D O S S I E R
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U n P a d r e c’ è
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Ma ci sei?
Inserto da e staccar
Anno 2017-2018
Ragazzi &
Dintorni
” 2017
Sett./Ott.
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Ragazzi & dintorni
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Il percorso sul «Padre nostro» può iniziare dall’esperienza di Telemaco alla ricerca del padre Ulisse, per cogliere la situazione di una società «senza padri e senza punti di riferimento» (Attualità). È conseguenziale il confronto con la propria esperienza di vita: sento di avere un padre? Che relazione ho con mio padre? (Focus). Per un vero percorso educativo è bene sollecitare nei ragazzi la consapevolezza del significato personale che attribuiscono alla parola «padre», per cogliere quali emozioni e comportamenti ne derivano anche nei riguardi di Dio Padre (EducAzione). La visione del film «Oliver Twist» aiuta ad approfondire il rapporto con «i diversi tipi di padre» (Ciak si gira). Nell’ambito del mondo digitale si richiede, per i figli, una presenza affettiva, significativa e formativa, dei papà e delle mamme. La dinamica indicata, utilizzando i dispositivi elettronici, può essere molto efficace (vedi: Generazioni digitali, in CP, pp. 36-37). Fino a scoprire il volto autentico del «vero Padre», come ce lo rivela Gesù, il Figlio amato: amorevole, misericordioso, gratuito, promuovente (Bibbia nella vita); e, attraverso l’ascolto dei canti: vivo, credibile, affidabile, buono, che ci libera e ci salva (Musica e fede); un Padre sempre pronto ad accoglierci, nel suo abbraccio rigeneratore, e a perdonarci (Dio Padre nell’arte); un Padre provvidente e sempre vicino (Testimone). Con il Test i ragazzi verificano se hanno un rapporto di confidenza con Dio Padre; e con la Celebrazione possono cercare e incontrare, per e con Gesù, «il proprio Padre», e il suo amore.
SOMMARIO
Focus
Quale esperienza del Padre? - Barbara Corsano . . . . . pag.
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Attualità
Necessità del Padre - Fausto Negri
6
Bibbia nella vita Il «Padre nostro» e i «padri nostri» - Tonino Lasconi . . »
EducAzione Musica e fede Ciak, si gira
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Quale «immagine» di Padre? - Luigi Russo
Colui che rivela il Padre - Mariangela Tassielli
Celebrazione Testimoni
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»
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»
7
8
Oliver Twist: alla ricerca di un padre - Alberto Anile . . . »
10
Parole di confidenza - Maria Teresa Panico
14
Dio Padre nell’arte L’abbraccio del Padre - Fausto Negri Test
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Padre nostro: noi ti cerchiamo - Gennaro Pagano . . . . » Discepoli, testimoni del «Padre» - Biancarosa Magliano »
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RAGAZZI & DINTORNI - In una società «senza padre», dove ai ragazzi (12-16 anni) mancano punti di riferimento, è fondamentale proporre il «Padre nostro», perché scoprano la propria identità di figli e la relazione con Dio. Si parte dalle loro interpellanze su Dio e sulla relazione genitoriale. A condurci è Gesù, «volto di amore e di misericordia del Padre». L’utilizzo di tutti i linguaggi rende l’itinerario coinvolgente e fruibile nella catechesi, in campiscuola, ritiri e a scuola.
Tema: Un Padre c’è Ma ci sei? - Dove sei? - Apro spazi a te - Io ci sto Pane per tutti - Al rancore, dico no - Stammi vicino - Difendimi!
Catechisti parrocchiali / Ragazzi & Dintorni, sett./ott. 2017
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Focus
Barbara Corsano - barbara.corsano@gmail.com
A
QUALE ESPERIENZA DEL PADRE?
bbiamo tutti un padre, almeno dal punto di vista biologico. Ma facciamo tutti esperienza di «paternità»? La paternità è molto di più che generare una nuova vita. È «generare» una nuova persona umana, nel significato vero del termine, sia biologico sia spirituale. Sono diverse le tipologie di padre con cui entriamo in contatto: • da quello autoritario e oppressivo a quello compagnone, per non dire «adolescenziale»; • dal padre assente a quello, a volte, troppo presente, quasi soffocante; • dal padre che riversa sul figlio tutte le proprie aspettative, a quello che non si ferma neanche ad ascoltarlo; … e potremmo continuare così a lungo. Ciò non vuol dire che non ci siano padri che, anche con i loro limiti e le loro difficoltà, non riescano ad essere padri attenti, in ascolto; capaci di essere autorevoli, quando è necessario, e pieni di tenerezza, là dove ce n’è bisogno. • Si possono invitare i nostri ragazzi a «raccontare i loro papà», chiedendo di descriverli attraverso tre aggettivi. Scopriremmo quale immagine di paternità si portano nel cuore e come la vivono; quali ferite nascoste si portano dentro. E toccheremmo con mano il loro desiderio di sapersi amati, protetti, considerati. Desiderio profondo non solo dei nostri ragazzi, ma di ognuno di noi. Da sempre.
Una cosa è certa. La nostra idea di paternità è il «frutto» della nostra personale e soggettiva esperienza di padre. E, spesso, è la stessa immagine,
positiva o negativa, che attribuiamo a Dio, immagine, il più delle volte, «inconscia», ma che proprio per questo rischia di frenare o facilitare l’incontro con Dio. Non bisogna avere paura di tirar fuori – noi per primi – tali immagini, senza scandalizzarci se si rivelano, a volte, ben lontane dal volto del Padre, rivelatoci da Gesù. È importante prenderne coscienza e capire se sono solo un’immagine distorta del nostro vissuto, per poter scoprire, attraverso Gesù, la paternità, piena di tenerezza, di Dio.
LABORATORIO «Alla scoperta del volto paterno di Dio» Incoraggiamo i nostri ragazzi a sperimentarsi e, dopo aver allestito una piccola mostra di immagini che, a nostro avviso, possono suggerire qualcosa del volto di Dio (attenzione a non scegliere solo immagini di tipo paterno!), invitiamoli a: • scegliere fra le diverse immagini quella che, maggiormente, parla loro di Dio; • riflettere sul «volto di Dio» che ognuno si porta dentro: è un volto «paterno», o no? • confrontarsi e condividere con gli altri il «perché» dell’immagine scelta: questo aiuta a far emergere l’idea che abbiamo di Dio, le immagini a volte sbagliate che gli attribuiamo; • riflettere sul rapporto di figliolanza fra Gesù e il Padre, e le sue caratteristiche – di fiducia, abbandono, ringraziamento, lode, obbedienza, dubbio, sofferenza –, ricercando nei Vangeli quei brani che, a loro avviso, meglio le descrivono. Catechisti parrocchiali / Ragazzi & Dintorni, sett./ott. 2017
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Bibbia nella vita
«C
Tonino Lasconi - toninolasconi@gmail.com
IL «PADRE NOSTRO» E I «PADRI NOSTRI»
hi di voi, al figlio che gli chiede un pane, darà una pietra? E se gli chiede un pesce, gli darà una serpe? Se voi, dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele chiedono!» (Mt 7,9-11). Così parla Gesù, invitando a bussare alla porta del Padre celeste, sicuri di trovarla sempre pronta ad aprirsi. Consolante messaggio! Nel contempo, però, definendo il Padre nostro: buono, e i padri nostri:
È la caratteristica principale, tanto da essere equivalente all’invito di essere perfetti come lui: «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso» (Lc 6,36). Misericordia significa aprire il cuore al misero, essere pronti ad accogliere chi è nel bisogno, qualunque ne sia il motivo, fosse stato anche un suo errore o una sua scelta sbagliata. Lasciando da parte la parabola del padre che accoglie il figlio spendaccione, andato via da casa, ed è paziente con il maggiore che rimane in casa, ma senza sentirsi amato, sottolineiamo una manifestazione della mi se ricordia del Padre, tanto importante da essere condizione per riM. Ivan Rupnik, La misericordia del Padre tenersi suoi ficattivi, Gesù ci invita a un confronto interessante, gli: l’amore donato gratuitamente. perché l’analisi delle differenze indicherà le vie Gesù la esprime così: «Amate i vostri nemici e preper diminuire, il più possibile, la nostra cattiveria gate per quelli che vi perseguitano, siate figli del e avvicinarci alla bontà di Dio. «Avvicinarci alla Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo bontà di Dio? Ma questa non è presunzione?». sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti No, perché Gesù la chiede espressamente: «Voi, e sugli ingiusti» (Mt 5,45). Significa che il Padre non ama i figli perché gli dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre dimostrano riconoscenza e affetto, ma a prescinvostro celeste» (Mt 5,48). dere. Il suo amore arriva prima della risposta che Proviamo a stendere un identikit del Padre, rac- può suscitare. E questo lo fa con tutti. Pietro, avencogliendo le testimonianze del Figlio, l’unico che do ricordato l’amore che Gesù gli aveva donato, può vantare una testimonianza diretta: «Solo co- gratuitamente e inaspettatamente, sulla riva del lui che viene da Dio ha visto il Padre» (Gv 6,46); lago, senza aver fatto niente per meritarlo (Lc 5,8: «Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, «Signore, allontanati da me, perché sono un peccatore»), afferma: «Dio non fa preferenza di perche è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha sone» (At 10,34; 1Pt 1,17). Le stesse parole riperivelato» (Gv 1,18).
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Catechisti parrocchiali / Ragazzi & Dintorni, sett./ott. 2017
LA MISERICORDIA