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“Per grazia di Dio sono cristiano, per le mie azioni un gran peccatore, per condizione un pellegrino senza dimora del genere più umile, che vaga da un luogo all’altro. Tutti i miei averi consistono in una bisaccia di pan secco sulle spalle, e la Sacra Bibbia sotto la camicia. Nient’altro!

(S.D. Madre Ignazia Isacchi)


per rimanere con loro. 30Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. 31Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. 32Ed essi dissero l'un l'altro: "Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?". 33Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, 34i quali dicevano: "Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!". 35Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane. 36 Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: "Pace a voi!". 37Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. 38Ma egli disse loro: "Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? 39Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho". 40Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. 41Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: "Avete qui qualche cosa da mangiare?". 42Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; 43egli lo prese e lo mangiò davanti a loro. 44Poi disse: "Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi". 45Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture 46e disse loro: "Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, 47e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. 48Di questo voi siete testimoni. 49Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall'alto". 50 Poi li condusse fuori verso Betania e, alzate le mani, li benedisse. 51 Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. 52 Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia 53e stavano sempre nel tempio lodando Dio.

Fraternità laicale “Amici del S. Cuore” Gazzuolo - Campitello 24 settembre 2011 19


Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo,

ricevi i nostri cuori come vittime di espiazione.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo,

Un cammino per ricordare

fa che ti doniamo i nostri cuori.

Alle

porte di Campitello

È spontaneo per l’uomo ricordare; chi non ha memoria non ha radici e senza radici è difficile vivere e crescere. Ricordare è tornare a far passare dal cuore ciò che vi passò già una volta, è rivivere nell’immaginazione il già vissuto. Ricordare non dev’essere mai un guardare indietro per dimenticare il presente, per evadere dalla realtà scomoda o per sfuggire agli impegni quotidiani, ma è la rincorsa che prendiamo per dare un balzo energico in avanti. È importante guardare al passato per scoprire il filo conduttore dei fatti, il senso profondo che unisce dall’interno i vari avvenimenti tra loro. Allora si scoprono le radici del presente. Non è che il passato venga coi suoi piedi verso di noi, ma noi andiamo al passato, noi camminiamo verso di esso. La chiamata di Dio per compiere questi passi è rivolta a tutto. La risposta deve perciò essere corale. Ciascuno deve mettersi al passo con gli altri e questo significa accogliere la loro realtà nella mia vita, significa lasciarmi inquietare dal loro bisogno, significa partire. Partire senza altro assetto di viaggio, se non la fiducia in una Persona che ha parlato. E ogni punto di arrivo diventa punto di partenza per una tappa successiva poiché tale è la condizione del peregrinante, fino a che non abbia raggiunto la meta. Trovare Cristo significa lasciarsi mettere da Lui sulla strada che conduce alla vita.

Salmo 122 Quale gioia, quando mi dissero: "Andremo alla casa del Signore!". Già sono fermi i nostri piedi alle tue porte, Gerusalemme! Gerusalemme è costruita come città unita e compatta. È là che salgono le tribù, le tribù del Signore, secondo la legge d'Israele, per lodare il nome del Signore. Là sono posti i troni del giudizio, i troni della casa di Davide. Chiedete pace per Gerusalemme: vivano sicuri quelli che ti amano; sia pace nelle tue mura, sicurezza nei tuoi palazzi. Per i miei fratelli e i miei amici io dirò: "Su te sia pace!". Per la casa del Signore nostro Dio, chiederò per te il bene. Dal vangelo secondo Luca

Lc 24,28-53

28

Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. 29Ma essi insistettero: "Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto". Egli entrò 18

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Preghiera dei cammini

Litanie Riparatrici

Signore, Tu che non sei il Dio della stasi e dell’immobilità, dona al nostro passo la sapienza e la continuità del cammino.

Signore,

Signore degli Esodi e delle Risurrezioni, fa che il nostro passo - nel succedersi delle cadute che lo compongono - conosca la ripresa.

Cristo, Signore, Cristo, ascoltaci Cristo, esaudiscici

Fa, Signore dell’Amore e della Fraternità, che i nostri passi non siano mai solitari; che in essi abiti la memoria dei sentieri dell’uomo, di ogni uomo.

Padre celeste, Dio Figlio redentore del mondo, Dio Spirito Santo, Dio

Fa, Signore della storia, che ogni passo dell’uomo venga, almeno un po’, vissuto nel nostro.

abbi pietà di noi

Santa Trinità, un solo Dio

Dà al nostro cammino nel tempo la responsabilità di ogni tempo; al nostro viverci nell’umano la pienezza di ogni umanità; al nostro crescere di creature l’ansia di tutto il creato. Per questo dacci la forza di non rifiutare mai le croci che vorrai porre sulle nostre povere spalle. Che il nostro passo sia sempre scandito su quello di chi cammina al nostro fianco; che sappia sempre precedere chi ci hai dato da servire, e seguire chi ci hai dato da amare.

abbi pietà di noi abbi pietà di noi abbi pietà di noi

Prima tappa: Palazzo Stanga

“Gazzuolo è un paese della diocesi di Cremona, posto nella provincia di Mantova in riva all’Oglio a poche miglia dal punto nel quale questo fiume si getta nel Po. Qui passa in villeggiatura la Nobile Contessa Bianca Liberati vedova Stanga nel palazzo già appartenente al defunto suo marito. Questa pia signora da più che vent’anni desiderava aprire una casa di suore in Gazzuolo, sia per la educazione cristiana della gioventù femminile, sia per l’assistenza propria in caso di malattia. Ma per quante pratiche facesse, non le fu mai possibile tradurre in atto il generoso proposito…”. “Frattanto a Ponte S. Pietro, un gruppo di Suore Orsoline Gerolomitane, col consenso di S.E. Mons. Vescovo di Bergamo Gaetano 4

Gesù, verbo incarnato per amore, donaci il tuo amore Gesù, amore troppo spesso sconosciuto e disprezzato, Gesù, divino fanciullo, abbandonato e perseguitato Gesù, che nelle tue peregrinazioni evangeliche avesti per avversari e contraddittori i farisei e i sacerdoti, Gesù, il cui divino Cuore è trafitto dall’ingratitudine, più che dalla lancia del centurione, Gesù, amore sempre vivo e sempre nuovo nella divina Eucaristia, Gesù, assai dolente nel vedere l’inutilità del tuo sangue sparso per tante anime, Gesù, tanto afflitto per il nostro poco amore, Gesù, che sei quasi uno straniero per coloro che più spesso visiti, Gesù, che malgrado tutto, non ti stanchi di farti mendico alla porta dei nostri cuori, Gesù, che desideri abitare nei nostri cuori, Gesù, che attendi il nostro amore per quelli che non ti amano, Gesù, che domandi cuori fedeli, Gesù, che domandi cuori compassionevoli, Gesù, il cui divin Cuore arde di una fiamma d’amore e di misericordia, Gesù, così contento della nostra contrizione, Dall’ingratitudine Dalla tiepidezza Del tuo timore

liberaci, o Signore preservaci, o Signore ricolmaci, o Signore

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo,

fa che noi siamo generosi

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Camillo Guindani, e del Superiore don Luigi Isacchi Canonico, meditava di allargare l’opera dell’Istituto fondando nuova Casa e aspettava l’occasione propizia per condurre a termine il suo disegno…”.

10 volte: Cuore Divino di Gesù, Confido e Spero in Te! Gloria al Padre … Gesù dolce e umile di Cuore, rendi il nostro cuore simile al Tuo. Cuore Immacolato di Maria, prega per noi

Nel 5° mistero contempliamo Gesù risorto che conferma Tommaso e tutti i suoi discepoli nelle fede. Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dissero allora gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente!». Rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno!». (Gv 20,24-29).

“Nell’anno 1892, il Signore dispose che per mezzo di una giovane maestra (Irene Caravaggi di S. Martino dall’Argine) e del confessore della Pia Signora Contessa, le suore di Ponte S. Pietro conoscessero il desiderio della Nobile Signora e si incominciassero tra loro le pratiche per la fondazione della nuova casa”. “Esaurite tutte le pratiche, fatti tutti i preparativi, il gruppo di suore di Ponte S. Pietro in numero di sette, ricevuta la Benedizione di S.E. il Vescovo di Bergamo Mons. Gaetano Camillo Guindani partirono da Bergamo la mattina del 5 settembre 1893, accompagnate dal Canonico Luigi Isacchi. Dopo essere passate da Cremona, dove furono ricevute dal Vescovo, arrivarono a Gazzuolo verso sera dello stesso giorno, e sull’ingresso della casa, a loro destinata, erano attese dal Rev.mo Parroco, dalla Nobile Benefattrice Contessa Bianca Stanga vedova Liberati e dalla di lei Nobile figlia Contessa Suardo Stanga”. “La casa destinata per le Suore dalla Nobile Benefattrice, è posta in via Nuova, o Gonzaga, a fianco del Palazzo Stanga, verso mattina. … Le attenzioni delle Illustrissime Contesse Madre e Figlia sono sempre innumerevoli. … In paese nessuna ostilità, come in tempi non lontani si sarebbe potuto temere, ma benevolenza da parte dei più”. Dal Vangelo secondo Matteo

Padre nostro… Ave Maria…

Mt 11,25-27

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10 volte: Cuore Divino di Gesù, Confido e Spero in Te! Gloria al Padre … Gesù dolce e umile di Cuore, rendi il nostro cuore simile al Tuo.

In quel tempo Gesù disse: "Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. 26Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. 27Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Dal Vangelo secondo Matteo

Cuore Immacolato di Maria, prega per noi.

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Mt 13,44-46

Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo


lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo. 45 Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; 46trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.

versato per voi». (Lc 22,14-20). Padre nostro… Ave Maria… 10 volte: Cuore Divino di Gesù, Confido e Spero in Te! Gloria al Padre …

PER RIFLETTERE LUNGO LA STRADA: Quali sono i desideri più profondi che porti nel cuore?

Gesù dolce e umile di Cuore, rendi il nostro cuore simile al Tuo.

So leggere i desideri che il Cuore di Gesù ha su di me?

Cuore Immacolato di Maria, prega per noi.

C’è un tesoro nascosto nel campo della mia vita… lo sto cercando?

Nel 4° mistero contempliamo Gesù che dall’alto della croce ha sete dell’amore e della salvezza delle anime e per esse squarcia il suo Cuore Divino versando tutto il suo Sangue.

Seconda tappa: Oratorio di S. Rocco

“Nel 1899 per la Congregazione incominciava un po’ di lotta seria da parte della Contessa Benefattrice … e col passar dei mesi le contrarietà si fecero più gravi ed avrebbero fatto avvilire anche gli animi forti, se la Misericordia di Dio non fosse venuta in soccorso per mezzo dei Superiori, i quali presero a difendere la causa della Congregazione e quindi causa di Dio”. “La Contessa Benefattrice era destinata dal Signore per procurare sempre nuove prove con nuove tribolazioni … La persecuzione per parte della Contessa si faceva sempre più seria e contemporaneamente il demonio servendosi di alcuni suoi satelliti complici della povera Contessa procuravano alle Superiore materia bastante per dar prova di sola e costante fiducia in quel Dio per amor del quale si erano sacrificate. … le povere suore si trovarono in situazioni finanziarie molto serie, perché la disgraziata Contessa negava quanto aveva pattuito per il sostentamento delle medesime. … le calunnie, le dicerie a danno dell’Istituto e dello scopo del medesimo non si possono enumerare. Le Suore furono perfino ridotte all’estrema povertà, poiché la convenuta annualità promessa dalla Contessa da circa tre anni veniva negata”.

Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era stata ormai compiuta, disse per adempiere la Scrittura: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno d'aceto; posero perciò una spugna imbevuta di aceto in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. E dopo aver ricevuto l'aceto, Gesù disse: «Tutto è compiuto!». E, chinato il capo, spirò. Era il giorno della Preparazione per il Giudei, perché i corpi non rimanessero in croce durante il sabato (era infatti un giorno solenne quel sabato), chiesero a Pilato che fossero spezzate le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe al primo e poi all'altro che era stato crocifisso insieme con lui. Venuti però da Gesù non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto ne da testimonianza e la sua testimonianza è vera ed egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. (Gv 19,28-30) Padre nostro… Ave Maria…

“Il 19 maggio 1903 si portava a Gazzuolo l’Usciere del Tribuna6

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Nel 2° mistero contempliamo Gesù che lascia ai suoi discepoli il comandamento nuovo dell’amore fraterno In quel tempo Gesù disse: Come il Padre ha amato me, così anch'io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. (Gv 15,9-12). Padre nostro… Ave Maria… 10 volte: Cuore Divino di Gesù, Confido e Spero in Te! Gloria al Padre … Gesù dolce e umile di Cuore, rendi il nostro cuore simile al Tuo. Cuore Immacolato di Maria, prega per noi.

Nel 3° mistero contempliamo Gesù che nell’Ultima Cena istituisce l’Eucaristia Quando fu l'ora, prese posto a tavola e gli apostoli con lui, e disse: «Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione, poiché vi dico: non la mangerò più, finché essa non si compia nel regno di Dio». E preso un calice, rese grazie e disse: «Prendetelo e distribuitelo tra voi, poiché vi dico: da questo momento non berrò più del frutto della vite, finché non venga il regno di Dio». Poi, preso un pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: «Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me». Allo stesso modo dopo aver cenato, prese il calice dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che viene 14

le di Bozzolo per portare atto di citazione per il 31 dello stesso mese alle Suore per sentirsi condannate a lasciare la casa da loro abitata e ciò per ordine della Contessa”. “Si ottenne una serie di rinvii finché … venne il 14 novembre 1903 e l’Usciere del Tribunale portava alle Suore tutte la diffida e che sloggiassero entro un mese … e così si ebbe motivo di abbandonarsi nelle braccia della Divina Provvidenza, trovandosi senza tetto, senza pane, e con poco o nulla di che coprirsi, perché colla casa si dovette lasciare anche tutta la roba, perché data dalla Contessa. … in otto giorni, fu vero miracolo della Provvidenza, fu trovata una casa bella, sana, attigua ad una Chiesa sussidiaria detta di S. Rocco. … e qui va una lode ben meritata ai gazzuolesi. Il Rev.do Parroco credette giustificare dal pulpito lo sfratto dato alle Suore, fuori di tempo, con ammalate, stagione brutta, ecc. poiché nel complesso pareva vi fosse stato chissà qual delitto. La popolazione accolse commossa le parole del proprio Parroco, indi saputo che alle suore non restava altro che il tetto, tutti a gara si diedero a soccorrerle chi con roba, chi con denaro, di modo che si videro in breve rimpiantata la loro casa e provviste anche per il necessario sostentamento”. “… La Superiora vedeva ancora qualche cosa da rammendare e per questo bisogno ogni notte scendeva in Chiesa e pregava e piangeva, perché il Signore le desse lume, forza e coraggio perché la luce si facesse più chiara”.

Dalla lettera di S. Paolo apostolo ai Romani 28

Rom 8,28-39

Del resto, noi sappiamo che tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio, per coloro che sono stati chiamati secondo il suo disegno. 29 Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto, li ha anche predestinati a essere conformi all'immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli; 30quelli poi che ha predestinato, li ha anche chiamati; quelli che ha chiamato, li ha anche giustificati; quelli che ha giustificato, li ha anche glorificati. 7


Che diremo dunque di queste cose? Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? 32Egli, che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha consegnato per tutti noi, non ci donerà forse ogni cosa insieme a lui? 33 Chi muoverà accuse contro coloro che Dio ha scelto? Dio è colui che giustifica! 34Chi condannerà? Cristo Gesù è morto, anzi è risorto, sta alla destra di Dio e intercede per noi! 35 Chi ci separerà dall'amore di Cristo? Forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? 36 Come sta scritto: Per causa tua siamo messi a morte tutto il giorno, siamo considerati come pecore da macello. 37 Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati. 38Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, 39né altezza né profondità, né alcun'altra creatura potrà mai separarci dall'amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore. 31

Gesù dolce e umile di Cuore, rendi il nostro cuore simile al Tuo. Cuore Immacolato di Maria, prega per noi.

Nel 1° mistero contempliamo Gesù che chiama a sé tutta l’umanità per ristorarla con il suo Divino Amore

FARE STRADA IN SILENZIO: Ripeti più volte nel tuo cuore: “Nulla può separarmi dall’amore di Dio”.

e ci abbandoniamo alla Tua santa volontà, per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, in tutte le situazioni della vita e riponiamo con piena fiducia nel Tuo Cuore Divino tutte le nostre attese e speranze per essere graditi al Padre Celeste e così ottenere tutte le grazie materiali e spirituali necessarie alla nostra eterna salvezza nella gioiosa comunione dei santi. Amen.

Terza tappa: Parrocchia di S. Maria Nascente

“Le Suore frequentano le funzioni nella Chiesa Parrocchiale, vi ascoltano la S. Messa, vi ricevono i SS. Sacramenti e incominciano fino dalle prime domeniche a raccogliere le ragazze per la Dottrina Cristiana”.

In quel tempo Gesù disse: “Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero” (Mt 11,28-30). Padre nostro… Ave Maria…

“Coi primi di luglio 1900 il Noviziato doveva essere traslocato colla rispettiva Maestra. Ecco l’intimazione della Contessa. Nulla di più sicuro che prendere stanza nel Cuore di Gesù”. “La piccola navicella urtata da bufere e da marosi non periva, perché l’Onnipotente Pilota, il S. Cuore di Gesù, non la perdeva mai di vista”.

10 volte: Cuore Divino di Gesù, Confido e Spero in Te! Gloria al Padre … Gesù dolce e umile di Cuore, rendi il nostro cuore simile al Tuo. Cuore Immacolato di Maria, prega per noi.

“Si raddoppiarono le preghiere, fidenti nella bontà e misericordia del Cuore di Gesù il Quale ebbe sempre cura speciale della 8

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le opere relative e ottenuta benedizione del S. Padre Pio X, il 1 settembre 1911 le suore si stabilirono a Gabbiana, incominciando anche l’Oratorio Festivo”. Dalla prima lettera di S. Giovanni apostolo

Gv 4,7-12.19-21

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Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l'amore è da Dio: chiunque ama è stato generato da Dio e conosce Dio. 8Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore. 9In questo si è manifestato l'amore di Dio in noi: Dio ha mandato nel mondo il suo Figlio unigenito, perché noi avessimo la vita per mezzo di lui. 10In questo sta l'amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati. 11 Carissimi, se Dio ci ha amati così, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. 12Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l'amore di lui è perfetto in noi. 19 Noi amiamo perché egli ci ha amati per primo. 20Se uno dice: "Io amo Dio" e odia suo fratello, è un bugiardo. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede. 21E questo è il comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami anche suo fratello.

Congregazione”. “[A Gazzuolo] non mancò mai il lavoro, sia nell’oratorio festivo, per il quale non si lasciava intentato ogni mezzo ricreatorio per le giovani, sia nelle scuole di studio e di lavoro, come nelle visite ed assistenza ad inferme”. Salmo 37 Confida nel Signore e fa' il bene: abiterai la terra e vi pascolerai con sicurezza. Cerca la gioia nel Signore: esaudirà i desideri del tuo cuore. Affida al Signore la tua via, confida in lui ed egli agirà: farà brillare come luce la tua giustizia, il tuo diritto come il mezzogiorno. Sta' in silenzio davanti al Signore e spera in lui; non irritarti per chi ha successo, per l'uomo che trama insidie. Desisti dall'ira e deponi lo sdegno, non irritarti: non ne verrebbe che male; perché i malvagi saranno eliminati, ma chi spera nel Signore avrà in eredità la terra. È meglio il poco del giusto che la grande abbondanza dei malvagi; le braccia dei malvagi saranno spezzate, ma il Signore è il sostegno dei giusti.

PER PREGARE LUNGO LA STRADA: CORONA DI RIPARAZIONE E DI FIDUCIA NEL CUORE DIVINO DI GESÙ

Il Signore rende sicuri i passi dell'uomo e si compiace della sua via. Se egli cade, non rimane a terra, perché il Signore sostiene la sua mano.

Preghiera iniziale: Signore Gesù Cristo, che Ti sei rivelato come Infinito Amore e Misericordia per intercessione del Cuore Immacolato di Maria accogli l’atto di riparazione di noi poveri peccatori contro tutte le bestemmie, le dissacrazioni eucaristiche, le offese al Tuo Divino Amore e all’amore fraterno. Con questa preghiera ci consacriamo

La salvezza dei giusti viene dal Signore: nel tempo dell'angoscia è loro fortezza. Il Signore li aiuta e li libera, li libera dai malvagi e li salva, perché in lui si sono rifugiati. 12

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PER RIFLETTERE LUNGO LA STRADA: Rinnova la tua fiducia in Dio e prendiamo stanza nel Cuore del Suo Figlio ripetendo più volte “Cuore di Gesù, confido in Te”.

te i demoni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. 9Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, 10né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento.

PER PREGARE LUNGO LA STRADA:

Quarta tappa: Inizio strada argine

Prega una decina del Rosario per qualcuno a cui vuoi bene e per ogni grano

“Nel 1894 entrano le prime novizie. La comunità comincia a crescere. Da Gazzuolo ogni giorno le suore si portano a piedi nelle frazioni e nei paesi limitrofi (Pomara, Nocegrossa, Belforte, Bocca Chiaviche, S. Matteo delle Chiaviche) per asilo, scuola di lavoro, oratorio, visite agli anziani e agli infermi”. “Nel 1894 venne offerta anche la direzione di un Asilo infantile in Campitello, paese che dista pochi chilometri da Gazzuolo (diocesi di Mantova) e fatte le dovute pratiche dal R.do Superiore don Angelo Martinoli, con S.E. Cardinal Sarto, allora Vescovo di Mantova, nell’ottobre dello stesso anno due suore incominciarono l’opera, ritornando però ogni sera alla casa in Gazzuolo”. “Nel 1897 nello stesso locale dell’Asilo, il Comune concesse, dietro richiesta dell’Arciprete del paese, don Pietro Besaschi, una camera gratis, per ivi iniziarvi un po’ di scuola di lavoro principalmente per le povere”. Dal Vangelo secondo Luca

Lc 12,49-50

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Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! 50Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto! Dal Vangelo secondo Matteo

Mt 10,1.7-10

1

Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità. 7 Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. 8 Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scaccia10

del Rosario ripeti una giaculatoria: “Signore Gesù, abbi pietà di me”; “Donami, Signore, la pace del cuore”; “Indicami, Signore, la via da seguire”.

Quinta tappa: lungo la strada

“Nel 1897 le Suore Orsoline del Sacro Cuore furono cercate a Cividale, Villastrada, Villapasquale, paesi limitrofi, ma mancavano le operaie, poiché intanto Gazzuolo e Campitello davano abbastanza lavoro molto più che non si lasciava intentato qualsiasi mezzo per fare un po’ di bene in paesi tanto decaduti in via di religione e buon costume. La religione poco intesa e meno praticata nei più, coll’aggiunta della superstizione innestata nella mente di queste popolazioni, il lavoro delle suore doveva essere doppiamente industrioso e quindi lento e paziente, ma l’unico filo di speranza era nella novella generazione”. “La novella casa di Seriate procedeva regolarmente sotto lo stendardo della croce, come pure quella di Gazzuolo, e le due superiore di comune accordo, coll’aiuto di Dio, sapevano mantenere l’unità di spirito, non risparmiando a tale scopo preghiere, viaggi e sacrifici…”. “A Gabbiana (MN) si aveva asilo; scuola di lavoro e l’Oratorio festivo non era possibile, perché le suore non erano stabilite in paese, ma ogni giorno partivano da Gazzuolo; ma i Signori Provatoli e il RR. Arciprete del paese visto che l’opera attecchiva fabbricarono a loro spese una casetta che servisse d’abitazione per le Suore e per 11


Sussidio del pellegrinaggio Gazzuolo-Campitello