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Chi può metta, chi non può prenda.
Parrocchia di San Maurizio
Brusson n° 27
4 luglio 2020 Anno XIX° - n° 954 Gruppo "Camminare pensando"
Una strana estate Stiamo vivendo una strana estate, dopo una strana primavera. Ci siamo fermati e anche se il distanziamento non è più così ferreo, ci condiziona ancora. Tutte le attività sociali che portavano ad assembramenti sono sospese: celebreremo le feste patronali dei villaggi con le Messe all'aperto. Non ci sarà la manifestazione della Dolcissima Serata. La Festa degli ultra70enni è stata cancellata. Così pure la Cresima è stata posticipata alla primavera 2021. La sala parrocchiale sente il vuoto lasciato dalle prove dei cori Les Voix du Glacier e Joie de chanter. Mancano le risate dei Falabrac che si cimentavano con la nuova scenetta da presentare al Printemps Théâtral di Aosta e al Patrono di Brusson. Senza contare il silenzio irreale della scuola. Sono stati interrotti anche gli incontri di catechismo. Polvere anche in palestra da quando non c'è più il torneo di calcio per bambini. Dalla Microcominità di Vollon e dalla struttura Dahù buone notizie, ma ancora distanziamento. Per la prima volta dopo 18 anni, è vuoto lo spazio che questo giornalino concede alla cronaca degli eventi e delle manifestazioni. Le messe festive saranno ancora celebrate all'aperto, mentre sono sospese le Messe feriali nelle cappelle, fino a quando l'evoluzione della situazione imporrà prudenza e prevenzione per la salute. Non lasciamoci condizionare da ciò che non abbiamo più, ma cerchiamo di essere ceativi con ciò che ci rimane ancora: gli spazi ampi della montagna ci permettono di fare escursioni e passeggiate, proviamo a riscoprire la storia e la cultura del luogo, approfittiamo del tempo per leggere. Nel frattempo Madre Terra sembra abbia avuto di riflesso un momento di respiro e di disintossicazione. Questo dovrebbe farci avere un occhio di riguardo per il futuro nei confronti del pianeta che ci ospita. Ma soprattutto non rinunciamo alla nostra parte di responsabilità, perché come afferma Massimo Recalcati "il nostro comportamento individuale e collettivo appare ora assai più decisivo per determinare la nostra salvezza". Buona estate, nonostante tutto. Geremia Momo
eroi Le librerie e gli schermi grandi e piccoli della nostra infanzia sono pieni di storie. (...) La stragrande maggioranza racconta la vicenda di un eroe solitario con un destino glorioso, spesso abbandonato da chi doveva accudirlo (come Pollicino e Mosé), cresciuto alla periferia di qualcos'altro (come Harry Potter o Luke Skywalker) e chiamato ad affrontare mille prove per affermarsi (come Ulisse e Ercole). (...) Le caratteristiche di queste storie sono sempre le medesime: nove volte su dieci l'eroe è maschio, non gli manca mai il nemico, il modello di risoluzione dominante è bellico e la gloria del vincitore si ottiene al prezzo dell'annichilimento dei vinti. Dentro questa tipologia di storie si cresce più competitivi che collaborativi, più guardinghi che fiduciosi, più rivendicativi che riconoscenti. i cresce psicologicamente predisposti a difendersi. E se a cambiare fossero le storie che ci insegnano da bambini? Se anzicché farli addormentare sognandosi soli contro il mondo
e l'uno contro l'altro dessimo loro avventure dove diventare potenti insieme? Michela Murgia tratto da "Noi siamo tempesta" ed, Salani 2019
Orari s. messe Domenica 5 luglio - piazzale chiesa 11h00 - S. Messa anniv. def. Joly Salvino def. Angela e Marco def. Pina def. Fam. Rezzani e Mendola 18h30 - S. Messa Martedì 7 luglio - in chiesa 20h30 - S. Messa Giovedì 9 luglio - in chiesa 20h30 - S. Messa Sabato 11 luglio - piazzale chiesa 18h30 - S. Messa Revil Giuseppe e Maurizio Domenica 12 luglio - piazzale chiesa 11h00 - S. Messa def. Spizzo Bepi def. Cena Maria 18h30 - S. Messa
In copertina. “Chi può metta, chi non può prenda”: è questo il messaggio scritto su un foglio appeso a un cestino in un vicolo di Napoli, dove chiunque può lasciare qualcosa per chi al momento non può permettersela.
Laudato sì' di papa Francesco 3. Più di cinquant’anni fa, mentre il mondo vacillava sull’orlo di una crisi nucleare, il santo Papa Giovanni XXIII scrisse un’Enciclica con la quale non si limitò solamente a respingere la guerra, bensì volle trasmettere una proposta di pace. Diresse il suo messaggio Pacem in terris a tutto il “mondo cattolico”, ma aggiungeva “e a tutti gli uomini di buona volontà”. Adesso, di fronte al deterioramento globale dell’ambiente, voglio rivolgermi a ogni persona che abita questo pianeta. Nella mia Esortazione Evangelii gaudium, ho scritto ai membri della Chiesa per mobilitare un processo di riforma missionaria ancora da compiere. In questa Enciclica, mi propongo specialmente di entrare in dialogo con tutti riguardo alla nostra casa comune.
I care Nell’ultimo Decreto Rilancio alla scuola italiana sono stati destinati un miliardo e 400 milioni. Per gli F35 invece 13 miliardi di euro. (…) 1 – Secondo i dati ufficiali dell’Ocse la nostra scuola occupa, tra tutti i Paesi europei, un mortificante e vergognoso ultimo posto per quanto riguarda la spesa pubblica destinata all’istruzione. 2 - Occupiamo il non invidiabile ultimo posto per quanto riguarda il numero di laureati in Europa. 3 - In compenso siamo al primo posto, con largo distacco, per quanto riguarda il tasso di abbandono scolastico. 4 - Abbiamo il record negativo nel capitolo stipendio dei docenti che, sempre secondo l’Ocse, sono i più insodisfatti, i più anziani e con la peggiore retribuzione a livello europeo. 5 - Un recente studio, sempre commissionato dall’Ocse tra gli studenti del vecchio continente di età compresa tra i 12 e i 26 anni, ci relega all’ultimo posto per quanto concerne le capacità di lettura considerate minime. Nell’ultimo Decreto Rilancio alla scuola italiana sono stati destinati un miliardo e 400 milioni. Facciamo un confronto con gli F35? Cifre che portano a dedurre che per i nostri lungimiranti governanti questi bombardieri hanno importanza e priorità dieci volte superiore a quelle della scuola.
in bacheca S. Messa al Col Ranzola con le Comunità di Gressoney 15 luglio - 11h30
Auguri a Martina Trabucchi 6 luglio Giorgiana Codrescu 9 luglio
Notizie dal mondo tagli
tratto da peacelink.it – 23 giugno 2020
Se vuoi costruire una nave, non richiamare prima di tutto gente che procuri la legna, che prepari gli attrezzi necessari, non distribuire compiti, non organizzare il lavoro. Prima risveglia invece negli uomini la nostalgia del mare lontano e sconfinato. Appena si sarà svegliata in loro questa sete gli uomini si metteranno subito al lavoro per costruire la nave. Antoine de Saint Exupéry
di Mauro Biani - 29 giugno 2020 - L'Espresso
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