lavori (considerando anche tutti i documenti necessari): dovranno seguire due normative diverse, che fanno riferimento a parametri differenti, in base a quando sono iniziati i lavori. Contributi a fondo perduto per Comuni in stato d’emergenza: chiarimenti delle Entrate _______________________________________ Contributi a fondo perduto per i Comuni in stato d’emergenza, nella risposta all’interpello n. 449 del 6 ottobre l’Agenzia delle Entrate fornisce dei chiarimenti sui finanziamenti del decreto Rilancio: si possono richiedere anche se il Municipio non è nella lista indicativa e non esaustiva individuata nelle istruzioni dell’istanza Contributi a fondo perduto per i Comuni in stato d’emergenza: arrivano i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate con la risposta all’interpello n. 449 del 6 ottobre 2020. Le delucidazioni in merito ai finanziamenti a fondo perduto del decreto Rilancio arrivano in risposta al quesito di una società che ha il proprio domicilio in un territorio che, al momento dello scoppio della pandemia in Italia, era già in stato di emergenza per altri eventi.
L’istante, ritenendosi in possesso dei requisiti per richiedere i contributi a fondo perduto del decreto Rilancio, ha presentato domanda, per poi inoltrare istanza di rinuncia a causa di discrepanze tra le istruzioni tra la normativa e un’ordinanza regionale. L’Agenzia delle Entrate apre un margine di speranza per i Comuni in stato d’emergenza che hanno fatto richiesta per i contributi a fondo perduto previsti dal decreto Rilancio. L’istante è una società che ha il domicilio in un Comune che si trovava in uno stato d’emergenza prima della conclamata crisi sanitaria, avvenuta col Consiglio dei Ministri del 31 gennaio. Prima ha fatto richiesta per il fondo perduto, visto che il Comune è presente nell’elenco, indicativo e non esaustivo, dei luoghi cui è stato riservato un particolare trattamento di favore rispetto alla norma generale, indicati nelle istruzioni al modello di richiesta dell’agevolazione. A causa poi di alcune discrepanze con un’ordinanza regionale, l’istante ha presentato istanza di rinuncia al contributo a fondo perduto, prima dell’emissione della ricevuta di accoglimento della domanda di accesso all’agevolazione. L’istante chiede all’Agenzia delle Entrate se sia possibile ottenere il contributo e se il Comune presso cui ha il domicilio possa essere riconosciuto come colpito da evento calamitoso.
Fonte: Money.it 23
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Fotovoltaico, impianti e batterie accedono al Superbonus 110% con limiti di spesa autonomi Dietrofront dell’Agenzia delle Entrate dopo il parere del Mise. Senatore Girotto: ‘permetterà al settore del fotovoltaico collegato al superbonus di dispiegarsi
Il limite di spesa di 48mila euro per l’installazione degli impianti fotovoltaici e dei sistemi di accumulo che accedono al Superbonus 110% non è cumulativo, ma riferito al singolo intervento. Lo ha spiegato l’Agenzia delle Entrate che, con la circolare 60/E/2020 è tornata sui suoi passi rispetto a quanto precedentemente affermato. Ripercorrendo la normativa sul Superbonus 110%, l’Agenzia delle Entrate ha spiegato che tra gli interventi che ottengono la detrazione maggiorata ci sono: - l’installazione di impianti solari fotovoltaici connessi alla rete elettrica fino ad un ammontare complessivo delle spese non superiore a euro 48mila euro e comunque nel limite di spesa di euro 2.400 per ogni kW di potenza nominale dell’impianto solare fotovoltaico; - l’installazione contestuale o successiva di sistemi di accumulo integrati negli impianti solari fotovoltaici agevolati, alle stesse condizioni degli impianti solari e nel limite di spesa di 1.000 euro per ogni kWh. Per ottenere la detrazione al 110% è necessario che: - l’installazione degli impianti sia eseguita congiuntamente ad uno degli interventi “trainanti” di efficientamento energetico o di adozione di misure antisismiche che danno diritto
al Superbonus; - l’energia non autoconsumata in sito, o non condivisa per l’autoconsumo, sia ceduta al Gestore dei servizi energetici (GSE). L’Agenzia delle Entrate ha fatto marcia indietro rispetto all’interpretazione data con la circolare 24/E/2020, con cui aveva affermato che il limite di spesa di 48mila euro era cumulativo, cioè riferito sia all’installazione degli impianti solari fotovoltaici sia dei sistemi di accumulo integrati nei predetti impianti. Dal momento che questa interpretazione ha creato dei dubbi, è stato necessario un parere del Ministero dello Sviluppo economico (Mise), che invece ha ritenuto che il limite di spesa di 48mila euro vada distintamente riferito agli interventi di installazione degli impianti solari fotovoltaici e dei sistemi di accumulo integrati nei predetti impianti. Il parere del Mise ha quindi superato la precedente interpretazione dell’Agenzia, il Senatore Girotto ha espresso soddisfazione per i massimali separati: “Sono particolarmente lieto di diffondere la risoluzione, che avevo sollecitato costantemente nelle ultime settimane, che permetterà al settore del fotovoltaico collegato al superbonus di dispiegarsi”, ha commentato il senatore Gianni Pietro Girotto dalla sua pagina Facebook. “Ora è ufficiale che il massimale per l’impianto fotovoltaico è di 48mila euro, e che quello delle batterie è separato, e consiste quindi in ulteriori 48mila euro”. Girotto ha infine consigliato di valutare la costituzione di una comunità energetica, che ai sensi della normativa del Superbonus è uno dei soggetti che possono ottenere la detrazione fiscale al 110%. Fonte: Edilportale.com
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Superbonus 110%, Conte: ‘intendiamo estenderlo anche oltre il 2021’ Annunciata anche la firma del decreto per i ‘cantieri con percorsi accelerati e i relativi commissari’
Estendere il Superbonus 110% “anche oltre il 2021”. Parola del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, intervenuto sabato con un videomessaggio a Bologna all’evento “Insieme per Ricostruire”, organizzato dall’Osservatorio economico e sociale Riparte l’Italia. Conte ha anche annunciato l’imminente firma del decreto contenente le opere prioritarie, da realizzare con percorsi accelerati e l’ausilio di commissari appositamente nominati. Nel suo messaggio di saluto, il Presidente Conte ha ribadito che, per uscire dalla crisi, le parole d’ordine sono sviluppo, efficienza, sostenibilità e innovazione. L’obiettivo, illustrato da Conte, non è solo far partire subito gli investimenti ed i cantieri, ma anche perseguire l’efficientamento energetico e l’adeguamento antisismico degli edifici. Va in questa direzione, a detta di Conte, il Superbonus 110%, che dà la possibilità di produrre lavoro e promuovere la sostenibilità e la sicurezza. Per questi motivi, il Presidente Conte ha affermato che il Governo intende estendere lo strumento del Superbonus 110% anche oltre il 2021. Nel suo videomessaggio, Conte ha spiegato che il dovere dello Stato è muoversi perchè gli investimenti si trasformino subito in cantieri. “In questi giorni - ha annunciato - firmerò un decreto per individuare i cantieri che avranno un
percorso accelerato e i relativi commissari”. Si tratta dell’iter accelerato, previsto dal decreto Semplificazioni, per il completamento di opere ferme o la realizzazione di infrastrutture particolarmente complesse. L’allungamento dell’orizzonte temporale del Superbonus 110% non è una novità. Durante un’audizione in Commissione Attività Produttive della Camera, il Ministro per lo Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, ha annunciato che è al vaglio del Governo la stabilizzazione del Superbonus almeno per un triennio, cioè almeno fino al 2024. In quell’occasione, il Ministro ha anche ipotizzato che nei prossimi mesi potrebbero essere rivisti limiti e paletti del Superbonus, che stanno creando una serie di dubbi interpretativi. Una delle modifiche alla normativa sul Superbonus potrebbe riguardare i condomìni. Al momento sono esclusi dalla detrazione maggiorata gli edifici con più unità immobiliari di un unico proprietario, ma con degli emendamenti al Decreto “Agosto” è stata chiesta una correzione. La proroga del Superbonus rientra nei piani del Governo, che intende favorire lo sviluppo economico parallelamente ad una nuova sensibilità verso la sostenibilità ambientale. Durante il suo intervento, Conte ha spiegato che il 37% del recovery Fund, secondo le intenzioni dell’Esecutivo, riguarderà gli investimenti green, come la transizione energetica nei settori strategici. Il piano per la sostenibilità ambientale prevede inoltre interventi il potenziamento della rete idrica, il contrasto al dissesto idrogeologico e l’efficientamento energetico degli edifici pubblici. . Fonte: Edilportale.com
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Appuntamenti
Need Next Hackathon 2020 Sede: Corso on-line in Diretta LONLINE, dal 23/10/2020 al 25/10/2020 • Ente Organizzatore: Master N e l w e e k e n d d a l 2 3 a l 2 5 O t t o b r e 2 0 2 0 M a s t e r I t a l y, n e l l ’ a m b i t o d e l p r o gramma Sprint Lab 2020, lancia la seconda edizione di Need Next Hackathon. La prima maratona digitale italiana dedicata all’innovazione del mercato di porte e finestre. Il Need Next Hackathon è un evento della durata di 3 giorni in cui esperti di business, laureati, laureandi, marketers, developers, designers, innovatori, startupper e ingegneri si sfideranno per creare idee di business e prodotti innovativi per rivoluzionare il mercato di porte e finestre. Nome di riferimento nel mercato globale dei serramenti, il Gruppo Master dal 1986 progetta e realizza accessori e componentistica ad alta tecnologia per serramenti in alluminio, investendo nella qualità dei materiali, ricerca avanzata e tecnologie evolute, e realizzando il 97% della propria produzione in house. I team, seguiti da coach esperti, lavoreranno per 52 ore no stop per dare vita a soluzioni e idee innovative! - 2 macroaree di intervento: business model e prodotto - 7 tracce su cui sfidarsi - sfidanti provenienti da tutta Italia - tanti premi in palio Tutto questo è il Need Next Hackathon - The Online Edition. La partecipazione al Need Next Hackathon è gratuita. Per consultare l’intero programma dell’evento, il regolamento e i materiali e le modalità di partecipazione visita il sito www.neednext.it
Urbanpromo social housing TRIENNALE DI MILANO, dal 17/11/2020 al 18/11/2020 • Ente Organizzatore: Istituto Nazionale di Urbanistica e Urbit L’abitare sociale è il grande tema al centro di Urbanpromo Social Housing, manifestazione specialistica promossa dall’INU. Un settore, quello dell’housing sociale, che negli ultimi anni ha sviluppato una relazione sempre più stretta e fruttuosa con azioni e programmi riconducibili alla rigenerazione urbana. Da anni Urbanpromo Social Housing è l’unico evento italiano interamente dedicato alle politiche abitative, ai loro strumenti, ai settori e alle modalità di intervento. L’evento si terrà in modalità “mista”: sia alla Triennale di Milano che in sede vir tuale. Urbanpromo Progetti per il Paese e Urbanpromo social housing sono organizzati da Inu e Urbit e promossi insieme con Fondazione Cariplo, Compagnia di San Paolo e Fondazione Sviluppo e Crescita CRT. Par tecipano alla reali z z a z i o n e d e l l e m a n i f e s t a z i o n i C D P i S g r, F o n d a z i o n e H o u s i n g S o c i a l e e Fondazione CRC. • Contatti: urbanisticaitaliana@legalmail.it – tel. 051.6486886 • Link: http://urbanpromo.it
Affidamenti diretti, procedure negoziate e procedure sottosoglia • Bolzano • 29 ottobre 2020 • ore 9.00 - 14.00 Sede: Bolzano Four Points Sheraton - Via Bruno Buozzi, 35 Tel. 0471 1950000 Il corso esamina l’iter di una procedura di gara per l’affidamento di servizi e forniture, alla luce delle importanti novità introdotte dalla L.P. n. 3/2020 e, nell’ambito della normativa statale, dalla Legge n. 120/2020, di conversione del Decreto “Semplificazioni”. A seguire si esamineranno i rapporti tra le novità introdotte dal cd. Decreto “Sempli ficazioni” e la normativa provinciale, con particolare riferimento ai seguenti istituti: i termini per il completamento delle procedure di gara e le responsabilità del RUP in caso di ritardo; la semplificazione delle procedure di importo inferiore alla soglia comunitaria; la semplificazione degli appalti sopra soglia; antimafia e protocolli di legalità; i pagamenti agli appaltatori; la regolarizzazione agevolata delle irregolarità contributive. Per info e contatti: https://formazione.maggioli.it/contacts .
SUPERFACES
FIERA DI RIMINI, dal 19/11/2020 al 21/11/2020 Dal 19 al 21 novembre 2020 debutterà presso il quartiere fieristico di Rimini la prima edizione di SUPERFACES (www.superfaces.it), una inedita manifestazione internazionale dedicata al settore delle superfici per l’architettura, organizzata da IEG - Italian Exhibition Group, leader in Italia per manifestazioni fieristiche organizzate direttamente e di proprietà e tra i principali operatori europei del settore fieristico e dei congressi, con le strutture di Rimini e Vicenza. Posizionata in un’area strategica per la domanda, SUPERFACES ospiterà le più recenti novità materiche di primarie aziende produttrici di pavimenti e rivestimenti nei vari materiali. La nuova kermesse B2B arricchirà l’offerta fieristica dedicata alle superfici, offrendo ad un pubblico di rivenditori, distributori, contractor e architetti una panoramica a 360° sul mondo delle superfici innovative per l’abitare contemporaneo e del domani. “In un periodo di grande attenzione verso le novità materiche nell’interior design e dell’architettura, abbiamo voluto offrire una riposta nuova e completa ai mondi della rivendita e della progettazione - dichiara Lorenzo Cagnoni, Presidente di Italian Exhibition Group. - SUPERFACES rappresenterà il luogo privilegiato per gli operatori del settore in cui costruire relazioni commerciali e confrontare tradizione e innovazione all’insegna della creatività. Siamo certi che questa prima edizione sarà soltanto il primo step di un’esperienza di successo, destinata a diventare punto di riferimento per i nuovi linguaggi dell’architettura.” Link: http://www.superfaces.it
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Il contenzioso nei contratti pubblici ai tempi del Covid 19
project-financing.it FEBBRAIO 2020 - NUMERO 23
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News
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ECOBONUS 110% Quali sono i vantaggi? √ Costi di realizzazione pari a ZERO √ Immobile a zero emissioni di CO2 √ Risparmio sull’energia elettrica
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