N.5 Settembre Ottobre
2014
Esce del 1949
Poste Italiane Spa – Spedizione in Abbonamento Postale DL 353/2003 (Conv. In L. 27/02/04) Art. 1 Comma 1 - MP-NO / BIMESTRALE - GENOVA ANNO LXV- N.5 Settembre-Ottobre 2014
tti t
ollettino o di informazione degli Ordini degli Ingegneri della Liguria
NEL “CUORE” DELLA CONCORDIA: SARÀ DEMOLITA COSÌ Lo staff Saipem–S. Giorgio racconta le quattro fasi di un’operazione “unica al mondo”
Congresso CNI Formazione
Sismica
Nautico 2014
Crescita, legalità, sostenibilità: tre parole chiave aprono al futuro
Il caso Imperia: l’Ordine risponde all’SOS della Provincia
Lo Spazio Ingegneria e il programma degli incontri
Anatomia di un evento: come nasce e si sviluppa
Bimestrale della Federazione Regionale degli Ordini degli Ingegneri della Liguria
&2/25, 9(51,&, $'(6,9, 6,*,//$17,
GENOVA
9LD 3 3DVWRULQR U %RO]DQHWR 7HO ³ )D[ ZZZ DURQJHQRYD LW H PDLO DURQYHUQLFL#DURQJHQRYD LW
6WUXWWXUH LQ DFFLDLR SURWHWWH FRQWUR LO IXRFR H GDOOD FRUURVLRQH FRQ YHUQLFL LQWXPHVFHQWL GHOOD VHULH ,'52$521 &(57,),&$7(
6WUXWWXUH DHURSRUWXDOL
5(6,1( 3(5 3$9,0(17, ,1'8675,$/, $' $/7$ 5(6,67(1=$
R F R X I O D S WR
6
3URWH]LRQH FRQWUR LO IXRFR HG LQVRQRUL]]DQWH FRQ ),%5( HG ,1721$&, 0,1(5$/, HVHQWL GD DPLDQWR 6WUXWWXUH LQ DFFLDLR FHPHQWR OHJQR
D X T F D ¶ O O D S R 6W %ORFFDJJLR DFTXD LQ SUHVVLRQH 5LVDQDPHQWR HG LPSHUPHDELOL]]D]LRQL 3URWHWWLYL H ULYHVWLPHQWL VSHFLDOL SHU VWUXWWXUH LPPHUVH H R LQ SUHVHQ]D GL DFTXD H R VXSHU¿ FL XPLGH
,PSHUPHDELOL]]D]LRQH FDUUDELOH 6(1=$ '(02/,=,21( '(/ 9(&&+,2 *$5$17,%,/( &21 32/,==$ '(&(11$/(
,03(50($%,/,==$17, 63(&,$/,
/LQHD %,2 (',/,=,$
3URGRWWL SURWHWWLYL ULVWUXWWXUDWLYL H GHFRUDWLYL SHU O¶HGLOL]LD 9HUQLFL UHVLQH VSHFLDOL 6PDOWL VLJLOODQWL DGHVLYL VWUXWWXUDOL PDOWH ¿ QLWXUH SLWWRULFKH GL TXDOVLDVL WLSR H QDWXUD DQFKH D &$/&( H &203/(7$0(17( 1$785$/,
,1721$&, D &$/&( 385$ H 68*+(52 '(80,',),&$17, DG DOWR FRHI¿ FLHQWH GL ,62/$0(172 FRQ LO /DPEGD SL EDVVR GHO PHUFDWR FRPSRVWL GD VXJKHUR H FDOFH FKH VRVWLWXLVFRQR LO ³FDSSRWWR´
Stefano Rolli
LEGGI, MEGLIO POCHE MA BUONE - Nessuno sa con certezza quante siano le leggi in vigore in Italia: c’è chi parla di 18 mila, c’è chi dice 150-200 mila normative primarie, escluse le regionali e comunitarie, anche se alcuni sostengono che questa cifra includa tutte quelle approvate a partire dall’UnitĂ (1861). Diverse fonti concordano sul fatto che in Francia siano 3 mila, in Germania 5 mila, in Gran Bretagna 7 mila. Di fronte a questa ingente produzione italica, che tocca ogni settore e ovviamente anche quello ingegneristico, in alcuni casi i “controlloriâ€? chiudono un occhio o entrambi, perchĂŠ se applicassero tutto alla lettera probabilmente si fermerebbe il Paese. Ad esempio: se canticchiare una canzone in un luogo pubblico mentre si vendono gelati fosse materia Siae? O improvvisare uno spettacolino da marciapiede fra clochard per racimolare qualche spicciolo costasse una richiesta di licenza per occupazione del suolo pubblico? Ma non sarebbe meglio fare meno leggi, che non
IL RULLO DI... ROLLI
Stefano Rolli, vignettista satirico, pubblica ogni giorno i suoi lavori sulla prima pagina del Secolo XIX commentando i fatti della politica e del costume locale, nazionale e internazionale. Inoltre collabora con alcune tra le maggiori testate ilaliane ed estere. n. 5 - Settembre-Ottobre 2014 -
/1
POST-RULLO
I BAMBINI CANTANO AL COMPLEANNO? RISCHIANO MULTE MOLTO SALATE MAURIZIO MICHELINI
S
ono seduto a mangiare una pizza, in un tavolo all’aperto, in una porzione di strada pedonale del centro di Genova. Di fianco a me una tavolata di bambini festeggia un compleanno. La musica si diffonde con una piccola cassa acutica collegata a una presa di corrente della pizzeria e a uno smart phone: una ragazzina, in piedi su una panchina, canta “E il coccodrillo come fa...â€?; una decina di bimbi la segue e balla. Un tripudio alla felicitĂ . A un tavolo, due ragazze sussurrano: ÂŤMa perchĂŠ devono fare ‘sto baccano? Quasi quasi chiamo i Vigili!Âť Ecco, ci siamo, e penso: se li chiama davvero la societĂ civile si accorgerĂ che le norme scritte per arginare i rave party e gli schiamazzi notturni si applicano anche alle festicciole dei bambini. Verificare per credere: Legge 633/1941, art. 15: prevede il pagamento dei diritti d’autore per la musica riprodotta; basta andare sul sito SIAE per scoprire che occorrono 176,10 euro per i trattenimenti privati con musica e ballo fino a 100 invitati (chi ha il telefono con la musichetta di attesa paga 114,10 euro...). Sembra esagerato? Dal quotidiano La Repubblica, edizione di Bari del 3 settembre 2005: “Blitz della SIAE alla festa: multati i bimbi di Cernobylâ€?: ÂŤLa SIAE ha fatto una multa di 205 euro a 14 bambini di Chernobyl per violazione del diritto d´autore. I piccoli, tra i 7 e 12 anni, avevano preparato un piccolo spettacolo per dire grazie alle famiglie da cui erano stati ospitati. Con una canzone popolare in bielorusso. Sulla base musicale, avevano iniziato a cantare le prime strofe per salutare le persone che si erano prese cura di loro per quasi un meseÂť. (http://www. peacelink.it/mediawatch/a/18471.html) D.Lgs. 708/1947, art. 3: prevede l’obbligo di iscrizione al’INPS (giĂ ENPALS), categoria cantante o DJ, fatta salva l’esclusione per giovani fino a 18 anni, studenti fino a 25, pensionati oltre i 65 o per chi è giĂ soggetto ad altra forma di previdenza, a condizione che i compensi annui maturati per l’attivitĂ di spettacolo non superino i 5.000 euro (L. 296/2006, art. 1, comma 188). Art. 666 c.p.: sanziona chi esegue trattenimenti in luogo pubblico senza licenza di pubblica sicurezza. D.M. 19 Agosto 1996, titolo XI, comma 3: dispone l’obbligo di produrre l’idoneitĂ statica delle strutture allestite (la panchina su cui balla e canta...) e la dichiarazione d’esecuzione a regola d’arte degli impianti elettrici installati (quelli della pizzeria...), nonchĂŠ l’approntamento e l’idoneitĂ dei mezzi antincendio. Legge 447/1995, art. 6, comma 1, lettera h: prevede l’autorizzazione acustica per lo svolgimento di spettacoli temporanei o mobili. Non sono sicuro che sia tutto, ma è chiaro che tutte queste allegre persone erano fuorilegge. La soluzione? Usare il buon senso, ma, oggi, non è piĂš possibile, perchĂŠ abbiamo invocato norme rigide e tolleranza zero, cosĂŹ l’ente di controllo che “chiude un occhioâ€? rischia di incorrere nel reato di rifiuto o omissione di atti d’ufficio. Allora si potrebbero modificare le norme in modo che sia sempre esplicitato un limite al di sotto del quale non sussiste l’interesse pubblico di tutela (es. 100 persone coinvolte, 70 dB ai serramenti degli edifici) e il cittadino sia libero di fare ciò che vuole nel rispetto del diritto altrui. Distratto da questi pensieri, la pizza è diventata fredda e ho chiesto di non pagare il conto, invocando l’art. 1, comma 1 del R.D.L. 12/1933, applicato secondo l’interpretazione autentica contenuta all’art. 223, comma 4-bis del D.L. 221/2012, introdotto, in sede conversione, dalla Legge 185/2012, dovendosi disapplicare il comma 1, in quanto contrastante con l’art. 66 della Direttiva 2011/123/CE. Purtroppo non ha funzionato.
2/
- n. 5 - Settembre-Ottobre 2014
In un Paese dove vige la tolleranza zero su qualunque cosa, imposta da una miriade di norme, dalle assurdità ci può salvare solo il buon senso dei controllori. il pagamento per la musichetta di attesa del
EDITORIALE
Roberto Orvieto*
C
LA CENTRALITÀ DEL PROGETTO E UN NUOVO RUOLO PER L’ORDINE
rescita, sostenibilità, legalità: sono le parole chiave del 59° Congresso nazionale degli ingegneri italiani che si è tenuto il 10 settembre a Caserta. Tre giorni di interventi e dibattiti che hanno imposto un dato di fatto incontestabile: senza l’apporto degli ingegneri il Paese non cresce. In un panorama economico internazionale come quello che stiamo vivendo, per combattere la sfrenata concorrenza Low cost, è necessario un salto di qualità che ci impone di puntare verso il top di gamma: è ormai chiaro che oltre all’Italian design e ad una buona operazione di marketing serve ora l’ingegneria italiana, capace di contraddistinguerci nel mondo. Gli ingegneri sentono oggi più che mai la necessità di mettere a disposizione del Paese le proprie competenze, che ritengono ormai essenziali per afferrare la crescita, soprattutto nell’ottica degli imminenti obiettivi che l’Europa ha disegnato. Sostenibilità e sviluppo un binomio che riteniamo debba riportare la centralità delle strategie del Paese sull’ingegneria italiana. Il messaggio del congresso è stato forte e chiaro “Signori Politici coinvolgete gli ingegneri nei processi decisionali”. Una riforma che gli ingegneri vogliono vedere come una grande opportunutà per accrescere la loro competitività internazionale: darsi una formazione di eccellenza, puntare sulla qualità delle prestazioni, garantire sicurezza per i committenti, scrivere accordi contrattuali preliminari per favorire al cliente la trasparenza e colmare una asimmetria informativa prima incombente. Ma non è tutto. Come ha rilevato il nostro presidente nazionale Armando Zambrano, per aumentare la qualità nel controllo e nella realizzazione delle opere pubbliche garantendo maggiore legalità, è necessario mettere al centro il progetto. Se un’impresa può contare su
Le tre parole chiave – Crescita, Sostenibilità, Legalità – hanno caratterizzato tre giorni di dibattito in cui sono emersi i futuri compiti degli ingegneri alla luce di una riforma che ha aperto molteplici opportunità. L’ingegnere al centro dei processi decisionali, garanzia di crescita e sviluppo, WorkIng, ecco le nuove “prove” di futuro
L’intervento a Caserta del Presidente del CNI Armando Zambrano
* Presidente Ordine Ingegneri Provincia Genova n. 5 - Settembre-Ottobre 2014 -
/3
un’adeguata progettazione dovrà e potrà completare le opere assegnate nei tempi e nei costi previsti. Ma per far questo la competenza di base deve essere quella dei professionisti. E qui bisogna riflettere seriamente: sui costi di un’opera pubblica, in Italia la progettazione incide per il 2-3%; in Francia pesa dal 15 al 25 per cento, in Gran Bretagna mediamente per il 32 per cento. Il fulcro dell’opera deve essere il progetto, pensare bene “prima di agire” porta a buone opere, risparmiando tante risorse economiche e tenendo lontano il contenzioso. Al congresso nazionale si è ritenuto necessario trattare anche l’importante tema della legalità: gli ingegneri, con grande forza, scrivono e si impongono un nuovo Codice deontologico che detta nuove garanzie per i clienti, per i cittadini e per la collettività, assicurando un’imparzialità di giudizio disciplinare, istituendo dei nuovi Consigli di disciplina esterni al Consiglio dell’Ordine e nominati dal Presidente del Tribunale territoriale. Pensare Smart per gli ingegneri costituisce la quotidianità: per questo dovrano essere il centro del comparto per gli stakeholder e punto di riferimento tecnologico offrendo competenze diverse in tutti i settori (da dati tangibili mostrati si evince che le smart-technologies porteranno notevoli risparmi in tutti i campi). I progetti in pentola sono molti: non in ordine di importanza il WorkIng, presentato a Caserta, per il quale il nostro Ordine è stato parte attiva e sarà sperimentatore (già un anno fa lo avevamo annunciato, con una frase simbolica: “domanda ed offerta che si incontrano liberamente”). Un portale web sperimentale in partenza che mette in rete gli ingegneri e che grazie a una banca dati di clienti, incrocerà domanda e offerta di lavoro.
4/
- n. 5 - Settembre-Ottobre 2014
I delegati durante un momento del dibattito a Caserta
Random
ASSUNZIONE DEGLI INGEGNERI NEOLAUREATI ANCHE QUEST’ANNO CONTINUA IL TREND POSITIVO Anche il 2014 registra un lieve aumento di accessi di lavoratori nel settore privato. Secondo le previsioni di assunzione di Unioncamere e Ministero del Lavoro, sono complessivamente 1.389.000 le entrate programmate, circa 96 mila in più rispetto al 2013, e i laureati in Ingegneria elettronica e dell’Informazione si confermano le specializzazioni più richieste alla fine del percorso di studi. I tre macrosettori analizzati sono l’industria, i servizi e l’agricoltura e all’interno della previsione le professioni più richieste sono, appunto, gli ingegneri, i conduttori di impianti e altre figure dal profilo scientifico. In tutto le assunzioni previste nell’anno per tutti i settori ingegneristici sono
18.400. Cinquemila e seicento riguarderebbero neolaureati in ingegneria industriale - che, tra l’altro, sarebbe la terza laurea più richiesta – 1.500 quelli in Ingegneria civile e ambientale e 3.200 i restanti ambiti. Le aziende che hanno programmato di effettuare più assunzioni, sono passate dal 13,2% del totale nel 2013 al 13,9% di quest’anno, con picchi superiori al 26% nel caso delle imprese innovatrici ed esportatrici. L’industria delle costruzioni dovrebbe attivare circa 226 mila contratti, di cui 163 mila relativi a persone direttamente assunte nelle imprese. G. D.
UN INCONTRO SU “DIFFAMAZIONE A MEZZO STAMPA” L’8 NOVEMBRE A GENOVA “La diffamazione a mezzo stampa”: è il titolo dell’incontro che si terrà l’8 novembre prossimo, organizzato dagli ordini degli Ingegneri di Genova e dei Giornalisti della Liguria, in collaborazione con l’Associazione “Progetto e cultura”. L’iniziativa, che avrà inizio alle 9 e si protrarrà per l’intera mattinata, si dividerà in due fasi: la prima rivolta ai professionisti, con l’attribuzione dei crediti formativi, farà il punto sullo stato dell’arte dal punto di vista legislativo alla luce del dibattito in corso in parlamento e degli
emendamenti in discussione (se la riforma sarà invece già approvata al momento del dibattito, sarà debitamente illustrata in tutti i suoi punti); la seconda con la partecipazione di rappresentanti di genitori e insegnanti, orientata più ai pericoli provenienti dall’uso del web, soprattutto da parte dei ragazzi, che spesso possono incorrere nel reato di diffamazione usando con leggerezza un linguaggio ingiurioso o addirittura mettendo un “mi piace” sotto espressioni diffamatorie che non sembrano tali. Un modo, insomma, per
diffondere la cultura giuridica anche attraverso la scuola e le famiglie. Fra gli oratori I presidenti degli Ordini dei Giornalisti della Liguria e degli Avvocati di Genova; un magistrato; un docente universitario in diritto penale e diritto informatico; un dirigente della polizia postale e un rappresentante della direzione scolastica provinciale di Genova. I particolari saranno diffusi attraversi i siti degli Ordini organizzatori (www. ordineingegneri.genova.it, www. odg.liguria.it).
n. 5 - Settembre-Ottobre 2014 -
/5
Random
SAVONA: “PATTO” TRA ORDINE E UNIONE INDUSTRIALI PER UNA COLLABORAZIONE NEI CORSI DI FORMAZIONE SAVONA - L’Ordine degli Ingegneri e l’Unione Industriali della Provincia di Savona hanno firmato, il 18 settembre scorso, una convenzione che darà vita a nuove sinergie nei corsi di formazione e nell’aggiornamento professionale. Nella sede dell’UISV, il presidente dell’Ordine Fulvio Ricci e il direttore degli Industriali savonesi Alessandro Berta, alla presenza di Roberto Ruggeri, vice Presidente di Centroservizi Srl (a società che si occupa di formazione per conto degli Industriali) e del vice Presidente dell’Ordine degli Ingegneri Nicola Berlen, hanno siglato il “patto” grazie al quale prenderà il via la collaborazione. «Il nostro – ha spiegato Ricci - è un accordo tra due entità importanti, per gestire in maniera ottimale la formazione,
che rappresenta uno degli aspetti cruciali della nostra attività professionale e che ci consente di mantenere uno standard elevato di qualità, come dai programmi che ci siamo dati». La fase attuativa dell’accordo prevede la realizzazione delle prime iniziative già il 30 settembre ed il 6 ottobre prossimi. «Formare gli iscritti all’Ordine – ha spiegato afferma Nicola Berlen - per noi è un obbligo recente e abbastanza arduo, iniziato solo quest’anno.
Grazie all’impegno del Consiglio, siamo riusciti a impostare questa nuova attività in house, ma anche cercando partner di qualità come appunto l’Unione Industriali, con i quali ci siamo trovati molto bene. La convenzione è un ottimo risultato, che permetterà a tutti gli iscritti, sia professionisti autonomi che dipendenti di enti pubblici o aziende private, di potersi aggiornare e di migliorare le proprie conoscenze. L’Ordine degli Ingegneri continuerà, anche in futuro, a cercare di perseguire risultati che forniscano agli iscritti un prodotto ottimale e di qualità». Per i programmi ed ulteriori informazioni: www.uisv. it, www.ciservi.it, oppure Centroservizi Srl, tel. 019.821499, formazione@ciservi.it G. D.
GESTORE SERVIZI ENERGETICI GSE SPA ISTITUISCE 4 elenchi PER I COMPONENTI DEI GRUPPI DI VERIFICA Gestore dei Servizi Energetici GSE Spa, la società costituita nel 1999 dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per promuovere la cultura dell’uso dell’energia compatibile e sostenibile con le esigenze dell’ambiente (erogando fra l’altro incentivi economici per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili) istituirà quattro distinti elenchi dei componenti dei Gruppi di Verifica presso la Direzione Verifiche e Ispezioni. Il termine per le domande – i cui moduli sono stati diffusi anche a cura del CNI e degli Ordini provinciali degli Ingegneri – è scaduto il 30 aprile scorso e le si attendono le graduatorie, e secondo il regolamento ai solo selezionati entro il 30 maggio sarebbe stata inviata apposita comunicazione. Ma l’alto numero delle domande arrivate ha fatto slittare questo termine al 30 settembre. Informazioni in merito, comunque, si possono trovare sul sito www.gse.it Gli elenchi si riferiscono alle seguenti tipologie di 6/
impianti/interventi che possono essere oggetto di controllo: 1 - Impianti termoelettrici alimentati a biogas, gas da discarica, gas residuati dai processi di depurazione e bioliquidi; 2 - Interventi di efficienza energetica negli usi finali, con riferimento al settore industriale della carta, dei laterizi, della ceramica e del vetro; 3 - Impianti termoelettrici di Cogenerazione ad Alto Rendimento (CAR); 4 - Impianti fotovoltaici. I componenti degli Albi dovranno coadiuvare il GSE nell’effettuazione delle attività di controllo documentale e controlli sugli impianti/interventi affidate alla società, sia in base alla normativa vigente a quella di eventuale nuova emanazione. Non è escluso che vengano istituiti eventuali altri Albi per altre tipologie di impianti/interventi, con una nuova selezione di cui sarà data opportuna comunicazione.
- n. 5 - Settembre-Ottobre 2014
Random
LO SPAZIO INGEGNERIA AL NAUTICO IL NOSTRO PROGRAMMA DEGLI EVENTI Anche quest’anno Il Salone Nautico ospita alla Fiera di Genova lo Spazio Ingegneria gestito dall’Ordine degli Ingegneri genovese nell’Area Mezzanino al Padiglione B. Obiettivo della presenza a questo importante appuntamento è, come sempre, approfondire e diffondere il punto di vista della categoria sui più importanti temi di attualità – attraverso momenti di dibattito e incontri - e diffondere la cultura dell’ingegneria nel corso di uno degli eventi di rilievo internazionale per Genova e la Liguria. Lo Spazio Ingegneria sarà un punto di riferimento non solo per i colleghi ma anche per i rappresentanti delle
Istituzioni e della società civile. Diversi gli appuntamenti programmati, e fra questi un incontro dedicato alla Concordia, con alcuni dei principali protagonisti del recupero a mare e delle operazioni di demolizione e smaltimento a terra. Tra gli altri temi trattati: prevenzione incendi e sicurezza nei luoghi di lavoro a 20 anni dalla 626; riunione congiunta dei gruppi di lavoro sull’internazionalizzazione dei Consigli Nazionali degli Ingegneri e degli Architetti; effetti della riforma delle professioni a tre anni dall’abolizione delle tariffe; l’invio delle istanze digitali alle pubbliche amministrazioni. (partecipazione a invito)
Sabato 4 Ottobre, ore 10 - Sala Ucina Forum – Area Mezzanino Padiglione B TAVOLA ROTONDA ”La riforma del fisco come motore per lo sviluppo: il ruolo delle professioni” • 10-10,30 - Registrazione dei partecipanti • 10,30-10,50 - Saluti Istituzionali (Ing. Angelo Valsecchi, Consiglio Nazionale Ingegneri; Ing. Roberto Orvieto, Presidente Ordine Ingegneri Genova; Dott. Giovanni Soave, Presidente Commissione Tributaria Regionale Genova; Dott. Felice Negri, Vice Presidente Camera Commercio Genova; Dott.ssa Marina Stella, Direttore Generale UCINA) • 10,50-11,10 - Principi della delega fiscale, modalità di attuazione e sistema delle audizioni (Sen. Mauro Maria Marino, Presidente della Commissione VI Finanze e Tesoro del Senato) • 11,10-11,30 - Audizioni in Senato del 6.5.2014 e del
1.7.2014 (Avv. Stefano Betti, Presidente dell’Associazione dei Master in Diritto Tributario dell’Università di Genova) • 11,30-11,50 - Il ruolo del professionista nella riforma del catasto: un’occasione di sviluppo per il Paese (Ing. Maurizio Michelini, Presidente della Federazione Regionale degli Ordini degli Ingegneri della Liguria • 11,50-12,10 - Deflazione del contenzioso: esperienze giurisprudenziali e proposte. (Dott. Bartolomeo Quatraro, già Presidente della Commissione Tributaria Provinciale di Genova) • 12,10-13,00 - Tavola Rotonda e Dibattito
Foto Paola Leoni
n. 5 - Settembre-Ottobre 2014 -
/7
Cover PARLA LO STAFF DEL CONSORZIO SHIP RECYCLING (SAIPEM-SAN GIORGIO DEL PORTO)
Le quattro fasi dell’operazione, guidata da un’équipe di ingegneri e tecnici specializzati,
Il piano di sicurezza e la sua applicazione,
COSÌ, IN 22 MESI,
Foto Ship Recycling
LA CONCORDIA
8/
SARÀ SMANTELLATA E DEMOLITA Gianfranco Sansalone - Giulia Danieli - n. 5 - Settembre-Ottobre 2014
Cover
S
i chiama Roc ed è la “sala controllo” di tutte le operazioni che avvengono a bordo. Due container da 20 piedi collocati sul punto più alto della nave, ponte quattordici (V. foto di copertina). Nella Remote Operative Control – che è costantemente presidiata -operano ingegneri, tecnici e specialisti col compito di verificare che le condizioni di stabilità del relitto rimangano immutate durante le delicate fasi di smantellamento. Su una grande parete, come una sala regia, computer e schermi visualizzano i parametri chiave delle condizioni di stabilità e galleggiamento, ora assicurate dal complesso sistema dei cassoni di galleggiamento (sponson) collocato sulle fiancate di quella che è divenuta, suo malgrado, la nave più famosa del mondo. E, ancora, nella Roc è sempre in funzione il sistema radio VHF collegato con capitaneria di porto, battellieri, piloti, servizio meteo e soprattutto la sala emergenze della “casa madre”, ovvero gli uffici della San Giorgio del Porto di Genova che fa parte (col 49%) del consorzio Ship Recycling formato con la società Saipem (51%), popolati di ingegneri, tecnici ed esperti, anch’essi sempre presenti. Eccolo qui, oggi, il “cuore” della Concordia, otto anni di navigazione sui mari delle vacanze e ora classificata come rifiuto CER 160401 (veicoli fuori uso), probabilmente il più grande mai preso in carico in un registro in Italia. Dopo il naufragio davanti all’Isola del Giglio del 13 gennaio 2012 e 22 mesi immersa per buona parte in acqua prima di essere raddrizzata con quel parbuckling diventato ormai famoso e portata a Genova per la demolizione grazie ad un’operazione che ha fatto pronunciare al premier Matteo Renzi parole di ringraziamento e di orgoglio verso l’ingegneria italiana. Un rifiuto “speciale” non solo per le sue condizioni, ma anche perché l’affidamento a Genova della sua demolizione apre per il capoluogo ligure l’opportunità di rilanciare il settore con la creazione di un polo specializzato a livello europeo, capace di battere la concorrenza dell’Est Europa, della Turchia e dell’Asia. Con questa commessa il capoluogo ligure si gioca una carta forse decisiva in tutta la partita: la capacità di gestire le fasi che porteranno allo smantellamento completo del relitto nella salvaguardia assoluta dell’ambiente e della salute e sicurezza dei lavoratori: condizioni Foto Aba News impensabili in diversi Paesi concorrenti dove inquinamento ambientale e incidenti sul lavoro sono l’altissimo prezzo che si paga per offrire costi competitivi.
Da sinistra: Alberto Pongiglione, Deputy Project Manager, San Giorgio del Porto; Domenico Bartolini, Deputy Project Manager, Saipem; Roberto Fossa, Direttore Tecnico, San Giorgio del Porto; Valerio Mulas, Project Manager, Saipem; Ferdinando Garrè, Amministratore Delegato San Giorgio del Porto; Ottavia Garrè, Presidente San Giorgio del Porto.
Un “cantiere” molto particolare E già, anche questo è uno dei punti della sfida che bisognerà affrontare in un mercato in cui oggi le regole a livello internazionale non contano per tutti e i costi sono un n. 5 - Settembre-Ottobre 2014 -
/9
Cover
Foto Aba News
elemento fondamentale. Per di più la Concordia non sembra proprio un relitto come tutti gli altri. Essendo la nave rimasta per due anni e mezzo parzialmente sott’acqua, infatti, può essere considerato ora un “cantiere normale”? Cioè può essere paragonato ad una “normale” nave a fine vita, che, pur di grandi dimensioni, torna in un porto per morire, o ci sono differenze sostanziali? Valerio Mulas, ingegnere meccanico di Saipem e Project Manager del Consorzio Ship Recycling (Saipem– San Giorgio del Porto), parla negli uffici di direzione della San Giorgio, a Calata Boccardo, sede operativa dell’operazione. «Innanzitutto – spiega – rispetto ad una nave che arriva in cantiere in normale navigazione e dopo essere stata spogliata da qualunque bene, la Concordia non è in grado né di navigare né tantomeno di galleggiare autonomamente. Al momento del naufragio c’erano circa 5 mila persone, tra passeggeri ed equipaggio. Con relativi bagagli, che sono rimasti a bordo. Le cambuse e i vari depositi erano quindi pieni di generi alimentari per le persone che stavano facendo una vacanza. Con il passare del tempo e la permanenza del relitto alla mercé di agenti atmosferici e acque marine, si è avviato un progressivo processo di deterioramento di tutti i beni e i prodotti alimentari, con la possibile creazione di H2S in alcuni ambienti che ha reso necessaria l’attivazione di uno specifico piano di monitoraggio e l’adozione di precise pratiche di sicurezza».
La sede degli uffici di direzione del consorzio a Calata Boccardo
10/
Particolare attenzione viene posta infatti nella verifica della presenza appunto di H2S, l’acido solfidrico, che si può formare anche dalla decomposizione di generi alimentari e comunque di sostanze organiche. «A bordo - spiega Mulas - è sempre garantita la presenza del chimico di porto con una nostra équipe di specialisti, che provvedono all’ispezione di ogni locale con verifiche mediante strumenti portatili prima dell’esecuzione di qualsiasi tipo di attività. Tutto questo, assieme a diverse altre criticità, rendono il nostro lavoro assolutamente diverso, se non unico, rispetto allo smantellamento di qualunque nave “normale”». Il piano di sicurezza per la Concordia – che supera le mille pagine, e anche questa è una differenza sostanziale con una “ordinaria” demolizione – è stato elaborato con la regia dell’Autorità portuale e della Capitaneria di porto di Genova. «Ed è stato condiviso – aggiunge Mulas - con tutti gli Enti pubblici competenti nel corso di incontri dedicati con i rappresentanti non solo del Consorzio e delle aziende d’appalto, ma anche di Regione Liguria, Vigili del fuoco, Asl, Inail. La sua applicazione viene peraltro monitorata in sede di Comitato di Igiene e Sicurezza di Palazzo San Giorgio, con il coinvolgimento di tutte le parti, al fine di garantire un percorso di controllo continuo su tutto il ciclo della lavorazione. Inoltre, un Osservatorio permanente con sede presso la Regione Liguria, sovrintenderà il progetto. Dallo smantellamento fino alla demolizione». Le 4 fasi del progetto di smaltimento e riciclo L’intera operazione si svolgerà in quattro fasi - come spiegano l’ing. navale Alberto Pongiglione della San Giorgio e il dott. Domenico Bartolini di Saipem, entrambi deputy project manager e parte del team che dovrà far letteralmente “sparire il gigante” – della durata complessiva di circa 22 mesi, entro il primo semestre del 2016. «Un lavoro – informano - che con queste caratteristiche viene eseguito per la prima volta al mondo, e che ha richiesto l’elaborazione di specifiche metodologie di intervento». Al di là delle polemiche che si sono sviluppate nei mesi scorsi con la Toscana per l’assegnazione del lavoro a Genova (per l’Italia si era proposta Piombino, oltre che Civitavecchia) sulle preferenze anche del Governo verso il capoluogo ligure, possono aver pesato non solo l’adeguatezza delle strutture (come ad esempio l’impianto per il trattamento delle acque industriali presente dal 2010) e dei fondali (vedi box) ma anche la presenza di competenze specifiche nell’ambito della cantieristica navale. «Per altro – sottolinea Mulas - il gruppo Saipem e San
- n. 5 - Settembre-Ottobre 2014
Cover
Foto Ship Recycling
Giorgio del Porto, ha completato l’ampio spettro di certificazioni di cui era già dotato, come ISO 9001:2008, 14001:2004, 18001:2007, con l’ottenimento da parte di San Giorgio dell’importante ISO 30000:2009 per il sistema di gestione dedicato alle operazioni di demolizione e di riciclaggio di una nave, rilasciata dal RINA nell’aprile scorso». «Grazie alle specifiche competenze tecniche del consorzio – dice Pongiglione – nelle attività di smontaggio faremo in modo di massimizzare la separazione dei materiali di risulta. Inoltre, come previsto nell’apposito Piano di Monitoraggio, durante tutto il processo controlleremo le diverse matrici ambientali (aria, rumore, acque marine e sedimenti) sia attraverso campionamenti cadenzati nel tempo secondo le prescrizioni degli enti pubblici, sia con campionamenti
QUEI MOLI “A PETTINE” POI ABBANDONATI LA CHANCE CHE HA PORTATO LA CONCORDIA A PRA’ Nato e residente a Genova, Guido Barbazza è capitano di macchina, ingegnere e scrittore. Diplomato all’Istituto Nautico, inizia a navigare come marinaio pescatore, mozzo di macchina, ufficiale di macchina: mentre è capo officina in una società di riparazioni navali e di manutenzione motori e turbine, si laurea in ingegneria meccanica nel corso serale per studenti lavoratori, con esperienze professionali in vari settori, funzioni e posizioni fino alla direzione dell’organizzazione mondiale di field services di una importante società internazionale nel campo dei sistemi di propulsione e di generazione di energia per applicazioni navali ed industriali. Sempre in giro per il mondo, da qualche tempo dà voce alle proprie esperienze attraverso racconti e romanzi.
GUIDO BARBAZZA C’è un dettaglio tecnico importante, fondamentale, che ha reso possibile l’operazione “Costa Concordia a Genova”. Il relitto, mantenuto in galleggiamento da cassoni di acciaio assicurati alle fiancate, presenta un’immersione di circa 18 metri, superiore ai fondali del porto di Genova. Ecco quindi la necessità di avvalersi del porto di Pra’ che, per le sue caratteristiche peculiari presenta un fondale, a ridosso della diga foranea, di circa 22 metri, atto all’ormeggio in questa condizione particolare. La “Concordia” può così essere “alleggerita”, rimuovendo arredamento, impiantistica, dotazioni
per consentirle di sollevarsi di alcuni metri, proprio quelli che le necessitano per entrare senza problemi nel porto di Genova per la demolizione vera e propria. Questa felice combinazione è però più frutto del caso che di una precisa volontà. Infatti, i lavori per costruire il porto di Pra’ iniziarono nel 1968 con un progetto che prevedeva ancora i tradizionali moli a pettine, seguendo il primo schema concettuale che risale al 1918, e in similitudine a quanto realizzato per il bacino di Sampierdarena. Fu in base a tale idea progettuale che venne costruita, come prima opera, la diga foranea, che risultò così posizionata molto al largo, raggiungendo fondali importanti. L’avvento prorompente del “container” nei traffici marittimi costrinse, nel 1979, all’abbandono della soluzione a pettine, per passare a quella lineare, interrompendo la discarica per la creazione del piazzale in corrispondenza della linea di radice dei moli. Ciò, di fatto, comportò la realizzazione di un vasto bacino portuale, con alti fondali e spazi evolutivi, spropositati per le necessità di allora, ma che oggi consentono agevolmente la manovra e l’accosto delle più grandi navi porta-contenitori di ultima generazione. Una miopia progettuale, un problema sorto decenni prima, si è trasformato così ai giorni nostri, per fortunata casualità, in un grande vantaggio ed opportunità, sia per lo sviluppo del porto di Pra’, sia per la demolizione della Costa Concordia a Genova.
n. 5 - Settembre-Ottobre 2014 -
/1 1
Cover
in continuo per mezzo di centraline di controllo opportunamente posizionate in punti significativi, sempre individuati dagli enti pubblici competenti nei pressi delle aree di lavoro». Per evitare l’inquinamento da possibili sversamenti, aggiunge Bartolini, sono state installate delle barriere di contenimento galleggianti intorno al relitto ora ormeggiato presso la Diga foranea del teminal di Pra’Voltri (che dal 4 settembre, con decreto dell’Autorità portuale di Genova e analogo provvedimento del Municipio VII Ponente, si chiama Bacino portuale di Pra’, accogliendo così le richieste degli abitanti sostenute con forza soprattutto dall’associazione Primavera - ndr). Analoghe misure preventive sono previste quando il relitto sarà spostato presso il Molo ex Superbacino. «Sempre allo scopo di
minimizzare l’impatto sull’ambiente e sulle persone in caso di eventi accidentali – dice ancora Bartolini disponiamo di un servizio sommozzatori col supporto di ROV (mezzi sottomarini a comando remoto) per verificare lo stato del fondale e del relitto. Inoltre, sono state messe in campo unità antincendio, di pronto intervento, di Oil spill Response, tutte in servizio 24 ore su 24, e in grado di intervenire tempestivamente in caso di necessità. Ed ecco la tabella di marcia La prima fase, dopo il passaggio di consegne tecnico tra Titan Micoperi e il Consorzio, prevede lo svuotamento di tutti i locali con la rimozione degli arredi interni e degli allestimenti dei ponti emersi (dal 14 fino al 3). Il relitto, come tutti sanno, è oggi ormeggiato lungo il molo della
I NUMERI Stazza lorda: 114.137 t - Stazza netta: 87.196 t Lunghezza: (fuori tutto) 290,20 m (tra le p.p.) 247,4 m Larghezza: 35,50 m - Altezza: 70 m Pescaggio: 8,2 m Propulsione: Motori elettrici 6 generatori Wärtsilä 12V46C; 75,600 kW (101 400 hp) combinati Velocità crociera: 19,6 nodi (max) 23 nodi (36,3 – 43 km/h) Ponti: 13 Equipaggio: 1.100 persone - Passeggeri: 3.780 (massimo)
CRONISTORIA: DAL VARO ALLA SUA FINE 2 settembre 2005, SCENDE IN ACQUA - La Concordia figura tra le più grandi navi della flotta di Costa Crociere. Costruita dalla Fincantieri di Genova (costo: 450 milioni di euro) deve il suo nome all’unità e alla pace fra le Nazioni europee, i cui nomi si ritrovano nei suoi 13 ponti. I numeri più significativi: un centro benessere di oltre 2.100 mq, 1.500 cabine, 70 suites, 5 piscine, un campo polisportivo, 5 ristoranti, 13 bar, 2 teatri, 2 discoteche, una sala da gioco e un cinema. Battezzata il 7 luglio 2006 da due madrine, Eva Herzigova e Antonella Clerici nel porto di Civitavecchia, inizia la navigazione due giorni dopo con la crociera inaugurale verso penisola iberica. Da molti, la mancata rottura della bottiglia di champagne lanciata contro la fiancata, viene vista come un cattivo presagio. Prima del naufragio al Giglio, la nave subisce altri incidenti. 13 gennaio 2012, L’INCIDENTE DEL GIGLIO - Sono le sette di sera quando la Concordia salpa dal porto di Civitavecchia per la prima tappa della crociera “Profumo d’agrumi” nel Mediterraneo. A bordo 4.229 persone: 3.216 passeggeri e 1.013 membri dell’equipaggio. Il primo scalo dovrebbe essere Savona, ma due ore dopo la partenza, all’altezza dell’arcipelago toscano, la nave cambia rotta e punta verso l’isola del Giglio. Il motivo: effettuare la manovra cosiddetta dell’inchino davanti all’isola e quindi riprendere la rotta stabilita. Alle 21,45, sotto il comando di Francesco Schettino, la nave si schianta contro gli scogli delle Scole e riportando una falla lunga circa 70 centimetri sul lato sinistro della carena. Pochi minuti dopo è già ingovernabile e alle 22,42 – davanti a Punta Gabbianara - si piega lentamente su un fianco mentre arrivano le prime motovedette di soccorso. Le operazioni di salvataggio continuano fino all’alba: alla fine si conteranno 32 vittime. Per questo è in corso un procedimento giudiziario che vede Schettino imputato. Undici giorni dopo l’incidente - il 24 gennaio, mentre il Giglio 12/
diventa meta di turisti e curiosi che arrivano da tutt’Italia e non solo - iniziano le prime operazioni di sicurezza ambientale, con lo svuotamento dei serbatoi, passo necessario e preliminare al successivo recupero del relitto. La Concordia ha stivate all’interno dei suoi serbatoi circa 2.400 tonnellate di olio. Viene utilizzata la tecnica di hot tapping, che prevede il preriscaldamento a seguito della avvenuta solidificazione del combustibile, dovuta alle temperature invernali, a cui è sottoposto e la sostituzione con un equivalente peso di acqua per non destabilizzare la nave. Dopo due mesi di lavoro, vengono recuperati oltre 2.000 m³ di carburante, 240 m³ di acque nere.
- n. 5 - Settembre-Ottobre 2014
Cover
diga foranea del Bacino di Pra’, di fronte al VTE, dove saranno eseguiti i lavori di strip-out (rimozione di circa diecimila tonnellate di arredi e materiale vario) e in una seconda area in testata di banchina, per le attività logistiche e l’invio a smaltimento/recupero dei diversi materiali sbarcati. L’alleggerimento partirà, un ponte per volta, dal più alto, e si concluderà quando il pescaggio della nave scenderà di circa 3 metri, dagli attuali 18 a 15, in modo che possa essere rimorchiato nell’area delle riparazioni navali. Rischi ambientali e sicurezza dei lavoratori: «Saranno tenuti sotto controllo – dice Mulas - attraverso una serie di misure di prevenzione pianificate. Innanzitutto le maestranze prima di salire a bordo, vengono formate ed informate dai responsabili HSE in apposite riunioni,
sui rischi specifici e sui comportamenti da tenere sulla nave anche in condizioni di pericolo. Le attività a bordo vengono gestite da tecnici preposti che di volta in volta autorizzano l’accesso alle varie aree. In queste settimane è stata realizzata una attività di messa in sicurezza delle aree di lavoro per consentire l’avvio delle operazioni Le squadre di operai e di specialisti saranno guidate con cautela in ogni locale. Il chimico del porto esegue gli accertamenti prima di aprire ogni porta per rilevare la presenza di sostanze o gas tossici – quali H2S – e verrà fatta una verifica della tenuta delle strutture: due anni e mezzo in acqua ed i danni allo scafo, sia a dritta che a sinistra, potrebbero aver indebolito i ponti e le strutture portanti in acciaio». Fine prevista: entro gennaio 2015.
29 maggio 2013, IL PARBUCKLING – Il progetto per la rimozione della nave comincia a prendere vita già due mesi dopo il naufragio. La Costa Concordia è la più grande nave di cui si sia mai tentato il recupero. A causa del moto ondoso e delle correnti, il relitto però si sposta di alcuni centimetri, col conseguente rischio di scivolamento fino a 88 metri di profondità, affondando quindi completamente (dopo il naufragio è appoggiato per 30 metri). Per la rimessa in assetto, il galleggiamento del relitto e la sua rimozione, vengono incaricate le società specializzate Titan Salvage (Usa) e l’italiana Micoperi. La prima operazione, portata a termine dalla società olandese Smit Salvage, è la rimozione del combustibile dai serbatoi, osservando ovviamente tutte le regole stabilite per la salvaguardia dell’ecosistema dell’Isola del Giglio, messo a rischio dalle sostanze nocive fuoriuscite dopo il naufragio. Per sollevare Concordia viene messo a punto un complesso sistema che si basa su cassoni che circondano le fiancate e con l’immissione di acqua e aria consentono di muoverlo e farlo emergere. Il 15
luglio viene ultimata l’estrazione dallo scafo della roccia e il 17 aprile 2013 sono montati i primi due cassoni sul lato di sinistra. Il piano di recupero prevede, dopo la stabilizzazione del relitto, il montaggio di 30 cassoni (15 per lato), per garantire la galleggiabilità. Cinque mesi dopo, il 16 settembre si entra nel vivo dell’operazione molto complessa di rotazione della nave: alle 9,06, con circa tre ore di ritardo dovute alle avverse condizioni meteomarine, cominciano i lavori per la rotazione (in inglese parbuckling, tecnica che veniva usata nell’Ottocento per far rotolare i barili su un piano inclinato attraverso un sistema di doppia corda) della nave. La manovra, mai tentata prima per una nave di così elevato tonnellaggio, è condotta sotto la direzione del sudafricano Nick Sloane: della squadra, come direttore dei lavori per il gruppo Fagioli, fa parte anche l’ingegnere navale genovese, Paolo Cremonini. Dopo circa 19 ore l’allineamento si conclude perfettamente con il raddrizzamento del relitto grazie anche all’uso di martinetti idraulici che azionano cavi di ancoraggio.
14 luglio 2014, DAL GIGLIO A GENOVA - Il 30 giugno il Consiglio dei Ministri annuncia la decisione di far demolire il relitto nel porto di Genova, mettendo così fine alle pressioni della Toscana che promuove Piombino. Inizia la procedura di rimozione della nave dal Giglio, sotto una forte attenzione mediatica di divello mondiale. Terminate le operazioni di rigalleggiamento (refloating), il relitto viene trainato da due rimorchiatori oceanici, il Blizzard e il Resolve Earl nel suo ultimo viaggio. La navigazione verso il porto ligure – iniziata la mattina del 23 - è lunga circa 200 miglia nautiche (370
chilometri) e dura poco meno di quattro giorni a una velocità media di 2,5 miglia all’ora. All’alba del 27 luglio la Costa Concordia arriva a Genova nell’area portuale di Prà-Voltri, e viene ormeggiata nella banchina della diga foranea che protegge il VTE. Nel pomeriggio, la proprietà del relitto viene ceduta dall’assicurazione della compagnia di navigazione, al costo di un euro, al consorzio SaipemSan Giorgio al Porto per la gestione dello smantellamento e del riciclo del relitto, con una commessa di circa 100 milioni di euro. GIULIA DANIELI
n. 5 - Settembre-Ottobre 2014 -
/1 3 /
Foto Ship Recycling
Cover
Quindi, via alla seconda fase: il trasferimento della Concordia al molo “ex Superbacino” per lo smantellamento delle strutture in acciaio dei ponti e del fasciame dei ponti dal 14 al 2, rimuovendo anche gli arredi ed altro materiale che non sarà stato possibile eliminare nella fase precedente. La nave sarà divisa in tre parti operative - prua, poppa e centro nave – con la rimozione contemporanea di due ponti per ognuna. Le operazioni, che si svolgeranno in acqua, dovranno tenere conto del mantenimento della stabilità e della resistenza longitudinale. Previsti circa otto mesi di lavoro con fine a settembre 2015. Il relitto sarà quindi preparato alla terza fase, per il trasferimento nel bacino di carenaggio n. 4, largo 40 metri e lungo circa 267 metri: realizzazione dei volumi di spinta; resa stagna di alcuni compartimenti per poter rimuovere gli sponson, cioè i 30 cassoni utilizzati per il rigalleggiamento e la stabilizzazione della nave; pulizie delle cambuse e delle celle frigo nel ponte zero. L’ultima fase, la quarta, consiste nello smantellamento completo del relitto, con il suo inserimento nel bacino e la conduzione all’asciutto delle operazioni, che comprendono la gestione, il trasporto e lo smaltimento dei materiali di risulta. «Si stima – dice l’ing. Valerio Mulas - che circa l’80% della nave possa essere recuperato, mentre il restante 20% potrà essere avviato ad idoneo smaltimento presso impianti autorizzati già individuati e per i quali si stanno finalizzando gli incarichi specifici. Sicuramente saranno recuperate le circa 30 mila tonnellate di metalli che andranno in fonderia per essere fuse» e che quindi torneranno a nuova vita nell’industria edile, 14/
- n. 5 - Settembre-Ottobre 2014
Un particolare dei cassoni di galleggiamento (sponson)
Cover
navale, degli elettrodomestici e automobilistica. Last but not least, la gestione delle acque reflue, un’operazione delicata e complessa «per la quale – spiega ancora Mulas – abbiamo previsto l’utilizzo di un secondo bacino di carenaggio, il n. 5, come “polmone” in cui versare i reflui stessi per eseguire le necessarie verifiche analitiche e definirne le modalità di corretta gestione. Inoltre, la Concordia potrebbe contenere nelle sue casse le acque dolci, nere, di zavorra, di sentina, e così via che dovranno essere opportunamente gestite come peraltro già previsto nell’articolato Piano di Gestione dei Rifiuti messo a punto dal Consorzio. Il tutto per la massima salvaguardia dell’ambiente e dei lavoratori». Non si conosce ancora il numero esatto delle persone che lavoreranno nel corso di tutta l’operazione: secondo una stima, potrebbe aggirarsi attorno alle 250 unità.
Foto Ship Recycling
Il relitto ormeggiato presso la diga foranea del bacino di Pra’
LA NORMATIVA Numerose le norme a cui sarà fatto riferimento in tutta la fase di smantellamento della Concordia: leggi dello Stato, direttive europee, accordi, trattati e convenzioni internazionali. La Convenzione di Hong Kong per il riciclaggio sicuro ed ecologicamente razionale delle navi, ad esempio, è stata adottata nel 2009 ma entrerà in vigore solo quando sarà ratificata da 15 Paesi proprietari di almeno il 40% della flotta mondiale e dotati della capacità di riciclare non meno del 3% di quest’ultima. Un obiettivo ancora lontano, visto che ad oggi solo la Norvegia ha ratificato la convenzione e che pochissimi Paesi, fra cui Italia, Francia, e Olanda, hanno siglato un protocollo d’intenti. Fra le leggi relative alla sicurezza sul lavoro e alla salvaguardia ambientale: D. Lgs 81 del 9 aprile 2008, “Testo unico in materia di sicurezza sul lavoro” (successivamente
modificato dal D.Lgs. 3 agosto 2009 n. 106) che ha regolamentato anche la sicurezza sul lavoro trattate dalla 626 del 19 settembre 1994, nata dal recepimento della Direttiva 89/391/CEE che ha introdotto l’obbligatorietà della valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori; D. Lgs 271 del 27 luglio 1999, “Adeguamento della normativa sulla sicurezza e salute dei lavoratori marittimi a bordo delle navi mercantili da pesca nazionali, a norma della legge 31 dicembre 1998, n. 485” D. Lgs 272 del 27 luglio 1999, “Sicurezza nell’espletamento di operazioni portuali” D. Lgs 152 del 3 aprile 2006, “Norme in materia ambientale”. Legge Regione Liguria 30 del 13 agosto 2007, “Norme regionali per la sicurezza e la qualità del lavoro”
n. 5 - Settembre-Ottobre 2014 -
/1 5
Qui Federazione ANTISISMICA
IMPERIA, SOS DELLA PROVINCIA L’ORDINE INTERVIENE E SBLOCCA
E
ntro dicembre le note problematiche legate alle autorizzazioni per gli interventi in zona sismica (Legge regionale 50/2012, art. 20) saranno risolte con un adeguato intervento legislativo: o almeno questa è la volontĂ espressa al presidente della Federazione Regionale degli Ordini degli Ingegneri Maurizio Michelini dagli assessori regionali Raffaella Paita (Infrastrutture, protezione civile, difesa del suolo, acque e rifiuti, ecosistema costiero, rapporti con enti locali)) e Gabriele Cascino (Pianificazione territoriale, urbanistica). Nell’incontro, avvenuto in Regione nella seconda metĂ di settembre, è stata chiesta l’abrogazione dell’articolo contestato, che amplia il regime di autorizzazione sismica rispetto alla normativa nazionale e crea non poche difficoltĂ alle Province, che devono rilasciarla entro 60 giorni. Un problema che ha creato un vero e proprio caso a Imperia, dove proprio il presidente della Provincia, Luigi Sappa, nelle scorse settimane si è rivolto agli Ordini provinciali degli Ingegneri e degli Architetti chiedendo un appoggio ai propri uffici, mediante l’espressione di pareri (gratuiti), per smaltire l’arretrato e ridare la possibilitĂ di eseguire opere edilizie ferme da quasi un anno in attesa del completamento dell’iter approvativo dei progetti. ÂŤĂˆ una normativa molto complessa – ha dichiarato Sappa – e nonostante gli sforzi per potenziare il personale dell’ufficio competente non ce la facciamoÂť. ÂŤDi fronte a una situazione di emergenza – commenta il presidente dell’Ordine imperiese degli Ingegneri, Domenico Pino - abbiamo immediatamente raccolto l’appello, avviando le procedure previste. E devo dire che in pochi giorni la risposta è stata significativa: 36 specialisti disponibili, con i quali sono state costituite 12 commissioni che hanno affiancato gli uffici provinciali nel loro lavoro. I nostri ingegneri offrono loro, giĂ da metĂ settembre, la loro consulenza per l’esame delle pratiche, e giĂ molte sono quelle evase; entro l’anno tutto l’arretrato potrebbe essere smaltito. Noi vediamo tutto questo come la risposta a un dovere in un momento di emergenza manifestata dal nostro territorio in cui siamo fortemente radicati, e come un modo per essere allineati ai principi manifestati, proprio in questo senso, dal nostro Consiglio Nazionale al Congresso di Caserta. L’Ordine degli Architetti ha invece deciso di non aderire.Âť. Una considerazione, invece, sulla legge vigente: l’intasamento negli uffici si verifica anche, dice Pino, perchĂŠ i permessi vengono richiesti per lavori di scarsa importanza, mentre dovrebbero essere limitati a pratiche complesse. Uno degli aspetti della battaglia, in sostanza, che da tempo sta conducendo proprio la Federazione Regionale degli Ordini degli Ingegneri della Liguria. Sull’argomento dei pareri V. editoriale del n. 1-3/2014 del nostro giornale. 16/
- n. 5 - Settembre-Ottobre 2014
Mentre la Regione esprime alla Federazione la volontĂ di adeguare la L.R. 50/2012, gli Ingegneri imperiesi rispondono alla richiesta di pareri per aiutare a esaminare le domande ferme da mesi. Motivo: la complessitĂ provinciali con organici
Professione VIAGGIO NEL SISTEMA DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE OBBLIGATORIO/3
ANATOMIA DI UN EVENTO COME NASCE E SI SVILUPPA CLAUDIO FIRPO*
A
vevamo iniziato a parlare di aggiornamento della competenza professionale, considerando dapprima il punto di vista dei ns. Iscritti, cui vengono messe a disposizione varie tipologie di apprendimento, poi quello di chi si propone per erogare contenuti formativi nell’ambito dell’apprendimento non formale (che costituisce la tipologia piĂš frequente, elemento che congiunge destinatari, cioè Iscritti, ed erogatori, ovvero Provider). Ogni evento di apprendimento non formale è caratterizzato da parametri, che vengono immessi nella piattaforma di gestione nazionale, a cura dell’Ordine territoriale. In questo terzo intervento intraprendiamo quindi una sorta di esplorazione anatomica degli eventi formativi e di tutti i dati che occorre immettere per ogni singolo evento. Per prima viene la tipologia, enumerata nei seguenti valori: Seminario, Corso di Formazione, Corso di Formazione abilitante (previsto per legge), Convegni/ Conferenze ed altri eventi, Visite tecniche qualificate a siti di interesse. Viene poi la durata in ore, netta, cosĂŹ da poter rispettare la regola 1 ora = 1 CFP, seguita dal titolo. Il parametro successivo indica se si tratta di un evento dedicato a etica e deontologia professionale. Seguono le informazioni di localizzazione temporale e spaziale dell’evento: data, nazionale/estero, regione, provincia, comune, cap, indirizzo, luogo (ubicazione in edificio). Elementi qualificanti dell’evento sono: obiettivi formativi, programma (allegato in formato pdf), indicatore del fatto che l’evento sia ospitato nell’ambito di un contenitore piĂš esteso (fiera, convegno, etc.), ed eventualmente identificazione precisa del contenitore medesimo. Ulteriore indicatore riguardante la previsione di interazione con i partecipanti. Occorre definire se l’evento sia rivolto ad uno specifico settore (Civile Ambientale, Industriale, Informazione), che va indicato, oppure abbia carattere di multisettorialitĂ . Seguono parametri, mirati alla classificazione dell’evento formativo su tre livelli gerarchici: disciplina, macro-area, area. Per assicurare un idoneo livello di servizio, vengono richiesti poi nominativi e riferimenti comunicativi (indirizzo e-mail, telefono) di due figure: il Responsabile di Segreteria, per gli aspetti organizzativi, ed il Responsabile scientifico, per i contenuti formativi. Per quest’ultimo vengono anche registrati codice fiscale, qualifica e curriculum vitae, caricato come allegato in formato pdf. Per “Responsabile scientificoâ€? dell’evento si intende colui che garantisce con la sua esperienza e autorevolezza il contenuto scientifico dell’evento stesso. L’inserimento dei suoi dati è obbligatorio per tutte le tipologie di eventi.
Guida all’organizzazione delle attività formative: dai contenuti ai dati informativi da comunicare; dai parametri da osservare responsabilità e garanzia; dall’attribuzione dei CFP a tutto quanto bisogna sapere per l’erogazione della formazione. In arrivo i chiarimenti chiesti al CNI dagli Ordini territoriali
* Responsabile del workIngGroup di Federazione sulla Formazione
n. 5 - Settembre-Ottobre 2014 -
/1 7
Professione
Importanza analoga, è attribuita alle figure necessarie per la docenza, che possono agire nell’ambito dell’evento. Per ognuna di esse viene specificato: il ruolo (Docente, Tutor, Relatore), il nominativo, il codice fiscale, se laureato, ed il curriculum vitae, caricato come allegato in formato pdf. È opinione diffusa che il responsabile scientifico possa ricoprire contemporaneamente anche i ruoli citati (docente, tutor, relatore) mentre il contrario non sempre sia vero. Essendo la responsabilità scientifica degli eventi formativi in capo all’Ordine territoriale, il ruolo di Responsabile scientifico dovrebbe essere attribuito ad un Consigliere, che può richiedere eventuale assistenza
18/
specialistica a Colleghi, Commissioni, working groups, ma che mantiene comunque l’assunzione di responsabilità nel tempo. Ciò è tanto più utile ed efficace se si considera come riferimento non un singolo evento formativo bensì una serie di eventi, magari collegati tra loro da una tematica comune (“serie”, “collana”). L’attribuzione dei CFP ai Responsabili Scientifici Altro argomento delicato riguarda la possibilità di partecipare ad un evento, di cui si detiene la responsabilità scientifica, e di chiedere l’attribuzione
- n. 5 - Settembre-Ottobre 2014
Professione
dei CFP associati all’evento stesso. Si può garantire il contenuto scientifico dell’evento anche se non si conoscono appieno tutti i dettagli del tema trattato? Appare ragionevole ammettere che la partecipazione permetta di conseguire il necessario aggiornamento di competenza professionale ancora mancante, senza peraltro inficiare la competenza e l’esperienza richieste dal ruolo di responsabile scientifico. Prudentemente, tuttavia, i CFP per la partecipazione ad eventi di cui si detiene la responsabilità scientifica non sono stati ad oggi attribuiti, rinviando la decisione finale a chiarimenti in merito da parte del CNI. Le modalità di erogazione La vestizione dell’evento prosegue con i parametri che ne descrivono la modalità di erogazione. Metodo di insegnamento (Lezioni magistrali, serie relazioni tema preordinato, demo tecniche senza esecuzione diretta dei partecipanti, demo tecniche con esecuzione diretta dei partecipanti) e lingua utilizzata: solo Italiano o anche altre lingue. Materiali e documentazione da distribuire a corredo dell’evento. Verifica dell’efficacia formativa: se è obbligatoria per l’evento in questione e, in caso positivo, tramite quale modalità (Questionario, Esame orale, Esame pratico, Prova scritta). Ulteriori parametri sono dedicati agli aspetti organizzativi. Eventuale quota di partecipazione, numero minimo di partecipanti per l’attivazione dell’evento, numero massimo di partecipanti ammissibili all’evento, metodologia di rilevazione presenze (badge, firma cartacea), numero di CFP conseguibili, eventuale obbligo di rilevazione della qualità percepita, tramite somministrazione e compilazione dell’apposito modulo. Eventuali Sponsor dell’evento devono essere specificati, indicandone i principali dati amministrativi, dell’area commerciale di appartenenza e l’inserimento del contratto che regola la stessa sponsorizzazione. È obbligatorio regolamentare la sponsorizzazione mediante un accordo formale sottoscritto dalle parti. Analogamente devono essere specificati eventuali Partner, cioè organizzazioni che intendano supportare il Provider nella realizzazione dell’evento attraverso la messa a disposizione non onerosa di beni e servizi, di natura scientifica, tecnologica o organizzativa,
indicando per ciascun Partner i seguenti dati: Tipo (scientifico, tecnologico o organizzativo), Ragione sociale, Area attività, Descrizione della collaborazione. Completa il quadro il parametro sulla privacy, che indica il possesso del consenso scritto alla pubblicazione dei dati personali da parte delle persone indicate nel corso del procedimento di inserimento dell’evento. Si tratta di una dichiarazione obbligatoria esplicita, come previsto dal D.Lgs. 196/2003. Tutti i dati fin qui evidenziati possono essere salvati senza autorizzarne la pubblicazione oppure, purché completi e corretti, possono essere pubblicati sulla piattaforma di gestione nazionale. Se l’evento formativo si svolge come pianificato, occorrerà procedere ad elaborare i dati della rilevazione presenze, della rilevazione qualità percepita ed immetterli sulla piattaforma di gestione nazionale, così ripartiti: partecipanti all’evento che hanno diritto al riconoscimento dei crediti previsti; docenti/relatori a cui riconoscere crediti, in proporzione alle ore attività docenza non ripetitive Da inizio 2015 le credenziali per la piattaforma nazionale Venerdì 19 settembre si è tenuta a Roma la seconda riunione nazionale del CNI e degli Ordini territoriali sul tema della formazione continua degli Ingegneri (FCI). La prima si era svolta, sempre a Roma e con analoghe modalità, il 31 gennaio scorso, con l’avvio del progetto. A breve verranno fornite dal CNI risposte e chiarimenti alle domande e alle perplessità manifestate in questi mesi dagli Ordini territoriali (ad esempio su procedure e modulistica per richiedere esoneri, dimostrare e certificare il proprio apprendimento informale, ecc.). La gestione del progetto da parte del CNI ha finora conseguito obiettivi di efficacia, affidabilità e coesione. Il prezzo pagato è costituito da un allungamento dei tempi. Gestione e consultazione dei dati verranno ulteriormente collaudate dagli Ordini territoriali, fino allo scadere dell’anno. Da inizio 2015 è prevista l’attribuzione agli Iscritti delle credenziali di accesso alla piattaforma di gestione nazionale, così da rendere possibile la consultazione on-line del proprio estratto conto formativo.
n. 5 - Settembre-Ottobre 2014 -
/1 9
Professione DIBATTITO
INGEGNERE DELL’INFORMAZIONE, CI SEI? ALLORA BATTI UN COLPO CLAUDIO FIRPO
Q
uante volte al giorno ci capita di sentir citare i termini informatica, Internet, high tech, tecnologie innovative, tlc, ICT, information technology, nuove tecnologie, e cosĂŹ via? In tutti i contesti, da parte di interlocutori ogni genere, viene di volta in volta presentata una particolare percezione e/o esperienza, legata al “mondo dei computer e della Reteâ€?. Ma come si posiziona la persona che sta leggendo queste righe rispetto a quei termini e a quel mondo? Ăˆ un utente, spontaneo o obbligato? Ăˆ un utente Ingegnere che opera nel settore specifico o in altri? Un utente assolutamente diverso da quelli citati? Qualunque sia la risposta, non si può ignorare la pervasivitĂ di metodologie, tecnologie e fenomeni che entrano, anzi stanno avvolgendo sempre piĂš, nella nostra vita quotidiana. Ma noi Ingegneri abbiamo davvero una visione chiara sull’argomento? E staticamente (verrebbe da dire strutturalmente) ben definita e salda, oppure è mutevole, o peggio caratterizzata da una dinamicitĂ che possa rischiare di precipitare nell’instabilitĂ ? E, ancora, noi Ingegneri siamo un unicum compatto e ben delineato, anzi vittima di spiritosi ed infallibili luoghi comuni, oppure esistono fenomeni multidimensionali, difficili da inquadrare e definire, che fanno di noi persone estremamente ricche dal punto di vista intellettuale, culturale, sociale ed umano? Attenzione, però! Non ci siamo soltanto noi Ingegneri iscritti al nostro Albo, ma anche altri laureati. Qualcuno forse non lo sapeva? Eppure è sancito per legge in Italia da oltre tredici anni‌ Ma allora, se proprio vogliamo dirla tutta, perchĂŠ limitarci ai laureati? Da anni esistono piani ufficiali di studio nel sistema di istruzione di 2° grado (c.d. “scuole superioriâ€?), negli Istituti Tecnici Industriali, negli Istituti Tecnici Commerciali, nelle Scuole Professionali e nell’ambito di percorsi intermedi, a progetto, tra scuola superiore ed universitĂ . Tutti noi abbiamo occasione di conoscere validi Periti Industriali, Periti Informatici, Ragionieri Programmatori, specialisti vari. E questo per il sistema di istruzione pubblico. Scorrendo le inserzioni di offerta lavoro per il mondo dei computer e della rete, troviamo elenchi di prodotti con nomi altisonanti, evocativi, commercializzati da grosse aziende
20/
- n. 5 - Settembre-Ottobre 2014
Informatica, Internet, high tech, tecnologie innovative, tlc, ICT, information technology, nuove tecnologie: termini che fanno parte della nostra vita ma spesso non compresi da tutti. Mentre vengono
designer, marketing design assistant, SEO specialist. Vogliamo parlare del valore di una laurea?
Professione
del settore, in maggioranza multinazionali con quote di mercato significative nel settore: non viene richiesta competenza ed esperienza professionale, ma solo conoscenza di un particolare prodotto, la cui obsolescenza è frequentemente misurata in mesi. Oppure capita che la descrizione del profilo professionale richiesto costituisca un potente stimolo alla nostra fantasia e abilità di introspezione: web designer, marketing design assistant, SEO specialist, per citarne solo alcuni. Cosa significa? Esistono davvero lavori del genere, e dove si imparano? Ma se ho studiato tanto, con impegno sincero, è servito? E il mio titolo di studio, che valore effettivo ha? La scuola mi rilascia un certificato cartaceo, come faccio a farlo corrispondere all’offerta del mercato del lavoro? Con speranza alziamo lo sguardo cercando di capire cosa dice l’Europa, di cui facciamo parte, un tempo fieramente, ultimamente forse con minore entusiasmo. E così possiamo scoprire nuovi termini: competenze, certificazione, profili professionali, soggetti riconosciuti, lifelong learning. Ultimamente, poi, può addirittura capitare di sentire Colleghi affermare in tutta sicurezza che gli Ordini sono inutili, perlomeno per quanto concerne il mondo dei computer e della rete, e proporre in alternativa modelli associativi privati, come gli unici veramente validi per tracciare la rotta. E la legge, cosa dice la legge? Già, intanto è abilità preziosa saper utilizzare strumenti ufficiali, gratuiti, potenti per reperire i testi della normativa. Ma poi bisogna anche saperla comprendere. E il legislatore? Possiamo pretendere da lui una definizione tecnico-scientifica, omnicomprensiva, immutabile? Fortunati i Colleghi che operano in altri settori, in cui le leggi esistono, definiscono obblighi per i Cittadini e generano opportunità continue di lavoro. Eppure, scorrendo le pagine della nostra rivista, si capisce bene che non sempre è oro tutto ciò che luccica: troppa normativa, troppe leggi, spesso in contrasto tra loro. E viene invocata semplificazione. In questo periodo, in cui l’affanno di tutti è di generare sviluppo, la ricetta indicata sembra quella di eliminare tutti quei vincoli inutili e che frenano l’azione. Alcuni di essi, però, sono tesi a garantire la sicurezza collettiva, sono la genesi stessa dei nostri Ordini. Mi rendo conto di aver posto solo domande, dubbi, criticità. E l’elenco è sicuramente non esaustivo. Il tema merita riflessioni, discussioni, confronti, partecipazione. Parliamone. Alla prossima.
n. 5 - Settembre-Ottobre 2014 -
/2 1
Professione
BLOCK NOTES N. 2
BLOCK NOTES N. 3
LE NORME ANTIMAFIA NEGLI APPALTI EDILIZI
COSTRUIRE E RISTRUTTURARE LE REGOLE IN FRANCIA
Il secondo numero dell’inserto di “A&Bâ€?, scaricabile dal sito della Federazione, dedicato agli appalti pubblici e alle opere strategiche, è curato dall’ing. Sergio Barosso
Il terzo inserto del nostro giornale, ! è una guida dettagliata per chi si trovasse
Ecco i principali compiti e le prerogative dei soggetti a vario titolo coinvolti nella gestione della lotta ai tentativi di infiltrazione di stampo mafioso nell’ambito degli appalti pubblici, con un aggiornamento puntuale delle norme attualmente in vigore. Sono descritti minuziosamente nel secondo “Block Notesâ€? – la collana di approfondimento di “A&Bâ€?, stavolta curato dall’ing. Sergio Barosso - dedicato appunto a “Appalti pubblici e opere strategiche: l’applicazione della nuova normativa antimafiaâ€?. L’inserto, in Pdf, scaricabile e stampabile oppure consultabile sul sito della Federazione degli Ordini degli Ingegneri della Liguria (www.federazioneingegneri.liguria.it/home/ab/ab-blocknotes), si rivolge a una vasta platea di potenziali lettori, che comprende non solo gli operatori delle cosiddette Stazioni Appaltanti (ovvero soggetti di diritto come le amministrazioni dello Stato, gli Enti pubblici territoriali, gli Enti pubblici non economici, gli organismi diritto pubblico e altri soggetti aggiudicatori individuati dalla legge), ma anche i direttori dei lavori liberi professionisti e in ultimo i soggetti che eseguono le opere pubbliche (imprese singole ed associate in varie forme). Nel volume viene descritta la recente evoluzione della normativa antimafia nell’ambito dei pubblici appalti, con una sintesi dei tratti di maggiore rilievo, quindi è riportata una guida dei principali adempimenti, che risulta di immediato utilizzo sia per le Stazioni Appaltanti che per i direttori dei lavori, per i quali costituisce un vero e proprio strumento operativo. Il “Block Notesâ€? tratta, nel dettaglio, la pratica operativa dei seguenti aspetti: É’ la documentazione antimafia; É’ i provvedimenti conseguenti la sussistenza di cause di decadenza, di sospensione o di divieto o di un tentativo di infiltrazione mafiosa; É’ i poteri e le prerogative delle Prefetture; É’ esempi di disposizioni particolari che possono essere inserite nei Capitolati Speciali d’Appalto;i possibili contenuti dei Protocolli di legalitĂ (suddivisi tra compiti della Prefettura, della Stazione Appaltante e dell’Appaltatore).
Capita spesso che ingegneri edili italiani – specie della provincia di Imperia, ma non solo – ricevano incarichi da privati oppure partecipino a gare in Francia. O che abbiano amici che hanno comprato una casa magari in Costa Azzurra e preferiscano sia un ingegnere “di casaâ€? a seguire i lavori di ristrutturazione. Ebbene, come è facilmente immaginabile, le normative in vigore dai “cuginiâ€? in alcuni casi non solo sono diverse rispetto a quelle italiane, ma soprattutto modalitĂ , tempi, controlli (e anche compensi‌) sono spesso diversi rispetto a quelli a cui siamo abituati nel Bel Paese. Ecco dunque un “viaggioâ€?, puntiglioso e razionale – frutto di esperienza diretta ma anche di una serie di corsi di formazione e di studio in “locoâ€? – firmato dal nostro collaboratore ing. Luca Lombardo, che va ad arricchire la biblioteca di “A&Bâ€? con il terzo numero di “Block Notesâ€?, dedicato a “Le regole per costruire e ristrutturare in Franciaâ€? (il pdf è sul sito Froil (www. federazioneingegneri.liguria.it/home/ab/ab-blocknotes). Passo dopo passo, nel volume si trovano i capitoli dedicati alle indicazioni per l’acquisto del bene, al pagamento e all’ammontare delle tasse secondo la natura giuridica dell’acquirente, alle autorizzazioni necessarie nei vari casi, alle differenze (burocratiche e di altra natura) che si riscontrano fra costruzione e ristrutturazione e quelle legate al titolare che effettua i lavori (ci sono situazioni in cui non è indispensabile presentare alcuna richiesta di autorizzazione), alla presentazione delle varie figure amministrative e di controllo, all’obbligatorietĂ delle polizze assicurative, alla descrizione dei documenti che vengono di volta in volta richiesti. CosĂŹ, ecco che si fa conoscenza non solo con le varie Declarations, ma anche con figure tecniche come l’Architecte de Batiment de France e soprattutto con i vari Piani urbanistici nazionali e comunali che regolano le attivitĂ costruttive secondo le leggi statali e territoriali. Due dettagliate tabelle infine, riassumono le informazioni principali che riguardano le costruzioni e le ristrutturazioni. Un prezioso “vademecumâ€? insomma, utile anche come cultura generale per tutti coloro che si occupano di edilizia e vogliono capire le differenze fra due “mondiâ€? vicini eppure spesso significativamente diversi.
22/
- n. 5 - Settembre-Ottobre 2014
Professione
I 140 ANNI DELLA SAVONA-TORINO E L’EVOLUZIONE DELL’INGEGNERIA FEDERICO MAZZETTA ono trascorsi 140 anni dalla mattina di quel 26 settembre 1874, quando Il 26 settembre 1874 il primo treno viaggiatori lasciò la nuova stazione di Torino Porta Nuova partì da Porta Nuova il alla volta di Savona Letimbro. La realizzazione dell’infrastruttura primo treno viaggiatori ferroviaria ha avuto un forte impatto sul territorio e un importante ruolo di diretto alla stazione rilevanza economica e socio-politica, contribuendo allo sviluppo industriale, portuale e commerciale delle città servite. Letimbro. La linea, La ferrovia è stato tema di dibattito politico ricorrente nel corso del secolo antenata dell’asse XIX, interessando numerosi personaggi-chiave della politica dell’epoca, tra dei due mari e dei i quali anche Paleocapa, al quale è dedicata la principale strada porticata di Savona, realizzata all’epoca sbancando la collina presso S. Andrea, nell’ottica “corridoi europei”, urbanistica di congiungere col massimo comfort pedonale il porto alla nuova cambiò il tracciato stazione ferroviaria, che portò linfa vitale alla città con un forte sviluppo originario, fu una ingegneristico-architettonico. palestra di innovazioni La nuova linea Savona-Torino attribuiva alla città del ponente ligure quel ruolo chiave che già aveva dal punto di vista stradale, di snodo tra l’asse dalla tecnologiche e aprì Riviera per Genova e per Torino e Alessandria, che aprì all’epoca anche un forti opportunità interessante dibattito per la valorizzazione dell’asse Savona-Torino–Aostasviluppo al territorio Gran San Bernardo per la Svizzera (un “antenato” del concetto più moderno dell’asse dei due mari e dei “corridoi europei”), che era strategico per la potente industria siderurgica sabauda e che avrebbe portato ad un diverso sviluppo storico le province interessate. La linea, fondamentale sia per merci sia per viaggiatori, è in un contesto di prima importanza anche per quanto riguarda lo sviluppo della rete: nuove tratte “laterali” furono messe in esercizio in seguito, compresa la variante di valico novecentesca via Altare, che come la linea storica via Ferrania vanta numerose opere di ingegneria di qualità, su un tracciato ricco di ponti, viadotti e gallerie. Oggi i collegamenti tra Torino e Savona non seguono più lo stesso storico tracciato del 1874, ora dismesso tra Bra e Ceva; il traffico attuale viaggia via Fossano per giungere a Savona presso la stazione di Mongrifone (opera dell’ing. P.L. Nervi) che nel 1977 sostituì la demolenda Letimbro. Nel savonese è possibile ammirare i maestosi viadotti dell’epoca oggi come allora, quando quel primo treno rallentò la sua corsa presso il viadotto di San Bartolomeo per farne apprezzare l’armonia che creava col paesaggio. E ancora oggi molte persone intraprendono quel viaggio, proprio come i loro avi di 140 anni fa. Torino-Savona: Linea Savona-Torino, la E428.186 sul Viadotto “Acquabuona” nel 1983, buon anniversario. tratta Santuario-Ferrania (foto Franco Dell’Amico)
S
n. 5 - Settembre-Ottobre 2014 -
/2 3
Qui Ordine LA SPEZIA ANCE, ORDINI E ASSOCIAZIONI INSIEME
UN PROTOCOLLO PER LA CASA CHE RILANCI ANCHE L’EDILIZIA CLAUDIA BEDINI
D
iciassette tra Associazioni e Ordini professionali della provincia della Spezia hanno sottoscritto il primo “Protocollo per la casaâ€?, che ha l’ambizione di rispondere alla forte domanda di abitazione: tutti i firmatari si sono impegnati, mettendo a fattore comune la propria professionalitĂ , a promuovere concrete azioni per di valorizzare il bene casa e nel contempo rilanciare il settore dell’edilizia mettendo a frutto le esperienze maturate nei rispettivi ambiti. Le proposte elaborate nel documento verranno presentate sia alla Regione Liguria che alle Amministrazioni comunali e alle banche. L’iniziativa parte da una proposta formulata da Ance nel novembre 2013, in occasione della prima giornata per la casa “Home Dayâ€?, indetta per chiedere al Governo e all’amministrazione locale di attivare con la massima urgenza un’azione coordinata per far sĂŹ che la casa torni ad avere un ruolo sociale ed economico. L’obiettivo è garantire che ogni cittadino usufruisca di un’abitazione decorosa e rispondente alle proprie esigenze, e inoltre rilanciare il comparto edile per favorire la ripresa a un settore che si trova in una crisi profonda che sta continuando a decimare imprese e professionisti. Gli Ordini e le Associazioni condividono l’idea che fra le maggiori criticitĂ da superare c’è l’eliminazione e la riduzione delle difficoltĂ di accesso al credito con strumenti giĂ esistenti, quali i fondi di garanzia dello Stato da incrementare anche attraverso gli Enti locali. Ancora, vengono chiesti l’introduzione di meccanismi di detrazione fiscale, esenzioni pluriennali dalle imposte sulla casa per gli edifici anche ad uso commerciale e iniziative da parte del Governo in particolare per la riforma della locazione. Un’emergenza che emerge anche alla Spezia, cosĂŹ come in tutto il Paese, e i numeri lo rivelano impietosi. Il 9 settembre i sottoscrittori del protocollo hanno costituito un tavolo tecnico operativo per dare voce e gambe all’iniziativa. ÂŤĂˆ la prima volta – commenta Il presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Spezia, Paolo Caruana, fra i firmatari del documento - che soggetti diversi, per compiti e stato giuridico, accomunati esclusivamente dalla condivisione delle problematiche della casa, trovano un momento di incontro e di confronto nel quale apportare le proprie conoscenze e competenze per un fine comune: sostenere un settore, quello della casa e piĂš in generale dell’edilizia, che sta raggiungendo forse il picco piĂš negativo dal dopoguerra. Le ripercussioni della crisi di questo comparto? Dalla perdita dei posti di lavoro alla chiusura delle imprese e delle attivitĂ professionali, ai mancati investimenti privati che a loro volta potrebbero riattivare e riequilibrare un mercato, quello degli affitti, anch’esso in estrema crisi. Non sarĂ facile incidere per modificare, ad esempio, rigide regole come quelle dell’accesso al credito, che cosĂŹ tanto condizionano il mercato immobiliare; o far modificare strumenti urbanistici che spesso incidono negativamente sugli interventi edilizi, condizionandoli oltre il dovuto e incrementando gli oneri a carico del soggetto attuatore, fino ad erodere ogni residuo margine operativo. Ma l’importante è aver fatto il primo passo, al quale dovranno seguire adesso proposte operative concrete che istituzioni e soggetti interessati non dovranno ignorareÂť.
Da un tavolo tecnico operativo le proposte per la ripresa del settore. Tra i dell’Ordine Paolo Caruana: L’accesso degli strumenti urbanistici fra i primi obiettivi
Anno 2011 2012 2013 2014 Case sfitte 3000
Asticella sfratti 187 198 289 >300
Un momento della firma del Protocollo per la casa
24/
- n. 5 - Settembre-Ottobre 2014
Qui Ordine BILANCIO / GENOVA
IL CONSUNTIVO 2013 E IL PREVENTIVO 2014 GIANLUIGI CALZETTA Tesoriere Ordine Ingegneri Genova Ecco una sintesi della relazione relativa al Bilancio Consuntivo 2013. ENTRATE - Il consuntivo della gestione economicofinanziaria dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Genova per il 2013 presenta al capitolo Entrate di competenza proventi per un importo complessivo di 652.192,33 euro, che al netto delle partite di giro pari a € 5.914,20, risulta di € 646.278,13, a fronte della stima del Bilancio di 641.000,00 €. L’analisi. a) il raffronto fra il consuntivo 2013 quello dell’esercizio 2012 registra una diminuzione di 272,18 €, coerente con le previsioni di entrata (646.278,13 euro effettivi contro i 641.000,00 previsti). Continua il trend in aumento delle iscrizioni all’Ordine e si evidenzia il comportamento dei componenti dell’Ordine nella Commissione Esami di Stato, caratterizzato da correttezza e competenza professionale, con una maggiore consapevolezza da parte dell’esaminando dell’importanza dell’Ordine, che porta a una maggiore disponibilità all’iscrizione; b) i servizi Segreteria agli iscritti registrano alla voce “taratura parcelle” un importo di € 2.337,43 (previsti 2.000,00), evidenziando come la crisi lavorativa interessi la nostra professione; si confermano le previsioni di entrata per i diritti di segreteria: € 1.607,64 contro i 1.800,00 previsti; c) ulteriori proventi derivano dalla gestione finanziaria: interessi attivi su banche per 7.805,88 € (meno del 2012 - 8.929,68 – ma più delle previsioni: 5.500,00), determinati dalla migliore allocazione della liquidità sui c/c. I proventi finanziari su titoli, non essendovi state smobilitazioni, non hanno maturato interessi liquidi. I titoli seguono comunque il trend positivo di aumento unitario, con un plusvalore di circa 21.092 euro, (17.163 nel 2012) prudenzialmente non iscritto a bilancio. USCITE - Il consuntivo 2013 presenta l’importo complessivo di € 580.232,80, che al netto delle partite di giro (€ 5.914,20) risulta di 574.318,60 € (la stima di Bilancio era di 641.000,00). I punti caratterizzanti: a) attività istituzionale e promozione dell’Ordine: € 124.046,09; b) oneri di struttura per il personale, accantonamenti TFR inclusi: € 114.709,08 (107.423,68 + 7.285,40); c) costi di esercizio (spese postali e telefoniche): € 9.920,11;
d) costi per beni e servizi, assicurazioni, oneri tributari: € 135.360,40 (92.285,49 + 3.632,75 + 39.442,16); e) costi conduzione uffici: € 70.776,56 (65.380,14 + 5.396,42); f) oneri contribuzione al CNI: € 118.475,00; g) acquisto beni patrimoniali, mobili, arredi, computer: € 2.470,18. Gli oneri di contribuzione al CNI sono complessivamente commisurati al numero degli Iscritti risultanti all’ultima riunione di Consiglio del 2013 e sono stati interamente versati nel 2013. Per l’attività istituzionale dell’Ordine sono stati utilizzati accantonamenti dedicati, segnatamente il fondo Partecipazione a eventi culturali, già appositamente implementato negli anni precedenti. In particolare si segnala la partecipazione al 53° Salone Nautico Internazionale, con prestigiosi risultati comunicativi e di presenza sui mass media. RISULTATO DI GESTIONE - In definitiva, il Consuntivo della gestione economico-finanziaria dell’Ordine per l’Esercizio 2013 chiude, al netto degli accantonamenti di legge e di quelli prudenzialmente disposti per sussistenti ed eventualmente emergenti impegni d’Istituto, nonché di eventuali imprevisti a futuri Esercizi, con un avanzo di 16.442,00 euro. Il Bilancio di Previsione 2014 ENTRATE - Il bilancio di esercizio 2013 ha confermato una regolarità di gestione, evidenziando che l’operato dell’Ordine è coerente con gli obiettivi definiti dal Consiglio e dal CNI: erogare la maggior quantità di servizi possibile con le risorse disponibili. Il Bilancio ordinario di previsione 2014 presenta stime di entrate complessive pari a 652.000 euro, costituite al 96,6% dai contributi associativi annuali degli Iscritti (4.739 a ruolo all’1 gennaio 2014, e sulla previsione di nuove iscrizioni nel corso dell’anno di 87 nuovi Colleghi a quota ridotta e 41 a quota intera, nonché di 149 al secondo anno di iscrizione con quota ridotta). Il Consiglio ha deciso di mantenere invariata sia la quota associativa intera (135,00 euro) sia quella ridotta (52,00) a favore dei giovani ingegneri, e di mantenerla al secondo anno di iscrizione. Confermato anche l’esonero per i 94 Senatori dell’Ordine non esercitanti. La cifra complessiva prevista a questa voce è al netto di un importo pari al 2-3% di morosità fisiologica, che dobbiamo purtroppo sottolineare anche in questa sede.Altri proventi, per circa 3.800 € (0,6%), derivano da prestazioni
n. 5 - Settembre-Ottobre 2014 -
/2 5
Qui Ordine
di servizi agli Iscritti, prevalentemente diritti di Segreteria e taratura parcelle e da interessi bancari attivi (circa € 7.800,00, l’1,2%); per la gestione finanziaria su titoli, non si prevedono nell’anno smobilizzazioni. USCITE - Quelle ordinarie si articolano in più paragrafi che distinguono le spese correnti e gli investimenti in conto capitale e di mantenimento patrimoniale, proiettandosi questi ultimi sui futuri Esercizi. Sono evidenziati gli oneri di struttura e di esercizio corrente, gli impegni istituzionali (tutela e valorizzazione della figura dell’Ingegnere, promozione dell’Ordine, aggiornamento professionale), le contribuzioni annuali istituzionalmente dovute (CNI, Federazione Regionale Ordini Liguria), le previsioni di accantonamento. Tra le Uscite correnti sono determinate le voci relative a: a) attività istituzionale di promozione dell’Ordine: impegno di 170.000 € (26,1%), volta a tutela, valorizzazione e sostegno della professione, promozione e presenza dell’Ordine sul territorio, convegni, corsi di aggiornamento professionale; comprende il contributo alla Federazione Regionale Ordini Ingegneri della Liguria (FROIL) e la pubblicazione di “Atti & Bollettino”; b) costi del Personale, inclusi gli accantonamenti TFR: 117.200 euro (109.000 + 8.200), 17,9%; c) costi di esercizio (spese postali e telefoniche): 10.200 euro,1,6%; d) costi per beni e servizi, assicurazioni, tributari: circa 139.525 euro (94.525 + 3.600 + 41.000), 21,3%, costituiti, relativamente a beni e servizi, da materiale per ufficio, libri, giornali, collaborazioni per l’informatizzazione, compensi a terzi per consulenze e assistenze; e) costi conduzione Sede di Genova: circa 71.000 euro, 10,9% (non compare più la Sezione Tigullio: il Consiglio ne ha deliberato la chiusura, ed è stato messo a preventivo un importo di € 2.000 per residui di spesa;) f) contributi al CNI: 118.475 euro, 18,2% dei proventi da quote. Fondo di riserva per imprevisti: 5.000 euro. In conto capitale è prevista una spesa di 14.000 euro (2,1%) per l’acquisto di beni patrimoniali (mobili e arredi per uffici, computer e software). Vista l’esperienza positiva e i risultati conseguiti nel 2013, il Consiglio ha deciso di partecipare attivamente a congressi, convegni, anche a carattere internazionale, con relativo impegno finanziario e operativo. Da segnalare collaborazioni le iniziative tecnico-culturali 26/
con la Scuola Politecnica dell’Università di Genova; la partecipazione degli Ingegneri designati dall’Ordine come commissari agli Esami di Stato per l’abilitazione professionale; la presenza di Consiglieri genovesi in Commissioni del CNI (Deontologia, Esteri, Scuola Superiore di Formazione). Le previsioni di uscita sono in aumento, per gli oneri derivanti dell’aggiornamento obbligatorio della competenza professionale, imposto dalla riforma (organizzazione corsi, spese per acquisto beni e servizi, ecc.), che il Consiglio garantisce agli iscritti gratuitamente (i corsi di base) o a costi contenuti (quelli di specializzazione). Nelle uscite correnti anche le spese per il funzionamento del Consiglio di disciplina. In diminuzione per le spese postali. Infine, le Uscite 2014 presentano un ammontare complessivo di 652.000 euro a fronte di altrettante entrate. Il pareggio di Esercizio dell’Ordine, istituzionalmente Ente Pubblico non economico, in sede previsionale è quindi raggiunto.
- n. 5 - Settembre-Ottobre 2014
Qui Ordine BILANCIO
spezia: esercizio 2013 e previsioni 2014
n. 5 - Settembre-Ottobre 2014 -
/2 7
Qui Ordine BILANCIO
TUTTE LE CIFRE DI IMPERIA E SAVONA TABELLA BILANCIO CONSUNTIVO AL 31 DICEMBRE 2013 E PREVENTIVO 2014 Codice Denominazione Titolo Categoria
Preventivi di competenza 2013 assestate
Consuntivo 2013
Previsioni di competenza 2014
ENTRATE Titolo I - Entrate correnti 1
1
1
5
1
7
1
10
Aliquote contributive a carico dei datori di lavoro e/o degli iscritti Quote annuali Quote partecipazione a corsi Trasferimenti da parte dei comuni e delle province Entrate derivanti dalla vendita di beni e dalla prestazione di servizi Entrate non classificabili in altre voci TOTALE ENTRATE COMPLESSIVE
€ 103.460,00
€ 103.860,00
€ 94.730,00 € 8.730,00 € 2.775,00
€ 95.130,00 € 8.730,00 € 2.979,00
€ 94.500,00
€ 745,50
€ 745,50
€ 600,00
€ 597,10
€ 2.000,00
€ 107.580,50
€ 108.181,60
€ 96.500,00
Titolo IV - Partite di giro 4
22
Entrate aventi natura di partite di giro
€ 6.000,00
€ 4.060,00
€ 6.000,00
TOTALE GENERALE
€ 113.580,50
€ 112.241,60
€ 102.500,00
€ 11 11.430,00 430 00 € 36.350,00 € 16.140,00 € 33.026,00 € 1.950,00 € 2.960,00 € 3.680,50
€8 8.919,41 919 41 € 34.389,81 € 14.122,54 € 28.715,00 € 1.939,45 € 4.012,43 € 2.072,18
€ 11 11.550,00 550 00 € 36.000,00 € 16.350,00 € 20.000,00 € 1.950,00 € 3.100,00 € 1.900,00
€ 105.536,50
€ 94.170,82
€ 90.850,00
€ 394,00
€ 394,00
€ 4.000,00
€ 1.650,00
€ 1.649,85
€ 1.650,00
€ 2.044,00
€ 2.043,85
€ 5.650,00
Uscite aventi natura di partite di giro
€ 6.000,00
€ 4.060,00
€ 6.000,00
TOTALE GENERALE
€ 113.580,50
€ 100.274,67
€ 102.500,00
USCITE Titolo I - Uscite correnti 1 1 1 1 1 1 1
1 2 4 5 7 8 10
Uscite per gli organi dell ente dell'ente Oneri per il personale in attività di servizio Uscite per l'acquisto di beni di consumo e servizi Uscite per prestazioni istituzionali Oneri finanziari Oneri tributari Uscite non classificabili in altre voci TOTALE USCITE CORRENTI
Titolo II - Uscite in conto capitale 2
11
2
15
Acquisizione di beni di uso durevole ed opere immobiliari Indennità di anzianità e similari al personale cessato dal servizio TOTALE USCITE IN CONTO CAPITALE
Titolo IV - Partite di giro 4
22
Savona - L’anno 2013 si è chiuso con una sopravvenienza attiva di poco superiore ai 19.000 euro, con costi complessivi pari a circa 123.000 euro e incassi di circa 142.000. Per l’anno 2014 sono previsti maggiori spese dovute ai costi di organizzazione dei corsi di formazione (fin ad oggi completamente gratuiti per gli iscritti) ed all’attuazione del “Piano di comunicazione” che ha lo scopo di avvicinare gli iscritti all’Ordine Professionale. Il bilancio previsionale è tuttavia in pareggio in virtù di maggiori entrate derivanti da una diversa gestione della liquidità ed un risparmio su spese correnti. 28/
- n. 5 - Settembre-Ottobre 2014
Imperia - nella tabella a sinistra il consuntivo 2013 e il preventivo 2014 dell’Ordine di Imperia
Qui Ordine
FEDERAZIONE REGIONALE DEGLI ORDINI DEGLI INGEGNERI DELLA LIGURIA Piazza della Vittoria, 11/10 – 16121 Genova - C.F. 95045940103 www.federazioneingegneri.liguria.it -PEC federazione.liguria@ingpec.eu Presidente Maurizio Michelini (GE); Segretario Claudio Firpo (GE); Consiglieri Domenico Pino (IM), Giuseppe Anselmo (IM), Fulvio Ricci (SV), Nicola Berlen (SV), Roberto Orvieto (GE), Marco Sartini (GE), Paolo Caruana (SP), Claudia Bedini (SP). ISCRITTI COMPLESSIVI ALBI PROFESSIONALI INGEGNERI LIGURIA Sezione A 6.980 - Sezione B 233 – TOTALE 7.213 (di cui 6.271 uomini e 942 donne)
GENOVA
Piazza della Vittoria, 11/10 16121 Genova Tel. 010.593840 - 010.593978 Fax 010.5536129 - C.F. 80039470101 www.ordineingegneri.genova.it PEC ordine.genova@ingpec.eu ordine@ordingenova.it info@ordineingegneri.genova.it
IMPERIA
Via della Repubblica, 11 18038 Sanremo (Imperia) Tel e Fax 0184.530799 - C.F. 81001410083 www.ordineingegneriimperia.it PEC ordine.imperia@ingpec.eu info@ordineingegneriimperia.it loredana@ordineingegneriimperia.it
Presidente Roberto Orvieto Vice Presidenti Domenico Muccio Palma, Marco Sartini Segretario Roberto Zanardi Tesoriere Gianluigi Calzetta Consiglieri Arturo Antonelli, Laura De Biasio, Andrea Del Grosso, Claudio Firpo, Diego Fonsa, Riccardo Franchini, Maurizio Michelini, Mauro Nalin, Silvio Rossi, Aldo Signorelli.
Presidente Domenico Pino Segretario Mauro Ausonio Tesoriere Enrico Ingenito Consiglieri Giuseppe Anselmo, Fiorenzo Borro, Simone Di Marcoberardino, Lorenzo Falciola, Gianluigi Pancotti, Riccardo Restani, Fabio Sappia, Gian Paolo Trucchi.
ISCRITTI ALBO PROFESSIONALE Sezione A 4.655 - Sezione B 111 TOTALE 4.766 (di cui 4.154 uomini e 612 donne) a settembre 2014
ISCRITTI ALBO PROFESSIONALE Sezione A 484 - Sezione B 19 TOTALE 503 (di cui 443 uomini e 60 donne) a settembre 2014
LA SPEZIA
Via Tolone, 14 - 19124 La Spezia Tel. e Fax 0187.732768 - C.F. 80017220114 www.ordineingegnerilaspezia.it PEC ordine.laspezia@ingpec.eu segreteria@ordineingsp.com ordine.laspezia@ingsp.eu
SAVONA
Corso Italia, 8/11 - 17100 Savona Tel. 019.822678 e Fax 019.822696 C.F. 80003460096 www.ordineingegnerisavona.it PEC ordine.savona@ingpec.eu ingegneri.savona@ordineingegnerisavona.it
Presidente Paolo Caruana Vice Presidente Daniele Guerrieri Tesoriere Stefano Pasquali Segretario Marco Fanton Consiglieri Claudia Bedini, Michele Codeglia, Stefano Fusi, Riccardo Marangoni, Simone Tesconi, Marco Vescovi, Gianfranco Zucconi.
Presidente Fulvio Ricci Vice Presidente Nicola Berlen Tesoriere Diego Pastorino Segretario Maria Alessandra Binaghi Consiglieri Diego Bergero, Franca Briano, Daniele Cabrini, Claudio Gagliolo, Marcello Macciò, Danilo Muraglia, Paolo Taramasso.
ISCRITTI ALBO PROFESSIONALE Sezione A 738 - Sezione B 30 TOTALE 768 (di cui 677 uomini e 91 donne) a settembre 2014
ISCRITTI ALBO PROFESSIONALE Sezione A 1.103 - Sezione B 73 TOTALE 1.176 (di cui 996 uomini e 180 donne) a settembre 2014 n. 5 - Settembre-Ottobre 2014 -
/2 9
MAIL BOX
ABILITAZIONE PER LA SICUREZZA: MA SONO VALIDI I CORSI ONLINE? Ing. Simone Costa - Spettabile Federazione, con la presente sono a chiedervi un parere riguardo ai corsi di formazione online per l’abilitazione come coordinatore della sicurezza nei cantieri. In particolare ho trovato due alternative al tradizionale corso in aula presso la Scuola edile: - (...): un corso in audio-videoconferenza 3 giorni la settimana, dalle ore 18 alle 22, con esame finale in sede a Verona al costo di 350 euro + Iva, compreso materiale didattico e software professionale per la redazione di PSC/PSS/POS - (...): un corso totalmente e-learning quindi senza vincoli di orari e giorni, con esame finale online al costo di 480 euro iva inclusa. Entrambi hanno costi ridotti rispetto al tradizionale corso totalmente in aula e offrono la comodità di seguire da casa. Del primo mi attrae anche il software professionale in regalo che comprato a parte costa 450 euro + iva. Nel secondo mi attrae la totale libertà degli orari e l’ulteriore comodità di fare l’esame online. I miei dubbi però sono: - Questi corsi sono validi per legge? L’attestato rilasciato sarà poi valido? - Come faccio a capire se il formatore professionale ha i requisiti per essere tale nel settore specifico? Vi ringrazio infinitamente e vi porgo cordiali saluti. Risponde l’Ing. Maurizio Michelini, Presidente FROIL, Federazione Regionale degli Ordini degli Ingegneri della Liguria - Sull’argomento si sono espressi il Consiglio Nazionale degli Ingegneri e la rivista Legislazione Tecnica. E bisogna precisare subito che si tratta di pareri che, seppur autorevoli, non costituiscono fonte di diritto. In sintesi, si può dire che la situazione si può riassumere nei seguenti termini. - Legislazione Tecnica ritiene che la formazione a distanza non sia applicabile per i coordinatori in fase di
progettazione e di esecuzione, partendo dal presupposto che il Titolo XIV del D. Lgs. 81/2008, pur non vietandola, non la prevede ma, anzi, disciplina una modalità che parrebbe diretta esclusivamente alla modalità di erogazione in aula. Per contro, quando il legislatore ha inteso ammettere la formazione a distanza, lo ha fatto esplicitamente, come, per gli RSPP, nell’accordo Conferenza Stato Regioni del 26 gennaio 2006 (ubi lex voluit dixit, ubi noluit tacuit). - Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri si è in dimostrato più possibilista, convinto che la formazione del futuro sia prevalentemente a distanza, ma, nel merito del quesito, non si esprime, rimandando ad un interpello ex art. 12 D. Lgs. 81/2008 che, ad oggi, non mi risulta abbia avuto ancora risposta. Operando una ricerca più estesa su internet, ci sono enti formatori che hanno sospeso l’erogazione dei corsi in attesa di un chiarimento. Nel dubbio normativo, non è possibile dare un’indicazione precisa da seguire, ma è doveroso invitare alla prudenza, affidandosi alle proposte formative del sistema ordinistico o di soggetti di comprovata professionalità. Ad esempio, nei corsi dove è prevista anche l’erogazione dei CFP, l’ente formatore è accreditato presso il CNI o ha condiviso l’iniziativa con un Ordine Professionale. Detto ciò, non è più accettabile che gli apparati legislativi non si rendano conto della difficoltà in cui stiamo operando noi professionisti quando ci troviamo di fronte a disposizioni normative che possono portare a differenti interpretazioni, dove neppure l’organo preposto a fornire i chiarimenti riesce ad esprimersi. Per questo motivo, ringrazio della segnalazione: per il suo interesse ce ne occuperemo più diffusamente in uno dei prossimi numeri della nostra rivista. Cordiali saluti anche a lei.
n. 5 - Settembre-Ottobre 2014 -
/3 1
Sommario
SOMMARIO 1 Vignetta a cura di S. Rolli 2 Post-Rullo I bambini cantano al compleanno? Rischiano multe molto salate M. Michelini 4 Editoriale La centralità del progetto e un nuovo ruolo per l’Ordine R. Orvieto 5 Random 8 Cover CosÏ, in 22 mesi la Concordia sarà smantellata e demolita Gianfranco Sansalone, Giulia Danieli 16 Qui Federazione Antisismica – Imperia, SOS della Provincia L’Ordine interviene e sblocca 17 Professione
A&B - Atti e Bollettino di Informazione degli Ordini degli Ingegneri della Liguria Bimestrale della Federazione Regionale degli Ordini degli Ingegneri della Liguria - Codice Fiscale 95045940103 PEC: federazione.liguria@ingpec.eu Presidente: Maurizio Michelini (Ge) Segretario: Claudio Firpo (Ge) Consiglieri: Giuseppe Anselmo (Im), Claudia Bedini (Sp), Nicola Berlen (Sv), Paolo Caruana (Sp), Roberto Orvieto (Ge), Domenico Pino (Im), Fulvio Ricci (Sv), Marco Sartini (Ge) Reg. Tribunale Genova n. 64 del 25 marzo 1949 Anno LXV N. 5 – Settembre/Ottobre 2014 Chiuso in Redazione il 25 settembre 2014 Direzione e Redazione: Piazza della Vittoria, 11/10 - 16121 Genova rivista@federazioneingegneri.liguria.it Editore, impaginazione, stampa: Via Pastorino, 200-202 r - 16162 Genova " #$ % ' * '
17 Aggiornamento professionale obbligatorio /3 Anatomia di un evento: come nasce e si sviluppa C. Firpo
Direttore Responsabile: Gianfranco Sansalone Hanno collaborato: Guido Barbazza, Sergio Barosso, Claudia Bedini, Gianluigi Calzetta, Giulia Danieli, Claudio Firpo, Luca Lombardo, Federico Mazzetta, Maurizio Michelini, Roberto Orvieto, Stefano Rolli.
20 Ingegnere dell’informazione ci sei? Allora batti un colpo C. Firpo
In copertina: Ingegneri e tecnici al lavoro all’interno della ROC, la sala controllo della “Concordia� (foto Ship Recycling)
22 Block Notes n. 2 e n. 3 23 I 140 anni della Savona-Torino e l’evoluzione dell’ingegneria E. Mazzetta 24 Qui Ordine 24 Spezia – Un protocollo per la casa che rilanci anche l’edilizia C. Bedini Bilancio 25 Genova: il consuntivo 2013 e il preventivo 2014 G. Calzetta 27 Spezia: esercizio 2013 e previsioni 2014 28 Tutte le cifre di Impera e Savona 29 La Federazione e gli Ordini provinciali della Liguria 31 Mail Box
32/
n. 5 - Settembre-Ottobre 2014
Progetto editoriale: Agenzia Aba News % Movie & Fashion Group Srl info@moviefashiongroup.com Di questo numero, scaricabile in pdf dal sito della Federazione, vengono spedite 10.000 copie cartacee a tutti gli iscritti agli Albi degli Ingegneri della Liguria, alle pubbliche istituzioni e ai soggetti di interesse per la categoria. La riproduzione, anche parziale, del testo e delle immagini è consentita purchĂŠ siano espressamente e citati la fonte e gli autori. Ăˆ vietato riprodurre, anche in modo parziale, ! proprietĂ Le immagini riprodotte sono della Federazione, di autori o di archivi regolarmente consultati, o sono state reperite presso fonti pubbliche e libere. I marchi citati appartengono ai rispettivi proprietari. Nel caso non sia stato possibile rintracciare eventuali detentori di diritti, l’editore si dichiara disponibile ad adempiere ai propri obblighi. Il prezzo dell’Abbonamento è compreso nella quota di iscrizione annuale per gli iscritti agli albi provinciali dell’Ordine, le copie in abbonamento a titolo oneroso sono in percentuale non inferiore al 50% del totale delle copie spedite
Orgogliosi di essere qui
ansaldoenergia.com