ANNO VI MARZO 2013 N. 1
IN QUESTO NUMERO
INTERAZIONI TRA FARMACI, FITOTERAPICI E ALIMENTI: UN ASPETTO DA CONSIDERARE NELL’ASSISTENZA ALLE PERSONE CON DIABETE PRIMO CORSO DI ALTA FORMAZIONE
OSDI
PER INFERMIERE ESPERTO IN ASSISTENZA AL PAZIENTE CON DIABETE
norme per gli
autori
Le proposte di pubblicazione saranno accettate a giudizio del comitato di redazione. Ogni articolo esprime il lavoro e/o le convinzioni degli autori i quali assumono la responsabilità di quanto dichiarato. Quando l’articolo esprime o può coinvolgere la responsabilità o l’immagine dell’istituzione di appartenenza o quando gli autori parlano a nome della medesima, occorrerà una liberatoria scritta dei relativi responsabili. La pubblicazione dei lavori è gratuita; il materiale anche originale pervenuto, anche se non pubblicato, non sarà restituito. Gli autori sono tenuti a specificare se la proposta di pubblicazione è stata inoltrata presso altre riviste. Il comitato editoriale si riserva di eseguire, nell’eventualità che appaia opportuno, un lavoro di revisione formale del testo, ferma restando la conservazione dei contenuti espressi dall’Autore, per renderli conformi allo stile della Rivista La rivista In...formazione OSDI pubblica lavori di interesse didattico, scientifico e assistenziali riguardanti il diabete e gli argomenti correlati. Indicare, oltre al proprio indirizzo, il numero di fax e l’indirizzo e-mail per l’eventuale corrispondenza. La struttura del lavoro dovrà conformarsi alle seguenti indicazioni: - Titolo: il titolo deve essere il più possibile conciso, ma chiaramente esplicativo della natura del lavoro. - Nome dell’Autore (o degli Autori): nomi e cognomi per esteso in lettere maiuscole; accanto a ciascun nome uno o più asterischi con riferimento alla successiva indicazione. - Indicazione, preceduta dal relativo numero di asterischi, per ciascun autore della qualifica o struttura di appartenenza; va indicato l’indirizzo e-mail dell’Autore cui fare riferimento. - Riassunto: il riassunto dovrà essere non superiore alle 300 parole e illustrare succintamente scopo del lavoro e risultati. - I riferimenti bibliografici dovranno essere riportati in calce al lavoro numerati progressivamente in cifre arabe poste tra parentesi quadre: indicando il cognome e le iniziali del nome dell’Autore, il titolo dell’articolo per esteso, il titolo della rivista, il volume (in corsivo), i numeri della prima e dell’ultima pagina e l’anno. Le bozze di stampa inviate agli autori devono essere corrette e restituite entro 4 giorni. Il materiale dovrà essere inviato all’indirizzo e-mail: rivista@osdi.it
IN QUESTO NUMERO
som ma rio
IN...FORMAZIONE Periodico trimestrale dell’Associazione OSDI Operatori Sanitari di Diabetologia Italiani Via Guelfa, 9 - 40138 Bologna www.osdi.it Autorizzazione del tribunale di Lecce n. 1014 - marzo 2009 DIRETTORE RESPONSABILE Roberta Chiandetti VICE-DIRETTORE Maria Teresa Branca COMITATO SCIENTIFICO Roberta Chiandetti Maria Teresa Branca Giovanni Lo Grasso Lia Cucco COMITATO DI REDAZIONE Gemma Annicelli Elisa Bellini Lia Cucco Raffaella Fiorentino Giuseppe Frigau Elisa Levis Giovanni Lo Grasso Alberto Pambianco Clara Rebora Anna Satta Hai Annamaria Tesei Claudio Vitiello
editoriale del direttore di Maria Teresa Branca
notizie dall’associazione a cura di Roberta Chiandetti
vita associativa a cura di Maria Teresa Branca
PROGETTAZIONE GRAFICA, IMPAGINAZIONE E STAMPA Carra Editrice 73042 Casarano (Le) Tel. 0833.502319
nursing diabetologico a cura di Lia Cucco
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editoriale
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del
direttore
Cari colleghi, siamo giunti al primo numero della nostra rivista del 2013 nel quale mi trovo a ricoprire per la prima volta il ruolo di direttore, un incarico che mi è stato affidato dal CDN e che spero di portare avanti senza disattendere le aspettative di chi mi ha designato come tale e, soprattutto, ricalcando le preziose orme di chi mi ha preceduto. Roberta Chiandetti, la nostra attuale Presidente, ha diretto la rivista fino al 2012 ed è stata lei a far nascere la rivista disegnando i primi passi di un progetto che era nel cuore di tutti noi. Ora possiamo dire che In…F In…Formazion ormazion e Osdi è la rivista di tutti i soci, che esalta con dignità il nostro operato di infermieri Osdi. Il mio auspicio è di continuare a cogliere le esigenze di chi vede la nostra rivista come un valido strumento di informazione e di crescita professionale, a tal proposito vorrei ringraziare tutti coloro che, nell’incontro tra
di Maria Teresa Branca
CDN e CDR tenutosi a Milano lo scorso gennaio, hanno colto le mie sollecitazioni e hanno suggerito alcune interessanti proposte per l’arricchimento culturale della rivista. Le proposte raccolte spaziano fondamentalmente sugli argomenti da trattare nella rubrica del Nursing diabetologico, o nella rubrica la Parola all’esperto, che sono strettamente collegati al campo diabetologico: il diabete nel bambino, il piede diabetico, il diabete e lo sport, l’empowerment, il diabete e l’anziano, l’educazione terapeutica. Alcuni colleghi propongono di costruire una nuova rubrica che aggreghi i riferimenti legislativi della nostra professione e il tema della responsabilità professionale. Si sente, inoltre, l’esigenza di aprire le porte alle istituzioni con la richiesta di pubblicare cosa accade, in tema di diabete, sia a livello istituzionale che scientifico. Il nostro impegno sarà diretto a con-
In quest num ero: o: q uestoo numer Questo numero si apre con un articolo della Presidente sul percorso universitario intrapreso dall’associazione e sulle opportunità maturate da questa nuova esperienza. Proseguiamo con la rubrica Vita Associativa ricca di articoli provenienti dalle regioni, in particolare segnalo l’esperienza del Veneto che ha festeggiato i suoi 25 anni di attività associativa e che ha voluto omaggiare tutti coloro che si sono spesi per raggiungere questo glorioso traguardo. Nella Rubrica Nursing Diabetologico, per rispondere alle frequenti sollecitazioni dei soci, abbiamo affrontato il discorso delle interazioni farmaco-
EDITORIALE DEL DIRETTORE
logiche nel paziente con diabete, un articolo tutto da leggere e da studiare per le interessanti informazioni che se ne ricavano. In questo numero presentiamo, inoltre, la nuova brochure dell’associazione che è stata preparata dal CDN per rendere noti gli obiettivi e le attività associative. Lo scopo è esclusivamente divulgativo e ci auguriamo che sia uno strumento utile per fare proselitismo tra i colleghi che non conoscono OSDI. La brochure è stata inviata ai presidenti regionali e verrà distribuita ai soci in occasione dei congressi regionali e nei numerosi percorsi formativi in programma per questo primo semestre. Non mi resta che augurarvi una buona lettura e cogliere l’occasione per fare a tutti voi un augurio di Buona Pasqua.
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cretizzare il più possibile tali suggerimenti attraverso la rivista o attraverso il sito Osdi che, come sapete, per rispondere meglio alle esigenze dei soci, è stato completamente ristrutturato.
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notizie dall’associazione a cura di Roberta Chiandetti
Com’è noto a fine 2012 la nostra Associazione è riuscita a varcare i cancelli Universitari attraverso la PROPOSTA DI ISTITUZIONE di un CORSO DI ALTA FORMAZIONE per Infermiere esperto in Assistenza al paziente con diabete la cui attivazione è avvenuta presso la prestigiosa Facoltà di Padova.
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Il corso ha permesso ai partecipanti di maturare 8 CFU ed ha avuto come obiettivo principale la volontà di ragionare e confrontarsi su proposte di percorsi di assistenza coerenti con la specificità di bisogno per casistica; sull’identificazione di modi e relazioni che caratterizzano una rete di servizi per la gestione del soggetto con malattia metabolica; sulla valutazione del bisogno di miglioramento e sviluppo della qualità professionale nell’assistenza al paziente con diabete. Le lezioni si sono articolate attraverso dei contenuti che hanno affrontato aspetti clinici; organizzativi e di qualità dei processi. L’area della clinica ha compreso la trattazione di alcune tematiche inerenti la patologia diabetica.: a) innovazioni nella diagnosi precoce del diabete tipo I e tipo II; b) innovazioni nel trattamento della persona con diabete con complicanze iniziali e avanzate; c) percorso di cura classico versus percorso integrato multiprofessionale: principali elementi di sviluppo; d) Il paziente a bassa compliance (adherence) e la famiglia non supportiva: modalità e strategie di intervento professionale orientato ad obiettivi di buona cura L’area dell’organizzazione ha cercato di affrontare la tematica della struttura di un sistema di servizi socio-sanitario predisposto per offrire prevenzione, cura e supporto al soggetto diabetico, dal bambino all’anziano. Dal vecchio modello centrato tutto sul Servizio Dedicato alle nuove concezioni del sistema a rete dove i nodi della rete stessa sono momenti di convergenza multi-servizio e multi-professionalità. Nel modello a rete, l’infermiere esperto si colloca con un ruolo di grande potenzialità di sviluppo in quanto possibile gestore del percorso individuale e collettore di servizi, dal medico di MG ai Centri di diagnosi, alle istituzioni di assistenza e supporto. L’area della qualità ha compreso la trattazione dei temi collegati alle metodologie di analisi, alla valutazione e intervento per il miglioramento continuo della qualità tecnicoprofessionale e di processo organizzativo del servizio.
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La produzione del project work, ha permesso infine allo studente di esercitarsi per “fare esperienza” applicativa di un possibile metodo anche nel proprio servizio o in altri di scelta con la progettazione di percorsi su elementi classificatori della casistica e quindi di valutazione pre-post degli outcomes presunti-ottenuti per tipologia di caso e di percorso. Il percorso didattico ha avuto sicuramente degli aspetti di grande pregio ma anche di criticità, come era logico prevedere essendo una prima esperienza. Come ho già avuto modo di dire, è stata un’avventura per la quale ringrazio per prima cosa i partecipanti al corso per “l’averci creduto “ e per la grande quantità di suggerimenti e di proposte che ne sono scaturite, anche quelle più critiche e “negative” che hanno però permesso di pensare a come “ritarare” una possibile ed auspicabile futura esperienza.. Del resto; organizzare un corso di questo tipo all’interno dell’Università insegna molte cose, anche sulla “politica” degli equilibri all’interno di una Istituzione come quella che l’università rappresenta. Diventa particolarmente importante, quindi, “l’esserci stati” in un percorso la cui rilevanza non solo formativa ma anche “di ruolo” di fronte alle istituzioni è enorme. Ma non solo, è particolarmente importante anche “l’esserci arrivati” da soli, con il peso della nostra Associazione e senza “legami” o “vincoli”, a presidio della salvaguardia della libertà formativa necessaria alla nostra crescita professionale. Il momento del resto è particolarmente caldo su quelle che sono le nostre competenze e su quello che la normativa prevede ( o prevederà?) in termini contrattualistici e/o di autonomia professionale. C’è la necessità di definire quello che è l’infermiere “generalista” dalle competenze dell’infermiere “esperto” o ”specialista” e c’è la necessità che queste competenze vengano riconosciute non solo dalle Associazioni e dalle Società Scientifiche ma anche e soprattutto dal mondo delle Istituzioni per permetterci l’ingresso nei nuovi percorsi di assistenza e di cura che il dilagare della cronicità rende sempre più improcrastinabile. Noi con OSDI contiamo di esserci,…..anzi, NOI ci saremo!!
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NOTIZIE DAL FVG
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a cura di Maria Teresa Branca
Il 24 novembre 2012 a Udine si è svolto un corso di aggiornamento intitolato: “Le Raccomandazioni di trattamento assistenziale nella gestione infermieristica delle persone diabetiche a domicilio”. Questo corso è nato dalla necessità di rendere disponibili agli infermieri quelle che sono le evidenze in letteratura sull’assistenza al paziente con diabete su cui sviluppare le migliori pratiche per le persone assistite. Pertanto Osdi Fvg ha sentito il bisogno di promuovere le Raccomandazioni di
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trattamento assistenziale in ambito diabetologico realizzate da Osdi Nazionale che, dopo un lungo lavoro di revisione della letteratura, ha realizzato la stesura di un prodotto di estremo interesse per la comunità infermieristica che lavora all’interno e all’esterno dei contesti diabetologici, per migliorare la qualità assistenziale. Tale corso ha visto la partecipazione di numerosi infermieri (una cinquantina), provenienti dai servizi diabetologici territoriali, ospedalieri ma soprattutto di infermieri il cui ambito di attività è quello domiciliare. Lo scopo infatti era anche quello di mettere i colleghi operanti sul territorio in condizione di poter applicare il processo assistenziale al paziente diabetico in integrazione con il team operante presso i servizi diabetologici. Il corso si è articolato in una giornata ed ha visto la partecipazione di Roberta Chiandetti, quale Presidente Nazionale Osdi ed anche relatrice nell’introdurre le position statement Osdi. Data la molteplicità e complessità delle argomentazioni nonché del tempo a
VITA ASSOCIATIVA condotti dai tutor formatori Osdi: Tommasi Elisabetta, Levis Elisa, Toffoletti Valentina e Daris Nevia. La numerosa partecipazione e la molteplicità degli interventi ha evidenziato un certo interesse per gli argomenti trattati ma ha anche espresso un forte desiderio di condivisione e di confronto . Alla fine del corso si è svolta anche l’Assemblea Ordinaria dei Soci Osdi Fvg. L’assemblea annuale regionale, svolta presso l’Hotel Executive di Udine, ha previsto le votazioni per il rinnovo del consiglio direttivo regionale ed ha dato il seguente esito:
Presidente
Toffoletti Valentina
Vice Presidente
Daris Nevia
Past President
Tommasi Elisabetta
Consiglieri
Tercelj Katja Jagodnik Giuseppe Sartori Cristina Levis Elisa
Segretaria
Levis Elisa
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disposizione ma soprattutto essendo per noi la prima esperienza di condivisione delle Raccomandazioni Osdi si è deciso di concentrare il corso solo su alcune delle Raccomandazioni da trattare ovvero sugli aspetti tecnici ed educativi sulla somministrazione dell’insulina, sull’automonitoraggio glicemico e sull’alimentazione del paziente diabetico. Nel programma era prevista anche una relazione medica sul diabete, condotta dal Dr. Candido Riccardo, Responsabile medico di SS Centro diabetologico distretto n.3 della Ass 1 Triestina. Tutte le altre relazioni hanno avuto una gestione infermieristica: – Somministrazione dell’insulina, aspetti tecnici ed educativi: Tommasi Elisabetta, Centro Diabetologico Distretto n.3 Ass1 Triestina. – Aspetti tecnici ed educativi sull’automonitoraggio glicemico, educare il paziente con diabete al self management: Daris Nevia, Centro Diabetologico Distretto n.2,Ass1 Triestina. – Aspetti tecnici ed educativi sull’alimentazione del paziente con diabete: Levis Elisa, Servizio di Diabetologia, Ospedale di Sacile. Non sono mancati i lavori di gruppo
Al nuovo Direttivo ed in particolare ai “new entry” auguriamo di poter contribuire con successo ed entusiasmo alla crescita del gruppo di lavoro Osdi e alle sue attività. Per il Direttivo Osdi FVG, Nevia Daris Valentina Toffoletti Elisa Levis Elisabetta Tommasi
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MILANO 31 DICEMBRE - 1 FEBBRAIO 2013
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VITA ASSOCIATIVA
INCONTRO CDN-CDR
Si è svolto a Milano, lo scorso 31 gennaio, il tradizionale incontro annuale tra il CDN e i rappresentanti delle sezioni regionali Osdi. La Presidente Roberta Chiandetti ha dato inizio ai lavori illustrando le iniziative intraprese dall’associazione. Ampio spazio è stato dato alla presentazione del nuovo statuto, Giovanni Lo Grasso, attuale Vice Presidente, ha infatti esposto i punti salienti dello Statuto Associativo che attualmente prevede la possi-
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bilità di iscrizione all’OSDI a tutti gli infermieri regolarmente iscritti all’Albo e agli studenti iscritti al corso di laurea in infermieristica di I livello. Scopo di questo cambiamento è la volontà di ottimizzare le risorse espandendo le conoscenze. Lo statuto precedente, infatti, limitava l’accesso all’associazione agli infermieri che non operavano in campo diabetologico con una anacronistica visione dell’operato della nostra categoria e penalizzando tutti i colleghi soci che, per
VITA ASSOCIATIVA diabete compreso l’intenso operato di Diabete Italia – suggerimenti per argomenti da trattare nella rubrica nursing diabetologico Per la segreteria associativa, Cristina Clozza, ha ripresentato la modulistica che deve essere preparata per la pianificazione degli eventi regionali e ancora una volta ha sottolineato che, tale documentazione, spesso arriva incompleta dando origine a difficoltà organizzative e perdita di tempo. La Presidente, Roberta Chiandetti, ha presentato la bozza della nuova brochure OSDI. L’assemblea ha approvato la bozza dando qualche piccolo suggerimento. La nuova Brochure, potete vederla all’interno di questa stessa rivista e sarà inoltre distribuita nei vari centri di diabetologia. Nell’ottica del rinnovamento, il CDN in questo periodo, si è attivato per modificare il sito osdi www.osdi.it. La presidente ha presentato il nuovo sito che è ancora in fase di completamento chiedendo all’assemblea eventuali suggerimenti. Le modifiche del sito più rilevanti sono sia di immagine, la parte grafica risulta sicuramente più piacevole, ma anche di contenuti e di accessibilità. Si è pensato ad un accesso al sito tramite login differenziati a seconda del ruolo rivestito nell’Associazione – da semplice Socio a membro del Direttivo Regionale, Nazionale, SFO, Rivista. L’opportunità di avere un sito consultabile e facilmente navigabile è
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esempio, venivano trasferiti in ambienti non diabetologici. Ciò favoriva la perdita, non solo di iscritti, ma anche di competenze sulle quali OSDI aveva investito. Elisa Bellini in qualità di Direttore della SFO ha riassunto l’operato della scuola aggiornando i partecipanti sulla visita ispettiva per la certificazione avvenuta lo scorso ottobre, nella quale, grazie al grande impegno da parte di tutti i membri del Direttivo della SFO e dei consulenti, si è riusciti ad ottenere risultati mai ottenuti prima: l’eccellenza; un risultato che ci lascia molto soddisfatti ma che ci obbliga a mantenere, per il futuro, lo stesso impegno e lo stesso entusiasmo. Durante gli anni di attività della SFO sono stati formati circa 50 colleghi distribuiti su tutto il territorio nazionale, per questo motivo, sottolinea Elisa Bellini, sarebbe auspicabile che questi formatori venissero utilizzati per produrre eventi con la metodologia e la modulistica della scuola anche a livello locale. Inoltre, sottolinea l’importanza di mettere a disposizione le risorse scientifiche ottenute con la scuola (relazioni, programmi ecc) in una banca data consultabile sul sito. Maria Teresa Branca, Past President e attuale direttore della rivista IN Formazione Osdi, ha esposto l’operato e le criticità della stessa avanzando la richiesta di alcuni suggerimenti, tra cui, la possibilità di formare una rubrica che raccolga tutto quello che succede nel mondo istituzionale sul
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ovviamente importante per la circolazione delle comunicazioni , ma non solo, permette di offrire ai soci molteplici interazioni. Si è molto parlato della necessità di avere una modalità di nuova iscrizione all’associazione più snella della attuale per favorire l’adesione dei colleghi,. Le proposte per implementazione del sito sono comunque tantissime dalla possibilità di pubblicazione dei report quadrimestrali delle regioni al Nazionale, all’apertura di news letters , ad un eventuale blog con cui dialogare anche con le associazioni dei pazienti. Essendo il sito ancora in via di completamento, saremo ben lieti di raccogliere eventuali suggerimenti da parte dei soci.
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La seconda giornata è stata dedicata essenzialmente alle regioni e alla condivisione di dubbi, riflessioni e criticità incontrate nel corso dell’anno. Sostanzialmente sono emersi due problemi importanti: la comunicazione tra periferia e organi centrali, compresa la segreteria, e la situazione economica.
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I referenti vengono esortati a formulare nuove strategie per stimolare la crescita del numero degli iscritti facendo peraltro i conti con la scarsità dei fondi disponibili. Quest’ultimo è uno dei motivi per cui si è stabilito di far pagare una quota di iscrizione ai corsi a tutti coloro che non sono iscritti all’associazione, con una quota almeno pari a quella di iscrizione all’associazione o superiore.. Proprio per la scarsità di fondi e dell’attuale crisi rappresentata dal blocco imposto e condiviso dalle aziende associate ad Assobiomedica , viene caldeggiata la partecipazione dei soci ad eventi anche
non ECM qualora non fosse possibile altrimenti. Merita una menzione a parte la Liguria che è fortemente penalizzata dalla gara regionale che ha visto la consolidazione di tre glucometri rimasti sul mercato e acquisiti dalla Regione. Ovviamente tutto ciò ricade sui finanziamenti di OSDI locale che vede diminuire gli investimenti delle aziende sponsor. Per questo motivo, la rappresentante regionale presente, a nome del CDR, propone una collaborazione con altre regioni o con l’Ipasvi. Queste due giornate insieme sono state, come sempre, ricche di spunti e di suggerimenti importanti per gli organi associativi e serviranno per gettare le basi per un miglioramento continuo e persistente. Non possiamo trascurare, però, un aspetto importante: l’incontro è avvenuto grazie all’ospitalità di Sanofi che ha contribuito alla realizzazione dell’evento e le persone che ci hanno accolto e ospitato hanno dato tutto il loro impegno e tutta la loro disponibilità per rendere il nostro soggiorno ineccepibile. Per questo ci sembra doveroso ringraziare il Direttore Generale di Sanofi, Dott. Arturo Zanni che ci ha anche illustrato la “mission“ dell’azienda, Guido Niessner che ci ha fornito i dettagli della progettualità OSDI-SANOFI per il 2013 che vede in cantiere una serie di eventi formativi distribuiti su tutto il territorio nazionale e Roberta Nardella che, oltre tutto, ha curato i particolari ludici del nostro soggiorno regalandoci una originalissima serata. Un ringraziamento a tutti Direttivo nazionale
MESTRE (VE), QUID HOTEL VENICE
1987-2012
VITA ASSOCIATIVA
NOTIZIE DAL VENETO
25 ANNI DI OSDI: “UN LUNGO PERCORSO ASSIEME VERSO UNA META DI QUALITÀ”
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Ovvero quando 25 anni ben portati non sono l’effetto di una buona crema antirughe
I° corso di aggiornamento Regionale presso Villa Condulmer Mogliano Veneto – 1984
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Come spesso capita quando ci accingiamo a festeggiare un evento, è consuetudine ripercorrerne le tappe che l’hanno contraddistinto e qualificato dal momento della sua nascita ad oggi. L’OSDI gode di una buona visibilità, è conosciuta dalla maggior parte degli infermieri che operano in campo diabetologico. La formazione che la nostra associazione ha erogato in tutti questi anni è stata sicuramente eccellente, aggiornata, in linea con i tempi e con le richieste non solo della diabetologia ma dell’infermieristica stessa. Di questo dobbiamo ringraziare tutti i direttivi che in questi anni si sono spesi per la crescita dell’associazione. Dobbiamo ringraziare soprattutto i nostri soci con la loro presenza, per anni molto numerosa, per altri molto meno ma che anche con questo calo di iscrizioni ci costringono a guardare l’associazione attraverso occhi diversi e chiederci cosa hanno bisogno oggi gli infermieri di diabetologia. Ma il nostro grazie più grande va ai diciassette soci fondatori che quel famoso 25 marzo 1987 si sono trovati insieme e hanno fondato l’ARVOSD - Associazione Regionale Veneto Operatori Sanitari Diabetologia – ora OSDI.
Diciassette colleghi uniti dalla stessa voglia di crescere, o forse uniti da quello spirito sociale e di appartenenza che li ha spinti a costruire qualcosa a favore di qualcuno in questo caso per noi infermieri, oppure più semplicemente li univa la voglia di appoggiare un amico, un collega desideroso di dare forma ad un sogno. Non sappiamo cosa abbia spinto ognuno di loro e quali valori avessero messo in gioco. Di certo ce l’hanno fatta, sono riusciti a costruire qualcosa di importante e duraturo nel tempo, perché credevano nella professione e nelle potenzialità degli infermieri. Cari colleghi ci avete dato la possibilità di esprimerci, e non importa se lo facciamo perché siamo all’interno di un direttivo, oppure se siamo soci, oppure se siamo semplicemente infermieri a contatto con la persona diabetica. Abbiamo voce e ci impegniamo perché questa voce venga ascoltata. Questa sarà la nostra mission: far si che il vostro messaggio continui a maturare e permetta a tutti noi di continuare a crescere. Grazie quindi a Toniolo Mari Stella a Moressa Iole a Cantarello Alessandro a Laura Marinello a Marchetto Sante a Padaon Fausto a Donà Valentino a Collareda
VITA ASSOCIATIVA Ora lascio alla penna di Laura, socia fondatrice e prima Presidente ARVOSD, che racconterà la serata. “25 anni sono trascorsi da quando un gruppo di infermieri fortemente interessati alla diabetologia e alla relativa crescita
professionale, si sono riuniti per fondare “L’ASSOCIAZIONE REGIONALE VENETA OPERATORI SANITARI DIABETOLOGICI” (A.R.V.O.S.D.). All’incontro era presente buona parte degli infermieri fondatori ed i medici che avevano prestato la loro preziosa collaborazione alla fondazione: il Dott. Virgili, Dott. Erle e il Dott. Sicolo accumunati dalla necessità di formare operatori competenti nella cura e nel sostegno dei diabetici e loro familiari. La serata è stata davvero emozionante, ci siamo ritrovati con lo stesso entusiasmo di 25 anni fa “nonostante le rughe”, ci siamo scambiati esperienze; qualcuno di noi lavora ancora in diabetologia, qualcuno in altri settori e qualcuno è già in pensione. La serata ha avuto inizio con la relazione di Iva, l’attuale Presidente OSDI VENETO che ha fatto un excursus storico dell’Associazione, elencandone le tappe, i corsi, i convegni etc. Bellissime e significative sono le immagini che ha presentato con le slides. Subito dopo sono intervenuta per mostrare due reperti, a mio avviso storici: 1. una foto di gruppo dei partecipanti ai corsi indetti dalla Regione Veneto, tenuti
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Giuseppe a Cecchin Mirta a Camporese Luciano a Santantonio Rosy a Mazzarini Nadia a Bedendo Marzia a Masotti Giancarlo a Capitozzo Mariuccia a Rambaldi Attilio e a Frizziero Marisa. Il desiderio di conoscervi e di incontrarvi esprimeva non solo il piacere di dare un volto a chi ha fatto tanto ma anche, forse un po’ inconsciamente, il bisogno di ritrovare quel senso di appartenenza e di condivisione che vi ha accumunato e che oggi stiamo un po’ perdendo. Un forte abbraccio a voi e speriamo di incontrarvi nuovamente, magari per un altro anniversario, in ottima forma come vi abbiamo visto a novembre. Un grazie alla Ditta Roche che ha appoggiato questa iniziativa a fine anno in clima di spending review. Iva Manfroi
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presso la Villa Condulmer di Mogliano V.to per gli infermieri delle Strutture Diabetologiche da dove è nata l’idea di fondare l’Associazione 2. un piccolo quaderno, formato 15x10 in cui avevo annotato i nomi, gli indirizzi ed i numeri telefonici degli infermieri delle varie regioni d’Italia, che si rendevano disponibili a venire a Mestre (VE.) per fondare L’OSDI. Sono stati mesi di duro lavoro: lettere, telefonate anche fino ad ora tarda, ma dopo soli pochi mesi nasceva l’Associazione con la presenza non solo di infermieri, ma anche di Autorità Politiche e Sanitarie. A questo punto mi ha preso un nodo alla gola, ero commossa, non riuscivo più
a parlare, ho lasciato allora la parola al dott. Marangoni che ha illustrato: “25 anni di innovazioni nella gestione del diabete: dalla singola glicemia all’autocontrollo strutturato come percorso di cura e salute per la persona con diabete.” Subito dopo ai soci fondatori è stato consegnato un fiore a cui ha fatto seguito l’aperitivo, un break e “dulcis in fundus” una bella ed ottima torta per festeggiare i 25 anni dell’OSDI VENETO. Laura Marinello Mestre 15 novembre 2012 Direttivo Osdi Veneto Iva – Fabio - Maria Grazia – Monica - Silvia
ELISABETH
L’idea per scrivere questo articolo nasce una sera assistendo ad una rappresentazione teatrale di un medico diabetologo romano, attore ma anche regista e sceneggiatore. Il tema della rappresentazione: storia dell’insulina e la storia di Elisabeth. Io non ero a conoscenza della storia di Elisabeth e quindi è scattato in me la necessità di saperne di più e il desiderio di condividere con altri questa storia ed ho iniziato a documentarmi Il padre di Elisabeth Hughes è Charles Evans Hughes uno dei più importanti personaggi della vita pubblica degli Stati Uniti,due volte sindaco di New York ,e Ministro della Giustizia. Elisabeth nasce nel 1907 e nel 1918 venne fatta diagnosi di diabete, ma….. iniziamo questa storia dall’inizio. Stiamo parlando di qualche anno fa, esattamente novanta anni fa. Elisabeth Hughes aveva poco più di 11 anni quando nel 1911 incominciò a soffrire di una particolare malattia la cui diagnosi, allora, era l’equivalente della parola “morte”entro pochi anni dall’esordio. La maggior parte dei pazienti affetti da questa malattia sarebbero morti nel giro di pochi anni di vita. La mortale malattia era il Diabete ma
la scienza aveva in serbo per la piccola Elisabaeth una meravigliosa scoperta che aveva come fine quello di cambiare il corso del suo destino e di tanti altri ammalati di diabete. Nel 192, infatti, si mette a punto, dopo un percorso non semplice, l’insulina iniettabile. Elisabeth insieme ad un altro bambino furono i primi a ricevere il trattamento insulinico che da li in poi avrebbe cambiato e salvato milioni di vite in tutto il mondo. Infatti, in quest’anno particolarmente importante per la storia del diabete, due medici canadesi, Fredrick Banting e Charles Best riuscirono per la prima volta a isolare e produrre insulina estraendola dal pancreas del maiale. L’anno successivo esattamente l’11 gennaio del 1922, l’insulina venne usata per la prima volta per curare il diabete. I primi tentativi effettuati su un coetaneo di Elisabeth non produssero risultati soddisfacenti ma ad agosto i due medici iniziarono il trattamento anche su Elisabeth e dopo qualche mese i risultati furono apprezzabili, il tasso glicemico di entrambi i bambini arrivò a valori fisiologici. Una volta scoperta l’insulina, bisognava capire come dosarla e così, il dottor Ban-
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ting che aveva Elisabeth tra i suoi pazienti, iniziò a trattare la giovane con una dieta ipercalorica misurando la quantità di insulina in base ai cibi assunti. I risultati furono incredibili: passò dal peso di 18 kg a 34 kg in poche settimane. Il 3 maggio del 1922 ad un meeting dell’American Association of Physicians a Washington,venne presentato per la prima volta l’ormone scoperto con il nome di insulina. Nel 1923 il dottor Banting ricevette il Premio Nobel per la Medicina e Fisiologia. Nel Tempo gli studi proseguirono tra mille difficoltà fino ad arrivare alla realizzazione di insulina di derivazione sintetica. Oggi, a più di novanta anni dal primo trattamento con l’insulina sull’uomo, si sono sicuramente fatti passi da gigante riformulando cosi in “fausta” quella che era una diagnosi “infausta”negli anni venti. Oggi il mercato offre insuline di nuova generazione che garantiscono maggiore efficacia terapeutica e minor incidenza di effetti collaterali. Tutta questa storia insieme alla mia
BIBLIOGRAFIA 1. Diabete.net 2. Diabetando 3. Google 4. L’isola che c’è di Giordano Edizioni
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personale ricerca, mi hanno portato a fare una certa e forse scontata considerazione: essere grati alla ricerca e a quante menti ad essa si dedicano. Ma Elisabeth? Nonostante i disagi che la “nuova vita” le procurò ritornò a fare la vita di una persona “normale”. Riprese a studiare, si sposò ed ebbe anche dei figli, divenne una volitiva e dinamica donna pubblica. Morì serenamente all’incirca a 74/78 anni, dopo aver fatto nella sua vita quasi 50mila iniezioni di insulina in oltre sessanat’anni della sua vita. Terza paziente in assoluto ad aver iniziato la terapia insulinica. Una curiosità arrivata perché gelosamente custodita fino ai nostri giorni: la nipote dopo la morte di Elisabeth, guardando tra i suoi pochi effetti personali, trova trenta lettere scritte tra il 1921 e il 1922. Un piccolo quadro rimosso dalla sua intelaiatura riproducente una fattoria e una vecchia grigia targhetta ormai illeggibile. La sua prima fiala di insulina.!! Anna Penza
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a cura di Lia Cucco
INTERAZIONI TRA FARMACI, FITOTERAPICI E ALIMENTI: UN ASPETTO DA CONSIDERARE NELL’ASSISTENZA ALLE PERSONE CON DIABETE Le persone con diabete, per le caratteristiche proprie della malattia segnata dalla possibilità di complicanze acute e croniche, e per l’età spesso avanzata che espone a poli-patologie, devono assumere un elevato numero di farmaci. Se la prescrizione (dal latino scrivere prima) della terapia farmacologica è un atto medico, compete all’infermiere la “corretta applicazione delle prescrizioni diagnostico-terapeutiche” [1]. Pertanto l’infermiere si rende garante di tutte le procedure di somministrazione dettate dalle migliori evidenze scientifiche e dalla manualistica internazionale (formula delle 7 G) [2] . Una somministrazione sicura della terapia richiede inoltre la conoscenza dei fattori che alterano o impediscono l’assorbimento dei farmaci prescritti. Queste informazioni sono basate sulla comprensione della farmacocinetica, della storia infermieristica, dell’esame obiettivo e delle conoscenze ottenute tramite la relazione con il paziente. Infine una terapia per essere efficace deve essere prima di
tutto assunta e pertanto c’è la necessità di favorire l’aderenza e motivare all’autocura consapevole, indispensabile nelle malattie croniche. POLI-TERAPIE E INTERAZIONI TRA FARMACI La definizione di politerapia è soggetta a diverse interpretazioni: per alcuni è una situazione in cui un paziente assume due o più farmaci per trattare la stessa patologia, o assume due o più farmaci della medesima classe farmaceutica, o utilizza due o più farmaci con azioni uguali o simili per il trattamento di più disordini simultaneamente, o quando assume una miscela di supplementi nutritivi o prodotti erboristici con i farmaci [3]. Più frequentemente indica l’uso contemporaneo di cinque farmaci o più. Studi internazionali hanno documentato che dal 20 a 40% dei pazienti ultrasessantacinquenni usano più di cinque farmaci al giorno e il 12% ne usa più di 10 (compresi i prodotti da banco). Se una poli-terapia razionale si rende necessaria quando i pazienti assumono
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sulla base degli effetti noti dei due o più farmaci somministrati singolarmente, o più semplicemente quando gli effetti di un farmaco vengono modificati dalla presenza di un altro farmaco. È stato stimato che il 6-30 % di tutte le ADR è causato da un’interazione tra farmaci [10]. Gli effetti di una interazione tra farmaci possono comportare la perdita di efficacia di uno dei due farmaci oppure la comparsa di effetti collaterali in alcuni casi anche gravi, mentre un effetto sinergico o additivo è spesso ricercato, come è evidente nelle terapie dei nostri pazienti. Le persone anziane sono più a rischio perché l’invecchiamento è associato a importanti modificazioni della farmacocinetica (a livello dell’assorbimento, della distribuzione, del metabolismo e dell’escrezione del farmaco), con conseguente rischio di accumulo delle sostanze nell’organismo. Purtroppo, nonostante gli anziani con comorbilità siano i più grandi consumatori dei farmaci, essi sono esclusi dagli studi clinici randomizzati e controllati condotti prima della commercializzazione. Un paziente con politerapia è esposto a interazioni di diverso tipo: farmacofarmaco, farmaco-malattia, farmaco-cibo che frequentemente coinvolgono a livello epatico gli isoenzimi del citocromo P450. Negli ultimi anni l’interesse verso gli isoenzimi del citocromo P450 (come anche della glicoproteina P) é aumentato per il loro coinvolgimento nelle interazioni farmacologiche, nella tossicità e nella formazione di metaboliti carcinogeni. Infatti un elevato numero di farmaci comunemente impiegati nella pratica clinica é metabolizzato da uno o più isoenzimi del citocromo P450. I farmaci a maggior rischio di interazione sono i farmaci il cui uso è più comune, come quelli per le malattie cardiovascolari o dell’apparato muscoloscheletrico, o per problemi neuropsichiatrici, o quelli che vengono assunti cronicamente (contraccettivi, anticoagulanti, antiipertensivi, ipolipemizzanti ecc).
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per necessità più farmaci per il trattamento di più patologie, una poli-terapia irrazionale, al contrario, presuppone una situazione in cui i farmaci vengono assunti più del necessario. Ciò può essere causato dall’intervento di specialisti diversi, quando non viene effettuata una accurata anamnesi clinica, quando gli operatori non comunicano fra di loro [4] o, come viene recentemente segnalato, per la confusione che può portare all’assunzione dello stesso principio attivo confezionato e chiamato in modo diverso (nome commerciale o della molecola). In ogni caso, la cura farmacologica nel paziente complesso può essere considerata problematica per tre ordini di fattori: 1. la necessità di usare diversi farmaci in associazione, 2. la necessità di somministrare farmaci per tutta la vita, 3. il pericolo, non trascurabile, di aumentare il grado di fragilità o di indurre scompenso come conseguenza degli eventi avversi dei farmaci o di loro interazioni [5]. Il rischio di interazione avversa cresce con il numero dei farmaci assunti ed è in media due volte più frequente dopo i 65 anni e nel 10/20 % dei casi porta a ospedalizzazione [6], anche se il 30/60 % di tali reazioni avverse potrebbe essere prevedibile ed evitabile [7]. In uno studio americano le cinque classi terapeutiche più implicate nella ospedalizzazione per ADR (Reazioni Avverse a Farmaci), erano rappresentati da agenti ematologici, endocrini, cardiovascolari, farmaci agenti sul sistema nervoso centrale ed antimicrobici. Quasi tutti i ricoveri attribuiti a farmaci endocrini erano per ipoglicemia (94,6%). I quattro farmaci/classi di farmaci responsabili di due terzi delle ospedalizzazioni erano rappresentati da warfarin, insuline, antiaggreganti per via orale e ipoglicemizzanti orali. Il tasso di ospedalizzazione per eventi avversi per farmaci ad alto rischio era dell’1,2% e di farmaci potenzialmente inappropriati era del 6,6% [8], secondo i criteri di Beers [9]. Un’interazione tra farmaci si verifica quando la risposta farmacologica clinica alla somministrazione contemporanea di due o più farmaci è diversa da quella attesa
ASSOCIAZIONI DI FARMACI FREQUENTI NEL DIABETE Nell’elenco dei farmaci che spesso vengono prescritti alle persone con diabete, troviamo oltre agli ipoglicemizzanti, gli
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anti-ipertensivi (soprattutto ACE-inibitori e SARTANI), gli ipo-lipemizzanti orali, gli anticoagulanti-antiaggreganti piastrinici, tutti a rischio di interazioni indesiderate. In presenza di farmaci per l’ipertensione, per esempio, dobbiamo informare che la loro efficacia può essere ridotta dall’uso di medicine contro il dolore (antiinfiammatori non steroidei, spesso assunti come automedicazione); tra i fibrati va posta particolare attenzione al gemfibrozil che è un potente inibitore del CYP450 ed è implicato in interazioni molto rilevanti in quanto compete con le statine per la glucoronazione epatica, può potenziare gli effetti degli anticoagulanti e provocare ipoglicemia se assunto con repaglinide. Le statine, gruppo numeroso di ipocolesterolemizzanti, hanno diverse interazioni a seconda della loro idrosolubilità, degli specifici enzimi citocromosomiali e della potenza di azione. Per gli infermieri è importante ricordare che sono maggiormente a rischio le persone con scompenso cardiaco, con insufficienza renale o epatica, perché hanno un pericolo maggiore di interazioni, anche gravi, con altri farmaci di automedicazione e di uso comune come lassativi, analgesici, antiacidi. Farmaci particolarmente a rischio di interazione sono la ciclosporina, gli antagonisti della vitamina k, gli antibiotici della classe dei macrolidi (prevalentemente eritromicina). Temibile evento avverso è la comparsa di tachiaritmie, per le quali sono a rischio le associazioni tra eritromicina e altri inibitori del CYP3A4 come la ciclosporina, ma anche la sinvastatina e in modo minore la lovastatina [11]. Per la categoria degli ipoglicemizzanti, sappiamo bene che l’associazione è molto spesso ricercata per un maggior compenso glicemico, mentre l’interazione con farmaci diversi può essere meno familiare. Ricordiamo perciò le interazioni farmacologiche con l’insulina che possono portare ad un maggior effetto ipoglicemizzante (antagonisti beta adrenergici, salicilati, sulfamidici, etanolo) o ad una azione antinsulinica con effetto iperglicemizzante (adrenalina, glucocorticoidi, diuretici, antipsicotici atipici, farmaci per HIV, diazossido, agonisti beta 2 adrenergici, clonidina, bloccanti H2, morfina).
E’ risaputo che l’azione ipoglicemizzante non dipende solo dal tipo di insulina, ma anche da altri fattori come l’assunzione di carboidrati, l’esercizio fisico, il sito di iniezione e l’assunzione di farmaci. Il suo assorbimento può essere rallentato dall’utilizzo di vasocostrittori (adrenalina) e agonisti beta-adrenergici, o contrastato per azione controregolatoria da corticosteroidi o diuretici tiazidici. L’ipoglicemia può essere causata o aggravata da farmaci come i salicilati, che tendono a determinare un aumento del rilascio di insulina endogena dal pancreas o l’etanolo che inibisce la glicogenolisi epatica. I beta-bloccanti invece fermano l’effetto iperglicemizzante delle catecolamine con deficit della risposta controregolatoria, mascheramento dei sintomi di ipoglicemia e conseguente ritardo dell’azione correttiva fisiologica o esterna. L’interazione con la metformina, invece, riguarda quei farmaci che competono per i meccanismi di secrezione tubulare attiva, come la cimetidina. La terapia deve essere temporaneamente sospesa in vista di interventi chirurgici. L’acarbose, non essendo assorbito per via sistemica, non ha interazioni farmacologiche note. I tiazolinedioni hanno un metabolismo prevalentemente epatico (CYP2C8), pertanto nel caso di co-somministrazione con gemnfibrozil di rosi o pioglitazone l’effetto ipoglicemizzante viene potenziato con conseguente ipoglicemia. Le sulfaniluree circolano legate fortemente a proteine plasmatiche e subiscono metabolizzazione epatica da parte di isoenzimi del sistema del citocromo P450, e l’escrezione è urinaria. Il rischio di ipoglicemia severa si realizza se alle sulfaniluree si associano farmaci come la ciprofloxacina, la cimetidina e la ranitidina, fluconazolo, chetoconazolo, sinvastatina e fluvastatina. A rischio sono anche associazioni con verapamil e la claritromicina. Ipoglicemie gravi possono verificarsi anche in caso di co-somministrazione di salicilati. Per i glinidi, le maggiori interazioni riguardano la ciclosporina e il gemfibrozil e comportano un aumentato rischio di ipoglicemie. Il vitagliptin non induce né inibisce alcun isoenzima del sistema CYP 450 e
INTERAZIONI CON ALTRE SOSTANZE Le interazioni possono aver luogo anche con prodotti erboristici, farmaci da banco o alimenti. In Italia secondo i dati ISTAT la percentuale di persone che usa terapie non convenzionali (omeopatia, trattamenti manuali, fitoterapia, agopuntura) è del 13.6%. La fitoterapia, che ci interessa maggiormente per le possibili interazioni con i farmaci, è del 3,7%. Sono più le
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donne (15,8%) che gli uomini 11,2%) a usare i rimedi non convenzionali. Analizzando nel dettaglio i singoli rimedi, emergono differenze di genere soprattutto per ciò che riguarda il ricorso all’omeopatia (8,8% delle donne contro 5,1% degli uomini) e alla fitoterapia (4,8% contro 2,6%). Sono soprattutto le persone in buona salute ad usare in modo esclusivo o prevalente i prodotti omeopatici o fisioterapici[12]. Ma per quali malesseri? Uno studio epidemiologico descrittivo multicentrico condotto in Calabria e nel Lazio, ci dà alcune informazioni [13]. Come si vede dalla tabella, i prodotti vegetali più usati dagli uomini sono per la stitichezza (7,2%) e l’insonnia (6,8%), seguiti da ansia/depressione e allergie (4,2%); tra le donne i preparati fitoterapici sono usati maggiormente a scopo dimagrante (15,3%) e per problemi di stitichezza (14,7%), seguiti da cellulite (13,5%) e insonnia (11,3%). Una grossa parte delle persone intervistate (918, cioè il 44,8%) non informa il medico curante dell’assunzione di prodotti a base di piante medicinali, il 33,1% lo informa sempre, il 12,5% lo informa saltuariamente. In assenza di dati specifici sulle persone con diabete, queste informazioni possono esserci utili perché la stitichezza, o l’insonnia, sono comuni nei nostri pazienti, così come il desiderio e la necessità di dimagrire. Le erbe utilizzate per la stitichezza rientrano nella categoria dei lassativi antrachinonici e comprendono aloe,
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non sono note interazioni farmacologiche. Sitagliptin viene invece sottoposto ad inattivazione epatica via CYP450 e quindi devono essere valutate le associazioni potenzialmente a rischio. Per gli agonisti del ricettore del GLP1è stato segnalato come il tasso di ipoglicemie con exenatide risulti maggiore quando è associato a metformina o sulfoniluree, mentre sono stati notati, nell’uso, casi di allungamento di INR in concomitanza di terapia con dicumarolici. Infine, ricordando che l’azione svolta da questi farmaci è sul rallentamento dello svuotamento gastrico, può essere utile l’assunzione lontano dalle iniezioni di farmaci che richiedono un’azione rapida o per i quali è raccomandato un rapido transito gastro-esofageo [11]. In vitro, liraglutide ha mostrato un potenziale molto basso di coinvolgimento in interazioni farmacocinetiche con altre sostanze attive correlate al citocromo P450 e al legame delle proteine plasmatiche.
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cascara, frangola, rabarbaro e senna [14]. Molto usati sono aloe e senna, che non sono immuni da effetti collaterali se assunti con alcuni farmaci. In particolare, l’uso prolungato di aloe (Aloe vera o barbadensis) provoca ipokaliemia, e antiaggregazione piastrinica, per cui l’uso dovrebbe essere interrotto prima di ogni intervento chirurgico [15], rallentando il tempo di transito intestinale, il suo utilizzo può ridurre l’assorbimento di farmaci assunti per via orale. La senna (Cassia angustifolia, Cassia acutifolia), usata per tempi prolungati, può determinare un incremento della tossicità della digossina [16]; bastano 1 – 2 settimane di trattamento per indurre ipokaliemia; può incrementare la tossicità di farmaci antiaritmici (chinidina, idrochinidina) e di beta bloccanti. Aritmie ventricolari possono verificarsi associando la senna a macrolidi, vincamina e alofantrina. L’ipopotassiemia associata agli antrachinoni può essere aggravata dalla somministrazione concomitante di corticosteroidi, diuretici e liquirizia. I sennosidi possono infine peggiorare la nefropatia indotta dagli analgesici. Per tutte queste possibili interazioni con i farmaci e considerato che non ci sono dati sufficienti per raccomandare l’uso della senna [17] è opportuno informare i pazienti. Per intervenire sui disturbi dell’umore (ansia, depressione, insonnia)- ma anche per il raffreddore comune e l’herpes-, viene spesso utilizzato l’ Iperico (erba di San Giovanni). L’assunzione potrebbe dar luogo a gravi reazioni avverse per i suoi effetti sul metabolismo dei farmaci, in quanto induce il citocromo P450, in particolare il CYP3A4 con riduzione della biodisponibilità e dell’efficacia dei farmaci metabolizzati dallo stesso enzima [18]. In persone che hanno subito un trapianto, l’iperico ha causato una riduzione di quasi il 50% delle concentrazioni di ciclosporina, con rigetto del trapianto in alcuni casi [19]. L’uso concomitante di warfarin ed iperico riduce il tempo di protrombina, aumentando il rischio di tromboembolismo, pertanto chi è in trattamento con warfarin ed ha una storia di stroke, trombosi, fibrillazione atriale o protesi valvolare cardiaca dovrebbero evitarne l’uso. L’iperico interferisce con le statine, riducendone la con-
centrazione e inducendo la P-glicoproteina, può ridurre i livelli ematici e l’efficacia di farmaci quali la digossina, che normalmente viene escreta attraverso questa glicoproteina. Con l’uso concomitante di farmaci antidiabetici può verificarsi ipoglicemia [ 20 ]. Ma qual è il ruolo delle erbe medicinali nel diabete? Una review ci dà una visione abbastanza ampia delle erbe usate per l’effetto ipoglicemizzante e del forte interesse delle persone con diabete per la medicina complementare e alternativa (CAM) (1880%). Le terapie di uso comune tra i diabetici sono farmaci a base di erbe, integratori alimentari, modifiche della dieta, la guarigione spirituale e tecniche di rilassamento. I prodotti presi in considerazione nella revisione includono: Ginseng, Momordica charantia (Karela),Trigonella foenum graecum (fieno greco), Gymnema sylvestre, Allium cepa (cipolla), Allium sativum (aglio), Pterocarpus marsupium, Vaccinium myrtillus (mirtillo nero), Atriplex halimus e Aloe vera[21]. Altre terapie alternative implicano l’uso di oligo-elementi come cromo, vanadio, magnesio e vitamine, olio di pesce, glucosamina, calcio, aglio, echinacea e ginkgo. I pazienti che usano più comunemente le medicine non convenzionali sono rappresentati in maggioranza da donne, con più di 65 anni di età e con alto grado d’istruzione. Hanno spesso complicanze in atto e monitorizzano autonomamente la glicemia. Il background etnico e il paese di residenza dei pazienti influenzano le scelte sul tipo di terapia da intraprendere. In generale, valutando l’uso nei diversi paesi, la prevalenza media è compresa tra il 43% e il 50% dei soggetti diabetici [22]. Le medicine non convenzionali sono utilizzate anche in età pediatrica. In uno studio del 2008 il 18,4% dei bambini aveva ricevuto uno o più tipi di terapie, tra le quali la più diffusa era l’omeopatia (14,5%), seguita dall’uso di integratori contenenti vitamine e minerali (13,7%) e da diete speciali (12,9%). Tra i fitoterapici, l’aloe vera (7,3%) e la cannella (5,6%) erano le piante più utilizzate. Rispetto alle motivazioni, la maggioranza dei genitori ha sostenuto la scelta per “il desiderio di
INTERAZIONI TRA FARMACI ED ALIMENTI Le interazioni cibo-farmaci, oltre ad essere molto numerose, possono essere molto complesse. La maggior parte si verifica a livello dell’assorbimento gastro-
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intestinale. Il cibo può avere effetti sia sulla velocità di assorbimento che sulla quantità di farmaco assorbito. A tutti è noto, ad esempio, che gli anti-infiammatori non steroidei devono essere assunti a stomaco pieno per diminuire gli effetti irritanti gastrici. Meno noto è che prodotti caseari (latte, formaggi, yogurt) in quanto ricchi di calcio possono ridurre l’assorbimento di molti antibiotici, per cui è bene assumere questi farmaci a stomaco vuoto:1 ora prima o 2 ore dopo il consumo di questi alimenti. Con gli ace-inibitori si raccomanda di non condire le pietanze con i sostituti del sale perché sono a base di potassio. Il succo di pompelmo può aumentare la biodisponibilità di alcuni farmaci, attraverso un meccanismo di inibizione dell’attività di enzimi che a livello epatico sono responsabili della loro trasformazione, con un aumento della tossicità delle molecole. Risentono maggiormente di questo effetto i calcioantagonisti (amlodipina, nifedipina,felodipina, nicardipina, nifedipina, nimodipina, nisoldipina, nitrendipina e verapamil) impiegati per il trattamento dell’ipertensione arteriosa o di altre patologie cardiovascolari, alcuni ipocolesterolemizzanti orali (atorvastatina, lovastatina, simvastatina), l’astemizolo e la terfenadina (antistaminici), la cisapride (comunemente utilizzata per il trattamento della dispepsia), la carbamazepina (usato per il trattamento dell’epilessia), alcuni tranquillanti minori (buspirone,diazepam, midazolam, triazolam) utilizzati per il trattamento dei disturbi del sonno e dell’ansia e alcuni antidepressivi (clomipramina e sertralina). L’ utilizzo del succo di pompelmo è da sconsigliare. I cibi ricchi di vitamina K ostacolano l’effetto anticoagulante del Warfarin e alcool, caffeina, ginger, tè verde, succo di mirtillo possono interferire con la sua efficacia. Sul sito della FOOD AND DRUG ADMINISTRATION (FDA) c’è una guida relativa alle possibili interazioni farmaci-alimenti [28]. In italiano è consultabile il sito della Farmacovigilanza che è ricco di notizie sulle erbe e sulle loro interazioni [29].
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provare ogni possibilità terapeutica” (77,5%) e la “convinzione di una minore tossicità” (55,2%), nel tentativo di miglioramento dello stato di salute dei figli e per la prevenzione delle complicanze micro vascolari (92.1%) e neurologiche (77,8%,) [23]. L’uso della medicina complementare e alternativa nelle persone con diabete di tipo 2 sembrerebbe influenzata dalla esperienza delle persone, le credenze, gli atteggiamenti verso la medicina complementare e alternativa e il loro comportamento verso la gestione della malattia, piuttosto che dalle loro caratteristiche demografiche [24]. C’è un fondo di verità nell’uso di questi prodotti? In effetti, alcuni preparati botanici potrebbero agire sul controllo della glicemia nelle persone con diabete di tipo 2. Tuttavia, non si possono raccomandare per uso clinico di routine per la bassa qualità metodologica degli studi e perché non sono chiari gli effetti negativi. Ciononostante, i risultati di studi in corso potrebbero fornire ulteriori informazioni sul potenziale utilizzo clinico di cannella, cassia, Momordica charantia e Camellia sinesis [25]. In una revisione che ha analizzato le proprietà ipoglicemizzanti di cannella, fieno greco, Gymnema, tè verde, fibra, Momordica, cromo e vanadio, selezionando solo test clinici sull’uomo, si concludeva che cromo e, eventualmente, Gymnema, sembrano migliorare il controllo glicemico. Per fibre, tè verde, e fieno greco non ci sono prove. Si auspicano invece ulteriori ricerche su melone amaro e cannella[26]. A tutt’oggi l‘unico esempio di un ipoglicemizzante diventato farmaco che è stato sviluppato da una fonte a base di erbe con una lunga storia di utilizzo popolare è la metformina biguanide da Galega officinalis, in italiano capraggine, pertanto l’uso delle erbe deve essere discusso con i pazienti, ma non raccomandato [27].
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CONCLUSIONI E IMPLICAZIONI PER LA PRATICA La politerapia è una preoccupazione per la salute delle persone con diabete per la potenziale interazione farmaco–farmaco [ 30], pertanto gli infermieri dovrebbero impegnarsi per ridurre la numerosità e le conseguenze delle interazioni non volute. E’ necessario perciò un maggior impegno nella prevenzione educando il paziente a comunicare tutti i farmaci assunti, compresi quelli da banco, gli integratori e le erbe, ovvero a chiedere che cosa assume per mantenere la sua salute e contrastare le malattie. Occorre insegnare a consultare il foglietto illustrativo e incoraggiare a chiedere spiegazioni, renderlo consapevole che più alto è il numero dei farmaci, maggiore è il rischio di interazione, sostenerlo nel riferire qualsiasi effetto collaterale o modificazioni della sua salute dopo l’introduzione di un nuovo farmaco in aggiunta a quelli abituali, soprattutto nella prima settimana. Non sottovalutare le sue segnalazioni pensando che siano autosuggestioni generate dalla lettura degli effetti collaterali. Insistere perché riferisca sempre al proprio medico di base e al diabetologo cambi di terapie dopo un ricovero ospedaliero [31], ricordare le possibili interazioni con gli alimenti. La sorveglianza e la segnalazione di eventi avversi sono una responsabilità degli operatori sanitari e degli utenti: il modulo è sul sito della farmacovigilanza. Inoltre, visto il grande interesse per le terapie alternative, in particolare per erbe ed integratori, bisogna spiegare che essi possono avere una specifica attività farmaco-tossicologica e interagire con farmaci di sintesi, essendo dotati di attività biologica derivante dai costituenti chimici delle piante e che quindi “prodotto naturale” non è sinonimo di innocuità, anzi si possono avere residui di fitofarmaci, metalli pesanti, non purezza degli estratti, variabilità del principio attivo. Gli infermieri dovrebbero sempre prendere in considerazione nell’anamnesi del paziente le credenze sulla salute e il background culturale al momento di pianificare strategie specifiche volte a modificare lo stile di vita particolarmente nella relazione con gli immigrati, che spesso fanno uso delle loro
medicine tradizionali. In tempi di crisi, il ricorso a medicine alternative potrebbe aumentare. Negli Stati Uniti è stato rilevato che quando l’assistenza sanitaria è difficoltosa per i costi, gli adulti con diabete ricorrono alle CAM per soddisfare le loro esigenze, ma poiché l’efficacia clinica di queste terapie non è stata provata, è importante conoscere l’uso di queste terapie alternative al fine di evitare potenziali rischi [32]. Si può pensare infatti che le CAM possano sostituire o portare a rifiutare le terapie convenzionali come evidenziato in alcuni studi [33] o indurre un minor utilizzo di servizi essenziali di prevenzione [34]. Questo, però, sembra non avvenire quando gli utenti CAM sono più giovani, lavorano, sono istruiti e con un reddito più elevato[35]. Non abbiamo molte informazioni sul perché i malati cronici ricorrano alla medicina complementare, ma il loro uso può essere inteso come una componente fondamentale della cura di sé [36]. Gli operatori sanitari devono essere consapevoli del crescente numero di pazienti che utilizzano integratori e medicamenti alternativi e quindi considerare questi aspetti nella cura del paziente, al fine di garantire la sua soddisfazione e ottimizzare l’assistenza sanitaria [37]. Inoltre, è urgente promuovere la ricerca in questo campo, tutt’ora molto carente anche da parte delle industrie farmaceutiche ed aziende produttrici di prodotti erboristici [38]. Infine, poiché la polifarmacoterapia è e diventerà sempre più complessa è necessario garantire il coordinamento, la continuità e la globalità degli interventi e che il personale sanitario, medico ed infermieristico, possa disporre di avanzati strumenti informativi.
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NURSING DIABETOLOGICO
BIBLIOGRAFIA
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Al Presidente dell’Associazione OSDI
Il sottoscritto ..................................................................................................................................................................................... Codice Fiscale ................................................................... Indirizzo: Via............................................................................... n. ................ CAP .................... Comune ................................................................................................ Prov (..................) Telefono: casa ............................................... cellulare ............................................. Fax ..................................................... email ...................................................................................................................................................................................... Titolo di studio abilitante la professione .......................................................................................................................... Qualifica: w Infermiere w Infermiere Pediatrico w Infermiere Coordinatore w Assistente Sanitario w .............................................. Sede lavorativa: ....................................................................... Servizio/reparto: ........................................................................... Indirizzo lavoro: ........................................................ CAP .............. Comune lavoro ....................................... Prov (.........)
COMUNICA IL RINNOVO DELL’ISCRIZIONE IN QUALITA’ DI SOCIO w Ordinario
w Sostenitore
w Studente
(Iscrizione all’O.S.D.I. – Operatori Sanitari di Diabetologia Italiani – anno 2013 )
Dichiara, sotto la propria responsabilità,
w di aver conseguito la laurea in .............................................................................................................................................. presso l’Università .................................................................................................... il .................................................................. w di aver conseguito il titolo di studio ........................................................................................................................................... abilitante la professione presso............................................................................. il ............................................................... w di essere regolarmente iscritto al collegio/ordine professionale di ............................................................................................. w (SOCIO STUDENTE) di essere iscritto al corso di laurea ............................................................................................................. Univ.di ........................................................................................................................... matr. N............................................
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Al momento della stampa della rivista altri eventi sono in fase di definizione. Rivolgersi al Presidente della Sezione Regionale per eventuali ulteriori informazioni
22-23 marzo 2013 - Milano - Starhotels Anderson - Start-Up Emozione in azione. Il controllo emozionale per le strategie di patient empowerment. Sponsor Sanofi 12-13 aprile 2013 - Lecce - Hilton Garden Inn - Emozione in azione. Il controllo emozionale per le strategie di patient empowerment. Sponsor Sanofi 19-20 aprile 2013 - Treviso - Parco Hotel Bolognese - Emozione in azione. Il controllo emozionale per le strategie di patient empowerment. Sponsor Sanofi 20 aprile 2013 - Napoli - Royal Continental - Le raccomdazioni di trattamento assistenziale OSDI. Uno strumento di lavoro. Sponsor Bayer 20 aprile 2013 - Roma - Hotel Ergife - Le raccomdazioni di trattamento assistenziale OSDI. Uno strumento di lavoro. Sponsor Bayer 10-11 maggio 2013 - Pineto (TE) - Hotel Parco degli Ulivi - L’assistenza alla persona con diabete: dall’evidence based nursing all’applicabilità clinica. Plurisponsor 10-11 maggio 2013 - Acireale (CT) - Hotel Santa Tecla - Emozione in azione. Il controllo emozionale per le strategie di patient empowerment. Sponsor Sanofi 11 maggio 2013 - Pesaro - Hotel Alexander Museum Palace - IV Congresso regionale OSDI Marche. Il diabete nel terzo millennio: la società nel terzo millennio. Plurisponsor 18 maggio 2013 - S. Giovanni Rotondo (FG) - Hotel Santa Lucia - IX Congresso regionale OSDI Puglia. Focus e nuove dinamiche nella cura del diabete mellito. Plurisponsor
24 maggio 2013 - Pozzuoli (NA) - Hotel Gli dei - Congresso OSDI Campania. L'approccio globale al paziente diabetico: quando il diabete parla straniero. Plurisponsor 24-25 maggio 2013 - Siena - Borgo San Luigi - Emozione in azione. Il controllo emozionale per le strategie di patient empowerment. Sponsor Sanofi 1 giugno 2013 - Cognola (TN) - Hotel Villa Madruzzo - I Congresso regionale OSDI Trentino. La continuità di cura nel passaggio dall'età pediatrica all'area dell'adulto. Plurisponsor 7-8giugno 2013 - Lazio - Sede da definire - Emozione in azione. Il controllo emozionale per le strategie di patient empowerment. Sponsor Sanofi
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18 maggio 2013 - Udine - Hotel Là di Moret - VI Congresso regionale OSDI Friuli. Health technology assestement e diabete: quale strada per il futuro? Plurisponsor
8 giugno 2013 - Cagliari - Ceasar’s Hotel - Le raccomandazioni di trattamento assistenziale OSDI. Uno strumento di lavoro. Sponsor Bayer 8 giugno 2013 - Milano - Hotel Michelangelo - Le raccomandazioni di trattamento assistenziale OSDI. Uno strumento di lavoro. Sponsor Bayer 15 giugno 2013 - Padova - Hotel NH Mantenga - Le raccomandazioni di trattamento assistenziale OSDI. Uno strumento di lavoro. Sponsor Bayer 22 giugno 2013 - Enna - Hotel Federico II - VII Congresso regionale OSDI Sicilia. I Bisogni delle persone con diabete. ll punto di vista degli infermieri di diabetologia. Plurisponsor
Eventi Glucoteam 2013 - Sponsor non condizionante Bayer
Diabete: dall’automonitoraggio alla responsabilizzazione del paziente 23 marzo - Napoli 6 aprile - Roma 6 aprile - Milano 13 aprile - Verona
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Presidente
Roberta Chiandetti
r.chiandetti@osdi.it
Past President
Maria Teresa Branca
mtbranca@alice.it
Vice Presidente
Giovanni Lo Grasso
giovanni.lograsso@hotmail.com
Segretario
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Abruzzo Calabria Campania E. Romagna Friuli V.G. Lazio Liguria Lombardia Marche Piemonte Puglia Sardegna Sicilia Toscana Trentino A.A. Umbria Veneto
Roberto Berardinucci Pietro Maviglia Gemma Annicelli Loredana Niero Valentina Toffoletti Anna Penza Vincenzo Rapino Mariarosa Cattaneo Stefania Lani Vilma Magliano Anna Corvino Arianna Marceddu Giovanni Di Mauro Cristiano Beltrami Bruna Carli Raffaella Lupatelli Iva Manfroi
roby.gabri2011@libero.it pietromaviglia55@virgilio .it gemma.annicelli@libero.it loredananiero@virgilio.it vale.toffoletti@libero.it anna.penza@email.it vincenzo.rapino@galliera.it cattaneomariarosa@hotmail.it stefanialani@virgilio.it vilmamagliano@gmail.com corvino.anna@alice.it arimar1970@libero.it dimaurogiov@tiscali.it beltrami.cristiano@libero.it bruna.carli@apss.tn.it ciccioformaggio2000@virgilio.it ivamanf@inwind.it