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Portogruaro.Net Magazine

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Personaggio

Intervista a Paolo Girol, Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia

Inserto speciale

Tornano a luglio in centro a Portogruaro i Mercoledì Musicali

L’acquolina

In copertina

ULSS4 ECCELLENZA DELLA SANITÀ VENETA

Intervista al dottor Carlo Bramezza, attuale Direttore Generale dell’Azienda ULSS4 “Veneto Orientale” che gestisce i servizi sanitari e ospedalieri in 21 comuni della provincia di Venezia, inclusa la fascia costiera. Un sistema ospedaliero articolato su tre presidi principali: l’ospedale di Portogruaro, quello di San Donà di Piave ed il nosocomio di Jesolo.

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NUOVE NOMINE IN DIOCESI

DEI PARROCI. MA NEL 2026 ANCHE UN RINNOVATO CONSIGLIO PASTORALE DIOCESANO ED ELEZIONI ALL’ASSOCIAZIONE NOI

Il parroco in una comunità, lo sappiamo, è un riferimento importante, non solo per la sua funzione religiosa, ma anche perché rappresenta una guida sociale, un confidente, colui che fa da collante tra vari contesti e persone. Tuttavia, bisogna fare i conti con i collocamenti a riposo, gli incarichi vacanti e la carenza di sacerdoti (sebbene il 6 giugno nella Cattedrale di Concordia siano stati ordinati tre nuovi presbiteri: don Davide Cancian, don Matteo Pietrobon e don Mchael Rossit). Ecco, quindi, che il Vescovo ha provveduto a nuove nomine per alcune parrocchie della nostra Diocesi, che si apprestano (a settembre) a ricevere i nuovi referenti. Vediamo nel dettaglio quali variazioni ci saranno per la nostra area.

COMUNITÀ PASTORALE DI POR -

TOGRUARO, composta dalle Parrocchie di Sant’Andrea A., Sant’Agnese V. e M., San Nicolò V., Beata Maria Vergine Regina e Santa Rita da Cascia e Santa Maria della Purificazione in Portovecchio:

• Mons. GIUSEPPE GRILLO, Parroco moderatore di tutte le parrocchie componenti la Comunità pastorale con incarico di cura di pastorale delle Parrocchie di Sant’Andrea Ap., Sant’Agnese V. e M., San Nicolò V. e Portovecchio;

• don MATTEO BORGHETTO, Parroco in solido con incarico di cura pastorale a norma del can. 517 §1 del CIC di Beata Maria Vergine Regina e Santa Rita da Cascia;

• don ELVIO MORSANUTO, Collaboratore pastorale nelle parrocchie di San Nicolò V. e di Portovecchio e nella Comunità pastorale cittadina;

• don LIVIO TONIZZO, Assistente spirituale nella Residenza per anziani «G. Francescon» e Collaboratore pastorale nelle parrocchie di Beata Maria Vergine Regina e Santa Rita da Cascia e nella Comunità pastorale cittadina, risiedendo presso Casa Francescon;

• don RICCARDO MIOR, Vicario Parrocchiale di Sant’Andrea A., Sant’Agnese V. e M., San Nicolò V., Portovecchio, Beata Maria Vergine Regina e Santa Rita da Cascia.

COMUNITÀ PASTORALE DI CONCORDIA , composta dalle Parrocchie della Cattedrale di Santo Stefano Protomartire, San Giuseppe Lavoratore in Sindacale e San Pio X in Teson:

• Mons. LORENZO BARRO, Parroco di Santo Stefano M. in Concordia Sagittaria, Sindacale e Teson;

• Mons. NATALE PADOVESE, collaboratore pastorale nelle parrocchie della Comunità pastorale risiedendo nella canonica di Concordia.

• don Matteo Pietrobon Vicario parrocchiale nelle parrocchie di Concordia Sagittaria, Sindacale e Teson.

Novità anche per il CONSIGLIO PASTORALE DIOCESANO (organo sotto

la guida e presidenza del Vescovo, deputato a studiare, valutare e proporre conclusioni operative riguardo alle attività pastorali della Diocesi) che dal 27 gennaio ha preso avvio con una nuova composizione, dopo la revisione dello statuto e del regolamento operata da Consiglio uscente. Quasi 50 i membri, tra eletti, per ufficio e per nomina vescovile. Molti i nomi del portogruarese che ne fanno parte. Tra gli eletti: Daniela Romani (Annone Veneto), Margherita Cereser (San Stino di Livenza), Alberto Faggion (Fossalta di Portogruaro), Cataldo Rosito (Portogruaro), Daniele Bozza (Concordia Sagittaria), Roberto Furlanis (San Michele al Tagliamento), Luciano Sitta (GruaroSummaga-Cinto Caomaggiore); tra le nomine dirette del Vescovo: Michela Bigai (Portogruaro), eletta anche nel

Consiglio di Presidenza.

Infine, nuovo Consiglio di Amministrazione anche per l’APS NOI DI CONCORDIA-PORDENONE , associazione a servizio della vita pastorale del territorio, definito nel corso dell’incontro del 25 maggio scorso a seguito delle precedenti elezioni. Presidente Michele Segatto (San Stino di Livenza), un laico (novità rispetto alla tradizione), e Consiglieri: don Ivano Zaupa (Cordenons), Enrichetto Drigo (Azzano Decimo), Barbara Coscetta (Fossalta di Portogruaro), don Davide Brusadin (Pordenone), don Marco Cigana (Concordia Sagittaria), Stefano Bot (Cor

denons), Andrea Diana (Cordenons), Tiziana Sclippa (Arzene), Roberto Daneluzzi (Azzano Decimo) e Matteo Dal Tin (Portogruaro).

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Direttore Responsabile: Vincenzo Zollo In redazione: Maurizio Conti, Armando Faragò, Roberto Raspatella, Tommaso Rossato, Elisa Zanotel Per l’inserto speciale “Mercoledì Musicali” si ringrazia la Pro Loco Portogruaro “LA PAROLA A...” è una rubrica di inserzioni promozionali redazionali a pagamento. Nessuna parte di questa pubblicazione può essere utilizzata in alcun modo, incluse le inserzioni pubblicitarie che sono di proprietà dell’editore che ne vieta la riproduzione anche parziale con qualsiasi mezzo. Manoscritti, fotografie e disegni anche se non pubblicati, non si restituiscono. Portogruaro.Net lascia agli autori degli articoli l’intera responsabilità delle loro opinioni; garantisce la riservatezza dei dati forniti e la possibilità di richiederne gratuitamente la rettifica o la cancellazione, scrivendo o telefonando alla redazione. L’editore rimane a disposizione di altri eventuali aventi diritto di copyright su testi o immagini che non è stato possibile contattare. Stampa: Centro Servizi Editoriali

Distribuzione gratuita © Copyright 2005-2026 Portogruaro.Net VISYSTEM EDITORE by TVO srl Borgo San Gottardo,55

di Vincenzo Zollo

L’ULSS4 VENETO ORIENTALE: UN’ECCELLENZA DELLA SANITÀ VENETA

PORTOGRUARO.NET FA IL PUNTO IN UN’INTERVISTA ESCLUSIVA AL DIRETTORE GENERALE DOTTOR CARLO BRAMEZZA

Quella della medicina, scienza che studia le malattie del corpo umano al fine di cercare di garantire la salute delle persone, è una storia antica le cui origini si riscontrano nella civiltà mesopotamica e proseguono in quella egizia, greca, nel Medioevo e Rinascimento, fino ai tempi moderni. Anche in Italia il progresso della medicina ha fatto enormi passi avanti con centri di eccellenza che si concentrano nei poli universitari e IRCCS (Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico) distribuiti prevalentemente tra Nord e Centro. Secondo le principali classifiche globali e nazionali (come Newsweek e Agenas), il Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma guida la classifica nazionale, seguito dal Grande Ospedale Metropolitano Niguarda e dall’Istituto Clinico Humanitas di Milano.

Nel Bel Paese le riforme sanitarie hanno radicalmente trasformato il sistema di tutela della salute. La svolta principale si è avuta nel 1978 con l’istituzione del modello universalistico pubblico, che ha lasciato poi spazio negli anni ’90 a una forte regionalizzazione e aziendalizzazione della gestione.

Fra le Regioni il Veneto (50.000 dipendenti fra le 9 ULSS) è riconosciuta costantemente come la migliore d’Italia per l’appropriatezza delle cure, la prevenzione e la gestione ospedaliera. Eccelle nell’innovazione e nei percorsi di cura dei pazienti.

DATI ULSS4 VENETO ORIENTALE ANNO 2025

Popolazione residente 226.198

Accessi al Pronto Soccorso 117.622

Prestazioni di specialistica ambulatoriale (Compresi esami di laboratorio) 2,7 MLN

Numero di interventi chirurgici 15.123

Ricoveri 22.091 (Dati Ufficio stampa ULSS4)

In Veneto sono presenti complessivamente circa 68 presidi ospedalieri tra strutture pubbliche e private accreditate. La rete regionale è organizzata dal Ser-

vizio Sanitario Regionale (SSR) tramite Aziende ULSS (9) e Ospedaliere (2), che gestiscono gli ospedali distribuiti sul territorio.

L’Azienda ULSS4 “Veneto Orientale” gestisce i servizi sanitari e ospedalieri in 21 comuni della provincia di Venezia, inclusa la fascia costiera. Il sistema ospeda-

liero si articola su tre presidi principali: l’Ospedale “Città del Piave” di San Donà di Piave, l’Ospedale di Portogruaro e l’Ospedale di Jesolo.

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Le principali strutture private accreditate e convenzionate di riferimento per il territorio dell’ULSS4 includono: la Casa di Cura Rizzola (San Donà di Piave), clinica poli-specialistica dotata di 105 posti letto che offre servizi di area chirurgica, geriatrica, riabilitativa e diagnostica per immagini; il Centro Medico San Biagio (Fossalta di Portogruaro), centro poliambulatoriale e oculistico laser.

Della situazione dell’ULSS4 “Veneto Orientale” ne abbiamo parlato con il dottor

Carlo Bramezza (nella foto) attuale Direttore Generale.

Lei ha diretto l’ULSS4 dal 2013 al 2021, poi è passato all’ULSS7 Pedemontana e quest’anno è tornato. Che differenze ha trovato?

La territorialità incide molto sulla gestione di un’azienda sanitaria. Nell’ULSS7 Pedemontana si affronta la complessità della montagna e di una popolazione distribuita in 55 comuni. Nell’ULSS4 Veneto Orientale, che ne conta 21, la sfida principale è il turismo estivo: 22 milioni di presenze che arrivano sul nostro litorale e che richiedono un potenziamento massiccio della medicina d’urgenza, ambulatori dedicati, Punti di primo intervento sulle spiagge e un incremento stagionale del personale. Nell’ULSS7 la priorità è la logistica, per garantire servizi accessibili anche a chi abita nelle valli. Qui la priorità è la medicina turistica.

Quali azioni avete messo in campo per ridurre i tempi di attesa?

Per le prestazioni traccianti, quelle più significative per volume, impatto clinico e sensibilità al fenomeno delle liste d’attesa, come visite cardiologiche, oculistiche, tac e prime visite oncologiche, siamo tra i primi posti in Veneto. Da maggio a giugno abbiamo organizzato e stiamo organizzando Open day in diverse specialità: oculistica, diabetologia, neurolo-

GLI OPEN DAY DELL’ULSS4

OLTRE

Da maggio a luglio, l’Azienda ULSS4 Veneto Orientale ha avviato un programma continuativo di open day specialistici: sette discipline già coinvolte, oltre 450 prestazioni erogate, e altri appuntamenti in programma tra giugno e luglio con Urologia, Terapia Antalgica e Chirurgia. Tutto è cominciato sabato 23 maggio, all’ospedale di Jesolo. Settantadue pazienti, tutti in lista d’attesa, si sono presentati per una visita cardiologica con elettrocardiogramma.

Il giorno dopo, a San Donà di Piave, l’Unità di Oculistica ha organizzato cinquanta interventi di cataratta in una sola domenica. Una “maratona chirurgica”, l’ha definita il primario Giorgio Santin, che ha operato con tre colleghi e con tutto il personale infermieristico del reparto. Non

gia, cardiologia e ortopedia, solo per fare qualche esempio. Giornate dedicate nei presidi ospedalieri con cui stiamo coinvolgendo diverse centinaia di pazienti in attesa di visita o di intervento. Un impegno notevole da parte di medici e infermieri, ai quali va il mio ringraziamento.

La carenza di medici di medicina generale è un problema diffuso. Com’è la situazione nell’ULSS4?

Come su tutto il territorio nazionale e regionale, la carenza di medici di base è una questione che stiamo gestendo. Siamo costantemente alla ricerca di nuovi professionisti da inserire nella medicina territoriale e, grazie alla fondamentale collaborazione con le amministrazioni comunali, cerchiamo di rendere il territorio attrattivo: sedi ben strutturate, servizi adeguati, condizioni che possano aiutare un medico a scegliere di lavorare qui.

Recentemente è stata istituita una struttura di geriatria presso l’Ospedale di Portogruaro. Di cosa si tratta?

Non è ancora un reparto con posti letto, ma una struttura di nuova istituzione, trasversale per natura: opererà in sinergia con i reparti che più frequentemente trattano pazienti anziani, in particolare Ortopedia e Neurologia. È un traguardo importante per un’azienda che serve uno dei territori con la quota di popolazione anziana più elevata del Veneto, in un contesto demografico generale che vede crescere questa fascia ovunque. Alla guida è stata nominata la dottoressa Alessandra Lombardi, la prima geriatra della storia dell’ULSS4, con esperienza consolidata nelle demenze e nella medicina dell’anziano. In prospettiva, l’obiettivo è arrivare a un reparto vero e proprio, con posti letto dedicati e un’equipe strutturata.

L’infermiere di famiglia e di comunità è una figura sempre più centrale. Qual è il ruolo del Corso di Laurea in Infermieristica di Portogruaro? Il corso di Laurea in Infermieristica a

solo smaltimento dell’arretrato: molti interventi hanno riguardato pazienti con patologie particolari, come l’anisometropia, una grave disparità nei difetti visivi, o soggetti con cataratta così avanzata da comprometterne l’autonomia quotidiana, compresa la possibilità di guidare.

Sabato 30 maggio la macchina si è messa in moto su tre fronti in contemporanea. A San Donà e a Portogruaro, nello stesso giorno, hanno lavorato in parallelo Endoscopia Digestiva, Neurologia e Diabetologia: venti gastroscopie, ventisei visite neurologiche e nove studi neurofisiologici a Portogruaro, ventisette visite diabetologiche distribuite tra i due presidi. In totale, oltre ottanta prestazioni.

L’appuntamento di domenica 7 giugno ha visto Ortopedia e Radiolo -

gia impegnate contemporaneamente nei tre ospedali della rete aziendale. Centoquattordici visite ortopediche, guidate dai primari Nunzio Mastrantonio a San Donà e Stefano Saggin a Portogruaro, prevalentemente per disturbi a spalla, ginocchio e anca. La Radiologia ha aggiunto 48 risonanze magnetiche alla colonna e alle articolazioni, più 72 prestazioni a Jesolo tra ecografie e radiografie. Totale della giornata: 234 prestazioni. Gli open day non risolvono le cause strutturali del problema delle liste d’attesa, ma danno risposte concrete a chi è in fila adesso. Il direttore generale Carlo Bramezza li inquadra così: “Riusciamo a farlo grazie all’impegno straordinario del personale medico e infermieristico, che con dedizione e professionalità mette a disposizione il proprio tempo anche nelle giornate di sabato.”

L’ULSS4 Veneto Orientale serve un’area particolare: una lunga fascia costiera con un afflusso turistico che d’estate arriva a oltre 22 milioni di presenze, tre ospedali, una domanda di salute che varia molto per stagionalità e fasce d’e -

tà. I dati presentati in occasione dell’open day di Ortopedia ne danno un’idea: nel 2025 il 70% degli oltre 2.800 interventi chirurgici ha riguardato la traumatologia, fratture al femore in pazienti anziani, infortuni pediatrici, picco estivo dei giovani sul litorale. La Radiologia ha gestito circa 202mila prestazioni nell’anno.

Organizzare open day che coinvolgano più reparti e più sedi in contemporanea richiede una regia precisa. Le giornate rientrano in un programma più ampio di potenziamento dell’attività specialistica ambulatoriale, coordinato dalla direzione aziendale in linea con le indicazioni regionali. Il personale partecipa su base volontaria, con orario aggiuntivo: è questo il presupposto che rende possibile tutto il resto.

Il programma non si ferma qui. Tra giugno e luglio sono previsti altri open day negli ospedali di San Donà di Piave e Portogruaro, dedicati a Urologia, Terapia Antalgica e interventi di chirurgia proctologica. Anche in questo caso si tratterà di prime visite: un primo accesso specialistico per i pazienti.

Portogruaro, afferente all’Università di Padova, è un punto di forza per la nostra azienda. Formare nuovi infermieri con il contributo diretto dell’ULSS4 ha una doppia valenza: garantisce una preparazione adeguata ai nostri standard e aumenta le probabilità che questi professionisti scelgano poi di lavorare qui. Un elemento in più è la specificità del nostro territorio. Infatti, la medicina turistica offre la possibilità di effettuare turni aggiuntivi sul litorale in estate, con una remunerazione superiore. È un argomento concreto per chi valuta dove costruire la propria carriera.

Come vi preparate alla stagione estiva?

A maggio abbiamo presentato l’edizione 2026 di “Vacanze in Salute”, il programma con cui la nostra azienda garantisce assistenza sanitaria lungo il litorale veneziano durante i mesi estivi. L’investimento è di oltre 5,2 milioni di euro e coinvolgerà 200 operatori tra medici, infermieri, OSS e amministrativi, 22 interpreti e 5 Punti di primo intervento, con 3 ospedali in rete per ricoveri ed emergenze. Il litorale dell’ULSS4 accoglie ogni anno oltre 20 milioni di presenze turistiche, su un totale regionale di 74 milioni, ed è una delle destinazioni balneari più frequentate d’Italia e d’Europa. Il programma mette in rete presidi ospedalieri, ambulatori, punti di primo intervento, servizi di medicina turistica, farmacie, servizi infermieristici e centri dialisi. Proprio la dialisi turistica è uno dei servizi più qualificanti: due sedi operative a Jesolo e Bibione, 18 postazioni e oltre 2.050 trattamenti effettuati nel 2025. Quando la sanità pubblica è pensata in chiave territoriale e integrata, protegge i cittadini, sostiene l’economia locale e rafforza la competitività del territorio.

Si

Maurizio Conti
ringrazia l’Ufficio Stampa dell’ULSS4 per la collaborazione prestata

Immaginatevi una normale giornata di lavoro, come al solito davanti agli occhi il vostro computer utile, chessò, a consultare l’ordine del giorno della riunione alla quale state per prendere parte, ed ecco lì che distrattamente puntate lo sguardo alle mail in entrata. È stato un momento così, di quotidiana normalità, quello che ad un tratto per il prof. Paolo Girol si è trasformato in un’e mozione forte ed indimenticabile. Era l’11 marzo 2026 quando ha scoperto, tramite comunicazione ufficiale da par te dell’Ambasciata italiana che, e citiamo alla lettera, “La Presidenza della Repub blica [...] ha deciso di conferirgli il rango di Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia Si tratta di un’onorificenza che viene concessa a quelli che a tutti gli effetti sono ambasciatori italiani all’estero, sia no essi portatori di valori, di cultura, ma soprattutto che abbiano avuto un ruolo centrale nella promozione dei rapporti di amicizia o collaborazione tra l’Italia e gli altri Paesi.

DA PORTOGRUARO A TALLINN, PAOLO GIROL

NOMINATO CAVALIERE DELLA STELLA D’ITALIA

CRESCIUTO A SAN GIORGIO AL TAGLIAMENTO E FORMATOSI ALLA FONDAZIONE MUSICALE SANTA CECILIA, PAOLO GIROL OGGI DIRIGE IL DIPARTIMENTO DI COMPOSIZIONE DELL’ACCADEMIA NAZIONALE DI MUSICA E TEATRO ESTONE

nel tempo tra Italia ed Estonia, fatto di ricerca, didattica, musica e soprattutto di relazioni umane e professionali. «Inizialmente l’ho interpretato come un riconoscimento “alla carriera”, una medaglia per quanto costruito finora – ci ha raccontato –. Riflettendoci meglio, però, ho iniziato a considerarlo soprattutto come un’approvazione ufficiale: un incoraggiamento del mio Paese d’origine verso il mio modo di operare. Ricevere questo premio all’estero significa sentire l’Italia vicina, che ti sussurra: “Continua così!”».

Nel corso degli anni, il professore ha sviluppato un’intensa attività accademica e

internazionale, diventando un punto di collegamento tra istituzioni italiane ed estoni e favorendo scambi tra studenti, docenti e artisti. Ha collaborato ed è stato in prima linea nella realizzazione di tanti importanti progetti che hanno consolidato il rapporto tra Estonia e Italia, e in particolare con il nostro territorio.

Un percorso, quello del prof. Paolo Girol, passato per Portogruaro e arrivato fino a Tallinn dove ha portato italianità, conoscenza e musica. Proprio lì, nel suo ufficio all’interno dell’Accademia, svetta orgoglioso il gagliardetto di Venezia consegnatogli nel 2023, durante una visita

Si, perché è vero che il prof. Girol è cresciuto a San Giorgio al Tagliamento ed ha studiato per anni alla Scuola di Musica della Fondazione Musicale Santa Cecilia di Portogruaro, ma è altrettanto vero che ormai da oltre 15 anni vive e lavora a Tallinn, in Estonia, dove attualmente ricopre il ruolo di Direttore del Dipartimento di Composizione ed Improvvisazione Musicale all’Accademia Nazionale di Musica e Teatro Estone. Proprio questo suo impegno ha fatto si che il 1° giugno scorso venisse premiato presso la prestigiosa Estonian Concert Hall, in occasione delle celebrazioni per la Festa della Repubblica Italiana, alla presenza di concittadini iscritti all’AIRE ed altre personalità invitate dall’Ambasciata appartenenti al corpo diplomatico e non. «Prima di quel momento – ha ammesso – ogni volta che ci pensavo e lo visualizzavo, l’emozione bussava. Le mie aspettative erano semplici ma sincere: speravo di non inciampare e di riuscire a fare un discorso breve, conciso ed efficace. Obiettivo raggiunto! Ho sentito tutto il calore e l’abbraccio della comunità italiana in Estonia: un momento che porterò sempre nel cuore e che mi riempie d’orgoglio».

Un riconoscimento che, per Girol, non rappresenta un punto di arrivo ma piuttosto una tappa di un percorso costruito

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dell’Assessore del Comune di Venezia, Simone Venturin. «Ogni volta che lo guardo – racconta Girol –, mi ricorda che, nonostante i chilometri di distanza, il legame con la mia terra d’origine è più vivo che mai ed è un onore poter rappresentarla in questo angolo di Nord Europa». Un legame con le sue radici che non si è reciso ma che, anzi, continua ad alimentarsi attraverso rapporti professionali, collaborazioni e affetti personali e che gli ha permesso addirittura di leggere una curiosa coincidenza, come un segno del destino: vivendo a Tallinn, infatti, ha scoperto che la capitale estone e Venezia sono gemellate dal 1980. Una sorta di ponte istituzionale che, come ama raccontare lui stesso, sembra aver anticipato il suo percorso personale tra il Nordest italiano e il Baltico. Quel percorso ha avuto inizio negli stessi luoghi in cui ancora oggi tanti giovani musicisti del territorio muovono i primi passi della propria formazione. «L’educazione ricevuta a Portogruaro è stata il pilastro su cui ho costruito il mio percorso – racconta –. Quella formazione è stata fondamentale per affrontare con successo l’ammissione al Conservatorio di Trieste». Un ricordo che lo riporta agli anni trascorsi alla Fondazione Musicale Santa Cecilia, alle estati vissute tra un concerto e l’altro del Festival Internazionale di Musica e alle esibizioni nella storica Sala delle Colonne del Municipio. Nonostante oggi la vita professionale lo abbia portato a oltre duemila chilometri di distanza, il richiamo di casa resta forte per Paolo Girol. «Torno spesso in Italia, sia per lavoro che per motivi personali. I miei affetti più cari sono radicati proprio tra San Michele al Tagliamento, Fossalta di Portogruaro e Portogruaro». Parole che raccontano come dietro al docente, al compositore e al promotore culturale internazionale resti ben saldo il legame con i luoghi dove tutto è iniziato.

Elisa Zanotel

Photo by Mark Raidpere
Photo by Xenia Shabanova
Paolo Girol, a sinistra, con l'Ambasciatore Stefano Catani

Nelle calde serate di luglio, passeggiare sotto i portici e lungo le antiche vie del centro storico di Portogruaro è già di per sé un grande piacere. Ma quando le piazze si riempiono di note, le strade si animano di persone e ogni angolo della città diventa un palcoscenico a cielo aperto, l’atmosfera si trasforma in qualcosa di

tinua a far crescere l’iniziativa, introducendo novità e nuove proposte artistiche senza mai perdere lo spirito originario. Ogni serata è diversa, curata nei minimi dettagli con una proposta musicale varia ed eterogena. La manifestazione è ormai entrata di diritto tra le tradizioni locali, diventando nel tempo sempre più

MERCOLEDÌ MUSICALI A PORTOGRUARO: LUGLIO IN CITTÀ

DI MUSICA, ARTE E SPETTACOLO

Cinque serate, 45 concerti e decine di artisti distribuiti nel centro storico.

La manifestazione, organizzata dalla Pro Loco Portogruaro, nel 2026 raggiunge la 29esima edizione

radicata e sempre più coinvolgente. Negli ultimi anni la Pro Loco ha inoltre scelto di valorizzare in modo particolare i talenti locali, riservando ampio spazio a gruppi e artisti del territorio, contribuendo così a promuovere e sostenere la vivace realtà musicale locale.

Ma i Mercoledì Musicali non sono soltanto concerti. Ad accompagnare la musica trovano spazio esposizioni artistiche, mostre, iniziative culturali e momenti di intrattenimento che arricchiscono ulteriormente l’esperienza dei visitatori. Un appuntamento che riesce così a coniugare spettacolo, cultura e socialità.

LA TUA CASA VACANZE

Anche per il 2026 non mancheranno le novità. Nel segno della continua ricerca di qualità e innovazione che segna, la Pro Loco Portogruaro ha scelto quest’anno di collaborare con

ne degli artisti che animeranno le rico. La manifestazione si svilupperà infatti tra Borgo San Giovanni, Corso Martiri della Libertà, Piazzetta della Pescheria, Via Garibaldi, Via Roma e Via Mazzini (la “Stretta”), offrendo ai visitatori la possibilità di spostarsi tra generi e atmosfere differenti nel

mente ricca e variegata, pensata per coinvolgere pubblici di tutte le età. Protagonista assoluta sarà la musica

tamenti più attesi dell’estate portogruarese.

Una tradizione che continua a crescere

Da quasi trent’anni la Pro Loco con-

ti emergenti e artisti già conosciuti nel panorama locale, affiancati da band, musicisti e formazioni provenienti da esperienze e percorsi diversi. Non mancheranno inoltre DJ set, momenti di intrattenimento più coinvolgenti e persino uno spazio dedicato al karaoke, per rendere il

Inserto speciale

pubblico parte attiva della festa. Il tutto si potrà godere non solo per le strade e nelle piazze, ma anche comodamente seduti ai tavolini dei bar, dissetandosi con una bibita fresca o assaporando un ottimo gelato, all’interno dei ristoranti degustando le prelibatezze enogastronomiche proposte e persino facendo shopping, perché durante le cinque serate le attività commerciali saranno aperte fino a tarda sera per far risuonare la musica davvero in ogni singolo angolo della città.

Gli eventi collaterali Non solo musica, ma anche arte e fotografia: i Mercoledì Musicali sono un evento che lascia libero sfogo alla vivacità artistica locale. Da anni la Pro Loco Portogruaro porta avanti un percorso di promozione della produzione artistica cittadina, integrando mostre ed eventi culturali all’interno delle principali iniziative di richiamo cittadino.

Anche per l’edizione 2026 questo impegno si rinnova con una serie di esposizioni ospitate nei luoghi più significativi della città. Il Museo della Città ospiterà una mostra dedicata alle opere dell’artista Carmelo Zotti dal titolo Il mito che verrà inaugurata mercoledì 1° luglio alle ore 21.15.

Alla Galleria d’Arte Contemporanea “Ai Mulini” fino al 13 luglio sarà visitabile la mostra De Fiaba dell’artista Riccardo Brunetti, alla quale seguirà poi Irriducibili – Le pittrici portogruaresi, un percorso espositivo dedicato alla sensibilità e alla forza espressiva di alcune artiste del territorio. L’inaugurazione dell’esposizione è in programma per mercoledì 15 luglio alle ore 21.30.

Ci saranno anche altre mostre distribuite per il centro storico della città e ospitate presso alcuni spazi privati, come ad esempio l’Androne Bolzicco e Studio Work che per l’occasione si trasformeranno in vere e proprie gallerie temporanee con il progetto Flâneur Interior, un dialogo tra fotografia, pittura e architettura che mette in relazione tre artisti e tre diversi linguaggi espressivi, dando vita a un percorso immersivo tra trasformazione e contaminazione artistica. I protagonisti di questa mostra saranno Jessica Comar, Marco Munini e Diego Costantini.

Attesa novità di quest’anno saranno le visite turistiche notturne in giro per la città per ammirare le bellezze che Portogruaro ha da offrire e scoprirne curiosità, segreti e storia. Dal giorno 8 luglio, secondo Mercoledì Musicale in programma, si avrà addirittura la possibilità di partecipare a delle interessanti e suggestive gite in barca sul Lemene.

• Decespugliatori Trattorini • Motoseghe Generatori • Motopompe

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A completare il programma degli eventi collaterali sarà inoltre il concorso fotografico Uno scatto alla musica che avrà come protagonisti proprio i Mercoledì Musicali, le atmosfere che avvolgono il centro, le emozioni che la musica trasmette, l’entusiasmo delle persone per questo evento che rappresenta una gemma preziosa nell’estate di Portogruaro.

Nella città di uno dei principali esponenti del Futurismo, Luigi Russolo, non può mancare uno degli elementi che maggiormente hanno trovato centralità nella corrente artistica e culturale: la macchina. Saranno infatti diversi gli espositori di auto lungo il Liston e via Martiri della Libertà. Certamente lo scopo primario della loro presenza è di stampo promozionale, ma si inserisce perfettamente in un contesto artistico che coinvolge più livelli dell’animo culturale cittadino.

Un’offerta che arricchisce ulteriormente l’iniziativa, contribuendo a trasformare i Mercoledì Musicali in un’esperienza culturale a tutto tondo, capace di unire musica, arte e partecipazione nel cuore della città.

PROGRAMMA

1, 8, 15, 22, 29 LUGLIO 2026

Visita il sito di Pro Loco Portogruaro per scoprire il programma completo delle serate: www.prolocoportogruaro.it

Ringraziamenti

Pro Loco Portogruaro ringrazia di cuore l’Amministrazione comunale della Città per l’aiuto e l’attenzione costante a supporto della realizzazione dei Mercoledì Musicali. Negli anni le varie Amministrazioni che si sono susseguite hanno sempre accolto con entusiasmo la rassegna, fornendo all’Associazione tutti gli strumenti necessari per offrire la miglior proposta possibile alla città.

In quest’ottica rientra anche la partnership con ASCOM e CONFARTIGIANATO, sempre in prima linea accanto a Pro Loco nella promozione delle varie iniziative proposte e messe in campo. Di fondamentale importanza è inoltre il sostegno degli sponsor che anno dopo anno continuano a credere nella manifestazione, contribuendo a renderla sempre più completa e coinvolgente. Un ultimo doveroso ringraziamento va ovviamente a tutti i musicisti, cantanti, complessi e artisti che mettono il loro talento a disposizione della città e senza i quali i Mercoledì Musicali non potrebbero essere definiti tali!

Pro

Leonardo Zanotto è partito giovanissimo dalla sua città, Portogruaro, a cui è ancora legato e appena può torna per stare in compagnia dei genitori, dei nonni e della fidanzata. Quando è a terra sente la mancanza della sua divisa e della cabina di pilotaggio.

Tra i cieli dell’Egitto, d’Inghilterra, Grecia e le piste innevate a Rova niemi in Finlandia, Leonardo, pri mo ufficiale di Airbus 319/320 (ceo/ neo) per EasyJet, ha raccontato a Portogruaro.Net quello che per lui è il lavoro più bello del mondo. Dal decol lo opzionale, all’atterraggio obbligato rio. Fino agli applausi dei passeggeri. Da passeggeri, non si fa caso a quel lo che accade dentro alla cabina dove siedono i piloti. In ciascuno, tuttavia, v’è la curiosità di conoscere prima o poi come funziona il cockpit pieno di leve e bottoni. Leonardo, con la sua professionalità, ha descritto le pro cedure che consentono a centinaia di migliaia di aerei di prendere il volo ogni anno. Tra i tanti consigli per chi volesse un giorno intraprendere que sto lavoro, oltre all’impegno costante serve una buona dose di coraggio e lungimiranza. Un pilota, infatti, non dovrebbe lasciare che l’aereo lo porti in un posto dove il cervello non sia arrivato almeno cinque minuti prima. Come è nata la passione per l’avia zione?

Da piccolo viaggiavo spesso con mia mamma e probabilmente il fatto di prendere l’aereo con costanza e fre quentando spesso gli aeroporti ha in fluito su questa passione. Crescendo ho poi maturato l’idea.

Nel 2017 ho fatto il mio primo volo in un ultraleggero partendo da un picco lo aeroporto a Caposile (VE). Avevo 14 anni. Quel giorno era il complean no della mia bisnonna, che pur non avendola conosciuta l’ho visto come

LEONARDO ZANOTTO, 22 ANNI, 250 ORE DI VOLO E MOLTI ALTRI CIELI

CHE LO ASPETTANO

PORTOGRUARO.NET,

un segno del destino. Ho studiato al Liceo “Le Filandiere” di San Vito al Tagliamento e, compiuti i 17 anni, ho fatto la mia prima visita a Milano Linate dove sono presenti dei centri di medicina aerospaziale militari. Sono risultato idoneo e da lì ho iniziato una scuola privata in Belgio nel 2022. Dopodiché è stata la volta

di partire per l’America, a Phoenix, in Arizona, una zona dove vige il criterio del VFR (volo a vista, ndr.), ossia un posto mai nuvoloso e senza precipitazioni per garantire un’esercitazione senza particolari problemi. Dopo essere tornato a casa sono ripartito per Montpellier, in Francia, dove mi aspettava un corso di volo strumenta-

le per imparare ad usare la strumentazione di bordo. È stato molto bello e divertente.

Dopodiché sono andato a Brighton, in Inghilterra, per qualche giorno per seguire un corso che si chiama Advance Upset Prevention and Recovery Training, un volo acrobatico dove ti portano così tanto all’angolo di attacco che l’aereo perde portanza fino a compiere uno stallo completo.

Qual è la giornata tipo di Leonar-

In questo momento ho assegnati quattro voli. Inizio il pomeriggio, quindi alle nove faccio colazione con caffè, biscotti, yogurt o il tè, tutto dipende da come sta la mia pancia.

A mezzogiorno arrivo in aeroporto, dove mi attendono i controlli di sicurezza dedicati all’equipaggio. Mi dirigo poi verso la crew room, una stanza dedicata solo ai piloti. Non appena entro in aereo, mi trovo con il comandante, con cui viene controllato che sia tutto a posto, internamente ed esternamente. Tutto ciò va riportato nell’iPad dove è presente il libro tecnico del nostro Airbus

Successivamente si esegue un briefing assieme alle hostess e agli steward. Pollice in su al personale di terra e si può partire.

Avete il cosiddetto “pasto dell’astronauta”?

Innanzitutto, una regola generale prevede che i piloti non possano mangiare la stessa cosa per prevenire intossicazioni o infezioni alimentari. La compagnia ha un suo catering, ci sono varie opzioni, vegetali, pesce, pasta, polpette e patate o riso con pollo. Ci danno l’acqua e possiamo scegliere un soft drink, tra Coca-Cola, Fanta o Spri-

Riuscite a riposarvi durante il volo?

In aereo il riposino è chiamato controlled rest, sostanzialmente puoi riposarti rispettando delle tempistiche specifiche prima dell’inizio della discesa. Quando ti risvegli non devi fare niente perché devi riprendere lucidità e questo va sempre verbalizzato per tenere traccia delle attività in cabina.

Tommaso Rossato

L’acquolina in bocca

ISTOP FORZATO ALLE VONGOLE DELL’ALTO ADRIATICO

CAMBIAMENTO CLIMATICO, AUMENTO DELLA TEMPERATURA DELL’ACQUA,

DIFFUSIONE DEL GRANCHIO BLU E VARI ALTRI FATTORI NE STANNO

DETERMINANDO UNA MORIA SENZA PRECEDENTI

l mare, per il Veneto Orientale, non è mai stato soltanto una risorsa economica. È parte della storia e dell’identità del territorio. Da secoli il pesce proveniente dalla Laguna di Venezia e dall’Alto Adriatico raggiunge l’entroterra, alimentando mercati, attività commerciali e tradizioni gastronomiche che ancora oggi caratterizzano città come Portogruaro. Non è un caso che uno dei luoghi simbolo della città sia l’Oratorio della Madonna della Pescheria, testimonianza di un passato in cui il pescato rappresentava una componente fondamentale della vita economica locale. Tra i prodotti più apprezzati non sono mai mancate le vongole, protagoniste di ricette che fanno parte della cultura culinaria veneta. Tuttavia, oggi questo patrimonio rischia di subire un duro colpo.

Da oltre un anno e mezzo il comparto delle vongole dell’Alto Adriatico sta attraversando una crisi senza precedenti. A raccontarlo è Gianni Stival, presidente dell’Organismo Nazionale di Programmazione dei Consorzi di Gestione per il riequilibrio della risorsa molluschi bivalvi, nato dal contratto di rete che riunisce i consorzi italiani del settore.

«Da ottobre 2024 si è verificata una moria che ha interessato tutta l’area compresa tra il Tagliamento e il Po», spiega Stival. Le conseguenze sono pesantissime: circa 120 imbarcazioni sono oggi ferme in porto perché non hanno più una risorsa da pescare. La rapidità con cui si è verificato il fenomeno ha sorpreso anche gli operatori più esperti. «Prima si riuscivano a pescare fino a quattro quintali di vongole all’ora. Nel giro di pochi giorni siamo passati a zero. Una cosa così rapida e così estesa non l’avevamo mai vista», racconta. Le cause non sono riconducibili a un singolo fattore. Gli esperti parlano di una combinazione di elementi che negli ultimi anni hanno progressivamente alterato l’equilibrio dell’ecosistema marino, tra cui il cambiamento climatico, l’aumento delle temperature dell’acqua, la diffusione del granchio blu, l’inquinamento, la presenza delle mucillaggini e la diminuzione

dei venti di bora, che storicamente contribuivano a rimescolare e ossigenare le acque dell’Adriatico. Secondo Stival, tra gli eventi che hanno con-

tribuito a modificare gli equilibri ambientali va considerata anche la tempesta Vaia del 2018, che ha provocato enormi alterazioni nel territorio e nei

corsi d’acqua che sfociano nell’Adriatico.

Il problema non riguarda soltanto i pescatori: la scomparsa delle vongole rappresenta infatti un segnale di sofferenza dell’intero ecosistema marino. Quando una specie che per decenni ha popolato abbondantemente i fondali sparisce nel giro di pochi mesi, significa che qualcosa sta cambiando profondamente nel mare, e le ripercussioni arrivano inevitabilmente anche sulle tavole dei consumatori. La diminuzione del prodotto locale comporta una maggiore dipendenza da vongole provenienti da altre aree d’Italia o dall’estero, con un conseguente aumento dei costi e una progressiva perdita del valore aggiunto rappresentato dalla filiera a chilometro zero. Per cercare di invertire la tendenza, il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste ha stanziato quattro milioni di euro destinati a un progetto di monitoraggio e rilancio della vongola di mare nell’Alto Adriatico. Il programma è affidato al CREA, il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, in collaborazione con Veneto Agricoltura.

Attualmente, qualche segnale incoraggiante comincia ad emergere. «Oggi vediamo una lieve ripresa della risorsa», spiega Stival. Tuttavia sarà necessario attendere ancora. I primi risultati concreti degli interventi in corso potrebbero essere visibili soltanto attorno all’estate del 2027. La speranza è che le vongole possano tornare a popolare i fondali dell’Alto Adriatico. In gioco non c’è soltanto il futuro di un comparto economico e delle famiglie che vi lavorano, ma anche la salvaguardia di una tradizione che da generazioni unisce il mare all’entroterra veneto, e per territori come Portogruaro significherebbe continuare a poter contare su un prodotto locale che è parte integrante della propria storia.

Perderlo significherebbe perdere un pezzo della nostra identità.

Roberto Raspatella

Nell’immaginario comune, un animale domestico ha baffi e coda, ci accoglie con mille feste quando rientriamo in casa oppure si accoccola silenzioso, riempiendoci di fusa. Cani e gatti, in primis, sono i pet più amati, fedeli compagni di vita e di gioco. Si stima che in Italia, circa il 40% delle famiglie abbia la fortuna di convivere con un animale domestico, capace di rallegrare l’atmosfera casalinga. Ma si tratta davvero solo di cani, gatti, pappagallini e pesci? La risposta è no, o meglio: potrebbe non esserlo. Esistono infatti animali da compagnia “autoctoni”, spesso poco considerati ma estremamente affascinanti, che potrebbero rappresentare un interessante “mondo alternativo” per chi cerca nuove forme di compagnia o, perché no, nuove sfide. In questo articolo faremo qualche esempio di questi animali per conoscerli meglio e comprendere il loro ruolo, non solo nell’ecosistema, ma anche nel nostro immaginario quotidiano, partendo dal presupposto che accudire un animale è sempre e comunque una grande responsabilità.

Il concetto di animali autoctoni: una piccola precisazione

Per animali autoctoni si intendono quelle specie che sono originarie del territorio italiano. Questo significa che, esattamente come noi, sono abituate al clima, all’ambiente, al cibo grazie a un adattamento naturale e spontaneo. In genere si tratta di specie selvatiche che vivono libere in natura e non sono adatte alla vita domestica ma possono essere osservate e rispettate nel loro habitat naturale. In questo articolo prenderemo solo in prestito il termine “autoctono” in senso più ampio, per distinguere i pet meno tradizionali da quelli esotici, provenienti da aree geografiche lontane e spesso non adatti a vivere in contesti diversi dal loro ambiente d’origine.

Il focus, infatti, sono quelle specie animali storicamente già addomesticate dall’uomo, ma semplicemente meno diffuse rispetto a cani e gatti.

Torniamo a noi

Chiarito questo punto, possiamo orare del tema. Nelle case e nelle abitudini delle persone, stanno trovando sempre più spazio alcune specie animali dai caratteri particolari, che richiedono cura, attenzione e consapevolezza, ma che possono regalare esperienze di convivenza originali e sorprendenti. Si tratta di animali spesso legati alla tradizione rurale o alla vita di campa-

COMPAGNI DI VITA FUORI DAL

COMUNE: CHI HA DETTO CHE UN PET DEVE ABBAIARE?

CONIGLI, COLOMBI, GALLINE, ANATRE, CAPRE... ALLA SCOPERTA DEGLI ANIMALI DA COMPAGNIA MENO CONVENZIONALI CHE UNISCONO TRADIZIONE, CURIOSITÀ E NUOVE FORME DI CONVIVENZA

gna che potrebbero rivelarsi i vostri amici per la vita.

Il coniglio domestico

Sicuramente questo animale non vi sorprenderà perché ad oggi si tratta di una specie completamente addomesticata e sempre più diffusa. Il coniglio domestico è apprezzato per il suo carattere dolce e tranquillo ma è molto delicato: richiede cure specifi-

• sanificazioni ambienti pubblici e privati pulizie ordinarie e straordinarie

• • disinfezioni

• • lucidatura e cristallizzazione marmi • • pulizia impianti fotovoltaici

ripristino vetri e vetrofacciate • preventivi e sopralluoghi gratuiti

pronto inter vento casa

che, un’alimentazione corretta e spazi adeguati a muoversi in sicurezza. È silenzioso, ma non per questo meno voglioso di attenzioni e coccole.

Colombi e piccioni

Mai sentito parlare del “piccione viaggiatore”? Ecco, colombi e piccioni vengono addomesticati da migliaia di anni – sicuramente da prima che arrivassero le app di messaggistica a questo punto –. Nel tempo hanno avuto un ruolo importante sia nella vita rurale che in attività sportive come la colombofilia. Sono animali intelligenti e riconoscono il luogo in cui vivono e chi si prende cura di loro.

Anatre domestiche

Animali docili e curiosi, presenti a bizzeffe nelle campagne italiane da sempre. Con le loro zampe palmate sono buffe nei movimenti, le anatre domestiche si distinguono grazie alla loro vivacità e alla relativa facilità di gestione in ambienti adeguati.

Galline ornamentali o da cortile

Non più così inusuali, le galline ornamentali o da cortile sono sempre più apprezzate come animali da compagnia. Si dimostrano sorprendentemente affettuose e interattive e sono in grado di riconoscere chi si prende cura di loro.

Criceti (specie domestiche europeizzate)

Non si tratta di animali autoctoni italiani ma rientrano tra i pet da tradizione europea. Sono moltissime le famiglie che li scelgono come animali di compagnia, complici una gestione relativamente semplice e le loro dimensioni piuttosto contenute che gli permettono di vivere anche in ambienti più piccoli.

Non vi basta?

Se proprio non volete abbandonare l’idea del pet quadrupede, poi, una valida alternativa è rappresentata anche dalle capre. Animali curiosi, intelligenti e sorprendentemente socievoli, meno adatte sicuramente alla vita da appartamento, ma se dotate di spazi adeguati possono diventare dei veri e propri animali da compagnia.

CRUCIVERBA

Agli inizi del ‘900 quale località balneare a noi vicina avviò nuovi lavori di bonifica, dando il via poi alla costruzione delle prime strutture alberghiere?

ORIZZONTALI 1. Grosso albero africano - 6. Offese fra malavitosi - 12. Galleggiò nel Diluvio - 13. Testarda, caparbia - 15. Il controspionaggio Usa (sigla) - 16. Echeggiano nei canili - 17. L’Angiolieri poeta (iniz.) - 18. Città nota per il marmo - 19. Un po’ di moto - 20 Opera scultorea - 25. Cancellata dall’albo professionale - 26. Le ultime in corsa - 27. Il cubo ne ha sei - 28. Chiave - 29. Il nome del filosofo Marx - 31. Canti solenni - 32. Scolpì “Il pensatore” - 33. Perito tra i campi- 35. Il dio greco dell’Oltretomba - 36. La città natale di Verga- 38. Trampolieri di palude - 39. Lo si offre in tazze - 40. Furbe, astute - 41. I confini del Ghana - 43. Radar sottomarino - 44. Un fatto di cronaca nera - 45. Desiderio del... passato

VERTICALI 1 . Un frutto come il mirtillo - 2 . Manca nel tugurio - 3 . L’animale di un gioco - 4. Capoluogo pugliese (sigla) - 5. Terme in provincia di Brescia - 6. Prepara piani di guerra - 7. Grande recipiente per olio - 8. Sportello di stipo - 9. L’Eiar di oggi10. Corteo in centro - 11. Inganna Otello - 14. Diversa dal normale - 16. Parlano una lingua romanza - 18. Le camerette delle navi - 19. Salpano spesso - 20. Via d’uscita di un gas - 21. Ha quattro pedali - 22. Malattia giovanile - 23. Ha soci viaggiatori (sigla) - 24 Le vocali di tutte - 25. Restituito - 26. Tipica veste malese - 28. Scoppi di petardi - 29 Il nome di Wojtyla - 30. Bagna Tours ed Orléans - 32. Azione da commando - 34. Sa suscitarle il comico - 36. Il verso del grillo - 37. Richiede il ditale - 40. Il Copperfield illusionista (iniziali) - 42. Simbolo dell’arsenico

CRUCIPUZZLE

Quanti soci conferivano il latte nella Ex Latteria di Pramaggiore, funzionante dal 1925 a metà degli anni ‘90?

ALTRO

APPAGATO

AROMA

BERRETTO

BOATO

BROKER

CACAO

CAPOCOMICO

COLONNELLO

DIBATTITO

DOMANI

DUOMO

ESTROVERSO

ETERE

EVENTO

FASTO

FEMORE

FIAMMA

GENTE

INCIDENZA ISOLA

LENZA

LEPRE

LESTO LOTTA

LUSSO

PREDICATORE PRESIDENZIALISMO

PRIVO

PROPOSTA

RESSA

RETATA

RIDUTTIVO RISSA

SALMA

SENNO

SLANCIO

STASI

TEMPIA

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Con i rivestimenti creiamo atmosfere che raccontano storie, accendono emozioni e rendono ogni spazio un'esperienza sensoriale unica.

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Siamo artigiani specializzati nella progettazione e nella posa di rivestimenti murali, trasformando le superfici. Non vendiamo solo estetica: i nostri rivestimenti isolano termicamente e acusticamente, proteggendo le pareti e rendendole uniche.

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