block notes n°11 ISSN 2611-2337
Atti e Bollettino di informazione degli Ordini degli Ingegneri della Liguria INSERTO DEL TRIMESTRALE DELL’ORDINE DEGLI INGEGNERI DI GENOVA
RAFFAELE FORTE
ESCE DAL 1946 REGISTRATO NEL 1949
n° 11 | APR-GIU 2020
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VADEMECUM SUPERBONUS 110% CONDOMINI Le norme commentate
Atti & Bollettino di informazione degli Ordini degli Ingegneri della Liguria
RAFFAELE FORTE
VADEMECUM SUPERBONUS 110% CONDOMINI Le norme commentate
A&B Ordine Ingegneri Genova - Block Notes n. 11 - Aprile-Giugno 2020
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SUPERBONUS 110% CONDOMINI - Le norme commentate Autore Ing. Raffaele Forte Block Notes n. 11 Aprile-Giugno 2020 Supplemento del periodico A&B – Atti e Bollettino di informazione degli Ordini degli Ingegneri della Liguria, trimestrale dell’Ordine degli Ingegneri di Genova Presidente Maurizio Michelini Direttore Editoriale Felice Lombardo Reg. Tribunale di Genova n. 64 del 25 marzo 1949 – Anno LXXI Direttore Responsabile Gianfranco Sansalone Segreteria di redazione Oksana Doudko Direzione Editoriale Piazza della Vittoria, 11/10 – 16121 Genova www.ordineingegneri.genova.it redazione@ordineingegneri.genova.it Redazione giornalistica Agenzia Aba News redazione@abanews.it - www.abanews.it Servizi fotograficI: Aba News, Ordine Ingegneri Genova Progetto Editoriale Agenzia Aba Comunicazione Srl www.abacomunicazione.it Editore, impaginazione, stampa: Microart srl - Il Geko edizioni www.ilgekoedizioni.com - info@ilgekoedizioni.com Pubblicato in edizione Pdf su www.ordineingegneri.genova.it
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editoriale I SEMINARI FORMATIVI DELL’ORDINE, APERTI A TUTTI, SUI TEMI LEGATI ALLA CASA
UNA SPECIALIZZAZIONE NATA DA “INGEGNERIA & CONDOMINIO” DEBORAH SAVIO Tesoriere e Responsabile Formazione Ordine degli Ingegneri Genova
L’idea dei seminari di “Ingegneria & Condominio” nasce dal nostro Presidente Maurizio Michelini nel 2015. Inizialmente non avevano questo nome, sono nati come incontri per discutere sui vari aspetti della contabilizzazione del calore negli impianti di riscaldamento centralizzato, argomento che ha creato non poche discussioni e necessità di confronto per fornire la migliore interpretazione delle norme, non dimenticando il buonsenso che deve contraddistinguere sempre il nostro operato. Nel 2017 si è deciso di dare maggior respiro a questi eventi, ed affrontare qualsiasi tipologia di problema con basi tecniche che potesse nascere all’interno del condominio. Il format del seminario, che invece è sempre rimasto invariato, è tanto semplice quanto geniale: creare uno spazio di incontro periodico settimanale in cui fare formazione presentando diversi temi di interesse generale ed instaurare un dibattito con i presenti con lo scopo di condividere idee e riflessioni. Aver scelto come forma di incontro il “seminario”, e non il “convegno”, ha origine proprio nel voler realizzare un momento di studio e di approfondi-
L’ing. Deborah Savio
mento, in cui professionalità e sensibilità diverse si incontrano e dibattono cercando di giungere ad una conclusione, che
La partecipazione ai seminari è stata sempre molto ampia anche se il coinvolgimento di professionalità esterne e cittadini poteva dare di più. Il lockdown non ci ha fermati. Il tema interessa anche gli amministratori condominiali
alcune volte non è possibile nell’immediato, ma che certamente, grazie ad un sano e libero confronto, si riesce a mettere meglio a fuoco, ma sempre con rigore normativo e giurisprudenziale. Il nome del seminario, “Ingegneria & Condominio”, ci fa capire subito quali siano i temi tipici di discussione. Sappiamo bene come il microcosmo condominiale rappresenti uno spaccato della nostra società, dove non mancano problemi e conseguenti conflittualità. Quasi mai la soluzione di un problema può essere appannaggio di una sola competenza, anzi è scontato che siano molteplici le professionalità ad essere coinvolte per dare soluzione al problema. Per questa ragione i seminari su questo argomento sono sempre stati aperti a tutte le professioni tecniche regolamentate, ma anche a quelle non regolamentate, quali ad esempio quelle degli amministratori condominiali, ed ai cittadini. L’idea di fondo è quindi di fare formazione professionale, ma lasciando ampio spazio al dibattitto, stimolando la partecipazione attiva degli intervenuti, da cui sono attesi anche contributi attivi.
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introduzione La partecipazione ai seminari di “Ingegneria & Condominio” è sempre stata molto ampia, anche se il coinvolgimento di professionalità esterne e di cittadini non è stato sempre rispondente alle aspettative, nonostante la costante pubblicità fatta a questi eventi. La crisi del coronavirus, con il conseguente lockdown, in un primo momento ha segnato una battuta di arresto a tutte le attività di formazione del nostro ordine, ma grazie al contributo fondamentale dell’Ing. Raffaele Forte, che mi ha affiancata nella conduzione di questi seminari specifici, dopo un primo momento di smarrimento, si è riusciti a mettere in piede una struttura capace di effettuare formazione a distanza (FAD) mediate la piattaforma di video conferenza Zoom. Nel mese di aprile 2020, in pieno lockdown, il nostro Ordine ha quindi iniziato l’attività di
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UNA SPECIALIZZAZIONE NATA DA “INGEGNERIA E CONDOMINIO” FAD non solo per i seminari di “Ingegneria & Codominio”, ma anche per tutto il resto della consueta e ricca offerta formativa. Di recente sono stati siglati protocolli di intesa con l’Ordine degli Architetti, con il Collegio dei Geometri e con l’Ordine dei Periti di Genova, per cui la nostra formazione consente anche a questi professionisti la partecipazione con il riconoscimento dei crediti formativi professionali (CFP). Ad oggi la formazione dell’Ordine avviene ancora in modalità FAD, grazie alla quale i seminari di “Ingegneria & Condominio” vedono sempre più la partecipazione di soggetti esterni, quali Ingegneri di ogni parte di Italia, Architetti, Geometri, Avvocati, e qualche Amministratore Condominiale; i seminari I&C sono gestiti dall’Ing. Raffaele Forte, la cui strenua volontà è coinvolgere sempre più professionalità
esterne al nostro Ordine. Attualmente i numeri e la composizione dei partecipanti è assai incoraggiante. La modalità FAD ci ha permesso di aumentare il numero dei partecipanti a 100, quindi ben oltre la capacità della sala riunione del nostro Ordine, in piazza della Vittoria 11 a Genova, ma siamo pronti ad aumentare questo limite qualora fosse necessario. Come modalità di connessione è stata preferita la video conferenza al solito webinar, in modo da rendere più interattivo l’incontro, in cui tutti i partecipanti hanno la possibilità di intervenire in video per porre domande o fornire contributi attivi, anche con supporto di slide. Per potersi iscrivere ai seminari dell’Ordine è sufficiente registrarsi per la prima volta sul nostro sito all’indirizzo https://genova.ordinequadrocloud.it/ISFormazioneGenova/index.xhtml..
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super bonus 110% PROVVEDIMENTI PER CLIMATIZZAZIONE, ANTISISMICA, STAZIONI DI RICARICA ELETTRICA
ECCO IL “DECRETO RILANCIO” SPIEGATO E COMMENTATO RAFFAELE FORTE Conduttore seminari “Ingegneria & Condominio” Ordine degli Ingegneri Genova
L’ing. Raffaele Forte
Il Decreto Legge 19 maggio 2020, n. 34, cosiddetto Decreto Rilancio, tra le tante di natura emergenziale, contiene misure rivoluzionarie di incentivazione fiscale per quanto concerne gli interventi di efficientamento energetico e di adeguamento sismico del patrimonio edilizio nazionale, che sostanzialmente stravolgono l’attuale quadro normativo in ambito di Ecobonus e Sismabonus, portando la detrazione al 110%. Il decreto Rilancio apre di fatto alla possibilità di effettuare interventi di riqualificazione a zero spese da parte dei beneficiari. Gli articoli del decreto legge di nostro interesse sono il 119, che definisce gli in-
terventi ammessi, i beneficiari e i requisiti prestazionali tecno-economici per l’accesso al beneficio, e il 121, che rivoluziona l’esercizio dell’opzione di cessione del credito e dello sconto in fattura. Chiariamo subito che lo scopo del Superbonus è di incentivare i grandi interventi di riqualificazione degli edifici condominiali, delle case popolari IACP e delle abitazioni a proprietà indivisa costruite in forma cooperativa. Vedremo anche che c’è spazio per gli interventi sugli edifici unifamiliari, ma a certe condizioni. Il decreto individua le seguenti tipologie di interventi:
Gli articoli di nostro interesse del DL 34/2020, sono il 119 e il 121. Vediamo, comma per comma, interventi ammessi, requisiti per l’accesso ai benefici e l’opzione per lo sconto del credito o dello sconto in fattura
Le informazioni contenute in questo “Block Notes” sono aggiornate al 20 giugno 2020, come segnalato in copertina. Eventuali aggiornamenti conseguenti alla conversione del “Decreto Rilancio” o a nuovi provvedimenti legislativi, saranno riportati in successive edizioni di questa pubblicazione, con adeguata comunicazione in copertina. •Efficienza Energetica (comma 1) • Riduzione del rischio sismico (comma 4) •Istallazione di impianti fotovoltaici (comma 5, 6 e 7) • Installazione di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici (comma 8) Cominciamo con l’analisi critica di tutti i commI dell’Art. 119 del decreto. Comma 1 EFFICIENZA ENERGETICA La detrazione di cui all'articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto
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super bonus 110%
ISOLAMENTO TERMICO DM REQUISITI MINIMI
2013, n. 90, si applica nella misura del 110 per cento, per le spese documentate e rimaste a carico del contribuente, sostenute dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo, nei seguenti casi: a) - ISOLAMENTO TERMICO • Interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio con una incidenza superiore al 25 per cento della superficie disperdente lorda dell’edificio. • La detrazione è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a 60.000 euro, moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio. • I materiali isolanti utilizzati devono rispettare i criteri ambientali minimi (CAM) di cui al decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 11 ottobre 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 6 novembre 2017. Criticità ed elementi da valutare con attenzione Vediamo le criticità e gli elementi cui porre molta attenzione sulla lettera a) del comma 1. Salta subito agli occhi che le superfici opache inclinate sembrano essere escluse dal beneficio fiscale. Si tratta di un refuso del decreto o di una scelta ragionata? Difficile dirlo. La mente corre subito ai tetti a falda a copertura diretta di un ambiente ad uso abitativo, ossia privo di locale sottotetto. Si pensi a tale proposito alle unità immobiliari mansardate dell’ultimo piano degli edifici condomi-
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niali. Nella formulazione attuale e senza un chiarimento da parte dell’Agenzia delle Entrate (AE) o del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) sarebbe molto rischioso dare una interpretazione estensiva di superficie orizzontale che comprenda anche i tetti a falde. Osserviamo però che non avrebbe senso escludere queste tipologie di edifici. Adottando il principio di cautela, si suggerisce al progettista al momento di escluderli dal novero degli interventi ammessi al beneficio, in attesa della conversione in legge del decreto e dei chiarimenti interpretativi successivi. Il vincolo della superficie di intervento superiore al 25% della superfice disperdente lorda dell’edificio, ci dice che l’intervento debba essere di una certa importanza. Da un punto di vista normativo l’intervento deve così configurarsi come Ristrutturazione importante di primo livello, in base alle categorie di intervento definite dal zz, ossia il cosiddetto DM Requisiti Minimi. Le categorie di interventi previste dal DM Requisiti Minimi Si ritiene utile riportare le categorie di interventi previste da DM Requisiti Minimi: • Ristrutturazioni importanti di
primo livello - l’intervento, oltre a interessare l’involucro edilizio con un’incidenza superiore al 50 per cento della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio, comprende anche la ristrutturazione dell’impianto termico per il servizio di climatizzazione invernale e/o estiva asservito all’intero edificio. • Ristrutturazioni importanti di secondo livello - l’intervento interessa l’involucro edilizio con un incidenza superiore al 25 per cento della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio e può interessare l’impianto termico per il servizio di climatizzazione invernale e/o estiva. • Riqualificazione energetica tali interventi coinvolgono una superficie inferiore o uguale al 25 per cento della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio e/o consistono nella nuova installazione, nella ristrutturazione di un impianto termico asservito all’edificio o di altri interventi parziali, ivi compresa la sostituzione del generatore. Diventa quindi di fondamentale importanza valutare preliminarmente la percentuale di superficie di intervento al fine di verificare se l’intervento possa essere ammesso al beneficio fiscale del superbonus.
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super bonus 110% Dal DM Requisiti Minimi, leggiamo: “Ai fini della determinazione di tale soglia di incidenza, sono da considerarsi unicamente gli elementi edilizi opachi e trasparenti che delimitano il volume a temperatura controllata dall’ambiente esterno e da ambienti non climatizzati quali le pareti verticali, i solai contro terra e su spazi aperti, i tetti e le coperture (solo quando delimitanti volumi climatizzati)». L’individuazione della “soglia di incidenza” dell’intervento è quindi di fondamentale importanza per definire il tipo di intervento e conseguentemente i parametri prestazionali da rispettare, sia per gli obblighi di legge, sia che per gli obblighi di accesso agli sgravi fiscali. I limite di spesa massima che si può portare in detrazione è fissato in 60.000 euro per il numero di unità immobiliari di cui è
DM REQUISITI MINIMI SOSTITUZIONE IMPIANTI CLIMATIZZAZIONE
composto l’edificio, ma come vedremo in seguito il decreto prevede di asseverare anche la congruità economica della spesa dell’intervento, pena la decadenza del beneficio. Inoltre, non tutti i materiali isolanti presenti sul mercato potranno essere utilizzati per effettuare l’intervento di isolamento termico, ma solo quelli che rispettano i Criteri Ambientali Minimi (CAM), criteri obbligatori da tempo per gli appalti pubblici, che adesso diventano obbligatori anche per gli interventi effettuati da soggetti privati, al fine di garantirne la sostenibilità ambientale. b) – SOSTITUZIONE IMPIANTI DI CLIMATIZZAZIONE (parti comuni): • Interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione
invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto prevista dal regolamento delegato (UE) n. 811/2013 della Commissione del 18 febbraio 2013, a pompa di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici di cui al comma 5 e relativi sistemi di accumulo di cui al comma 6, ovvero con impianti di micro-cogenerazione. • La detrazione di cui alla presente lettera è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a euro 30.000 moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio ed è riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla
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super bonus 110% bonifica dell’impianto sostituito. Non si riscontrano problemi interpretativi. Da notare che il limite di spesa massima consentita per la detrazione è notevolmente alto, considerato che la spesa limite va moltiplicata per il numero delle unità immobiliari di cui si compone l’edificio. Con un limite di spesa così elevato sarà dunque possibile effettuare anche interventi radicali di ristrutturazione dell’impianto termico centralizzato, compatibilmente ovviamente con le problematiche della rete di distribuzione dell’impianto termico esistente, vero punto critico da un punto di vista tecnico per una completa ristrutturazione della stessa rete. Comma 1, lettera c) SOSTITUZIONE IMPIANTI DI CLIMATIZZAZIONE (edifici unifamiliari) • Interventi sugli edifici unifamiliari per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a pompa di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici di cui al comma 5 e relativi sistemi di accumulo di cui al comma 6, ovvero con impianti di micro-cogenerazione. • La detrazione di cui alla presente lettera è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a euro 30.000 ed è riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito. Attenzione alla definizione
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SOSTITUZIONE IMPIANTI DI CLIMATIZZAZIONE
di “edificio unifamiliare“ Come vediamo per gli edifici unifamiliari l’agevolazione esclude la sostituzione del generatore esistente con una caldaia a condensazione, anche se questa fosse di classe superiore alla classe A. La criticità che si riscontra su questa parte del comma 1 riguarda l’uso del termine “edifici unifamiliari”. Cominciamo col dire che da un punto di vista normativo non esiste una definizione univoca del concetto di edificio unifamiliare, quindi il non averne data la definizione nel decreto costituisce elemento di criticità e disorientamento. L’assenza di una definizione univoca di edificio unifamiliare è stata spesso causa di dubbi e contenziosi, soprattutto di carattere amministrativo. Un richiamo di edifico unifamiliare, senza darne la definizione, è fatto dalla normativa per l’accesso di benefici di natura urbanistica (vedasi Testo Unico Edilizia DPR 380/2001 – Art. 17, comma 3, lettera b). Anche nel caso del Decreto Rilancio, che ha valenza fiscale, si richiama l’edificio unifamiliare, ma
senza comunque darne la definizione. In campo urbanistico, nel 2016 si è cominciato a fare ordine tramite il Regolamento Edilizio Tipo Nazionale (RET nazionale), che nell’Allegato A, alla voce 33 dà la seguente definizione: «Per edificio unifamiliare si intende quello riferito ad un’unica unità immobiliare urbana di proprietà esclusiva, funzionalmente indipendente, che disponga di uno o più accessi autonomi dall’esterno e destinato all’abitazione di un singolo nucleo familiare». Bisogna però fare attenzione che non tutte le Regioni hanno adottato il RET nazionale ed inoltre, anche per quelle che lo hanno adottato, occorre controllare come il singolo Comune lo abbia recepito, ossia se abbia apportato delle modifiche. Ad ogni modo, non è detto che tale definizione urbanistica dell’edificio unifamiliare sia adottabile anche ai fini fiscali, per cui occorre un pronunciamento normativo fiscale in tale senso, o quantomeno una circolare dell’Agenzia delle Entrate che chia-
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super bonus 110% risca nel merito. Ancor meglio sarebbe che il Decreto Rilancio includesse nel testo convertito in legge una definizione di edifico unifamiliare o ancora meglio si allineasse a quella del RET nazionale. Allo stato delle cose, si ritiene comunque che il concetto di edifico unifamiliare non sia affatto sovrapponibile a quello di unità immobiliare di un edifico condominiale, almeno secondo la definizione urbanistica. Comma 2 ESTENSIONE INTERVENTI DI EFFICIENTAMENTO ENERGETICO L’aliquota prevista al comma 1, si applica anche a tutti gli altri interventi di efficientamento energetico, di cui all’articolo 14 del Decreto Legge 63/2013, nei limiti di spesa previsti per ciascun intervento di efficientamento energetico previsti dalla legislazione vigente e a condizione che siano eseguiti congiuntamente ad
ESTENSIONE INTERVENTI DI EFFICIENTAMENTO ENERGETICO MIGLIORAMENTO CLASSE ENERGETICA
almeno uno degli interventi di cui al comma 1. Si ritiene che l’aver specificato la derogabilità all’articolo 14 del Decreto Legge 63/2013 della sola aliquota e non dei termini temporali di applicazione delle agevolazioni fiscali, che sappiamo essere distinti in due diverse scadenze, in funzione degli interventi citati, pone certamente la possibilità di eseguire interventi di efficientamento energetico anche alle parti private delle singole unità immobiliari di edifici condominiali. Sarà così possibile effettuare interventi di efficientamento energetico sulle parti private delle unità immobiliari dell’edificio condominiale, ma solo per le spese effettuate entro il 2020, quali: • sostituzione impianto di climatizzazione invernale, con impianti dotati di generatori di calore alimentati caldaia a condensazione o caldaie a biomasse combustibili • posa in opera di micro-cogene-
ratori in sostituzione di impianti esistenti • posa in opera di schermature solari. Si ritiene che questa limitazione temporale degli interventi sulle parti private renda del tutto inefficace la deroga, in quanto essa è condizionata alla realizzazione di almeno un intervento di cui al comma 1, che difficilmente vedranno la luce entro la fine del corrente anno, in quanto legati al lungo processo di definizione ed approvazione assembleare dell’intervento primario. Per cui, allo stato attuale di formulazione del decreto, chi pensava che potesse realizzare alle stesse condizioni del Superbonus anche gli interventi di efficienza energetica sulle parti private, quali ad esempio la ristrutturazione dell’impianto di climatizzazione autonomo, dovrà purtroppo ricredersi. Comma 3 MIGLIORAMENTO CLASSE ENERGETICA Ai fini dell'accesso alla detrazione, gli interventi di cui ai commi 1 e 2 rispettano i requisiti minimi previsti dai decreti di cui al comma 3-ter dell'articolo 14 del Decreto Legge 63/2013, e nel loro complesso, devono assicurare, anche congiuntamente agli interventi di cui ai commi 5 e 6, il miglioramento di almeno due classi energetiche dell'edificio, ovvero, se non possibile, il conseguimento della classe energetica più alta, da dimostrare mediante l'attestato di prestazione energetica (A.P.E), di cui all'articolo 6 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, ante e post intervento, rilasciato da tecnico abilitato nella forma
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super bonus 110% della dichiarazione asseverata. Quel “miglioramento di almeno due classi energetiche” Si ritiene la formulazione del comma 3 non sia del tutto chiara, in quanto si parla di APE ma non si chiarisce esattamente a cosa sia riferito l’APE. Sappiamo bene però che l’ENEA ha chiarito che nel caso di edifici composti di più di due unità immobiliari, soggetti ad interventi di efficienza energetica sulle parti comuni, è richiesta la presentazione degli APE di tutte le singole unità immobiliari componenti l’edificio. Se questo è l’intendimento del comma 3, il “miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio, ovvero, se non possibile, il conseguimento della classe energetica più alta” dovrebbe essere verificato su ogni singola unità immobiliare. È evidente che tale interpretazione porterebbe alla inapplicabilità del Superbonus per moltissimi edifici, in quanto per ogni edifico ci saranno sempre delle parti comuni che interessano alcune unità immobiliari su cui non sarà possibile effettuare interventi di isolamento termico. Basti pensare ad esempio alle unità immobiliari del piano terra, con solaio contro terra, su cui è impensabile isolare il solaio del pavimento se non con interventi del tutto invasivi all’interno dell’unità immobiliare. Analogamente, basti pensare a quegli edifici condominiali dove il riscaldamento è autonomo, per cui potrebbe essere necessario per il “miglioramento di almeno due classi energetiche” intervenire anche sugli impianti autonomi delle singole unità immobiliari,
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MIGLIORAMENTO CLASSI ENERGETICHE RIDUZIONE DEL RISCHIO SISMICO
che a questo punto diventerebbe un “obbligo” del privato interessato, per consentire all’intero condominio di accedere al Superbonus, con tutte le conseguente in termini di conflitti che si potrebbero generare e di rallentamento del processo decisionale. Inoltre il “miglioramento di almeno due classi energetiche” non è certo sinonimo assoluto di qualità dell’intervento, in quanto la classe energetica non definisce un valore prestazionale dell’edificio, ma l’appartenenza ad una fascia estesa di valori di prestazione energetica (si pensi ad esempio quelli appartenenti alla classe G, che non hanno limite superiore). Inoltre, nel caso di intervento effettuato solo sull’involucro e non sugli impianti, perché condizionare il “miglioramento di almeno due classi energetiche” sull’intero sistema edifico-impianti e non solo sull’involucro? Si ritiene che sarebbe stato assai più logico richiedere la prestazione di “miglioramento” con il semplice inasprimento percentuale dei limiti prestazionali di cui al DM Requisiti Minimi, ma riferiti solamente alle parti oggetto di intervento. Comma 4 RIDUZIONE DEL RISCHIO SISMICO Per gli interventi di cui ai commi da 1-bis a 1-septies dell’articolo 16 del Decreto Legge 63/2013, l'aliquota delle detrazioni spettanti è elevata al 110 per cento per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021. Per gli interventi di cui al primo periodo, in caso di cessione del corrispondente credito ad un'impresa di assicurazione e di contestuale stipula di una polizza che copre il rischio di eventi calami-
tosi, la detrazione prevista nell'articolo 15, comma 1, lettera fbis), del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, spetta nella misura del 90 per cento. Le disposizioni di cui al primo e al secondo periodo non si applicano agli edifici ubicati in zona sismica 4 di cui all'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 105 dell'8 maggio 2003. Da considerare le difficoltà logistiche La formulazione del comma risulta chiara e non si presta quindi a dubbi interpretativi, in quanto dal punto di vista applicativo rimanda alla normativa vigente in materia, ossia al Decreto Legge 63/2013, escludendo dal beneficio solo gli edifici ubicati in zona sismica 4, che coinvolgono un’area alquanto limitata del territorio nazionale, eccezion fatta per la Sardegna che è interamente in zona 4. È molto interessante anche l’ulteriore beneficio fiscale legato sulla detrazione del 90% del costo del premio assicurativo qualora la stipula della polizza a copertura del rischio di eventi calamitosi fosse contestuale all’intervento di adeguamento sismico, anche se a tale beneficio si potrà accedere solo in caso di esercizio della opzione di cessione del credito. In questo modo diventano centrali per questo tipo di intervento anche le compagnie assicuratrici. Si esprime invece qualche dubbio sulla vera efficacia in generale di questo incentivo fiscale, in quanto i lavori di adeguamento sismico di solido comportano interventi invasivi anche all’interno
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CLASSIFICAZIONE SISMICA AL 31-1-2020
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IMPIANTI SOLARI FOTOVOLTAICI SISTEMI DI ACCUMULO ELETTRICO
dell’edificio, il che limita fortemente la platea degli effettivi beneficiari, non tanto per mancanza dei requisiti, bensì per le difficoltà logistiche nel gestire tali interventi sulle abitazioni principali. Si ritiene invece molto interessante l’aver ammesso al beneficio anche le seconde case, quali ad esempio le unità unifamiliari utilizzate come casa vacanza. Infatti in questo caso le difficoltà logistiche accennate in precedenza sarebbero di più facile gestione. Comma 5 IMPIANTI SOLARI FOTOVOLTAICI Per l'installazione di impianti solari fotovoltaici connessi alla rete elettrica su edifici ai sensi dell'articolo 1, comma 1, lettere a), b), c) e d), del DPR 412/93, la detrazione di cui all'articolo 16-bis, comma 1 del Testo Unico delle imposte sui redditi di cui al DPR 917/86, spetta, per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, nella misura del 110 per cento, fino ad un ammontare complessivo delle stesse spese non superiore a euro 48.000 e comunque nel limite di spesa di euro 2.400 per ogni kW di potenza nominale dell'impianto solare fotovoltaico, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo, sempreché l'installazione degli impianti sia eseguita congiuntamente ad uno degli interventi ai commi 1 o 4. In caso di interventi di cui all'articolo 3, comma 1, lettere d), e) ed f), del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, il predetto limite di spesa è ridotto ad euro 1.600 per ogni kW di potenza nominale.
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È ammesso solo se abbinato a uno degli interventi “primari” Si ritiene che il comma sia ben formulato e non presenta dubbi interpretativi. Questo tipo di intervento è ammesso alla detrazione del Superbonus solo se è eseguito congiuntamente ad uno degli interventi “primari” del Superbonus, ossia quelli definiti nel comma 1 e nel comma 4. Evidentemente sarebbe stato più utile se anche questo tipo di intervento fosse considerato tra gli interventi primari del Superbonus, in modo da stimolare la transizione verso l’uso sempre più esteso di fonti rinnovabili. È apprezzabile però che il beneficio sia esteso, anche se con limite di spesa inferiori, agli interventi di ristrutturazione edilizia, nuova costruzione e ristrutturazione urbanistica. Comma 6 SISTEMI DI ACCUMULO ELETTRICO La detrazione di cui al comma 5 è riconosciuta anche per l'installazione contestuale o successiva di sistemi di accumulo integrati negli impianti solari fotovoltaici agevolati con la detrazione di cui al medesimo comma 5, alle
stesse condizioni, negli stessi limiti di importo e ammontare complessivo e comunque nel limite di spesa di euro 1.000 per ogni kWh di capacità di accumulo del sistema di accumulo.
I vantaggi di una buona quantità di accumulo elettrico L’installazione dei sistemi di accumulo elettrico sono particolarmente interessanti, soprattutto se il generatore di calore dei servizi termici è basato su pompa di calore di tipo elettrico, in modo da massimizzare la potenzialità dell’impianto fotovoltaico. Infatti, come vedremo nel comma successivo, tutta l’energia elettrica prodotta dall’impianto fotovoltaico e non auto-consumata sul posto, dovrà essere ceduta gratuitamente al GSE. Prevedere quindi una buona quantità di accumulo, compatibilmente con il limite di spesa
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super bonus 110%
consentito, permette di massimizzare la quantità di energia elettrica auto-consumata e conseguentemente l’efficienza del sistema. Comma 7 CONDIZIONALITÀ DETRAZIONE E DIVIETO DI CUMULO SUL FOTOVOLTAICO La detrazione di cui ai commi 5 e 6 è subordinata alla cessione in favore del GSE dell'energia non auto-consumata in sito e non è cumulabile con altri incentivi pubblici o altre forme di agevolazione di qualsiasi natura previste dalla normativa europea, nazionale e regionale, compresi i fondi di garanzia e di rotazione di cui all'articolo 11, comma 4, del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, e gli incentivi per lo scambio sul posto di cui all'articolo 25-bis del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116. Come detto precedentemente, il
CONDIZIONALITÀ DETRAZIONE DIVIETO CUMULO SU FOTOVOLTAICO STAZIONI DI RICARICA ELETTRICA BENEFICIARI
beneficio del fotovoltaico e dei sistemi di accumulo è condizionato alla cessione a titolo gratuito dell’energia elettrica prodotta e non auto-consumata in favore del GSE ed inoltre «non è cumulabile con qualsiasi altro tipo di beneficio o incentivo fiscale». Comma 8 STAZIONI DI RICARICA ELETTRICA (con condizionalità) Per l’installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici, la detrazione di cui all’articolo 16-ter del Decreto Legge 63/2013, è riconosciuta nella misura del 110 per cento, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo, sempre che l’installazione sia eseguita congiuntamente ad uno degli interventi di cui al comma 1. Detrazione di 3.000 euro Questo tipo di intervento è ammesso al beneficio solo se ese-
guito contestualmente ad uno degli interventi di efficientamento energetico previsti al comma 1. La spesa massima ammissibile da portare in detrazione per questo intervento è di 3.000 euro, come indicata al comma 1, dell’art. 16-ter del Decreto Legge 63/2013. Comma 9 BENEFICIARI Le disposizioni contenute nei commi da 1 a 8 si applicano agli interventi effettuati dai: a) condomìni; b) dalle persone fisiche, al di fuori dell'esercizio di attività di impresa, arti e professioni, su unità immobiliari, salvo quanto previsto al comma 10; c) dagli Istituti autonomi case popolari (IACP) comunque denominati nonché dagli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti Istituti, istituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di "in house providing" per
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super bonus 110% interventi realizzati su immobili, di loro proprietà ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica; d) dalle cooperative di abitazione a proprietà indivisa, per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci. La definizione di “condominio” e l’accesso alle agevolazioni La lettera a) identifica come beneficiari i “condomìni”, per cui è bene fare chiarezza su tale aspetto. Troviamo una definizione di condominio all’art. 2, comma 2, lettera f) del D.Lgs 102/2014 (Attuazione della direttiva 2012/27/UE sull'efficienza energetica): «edificio con almeno due unità immobiliari, di proprietà in via esclusiva di soggetti che sono anche comproprietari delle parti comuni». Si fa notare in tale definizione il plurale “soggetti”, lasciando presupporre quindi che non possa essere lo stesso soggetto il proprietario dell’intero edificio. Inoltre, per quanto possa sembrare strano, nel Codice Civile non troviamo una definizione di condominio, se non in forma implicita. Si guardi a tale proposito l’art. 1117-bis, che nella sua formulazione definisce appunto l’applicabilità del Capo II del Codice Civile (Del condominio negli edifici) di un edifico affinché rientri nel concetto di condominio: «Le disposizioni del presente capo si applicano, in quanto compatibili, in tutti i casi in cui più unità immobiliari o più edifici ovvero più condominii di unità immobiliari o di edifici abbiano parti comuni ai sensi dell'articolo 1117». La giurisprudenza ha chiarito,
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BENEFICIARI DEFINIZIONE DI CONDOMINIO CASI ESCLUSIONE ABITAZIONI SECONDARIE
inoltre, che il condominio «non postula un formale atto costitutivo; tale carattere, infatti, consegue normalmente alla costruzione su un suolo comune o al frazionamento dell’unico proprietario pro indiviso di un edificio, i cui piani o porzioni di piano vengano attribuiti a due o più soggetti in proprietà esclusiva» (Cass. Sez. II, 21-10-1978, n. 4769 e Cass., sez. II, 13-4-1987, n. 3671). In sintesi, possiamo affermare che: per la costituzione “naturale” di un condominio il presupposto base è che ci siano almeno due unità immobiliari con parti comuni condivise ed afferenti ad almeno due diversi proprietari e che il fatto che sia stato formalmente costituito non rileva ai fini della sua identificazione. Nonostante quanto sopra descritto, per quanto concerne i criteri di accesso alle agevolazioni fiscali concessi agli interventi sulle parti comuni degli edifici, l’Agenzia delle Entrate dà una interpretazione estensiva del concetto di condominio, considerando irrilevante il fatto che debbano esistere almeno due soggetti che detengano la proprietà esclusiva di almeno due unità immobiliari distinte facenti parte dell’edificio. Infatti, la Circolare 13E/2009 chiarisce che «Qualora un intero edificio sia posseduto da un unico proprietario e siano comunque in esso rinvenibili parti comuni a due o più unità immobiliari distintamente accatastate, tale soggetto ha diritto alla detrazione per le spese relative agli interventi realizzati sulle suddette parti comuni. La locuzione “parti comuni di edificio residenziale” deve essere considerata in senso oggettivo e non soggettivo
e va riferita, pertanto, alle parti comuni a più unità immobiliari e non alle parti comuni a più possessori (Circolare 11.05.1998 n. 121, paragrafo 2.6)». Quindi anche in questo caso, che palesemente non è un condominio in senso normativo e giurisprudenziale, si applicano le detrazioni fiscali, conseguentemente si ritiene, per analogia, che si applichino anche le detrazione di cui al Superbonus. Comma 10 ESCLUSIONE DEL BENEFICIO SULLE ABITAZIONI SECONDARIE Le disposizioni contenute nei commi da 1 a 3 non si applicano agli interventi effettuati dalle persone fisiche, al di fuori di attività di impresa, arti e professioni, su edifici unifamiliari diversi da quello adibito ad abitazione principale. Abitazioni unifamiliari ammesse solo se non sono sedi di lavoro Ne consegue che le persone fisiche proprietarie di una abitazione unifamiliare sono ammessi al beneficio fiscale del Superbonus, ma solo nel caso in cui l’edificio unifamiliare sia stato eletto ad abitazione principale e non vi esercitino attività di impresa, arte e professione. In base a tale formulazione, si ritiene che nel caso di un professionista che eserciti la professione nella villetta unifamiliare di proprietà, in cui vi abita stabilmente ed eletta ad abitazione principale, tale fattispecie non sia ammessa al beneficio del Superbonus. E se la villetta è in comproprietà con la moglie che non esercita né attività di impresa, arte e profes-
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super bonus 110%
sione? Potrà portare in detrazione solo la quota parte del 110% corrispondente alla sua quota di proprietà? Non è scontato dare una risposta certa per tale fattispecie. Bisognerà attendere i provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate che forniscano un maggior dettaglio delle varie fattispecie che potranno essere ammesse al beneficio fiscale. Comma 11 CONDIZIONALTÀ PER LA CESSIONE DEL CREDITO Ai fini dell'opzione per la cessione o per lo sconto di cui all'articolo 121, il contribuente richiede il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d'imposta per gli interventi di cui al presente articolo. Il visto di conformità è rilasciato
CONDIZIONALITÀ PER CESSIONE CREDITO
ai sensi dell'articolo 35 del D.Lgs 241/1997, dai soggetti indicati alle lettere a) e b), del comma 3 del DPR 322/1998. e dai responsabili dell'assistenza fiscale dei centri costituiti dai soggetti di cui all'articolo 32 dello stesso D.Lgs 241/1997. Chi rilascia i visti di conformità e le incertezze sulla “cessione” In sostanza, i soggetti abilitati al rilascio dei visti di conformità sono: • gli iscritti agli Albi dei Commercialisti, Ragionieri, dei Periti commerciali e dei Consulenti del lavoro; • gli iscritti nei ruoli di Periti ed Esperti tenuti dalle CCIAA per la sub-categoria tributi; • CAF e Patronati Tale questione, se da un punto di vista formale è più che accettabile, pone dei problemi di carattere procedurale temporale.
Infatti, chi decide di esercitare l’opzione di cessione del credito o dello sconto in fattura lo fa solitamente perché non ha sufficiente disponibilità finanziaria ad anticipare le spese dell’intervento. Sarà dunque possibile richiedere il visto di conformità all’inizio dei lavori sulla base di autocertificazione dei soggetti interessati, quali beneficiari e professionisti incaricati delle asseverazioni? Se così non fosse, si porrebbe un grosso problema di reale fruibilità della cessione del credito e dello sconto in fattura, in quanto i cessionari di natura puramente finanziaria (banche e società finanziarie) difficilmente sarebbero disposti a fungere da cessionari senza nessuna garanzia formale che la pratica vada a buon fine. Su tale questione vi è molta discussione in merito e si spera che il decreto convertito in legge
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super bonus 110% apporti sostanziali modifiche al testo attuale. La cessione del credito o lo sconto in fattura devono essere sostenuti dalla liquidità della cosiddetta “moneta fiscale”, ossia bisogna definire delle procedure per dare liquidità immediata alle detrazioni fiscali oggetto di cessione del credito di imposta. Solo così questa misura rivoluzionaria potrà effettivamente dare un forte impulso alla riqualificazione del patrimonio edilizio nazionale. Comma 12 OBBLIGO DI TRASMISSIONE TELEMATICA I dati relativi all'opzione (della cessione o dello sconto in fattura - n.d.r.) sono comunicati esclusivamente in via telematica secondo quanto disposto con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate, che definisce anche le modalità attuative del presente articolo, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto. Per un maggior dettaglio si attendono i decreti attuativi Bisognerà attendere i provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate che forniscano un maggior dettaglio soprattutto sulla tempistica della trasmissione telematica, al fine di rendere cedibile fin da subito la detrazione fiscale e trasformarla così in “moneta fiscale”. Infatti, basti pensare che la cessione a terzi non incide certamente sul potere di controllo dei requisiti di accesso ai benefici fiscali in capo agli aventi diritto, che potrà essere esercitato al termine della chiusura dei lavori. I cessionari del credito potranno invece incorrere
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OBBLIGO DI TRASMISSIONE TELEMATICA ASSEVERAZIONE
sempre in sanzioni da parte dell'amministrazione finanziaria, ma soltanto nell'ipotesi in cui il bonus fiscale venga utilizzato in modo irregolare o in misura maggiore di quella spettante. Comma 13 ASSEVERAZIONE Ai fini dell’opzione per la cessione o per lo sconto fattura di cui al comma 12: a) per gli interventi di cui ai commi 1, 2 e 3, i tecnici abilitati asseverano il rispetto dei requisiti previsti dai decreti di cui al comma 3-ter dell’articolo 14 del Decreto Legge 63/2013 e la corrispondente congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati. Una copia dell’asseverazione viene trasmessa esclusivamente per via telematica all’ENEA. Con le modalità stabilite dal decreto del MISE da emanare entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto; b) per gli interventi di cui al comma 4, l'efficacia degli stessi finalizzati al rischio sismico è asseverata dai professionisti incaricati della progettazione strutturale, direzione dei lavori delle strutture e collaudo statico secondo le rispettive competenze professionali, e iscritti ai relativi Ordini o Collegi professionali di appartenenza, in base alle disposizioni di cui al Decreto MIT 58/2017. I professionisti incaricati attestano, altresì, la corrispondente congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati. Come regolarsi con l’APE: cosa farne di quella esistente? L’asseverazione dell’intervento ri-
veste un aspetto molto delicato e sarà necessario un approfondimento sulle figure professionali coinvolte. Nel caso di interventi legati all’efficienza energetica, l’indicatore principe per l’ammissione al beneficio fiscale abbiamo visto che è «il miglioramento di almeno due classi energetiche dell'edificio, ovvero, se non possibile, il conseguimento della classe energetica più alta, da dimostrare mediante l'attestato di prestazione energetica (A.P.E)». Sappiamo bene che la disciplina sulle attestazioni energetiche, impone che la figura del progettista e del responsabile della Attestazione di Prestazione Energetica non possano essere la stessa persona, in quanto allo stato delle cose il certificatore dell’APE è chiamato a sottoscrivere la cosiddetta “dichiarazione di indipendenza”. Nel caso di specie sarà però necessario effettuare un doppio APE, ossia quello ante intervento è quello post intervento. Certamente l’APE post intervento dovrà essere sottoscritta da un soggetto diverso dal progettista dell’intervento di riqualificazione energetica, ma si esprimono forti dubbi che per l’APE ante intervento debba essere sempre lo stesso soggetto dell’APE post intervento. Infatti, allo stato della normativa vigente nulla osta che lo stesso professionista che abbia già in passato effettuato degli A.P.E. su un edificio possa essere anche il progettista dell’intervento di riqualificazione energetica per godere del benefico del Superbonus. Un’altra questione delicata è l’utilizzo di precedenti Attestazioni di Prestazioni Energetica al fine della definizione del livello prestazionale ante intervento.
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super bonus 110% Da un punto di vista formale si ritiene che tali APE possano essere utilizzate a pieno diritto, dal punto di vista sostanziale, ma chi è quel professionista che li prenderebbe in considerazione sapendo che la responsabilità della asseverazione ricade su se stesso? Sappiamo bene la storia che sta dietro al “mercimonio” degli APE in questi ultimi anni, per cui credo che nessun professionista correrebbe il rischio di utilizzarli.Inoltre, resta sempre aperto il discorso che allo stato attuale non è ben chiaro a quale APE si riferisca il decreto. Per le considerazione fatte al comma 3, il concetto di APE costituito di un insieme di APE di tutte le unità immobiliari è tecnicamente sbagliato e non rispondente alla ratio legis, il cui scopo fondamentale è incentivare la riqualificazione energetica degli edifici, ridurre l’impatto ambientale conseguente ai consumi energetici, oltre che favorire la ripresa economica. Comma 14 SANZIONI E POLIZZA ASSICURATIVA “Ferma l'applicazione delle sanzioni penali ove il fatto costituisca reato, ai soggetti che rilasciano attestazioni e asseverazioni infedeli si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 2.000 a euro 15.000 per ciascuna attestazione o asseverazione infedele resa. I soggetti stipulano una polizza di assicurazione della responsabilità civile, con massimale adeguato al numero delle attestazioni o asseverazioni rilasciate e agli importi degli interventi oggetto delle pre-
SANZIONI E POLIZZA ASSICURATIVA ALTRE SPESE DETRAIBILI ART. 121 D.L. 34/2020 OPZIONE DI ESERCIZIO DELLA DETRAZIONE
dette attestazioni o asseverazioni e, comunque, non inferiore a 500 mila euro, al fine di garantire ai propri clienti e al bilancio dello Stato il risarcimento dei danni eventualmente provocati dall’attività prestata.” La non veridicità delle attestazioni o asseverazioni comporta la decadenza dal beneficio. Si applicano le disposizioni della legge 24 novembre 1981, n. 689. L'organo addetto al controllo sull'osservanza della presente disposizione ai sensi dell'articolo 14 della legge 24 novembre 1981, n. 689, è individuato nel Ministero dello sviluppo economico. Adeguamento polizza assicurativa: ancora margini di incertezze Certamente per i professionisti che dovranno asseverare gli interventi sarà d’obbligo adeguare le polizze assicurative. Inoltre, non sappiamo come reagiranno le società di assicurazione, ossia se si limiteranno unicamente ad adeguare la polizza in termini di maggior premio assicurativo o se sarà necessario rivedere anche le fattispecie di copertura di rischio e conseguentemente l’emissione di una nuova polizza di copertura. Comma 15 ALTRE SPESE DETRAIBILI «Rientrano tra le spese detraibili per gli interventi di cui al presente articolo quelle sostenute per il rilascio delle attestazioni e delle asseverazioni di cui ai commi 3 e 13 e del visto di conformità di cui al comma 11». Detraibilità spese progettazione, direzione lavori e coord. sicurezza Si rileva che tra le spese detrai-
bili non si fa esplicita menzione alle spese di progettazione, direzione lavori e di coordinamento per la sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione. Significa che tali spese non saranno detraibili? Difficile dirlo, ma se ci riferiamo alla prassi consolidata dei precedenti provvedimenti di bonus fiscali, è probabile che questo aspetto sarà chiarito dai provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate e che con buona probabilità entreranno a far parte delle spese detraibili. ***
Art. 121 D.L. 34/2020 Prendiamo in analisi adesso l’Art. 121 del decreto, ossia la parte che disciplina la cessione del credito di imposta e lo sconto in fattura. Comma 1 OPZIONE DI ESERCIZIO DELLA DETRAZIONE I soggetti che sostengono, negli anni 2020 e 2021, spese per gli interventi elencati al comma 2 possono optare, in luogo dell'utilizzo diretto della detrazione, alternativamente: a) per un contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto fino a un importo massimo pari al corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi e da quest'ultimo recuperato sotto forma di credito d'imposta, con facoltà di succes-
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super bonus 110% siva cessione del credito ad altri soggetti, ivi inclusi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari; b) per la trasformazione, mediante cessione, del corrispondente importo in credito d'imposta, con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti, ivi inclusi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari. I nuovi vantaggi della cessione, anche ripetuta, del credito Questa parte del decreto sul Superbonus costituisce l’elemento rivoluzionario del provvedimento, in quanto vengono individuati tra i “cessionari”, ossia i soggetti autorizzati all’acquisto del credito fiscale, anche le banche e le società di intermediazione finanziaria, cosa che in precedenza era possibile solo per una platea limitata di beneficiari, ossia gli incapienti fiscali. Inoltre, non esistendo più limitazioni nel numero di passaggi della cessione del credito, quindi ogni cessionario può a sua volta cedere il credito ad altri soggetti autorizzati. Questo senza dubbio è un primo passo significativo per dare “liquidità” alla cessione del credito. Il punto di arrivo dovrebbe essere quello di stabilire un meccanismo sufficientemente flessibile a trasformare il credito di imposta fiscale in “moneta fiscale”, spendibile cioè alla pari della moneta corrente. Questo sì che costituirebbe una svolta epocale che metterebbe certamente in moto risorse economiche e lavorative
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OPZIONE DI ESERZIZIO DELLA DETRAZIONE AMBITO DI APPLICABILITÀ DELLA CESSIONE O DELLO SCONTO
inimmaginabili fino ad oggi. Comma 2 AMBITO DI APPLICABILITÀ DELLA CESSIONE O DELLO SCONTO In deroga all'articolo 14, commi 2-ter, 2-sexies e 3.1, e all'articolo 16, commi 1-quinquies, terzo, quarto e quinto periodo, e 1-septies, secondo e terzo periodo, del Decreto Legge 63/2013, le disposizioni contenute nel presente articolo si applicano per le spese relative agli interventi di: a) recupero del patrimonio edilizio di cui all'articolo 16-bis, comma 1, lettere a) e b), del Testo Unico delle Imposte sui Redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917; b) efficienza energetica di cui all'articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90 e di cui ai commi 1 e 2 dell'articolo 119; c) adozione di misure antisismiche di cui all'articolo 16, commi da 1-bis a 1-septies del Decreto Legge 63/2013, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, e di cui al comma 4 dell'articolo 119; d) recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti, ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna, di cui all'articolo 1, comma 219, della Legge di Bilancio 27 dicembre 2019, n. 160; e) installazione di impianti fotovoltaici di cui all'articolo 16-bis, comma 1, lettera h) del testo
unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, ivi compresi gli interventi di cui ai commi 5 e 6 dell'articolo 119 del presente decreto; f) installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici di cui all'articolo 16-ter del Decreto Legge 63/2013, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, e di cui al comma 8 dell'articolo 119. Bonus facciate, le scadenze attuali rischiano di vanificarlo Con questo comma la cessione del credito viene estesa praticamente a quasi tutte le misure di bonus fiscali ad oggi in essere, compreso l’ultimo in ordine di arrivo prima del Superbonus, ossia il cosiddetto Bonus facciate. Facciamo notare però che per il Bonus facciate tale estensione è di fatto puramente virtuale, in quanto questo provvedimento è limitato ad oggi al solo 2020 ed essendo arrivati in pratica a metà anno, senza che nulla sia stato fatto per attivare realmente questa grande opportunità, causa crisi del coronavirus, con le assemblee ancora bloccate e con la speranza che in molti ripongono sull’utilizzo del Superbonus, è ormai impossibile attivare in tempo utile i lavori per il rifacimento delle sole facciate entro il 31 dicembre del 2020. Ovviamente gradi speranze sono riposte negli emendamenti al decreto che possano allineare la scadenza temporale del Bonus facciate a quella del Superbonus, ad oggi il 31 dicembre 2021. Ciò permetterebbe di effettuare lavori sia di riqualificazione energetica,
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super bonus 110% sia di recupero architettonico del patrimonio edilizio, anche su una elevata percentuale del patrimonio edilizio che presenta facciate ricche di elementi architettonici, quali fregi, modanature, trabeazioni e balconi riccamente ornati, per i quali l’applicazione del Superbonus come descritto nell’attuale testo del decreto è una pura chimera, in quanto le prestazioni richieste dal Superbonus non potranno mai essere raggiunti a causa dell’impossibilità tecnica di effettuare un certo tipo di interventi di riqualificazione energetica. Comma 3 COMPENSAZIONE DEL CREDITO DI IMPOSTA PREGRESSO I crediti d’imposta di cui al presente articolo sono utilizzati anche in compensazione ai sensi dell'articolo 17 del Decreto legislativo 241/1997, sulla base delle rate residue di detrazione non fruite. Il credito d'imposta è usufruito con la stessa ripartizione in quote annuali con la quale sarebbe stata utilizzata la detrazione. La quota di credito d’imposta non utilizzata nell'anno non può essere usufruita negli anni successivi, e non può essere richiesta a rimborso. Non si applicano i limiti di cui all'articolo 34 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e all'articolo 1, comma 53, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Cessione anche per i crediti maturati nel passato e non fruiti L’importanza di questa novità risiede nel fatto che rende possibile la cessione del credito, non solo per le nuove spese ma anche
COMPENSAZIONE CREDITO PREGRESSO ATTIVITÀ DI CONTROLLO
per i crediti di imposta maturati da spese effettuate negli anni passati ed non ancora fruite. Inoltre sarà possibile utilizzare anche i crediti d'imposta in compensazione di tutte le voci descritte nell’articolo 17 del Decreto legislativo 241/1997, ovviamente sempre sulla base delle rate residue di detrazione non ancora fruite. Le modalità di attuazione saranno stabilite da un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate annunciato entro il 18 giugno. Comma 4 ATTIVITÀ DI CONTROLLO Ai fini del controllo, si applicano, nei confronti dei soggetti di cui al comma 1, le attribuzioni e i poteri previsti dagli articoli 31 e seguenti del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni. I fornitori e i soggetti cessionari rispondono solo per l'eventuale utilizzo del credito d'imposta in modo irregolare o in misura maggiore rispetto allo sconto praticato o al credito ricevuto. L'Agenzia delle entrate nell'ambito dell'ordinaria attività di controllo procede, in base a criteri selettivi e tenendo anche conto della capacità operativa degli uffici, alla verifica documentale della sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d'imposta di cui al comma 1 del presente articolo nei termini di cui all'articolo 43 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 e all'articolo 27, commi da 16 a 20, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con
modificazioni dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2. Si auspica l’autocertificazione per i crediti non ancora maturati Il comma dispone in modo chiaro ed inequivocabile che la responsabilità dei cessionari è limitata solo per «l'eventuale utilizzo del credito d'imposta in modo irregolare o in misura maggiore rispetto allo sconto praticato o al credito ricevuto». Alla base di questo provvedimento c’è la chiara volontà di facilitare il meccanismo della cessione e dello sconto in fattura. Condizione necessaria resta che il credito fiscale sia già stato dichiarato maturo e quindi cedibile. Su tale aspetto vi sono criticità ancora da chiarire. È solo una questione di tempistica, in quanto chi decide di optare per la cessione del credito lo fa generalmente per carenza di disponibilità finanziaria. Per questi soggetti non è quindi accettabile l’anticipazione della spesa in attesa della maturazione del credito fiscale. Pertanto, è fondamentale che vengano emessi dei provvedimenti attuativi che consentano l’autocertificazione, in fase iniziale, del rispetto dei parametri che danno diritto alla detrazione d'imposta. L’autocertificazione dovrebbe essere sottoscritta dai soggetti incaricati dell’asseverazione e della congruità economica dell’intervento e controfirmata dai beneficiari. Risulta ovvio che al termine dell’intervento dovranno essere emesse le asseverazioni e le dichiarazioni di congruità economica a chiusura della pratica. È ovvio che questo meccanismo per poter funzionare richiede la presenza di forti competenze profes-
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super bonus 110% sionali capaci di effettuare analisi preliminari di grande affidabilità tecnica ed economica. Comma 5 SANZIONI Qualora sia accertata la mancata integrazione, anche parziale, dei requisiti che danno diritto alla detrazione d'imposta, l'Agenzia delle entrate provvede al recupero dell'importo corrispondente alla detrazione non spettante nei confronti dei soggetti di cui al comma 1. L'importo di cui al periodo precedente è maggiorato degli interessi di cui all'articolo 20 del Decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e delle sanzioni di cui all'articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471.
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SANZIONI RECUPERO DELLE DETRAZIONI INDEBITE MODALITÀ ATTUATIVE CESSIONE CREDITO
Le sanzioni sono sempre a carico dei soggetti beneficiari Le sanzioni restano quindi sempre a carico dei soggetti beneficiari, i quali potranno poi rivalersi sui professionisti che abbiano reso dichiarazioni e asseverazioni errate o infedeli. Comma 6 RECUPERO DELLE DETRAZIONI INDEBITE Il recupero dell'importo di cui al comma 5 è effettuato nei confronti del soggetto beneficiario di cui al comma 1, fermo restando, in presenza di concorso nella violazione, oltre all'applicazione dell'articolo 9, comma 1 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, anche la responsabilità in solido del fornitore che ha applicato lo sconto e dei
cessionari per il pagamento dell'importo di cui al comma 5 e dei relativi interessi. Comma 7 MODALITÀ ATTUATIVE DELLA CESSIONE DEL CREDITO Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono definite le modalità attuative delle disposizioni di cui al presente articolo, comprese quelle relative all'esercizio delle opzioni, da effettuarsi in via telematica. Data ultima La data ultima prevista per l’emissione del provvedimento attuativo è il 18 giugno 2020. Cosa che non è mai avvenuta.
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criticità
LE MODALITÀ DI SVOLGIMENTO DELLE ASSEMBLEE DI CONDOMINIO
Criticità di implementazione del Superbonus esterne al decreto A prescindere dalle criticità intrinseche del decreto esposte in precedenza, si ravvisano ulteriori elementi di criticità come di seguito descritte:
mantenimento della distanza interpersonale di almeno 1 metro e, in caso sia prevista una durata prolungata, anche l’uso della mascherina».
1. ASSEMBLEE CONDOMINIALI: Il Decreto Legge n. 33 del 16 maggio 2020, ha dato il via libera dal 18 maggio alle riunioni (comma 10, Art. 1), nel rispetto del necessario distanziamento sociale dovuto alla crisi Covid-19. Le Linee Guida della Conferenza Stato Regioni prevedono che: «Per le riunioni (con utenti interni o esterni) vengono prioritariamente favorite le modalità a distanza; in alternativa, dovrà essere garantito il rispetto del
Passa finalmente il concetto di poter svolgere le assemblee anche in video conferenza e in modalità ibrida, ossia con utenti presenti (interni) ed utenti (esterni) in collegamento telematico. A questo punto c’è da chiedersi: • sarà facile individuare sale che consentano lo svolgimento “frontale” delle assemblee condominiali garantendo il necessario distanziamento
sociale? • quanti amministratori condominiali si attrezzeranno per svolgere assemblee in modalità ibrida, ossia con condòmini che partecipano fisicamente e altri che partecipano per via telematica? Una gestione ibrida delle assemblee renderebbe più semplice il reperimento di sale, per consentire la partecipazione fisica solo dei condòmini con non sufficiente alfabetizzazione digitale. Una ulteriore criticità è rappresentata dalle nuove disposizioni del Decreto Rilancio, che all’art. 212-ter, dispone: «il termine per la convoca-
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LE MODALITÀ DI SVOLGIMENTO DELLE ASSEMBLEE DI CONDOMINIO
criticità zione dell'assemblea per l'approvazione del rendiconto condominiale annuale con data di chiusura successiva al 31 luglio 2019 è differito di 12 mesi dalla data di chiusura dell'esercizio contabile». Come intenderanno questo termine gli amministratori? Non convocheranno assemblee fino a fine anno? A leggere le linee guida di alcune associazioni di categoria di amministratori condominiali non c’è da stare molto tranquilli sulla gestione delle assemblee condominiali durante la Fase 3 - Covid19. • L’ANACI, una delle maggiori associazioni di amministratori condominiali, ha emesso in data 20 maggio 2020, delle Linee Guida Prontuario per Assemblea Fase 3 in cui elencano un numero infinito di regole da rispettare, che in sostanza rendono molto difficile lo svolgimento delle assemblee. Inoltre, sconsiglia di tenere assemblee da remoto e sulle assemblee miste valuterà in seguito. • La GESTICOND, altra associazione di amministratori condominiali, che per statuto aderisce alla CONFEDILIZIA, fa riferimento appunto alle Linee Guida Confedilizia, di cui non vi è traccia di quanto indicato dalle Linee Guida della Conferenza Stato Regioni che indica esplicitamente in via prioritaria lo svolgimento delle riunioni modalità a distanza. • L’UNAI, altra associazione
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di amministratori condominiali, non risulta al momento che abbia emesso delle linee guida. Questa posizione di sostanziale immobilismo da parte delle associazioni degli amministratori condominiali non gioverà certamente ad avviare il processo di delibera degli interventi. È singolare che, nonostante il quadro normativo fosse già chiaro ancor delle disposizioni del Decreto Legge n. 33 del 16 maggio 2020, in quanto da nessuna parte nel Codice Civile si parla di luogo fisico per lo svolgimento delle assemblee condominiali. Per cui non si riscontrano vincoli legislativi ad effettuare assemblee da remoto. Infatti, l'art. 1136 del Codice Civile regolamenta la partecipazione dei condòmini all'assemblea condominiale limitandosi ad indicare i quorum costitutivi e deliberativi da rispettare in riunione, senza entrare nel merito se tale partecipazione debba avvenire necessariamente in modo fisico. A questo punto è lecito domandarsi se la partecipazione possa essere considerata valida anche se avvenisse in modo telematico, ad esempio tramite una video conference. I sostenitori del “luogo fisico” si rifanno al disposto dell’art. 66 delle Disposizioni per l'attuazione del Codice Civile, che testualmente dispone:
«L'assemblea, oltre che annualmente in via ordinaria per le deliberazioni indicate dall'art. 1135 del codice, può essere convocata in via straordinaria dall'amministratore quando questi lo ritiene necessario o quando ne è fatta richiesta da almeno due condomini che rappresentino un sesto del valore dell'edificio. Decorsi inutilmente dieci giorni dalla richiesta, i detti condomini possono provvedere direttamente alla convocazione. In mancanza dell'amministratore, l'assemblea tanto ordinaria quanto straordinaria può essere convocata a iniziativa di ciascun condomino. L'avviso di convocazione, contenente specifica indicazione dell'ordine del giorno, deve essere comunicato almeno cinque giorni prima della data fissata per l'adunanza in prima convocazione, a mezzo di posta raccomandata, posta elettronica certificata, fax o tramite consegna a mano, e deve contenere l'indicazione del luogo e dell'ora della riunione. In caso di omessa, tardiva o incompleta convocazione degli aventi diritto, la deliberazione assembleare è annullabile ai sensi dell'articolo 1137 del codice su istanza dei dissenzienti o assenti perché non ritualmente convocati. L'assemblea in seconda convocazione non può tenersi nel medesimo giorno solare della
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criticità
prima. L'amministratore ha facoltà di fissare più riunioni consecutive in modo da assicurare lo svolgimento dell'assemblea in termini brevi, convocando gli aventi diritto con un unico avviso nel quale sono indicate le ulteriori date ed ore di eventuale prosecuzione dell'assemblea validamente costituitasi» Come si può vedere l’art. 66 non menziona un “luogo fisico”, bensì semplicemente “luogo” in termini generali. Nel 2020 si ritiene che solo una interpretazione oscurantista, possa identificare il luogo unicamente come “luogo fisico”. Se ciò non bastasse, è stata necessaria l’emissione di una FAQ del 1 giugno 2020 da parte del Governo per ribadire che già
LE ASSEBLEE DI CONDOMINIO BANCHE E CESSIONE DEL CREDITO
l’attuale quadro normativo consente lo svolgimento delle assemblee a distanza. A questo punto non si capisce cos’altro aspettino gli amministratori condominiali ad organizzarsi per convocare le assemblee. Si riporta sotto l’estratto integrale della FAQ. 2. BANCHE & CESSIONE DEL CREDITO: La reazione delle banche a fungere da cessionari del credito fiscale
è assai fredda, il che non depone certo a favore al successo del Superbonus, il cui elemento rivoluzionario oltre l’aliquota del 110% sta appunto nella possibilità generalizzata della cessione del credito anche agli istituti bancari e alle società di intermediazione finanziaria. Le motivazioni addotte riguardano principalmente il presunto rischio di blocco del credito fiscale nel caso che i controlli sulla ammissibilità al beneficio fiscale dimostrassero il non completo rispetto dei requisiti. Tale preoccupazione è del tutto immotivata, in quanto il comma 4 dell’art. 121 del decreto dispone chiaramente che la responsabilità dei cessionari è solo limitata solo ad
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LE IMPRESE EDILI IL TEMPO DI VALIDITÀ DEL DECRETO
criticità azioni illecite ad essi riconducibili, che nulla hanno a che fare con le asseverazioni errate o infedeli rese dai professionisti incaricati. Inoltre il comma 5 dell’art. 121 pone in modo inequivocabile in capo ai beneficiari le responsabilità delle dichiarazioni e asseverazioni errate o infedeli. Su questo argomento è intervenuto il senior advisor del Ministero dell'Economia, Raffaele Russo, che ha rassicurato sulla riuscita del meccanismo (che sarà oggetto di futuri provvedimenti attuativi): «Le banche non faranno resistenza nell’acquisirlo in quanto il credito sarà slegato dalle vicende dei soggetti coinvolti in caso di beneficio indebito. Ciò significa che nel caso in cui il beneficio non spettasse, lo Stato si rivarrà solo sul cedente beneficiario del credito di imposta e non sul cessionario (la banca). Per la banca, quindi, il credito
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d’imposta sarà un investimento sicuro e non avrà motivo per non acquisirlo». 3.IMPRESE EDILI: si ritiene che a fronte di una vasta domanda di lavori di riqualificazioni energetiche, e probabilmente un po’ meno di lavori di adeguamento sismico, il mercato potrebbe non essere in grado di assorbire questa domanda. Il rischio è che per soddisfare una così grande domanda possano proporsi anche imprese con competenze specialistiche non adeguate e che i potenziali beneficiari pur di sfruttare l’opportunità offerta dal Superbonus siano meno attenti alla selezione delle varie professionalità. 4. TEMPO DI VALIDITÀ DEL DECRETO: Il testo attuale del decreto limita l’applicazione del Superbonus al 31 dicembre 2021. Sappiamo che il decreto è stato studiato per i grandi interventi, che traguar-
dano quindi una riqualificazione globale degli edifici, per cui i tempi di realizzazione, compreso il processo di delibera assembleare, saranno molto lunghi e in molti casi incompatibili con il limite temporale imposto dal decreto. Dal Governo e dalla politica arrivano segnali incoraggianti nel volere estendere il limite temporale di validità del provvedimento, che dovrebbe avere una impostazione di tipo strutturale e non congiunturale per come è stato attualmente predisposto. Sarebbe già importante l’estensione a tutto il 2022, anche se l’obiettivo dovrebbe essere almeno il 2023. Non resta che augurarsi che tale limite temporale sia rivisto all’atto di conversione in legge del decreto, attesa per il 18 luglio, diversamente finirà come il Bonus facciate: un provvedimento assai appetibile, ma impossibile da cogliere.
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