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e-mail n° 40 del 6 ottobre 2018

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Parrocchia di San Maurizio

Brusson n° 40

29 settembre 2018 Anno XVII° - n° 863

Gruppo "Camminare pensando"

Oggi chi non si ferma a guardare non guarda, come chi non si ferma a pensare non pensa. Alessandro D'Avenia


Festa dei soci AVIS Brusson, 29 settembre 2018. Si è svolta a Brusson la Festa annuale dei soci A.V.I.S. della Vald'Ayas, che conta 118 iscritti di cui 53 uomini e 65 donne. Alla manifestazione cui erano presenti il Presidente dell'AVIS Regionale Pier Paolo Civelli e la Presidente dell'AVIS Val d'Ayas Mara Bionaz, è iniziata con la deposizione della corona d'alloro davanti al Monumento dei Caduti per poi proseguire in chiesa per la S. Messa. I discorsi, la consegna dei diplomi ai donatori benemeriti e la cena si sono invece tenuti presso il ristorante Camping Monte Rosa di Extrepieraz.

Lo si fa per la salute degli altri, ma ormai non ci sono dubbi: i benefici valgono anche per quella propria. Donare il sangue, come fanno ogni anno 1,7 milioni di italiani, è una scelta che contribuisce a migliorare la salute anche di chi compie il nobile gesto. Maggiore attenzione alla prevenzione, via libera all’adozione di stili di vita più sani, nuovi rapporti sociali da coltivare: recarsi con regolarità in un centro trasfusionale aiuta a salvare le vite degli altri e a prendersi un po’ più cura pure della propria.


Trekking in Calabria Martedì 25 settembre. Nel cuore della notte ed ancora assonnati siamo partiti dal Champoluc (2h30), con successivi imbarchi ad Extrepieraz, Brusson, Verrès, Arnad e Bard, alla volta dell’aeroporto di Malpensa, per raggiungere poi Tropea in Calabria. Imbarco sull’aereo alle 7h00 ed arrivo all’aeroporto di Lamezia Terme alle 8h35. Visita guidata alla bella cittadina di Tropea ancora brulicante di turisti di cui molti stranieri. Pranzo all’aperto presso una azienda produttrice di vino, all’interno della zona di Tropea, a base di assaggi di specialità della cucina calabrese, con immancabile acquisto finale di una cassetta ciascuno di un ottimo vino del territorio garantito biologico. Arrivo all’Hotel Villaggio Stromboli in località Torremarino a metà strada fra Tropea e Capo Vaticano. Hotel 4 stelle molto bello con spiaggia privata. Mercoledì 26 settembre. Trekking del giorno: partenza da Joppolo per il Monte Poro accompagnati dalla guida, il Sig. Antonio (molto preparato, affabile e loquace). Percorso un po’ ripido ma panoramico con una visione mozzafiato sulla costa sottostante. Raggiunto il Monte Poro (monte si fa per dire: 800 metri) che in realtà è la sommità di un vasto


altopiano, la guida ci ha condotto ad un magnifico punto panoramico con vista sullo stretto di Messina e quindi dei due lembi di terra, siculo e calabro, che si fronteggiano; da un lato la vista sulla piana di Gioia Tauro e dall’altra su Capo Vaticano (che nulla ha a che vedere con l’omonima città a Roma) bensì deriva da ‘Caput Vaticinium’ come ci ha spiegato la guida. In lontananza in mezzo al mare spuntano le isole Eolie, con Stromboli in particolare evidenza. Pranzo in allegria sull’altopiano di Monte Poro in una locanda di poche pretese, ma dall’ottima cucina a base naturalmente di un’infinità di specialità calabresi dove domina sovrano il peperoncino. Il tutto annaffiato da buon vino locale. Giovedì 27 settembre. Partenza alle 9h00 alla volta di Palmi, con pranzo al sacco, dove ci aspettano addirittura due guide. Salita in lieve pendenza all’altopiano superiore attraverso un lungo costone, con l’immancabile spettacolare vista sul mare e sulla costa. Raggiunto l’altopiano ci siamo fermati in una pineta a consumare, una volta tanto, il nostro frugale pranzo al sacco (panino, frutta e bottiglietta d’acqua) in armonia e serenità. Ci siamo rifatti al rientro con un buon gelato a Bagnara Calabra. La gita discretamente lunga ma non faticosa si è svolta tutta su una balconata naturale a mezza costa con una stupenda visione sulla sottostante costa selvaggia e sul mare di un magnifico colore blu. Venerdì 28 settembre. Levata mattutina alle 6h30 per raggiungere con il pulmino Tropea per il successivo imbarco su nave con destinazione Isole Eolie. Escursione con guida al cratere del Vulcano con fumate solforose attive. Vista spettacolare sulla piana di Vulcano e sulle antistanti isole di Lipari e di Salina. Pranzo al sacco vicino al cratere. Trasloco in barca sull’isola di Lipari per un brevissimo tocca terra e fuggi. Ritorno sulla nave in direzione dell’isola di Stromboli. Visita di circa un’ora dell’isola di Stromboli, ritorno sulla nave per il rientro a Tropea. Cena seguita da una torta di compleanno in onore della nostra compagna di viaggio Piera Trèves.


Sabato 29 settembre. Partenza del trekking da Caria con visita iniziale ad un bel castello ristrutturato all’inizio dello scorso secolo. Accompagnati da una bravissima guida (Michele) e dal proprietario della masseria in cui avremmo pranzato (Domenico), ci siamo avventurati per promontori e valli immersi nella natura, a volte coltivata a volte selvaggia. Dopo tre abbondanti ore di cammino siamo giunti alla masseria del Sig. Domenico, una persona mite ed affabile di circa 70 anni, che ci ha ospitato sotto una tettoia all’aperto, con tavolo già apparecchiato al nostro arrivo. Qui abbiamo consumato un sontuoso pranzo, sempre a base di specialità calabresi, approntato da un cuoco locale. Vino ottimo ed anche un po’ traditore, prodotto dall’azienda. Abbiamo pure assaggiato la famosa ‘Fagiola’ che il nostro autista Antonio ci aveva più volte decantato. Si tratta di fagioli locali cotti a fuoco lento per tre o quattro ore in recipienti di terracotta: una prelibatezza. Rientro col pulmino in albergo per una breve pennichella funzionale alla digestione. Cena con altra torta di compleanno di Diana Rolland. Domenica 30 settembre. Giornata, come da tradizione, dedicata al riposo ed al relax, trascorsa in serenità sulla sottostante spiaggia dell’albergo, complice anche un magnifico sole che non ci ha abbandonato un solo istante. Lunedì 1° ottobre. Purtroppo anche le cose belle hanno fine. Le nostre vacanze sono terminate e bisogna provvedere al rientro. Tuttavia il rientro è stato piacevole. Partiti dall’albergo verso le 10h30 ci siamo fermati a Pizzo (circa a metà strada fra Tropea e Lamezia Terme) dove abbiamo visitato una grotta in riva al mare scavata nella roccia di arenaria, con oltre 100 statue scolpite nella roccia e con bassorilievi sulle pareti: bella e suggestiva. Siamo saliti nel centro storico di Pizzo per gli ultimi acquisti, soprattutto formaggi ed insaccati, per rendere partecipi le nostre famiglie del viaggio. Con un po’ di rammarico per la fine del viaggio misto ad un po’ di nostalgia di casa, verso le 16h00 abbiamo lasciato l’aeroporto di Lamezia Terme alla volta di Milano e delle nostre famiglie. Silvio Rollandin


ORARI SANTE MESSE miracoli Domenica 7 ottobre - in chiesa 7h30 - S. Messa 10h00 - S. Messa anniv. def. Fassin Vincenzo anniv. def. Fassin Luigi def. Fassin Maurizio, Fosson Cecilia Mercoledì 10 ottobre - a Fontaine 20h00 - S. Messa Venerdì 12 ottobre - ad Extrepieraz 20h00 - S. Messa Sabato 13 ottobre 18h30 - S. Messa - in chiesa 20h00 - S. Messa - ad Arcesaz Domenica 14 ottobre - in chiesa 7h30 - S. Messa 10h00 - S. Messa

A.I.S.M. Associazione Italiana Sclerosi Multipla raccolta fondi con vendita mele sabato 6 e domenica 7 ottobre dopo le SS. Messe

Foto di copertina: scendendo dal rifugio Coda 29 agosto 2012

Ognuno di noi è in attesa del suo «miracolo», e forse anche per questo guardiamo così spesso i nostri cellulari. Ma non ci procureremo miracoli con stupefacenti occhiali che «aumentano la realtà» sovrapponendole maschere, ma allenando gli occhi a scorgere i prodigi incastrati nel quotidiano. I nostri occhi, sempre voraci e spalancati, proprio chiudendosi possono aprirsi davvero, per questo indovini e poeti del mito sono spesso ciechi. Non riceviamo miracoli perché non instauriamo la giusta intimità con cose e persone, siamo passanti la cui soglia di attenzione dura 8 secondi, divoriamo senza gustare, preferiamo la superficie al tuffo. Assomigliamo a Sisifo, che eternamente deve spingere il suo masso su un’altura per poi vederlo inesorabilmente cadere una volta in cima. Vorremmo essere liberi di non spingere invano, fermarci e riposare, perché anche fermarsi è vita: oggi chi non si ferma a guardare non guarda, come chi non si ferma a pensare non pensa. Azione e contemplazione sono sistole e diastole della vita: più si esagera da una parte più l’altra reclama i suoi privilegi, perché il cuore senza azione resta acerbo, senza contemplazione marcisce. Fermarsi non vuol dire essere immobile, ma stabile, il contrario di «in-fermo», colui che è instabile, perché non si ferma mai, e perciò s’ammala. Fermarsi è creare ogni giorno spazi di intimità che permettono al quotidiano di «miracolarci», senza ricorrere a effetti speciali: fermarsi è la cura per i dis-graziati, cioè chi non trova più grazia nel mondo. Alessandro D'Avenia


I care

Sdegno e indignazione sono apparentemente molto simili, ma non potrebbero essere più diverse. Per capire il significato delle cose e delle persone è molto meglio cercare di vedere cosa non sono per riuscire poi ad intuire quello che veramente sono. Lo sdegno è la reazione di rabbia, di disgusto e di disprezzo, nutrita dal rancore che si rivolge dall’uomo verso l’uomo o verso un’altra collettività. Lo sdegno è privo di qualsiasi prospettiva sul futuro o di efficacia trasformativa. Lo sdegno è quello che dice: “Fate schifo tutti. I politici sono tutti ladri. In Italia non si può andare avanti senza raccomandazioni”. Cose tutte quante false anche se sono munite di un principio di verità. Lo sdegno si nutre del rancore che oggi è una merce che circola molto in Italia ed è come una sostanza stupefacente: più se ne prende più se ne vuole, più intossica. L’indignazione è una cosa completamente diversa: è la virtù dei cittadini. Indignazione è una parola che amo perché si nutre di ribellione e la ribellione è qualcosa che implica reazione contro l’ingiustizia, non odio dell’uomo sull’uomo, ma percezione dell’ingiustizia e desiderio di cambiare il mondo. L’indignazione è la dote, la qualità dei cittadini che non sono indifferenti. Lo sdegno è la pratica viziosa dei sudditi. In questo Paese abbiamo troppo sdegno e troppo poca indignazione. Quella è la direzione in cui andare.

in bacheca Catechismo delle elementari riunione genitori - martedì 9 ottobre sala casa parrocchiale - 20h45 Gruppo Medie riunione genitori - mercoledì 10 ottobre sala casa parrocchiale - 20h45

Auguri a

Alice Bragonzi - 6 ottobre Martina Curtaz - 6 ottobre Marlène Vicquéry - 8 ottobre Crepaldi Palo Roberto - 10 ottobre Denis Muscarà - 10 ottobre Davide Bonin - 11 ottobre Gérard Vuillermin - 13 ottobre David Saracco - 13 ottobre

Notizie dall'Italia

Tratto dal dialogo tra Corrado Augias e Gianrico Carofiglio su Rai 3 in Quante Storie del 2 ottobre 2018.

Quante cose cambierebbero se la gente salvasse la sostanza con lo stesso impegno con cui salva l'apparenza.

Notizie dall'Italia da il manifesto - 26 settembre 2018

Redazione: Geremia Momo - tel 0125 300 113 - cellulare 347 25 82 830 - e-mail: geremia.momo@brusson.net - fotocopiato con mezzi propri


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