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Parrocchia di San Maurizio
Brusson n° 7
15 febbraio 2020 Anno XIX° - n° 934 Gruppo "Camminare pensando"
La nostra vita non è dietro di noi, né davanti, né adesso. E' dentro.
Jacques Prévert
Missione Colombia Claudio Maglione lo scorso anno è stato dall’8 al 20 agosto in Colombia. In questa breve intervista ci racconta la sua esperienza. Come è nata l’idea di fare questo viaggio? Sono andato in Colombia insieme ad un gruppo di giovani animatori dell’oratorio di Vanzago e Parabiago, accompagnati da don Mauro, coadiutore a Parabiago. Due anni fa a Natale gli oratori avevano invitato due sacerdoti da Medellin, in Colombia, per dare una mano nel periodo natalizio. Uno era padre Juan, che ha stabilito i contatti con le realtà associative locali per organizzare il nostro viaggio. Io conoscevo un animatore di Vanzago che mi ha proposto questo viaggio, ed ho accettato. E’ stata un’esperienza di missione, ma anche turistica e spirituale. Vi siete preparati per svolgere qualche attività in particolare una volta giunti in Colombia? Il nostro compito in Colombia era di svolgere attività di animazione per i bambini più poveri delle favelas. Abbiamo quindi cercato di imparare alcuni rudimenti di spagnolo, anche per chi non conosceva per niente questa lingua, e abbiamo preparato del materiale da portare in Colombia da donare a questi bambini, come giochi, quaderni e pennarelli. Siete stati a Medellin. Che cittadina è? Che cosa avete fatto? Medellin è la seconda città della Colombia, si trova in una zona montuosa a circa 1500 di altitudine, con iscritti all’anagrafe circa 2,5 milioni di abitanti, ma certamente sono molti di più, forse 3 milioni, a causa di una forte immigrazione irregolare. Immagina un posto come il territorio della nostra bassa valle con enormi baraccopoli sulla costa della montagna, con strade sterrate, case tirate su con mattoni e lamiere, e senza i servizi come acquedotti e fognature, abbiamo visto tanta povertà.
Siamo, anche, stati in una “fazenda” di proprietà di una grande fondazione, dove grazie ai contributi di alcune università vengono organizzati dei corsi di scienze agrarie per dare uno sbocco lavorativo a tanti giovani. La fondazione è diretta da un parroco, Monsignore Santamaria, che accoglie i bambini di strada e li segue fino alla laurea, che viene conseguita all’interno della fazenda. Noi siamo arrivati proprio al momento della consegna delle lauree. Sulla costa della parte montagnosa ci sono le baraccopoli. E nel piano? Nel piano c’è la zona più ricca della città, a Medellin noi eravamo ospiti di una struttura gestita da suore, in una zona di medio livello, con a fianco il quartiere ricco, per cui sembrava di essere in una delle nostre città, con la cattedrale, i centri commerciali, gli autobus. Però appena si esce da queste zone più ricche le cose cambiano; una mattina, quando abbiamo lasciato il nostro quartiere per andare a fare animazione in un orfanotrofio, ci siamo trovati un cadavere per strada, morto per overdose. Quindi già dove eravamo alloggiati noi vi era una situazione difficile, non parliamo poi delle favelas, dove ci si sposta con le funivie perché la città è costruita sui fianchi della montagna. Quali sono state le attività di animazione? Siamo stati nella Fondazione Onlus “Pan y Paraiso”. La struttura della fondazione è l’unica costruzione in muratura nel raggio di chilometri. Abbiamo fatto animazione con bambini e ragazzi dai 5 ai 15 anni, maschi e femmine, con partite di calcio e vari giochi da oratorio. Abbiamo anche partecipato ad una loro messa, molto bella e gioiosa perché
animata da tanti canti. Siamo anche stati più volte nell'orfanotrofio femminile "Hogar san Jose", che ospitava circa 400 bambine, dai 2 anni ai 16 anni, mentre noi eravamo una trentina. Queste bambine rispetto all’altra fondazione che ospitava bambini di strada stavano già decisamente meglio. Alcuni di noi hanno seguito attività di laboratori con le bambine più piccole, mentre altri, all’aperto, hanno svolto con le più grandi giochi di animazione, come palla prigioniera, calcio o basket. Una sera abbiamo partecipato ad un falò, riuscito molto bene, grazie a canti e giochi. Nella loro cultura ha molto valore il canto e il ballo, come del resto in tutta l’America Latina. Oltre all’esperienza all’interno della missione, avete avuto anche modo di visitare il territorio? Ovviamente abbiamo visitato Medellin con la piazza Botero e la cattedrale. Poi siamo stati a Guatapé, una cittadina turistica, caratteristica per le sue case dipinte. Abbiamo anche visitato la zona del lago Pegñol: un grande lago artificiale sulle cui sponde si trovano le ville di alcuni calciatori colombiani come James Rodriguez. Sulle sponde del lago si trova anche la pietra del Peñol, un'alta guglia rocciosa, isolata, da cui si vede un panorama mozzafiato. Siamo poi stati in una zona naturale ospiti del vecchio rettore del seminario, dove, oltre alla flora locale, abbiamo potuto visitare su di un trenino il più antico tunnel dell'america Latina cioè il "Túnel de la Quiebra" Cosa ti rimane di questa esperienza? Sicuramente è emerso che noi siamo decisamente molto più fortunati come situazione sociale.
Medellin è una città molto povera perché ha ereditato la situazione cresciuta da Pablo Escobar, fondatore del Cartello di Medellin, organizzazione di narcotraffico. Ora, fortunatamente il traffico di droga si è spostato altrove, ma la città è molto più povera perchè purtroppo non sono riusciti a ricreare altre opportunità per la popolazione. E’ una città immensa, in cui emerge una grandissima discrepanza tra i ricchi e i poveri. Il suo centro è bellissimo e ti dà l’impressione di essere in una città occidentale, ma più ti allontani dal centro più vedi gente che vive per strada chiedendo l’elemosina. Sono tantissimi i bambini e gli animali che vivono nel fango, che cercano nei cassonetti dei rifiuti. Tu accennavi all’inizio che è stata anche un’esperienza spirituale. Cosa avete fatto? Sì, è stata un’esperienza bella anche dal punto di vista spirituale, grazie a don Mauro, un parroco molto carismatico. Ogni giorno celebravamo la Messa per il nostro gruppo, con vari momenti di riflessione e di approfondimento. Ogni sera ci trovavamo anche per organizzare le attività del giorno successivo. Durante i confronti abbiamo avuto modo di scoprire modi diversi di vivere la fede. Quando ci siamo confrontati con padre Juan, abbiamo constatato che lì la fede è vissuta in un contesto molto più difficile rispetto al nostro, in situazioni di povertà e di mancanza di mezzi. Una bella esperienza.
ORARI riscoprire S.MESSE
Domenica 16 febbraio - in chiesa 7h30 - S. Messa 10h00 - S. Messa def. Bauce Fiorindo def. Vuillermin Giuseppe, Agnese, e Ivonne anniv. def. Vuillermin Alberto anniv. def. Pollet Italo def. Fam. Roux Felice e Pernettaz Maria def. Fam. Pollet Edoardo Venerdì 21 febbraio - ad Extrepieraz 20h00 - S. Messa anniv. def. Favre Osvaldo anniv. def. Cugnod Federico e Maria def. Bonin Luigi Sabato 22 febbraio 18h30 - S. Messa - in chiesa 20h00 - S. Messa - ad Arcesaz Domenica 23 febbraio - in chiesa 7h30 - S. Messa 10h00 - S. Messa
Costituzione - art. 108- 109
Le norme sull'ordinamento giudiziario e su ogni magistratura sono stabilite con legge. La legge assicura l'indipendenza dei giudici delle giurisdizioni speciali, del pubblico ministero presso di esse, e degli estranei che partecipano all'amministrazione della giustizia. L'autorità giudiziaria dispone direttamente della polizia giudiziaria.
Stiamo scoprendo il vangelo sopra la religione, il vangelo che corregge e sorpassa la religione. Per questo accusano Francesco. La religione ha insegnato buone cose, ma anche cattive, ha educato a fiducia e fratellanza, ma ha anche esercitato una ferocia assoluta, ha annunciato, ma anche schiacciato la libertà degli esseri umani. Dio non condanna. È bestemmia pensare che Dio dà male per male. (…) Pensare un inferno voluto da Dio, da lui riempito di dannati e di tormento, è l’antivangelo. Un peccato teologico, insegnato dalla chiesa, per dominare. Le parole severe e minatorie di Gesù, venuto per salvare, non per condannare, non possono essere condanna: sono ammonimenti, avvisi seri sulla serietà della vita, sono grida di dolore per ogni vita in pericolo, grida lanciate al naufrago, perché si faccia afferrare e tirare su. Parole severe, perché il giudizio ci vuole, è necessario distinguere il Bene dal Male, al di là delle mille sfumature di mezzo. Ma ogni uomo che dia un bicchier d’acqua all’assetato, è nel Bene, è salvo. Che cosa ha indotto le chiese a questo grande errore, di vedere un dio che condanna? Chiediamo perdono al vero Dio, diciamo grazie a Gesù il Cristo, al suo vangelo, e alla luce che, dovunque, in ogni modo, per tante vie, «illumina ogni uomo» Enricom Peyretti
I care "Una sciagura nazionale alla quale i contemporanei non attribuirono - per superficialità o per calcolo - il dovuto rilievo", dice il Presidente della Repubblica. (…) "Si deve soprattutto alla lotta strenua degli esuli e dei loro discendenti se oggi, sia pure con lentezza e fatica, il triste capitolo delle Foibe e dell'esodo è uscito dal cono d'ombra ed è entrato a far parte della storia nazionale, accettata e condivisa. Conquistando, doverosamente, la dignità della memoria". da la Repubblica - 9 febbraio 2020 Vittorio Bachelet ha saputo ricomporre divisioni interne, coniugando fermezza di principi con reale disponibilità al dialogo, nella ricerca del punto di incontro tra prospettive differenti, cercando di fare orientare tutto verso l’interesse generale. Per questo è stato ucciso, perché (...) dimostrava, con la sua azione, che è possibile realizzare una società più giusta senza mai ricorrere alla contrapposizione aspra e pregiudiziale. Oggi le contrapposizioni ideologiche sono sfumate per motivi storici. Ma rimane sempre, in ogni sede, il rischio di altre contrapposizioni, di contrasti basati sulla pura difesa di posizioni di parte. (...) Attraverso il dialogo paziente e tenace occorre ricercare, con disponibilità sincera al confronto, la soluzione migliore per ogni circostanza, e dunque superare sia i pregiudizi sia le soluzioni precostituite. da Famiglia cristiana - 13 febbraio 2020
in bacheca Catechismo 4^ e 5^ elementare lunedì 17 febbraio 17hh0 -18h00 all'ex asilo
Gruppo Medie mercoledì 19 febbraio giovedì 20 febbraio 17h30 - 18h30 - sala parrocchiale
Auguri a Marilyn Bréan - 22 febbraio
Notizie dall' Italia lo specchio
Vi è un modo diffuso di fare politica che non si limita alla partecipazione nei partiti e nelle istituzioni, ma che riguarda ad esempio il competente esercizio di un mestiere e di una professione, che rappresenta in sé un alto valore politico. Vittorio Bachelet
di Mauro Biani - la repubblica - 13 febbraio 2020
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