ISSN 2611-2337
N. 1-3 Gennaio Marzo
2018
Esce dal 1949
Poste Italiane Spa – Spedizione in Abbonamento Postale DL 353/2003 (Conv. In L. 27/02/04) Art. 1 Comma 1 - MP-NO / MENSILE - GENOVA ANNO LXIX- N. 1-3/2018
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ollettino di informazione degli Ordini degli Ingegneri della Liguria
GENOVA DEL FUTURO 2018-2048: L’IDEA DEGLI INGEGNERI
Cominciamo adesso a costruire la Città dei prossimi 30 anni, che non vogliamo così!
Porto Centrale Enel ed elettrificazione banchine: l’Ok dei sindacati Parla Messina
Immobili Si riparte dalle NTC 2018 per edilizia e “Ingegneria & Condominio”
Personaggio Intervista: la lezione del prof. Solari, il Signore del Vento
Mensile a cura dell’Ordine degli Ingegneri di Genova
Tariffe Equo compenso: la legge c’è ma pochi lo sanno Cosa cambia per i professionisti
ALCUNE DELLE PROBLEMATICHE RISOLVIBILI DALLA ARON GENOVA
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Stefano Rolli Stefano Rolli, vignettista satirico, pubblica ogni giorno i suoi lavori sulla prima pagina del Secolo XIX commentando i fatti della politica e del costume locale, nazionale e internazionale. Inoltre collabora con alcune tra le maggiori testate ilaliane ed estere.
LA COLPA DEI CROLLI - L’ultimo è del 31 marzo, la vigilia di Pasqua. A Rescaldina, alle porte di Milano, il boato si sente di prima mattina, violento come tanti altri già sentiti in tutt’Italia con una frequenza ormai diventata quasi routine. Una palazzina viene sventrata e nove persone rimangono sotto le macerie, cinque delle quali estratte dai Vigili del fuoco. Tutte ricoverate con ferite e ustioni. Per fortuna nessuna vittima. Fin dalle prime indagini si parla di fuga di gas. Ventisette gli sfollati dei 12 appartamenti dell’immobile. La Procura di Busto Arsizio apre un fascicolo per crollo colposo. Nel 2016, la Confesercenti, elaborando dati Istat, ha stimato che in Italia ci sono 2 milioni di case a rischio crollo nel nostro Paese, la maggior parte nel Sud. Saranno le indagini e poi i giudici a dire cosa è successo a Rescaldina e se c’è una “colpa” – e di chi è - per questo ennesimo dramma che poteva finire in tragedia. Ma è singolare che in Italia le case continuino a saltare in aria o a cedere creando vittime a ritmo crescente e nessuno faccia qualcosa di concreto per prevenirli. Ogni anno, in ambito sanitario, partono campagne di prevenzione contro il cancro, l’aids, l’epatite e diverse altre patologie, perfino la demenza, ma in un Paese a rischio idrogeologico e terremoto – solo per citare i rischi più comuni per il nostro patrimonio abitativo – non si è ancora deciso di far “visitare” tutte le case da specialisti che ne individuino le possibili “malattie”. Eppure, se crollassero i due milioni di immobili a rischio censiti dall’Istat, potrebbero causare più vittime di molte malattie messe assieme.
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post rullo PROPOSTA: NUOVA FIGURA PER SALVAGUARDARE IL NOSTRO PATRIMONIO IMMOBILIARE
PIACERE, SONO IL PTC, SALVO LE CASE Come il “Professionista Tecnico del Condominio” potrebbe rivestire un ruolo nuovo e decisivo per la sicurezza degli edifici, in una situazione in cui crolli e scoppi continuano a causare drammi e tragedie mentre nessuno prende decisioni. La garanzia del giusto compenso per non mettere fuori mercato l’onestà e la deontologia. MAURIZIO MICHELINI ’è qualcuno? Siamo i Vigili del fuoco, c’è qualcuno?». rischio legato agli impianti a gas, per le voragini che si aprono Abbiamo passato la vigilia di Pasqua con le imma- improvvisamente e rendono interi palazzi come giganti dalle gini angoscianti del video dei Vigili del fuoco, con i gambe molli, facendo passare decine di nuclei familiari da una militi che davanti alla porta di un ascensore cercavano super- percezione di sicurezza abitativa a quella di sfollati – quando va bene – nella manciata dei secondi necessari a un boato per stiti fra le macerie dell’ennesima casa crollata. Rescaldina, appena fuori Milano, l’ultima palazzina devasta- cambiare l’esistenza di famiglie intere. ta dall’esplosione causata pare dal gas. Dodici appartamenti Ma se è possibile far verificare gli immobili da parte dei prodistrutti, una trentina di sfollati, 9 feriti fra cui diversi bambi- fessionisti dell’area tecnica e conoscere il loro stato di salute, ni, tutti ricoverati. Per fortuna stavolta il bilancio non marca come mai non lo si fa? Non penso per mancanza di soldi, visto che la vita umana non morti. Prima di Rescaldina, di episodi del genere, con o senza vittime, ha prezzo, visto che gli immobili costituiscono il principale pala cronaca – solo dall’inizio di quest’anno - ne ricorda un’in- trimonio degli italiani, visto che una verifica di primo livello finità: l’esplosione da gas, l’8 gennaio, in una casa nel cen- di un condominio di 30 appartamenti, da ripetere orientativatro storico di Martano, provincia di Lecce, con madre e figlio mente ogni dieci anni, a sentire in giro, costerebbe intorno a ustionati gravemente; il crollo di una vecchia abitazione, dieci qualche migliaio di euro, meno di quello che si spende ogni giorni dopo a Messina che ha invaso la sede stradale dove per anno per mille altre cose meno importanti. fortuna non passava nessuno; il balcone che il 5 febbraio ha Non penso per ignoranza, visto che da anni, ogni volta che ceduto improvvisamente dal secondo piano di una casa popo- accade un disastro, si parla della necessità di un check-up lare su quello sottostante a Montaione, nell’Empolese Vadelsa immobiliare, sia esso chiamato “fascicolo del fabbricato”, e non ha fatto danni alle persone solo perché era notte fonda; “cassetto fiscale dell’immobile”, “analisi prestazionale del col’improvviso crollo di un’altra casa nel Comune di Manciano, struito” o altro. vicino Marsiliano, con una persona estratta per fortuna viva Forse dietro queste verità ce ne sono altre, di natura giuridica sotto detriti dai vigili del fuoco l’8 marzo; un intero palazzo e psicologica: non è che con il “non sapere” ci si difende mepericolante con 22 famiglie evacuate, il 15 dello stesso mese, glio dalle indagini invocando l’imprevedibilità e l’eccezionalità per una voragine che si è aperta in via Livio Andronico nel dell’evento? Non è che la paura del deprezzamento dell’imquartiere della Balduina a Roma; la frana che il 27 marzo si mobile conseguente al cattivo stato di salute porti a “preferire è staccata da una parete rocciosa accanto a un nucleo abitato non sapere”? facendo abbattere grossi massi che sono entrati dentro sette Allora bisogna andare per gradi, se è vero che il nostro patrimonio edilizio conta milioni di immobili che versano in condiappartamenti, per fortuna senza vittime. Senza contare i casi più clamorosi dell’anno scorso, con la zioni di rischio. palazzina crollata a Torre Annunziata il 7 luglio, otto morti; i Innanzitutto bisogna avere la conoscenza piena e reale dello crolli che a causa delle forti piogge hanno causato frane de- stato di salute delle nostre costruzioni, affidando a professiovastanti per le case vicine nel mese di dicembre nel Triestino. nisti competenti il compito di documentare le caratteristiche prestazionali degli edifici E mi fermo qui. esistenti, evidenziare le Perché il ventaglio di quecriticità eventualmensti drammi e tragedie, te presenti e stimare gli nella loro diversità, dimointerventi necessari per strano chiaramente una porvi rimedio, dando loro verità lampante: nessuno una scadenza – ad esemha previsto - o ha voluto pio 5 anni – per depositare prevedere - il pericolo telematicamente le scheper quelle case pericode tecniche in un apposito lanti, per quei muraglioarchivio presso la Pubblini che in caso di crollo ca Amministrazione. sarebbero finiti dentro le L’ideale sarebbe operare abitazioni, per quel bala livello nazionale, imcone che aveva problemi plementando una appostrutturali, visto che ha ceduto, per quegli scoppi I Vigili del fuoco a cercano superstiti nell’ascensore della casa crollata per sita sezione nella scheda tecnica catastale, ed è che hanno a che fare col uno scoppio a Rescaldina
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quello che si stava per fare nell’ambito della riforma fiscale, che non ha però avuto compimento. Ma anche i Comuni possono procedere, autonomamente, mediante regolamento, per prevenire le calamità e tutelare la salute dei cittadini. Solo così sarà possibile avere le conoscenze per unire le forze, tra pubblico e privato, e mettere in atto un piano di rigenerazione edilizia e di riqualificazione urbana i cui costi, spalmati su 30 anni e opportunamente incentivati, non saranno più percepiti come peso, ma come opportunità di dare ai nostri figli e nipoti una città migliore. Da qui la proposta dell’Ordine degli Ingegneri di Genova di istituire la figura del “Professionista Tecnico del Condominio” (PTC), una sorta di “medico dell’immobile”, che assume l’incarico di verificarlo e monitorarlo. Un soggetto “facilitatore”, che sia però terzo nei confronti di qualsiasi altro operatore economico già impegnato a livello condominiale e incompatibile rispetto ad eventuali incarichi di approfondimento diagnostico, progettazione e direzione dei lavori che potrebbero conseguire alle sue valutazioni, per evitare che gli interessi privati configgano con quelli del cliente. Egli deve acquisire un livello di conoscenza base dell’edificio da trasferire ai condomini, con linguaggio comprensibile, partecipando alle riunioni e rispondendo alle domande, così da prevenire gli incidenti e consentire loro di spendere meglio e consapevolmente i propri denari. Probabilmente si eviteranno spese di “adeguamento normativo” di un locale caldaia se il resto dell’impianto è in procinto di esalare l’ultimo respiro, come sta accadendo per quelli a pavimento realizzati nel dopoguerra o, magari, si deciderà di privilegiare il rinforzo delle strutture di fondazione piuttosto che la tinteggiatura del vano scala di un edificio che sta per crollare. Tanto più che le nuove NTC 2018 - Norme Tecniche per le Costruzioni (V. servizi da pag. 8) - all’allegato 8, già prevedono la verifica di base di tutti gli edifici esistenti per stabilire se sia o meno obbligatoria la valutazione della sicurezza delle strutture, così come l’art. 1130 c.c. già obbliga l’amministratore ad indicare nel registro di anagrafe condominiale “ogni dato relativo alle condizioni di sicurezza dell’edificio”, ma anche l’art. 17 del D. Lgs. 81/2008, che pone la valutazione di tutti i rischi tra gli obblighi non delegabili del datore di lavoro. Quindi, a parere dell’Ordine degli Ingegneri di Genova, l’istituzione del “PTC”
è la diretta e logica conseguenza di un impianto normativo già esistente, che si completa con le nuove NTC 2018 appena entrate in vigore. Ma il PTC non può essere un “professionista qualunque”. Deve avere conoscenze interdisciplinari nelle materie tecniche, ma anche nozioni di diritto, di economia e di comunicazione. E queste competenze possono essere acquisite nell’ambito dell’aggiornamento professionale erogato dall’Ordine (CFP). Un’esperienza in questo senso – “conoscere per agire”, con 2 CFP per gli Ingegneri – è il seminario fisso che ormai da tempo si svolge ogni mercoledì presso l’Ordine degli Ingegneri di Genova, dalle 17 alle 19, aperto tanto agli amministratori di condominio quanto ai cittadini, dal titolo, appunto, “Ingegneria & Condominio”, dove vengono trattati in forma libera tutti i temi relativi al settore. Sarebbe opportuno emanare Linee guida sulle regole d’ingaggio degli incarichi da affidare ai professionisti, che possono essere predisposte a livello deontologico dagli stessi Ordini e Collegi professionali – in collaborazione con le associazioni di settore e con la Camera di Commercio a garanzia di tutti, per avere chiarezza in merito alla definizione del compenso ed evitare le incompatibilità che potrebbe avere il PTC nell’esercizio dei suoi compiti. E qui entra in campo un altro argomento, più volte affrontato su questo giornale, che è quello relativo al compenso dei professionisti. Basta retorica e demagogia: Il lavoro va pagato, e in tempi certi! Chi offre le proprie competenze in forma gratuita o a costi irrisori, lo fa o per scopi umanitari, e va premiato, oppure è un “ipocrita” che nasconde altri vantaggi, spesso illeciti, operando in concorrenza sleale rispetto ai colleghi onesti che chiedono il giusto compenso per fare bene il proprio lavoro. Non a caso, la disposizione che prevede che il compenso sia proporzionato all’importanza dell’opera, contenuta nell’art. 2233 del codice civile, è stata trasposta tal quale all’art. 9, comma 3 del D.L. 1/2012, ossia in una norma di tutela di interessi collettivi legati alla concorrenza e allo sviluppo, come recita il titolo stesso del decreto. Proprio quella norma che, al comma 1, ha abrogato le tariffe, forse non prevedendo che la nostra categoria si degradasse al punto da mettere in atto una generalizzata “concorrenza sleale finalizzata alla frode”, perché non conosco altri termini per definire l’azione
di un professionista che inganna il cliente facendogli credere di operare con probità e diligenza per meno di 1 euro all’ora. È matematicamente impossibile guadagnare in questo modo, se non compiendo una frode, consapevoli che la complessità dei nostri documenti non consente l’immediata comprensione della loro qualità da parte di chiunque. Opere importanti, non solo per il tempo impiegato ma soprattutto per la responsabilità assunta, necessitano di adeguati compensi, e questo vale per tutti coloro che lavorano, autonomi o dipendenti, pubblici o privati. Chi viene pagato poco può essere spinto a lavorare male a scapito del cliente o del datore di lavoro, se non altro per ragioni di sopravvivenza. Chi, invece, ha la fortuna di essere pagato correttamente e lavora ugualmente male, va punito con severità, ed è anche per questo che ci sono gli Ordini professionali. Non a caso il Sig. Bolkestein ha previsto le “tariffe obbligatorie minime e/o massime che il prestatore deve rispettare”, inserendole tra i requisiti non discriminatori che ogni Stato membro può fissare per motivi imperativi di interesse generale, tra i quali sono compresi la prevenzione della concorrenza sleale e della frode (Dir. 123/2006/UE, art. 15 e considerando 40). Quindi, almeno, non diciamo che questo disastro causato dall’abolizione delle tariffe ce lo ha chiesto l’Europa, così come la dilagante abitudine di pagare in ritardo, che spesso ci costringe a litigare con le banche per gli anticipi fattura. L’Europa non ci ha chiesto un bel niente, anzi, ci ha indicato la strada per istituire le tariffe, ed è quello che dobbiamo ottenere nell’ambito della legge sull’equo compenso (V. a pag. 4). Leggo invece sui giornali che vengono elogiate le P.A. che riescono a strappare ai professionisti ribassi del 40% e oltre per la progettazione di opere sensibili, come ospedali e scuole, ribassi che spesso partono da importi posti a base di gara già calcolati al minimo dei parametri di legge. Se la popolazione intende questo come un fattore di lode, di virtuosismo, credendo che una persona possa lavorare bene ancorché pagata una miseria, non ha capito che le conseguenze nel lungo periodo ricadranno sull’intera collettività, con il concreto rischio di perdere i professionisti più seri e avere in cambio opere progettate male e realizzate peggio: non mettiamo fuori mercato l’onestà e la deontologia!
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editoriale DA OLTRE 3 MESI È DETERMINATO DALLA LEGGE, MA POCHI LO SANNO
Equo compenso, questo sconosciuto GIOVANNI ROLANDO Presidente Federazione Ordini Ingegneri della Liguria CARLO ZUNINO Ingegnere libero professionista
O
rmai l’Equo Compenso per prestazioni rese dai professionisti è legge da oltre 3 mesi, ma pochi lo sanno e quasi nessuno ci vuole credere, dopo anni di vera umiliazione inferte con gare al massimo ribasso e, per forza di cose, anche a scapito del risultato finale. Le prestazioni professionali rese con ribassi spesso di oltre il 50%, certo non hanno stimolato realizzazioni di avanguardia e innovative, ma piuttosto si sono limitate al rispetto delle norme la cui applicazione è divenuta tra l’altro sempre più gravosa in termini di risorse professionali. Il Ministro della Giustizia Andrea Orlando si è spinto ad etichettare tutto ciò come “caporalato professionale” (question time nell’aula di Montecitorio, a un’interrogazione sulle iniziative per introdurre un equo compenso per gli esponenti delle libere professioni, 5 luglio 2017). Ora il DL 148/2017 (decreto fiscale collegato alla legge di bilancio 2018) convertito con L. 17 2/2017 in vigore dal 6 dicembre 2017, ha introdotto l’Equo Compenso per i professionisti, tramite l’inserimento dell’art. 13 bis alla Legge 247/2012; provvedimento poi modificato rafforzandone l’efficacia dalla L. 27 dicembre 2017 n. 205 (legge di bilancio 2018, appunto). Quello riportato di seguito è ovviamente “tagliato” sulle professioni tecniche, anche se la norma sull’Equo Compenso è stata formulata per gli avvocati e successivamente estesa - tramite il comma 12 - a tutti i professionisti iscritti a Collegi e/o Ordini, ma non solo. “Storicamente” il provvedimento è stato fortemente voluto dagli avvocati proprio perché ”vittime”, come tutti noi, dei cosiddetti “clienti forti”, ovvero grandi imprese (banche, assicurazioni, ecc.) e Pubblica amministrazione. Si chiarisce che l’Equo Compenso non rintroduce i minimi tariffari, perché non riguarda le seguenti tipologie di clienti: privati; micropiccola-media impresa (che ha fino a 249 dipendenti; un fatturato annuo fino a 40 milioni di euro, oppure un totale di bilancio annuo fino a 27 milioni di euro); il capitale o i diritti di voto non sono detenuti per il 25% o più da una sola o, congiuntamente, da più imprese non conformi alla definizione di PMI. Una siffatta limitazione garantisce in sostanza il libero mercato per la gran parte dei committenti. Tutto ciò premesso, vediamo quello che riguarda gli affidamenti dei servizi di architettura ed ingegneria da parte della Pubblica Amministrazione. In particolare il comma 13, così recita: «La pubblica amministrazione, in attuazione dei principi di trasparenza, buon andamento ed efficacia delle proprie attività, garantisce il principio dell’equo compenso in relazione alle prestazioni rese dai professionisti in esecuzione di incarichi conferiti dopo la data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto». È scritto chiarissimo: la P.A. è garante dell’Equo Compenso. Sembra 4/
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Il provvedimento non reintroduce i minimi tariffari. Cosa cambia per i liberi professionisti “tecnici” e i rapporti con la Pubblica amministrazione
L’ing. Giovanni Rolando
L’ing. Carlo Zunino
più che ovvio, perché il “buon” progetto e la “buona” DL sono il primo presupposto della buona riuscita dell’opera; la P.A deve garantire al “cittadino” l’efficienza e il giusto costo dei servizi e delle opere pubbliche e questo non può avvenire con un progetto ed una D.L. al massimo ribasso (nessuno “vuole” e “deve” entrare in un reparto di ospedale progettato e con D.L. al massimo ribasso ) «Ai fini del presente articolo – dice il comma 2 - si considera equo il compenso determinato nelle convenzioni di cui al comma 1 quando risulta proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, nonché al contenuto e alle caratteristiche della prestazione legale, e conforme ai parametri previsti dal regolamento di cui al decreto del Ministro della giustizia adottato ai sensi dell’articolo 13, comma 6» (per architetti e ingegneri D.M.17-06-2016). In concreto la P.A. deve garantire che il compenso sia conforme al “decreto parametri”. L’art. 24 c. 8. del Codice dei Contratti pubblici (D. Lgs. 18 aprile 2016 n. 50 e smi) già recitava: «I predetti corrispettivi sono utilizzati dalle stazioni appaltanti quale criterio o base di riferimento ai fini dell’individuazione dell’importo a porre a base di gara dell’affidamento. Fino alla data di entrata in vigore del decreto di cui al presente comma, si applica l’articolo 216, comma 6». (V. DM 17 giugno 2016 - Decreto parametri). Piccolo inciso: “il nostro decreto parametri 17 giugno 2016” all’art.1 c. 2 così recita: «Il corrispettivo è costituito dal compenso e dalle spese ed oneri accessori di cui ai successivi articoli». Quindi corrispettivo = compenso (+ spese + oneri accessori). Quindi, riassumendo: il “Codice dei contratti pubblici” obbliga la P.A ad esplicitare il corrispettivo da porre a base di gara calcolato secondo il decreto parametri; la “legge di bilancio” obbliga la P.A. a garantire il compenso conforme al decreto parametri e per questo motivo è detto “equo”. In definitiva, la P.A nei bandi deve esplicitare il corrispettivo (compenso + spese + oneri accessori) da porre a base di gara ed impedire che il “compenso” del professionista sia inferiore a quello calcolato. Ora, qualcuno potrebbe chiedersi come si può applicare l’equo compenso nel caso l’amministrazione voglia impiegare il criterio di aggiudicazione con il criterio del minor prezzo di cui all’art. 95 c. 4 del
Codice dei contratti, e quindi avendo come unica discriminante l’elemento prezzo. Bisogna aspettare ulteriori provvedimenti perché ci mancano gli strumenti? Le norme indicano già come procedere. È vero in una procedura dove l’unica discriminante è l’elemento prezzo, si potrebbero manifestare casi di ex-aequo con più offerte con ribasso del 100% (su spese + oneri accessori) e che con l’equo compenso sono le uniche parti ribassabili del corrispettivo. E allora in caso di parità? Semplice, si potrà procedere tramite l’estrazione a sorte del vincitore, come stabilito dall’art. 77 del Regio decreto 23 maggio 1924, n. 827. Si noti che il 21 febbraio 2018 è stata aggiornata la linea guida ANAC n. 1, “Indirizzi generali sull’affidamento dei servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria”, e sebbene in fase di istruttoria, il Consiglio di Stato con parere del 4 dicembre 2017 abbia indicato un «necessario coordinamento con la recente introduzione dell’obbligo si riconosce “alle prestazioni rese dai professionisti in esecuzione di incarichi conferiti” dalla pubblica amministrazione un equo compenso», nella nuova linea guida nessun cenno è stato introdotto in proposito. Evidentemente l’ANAC ha ritenuto già compatibile e applicabile l’equo compenso introdotto dalla L. 172/17 con le norme che regolano i contratti pubblici. Si auspica che il 2018 sia l’anno della svolta e che le opere pubbliche possano tornare ad essere pensate e dirette da professionisti adeguatamente compensati senza rincorse al ribasso finanche al 99%, e pertanto che le infrastrutture e i servizi pubblici possano fondarsi di nuovo su una “base di partenza intellettiva” nuovamente all’avanguardia coi tempi e rivolta al futuro. Infine ci piace riportare quanto affermato dal Santo Padre: «Le pubbliche amministrazioni, quando indicono appalti con il criterio del massimo ribasso, non rispettano la dignità del lavoro perché, credendo di ottenere risparmi ed efficienza, finiscono per tradire la loro stessa missione sociale al servizio della comunità» (videomessaggio del Pontefice alla 48ma “Settimana sociale dei cattolici italiani 2017” organizzata a Cagliari dalla Cei sui temi del lavoro).
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Random GDPR: LE NUOVE NORME UE SULLA PRIVACY E I PROFESSIONISTI In questi ultimi mesi la “febbre da GDPR” è salita sempre di più, con continue pubblicità di software, pacchetti di procedure, consulenze di avvocati o agenzie di marketing e relativi preventivi spese da qualche centinaio fino a migliaia di euro, creando una “coltre di nebbia” da cui poter uscire soltanto spendendo denaro. Non è tutto vero, o almeno nella maggior parte dei casi non è così (specie per noi liguri, che non sopportiamo la nebbia e spendere “palanche” inutilmente). Ad esempio secondo le FAQ emanate dal Garante della Privacy sul Responsabile della Protezione dei Dati in ambito privato, nei casi diversi da quelli previsti dall’art. 37, paragrafo 1, lettere b) e c), del Regolamento UE 2016/679 (il GDPR, General Data Protection Regulation, che dal 25 maggio 2018 sarà applicabile come nuovo Codice sulla Privacy nei Paesi membri), la designazione del Responsabile della Protezione dei Dati non è obbligatoria, ad esempio, per i trattamenti effettuati da liberi professionisti operanti in forma individuale, agenti, rappresentanti e mediatori operanti non su larga scala, per le imprese individuali o familiari, per le piccole e medie imprese, con riferimento ai trattamenti dei dati
personali connessi alla gestione corrente dei rapporti con fornitori e dipendenti (http://garanteprivacy. it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/ docweb/8036793#3). La norma si basa sulla protezione dei dati e l’approccio ingegneristico deve essere quello classico dei processi di controllo, tipico della teoria dei sistemi: azione, controllo, retroazione. Anziché chiamare un ingegnere che progetti e certifichi un sistema informativo che protegga i dati, si tende a preferire un avvocato, che elenca tutti i possibili rischi e consiglia come operare non tanto per ottenere la prestazione (protezione dati), ma per essere certi di aver rispettato la legge, con formule di manleva e di deresponsabilizzazione anche a carico degli stessi tecnici (ingegneri) che curano hardware e software degli studi. L’Ordine degli Ingegneri di Genova ha studiato in modo approfondito la normativa per molti degli “obblighi teorici”: il risultato è stato che nel caso specifico non è necessaria alcuna azione, in quanto l’Ordine gestisce i dati degli iscritti, che devono essere pubblici per legge, risparmiando così alcune migliaia di euro. Matteo Gentile
IL GARANTE: VIETATO LO SPAM SULLE PEC DEI LIBERI PROFESSIONISTI L’invio senza consenso di e-mail promozionali sulla casella di posta elettronica certificata (Pec) dei liberi professionisti, è da considerarsi spam e quindi è vietato [doc. web n. 7810723]. Lo ha stabilito il Garante della Privacy che si è riservata di valutare eventuali sanzioni verso una società e un’associazione ad essa collegata che avevano spedito a oltre 800 mila Pec di avvocati, commercialisti, revisori contabili, consulenti del lavoro e notai una comunicazione relativa a un bando di selezione per “consulente reputazionale”, con l’invito a partecipare ad un webinar, oltre ad articoli relativi alla società mittente. Secondo le verifiche eseguite – a seguito di numerose segnalazioni – con l’ausilio del Nucleo 6/
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Speciale Privacy dalla Guardia di Finanza – sul sito del Garante si legge che è emerso che la spedizione massiva è avvenuta in violazione dei fondamentali principi di finalità, liceità e correttezza del trattamento dei dati personali e che oltre ad essere stati trattati senza consenso, gli indirizzi Pec erano stati reperiti in modo illecito dal registro Ini-Pec, l’Indice nazionale dei domicili digitali, dal sito www. registroimprese.it e dagli elenchi pubblicati da alcuni ordini provinciali. La società e l’associazione di sono giustificate dicendo di ritenersi esentate dalla richiesta preventiva del consenso vista la presunta natura “istituzionale” della comunicazione, ma l’Authority ha ritenuto nulla questa interpretazione della legge, tanto più che in un caso un destinatario si era opposto al trattamento dei suoi dati personali, esercitando i diritti previsti dal codice della privacy.
Cover GENOVA 2018-2048: DALLE NUOVE NTC I PRIMI PATTI PER UN NUOVO PROGETTO
DAGLI INGEGNERI UNA SVOLTA PER COSTRUIRE LA “CITTÀ DEL FUTURO” Proposta dal presidente dell’Ordine Michelini un’azione sinergica per passare da una mentalità “prescrittiva” a un modo di operare “prestazionale”, pensando oggi alla Genova dei prossimi trent’anni. Dall’ok del presidente degli Architetti Paolo Raffetto alla richiesta del Sindaco Marco Bucci: «Aiutateci con idee geniali».
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n grande patto, una svolta epocale che veda la pubblica certe il bisogno di coordinare e mettere a sistema gli incentivi amministrazione e le professioni tecniche - ma anche la previsti per l’efficientamento energetico e strutturale e decideproprietà edilizia, gli amministratori di condominio, i co- re se e quando non sia più ragionevole e conveniente adottare struttori - uniti in un’azione sinergica che porti a lavorare fin da una strategia di rinnovamento radicale del patrimonio edilizio subito per disporre quella che i tecnici chiamano “analisi pre- mediante demolizione e ricostruzione ex novo. Utilizzando, ad stazionale degli immobili”, a partire dalle caratteristiche di si- esempio, il metodo dei “livelli ottimali in funzione dei costi” precurezza, per avere la piena conoscenza di ciò che costituisce il visto dal Regolamento UE 244/2012 che, non a caso, per l’analisi principale investimento degli Italiani, la casa, ma anche il luogo di convenienza dell’investimento, propone un ciclo di vita proprio dove viviamo e lavoriamo. Un check up completo, un “taglian- di 30 anni. Una “rivoluzione culturale” fatta di competenza, buon do” delle costruzioni, come punto di partenza per capire dove e senso e passione, per rendere efficaci e durature sia le scelte di come intervenire per una completa rigenerazione urbana della alta strategia politica che quelle di ogni giorno. città, individuando i casi in cui sussiste convenienza economica Così, la posta in gioco messa sul tavolo da Michelini, si vede con o motivazione storico culturale per riqualificare e quelli dove in- magnifici colpi d’occhio dalle vetrate dello stesso grattacielo di vece è meglio demolire per costruire meglio o per lasciare spazi Piazza Dante, sede del dibattito: una Genova storica che abbracverdi e parcheggi. Un piano organico di investimenti pubblici e di cia il “suo” porto, dominato dalla lanterna, simbolo funzionante incentivazioni per i privati senza precedenti, affinché, nell’arco nella sua originaria destinazione, a rappresentare con la sua del prossimo trentennio, la città di Genova si distingua in tutto luce il passato, il presente e il futuro. il mondo per bellezza, qualità di vita, di studio e di lavoro. Ma, scendendo e girando per le strade di Genova, si percepisce È la proposta che il Presidente Maurizio Michelini, a nome un’altra realtà, fatta di degrado di molti immobili, anche relatidell’Ordine degli Ingegneri di Genova, mette sul tavolo la sera vamente recenti, non solo dovuto ad una situazione idrogeolodell’8 marzo scorso durante l’incontro nella sala panoramica gica non certo felice, ma anche per la mancanza di controllo e di Terrazza Colombo, dopo la giornata di seminario tecnico de- manutenzione, senza che alcuno sembri in grado di poter interdicato al tema “Analisi prestazionale del costruito: si parte dalle venire efficacemente. NTC 2018” - presso la Sala delle Grida di via XX Settembre a Ge- Da qui la decisione di lanciare una sfida di lungo respiro, di duranova, dove il giorno dopo si parlerà di “Ingegneria & Condomi- ta trentennale, gettando le fondamenta per un progetto che va a nio” - scottante e attualissimo perché dedicato al cambiamento coordinarsi con altri di tIpo analogo già avviati o da avviare a cura delle Norme Tecniche per le Costruzioni, che dopo dieci anni delle altre professioni tecniche, per progettare ora, insieme, il hanno messo le basi per un nuovo corso dell’edilizia (V. servizio futuro della città che lasceremo ai nostri figli e nipoti: Genova da pag. 14). 2018-2048: gli Ingegneri per lo sviluppo L’incontro serale vede ospiti del Consiglio economico e sociale della città, a partire dell’Ordine genovese politici di maggiodalle NTC 2018. ranza e opposizione (Lunardon e De Paoli «È adesso il momento di chiedersi – dice per la Regione; Remuzzi, Costa e PandolMichelini a una sala di attenti interlocutofo per il Comune, oltre al Sindaco Bucci), ri rappresentativi dell’economia genovese amministratori pubblici e rappresentan- come vogliamo che sia il capoluogo ligure ti del mondo dell’economia genovese, in nei prossimi 30 anni e governarne il cambiaparticolare di quello legato agli immobili, mento. Per arrivare alla proposta su cui gli dai quali il Presidente degli Ingegneri ha ingegneri insistono da sempre con il governo incassato i primi concreti consensi. e la pubblica amministrazione: passare dalPunto di partenza, appunto, l’aggiornala mentalità “prescrittiva” (cioè, che bada al mento delle norme tecniche per le corispetto delle norme per essere “a posto” e struzioni 2018 - pubblicate in Gazzetta il non rischiare sanzioni) a quella “prestazio20 febbraio scorso - che dettano le regole nale” (che mira all’ottenimento del risultada seguire per la verifica degli immobili to in termini di prestazione attesa). Ovvero, esistenti, la loro manutenzione e le nuove anziché chiedere a noi ingegneri “L’edificio realizzazioni. Un’occasione che gli ingeè a norma?”, chiederci invece: “Quali sono gneri hanno colto per interrogarsi sulla le prestazioni di questo immobile? Quali le migliore strategia per il futuro del nostro L’intervento del presidente Michelini. limitazioni di utilizzo tali da consentirmi di patrimonio immobiliare, specie quello re- Alla sua destra l’ing. Greta Gualco, vice essere al sicuro?”. Perché “essere a noralizzato nel “boom edilizio” del dopoguer- presidente; alla sua sinistra l’ing. Deborah ma” vuol dire tutto e niente. Un immobile del ra. Ma anche per affrontare con risposte Savio, tesoriere 1970, privo di caratteristiche antisismiche, è n. 1-3 - Gennaio-Marzo 2018 -
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Cover perfettamente a norma, agibile e commerciabile, ma solo perché i requisiti di maggior tutela sono stati imposti dopo, nel 1974, e non perché è sicuro: se viene il terremoto crolla tutto e, come dico sempre tra ironia e realismo, “si muore a norma”. Le prestazioni contano, anche in termini di valore dell’immobile, quindi è bene che siano conosciute per innescare un percorso virtuoso che renda più appetibili sul mercato gli immobili qualitativamente migliori, incentivando la manutenzione, la riqualificazione ma, anche, la rigenerazione urbana di lungo periodo e il corretto rapporto tra numero di abitanti e immobili disponibili. Non fa bene all’economia avere case che volgono meno del costo di costruzione e di ristrutturazione». Un lungo discorso, quello del Presidente dell’Ordine - con a fianco le due donne del Consiglio, entrambe con incarichi di responsabilità: la vice Presidente Ing. Greta Gualco e il Tesoriere Ing. Deborah Savio, attivamente impegnate nei due giorni di convegno - il quale rivolge le sue proposte direttamente ai vari soggetti presenti. Al Sindaco e agli amministratori pubblici ricorda come «secondo il Regio Decreto 23 ottobre 1925, n. 2537, fondativo dell’Ordine degli Ingegneri e degli Architetti, noi siamo tenuti a dare pareri alla pubblica amministrazione che ce le chiede, su qualunque argomento tecnico di nostra competenza. Questo consente agli amministratori, prima di prendere una decisione che attiene all’ingegneria e all’architettura, di consultare (gratis...) l’Ordine, che può operare grazie alle commissioni di studio di cui fanno parte i migliori specialisti, per spirito di servizio ma, anche per obbligo deontologico di collaborare con il Consiglio per le finalità istituzionali. In Italia i professionisti iscritti agli albi sono circa due milioni, di cui 640 mila dell’area tecnica e 200 mila Ingegneri: con queste cifre abbiamo la possibilità di garantire un “professionista tecnico” per ogni condominio. Quanti edifici abbiamo a Genova realizzati negli anni ’60-’70? Qualcuno si preoccupa della loro vita residua, di programmarne la manutenzione in modo di prolungare la loro durata, o decretarne la fine e demolirli prima che crollino da soli senza preavviso? Vedo in città molti interventi di isolamento termico e di sostituzione caldaia in immobili a fine vita utile, dove i costi di un eventuale adeguamento strutturale sarebbero superiori al loro valore di vendita. Lo dico da Ingegnere, e questa può sembrare un’azione tesa a tutelare l’interesse della categoria cui appartengo, ma se questo interesse coincide con il bene della mia città e l’interesse dei proprietari - che non conoscono le caratteristiche di sicurezza dei propri immobili - perché non rivendicarlo in ogni sede? Lo abbiamo fatto partecipando agli Stati generali dell’Economia genovese, grazie ai quali è stato dato inizio ad una nuova e favorevole sinergia tra enti rappresentativi di interessi diffusi, pubblici e privati. E questo accade in un momento di grande innovazione normativa, con il testo unico dell’edilizia DPR 380/2001 in fase di revisione e le nuove Norme Tecniche per le Costruzioni NTC 2018, appena emanate, che abbiamo assunto come punto di partenza, giuridico e psicologico. Diamoci un inizio, il 2018; un obiettivo, l’analisi prestazionale del costruito per la rigenerazione urbana di tutta Genova; un traguardo, il 2048. Il Capitolo 8 delle NTC 2018 ci offre oggi la possibilità (anzi, l’obbligo) di mettere il naso in tutto il patrimonio edilizio esistente, pubblico e privato. Non perdiamo l’occasione per creare una banca dati unitaria delle caratteristiche prestazionali e identificative di ogni immobile, in accordo con le associazioni della proprietà edilizia e degli amministratori di condominio, sia essa incardinata nella riforma del catasto o lasciata alla virtuosità dei Comuni che decidono di approvarla esercitando autonomamente la potestà regolamentare loro attribuita, come confido farà il Comune di Genova. Si tratta di un “cassetto” telematico dove inserire tutti i dati identificativi e prestazionali dell’immobile, riguardanti aspetti energetici, strutturali, antincendio, di accessibilità, acustici, ecc., ma anche i verbali di assemblea e l’anagrafe di condominio. Con queste conoscenze sarà possibile capire dove sia più opportuno e conveniente riqualificare 8/
ma, anche, dove sia il caso di finanziare pubblicamente la demolizione di tanta “spazzatura edilizia” legittimata dalle “leggerezze autorizzative” di un tempo o dai condoni». Per Paolo Raffetto, Presidente degli Architetti Genovesi, si tratta di un’impostazione già condivisa in altre sedi e da “sottoscrivere in toto”: «Il convitato di questa serata è il progetto, perché il nostro mestiere è fare progetti, per la trasformazione della città, di tipo urbanistico e edilizio. Si è parlato di edifici a rischio, ma non dobbiamo dimenticare che abbiamo una grossa criticità sul territorio, con le colline che ci franano addosso, con i corsi d’acqua che ci allagano. Indispensabile è la collaborazione tra le professioni tecniche nell’ambito di un progetto dove il Comune deve rivestire il ruolo di facilitatore e regista». Dalle parole dei due Presidenti, che rappresentano a Genova circa 7500 professionisti, trapela entusiasmo, ottimismo e unione di intenti, dove gli Architetti sembrano ritrovarsi maggiormente nell’ambito della rigenerazione urbana e gli Ingegneri nell’analisi prestazionale. Agli amministratori di condominio, rappresentati dai Presidenti delle maggiori associazioni - Pierluigi d’Angelo per ANACI e Massimo Bargiacchi per Gesticond - Michelini ricorda che la compilazione dell’anagrafe del condominio, prevista dall’art. 1130 del codice civile, già prevede di indicare ogni dato relativo alle condizioni di sicurezza delle parti comuni dell’edificio: una grande responsabilità, che noi professionisti possiamo e dobbiamo cogliere seguendo l’indirizzo prestazionale, ossia, operando come tecnici “veri” e facendo valutazioni “sul campo”, altrimenti si rischia che questa norma, così come molte altre, sia svilita da chi pensa che tutto si possa sempre ricondurre ad una banale raccolta documentale o alla compilazione di una check list da parte di tecnici a basso costo, che chiedono poco per dare nulla: «Spero - dice Michelini - che i cittadini si siano stancati di patacche sputate fuori da un software o stamponi scaricati da internet, che nessuno legge, dove il tecnico si limita ad inserire qualche dato facilmente reperibile e mettere crocette. E’ purtroppo accaduto per gli attestati di prestazione energetica, per le dichiarazioni di conformità degli impianti, per i documenti di valutazione del rischio nei luoghi di lavoro e per altri simili adempimenti, ormai visti come pura burocrazia, come obblighi di legge da rispettare per non prendere una sanzione, piuttosto che strumenti di conoscenza per tutelare la nostra salute e il nostro portafogli. Ma questa volta l’Ordine degli Ingegneri scenderà in campo, proponendo l’istituzione del Professionista Tecnico del Condominio (V. post rullo, pag. 2), disciplinandone le funzioni per via deontologica. Siamo un ente pubblico inquadrato tra i corpi intermedi dello Stato, la cui missione istituzionale è proprio quella di intervenire per colmare questi momenti di vuoto normativo dove non è ben chiaro “chi deve fare cosa”, dove ad ogni tragedia si parla per qualche giorno del fascicolo del fabbricato per poi non saperne più nulla, salvo scoprire che in Italia vi sono almeno tre norme vigenti che in qualche modo obbligano la verifica prestazionale degli immobili esistenti tanto invocata da noi professionisti. Due le ho già menzionate, ossia, l’art. 1130 c.c. e l’allegato 8 alle norme tecniche per le costruzioni, approvate con D.M. 17.1.2018, dove la verifica serve per appurare se occorra o meno la valutazione della sicurezza della struttura. La terza è famosissima. Si tratta dell’art. 17 del D.Lgs. 81/2008, che pone la valutazione di tutti i rischi e la conseguente elaborazione del documento tra gli obblighi non delegabili del datore di lavoro. Ma attenzione alle parole: “tutti” vuol dire “tutti”, anche i rischi di crollo, scoppio, incendio, allagamento, ecc. E “indelegabili” vuol dire “indelegabili”, dove il datore di lavoro può farsi aiutare da un consulente, ma non può delegarlo a fare tutto lui, come invece quasi sempre accade. Così gli edifici continuano a crollare e a bruciare, facendo morti e feriti, evitabili se un professionista li avesse verificati, specie per quelli realizzati prima dell’obbligo di operare a regola d’arte, intro-
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Cover dotto dalla Legge 186/1968 per gli impianti elettrici ed dalla frode. Basta scaricarla e leggere l’art. 15 e il conelettronici e dalla Legge 1083/1971 per quelli del gas. siderando 40. I professionisti, per poter operare con Occorre stabilire un rapporto nuovo tra professionisti diligenza e indipendenza rispetto ad eventuali pressioiscritti agli Albi e amministratori di condominio, per ni, vanno correttamente pagati, siano essi dipendenti “parlare tutti la stessa lingua” e ridurre quantomeno o autonomi, perché quando si collauda un ponte o si le controversie professionali che scaturiscono dalle assevera una SCIA si assumono responsabilità altisdiverse interpretazioni delle norme tecniche. L’art. sime, e l’adeguatezza del compenso all’importanza 5 della Legge 1395/1923 prevede che siano proprio dell’opera è l’elemento cardine per la prevenzione i Consigli degli Ordine degli Ingegneri e degli Archidalla corruzione, perché mantiene attivi gli anticorpi tetti a fornire i pareri in merito a tali controversie. Si deontologici e mette fuori mercato l’illegalità.». pensi alla diatriba sull’installazione dei dispositivi di Altro punto di incontro, quello con il Sindaco di Getermoregolazione e contabilizzazione del calore nel Parla il Sindaco Bucci nova Marco Bucci, anche su temi non certo facili da condominio, che in pochi, ma veramente pochi, hanno affrontare mantenendo una posizione terza e indispiegato in assemblea essere evitabile qualora un tecnico abilitato pendente rispetto alla scena politica. «Se penso a Genova fra un sottoscriva una relazione dalla quale sia dimostrata la non efficien- trentennio - una delle affermazioni di Michelini - se penso alle za in termini di costi, posto che una norma tesa a ridurre i costi del grandi opere, non posso certo estranearmi dai più accesi dibattiti in riscaldamento a carico dei cittadini non può certo obbligarli a spen- atto oggi su questioni che riguardano anche l’ingegneria, tipo quello dere 100 Euro per risparmiare 80. Sarebbe bastato leggere l’art. provocato dal Terzo Valico. Ma noi dobbiamo pensare all’utilità di 9, comma 5, lettere b,c del D.Lgs. 102/2014, diretto ai proprietari quest’opera oggi o fra trent’anni? Dobbiamo valutarne l’utilità per delle unità immobiliari, ma non lo ha fatto quasi nessuno. Risul- una Genova che potrebbe diventare hub per i trasporti via mare per tato: un contenzioso infinito che tuttora sta interessando i condo- l’intero Sud dell’Europa, oppure una Genova ferma e sempre uguamìni di tutta Italia. Un caos dove nessuno ne sta uscendo bene, le? Una Genova aperta al Piemonte e alla Lombardia, o una Genova perché prima o poi la verità viene sempre fuori e chi ha asserito isolata che vivacchia delle rendite del passato e del traffico merci sussistere un obbligo inderogabile che non c’era, per convincere locale? Ecco l’importanza per il pubblico amministratore di rivoll’assemblea a deliberare, rischia ora di risponderne davanti al gersi ai corpi intermedi dello Stato, che si chiamino Ordine degli Giudice. E situazioni simili stanno accadendo per la prevenzione Ingegneri, o degli Architetti o altro, ma, anche, con le dovute diffeincendi, dove i nuovi strumenti normativi consentono di superare la renze di ruolo, alle associazioni che rappresentano interessi delle rigidità prescrittiva delle vecchie regole tecniche, poco adatte per imprese, dei lavoratori e dei cittadini, in un’ottica positiva di rilancio essere applicate agli edifici esistenti, con soluzioni alternative in della città. Tutti insieme possiamo dare una mano al Comune per grado di “vestire” la sicurezza su misura a seconda delle caratteri- la stesura di un regolamento con le linee guida per avere un constiche dell’immobile. Una parete o un soffitto possono già disporre dominio ben amministrato e ben controllato per quanto attiene del requisito di resistenza al fuoco senza doverli per forza adegua- alla sicurezza e salute degli occupanti».E, in effetti, ad ascoltare re, ma, per attestarlo, occorre l’analisi e la certificazione da parte la proposta degli Ingegneri, gli operatori economici cittadini ci di un tecnico che non sia solo iscritto all’albo, ma che sia anche in sono proprio tutti: Ance, CNA, Confartigianato, Ascom, ANACI, possesso della speciale abilitazione di professionista antincendio. Gesticond, APPC, UPPI, APE, FIAIP, IIC, oltre alla presenza di E, per ogni dubbio, c’è l’Ordine degli Ingegneri di Genova, ogni Don Gian Piero Carzino, in qualità di Direttore Ufficio Vita Sociamercoledì non festivo, dalle 17 alle 19, presso la sede, con le ta- le e Mondo del Lavoro, Arcidiocesi di Genova, sempre attento a vole rotonde interattive di “Ingegneria & Condominio”, aperte a queste iniziative. tutti previa iscrizione sul sito web, alle quali partecipano in media Convinta e decisa anche la risposta del Sindaco: «Siamo assoluuna cinquantina di colleghi abili nella soluzione collegiale dei pro- tamente d’accordo su questa vostra visione, dopodiché io chiedo a blemi che di volta in volta vengono proposti». voi, Ingegneri, Architetti, e a tutti quelli che hanno a che fare con la Il Presidente è un fiume in piena, e spiega in modo semplice nostra città: da un punto di vista tecnico, signori, dateci una mano, come superare tante criticità che riguardano la nostra vita quo- fate qualcosa che serva. Io lo so che già lo state facendo. L’importidiana, leggendo in prima persona le norme e applicandole così tante per me è il risultato, poi del processo ne possiamo parlare. Ma come c’è scritto nel testo, senza fidarsi troppo di internet e di un buon processo senza risultato è tempo perso. Quindi io chiedo a quello che viene detto in giro. Ma, anche, individuando profes- voi di unirvi a me e fare, mettere insieme dei processi che abbiano sionisti di fiducia e pagandoli in modo adeguato, perché, dice senso. Il mio messaggio è: per favore, aiutateci, aiutateci con idee Michelini, «le tariffe professionali minime non rappresentano una geniali, con cose belle, e poi starete a vedere, i finanziatori arrivelimitazione della concorrenza, come ci hanno fatto credere dicendo ranno. I finanziatori arrivano a pioggia se le idee ci sono!». che la loro abrogazione “ce l’ha chiesta l’Europa”, ma, al contra- Al dibattito partecipano anche il presidente della Confedilizia Gerio, trovano piena legittimazione proprio nella Direttiva Bolkestein nova, Vincenzo Nasini: «Ci sono spinte da parte dell’Europa per 123/2006/CE, come strumento di tutela dalla concorrenza sleale e aumentare la tassazione degli immobili e colpire le prime case. È importante unirci tutti perché questo non accada». Portano il loro saluto, per il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, il Segretario Angelo Valsecchi e il consigliere Roberto Orvieto, ex Presidente dell’Ordine di Genova; i Presidenti delle Federazioni degli Ordini degli ingegneri del Piemonte e della Val d’Aosta, Paola Freda, della Lombardia, Augusto Allegrini e della Liguria, Giovanni Rolando. Ultimo intervento quello di Sergio Lagomarsino, professore della Scuola Politecnica dell’Università di Genova, che apprezza questa nuova linea di azione intrapresa dal suo Ordine professionale nell’interesse della collettività e del decoro della categoria. (V. resoconto completo nel Block Notes n. 11 scaricabile dal sito dell’Ordine degli Ingegneri di Genova). La sala (fotoservizio AbaNews) n. 1-3 - Gennaio-Marzo 2018 -
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Cover RICONVERSIONE CENTRALE ENEL DI GENOVA: LA PROPOSTA DEGLI INGEGNERI
«ELETTRIFICARE LE BANCHINE? SI DEVE» Il convinto “Sì” dei sindacati confederali di categoria, che vedono un possibile “caso pilota” dal punto di vista economico, occupazionale, di difesa dell’ambiente. Le riserve dell’armatore Messina e le puntualizzazioni dell’ing. Felice Lombardo. Il dibattito sul progetto lanciato dall’Ordine di Genova continua GIANFRANCO SANSALONE
«V
oi aiutateci con idee geniali». Alla tavola rotonda dell’8 marzo convocata dall’Ordine degli ingegneri di Genova (V. pag. 7), le parole del sindaco di Genova Marco Bucci all’invito del presidente Michelini di una sinergia per traguardare il 2028, colpiscono positivamente. Sui tavolini campeggia il numero di “A&B” con la copertina dedicata alla proposta di riconvertire la centrale Enel del porto per la produzione di energia pulita e di elettrificare le banchine andando fra l’altro incontro ai provvedimenti antinquinamento UE nei mari e nei porti, che entreranno in vigore nel 2020 e che prescrivono l’utilizzo di carburanti compatibili che preannunciano l’obbligo di una nuova visione per l’armamento mondiale, visto che ogni volta che una nave sosta in uno scalo produce il suo fabbisogno di energia elettrica tenendo i motori accesi ed emettendo nell’aria dense nuvole di composti chimici che spesso si depositano sui centri abitati. Un ingegnere ascolta il sindaco, indica il giornale davanti a sé e dice a bassa voce ad alcuni colleghi: «Ma noi le idee geniali le abbiamo. Bisogna che stiano ad ascoltarci però!». Sulla “proposta centrale Enel”, lanciata attraverso questo giornale sui due numeri di fine anno scorso, ma frutto di un lungo lavoro di studio e di analisi
sviluppato in primo luogo dal responsabile del gruppo di lavoro “Ingegneria navale e portuale” dell’Ordine di Genova, l‘ing. Felice Lombardo, si è in effetti già sviluppato un intenso dibattito con posizioni favorevoli e contrarie; e anche qualche astenuto, L’ing. Felice Lombardo come il presidente dell’Autorità Portuale di Sistema del Mar Ligure Occidentale, Paolo Signorini. Mentre per il presidente di Confindustria Genova, Mondini, la soluzione è realizzare depositi di gas Gnl e far diventare la centrale Enel area industriale. In compenso nelle ultime settimane (dopo i primi giudizi favorevoli dell’assessore regionale Edoardo Rixi, del sindaco Bucci, del manager Sorgenia Alberto Bigi) si è alzata spontanea la voce della Cisl, attraverso prima il responsabile regionale e poi quello nazionale degli “elettrici”, a cui sono seguiti i rappresentanti di categoria anche di Cgil e Uil. Tutti hanno investito le segreterie nazionali confederali, giudicando il progetto degli ingegneri genovesi un
L’ex centrale Enel del porto di Genova a sinistra della Lanterna (ph Aba News)
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Cover possibile “caso pilota” a cui guardare dal punto di vista Tenuto conto, quindi, della domanda e dell’offerta economico, occupazionale, di difesa dell’ambiente. di energia elettrica da parte delle navi anche in una Noi, intanto, siamo andati a sondare gli armatori, visione prospettica, potrebbe non essere indispensabile ovvero la parte più esposta al cambiamento e a quella realizzare una nuova centrale, per quanto moderna ed “rivoluzione delle banchine” vista appunto dagli ecocompatibile, per soddisfare questa nuova richiesta di ingegneri come inevitabile per una portualità che fornitura di energia elettrica. guardi davvero al futuro con soluzioni innovative e In merito al futuro utilizzo delle aree della centrale Enel all’avanguardia. La parola dunque a Ignazio Messina, oggi in dismissione, infine, riteniamo che l’Autorità di storico armatore e spedizioniere genovese. Sistema Portuale non debba abdicare al proprio ruolo di «La proposta dell’Ordine degli Ingegneri – è il suo “gestore” delle aree portuali. Una volta analizzate tutte giudizio – è senz’altro affascinante almeno in linea le possibili vocazioni, è l’Autorità che deve decidere quale di principio: a fronte della chiusura di una centrale debba essere la funzione - commerciale, industriale, elettrica situata, sì, all’interno dell’area passeggeri, deposito costiero... - di portuale ma comunque molto vicina queste aree in una visione integrata alla città, proporre oggi la realizzazione di tutto il Porto Storico e del Bacino di una nuova centrale elettrica di Sampierdarena, tenuto conto degli moderna, efficiente e con tecnologia investimenti finora realizzati dalla stessa pulita è senz’altro intrigante quanto Autorità e dai concessionari privati: che coraggiosa. Nel dibattito che si era il suo silenzio nel dibattito sia causato da aperto nel corso dello studio del Nuovo mancanza di “energia”?» Piano Regolatore Portuale da parte «Le giuste riserve sollevate dal dell’Autorità Portuale di Genova (oggi di dott. Messina – ribatte l’ing. Felice Sistema del Mar Ligure Occidentale), le Lombardo – sono note e tenute da principali vocazioni che erano emerse noi in debita considerazione nella da parte delle istanze della città erano formulazione della proposta di sicuramente attinenti ad un uso più riconversione dell’ormai ex Centrale turistico-commerciale che industrialeEnel, posto che il cold ironing Il presidente del Gruppo Messina, portuale di quelle aree. rappresenti uno fra i presupposti a Ignazio Messina La motivazione principale della proposta fondamento dell’operazione, di peso degli Ingegneri, almeno per quanto emerso dal dibattito, importante e qualificante, ma certamente non l’unico. ossia quella di poter fornire energia elettrica alle navi Il nuovo impianto riconvertito in trigenerazione ad “alto ormeggiate alle banchine portuali genovesi, pur nei suoi rendimento” o qualificato come SEU-Sistema Efficiente nobili intenti, non sembra tuttavia tenere conto delle reali d’Utenza, consentirebbe al futuro “Autoproduttore” condizioni del mercato a cui si rivolgerebbe. (inteso come operatore ex Dlgs 79/1999 - Decreto Non esiste infatti oggi un obbligo per le navi, neppure Bersani - che nella visione dell’Ordine potrebbe essere quelle di nuova costruzione, di dotarsi del cosiddetto una società consortile all’uopo costituita dalla stessa “cold ironing” e sono, quindi, pochissime le unità AdSP) di poter soddisfare l’intero fabbisogno energivoro dotate del “sistema di allacciamento” alla rete elettrica dell’area portuale (Genova e Savona). portuale: il potenziale mercato è ancora oggi molto Ciò favorirebbe economie di costi per via delle limitato, né si potrebbe certo obbligare le navi che agevolazioni (accise sulla fornitura del gas) riservate scalano il porto di Genova a dotarsi di questa nuova a questa avanzata tipologia di “unità di produzione” tecnologia. compatibile con le emissioni ambientali ma, soprattutto, Le nostre nuove navi, ad esempio, sono tutte dotate del in virtù della speciale e forse unica favorevole cold ironing - oltre ad avere tutte le altre tecnologie collocazione dell’attuale Centrale nel panorama volte alla salvaguardia ambientale come gli scrubber, il nazionale, grazie alla presenza nella stessa area di un trattamento delle acque di sentina e di zavorra ecc. - ma fondamentale nodo dell’alta tensione (130 kV) della Rete purtroppo sono ancora pochissimi gli scali che offrono di Trasporto Nazionale di energia elettrica, oltre che tale servizio. della sottostazione da 15 kV già al servizio della città. Inoltre, non si è ancora affermato un vero e proprio Per intenderci, il chilowattora prodotto a Genova standard internazionale per questa tecnologia che e direttamente immesso nella rete di trasporto ne permetta una diffusione omogenea nei vari porti nazionale, potrebbe essere utilizzato indifferentemente del mondo: è ancora elevato il rischio di riscontrare a Savona Vado e Prà o forse anche, tariffe di trasporto importanti incompatibilità tra il sistema installato a permettendo, a Palermo, ed utilizzare il cold ironing bordo della singola nave e l’allacciamento previsto in una volta elettrificate le banchine anche in questi scali! quel determinato porto. D’altro canto è ciò che in parte avviene nel porto di n. 1-3 - Gennaio-Marzo 2018 -
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Cover Marsiglia per la società di traghetti La Meridionale per il sito dismesso della Centrale Enel di Genova. La nostra i servizi con la Corsica, dove è in atto una riduzione dei organizzazione ritiene questo progetto importante diritti portuali concessa dal Gran Port Maritime de perché avvia un processo circolare di ampio spettro Marseille. coinvolgendo le istituzioni, i soggetti interessati del Porto Riguardo la fornitura di energia elettrica alle navi in ma soprattutto l’economia e l’ambiente della città. Il fine banchina, se è pur vero che non sussiste (ad oggi) produttivo e occupazionale si arricchisce di benefici per l’obbligatorietà della funzione in ambito portuale, non la modernizzazione del Porto più importante d’Italia, si capisce la ragione per cui sia imposto, ad esempio, ma anche e soprattutto l’ambiente ne trarrà il maggior l’obbligo di monitoraggio della CO2 emessa in atmosfera beneficio, e con esso la cittadinanza. Questo esempio dalle navi se non perché finalizzato alla prossima di economia circolare necessita da parte nostra di una estensione del sistema degli ETS (Emission Trading conoscenza più approfondita per superare la semplice System) buon ultimo anche al settore marittimo; ed in idea, per riuscire a capirne meglio i vantaggi diretti e futuro rendere cogente anche il cold ironing per l’assenza indiretti non solo occupazionali ma anche per l’economia totale di emissioni, vibrazioni, rumori, locale e l’ambiente: potremo così dare benefici negli intervalli di manutenzioni un migliore contributo per trasformare ed usura degli apparati di bordo. il progetto dell’Ordine in una realtà La mancanza poi di normative futura». standardizzate per la definizione dei Un concetto ribadito dal segretario requisiti di sicurezza e dei parametri regionale Flaei Cisl, Michele di connessione, è da ritenersi ormai Pollarolo, che sottolinea come superata grazie alla norma IEC/ISO/ «l’elettrificazione del porto è IEEE 800005-1-2-3 (High Voltage Shore un’opportunità di dare un servizio Connection) e alla presenza sul mercato e di riconvertire una struttura che di sistemi modulari per il refitting comunque dovrà restare in porto perché proposti dai più importanti produttori la parte più vecchia, dove ci sono le di apparati elettrici navali. Anche il turbine è considerata archeologia problema costituito dalle differenti industriale, realizzata in stile liberty. Il segretario generale nazionale frequenze di rete (50-60 Hz) nei diversi Una parte quanto meno, quella antica, Flaei Cisl, Carlo Meazzi Paesi mondiali può ritenersi superato è del 1900, poi è stata revampizzata grazie all’adozione dei convertitori elettronici (driver). col piano Marshall, ma ci sono le foto del Re in sala Ma per l’avvio di un “mercato elettrico in ambito macchine che la inaugurava. Penso che una parte possa marittimo”, come riconosce la generalità degli essere conservata e che ci sia tutto lo spazio per una operatori, l’ostacolo maggiore resta l’incognita prezzo, ricorversione produttiva pulita» che il fornitore/distributore imporrà per la fornitura Netta la posizione anche della Cgil: «Noi siamo da di banchina. In attesa dei provvedimenti legislativi sempre interessati - dice Luca Cutrì, della Segreteria nazionali volti alla riduzione delle tariffe elettriche, provinciale Filctem Cgil di Genova, che come gli altri sulla falsariga di quanto approvato in Germania e Svezia ha portato il progetto degli ingegneri a conoscenza in risposta agli auspici di cui alla Raccomandazione della segreteria confederale ligure e nazionale - ad CE n. 2006/339/CE per poter rendere competitivo il analizzare progetti di riconversione della centrale a prezzo dell’energia elettrica rispetto a quello del MDO/ carbone di Genova. Per questo riteniamo interessante MGO, si ritiene importante vengano definiti sin d’ora gli una proposta che possa prevedere, nel tempo, il aspetti doganali e fiscali (accise ed Iva) per qualificare mantenimento di un polo dedicato alla produzione la fornitura di energia elettrica in banchina secondo di energia elettrica pulita all’interno del porto e la nuova e particolare fattispecie di “cessione di bene legato ad una sua eventuale “elettrificazione”, per i all’esportazione”, con i relativi benefici di non imponibilità possibili benefici che può comportare sia in termini di fiscale». occupazione e di miglioramento della qualità ambientale Ma veniamo ai sindacati confederali. per i cittadini». La Flaei Cisl «sostiene il progetto per l’elettrificazione Dello stesso tenore la posizione della Uiltec-Uil del porto di Genova, che deve far parte di una economia «che ritiene – come ci dice il segretario generale circolare dello scalo così come avviene nei grandi porti ligure Salvatore Ballestrino - come la continuità europei». È quanto sostiene il Segretario Generale produttiva del sito di Genova possa essere l’elemento della categoria Carlo Meazzi, che con la Flaei Cisl focale per proiettare la città dalle parole, troppe e troppo Liguria e alla Cisl regionale ha esaminato la proposta spesso pronunciate a sproposito, ai fatti. Fatti che dell’Ordine «così come esposta nel suo giornale, che consentirebbero quella modernizzazione indispensabile sottopone all’attenzione di tutti un progetto per sfruttare per un reale salto di qualità della città». 12/
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Cover GENOVA 2018-2048: DUE GIORNI DI SEMINARIO DELL’ORDINE DEGLI INGEGNERI
SI PARTE DALLE NTC 2018: IL PERCORSO VERSO IL CAMBIAMENTO
“L’analisti prestazionale del costruito” filo conduttore del gremito seminario tecnico che ha visto specialisti da tutt’Italia all’iniziativa sulle Nuove Norme Tecniche per le Costruzioni. Che cosa cambia per gli specialisti e per i cittadini GIANFRANCO SANSALONE STEFANIA STEFANONI
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nalisi prestazionale del costruito: si parte dalle NTC 2018”: ovvero dalle nuove Norme tecniche di costruzione aggiornate rispetto a quelle di dieci anni fa, da cui il mondo dell’edilizia trarrà i punti di riferimento per il prossimo decennio. È stato il tema delle prime due giornate di seminari dedicati, l’8 e il 9 marzo dall’Ordine degli ingegneri di Genova, il primo a una platea di tecnici – appunto – e il secondo a specialisti e cittadini sull’argomento “Ingegneria & Condominio” (V. pagg. seguenti). Obiettivo mirato in particolare – nell’organizzazione dell’evento sul punto 8.3 delle NTC 2018 (D.M. 17.1.2018, pubblicato in G.U. Serie Generale n. 42 del 20.2.2018) che comporta in molti casi l’obbligo di valutare la sicurezza negli edifici esistenti, come, ad esempio, se ci sono “provati gravi errori di progetto o di costruzione”: ciò determina la necessità di verificare sempre tale evenienza, in linea con l’art. 1130 c.c. e con l’art. 17 del D. Lgs. 81/2008, che già individuavano rispettivamente nell’amministratore di condominio e nel datore di lavoro i soggetti responsabili di questo adempimento. Per il presidente dell’Ordine, e consigliere della Camera di Commercio di Genova per le professioni, Maurizio Michelini – che ha introdotto i lavori e poi li ha moderati assieme ai suoi vice Paolo Costa, Greta Gualco e al consigliere Alfonso Russo - i punti cruciali della comunicazione dell’Ordine in proposito sono tre: «Conoscere per deliberare; realizzare edifici sicuri ed efficienti per rendere più vivibile e appetibile la nostra città (rinnovamento radicale del patrimonio edilizio); sostenere il ruolo del sistema ordinistico per lo sviluppo sostenibile: per noi vuol dire applicare i principi dell’etica professionale nel coniugare ambiente, occupazione ed economia». Nel suo intervento di saluto, l’assessore regionale alle infrastrutture Giacomo Raul Giampedrone, ha detto, a proposito di dissesto idrologico e rischio sismico che a suo avviso «il cosiddetto rischio residuo sarà un tema fondamentale dei prossimi 10-20 anni per la politica locale, perché quello della resilienza, ovvero di quanto gli edifici possano essere messi nelle condizioni migliori per affrontare il rischio residuo, è un argomento attuale che coinvolge la mia attività amministrativa e anche la vostra professione». Forte attenzione, nella Sala delle Grida dell’ex Borsa in Via XX Settembre a Genova dove si è svolto l’evento, gremita da oltre 300 tecnici, verso l’intervento del prof. Edoardo Cosenza, dell’Università partenopea Federico II, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Napoli e fra i “padri” delle nuove NTC. «Secondo le mappe di pericolosità – ha detto fra l’altro - la Liguria è divisa in zone sismogenetiche
Andrea Prota
Sergio Lagomarsino
Enrico Sterpi
(potenziali sorgenti sismiche), mostrando una particolare attività verso Ventimiglia. Sono 9 le carte di pericolosità che riguardano l’Italia: da esse si traggono i calcoli e le interpolazioni per prevedere dove si verificheranno eventi sismici significativi; dal loro studio si possono infatti dedurre dati sulla probabilità che un terremoto superi una certa magnitudo M. Quasi tutta l’Italia è stata costruita in assenza di criteri antisismici, compresa La Liguria». Le diapositive scorrono sullo schermo, illustrando con notevole professionalità i parametri che bisogna considerare nella costruzione di edifici resistenti ai terremoti: SLD, SLO, SLV, SLC… L’esempio lampante di come debbano essere considerati tutti questi parametri è l’Olive View Hospital, completamente devastato dal terremoto di San Fernando nel 1974. «Proprio dopo catastrofi di tale enormità – ha spiegato il prof. Cosenza - nascono studi su come si debba considerare una gerarchia delle resistenze per evitare che, se un anello della catena costruttiva è debole, fragile, per colpa sua crolli l’intera struttura». E sulle NTC 2018: «Sono un piccolo passo avanti, non stravolgono le precedenti, ma sono più organiche; i concetti sono espressi in modo più omogeneo, viene lasciato più spazio alle idee progettuali». Il punto forte è «la modifica sugli edifici esistenti, in particolar modo il miglioramento sismico che, insieme con gli incentivi emessi già da un anno (Sisma Bonus) per aumentare la sicurezza sismica degli edifici, garantirà una vita più sicura ai cittadini». Claudio Bernuzzi, Ingegnere, Politecnico di Milano ha affrontato le “Costruzioni in acciaio e composte acciaio-calcestruzzo”, sottolineando i passi fondamentali dei principi generali dell’articolo 2 del DM del 17/01/2018, formato da 3 articoli e da un allegato, che poi sono le NTC 2018. «La sicurezza, recita il 2.1 e le prestazioni di un’opera, le parti di essa, devono essere valutate in relazione agli stati limite che si possono verificare durante la vita nominale di un progetto. In particolare, tra i requisiti che le opere devono possedere figurano la sicurezza antincendio, la durabilità e la robustezza, mentre scompare il metodo delle tensioni ammissibili. Il paragrafo 4.2 è dedicato alle costruzioni in acciaio e ai loro requisiti tecnici, che devono essere conformi alla UNI EN 1090-2:2011: il documento risulta dunque di grande importanza per le strutture in acciaio progettate nel rispetto di tutte le parti dell’Eurocodice 3 e delle parti in acciaio delle strutture composte in acciaio e in calcestruzzo progettate nel rispetto dell’Eurocodice 4». Di Napoli anche l’ing. Andrea Prota, professore di Tecnica delle Co-
Giacomo Giampedrone
Carlo Lai
Claudio Bernuzzi
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Cover struzioni. «Il convegno – ha detto - pone giustamente l’accento sugli mento degli edifici già costruiti, che fino ad ora avevano evidenziato edifici esistenti; io rivolgo l’attenzione sulla modifica delle norme ap- grossi limiti nel caso di eventi sismici. Inoltre anche i condomini poplicate alle costruzioni in cemento armato. Queste sostanzialmente tranno apportare modifiche leggere ma importanti all’edificio grazie al ripercorrono la stessa procedura, ovvero si valuta la struttura esisten- “Sisma Bonus”, introdotto per incentivare la messa in sicurezza delle te, si acquisiscono approfonditi gradi di conoscenza dell’immobile per abitazioni da parte dei cittadini. Con l’esempio illuminante sul caso di verificarne il comportamento in caso di sisma e si progetta di conse- Norcia si prende lo spunto per capire cosa ci abbiano insegnato queguenza un intervento idoneo a metterlo in sicurezza. Le Nuove Norme sti crolli e cosa possiamo fare, avendo anche il coraggio di demolire tecniche lasciano libero il progettista di adottare il tipo di analisi da per ricostruire bene, senza accanirci a voler salvare edifici che oramai condurre che, per quanto riguarda le strutture esistenti, dovrebbe es- sono troppo compromessi . sere di tipo non lineare, attenta alla valutazione non solo della struttu- La nuova NTC circolare introduce anche importanti novità rispetto ra ma anche del comportamento dei materiali impiegati». alla precedente, nei tre passi della valutazione della sicurezza sismiAll’ing. Carlo Lai, docente dell’Università di Pavia, il compito di par- ca globale di un edificio in muratura, ovvero modellazione, analisi e lare della geotecnica: «Questa disciplina, che si occupa dell’azione verifica». sismica sul terreno, della struttura dei ponti e delle costruzioni in Il resoconto finale del seminario è stato affidato a Enrico Sterpi, genere impregna tutte le norme tecniche e viene citata in tre capi- segretario dell’Ordine degli ingegneri di Genova: «Le NTC 2018 – ha toli delle NTC 2018». Rispetto alla precedente normativa, per Lai detto - non devono essere viste come l’attesa di una grande rivoluzio«si sono chiarite alcune questioni che risultavano piene di ombre. ne, ma come la sistemazione di alcuni aspetti che nella vecchia norUn altro aspetto importante è che è stato eliminato l’ultimo colle- mativa non erano stati considerati o erano stati trattati in maniera non gamento esistente tra la classificacorretta. Le “luci” delle NTC? Granzione sismica del territorio italiano e di novità si devono attendere dalle la definizione dell’azione sismica: la norme sugli edifici esistenti, dove la prima è un fatto amministrativo, ma grande evoluzione è l’aver specificato per definire la severità della seconda i requisiti prestazionali che devono si deve fare solo riferimento a dati avere questi immobili, che non erascientifici. E questo è da ritenersi no stati concepiti con le regole della un grande miglioramento rispetto a progettazione antisismica. Altra noprima». vità è sicuramente che il criterio di adeguamento dell’edificio sarà ponIl prof. Sergio Lagomarsino, derato con un fattore di sicurezza 0,8 dell’Università di Genova, ha afe non 1». Infine la nota dolente: «Le frontato il tema delle “Costruzioni nuove NTC tendono a essere molto esistenti in muratura, valutazione prestazionali verso gli edifici esistene tecniche di intervento”: «Le Nuoti, ma al contempo limitano il campo ve Norme hanno un approccio più scientifico e tecnico , quindi più ef- La Sala delle Grida gremita di ingegneri e tecnici nel primo d’azione dell’ingegnere: è questo il rovescio della medaglia». ficace, per migliorare il comporta- giorno del seminario
IL SECONDO GIORNO DEL CONVEGNO
“INGEGNERIA & CONDOMINIO”: ACCORDO CON GLI AMMINISTRATORI
Una giornata di dibattito e di “consulenze” ai cittadini (che in verità non hanno approfittato dell’occasione come avrebbero potuto) con esperti in varie discipline che hanno affrontato i temi più vicini alla vita e ai problemi quotidiani di inquilini, proprietari, amministratori di immobili. Raggiunto un accordo con l’Anaci: prima di fare verifiche sulla sicurezza del costruito, va chiamato un tecnico per accertare la reale necessità di effettuarle
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e assemblee pubbliche e di condominio sono, notoriamente, luoghi ad elevata litigiosità e criticità per l’esercizio della nostra professione. A pensare positivo, però, sono anche la sede più idonea per condividere con la cittadinanza il nostro sapere e far sì che le decisioni importanti e talvolta vincolanti per tutti noi non siano assunte “al buio”, magari nella convinzione di dover assolvere ad un obbligo normativo inesistente o non correttamente compreso, o, viceversa, omettendo le cautele a fronte di rischi non percepiti o sottovalutati». Parte così l’introduzione al seminario del 9 marzo “Ingegneria & Condominio”, organizzato dagli ingegneri dell’Ordine di Genova, nella non-stop che stavolta vuole coinvolgere anche i cittadini, quegli utenti di leggi e regolamenti per contribuire ad accrescere la loro «cultura tecnica e normativa nel settore delle costruzioni,
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cercando insieme le soluzioni più economiche ed efficaci per risolvere i problemi comuni degli immobili, primi tra tutti quelli condominiali, dove, talvolta, non si raggiungono le maggioranze anche nei casi in cui gli incentivi fiscali arrivano all’85% della spesa». Un’iniziativa che «fa parte di una più ampia strategia di comunicazione che l’Ordine ha da tempo intrapreso per convincere l’intera cittadinanza che il primo passo verso una vita più sicura e serena è quello di conoscere e migliorare le caratteristiche prestazionali degli edifici in cui viviamo o lavoriamo. E per farlo, occorre affidarci a professionisti seri e competenti, soggetti al rispetto del codice deontologico e tenuti a rapportarsi in modo chiaro e corretto con i propri interlocutori, così da favorire la riduzione del contenzioso e consentire di conoscere per deliberare». Ma al presidente Maurizio Michelini, in apertura di seduta tocca
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L’accordo fra D’Angelo (Anaci) e Michelini
Antonio Brencich
rilevare che dopo il pienone del giorno precedente, mentre i professionisti arrivano ancora una volta in massa, sono proprio i cittadini e gli amministratori di condominio che mancano. Eppure ci sono esperti in diverse discipline pronti a dare risposte sui temi più disparati. Questo non impedisce però, nel corso della giornata, dopo un confronto con i rappresentanti degli amministratori di condominio, di incassare un significativo risultato, con l’accordo che viene stretto con il presidente dell’Anaci Pierluigi D’Angelo sul rispetto del contenuto del capito 8.3 delle NTC 2018 riguardo la necessità di valutare – prima di fare verifiche sulla sicurezza del costruito – la reale necessità di effettuarle. Il tecnico insomma, va chiamato in via preventiva. E da qui si riparte con un rapporto nuovo sulla scia anche di quel “patto” di cui la sera precedente sulla Terrazza Colombo gli “attori” della città che gira con competenze forti attorno al patrimonio immobiliare hanno parlato per un risanamento e un rilancio di ampio respiro, proiettato verso il prossimo trentennio. «Di cosa parliamo poi in questo open-day dedicato a tutti?» si è chiesto il presidente degli Ingegneri, dopo il saluto dell’altra moderatrice della giornata, l’ing. Deborah Savio, tesoriere dell’Ordine. «Del parallelo che si può fare tra un edificio e il corpo umano: come il corpo umano, l’edifico nasce, vive, muore; come i medici cercano di fare in modo che un organismo viva il maggior tempo possibile grazie non solo alle cure ma alla prevenzione, così noi ingegneri dobbiamo aiutare i cittadini a fare in modo che il loro edificio duri il più possibile: in poche parole, prevenire per curare». La tavola rotonda ha fatto incrociare davvero le professionalità più varie. Paolo Cavalletti, professore a.c. della Scuola Politecnica dell’Università Genova, esperto in impianti termici e acustica: «La grande scommessa che ci siamo posti è far vedere l’energia alla gente, attraverso la termografia, che fa capire dove intervenire se c’è una perdita di energia grazie a un particolare strumento che si chiama termografo e riesce a effettuare una sorta di “raggi X” per realizzare uno screening termoidrometrico dell’edificio. È come una macchina fotografica che cattura le radiazioni infrarosse e trasmuta l’informazione in una scala di colori: ai più caldi (es. rosso) corrispondono temperature calde, ai più freddi (blu) temperature fredde. Con questo, scattando foto all’interno di un edificio, si riesce a individuare le zone di diversa temperatura, capire i problemi di condense legati alle muffe e dove intervenire se c’è una perdita, dove sono le zone di particolare umidità”. Ciro Fusco, ingegnere esperto in impianti elettrici, sicurezza e protezione civile: «Lo stato degli impianti negli edifici esistenti, specie datati, presenta significative carenze sia in termini di sistemi di protezione che di manutenzione programmata; in particolare si segnala carenza di un fondamentale sistema di sicurezza che è la messa a terra». Sottolinea che gli interventi i riparazione di un guasto su chiamata non rappresentano interventi di manutenzione programmata preventiva, quindi influiscono poco sulla riduzione del rischio elettrico e si sofferma sugli aspetti formali: «Sono meno importanti delle prestazioni della sicurezza reale degli impianti, ma vanno comunque affrontati perché presentano anch’essi carenze, ad esempio in termini di documentazione progettuale: in molti casi infatti si eseguono impianti elettrici o elettronici senza verificare se siano soggetti o meno all’obbligo di progettazione da parte di un professionista».
Il tavolo dei relatori
L’avvocato Stefano Betti, presidente fra l’altro dell’Associazione Master di diritto tributario, oltre che legale dell’Ordine degli Ingegneri, ha risposto ad alcuni quesiti provenienti dal pubblico, e nel suo intervento introduttivo ha spiegato che «per inquadrare la disciplina del condominio bisogna rifarsi a quella della comunione, cui la norma specifica sul condominio rimanda». Quindi ha esaminato in maniera approfondita le norme che stanno alla base della disciplina del condominio leggendo anche le disposizioni di attuazione degli articoli 62-63 e seguenti del c.c., che sono stati interessati anche dalla riforma 2012 sugli amministratori di condominio, sulle assemblee e sull’obbligo di agire da parte degli amministratori per la riscossione dei contributi condominiali. Molto atteso anche l’intervento di Laura Rossi, commercialista, sulla normativa fiscale: «Il mio intervento è rivolto a chi assiste gli amministratori nell’assolvere compiti di natura fiscale, come le spese sulle parti comuni dell’edificio; gli amministratori sono obbligati infatti a comunicare all’Agenzia delle entrate tutte le spese che il condomino ha già sostenuto per avere la detrazione fiscale. In sostanza, il fine è aiutare gli amministratori a capire gli effetti fiscalmente positivi del promuovere attività di recupero del patrimonio edilizio, di miglioramento degli edifici esistenti, sapendo che non solo potranno usufruire di detrazioni, ma con gli opportuni passaggi cedere la detrazione fiscale ai soggetti incapienti, trasformandola in un credito a loro beneficio». Un intervento tecnico e denso di spiegazioni e di passaggi normativi che hanno stimolato domande dal pubblico e approfondimenti. Infine il prof. Antonio Brencich, dell’Università Genova, esperto in tecnica delle costruzioni, che ha fatto un’analisi prestazionale del costruito, partendo dall’affermazione, in voga negli anni ’50, che “il cemento armato è una pietra artificiale, destinato a durare per sempre come il Colosseo a Roma” mentre ora è assodato che le strutture in cemento armato invecchiano ed emergono nuovi fenomeni e nuovi aspetti finora inattesi come «il degrado dei materiali, i cedimenti di fondazione, che si accompagnano a difetti di costruzione, concezione ed esecuzione che rendono le strutture poco sicure». I motivi comunque sono tanti e spesso i più carenti sono gli edifici costruiti negli anni Cinquanta. Particolarmente efficace la proiezione di slides significativi dei difetti strutturali rilevati in casi reali per difetti di progettazione ed esecuzione di opere che hanno provocato tragedie: il cosiddetto fattore umano unito alla corrosione dei materiali e al degrado delle strutture, che spesso rendono impossibile l’individuazione dei difetti per epoca di costruzione o destinazione della struttura. In chiusura un breve commento sull’esperienza da parte di Deborah Savio ingegnere aerospaziale, esperta in impianti e usi finali dell’energia negli edifici: «Da un anno e mezzo ogni mercoledì presso la sede dell’Ordine degli Ingegneri si tengono riunioni di questo tipo aperte a tutti; organizziamo incontri a cui può partecipare chiunque, tecnico o persona qualsiasi, approfittando del compito istituzionale dell’Ordine per avere un parere , un chiarimento riguardante questioni di condominio. Quello di oggi è stato il primo esperimento su scala più vasta, e il fatto di avere tante competenze diverse, commercialisti, giuristi, tecnici a disposizione del pubblico permette di affrontare il tema del condominio a 360 gradi, godendo di uno spirito di conoscenza e di approfondimento che non sempre i cittadini riescono a trovare in altre sedi». (Il resoconto completo degli eventi sul Block Notes n. 11, scaricabile in Pdf dal sito dell’Ordine degli Ingegneri di Genova)
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Speciale Sismica
CITTÀ METROPOLITANA DI GENOVA: COME SI DEPOSITANO I PR
COSTRUIRE DOPO IL PASSAGGIO IN
Considerando il numero di provvedimenti emanati in materia dalla Regione, il 2017 è stato che ci lavorano quotidianamente e che spiegano i cambiamento intervenuti. Inta
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ING. GIANNI MARCHINI – Dirigente Tecnico
Direzione Sviluppo Economico e Sociale, Servizio E
livello ligure, considerando il numero di provvedi- contestuale alla domanda di permesso di costruire o alla menti emanati in materia dalla Regione, Il 2017 è SCIA o alla CILA. stato probabilmente uno degli anni più significativi Per quanto riguarda la modulistica di denuncia delle opere per la sismica. Prima fra tutti, la D.G.R. 17 marzo 2017, n. strutturali e di istanza di autorizzazione sismica, sono stati 216, che ha aggiornato la classificazione sismica ligure, introdotti i moduli unificati a livello regionale MOD.SISM con importanti novità, tra cui, per quanto riguarda l’area 01, MOD.SISM 02, MOD.SISM 03, scaricabili dal sito della metropolitana di Genova, il passaggio dell’intero Comune di Genova in Zona Sismica 3. CITTA’ METROPOLITANA DI GENOVA Successivamente, con la D.G.R. 14 aprile 2017, n. 297, è stata differita l’entrata in vigore della nuova classificazione sismica al 19 luglio 2017, I S T R U Z I O N I P E R L’ U T E N Z A I N M AT E R I A D I O P E R E I N C E M comportando l’applicazione dell’art. 104 del Procedura ordinaria di denuncia, autorizzazione e controllo delle o D.P.R. n. 380/2001 (Costruzioni in corso in zone sismiche di nuova classificazione). INIZIO Sul finire dell’anno, la Regione Liguria ha emaOpere strutturali a Opera minore o NO S carattere definitivo variante/integraz. nato due provvedimenti – D.G.R. 17 novembre Sopraelevazione da iniziare non sostanziale (cfr. DGR 1662/2013) 2017, n. 938 e L. R. 28 dicembre 2017, n. 29 – (nuova pratica o (DGR 804/2016 – All. 2) variante/integrazione che hanno apportato significative modifiche alla a pratica esistente) legislazione regionale in materia. SI NO Le nuove norme hanno avuto impatto principalmente sulle autorizzazioni sismiche, sulla modulistica e sulla documentazione da allegare alle ZONA SISMICA 3 (DGR 216/2017) pratiche strutturali. In tema di autorizzazione sismica preventiva, sono state abrogate due casistiche previste NO dall’art. 6 bis comma 2 della L. R. n. 29/1983: a) interventi edilizi in abitati da consolidare b) progetti presentati a seguito di accertamento di violazione delle norme antisismiche. Inoltre, sono stati forniti nuovi indirizzi applicatiRIEPILOGO DEI CASI (ADEMPIMENTI) vi sul procedimento di autorizzazione sismica. In Adempimenti Caso Riferimenti normativi particolare, è stato precisato che l’istanza di auAutorizzazione artt. 6, 6bis LR 29/1983 ZONA SISMICA 4 CASO 1 torizzazione sismica deve essere presentata allo artt. 65, 90, 93, 94 DPR 380/2001 e Denuncia (DGR 216/2017) Sportello Unico Comunale contestualmente alla Autorizzazione artt. 6, 6bis LR 29/1983 CASO 2 artt. 90, 93, 94 DPR 380/2001 e Denuncia domanda di permesso di costruire o alla SCIA o Autorizzazione art. 6, 6bis LR 29/1983 CASO 3 artt. 65, 93, 94 DPR 380/2001 e Denuncia alla CILA, a seguito della quale il Comune indiAutorizzazione art. 6, 6bis LR 29/1983 ce la Conferenza dei Servizi (cfr. art. 5 D.P.R. n. CASO 4 artt. 93, 94 DPR 380/2001 e Denuncia 380/2001, art. 14 e seguenti Legge 241/1990), a art. 6 LR 29/1983 Denuncia CASO 5 art. 65, 93 DPR 380/2001 cui partecipa la Città Metropolitana/Provincia ai Denuncia art. 6 LR 29/1983 CASO 6 fini del rilascio dell’autorizzazione sismica. art. 93 DPR 380/2001 Si evidenzia pure che, per gli interventi non sogart. 65 DPR 380/2001 Denuncia CASO 7 getti ad autorizzazione sismica, la nuova norma CASO 8 regionale ha previsto la denuncia delle opere strutturali ai sensi dell’art. 93 del D.P.R. n. DTN.SIS 01 Rev.9 [01-2018] - ISTRUZIONI UTENZA - Cemento armato e Zone sismiche 380/2001 presso lo Sportello Unico Comunale 16/
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Speciale Sismica
ROGETTI STRUTTURALI SECONDO LE NUOVE NORME REGIONALI
N “ZONA 3”: ISTRUZIONI PER L’USO
forse uno degli anni più significativi: lo raccontano i tecnici della pubblica amministrazione anto ecco una guida ai principali adempimenti con i relativi riferimenti normativi.
Edilizia della Città Metropolitana di Genova
ING. ANDREA BALBI - Funzionario Area Tecnica
dichiarazione di regolare esecuzione per gli interventi locali/ riparazione, in sostituzione del certificato di collaudo statico. A livello di documentazione progettuale, sono stati sostanzialmente uniformati gli allegati da presentare per le denunce delle opere strutturali ai sensi degli artt. 65 (opere in calcestruzzo armato/struttura metallica) e 93 (opere in zona sismica) del D.P.R. n. 380/2001. A ─ Gestione Cemento Armato e Zone Sismiche Alcune novità rispetto alle precedenti disposizioni regionali riguardano la definizione di contenuti minimi della Relazione Tecnica Illustrativa, M E N TO A R M ATO E I N Z O N A S I S M I C A ( Re v. 9 – G e n . 2 0 1 8 ) la Relazione di Calcolo comprensiva di Relazione opere strutturali nel territorio della Città Metropolitana di Genova di Accettabilità dell’analisi strutturale eseguita con elaboratore e il Piano di Manutenzione previsto per tutti i casi. Struttura metallica SI SI Alla luce degli aggiornamenti normativi descritti, o complesso di CASO 1 strutture in c.a. nel mese di gennaio 2018 la Città Metropolitane (art. 53 DPR 380/2001) di Genova, che svolge le funzioni in materia strutturale su delega della Regione Liguria, ha agCASO 2 NO giornato le proprie istruzioni per l’utenza, tra cui DTN.SIS 01 Rev. 9 [01-2018] - ISTRUZIONI UTENZA Opera strategica Struttura metallica - Cemento armato e Zone sismiche, documento di SI SI SI o complesso di o sensibile CASO 3 strutture in c.a. (DCDPC 3685/2003; riferimento (procedura ordinaria) per denuncia, (art. 53 DPR 380/2001) DGR 1384/2003) autorizzazione e controllo delle opere strutturali nel territorio della Città Metropolitana di Genova. NO CASO 4 NO A pag. 1, l’istruzione presenta un diagramma di flusso (V. in questa pagina), organizzato con (ZONA 3 opere non rientranti nei casi precedenti) blocchi di controllo riferiti alle norme nazionali e regionali vigenti, che guida l’utente a definire la tipologia di pratica da presentare. Casi 1-8: per ognuno, sempre sotto forma di flusso, a pag. 2 vengono individuati gli adempimenti richiesti per la presentazione della pratica Opera strategica Struttura metallica SI SI o complesso di o sensibile CASO 5 (denuncia delle opere, autorizzazione sismica, strutture in c.a. (DCDPC 3685/2003; (DGR 1107/2004) (art. 53 DPR 380/2001) DGR 1384/2003) ecc.) fino alla conclusione dei lavori (certificato di collaudo statico, dichiarazione di regolare NO CASO 6 NO esecuzione). A pag. 3, infine, per ogni caso vengono definiti i documenti e le relative modalità di presentazione Struttura metallica SI o complesso di CASO 7 agli Sportelli Unici Comunali. strutture in c.a. (art. 53 DPR 380/2001) Le istruzioni e gli avvisi per l’utenza in materia strutturale di competenza della Città MetropoCASO 8 NO litana di Genova sono disponibili sul sito http:// www.cittametropolitana.genova.it/content/siPag. 1 di 3 smica-cemento-armato Regione Liguria: https://www.regione.liguria.it/homepage/ territorio/urbanistica/moduli-unificati-e-standardizzatiper-la-presentazione-di-segnalazioni-e-istanze-edilizie. html I nuovi moduli hanno, tra l’altro, recepito la modifica dell’art. 67 comma 8bis del D.P.R. n. 380/2001, che ha introdotto la
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m a il b ox Sull’originalità dell’impianto Amt di Montegalletto a Genova – di cui abbiamo parlato su “A&B” di dicembre - uno scambio di vedute fra un ingegnere e il progettista
QUANTO È IMPORTANTE SE QUELLA FUNICOLARE È UNICA AL MONDO? Ing. Lucio Gavio - Ho letto su “A&B” n. 12 dello scorso dicembre, un articolo sulla funicolare-ascensore di Montegalletto a Genova. All’inizio dell’articolo si afferma che «è l’unico impianto al mondo che coniuga la trazione orizzontale…con quella verticale…» Purtroppo non è vero: a Bruxelles nella sede della Traction Electrique, importante società belga (in gergo Tracnionel) che, come dice il nome, si occupa di sistemi e impianti di trazione elettrica e che occupa un grande edificio nel centro della città, esisteva già negli anni ’70 del secolo scorso uno straordinario ascensore che, preso a piano terra, faceva tutti i piani dell’edificio come un normale ascensore ma poi la cabina, senza arrestarsi, usciva sul tetto piano dell’edificio, percorreva in orizzontale un lungo tratto per poi discendere in un altro pozzo-ascensore verticale e rifare in quello tutti i piani. Essendo in visita di lavoro presso la suddetta società, non ebbi il tempo di approfondire più in dettaglio come funzionasse. Penso tuttavia che esista ancora: il personale della Tractionel era molto orgoglioso di tale impianto. Non si può quindi nemmeno escludere che ne esistano altri almeno in Belgio. Saluti Risponde l’ing. Michele Montanari, progettista dell’impianto, intervistato nel servizio - Naturalmente né io né i miei conoscenti siamo in grado di conoscere tutti gli impianti esistenti al mondo. Peraltro nessuno ha la pretesa di aver “inventato” l’acqua calda o altro, ma piuttosto siamo orgogliosi di aver pazientemente costruito qualcosa di utile che funziona abbastanza bene. Quello che mi pare più utile è precisare che l’impianto di Montegalletto è stato realizzato come progetto originale, senza precedenti, per recuperare le preziose opere civili esistenti, e che sta svolgendo un servizio di trasporto pubblico da più di tredici anni. So per certo che esistevano ascensori privati a
“percorso misto” (uno di questi era installato in un edificio civile a Genova, in Corso Magenta). Anche la società Otis, negli anni 80, aveva allo studio un sistema simile, con cabine svincolate dai vani verticali. Sistemi concettualmente simili sono anche gli elevatori verticali o inclinati per autobus che sono stati costruiti in qua e in là in Europa. Del resto la nostra idea è nata da un progetto dei primi anni del ‘900, non realizzato, che prevedeva il trasporto del tram dalle linee del centro a quelle della circonvallazione a monte tramite un ascensore (...un monta-tram). Cordiali saluti (V. intervista su http://www.ordineingegneri.genova.it/ > News > Atti e Bollettino)
ZOLLETTE DI SALE di Enrico Sterpi
Una palazzina di tre piani è stata sgomberata dai Vigili del fuoco in via Maralunga alla Spezia, il 19 febbraio scorso, per allarmanti cedimenti strutturali nel vano scale. Isolata la zona e sgomberata anche la palazzina accanto, a cui la prima è collegata da un sottopasso. I tecnici comunali ne hanno decretato lo stato di inagibilità. *** Ma in effetti chi se ne frega della struttura e delle fondazioni, chi se ne frega se sotto casa ti passa un rivo che scalza il terreno da sotto le fondazioni, chi se ne frega se hai una condotta del gas sotto il tuo palazzo, se abiti su una frana, se il calcestruzzo della tua casa fa schifo, se i tuoi cavi elettrici sono della guerra del ‘15/’18 e non vanno più bene neppure per impiccarti....
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Pensa che negli anni ‘60 il valore di una casa si credeva partisse dal tetto, ora i sempre più frequenti cedimenti strutturali e i crolli improvvisi inducono a pensare che parta dalle fondazioni, che non vedi ma che possono creare danni per l’intero valore dell’immobile ed anche di più. Il tetto al limite porta dei disagi, ma sempre inferiori a quelli delle fondazioni. Una soluzione? Noi Ingegneri da tempo sollecitiamo l’analisi prestazionale del costruito per conoscere le caratteristiche del nostro patrimonio edilizio e partire dalla “conoscenza”. Per fare prevenzione e recupero.
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Professione INTERVISTA AL PROF. GIOVANNI SOLARI, FRA I MAGGIORI SPECIALISTI AL MONDO NEL SETTORE
LA LEZIONE DEL SIGNORE DEL VENTO GIULIA DANIELI
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rof. Giovanni Solari, il vento è il filo conduttore della sua vita professionale, qual è stato il motivo scatenante che ha fatto sì che si trasformasse in un percorso così totalizzante? Ho sempre avuto la passione dei grattacieli, le torri con le loro altezze mi hanno sempre affascinato. Fin dai tempi del liceo ero appassionato di disegno, mi affascinava il mondo dell’architettura, lo studio delle forme e degli stili, ma ero attratto anche dalla matematica, dai calcoli e dalla scienza delle costruzioni. Ho scelto Ingegneria perché mi ha permesso di studiare entrambe le discipline. Negli anni ’70 la sismica era una materia piuttosto nuova e del vento non se ne parlava. Io stavo ultimando la mia tesi di laurea sull’azione dei terremoti nei grattacieli, quando un professore mi incontra nei corridoi dell’Università e mi dice che era stato contattato dall’Italimpianti perché cercavano un consulente in Italia che potesse aiutarli a risolvere il problema di una ciminiera in Brasile che stava vibrando a causa del vento; e mi propose di preparare la mia tesi sugli effetti del vento nelle costruzioni. Così buttai via tutto il lavoro già fatto e mi dedicai a studiare il vento, una materia di cui rimasi come “prigioniero” tanto da diventare la passione di tutta la mia vita. Al vento quindi ci arrivai casualmente e per “colpa” di una ciminiera in Brasile. I tornado oltre i loro effetti disastrosi possono servire a qualcosa? Come possiamo “imbrigliare” la loro forza? Oltre utilizzare il vento per la produzione dell’energia, come può esserci d’aiuto il vento? Il vento ha una caratteristica unica nel panorama non soltanto dell’ingegneria: può avere effetti molto nocivi e al tempo stesso molto utili. Nocivi: il 75% dei danni e dei morti che la Natura arreca alla Terra sono provocati dal vento molto più che dall’acqua, anche se in molti fenomeni i due elementi sono quasi inscindibili; è comunque la causa scatenante e l’Onu, durante un congresso a Ginevra nel 2009, ha stabilito che sia il pericolo principale a cui è esposta la Terra. Certo, il terremoto colpisce molto per la sua impredicibilità: nel 1970 il Bangladesh fu colpito nella stessa settimana da due cicloni che causarono un milione e centomila morti, il più grande disastro causato dalla natura che si ricordi nella storia. Contemporaneamente una città della Cina venne colpita da un sisma che causò tremila morti. I media all’epoca parlarono solo del terremoto. Effetti utili: a parte l’energia eolica - una risorsa praticamente infinita se utilizzata bene - il vento da solo potrebbe colmare il fabbisogno energetico di tutta la Terra, e ancora oggi è l’elemento dominante che libera le città dall’inquinamento. Inoltre riequilibra il clima spostando le masse d’aria fredda verso le zone calde e viceversa. In che cosa consiste l’ingegneria del vento? È una disciplina che studia le azioni e gli effetti del vento sulle costruzioni. Nella sua accezione più ampia, riguarda tutti rapporti che intercorrono fra il vento e l’uomo sulla superficie della Terra. Io sono un ingegnere strutturista, ho trascorso tutta la vita a studiare questi fenomeni e la mia materia spazia dall’energia eolica all’inquinamento ai problemi legati all’ambiente e alle costruzioni. Fin dall’antichità si sfruttavano i principi di architettura bioclimatica, come la città costruita dagli egizi a Kahun nel 2400 a.c., dove le
Già Presidente dell’Associazione mondiale degli Ingegneri del vento, l’ing. Giovanni Solari (1953) ha scritto metodi di calcolo Il prof. Ing. Giovanni sulle costruzioni Solari (foto Aba News / Mimmo Giordano) esposte al vento che sono comprese nella normativa italiana, europea e americana ed è fra i maggiori specialisti al mondo in questa disciplina. Genovese, ingegnere strutturista laureato negli anni ’70, ha abbandonato la tesi di laurea che stava facendo e si è messo a farne un’altra sugli effetti nel vento sugli edifici perché l’Italimpianti cercava un consulente in Italia che li aiutasse a risolvere il problema di una ciminiera in Brasile che vibrava. Da allora è stata una carriera in crescendo, con incarichi in tutto il mondo per i risultati dei suoi studi. Per il progetto “Thunderr”, è stato premiato con fondi europei e gli è stato conferito l’Advanced Grant dall’European Research Council. Il dottorato honoris causa dal governo rumeno e gli studi sperimentali in corso in Italia e all’estero. «Senza il vento – dice – non potrebbe esserci vita sulla Terra». Professore di Tecnica delle Costruzioni e Ingegneria del Vento, membro del Collegio dei docenti del Dottorato di Ricerca in Ingegneria Civile, Chimica e Ambientale, Direttore della Galleria del Vento nell’Università di Genova, è docente universitario anche in Cina, Uruguay, Canada, Gran Bretagna. È invitato come relatore sull’ingegneria del vento in convegni in diverse parti del pianeta.
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Professione case dei nobili erano protette dai venti caldi del deserto ultimi 30 anni, nell’ambito dello stile architettonico, dalle case a “schiera” dei poveri e degli schiavi. in particolare i simbolismi storici e geometrici hanno I vento gioca un ruolo determinante anche nei trasporti: privilegiato l’aspetto estetico e per gli ingegneri è è noto che gli aerei sfruttano le correnti per risparmiare stato molto difficile affrontare calcoli che erano quasi carburante. Per i treni invece, il discorso è più complicato impossibili. Alla fine del secolo scorso è nata l’idea perché il vento può rappresentare un pericolo: un treno che la forma potesse diventare un sistema di controllo che supera i 250 chilometri all’ora può essere ribaltato della stabilità delle costruzioni ed è quindi partita una dal vento intenso. Ho studiato molto questo problema e ho filosofia che ha stravolto la concezione dell’ingegneria, seguito tutto il progetto delle linee ad alta velocità italiane; che un tempo doveva rendere resistenti le strutture alle siamo partiti facendo uno studio della ventosità delle azioni esterne, adesso invece si cercano delle forme linee e inizialmente abbiamo posizionato delle barriere che minimizzino le azioni. Ciò ha prodotto un vero “antivento” nelle zone più a rischio, ma poi abbiamo sconvolgimento negli ultimi dieci anni durante i quali si è scoperto che erano troppo costose, allora abbiamo sviluppata questa nuova idea del progetto aerodinamico inventato un nuovo sistema di calcoli numerici per delle costruzioni, dove la forma è scelta per “annichilire” prevedere il vento. Oggi i macchinisti le azioni del vento. Un esempio: siamo ricevono in tempo reale la previsione passati dagli impalcati dei ponti ultra delle correnti ventose sui successivi 30 rigidi con tralicci metallici a impalcati minuti, così rallentano nei momenti di appiattiti sagomati aerodinamicamente vento intenso. Questo sistema funziona per non vibrare a causa del vento: una anche con le navi perché lo abbiamo grande rivoluzione. esportato nei porti, e oggi tutti gli scali Superfici appiattite, ondulate, dell’alto Tirreno pianificano le loro aerodinamiche, forate, appuntite... attività in funzione del nostro sistema dal 1990 al 2000 i materiali per le predittivo. costruzioni sono stati studiati in Nei trasporti c’è un problema duplice: laboratorio ma ancora non c’era la forma migliore dell’oggetto alla ricaduta sulla progettazione; dal penetrazione dell’aria purtroppo molto 2000 il volto dell’architettura e della spesso è anche la peggiore rispetto agli progettazione è profondamente effetti del vento trasversale. cambiato e la perforazione ne è Nelle costruzioni questo problema l’esempio: i fori in termini tecnici si non c’è perché non si muovono. Invece chiamano “portali passanti” e sono stati nelle auto, nei treni, nelle navi bisogna inventati dal più grande ingegnere dei Il Prof. Solari durante una visita bilanciare gli effetti del vento durante grattacieli della storia, Fazlur Khan all’Ordine degli Ingegneri di Genova, il movimento: bisogna fare calcoli e il quale aveva capito che se il vento dove si è svolta l’intervista (foto Aba prove molto complessi. Grazie a calcoli News / Mimmo Giordano) filtra attraverso la struttura dissipa previsionali sui treni viene modificata energia di tipo aerodinamico e quindi la velocità in caso di ventosità eccessiva, mentre nei porti la struttura si autostabilizza nel vento; quindi, se i fori consigliamo l’entrata e l’uscita delle navi in funzione sono fatti con una certa forma e in una certa posizione del vento atteso e prossimamente vorremmo lavorare il foro stesso stabilizza la costruzione. Oggi i grattacieli anche per la navigazione in mare aperto. Grazie alla sono più affusolati e questo significa che la progettazione collaborazione con gli studiosi di meteorologia, abbiamo va incontro alle esigenze dell’architetto che privilegia creato un’équipe e abbiamo partecipato alle Olimpiadi l’estetica, cambiando la sezione piano per piano aiuta a di Londra per lo studio delle condizioni del vento nelle contrastare l’effetto del vento e consente di arrivare ad competizioni veliche. altezze che un tempo erano inconcepibili. Il grattacielo Burj Come far convivere la sicurezza con l’estetica degli Khalifa di Dubai, per ora il più alto al mondo, è frutto di una edifici? E le forme? Quanto la progettazione prende progettazione totalmente integrata nell’aerodinamica ed è spunto dalla biomimetica? stato costruito affinché non faccia resistenza al vento, e il La biomimetica è presente in molti casi, tutta la vento quasi lo “attraversi”. biodinamica nasce dallo studio della natura. Dai tempi Quali sono i materiali più utilizzati per costruire i di Leonardo da Vinci si studia la forma dei pesci e degli grattacieli? uccelli per progettare gli aerei e le navi, le auto, le pale I materiali sono rimasti un po’ indietro, o meglio a livello degli aerogeneratori. di materiale strutturale mi sembra che l’ingegneria L’ingegneria nel corso della storia ha avuto una profonda ancora non abbia sfruttato appieno la grande rivoluzione evoluzione: fino agli anni ‘60 le progettazioni dei grattacieli dell’ingegneria dei materiali se non per il ritorno venivano studiate per resistere alla forza del vento; negli al calcestruzzo armato. Quarant’anni fa sembrava 20/
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Professione impossibile costruire un grattacielo senza usare il ferro RWDI la società di consulenza più grande al mondo con perché era più resistente e più leggero, oggi invece si è sede in Canada e filiali ovunque conta su 700 ingegneri ritornati al cemento armato e si usano dei calcestruzzi del vento con dottorati di ricerca. L’ingegneria del vento è armati ad altissima resistenza. Se si fa un edificio una materia amplissima, bisogna conoscere meteorologia, leggero esso interagisce con il vento dando luogo a aerodinamica, strutturistica, gli ingegneri del vento sono in fenomeni estremamente pericolosi come l’oscillazione crescita esponenziale. e l’instabilizzazione, il calcestruzzo appesantisce la Lei, insieme ai ricercatori dell’Università di Genova ha struttura e quindi funziona come “stabilizzante”. Oggi tutti i dato vita al progetto “Thunderr”, premiato con fondi grattacieli moderni hanno il “cuore” in cemento armato. europei e l’Advanced Grant conferito dall’European Quante e quali sono le costruzioni che lei ha progettato Research Council. sia in Italia che nel mondo? È stato il sogno che ho inseguito tutta la vita, la fonte di Nel tempo ho partecipato a grandissimi progetti come finanziamento raggiunta è il massimo riconoscimento studioso dei problemi del vento, affiancando i progettisti. che la Comunità europea possa dare alla ricerca e A Genova ho seguito quasi tutte le più importanti alla carriera. È un progetto molto selettivo al quale costruzioni cittadine, da Corte Lambruschini a San concorrono tutti i rami della scienza: medicina, fisica, Benigno, il Bigo, il WTC, le gru di chimica, astronautica... partecipare Calata Sanità. Ho seguito tutte le torri è un grandissimo onore. Su cento del ministero delle Comunicazioni progetti finanziati il nostro è l’unico di italiane, a Rozzano, Milano e anche ingegneria civile in tutto il mondo. le torri della Fininvest. Sono stato L’accesso avviene al 50% per responsabile anche della sicurezza al valutazione del curriculum e al vento della torre di Pisa, quando era 50% sulla valutazione del progetto arrivata ad un livello di pendenza tale e i requisiti richiesti sono quasi che la possibilità che potesse crollare irraggiungibili. Il progetto Thunderr, a causa del vento era molto probabile. nasce da una visione diversa perché Ho dei ricordi fantastici di quel periodo, il vento causato dai fenomeni in seguito è stata “stabilizzata” ma il temporaleschi locali è spesso più rischio corso era davvero altissimo. pericoloso di quello ciclonico usato nel Per vent’anni sono stato membro del progetto strutturale. Io ho percepito comitato scientifico del Ponte sullo l’interesse su questo argomento Stretto di Messina, dove il rischio non mentre seguivo i progetti sui porti, La colonna di Brancusi, in Romania riguardava tanto i movimenti tellurici durante i quali abbiamo realizzato quanto il vento, problema risolto in maniera brillantissima una rete di monitoraggio del vento unica al mondo. grazie alla scelta dell’impalcato ventilato. In sintesi, tre Da qui è nata l’idea di ripensare a tutto il calcolo delle cassoni indipendenti separati fra loro: due per le auto, costruzioni nei riguardi del vento in funzione degli eventi quello centrale per la ferrovia, come tre ponti vicini temporaleschi locali. Insieme ai dati stiamo studiando i collegati con traversi. Il vento si insinua in mezzo dissipa modelli e continueremo per i prossimi 4 anni. Abbiamo energia e il vento stabilizza la struttura. Oggi i ponti più già una rete di monitoraggio del vento distribuita in tutti lunghi e importanti sono chiamati “Messina type bridge”. i porti dell’alto Tirreno e strumenti da Savona a Genova La struttura che più di tutte mi ha colpito? La colonna di e La Spezia, Livorno, Bastia; e già questa rete è una, se Brancusi in Romania, monumento nazionale, secondo me non l’unica, più importante al mondo, e la potenzieremo l’opera di ingegneria e di architettura più affascinante al ancora. Stiamo acquistando uno strumento nuovissimo, un mondo, massimo esempio di collaborazione fra un artista Lidar di nuova generazione, una scatola di un metro cubo e un ingegnere. Costruita nel 1936 era considerata molto che costa 525 mila euro, un raggio laser che scansiona il pericolosa in quanto molto ardita, ma io ho dimostrato che vento fino a 10 km di distanza, grazie al quale registreremo non solo non era pericolosa ma che la forma che era stata e misureremo i fenomeni che provocano i temporali concepita dall’artista scultore Costantin Brancusi era la che si verificheranno nell’area genovese. Poi, una volta migliore che si potesse concepire e realizzare. misurati, li riprodurremo nei laboratori dell’università Per conto del governo rumeno ho fatto molti studi e ho canadese Western con la quale abbiamo una convenzione, scritto diversi articoli su questa fantastica struttura; con finanziamenti del governo. Con il Centro olandese di nel 2016 mi hanno conferito il dottorato honoris causa e simulazioni numeriche stiamo costruendo un “modello” mi hanno invitato a collaborare con il governo affinché del temporale; il passo successivo sarà applicarlo anche la colonna venga dichiarata patrimonio dell’umanità alle costruzioni. E vogliamo anche tentare di prevedere dall’Unesco. gli eventi temporaleschi rapidi, come quelli che spesso si Quanti sono gli ingegneri del vento nel mondo? verificano a Genova. n. 1-3 - Gennaio-Marzo 2018 -
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im p rin ti n g TROVARE UN PO’ DI ARIA DI CASA IN ETIOPIA, AD ADDIS ABABA
I CORSI E RICORSI STORICI, OVVERO IL SEGNO PROFONDO LASCIATO NELLE NOSTRE COLONIE Diario di viaggio semiserio tra seminari, accordi di cooperazione e una cena molto al peperoncino con i colleghi della Society of Engineers. Dove si apprende che il vizietto dei rimborsi spese gonfiati, dei viaggi ufficiali con mogli al seguito e le difficoltà di moralizzazione delle attività pubbliche non sono una caratteristica solo italiana
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ANTONIO BRENCICH Dipartimento di Ingegneria civile, chimica e ambientale (DICCA) Università di Genova
giugno ho avuto l’occasione di tenere un seminario in Etiopia, ad Addis Abeba o, meglio, come dicono loro Addis Ababa (provate a pronunciarlo ad alta voce, Ababa e scoppierete a ridere, sembra quasi quel verso con le labbra che si fa per far ridere i bambini piccoli). Già che dovevo affrontare 6 ore di volo dopo una teoria di vaccinazioni che farebbe impallidire anche il più convinto filovaccinista, decisi di sfruttare l’occasione per altri due scopi: instaurare un accordo di cooperazione con il Politecnico di Addis Ababa e aprire un canale di comunicazione con il locale Ordine degli Ingegneri che lì si chiama Society of Engineers. L‘accordo con il Politecnico è stato fatto, ora sto cercando di tradurlo in fatti concreti, ma quello di cui vorrei parlarvi è quello che mi raccontò il Presidente della Society of Engineers di Addis Ababa. Fu una incredibile coincidenza che, un paio di mesi prima, avessero rinnovato il Directive Council, che ho scoperto essere il nostro Consiglio dell’Ordine che a Genova era in corso di rinnovamento con le elezioni che si svolgevano proprio mentre io ero ad Addis Ababa (provate a pronunciarlo ad alta voce). Ma le coincidenze non finiscono qui. Sentite un po’. Il rinnovo del Directive Council (sulla base di un qualche sistema misto elettivo e di nomina ministeriale che non ho capito nonostante me lo abbiano spiegato per mezz’ora) aveva portato ad un rinnovo totale degli eletti e delle cariche, visto che il precedente Directive Council aveva ancora rappresentanti dell’epoca del Terrore Rosso di Menghistu Hailé Mariam. Ma come! Personaggi che non solo stavano attaccati alla cadrega da oltre 20 anni ma che addirittura venivano dal passato del marxismo più duro e puro protrattisi fino alla nuova 22/
era filo-occidentale? Si, mi risposero con candore ma anche con un sorriso di compiacimento per aver tolto di mezzo la vecchia guardia, proprio così, perché il potere per il potere, mi dissero questa volta con fare grave, trascende ogni principio e ogni valore: esiste di per sé, il potere. Oh belin! Mi sono sentito stranamente a casa…. Quasi che fosse l’Italia… La cena proseguì come una corsa ad ostacoli: in Etiopia non usano le posate ma delle focaccette molto flessibili con cui agguantano il cibo con un movimento a tre dita così veloce che non si capisce come fanno. Loro lo fanno senza impiastricciarsi, io mi impiastricciavo prima tutta la mano e poi passavo involontariamente ed immancabilmente alla giacca e ai pantaloni. Tra una risata e l’altra del Presidente della Society e dei suoi collaboratori, che scoprii essere il segretario e l’economo della Society (mi stavo impiastricciando peggio di un bambino davanti al gotha dell’Ingegneria etiope) mi raccontarono le difficoltà che stavano incontrando ad avviare un nuovo corso (ci pensai un po’: nuovo corso non era terminologia maoista?). Intanto, il controllo delle spese era stato devastante: pranzi e cene dell’establishment ventennale pagati a spese della Society, membri del Directive Council in missione nel paese con coniughesse al seguito a spese della Society, cene di fine anno a carico della Society, contratti per servizi e consulenze dati ad amici e conoscenti… tutta roba da poche migliaia di bir ma che sommati, facendo l’integrale mi dissero (e rimasi basito perché quella è una mia tipica espressione) facevano cifre ragguardevoli... A quel punto ebbi un attacco di tosse. I miei ospiti etiopi credettero che fosse per quello che mi stavano
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raccontando, invece, come riuscii a spiegare loro 10 minuti dopo, era perché avevo mangiato un qualcosa (in Etiopia il cibo è sempre un misto di colori – quasi nel Bel Paese del resto, e non solo – ma mai domandarsi cosa sia in realtà) che definire piccante sarebbe un eufemismo. Dopo un combattimento con l’educazione, che mi costringeva a conservare la posizione eretta e a deglutire il boccone, e con le reazioni chimicometaboliche che avevano attivato un reattore nucleare nel mio cavo orale, il racconto ripartì. Devo dire che, sopravvissuto al boccone, mi sentivo sempre più a casa: membri del Directive Council democraticamente inamovibili da oltre 20 anni e spese pazze….tutta roba ben conosciuta. Che fosse l’effetto sul lungo periodo del contributo coloniale che l’Italia è riuscita a dare al Paese? Forse, quello che stavo vivendo era uno dei corsi e ricorsi storici di cui parlano i miei colleghi di Storia. Comunque, non finisce qui. Perché l’avvio del nuovo corso stava faticando non poco a rimuovere i diversi lacci e lacciuoli del vecchio sistema, mi dissero. Quando il governo chiedeva nominativi come membri di questa o quella commissione (e lì ne hanno veramente molte essendo ancora un paese socialisteggiante) il vecchio establishment aveva nominato sé stesso. Così gli uomini del nuovo corso si stavano trovando non solo le diverse Commissioni contro, ma anche con una concreta difficoltà a fare le nuove e mirabilianti cose che avevano in programma perché il potere reale era ancora, almeno in gran parte, nelle mani del vecchio establishment,
ultraventennale democraticamente marxista e marxistamente democratico. Con un sorriso a metà tra il divertito e l’amareggiato, mi raccontarono della difficoltà addirittura fisica ad allontanare i membri del vecchio sistema pure dagli uffici della Society….erano sempre lì (che fossero le mogli a non volerli a casa invece che una questione di mero potere materiale?). Usarono un’espressione molto italica: parevano avere le radici nelle sedie quasi che avessero confuso quello che era e deve essere un ruolo di servizio in una sorta di realizzazione personale. Ma quale potere reale ha la Society? chiesi. Poco, mi risposero, più che altro è questione d’immagine, e prima di riuscire ad esprimere loro tutta la mia solidarietà e comprensione che, per esperienza diretta in questioni similari, sarebbe stata molto più sincera di quanto avessero potuto pensare, un altro boccone piccante provocò una sorta di Chernobyl sul mio palato, spenta solo da due bottiglie di birra locale. Fu al caffè, il migliore che abbia mai bevuto, che riuscii a dire che, dal loro racconto, avevo capito che, in fondo, gli uomini, europei o africani, “democratici” o marxisti o maoisti, bianchi, neri o gialli, alla fine cadono tutti sulla stessa cosa. Non fraintendetemi, intendo sulla sete di potere che si avvinghia anche attorno ad un potere minuscolo, purché potere sia. Così che chiunque si possa sentire qualcuno… purché sia. Corsi e ricorsi della storia.
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Qui Ordine FORMAZIONE - LA CONSULENZA TECNICA D’UFFICIO
CTU: SEMPRE PIÙ NECESSARIE COMPETENZE “TRASVERSALI” ANDREA CHIAISO Consigliere Ordine Ingegneri di Genova Delega per “Ingegneria Forense”
L’
ingresso nell’attività processuale civile del sapere e delle competenze tecniche specialistiche, costituisce un fenomeno in espansione, essendo cresciuta nella prassi giudiziaria la consapevolezza della necessità e dell’opportunità di apporti cognitivi o esecutivi provenienti da soggetti diversi dal Giudice. La Consulenza Tecnica d’Ufficio (CTU) è da collocare nella fase dell’istruzione probatoria ma è distinta dalla disciplina dei mezzi di prova perché »è un mezzo di ausilio al Giudice, volto alla più approfondita conoscenza dei fatti già provati dalle parti, la cui interpretazione richiede nozioni tecnico-scientifiche. (…) La stessa, tuttavia può eccezionalmente costituire fonte di prova oggettiva, per accertare quei fatti rilevabili unicamente con l’ausilio di un perito» (Cass. 8989/2011). Per quanto sopra, si può osservare che esistono due tipologie di Consulenza Tecnica d’Ufficio. Quella cosiddetta Deducente, il cui scopo è di valutare fatti accertati o dati per esistenti. In questo tipo di CTU si offrono al Giudice cognizioni tecniche per valutare prove già raccolte. E quella cosiddetta Percipiente, il cui scopo è di accertare i fatti (Cass. 6155/2009). Questo tipo di Consulenza Tecnica verte su elementi già allegati dalle parti, ma che soltanto un tecnico è in grado di accertare, per mezzo delle conoscenze e degli strumenti di cui dispone (Cass. 1190/2015). Pertanto, quando le parti hanno versato documenti o proposto prove, la cui valutazioni necessita di competenze tecniche di cui il Giudice non dispone, si ha la Consulenza Tecnica Deducente. Quanto hanno invece predicato un fatto o più spesso un giudizio di relazione tra fatti, ad esempio un nesso causale, per il cui accertamento il Giudice necessita di competenze tecniche di cui non dispone, quella è la Consulenza Tecnica Percipiente. L’art.115 cpc sancisce che «… salvi i casi previsti dalla legge, il Giudice deve porre a fondamento della decisione le prove proposte dalle parti …». A questo proposito occorre quindi osservare che esiste una “verità processuale” differente da quella “extra-processuale”. La valutazione delle prove da parte del Giudice, ove implichi la risoluzione di questioni tecniche, va sostenuta da conoscenze scientifiche corrette. La scelta del Consulente Tecnico d’Ufficio è un aspetto molto delicato in quanto è una figura professionale che risolve i problemi semplificando la decisione; un CTU inadeguato, sia sotto il profilo tecnico che procedurale, come può intuirsi facilmente, complica notevolmente la fase della decisione, non solo appesantendo il lavoro del Giudice, ma creando criticità in un ambito delicatissimo come quello della giustizia.
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I giudici scelgono secondo le loro esigenze fra i professionisti iscritti all’Albo in Tribunale, ma bisogna essere sempre più preparati sulle diverse prestazioni. Una professione difficile e non “ingessata”. A Genova allo studio un progetto di formazione specifica
L’Ing. Andrea Chiaiso
Qui Ordine Come viene scelto un CTU L’art. 61 comma 2 cpc sancisce che la scelta del Giudice “normalmente” viene effettuata prelevando il nominativo nell’Albo dei Consulenti Tecnici d’Ufficio del Tribunale. È possibile tuttavia scegliere “extra albo” con motivazione e nulla osta del Presidente del Tribunale (ex. Art. 22 comma 2 cpc). Ma l’omessa motivazione e/o la mancanza del nulla osta non sono censurabili in Cassazione, né sono fonte di nullità dell’elaborato peritale (Cass. 19173/2015). Per quanto riguarda le competenze che si richiedono al CTU, l’art. 15 (formazione Albo) del Regio Decreto 18 dicembre 1941 n. 1368 indica che «possono ottenere l’iscrizione nell’albo coloro che sono forniti di speciale competenza tecnica in una determinata materia, sono di condotta morale e giuridica specchiata e sono iscritti nelle rispettive associazioni professionali …» Ciò detto, risulta evidente - in special modo oggi, quando la consulenza tecnica d’ufficio è vista come atto di integrazione probatoria discrezionale e ufficiosa del Giudice, delicato ed essenziale passaggio del processo civile basato sulla disponibilità delle prove in capo alle parti, e di fatto cerniera e punto di equilibrio tra verità processuale ed extraprocessuale che le competenze tecniche del Consulente d’Ufficio non possono e non devono essere esclusivamente tecniche. Dando per scontate ovviamente che sono possedute quelle tecniche verticali e specifiche necessarie a rispondere al quesito posto, sono sempre più richieste al CTU competenze trasversali relative sia alle procedure e regole che stanno alla base dello svolgimento del processo, sia esso civile che penale, sia alle regole di governo. Ne è esempio, oggi, lo svolgimento degli Accertamenti Tecnici Preventivi secondo l’art. 696bis cpc, ovvero quelli ove è dato mandato specifico al professionista di tentare la composizione bonaria della vertenza, ovvero gli è demandata anche la funzione sociale di cercare avvicinare le parti per farle transare. Pertanto, oltre alle speciali competenze tecniche, alle conoscenze delle regole e procedure nonché l’esperienza circa lo svolgimento e conclusione di procedimenti analoghi, al Consulente Tecnico d’Ufficio sono richieste anche un’altra serie di competenze denominate soft skill (sorta di “abilità morbide” in vari settori). Visto tutto questo, l’Ordine degli Ingegneri vuole promuovere la formazione di una figura professionale che, oltre ad avere le prescritte caratteristiche di «… speciale competenza tecnica in una determinata materia …» per poter essere iscritti negli elenchi dei tribunali, abbia anche una speciale competenza nelle procedure e nei processi giudiziali che stanno alla base e sono il
fondamento dell’ambito lavorativo nel quale veniamo chiamati a svolgere il nostro ufficio. Un progetto che sta prendendo forma grazie alla collaborazione di esperti, e che sarà finalizzato alla concretezza dei risultati.
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Qui Ordine FORMAZIONE – LA FATTURAZIONE DIGITALE DEI DOCUMENTI
DECALOGO: LA FATTURAZIONE ELETTRONICA MATTEO GENTILE Consigliere Ordine Ingegneri Genova Delegato “Information and Communication Technology” ell’ambito della formazione professionale obbligatoria, presso l’Ordine degli Ingegneri di Genova si è svolto il primo evento introduttivo, a cui seguiranno approfondimenti, sulla “Fatturazione Elettronica e la Conservazione Digitale dei Documenti”. Visto l’interesse suscitato nei colleghi e l’avvicinarsi delle scadenze previste dalla legge, riassumiamo in questo breve “decalogo” alcuni dei punti principali per dare le informazioni principali sull’argomento. Il 16 aprile nuovo seminario formativo sullo stesso argomento: relatore il dott. Giovanni Accardo, funzionario dell’Agenzia delle Entrate - Direzione Regionale per la Liguria, che entrerà maggiormente nel merito e risponderà alle domande di chiarimento dei colleghi. Per conferma data e modalità, comunicazioni attraverso il sito dell’Ordine e i consueti canali di comunicazione con gli iscritti.
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1 - La fattura elettronica è una normale fattura emessa, ricevuta, firmata e conservata in un qualunque formato elettronico in grado di assicurare l’autenticità dell’originale, l’integrità del contenuto e la leggibilità dalla sua emissione fino al termine del suo periodo di conservazione (10 anni). 2 - Tutto nasce dalla direttiva europea 2014/55/UE, che ha sancito l’obbligo di fatturazione elettronica nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni dei Paesi membri. L’Italia ha chiesto ed ottenuto la possibilità di estensione dell’utilizzo anche tra privati per combattere l’evasione fiscale, che è quindi operativa dall’1/7/2016 (B2B, Business to Business). 3 - La legge di Bilancio 2018 prevede che dal 2019 i titolari di Partita Iva dovranno emettere esclusivamente fatture elettroniche sia nei rapporti commerciali con altre Partite Iva sia verso consumatori finali. L’obbligo riguarderà le fatture elettroniche tra privati (B2B, soggetti con partita Iva) e quelle B2C (acquirente senza Partita Iva) per acquisto di beni e servizi in Italia. Sono esonerati dall’obbligo di emissione le imprese e i lavoratori autonomi che si trovano nel “regime di vantaggio” (art. 27, c. 1 e 2 del Dl 98/2011, convertito nella Legge 111/2011) e quelli che applicano il “regime forfetario” (art 1, c. da 54 a 89 Legge 190/2014). 4 - Le fasi temporali con le varie scadenze sono le seguenti. Dall’1/7/2018: Abrogate le schede carburante; le spese carburante saranno deducibili dal reddito e l’Iva sarà detraibile solo se gli acquisti saranno fatti con pagamenti elettronici (carte di credito, debito o prepagate e bancomat) e se verrà effettuata fattura elettronica; fattura elettronica obbligatoria per le prestazioni rese da subappaltatori o subcontraenti della filiera delle imprese che partecipano ai contratti di appalto di lavori, servizi o forniture stipulati con una pubblica amministrazione. Dall’1/9/2018: La fatturazione elettronica sarà prevista per la cessione di beni destinati al consumo personale o familiare di importo superiore alla somma di 155 euro, Iva inclusa, risultanti da un’unica fattura presso uno 26/
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Matteo Gentile
Qui Ordine stesso punto vendita nei confronti di un privato cittadino che porti la merce fuori dalla Comunità europea entro 3 mesi dall’acquisto. Dall’1/1/2019: La fattura elettronica diverrà obbligatoria per le operazioni effettuate nei confronti di altri privati titolari di Partita Iva, a condizione che le cessioni di beni e le prestazioni di servizi siano posti in essere tra soggetti residenti o stabiliti nel territorio dello Stato; l’eventuale emissione della fattura in formato cartaceo è da ritenersi inesistente e il documento come non emesso. 5 - La fattura elettronica è un file XML che viene generato da un trasmittente, che lo firma digitalmente e lo trasmette al Sistema di Interscambio (SdI) dell’Agenzia delle Entrate, che: esegue verifiche; la trasmette al destinatario; aggiorna trasmittente e destinatario tramite notifiche; permette al MEF accertamenti e controlli. Mittente e destinatario devono effettuare la Conservazione Elettronica della Fattura per 10 anni, volendo attraverso lo strumento offerto da Agenzia delle Entrate attraverso Sogei. Le fatture elettroniche B2C, emesse nei confronti dei consumatori finali, saranno rese disponibili a questi ultimi attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. Una copia della fattura elettronica o analogica sarà messa a disposizione direttamente da chi emette la fattura. È comunque facoltà dei consumatori rinunciare a tale copia. Le fatture elettroniche che non transitano attraverso il sistema di interscambio si considerano non emesse con la conseguente applicazione di sanzioni. 6 - Per generare una fattura elettronica ci sono diverse opzioni: * Servizio online gratuito Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate; * Altri servizi online gratuiti, come quello offerto dalla Fondazione Inarcassa o dalle Camere di Commercio; * Affidamento ad un intermediario (ad esempio il commercialista); * Uso di alcuni software (on-line o locali) open source; * Acquisto di un apposito software (on-line o locale) che effettui la fattura elettronica e la conservazione digitale. 7 - Al link http://www.fatturapa. gov.it/export/fatturazione/it/ sperimentazione.htm è disponibile
un servizio gratuito fornito dall’Agenzia delle Entrate per la simulazione dell’emissione delle fatture elettroniche. Esistono inoltre dei Numeri Verdi per l’assistenza telefonica del Sistema di Interscambio. 8 - È stata eliminata la comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute di cui all’articolo 21 del DL 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla Legge 30 luglio 2010, n. 122. Rimane invece in vigore la trasmissione telematica dei dati inerenti le operazioni di cessione di beni e prestazioni di servizi effettuate e ricevute da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato, ad esclusione di quelle per le quali è stata emessa una bolletta doganale e quelle per le quali siano state emesse o ricevute fatture elettroniche tramite il sistema di interscambio. 9 - I vantaggi sono: * La possibilità di emettere, trasmettere e conservare le fatture per via telematica, riducendo costi di stampa e spedizione e favorendo l’ottimizzazione e la ricerca dei dati; * Maggiore semplicità di trasmissione e conservazione rispetto alla versione “analogica”; * Possibilità di integrazione del documento informatico all’interno dei processi aziendali tramite opportuni software; * Dematerializzazione dei processi e aumento della competitività delle imprese; * Realizzazione risparmi nella spesa pubblica (controlli più efficienti contro l’evasione); * Ottimizzazione dei costi dei privati: no data entry manuale, no errori di registrazione, no smarrimenti fatture, riduzione degli errori e dei tempi di pagamento, riduzione dei rischi di falsi e duplicazioni; * Abolizione della comunicazione dei dati delle fatture e dei corrispettivi (“spesometro”); * Riduzione da 5 a 3 anni del tempo entro cui l’Agenzia delle Entrate potrà inviare avvisi d’accertamento sia ai fini Iva sia ai fini delle imposte dirette. 10 - In caso di inosservanza dell’obbligo, trovano applicazione le norme previste dall’art. 6 del Decreto Legislativo n. 417/97, che dispongono una sanzione amministrativa compresa tra il 90 e il 180 per cento dell’imposta relativa all’imponibile non correttamente documentato o registrato nel corso dell’esercizio.
n. 1-3 - Gennaio-Marzo 2018 -
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Qui Ordine
GENOVA: CONVENZIONI PER GLI ISCRITTI Consultazione delle Norme tecniche UNI a prezzo agevolato ISTRUZIONI OPERATIVE - Anche per quest’anno l’Ordine ha deciso di aderire alla convenzione stipulata dal CNI con l’UNI, Ente Nazionale Italiano di Unificazione, per la consultazione delle norme tecniche a prezzi agevolati per l’annualità 2018. La convenzione UNI può essere sottoscritta da ogni ingegnere in regola con l’iscrizione all’Ordine; il contratto di licenza d’uso sarà stipulato esclusivamente tra UNI e l’iscritto interessato e permette di abbonarsi al servizio di consultazione delle norme tecniche al prezzo agevolato di € 50,00 + IVA per una durata di 12 mesi a partire
dalla data di sottoscrizione da parte di ciascun singolo ingegnere sul portale UNI. La convenzione per il download delle norme a prezzo agevolato invece è ancora in fase di definizione, in caso di adesione gli aggiornamenti saranno dati tempestivamente attraverso i consueti mezzi di comunicazione dell’Ordine. Per registrarsi e procedere alla sottoscrizione dell’abbonamento agevolato al servizio di consultazione, è necessario raggiungere il seguente link al sito di UNI: http://store.uni. com/magento-1.4.0.1/index.php/
unisubscription/cni Le norme PDF scaricabili da UNI Store sono protette da Digital Rights Management (DRM). Leggere attentamente le istruzioni prima di effettuare il download. Il call center UNI è a disposizione di tutti gli utenti per qualsiasi informazione e chiarimento, al n. 02.70024200. * Gli iscritti che abbiano richiesto la creazione di un utente UNI con la precedente convenzione possono utilizzare le credenziali già in loro possesso per effettuare il login e recuperare i propri dati.
Kit Aruba per la firma digitale a condizioni particolari ISTRUZIONI OPERATIVE La fornitura è strettamente riservata agli iscritti che possono effettuare la richiesta dei kit per firma digitale accedendo al carrello convenzioni di ArubaPEC ( https://www.pec.it/Convenzioni. aspx) inserendo il codice convenzione FDING1793. Dopo avere selezionato l’Ordine di appartenenza e la tipologia di kit richiesta, sarà necessario: registrarsi come utente Aruba compilare il form “Dati titolare” (i dati relativi al Titolo di Ingegnere e all’indirizzo di spedizione del kit di firma digitale sono pre-compilati e non modificabili) compilare il form “Dati fatturazione” accettare le clausole contrattuali del servizio concludere la procedura d’ordine selezionando la modalità di pagamento (carta di credito o bonifico bancario) I kit verranno spediti all’Ordine che li consegnerà ai richiedenti 28/
previo riconoscimento de-visu da parte del personale competente (il kit può essere consegnato solo ed esclusivamente al titolare che si presenti per il ritiro munito di documento di identità) a seguito della controfirma dei moduli di richiesta certificati precompilati che verranno archiviati dall’Ordine e trasmessi ad ArubaPEC Ad avvenuta ricezione del kit presso la propria sede l’Ordine comunicherà al titolare - tramite e-mail di Posta Elettronica Certificata - orari e date utili al ritiro. Costo dei Kit di firma digitale in Convenzione: Kit di firma Digitale formato standard € 17,50 + IVA Kit di firma Digitale formato “Token” € 19,50 + IVA ArubaKEY € 38,50 + IVA Il Kit è comprensivo del certificato di firma digitale che ha validità triennale. Contributo per le spese di spedizione pari a € 3,00 + IVA.
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ATTENZIONE: 1- durante la procedura di acquisto, in alto al centro, dovrà sempre essere presente la dicitura: Convenzione Abilitata FDING1793 2- prima di procedere con il pagamento verificare che l’importo richiesto sia quello “in convenzione”: in caso contrario annullare l’operazione e ripetere la procedura ex-novo. Se l’operazione è stata correttamente eseguita non verranno richiesti ulteriori documenti da parte di Aruba. In caso di malfunzionamenti e/o procedure errate, contattare ArubaPEC al numero 0575 0500677. Sulla firma digitale (perché, quando e come si usa) Vedi decalogo pubblicato sul numero di dicembre di A&B, a firma dell’ing. Matteo Gentile (pag. 22) compendio dell’apposita formazione impartita dall’Ordine di Genova.
Qui Federazione
FEDERAZIONE REGIONALE DEGLI ORDINI DEGLI INGEGNERI DELLA LIGURIA Piazza della Vittoria, 11/10 – 16121 Genova - C.F. 95045940103 www.federazioneingegneri.liguria.it -PEC federazione.liguria@ingpec.eu Presidente: Gianni Rolando (IM). Consiglieri: GENOVA: Maurizio Michelini, Alfonso Russo, Deborah Savio. IMPERIA: Riccardo Restani. LA SPEZIA: Pietro Franchetti Rosada, Claudia Bedini. SAVONA: Diego Pastorino, Marcello Macciò.
ISCRITTI COMPLESSIVI ALBI PROFESSIONALI INGEGNERI LIGURIA Sezione A 6.792 - Sezione B 234 – TOTALE 7.026 (di cui 6.032 uomini e 994 donne)
GENOVA
IMPERIA
Piazza della Vittoria, 11/10 16121 Genova Tel. 010.593840 - 010.593978 Fax 010.5536129 - C.F. 80039470101 www.ordineingegneri.genova.it PEC ordine.genova@ingpec.eu
Via della Repubblica, 11 18038 Sanremo (Imperia) Tel e Fax 0184.530799 - C.F. 81001410083 www.ordineingegneriimperia.it PEC ordine.imperia@ingpec.eu info@ordineingegneriimperia.it loredana@ordineingegneriimperia.it
Presidente Maurizio Michelini Vice Presidenti Paolo Costa, Greta Gualco Segretario Enrico Sterpi Tesoriere Deborah Savio Consiglieri Arturo Antonelli, Vittorio Bruzzo, Andrea Chiaiso, Matteo Gentile, Claudio Firpo Michele Lanza, Felice Lombardo, Aristide Fausto Massardo, Alfonso Russo, Gianni Vernazza Consigliere Nazionale CNI Roberto Orvieto ISCRITTI ALBO PROFESSIONALE Sezione A 4.559 - Sezione B 114 TOTALE 4.673 (di cui 4.006 uomini e 667 donne) al 28 febbraio 2018
LA SPEZIA
Via Vittorio Veneto, 99/2 - 19124 La Spezia Tel. e Fax 0187.732768 - C.F. 80017220114 www.ordineingegnerilaspezia.it PEC ordine.laspezia@ingpec.eu segreteria@ordineingsp.com
Presidente Enrico Ingenito Vice Presidente Riccardo Restani Segretario Franco Sappia Tesoriere Simone Dimarcoberardino Consiglieri Fabiano Boeri, Maria Ramella, Giovanni Rolando, Stefàna Rossi, Marco Savini. ISCRITTI ALBO PROFESSIONALE Sezione A 458- Sezione B 21 TOTALE 479 (di cui 411 uomini e 68 donne) al 28 febbraio 2018
SAVONA
Corso Italia, 8/11 - 17100 Savona Tel. 019.822678 e Fax 019.822696 C.F. 80003460096 www.ordineingegnerisavona.it PEC ordine.savona@ingpec.eu ingegneri.savona@ordineingegnerisavona.it
Presidente Pietro Franchetti Rosada Vice Presidente Nicola Brizzi Segretario Michele Cordeglia Tesoriere Simone Tesconi Consiglieri Claudia Bedini, Paolo Ferrari, Stefano Fusi, Riccardo Marangoni, Pietro Muscinesi, Claudio Rocca, Roberto Vallarino
Presidente Diego Pastorino Segretario Maria Alessandra Binaghi Tesoriere Diego Bergero Consiglieri Sara Arri, Ingrid Bonino, Gabriele Calzavara, Marcello Macciò, Federico Mazzetta, Danilo Muraglia, Piero Siccardi, Luciano Vicinanza.
ISCRITTI ALBO PROFESSIONALE Sezione A 706 - Sezione B 25 TOTALE 731 (di cui 638 uomini e 93 donne) al 28 febbraio 2018
ISCRITTI ALBO PROFESSIONALE Sezione A 1.055 - Sezione B 72 TOTALE 1.127 (di cui 948 uomini e 179 donne) al 28 febbraio 2018 n. 1-3 - Gennaio-Marzo 2018 -
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Qui Federazione INTESA CON LA FROIL PER UNA COLLABORAZIONE CON GLI ORDINI SU DIVERSI FRONTI
ISTITUITA “CABINA DI REGIA” TRA REGIONE E INGEGNERI LIGURI
U
na “cabina di regia” fra la Regione Liguria e la Federazione degli Ordini degli Ingegneri della Liguria per collaborare concretamente e organicamente sui temi in cui la competenza dei due enti può portare a risultati nell’interesse pubblico e ad affrontare i nodi che spesso si creano a livello legislativo e che possono essere sciolti con una reciproca intesa tecnica. Sulla base, anche dei “pareri” che gli Ordini professionali sono tenuti a dare alle pubbliche amministrazioni, in maniera gratuita, se richiesti, nei temi di loro competenza. È la sostanza dell’intesa firmata il 21 febbraio scorso dal Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e da quello della Froil, Giovanni Rolando dopo un incontro con l’assessore regionale all’urbanistica, Marco Scajola e dei rappresentanti dei quattro Ordini provinciali liguri degli ingegneri. In particolare la collaborazione si svolgerà sui temi di competenza della Regione, le attività di informazione e comunicazione, l’aggiornamento professionale delle figure tecniche impiegate nella pubblica amministrazione e per mettere a punto percorsi formativi e stimolare all’interno della committenza pubblica una maggiore consapevolezza e una cultura diffusa sui temi tecnici, anche a tutela della legalità nei settori più sensibili. La collaborazione è diretta anche a diffondere nell’attività amministrativa regionale quelle competenze specifiche ingegneristiche che stimolino una maggiore consapevolezza e una cultura diffusa sui temi tecnici, anche a tutela della legalità nei settori più sensibili. I temi di cui si è parlato maggiormente sono energia, ambiente, impianti, certificazione energetica, pianificazione territoriale e rigenerazione urbana, tutela idrogeologica, protezione civile, edilizia pubblica e privata, sicurezza stradale, strutture e sismica, attività produttive, innovazione di prodotto e di processo, trasporti, infrastrutture e mobilità, ingegneria biomedica, information technology e digitalizzazione, sicurezza nei luoghi di lavoro, formazione, competenze professionali, internazionalizzazione, semplificazione, acustica. Operativamente, la “cabina di regia” sarà operativa presso il Dipartimento Territorio, Ambiente, Infrastrutture e Trasporti della Regione Liguria e sarà convocata di volta in volta su argomenti specifici su richiesta di una delle parti. È composta dal presidente di FROIL e da altri rappresentanti degli ordini provinciali secondo la loro specializzazione; dal direttore del Dipartimento territorio, ambiente, infrastrutture e trasporti e, a seconda della materia oggetto della riunione, dagli altri direttori di dipartimento interessati. «Sono molto soddisfatto – il commento del presidente Froil Giovanni Rolando - perché abbiamo aperto una strada di collaborazione ufficiale anche in Liguria, dopo la Lombardia, con la Regione, e perché abbiamo trovato questa amministrazione molto sensibile alla nostra presenza per poter dare un contributo gratuito alle istituzioni». 30/
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Dai pareri professionali gratuiti a momenti formativi per stimolare una maggiore consapevolezza e una cultura diffusa sui temi tecnici, all’interno della committenza pubblica. Le modalità operative. Rolando: «Soddisfazione per la possibilità di poter fornire un contributo gratuito a livello istituzionale»
Foto di gruppo con amministratori regionali e rappresentanti degli Ordini provinciali liguri dopo la firma dell’intesa
Sommario
SOMMARIO
A&B - Atti e Bollettino di Informazione degli Ordini degli Ingegneri della Liguria
1 Il Rullo... di Rolli
Mensile a cura dell’Ordine degli Ingegneri di Genova Codice Fiscale 95045940103 PEC: ordine.genova@ingpec.eu www.ordineingegneri.genova.it
Vignetta a cura di S. Rolli 2 Post-Rullo 2 Piacere, sono il ptc, salvo le case - Maurizio Michelini 5 Editoriale 5 Equo Compenso, questo sconosciuto
N. 1-3 Gennaio-Marzo 2018 Chiuso in redazione il 30 Marzo 2018
Giovanni Rolando, Carlo Zunino 6 Random 6 GDPR: nuove norme ue sulla privacy e i professionisti Il garante: vietato lo spam sulle pec dei professionisti 7 Cover 7 Dagli ingegneri una svolta per costruire 10 «Elettrificare le banchine? Si deve» Gianfranco Sansalone il percorso verso il cambiamento Gianfranco Sansalone, Stefania Stefanoni 15 “Ingegneria & condominio”: accordo con gli amministratori
In copertina: dall’alto in senso orario, frana sotto le fondamenta di due edifici in via Fontanarossa dopo l’alluvione che nel 2011 aveva danneggiato un palazzo sul Fereggiano a Quezzi; le rovine di un’antica abitazione accanto a un hotel in via Gramsci a Genova; casa ad angolo sul fiume in via Chiaravagna a Sestri Ponente; edificio storico in condizioni disastrose nell’area dei modernissimi grattacieli di San Benigno (fotoservizio Mimmo Giordano)
16 Speciale sismica 16 Costruire dopo il passaggio in “Zona 3”: istruzioni per l’uso - Gianni Marchini, Andrea Balbi 18 Mail Box 18 Zolletta di sale
Di questo numero, scaricabile in pdf dal sito dell’Ordine degli Ingegneri di Genova, vengono spedite 6.000 copie cartacee a tutti gli iscritti all’Albo degli Ingegneri di Genova, alle pubbliche istituzioni, ai giornalisti e ai soggetti di interesse per la categoria, oltre alle copie che gli altri Ordini della Liguria decidono autonomamente di inviare ai loro contatti.
19 Professione 19 La lezione del Signore del vento - Giulia Danieli 22 Imprinting 22 I corsi e ricorsi storici, ovvero il segno profondo lasciato nelle nostre colonie - Antonio Brencich 24 Qui Ordine 24 Ctu: sempre più necessarie competenze “trasversali” Andrea Chiaiso 26 Decalogo: la fatturazione elettronica - Matteo Gentile
29 I dati di Froil e Ordini provinciali 30 Istituita “cabina di regia” tra Regione e Ingegneri Liguri
Editore, impaginazione, stampa: Grafica LP Via Pastorino, 200-202 r - 16162 Genova E-mail: graficalp@graficalp.191.it
Grazie per la collaborazione alle segreterie degli Ordini degli Ingegneri di Genova, Imperia, La Spezia e Savona Progetto editoriale: Agenzia Aba News abanews@abacomunicazione.it www.abacomunicazione.it
13 Si parte dalle ntc 2018:
29 Qui Federazione
Direzione e Redazione: Piazza della Vittoria, 11/10 - 16121 Genova redazione@abanews.it
Direttore Responsabile: Gianfranco Sansalone Hanno collaborato: Andrea Balbi, Antonio Brencich, Andrea Chiaiso, Giulia Danieli, Matteo Gentile, Gianni Marchini, Maurizio Michelini, Gianni Rolando, Stefano Rolli, Stefania Stefanoni, Enrico Sterpi, Carlo Zunino
la “Città del futuro”
28 Genova: convenzioni per gli iscritti
Reg. Tribunale Genova n. 64 del 25 marzo 1949 Anno LXVIII In attesa di variazione, presso il Tribunale di Genova, del proprietario dalla Federazione Regionale degli Ordini degli Ingegneri della Liguria all’Ordine degli Ingegneri di Genova
La riproduzione, anche parziale, del testo e delle immagini è consentita purché siano espressamente e citati la fonte e gli autori. È vietato riprodurre, anche in modo parziale, l’impaginazione grafica senza espressa autorizzazione della proprietà. Le immagini riprodotte sono della Federazione, di autori o di archivi regolarmente consultati, o sono state reperite presso fonti pubbliche e libere. I marchi citati appartengono ai rispettivi proprietari. Nel caso non sia stato possibile rintracciare eventuali detentori di diritti, l’editore si dichiara disponibile ad adempiere ai propri obblighi. Il prezzo dell’abbonamento è compreso nella quota di iscrizione annuale all’albo, le copie in abbonamento a titolo oneroso sono in percentuale non inferiore al 50% del totale delle copie spedite.
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n. 1-3 - Gennaio-Marzo 2018
CAROSINI, PARODI E SCARSO S.A.S. AGENZIA GENERALE DI GENOVA
Polizza RC PRofessionale
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ACCORDO CON L’ORDINE DEGLI INGEGNERI oltre alle coperture “Base” ( RC terzi e Rc dipendenti ), possibilità di aggiungere le condizioni facoltative: “Mancata rispondenza delle opere” e “Incarichi in materia di sicurezza”
sconto del 45% sul premio totale di polizza Agevolazioni tariffarie agli iscritti all’Ordine si estendono anche ai seguenti rami assicurativi: - RC Auto e rischi diversi (Furto/incendio, Vandalici, cristalli, etc.) fino al 40% di sconto - Polizze infortuni (coperture in caso di invalidità e rimborsi spese mediche) - Polizze sanitarie (con la possibilità di estendere la copertura anche al vostro nucleo familiare)
- Polizza del capofamiglia e multirischio per la vostra abitazione Per informazioni rivolgersi come referente di agenzia a:
Alessandro Francese Agenzia di Genova Piazza Dante, 8/4 - 16121 Genova (GE) Tel. +39 010 5957567 - Fax +39 010 587073 Cell. + 39 389 2729254 - alessandro.francese@realegenova.it www.realemutua.it/agenziagenova
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