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Ipsen Spasticita post ictus

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Riconoscerla precocemente può modificare il percorso clinico del paziente

Quali segni clinici osservare? La spasticità può manifestarsi già nelle fasi precoci. Il momento di insorgenza e le modalità di presentazione variano in relazione alla condizione neurologica sottostante. L’identificazione dei fattori predittivi e dei cambiamenti del fenotipo motorio, insieme al monitoraggio della loro evoluzione, può favorire il riconoscimento tempestivo della spasticità, prima che si instaurino complicanze secondarie.[1–7]

Perché pensarci? Progetto realizzato da

Con il patrocinio di

ALLSC-IT-000224

Spasticità


ICTUS In Italia si registrano ogni anno

con oltre

100.000-120.000 85.000 sopravvissuti nuovi casi di ictus

alla fase acuta[8]

L’ictus è la prima causa di disabilità in Italia[22]

25,3%

prevalenza complessiva di spasticità post-ictus[1]

39,5%

dopo primo ictus con paresi[1]

In Italia circa il

38-40%

dei pazienti colpiti da ictus sviluppa spasticità[9]

corrispondente a circa

45.000 nuovi casi all’anno[9]

Sebbene analisi basate sulle schede di dimissione ospedaliera (SDO) in Italia registrino una diagnosi di spasticità tra il 13,0% e il 18,6% dei pazienti entro 12 mesi dall'evento acuto[10], la spasticità può emergere già nelle prime settimane, con una prevalenza fino al 31,6% entro il primo mese e circa il 36% nei pazienti con paresi.[1] La paresi moderata-severa è il fattore di rischio con l’associazione più marcata (OR 6,573; IC 95% 2,579–16,755).[1]


SCLEROSI MULTIPLA Una delle principali cause di disabilità neurologica non traumatica nel giovane adulto.[11] In Italia convivono con la malattia oltre persone

150.000 con oltre 3.600

nuove diagnosi ogni anno[12]

La spasticità interessa il

60-80%

delle persone con sclerosi multipla [2]

Sebbene sia una complicanza che interessa fino all'80%-85% dei pazienti con sclerosi multipla, negli studi basati sulle codifiche cliniche effettuate dai medici curanti, la prevalenza formale registrata è del 23,6%.[13] Nella sclerosi multipla, la spasticità può presentarsi con un'espressione clinica variabile e associarsi a spasmi o crampi, dolore, disturbi del sonno, sintomi urinari e limitazioni della mobilità. La valutazione di queste manifestazioni può contribuire a riconoscerne precocemente il burden clinico, anche quando l'aumento del tono muscolare non costituisce il segno predominante.[3]


PARALISI CEREBRALE In Italia, la paralisi cerebrale infantile (PCI) interessa circa

100.000

persone in totale tra bambini e adulti[14]

~80%

con una stima di circa

40.000

minori colpiti[14]

La paralisi cerebrale con pattern motorio spastico rappresenta il sottotipo clinico più frequente, interessando circa l'80% dei pazienti.[4]

Sebbene la lesione encefalica non sia progressiva, il quadro clinico può modificarsi nel tempo in relazione alla crescita e allo sviluppo, con possibile comparsa di limitazione articolare, dolore e deformità secondarie; per questo è fondamentale una sorveglianza clinica continuativa.[5]


LESIONE MIDOLLARE In Italia ogni anno

Tra i pazienti che sopravvivono a un trauma cranico grave

circa

14.000 persone

circa

6.000

sopravvivono a un trauma cranio-encefalico grave o gravissimo [15]

~70%

persone all'anno

necessitano di un ricovero riabilitativo ad alta intensità [16]

Circa il 70% delle persone con lesione midollare cronica presenta spasmi, clono e/o ipertono velocità-dipendente.[6]

Segni clinici possono comparire già nel primo mese e, nei pazienti destinati a sviluppare forme severe, essere rilevabili già a 2 settimane.[7]


Che cosa osservare? La spasticità non coincide esclusivamente con l’aumento della resistenza al movimento passivo. Il fenotipo può comprendere componenti neurali, sintomi riferiti e modificazioni periferiche non neurali.[17]

A riposo[17]

Posture sostenute, distonia spastica, attività muscolare involontaria, spasmi e dolore.

Durante il movimento passivo[17]

Incremento velocità-dipendente del tono, clono, iperreflessia, dolore da stiramento e riduzione del range articolare.

Durante il movimento volontario[17] Co-contrazione spastica, reazioni associate, dissinergie e ridotto controllo motorio selettivo.

Nel tempo

[17]

Accorciamento muscolare, fibrosi, retrazioni muscolo-tendinee o articolari e progressivo impatto su funzione, mobilità, igiene e assistenza.

Limitare la valutazione al solo tono può sottostimare manifestazioni presenti a riposo, durante il movimento attivo o già rilevanti [17] per funzione e partecipazione.


Quando aumentare il livello di attenzione? ICTUS Paresi moderata-severa, disturbo sensitivo, incremento precoce del tono, maggiore severità neurologica o funzionale.[1,17]

SCLEROSI MULTIPLA Peggioramento della mobilità, spasmi o crampi, dolore, disturbi del sonno e sintomi urinari.[3]

PARALISI CEREBRALE Modificazione del pattern motorio o posturale, riduzione del range articolare, dolore, retrazioni o deformità.[4,5]

LESIONE MIDOLLARE Comparsa precoce di spasmi, clono o ipertono; stimoli nocicettivi o viscerali; interferenza con mobilità, trasferimenti, sonno o cura.[6,7]


Perché il tempo conta Riconoscere precocemente non significa anticipare automaticamente un trattamento, ma identificare il paziente da rivalutare, caratterizzare il fenotipo e documentarne l’evoluzione.[1,5–7,18] Un riconoscimento tempestivo può contribuire a: • Identificare tempestivamente i pazienti a maggior rischio di sviluppare forme clinicamente rilevanti di spasticità.[1,5–7,18] • Prevenire o contrastare la riduzione della mobilità, le limitazioni, il dolore e le deformità secondarie.[3,5,18] • Preservare funzione, autonomia e partecipazione nelle attività quotidiane.[3,5,18] • Favorire una rivalutazione clinica strutturata lungo il decorso della malattia o dell’evento neurologico.[3,5,18] • Limitare il burden clinico e assistenziale associato alla progressione della spasticità, che può tradursi in un maggiore utilizzo di risorse sanitarie e socioassistenziali.[19–21]

La spasticità non rappresenta necessariamente una manifestazione tardiva. Riconoscerne precocemente i segni e seguirne l’evoluzione nel tempo è parte integrante della [1,5–7,18] valutazione neurologica.


Bibliografia Zeng H, Chen J, Guo Y, Tan S. Prevalence and Risk Factors for Spasticity After Stroke: A Systematic Review and Meta-Analysis. Front Neurol. 2021;11:616097. doi:10.3389/fneur.2020.616097.

1.

Hugos CL, Cameron MH. MS Spasticity: Take Control (STC) for ambulatory adults: protocol for a randomized controlled trial. BMC Neurol. 2020;20:368. doi:10.1186/s12883-020-01902-1.

2.

Fernandez O, Costa-Frossard L, Martínez-Ginés ML, et al. Integrated Management of Multiple Sclerosis Spasticity and Associated Symptoms Using the Spasticity-Plus Syndrome Concept. Front Neurol. 2021;12:722801. doi:10.3389/fneur.2021.722801.

3.

4.

Cerebral Palsy Research Network. Spastic Cerebral Palsy.

Patel DR, Neelakantan M, Pandher K, Merrick J. Cerebral palsy in children: a clinical overview. Transl Pediatr. 2020;9(Suppl 1):S125–S135. doi:10.21037/ tp.2020.01.01. 5.

Levasseur A, Mac-Thiong JM, Richard-Denis A. Are early clinical manifestations of spasticity associated with long-term functional outcome following spinal cord injury? Spinal Cord. 2021;59:910–916. doi:10.1038/ s41393-021-00661-1.

6.

Yokota K, et al. Predicting the Progression of Spasticity in the Early Phase of Spinal Cord Injury: A Prospective Cohort Study. J Neurotrauma. 2024;41:1122– 1132. doi:10.1089/neu.2023.0191. 7.

8.

Consensus Spasticità Post-Ictus Regione Lombardia (2023).

De Rosa MM. Appropriatezza prescrittiva della tossina botulinica: documento di confronto e scenari approvvigionativi. Genova: Pharmadoc; 2026.

9.

Sciattella, P., Mennini, F., Scortichini, M., Acciai, V., Caglioni, P. M., & Paolucci, S. (2022). CO101 Burden of Post-Stroke Spasticity: A Real-World Data Analysis in Italy. Value in Health. 10.

ISS. Sclerosi multipla. https://www.epicentro.iss.it/sclerosi-multipla/ (ultimo accesso ottobre 2026). 11.


AISM. Barometro della Sclerosi Multipla e patologie correlate 2026. https://www.aism.it/sites/default/files/2026-05/Barometro%202026%20 ESTRATTO%20WEB.pdf. 12.

Bensmail D, Karam P, Forestier A, Loze J-Y, Lévy J. Trends in Botulinum Toxin Use among Patients with Multiple Sclerosis: A Population-Based Study. Toxins. 2023;15(4):280. doi:10.3390/toxins15040280. 13.

Fight the Stroke. Il curioso mistero del numero di persone con paralisi cerebrale, nel mondo e in Italia. https://www.fightthestroke.org/blogita/il-curioso-mistero-30dec25.

14.

Univadis. Trauma cranico grave: una patologia che accorcia la vita fino a oltre 11 anni. https://www.univadis.it/viewarticle/trauma-cranico-grave-patologia-cheaccorcia-vita-oltre-11-2026a1000nlm.

15.

Ospedale San Raffaele. Ogni anno 14mila persone sopravvivono ad una grave cerebrolesione acquisita. https://sanraffaele.it/ogni-anno-14mila-persone-sopravvivono-ad-una-gravecerebrolesione-acquisita/.

16.

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Francisco GE, Deltombe T, Carda S, et al. Is Spasticity a Syndrome? A Historical Perspective on Spasticity Definitions and Descriptions. Am J Phys Med Rehabil. 2026. Online ahead of print. doi:10.1097/PHM.0000000000003094. 18.

Esquenazi A, Bloudek L, Migliaccio-Walle K, et al. Healthcare resource utilization and costs among patients with post-stroke spasticity before and after spasticity management including onabotulinumtoxinA. J Rehabil Med. 2023;55:11626. doi:10.2340/jrm.v55.11626.

19.

Stevenson VL, Gras A, Bárdos JI, Broughton J. The high cost of spasticity in multiple sclerosis to individuals and society. Mult Scler. 2015;21(12):1583–1592. doi:10.1177/1352458514566416. 20.

Martin A, Abogunrin S, Kurth H, Dinet J. Epidemiological, humanistic, and economic burden of illness of lower limb spasticity in adults: a systematic review. Neuropsychiatr Dis Treat. 2014;10:111–122. doi:10.2147/NDT.S53913. 21.

22.

Rapporto 2018 sull’ictus in Italia

Per saperne di più contatta medinfo.it@ipsen.com


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