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e-mail n° 19 del 9 maggio 2020

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Parrocchia di San Maurizio

Brusson n° 19

9 maggio 2020 Anno XIX° - n° 946 Gruppo "Camminare pensando"

Ognuno sta solo sul cuor della terra trafitto da un raggio di sole: ed è subito sera. Salvatore Quasimodo


il Sindaco fa il punto della situazione Brusson, 8 maggio 2020. La situazione nel Comune di Brusson rispetto all’infezione del Covid-19 è la seguente: 2 persone in isolamento preventivo per rientro dall'estero.

Disposizioni per le Messe in chiesa firmato il protocollo tra CEI e Governo, a partire dal 18 maggio 1.

ACCESSO AI LUOGHI DI CULTO IN OCCASIONE DI CELEBRAZIONI LITURGICHE. 1.1. L'accesso individuale ai luoghi di culto si deve svolgere in modo da evitare ogni assembramento sia nell'edificio sia nei luoghi annessi, come per esempio le sacrestie e il sagrato. 1.2. Nel rispetto della normativa sul distanziamento tra le persone, il legale rappresentante dell'ente individua la capienza massima dell'edificio di culto, tenendo conto della distanza minima di sicurezza, che deve essere pari ad almeno un metro laterale e frontale. 1.3. L'accesso alla chiesa, in questa fase di transizione, resta contingentato e regolato da volontari e/o collaboratori che - indossando adeguati dispositivi di protezione individuale, guanti monouso e un evidente segno di riconoscimento - favoriscono l'accesso e l'uscita e vigilano sul numero massimo di presenze consentite. Laddove la partecipazione attesa dei fedeli superi significativamente il numero massimo di presenze consentite, si consideri l'ipotesi di incrementare il numero delle celebrazioni liturgiche. 1.4. Per favorire un accesso ordinato, durante il quale andrà rispettata la distanza di sicurezza pari almeno 1,5 metro, si utilizzino, ove presenti, più ingressi, eventualmente distinguendo quelli riservati all'entrata da quelli riservati all'uscita. Durante l'entrata e l'uscita dei fedeli le porte rimangano aperte per favorire un flusso più sicuro ed evitare che porte e maniglie siano toccate. 1.5. Coloro che accedono ai luoghi di culto per le celebrazioni liturgiche sono tenuti a indossare mascherine. 1.6. Venga ricordato ai fedeli che non è consentito accedere al luogo della celebrazione in caso di sintomi influenzali/respiratori o in presenza di temperatura


corporea pari o superiore ai 37,5° C. 1.7. Venga altresì ricordato ai fedeli che non è consentito l'accesso al luogo della celebrazione a coloro che sono stati in contatto con persone positive a SARSCoV-2 nei giorni precedenti. 1.8. Si favorisca, per quanto possibile, l'accesso delle persone diversamente abili, prevedendo luoghi appositi per la loro partecipazione alle celebrazioni nel rispetto della normativa vigente. 1.9. Agli ingressi dei luoghi di culto siano resi disponibili liquidi igienizzanti. 2. IGIENIZZAZIONE DEI LUOGHI E DEGLI OGGETTI 2.1. ì luoghi di culto, ivi comprese le sagrestie, siano igienizzati regolarmente al termine di ogni celebrazione, mediante pulizia delle superfici con idonei detergenti ad azione antisettica. Si abbia, inoltre, cura di favorire il ricambio dell'aria. 2.2. Al termine di ogni celebrazione, i vasi sacri, le ampolline e altri oggetti utilizzati, così come gli stessi microfoni, vengano accuratamente disinfettati. 2.3. Si continui a mantenere vuote le acquasantiere della chiesa. 3. ATTENZIONI DA OSSERVARE NELLE CELEBRAZIONI LITURGICHE 3.1. Per favorire il rispetto delle norme di distanziamento è necessario ridurre al minimo la presenza di concelebranti e ministri, che sono comunque tenuti al rispetto della distanza prevista anche in presbiterio. 3.2. Può essere prevista la presenza di un organista, ma in questa fase si ometta il coro. 3.3. Tra i riti preparatori alla Comunione si continui a omettere lo scambio del segno della pace. 3.4. La distribuzione della Comunione avvenga dopo che il celebrante e l'eventuale ministro straordinario avranno curato l'igiene delle loro mani e indossato guanti monouso; gli stessi - indossando la mascherina, avendo massima attenzione a coprirsi naso e bocca e mantenendo un'adeguata distanza di sicurezza - abbiano cura di offrire l'ostia senza venire a contatto con le mani dei fedeli. 3.5.1 fedeli assicurino il rispetto della distanza sanitaria. 3.6. Per ragioni igienico-sanitarie, non è opportuno che nei luoghi destinati ai fedeli siano presenti sussidi per i canti o di altro tipo. 3.7. Le eventuali offerte non siano raccolte durante la celebrazione, ma attraverso appositi contenitori, che possono essere collocati agli ingressi o in altro luogo ritenuto idoneo. 3.8. Il richiamo al pieno rispetto delle disposizioni sopraindicate, relative al distanziamento e all'uso di idonei dispositivi di protezione personale si applica anche nelle celebrazioni diverse da quella eucaristica o inserite in essa: Battesimo,


Matrimonio, Unzione degli infermi ed Esequie. 3.9. Il sacramento della Penitenza sia amministrato in luoghi ampi e areati, che consentano a loro volta il pieno rispetto delle misure di distanziamento e la riservatezza richiesta dal sacramento stesso. Sacerdote e fedeli indossino sempre la mascherina. Nelle unzioni previste nell'amministrazione dei sacramenti del Battesimo e dell'Unzione degli infermi, il ministro indossi, oltre alla mascherina, guanti monouso. 3.10. La celebrazione del sacramento della Confermazione è rinviata. 4. ADEGUATA COMUNICAZIONE 4.1. Sarà cura di ogni Ordinario rendere noto i contenuti del presente Protocollo attraverso le modalità che assicurino la migliore diffusione. 4.2. All'ingresso di ogni chiesa sarà affisso un manifesto con le indicazioni essenziali, tra le quali non dovranno mancare: - il numero massimo di partecipanti consentito in relazione alla capienza delì'edificio; - il divieto di ingresso per chi presenta sintomi influenzali/respiratori, temperatura corporea uguale o superiore ai 37,5° C o è stato in contatto con persone positive a SARS- CoV-2 nei giorni precedenti; - l'obbligo di rispettare sempre nell'accedere alla chiesa il mantenimento della distanza di sicurezza, l'osservanza di regole di igiene delle mani, l'uso di idonei dispositivi di protezione personale, a partire da una mascherina che copra naso e bocca. 5. ALTRI SUGGERIMENTI 5.1. Ove il luogo di culto non è idoneo al rispetto delle indicazioni del presente Protocollo, l'Ordinario del luogo può valutare la possibilità di celebrazioni all'aperto, assicurandone la dignità e il rispetto della normativa sanitaria. 5.2. Si ricorda la dispensa dal precetto festivo per motivi di età e di salute. 5.3. Si favoriscano le trasmissioni delle celebrazioni in modalità streaming per la fruizione di chi non può partecipare alla celebrazione eucaristica. Il Comitato Tecnico-Scientifico, nella seduta del 6 maggio 2020, ha esaminato e approvato il presente "Protocollo circa la ripresa delle celebrazioni con il popolo", predisposto dalla Conferenza Episcopale Italiana. Il presente Protocollo entrerà in vigore a far data dal giorno lunedì 18 maggio 2020. Roma, 7 maggio 2020. Giuseppe Conte - Luciana Lamorgese . card. Gualtiero Bassetti


Amministrazione Ente Parrocchia San Maurizio resoconto aprile 2020 Oggetto Recupero spese luce e riscaldamento alloggi Bollette luce gennaio - febbraio 2020 Offerte aprile 2020 Telefono marzo 2020 Totale entrate e uscite aprile 2020

Entrate 883,24

Differenza entrate - uscite marzo 2020 Saldo al 31 marzo 2020 Saldo al 30 aprile 2020

-110,55 34.310,13 34.199,58

Meteo aprile 2020

Uscite 1.389,96

450,00 1.333,24

53,83 1.443,79

temp. min

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temp. medio min

temp. medio mass

apr 2010

-2°

+21°

+4,5°

+14,3°

apr 2011

+2°

+26°

+6,2°

+17,2°

apr 2012

-1°

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+12,2°

apr 2013

-5°

+24°

+2,8°

+14,7°

apr 2014

+1°

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+17,7°

apr 2015

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+21°

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+12°

apr 2016

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+3,1°

+16,2°

apr 2017

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apr 2019

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apr 2020

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nuovo linguaggio (…) Stanno cambiando le relazioni tra le persone e dal mondo delle strette di mano e delle parole, siamo passati in poche settimane nella relazione degli sguardi. (...). Una forma di linguaggio che, nell’epoca della prossemica che ha caratterizzato questi decenni, avevamo perso e che ora proviamo a imparare, a conoscere ed a capire. Lo sguardo ci costringe a non restare in superficie con tutto ciò che questo comporta e comporterà nella nostra vita individuale e sociale. (…) Noi abbiamo smesso di guardare le persone negli occhi. Il coronavirus ci riporta alle origini della nostra civiltà, perché tornare a guardare negli occhi gli altri, vuol dire anche tornare a guardare non solo le persone, ma anche il mondo che ci circonda. Per la prima volta noi occidentali siamo costretti a comunicare come le donne orientali, Con il loro volto coperto e attraverso quegli occhi che scrutano il mondo e parlano. (...) “Gli occhi ti dicono quello che uno è; la bocca quello che è diventato”, scriveva lo scrittore inglese John Galsworthy all’inizio del ‘900 e il mio pensiero è volato alla politica e anche a quanto da oggi in poi, nella comunità degli sguardi, faremo più attenzione a quello che ci comunicano gli uomini politici. Sì perché questo nostro nuovo guardare, ci permette meglio di capire le parole che dicono, e ci spinge a scrutare prima di tutto chi sono, cosa hanno fatto e fanno, quanto sono attendibili o meno. La loro storia conterà più delle parole dette; anche quelle sparse sui social non ci basteranno più. Ci fideremo meno dei loro pensieri. Se una volta ci bastava a superficie delle loro parole, reimparando a leggere nello sguardo, andremo a vedere nella loro anima, celata non nella loro bocca ma nei loro occhi e nella loro vita. “Dio ha voluto che lo sguardo dell’uomo fosse la sola cosa che non può nascondere” scriveva Alexandre Dumas Padre e mi viene da pensare che sarà una società più esigente quella degli sguardi che stiamo costruendo, perché saprà guardare oltre le parole e cercherà di andare a vedere cosa accade negli ospedali, nelle banche, nelle aziende, negli uffici pubblici, nelle scuole, nelle chiese, nelle strade delle nostre città e cercherà di vedere quanto la nostra dignità viene tutelata o calpestata in questi spazi. Le pacche sulle spalle, le strette di mano, non basteranno più, perchè quando avremo reimparato a guardarci negli occhi, andremo lì a cercare risposte e scopriremo meglio se uno vuole sedurci e fregarci, oppure se ci sta dicendo una verità. di Pierluigi Ermini - www.liberainformazione.org - 3 maggio 2020


infodemia (…) In che cosa credo? Che cosa è reale? Su che cosa baso le mie scelte?Una recente ricerca di Ipsos (su soggetti di età diverse in 32 Paesi) ha analizzato il livello di «dispercezione»: la percezione errata di un fatto a causa della sua narrazione. L’Italia risulta ai primi posti nel campionato di chi «crede» invece di «sapere». (…) Perché tendiamo a sovrastimare alcune informazioni, tralasciandone invece altre? L’informazione (soprattutto via web), consapevoli o meno che ne siano i suoi attori spesso costretti ad alimentare un vero e proprio mercato delle notizie, punta ad accaparrarsi la nostra attenzione, spesso con il solo scopo di ottenere i clic necessari a vendere pubblicità. (…) Siamo dentro un Matrix informativo e performativo, in cui le notizie non puntano alla verità ma alla viralità: si diffonde un’infodemia (epidemia di informazioni) che non rende più consapevoli e razionali di fronte alla realtà, ma anzi orienta i comportamenti a partire da percezioni falsate. (…) E noi, dopo abbuffate di «breaking news», sappiamo di più e siamo diventati più capaci di prendere una decisione? La risposta è troppo spesso: no, come mostrano gli eventi recenti, in cui l’ipercomunicazione non aiuta a capire e agire meglio, ma alimenta uno stato di paura costante, che spesso ci rende più dipendenti e manipolabili, come mostra

Orari sante messe Celebrazioni di Papa Francesco su TV2000 canale 28 alle 7h00da Santa Marta in Roma *** Celebrazioni del Vescovo Mons. Franco Lovignana in Streaming su Radio Proposta in Blu domenica 10 maggio 10h00 - S. Messa mercoledì 13 maggio 18h00 - S. Messa

il passare da certe convinzioni e azioni a quelle opposte nel giro di poche ore. Se non vogliamo ingigantire problemi trascurabili e trascurare problemi giganteschi dobbiamo smettere di farci «inter-rompere» di continuo da paura e choc. (…) Non è la quantità ma la profondità a far comprendere la realtà.

di Alessandro D’Avenia tratto da “Infodemia” Corriere della Sera 4 maggio 2020


I care La parola chiave per la fase 2 (e per quelle successive) deve essere 'ripresa resiliente'. Ovvero una ripartenza capace di mettere assieme creazione di valore economico, lavoro, salute, sostenibilità ambientale (meno inquinamento, meno riscaldamento globale) e quella ricchezza di tempo (e capacità di conciliare lavoro e affetti) che abbiamo forzatamente sperimentato nella quarantena. La ripresa resiliente (alternativa alla ripartenza 'non-importa-come') è la scelta obbligata se vogliamo evitare di non uscire proprio dalla fase due o di riandare a cozzare una volta usciti contro il prossimo choc. (...) L’Organizzazione Mondiale della Sanità ammonisce che l’inquinamento da polveri sottili (causato da un complesso di fattori che includono riscaldamento domestico, modalità di produzione, di trasporto e condizioni climatiche) è responsabile solo in Italia di circa 219 morti al giorno. Alcune prime evidenze empiriche rafforzano il sospetto che questo cortocircuito tra ambiente e salute abbia aggravato gli effetti del Covid in alcune regioni del Nord del Paese. (...) La ripresa resiliente è possibile, quello di cui ora abbiamo bisogno è la volontà politica per realizzarla.

in bacheca Cresime rinviate a data da stabilire

Auguri a Julien Gens - 11 maggio André Payn - 13 maggio Michelle Saracco - 15 maggio Nicolò Semeraro - 17 maggio ea

tutte le mamme

Notizie dall' Italia

1° maggio

di Leonardo Becchetti in “Avvenire” del 7 maggio 2020

Le verità dette in anticipo sono giudicate eresie. Teillard De Chardin di Mauro Biani - la repubblica - 1° maggio 2020 Redazione: Geremia Momo - tel 0125 300 113 - cellulare 347 25 82 830 - e-mail: geremia.momo@brusson.net - fotocopiato con mezzi propri


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