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Sulla soglia - estratto

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Donata Horak

Sulla soglia Diritto canonico TRA CONÚNI DA DIFENDERE E SPAZI DI LIBERT¿

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)LLUSTRAZIONE DI COPERTINA © RODINA OLENA / Shutterstock Le citazioni bibliche sono tratte da ,A 3ACRA "IBBIA NELLA VERSIONE UFÚCIALE A CURA DELLA #ONFERENZA %PISCOPALE )TALIANA © 2008, Fondazione di Religione Santi Francesco d’Assisi e Caterina da Siena Per i testi citati dal magistero della Chiesa e dai documenti dei PONTEÚCI © Dicastero per la Comunicazione - Libreria Editrice Vaticana

PAOLINE Editoriale Libri © FIGLIE DI SAN PAOLO, 2026 Via Francesco Albani, 21 - 20149 Milano www.paoline.it • www.paolinestore.it edlibri.mi@paoline.it $ISTRIBUZIONE Diffusione San Paolo s.r.l. Piazza Soncino, 5 - 20092 Cinisello Balsamo (MI) ISBN 978-88-315-5937-9

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Prologo Confini: Esek e Sitna

Isacco andò via di là, si accampò lungo il torrente di Gerar e vi si stabilì. Isacco riattivò i pozzi d’acqua, che avevano scavato i servi di suo padre, Abramo, e che i Filistei avevano chiuso dopo la morte di Abramo, e li chiamò come li aveva chiamati suo padre. I servi di Isacco scavarono poi nella valle e vi trovarono un pozzo di acqua viva. Ma i pastori di Gerar litigarono con i pastori di Isacco, dicendo: «L’acqua è nostra!». Allora egli chiamò il pozzo Esek, perché quelli avevano litigato con lui. Scavarono un altro pozzo, ma quelli litigarono anche per questo ed egli lo chiamò Sitna (Gen 26,17-21). 5 PAOLINE EDITORIALE LIBRI - © FSP Milano - All rights reserved - Estratto


Isacco chiama i pozzi contesi “Lite” (Esek) e “Accusa” (Sitna) perché su di essi esplode un conflitto. Entrambe le parti rivendicano la proprietà della terra, basandosi su precedenti diritti acquisiti dai padri. Chi è arrivato prima? Chi ha lavorato e aperto questi pozzi? Chi è padrone dell’acqua? È in queste situazioni che si coglie il senso del diritto in una società: senza la legge, le contese si risolverebbero inevitabilmente con l’uso della violenza e il dominio del più forte. Il diritto, invece, offre strumenti per dirimere le controversie definendo i giusti limiti delle pretese di ognuno. L’intervento del tribunale, in posizione di terzietà e sottomesso alla legge, stabilisce i confini che ciascuna parte deve rispettare, instaura una pace ordinata e fredda, impone una sospensione delle liti che resiste fintantoché ciascuno dei sog6 PAOLINE EDITORIALE LIBRI - © FSP Milano - All rights reserved - Estratto


getti coinvolti nel conflitto riconosce l’autorità della sentenza e vive ordinatamente nella fruizione dei suoi diritti entro lo spazio da essi delimitato. I confini, dunque, sono importanti nel vivere civile: senza di essi, non potremmo sostare tranquillamente nelle nostre aree riservate, dove i diritti che abbiamo acquisito ricevono protezione. Tuttavia, Lite e Accusa sono sempre presenti sottotraccia, increspano l’acqua tranquilla e mantengono una sottile tensione, un’inquietudine che non cessa di farci desiderare una pace diversa.

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Pietre da scagliare, balsamo che guarisce

Il diritto perde il suo senso, specialmente in una società come la Chiesa, quando diventa una pietra di inciampo, uno strumento di esclusione che crea separazioni e confini chiusi. Tale deriva della legge è sempre possibile, perciò chi nella Chiesa opera per la produzione e la attuazione del diritto canonico ha il compito fondamentale di sottoporre le norme vigenti al discernimento evangelico, attraverso un’opera di costante conversione. Innanzitutto, il contenuto di una norma canonica potrebbe contraddire la comprensione delle esigenze del Vangelo che la 55 PAOLINE EDITORIALE LIBRI - © FSP Milano - All rights reserved - Estratto


Chiesa ha raggiunto in un dato momento storico; la rivelazione definitiva in Cristo, infatti, non cessa di impegnare il popolo di Dio in una costante interpretazione e accoglienza dei suoi insegnamenti. Ci sono norme prodotte dalla legittima autorità che appaiono compatibili con l’insegnamento di Gesù, e vengono accolte per secoli come adeguate e giuste, finché non matura nel popolo di Dio una nuova consapevolezza, come una luce che si accende e rivela la loro contraddizione. Ad esempio, per secoli la teologia morale ha elaborato la teoria della guerra giusta, compendiata da san Tommaso in tre condizioni: che sia deliberata dall’autorità legittima; che sia determinata da una giusta causa; che sia finalizzata a promuovere il bene e ristabilire la giustizia. Il teologo spagnolo Francisco De Vitoria aggiungerà il criterio della proporzionalità tra il male provocato dalla guerra 56 PAOLINE EDITORIALE LIBRI - © FSP Milano - All rights reserved - Estratto


e il bene da essa perseguito. Nonostante non siano mai mancate nel corso dei secoli voci profetiche che sapevano cogliere nell’insegnamento evangelico la chiamata a una radicale nonviolenza, soltanto nel Novecento si è fatta strada la consapevolezza che la guerra non può mai essere definita “giusta”, semmai può presentarsi come inevitabile necessità di difesa 1. Questo è solo uno dei tanti esempi che devono farci riflettere sul fatto che il contenuto di regole giuridiche potrebbe essere condizionato da idee e dottrine che si riveleranno incomplete, o addirittura errate, quando si raggiungerà un più maturo discernimento. Se possiamo considerare rara la possibilità che una norma canonica sia ingiusta Per una sintetica storia dell’evoluzione del pensiero teologico morale sulla guerra, cfr. Conferenza Episcopale Italiana, %DUCARE A UNA PACE DISARMATA E DISARMANTE. Nota pastorale, 5 dicembre 2025, nn. 60-77. 1

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nel suo contenuto prescrittivo, più spesso accade che la legge risulti eccessivamente gravosa se applicata integralmente all’interno di una concreta situazione esistenziale, per cui darebbe come esito una oggettiva iniquità. Ogni norma, infatti, deve essere interpretata con equità canonica 2, e la sua applicazione non deve caricare la persona di pesi eccessivi da sopportare, al punto da allontanarla dalla salvezza. L’ordinamento canonico conosce molti correttivi per garantire che si raggiunga una giustizia effettiva nelle concrete situazioni della vita. Il principio di economia-dispensa, che informa tutto l’ordinamento, L’AEQUITAS, ovvero la giustizia temperata dalla misericordia, viene esplicitamente richiamata come criterio interpretativo dei principi generali dell’ordinamento solo nel can. 19 del CIC, ma deve intendersi come criterio ermeneutico generale, secondo la tradizione canonistica per cui l’applicazione delle norme deve sempre tendere alla SALUS ANIMARUM (cfr. can. 1752). 2

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considera ogni fedele non come un suddito, ma come un buon PATERFAMILIAS che amministra i beni della casa. Ogni persona battezzata nella Chiesa cattolica è “economa”, ovvero conosce le leggi della casa e le applica per il bene comune. In certi casi la legge, pur essendo valida e giusta, avrebbe un impatto eccessivamente gravoso e quindi viene “sospesa”: la dispensa dell’autorità non mette in discussione nemmeno uno iota della legge, ma ne costituisce una RELAXATIO, una sospensione in un caso singolare. La stessa persona interessata può, a certe condizioni, autodispensarsi senza attendere l’intervento dell’autorità: l’ordinamento da sempre riconosce l’istituto dell’EPICHEIA (o obiezione di coscienza) che in alcuni casi è esplicitamente prevista dal codice in riferimento a situazioni in cui il/la fedele può decidere in coscienza se autosospendersi dall’osservanza di 59 PAOLINE EDITORIALE LIBRI - © FSP Milano - All rights reserved - Estratto


una regola canonica, pure quando la sua coscienza fosse invincibilmente erronea 3. Ad esempio, due fedeli possono contrarre matrimonio canonico davanti ai soli testimoni quando considerino eccessivamente incomodo recarsi dall’assistente competente, e questo non solo in casi estremi come il pericolo di morte, ma semplicemente quando si prevede che tale stato di cose possa durare più di un mese; la valutazione della eccessiva gravosità dell’“incomodo” è lasciata alla libera coscienza dei nubendi (cfr. can. 1116, § 1). Anche la valutazione della “grave causa” che può portare a celebrare il giorno del Signore in modo alternativo alla celebrazione eucaristica è lasciato al discernimento personaOvviamente, l’ordinamento richiede che il/la fedele metta ogni impegno per formarsi una coscienza libera secondo verità, la cui ricerca costituisce un vero e proprio obbligo giuridico (cfr. can. 748, § 1). 3

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le (cfr. can. 1248, § 2). Perfino in ambito penale, l’obbligo di osservare una pena che non è stata dichiarata e non è notoria può essere sospeso dall’unica persona che ne è a conoscenza, ovvero il reo, quando la sua osservanza potrebbe procurare scandalo o infamia (can. 1352, § 2). Al di là dei casi previsti dalle norme, il principio di economia-dispensa deve essere applicato sempre da ogni persona battezzata, partecipe del MUNUS REGENDI di Cristo e quindi capace di discernimento, fatto salvo il diritto divino e il dovere fondamentale di custodire la comunione (cfr. can. 209). Le leggi canoniche, quindi, sebbene siano formalizzate in modo simile a quelle degli Stati, si rivolgono a un popolo di re, e non di sudditi. La legge canonica è talmente finalizzata alle esigenze di salvezza del popolo di Dio da declinarsi su piccole comunità e perfi61 PAOLINE EDITORIALE LIBRI - © FSP Milano - All rights reserved - Estratto


no sulla singola persona. La prassi portata avanti da una comunità con la convinzione che si tratti di un comportamento obbligatorio, a determinate condizioni, può produrre diritto persino CONTRA LEGEM: quella consuetudine di fatto può acquisire valore di legge anche se il suo contenuto è contrario al dispositivo di una norma (cfr. can. 26), purché la legge così prodotta e approvata dal legislatore non sia contraria al diritto divino e non sia IRRATIONABILIS. Gli atti amministrativi singolari (decreti, privilegi, precetti e dispense: cfr. cann. 35-93) possono avere valore di legge, ancorché vigente per una singola persona. Da questi esempi, si evince il carattere elastico, sapienziale e salvifico delle leggi canoniche. Nonostante la flessibilità dell’ordinamento, può accadere che sia il combinato disposto delle regole a generare situazioni di rigida esclusione, al di là delle intenzio62 PAOLINE EDITORIALE LIBRI - © FSP Milano - All rights reserved - Estratto


ni del legislatore. È il caso, per esempio, della partecipazione piena all’eucaristia di persone divorziate e risposate civilmente: in questa situazione, due norme – di per sé, secondo la loro ratio, logiche e giustificabili – vengono a combinarsi in un modo tale da non permettere una via di soluzione e riconciliazione piena nel tessuto ecclesiale. La prima regola riguarda il sacramento e afferma l’impossibilità di accedere alla comunione se non si riconosce il valore del settenario: se una persona battezzata decide liberamente – non avendo impedimenti – di vivere la sua relazione stabile di coppia al di fuori del sacramento, è per lo meno contraddittorio che poi chieda di partecipare all’eucaristia e alle altre azioni sacramentali della Chiesa. La seconda norma sancisce l’indissolubilità del matrimonio (cfr. can. 1056), che comporta l’impossibilità sempre e a qual63 PAOLINE EDITORIALE LIBRI - © FSP Milano - All rights reserved - Estratto


siasi condizione di celebrare il sacramento del matrimonio finché un precedente vincolo matrimoniale canonico mantiene la sua validità, anche in regime di separazione (cfr. can. 1085); non si dà altra via, per accedere nuovamente alla celebrazione del matrimonio canonico, se non la previa dichiarazione di nullità del precedente vincolo. Le due norme, prese ciascuna nel proprio contesto e per la propria finalità, sono giuste e rispondono a una logica comprensibile; è il combinato disposto delle stesse che genera una situazione senza speranza: una persona credente, che desidera i sacramenti e vorrebbe celebrare il matrimonio cristiano, non può accedervi a causa di un vincolo precedente di cui non è stata dichiarata la nullità per ragioni varie che ora non analizziamo, e di conseguenza si trova esclusa per sempre dalla piena partecipazione all’eucaristia. Questo 64 PAOLINE EDITORIALE LIBRI - © FSP Milano - All rights reserved - Estratto


risultato è una conseguenza che va oltre la finalità perseguita dalle due norme separatamente intese, e determina una situazione di stallo irreversibile. Il Sinodo sulla famiglia degli anni 2014-2015 ha operato un discernimento sulla questione, poi confluito nella esortazione apostolica postsinodale !MORIS LAETITIA, che non ha abrogato nemmeno uno iota della legge, ma ha tratteggiato un percorso che permette alle persone di sentirsi accompagnate dalla Chiesa e di poter far evolvere la loro situazione verso una pienezza di comunione. Questo esempio illumina su come la legge debba essere interpretata e compresa: non come una pietra da scagliare contro la vita delle persone 4, ma come bal«Pertanto, un Pastore non può sentirsi soddisfatto solo applicando leggi morali a coloro che vivono in situazioni “irregolari”, come se fossero pietre che si lanciano contro la vita delle persone. È il caso dei cuori 4

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samo che guarisce, come la bussola che indica la strada, corregge la rotta, custodisce il punto di arrivo e, nel contempo, apre il sentiero perché le persone possano arrivare alla meta. Si può annunciare ancora la buona notizia: «Neppure io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più» (Gv 8,11).

chiusi, che spesso si nascondono perfino dietro gli insegnamenti della Chiesa “per sedersi sulla cattedra di Mosè e giudicare, qualche volta con superiorità e superficialità, i casi difficili e le famiglie ferite”. (…) A causa dei condizionamenti o dei fattori attenuanti, è possibile che, entro una situazione oggettiva di peccato – che non sia soggettivamente colpevole o che non lo sia in modo pieno – si possa vivere in grazia di Dio, si possa amare, e si possa anche crescere nella vita di grazia e di carità, ricevendo a tale scopo l’aiuto della Chiesa. Il discernimento deve aiutare a trovare le strade possibili di risposta a Dio e di crescita attraverso i limiti. Credendo che tutto sia bianco o nero, a volte chiudiamo la via della grazia e della crescita e scoraggiamo percorsi di santificazione che danno gloria a Dio». Francesco, !MORIS LAETITIA. Esortazione apostolica postsinodale, 19 marzo 2016, n. 305. 66 PAOLINE EDITORIALE LIBRI - © FSP Milano - All rights reserved - Estratto


Indice

0ROLOGO #ONÚNI %SEK E 3ITNA

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#ONVERTIRE I CONÚNI IN SOGLIE La legge custode delle soglie Nemmeno uno iota: Gesù e la legge Pietre da scagliare, balsamo che guarisce Oltre il codice: la tradizione canonistica sapienziale La legge dell’ospitalità: verso un nuovo paradigma

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%PILOGO. Soglia: Recobòt

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