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e-mail n° 26 del 27 giugno 2020

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Parrocchia di San Maurizio

Brusson n° 26

27 giugno 2020 Anno XIX° - n° 953 Gruppo "Camminare pensando"

Non cercare mai di ripeterti Tiziano Terzani


Operazione Stella alpina a favore degli operatori dell'Ospedale Parini e Beauregard

Brusson, 20-21 giugno 2020. Il Gruppo Alpini di Brusson ha aderito all'iniziativa organizzata dall'Associazione Nazionale Alpini Valle d'Aosta per una giornata di solidarietà a favore degli operatori sanitari degli Ospedali Parini e Beauregard. Sul piazzale della chiesa hanno allestito un banchetto con piantine di stelle alpine, che i numerosi turisti e residenti presenti alla Messa hanno acquistato con un'oerta libera. Ci uniamo ai ringraziamenti rivolti a tutti i medici, agli infermieri e al personale sanitario che nei mesi scorsi hanno operato per arontare l'emergenza Coronavirus. Grazie a tutti.


La montagna è di tutti

ma bisogna ascoltarla

Oggi la montagna è di tutti. Non più solo degli alpinisti, degli escursionisti appassionati, di chi vi lavora e di chi vi abita. È proprio di tutti. (…) Dietro un consumismo dai colori sgargianti, si vorrebbe continuare a vedere il ritorno alla cosiddetta wilderness (natura selvaggia) di thoureauniana memoria, ma di wild resta ormai ben poco. Fuga dal basso, da un universo cittadino soffocato da una spietata urbanizzazione, da una pianura intossicata dai veleni. Ma questa fuga corre veloce. E corre sino alla vetta: orologio al polso, scarpette leggere, zaino pressoché inesistente, abbigliamento aderente, striminzito e iper leggero. Perché la fuga è anche e soprattutto da se stessi. Si entra in una agonistica – meglio se anche adrenalinica – competizione con un io spesso sofferente, frustrato, che ambisce al proprio riscatto vincendo una sfida irreale, effimera. Dove dovrebbero autoimporsi la calma e la lentezza, infuriano la fretta e la velocità; dove ci si aspetterebbero condivisione e solidarietà, spesso ci si scontra con lo stesso individualismo e la stessa solitudine di quando ci troviamo nella nostra automobile, imbottigliati nel traffico. (...) Il tempo di farsi un selfie con alle spalle la croce – la cui simbologia non sarebbe esattamente quella di un trofeo da conquistare – e precipitarsi in un ritorno che non può mancare di fare tappa in un rifugio per rifornirsi di… wifi! Ai luoghi ormai non si rivolge più l’ascolto silenzioso e devoto in cerca della verità, ma la curiosità mobile e ciarliera, assetata di sempre nuovi spettacoli. Il luogo non è più una voce enigmatica ma veritiera, ma un oggetto su cui lasciare correre uno sguardo superficiale. (…) Siamo permeati più da una cultura del passeggero che da quella del viaggiatore. (…) Vittima di un inarrestabile spopolamento, ci auspichiamo che la montagna torni a nuova vita grazie al fenomeno del ritorno, veicolo di innovazione da innestare sui cosiddetti patrimoni di tradizioni, in un rilancio delle piccole economie locali. Questo non può fare a meno del contributo consapevole di chi decide di trascorre il weekend fuori città, dove consapevolezza significa non essere più meri fruitori di un bene, quanto piuttosto fautori di piccoli passi verso il recupero di una coscienza e di una bellezza interiore ed esteriore, personale e collettiva, sola chiave per un mutamento profondo, significativo e duraturo. (…) di Lara Bettoni in “Extraterrestre” - il manifesto – del 25 giugno 2020


Laudato sì' lettera enciclica di papa Francesco Dopo la lettura della Costituzione Italiana durata più di un anno, iniziamo oggi la lettura della Lettera enciclica di papa Francesco "Laudato si". Poche pillole settimanali per ritrovare saggezza ed equilibrio verso la Terra Madre che ci ospita. 1. «Laudato si’, mi’ Signore», cantava san Francesco d’Assisi. In questo bel cantico ci ricordava che la nostra casa comune è anche come una sorella, con la quale condividiamo l’esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia: «Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre Terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba». 2. Questa sorella protesta per il male che le provochiamo, a causa dell’uso irresponsabile e dell’abuso dei beni che Dio ha posto in lei. Siamo cresciuti pensando che eravamo suoi proprietari e dominatori, autorizzati a saccheggiarla. La violenza che c’è nel cuore umano ferito dal peccato si manifesta anche nei sintomi di malattia che avvertiamo nel suolo, nell’acqua, nell’aria e negli esseri viventi.

Niente di questo mondo ci risulta indifferente.

Per questo, fra i poveri più abbandonati e maltrattati, c’è la nostra oppressa e devastata terra, che «geme e soffre le doglie del parto» (Rm 8,22). Dimentichiamo che noi stessi siamo terra (cfr Gen 2,7). Il nostro stesso corpo è costituito dagli elementi del pianeta, la sua aria è quella che ci dà il respiro e la sua acqua ci vivifica e ristora. Niente di questo mondo ci risulta indifferente


coraggio e paura Coraggio significa letteralmente azione del cuore (da “cor” – cuore e dal suffisso aggio” che deriva dal latino fare). La mente produce paura. La paura è l’emozione negativa che sorge di fronte ai segnali di pericolo che l’ambiente ti manda. La mente capta questi segnali e produce paura. Il cuore, che è la mente consapevole, può agire dicendo: “Bene, io vedo tutti questi segnali di paura, ma qual è il mio compito di essere umano?”. Ed è a questo punto che il cuore agisce e supera la paura. Giovanni Falcone diceva: “L’importante non è stabilire se uno ha paura o meno, è saper convivere con la paura e non farsi condizionare. Il coraggio è questo. Altrimenti non è più coraggio, ma è incoscienza”. Chi non ha paura di niente è un analfabeta psichico, uno che non sa leggere i segnali della vita. Perché tutti siamo spauriti di fronte al mare nero della vita. E’ evidente che hai paura: o hai paura per te, o hai paura per i tuoi figli, per i tuoi cari, per il tuo paese. Ma vivere significa palpitare. Il punto discriminante è l’azione del cuore, il coraggio, il non farsi vincere da queste paure che ci sono e che bisogna leggere. Le paure sono segnali e messaggi profondi. Una persona capisce chi è, cioè scopre la sua identità, scoprendo le proprie paure. Se tu capisci le tue paure, capisci la tua identità profonda, capisci i tuoi desideri

Orari sante messe Sabato 27 giugno - piazzale chiesa 18h30 - S. Messa di 7^ def. Fosson Giuseppe Domenica 28 giugno - piazzale chiesa 10h00 - S. Messan Sabato 4 luglio giugno - piazzale chiesa 18h30 - S. Messa def. Fam. Herbet e Rostagno def. Revil Piero def. Chasseur Alessio e Vignal Maria Domenica 5 luglio - piazzale chiesa 11h00 - S. Messa anniv. def. Joly Salvino 18h30 - S. Messa

e aspirazioni. Contemplare le tue paure ti fa diventare un po’ più saggio. La paura viene vinta quando è compresa nel suo messaggio positivo. Certe volte è giusto avere paura e cedere, altrimenti diventi temerario e incosciente. Non sempre la paura deve essere sconfitta. A volte hai bisogno di perdere e di cambiare strada e modalità di essere. (…) Per convivere con la paura bisogna circondarsi di cose buone: leggere libri buoni, ascoltare musica buona, camminare nella natura, avere a che fare con persone buone, autentiche e vere. Perché è il bene che fa bene. Vito Mancuso tratto da Rai Tre "Quante storie" di Giorgio Zanchini 25 giugno 2020 Foto di copertina: Bieteron - 23 giugno 2010


I care Ci sono cinque nodi che da anni stringono alla gola l’Italia e la stanno condannando al "sottosviluppo". Andrebbero sciolti tutti insieme, in connessione tra loro. Con coraggio, e forse anche grazie al coronavirus. (…) I cinque nodi sono la demografia, l’immigrazione, l’emigrazione, il lavoro e l’istruzione. Messi insieme raccontano il declino italiano, risolti insieme potrebbero disegnare "un’altra Italia". Funzionano come dei vasi comunicanti. Questa è diventata un’occasione da non sprecare. È stata una catastrofe che si è abbattuta su una situazione già catastrofica. Ma può diventare la spinta per assumere scelte più radicali e lungimiranti. Ecco, serve lungimiranza. (…) si impongono scelte strutturali, riforme strutturali: bisogna incidere sui cinque fattori, capirne la loro interconnessione. Sono convinto che questa sia la chiave della rinascita.

in bacheca S. Messa al Col Ranzola con le Comunità di Gressoney 15 luglio - 11h30

Cresima domenica 25 aprile 2021

Auguri a Anais Varale - 30 giugno Giorgia Saracco - 30 giugno Ambra Fosson - 1° luglio

Notizie dal mondo

razza

Tratto da intervista a Stefano Allievi - di Roberto Mania - la Repubblica - 23 giugno 2020

È raro che agli uomini vengano concessi, nello stesso momento, successo e lungimiranza. Tito Lívio di Mauro Biani - 13 novembre 2016 - il manifesto Redazione: Geremia Momo - tel 0125 300 113 - cellulare 347 25 82 830 - e-mail: geremia.momo@brusson.net - fotocopiato con mezzi propri


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