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ANNO X DICEMBRE 2017 N. 4

I CAMPI SCUOLA NEI PAZIENTI AFFETTI DA DIABETE MELLITO DI TIPO 1: EFFETTI SUL CONTROLLO GLICOMETABOLICO E SULLA QUALITÀ DELLA VITA

GIORNATA MONDIALE DEL DIABETE INIZIATIVE E RICONOSCIMENTI AGLI ASSOCIATI OSDI

INTERVENTI INFERMIERISTICI PER IMPLEMENTARE EFFICACI STRATEGIE DI EDUCAZIONE SANITARIA RIVOLTE AI BAMBINI AFFETTI DA DIABETE IN ETÀ SCOLARE (13-18 ANNI) ED ALLE LORO FAMIGLIE REVISIONE DELLA LETTERATURA


norme per gli

autori

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Periodico trimestrale dell’Associazione OSDI Operatori Sanitari di Diabetologia Italiani Via Guelfa, 9 - 40138 Bologna www.osdi.it Autorizzazione del tribunale di Lecce n. 1014 - marzo 2009

lettera della presidente di Katja Speese

DIRETTORE RESPONSABILE Maria Teresa Branca VICE-DIRETTORE Roberta Chiandetti COMITATO SCIENTIFICO Roberta Chiandetti Maria Teresa Branca

articolo originale I CAMPI SCUOLA NEI PAZIENTI AFFETTI DA DIABETE MELLITO DI TIPO 1: EFFETTI SUL CONTROLLO GLICOMETABOLICO E SULLA QUALITÀ DELLA VITA A cura di: Claudia Freda

“INTERVENTI INFERMIERISTICI PER IMPLEMENTARE EFFICACI STRATEGIE DI EDUCAZIONE SANITARIA RIVOLTE AI BAMBINI AFFETTI DA DIABETE IN ETÀ SCOLARE (13-18 ANNI) ED ALLE LORO FAMIGLIE: REVISIONE DELLA LETTERATURA” PROGETTAZIONE GRAFICA, IMPAGINAZIONE E STAMPA ALTOGRAF 73042 Casarano (Le) Tel. 0833.502319

A cura di: Andrea Aronica

vita associativa


O P E R AT O R I S A N I TA R I D I D I A B E T O L O G I A I TA L I A N I

lettera

della presidente di Katja Speese

N. 4 dicembre 2017

Cari lettori, mentre vi scrivo, in queste ore, sono in corso una serie di iniziative su tutto il territorio nazionale per la Giornata Mondiale del Diabete, la più grande manifestazione del Volontariato in campo sanitario. Organizzata da Diabete Italia vede coinvolte le Associazioni di persone con diabete, le Società Scientifiche e le Associazioni sanitarie; insieme per “IL NOSTRO DIRITTO AD UN FUTURO PIU’ SANO”. Forse complice i social e le più tecnologiche vie di comunicazione, ma la mia sensazione è che quest’anno più che mai ci siamo sentiti più uniti per il nostro bene comune. Palazzi illuminati di blu, screening di prevenzione gratuiti nelle varie piazze italiane e nelle strutture ospedaliere ed eventi di ogni genere rivolti alla popolazione, tutto con l’obiettivo di sensibilizzare alla prevenzione i cittadini e fornire loro indicazioni sui corretti di stili di vita. OSDI ha concesso il patrocinio ed autorizzato all’utilizzo del proprio logo per ogni evento e per ogni attività divulgativa per promuovere l’animo di queste giornate. In diverse occasioni gli infermieri sono stati riconosciuti elementi fondamentali nei processi di prevenzione e cura della malattia diabetica ma quando questo riconoscimento arriva dalle persone a cui rivolgiamo le nostre competenze nel quotidiano acquisisce maggior valore. Sabato 11 novembre ad Orvieto, in occasione della GMD è stata consegnata una targa agli infermieri iscritti OSDI da parte di COREDIAB Umbria (coordinamento regionale delle Associazioni per il diabete, ovvero le Persone con diabete dell’Umbria). La dedica cita: “Riconoscimento conferito ad OSDI: con profonda gratitudine a tutti voi dell’OSDI per la disponibilità, l’efficienza e la grande professionalità che dimostrate ogni giorno.” A questo riconoscimento ovviamente segue il mio personale ringraziamento, unito a quello del CDN, alla Presidente Regionale Laura Piastrella ed il suo CDR per quanto ottenuto. Vorrei inoltre cogliere l’occasione per ringraziare TUTTI i referenti regionali ed OGNI SINGOLO socio per quanto viene fatto tutti i giorni a livello territoriale. Un altro ringraziamento arriva da FAND con la quale abbiamo celebrato i trent’anni della storica Legge 115/87 attraverso il libro “Trent’anni di Sfida al Diabete” a cura di Emanuela Baio e Tamara Grilli e nel quale Osdi ha dato il suo piccolo contributo. La presentazione del libro è avvenuta a Milano nella Giornata Mondiale del Diabete ed è stata, per chi vi ha partecipato, un momento bello, a tratti commovente e molto motivante. Ringrazio la collega Tiziana Terni che ha saputo rappresentare OSDI in un contesto per noi importante.

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Quest’estate, a seguito dell’attuazione della riforma Gelli, il Ministro Lorenzin ha firmato il decreto attuativo che istituisce e regolamenta l’elenco delle società scientifiche e delle associazioni tecnico scientifiche delle professioni sanitarie, che saranno impegnate nella redazione di Linee guida e raccomandazioni clinico-assistenziali. I requisiti che le associazioni e le società scientifiche devono possedere per far parte di questo elenco sono stati lungamente dibattuti soprattutto rispetto alla rappresentatività. L’intervento da parte del Comitato Centrale della Federazione IPASVI, sollecitata dalle repliche ricevute dai rappresentanti della Consulta, è stato fondamentale per rivedere e aggiornare i criteri e i requisiti di inclusione dell’elenco. A conseguenza di questo aggiornamento, OSDI ha provveduto a produrre regolare richiesta di inserimento in tale elenco. Lo scorso 13 giugno OSDI è stata contattata da Cittadinanzattiva per partecipare all’insediamento ufficiale della giuria multi stakeholders dell’iniziativa YESLOGO. Iniziativa che vede coinvolte Associazioni di professionisti della salute, Società Scientifiche ed Associazioni di pazienti per fornire al SSN un’immagine che identifichi l’attuale contesto sanitario attraverso un logo costruito con la partecipazione di tutti, compresa la cittadinanza. Sono state scelte delle parole chiave, tra le più votate, che sono in via di elaborazione da parte di creativi esperti che costruiranno il nuovo logo del SSN.

O P E R AT O R I S A N I TA R I D I D I A B E T O L O G I A I TA L I A N I N. 4 dicembre 2017

È ben noto come il diabete sia una patologia in espansione, tale aumento costituisce un impegno per i sistemi socio sanitari nazionali ed internazionali, che inderogabilmente devono perseguire obiettivi di prevenzione primaria e secondaria. I fattori psicologici sono identificati con un ruolo chiave nella gestione della patologia diabetica nella quotidianità. Secondo le linee guida internazionali nonché nella più recente normativa italiana, la competenza psicologica è indicata come elemento essenziale nel management della persona con diabete e dei suoi familiari. A questo proposito, OSDI è stata invitata, dall’Ordine degli Psicologi della Regione Lazio, a partecipare al progetto “Buone prassi per l’intervento psicologico in diabetologia 2017”. Il contributo Osdi a questo evento è stato fornito grazie alla disponibilità, alle competenze specifiche ed all’entusiasmo di Adele Porru, iscritta OSDI, che oltre ad essere Infermiera presso il Servizio Diabetologia dell’ospedale San Giovanni di Dio A.O.U. a Cagliari è Laureata in psicologia e collabora all’ organizzazione e realizzazione di interventi psicosociali sulla modifica degli stili di vita nelle persone con diabete. Anche a Lei va il nostro più sentito riconoscimento per il lavoro, non semplice, da lei svolto.

Sempre in collaborazione con Cittadinanzattiva è in corso il Progetto Rapporto sullo stato dei diritti delle persone con diabete nelle Regioni italiane. Questa iniziativa nasce dalla consapevolezza che, nonostante la patologia diabetica sia stata oggetto di interventi legislativi nel corso degli anni, dal 15 marzo 1987 con la legge 115, ancora si susseguono segnalazioni di carenza assistenziale e chiusura di centri di cura a macchia di leopardo su tutto il territorio nazionale. Per tale motivo, il Coordinamento Nazionale delle Associazioni dei Malati Cronici insieme a FAND, ha proposto un questionario per verificare lo stato di applicazione dei diritti della persona con diabete nelle varie Regioni italiane. Il Rapporto permetterà di evidenziare non solo l’aspetto legislativo ma anche il vissuto delle persone con diabete ed il vissuto dei professionisti sanitari che si occupano della loro assistenza, con l’obiettivo di creare una fotografia realistica di ciò che succede sul territorio nazionale. OSDI ha collaborato alla stesura del questionario relativo ai professionisti sanitari insieme al rappresentante IPASVI presente al tavolo tecnico. Sta continuando anche l’immenso lavoro sul riconoscimento dell’infermiere esperto nell’assistenza alla persona con diabete. La raccolta dati dei questionari Dia&int, che ci vede impegnati in questi mesi, terminerà

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con una pubblicazione che ci auguriamo possa fornire gli elementi per profilare il core curriculum dell’infermiere esperto nell’assistenza diabetologia. La difficoltà principale che stiamo incontrando è dovuta al fatto che in Italia non esistono precedenti, pertanto è difficile utilizzare la letteratura internazionale per adeguarla alla nostra realtà, che è ben diversa, per organizzazione e per iter didattico, ai contesti dei colleghi europei o extra europei. Colgo l’occasione per ricordare che per raggiungere un obiettivo così importante è necessario un gruppo professionale forte e coeso, che comprenda la differenza tra essere professionisti ed avere un ruolo di responsabilità all’interno del team o essere personale fungibile a diverse funzioni. La differenza è sostanziale e passa attraverso un cambiamento culturale. Noi ci siamo perché il nostro esserci determina un esito assistenziale, un risultato di salute che non può avvenire senza la presenza di un professionista responsabile delle proprie azioni. Queste considerazioni mi obbligano a fare proselitismo sul MODULO ASSISTENZIALE, che al momento è l’unico strumento che abbiamo per dimostrare che noi possiamo fare la differenza e che questa differenza è quantificabile! Diverse le attività formative attuate a livello nazionale quest’anno e che hanno visto l’utilizzo di una nuova piattaforma educativa. Questa nuova strategia operativa, la Web Community, ha dato la possibilità di coinvolgere in totale circa 280 persone garantendo, oltre alla qualità formativa, anche un numero considerevole di crediti ECM. Lo strumento, apprezzato dalla gran parte dei partecipanti, presenta ancora alcune criticità facilmente risolvibili, che ci sono state evidenziate dai fruitori e sulle quali stiamo lavorando per ottimizzarne l’utilizzo e la diffusione. In generale, possiamo ritenerci soddisfatti delle attività formative di quest’anno perché oltre agli eventi a carattere nazionale sono stati erogati anche 11 eventi tra corsi e congressi a livello regionale. Continuano anche i preparativi per il XIII Congresso Nazionale OSDI dal titolo “Diabete e Cronicità: la nuova sfida per i professionisti del futuro” che si terrà a Riva del Garda nei giorni 24-25-26 maggio 2018. La novità di quest’anno è la celebrazione del Primo Congresso della Fondazione che si terrà congiuntamente al congresso Osdi. L’argomento del congresso punta al coinvolgimento di tutti i professionisti sanitari per fornire risposte adeguate ai bisogni assistenziali nella “nuova sfida del futuro” che ci vede proiettati a gestire una popolazione sempre più anziana e sempre più numerosa. A tale proposito, vi ricordo che anche quest’anno è prevista la sessione Comunicazioni orali e Poster che all’interno del nostro Congresso riveste sempre un momento importante per raccogliere e presentare, progetti, lavori di ricerca, studi o quanto ritenete di interesse da presentare al congresso. Chi fosse interessato a presentare un abstract lo può fare attraverso l’indirizzo email nazionaleriva2018@gmail.com entro il 30 marzo 2018. Le modalità di presentazione sono pubblicate all’interno di questa stessa rivista e sul nostro sito www.osdi.it. Tante sono le attività che vedono impegnato il CDN e mille sono le difficoltà da superare. Difficile mediare sempre tra tante menti e tante esperienze professionali e di vita diverse. È normale il confronto ed è giusto che ogni membro abbia la possibilità di esprimersi. Quando si lavora e si cerca di portare avanti progetti importanti per l’Associazione può capitare anche di sbagliare nella gestione delle cose. Sono consapevole di questo e sono consapevole che a volte le scelte fatte all’interno di un CDN non sempre sono popolari e comprensibili. Purtroppo devo anche ammettere che ultimamente le dimissioni dalla carica di consigliere del CDN sono diventate più frequenti, e su questo mi sono e ci siamo interrogati. Qualche risposta ce la

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Infine, in attesa di incontrarci a Riva del Garda per il XIII Congresso Nazionale OSDI: “Diabete e Cronicità: la nuova sfida per i professionisti del futuro”, voglio augurare a tutti Voi e rispettive famiglie di passare delle serene festività. La Presidente Katja Speese

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Concedetemi di concludere questa lettera con dei saluti personali alla mia collega che ha raggiunto l’obiettivo del pensionamento. La mia esperienza in OSDI Nazionale è iniziata nel maggio 2014, ma la mia vita Associativa ha inizio molto tempo prima grazie ad una persona speciale. La sezione regionale Trentino/AA nasce nel 2005 grazie alla determinazione di Annalisa Mattuzzi. Persona che ha dedicato la sua vita alla formazione a partire dalla scuola infermieri, alla scuola OSS, ai corsi Aziendali ed infine ai corsi OSDI. Ma non si è limitata a fare “formazione” bensì è riuscita sempre a trasmettere alle persone anche valori quali passione, motivazione, volontà e competenza. Ha sempre sostenuto il CDR anche nei rinnovi dei membri garantendo la continuità e mantenendo alta la motivazione dei gruppi a continuare anche nei momenti più difficili. Ha dedicato gli ultimi 25 anni della sua vita professionale all’assistenza alla persona con diabete. Ha organizzato, in collaborazione con l’Associazione dei pazienti locale, diversi corsi di prevenzione aperti alla cittadinanza. Esperta nella gestione del piede diabetico è stata la pioniera che ha fortemente voluto e collaborato nell’istituzione del Team Multidisciplinare nella nostra struttura e che è diventato successivamente il Centro di Riferimento di tutto il Trentino nella prevenzione e cura del piede diabetico. È stata mia tutor a scuola, mi ha sostenuto nei momenti difficili di vita ma soprattutto mi ha insegnato tutto ciò che so. Nel giorno del suo pensionamento mi ha lasciato una grossa eredità e spero di esserne degna. Per tutto questo ed altro non posso che dirle: GRAZIE ANNALISA e buona continuazione di vita!

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siamo anche data e, con l’amaro nel cuore, penso che le dimissioni diventano la scelta più semplice rispetto al confronto, rispetto alla volontà di cambiare l’andamento delle cose e rispetto alla volontà di mettersi in gioco rimboccandosi le maniche per cercare insieme di raggiungere obiettivi comuni.

Il Consiglio Direttivo Regionale OSDI Trentino Alto Adige desidera salutare ufficialmente, attraverso la rivisita dell’associazione OSDI, la collega Annalisa Mattuzzi infermiera presso il Centro Diabetologico di Rovereto giunta al felice traguardo del pensionamento. La ringraziamo per aver contribuito alla fondazione nel 2005 della sezione regionale T.A.A e per essere stata la prima presidente regionale. Dobbiamo a Lei inoltre la formazione di numerosi nostri colleghi in diabetologia. Vogliamo augurarle un felice e sereno periodo di ferie...prolungate. Grazie per la passione che hai messo nella professione. Il Consiglio Direttivo Regionale OSDI Trentino A.A. e tutti i Soci

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RIVA DEL GARDA • 24-25-26 MAGGIO 2018

Comunicazioni Orali e Poster


I lavori dovranno essere inviati entro il 30 marzo 2018 all’indirizzo mail nazionaleriva2018@gmail.com


ARTICOLO ORIGINALE

I CAMPI SCUOLA NEI PAZIENTI AFFETTI DA DIABETE MELLITO DI TIPO 1: EFFETTI SUL CONTROLLO GLICOMETABOLICO E SULLA QUALITÀ DELLA VITA A Cura di: Dott.ssa Claudia Freda Infermiera pediatrica

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INTRODUZIONE In tutto il mondo 180 milioni di bambini e adolescenti sono affetti da diabete mellito di tipo 1. Un dato importante da non sottovalutare è il fatto che è una patologia in continua crescita. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato infatti che nel 2030 la sua prevalenza sarà raddoppiata.[1] ed è tra le patologie croniche pediatriche la seconda, per incidenza, dopo l’asma. Il diabete mellito di tipo 1 è una patologia perfettamente curabile ma non guaribile che coinvolge il bambino e la sua famiglia a 360 gradi nella vita di tutti i giorni. Per questo motivo il Centro di Diabetologia Pediatrica del Gaslini organizza campi scuola per bambini affetti da DM1 e per le loro famiglie, con la finalità di favorire una gestione corretta e serena della patologia attraverso attività di educazione terapeutica, attività ludiche ed educative. DEFINIZIONE Il campo scuola è un’attività con fine ludico-ricreativo fondamentale nel percorso educativo del bambino affetto da diabete mellito tipo 1. Questa esperienza viene infatti gestita e organizzata da una equipe diabetologica specializzata. I campi scuola costituiscono un mo-

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mento fondamentale nel percorso educativo del bambino affetto da diabete e rappresentano un mezzo efficace per imparare l’autogestione della malattia grazie al confronto con i coetanei affetti dalla stessa patologia. L’importante ruolo dei campi scuola è dato dal fatto che bambini con patologie croniche e le loro famiglie hanno un maggior bisogno di supporto sia psicologico che medico[2]. Per molti bambini affetti da diabete infatti spesso il campo rappresenta la sua prima esperienza di vita al di fuori dell’ambiente familiare e questo garantisce anche ai genitori una “pausa” dalla routine che il diabete comporta. Allo stesso modo il campo offre ai piccoli pazienti una “vacanza” dalla loro famiglia in un ambiente sicuro. Alcuni studi hanno dimostrato che il campo scuola, per avere una reale efficacia educativa, deve durare non meno di cinque giorni e non più di sette-dieci giorni. Il numero dei partecipanti è compreso tra 15 e 30 bambini. L’età dei partecipanti deve essere omogenea in modo tale che i bambini possano trascorrere un’esperienza che risulti significativa da un punto di vista educazionale. Il campo scuola è in grado di fornire un ambiente positivo e stimolante, in cui i bambini e gli adolescenti affetti da diabete possono condividere la conoscenza della loro malattia con gli altri[2].


LO STUDIO SPERIMENTALE Nel Centro di Diabetologia Pediatrica dell’Istituto Giannina Gaslini è stato condotto uno studio su i campi scuola. In questo articolo verrà spiegato lo studio incentrato sul campo scuola Dynamo Camp. Lo studio sperimentale si è incentrato principalmente sulla valutazione della qualità della vita e sul controllo glicometabolico post campo scuola in pazienti affetti da diabete mellito di tipo 1, che hanno partecipato ai campi. Per valutare questi due parametri sono stati somministrati i questionari

A questo studio hanno partecipato team diabetologici pediatrici di 4 Centri italiani (Bologna, Genova, Novara e Trento). DESCRIZIONE DEL QUESTIONARIO Il questionario è stato somministrato sia ai bambini, sia ai loro genitori o tutori, prima che il bambino partecipasse al suo primo campo scuola (questionario basale), e dopo a distanza di almeno due mesi da esso; ad ogni campo successivo, verrà chiesto al bambino di rispondere soltanto al secondo questionario, quindi a campo scuola avvenuto. Il questionario usato in questo studio, vista l’età dei pazienti partecipanti al campo scuola, è stato quello della fascia di età 13-18 anni. Il questionario,è formato da 28 domande totali, suddivise in 5 diverse aree: nell’area 1 ci sono 11 domande riguardanti i bisogni primari (fame, sete e andare in bagno) e alcuni sintomi (dolore allo stomaco, dolore alla testa, ipoglicemia, stanchezza, tremore, sudorazione, insonnia ed irritabilità); nell’area 2 ci sono 4 domande in totale sui problemi riguardanti il dolore, il disagio, i problemi a relazionarsi con i genitori e l’impegno e la costanza nel seguire la cura; nell’area 3 le domande si riferiscono alle difficoltà che ha avuto il bambino nella gestione degli aspetti pratici (glicemia, insulina); nell’area 4 ci sono soltanto 3 domande che riguardano le preoccupazioni del bambino di andare in ipoglicemia, l’efficacia delle cure ed i problemi eventuali causati dal diabete; nell’ultima area, la 5, sono presenti 3 domande riguardanti il rapporto con il team diabetologico e la vita sociale. Le risposte del questionario avevano un punteggio che andava da zero a quattro ( “0”,“1”, “2”, “3”, o “4” ) con i rispettivi significati: “non è mai stato

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• Promuovere l’educazione specifica per l’autogestione del diabete mellito nell’ambito di un’esperienza extra ospedaliera positiva; • Promuovere l’educazione specifica per l’autogestione del diabete nell’ambito dell’attività sportiva; • Stimolare il confronto con i coetanei, favorendo il superamento di ogni sensazione di isolamento e diversità; • Stimolare l’indipendenza nella gestione del diabete in assenza dei familiari; • Migliorare la qualità della vita. Uno dei maggiori centri di diabetologia pediatrica che organizza campi scuola è il centro dell’Istituto Gaslini che annualmente organizza diversi campi scuola, a seconda delle fasce di età interessate: • Campo scuola di vela per bambini da 6 a 11 anni, durata una settimana • Campo scuola di equitazione per ragazzi da 11 a 14, durata una settimana • Campo in montagna per adolescenti, durata 4 giorni (di cui due lavorativi) • Campo per le famiglie, durata 4 giorni (di cui due lavorativi) • Dynamo Camp, durata una settimana I campi scuola vengono svolti in località montanare o marine, le giornate sono continuative e si alternano tra attività fisiche e ricreative come trekking, vela o equitazione a seconda del luogo in cui viene svolto il campo.

PedsQL ™ 3.0, modulo per il diabete, nella versione italiana[3] , strumento ampiamente utilizzato per misurare la malattia-specifica, la salute e la qualità della vita in bambini e adolescenti con diabete di tipo 1 e nelle loro famiglie.

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OBIETTIVI DEI CAMPI SCUOLA

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le stesse identiche domande ma poste in forma differente poiché richiedono al genitore la percezione che egli ha dei bisogni, dei sintomi, delle difficoltà, delle preoccupazioni e della comunicazione del proprio figlio. I questionari raccolti nella fase pre campo sono stati 126, e quelli raccolti nella fase post camp sono stati, in totale, 81.(Figura 2)

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un problema”, “non è quasi mai stato un problema”, “é qualche volta stato un problema”, “è spesso stato un problema” ed “è quasi sempre stato un problema”. Il punteggio del questionario varia da un minimo di 0 ad un massimo di 112, più il punteggio è basso e migliore è la qualità della vita. (Figura 1). Per quanto riguarda il questionario somministrato ai genitori, conteneva

Figura 1 - Questionario anonimo usato per gli adolescenti prima e dopo il campo

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ARTICOLO ORIGINALE CONCLUSIONI Dall’analisi statistica effettuata su tutti i questionari raccolti è emerso che i bambini che hanno partecipato al campo scuola Dynamo Camp, analizzando il punteggio totale dei questionari di pre-campo, partivano già da una qualità della vita molto buona e dopo aver analizzato i nostri dati, possiamo affermare che c’è stato un miglioramento del PedsQL dei bambini anche se non statisticamente significativo. Al contrario si è riscontrato un miglioramento statisticamente significativo nel punteggio totale del PedsQL compilato dai genitori. È molto interessante come, secondo la percezione dei genitori dei pazienti che hanno partecipato ai campi, la qualità della vita dei loro figli sia migliorata e come secondo i partecipanti invece non sia cambiata significativamente. Inoltre sono stati analizzati i singoli items del questionario (cioè le singole domande) sia per i bambini che per i genitori ed è stata indagata la percentuale di soggetti con problemi presenti almeno qualche volta (punteggio pari a 2, 3

e 4). Per ogni items è stata calcolata tale percentuale sia prima che dopo il campo scuola e abbiamo analizzato le differenze tra di essi. Per quanto riguarda i bambini, si osserva che alcuni items mostrano un miglioramento: “bagno”, “sudore” e “scorta zuccheri”, pur non raggiungendo la significatività statistica. Per quanto riguarda i genitori invece, si osservano alcuni miglioramenti significativi nei seguenti items: “stanchezza” , “comunicazione con i medici” e “quesiti ai medici” (P=0,016). Due items inoltre mostrano un miglioramento evidente pur non raggiungendo la significatività statistica: “tremori” e “difficoltà nelle iniezioni”.

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Figura 2

Analizzando poi i valori di HbA1c prima e dopo il campo possiamo notare un buon controllo glicometabolico senza variazioni statisticamente significative. Tra i bambini che presentavano un buon controllo glicemico pre-campo alcuni sono rimasti invariati ed altri no. Al contrario tra quelli che presentavano un cattivo controllo una percentuale non trascurabile risulta migliorata. Però va

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sottolineato come in realtà il miglioramento dell’emoglobina glicosilata non sia un obiettivo a breve termine dei campi scuola considerando la breve durata del campo in relazione al controllo trimestrale dell’HbA1c. Un altro dato importante da non sottovalutare che è emerso in questo studio è il fatto che non c’è correlazione tra

i valori di HbA1c e il punteggio ottenuto al questionario PedsQL. Questo significa che la qualità di vita non dipende dal controllo glicometabolico: pazienti con cattivo controllo glicometabolico possono avere sia alti che bassi punteggi al questionario di qualità della vita. (Figura 3).

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Figura 3

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I dati emersi fanno dedurre come spesso il vissuto psicologico del diabete sia più complesso da gestire da parte dei genitori che da parte dei soggetti direttamente interessati e che questo vada a condizionare anche la percezione che essi hanno del vissuto dei figli L’aver condotto questo studio è un traguardo importante per i pazienti affetti da diabete mellito di tipo 1 e il successo dei campi scuola, dove educazione

alla terapia e condivisione della patologia si mischiano continuamente, lo si vede non solo da questi dati ma soprattutto ai controlli ospedalieri, ascoltando i racconti dei ragazzi e delle famiglie, osservando il rapporto di fiducia istaurato con gli operatori, e, ancor di più, le intense relazioni di amicizia e supporto che si sono create tra i ragazzi che hanno partecipato ai campi.


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Il mese scorso, quanto questo è stato per te un problema...

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Che tu faccia queste cose da solo, o con l’aiuto dei tuoi genitori, per favore rispondi quanto difficile è stato per te nel mese scorso...

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ARTICOLO ORIGINALE N. 4 dicembre 2017

Il mese scorso, quanto questo è stato per te un problema...

BIBLIOGRAFIA

1. World Health Organization, 2011, Boo S, Ahn Y, Lee JE, Kang N, Kang H, Sohn M. Diabetes-Specific Quality of Life of Korean Children and Adolescents With Type 1 Diabetes. Int J Nurs Knowl 2016;27(2):62-9. 2. Cheung R, Young Cureton V, Canham DL. Quality of life in adolescents with type 1 diabetes who participate in diabetes camp. J Sch Nurs. 2006 Feb;22(1):53-8. 3. Italian translation, cultural adaptation and validation of the PedsQL™ 3.0 Diabetes Module questionnaire in children with type 1 diabetes and their parents. d’Annunzio et al. Health and Quality of Life Outcomes 2014, 12:115.

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“INTERVENTI INFERMIERISTICI PER IMPLEMENTARE EFFICACI STRATEGIE DI EDUCAZIONE SANITARIA RIVOLTE AI BAMBINI AFFETTI DA DIABETE IN ETÀ SCOLARE (13-18 ANNI) ED ALLE LORO FAMIGLIE: REVISIONE DELLA LETTERATURA” A cura di: Dott. Andrea Aronica Estratto della Tesi di Laurea in infermieristica Università degli Studi di Pavia Facoltà di Medicina e Chirurgia AA 2016-17 andrea.aronica@yahoo.it

ABSTRACT Background: Il diabete mellito rappresenta la seconda malattia cronica più comune tra i bambini e gli adolescenti. L’incidenza mondiale continua a crescere ogni anno e oggi più che mai sono necessari interventi infermieristici per limitare l’avanzare della pandemia. Particolare attenzione deve essere dedicata all’alimentazione, all’attività fisica e all’autogestione mediante la stretta collaborazione tra l’equipe sanitaria, la famiglia e l’adolescente. Obiettivo: Scopo dell’articolo è individuare gli interventi infermieristici rivolti sia agli adolescenti sia ai loro genitori, e la loro efficacia attraverso una revisione sistematica della letteratura.

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Materiali e metodi: È stata effettuata una ricerca bibliografica nelle principali banche dati (PubMed, Cochrane Database of Systematic Reviews e MEDLINE database) con l’obbiettivo di indagare e confrontare le strategie di natura infermieristica per migliorare la qualità di vita degli adolescenti e delle loro famiglie. Sono stati oggetto di studio soltanto gli articoli che rispettano il filtro temporale di 5 anni e l’argomento dell’elaborato. Risultati: Gli articoli analizzati hanno permesso di comprendere quali fossero le effettive potenzialità e i limiti degli interventi infermieristici. Dai dati raccolti si evince come solo un team multidisciplinare possa essere in grado di generare risultati francamente positivi per l’adolescente. È stato inoltre dimostrato come una comunicazione paziente-caregiver e paziente-provider sia essenziale per garantire standard terapeutici elevati. Conclusioni: Il professionista sanitario ricopre un ruolo essenziale in un contesto delicato come quello dell’adolescenza. Diversi sono gli interventi infermieristici che possono essere messi in atto dal mantenimento di una dieta sana ad un incremento dell’attività fisica, dalla perdita di peso a una gestione efficace della terapia. Nonostante ciò l’attuazione esclusiva delle tecniche tradizionali non è più sufficiente a garantire importanti outcome positivi. Una maggiore educazione del personale sanitario è auspicabile. Parole chiave: diabetes, nursing health education, diabetes mellitus, nursing, health, education, educational status, status e adolescent.

BACKGROUND La diagnosi di diabete mellito (DM) rappresenta un evento stravolgente nella vita di un individuo. I rapidi cambiamenti sul piano fisico, cognitivo, psicologico,

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emotivo e sociale che caratterizzano l’adolescenza, come una fase di transizione verso l’età adulta, (Tang, Chen and Wang, 2013) richiedono un grande sforzo teso a fare le scelte che condizioneranno la vita futura dell’adolescente.


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promozione della salute. Istruire ed educare il paziente a perseguire uno stile di vita sano è una responsabilità dell’infermiere prevenendo così possibili complicanze (Pham and Ziegert, 2016). Comprendere come l’adolescente si prende cura della propria salute rappresenta uno dei primi step che il professionista sanitario deve compiere. I genitori hanno un ruolo di primo piano nella gestione della terapia dell’adolescente affetto da diabete. Comprendere il loro punto di vista, in merito ai trattamenti somministrati ai figli, è di fondamentale importanza per il professionista sanitario in quanto, maggiore è il loro coinvolgimento nella terapia, maggiori saranno gli outcome positivi. Compito dell’infermiere, insieme all’ health care team, è anche quello di aiutare e guidare i genitori durante un processo di consapevolezza allo scopo di placare le loro paure, risolvere i dubbi e suggerire cambi comportamentali che possano migliorare la qualità di vita dell’adolescente (Polfuss et al., 2015). L’intervento infermieristico è diretto a comprendere il punto di vista dei genitori e degli adolescenti riguardo l’autogestione, valutare le risorse disponibili per il trattamento del T1D e suggerire i comportamenti finalizzati a migliorare i livelli di salute. Dagli studi analizzati si evince che gli adolescenti, ma soprattutto i genitori, necessitano di rieducazione e strategie per aiutarli a trovare il giusto equilibrio tra il controllo totale e il disinteresse alla gestione della patologia o delle patologie del figlio (Sullivan-Bolyai et al., 2014). La tecnologia viene in aiuto ai genitori, all’adolescente e ai caregiver nel processo di autogestione del diabete. È necessario quindi che la sanità, ed in particolar modo gli interventi di natura infermieristica, sfrutti tale risorsa per favorire una maggiore adesione alla terapia. Bisogna mettere in atto un modello articolato di servizi, anche tecnologici, volto a rendere più efficace la relazione operatore sanitario-paziente-terapia. Tale modello, grazie alla telemedicina, produce vantaggi per il paziente che vedrà ridurre gli accessi ospedalieri e per l’infermiere che recupererà tempo. Uno

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Al fine di comprendere quali siano gli interventi di natura infermieristica e le strategie più efficaci per il trattamento del diabete in un contesto così delicato è necessario considerare una pluralità di fattori condizionanti la patologia, ponendo il primary focus sull’età adolescenziale. Per garantire un corretto intervento sanitario appare importante distinguere tra i fattori dipendenti dall’individuo tra cui la dieta, il livello di attività fisica, l’autogestione della terapia e il grado di conoscenze e quelli che non dipendono direttamente dal paziente tra cui i fattori genetici, l’etnia, l’età, il sesso, il livello di reddito e l’educazione ricevuta. Una delle sfide più significative dell’azione dell’infermiere è rappresentata dall’attività di supporto nella dieta. Le maggiori preoccupazioni dell’adolescente riguardano la limitazione di cibo e la conseguente modifica dell’immagine corporea. Questa condizione può favorire l’insorgenza di importanti disordini alimentari (McCarvill and Weaver, 2014). La prevalenza dell’obesità tra gli adolescenti negli Stati Uniti è triplicata negli ultimi 30 anni con una percentuale pari al 17% degli adolescenti totali. Correlato a tale dato vi è l’aumento dei fattori di rischio in merito a patologie cardiovascolari e l’insorgenza del diabete di tipo 2 (T2D). Gli studi scientifici a riguardo dimostrano che la sedentarietà’, correlata ad un tempo eccessivo trascorso davanti allo schermo, aumenta in maniera significativa le possibilità di diventare obesi o sovrappeso (Buchanan et al. 2016). In un contesto simile l’attività fisica gioca un ruolo fondamentale in quanto la mancanza di quest’ultima rappresenta una delle maggiori cause di morbilità e mortalità al mondo (Aslesh et al., 2016). Gli interventi infermieristici sono quindi indirizzati a valutare la capacità dei soggetti di rendersi conto del proprio stato di salute attraverso il calcolo del BMI, comprendere le strategie che possono risultare più efficaci rispetto ad altre e ovviamente promuovere l’attività fisica in diversi setting, soprattutto quello scolastico (Dobbins et al., 2013). I professionisti sanitari sono considerati come i provider principali e primari di

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sviluppo adeguato della tecnologia infatti permetterà di seguire a distanza il paziente con esiti qualitativi migliori (Dougherty et al., 2014). MATERIALI E METODI Il percorso di ricerca è stata realizzato mediante l’ausilio di articoli scientifici contenuti in database infermieristici, bio-medici e medici quali PubMed, Cochrane Database of Systematic Reviews e MEDLINE database. Prezioso è stato il contributo della Biblioteca di Infermieristica della Fondazione I.R.C.S.S. Policlinico San Matteo di Pavia. La consultazione è stata effettuata in data 18/05/17, il filtro temporale inserito nella stringa di ricerca è di 5 anni, mentre la restrizione di età è compresa tra i 13 e i 18 anni. A fronte della stringa di ricerca sono stati individuati 52 articoli, di questi 2 sono stati esclusi in quanto non inerenti al tema dell’elaborato mentre 7 prendevano in esame una popolazione non idonea al range di età stabilito. Sono quindi stati utilizzati 43 articoli scientifici. Fattori determinanti A seguire vengono esposti gli interventi infermieristici finalizzati ad implementare le strategie di educazione sanitaria nei giovani con un’età compresa tra 13 e 18 anni ed alle loro famiglie mediante l’attenta analisi degli articoli scientifici utilizzati nella stesura dell’elaborato e la valutazione critica del loro contenuto. Dieta L’adolescenza risulta un periodo molto complesso sotto diversi punti di vista in quanto è caratterizzato da un importante sviluppo fisico, cognitivo, psicologico e sociale. Molti ragazzi manifestano insicurezze e paure riguardo al loro corpo. Nel caso di T1D particolare attenzione deve essere dedicata agli adolescenti affetti da diabete in quando la terapia insulinica e il controllo costante della dieta rappresentano un problema alla vita di tutti i giorni. Diversi sono i compiti dell’infermiere in merito al trattamento del diabete e possono essere

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suddivisi in quattro macro-aree: ottenere e mantenere, prevenire, identificare i bisogni nutrizionali individuali e garantire il piacere di mangiare limitando la scelta di cibo solo quando supportato da evidenze scientifiche. • Ottenere e mantenere: si intende il raggiungimento e il mantenimento dei livelli di glucosio nei range di normalità (70-130 mg/dl) o il più vicino possibile ad essi. Altrettanto importanti sono i valori di lipidi e lipoproteine in quanto rappresentano un indicatore di possibili disturbi cardiovascolari. Ultimi, ma non meno significativi, sono i livelli della pressione arteriosa i quali dovrebbero essere compresi tra 80 e 120 mmHg. • Prevenire: modificando l’apporto nutrizionale e lo stile di vita è possibile prevenire o quantomeno rallentare l’insorgenza del diabete. L’educazione svolge un ruolo fondamentale per l’adolescente in quanto si trova ad affrontare una patologia a lui finora sconosciuta. L’aiuto e il sostegno dei genitori, del personale sanitario e degli educatori sono il key point degli interventi dietetici. L’educazione in merito alle abilità di coping o più in generale al diabete può mantenere o migliorare l’aderenza alla cura se indirizzata sia ai genitori che agli adolescenti (Holmes et al., 2014) • Identificare i bisogni nutrizionali: ogni persona è un individuo diverso, unico e originale per tale motivo è necessario valutare i bisogni specifici di quest’ultimo, le differenze culturali e la motivazione al cambiamento (Nutrition Recommendations and Interventions for Diabetes, a position statement of the American Diabetes Association). Attività fisica Secondo l’organizzazione mondiale della sanità (WHO) 1.9 milioni di morti sono attribuibili ad un’inadeguata o assente attività fisica e almeno 2.6 milioni come risultato del sovrappeso o dell’obesità. È stato valutato che il 10%-16% delle cause di tumore al seno, al colon, al retto e il T2D sono causati da inattivi-


Educazione e prevenzione L’educazione sanitaria è un processo pianificato con lo scopo di apprendere le conoscenze inerenti la patologia, fornendo così un modello di promozione della salute. Più precisamente è considerato come un insieme di step che garantiscono un empowerment individuale o in altre parole un maggiore controllo della propria salute (Pham and Ziegert, 2016). Un supporto continuo e un’educazione all’autogestione del diabete sono essenziali per aiutare gli adolescenti e le loro famiglie a comprendere meglio la patologia, accettare la diagnosi e mettere in atto cambiamenti comportamentali (Siminerio, 2015). è possibile affermare che indipendentemente da qualunque sia l’intervento educativo o di prevenzione messo in atto o pianificato, affinché questo abbia successo e risulti efficace, deve considerare i bisogni psicologici, sociali ed emotivi dell’adolescente (Chaney D, 2012). La comunicazione rimane la key word sia dei processi educativi che di prevenzione. Deve quindi essere chiara, efficace e diretta per risolvere i dubbi, le paure e le preoccupazioni dell’adolescente e della sua famiglia (Gallivan and Greenberg, 2014). Autogestione L’autogestione è un insieme di step che devono e possono essere messi in atto unicamente dalla persona affetta dalla patologia. Compito dell’infermiere

Ruolo dei genitori L’intervento infermieristico è diretto a comprendere il punto di vista dei genitori e degli adolescenti riguardo l’autogestione, valutare le risorse disponibili per il trattamento del T1D e suggerire i comportamenti finalizzati a migliorare i livelli di salute. Dagli studi analizzati si evince che gli adolescenti, ma soprattutto i genitori, necessitano di rieducazione e strategie per aiutarli a trovare il giusto equilibrio tra il controllo totale e il disinteresse alla gestione della patologia, o delle patologie, del figlio (Sullivan-Bolyai et al., 2014). Se da una parte l’infermiere, attraverso l’empatia applicata, deve cercare di colmare le lacune educative dei caregiver, dall’altra i genitori devono comunicare al professionista le proprie perplessità. In altre parole possiamo dire che uno spirito propositivo al risolvere i problemi che si presenteranno lungo il percorso terapeutico è importante se non essenziale. Beneficiario di tali interventi e cambiamenti è e rimane l’adolescente affetto da diabete.

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è garantire tutto il supporto necessario a favorire una costante crescita individuale spronando l’adolescente ad attuare comportamenti terapeutici postivi ed efficaci. The American Diabetes Association (ADA) e Healthy People 2020 hanno realizzato delle linee guida e degli obiettivi per rendere più efficace l’autogestione del diabete al fine di ridurre l’incidenza e il peso economico del diabete. È stato valutato che se l’incidenza continuerà ad aumentare e la mortalità rimarrà relativamente bassa, la prevalenza aumenterà dall’attuale livello del 8.3% al 33% entro il 2050.

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tà fisica (Dobbins et al., 2013). Per tale motivo, i ragazzi affetti da diabete sono spronati a svolgere l’attività fisica con assiduità, modificare la propria dieta e regolarizzare le somministrazioni di insulina. Secondo le linee guida del Regno Unito è consigliato che gli adolescenti compiano almeno 60 minuti di moderata/intensa attività fisica al giorno, tra cui esercizi finalizzati al rafforzamento di ossa e muscoli, per almeno 3 giorni a settimana (Quirk et al., 2014). Compito dell’infermiere, indipendentemente dal contesto in cui opera, è quello di promuovere l’attività fisica al fine di ridurre i livelli di HbA1C, il BMI, i trigliceridi e il colesterolo totale.

Strumenti di valutazione Al fine di oggettivare i risultati di un intervento l’infermiere si può avvalere di scale di valutazione. Si tratta di strumenti che, se utilizzati soprattutto durante le visite di follow up, permettono di ottenere indicazioni sullo stato di salute generale del paziente nel tempo, valutandone i miglioramenti o peggioramenti. Tra le scale che sono state individuate durante questa revisione sistematica

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della letteratura vi sono il Diabetes Numeracy Test (DNT) e la versione modificata della Edmond Obesity Staging System (mEOSS). Improprio però, sarebbe considerare le scale come unico strumento di valutazione in quanto diversi sono gli interventi e i programmi finalizzati a valutare eventuali risvolti positivi o negativi della patologia in un determinato lasso di tempo. Tra questi possiamo citare l’Adolescent Diabetes Needs Assessment Tool (ADNAT) e il Diabets-Oriented Learning Family Intervention (DOLFIN). Approccio tecnologico Bisogna prendere atto che la tecnologia è entrata a far parte della quotidianità, si tratta di una vera e propria rivoluzione che condiziona le nostre vite. È necessario quindi che la sanità, ed in particolar modo gli interventi di natura infermieristica, sfruttino tale risorsa per favorire una maggiore adesione alla terapia da parte degli adolescenti. Diversi sono gli strumenti che possono essere utilizzati: dall’app alle lezioni interattive, dagli sms per la somministrazione dell’insulina ai programmi educativi via web. Per accrescere le conoscenze e le abilità dell’adolescente affetto da diabete in merito alla somministrazione di insulina è stato sviluppato un sistema di sms come reminder dell’iniezione, per due volte a settimana per sei mesi. Obbiettivo dello studio è di diminuire i livelli di emoglobina glicata e migliorare la qualità di vita dell’adolescente stesso (Celik et al., 2014). Come supporto alla famiglia e all’adolescente bisogna citare lo studio TEENCOPE. Un programma web-based per sviluppare e rafforzare le abilità di coping del giovane adulto affetto da T1D. È stato osservato, a seguito dell’intervento, un miglioramento del controllo metabolico, della qualità di vita e una diminuzione dei conflitti familiari (Whittemore et

al., 2013). Un maggiore coinvolgimento attivo dei pazienti porta a una migliore gestione della terapia e a un coping efficace con conseguenti outcome positivi. CONCLUSIONI La revisione della letteratura, in merito agli interventi assistenziali rivolti agli adolescenti in età scolare (13-18 anni) e alle loro famiglie, ha messo in evidenza come il diabete sia una patologia molto complessa che richiede conoscenze adeguate e costanza nella gestione della terapia. Non è facile accettare una diagnosi di diabete ma per milioni di persone nel mondo conoscere la propria patologia è un primo importante step per vivere una vita più lunga e sana. I risultati dell’analisi della letteratura mettono in evidenza che una visione all-inclusive della patologia rappresenta un elemento fondamentale per garantire un effettivo miglioramento della qualità di vita dell’adolescente. A tal fine l’utilizzo esclusivo delle tecniche tradizionali non è più sufficiente, pertanto si auspica che la sanità pubblica e privata operino un profondo rinnovamento nell’approccio e nella cura del diabete. I corsi accademici dovrebbero introdurre dei programmi specifici per formare infermieri più competenti e più attenti alle diverse problematiche della patologia. La prevenzione rappresenta l’arma vincente nelle mani del professionista per limitare complicanze che possono avere delle conseguenze importanti sulla qualità di vita del singolo. Purtroppo, in Italia poche sono le conoscenze tra la popolazione ma soprattutto manca la consapevolezza riguardo alla gravità del diabete. Per tale motivo il ruolo del professionista sanitario è necessario per promuovere l’empowerment individuale finalizzato a garantire un’approfondita comprensione della patologia e “giocare d’anticipo”.


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CORSO DI AGGIORNAMENTO OSDI ABRUZZO-MOLISE LA TERAPIA INSULINICA CON MICROINFUSORE, QUALI COMPETENZE EDUCATIVE E TECNOLOGICHE PESCARA 4 NOVEMBRE 2017

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Sabato 4 novembre 2017 presso il Palazzo Ex Aurum di Pescara si è svolto il corso “ La terapia insulinica con microinfusore. Quali competenze educative e tecnologiche.” La terapia insulinica infusa con microinfusore (C.S.I.I.) associata o meno al

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monitoraggio in continuo della glicemia è universalmente riconosciuta come la metodologia di insulinizzazione più simile alla fisiologica funzione del pancreas. Tutte le linee guida sottolineano la selezione del paziente e la presenza di un team esperto nell’utilizzo della terapia con microinfusore, nel caso di paziente pediatrico anche la famiglia va opportunamente addestrata non solo dal punto di vista tecnico ma accompagnata in un percorso educativo per gestire in sicurezza e efficacia la terapia. Il corso ha voluto fornire un aggiornamento sullo stato dell’arte relativo all’utilizzo di nuove tecnologie. Prima di iniziare i lavori del convegno abbiamo voluto ospitare colui che, per la nostra regione, è stato un grande e appassionato ricercatore sulle nuove tecnologie già dagli anni ’80 il Prof. Fabio Capani, senatore della Diabetologia a livello nazionale e internazionale. Molti operatori sanitari e pazienti, che ancora seguiamo, ricordano con gioia le nottate passate nella stanza del pancreas artificiale con i primi studi sul Counting dei Carboidrati. E’ stato un maestro per tanti operatori di Diabetologia e ha sempre creduto nel valore delle competenze infermieristiche e della loro irrinunciabilità all’interno del team diabetologico. E’ seguito un momento di commozione e di saluti.


Per il CDR Osdi Abruzzo-Molise Livia Cavuto

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to un escursus storico delle dimensioni e delle funzioni dal primo microinfusore fino alla tecnologia più avanzata dell’ultimo modello da lui portato. Di seguito il racconto di un paziente che pratica alpinismo di alta quota che ci ha suggestionato con le foto delle sue imprese, rese possibili dalla sua capacità di autogestione e dalla disponibilità di tecnologie sempre più avanzate. Poi le testimonianze di una paziente insegnante e maratoneta ed un’altra impiegata di banca e ballerina di danze standard. Un messaggio trasmesso da tutti i pazienti è che non tornerebbero indietro per nessuna ragione perché la qualità della vita con le nuove tecnologie è migliorata. La parte finale dell’evento è stata dedicata all’esercitazione pratica, i colleghi discenti hanno avuto la possibilità di toccare con mano i microinfusori, i set infusionali, provando anche ad impiantarli grazie alla disponibilità di pance finte. Il Corso è stato molto apprezzato dai partecipanti non solo per il riuscito connubio di parte teorico - pratica, ma anche per i risultati testimoniati dai pazienti, che con l’aiuto di team motivati e preparati sono riusciti ad adattare il diabete alla vita e non la vita al diabete.

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Il Corso è entrato nel vivo con la relazione della Dott.ssa Formoso sullo dell’arte e il rapporto costo- benificio della terapia con microinfusore. La successiva relazione della Dott. ssa Minnucci si è soffermata sulle indicazioni alla terapia con microinfusore e la selezione del paziente da avviare a tale terapia. Il collega Di Luzio ci ha parlato del Monitoraggio in Continuo della Glucosio e quale ruolo ha l’infermiere anche nello scarico dei dati rilevati. Le nuove tecnologie del Sistema Integrato Microinfusore/Sensore (SAP) sono state invece esposte dalla Prof.ssa Vitacolonna. La seconda sessione è iniziata con la relazione del Dott. Tumini su Microinfusore in età pediatrica: un’opportunità in più? Il collega Trosini ha relazionato sulla gestione degli eventi straordinari come ipoglicemia, iperglicemia, malattie intercorrenti e l’attività fisica. Chiude la sessione mattutina la Dott. ssa Mazzola sull’importanza del Counting dei Carboidrati nella terapia con microinfusore. Particolari emozioni ci hanno trasmesso i pazienti che hanno accettato di venirsi a raccontare. Abbiamo avuto un paziente di 73anni, tuttora appassionato giocatore di tennis, che è stato tra i primi portatori di microinfusore in Abruzzo e che ha fat-

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OSDI UMBRIA GIORNATA MONDIALE DEL DIABETE: TARGA DI RICONOSCIMENTO DA COREDIAB UMBRIA AD OSDI UMBRIA PERUGIA NOVEMBRE 2017

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In occasione dalla Giornata Mondiale del Diabete, su tutto il territorio nazionale,vengono organizzati eventi formativi per professionisti ed eventi rivolti alla popolazione per fornire informazioni su tutto ciò che riguarda la patologia e per sensibilizzare ad adottare stili di vita corretti. Quest’anno il Corediab Umbria (Coordinamento delle Associazioni umbre dei pazienti diabetici), in collaborazione con AMD (Associazione Medici Diabetologi), SIEDP (Società Italiana di Endo-

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crinologia e Diabetologia Pediatrica) e O.S.D.I. (Operatori Sanitari di Diabetologia Italiani), ha organizzato un evento ad Orvieto, presso il Palazzo del Capitano del Popolo. “Agisci oggi per cambiare domani”, questo il titolo dell’incontro che ha riscosso una notevole partecipazione di persone nella stupenda Sala dei Quattrocento. All’incontro hanno partecipato alcuni pazienti che hanno condiviso con il pubblico la loro esperienza di vita con il diabete, un messaggio di speranza e di


Marinella Biagini Alessandro Mechelli Laura Piastrella

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tro tenutosi nella Sala dei Quattrocento, il Corediab, nella persona della Presidente Sara Scillitani ha voluto conferire un riconoscimento all’OSDI per l’impegno che quotidianamente svolgono gli infermieri Dedicati di Diabetologia con la finalità di prevenire, educare, informare e curare, fornendo risposte e prestazioni appropriate, competenti e rispettose delle linee guida e dell’evidenza scientifica. Rappresenta per la nostra Categoria il più alto ed importante riconoscimento, sapere di essere efficaci nel rispondere ai bisogni che ci vengono manifestati ogni giorno ma anche di rappresentare un riferimento sul quale poter sempre contare. E’ stato un modo di restituirci la “Cura”, le Persone con diabete si sono prese Cura di noi, un abbraccio caldo ed emozionante. Ciò come Operatori ci spinge e ci motiva a continuare per questa strada e a credere ancor di più nell’ASSOCIAZIONISMO. Dobbiamo ringraziare tutti coloro che hanno creduto nell’idea di fondare un’Associazione di infermieri Dedicati di Diabetologia in Italia ed in particolare tutte quelle Persone che lo hanno fatto con profondo impegno e convinzione in Umbria, contribuendo, con incontri, congressi ed eventi formativi ad elevare la nostra formazione ma soprattutto fornendo un prezioso strumento per poterci identificare. La condivisone resta la gioia più grande.

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conforto a testimonianza che la convivenza con la malattia è possibile anche in condizioni difficili se non estreme, dalla gestione di una gravidanza fino al controllo della glicemia nello sport agonistico. E’ seguita anche una mostra fotografica con relativa premiazione degli scatti più efficaci a trasmettere cosa significa convivere con il diabete. L’evento è terminato con un concerto nel meraviglioso scenario del Duomo di Orvieto e con l’illuminazione in blu della Torre del Maurizio. La tradizione infatti vuole che in questa Giornata nelle città italiane venga illuminato di blù un monumento. Attualmente molte persone preferiscono trovare risposte ai loro dubbi consultando il web, chiedendo aiuto ai propri contatti Facebook e comportandosi in modo del tutto inappropriato. Il tema è molto delicato, perché a repentaglio c’è la salute delle persone, oggi smarrite e molto incerte per la diffusa abitudine di alcune categorie professionali di ambito non sanitario, che spesso forniscono suggerimenti e consigli, pur non avendone competenza e mettendo a rischio la loro salute. Anche solo presentato così brevemente, lo scenario appare davvero complesso, e il mondo scientifico fatica a vedere riconosciuta la sua autorevolezza, che ai più appare solo come una tra le tante opinioni possibili. Ecco perché il ruolo di operatori sanitari specificatamente dedicati all’ambito diabetologico è così importante. Il professionista sanitario, sia esso un medico, un infermiere, un dietista etc., si fa carico del paziente ognuno nel proprio ambito di competenza, lo accompagna nella scelta di uno stile di vita appropriato e nella gestione del diabete in tutti i suoi aspetti, dall’automonitoraggio, alla corretta assunzione dei farmaci e dell’insulina, agli aspetti dietetici, implementando le capacità del paziente e permettendogli di costruirsi da solo una gestione autonoma del diabete. E’ necessario quindi affidarsi esclusivamente ai professionisti giusti e alle loro competenze per evitare di correre inutili rischi. Ed è proprio per questo che, con nostra grande sorpresa, alla fine dell’incon-

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XXIV CONGRESSO REGIONALE OSDI VENETO IN PUNTA DI PIEDI: LA PREVENZIONE DEL PIEDE DIABETICO PADOVA 21 OTTOBRE 2017

Eccoci qua! Altri due anni sono già passati dall’ultimo congresso ….. e seppur con molta fatica e nonostante le difficoltà che abbiamo dovuto affrontare, il 2017 ci ha ritrovati ancora determinati e motivati per poter organizzare il 24° Congresso Regionale OSDI Veneto, che si è svolto il 21 ottobre scorso presso l’Hotel NH di Padova. Il piede diabetico è stato l’argomento oggetto del congresso, una tematica di forte interesse per gli infermieri di diabetologia soprattutto perchè implica una formazione a più livelli assistenziali, territorio, ospedale, domicilio. Abbiamo voluto coinvolgere gli infermieri che svolgono la loro attività in modo dedicato presso gli ambulatori del piede diabetico, quelli che lavorano nelle diabetologie ai vari livelli e in particolar modo chi opera in ambito territoriale all’interno delle medicine integrate.

Il filo conduttore della giornata è stata la prevenzione della complicanza piede partendo dalla formazione tecnico scientifica che il personale deve possedere e l’acquisizione della consapevolezza del problema, che non è solo clinico-assistenziale, ma anche sociale e, in quanto tale, deve tener conto di tutte le implicazioni interpersonali e sociali dell’assistenza del paziente compresi gli aspetti legati alla multidisciplinarietà che questa complicanza richiede. Siamo state molto entusiaste di aver avuto tra i partecipanti diversi infermieri delle realtà territoriali a conferma dell’obiettivo che ci eravamo posti di coinvolgere nella nostra formazione anche il personale che opera a livello territoriale. La giornata è iniziata con i saluti istituzionali alle autorità e la presentazione del congresso da parte di Silvia Di Benedetto, infermiera presso l’UOSD


VITA ASSOCIATIVA modello di Framingham. Maria Grazia Torelli Infermiera presso il Servizio di Diabetologia, - prevenzione e cura del piede diabetico Legnago (VR) ci ha spiegato poi l’importanza della complicanza piede e del sostenere un adeguato autocontrollo della patologia diabetica senza perdere di vista la globalità della persona. In considerazione di ciò emerge la necessità di valutare tutte le complesse motivazioni, credenze, paure, valori che inconsapevolmente la persona porta con sé e quindi saper mettere in campo le migliori strategie per accompagnare, sostenere e facilitare anche la dimensione umana . Diversamente il rischio reale è che i nostri interventi non siano mirati e che risultino vani. Molto interessante l’altro intervento di Katja Speese incentrato sull’utilizzo del Modulo Assistenziale presente all’interno della cartella informatizzata come valido sistema per uniformare i protocolli operativi e il linguaggio, tracciare gli interventi assistenziali e dimostrarne gli esiti sensibili alle cure infermieristiche, in poche parole usare la cartella informatizzata perché solo documentando il lavoro possiamo quantificare e rendere visibile il risultato. Come è nostra consuetudine abbiamo previsto nel programma della giornata uno spazio dedicato alla presentazione delle esperienze lavorative o lavori di

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Diabetologica di Chioggia (VE) e referente per Osdi Veneto, che ha poi dato la parola alla D.ssa Antonella Senesi, Medico Diabetologo presso il Servizio di Diabetologia Schio (VI), Presidente AMD Triveneto, la quale ci ha illustrato dettagliatamente la fisiopatologia del piede diabetico, i fattori predisponenti alla base dello sviluppo delle ulcere del piede (neuropatia sensitiva periferica, deformità legate alla neuropatia motoria, traumi minori e arteriopatia obliterante periferica) e tutte le metodiche atte a formulare una diagnosi in grado di traghettarci verso una presa in carico del paziente. Abbiamo avuto il piacere di avere con noi Katja Speese, Presidente Nazionale Osdi infermiera presso l’Ambulatorio di Diabetologia e Servizio di Prevenzione e Cura Piede Diabetico di Rovereto(TN). Katja presentando la sua relazione “Un occhio al piede per salvare il cuore”, ha evidenziato quanto fondamentale sia sensibilizzare gli infermieri nell’identificare precocemente i pazienti a rischio per permettere di intervenire adeguatamente e in tempi rapidi a garantire una corretta gestione del piede diabetico. Pertanto è molto importante lo screening di prevenzione (ispezione, biotesiometria, monofilamento, ABI) e la misurazione dell’indice di Winsor, che secondo le recenti evidenze è in grado di prevedere il rischio cardiovascolare di un paziente e permettere di migliorare la stratificazione del rischio stesso se associato al classico

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ricerca coerenti al tema del congresso. In questo spazio, introdotto da M. Grazia, la collega Fiorenza Grandi dell’UOC Endocrinologia e Malattie del ricambio dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, è intervenuta per parlarci dell’organizzazione dell’ambulatorio dedicato del piede diabetico ma soprattutto della formazione continua gestita dal servizio e rivolta a medici, medici specializzandi, infermieri dell’UOC e dell’Azienda, Medici di Medicina Generale e infermieri del territorio. La formazione serve a portare consapevolezza del problema a più figure e a più livelli con l’obiettivo di stratificare in modo efficace il rischio di sviluppo di complicanze. La collega Chiara Veronese infermiera presso dell’Azienda Ospedaliera di Padova ha parlato del “Timing chirurgico” poiché un ritardo nel trattamento chirurgico delle complicanze locali porta ad una riduzione nelle possibilità di sal-

vaguardare l’arto aumentando la percentuale di amputazioni maggiori con un esponenziale ritardo nei tempi di degenza e guarigione. Le colleghe Elisa Degani e Claudia Frincu, che operano presso la Medicina Integrata di Villa Bartolomea e Castagnaro (Legnago-VR), ci hanno parlato della loro esperienza all’interno dell’ambulatorio dedicato alla cronicità, di questo nuovo modo di approcciare le persone affette da malattie croniche e/o acute attuando un modello di assistenza continuativa tra ospedale e territorio. Alla realtà diabetologica si sono avvicinate unitamente alle colleghe della Medicina integrata di Zevio e di Nogara seguendo un percorso formativo sul campo presso il Servizio di Diabetologia di Legnago. Hanno sperimentato che in questo contesto il ruolo infermieristico si esplica nella presa in carico dell’utente e delle sue criticità assistenziali con la pia-


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concesso al personale che opera sul territorio. Durante la giornata si sono svolte le votazioni per il rinnovo del Consiglio Direttivo Osdi Veneto che risulta così composto: Presidente Silvia Di benedetto, Past President con delega per 2 anni Fabio Favaretto , Vice Presidente Vivienne Cavalli. Consiglieri: Chiara veronese, Angela Benetti, Segreteria M. Grazia Torelli La giornata si è conclusa con l’assemblea dei soci ai quali va il nostro grazie per la numerosa partecipazione a questa giornata, grazie per l’affetto che ci lega all’associazione e grazie per il sostegno ricevuto. Un grazie doveroso a Vanna Cecchin e Monica Saoncella per la loro presenza in OSDI e per il contributo dato durante il loro mandato. Un grazie sincero a tutti gli sponsor che ci hanno sostenuto in questo evento e hanno permesso la sua realizzazione. Un grazie a voi che state leggendo con l’auspicio di riuscire a mantenere sempre vivo lo spirito associativo che ci appartiene, favorire la nostra crescita professionale, investire sempre di più negli strumenti che OSDI ci sta mettendo a disposizione con lo scopo comune di renderci visibili alle Istituzioni Sanitarie Nazionali e locali e nelle nostre realtà lavorative. Direttivo OSDI Veneto Fabio, Silvia, Chiara, Viviene, Angela, M. Grazia

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nificazione di un percorso di cura personalizzato. Affiancando figure professionali con notevole esperienza hanno potuto esplorare quali sono gli ambiti di possibile intervento assistenziale come la terapia dietetica, l’attività fisica, la terapia insulinica e/o orale, l’autocontrollo glicemico, la prevenzione delle complicanze (ipoglicemia, iperglicemia, piede diabetico, lipodistrofie ) Prezioso l’intervento del podologo la Dr.ssa Sofia Biasioli che opera a Chioggia (VE), la quale ha dato illustrato le molteplici possibilità di utilizzo di calzature ed ortesi specifiche al fine di attuare la prevenzione primaria e secondaria nelle lesioni cutanee del paziente affetto da diabete. Infine, ma non da ultimo, il coinvolgente intervento della collega Lucia Zanovello, la quale ci ha illustrato la sua esperienza di infermiera esperta in wound care del Servizio ADI di Legnago (VR). Un’esperienza fuori “dal comune”che ci ha portato nelle case e nelle storie di alcune persone con diabete del suo territorio. Ci ha raccontato di quanto possa essere auspicabile la cura a 360° per loro, conoscendone per quanto possibile le storie e i vissuti personali , comprendendo le potenzialità di ognuno e favorendo l’empowerment. Inoltre l’importanza dell’utilizzo dello slow nursing, anche se a volte mal si adatta al tempo

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XII CONGRESSO REGIONALE OSDI EMILIA ROMAGNA LA RETE ASSISTENZIALE NELLA CURA DEL DIABETE, DALL’OSPEDALE AL TERRITORIO: A CHE PUNTO SIAMO BOLOGNA 25 NOVEMBRE 2017

Si è svolto a Bologna il 25 novembre il XII congresso regionale OSDI Emilia Romagna, con titolo “La rete assistenziale nella cura del diabete, dall’ospedale al territorio: a che punto siamo”.Obiettivo del Congresso era aggiornare gli infermieri sui percorsi ospedale e territorio utili e necessari per assicurare in ogni ambito di cura una assistenza di qualità alla persona con diabete. Le cure primarie rappresentano una vera e propria area-sistema dotata di caratteristiche peculiari e profondamente diverse da quelle dell’assistenza ospedaliera. Per le Cure primarie a prevalere è il cosiddetto paradigma “della Medicina di iniziativa” con cui si intende un pattern assistenziale orientato alla “promozione attiva” della salute e al rafforzamento delle risorse personali (auto-cura e family learning) e sociali (reti di prossimità e capitale sociale) a disposizione dell’individuo, specie se affetto da malattie croniche o disabilità. Per l’assistenza ospedaliera è invece prevalente il paradigma “della Medicina di attesa” con il quale si evidenzia un pattern assistenziale ad elevata standardizzazione ed intensività tecnico-assistenziale che si attiva e si mobilita in presenza di un evento “nuovo” e con caratteristiche di acuzie, di urgenza o emergenza. Due paradigmi assistenziali che identificano bisogni e cure diverse, ma che in ogni caso, per essere entrambi centrati sulla persona e riuscire a garantire una


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nel dettaglio l’esperienza di Reggio Emilia, moderato dal dr. Laffi e dalla Dr.ssa Zavaroni Nella fase di programmazione del Congresso era stato chiesto ai soci di produrre un abstrat con le esperienze locali per dare nel contesto Associativo maggiore risalto alle attività lavorative. Sono stati scelti i 3 migliori contribuiti che hanno avuto la possibilità di essere presentati in plenaria e premiati per i contenuti. R. Ceci ha presentato il lavoro di gruppo sulla gestione integrata del diabete tipo 2 a R.E. Una scelta di cura appropriata che punta sull’educazione terapeutica E. Frezzati ha descritto il “gruppo di incontro” quale strumento di supporto psicologico nel PDTA del diabete dell’adulto V. Manicardi per concludere ha presentato il lavoro sull’appropriatezza e sicurezza prescrittiva della terapia insulinica in ospedale, dimissione protetta e continuità ospedale territorio, attiva nei 6 ospedali di Reggio Emilia. Al termine della mattina si è svolta l’assemblea dei Soci seguita nella pausa pranzo dalle votazioni per il rinnovo del Consiglio Direttivo E.R.

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presa in carico e la continuità nelle cure, devono necessariamente integrarsi tra loro in una unica rete assistenziale. Ospiti nei saluti iniziali il dr. G. Laffi diabetologo dell’A.O. Universitaria del S.Orsola Malpighi Bologna e la dr.ssa D. Zavaroni di Piacenza Presidente AMD Regione E. Romagna. Il congresso si è aperto con una tavola rotonda con la partecipazione di Rita Dall’ovo per la parte infermieristica, la dr.ssa V. Manicardi diabetologa per l’AUsl, la dr.ssa M. G. Magotti, Diabetologa per l’Azienda Ospedaliera, Il dr. D. Zocchi per i MMG. Il tema affrontato è stato “La rete assistenziale integrata in Emilia Romagna” con un confronto tra i professionisti sui punti di forza e di debolezza. Moderata dalla Presidente uscente T. Risolo la tavola rotonda è stata ricca di contenuti e soprattutto di interventi da parte dei partecipanti al congresso che hanno identificato nei percorsi di Reggio Emilia e Parma portati come esperienze, modelli riproducibili anche in altri contesti. A seguire un intervento di R. Ceci sul “percorso assistenziale ospedale e territorio: dalla dimissione ospedaliera alla presa incarico territoriale” descrivendo

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Alla ripresa dei lavori del Congresso la Presidente T. Risolo ha voluto dedicare un momento di ringraziamento a Nunzia Bondioli figura importantissima per OSDI E.R di cui è stata anche Presidente e che ancora oggi la impegna come socio sostenitore. Nel suo saluto Nunzia ha sottolineato l’importanza della integrazione degli infermieri con tutto il team multiprofessionale, valorizzandone il ruolo e le competenze e ricordato la mission sostenuta da Antonella Santullo, dirigente infermieristica di Rimini, prematuramente scomparsa che tanto ha investito nel riconoscimento del ruolo infermieristico. La sessione del pomeriggio moderata dalla dr.ssa Manicardi e dal Past President Fantini si è aperta con una relazione di M. Ganassi sulla “Integrazione tra ospedale e territorio nella prevenzione/ cura delle complicanze del piede diabetico” descrivendo nel dettaglio il percorso intrapreso da Reggio Emilia per ogni ambito di intervento. A seguire la descrizione dell’esperienza di Rimini con l’intervento di D. Del

Vecchio sulla “Integrazione tra ospedale e territorio nella prevenzione/cura delle complicanze del piede diabetico”. Entrambe le esperienze evidenziano come il lavoro di un team multidisciplinare, che opera nel rispetto delle proprie competenze ma con una giusta integrazione, produca i risultati migliori nella presa in carico del paziente con lesioni del piede. Il congresso si chiude con il risultato delle elezioni e la presentazione del nuovo Consiglio Direttivo, composto da R. Dall’ovo, Presidente. T. Risolo Past president, consiglieri M. Ganassi. G. Guareschi, M. Bonini. Un ringraziamento va a tutti i presenti che hanno reso ricca di contenuti una giornata importante anche per la nostra formazione e in particolare alla dr.ssa Manicardi che come Responsabile Scientifico ha dato un contributo interessante e determinante per la buona riuscita del Congresso. Per il direttivo Osdi Emilia Romagna Tiziana Risolo


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OSDI LOMBARDIA LA GIORNATA MONDIALE DEL DIABETE 2017 IN LOMBARDIA

Il 14 novembre di ogni anno si celebra la Giornata mondiale del Diabete. Il Tema di quest’anno è stato “Il nostro diritto ad un futuro più sano” che ha focalizzato maggiormente l’attenzione verso la salute della donna, istituendo, come già fatto nelle edizioni precedenti, il concorso fotografico “Donna è…” Istituita nel 1991 dall’International Diabetes Federation e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, la Giornata Mondiale del Diabete in Italia, viene organizzata dal 2002 da “Diabete Italia”con lo scopo di sensibilizzare e informare l’opinione pubblica sul diabete, sulla sua prevenzione e sulla sua gestione e rappresenta la più grande manifesta-

zione del Volontariato in campo sanitario ad opera di Associazioni di pazienti con diabete, di medici, di infermieri e di altri professionisti sanitari, insieme a farmacie ed altre organizzazioni, come ad esempio Croce Rossa, Alpini ecc. E’ una grande manifestazione, basti pensare che in oltre 500 città italiane sono stati approntati centinaia di gazebo e banchetti, dove mediante questionario è stato valutato il rischio di sviluppare il diabete e sono stati forniti depliant e materiale informativo dedicati alla prevenzione e alla corretta gestione del diabete. Sono state organizzate conferenze, eventi che invitano all’esercizio fisico e serate teatrali, oltre naturalmente alle “diabetologie aperte” con consulenze mediche e screening valutativi. Dall’anno scorso si sono uniti all’iniziativa i veterinari, per sensibilizzare la prevenzione anche nei confronti dei nostri amici animali. Il CDR OSDI Lombardia ha voluto esserci, partecipando attivamente in diverse occasioni. A Milano, il giorno 11 Novembre è stato organizzato l’ evento: “Insieme per la Giornata Mondiale del Diabete”, che ha visto coinvolti diversi professionisti e associazioni di volontariato. Ha aperto il convegno, aperto alla popolazione, portando i saluti ufficiali, Fabio Rolfi, Presidente Terza Commissione Regione Lombardia, per lasciare poi voce alla Tavola Rotonda “Stato dell’ar-


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la Rotonda, sia in rappresentanza della nostra associazione che come Referente regionale per la Giornata Mondiale del Diabete, esponendo alla platea le difficoltà che oggi gli infermieri devono affrontare: mancato riconoscimento di un ruolo dedicato in ambito diabetologico e delle competenze specifiche acquisite; ciò determina una scarsa attenzione da parte delle Aziende alla formazione e all’aggiornamento (permessi a volte negati), infermieri troppo spesso “presi” e “spostati” da un ambulatorio all’altro in base alle necessità di dover “coprire” il turno o un servizio… La Vicepresidente OSDI Silvia Maino ha tenuto la relazione “l’Educazione terapeutica: strumento indispensabile per una qualità di vita migliore”. L’attenzione è stata focalizzata sul ruolo fondamentale che riveste l’infermiere nell’accompagnare il paziente nel suo percorso di autonomizzazione, attraverso un’assistenza sempre più centrata sulla persona e non sulla malattia. La relazione è stata resa online su face book in “Diabete.com” Con orgoglio possiamo affermare che il nostro intervento è stato molto apprezzato ed è stato inoltre un momento di confronto, che ha rafforzato la collaborazione che da tempo esiste tra OSDI, le altre società scientifiche e le associazioni di volontariato. Sempre nella settimana dedicata al diabete, il 15 Novembre, la nostra consigliera G. Grieco, ha partecipato ad un evento che abbiamo voluto condividere perché lo riteniamo di interesse per tutti coloro che fanno parte di associazioni infermieristiche e che si occupano attivamente della crescita associativa. L’evento dal titolo “L’Associazionismo Infermieristico: forza per l’elevazione professionale” ha messo a fuoco l’importanza di associarsi, di mettersi insieme per un obiettivo condiviso, che riteniamo debba essere lo scopo di tutte le associazioni. La prima associazione infermieristica è nata per merito di alcune donne, infermiere, americane nel 1899 aFenwick (International Council of Nurses) mentre in Italia si è dovuto aspettare il 1919 per veder nascere l’ Associazione Nazionale

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te e prospettive dell’assistenza alle persone con diabete in Lombardia”, con il prezioso contributo di A. Giancaterini (presidente AMD Regione Lombardia), T. Grilli (Coordinatrice Associazione Italiana Diabetici - F.A.N.D. Lombardia), E. Lovati (Presidente eletto Società Italiana di Diabetologia - S.I.D. Lombardia), F. Meschi (Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica - S.I.E.D.P. Lombardia), M.L. Mottes (Presidente Coordinamento Lombardia Associazioni Diabetici -C.L.A.D.), P. Pappini Oldrati (Vice-Presidente Coordinamento Lombardia Associazioni Diabetici - C.L.A.D.) Sono state fatte alcune considerazioni sull’Assistenza Diabetologia Italiana (passato, presente e futuro), sui campi scuola e sull’assistenza scolastica ai bambini/ragazzi. E’ emerso, anche dalle rappresentati delle associazioni, quanto sia importante e fondamentale il ruolo che riveste l’infermiere e l’Educazione Terapeutica. Da qui l’esigenza di avere all’interno del Team infermieri sempre più formati, “dedicati” e quindi riconosciuti dalle Direzioni Aziendali, per accompagnare la persona diabetica attraverso il suo percorso di cura e di autonomizzazione. Ha presenziato all’evento l’Assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera, che ha illustrato la nuova proposta di riforma sulla Cronicità in Lombardia. La seconda parte della mattinata è proseguita con diverse relazioni: – il dr. A. Rocca (SS Diabetologia – Ospedale E.Bassini Cinisello Balsamo, ASST Nord Milano) a trattato come argomento “Si può prevenire il “rischio diabete” modificando lo stile di vita?” – il dr. G. Perseghin (Professore Ordinario di Endocrinologia – Università degli Studi di Milano Bicocca) si è focalizzato su “Il presente e il futuro della terapia del diabete e delle sue complicanze” – il dr. R. Bonfanti(Dipartimento di Pediatria e Diabetes ResearchInstitute IRCCS Ospedale San Raffaele Milano) ha parlato di “Web e App : una possibile risposta ai bisogni delle persone con diabete?” La Presidente OSDI Lombardia Carolina Larocca ha preso parte alla Tavo-

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Italiana Tra Infermiere. Il dottor Manzoni ha accompagnato l’uditorio nel ripercorre il cammino delle associazioni infermieristiche, nel corso della storia, aiutando a comprendere che associarsi è importante perché “solo insieme possiamo raggiungere, ciò che ciascuno di noi cerca di raggiungere” (K. T. Jaspers). La dottoressa Tiraboschi ha illustrato l’ attività della Consociazione Nazionale delle Associazioni Infermieri (CNAI), sottolineando anche l’attenzione che pone verso i futuri infermieri permettendo la loro iscrizione all’associazione. La Presidente della Federazione IPASVI, la dottoressa Mangiacavalli, ha parlato di un Ordine che forse ancora una volta non si otterrà, di un contratto che deve dare spazio e riconoscimento anche economico alle competenze e alla ricerca infermieristica in ambito universitario ma, anche della “Legge Gelli” che impone di lavorare sulle migliori based-evidence, che saremo chiamati a costruire.

A seguire gli interventi della dottoressa Merati: la sua associazione promuove cultura infermieristica fra i suoi iscritti e interventi di salute sul territorio per la popolazione. La giornata si è conclusa con due esponenti dell’Accademia Scienze Infermieristiche (ASI) che promuove e sostiene ricerca e formazione infermieristica in risposta ai nuovi bisogni di salute rilevati sulla popolazione. Non c’è che dire, una bella giornata all’insegna dell’informazione/formazione dove abbiamo respirato del sano entusiasmo, di quello contagioso, che ci fa capire che lavorare INSIEME fa’ di noi infermieri una grande professione. Carolina Larocca Presidente OSDI Lombardia Silvia Maino Vicepresidente OSDI Lombardia Gabriella Grieco Consigliere OSDI


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O P E R AT O R I S A N I TA R I D I D I A B E T O L O G I A I TA L I A N I

Al momento della stampa della rivista altri eventi sono in fase di definizione. Rivolgersi al Presidente della Sezione Regionale per eventuali ulteriori informazioni

15-16 dicembre 2017 - Firenze - Grand Hotel Baglioni - Il diabete: opportunità e strategie di gestione in ospedale e alla dimissione. Novo Nordisk Online fino al 1/10/2018 - FAD - La qualità dell’automonitoraggio glicemico: vantaggi e applicazioni. 13 gennaio 2018 - Trento - Auditorium Ospedale Santa Chiara - Diabete ... tutto ruota attorno all’ago. Plurisponsor 23 febbraio 2018 - Brindisi - Tenuta Moreno - XI Congresso OSDI Puglia. Il diabete nel tempo della tecnologia. Plurisponsor 25 novembre 2017 / 24 febbraio 2018 - Bologna - StarHotel Excelsior - La persona con diabete al centro del percorso di cura: dalla prescrizione alla raccolta dati. Sanofi

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24 marzo 2018 - Nuoro - Eurhotel - VI Congresso OSDI Sardegna. L’ambulatorio infermieristico in Diabetologia: fra sogno e realtà. Plurisponsor

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24/26 maggio 2018 - Riva del Garda - Fierecongressi, Parco Lido - XIII Congresso Nazionale OSDI - Diabete e cronicità: la nuova sfida per i professionisti del futuro. Plurisponsor


k.speese@osdi.it

Vice Presidente

Elisa Levis

elisa.levis58@gmail.com

Segretaria

Tiziana Risolo

trisolo60@libero.it

Consiglieri

Angela Benetti Raffaella Fiorentino Marcella Lai Raffaella Lupattelli Vilma Magliano Clara Rebora Salvatore Strano Erika Zasso

angela.benetti1@gmail.com fiorentinoraffaella@tiscali.it m.lai@osdi.it r.lupatelli@osdi.it vilma.diabetologia@gmail.com clareb62@libero.it salvatorestrano1@gmail.com erikazasso@libero.it

Tesoriere

Michele Galantino

tesoreria@osdi.it

Abruzzo-Molise

Franca Di Ponte

dimfranca@gmail.com

Calabria

Mariolina Fera

mariolinafera@alice.it

Campania

Francesco Loffredo

franco.loffredo@hotmail.it

E. Romagna

Rita Dall’Ovo

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Friuli V.G.

Elena Rosso

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Lazio

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Liguria-Piemonte

Ernesto Abramo

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Lombardia

Carolina Larocca

carolinalarocca5925@gmail.com

Marche

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Puglia

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Sardegna

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Sicilia

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Toscana

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Trentino A.A.

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Umbria

Laura Piastrella

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Veneto

Silvia Di Benedetto

db70.silvia@gmail.co.it

O P E R AT O R I S A N I TA R I D I D I A B E T O L O G I A I TA L I A N I

Katja Speese

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Presidente

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