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ANNO XI GIUGNO 2018 N. 1

E N O I Z EDI CIALE SPE RESSI CONG


norme per gli

autori

Le proposte di pubblicazione saranno accettate a giudizio del comitato di redazione. Ogni articolo esprime il lavoro e/o le convinzioni degli autori i quali assumono la responsabilità di quanto dichiarato. Quando l’articolo esprime o può coinvolgere la responsabilità o l’immagine dell’istituzione di appartenenza o quando gli autori parlano a nome della medesima, occorrerà una liberatoria scritta dei relativi responsabili. La pubblicazione dei lavori è gratuita; il materiale anche originale pervenuto, anche se non pubblicato, non sarà restituito. Gli autori sono tenuti a specificare se la proposta di pubblicazione è stata inoltrata presso altre riviste. Il comitato editoriale si riserva di eseguire, nell’eventualità che appaia opportuno, un lavoro di revisione formale del testo, ferma restando la conservazione dei contenuti espressi dall’Autore, per renderli conformi allo stile della Rivista. La rivista In...formazione OSDI pubblica lavori di interesse didattico, scientifico e assistenziali riguardanti il diabete e gli argomenti correlati. Indicare, oltre al proprio indirizzo, il numero di fax e l’indirizzo e-mail per l’eventuale corrispondenza. La struttura del lavoro dovrà conformarsi alle seguenti indicazioni: - Titolo: il titolo deve essere il più possibile conciso, ma chiaramente esplicativo della natura del lavoro. - Nome dell’Autore (o degli Autori): nomi e cognomi per esteso in lettere maiuscole; accanto a ciascun nome uno o più asterischi con riferimento alla successiva indicazione. - Indicazione, preceduta dal relativo numero di asterischi, per ciascun autore della qualifica o struttura di appartenenza; va indicato l’indirizzo e-mail dell’Autore cui fare riferimento. - Riassunto: il riassunto dovrà essere non superiore alle 300 parole e illustrare succintamente scopo del lavoro e risultati. - I riferimenti bibliografici dovranno essere riportati in calce al lavoro numerati progressivamente in cifre arabe poste tra parentesi quadre: indicando il cognome e le iniziali del nome dell’Autore, il titolo dell’articolo per esteso, il titolo della rivista, il volume (in corsivo), i numeri della prima e dell’ultima pagina e l’anno. Le bozze di stampa inviate agli autori devono essere corrette e restituite entro 4 giorni. Il materiale dovrà essere inviato all’indirizzo e-mail: rivista@osdi.it


ANNO XI GIUGNO 2018 N. 1

ONE EDIZICIALE E P S RESSI CONG

Periodico semestrale dell’Associazione OSDI Operatori Sanitari di Diabetologia Italiani Via Guelfa, 9 - 40138 Bologna www.osdi.it Autorizzazione del tribunale di Lecce n. 1014 - marzo 2009

lettera della presidente di Elisa Levis

lettera della presidente di Katja Speese

articolo originale “TI PRESCRIVO UN’APP...” Una esperienza di telemedicina nella Provincia Autonoma di Trento A cura di: Silvia Clementi, Ilaria Nicolao

DIRETTORE RESPONSABILE Maria Teresa Branca VICE-DIRETTORE Roberta Chiandetti COMITATO SCIENTIFICO Roberta Chiandetti Maria Teresa Branca

PROGETTAZIONE GRAFICA, IMPAGINAZIONE E STAMPA ALTOGRAF 73042 Casarano (Le) Tel. 0833.502319

vita associativa


O P E R AT O R I S A N I TA R I D I D I A B E T O L O G I A I TA L I A N I N. 1 giugno 2018

editoriale del direttore di Maria Teresa Branca

Carissimi soci e lettori, come avrete appreso dalle comunicazioni del Presidente Osdi, la rivista In Formazione Osdi è passata ad essere un semestrale. Le uscite annuali saranno giugno e dicembre. Questo numero è quasi interamente dedicato alla XIII edizione del Congresso Nazionale Osdi, che si è svolto congiuntamente alla prima edizione del Congresso Fondazione Chronic Care a Riva del Garda dal 24 al 26 maggio 2018. Una consuetudine che ci portiamo da anni, dare spazio nella rivista ai contenuti del congresso, alle interessanti relazioni e perché no? anche ai ricordi dei bellissimi momenti passati insieme. Quest’anno il congresso ha potuto beneficiare di una cornice veramente straordinaria, Riva del Garda e le giornate quasi estive ci hanno, infatti, regalato uno spettacolo incantevole di colori e di magia. Il titolo del congresso è stato quanto mai attuale: Diabete e cronicità, la nuova sfida per i professionisti del futuro, e ha raccolto testimonianze di grande impegno da parte di tutti i professionisti invitati a dare il loro contributo rispetto ad un argomento di grande interesse e che si trova al centro delle agende istituzionali e professionali. Durante il congresso il tema della cronicità è stato affrontato sotto diversi aspetti: clinico, assistenziale, organizzativo e istituzionale, a dimostrazione del fatto che il problema della cronicità non possiamo classificarlo come un singolo bisogno di salute, che si esaurisce con l’of-

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ferta di una prestazione sanitaria ma si estende nel tempo, pertanto, necessita di un articolato e valido adeguamento dei percorsi di assistenza rispetto ai bisogni di cura sempre più variabili, multiformi ed estesi al contesto socio-ambientale, quindi personali e non standardizzabili. In Italia abbiamo circa 24 milioni di malati cronici, che rappresentano una popolazione con un ampio gruppo di malattie, in generale, sono malattie che hanno origine in età giovanile, ma che richiedono anche decenni prima di manifestarsi clinicamente. Dato il lungo decorso, richiedono un’assistenza a lungo termine, ma al contempo presentano diverse opportunità di prevenzione. La prevenzione, pertanto, può contribuire in maniera significativa ad evitare o allontanare la manifestazione clinica della malattia e di conseguenza ha le potenzialità per incidere positivamente sulla spesa sanitaria e sulla tanto discussa sostenibilità economica del SSN. Purtroppo, l’investimento in sistemi di prevenzione in Italia è ancora molto basso, siamo tra gli ultimi posti nella classifica dell’OCSE sulla spesa in prevenzione. Essa risulta pari al 4,2%. (al di sotto del livello stabilito del 5%) della spesa sanitaria totale e comunque, se si considera il pro-capite (circa 80 euro) è significativamente inferiore alla spesa di alcuni Paesi Europei come Finlandia, Paesi Bassi, Germania e Svezia che investono dai 157 euro ai 115 euro pro capite (Documento conclusivo dell’indagine conoscitiva sulla sostenibilità del SSN- XII Commissione Senato Sanità - gennaio 2018). Inoltre, la recente pubblicazione del XVI


Gli sforzi che dobbiamo compiere per salvaguardare la salute come diritto fondamentale dei cittadini e per mantenere fede ai principi ai quali si ispira il nostro SSN: universalità, uguaglianza, equità sono ormai emergenti, ma il messaggio che si è voluto trasmettere al congresso è stato forte e chiaro, tutti possiamo e dobbiamo impegnarci per passare all’attuazione sostanziale di quanto è già previsto negli atti normativi. Cittadini, professionisti, società scientifiche, associazioni e istituzioni devono cooperare insieme per garantire la salute nel presente e nel futuro perché ciò che non facciamo oggi rischia di diventare un problema enorme domani.

EDITORIALE DEL DIRETTORE

della singola amministrazione o del singolo professionista.

Buona lettura e buona estate a tutti Maria Teresa Branca

N. 1 giugno 2018

rapporto nazionale sulle politiche della cronicità di cittadinanzattiva “cittadini con cronicità: molti atti, pochi fatti” ci fornisce un quadro ancora molto preoccupante fra ciò che è delineato nelle norme che si sono succedute negli anni, il Piano nazionale delle Cronicità ed i nuovi LEA, e quello che vivono nella realtà migliaia di persone affette da patologie croniche e rare. Ci sono ancora molte zone d’ombra soprattutto nella difficoltà di accesso alle cure, lunghe liste d’attesa, burocrazia inutile, scarsa integrazione tra professionisti e sistemi che non comunicano fra loro, carenza di PDTA che, anche dove esistono, non garantiscono un reale percorso personalizzato e integrato con il contesto economico e sociale del paziente, si lamenta inoltre l’elevato costo privato per le cure. Occorre un cambio di passo per offrire garanzie sull’applicazione dei diritti in maniera tempestiva, uniforme e coerente e non a macchia di leopardo o per effetto della buona volontà

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O P E R AT O R I S A N I TA R I D I D I A B E T O L O G I A I TA L I A N I

lettera

della presidente di Elisa Levis

N. 1 giugno 2018

Cari colleghi, bentrovati ! Il 13° Congresso Nazionale Osdi si è appena concluso e tra plausi e fatiche possiamo dire di aver portato a termine un altro appuntamento storico per la nostra associazione, che quest’anno compie 29 anni dalla sua nascita. Il congresso segna l’inizio del nuovo direttivo nazionale ed è con grande piacere che saluto tutti voi come nuovo Presidente Osdi. Ringrazio i consiglieri uscenti e rinnovo le congratulazioni ai nuovi consiglieri, che hanno dato disponibilità ad entrare a far parte del gruppo dirigente dell’associazione. Chi mi conosce, e sono in molti soprattutto delle vecchie leve, conoscono il mio senso di appartenenza alla nostra Associazione che durante gli anni, dal 1989 ad ora, ho espresso e sostenuto. Ed è proprio per questo motivo che ho accettato la sfida di mettermi alla guida di Osdi per percorrere e sostanziare la sua mission insieme al Consiglio Direttivo Nazionale e insieme a tutti voi. Siamo tutti consapevoli che non sono momenti facili, per questo è fondamentale mantenere forte il collante che ci ha contraddistinto negli anni, un collante che si è espresso nel credere e sostenere le nostre idee, la nostra esperienza, la nostra forza, la nostra professione, i nostri valori. Siamo nati perché abbiamo sentito l’esigenza di dare un valore aggiunto all’assistenza nelle diabetologie, nel corso degli anni abbiamo percorso la strada del miglioramento, ci siamo arricchiti di percorsi formativi di qualità, abbiamo prodotto strumenti di lavoro che ci hanno permesso di migliorare e di lavorare seguendo le buone pratiche, ci siamo adeguati al cambiamento e alla modernizzazione dei servizi diabetologici, siamo stati attori proattivi della trasformazione e dell’evoluzione, che ha cambiato anche il modo di fare assistenza. Non possiamo negare tutte queste conquiste, esse ci hanno permesso di potenziare le nostre risorse. Noi dobbiamo continuare a tenere alta l’attenzione a ciò che ci succede intorno e perseverare nel dare il nostro contributo come professionisti attenti e responsabili di una sanità che sta cambiando ma che deve mantenere le basi solide del “diritto alla salute”

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Il titolo del congresso appena trascorso, infatti, non è stato scelto a caso: Diabete e cronicità, la nuova sfida per i professionisti del futuro, una sfida che ci deve vedere uniti e numerosi ma anche proattivi e sensibili all’evoluzione del servizio sanitario. Un sistema sanitario che soffre il peso della cronicità, che rischia di non poter più garantire tutto a tutti e che vede minacciato il principio di universalità, che è alla base del nostro Sistema Sanitario Nazionale. Per questo il nostro impegno è fondamentale, la nostra formazione e le nostre competenze devono essere spese per garantire percorsi di assistenza di qualità pur nella razionalizzazione delle spese. Il congresso è stato anche testimone del primo congresso Fondazione Chronic Care, nata da OSDI per mettere a frutto e per sostanziare le nostre conoscenze in modo trasversale nel mondo della cronicità. Ci auguriamo che questa nuova avventura e questa nuova sfida associativa possa produrre i risultati attesi: valorizzare le nostre risorse per metterle al servizio dei pazienti e della nostra mission.

O P E R AT O R I S A N I TA R I D I D I A B E T O L O G I A I TA L I A N I

Come ho potuto esprime al Congresso, mi impegnerò affinch Osdi possa rimanere un valido interlocutore nell’assistenza diabetologica. Il mio dovere di presidente sarà quello di mettere in atto le strategie necessarie per dimostrare che noi possiamo fare la differenza nel produrre un assistenza di qualità ma per percorrere questa strada è necessario l’aiuto di tutti. Del CDN in primis, delle sezioni regionali e di tutti i soci. Insieme, con senso di appartenenza e con responsabilità dobbiamo rivendicare e sostenere il nostro ruolo come sfida dei professionisti del futuro.

Presidente Nazionale Osdi Elisa Levis

N. 1 giugno 2018

Il futuro che ci attende è fatto di strade difficili e impegnative ma insieme possiamo percorrerle e raggiungere importanti traguardi.

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O P E R AT O R I S A N I TA R I D I D I A B E T O L O G I A I TA L I A N I

lettera

della presidente di Katja Speese

Carissimi lettori, permettetemi solo un paio di parole di riflessione prima di salutarvi.

N. 1 giugno 2018

Scrivevo la mia prima “lettera del Presidente” nel maggio 2015 e da allora ne è passata di acqua sotto i ponti. stato un percorso tortuoso che nonostante tutto ha regalato a me ed al direttivo occasioni di confronto e di crescita ed emozioni che rimarranno indelebili per tutti noi. stata una sfida difficilissima che ho affrontato con l’incoscienza dell’inconsapevolezza, che non rimpiango e che ho avuto l’onore di affrontare in nome della Nostra Associazione. Ringrazio tutti coloro che mi hanno accompagnato in questo lungo cammino iniziando dalle Presidenti che mi hanno preceduta e che mi hanno affiancata per garantire ad OSDI una continuità della crescita formativa a tutti i livelli. Ringrazio inoltre tutti i Presidenti regionali che con i rispettivi direttivi hanno perseguito tra mille difficoltà gli obiettivi associativi condividendo con il CDN sia momenti belli che momenti difficili. OSDI mi ha dato l’opportunità di conoscere colleghi in tutta Italia ed il confronto con ognuno di voi è sempre stato per me motivo di crescita e di arricchimento sia personale che associativo. Un arricchimento fatto di competenze e qualità, ma soprattutto di relazioni. Voglio infine ringraziare i membri del direttivo nazionale che si sono succeduti negli anni, ma ancora di più i membri che mi hanno accompagnato durante tutto il mio percorso. Hanno saputo supportarmi e sopportarmi nei momenti più difficili e hanno sperimentato con me cosa vuol dire “governare” un’Associazione come la nostra che non si limita solo all’erogazione di corsi. OSDI ha saputo rimanere al passo con i tempi raggiungendo obiettivi ambiziosi, le Raccomandazioni assistenziali, la Rivista In-Formazione, il Modulo Assistenziale, la Fondazione Chronic Care, risultati unici in campo infermieristico ma purtroppo spesso sottovalutati. Abbiamo avuto spesso la sensazione, infatti, che gli investimenti associativi verso strumenti utili a valorizzare le buone pratiche assistenziali non sempre sono stati apprezzati e valorizzati nella pratica quotidiana. Gli infermieri continuano a mantenere un ruolo marginale nel tessuto sanitario dimenticando di avere un ruolo decisivo sugli esiti dell’assistenza e sui risultati di salute dei pazienti. Le competenze, la pro-

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Non dobbiamo smettere di credere in noi stessi, nel nostro essere “Infermieri” e non dobbiamo smettere di pretendere il riconoscimento delle nostre competenze specifiche, della nostra autonomia professionale e non di meno del nostro ruolo fondamentale all’interno del team. L’appartenenza attiva alla nostra Associazione costituisce motivo di sviluppo e di progresso, ma per avere la forza necessaria per il cambiamento dobbiamo essere forti e numerosi. ora di rimboccarsi le maniche e darci da fare. Non dobbiamo aspettare che le cose accadano, ma dobbiamo essere noi a farle accadere. Io non mi arrendo, insieme a voi, alla nostra nuova Presidente Elisa Levis ed al nuovo direttivo scriveremo un nuovo capitolo della nostra storia. In bocca al lupo a tutti noi

O P E R AT O R I S A N I TA R I D I D I A B E T O L O G I A I TA L I A N I

fessionalità che abbiamo acquisito dovrebbero guidare verso un percorso di autonomia ma invece, anzich far valere le nostre capacità professionali ci accontentiamo di ruoli forse più comodi, ma non certo di valore.

N. 1 giugno 2018

Katja Speese

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ARTICOLO ORIGINALE

“TI PRESCRIVO UN’APP...” Una esperienza di telemedicina nella Provincia Autonoma di Trento Lavoro presentato come comunicazione orale alla XIII edizione del congresso Nazionale Osdi. Riva del Garda 24-26 maggio 2018

Centro Diabetologico di riferimento Diabete e Gravidanza Ospedale S. Chiara – Trento Team Diabetologico Infermiere dedicate: Silvia Clementi/ Ilaria Nicolao Iniziativa Alto Impatto “Health &Wellbeing” Center for Information and Comunication Technology Fondazione Bruno Kessler Trento Dr. Enrico Maria Piras/Dr. Francesco Miele

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1. MOTIVAZIONI DELLA SPERIMENTAZIONE

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La gravidanza nelle donne con diabete mellito in trattamento insulinico intensivo rappresenta un momento di grande impegno essendo necessario perseguire uno stretto e stabile controllo glicemico da cui dipendono gli outcome materno/fetali e garantendo a tutte le pazienti omogeneità di approccio presso il Centro Diabetologico di riferimento nonostante la distanza oro-geografica. Per ottenere questo obiettivo si forniscono gli strumenti utili per rafforzare il self-management nei mesi di gravidanza durante i quali le pazienti sono sottoposte ad un regime di visite più stringente e ad un aumento dello sforzo per la gestione quotidiana della patologia. Il periodo della gravidanza impone una doppia sfida: - per le pazienti la gestazione implica la presa in carico di una condizione che diventa più impegnativa, dove non sempre valgono le norme di comportamento abituali e dove diventa fondamentale il confrontarsi maggiormente con il personale sanitario dedicato.

- per gli operatori sanitari si tratta di fronteggiare un periodo di monitoraggio più intenso che richiede un più costante rapporto con la paziente per raggiungere gli obiettivi previsti. Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) possono offrire strumenti utili per affrontare queste sfide, consentendo di intensificare la relazione tra personale dedicato e donne con diabete in gravidanza tra una visita e l’altra, anche da remoto. L’introduzione della tecnologia, che permette un maggior monitoraggio e una più precisa comunicazione tra le parti, tuttavia, solleva degli interrogativi relativi all’accettabilità da parte delle pazienti e alle modifiche organizzative per gli operatori. 1.1 Il trial clinico Nel corso del 2015 nella Provincia Autonoma di Trento è stato condotto un trial clinico che si proponeva di valutare l’utilizzo di una piattaforma elettronica per il diabete T1 denominata ‘TreC Diabete’. Lo studio è stato condotto in colla-


ARTICOLO ORIGINALE

• un diario elettronico per i pazienti, su smartphone, in cui gli utenti inseriscono dati relativi alla patologia (es. glicemia, composizione dei pasti, terapia insulinica, chetonuria, eventuali situazioni di criticità); • un ‘cruscotto’ per gli operatori sanitari, accessibile via web, in cui il personale dedicato visualizza i dati inseriti. Il sistema è stato costruito con la collaborazione degli utilizzatori, pazienti e personale sanitario, e può essere adattato alle esigenze di ogni gruppo inserito nello studio. TreC Diabete prevede un sistema di allarmi elaborato e deciso dal gruppo di progetto che consente di allertare i pazienti, il personale sanitario o entrambi nel caso di comparsa di condizioni critiche prestabilite dai clinici (fig.1). Nello specifico del gruppo di pazienti in gravidanza, gli allarmi previsti sono:

2. UNO SGUARDO AL SISTEMA

 glicemia al risveglio >95 mg/dl per tre giorni consecutivi  glicemia al 90’ post pasto >130 mg/dl per tre giorni consecutivi  glicemia notturna < 90 mg/dl per due giorni consecutivi  glicemia ≤ 50 mg/dl un solo valore

TreC Diabete è un sistema digitale composto di due parti:

Il contatto con le pazienti avviene attraverso un sistema di messaggistica

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borazione tra l’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari, la Fondazione Mario Negri Sud e la Fondazione Bruno Kessler, un centro di ricerca con sede a Trento che ha realizzato il fascicolo elettronico TreC. Il progetto ha coinvolto un reparto di pediatria e due centri terziari di cura del diabete. Nel braccio relativo alla gestione del diabete in gravidanza sono state coinvolte 10 donne (di cui 9 hanno portato a termine la gravidanza) e il team diabetologico dedicato che segue abitualmente le pazienti gravide (1 medico e 2 infermiere). Il trial ha avuto una durata di tre mesi, un arco temporale limitato per poter osservare variazioni cliniche significative ma sufficiente per valutare l’accettabilità dello strumento da parte delle pazienti e il mutamento delle pratiche di lavoro del team diabetologico. La valutazione è stata condotta con diversi strumenti di rilevazione. In questo lavoro faremo riferimento nello specifico alle interviste qualitative con tutte le pazienti e con i membri del team diabetologico dedicato, condotte al termine del periodo di sperimentazione del sistema.

Figura 1. Esempio di allarme

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ARTICOLO ORIGINALE

integrata che permette la comunicazione di consigli e suggerimenti terapeutici elaborati dal gruppo clinico di riferimento (fig. 2). Nel CAD di Trento le donne diabetiche in gravidanza sono seguite da una equipe stabile, tramite procedure consolidate, che richiedono la gestione ordinaria delle pazienti solitamente con visite bisettimanali. La sperimentazione della piattaforma ha previsto il mantenimento del calendario usuale di visite integrandolo con il diario elettronico TreC Diabete. Alle pazienti è stata richiesta la compilazione del diario elettronico con particolare attenzione all’inserimento delle glicemie e del dettaglio dei pasti, istruendole all’uso del sistema di messaggistica integrata da utilizzare rigorosamente e solamente in caso di necessità di informazioni sanitarie inerenti la patologia diabetica non urgenti. Il team diabetologico si impegnava a dare una risposta ai messaggi entro 48 ore (max 72 durante i fine settimana) e a visualizzare il cruscotto in caso di allarmi.

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3. L’ACCETTABILITÀ DEL SISTEMA DA PARTE DELLE PAZIENTI TreC Diabete è entrato nella vita delle pazienti come parte costitutiva di un “patto a termine” stabilito a inizio gra-

Figura 2. Esempio di messaggistica integrata

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vidanza con il team diabetologico attraverso una vera e propria prescrizione medica (fig. 3). Il patto prevedeva l’impegno del personale medico/infermieristico ad un più stretto e continuo monitoraggio e presa in carico della donna, patto simbolicamente suggellato dalla consegna nelle mani delle pazienti di uno smartphone con installata l’App. TreC Diabete, a cui è seguito un breve momento di formazione sul suo utilizzo con il personale della Fondazione Bruno Kessler. Per questi motivi più che di “accettazione della tecnologia” sarebbe corretto parlare di “accettazione di una nuova relazione terapeutica temporanea mediata dalla tecnologia”. Le pazienti hanno descritto TreC Diabete come una tecnologia utile a mantenersi in comunicazione con il team di cura per poter avere un supporto nelle decisioni riguardo gli stili di vita e la terapia nei limiti definiti dal team diabetologico (Piras e Miele 2017). Le donne in gravidanza hanno utilizzato il mezzo per ricevere messaggi di rinforzo del self-care in una fase delicata della vita. Eventi che prima della gravidanza erano reputati non particolarmente allarmanti, come ad esempio un valore glicemico elevato dopo pasto oppure una iniezione di insulina meno efficace del previsto, diventano situazioni che ne-


4. VALUTAZIONE DEL TEAM DIABETOLOGICO L’introduzione della piattaforma TreC Diabete nel lavoro quotidiano del team diabetologico ha comportato un processo di riorganizzazione nella ripartizione delle responsabilità all’interno del gruppo. Il personale infermieristico dedicato ha assunto un ruolo attivo di monitoraggio dei dati inseriti giornalmente dalle pazienti, consentendo di intervenire in modo tempestivo con forme di educazione terapeutica e di rinforzo. L’analisi della comunicazione tramite il sistema di messaggistica ha rilevato come nella maggior parte dei casi sia

ARTICOLO ORIGINALE

solo con dei cambiamenti nei termini di utilizzo del sistema. Nello specifico alcune lo vedono come uno strumento di autogestione utile a sostituire il cartaceo e altre come uno strumento per ricevere consigli di massima nella gestione del diabete. Ad incidere su queste posizioni contribuiscono sia il desiderio di ritornare ad un completo self-management che il carico di lavoro di immissione dati, ritenuto troppo oneroso al di fuori della gravidanza.

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cessitano di una rapida soluzione confermata dal team di sanitari di riferimento. Attraverso lo smartphone e in particolare tramite il sistema di messaggistica integrata, le pazienti nel corso delle interviste hanno dichiarato di avere avuto la sensazione di essere tenute sotto controllo costante dal personale dedicato, elaborando una percezione di maggiore sicurezza e tranquillità. La ricezione di prescrizioni maggiormente direttive come ai tempi dell’esordio, caratterizzati da un supporto costante da parte del gruppo di cura, è stata accettata e vista di buon grado dalla quasi totalità dei pazienti; in rari casi, tuttavia, i messaggi dati dai professionisti sono stati percepiti invadenti soprattutto nell’ambito dei consigli alimentari. Per quanto le utenti mostrino un elevato gradimento e abbiano risposto generalmente in maniera positiva alle prescrizioni provenienti dal sistema, tendono tuttavia a ritenere lecito questo tipo di utilizzo solo nel periodo della gravidanza. Le intervistate una volta interrogate in termini astratti sulla loro eventuale disponibilità di utilizzo di TreC Diabete dopo il parto, si dividono in due gruppi: - coloro che la negano in maniera netta - coloro che la vedono come possibile

Figura 3. Esempio di prescrizione dell’App. TreC Diabete

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ARTICOLO ORIGINALE N. 1 giugno 2018

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stato il team diabetologico ad iniziare le conversazioni per dare suggerimenti su stili di vita e/o terapia. Questo dato suggerisce come un canale di comunicazione supplementare possa consentire un intervento personalizzato e tempestivo nelle situazioni di necessità. La creazione di nuovi canali di comunicazione tra personale medico e paziente ha dimostrato la possibilità di evitare un flusso non controllato di contatti salvaguardando l’attività quotidiana del servizio senza frequenti interruzioni. La creazione di policy (risposta ai messaggi entro 48/72 ore) ha permesso di collocare l’attività di comunicazione con le pazienti in momenti di minor carico di lavoro e di razionalizzare l’organizzazione del lavoro. L’analisi quotidiana dei profili delle pazienti ha consentito, inoltre, di modificare la visita in compresenza; eliminata la necessità di scaricare i dati e visualizzarli per la prima volta insieme alla paziente, il tempo di visita viene dedicato per approfondire l’educazione e la gestione della terapia consentendo la programmazione di visite virtuali alternate a visite ambulatoriali; questo ha portato di conseguenza ad una migliore qualità di vita soprattutto in coloro che sono residenti lontano dal Centro Provinciale di riferimento.

Un ultimo elemento di valutazione è dato dalla prosecuzione ed estensione della sperimentazione del sistema. Al termine del trial il Centro Diabetologico di Trento, con il supporto della Fondazione Bruno Kessler, ha deciso di continuare ad utilizzare TreC Diabete per la gestione delle donne in gravidanza in trattamento insulinico intensivo portando a regime l’esperienza. Alcune condizioni inusuali hanno inoltre suggerito ulteriori spazi di applicazione del sistema, utilizzandolo per monitorare le prime fasi del post-esordio di giovani con diabete mellito tipo 1. La scelta di proseguire con l’utilizzo del sistema anche per altre categorie di pazienti ha confermato il giudizio positivo del team diabetologico e la volontà di proseguire il percorso intrapreso di telemedicina. 5. CONCLUSIONE L’introduzione del sistema TreC Diabete ha portato ad una rivoluzione nella gestione del paziente cronico. L’utilizzo della telemedicina permette la cogestione della malattia diabete: l’infermiere diabetologico formato interagisce a distanza con i pazienti diventando elemento fondamentale di supporto nel self-management fornito in fase di educazione strutturata.


Già adesso scenari sempre più complessi si stanno delineando per il Sistema Sanitario Nazionale, e così sarà anche per il prossimo futuro: l’invecchiamento della popolazione, i costi della sanità in costante crescita, le grandi sfide riorganizzative impongono scelte difficili ed una grande capacità di analisi economico-sanitaria, politica ed etica. In questo quadro, Fondazione Chronic Care si propone di diventare il collettore ideale tra tutti gli attori della gestione delle cronicità: infermieri, medici, farmacisti e management della sanità, ma anche il vasto ed articolato mondo dei pazienti. Nelle giornate congressuali abbiamo gettato le basi per un lungo cammino che porterà la Fondazione Chronic Care a diventare uno dei protagonisti dei cambiamenti dell’assistenza sanitaria.

O P E R AT O R I S A N I TA R I D I D I A B E T O L O G I A I TA L I A N I

La Fondazione Chronic Care, che io rappresento, è nata dalla volontà di OSDI e ha iniziato a muovere i primi passi verso un percorso di aggregazione con tutti i principali attori del mondo delle cronicità, dagli operatori sanitari ai pazienti. Una delle principali missioni della Fondazione sarà quella di favorire lo sviluppo di idee e proposte da portare all’attenzione anche delle istituzioni, con l’ambizioso obiettivo di diventare sempre più un contenitore culturale di riferimento per le future strategie sanitarie nell’ambito della gestione e della governance delle malattie croniche.

N. 1 giugno 2018

Cogliere l’opportunità dell’appuntamento nazionale OSDI, focalizzato tradizionalmente sulle tematiche incentrate sulla malattia diabetica, per ampliare il confronto e le riflessioni al vasto mondo della cronicità è stata una scelta di grande attualità.

Per realizzare questo ambizioso progetto, abbiamo necessità del supporto e della collaborazione di tutti, professionisti, associazioni di cittadini, istituzioni, ma anche delle aziende che operano in ambito sanitario.

Presidente Fondazione Chronic Care Mario Buscema

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O P E R AT O R I S A N I TA R I D I D I A B E T O L O G I A I TA L I A N I

L’infermiere Pivot nel Diabete Mellito Tipo 1 pediatrico: il ruolo chiave nella gestione della patologia dall’esordio alla transizione nella diabetologia dell’adulto Premiato al 13° congresso Nazionale Osdi e 1° congresso Fondazione Chronic Care 2018 come migliore comunicazione orale D. Furoncoli1 , B. Iovane2, G. Nicosia3, R. B .Dicembrino4. 1. Infermiera Pivot Centro Diabetologico Pediatrico AOU di Parma 2. Dirigente medico Responsabile Centro Diabetologico Pediatrico AOU di Parma 3. Coordinatrice infermieristica Ped d’urgenza e OB 4. Responsabile Assistenziale Dipartimento Materno Infantile

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Parole chiave: Self management, Pivot nurse, organization.

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Introduzione: I bambini affetti da DM1 in Italia sono circa 20.000. La Legge Italiana 115/1987 identifica nella “Struttura di Diabetologia” l’unità organizzativa per l’erogazione delle prestazioni e dei presidi necessari ai pazienti. In considerazione dell’incremento dell’incidenza del DM1 cui si è assistito negli ultimi anni (circa il 3-4% casi/anno) associato ad un aumento della complessità e della gravità del quadro clinico, si rende necessario implementare le risorse dedicate al fine di migliorare l’out-come dei pazienti e di diminuire i costi correlati alla patologia e alle sue complicanze. A tale scopo l’azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma in collaborazione con il centro Diabetologico Pediatrico di Parma, nel quale sono seguiti 250 giovani diabetici e dove vengono gestiti circa 20 esordi l’anno, ha identificato una figura di riferimento inserita in un team multidisciplinare (medico diabetologo, infermiere pivot e dietista), per l’educazione


Risultati: Dal mese di Luglio 2017 (data di inizio del progetto) l’infermiere Pivot ha seguito 7 esordi: la durata media di degenza

Conclusioni: Nonostante il periodo osservazionale di breve durata è stato possibile evincere come la gestione dei ricoveri da parte dell’Infermiere Pivot abbia condotto ad una riduzione dei tempi di degenza. Tale risultato è stato possibile soprattutto grazie all’educazione terapeutica strutturata intra-ospedaliera , al coinvolgimento del paziente e della famiglia nella gestione integrata della malattia, al team multidisciplinare che collabora nella gestione del paziente dall’esordio alla dimissione . A completamento dei risultati ottenuti si rende tuttavia necessaria l’acquisizione di dati relativi alla gestione a lungo termine della patologia.

O P E R AT O R I S A N I TA R I D I D I A B E T O L O G I A I TA L I A N I

Obiettivo: Identificazione di una figura infermieristica interamente dedicata al paziente pediatrico diabetico nel percorso dalla diagnosi al raggiungimento dell’autonomia terapeutica familiare Materiali e Metodi: E’ stato condotto uno studio osservazionale su pazienti pediatrici all’esordio della malattia. I dati raccolti sono stati analizzati attraverso metodiche di statistica descrittiva. Il progetto relativo all’inserimento dell’infemiere pivot è stato articolato nelle seguenti fasi: A) individuazione del team B) definizione del ruolo dell’infermiere pivot C) sviluppo del Self management D) stesura e implementazione di nuova documentazione infermieristica (scheda infermieristica chetoacidosi, scheda infermieristica integrata alla dimissione e presa in carico ambulatoriale), E) formazione del personale interno, F) integrazione con l assistenza territoriale.

è stata pari a 10 giorni senza differenza tra i sessi (5 F:2 M). Paragonando tale gruppo ad un gruppo di 7 esordi verificatisi nel periodo tra Novembre 2016 e Febbraio 2017 non seguiti dall’infermiera Pivot la durata media di degenza è pari a 20 giornate con una differenza tra i sessi ; 12 giorni nei maschi e 27.7 nelle femmine (3F:4M). Si segnala che nel caso di una paziente femmina di questo gruppo la durata di ricovero è comprensiva della permanenza della paziente presso il Dipartimento di Anestesia e Rianimazione per severa chetoacidosi.

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terapeutica del paziente e della famiglia nella gestione del DM1 dall’esordio alla transizione alla diabetologia dell’adulto: “ Infermiere PIVOT”

*Degenza presso Dipartimento di Anestesia e Rianimazione della durata di 14 giorni

PRIMA PROGETTO ESORDIO 1 ESORDIO 2 ESORDIO 3 ESORDIO4 ESORDIO 5 ESORDIO 6 ESORDIO 7 TOT

Giorni di degenza DOPO PROGETTO 12 ESORDIO 1 11 ESORDIO 2 19 ESORDIO 3 10 ESORDIO4 *44 ESORDIO 5 15 ESORDIO 6 20 ESORDIO 7 *131 TOT

Giorni di degenza 9 9 12 10 5 15 7 68 21


O P E R AT O R I S A N I TA R I D I D I A B E T O L O G I A I TA L I A N I

Il piede umano è un’opera d’arte e un capolavoro di ingegneria... non sottovalutiamolo Autori: Barbara Musto ASST- OVEST MILANESE Ospedale di Abbiategrasso ambulatorio di Diabetologia e centro per lo studio e la cura del piede diabetico di 3 livello

Parole chiave: Piede diabetico, infermiere, team multidisciplinare, prevenzione, educazione terapeutica

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INTRODUZIONE Il diabete è una delle cause principali di morte nei paesi più sviluppati del mondo e rappresenta la principale causa di cecità, insufficienza renale ed amputazione non traumatica agli arti inferiori. La complicanza agli arti inferiori risulta essere particolarmente rilevante: è stimato che nell’arco della vita, una persona con diabete ha un rischio del 25% di sviluppare un’ulcera del piede(1-2).Tutti i pazienti diabetici dovrebbero ricevere almeno una volta all’anno, un esame completo del piede e un programma educativo sul piede diabetico per ridurre il rischio di lesioni(3). METODO Utilizzando la cartella informatizzata, abbiamo raccolto i dati di tutti i pazienti giunti presso il nostro servizio di diabetologia in prima visita dall’ 1 gennaio 2017 al 31 dicembre 2017 a cui, noi infermiere

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abbiamo effettuato lo screening del piede per verificare la presenza o assenza di neuropatia e vasculopatia periferica. Abbiamo eseguito a tutti i pazienti, inclusi nel lavoro, il questionario MNSI, il monofilamento di Semmens Weinsten 10 g, la valutazione dei polsi periferici (mediante l’esecuzione di Doppler con sonda lineare a 8 MHz)(3). Dopo lo screening abbiamo individuato il grado di rischio e garantito a tutti i pazienti un adeguato programma educazionale e di follow-up come previsto dalle linee guida(3). RISULTATI Abbiamo effettuato lo screening a 440 pazienti. I pazienti con rischio basso sono stati 257, quelli con rischio medio 101, con rischio alto 20, altissimo 62. CONCLUSIONI Gli infermieri sono professionisti che per ruolo e per profilo, possono: identificare i


1. Singh n, armostrong dg, lipsky ba. Preventing foot ulcers in patients with diabetes, jama 2005; 293:217-228. 2. Buolton ajm. The diabetic foot: from art to science, diabetologia 2004; 47:1343-1353

Standard di cura italiani per la cura del diabete mellito 2016.

4. Aspetti tecnici ed educativi sul trattamento assistenziale per la prevenzione e gestione del piede diabetico -le position statement osdi 2011/2012.

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BIBLIOGRAFIA

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fattori di rischio, attuare un programma efficace di screening e un piano educazionale per i pazienti diabetici a rischio di lesioni(4). Sarà interessante monitorare l’efficacia di questo progetto, nei pazienti a rischio medio-alto, dove la neuropatia e la vascolopatia incrementano il rischio di possibili lesioni e soprattutto i quelli con rischio elevatissimo dove frequente è l’insorgenza di recidive.

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Automonitoraggio glicemico come punto chiave di un chronic care model per il diabete di tipo 2 non insulino trattato: il modello Sinergia Autori: Ilaria Ciullo1, Maria Chiara Rossi2, Marco Scardapane2, Annalisa Giancaterini1, Laura Pessina1, Silvia Maino1, Rosana Gaiofatto1, Antonio Nicolucci2, Nicoletta Musacchio1, per Self-Care Study Group UOS Integrazione Cure Primarie e Specialistiche, Azienda Ospedaliera ICP Milano; 2CORESEARCH- Center for Outcomes Research and Clinical Epidemiology Pescara 1

Il “Chronic Care Model centrato sulla persona” rappresenta per il Piano Nazionale Diabete/Cronicità un riferimento per cure di qualità. Il modello SINERGIA per la gestione del DM2 si basa su un processo di autonomizzazione del paziente che, ricevendo un’adeguata Educazione Terapeutica, è attivamente coinvolto nel processo di cura. In SINERGIA l’automonitoraggio domiciliare della glicemia (SMBG) rappresenta il cuore dell’educazione del paziente che impara a riconoscere le emergenze, ha chiari gli obiettivi da raggiungere, diventa in grado di gestire con consapevolezza la propria malattia. Lo studio sperimentale Self-Care, disegnato allo scopo di confrontare il modello di cura cronica SINERGIA con la usual care, è stato condotto per 12 mesi con una fase osservazionale post-trial di 12 mesi. I pazienti avevano una età media di 61.8±8.8 anni, una durata di diabete di 5.8±6.3 anni, erano al primo accesso all’ambulatorio di diabetologia, con HbA1c tra 7 e 9%, non trattati con insulina e non effet-

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tuavano il SMBG. Complessivamente, 21 centri hanno randomizzato 121 pazienti appartenenti al gruppo SINERGIA e 120 al gruppo usual care (Drop-out: 9.9% e 11.7%, rispettivamente). Dopo 12 e 24 mesi sono stati valutati i cambiamenti nei valori di HbA1c, peso corporeo, pressione arteriosa, profilo lipidico e specifici score di qualità di vita e soddisfazione (PDM, PHCO, SF-12, DTSQ , ADDQOL, VAS) nei due gruppi. Il modello SINERGIA per sè si è dimostrato efficace nel migliorare e mantenere nel tempo i livelli di HbA1c e dei fattori di rischio cardiovascolare, senza un impatto negativo sul benessere psicologico all’avvio del SMBG. Lo studio non è stato in grado di documentare una superiorità del modello SINERGIA rispetto alla usual care, ma ha evidenziato che l’avvio del SMBG accompagnato da un adeguato percorso educativo mirato alla self-care e all’empowerment può aggiungere valore alla cura del DM2, migliorando anche la qualità della vita del paziente.


SOD Diabetologia Ospedale dei Bambini Salesi Ancona

La tecnologia, arrivata prepotentemente nel mondo della sanità così come nel mondo della diabetologia, rappresenta una sfida quotidiana nel nostro lavoro “costringendoci” ad una continua formazione. Ai Centri di Diabetologia Pediatrici afferisce una popolazione di pazienti molto disomogenea per età (da bambini di pochi mesi a ragazzi di 18 anni), a questo si aggiungono pazienti. che per provenienza, cultura, alimentazione, religione comportano una modalità di educazione terapeutica complessa e complicata. Affrontare la diagnosi e la cura di una malattia cronica rappresenta sempre un trauma per tutto il nucleo familiare, se a questo aggiungiamo il disagio di una famiglia trapiantata in un paese nuovo, la difficoltà ad intraprendere un percorso educativo diventa motivo di grande ansia per tutti, soprattutto per gli aspetti legati alle diversità culturali e linguistiche.

nologia, pensiamo, ad esempio, all‘opportunità di posizionare sensori e microinfusori che possono essere impostati in differenti lingue, da utilizzare almeno nella prima parte de percorso educativo. D’altro canto bisogna stare attenti: straniero non vuol dire non avvezzo alla tecnologia anzi tutt’altro: telefonini di ultima generazione con programmi di elevato livello non solo assicurano un “ponte” tra la famiglia del paziente. e quella di provenienza ma potrebbero anche facilitare le comunicazioni tra operatore e paziente e tra paziente e centro diabetologico di riferimento.

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Autori: Anna Maria Paparusso

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Storie di ordinaria...cultura, tra tecnologia e immigrazione

Le differenze culturali rappresentano, infatti, un‘importante barriera alla comunicazione Di fronte a situazioni di questo tipo, il personale sanitario dovrà ricorrere ad una serie di strategie che garantiscano una comunicazione chiara, semplice ed efficace, al fine di assicurare il buon proseguimento delle cure a domicilio. In alcuni casi è possibile ricorrere alla tec-

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XI CONGRESSO OSDI PUGLIA IL DIABETE NEL TEMPO DELLA TECNOLOGIA MESAGNE 3 MARZO 2018

“Il diabete nel tempo della tecnologia” è il titolo del congresso Osdi Puglia tenutosi a Mesagne (Brindisi) presso l’ hotel Tenuta Moreno il 3 marzo 2018. Novità in tema di terapia, nuovi approcci terapeutici e nuove frontiere della ricerca, sono stati i temi su cui ci siamo confrontati con i relatori, focalizzando l’attenzione sulle pratiche e le tecnologie che permettono di migliorare la qualità della vita del paziente con patologia diabetica. Il diabete è una patologia sempre più diffusa ed in costante aumento. Secondo l’Oms, sono circa 346 milioni le persone affette da diabete in tutto il mondo e più dell’80% delle morti correlate a questa patologia avvengono in Paesi a basso e medio reddito. L’Oms stima inoltre che i decessi per diabete sono destinati a raddoppiare tra il 2005 e il 2030. Una vera pandemia che ha un impatto sanitario e sociale molto rilevante, che rende necessarie strategie di lavoro più efficaci. La prima sessione del congresso ha avuto inizio con la relazione esposta dal Dott. Antonio Caretto che ha trattato l’argomento delle nuove terapie nel diabete e la personalizzazione della cura. Nella sua relazione ha sottolineato come la ricerca ci ha permesso di poter

scegliere la terapia in maniera sartoriale, ciascun paziente ha delle caratteristiche cliniche individuali che non possono essere trascurate, anzi, sono importanti per poter scegliere una terapia personalizzata in base al fenotipo e contestualmente ipotizzare obiettivi personalizzati di compenso glicemico. La collega, Piera Cimenes, ha affrontato l’argomento riguardante le evidenze scientifiche sulla somministrazione di insulina, facendo emergere quanto, una corretta tecnica di somministrazione, possa influenzare il compenso glicemico del paziente, di conseguenza, il ruolo dell’infermiere risulta determinante nell’educazione alla tecnica iniettiva. Tuttavia i dati di letteratura non sono del tutto incoraggianti, circa il 64% dei pazienti (in alcuni studi) sono colpiti da lipodistrofie, un dato che dovrebbe far riflettere e che merita una profonda valutazione sul nostro ruolo di educatori. La dott.ssa Todisco, la Dott.ssa Braione e il collega Giuseppe Russo hanno trattato tre altri temi importanti: l’automonitoraggio, l’uso delle tecnologie nel diabete e lo scarico dati, mettendo in evidenza che l’utilizzo dei microinfusori per la somministrazione dell’insulina, unitamente al monitoraggio continuo del glu-


Presidente: Erika Zasso Vicepresidente: Tonio Vaglio Consigliere: Cristina Greco Consigliere: Giuseppe Russo Consigliere: Francesca Laghezza Segretaria: Piera Cimenes

VITA ASSOCIATIVA

Il convegno si è concluso con la tavola rotonda avente per oggetto le tecnologie nel diabete che ha focalizzato l’attenzione sull’educazione del paziente all’utilizzo del microinfusore e del monitoraggio in continuo. Al termine dei lavori si sono svolte le elezioni per il rinnovo del CDR, che risulta così composto:

Per il CDR Osdi Puglia Erika Zasso

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cosio, possono favorire una gestione più semplice del diabete impedendo, in particolar modo, l’insorgenza di ipoglicemie che sono ancora una delle complicanze acute più temute nel paziente. Le tecnologie permettono un maggiore coinvolgimento del paziente nel piano di cura e lo scarico dati ne rappresenta un pilastro importante. La discussione dei dati glicemici tra il team curante e il paziente rappresenta infatti un momento centrale nel percorso di cura poiché permette una interazione costruttiva e vincente. Nella seconda sessione, il collega Tonio Vaglio, ha presentato i dati di una survey condotta nel territorio salentino sulle lipodistrofie. Dati che confermano l’importanza dell’educazione del paziente alla corretta somministrazione di insulina.

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VI CONGRESSO OSDI SARDEGNA L’AMBULATORIO INFERMIERISTICO IN DIABETOLOGIA FRA SOGNO E REALTÀ NUORO EURO HOTEL 24 MARZO 2018

Nuoro, o Nùgoro, ai piedi del monte Ortobene, città cuore della storia della nostra isola fin dai tempi più remoti. In questo splendido contesto, presso l’Euro Hotel si è tenuto il VI Congresso Regionale OSDI Sardegna. L’Ambulatorio Infermieristico in Diabetologia fra sogno e realtà il titolo del congresso, poche parole che racchiudono l’attuale condizione dell’Ambulatorio Infermieristico in diabetologia e le aspettative di innovazione che tutti noi auspichiamo nel prossimo futuro. I lavori si aprono con i saluti della Presidente OSDI Sardegna uscente, Lucia Canu, della Presidente subentrante, Pasqualina Corsi e delle autorità intervenute al congresso. Nell’apertura hanno voluto ringraziare calorosamente tutti i presenti e in particolare tutti coloro che, a qualsiasi titolo hanno collaborato alla crescita dell’Associazione, ribadendo l’importanza del lavoro svolto in questi anni nella formazione e nell’arricchimento professionale dei soci attraverso la partecipazione ai vari corsi. Tema principe del congresso, trasmettere agli infermieri competenze e conoscenze sull’organizzazione e la gestione dell’Ambulatorio Infermieristico (AI) al fine di favorire la diffusione di questo modello organizzativo nella Regione Sardegna.

Il numero crescente dei pazienti affetti da diabete mellito e la limitazione delle risorse impongono una nuova organizzazione delle cure per la persona con patologia cronica. In questo senso l’Ambulatorio Infermieristico è una delle risposte organizzative e professionali. Tale soluzione consente di assicurare, al paziente con diabete, prestazioni educative e di counseling con un percorso autonomo, certificato e deliberato. Il professionista Infermiere esperto in diabetologia deve essere in grado di assicurare prestazioni di elevato livello professionale accompagnando la persona nel percorso di malattia al fine di favorire l’autogestione in termini di terapia e di autocontrollo. Il IV Convegno si è così articolato con un primo intervento di Francesco Burrai, Infermiere e Docente, ASSL di Olbia, sulla umanizzazione delle cure, innovazione e ricerca per l’assistenza diabetologica in Sardegna. Si è proseguito con un primo intervento a cura di Lucia Canu, Coordinatrice Infermieristica presso la U.O. di Diabetologia ASSL di Olbia, e Anna Paola Salis, Coordinatrice Infermieristica presso la U.O. Malattie Metaboliche di Oristano, sulle esperienze di ambulatorio diabetologico in Sardegna, esperienze di Olbia e


Si è conclusa cosi una giornata intensa e ricca di confronti professionali e di spunti come opportunità di crescita, condiviso da tutti i presenti per creare nuovi presupposti per un rilancio della nostra professione. Per il CDR Sardegna Tatiana Lai

VITA ASSOCIATIVA

le votazioni per il rinnovo del CDR che risulta cosi formato: - Presidente: Pasqualina Corsi - Vice Presidente: Tatiana Lai - Consigliere: rancesco Loi - Consigliere: Maura Serena Ledda - Past President: Lucia Canu

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Oristano e un secondo intervento a cura di Pasqualina Corsi, Coordinatrice presso la Diabetologia del P.O. Zonchello di Nuoro, con la relazione sull’autocontrollo ed esercizio fisico a rinforzo della motivazione. Nel primo pomeriggio i lavori si sono riaperti con l’intervento di Alfonso Gigante, Direttore di Struttura Semplice Dipartimentale Malattie Metaboliche del P.O. Zonchello di Nuoro, e Giancarlo Tonolo, Direttore della Diabetologia Aziendale dell’Azienda Sanitaria ASSL di Olbia, con la relazione-dibattito sull’ambulatorio infermieristico fra sogno e realtà: i pro e i contro. Durante il Congresso si sono svolte

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VI CONGRESSO OSDI MARCHE ADERENZA ALLE CURE IN DIABETOLOGIA ASCOLI PICENO 28 OTTOBRE 2017

In una splendida giornata di sole presso l’hotel il Casale,il 28 Ottobre si e svolto Il VI Congresso Regionale OSDI Marche che ha avuto come tema, Aderenza alle cure in diabetologia ,una sfida per tutti gli operatori sanitari. Lo scopo è stato quello di approfondire tutti gli aspetti che compongono il percorso di gestione, autogestione e gli autcomes di una malattia cronica qual è il diabete, tutto ciò per migliorare la compliance del paziente che sappiamo, risiede nella consapevolezza, nella motivazione e nel rapporto che si riesce ad istaurare con il team di cura Il Congresso si è aperto con i saluti del Presidente uscente M.Teresa Sisti che dopo aver ringraziato i colleghi del CDR, i soci e tutti i partecipanti intervenuti al corso, ha lasciato la parola al Direttore Sanitario Ospedaliero dall’Area Vasta 5 Dott.ssa Diana Sansoni per i saluti La prima sessione si aperta con la relazione del Dott. Illidio Meloncelli Direttore ff U.O Area Vasta 5 che ha evidenziato come l’aderenza alle cure sia un fenomeno multidimensionale che coinvolge tutte le figure professionali all’interno del team di cura…”il modo in cui gli infermieri comunicano con le per-

sone assistite, è una determinante chiave dell’aderenza ai trattamenti e impatta in maniera considerevole sui risultati clinici” A seguire, l’esaustiva relazione della Dott.ssa Gabriella Garrapa ,sull’avvento dei “farmaci innovativi”. Dagli incretino mimetici, agli inibitori della DPP4 per passare agli inibitori del SGLP, farmaci glicosurici e giungere alle nuove insuline a maggiori concentrazioni e ai biosimilari senza scordare gli effetti benefici degli inibitori del SGLT2 e della loro facilità di assunzione insieme a SGLP1 che favoriscono l’aderenza del paziente in merito all’assunzione e alla continuità della terapia. La collega Simona Pasqualini ci ha portato a riconsiderare il valore dell’ infermiere nel processo di empowerment. Ha ribadito come l’intervento educativo abbia necessariamente bisogno di un approccio verso la persona con diabete qualitativamente elevato e di come l’aderenza debba essere raggiunta con terapie personalizzate e monitoraggio costante. La collega Roberta Ausili ci ha offerto una riflessione sull’importanza dello scarico e raccolta dei dati glicemici per ottimizzare la definizione degli obiettivi


VITA ASSOCIATIVA

Sisti Past President e i consiglieri Simona Pasqualini e Roberta Ausili. Decadono dall’incarico il Past President Manuela Montoni e la collega Catia Ceccarelli che ringraziamo per l’importante impegno svolto in OSDI La sessione pomeridiana si è aperta sulle note della canzone “sei un pezzo di me” cantata da Levante Involontariamente si sposa esattamente con la condizione di chi vive con un pezzo in più: Il diabete Annamaria Paparusso ci ha raccontato la sua decennale esperienza con i piccoli pazienti dell’Ospedale Pediatrico Salesi. E’ facile vedere come i pazienti più piccoli rappresentino le “medaglie d’oro” dell’ aderenza terapeutica in tutte le sue sfumature: dietetica, attività fisica, esecuzione di sticks terapia insulinica e di come la famiglia e la rete amicale rappresentino punti fondamentali in questo percorso. Se invece ci avviciniamo all’età

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glicemici personalizzati, avvalendosi delle enormi potenzialità che la tecnologia ci mette a disposizione. I lavori della mattina si sono conclusi con la relazione della Dott.ssa Marianna Galetta su come le nuove tecnologie possono supportare l’aderenza. Ha spiegato come la tecnologia non deve essere considerata come un surrogato dell’autogestione terapeutica, la “macchina” non deve essere utilizzata come strumento di deresponsabilizzazione. Solo se questa è pienamente e consapevolmente accettata dal paziente può supportare la gestione dei vari aspetti della malattia, tenendo sempre presente il “fattore umano” Durante la pausa pranzo si sono svolte le elezioni per il rinnovo del CDR che vede l’entrata in carica della nuova Presidente Annamaria Paparusso, a Laura Scarpantoni va la carica di Vice Presidente. Continuano il loro mandato M.Teresa

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dell’adolescenza, soprattutto quando l’esordio non è avvenuto nei primi anni di vita, le problematiche dell’aderenza sono un fattore di rischio tale da compromettere la vita stessa di questi ragazzi/e sia per gravi episodi acuti sia dal punto di vista delle complicanze. I campi scuola, anche se questa definizione è un po’ riduttiva rispetto al grande lavoro educativo e assistenziale che comporta, hanno sicuramente dato una grande svolta assistenziale: un ambiente non ospedaliero, l’incontro con altri ragazzi nella stessa condizione, l’allontanamento dalla famiglia (spesso troppo concentrata sui “numeri”) la presenza di operatori specializzati, fa di questo metodo assistenziale il fiore all’occhiello della diabetologia moderna”. Nell’ambito della interessantissima relazione di Diletta Nespeca, infermiera presso UOC di Diabetologia Ascoli Piceno e San Benedetto dl Tronto sono state affrontate le criticità circa le situazioni socio economiche del Paese e di gestione nello specifico del paziente diabetico, che in tempi di crisi rappresentano di fatto la perdita di aderenza ed efficacia educazionale L’evidenza si articolata intono alla prevenzione, il costo dei prodotti e dei presidi di prevenzione e/o mantenimento, il costo di esami strumentali in attività privata e circa i nuclei familiari che rendono in aumento la percentuale dello status single che, inevitabilmente, prostra il paziente diabetico nella gestione, l’acquisto di prodotti di prevenzione non mutuabili, il sostegno psicologico e la gestione dei devices. Si è continuato con l’intervento della Dietista Nena Giostra con la relazione “Terapia Dietetica, quando L’aderenza ha un costo” Durante l’intervento è stato sollevato il problema del sempre più frequente rapporto che intercorre, tra crisi economica e spesa alimentare e di

quanto sia ormai difficile per i paziente poter seguire un adeguato e corretto regime alimentare in relazione al maggiore aumento dei costi dei prodotti. E stato proposto come strumento essenziale, la ricerca delle alternative dietetico alimentari (qualità-prezzo)e i benefici della dieta mediterranea. La giornata si è conclusa con l’ultima relazione della collega Valentina Aurini, “Ricomincio da 1” Valentina ci ha raccontato i bisogni di cura, le esperienze e le impressioni di un gruppo di pazienti di tipo 1 che hanno partecipato ad una serie di incontri con tutte le figure che compongono il team diabetologico. Nel suo intervento è stato puntualizzato come l’intervento educativo abbia necessariamente bisogno di un approccio verso la persona con diabete qualitativamente elevato per offrire percorsi educativi che possano portare alla conoscenza della propria condizione e quindi all’empowerment. A fine giornata, piacevole e gradita sorpresa è stato il saluto che tutti gli iscritti OSDI Marche hanno voluto fare alla cara collega Rossana Maricotti ormai prossima al pensionamento. Rossana, collega ed amica è stata per anni punto di riferimento per OSDI Marche, sempre presente con la sua professionalità ed esperienza. A lei vanno tutti i nostri ringraziamenti e con affetto, auguriamo Buona Vita! Molto apprezzato inoltre è stata l’omaggio floreale che il CDR ha voluto offrire a tutti i partecipanti. Per concludere, l’equipe di progetto ringrazia tutti i relatori per il loro contributo, i membri uscenti e i nuovi eletti per la competenza e il senso di appartenenza e tutti gli sponsor che hanno permesso la splendida riuscita dell’evento. Per il CDR Maria Teresa Sisti


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Al momento della stampa della rivista altri eventi sono in fase di definizione. Rivolgersi al Presidente della Sezione Regionale per eventuali ulteriori informazioni

Online fino al 1/10/2018 - FAD - La qualitĂ dellâ&#x20AC;&#x2122;automonitoraggio glicemico: vantaggi e applicazioni. 20 ottobre 2018 - Milano - Hotel Michelangelo - XIII Congresso Osdi Lombardia Milano - Multisponsor 10 novembre 2018 - Molise - Sede da definire - Congresso Osdi Abruzzo-Molise - Multisponsor 23 febbraio 2018 - Brindisi - Tenuta Moreno - XI Congresso OSDI Puglia. Il diabete nel tempo della tecnologia. Plurisponsor


e.levis@osdi.it

Past President

Katja Speese

k.speese@osdi.it

Vice Presidente

Carolina Larocca

carolinalarocca5925@gmail.com

Segretaria

Simonetta Mamusa

simonetta.mamusa@gmail.com

Consiglieri

Angela Benetti Nunziata Di Palma Raffaella Fiorentino Marco Ganassi Danila Guida Raffaella Lupattelli Clara Rebora Salvatore Strano Erika Zasso

angela.benetti1@gmail.com nunzia.dipalma@live.it fiorentinoraffaella@tiscali.it ganassi.marco@ausl.re.it guidadanila@icloud.com r.lupattelli@osdi.it clareb62@libero.it salvatorestrano1@gmail.com erikazasso

Tesoriere

Michele Galantino

tesoreria@osdi.it

Abruzzo-Molise

Franca Di Ponte

dimfranca@gmail.com

Calabria

Mariolina Fera

mariolinafera@alice.it

Campania

Francesco Loffredo

franco.loffredo@hotmail.it

E. Romagna

Rita Dallâ&#x20AC;&#x2122;Ovo

rdallovo@ao.pr.it

Friuli V.G.

Elena Rosso

rossoelena68@gmail.com

Lazio

Anna Penza

anna.penza@email.it

Liguria-Piemonte

Ernesto Abramo

ernesto.abramo@alice.it

Lombardia

Carolina Larocca

carolinalarocca5925@gmail.com

Marche

Anna Maria Paparusso

anna.paparusso99@gmail.com

Puglia

Erika Zasso

erikazasso@libero.it

Sardegna

Pasqualina Corsi

corsi.diab@aslnuoro.it

Sicilia

Maria Giuseppa Tripo

piacocciuta@libero.it

Toscana

Andrea Giuseppe Corti

andreagiuscorti@gmail.com

Trentino A.A.

Manuela Manfrini

manfrini.manuela@apss.tn.it

Umbria

Laura Piastrella

piastrellalaura@gmail.com

Veneto

Silvia Di Benedetto

db70.silvia@gmail.co.it

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Elisa Levis

N. 1 giugno 2018

Presidente

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