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psicoinfanzia

di Laura Siri

L’arrivo di un fratellino o di una sorellina dovrebbe rappresentare un evento speciale ma spesso purtroppo per un bambino può essere un’esperienza piuttosto traumatica

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Qual è il modo migliore per comunicare al nostro bimbo che a breve arriverà un fratellino o una sorellina? Sarà geloso? Come spiegargli che da questo momento cresceranno insieme? Questi sono i quesiti che più frequentemente ricorrono nei pensieri dei genitori di fronte ad un “nuovo/a arrivato/a”.

Cosa succede quando nasce un altro figlio?

L’arrivo di un fratellino comporta un inevitabile cambiamento nella routine familiare generando nei genitori una serie di domande sul come e quando comunicare la “lieta notizia” a chi fino a quel momento godeva del privilegio di essere unicogenito. Il primogenito infatti ha vissuto nella certezza, come in una sorta di egocentrismo infantile, di essere l’unico oggetto d’amore dei genitori e dei nonni, l’unico bambino intorno a cui ruotavano le attenzione degli altri membri della famiglia. In quest’ottica, anche di fronte alla sola notizia dell’arrivo di un fratellino, il primogenito si sente defraudato 94 TopSalute

all’improvviso di tutte le cure fin ad ora ricevute dal momento che automaticamente, arrivando in casa un bambino più piccolo, sarà lui “il grande”. In realtà, solo dopo i 3 anni il bambino è in grado di elaborare a livello “conscio” il fatto di non essere più, da un certo punto in poi, figlio unico. Per i bambini più piccoli (inferiori ai 2 anni), a causa dell’amnesia infantile, la percezione dell’arrivo di un fratellino non viene elaborata: il bambino cresce con l’impressione di aver sempre vissuto con un/a fratello/sorella non ricordandosi del periodo precedente.

Quali sono le possibili reazioni del bambino più grande?

Alcuni bambini accettano il neonato senza alcuna gelosia, con l’entusiasmo di avere un nuovo compagno di giochi. Tuttavia, nella maggior parte dei casi la perdita del “privilegio” di essere figlio unico comporta una naturale reazione di ostilità. Non si tratta di rabbia nei confronti del “rivale” ma piuttosto di una richiesta di rassicurazione rispetto alla paura di essere dimenticato o rifiutato dai genitori.

Alcuni bambini possono presentare in concomitanza alla nascita del fratellino o della sorellina atteggiamenti regressivi come succhiare il pollice, tornare a bagnare il letto (enuresi), sporcarsi le mutandine con le feci (encopresi), pretendere di dormire nel lettone (cosleeping) o bere il latte dal biberon. Questi sono chiari messaggi con cui il primogenito rifiuta il ruolo di “grande” nel tentativo di rimanere “piccolo” per godere di attenzioni e cure da parte dei genitori. In altri casi vi sono reazioni di vera e propria aggressività agita (allontanare o picchiare il fratellino) o verbalizzata (“il fratellino è brutto…portiamolo via…regaliamolo ad un’altra persona”). Alcuni bambini, seppur non manifestino la gelosia apertamente, possono presentare alcuni sintomi “spia” di queste tensioni: mal di pancia, mal di testa, insonnia, incubi notturni, inappetenza, balbuzie o tic. Altri, nel momento in cui i genitori sono intenti ad accudire il neonato, possono avere comportamenti negativi (rompere qualcosa, combinare un guaio, fare i capricci…) finalizzati ad attirare l’attenzione.


Gelosia: quando rivolgersi al neuropsichiatra infantile?

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Quando il bambino manifesta una marcata aggressività nei confronti del fratellino Quando il bambino diventa apatico, introverso o disinteressato nei confronti dell’ambiente circostante Quando il bambino lamenta mal di pancia o mal di testa, rifiuta il cibo, non dorme di notte o viene risvegliato da frequenti incubi notturni Quando gli atteggiamenti regressivi (bagnare il letto, dormire solo nel lettone, balbettare…) non cessano nell’arco di 5-6 mesi

3 Come prevenire la gelosia?

È bene annunciare il nuovo arrivo solo nel momento in cui la gravidanza diventa evidente, spiegando che il fratellino si trova nella pancia e che dovrà crescere ancora un po’ e poi sarà pronto ad uscire. Potete comprare anche un libro illustrato, che, in modo adeguato all’età, spieghi come nasce un fratellino. Se possibile, frequentate coppie di amici che abbiano un neonato oppure fategli vedere le sue foto quando era più piccolo. Durante la gravidanza è bene coinvolgere il bambino facendogli stabilire i primi contatti con il fratellino: fate in modo che gli parli avvicinandosi al pancione, che proponga il nome che più gli piacerebbe e che vi aiuti ad arredare la camera del fratellino in modo tale da metabolizzare poco alla volta il nuovo arrivo. Spiegategli anticipatamente che la mamma dovrà, per far nascere il fratellino, andare in ospedale per qualche giorno ma che papà e nonni rimarranno con lui; quando sarete all’ospedale consentitegli di venirvi a trovare e chiamatelo tutti i giorni al telefono in modo che non si senta abbandonato. Al ritorno a casa con il fratellino fate in modo che il bambino più grande partecipi alla festa aprendo i regali e ricevendone lui stesso da parenti e amici. Appena vi è possibile affidate il bambino piccolo a qualche familiare in modo da dedicare tempo, attenzioni e coccole al più grande. Fate in modo che prenda confidenza con il neonato toccandolo o prendendolo in braccio, rigorosamente sotto il vostro controllo. Fatevi aiutare quando gli farete il bagnetto, al cambio o al momento di preparare la pappa.

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Mentre allattate il neonato, dedicate attenzioni anche al grande raccontandogli per esempio una favola o decidendo insieme cosa fare nelle ore successive in modo che non si senta escluso dalle attenzioni della mamma. Di fronte ad eventuali atteggiamenti regressivi (bagnare il letto, riutilizzare ciuccio o biberon, iniziare a balbettare…) siate comprensivi ed evitate di colpevolizzarlo poiché peggiorerebbe la situazione. Questi atteggiamenti infatti nella maggior parte dei casi sono transitori, e scompaiono spontaneamente. 96 TopSalute

Davanti invece a comportamenti francamente aggressivi intervenite con fermezza, sgridandolo ed esprimendogli apertamente il vostro disappunto. È comunque meglio essere sempre prudenti evitando di lasciare il bambino più grande solo con il fratellino. Se avvertite da parte del primogenito tensione e nervosismo, invitatelo a parlarne verbalizzando cosa lo preoccupa o lo infastidisce; può essere utile ricorrere al disegno o alle bambole per far in modo che il bambino, che ancora non parla bene, possa esprimere i propri sentimenti. Alcuni bambini in cui il sentimento

della gelosia è molto acceso, alla richiesta di disegnare la loro famiglia, non disegnano il fratello (negazione), lo disegnano lontano dai genitori o con il volto coperto da scarabocchi. Altri, in cui prevale l’insicurezza e la paura di aver perso l’amore dei genitori a causa dell’arrivo del fratellino, non disegnano se stessi o si disegnano in secondo piano rispetto agli altri membri della famiglia. Infine è bene evitare di far coincidere l’inserimento del primogenito alla scuola materna con la nascita del piccolo: il grande si sentirebbe doppiamente punito e messo da parte.


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