

Madre dei poveri
La strada è sempre là e aspetta i passi tuoi, coi poveri del mondo camminerai, Maria… Sentieri di giustizia si apriranno ancora, speranza che ritorna sarai per noi, Maria.
E non avremo paura, e torneremo a cantare con te, e la tristezza per noi svanirà, ritorneremo a sorridere.
Madre dei poveri, Madre Maria, siamo tutti figli tuoi.
Madre dei poveri, Madre Maria, rendici come tu ci vuoi.
E porteremo insieme parole sempre nuove, Vangelo che dà forza, rinnova il mondo intero.


E non ti stancherai di vivere nel tempo, portando nella gioia il figlio tuo Gesù.
E non abbiamo paura di continuare il cammino con te, e se la notte poi tornerà sarai la stella che ci guiderà. Rit.
Sei segno di speranza, riporti l’unità, al cuore che è diviso ridai serenità.
Conosci i figli tuoi, ogni fragilità, sarai la tenerezza che ci consolerà.
E nella luce ci apparirai per indicarci la strada, saremo Chiesa in cammino offrendo a tutti fraternità. Rit. 2
(Testo e musica di Paolo Auricchio)
Aa.vv - MADRE DI DIO - Canti per le celebrazioni mariane
Paoline, Roma - Cd € 11,90 - Raccolta spartiti/Pdf € 55,00
L’album contiene 18 canti per le celebrazioni mariane. Alcuni sono caratterizzati da uno stile classico, altri sono brani più moderni, adattabili a diversi tipi di assemblea liturgica e incontri di preghiera.
Comunità
Pastorale
Maria Madre della Chiesa , Sabbioneta (CR)
Editoriale M. Rosaria Attanasio
GRAZIE
Carissimi catechisti e catechiste, parroci, amici tutti, dal più profondo del cuore vi diciamo: grazie! Grazie per aver camminato con noi in questi anni, per averci sostenute, per gli apprezzamenti espressi in diverse occasioni, per la valorizzazione creativa e dinamica delle proposte offerte su Catechisti parrocchiali, in vista della crescita umana e di fede dei ragazzi e delle famiglie. È stata questa una grande opportunità per toccare con mano la presenza di Dio, accogliere le sue luci e sperimentare il suo grande amore per tutti noi.
Con grande gioia, assieme ai collaboratori, abbiamo cercato di individuare percorsi nuovi per coinvolgere «i vostri interlocutori» e renderli protagonisti nell’incontro e nella relazione con il Signore e con gli altri. Ora il cambiamento d’epoca, proprio della società contemporanea, ci spinge a tener conto delle nuove istanze emergenti: la denatalità, le scelte variegate nell’ambito della catechesi, l’irrompere del digitale…
Nel Signore, che fa nuove tutte le cose, ogni cambiamento è per un rinnovamento e conduce ad aprire strade nuove, più consone alla mentalità e alle trasformazioni antropologiche che segnano tutti noi. Rimane, tuttavia, la cer-

tezza che contenuto, orientamento e meta, in linea con la visione carismatica del nostro Fondatore, il Beato Don Giacomo Alberione, è Gesù Cristo, il Maestro, Verità, Via e Vita, da lui indicato come il primo e il più grande catechista.
Vi consegniamo questo ultimo numero della rivista, come sempre con tanto amore, invitandovi a valorizzare gli itinerari che orientano all’amore e alla solidarietà, per essere fra «i benedetti del Padre mio»; i due Percorsi finali per i bambini e i ragazzi, da proporre in parrocchia o in campiscuola; il ritiro di prima Comunione; le feste mariane per celebrare la Madre di Gesù e nostra; la comunicazione nell’era dell’IA, come impegno a custodire voci e volti umani. Il Dossier ci introduce all’incontro con ogni Persona della SS.ma Trinità: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Il nostro augurio, come Consiglio di redazione, si fa preghiera: la Trinità vi ricolmi del suo amore per comunicarlo con dedizione a ragazzi, giovani e famiglie, in uno stile di sinodalità e di comunione.
Carissime lettrici, carissimi lettori, dopo un attento discernimento, siamo arrivate alla decisione, dolorosa, di chiudere con il numero di maggio la nostra rivista Catechisti parrocchiali. Dal 1964 ha accompagnato instancabilmente catechisti, parroci, bambini e ragazzi in percorsi di rinnovamento della catechesi, di maturazione della fede, di evangelizzazione. Se però l’avventura della rivista cartacea termina, accogliendo le sfide contemporanee, Paoline guarda al futuro, a un modo nuovo, tutto da inventare, per essere ancora una presenza significativa, anche in digitale. Restate connessi con noi!
Suor Mariangela Tassielli Direttrice editoriale multimediale
Gesù Maestro , Basilica «Regina degli Apostoli», Roma

Proprietà: Istituto Pia Società Figlie di San Paolo
Direttrice responsabile: M. Rosaria Attanasio
Consiglio di redazione: A.T. Borrelli, G. Collesei, B. Corsano, T. Lasconi, E. Salvatore, M. Tassielli
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maggio 2026

CONFRONTIAMOCI
EditorialE Grazie 3
M. Rosaria Attanasio in dialogo con i catEchisti
Come accogliere nell’Eucaristia Gesù vivo? .............................. 6
Michele Roselli
ITINERARI DI VITA E DI FEDE
PEr una fEdE «incarnata»
Tutti i sensi conducono a Dio ........................ 7
Samuele Ferrari
PrEsi PEr mano Il fine ultimo è nelle nostre mani! ............ 8
Emilio Salvatore
PEr voi catEchisti Saremo giudicati sull’amore! 10
Emilio Salvatore
colora il disEgno «Siamo uniti, nelle tue mani, Signore!» 11
Redazione
itinErario PEr i gEnitori L’avete fatto a me! 12
Barbara Corsano
itinErario PEr i bambini
Riconosciamo Gesù
nelle sorelle e nei fratelli 14
Anna Teresa Borrelli
itinErario PEr i ragazzi
«Gesù, quando ti abbiamo visto…?» 16
Isabella Tiveron
cElEbrarE la vita in famiglia
Maria Madre di tutti 18
Isabella Tiveron
Primi Passi nElla vita cristiana • incontro a gEsù
Lo Spirito Santo
è il dono di Gesù risorto 19
Laura Salvi
SUSSIDI LITURGICI E PASTORALI
ritiro di Prima comunionE
Gesù mi invita a stare con lui 22
M.R. Attanasio - I. Tiveron
itinErario conclusivo E fEsta di inizio EstatE
«Con le mani: ciao, ciao!» 26
Emilio Salvatore
il vangElo dElla domEnica
V - VI Domenica di Pasqua - Ascensione
Pentecoste - SS. Trinità - A 32
P. della Peruta - A.M. Pizzutelli
APPROFONDIAMO E ATTIVIAMOCI
l’anno liturgico
Accompagnati da Maria per cantare le meraviglie di Dio 42
Roberto Laurita
catEchEsi E comunicazionE
Intelligenza artificiale e catechesi ....... 44
Marco Sanavio
60ª g iornata mondialE
dEllE comunicazioni sociali
Custodire voci e volti umani 46
Redazione
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PERCORSO DI MAGGIO
Il racconto di Mt (25,31-46) presenta un giudice, il Re Pastore, il cui criterio di giudizio consiste nel separare le pecore (eletti) dai capri (condannati).

Chi avrà ritrovato il re presente in sei categorie di derelitti, offrendo aiuto, sarà accolto fra «i benedetti del Padre». Conta l’atteggiamento concreto della relazione d’amore (Presi per mano).
Per voi catechisti. Siete chiamati a presentare il punto finale del cammino dell’esistenza e la modalità per andare verso tale meta. È importante, poi, guidare i ragazzi a scegliere Gesù, come meta e stile di vita.
Colora il disegno: «Nelle mani di Dio».
L’itinerario per i genitori invita, tramite dinamiche, a scoprire la chiamata ad amare tutti con lo stesso amore di Gesù, e a coinvolgere, in un amore attento e concreto, il partner e i figli;
per i bambini orienta, con attività, a maturare atteggiamenti di attenzione, cura e condivisione verso i più bisognosi; a sentirsi parte della comunità cristiana, chiamata a vivere la carità;
per i ragazzi conduce, tramite dinamiche, a lasciarsi incontrare da Gesù, e ad aprirsi alla disponibilità verso i poveri, per accogliere la benedizione del Signore, che è per tutti quelli che amano;


Celebrare la vita in famiglia. Attività e celebrazione, per sperimentare la presenza e la protezione di Maria, e iniziare i figli alla preghiera del Rosario. per i piccoli orienta, attraverso dialogo e attività, a collegare il dono dello Spirito Santo alla risurrezione di Gesù e a cogliere che lo Spirito è offerto a tutti nella Chiesa. Si completa il «Libro di preghiera». Sussidi. Ritiro di prima Comunione. Gesù invita alla sua Mensa per donarci il Pane di vita, il suo Corpo, ed entrare in comunione profonda con noi e noi con lui. Itinerario conclusivo e festa di inizio estate, scanditi dalle «mani», segno che ha ritmato il nostro percorso. Gli altri contributi focalizzano: l’Eucaristia, Gesù vivo e presente da accogliere; tutti i sensi per andare a Dio; Vangelo della domenica, con riflessioni, giochi, dinamiche, preghiere; feste che celebrano Maria, Madre del Signore e nostra, primizia della Chiesa; intelligenza artificiale e suo utilizzo nella catechesi; Messaggio per 60a GMCS.

Michele Roselli
COME ACCOGLIERE NELL , EUCARISTIA GESU VIVO?
Carissimo don Michele, come far cogliere che «l’Eucaristia è davvero Gesù vivo e presente» a un bambino che mi ha comunicato: «Sto per ricevere la prima Comunione. Io, però, non credo che l’Ostia sia davvero Gesù. Come mi ha detto papà, penso piuttosto che sia un segno che ci ricorda che Gesù ha dato la sua vita per noi» (Roberto, Parr. Santa Maria del Salice, Fossano). Grazie del tuo approfondimento, Nives Gribaudo, Diocesi di Fossano.




Carissimi Nives, Roberto e bambini tutti, 1 quando parliamo dell’Ostia, cioè dell’Eucaristia, non stiamo parlando di «una cosa sacra», ma di una Presenza. L’Eucaristia non è un simbolo; il simbolo può essere un elemento bellissimo e può ricordarci una persona o una situazione…; l’Eucaristia, invece, è davvero Gesù.
2 «Anche se Gesù è presente», mi potete dire, «noi continuiamo a vedere pane e vino». Questo è perché non cambia quello che appare, ma cambia quello che è; e quello che è, misteriosamente, è Cristo, una Presenza vera, personale, reale.
3 Nell’Eucaristia Gesù non è una presenza da spiegare, ma da accogliere; per cui noi catechisti, prima di parlare ai ragazzi di questa realtà grandissima, possiamo reimparare a stare lì, a fermarci in adorazione alla sua Presenza.
GUARDA IL VIDEO sul canale YouTube Paoline: «Come accogliere nell’Eucaristia Gesù vivo? In dialogo con i catechisti», playlist Catechisti parrocchiali.


Per una fede «incarnata»
TUTTI I SENSI CONDUCONO A DIO
TUTTI I SENSI CONDUCONO A DIO
Samuele Ferrari
«E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”» (Mt 25,40).
La scena del giudizio finale (cfr. Mt 25,31-46) ha un tono di ricapitolazione, perché suggerisce un momento di sintesi di tutta la storia, di quella personale e dell’umanità intera. All’interno di essa, gli esempi di vita citati ci aiutano a riepilogare il percorso di quest’anno, perché – a ben vedere – sono coinvolti tutti i sensi: il gusto di una bevanda fresca, quando si ha sete; il profumo di un panino offerto a qualcuno che ha fame; l’ascolto delle parole di fatica e pentimento di un carcerato; la vista di un uomo nudo, tremante per il freddo, che invoca vestiti; il tocco delicato di una mano sulla fronte di un ammalato.
Ogni senso, qui evidenziato con una specifica sottolineatura, è sempre legato, però, agli altri e tutti sono coinvolti insieme, perché alle situazioni della vita partecipiamo con tutto il nostro corpo. Se, in un momento, ci si concentra su uno solo, in realtà i sensi si influenzano a vicenda e si danno man forte fra loro. Quando si visita un ammalato in ospedale: si vede la sua faccia affaticata, si percepisce «l’odore da ospedale» in cui è immerso, si ascoltano i
suoi gemiti di dolore, si sente in bocca il gusto amaro delle medicine al vedere le sue smorfie quando ingoia una pastiglia, si intuisce la sua consolazione al tocco delicato della mano sulla sua fronte che scotta. E lì, ci dice il Vangelo, stiamo percependo con tutti i sensi Gesù Cristo; e lo stiamo «toccando con mano».
Dio è nelle nostre mani, Dio è a portata dei nostri sensi. Lo è mirabilmente nell’Eucaristia; lo è nella catechesi; lo è nella vita di tutti i giorni, soprattutto nei più piccoli e poveri.
Dio è a portata dei nostri sensi, perché lui è il «Dio con noi» che cammina con il suo popolo lungo la storia.
Eppure i sensi ci espongono sempre all’alterità e all’incontro con l’altro/Altro: questi sono nelle nostre mani e, al tempo stesso, noi siamo nelle mani degli altri. Ma soprattutto – e questo ci rincuora e ci rassicura – noi siamo nelle mani di Dio.
(Per approfondire: cfr. S. Ferrari, Quale sensibilità per la catechesi?, in G. Ruta e P. Stippe Schmitt [edd.], Catechesi in tutti i sensi, Elledici, Leumann [TO] 2025, pp. 141-157; S. Ferrari, Il tesoro dei sensi, in Arcidiocesi di Milano, «Perché la vostra gioia sia piena» [1Gv 1,4], Centro Ambrosiano, Milano 2025, pp. 23-44).
Presi per mano
Emilio Salvatore
IL FINE ULTIMO È NELLE NOSTRE MANI!
La nostra vita è un andare verso il futuro, ma non siamo sicuri del «dove» stiamo andando. Per alcuni non vi è nulla, per noi invece vi è un incontro. Alla fine metteremo le nostre mani nelle mani del Signore Gesù che verrà a chiudere il libro della storia e ci chiederà conto del senso della nostra vita. È il giudizio finale! In passato si è guardato spesso a esso come a un avvenimento di cui avere paura; oggi anche i cristiani lo vedono come qualcosa di lontano e difficile da spiegare, o in cui credere davvero. Esso è come un compimento dell’opzione di fondo della nostra esistenza, un riconoscimento di ciò che ha animato la nostra vita: l’amore o l’indifferenza. Un testo complesso è meraviglioso su questo tema è il grande racconto parabolico presente nel Vangelo secondo Matteo.

DAL VANGELO SECONDO MATTEO (25,31-46)
Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: «Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi». Allora i giusti gli risponderanno: «Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?». E il re risponderà loro: «In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me». che saranno alla sinistra: «Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il dia volo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare…». Anch’essi allora risponderanno: «Signore, quando ti abbiamo visto affamato…?». loro… E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna.

DOVE VA LA STORIA DEL CREDENTE?
Mt 24-25 traccia un contesto escatologico che riguarda gli eventi finali della storia dell’essere uma no. Alla fine dei tempi Gesù tornerà per il giudizio finale (Mt 25,31-46), che è raccontato dopo la pa rabola del servo fedele (Mt 24,45-51); delle dieci vergini (Mt 25,1-13); del padrone che affida ai ser vi i suoi talenti (Mt 25,14-30). Il nostro brano non è una parabola ma
IL GIUDIZIO SULL’AMORE
Il racconto presenta un giudice, il Re/Pastore, che secondo lo sfondo storico-culturale dell’alle vamento degli animali di piccola taglia, tipico del bacino del Mediterraneo, opera una separa zione tra le pecore e i capri. La relazione pastore/gregge è classica (il testo più vicino è Ez 34). Il re è il Figlio dell’uomo, seduto sul trono della sua gloria (comune alla tradizione apocalittica, sia in Daniele sia nella letteratura enochica). È il Messia di Israele, che giudica (verbo inteso nel senso di separare, di mettere a parte). I giudicati co in Mt indica i gentili in senso esclusivo: cfr. 4,15; 6,32; 10,5-18; 12,18-21; 20,19; ma anche in clusivo di Israele: Mt 24,9-14; 28,19 –. rappresentati come capri ( Ogni persona, tuttavia, è singolarmente impegnata, Il to per distinguere gli uni dagli altri. Il criterio del giudizio consiste in un riconoscimento cui se gue un premio o una colpa. Chi avrà ritrovato il re presente nella persona di sei categorie di derelitti (segnati da fame, sete, estraneità, mancanza di vestiti, infermità, prigionia) prodigandosi con le opere di bontà (gemilut chasadim), riceverà un riconoscimento fra «i benedetti del Padre» e un’eredità: il regno preparato sin dalla fondazione del mondo. Chi non avrà riconosciuto il re in tali persone, riceverà un non-riconoscimento fra «i maledetti» e un castigo: il fuoco eterno preparato per il diavolo e i suoi angeli. Nel «più piccolo dei fratelli» si nasconde la presenza del Re-Messia. Chi sono i più piccoli? Se condo una visione universalistica sono gli sventurati della terra; secondo un’interpretazione settaria sono i seguaci di Gesù: alla luce della persecuzione in atto contro i cristiani e, in senso ancora più specifico, contro i missionari cristiani, ma qui non si fa cenno a persecuzioni. Il benedetto è un giusto che ha operato secondo misericordia, che ha servito il Cristo anche sen za saperlo. Nell’atteggiamento finale delle genti, che si esprimono, però, come singole persone, ciò che conta è la relazione implicita con il Re/regno che, nell’orizzonte escatologico vire il Re nei derelitti. Conta l’atteggiamento concreto di una relazione di amore, che si attua non nelle dichiarazioni astratte di fede, ma nell’operosa azione verso i fratelli e le sorelle.
IL GIUDIZIO PER AMORE

Il giudizio qui si esprime come discernimento che ha la sua verità nell’amore: non è, quindi, un atto di vendetta, ma un ennesimo gesto di amore, quale no/a di comprendere il senso delle sue scelte di vita.
Il giudizio spetta solo a Dio, attraverso la voce del Re-Messia. La finalità del giudizio in tutte le tradizioni del NT non è quella di condannare, quanto di salvare. In Mt 25,31-46 vengono me no le tradizionali contrapposizioni tra giustizia e misericordia, come se si opponessero in Dio, al contrario la giustizia di Dio (attiva nel giudizio del Re-Pastore) è contrassegnata dall’amore sia in relazione ai criteri del giudizio – si è giudicati sulle azioni di misericordia verso gli altri –, sia alla finalità del giudizio – non è dettata da condanna, ma dalla salvezza –. Esso, infatti, sve lando a ognuno il senso autentico del suo agire, lo libera da ogni forma di visione errata delle sue azioni, mettendo al centro «la gravità dell’amore», operando come ha fatto Gesù.


Sussidi liturgici e pastorali
M. Rosaria Attanasio - Isabella Tiveron
Gesù mi invita a stare con lui
Ritiro di prima
Comunione

Il ritiro copre l’arco di una giornata. I catechisti, assieme al Don, accolgono i bambini nel luogo stabilito. I genitori raggiungono i bambini nel pomeriggio per la celebrazione penitenziale e le confessioni individuali. Si prosegue, poi, con un momento di convivialità tutti insieme.
Canti da proporre anche per la Messa di prima Comunione: Aa.vv., CANTIAMO A TE GESÙ, Paoline
PRESENTAZIONE
Carissimi bambini e bambine, è una gioia grande per ognuno di voi, per i genitori e anche per me, catechista, scoprire che Gesù ama ciascuno di noi di un amore speciale, ci invita alla sua Mensa per donarci il Pane di vita, il suo Corpo ed entrare, così, in comunione profonda con noi e noi con lui. Che meraviglia! Siamo invitati al Banchetto della vita, dove accogliamo Gesù come nostro/mio fratello e amico, e il suo Papà come nostro/ mio Papà, stabilendo una relazione di amore con loro. Non solo, ma ci riconosciamo e siamo fratelli e sorelle fra noi, accogliendo l’amore del Signore, che ci unisce in un solo Corpo, la Chiesa. È questa l’Eucaristia, cioè il più alto rendimento di grazie al Padre, in Gesù, per lo Spirito Santo.

IDEA CHIAVE
La prima Comunione è un invito speciale di Gesù a sederci alla sua tavola come amici.
Canto: OGGI CI HAI CHIAMATI (Giuseppe Tranchida)
Accoglienza e gioco iniziale
Attività: «Chi invita?».
I bambini si mettono in cerchio.
L’animatore chiede: «Quando fai una festa, chi inviti e perché?».
Si passano una palla: chi la riceve dice il nome di una persona che inviterebbe a una festa e il motivo dell’invito. Messaggio da condividere: «Anche Gesù prepara una festa speciale… e, oggi, scopriamo che invita proprio noi/me! Perché? Perché mi ama di un amore immenso tanto da volermi donare tutto, la sua stessa vita».
Canto: IL SIGNORE È RISORTO (Nino Mancuso)

L’Eucaristia è il tesoro della Chiesa, il tesoro dei tesori. È l’evento più importante della vita…, perché è l’incontro in cui
Dio si dona a noi per amore, ancora e ancora.
Papa Leone XIV
Ascolto della parola: l’invito di Gesù
Ascoltiamo il racconto dell’ultima Cena di Gesù con i suoi discepoli. Gesù sta celebrando la Pasqua ebraica con i suoi, è giunto al culmine del suo percorso terreno e sa bene cosa l’aspetta. Si prepara all’offerta della sua vita, a celebrare la sua Pasqua, consegnandosi nelle mani degli uomini e, prima di morire sulla croce, desidera lasciare il suo testamento di amore ai suoi discepoli, e alle discepole e ai discepoli di tutti i tempi, in un gesto straordinario che solo lui, che è il Figlio di Dio, può compiere: rendersi presente, con il suo Corpo e il suo Sangue nei segni del pane e del vino, per «nutrirci di lui» e vivere in noi. Quale dono stupendo!
BRANO DAL VANGELO: Luca 22,14-20
Puoi raccontarlo come una storia:
Gesù prepara una cena.
Chiama i suoi amici.
Si siede con loro.
Comunica il suo desiderio ardente…
Spezza il pane.
Dice: «Questo è il mio Corpo».
Prende il calice.
Dice: questo è il calice dell’alleanza nel mio Sangue.
Domande guida
Chi c’era a tavola con Gesù?
Gesù era contento o triste?
Gesù invita solo «i buoni»?

L’Eucaristia
Messaggio centrale: «Gesù non ci invita perché siamo bravi, ma perché ci vuole bene e vuole stare con noi, vivere in noi».
Canto: CI ACCOGLI ALLA TUA MENSA (Fabio Avolio)
è la mia autostrada per il Cielo: davanti al sole ci si abbronza; davanti all’Eucaristia si diventa santi! Carlo Acutis
Attività simbolica: l’invito personale
Attività: L’invito di Gesù per me
Materiale: cartoncini colorati, pennarelli, stickers / cuori / spighe / calice. Ogni bambino crea un invito personalizzato con cartoncino A5, diviso a metà, vi scrive sopra: «Gesù inviti me (proprio nome) alla tua Mensa».
All’interno scrive: «Gesù, grazie, perché mi vuoi tuo amico», o fa un disegno (pane, cuore, tavola).
Obiettivo: Far sentire ogni bambino amato e chiamato per nome.
Istituzione dell’Eucaristia , Mosaico 2016, Medjugorje (Bosnia-Erzegovina)
Gioco di movimento: la tavola della gioia
Al centro della stanza una tovaglia o un cerchio, simbolo della tavola.
Quando parte la musica i bambini camminano.
Quando la musica si ferma l’animatore comunica un messaggio:
• «Gesù invita chi si impegna a condividere».
• «Gesù invita chi desidera perdonare».

• «Gesù invita chi è gioioso, ma anche chi è triste, per donargli la gioia».
Tutti corrono alla «tavola».
Messaggio: «Alla tavola di Gesù c’è posto per tutti».
Canto: I NOSTRI SEMPLICI DONI (Nino Mancuso)
Momento di preghiera
Atmosfera di riflessione:
Musica dolce.
Candela accesa.
Tavola con pane (non consacrato), bicchiere con bevanda colorata, Bibbia aperta.
Preparare la Pasqua del Signore: ogni gesto di disponibilità, ogni atto gratuito, ogni perdono offerto, ogni fatica accolta pazientemente è un modo per preparare un luogo dove Dio può abitare.
Papa Leone XIV 5 4

Nella Messa siamo invitati a una duplice Mensa: quella della parola del Signore e quella del Corpo di Cristo. Quando celebriamo, di nuovo il Verbo, la Parola (indicare la Bibbia), che accogliamo, si fa carne in noi come in Maria (Gesù vive in me) e, sull’altare, Corpo di Gesù (indicare il pane e il calice) e viene a stare in mezzo a noi e in noi!
Nella Consacrazione il sacerdote invoca lo Spirito Santo e impone le mani sul pane e sul vino, che diventano il Corpo e il Sangue di Gesù, offerti per noi, per donarci la vita, rinvigorirci e farci crescere, sempre più, come figli di Dio, in comunione con la Trinità e fra noi! Questo è l’immenso dono che state per ricevere: Gesù stesso in voi!
PROCLAMAZIONE DEL VANGELO: Luca 22,14-20
Condivisione. Quale parola o gesto sento più significativi? Gesù cosa mi chiede, come suo/a amico/a? Come posso rispondere al suo desiderio per me? (Ascoltare i bambini).
PREGHIERA DIALOGATA
L’animatore dice: «Gesù, tu oggi mi inviti a partecipare al tuo Banchetto di vita». I bambini rispondono insieme: «Grazie Gesù, per il tuo amore per me!».
Seguono alcune intenzioni semplici, cui i bambini possono aggiungerne altre spontanee: «Grazie Gesù, perché sei mio amico».

«Aiutami a voler bene a te, a Papà-Dio e allo Spirito di Amore».
«Fammi felice, assieme ai miei familiari, quando ti riceverò». Momento di silenzio breve. Recitare con gioia il per mano.
Canto: Tranchida)
Conclusione festosa
PREGHIERA
Signore Gesù, che bello: ci inviti alla tua Mensa, per nutrirci di te, farci incontrare Papà-Dio e accogliere lo Spirito Santo, assieme alle sorelle e ai fratelli!
Tu, Pane di Vita, desideri donarci te stesso per rimanere in noi e ricolmarci della tua gioia.
Grazie, Gesù, perché sei nostro amico, ci illumini, ci sostieni e ci indichi il cammino del bene, la via che ci conduce a Papà-Dio. Accendi il nostro cuore con la fiamma del tuo amore, suscita in noi il desiderio di partecipare ogni domenica alla Messa, così da gioire con te e diventare, come te, dono di amore per gli altri.
Segno da portare a casa
L’invito preparato.
Oppure un piccolo cuore con la scritta: «Gesù mi invita, io rispondo: SÌ». Messaggio finale da consegnare (vedi riquadro)
Canto finale: È FESTA PER NOI


«La prima Comunione non è solo un giorno speciale… ma è l’inizio di un’amicizia più profonda e bellissima con Gesù».
Liturgia penitenziale e confessioni individuali
Presenti le famiglie (vedi Catechisti parrocchiali, marzo 2026, pp. 25-27).
AGAPE FRATERNA assieme alle famiglie.
Canto: SENTO LA GIOIA (G. e G. Tittarelli - M. Picotti - M. Danieli, È la musica di festa, Paoline), cerca su YouTube (Guarda, impara e danza!).
GRAZIE
a tutti voi abbonati e lettori di Catechisti parrocchiali che ci avete seguito in questi lunghi anni e avete condiviso con noi il servizio dell’evangelizzazione e dell’educazione alla fede di ragazzi e famiglie.
Paoline è Catechesi
“L’opera catechistica costituisce la forma genuina dell’apostolato e ne supera ogni altra perché continua l’opera del Divin Maestro che fu il primo e il più grande catechista”.
Don Giacomo Alberione

La Rivista termina la sua pubblicazione cartacea ma la catechesi rimane viva nel cuore e nelle proposte di Paoline.

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DOSSIER






… con l’Altro. Nella realtà attuale i ragazzi spesso non colgono «Dio presente», a causa di un’educazione e di un sentire comune che non dà peso al rapporto con Dio; occorre risvegliare in loro la presenza paterna del Dio di Gesù Cristo, per sentirsi vivi, per esserci (Io - Tu - Noi). Le canzoni danno parola a ciò che spesso resta confuso dentro. Fate emergere che la fede non nasce da ciò che si fa, ma dal coraggio di stare davanti a Gesù come si è: con le ferite, le domande, i desideri non ancora chiari (Musica e fede). Tramite i laboratori, utilizzando carta o tecnologie digitali, orientate a scoprire la storia personale come cammino con Dio e con l’altro, a esplorare la soglia di responsabilità verso l’altro, superando le solitudini digitali (Infosfera e Vangelo). Nel film emerge il resoconto affettivo del rapporto di una figlia con il padre, come presenza su cui fare affidamento; «l’altro», dal quale farsi educare, sentirsi protetta, affrancarsi, può rappresentare il Padre con la P maiuscola (Ciak si gira). Dio, che cerchiamo e in cui crediamo, è Dio unico in tre Persone: «Padre, Figlio, Spirito Santo». Introducete al rapporto con ciascuno dei Tre, così da favorire una preghiera non generica e spersonalizzata, ma vitale e profonda, perché sono tre Persone ben riconoscibili e identificabili (Bibbia nella vita). La nostra meraviglia è che Dio ci ama tanto da venirci a cercare, anche quando ci perdiamo (Bibbia nell’arte). L’itinerario finale ripropone i momenti salienti del cammino vissuto, tramite giochi, per riscoprire il proprio volto/identità, quello dell’altro e di Gesù (Percorso finale); così da gioire come figlia/o di un grande Papà, che è Dio, e stabilire una relazione intima con lui, riconoscendo il suo grande amore (Celebrazione).
In ascolto dei ragazzi di oggi (12-16 anni), attenti al loro disagio esistenziale e alle loro paure, si cerca di orientarli, alla luce del Vangelo, a scoprire la propria identità in relazione all’Altro-Dio e agli altri, per una formazione integrale così da vivere con gioia, nella libertà e responsabilità. L’utilizzo dei diversi linguaggi, che li coinvolge da protagonisti, rende il percorso fruibile nella catechesi, in ritiri, campiscuola e a scuola.
l’Altro
«TI VOGLIO BENE. CREDO IN TE»
IO - TU - NOI
Franca Feliziani Kannheiser felizianikannheiser@hotmail.com

Nella memoria di molti di noi c’è la terrificante immagine dell’occhio di Dio, che ti guarda e a cui nulla sfugge! Questa immagine intimidatoria non è nata dal Vangelo, ma da una concezione educativa repressiva, basata sul controllo e sulla diffidenza. Dio non ci scruta per controllarci e per punirci: la presenza di Dio è, piuttosto, un abbraccio che sostiene e consola, come quello di una mamma buona che scorge il bello nel suo bambino e lo incoraggia a realizzarlo.
In un romanzo di molti anni fa, dal suggestivo titolo Avvelenato da Dio (Tilmann Moser, 1980), l’Autore riporta un ricordo traumatico della sua infanzia: il ritratto del padre che capeggiava nel salotto e i cui occhi severi e implacabili lo terrorizzavano. L’autore racconta come proprio quello sguardo era diventato per lui lo sguardo stesso di Dio e come questo avesse avvelenato il suo rapporto con il Signore.
Nella realtà attuale si registra un fenomeno diverso, ma ugualmente negativo: più che es-



sere spaventati dallo sguardo di Dio, i ragazzi possono non percepirlo affatto su di sé. A causa di un’educazione e di un sentire comune in cui il rapporto con Dio non ha peso, si perde anche l’esperienza di Dio che chiama, accompagna, sostiene.

È necessario, dunque, risvegliare il senso della presenza paterna del Dio di Gesù Cristo, perché se il sentirsi rispecchiati dallo sguardo dell’altro (come scrivevamo nel numero di marzo: cfr. CP n. 6 / 2026, pp. 4-5) è fondamentale per sentirsi vivi, per esserci, tanto più ciò accade, quando lo sguardo che percepiamo su di noi è quello del Padre della vita che tutto abbraccia.
TESTIMONI DELLO SGUARDO DI DIO
Ma come possiamo percepire lo sguardo amoroso di Dio su di noi?
La psicologia ribadisce che il bambino, fin dall’inizio della sua esistenza, si crea gradualmente quell’immagine di sé, che l’ambiente gli rimanda, proveniente, prima di tutto, dalla mamma, poi dal papà e, man mano, da parte di tutti quelli che entrano in relazione con lui e che, nell’adolescenza, egli è fortemente influenzato dal giudizio degli amici, insegnanti ecc., per cui ciò che Dio pensa di lui ed è per lui non può che trasparire da quanto legge nello sguardo, nelle parole e negli atteggiamenti delle persone con cui si rapporta.
Sguardi giudicanti e svalutanti, che intercetta in chi gli parla di un Dio accogliente e pieno d’amore, contraddicono il messaggio e creano dubbi e incertezze riguardo all’Altro, cioè Dio, che si affida alla fragilità della nostra testimonianza. Padre Alberto Maggi, nel suo libro Pane al pane (Paoline 2025), ci avverte di come spesso immagini distorte di Dio, che circolano anche nelle nostre comunità cristiane, impediscono lo sviluppo di quell’intimo rapporto di fiducia in lui e in noi stessi, che ci fa amare la vita e ci incoraggia a impegnarci per il suo sviluppo.
DIO È NOSTRO PADRE!
Celebrazione
Francesca Langella fransua80@libero.it
Si prepara l’angolo della preghiera: Bibbia aperta, icona di Dio Padre, lampada accesa. Ci si dispone in cerchio. Al centro viene posto un cartellone e alcuni pennarelli.
Canto: VIENI, SANTO SPIRITO DI DIO (Fabio Baggio - Daniele Scarpa, Vieni soffio di Dio, Paoline) - Ceca video su YouTube.
PREGHIERA. Padre, tu ci hai creati con amore infinito e, nel tuo Figlio, il Signore Gesù, ci hai rivelato il senso pieno della vita. Signore Gesù, insegnaci a pregare come un giorno hai fatto con i tuoi discepoli. Spirito Santo, prega in noi e rendi i nostri cuori attenti e docili alla Parola di salvezza per testimoniarla con coraggio e verità agli altri. Amen.
Catechista. La preghiera è un dono di Dio e un atto di fede: nasce dal cuore della persona che si apre all’infinito amore di Dio; è un’esperienza integrale di incontro tra Dio che cerca la sua creatura e la creatura che cerca il suo Dio. Nella preghiera consegniamo con fiducia a Dio tutto noi stessi: le gioie e i dolori, i sogni e le paure, le difficoltà e i successi; nella relazione con lui, che è nostro Padre, riconosciamo la nostra vera identità di figli e ci apriamo con fiducia alla sua volontà.
IN ASCOLTO DELLA PAROLA: Luca 11,1-4
Catechista. I discepoli di Gesù desiderano imparare a pregare e chiedono a lui come fare. Gesù risponde invitando a pregare con quelle parole che scaturiscono dal suo cuore «innamorato» di Figlio, introdotte dall’invocazione Padre nostro; esse ci rivelano una verità fondamentale: siamo figli di Dio! Gesù ci esorta a chiamare Dio «Padre», «Papà» e a riconoscerci, quindi, suoi figli, amati da sempre. Come figli siamo fratelli e sorelle fra noi, nella grande famiglia che è la Chiesa. San Giovanni apostolo ci ricorda: «Vedete quale grande amore ci ha dato il

Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente!» (1Gv 3,1). È l’amore di Dio che ci rende figli, per la potenza del suo Spirito e la redenzione operata da Gesù; che ci mette in relazione intima e profonda con Dio e con gli altri. Tale amore siamo chiamati a manifestare in modo tangibile: tramite gesti concreti, piccoli, quotidiani, che esprimono tutta la nostra umanità e la nostra vita trasfigurata.
1 Ragazzo. Padre, quando sono stanco e sfiduciato, ricordami che tu sei sempre con me e che sono tuo figlio.
2 Ragazza. Padre, quando penso di non valere nulla, ricordami che tu mi hai creato e che sono prezioso ai tuoi occhi.
3 Ragazzo. Padre, quando mi chiudo nell’indifferenza, ricordami che ho altri fratelli e sorelle dei quali sono chiamato a prendermi cura.
GESTO. Sul cartellone si riporta la preghiera del Padre nostro: ogni ragazzo ne scrive una frase. Vicino a «Venga il tuo regno», poi, ognuno scrive un termine che qualifica il regno di Dio.

PREGHIERA. Tutti implorano con fede il Signore, perché attui il suo regno di vita, giustizia, pace… (si riprendono i termini scritti) in tutto il mondo. Poi, prendendosi per mano, pregano: Padre nostro…
Canto: PADRE NOSTRO - Cerca video su YouTube: Padre nostro - È la musica di festa (Paoline), backstage
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