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Il resto non importa - Estratto

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PAOLINE EDITORIALE LIBRI - © FSP Milano - All rights reserved - Estratto


Daniele Nicastro

Il resto non importa

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PAOLINE Editoriale Libri

© FIGLIE DI SAN PAOLO, 2026

Via Francesco Albani, 21 - 20149 Milano www.paoline.it • www.paolinestore.it

edlibri.mi@paoline.it Distribuzione: Diffusione San Paolo s.r.l. Piazza Soncino, 5 - 20092 Cinisello Balsamo (MI) ISBN 978-88-315-5854-9

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Questo è per te Emma, continua a saltare ogni ostacolo.

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Ora non è tempo per pensare a ciò che non hai. Pensa a quello che puoi fare con quello che c’è. Ernest Hemingway

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1

PI GRECO

M

ilo tiene lo sguardo fisso sul telefono.

Il mondo, quello che pulsa appena oltre il finestrino

sporco del suv, ha perso la sua at tenzione. Or mai è chiuso in quell’abitacolo da quasi un’ora. L’aria sa di deodorante al pino e di plastica riscaldata. L’Autista – per Milo non è nessuno, solo l’Autista – avanza a passo d’uomo nel traffico intenso della periferia. Guida chino sul volante e mastica una gomma. «È proprio necessario?» chiede stizzita la donna sul lato del passeggero. Il rumore la distrae mentre legge. L’Autista resta concentrato sulla strada. Al semaforo abbassa il finestrino, sputa la gomma e ne prende un’altra dal cruscot to. «Dovevamo prendere la tangenziale» insiste lei. «Sei un navigatore, Sofia?» «Sono un’assistente sociale» ribat te, puntandogli addosso il rotolo di fogli che stringe in grembo, «e c’è un 9 PAOLINE EDITORIALE LIBRI - © FSP Milano - All rights reserved - Estratto


protocollo. La puntualità è il primo passo per costruire un rapporto di fiducia con la famiglia affidataria». «Il tuo protocollo non sa che in tangenziale c’è un camion di polli ribaltato. Vuoi arrivare in orario o preferisci restare a guardare le piume che volano per le prossime tre ore?» Sofia stringe i denti. Questione di qualche attimo, poi tira fuori un sorriso, uno di quelli bianchissimi che insegnano ai corsi di formazione. «Tutto bene là dietro?» dice inclinando il parasole per inquadrare il sedile posteriore nello specchietto. Milo alza la testa di scatto. «No». Ovviamente non va bene niente. Lui vorrebbe tornare a casa, nella sua stanza. Vorrebbe dormire. E vorrebbe sua madre, che cambia lo smalto delle unghie ogni settimana. A volte alterna: un dito viola, un dito verde acido. Nelle occasioni speciali aggiunge i brillantini. Papà le ha montato uno scaffale in cucina per tutti i suoi smalti. Lei ci ha aggiunto delle lampadine colorate e qualche foto. Strizza forte le palpebre, sospirando. Già, questo era prima. 10 PAOLINE EDITORIALE LIBRI - © FSP Milano - All rights reserved - Estratto


Ora è lontano da casa, i suoi genitori non ci sono e «Tutto bene là dietro?» è una domanda stupida. E fastidiosa. Gli fa fumare la testa. Abbassa gli occhi sullo schermo, pieno di ditate, e picchietta con i polpastrelli:

3,141592653 A quattordici anni, quel che gli resta è la compagnia dei numeri. Perché i numeri non tradiscono. Non deludono. Fuori, i palazzi grigi della città sono svaniti. Una distesa verde e ondulata si allunga fino all’orizzonte. Alberi dritti, prati curati, l’erba è così verde da sembrare finta. Milo scuote la testa, sempre senza parlare: per lui città o campagna o collina non fa differenza. È stato impacchettato e rispedito indietro come un reso difettoso. Continua a scrivere:

589793238 Sono i numeri del pi greco, la sua arma segreta. L’unica cosa al mondo che riesce a frenare la rabbia, una marea nera e appiccicosa che gli risale dal fondo dello stomaco. 11 PAOLINE EDITORIALE LIBRI - © FSP Milano - All rights reserved - Estratto


Tutto è iniziato in classe, con le prime spiegazioni di Settegradi, un mix tra un prof, una spia e un custode di vecchi segreti. Il solito Giuse gli ha chiesto, sbadigliando: «A che diavolo ci serve il pi greco? Quando mai lo useremo nella vita vera?». Risate, un paio di batti-il-cinque. Settegradi ha sorriso, divertito, poi ha preso la penna interattiva. «Vi faccio vedere» ha detto scrivendo sulla lavagna. «Pi greco è il rapporto tra la circonferenza di un cerchio e il suo diametro. Fin qui, noia. Ma questo» ha indicato i numeri con la mano pallida «è solo l’inizio». Un respiro, e poi: «Potrebbe proseguire all’infinito, senza mai ripetersi. E sapete cosa significa?». È calato il silenzio. Giuse ha smesso di sghignazzare, Marta di mangiare di nascosto e Fede ha drizzato la testa riccioluta, quando di solito lui si sveglia appena prima dell’intervallo. «Significa che in questa sequenza di cifre ci sono i numeri dei compleanni che festeggerete da qui al 3025, il voto del vostro futuro esame di maturità, la data esatta della vostra morte, l’orario in cui avete fatto cadere il gelato per terra a cinque anni. E se convertiste i numeri 12 PAOLINE EDITORIALE LIBRI - © FSP Milano - All rights reserved - Estratto


in lettere otterreste ogni parola che sia stata concepita in una possibile combinazione…» Milo in pratica aveva smesso di respirare. «La prima sillaba che avete detto da bambini, il nome della vostra ultima cotta, la storia della vostra vita dall’inizio alla fine. Tutto ciò che diciamo, pensiamo o facciamo. Le infinite possibilità del mondo conosciuto si trovano all’interno di questo semplice cerchio». A quel punto il prof si è fermato tra i banchi, guardandosi intorno e posando gli occhi su ognuno di loro. «A che diavolo può servire saperlo? Be’, a trovare la vostra storia all’interno del caos». La voce del prof. risuona nella mente di Milo e la rabbia svanisce, sostituita da un’ondata di ricordi. Il rumore della marcia che gratta lo riporta sul sedile del suv. Sofia lancia un urlo stridulo, da cartone animato, e borbotta qualcosa sull’inesperienza dell’Autista. Milo la guarda appena, poi torna a tradurre il caos della sua vita in numeri. 3. I mesi passati da quando è stato sottratto ai genitori.

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1. La famiglia affidataria che lo ha preso e poi rispedito indietro per “motivi di bilanciamento domestico” che, in pratica, significa: tu sei troppo strano. 4. Le volte che Sofia ha ripetuto, solo in quell’ora, con la voce meccanica: «Siamo quasi arrivati». La domanda è sempre la stessa e si fa strada, urgente, nei pensieri di Milo: quando arriverà il punto in cui la sequenza dirà “Milo si è fermato?”. O ancora: “Milo torna a casa?”.

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2

MA X

L’ L

Autista sterza all’ultimo, senza av visare.

Il suv si inclina, le ruote stridono e Milo sbat te contro

la por tiera. Oltre il vetro sfila un edificio basso, color crema. Sulla facciata c’è il logo della Croce Rossa e una fila di ambulanze bianche, lucide, parcheggiate in at tesa di un disastro. Il suv tira drit to. La strada diventa sconnessa. L’asfalto sparisce sot to una crosta di buche e fango secco. Il navigatore di Sofia si è perso da un bel po’ e l’Autista si met te a borbot tare qualcosa di poco chiaro sulla pessima connessione a internet in campagna. Milo si tappa le orecchie. Poi, la luce si spegne. La strada si restringe, quasi sparisce sot to i rami intrecciati di un viale alberato. Davanti a loro si apre una galleria di foglie di car pino e castagno così fit ta da oscurare il sole. C’è puzza di muffa e terra marcia. 15 PAOLINE EDITORIALE LIBRI - © FSP Milano - All rights reserved - Estratto


Milo sente l’umidità che gli entra nelle ossa. Potrebbe essere il passaggio per un altro mondo, oppure un buco profondo dove nessuno ti viene a cercare. Poco dopo tutto finisce. Il sole lo colpisce dritto in faccia e sbatte le palpebre ammirando il paesaggio da catalogo. Recinti bianchi, prati infiniti. E cavalli. Ovunque. Di ogni colore e razza. Brucano, si rotolano nell’erba alta muovendo le code come pennelli giganti per scacciare le mosche. Sono magnifici, selvaggi e tranquilli allo stesso tempo. Gli piace quel posto. Dannazione, se gli piace. Scaccia quella sensazione. Non lo fregheranno un’altra volta, poco ma sicuro. «Benvenuto a Harmony Ranch, Milo» annuncia Sofia. «Che nome stupido» mastica lui, tra i denti. Poi tira la maniglia con forza e la portiera cigola. Appena scende, lo investe un odore di letame e fieno tagliato. Tira su il cappuccio della felpa e incassa la testa nelle spalle. Lui è il puntino nero in mezzo a tutti quei colori “armoniosi”. Si guarda intorno. Oltre la fila di mezzi sgangherati e vecchie utilitarie polverose, i recinti di legno, bianchi e 16 PAOLINE EDITORIALE LIBRI - © FSP Milano - All rights reserved - Estratto


perfetti, si estendono all’infinito. E quel lungo capannone di legno, con una fila di box silenziosi, dev’essere la stalla. Un boato. Alza gli occhi al cielo limpido, senza nuvole. Nessun tuono. È il rumore di zoccoli che martellano il terreno. Un ritmo frenetico, violento. Si gira e lo vede. Un puledro. Il manto è scuro e denso, con riflessi color terra bruciata. Ha una capezza rotta che gli sventola sul muso e lo sguardo fiero, occhi grandi e vivaci. Punta dritto su di lui. Milo è paralizzato dallo stupore: sente lo spostamento d’aria e un calore improvviso. Infine il colpo. Il cavallo lo ha urtato di striscio, eppure basta a spedirlo lungo disteso sulla ghiaia. La schiena brucia, i palmi delle mani si graffiano sui sassi. Il puledro rallenta la sua folle corsa poco più in là, con le narici che soffiano vapore. Dietro di lui un uomo. Ha la camicia stropicciata e le guance rosse per la corsa. Toglie il cappello, si asciuga la fronte. «Sei tutto intero?» chiede, preoccupato, mentre gli tende una mano. 17 PAOLINE EDITORIALE LIBRI - © FSP Milano - All rights reserved - Estratto


Milo lo ignora e si tira su da solo, sputando polvere. L’uomo lo fissa in silenzio. Raggiunge il cavallo e, con una mossa rapida e decisa, quasi invisibile, afferra la capezza. Negli occhi scuri c’è una sfida, una forza selvaggia che attrae. Milo fa un passo avanti senza volerlo. L’altro gli soffia in faccia un vapore caldo come a dire: “Niente scherzi”. «È un combattente» sussurra. L’uomo lo guarda di sbieco, sorpreso. «Già. Max è fatto così. Non accetta l’autorità solo perché gli viene imposta. Vuole una ragione vera». Stringe saldamente la capezza, ma non la tira. Mantiene una tensione costante, il minimo indispensabile per far capire a Max che la libertà è finita, per ora. Il puledro è possente, i muscoli scuri si contraggono e si rilassano sotto il pelo lucido, impazienti. «E qual è la ragione?» chiede Milo. L’uomo alza un angolo della bocca a formare una smorfia che sa di terra e fatica. «Tocca a te trovarla» aggiunge, poi fa un cenno a Sofia e torna verso la stalla. Max lo segue, continuando a scalpitare mentre Milo resta lì, in mezzo alla polvere, con la schiena che gli fa male e nei polmoni quell’aria nuova. 18 PAOLINE EDITORIALE LIBRI - © FSP Milano - All rights reserved - Estratto


Indice

1. Pi greco

pag.

9

2. Max

»

15

3. Terza stanza a destra

»

19

4. Nessuno ci riesce

»

25

5. Un motivo per fidarsi

»

31

6. Strigliare contropelo

»

37

7. Ora sei dei nostri

»

44

8. Giù i talloni

»

49

9. Il ritmo perfetto

»

56

10. Uno strano sorriso

»

61

11. La distanza giusta

»

69

12. La doccia Max

»

76

13. Fai il bravo

»

82

14. Al galoppo

»

88

15. Parentesi

»

98

16. Ascolta i battiti

» 105

17. Abbracci

» 111

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18. Esperto di guai

pag. 115

19. Ora è vero

» 123

20. Nuova ossessione

» 133

21. Non rovinare tutto

» 140

22. Passi da gigante

» 150

23. Un piccolo padre

» 158

24. Il futuro chiama

» 166

Nota dell’Autore

» 181

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Storie per accendere la mente e il cuore. Letture per esplorare, divertirsi, vivere le emozioni, coltivare i sogni.

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