

Ritorniamo
con te
Matteo Zambuto
IL SIGNORE È RISORTO
Canti per la Messa di Pasqua e del Tempo Pasquale
Paoline Audiovisivi, Roma - Cd € 15,00 • Spartito € 11,00
I canti di questa proposta sono composti con un andamento ritmico e orecchiabile, per un’assemblea di giovani e di adulti. È un contributo per gli animatori liturgici e i responsabili dei gruppi giovanili, per cantare e celebrare la Pasqua del Signore anche nel tempo pasquale.
Ritorniamo con te sulle strade del mondo con il cuore in piena: alleluia!
Porteremo con gioia l’annuncio del regno: nel silenzio ritorna la luce.
È l’alba del giorno di risurrezione: un profumo di pace si respira tra noi, perché Cristo è con noi, perché Cristo è vivo. Cristo è la vita, alleluia!
È la gioia del cuore a parlare di pace: oggi è vinta la morte, alleluia!
Annunciamo la Pasqua: il Signore è risorto! Cantiamo alleluia! Rit.
Perché Cristo è con noi, perché Cristo è vivo. Cristo è la vita, alleluia!



Editoriale M. Rosaria Attanasio
LA RISURREZIONE DI GESÙ: UN’ESPLOSIONE DI AMORE!
Carissimi/e catechisti e catechiste, con il mese di aprile la nostra gioia esplode nel prepararci, stupiti, a incontrare Gesù risorto, così come lo hanno incontrato le donne, sue discepole, e gli apostoli. La risurrezione di Gesù è un evento troppo bello e grande, che supera ogni nostra aspettativa e ci lascia «incantati». Dopo la morte di Gesù, Figlio di Dio, la sua risurrezione è l’avvenimento più straordinario della storia, che si inserisce nelle maglie del nostro vivere, introducendo dinamismi nuovi di vita e di amore. Un evento che non è limitato al tempo in cui è avvenuto, ma che continua a compiersi nella Chiesa, nella storia, nel mondo, nelle nostre vite, purché ci rendiamo disponibili, consegniamo la nostra umanità con i suoi limiti e peccati, e lasciamo operare in noi la grazia del Risorto, per la potenza del suo Spirito. Gesù afferma: «Io sono la risurrezione e la vita, chi crede in me anche se muore vivrà» (Gv 11,25). «Chi ascolta la mia Parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna… ed è passato dalla morte alla vita (Gv 5,24), cioè vive qui e ora. Giovanni evidenzia che la risurrezione pervade già ora l’esistenza umana. La trasformazione in Cristo dipende dalla nostra adesione a lui e dal vivere nell’amore. Gesù, rileva L. Manicardi, «è risorto non perché è di natura divina, ma perché la sua vita umana, umanissima, che ha conosciuto le sofferenze e la morte, è stata una vita di amore, di agape, fino a dare la vita» (cfr. Memoria del limite, Vita e pensiero 2011, p. 116).
Ecco la strada da seguire, per essere trasformati in Gesù: l’amore, fatto di accoglienza, di gesti e opere di solidarietà, tenerezza e per-
dono, atti vando «ma ni e piedi».
Papa Leone XIV eco alla proclamazione degli Undici e degli altri: «Il Signore è veramente Risorto!» (cfr. Lc 24,34), affermando: «Gesù non è risorto a parole, ma con i fatti, con il suo corpo che conserva i segni della passione, sigillo perenne del suo amore per noi. La vittoria della vita non è una parola vana, ma un fatto reale, concreto… È il Risorto che cambia radicalmente la prospettiva, infondendo la speranza che riempie il vuoto della tristezza… Riconoscere la risurrezione significa cambiare sguardo sul mondo: tornare alla luce per riconoscere la Verità che ci ha salvato e ci salva. Sorelle e fratelli, restiamo vigili ogni giorno nello stupore della Pasqua di Gesù risorto. Lui solo rende possibile l’impossibile!» (Catechesi del mercoledì, 22 ottobre 2025).

In tale prospettiva di speranza e di amore in Cristo ci introducono: gli itinerari con la promessa di Gesù risorto di rimanere sempre con noi attraverso l’opera della Chiesa (cfr. Mt 28, 16-20); il percorso per il Tempo pasquale sulla Pasqua, come mistero di trasformazione (pp. 25-31) e novità che investe tutta l’esistenza (pp. 42-43), da esplicare nell’amore e nel sostegno alla comunità cristiana (pp. 40-41); le domeniche, dalla Pasqua alla V di Pasqua. Il Dossier per i ragazzi «… nel creato» orienta allo stupore di fronte al creato e alla grandezza della persona umana, per porre gesti di «ecologia integrale» a favore di tutta l’umanità. Buona Pasqua in un’esplosione di gioia e di amore!
Proprietà: Istituto Pia Società Figlie di San Paolo
Direttrice responsabile: M. Rosaria Attanasio
Consiglio di redazione: A.T. Borrelli, G. Collesei, B. Corsano, T. Lasconi, E. Salvatore, M. Tassielli
Progetto grafico e impaginazione: Clara Esposito
Copertina Catechisti parrocchiali: Monkey Business Images/Shutterstock.com
Foto Catechisti parrocchiali: Andranik Hakobyan/Shutt.com, p. 2; Archivio Paoline, pp. 6, 42; F. Zubani, pp. 5, 8, 12-13; Jordi Mora/Shutt.com, pp. 14-15; White Space Illustrations - BNP Design Studio - Svietlieisha Olena - KurArt/ Shutt.com, p. 17; ONYXprj/Shutt.com, p. 19; C. Esposito, p. 20; A. Massari, pp. 3, 24-31; F. Velasco, pp. 32, 34, 36, 38; Chiesa cattolica - CEI, p. 40; Fabrizio Maffei/Shutt.com, p. 47.
Copertina Dossier: WorldStockStudio/Shutterstock.com
Foto Dossier: Dmytro Zinkevych/Shutt.com, pp. 4-5; Marina Demidiuklarisa Stefanjuk/Shutt.com, pp. 10-11.
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7 aprile 2026
Indice

CONFRONTIAMOCI
EditorialE
La risurrezione di Gesù: un’esplosione di amore! ...................................... 3
M. Rosaria Attanasio
in dialogo con i catEchisti
Come vivere l’Eucaristia
nella vita quotidiana? 6
Michele Roselli
ITINERARI DI VITA E DI FEDE
PEr una fEdE «incarnata»
Olfatto: il buon profumo della risurrezione 7
Samuele Ferrari
PrEsi PEr mano
Nelle nostre mani la sua presenza 8
Emilio Salvatore
contEsto biblico storico - gEografico
La risurrezione al tempo di Gesù 10
PEr voi catEchisti
Pasqua è rompere il guscio ........................... 12
Emilio Salvatore
colora il disEgno
«Mani pronte a donare te, Gesù!» 13
Redazione
itinErario PEr i gEnitori
Mani che parlano d’amore 14
Barbara Corsano

itinErario PEr i bambini
Un passo alla volta con Gesù 16
Anna Teresa Borrelli
itinErario PEr i ragazzi
Gesù è con noi tutti i giorni 18
Isabella Tiveron
cElEbrarE la vita in famiglia
Alla luce dell’amore di Gesù 20
Isabella Tiveron
Primi Passi nElla vita cristiana • incontro a gEsù
Gesù muore e risorge per noi 21
Laura Salvi
SUSSIDI
LITURGICI E PASTORALI
PErcorso PEr il tEmPo PasqualE
Trasformati dal Risorto! 25
Emilio Salvatore
il vangElo dElla domEnica
Pasqua di Risurrezione
IV Domenica di Pasqua - A .............................. 32
P. della Peruta - A.M. Pizzutelli
APPROFONDIAMO E ATTIVIAMOCI
in cammino con la chiEsa
Evangelizzazione, fraternità
Risorse per annunciare il Vangelo 40
Enrico Garbuio
l’anno liturgico
Una vita da risorti 42
Roberto Laurita
catEchisti Protagonisti
Pellegrini verso Gesù
Avvento e Natale di speranza .................. 4 4
L’Avvento: un viaggio di fede…............. 45
Redazione
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PERCORSO DI APRILE
Il Risorto riversa, nelle mani degli Undici, l’autorità ricevuta dal Padre, costitutiva della loro missione: «Fate discepoli…». Gesù, il Dio-con-noi, promette la sua presenza, che continua nella storia, attraverso l’opera della Chiesa: questa va, battezza e ammaestra ogni persona per renderla discepola del Signore Gesù (Presi per mano).

Al tempo di Gesù esisteva un linguaggio della risurrezione. Esso fu la piattaforma comunicativa dell’evento Gesù, che trascese quella visione in forza di una novità assoluta: la tomba era vuota; iniziava il tempo escatologico della risurrezione dei morti! (Contesto biblico…).
Per voi catechisti. Si comunichi la gioia della fedeltà di Dio al Figlio nella sua risurrezione, che produce vita, salva da odio e violenza, e riconduce alla gioia della comunione filiale e fraterna.
Colora il disegno: «Mani che “testimoniano”».
L’itinerario per i genitori invita, tramite dinamiche, a scoprire che le nostre mani e tutta la nostra esistenza possono diventare segno visibile della risurrezione di Gesù e testimonianza del suo amore per noi; per i bambini orienta, con attività, a riconoscere Gesù risorto, come presenza viva e vicina nella loro vita concreta; e a essere testimoni del Vangelo, inviati da Gesù; per i ragazzi conduce, tramite dinamiche, a incontrare Gesù presente, che cammina al loro fianco tutti i giorni; e a cercarlo nel Vangelo, nella preghiera, nei sacramenti, negli altri…; per i piccoli orienta a scoprire, attraverso il dialogo e l’attività, quale racconto custodisce il Crocifisso: non solo la morte di Gesù, ma la sua risurrezione. Si completa il «Libro di preghiera».
Celebrare la vita in famiglia. Attività e celebrazione per condividere lo stupore dei discepoli nel vedere Gesù risorto prima dell’Ascensione, e poter esprimere il suo amore in gesti di vita.


Sussidi. Percorso per il tempo pasquale al ritmo dei Vangeli delle domeniche: dalla II di Pasqua alla Pentecoste, con illustrazioni, simboli e impegni. Gli altri contributi focalizzano: l’Eucaristia da vivere nel quotidiano, genitori e figli insieme; l’olfatto per impregnarsi e diffondere il buon profumo della risurrezione; Vangelo della domenica, con riflessioni, giochi, dinamiche, preghiere; necessità di generare veri «segni di servizio», la cui pienezza si compie nel Mistero pasquale; Tempo pasquale come itinerario per vivere il Vangelo con entusiasmo e decisione, e risorgere con Gesù; dalle parrocchie: Avvento e Natale di speranza.

Michele Roselli
COME VIVERE L , EUCARISTIA NELLA VITA QUOTIDIANA?
Carissimo don Michele, a volte mi riesce difficile comunicare ai genitori dei nostri ragazzi la profondità e la bellezza della relazione con il Signore. Come annunciare loro che la fede è un incontro con una persona viva e che l’Eucaristia, che richiedono per i bambini, ha una sacralità che si estende alla vita di tutti i giorni? (Elena, Parr. Regina degli Apostoli - Roma).



Carissima Elena,
1 puoi iniziare da un’esperienza quotidiana, rilevando che tutte/i nella vita abbiamo fame e non soltanto di pane, ma anche di amore… L’Eucaristia ci raggiunge proprio dentro questa fame, con un gesto molto semplice e intenso… Gesù si fa Pane per ricolmarci del suo amore.
2 Gesù viene incontro alla nostra vita così com’è, per nutrirci e farci vivere in comunione con lui e fra noi.
3 Ci sono gesti della vita quotidiana, familiare che prolungano l’Eucaristia e la preparano: ascoltare, ringraziare, chiedere scusa…, gesti che profumano di Eucaristia e di risurrezione.
GUARDA IL VIDEO sul canale YouTube Paoline: «Come vivere l’Eucaristia nella vita quotidiana? In dialogo con i catechisti», playlist Catechisti parrocchiali.

Per una fede «incarnata»
OLFATTO: IL BUON PROFUMO DELLA RISURREZIONE
Samuele Ferrari

«Gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: “A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”» (Mt 28,16-20).
Di fronte alla passione del Maestro i discepoli sono chiamati a discernere, a fiutare la via da percorrere: lasciarsi irretire dal dubbio, dalla paura, dall’odore sgradevole della morte e del pensiero che con essa termini tutto; oppure aprirsi all’annuncio del Risorto, alla gioia della vita senza fine, al profumo di un germoglio di speranza per il mondo intero. La storia delle prime comunità cristiane ci testimonia che i discepoli hanno diffuso l’annuncio della Pasqua, confortati dalle parole di Cristo risorto che promette di essere con loro tutti i giorni fino alla fine del mondo (cfr. Mt 28,20). Così san Paolo può affermare: «Siano rese grazie a Dio, il quale ci fa partecipare al suo trionfo in Cristo e diffonde per mezzo nostro il profumo della sua conoscenza nel mondo intero!» (2Cor 2,14).
Il simbolo del profumo è potente perché gli odori hanno la forza di suscitare emozioni, di generare attrazione o repulsione, di imprimersi profondamente nella memoria, di dif-

fondersi nell’ambiente e creare un determinato clima, connotandolo sia esistenzialmente sia moralmente. In questa prospettiva è emblematica l’unzione di Betania (cfr. Gv 12,1-11) a casa di Lazzaro, colui che Gesù ha risuscitato. Se il suo corpo, morto da quattro giorni, mandava cattivo odore (cfr. Gv 11,39), ora la sua casa, piena di vita e d’amore, per il gesto di sua sorella Maria nei confronti di Gesù, si riempie di buon profumo.
Noi catechisti, mettendoci nei panni di Maria, ci immaginiamo ai piedi di Gesù, investiti da quel profumo che abbiamo messo e asciugato sui piedi del Maestro: i nostri capelli, le nostre mani testimoniano l’amore per lui, che ci dona la sua vita. Anzi hanno lo stesso profumo del suo corpo, profumo che si diffonde intorno a noi. Non conta più quanto quel profumo ci sia costato in termini di risorse: è importante che noi abbiamo lo stesso profumo di Cristo (cfr. 2Cor 2,15), profumo di risurrezione, profumo di vita e d’amore; conta che questo profumo si espanda attorno a noi e in tutto il mondo.
(Per approfondire: cfr. P. Stippe Schmitt, Catechesi e olfatto, in G. Ruta e P. Stippe Schmitt [edd.], Catechesi in tutti i sensi, Elledici, Leumann [TO] 2025, pp. 80-96)
Claudio Pastro, Apparizioni del Risorto , Affresco, 2000, Collegio Sant’Andrea, Brasile
Presi per mano
Emilio Salvatore
NELLE NOSTRE MANI LA SUA PRESENZA
Seguendo il nostro percorso «al ritmo delle mani», chiaramente l’attenzione nel mese di mar zo e di aprile si è spostata sulle mani di Gesù, crocifisse dalla malvagità umana. Esse sono anche le mani del Risorto, come celebriamo nella Pasqua: mani ferite, ma attraversate dalla vita che non muore, mani che si alzano per chiamare, guarire, benedire e, come vedremo nell’epilogo del Vangelo secondo Matteo, per inviare gli Undici ad annunciare la salvezza a ogni uomo e donna di ieri e di oggi.

DAL VANGELO SECONDO MATTEO (28,16-20)
Gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».
IL CONTESTO PASQUALE
Matteo integra il racconto di Marco, molto scarno, sull’annuncio dell’angelo alle donne, con una serie di scene. Dopo la presentazione della vicenda delle donne al sepolcro (28,1-7) abbiamo una inattesa apparizione di Gesù risorto alle stesse donne (vv. 9-10); quindi la triste vicenda della corruzione delle guardie e della diceria del trafugamento (vv. 11-15); infine l’apparizione agli Undici (vv. 16-20). Ciò che in Mc era annunciato, in Mt, invece, è raccontato in modo preciso.
APPUNTAMENTO SUL MONTE DELLA GALILEA
Il racconto comincia con la presentazione dei personaggi della scena (gli undici discepoli) e del luogo (la montagna) (vv. 16-17); la scena è introdotta, sin dall’inizio, nella logica del rinvio al racconto precedente. I primi a muoversi sono i discepoli, nominati come «Undici» (dopo il tra dimento di Giuda). Essi hanno un atteggiamento contraddittorio


Maestro con la prostrazione (proskynēsis), esprimendo, in tal modo, il senso della fiducia relazionale (cfr. Mt 14,33 e 28,9), nella linea dell’adorazione; dall’altra, stranamente, dubitano. Ci aspetteremmo un appuntamento all’insegna della consolazione e della gioia, ma anche in questo epilogo i discepoli manifestano le loro resistenze e debolezze. La visione del Risorto, che risponde a una promessa (Mt 28,7c.10d), non soddisfa i discepoli. Ecco perché, per fugare le loro esitazioni, egli compie un gesto, che manifesta la relazione attiva con i discepoli: si avvicina (v. 18).
Il Risorto rimane premuroso e accogliente verso i discepoli, così come lo era e lo è verso il Padre. Egli riceve (dothē = mi è stato dato) dal Padre una autorità (exousia) totale e completa, che trasmette, in qualche modo, ai discepoli.
IL RISORTO INVIA I DISCEPOLI
Il Risorto riversa, nelle mani degli Undici, l’autorità ricevuta dal Padre, costitutiva della loro missione: «… fate discepoli» (matheteusate), che richiama la missione terrena di Gesù e l’invio in missione dei discepoli prima della Pasqua (Mt 10,5-42). Essa si esplicita nel battezzare, ossia come manifestazione della conversione e incorporazione nella comunità; nella formazione del discepolo, attraverso la ricezione degli insegnamenti del Maestro, trasmessi dagli apostoli. A differenza del primo invio ora cambiano, però, i destinatari: lì erano «le pecore perdute» della casa di Israele, qui invece «tutti i popoli», senza escludere quello ebraico.
APPUNTAMENTO NELLA STORIA

L’ultima espressione del Vangelo secondo Matteo è la promessa di una presenza nella storia: «Ecco, io» (cfr. 10,16; 11,10; 23,34), che perdura «tutti i giorni» (cfr. Dt nella versione dei LXX 4,40), «fino alla fine del tempo».
In che modo sarà presente? Egli non lo dice. La formula della promessa, «Io sono con voi», sia nella variante della prima sia della terza persona (cfr. Ag 1,13; Ger 49 [42],11; Ag 2,4), è tipica dell’AT, ma serve per dire ai discepoli dentro il racconto e a tutti noi lettori, che il Dio-con-noi continua la sua presenza nella storia, attraverso l’opera della Chiesa, che va, battezza e ammaestra ogni persona per renderla discepola del Signore Gesù.



i testi della messa giorno per giorno
INSIEME


nella messa
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Il Messalino per chi desidera seguire la liturgia tutti i giorni e per chi non può partecipare alla santa Messa.
Abbonamento annuale € 20,90 tel. 02.48027575; e-mail: abbonamenti@stpauls.it
Michel Remery
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Queste pagine offrono lo schema e i contenuti per strutturare un vero e proprio corso, finalizzato a far riscoprire la fede a giovani e adulti, se ci si è allontanati, o per proporre contenuto e struttura in catechesi a loro rivolte. Il catechista, educatore o formatore, è accompagnato sia nei contenuti sia nei metodi. Il volume è strettamente connesso con Navigando con Dio.

Destinatari: catechisti, educatori o formatori, sacerdoti e, se ben mediato, insegnanti di religione.
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Se Dio vivesse nella casa accanto alla tua che cosa faresti?
O che cosa non faresti? La vita sulla Terra, per il credente, è una chiamata a prendersi cura del prossimo più vicino e del creato nel senso più ampio. Si parte da domande scomode, ma anche frequenti sul rapporto tra fede e vita sociale. Tutto si approfondisce attraverso riflessioni, testimonianze, preghiera e due app. Destinatari: giovani e adulti.

TRASFORMATI dal Risorto!
PERCORSO PER IL TEMPO PASQUALE
Predisporre la Bibbia aperta, un cero acceso, il disegno dell’illu strazione ingrandita (pp. 26-27), visibile a tutti e, a ogni tappa, gli elementi proposti alla voce «Simbolo».
Un mosaico per riscoprire la bellezza del vivere la comunità cristiana come luogo della presenza del Risorto.
Che cos’è la risurrezione se non una trasformazione? Il Crocifisso, ferito dalla malvagità umana, riceve dal Padre il dono dello Spirito che lo rende vivo e glorioso. La comunità dei discepoli, paurosi e infedeli, investita dal lo Spirito del Risorto è trasformata in casa accogliente per tutte le perso ne e tutti i popoli che si ritrovano nella comunione della santa Chiesa. L’uomo e la donna, segnati dalla fragilità e dalle ferite del peccato, sono trasformati dal Risorto in creature nuove, riconciliate con Dio, con le sorelle e i fratelli, così da essere testimoni di una novità di vita, inarrestabile.
LA PASQUA E MISTERO DI TRASFORMAZIONE!




Offriamo un percorso, in sette tappe, da vivere con i ragazzi e/o le famiglie, oppure nella comunità parrocchiale, sulla potenza trasformante della Pasqua. Si segue il filo rosso dei Vangeli indicati nel lezionario domenicale (Anno A), dalla domenica «in Albis» (II di Pasqua) alla Pentecoste. Si può proporre anche come novena di Pentecoste; o come itinerario di catechesi per i cresimandi.

Ogni tappa è rappresentata sul poster dalla figura centrale del racconto evangelico: il Risorto o lo Spirito Santo, in consonanza con i diversi aspetti del mistero pasquale; e da due ragazzi che esprimono un atteggiamento da assumere.
Canti: Aa.vv, CANTIAMO A TE GESÙ, Paoline
1

2
TRASFORMATI
7
PERCORSO PER IL TEMPO PASQUALE
Risorto!


GIOIRE NEL VEDERE IL RISORTO
II Domenica di Pasqua • Gv 20,19-31
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, ven ne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore (Gv 20,19-20).
L’ultima immagine del Maestro, impressa nella mente dei discepoli, è stata traumatica: sangue, morte, abbandono. Nel vederlo entrare oltre le porte chiuse e stare in mezzo a loro, mostrare le ferite come memoria dolorosa attraversata dalla vita, i discepoli sento no una gioia profonda. Questa emozione coinvolge mente, cuore e tutta la persona: è la vera esperienza pasquale! Incontrando Gesù risorto e vedendo in lui la vittoria della vita sulla morte, siamo trasformati da lui: riceviamo la vita vera, vita che non muore!

SIMBOLO. I ragazzi sono invitati a «far fiorire una croce» , addobbandola con ramoscelli e fiori primaverili (predisposti).
IMPEGNO. Cercherò di non mettere il broncio di fronte alle contrarietà; aprirò gli occhi sulle difficoltà per trovare, in esse, ragioni di speranza.
PREGHIERA: Signore Gesù, ritornato dai sentieri della morte, trasformaci in testimoni della gioia di vivere. Amen.
CAMMINARE CON IL RISORTO
III Domenica di Pasqua • Lc 24,13-35
Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane (Lc 24,33-35).
Il Risorto non si vede con gli occhi fisici, si riconosce nel la sua presenza, attraverso la Parola che fa ardere il cuore e attraverso i segni, fra cui il Pane spezzato, che rimette in circolo la memoria: dal presente al passato, dal passato al futuro. Così anche Cleopa e il suo amico, dopo aver camminato con il Risorto, sono trasformati da tristi e sfiduciati, in missionari di gioia e di speranza. Il Risorto cammina con noi: sta a noi saperlo rico noscere nelle vicende quotidiane della vita.


SIMBOLO. Una ragazza e un ragazzo portano «il lezionario aperto e un pane spezzato» IMPEGNO. Aiuto un amico scoraggiato o emarginato a sentirsi accolto e vivo nel gruppo. PREGHIERA: Signore Gesù, cammina con noi, anche se non sempre ti riconosciamo, aspettaci sulle strade della nostra vita quotidiana, per trasformare l’ordinario in straordinario. Amen.
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ASCOLTARE LA VOCE DEL BEL PASTORE
IV Domenica di Pasqua • Gv 10,1-10
Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore. Il guar diano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chia ma le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuo ri. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammi na davanti a esse, e le pecore lo seguono perché cono scono la sua voce (Gv 10,2-4).
Il Bel Pastore chiama le sue pecore. Gesù risorto con tinua a chiamarci per nome, attraverso le persone che ci conoscono, che ci educano, che ci invitano ad acco gliere la sua chiamata a formare una famiglia, a diventa re suora o frate, ad essere sacerdote per presiedere la co munità raccolta nel suo nome. Spetta a noi tutti fare silenzio per essere trasformati dalla sua voce in uomini e donne, ragazzi e ragazze che si offrono come lui, per prendersi cura e far crescere gli altri.
SIMBOLO. Ogni ragazzo/a sceglie l’immagine di «una vocazione cristiana» da incollare intorno alla croce fiorita.
IMPEGNO. Cerco di scoprire qual è la chiamata del Signore per me, dialogando con il/la catechista e con il mio parroco.
PREGHIERA: Signore Gesù, che conosci tutte le tue pecorelle, trasformaci da gregge passivo e svogliato, in un gruppo di persone impegnate nel donare agli altri pace e amore. Amen.
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ACCOGLIERE LA PROMESSA
DI STARE SEMPRE CON IL PADRE
V Domenica di Pasqua • Gv 14,1-12
Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: «Va do a prepararvi un posto»? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi (Gv 14,1-3).
Il Risorto, prima di lasciare i discepoli, comprende che essi sentiranno la mancanza di lui, il Maestro; dovranno affrontare un tempo di solitudine e tristezza, per questo




DOSSIER




… nel creato. L’educazione ambientale è parte integrante dei programmi scolastici. Ogni vero cambiamento, però, inizia dal soggetto, che si mette in gioco con le sue scelte e le azioni quotidiane, che contribuiscono anche alla diffusione di una cultura ecologica (Io - Tu - Noi). I valori biosferici e l’identità ambientale, propri degli adolescenti, sono per loro un obbligo morale che li spinge ad agire in maniera sostenibile. Tramite i laboratori, i gesti di «ecologia integrale» li aprono a un’esperienza di identità personale e di missione nel mondo (Infosfera e Vangelo). Si è di fronte a una sfida educativa. «Greenaccord» cerca di rendere protagonisti i ragazzi mediante alcuni progetti ideati con le scuole o con le parrocchie, come «la Quaresima ecologica» (A tu per tu con…). Il film, Flow, il cui protagonista è un gatto nero, conquista per l’implicito messaggio ecologista: viviamo su un pianeta bellissimo, ma fragile, rispettato dagli animali, ma non dagli umani (Ciak si gira). Eppure Dio manifesta la sua grandezza nel creato e, in particolare, in ognuno di noi: ci ha dato l’intelligenza per comprendere e scegliere, la libertà per decidere, la volontà per operare (Bibbia nella vita). L’incanto del creato emerge dal dipinto di van Gogh: l’armonia e la bellezza sono un invito a passare dal senso di piccolezza al sentimento di gratitudine a Dio, ragione e fine di tale incanto. Padre Tentorio, morto martire, si è speso per la gente di Arakan (isola di Mindanao), dimostrando che la difesa del creato è inseparabile da quella dei poveri (Testimone). «Tu che tipo di legame hai con il creato? Verificati con il Test. Nella Celebrazione ringrazia il Signore per il dono del creato e della tua vita, e chiedi di diventarne “custode”».
In ascolto dei ragazzi di oggi (12-16 anni), attenti al loro disagio esistenziale e alle loro paure, si cerca di orientarli, alla luce del Vangelo, a scoprire la propria identità in relazione all’Altro-Dio e agli altri, per una formazione integrale così da vivere con gioia, nella libertà e responsabilità. L’utilizzo dei diversi linguaggi, che li coinvolge da protagonisti, rende il percorso fruibile nella catechesi, in ritiri, campiscuola e a scuola.
TEMA: #chisonoio?...
1. ... Allo specchio 2. ... in famiglia 3. ... con i miei amici 4. ... in classe 5. ... con chi amo 6. ... in questa società 7. ... nel creato 8. ... con l’Altro
ALFONSO CAUTERUCCIO
A tu per tu con…
Rosario
Carello
Dieci anni fa usciva la prima enciclica sull’ecologia integrale, Laudato si’ (2015), di papa Francesco. Da luglio 2025 è disponibile anche il Formulario della Messa per la custodia della creazione: la prima è stata presieduta da papa Leone XIV. Su questo argomento, però, mancano piste o progetti catechistici. «È una delle sfide da avviare», afferma Alfonso Cauteruccio, presidente di Greenaccord, l’associazione di ispirazione cristiana, nata per stimolare l’impegno nella salvaguardia della natura.
I ragazzi sono sensibilissimi.
R. Sì, e lo riconosce anche papa Francesco al n. 209 della Laudato si’: «… i giovani hanno una nuova sensibilità ecologica e uno spirito generoso, e alcuni di loro lottano in modo ammirevole per la difesa dell’ambiente, ma sono cresciuti in un contesto di altissimo consumo e di benessere, che rende difficile la maturazione di altre abitudini». Ci troviamo di fronte a una sfida educativa.
Voi riuscite a intercettarli?
R. Sì, abbiamo sempre cercato di renderli protagonisti, di farli parlare, abbiamo ideato anche alcuni progetti con le scuole, per verificare il loro riscontro e coinvolgimento: ci hanno accolto veramente bene.
Che tipo di progetti?
R. In alcuni istituti superiori della Campania abbiamo chiesto di rappresentare la preoccupazione per l’ambiente in maniera artistica: alcuni hanno utilizzato la musica, scrivendo anche testi rap, altri hanno realizzato documentari, scattato foto… Il Ministero dell’Ambiente ha rilanciato sul proprio sito questa produzione creativa. In Toscana la scuola vincitrice ha

potuto «ripiantare il giardino», che era il premio in palio.
E in parrocchia?
R. Nella mia abbiamo proposto una Quaresima ecologica; ci siamo preparati, cioè, alla Pasqua con gesti penitenziali nella chiave di attenzione al creato. Abbiamo anche appeso sui muri pannelli di 2 metri per 10 con diversi slogan. Il quartiere ne ha discusso molto, interrogandosi se la parrocchia fosse il luogo deputato per questi approfondimenti: è servito per parlarne.
Abbiamo creato, poi, un percorso catechistico dal titolo «I piccoli custodi», rivolto ai ragazzi della prima Comunione, ai quali abbiamo proposto non il classico itinerario che parte da Dio per arrivare alla creazione, ma l’inverso. E, come accadeva nell’antico monachesimo, quando si sceglievano posti isolati e immersi nella natura, nella convinzione che il creato fosse la porta immediata verso Dio, i catechisti hanno accompagnato i ragazzi in diversi luoghi della città, come l’Orto botanico; erano presenti anche i genitori, che sono rimasti meravigliati per quello che hanno scoperto. C’è, poi, un altro aspetto.
Quale?
R. Fra i giovani si sta sviluppando una certa eco-ansia, come la chiamano: una forma di preoccupazione che, molto spesso, sfiora la depressione e che li conduce a essere molto scoraggiati nei confronti del futuro, fino ad assumere atteggiamenti che a noi adulti danno fastidio. Questo è un altro aspetto della grande sfida educativa che ci attende.
IDENTITÀ, MANI ED ECOLOGIA INTEGRALE
Infosfera e Vangelo
Marco Sanavio m.sanavio@iusve.it
Audra Balundė, Inga Truskauskaitė-Kunevičienė e Goda Perlaviciute, tre ricercatrici appartenenti all’Università Mykolas Romeris di Vilnius, in Lituania (le prime due) e all’università di Groninga, nei Paesi Bassi (la terza), hanno pubblicato nel 2020, nella rivista scientifica Frontier, uno studio sull’identità ambientale e i valori biocentrici degli adolescenti.
MYKOLAS ROMERIS UNIVERSITY

La questione, che ha guidato la ricerca su un campione costituito complessivamente da 1510 adolescenti lituani, riguarda i fattori che influenzano realmente il comportamento pro-ambientale degli adolescenti: ne è risultato che i valori biosferici (relativi alle condizioni indispensabili alla vita animale e vegetale) e l’identità ambientale di questi giovani li spingono concretamente a riciclare beni e rifiuti, scegliere viaggi e acquistare prodotti ecosostenibili, evitare lo spreco di acqua.
Gli adolescenti, che si percepiscono come persone che si curano dell’ambiente, sviluppano automaticamente un senso di obbligo morale ad agire in maniera sostenibile. Le comunità cristiane sul territorio possono accogliere questa sensibilità sempre più crescente nelle nuove generazioni per proporre un’identità individuale e collettiva, improntata all’ecologia integrale e orientata dalle indicazioni della Laudato si’.
LABORATORI
«CON LE MIE MANI»
Obiettivo. Scoprire che la custodia del creato può diventare esperienza di identità personale e di missione nel mondo.
Svolgimento. Il laboratorio inizia con un’attivazione sensoriale molto semplice. Utilizzando un’app di fotografia creativa come Canva o Instagram, i ragazzi possono catturare immagini delle proprie mani uniche, irripetibili, rivelatrici di sé (quelle del Risorto rivelano i segni della croce), mentre compiono gesti di «ecologia integrale» e salvaguardia del creato: accudire una pianta o un animale, sostenere una persona in difficoltà, rendere migliore e più sostenibile
l’ambiente in cui vivono, e aumentarne il valore con filtri adeguati o scritte che ne sottolineano l’importanza. Per ogni gesto fotografato scrivono una breve riflessione che parta dalla concretezza del proprio operato. Ad esempio: «Con le mie mani mi sono presa cura di un animale ferito».
Successivamente le diverse foto e riflessioni si possono condividere all’interno dell’applicazione Padlet, se si sa gestire, oppure stampate e affisse su un giornale murale fisico.

A conclusione del laboratorio è utile e opportuna una sintesi di chi conduce, osservando come sono proprio le nostre mani, uniche e irripetibili, a poter cambiare concretamente la realtà.
RELAZIONI CHE TRASFORMANO
Obiettivo. Far sperimentare che l’identità radicata in Cristo può trasformare le nostre relazioni rivelando davvero chi siamo.
Svolgimento. L’idea portante di questo laboratorio è quella di lanciare, per il Tempo pasquale, una sfida settimanale, calibrata a seconda dell’età e dell’impegno che il proprio gruppo di ragazzi riesce a sostenere. I ragazzi sono invitati a condividere in un gruppo WhatsApp o Telegram, oppure su una pagina di Padlet, immagini di gesti da loro compiuti che possono cambiare il rapporto con il creato. Ogni immagine e gesto diventano provocazione trasformativa anche per la comunità, se opportunamente condivisi a livello parrocchiale.
L’intervento del catechista è utile per aiutare i ragazzi a comprendere come i gesti di cura, per qualsiasi elemento del creato, se realizzati con amore, hanno un valore cristiano molto profondo, soprattutto quando restituiscono nuova vita (= risurrezione) a oggetti ed esseri viventi che avevano necessità di nuova linfa o accudimento per il loro benessere complessivo, anche spirituale. Ottima occasione, questa, per spiegare cosa significhi «ecologia integrale» (cfr. Laudato si’, 137-142).

Brano guida: «Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate paura: valete più di molti passeri» (Lc12,6-7).
Test
MISSIONE «TERRA»
Maria Teresa Panico mt.pan@iol.it
Prendersi cura della Terra è un modo di vivere, di comportarsi e di rispettare il pianeta. Fuori dalla tua finestra vibra un mondo incredibile che ci ospita, ci nutre e ci fa respirare. Sei pronto a scoprire che tipo di legame hai con il creato?
Camminando in un bosco:
a. puoi correre e fare rumore senza disturbare.
b. ti immergi nella natura e ti senti parte di essa.
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c. è uno spazio verde a tua disposizione.
Se ascoltassi la voce della natura, cosa ti direbbe?
a. Grazie per come ti prendi cura di me.
b. Aiutami, ho bisogno che tu mi protegga.
c. Nulla, la natura non ha messaggi per te.
Davanti a un panorama mozzafiato, provi:
a. voglia di scattare una foto per i tuoi social.
b. è solo lo sfondo di dove mi trovo.
c. meraviglia e desiderio di proteggere tanta bellezza.
da 9 a 14 punti:
c. No, non ha un impatto positivo per la Terra. 5 6 3 2 8 9 7 4
UNA STORIA INCREDIBILE
Pensi che la natura ci è data per essere utilizzata dagli uomini. Dimentichi che tu sei parte del creato ed esso si prende cura di te, ogni secondo, regalandoti aria, cibo e bellezza. Prova a fare un piccolo esperimento. La prossima volta che vedi un fiore o un animale, pensa che esso non esiste solo per te e che ha una storia incredibile.
Tutte le creature viventi:
a. sono parte di un’unica grande famiglia.
b. non c’è alcun legame, gli esseri viventi sono diversi fra loro.
c. il legame esiste solo con le altre persone.
L’acqua è una risorsa fondamentale:
a. … finché esce dal rubinetto, va tutto bene.
b. cerchi di non sprecarne nemmeno una goccia.
c. provi a risparmiarla, solo se ti ricordi.
Un piccolo insetto cammina sulla tua felpa:
a. lo schiacci subito, ti dà fastidio.
b. aspetti che si sposti da solo.
c. lo prendi delicatamente e lo liberi.
da 15 a 21 punti:
ESPLORATORE IN CAMMINO
Ti piace restare in contatto con la natura, ma a volte la fretta o la pigrizia ti fanno dimenticare quanto sei connesso con il mondo che ti circonda, che per te rimane come «uno sfondo», sfocato e distante. Sei come un esploratore che ha appena aperto la mappa: sai dove devi andare, ma non hai ancora imparato a leggerne tutti i segnali.
Un amico gioca con il cibo, sprecandolo:
a. gli spieghi che ogni risorsa è preziosa per tutti.
b. lo prendi in giro perché è uno sprecone.
c. non dici nulla per non sembrare noioso.
Come ti prendi cura del creato?
a. Non credi che le tue azioni contino.
b. Fai piccole azioni, come differenziare i rifiuti…
c. Lasci che Governi e scienziati risolvano i problemi.
È importante «riciclare»?
a. È noioso, ma dà una seconda vita ai materiali.
b. È un atto d’amore verso il pianeta.
da 22 a 27 punti:
CUSTODE DELLA BELLEZZA
Per te un albero non è solo legno e un animale non è un oggetto: sono fratelli e sorelle. Hai capito che la Terra è la casa comune, preziosa e fragile, che è da proteggere. Ti dai da fare con piccoli e grandi gesti per custodirla, perché senti che ogni creatura merita rispetto e cura. Continua a contagiare gli altri con il tuo esempio!
CUSTODI DEL CREATO
Celebrazione
Francesca Langella fransua80@libero.it
Si prepara l’angolo della preghiera: Bibbia aperta, icona di Gesù, lampada accesa. Ci si dispone in cerchio. Al centro si pone un cesto con le piantine.
Canto: LAUDATO SI’
(Cerca su YouTube Paoline: Forza Venite Gente - Compagnia originale di Michele Paulicelli)
PREGHIERA. Dio Onnipotente, che sei presente in tutto l’universo e nella più piccola delle tue creature, Tu, che circondi con la tua tenerezza tutto quanto esiste, riversa in noi la forza del tuo amore, affinché ci prendiamo cura della vita e della bellezza. Inondaci di pace, perché viviamo come fratelli e sorelle senza nuocere a nessuno. O Dio dei poveri, aiutaci a riscattare gli abbandonati e i dimenticati di questa terra, che tanto valgono ai tuoi occhi. Risana la nostra vita, affinché proteggiamo il mondo, non lo deprediamo, e seminiamo bellezza, non inquinamento… Insegnaci a contemplare con stupore, a riconoscere che siamo uniti con tutte le creature nel nostro cammino verso la tua luce infinita… Sostienici nella nostra lotta per la giustizia, l’amore e la pace (Papa Francesco, Laudato si’, n. 246).
Catechista. Ringraziamo il Signore per il dono del creato di cui siamo parte. San Francesco nel Cantico delle creature lo-


da Dio per ogni realtà creata: per nostra madre terra, frate fuoco, il sole, le stelle, la luna, l’acqua… Noi diamo per scontati questi doni e, a volte, rischiamo di rovinarli, inquinarli e di non farne un uso equo. Alcuni Paesi, infatti, ne hanno in abbondanza, altri non hanno beni sufficienti. Oggi desideriamo allenare il nostro sguardo alla bellezza, stupirci per questi doni e, soprattutto, impegnarci a rendere più abitabile, accogliente e bello il mondo per tutti, perché tutti possano goderne.
IN ASCOLTO DELLA
PAROLA: Gen 2,4b-24
Catechista. La vita è dono di Dio; egli ha creato ognuno di noi a sua immagine e somiglianza (cfr. Gen 1,27). Dio, il Creatore di tutte le cose, chiama noi, sue creature, a collaborare all’opera della sua creazione. La Genesi, nei primi due capitoli, ci racconta come Dio crea il mondo; dice, poi: «Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse» (Gen 2,15). «Coltivare» significa curare un terreno o una pianta perché diano frutti, «custodire» vuol dire proteggere, curare, conservare, vigilare. «Ciò implica una relazione di reciprocità responsabile tra es-
sere umano e natura» (cfr. Laudato si’ 67). Siamo chiamati a prenderci cura dei beni della terra per salvaguardare la bellezza e la sostenibilità del creato, così da permettere alle generazioni future di usufruirne.
1 Ragazzo. Onnipotente e buon Signore, noi ti chiediamo perdono per aver inquinato e sprecato i beni della «nostra madre Terra».
2 Ragazza. Insegnaci a riconoscere la bellezza che ci circonda e a usare in modo consapevole e responsabile i doni del Creato.
GESTO. Ogni ragazzo riceve una piantina da coltivare e di cui prendersi cura.
PREGHIERA. Padre nostro…
Canto: DAL PRINCIPIO
TI HO AMATO
(Candiani - Beltrami - Gigliuto, Dal principio ti ho amato, Paoline)
Giusto de’ Menabuoi, Creazione del mondo, 1375-1378, Battistero di Padova