BUONA LETTURA
del numero digitale di Aprile
2022
questa è la replica dell’edizione stampata
La lettura è promossa da
SOMMARIO APRILE 2022 – N.3
38 Doosan
COMPONENTI
Stile condiviso
80 FPT Industrial
di Stefano Vitali
Sinergia propulsiva
42 Orteco
di Pietro Gabrielli
Infissione di tecnologia
84 BKT
di Pietro Gabrielli
Resistenza alla compattazione
46 Kobelco
di Pietro Gabrielli
Pesante ma… stretto!
TECNOLOGIE
di Stefano Vitali In copertina: TREVI BENNE
50 CASE Construction Equipment “E” come “Eccellenza” di Pietro Gabrielli
4 Editoriale
“Orgogliosamente ben fatto!” di Stefano Vitali
6 Notizie
ATTUALITA’
Capofila nella transizione di Gianni Gennari e Cristina Cassinari
68 MB Crusher
DISTRIBUZIONE
Rotore, azione, si gira!
26 Sicurezza sul lavoro
nelle costruzioni Quando il rischio non deve essere calcolato di Gianni Gennari
di Pietro Gabrielli
Hands On
IXXX L’ESCAVATRICE A RUOTA SIMEX RW 350
MACCHINE
AXXXXX INNOVAZIONE IN TRINCEA di Ettore Zanatta
32 CAMS
00 72
L’ambiente “recupera terreno” di Ettore Zanatta
Insieme, per andare lontano di Ettore Zanatta
ON SITE 102 Lo scavo della galleria Cefalù sulla linea ferroviaria Palermo-Messina Lo sfoglio della “Margherita”
110 Scavi archeologici al Mausoleo di Augusto a Roma Scavando nella storia
LA PALA GOMMATA COMPATTA L25 ELECTRIC
di Ettore Zanatta
98 Kubota Europe
di Ettore Zanatta
Hands On
LA LUCE (ELETTRICA) IN FONDO AL TUNNEL
DOSSIER 90 Cemento e calcestruzzo
ATTREZZATURE
a cura di Liliana Rebaglia
L’interconnessione è la chiave del futuro di Marco Resta
54 Neomach
di Ettore Zanatta
86 Ma-estro
di Ettore Zanatta
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116 Prodotti a cura di Liliana Rebaglia
Direttore responsabile Luigi Zaffagnini - l.zaffagnini@capoversoeditrice.it
Stampa MDM - Forlì
Direttore editoriale Ettore Zanatta - ettore.zanatta@capoversoeditrice.it
Periodicità Sono previsti 8 numeri/anno
Responsabile commerciale Luisa Casazza - l.casazza@capoversoeditrice.it
Registrazione Registrazione Stampa Tribunale di Ravenna n. 1432 del 6/12/16 Iscrizione Roc: 26887 Capoverso Editrice Srl
Hanno collaborato a questo numero: Cristina Cassinari, Pietro Gabrielli, Gianni Gennari, Liliana Rebaglia, Marco Resta, Stefano Vitali Ufficio amministrazione Roberta Fabbri - r.fabbri@capoversoeditrice.it tel. 0545 967722 Ufficio abbonamenti tel. 0545 967722 e-mail: info@capoversoeditrice.it Abbonamenti Italia: euro 48,00 (IVA inclusa) Other countries: euro 60,00 (IVA inclusa)
ONSITECONSTRUCTION - aprile 2017
ONSITE CONSTRUCTION Capoverso Editrice srl Piazza Gramsci, 7 48017 Conselice (RA) tel. 0545 967722 info@capoversoeditrice.it www.capoversoeditrice.it
C apoverso editrice
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EDITORIALE
Ettore Zanatta direttore editoriale
Impegno e resistenza
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i sarebbe di che essere sconfortati per la guerra che ha tarpato le ali ai sogni di pace e alle speranze di una ripresa senza frenate all’orizzonte. Purtroppo il conflitto russo-ucraino sta assumendo effetti devastanti per le nostre economie. Guardiamo al nostro settore: basti pensare, ad esempio, che JCB ha avviato le procedure ufficiali di sospensione dell’export verso la Russia, mentre Hitachi Construction Machinery sta chiudendo gradualmente le proprie attività in tutta la Federazione – compresa la filiale di produzione Hitachi Eurasia, vicino a Mosca – sospendendo anche le esportazioni dirette dal Giappone verso la Russia e la Comunità degli Stati Indipendenti (comprensiva, tra gli altri, della Bielorussia). Anche Komatsu, tra gli altri, ha deciso di congelare le consegne verso l’intera area russa. Un dramma autentico, al quale si aggiunge la crisi dell’acciaio. L’Ucraina, a metà marzo, ha fermato l’attività di due acciaierie: Metinvest Holding ha messo in stand-by per sette giorni l’impianto di Azovstal e ha interrotto la produzione nello stabilimento di Ilyich Iron and Steel Works. Il futuro produttivo di questi due siti dipenderà dall’evoluzione della situazione nel Paese e il pessimismo ormai è confermato dall’escalation del conflitto durante le ultime settimane. Azovstal ha una capacità di acciaio grezzo di 5,3 milioni di t/h, mentre Ilyich arriva a 5 milioni. Stiamo parlando di forniture straordinarie, di cui si approvvigionava in modo massiccio anche la filiera italiana. Tutto il comparto dell’edilizia e delle costruzioni – compreso ovviamente quello delle macchine e delle attrezzature – sta vivendo una condizione molto critica per il reperimento di tutti i metalli industriali, a partire dall’acciaio strutturale per l’ingegneria civile, quello che serve come elemento portante di edifici e grandi opere primarie, per continuare con l’acciaio da armatura ordinaria o lenta, impiegato nel calcestruzzo ordinario, e con quello da precompressione per cavi, barre e trefoli. Questo scenario ha una sola porta di chiusura, si chiama resistenza. Lo scriviamo con la lettera minuscola, per pudore. Ma crediamo che imprese e costruttori di macchine, perfino la nostra politica più volonterosa (ci fosse) e le persone positive, possano ancora riavviare un movimento di contrasto all’orrore medievale della guerra e della miseria umana. Con il proprio impegno instancabile e con il credo – ancora non vinto – nel progresso di un’industria che vuole ancora correre per risalire. Uscire all’aperto, verso il benessere di aziende e lavoratori. Verso l’umanità.
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NOTIZIE
a cura di Liliana Rebaglia
MERCATO
Il sistema delle costruzioni secondo l’Osservatorio SAIE Le aziende di produzione, distribuzione e servizi per il settore delle costruzioni (edilizia e impianti) hanno superato le difficoltà del 2020, seguite dalla fase di transizione del 2021, e si sono proiettate nel 2022 con ottimismo. Lo svela l’Osservatorio SAIE in previsione della manifestazione che si terrà a BolognaFiere dal 19 al 22 ottobre 2022. Tra PNRR, Superbonus 110% e altri incentivi la filiera è tornata protagonista della scena economica del Paese e ha ritrovato la spinta verso l’innovazione e la fiducia nel futuro. Non solo futuro, però. È già nel presente che le aziende vedono importanti cambiamenti. Lo testimoniano due numeri: la percentuale di realtà soddisfatte dell’attuale andamento generale degli affari (80%), il dato più alto registrato negli ultimi anni, e quello delle aziende soddisfatte del portafoglio ordini (88%). Se a ciò aggiungiamo che quasi nove aziende su 10 pensano di chiudere l’anno con un fatturato superiore rispetto al 2021 abbiamo davanti un quadro positivo, che prevede un consolidamento della crescita: l’88% è convinto che il mercato continuerà a crescere (a luglio 2020 ci credeva
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solo il 59%). Una posizione supportata anche nei fatti: il 28% dichiara di aver aumentato gli stipendi dei dipendenti nel 2021 e il 62% di voler assumere nuove figure professionali nel prossimo quadrimestre. Ciò non significa però che le aziende non percepiscano i problemi che limitano ancora il potenziale della filiera. Quali? Su tutti spiccano burocrazia e tempi giudiziari. Quasi sette su 10 temono l’aumento dei prezzi delle materie prime e il caro energia, quanto mai d’attualità, mentre altri l’incertezza normativa. Occorre superare queste criticità? Le aziende puntano, oltre che sulla riforma della burocrazia/ sburocratizzazione, sugli incentivi. Sono tante (70%) le attività che hanno giovato del Superbonus 110%, con il 79% di esse che devono fino a un quarto del proprio fatturato a questa misura.
Di quest’incentivo apprezzano l’accesso allo sconto in fattura e alla cessione del credito. Ma si può fare di più: oltre metà delle imprese ritiene necessario ridurre la burocrazia e la documentazione richiesta e vorrebbe maggiore trasparenza. Tra gli altri incentivi, gli imprenditori preferiscono, inoltre, il Bonus ristrutturazione e l’Ecobonus. L’argomento del momento è sicuramente il PNRR. Nonostante siano ancora in pochi a conoscerlo nel dettaglio (il 18%, in aumento rispetto al 14% di luglio), continuano ad aumentare le realtà che ritengono utili le misure contenute nel Piano (63% contro il 49% di luglio). Quali sono le più importanti secondo le aziende? Incentivi e bonus relativi all’efficientamento energetico e messa in sicurezza del patrimonio edilizio privato e pubblico. Si tratta di misure che rientrano nel macro-trend della sostenibilità, elemento fondamentale della nuova cultura del costruire e dell’abitare. Ma le aziende stanno intraprendendo un percorso in tal senso? Sì, a partire dall’utilizzo di dispositivi a basso consumo energetico, fino all’acquisto di macchinari o impianti efficienti e di nuova generazione. A supportare la sostenibilità non può non esserci l’innovazione, la chiave per affrontare con prontezza il futuro. Nove aziende su 10 dichiarano di investire in questa direzione, puntando su sicurezza informatica, connettività/5G e cloud computing. Dopo il successo dell’edizione di Bari nel 2021, SAIE proseguirà il suo percorso di alternanza strategica tra le due città, tornando a Bologna per essere punto di riferimento per la filiera e affrontare tutti i temi emersi dall’Osservatorio.
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NOTIZIE ALIANT BATTERY
Batterie al litio: l’esperto risponde
DAVIDE DAL POZZO
PROJECT MANAGER DI ALIANT BATTERY
Talvolta alcune delle prerogative più importanti legate all’utilizzo delle batterie al litio non sono note agli utenti finali, pur essendo un argomento molto attuale per costruttori e utilizzatori. Dedichiamo quindi questo spazio per approfondire alcuni aspetti correlati all’impiego di questi elementi e dei mezzi elettrici su cui essi vengono installati. Lo facciamo grazie al supporto di Davide Dal Pozzo, Project Manager di Aliant Battery. Di seguito alcune delle domande poste più frequentemente. Le batterie al litio devono essere caricate solo quando sono completamente scariche o quest’operazione si può svolgere in qualsiasi momento?
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“Il cosiddetto ‘biberonaggio’ consiste nel ricaricare le batterie per un tempo inferiore a quello necessario per riempirle completamente di energia elettrica. Non è consigliabile agire in questo modo in presenza di batterie a nichel/cadmio (NiCd), piombo acido o gel, nichel/zinco (NiZn), nichel metal idrato (NiMH) e sodio nichelcoruro (Na-NiCl), mentre è tecnicamente possibile e consigliabile, perché ne allunga la vita, per quelle a litio ioni (Li-ion) e litio polimeri (LiPo). Questo intervento, in particolare per quanto riguarda le macchine per le costruzioni, si può effettuare in qualsiasi momento, ad esempio durante la pausa pranzo degli operatori, che così possono sfruttare un aumentato livello di energia del mezzo alla ripresa dei lavori. Un aspetto, questo, molto utile sia per gli utenti finali che per il costruttore stesso di macchine operatrici, che
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in tal modo possono gestire in modo ottimale la cosiddetta ‘energy architecture’ del mezzo, con benefici in termini di costi, dimensioni e pesi delle batterie da installare a bordo”. Le batterie al litio necessitano di locali specifici o aree dove essere caricate? “Le regolamentazioni relative alla ricarica delle batterie al litio dipendono da Paese a Paese. Esistono linee guida non universali, non vincolanti e non regolamentate, ma anche suggerimenti di utilizzo e prescrizioni da parte di enti vari (Vigili del fuoco, eccetera) preposti dai vari Paesi in questione. Se parliamo di batterie al litio da utilizzare su macchinari da costruzione ovviamente tutti i sistemi vengono predisposti per poter funzionare nel più ampio range di condizioni possibile, quindi la ricarica delle batterie avviene quando i mezzi sono lasciati a riposo all’aperto, possibile anche in presenza di basse temperature,
o all’interno di locali e aree dedicate. Questo tipo di domanda riguarda maggiormente l’utente finale, che deve prevedere un’infrastruttura di ricarica, piuttosto che il costruttore del veicolo. La questione, quindi, va posta nelle sedi opportune e agli enti preposti nei Paesi o nei luoghi dove l’infrastruttura dedicata va realizzata”. È possibile ricaricare le batterie al litio in soli 10 minuti? “Sì, è possibile una ricarica parziale, ma bisogna quantificare la potenza disponibile nel cantiere e qual è l’obiettivo in termini di ‘stato di carica’ che si intende recuperare in quei 10 minuti. Quindi se si vuole recuperare il 100% dell’energia installata in quei pochi minuti, attualmente ciò non è possibile nella maggior parte dei casi e delle batterie al litio, almeno per ciò che concerne l’attuale tecnologia riferita alle componenti impiegate nei veicoli industriali e nei macchinari da costruzione”.
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Non esistono buone o cattive condizioni di lavoro, ma solo buone o cattive attrezzature
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NOTIZIE CGT E TECNO
Accordo per la distribuzione in Italia del sistema di monitoraggio KontrolON CGT e Tecno hanno stipulato un accordo in base al quale la prima proporrà in esclusiva in Italia, nei settori delle cave e dell’industria, il sistema KontrolON per il monitoraggio degli impianti industriali da remoto e in tempo reale. L’accordo è stato formalizzato da Giorgio Brenna, CEO di CGT, e da Claudio Colucci, CEO di Tecno, accompagnati da Gianluca Calì e Jacopo Proietti Semproni, rispettivamente direttore Marketing & Digital CGT e direttore Business Unit Estera di Tecno, che hanno seguito l’evoluzione del progetto di partnership e saranno i referenti operativi delle due aziende. KontrolON, sistema di monitoraggio avanzato dei dati degli impianti industriali, acquisisce i dati dall’impianto tramite sensori opportunamente installati, li analizza e li rende disponibili ai clienti tramite una dashboard semplice e intuitiva. Grazie a KontrolON è possibile tenere sotto controllo entità e costi di produzione, consumi energetici e persino le emissioni di CO2. Il sistema, sviluppato e ideato da Tecno, fornisce anche alert in caso di anomalie che consentono di intervenire tempestivamente e report dettagliati per ottimizzare il processo produttivo. Sottolinea Giorgio Brenna: “CGT sta integrando la tradizionale offerta di macchinari e servizi con soluzioni innovative rivolte ad aiutare i propri clienti a creare efficienza, riducendo i costi di produzione e fornendo maggiori possibilità di integrazione con i sistemi gestionali. Gli aspetti di sostenibilità costituiscono un vantaggio delle soluzioni offerte da CGT in quanto sia i sistemi di monitoraggio delle macchine, sia KontrolON, sono concepiti per ridurre i consumi energetici e di carburante, così come lo spreco di 10 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2022
DA SINISTRA: LUCIO ZILLI, RESPONSABILE COMMERCIALE ATTIVITÀ MOVIMENTO TERRA PER IL CENTRO-NORD ITALIA DI CGT; MICHELE PASTORELLO, RESPONSABILE DELLE NUOVE TECNOLOGIE E SERVIZI DIGITALI DI CGT; GIORGIO BRENNA, CEO DI CGT, MENTRE STRINGE LA MANO A CLAUDIO COLUCCI, CEO DI TECNO; JACOPO PROIETTI SEMPRONI, DIRETTORE BUSINESS UNIT ESTERA DI TECNO; GIANLUCA CALÌ, DIRETTORE MARKETING E DIGITAL DI CGT
materiali, contribuendo a limitare l’impatto ambientale dell’attività produttiva dei clienti”. KontrolON può essere impiegato su più impianti contemporaneamente e risulta essenziale per chi ha più siti distanti tra loro. È un alleato per misurare la quantità del materiale prodotto, individuare le risorse sprecate, i consumi energetici e le spese di produzione. Informazioni difficili da reperire, ma che sono fondamentali per gestire al meglio gli impianti. I clienti CGT avranno anche il vantaggio di poter visualizzare in una sola dashboard i dati dell’impianto e quelli delle macchine Caterpillar che lavorano nello stesso sito produttivo. “Con le nostre tecnologie - spiega Claudio Colucci - abbiamo sempre cercato di guidare le aziende verso un modello di impresa più sostenibile e ‘ottimizzato’, ritenendo l’innovazione digitale mai un ostacolo per l’uomo, ma solo un prezioso ‘sostegno’. Ci siamo
specializzati nella realizzazione di un sistema di monitoraggio che consentisse un’istantanea fedele anche se a centinaia di chilometri dal proprio impianto. Intuizione che si è rivelata necessaria durante il ‘cambio di prospettiva’ impostoci dalla pandemia. In questi anni abbiamo seguito i clienti con ulteriore impegno; ci siamo resi conto che poter contare sull’uso di sistemi di controllo affidabili e accessibili da smartphone rappresentava per loro una rassicurante, seppur nuova, routine aziendale. Portare avanti oggi il nostro progetto contando su una sinergia di valore come quella con CGT è un passo ulteriore verso la crescita alla quale puntiamo e un’offerta, per le aziende che decidono di premiare il nostro approccio, sempre più completa. Questo è il vero cambiamento di cui necessitava il nostro tessuto imprenditoriale, siamo felici di avere al nostro fianco CGT”.
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NOTIZIE IVECO
Lo stabilimento di Valladolid festeggia la produzione del 700.000° Daily
Lo scorso gennaio il 700.000° IVECO Daily è uscito dallo stabilimento IVECO di Valladolid, esattamente tre decenni dopo l’avvio della produzione di questo veicolo presso il sito spagnolo. Un evento che conferma la qualità e l’efficienza di uno stabilimento che si è costantemente evoluto nel tempo e che attualmente è diventato un punto di riferimento nazionale per l’Industria 4.0. José Manuel Jaquotot, responsabile dello stabilimento, ha affermato: “Il primo Daily è uscito dalla linea produttiva l’11 marzo 1992, con l’entusiasmo di chi inizia un nuovo progetto di vita. Sono stati 30 anni caratterizzati da grande impegno, entusiasmo e duro lavoro: tutto ciò ha contribuito a mantenere nel tempo il successo del Daily e dello stabilimento IVECO di Valladolid come progetto industriale di successo che ha portato stabilità e che ha migliorato la qualità della vita di molte famiglie di Valladolid. Oltre a questo importante evento, a gennaio abbiamo anche raggiunto un altro traguardo: la produzione del Daily a Valladolid ha toccato quota 700.000. Continueremo a lavorare per onorare tutti coloro che ci hanno 12 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2022
preceduto e per raggiungere altri 30 anni di successi per lo stabilimento di Valladolid e per l’IVECO Daily in Spagna ed Europa”. Attualmente si producono 140 veicoli Daily al giorno (un modello con oltre 6.000 varianti di prodotto) e 150 cabine dell’IVECO S-WAY. Lo stabilimento di Valladolid impiega circa 1.100 persone e nel 2017 ha celebrato il suo 60° anniversario. La sua politica di continuo miglioramento ha consentito di aumentare l’efficienza, la qualità e l’adattabilità, promuovendo l’innovazione nella sua forza lavoro. Dal 1992, anno in cui è stato prodotto il primo furgone IVECO Daily, lo stabilimento continua a percorrere la strada verso il progresso. Secondo José Manuel Jaquotot, “innovazione e trasformazione digitale sono le forze trainanti del nostro stabilimento. Stiamo lavorando per diventare leader nell’Industria 4.0 ed essere competitivi non solo all’interno di Iveco Group, ma anche nella regione di Castiglia e León, un’area altamente industrializzata”. Nel 2019 lo stabilimento ha ottenuto il Gold Level nel World Class Manufacturing – un premio assegnato alle aziende che raggiungono i massimi
livelli d’innovazione industriale – riconoscendo così i suoi importanti progressi in termini di qualità, tutela dell’ambiente, sicurezza e innovazione nei processi produttivi. Con oltre 40 anni di sviluppo e successi alle spalle, il Daily si è guadagnato la reputazione di veicolo per il trasporto leggero per eccellenza. Nel corso delle sue sei generazioni, il Daily ha mantenuto la sua formula vincente e l’affidabilità, l’efficienza e la versatilità che hanno reso questo veicolo un punto di riferimento, pur cambiando nel corso degli anni attraverso un processo di costante aggiornamento per offrire la migliore risposta alle necessità dei clienti. Dal suo lancio nel 1978, la famiglia del Daily non si è mai fermata e ha introdotto nel mercato innovazioni rivoluzionarie che hanno cambiato il settore. L’evoluzione del Daily è parte integrante degli sviluppi pionieristici di IVECO nelle tecnologie più efficienti e più sostenibili, fattori sempre più rilevanti nel settore dei trasporti. Infatti, oggi IVECO è leader nella propulsione a gas, una vocazione confermata dal Daily in versione CNG.
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NOTIZIE KLEEMAN
Due prestigiosi premi per i frantoi semoventi I premi “German Design Award” e “Good Design Award” (USA) ricevuti recentemente da Kleeman dimostrano ancora una volta la capacità di innovazione del costruttore tedesco. Il frantoio a mascelle semovente Mobicat MC 110(i) EVO2 e il frantoio a cono semovente Mobicone MCO 90(i) EVO2 fanno parte della
ambiti a livello internazionale nel mondo del design: a 10 anni dalla sua istituzione, l’Award continua il suo impegno all’insegna di un design orientato al futuro, di nuove tecnologie digitali e di una produzione a impatto zero sul clima. Il premio “Oro” è il massimo riconoscimento che il “German Design Award” conferisce
nuova generazione EVO2: sia in una combinazione di impianti che nell’impiego “stand alone”, i due frantoi sono stati concepiti tenendo conto di aspetti economici, ergonomici ed ecologici che, insieme a un linguaggio delle forme coerente, hanno portato a un design degno di un premio. Il “German Design Award” è uno dei premi intersettoriali più
a un design che si distingua per eccellenza e innovazione. Secondo la giuria, con il suo design compatto e all’avanguardia il frantoio a mascelle Mobicat MC 110(i) EVO2 esprime l’aspirazione alla forza e alla performance con una tecnologia al passo con i tempi e un approccio ergonomico, sia all’esterno che all’interno dell’impianto. Il frantoio a cono
semovente Mobicone MCO 90(i) EVO2 è stato apprezzato anche per l’elevata efficienza energetica, il comfort dei comandi intelligenti e l’alta qualità del prodotto finale. Anche qui il design potente “visualizza” la performance della macchina. La giuria ha assegnato la “Special Mention” alla concezione coerente del design e alla sua realizzazione. Il frantoio a mascelle e il frantoio a cono semoventi sono stati inoltre premiati con il “Good Design Award”, che negli USA viene assegnato da più di 70 anni alle realizzazioni più innovative. I prodotti premiati non devono distinguersi solo per design ed estetica, ma anche - e soprattutto - per innovazione, funzionalità ed efficienza energetica. Nella categoria “Design industriale” i nuovi impianti di frantumazione hanno conquistato anche il premio statunitense grazie al loro design potente. Con questi riconoscimenti Kleemann, specialista per impianti di vagliatura e frantumazione, sottolinea ancora una volta la sua grande capacità di innovazione.
NIEDERSTÄTTER
Sinergia innovativa con Fraunhofer Italia Gli utilizzi del BIM nel settore edile correlati da esempi applicativi in materia di pianificazione del lavoro delle gru in cantiere e di progettazione di edifici realizzati con strutture modulari: queste le tematiche dell’Infotalk organizzato recentemente da Niederstätter, azienda altoatesina specializzata nel mercato del noleggio di macchinari per l’edilizia. L’appuntamento, dal titolo “Digitalizzazione e BIM”, è stato organizzato in collaborazione con l’istituto di ricerca applicata Fraunhofer Italia. La discussione su 14 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2022
questo argomento sempre più diffuso all’interno del comparto e di crescente interesse per le imprese ha coinvolto Ilaria di Blasio di Fraunhofer Italia e Anton Gistelinck, esperto di BIM e innovazione di Niederstätter. Mai come oggi il settore delle costruzioni
sta vivendo una fase di profonda trasformazione: la digitalizzazione sta avanzando e il metodo BIM - Building Information Modeling - si fa strada nelle costruzioni. Grazie al supporto di un software specifico il BIM si sviluppa come metodo integrato per la pianificazione, l’esecuzione e la gestione della costruzione di fabbricati. Il futuro edificio o cantiere viene modellato, collegato e rilevato con oggetti intelligenti così da permetterne la visualizzazione su computer o tablet in forma di modello virtuale.
NOTIZIE TREVI
Protagonista nel tunnel di Lonato La nuova linea ferroviaria Alta Velocita/Alta Capacità BresciaVerona è un progetto fondamentale del collegamento ferroviario MilanoVerona. Fa parte della linea TorinoTrieste che, a sua volta, è inserita nel più esteso sistema che collega la Spagna al confine ucraino. Il progetto, la cui realizzazione è stata affidata al consorzio CEPAV Due, è stato commissionato da Rete Ferroviaria Italiana, mentre l’Alta Sorveglianza e la Direzione Lavori sono state affidate a Italferr. La nuova linea ferroviaria Brescia Est-Verona si sviluppa per circa 48 km, attraversando due regioni e 11 comuni, per lo più affiancando l’Autostrada A4. Il progetto più complesso e articolato dell’intera opera è la Galleria di Lonato, affidato alla Seli Overseas. La galleria sarà lunga circa 7 km e prevede il sotto-attraversamento dell’autostrada e di alcuni edifici
e strutture sensibili. Le delicate opere di consolidamento dei terreni ospitanti la galleria sono state realizzate da Trevi. L’esiguo spessore del terreno di ricoprimento lungo i sottoattraversamenti della A4 e degli edifici ha imposto la realizzazione di consolidamenti preliminari, con lo scopo di minimizzare i fenomeni di subsidenza indotti dallo scavo meccanizzato. Gli interventi di consolidamento hanno lo scopo di migliorare le caratteristiche meccaniche dei terreni nell’intorno della sezione di scavo per uno spessore pari a circa 3 m. Grazie alla collaborazione tra Trevi, Seli, CEPAV Due e tutti gli attori coinvolti, gli interventi previsti e le implementazioni tecnologiche necessarie per un progetto così articolato e complesso sono stati completati rispettando le tempistiche stimate.
Lo scopo del lavoro di Trevi è stato quello di consolidare i terreni nell’intorno della nuova galleria Lonato, nei punti in cui questa sottopassa strutture sensibili, per consentire il passaggio della TBM in sicurezza, minimizzando eventuali cedimenti. Il progetto iniziale prevedeva che le sezioni da consolidare venissero trattate con complesse geometrie di perforazione, utilizzando procedure di perforazione direzionata teleguidata. Le caratteristiche del terreno, inadatto a lasciarsi permeare dalle miscele inizialmente previste dal progetto, e la complessa geometria delle perforazioni, hanno C spinto a ricercare nuove soluzioni progettuali. Grazie a test effettuati M in campi prova allestiti in loco si Y è riusciti a rimodulare la maglia di progetto e a mettere a puntoCM miscele più performanti e adatte MY al terreno da trattare. CY
CMY
K
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MALAGUTI azienda leader sul mercato da oltre 50 anni, offre una gamma completa di attrezzature per escavatore ed attrezzature frontali adatte alla compattazione, al contenimento, alla perforazione ed alla messa in sicurezza del terreno, come la nostra FRESACEPPI che garantisce una produttività e un’efficienza ottimali. L’eccellenza della produzione, la qualità made in Italy e la professionalità è ciò che ci differenzia e ci consente una crescita costante. Vieni a scoprire la gamma completa dei nostri prodotti, visitando il sito: www.malagutisrl.com
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NOTIZIE DOOSAN
Italia Demolizioni sceglie l’escavatore DX380LC-7 per il Business District di Milano Un escavatore cingolato Doosan DX380LC-7, insieme a diversi altri mezzi dello stesso marchio, è stato scelto da Italia Demolizioni - start-up lombarda specializzata in demolizioni civili e industriali, scavi e bonifiche - per poter far fronte alle sue numerose commesse, prima tra le quali l’abbattimento dell’Ex istituto Piero Pirelli situato nel Business District di Bicocca a Milano. Nata nel 2022, Italia Demolizioni appartiene alla storica A.C.M., azienda lombarda specializzata nel settore dell’asfaltatura e dell’edilizia stradale. “Abbiamo scelto Doosan perché garantisce macchine affidabili, resistenti e produttive”, ha affermato il direttore commerciale Ivano Perego. “Ho una lunga esperienza nel settore delle demolizioni e i mezzi Doosan hanno sempre dimostrato ottime prestazioni e soddisfatto ogni aspettativa. Sono macchine all’avanguardia, alleati per l’efficienza e il successo in ogni cantiere. Nonostante
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Italia Demolizioni sia nata di recente stiamo acquisendo già parecchie commesse a Milano, Bergamo, Rapallo e Bologna. Era fondamentale poter disporre di una flotta in grado di garantire la massima produttività in ogni cantiere e la scelta è ricaduta inevitabilmente sui mezzi Doosan che ritengo essere i più efficienti sul mercato”. In particolare, il DX380LC-7 è stato ritenuto il mezzo più idoneo per i lavori di demolizione della struttura dell’ex Istituto Pietro Pirelli, situato nel Business District di Bicocca a Milano. La struttura, oggi abbandonata, si compone di due parti: una palazzina a due piani adibita ad aule e una struttura adiacente costituita da una sequenza di campate con una altezza media di 7 m, che rappresentava lo spazio destinato alla formazione pratica. I lavori hanno previsto l’abbattimento dell’intero complesso per consentire la realizzazione un importante progetto di valorizzazione e riqualificazione secondo lo stile contemporaneo
e sostenibile e ospiterà uffici dai più elevati standard qualitativi. L’escavatore DX380LC-7, dotato di braccio standard e munito di pinza da demolizione da 42 q, si è occupato dell’intera opera di demolizione primaria della struttura da rimuovere, per un totale di 14.000 m3. Nella prima fase ha abbattuto la struttura centrale a campate adiacenti all’edificio principale; quindi sono state esportate le pareti perimetrali della palazzina a due piani. Ciò ha consentito di produrre le macerie necessarie per sollevare l’escavatore e poter raggiungere il secondo piano. Sono quindi stati sfilati i pannelli della copertura dal tetto ed è stata demolita la gronda perimetrale. A seguire il DX380LC-7 ha sfondato la parte superiore del tetto per alleggerire le travi, che sono state sganciate una a una dai pilastri e quindi demolite per permettere all’escavatore di entrare nell’edificio procedere con l’abbattimento. Successivamente è stata demolita la soletta tra il primo piano e il piano terra, in modo da attraversare completamente la struttura da lato a lato e completare l’intera demolizione mantenendo soltanto i pilastri perimetrali del piano terra. All’escavatore cingolato DX380LC-7, personalizzato con i colori blu e arancio che contraddistinguono la flotta di Italia Demolizioni, è stato affiancato un escavatore cingolato DX300LC-7 con frantumatore e martello per occuparsi della frantumazione secondaria finalizzata a una riduzione volumetrica del demolito e una prima selezione dei vari materiali. Tutti i mezzi Doosan sono stati acquistati da DMO, importatore esclusivo Doosan e Bobcat per Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Lombardia.
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NOTIZIE A.N.E.P.L.A.
Il concorso europeo per la premiazione delle imprese di cava Quest’anno si terrà il concorso europeo per la premiazione delle imprese di cava che si sono distinte nell’ambito dello Sviluppo Sostenibile (nella foto, alcune immagini relative all’edizione precedente). Si tratta di un premio che è stato istituito nel 1997 da UEPG (la Federazione europea che raggruppa le associazioni nazionali di categoria, tra le quali anche A.N.E.P.L.A. che ne è socio fondatore) e che nel corso degli anni è cresciuto, sia come numero di partecipanti che come interesse suscitato presso gli interlocutori istituzionali europei, il mondo delle professioni e le Organizzazioni non governative che sono vicine ai temi dell’ambiente. Nel corso delle passate edizioni anche diverse imprese nostre
associate sono state presentate da A.N.E.P.L.A., ricevendo significativi premi nelle diverse categorie (ambiente, sociale, economia e materiali alternativi). Si tratta di un’occasione di valorizzazione molto importante per le imprese partecipanti e, di conseguenza, per tutto il settore. La partecipazione è riservata alle imprese aderenti alle associazioni nazionali che
compongono l’UEPG. Le categorie per le quali si può partecipare sono cinque: Ambiente, Economia, Sociale, Biodiversità, Comunicazione. La Giuria sarà composta da esperti internazionali delle varie discipline ed appartenenti a organizzazioni non governative. Il numero massimo di candidature per l’Italia è cinque. Laddove le candidature ricevute da A.N.E.P.L.A. fossero superiori a questo numero si provvederà a fare una selezione tramite giuria indipendente con modalità ancora da definire. Il termine entro il quale far pervenire la documentazione richiesta in A.N.E.P.L.A. è il 15 aprile 2022. I premi saranno assegnati nel corso del giugno 2022 e la cerimonia di premiazione si terrà a Bruxelles il 30 novembre 2022.
ASSOBIM
BIM e digitalizzazione nella filiera delle costruzioni Fin dall’inizio delle sue attività ASSOBIM, l’associazione nata per sostenere il processo di digitalizzazione dell’intera filiera tecnologica delle costruzioni e promuovere la diffusione del Building Information Modeling, ha puntato con convinzione sulla necessità di accrescere non solo la cultura del BIM, ma anche e soprattutto la consapevolezza dei vantaggi che questa metodologia offre a tutti gli attori della filiera e gli strumenti idonei a massimizzarne le opportunità. Tra le iniziative promosse per estendere il proprio raggio d’azione e coinvolgere un sempre maggior numero di professionisti, enti e aziende, i Gruppi di Lavoro sono i tavoli tecnici che hanno visto i 20 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2022
soci affrontare tematiche specifiche quali Rapporti Istituzionali, Rapporti con gli Ordini professionali, Committenza, Manutenzione e Gestione del costruito, Produzione (BIM Manufacturing), Collegamento con l’Università e la Ricerca, Formazione e Normativa, Rapporti con l’estero. La forte partecipazione e i risultati raggiunti da questi organismi, oltre a confermare la bontà della formula, hanno indotto ASSOBIM a estenderne il raggio d’azione con la creazione di tre nuovi Gruppi, dedicati a Interoperabilità, Studi di progettazione e Professionisti, Fiere ed Eventi, che vanno ad
aggiungersi agli otto già attivi. “La scelta delle tematiche su cui è incentrato il lavoro dei nuovi Gruppi - sottolinea il presidente di ASSOBIM, Adriano Castagnone non è casuale. Con la creazione dei nuovi Gruppi di Lavoro ASSOBIM conferma il suo impegno sul fronte della comunicazione e divulgazione della metodologia BIM, dotando queste importanti attività di nuovi strumenti. La scelta degli ambiti di lavoro sottolinea in particolare la volontà dell’Associazione di operare in modo sempre più puntuale e preciso sugli aspetti che riteniamo oggi strategici sia ai fini di una sua sempre maggiore diffusione, sia per la crescita professionale e culturale del settore”.
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NOTIZIE SURPLEX
Macchinari edili di seconda mano L’edilizia sta diventando sempre più costosa. Secondo i dati dell’Ufficio Federale di Statistica (Destatis), i prezzi di molti materiali edili sono aumentati significativamente nel 2021. Legno, acciaio o materiali isolanti sono mediamente più cari del 50% rispetto agli anni precedenti. L’aumento della domanda all’estero, i problemi legati all’ approvvigionamento di materie prime e i problemi logistici causati dalla crisi da coronavirus hanno causato l’aumento dei prezzi e stanno creando maggiori difficoltà anche ai progetti edilizi di quest’anno. Ulteriori problemi nei cantieri possono sorgere dalla mancanza o dall’inadeguatezza dei macchinari edili. Anche in questo caso, la crisi della logistica e delle materie prime ha colpito e rallentato significativamente la produzione di macchine edili. Risultato: i libri degli ordini dei produttori di macchinari edili sono pieni e molti di loro hanno prenotazioni anticipate fino all’anno prossimo. Si prevede però che i tempi d’attesa e i costi per le nuove macchine
continueranno ad aumentare a causa di eventi mondiali, inflazione e difficoltà logistiche. Ma questo che cosa significa per le imprese edili? Materiali di alta qualità e macchinari di costruzione moderni sono fondamentali per poter offrire ai clienti il miglior servizio possibile. In aggiunta a ciò, anche le richieste alle aziende stanno aumentando. La sostenibilità e la conservazione delle materie prime assumono sempre più importanza e influenzano anche l’industria. Un parco macchine ben organizzato facilita il lavoro edilizio e si traduce in risultati migliori. Tuttavia, nella situazione attuale riuscire ad acquisire una nuova macchina
presenta molte difficoltà. In queste circostanze come possono le imprese di costruzione tenere il passo e continuare a espandersi? Una soluzione è quella di acquistare macchinari usati. Su portali online come Surplex, si trova un’ampia selezione dei più diversi macchinari da costruzione come complemento perfetto per la tua attività. Ciò significa che le macchine non devono essere prodotte ex novo, ma sono già pronte per la spedizione. Questo aggira i difficili colli di bottiglia della fornitura di materie prime come l’acciaio per la produzione e, in aggiunta a ciò, permette di risparmiare CO2 grazie all’assenza dei processi di produzione.
Anche con un budget inferiore, l’espansione del proprio parco di macchinari è attuabile. Al momento dell’acquisto di una macchina di seconda mano, è bene affidarsi a degli esperti. Le case d’asta online come Surplex.com offrono ad acquirenti e venditori un servizio competente a 360°. Dalla consulenza alla vendita e alla spedizione, Surplex offre agli interessati tutto in un’unica soluzione. Attualmente Surplex propone anche interessanti macchinari edili e rappresenta quindi un’alternativa ideale per le aziende che intendono aggiornare i propri macchinari senza lunghi tempi d’attesa nonostante i problemi legati alla logistica e alle materie prime. 22 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2022
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NOTIZIE HITACHI
Consegnato a DGL Costruzioni un escavatore gommato ZX175W-7 La nuova generazione di escavatori Hitachi Serie 7 conquista anche il Friuli Venezia Giulia, con una proposta ampliata e diversificata di modelli innovativi e all’avanguardia. Tra le diverse novità l’escavatore gommato ZX175W-7, il primo in casa giapponese della taglia da 185 q dotato di elevate forze di scavo e capacità di sollevamento e una rilevante produttività. Attitudini che conosce bene l’azienda DGL Costruzioni, impresa pordenonese che opera con successo nel Triveneto e che ambisce al consolidamento di una squadra di professionisti che siano in grado di rispondere rapidamente e con efficienza alle mutevoli esigenze del mercato garantendo alti standard qualitativi. È in quest’ottica che l’azienda si è affidata alla solidità del brand giapponese, inserendo nel suo parco macchine il nuovo escavatore gommato ZX175W-7 accessoriato ad hoc e dalle caratteristiche specifiche che garantiscono una maggiore efficienza energetica, versatilità, sicurezza e comfort. “Un escavatore che risponde in modo proattivo alle nostre esigenze di cantiere
per flessibilità di applicazione e massima produttività”, ha dichiarato il titolare di DGL, Andrea Lisetto. “Una macchina che abbiamo apprezzato fin da subito per la dotazione di tecnologica avanzata, la disposizione ordinata e intuitiva dei comandi, la comodità della cabina e del posto di guida. Tutto è pratico e quando ci si guarda intorno si apprezza all’istante una visibilità a tutto tondo”. Il primo ZX175W-7 consegnato in Friuli Venezia Giulia
– già impegnato in diversi cantieri, tra cui in un’opera di riqualificazione ambientale nei pressi del Parco Galvani di Pordenone - incontra il favore degli operatori che si ritengono particolarmente soddisfatti. Da sottolineare la comodità della cabina e la visibilità grazie al cofano ribassato e alla telecamera per visione posteriore, oltre alla reattività dei comandi che consentono di compiere cicli di carico scarico in maniera rapida. La cabina offre un ambiente di lavoro ideale: molto spazio, comfort e qualità con livelli di rumorosità tra i più bassi sul mercato. A completamento, il raggio di rotazione ridotto ideale negli spazi limitati e il sistema idraulico HIOS V, che potenzia l’efficienza e la velocità riducendo il consumo di carburante.
E con il nuovo indicatore ECO gli operatori possono controllare l’efficienza dei consumi e abbattere i costi. A rendere ancora più produttivo lo ZX175W-7 di DGL c’è anche il tiltrotator Steelwrist, il rotatore inclinabile compatto con altezza e peso ridotti che garantisce una geometria di scavo ottimizzata, con un risparmio significativo di tempo e carburante. Un accessorio ottimale anche quando lo spazio è davvero poco. La fornitura completa è stata seguita dal dealer ufficiale per il Friuli Venezia Giulia, Salomoni, di base a Campoformido, alle porte di Udine. 24 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2022
ATTUALITA’ Sicurezza sul lavoro nelle costruzioni
QUANDO IL RISCHIO NON DEVE ESSERE CALCOLATO Le lavorazioni in edilizia presentano un livello di rischio superiore alla media del sistema produttivo nazionale. Non è un dato nuovo e per questo è importante non abbassare la guardia e continuare a fare formazione e informazione antinfortunistica. L’analisi dei dati sugli infortuni sul lavoro può essere uno spunto di partenza per capire come e dove fare prevenzione di Gianni Gennari
26 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2022
L
a sicurezza sul lavoro è un argomento da sempre molto collegato, nel bene e nel male, al settore delle costruzioni. Il nostro è un settore storicamente molto colpito dai fenomeni di infortunio sul lavoro, con conseguenze spesso letali, ma è anche il settore che ha cercato da molti anni di trovare misure e strategie di contrasto alle pessime pratiche sul cantiere, come ad esempio a suo tempo la famosa 626 che tanto ha contribuito a segnare la via all’attuale legislazione in materia di sicurezza sul luogo di lavoro per tutti i settori. Ma qual è oggi la situazione delle costruzioni in rapporto agli infortuni in edilizia? Un quadro molto chiaro è quello delineato dal recente Rapporto “Infor. MO – Infortuni in Edilizia” del febbraio 2022 pubblicato da Inail. Secondo il rapporto, tra il 2014 e il 2018 nelle Costruzioni sono stati riconosciuti dall’Inail mediamente 32.000 infortuni in occasione di lavoro all’anno (cioè il 10% dei casi), con un trend del periodo decrescente, più di quanto avvenuto per il totale dei settori (Figura 1). Il rischio infortunistico nel comparto, misurato attraverso l’indice di incidenza (infortuni per 1.000 addetti), varia a seconda dell’attività: le Costruzioni, infatti, in base alla classificazione Ateco 2007, si distribuiscono in tre divisioni: Costruzione di edifici, Ingegneria civile e Lavori di costruzione specializzati. Le tre divisioni si collocano tutte su un livello di rischio superiore alla media
FIGURA 1 - ANDAMENTO DEGLI INFORTUNI RICONOSCIUTI NEL QUINQUENNIO 2014-2018
Fonte: INAIL - Infor.MO, Infortuni in edilizia, 2022
(sebbene non ai primi posti nella graduatoria per settori), ma la frequenza infortunistica dell’Ingegneria civile, secondo i dati Inail, è maggiore delle altre due (Tabella 1). Tra tutte le attività economiche, se si eccettuano le Estrazioni di petrolio, carbone e minerali, le quote più alte di episodi gravi sono registrate proprio nelle tre divisioni delle Costruzioni, che registrano percentuali superiori al 35%. Le indicazioni sul 2019 e il 2020, ricavabili dagli Open data, riguardano soprattutto l’effetto della prima fase dell’emergenza Covid-19 sulle attività economiche e sugli infortuni collegati a esse, dal momento che nel novero degli infor-
tuni rientrano anche le malattie infettive e, quindi, le infezioni da Sars Cov-2. Le denunce pervenute all’Inail nel periodo compreso tra gennaio e giugno 2020 sono globalmente diminuite del 16% nella gestione Industria e servizi, se si escludono i settori coperti solo parzialmente da tale gestione (agricoltura, silvicoltura e pesca). Nelle Costruzioni, pur non raggiungendo i picchi riscontrati in altri tipi di aziende, il calo è stato più consistente della media, attestandosi intorno al 33%, con differenze marginali tra Costruzioni di edifici, Ingegneria civile e Lavori di costruzione specializzati. Le comparazioni per territori permet-
TABELLA 1 - INCIDENZA E GRAVITÀ DEGLI INFORTUNI NELLE COSTRUZIONI
* Infortuni riconosciuti per mille addetti ** I casi gravi sono quelli che hanno comportato esiti mortali, permanenti oppure più di 40 giorni di assenza dal lavoro Fonte: INAIL - Infor.MO, Infortuni in edilizia, 2022
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ATTUALITA’ tono di individuare le caratterizzazioni locali e contestuali degli infortuni nelle Costruzioni. La distribuzione territoriale del rischio di eventi gravi mostra che non ci sono marcate tendenze geografiche (ad esempio, una chiara distinzione tra il Nord e il Sud del Paese), ma emergono delle zone più a rischio: l’area calabrese e ionica, parti della Sicilia, la provincia di Bolzano e la dorsale dell’Appennino centrale che comprende alcune zone emiliane, toscane, marchigiane, umbre e abruzzesi. Al contrario, le quattro principali città metropolitane (Roma, Napoli, Milano, Torino) presentano livelli di rischio più bassi. Spesso, dove l’intensità degli infortuni nelle Costruzioni è più alta anche il rischio infortunistico è maggiore (Figura 2). Per il quinquennio 2014-2018 il sistema di sorveglianza nazionale degli infortuni ha registrato 607 infortuni nel settore delle Costruzioni, distinti in 292 mortali e 315 gravi, indagati dalle Asl e ricostruiti in termini di dinamica infortunistica con la metodologia Infor.MO al fine di mostrare i principali fattori di rischio rilevati nelle diverse fasi lavorative. Di seguito si riportano le principali caratteristiche dei lavoratori coinvolti e delle modalità di accadimento degli eventi. La distribuzione per dimensione dell’azienda - intesa come l’unità locale dove si è verificato l’evento - cui appartiene l’infortunato evidenzia il fenomeno
FIGURA 2 - INFORTUNI GRAVI E MORTALI NELLE COSTRUZIONI. CASI 2014-2017 PER MILLE ADDETTI Assegnazione territoriale in base alla sede dell’unità locale aziendale
Fonte: INAIL - Infor.MO, Infortuni in edilizia, 2022
della frammentazione delle imprese italiane, in particolar modo nel comparto edile dove spesso si ricorre a forme di contratto in appalto e subappalto. Il 64% degli infortuni sono infatti avvenuti in aziende fino a nove addetti (microimprese). L’elevata quota di microimprese operanti nel settore edile è confermata anche dal confronto di queste con quel-
le operanti negli altri settori: nello stesso quinquennio di analisi (2014-2018), escludendo il settore dell’Edilizia la quota di microimprese è pari al 48%. La cittadinanza degli infortunati evidenzia la predominanza di italiani (79%), anche se tale valore è inferiore rispetto agli altri settori di attività (85%), seguono lavoratori provenienti da Albania (6%) e Romania (5%). Una variabile caratteristica di Infor.MO è quella che esplicita il rapporto di lavoro, ovvero la condizione lavorativa del soggetto rilevata al momento dell’evento infortunistico. Ai primi posti le modalità Dipendente a tempo indeterminato o determinato (rispettivamente 53% e 13%) e Autonomo/Titolare senza dipendenti (10%). Sussiste poi una quota di posizioni irregolari superiore all’8%; tale gruppo di lavoratori si attesta al 5% per gli altri settori. I fattori di rischio L’analisi puntuale delle informazioni sulle dinamiche infortunistiche registrate nella banca dati Infor.MO ha permesso di evidenziare 1.173 fattori di rischio, rilevati con il modello di analisi multi-
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TABELLA 2 - DISTRIBUZIONE DEI PRICIPALI INCIDENTI AVVENUTI NELLE COSTRUZIONI PER FATTORI DI RISCHIO Valori percentuali *
* AI = Attività infortunato; AT = Attività di terzi; UMI = Utensili macchine impianti; MAT = Materiali; AMB = Ambiente; DPI = Dispositivi di protezione individuale e abbigliamento Fonte: INAIL - Infor.MO, Infortuni in edilizia, 2022
fattoriale per il cluster dei 607 infortuni mortali e gravi citati in precedenza. Nei cinque anni considerati (2014-2018), rispetto ai casi accaduti negli altri settori gli eventi nelle Costruzioni mostrano una maggiore prevalenza di fattori di rischio legati alla predisposizione degli ambienti di lavoro (19% contro 12%) e ai dispositivi di protezione individuale (12% contro 6%). Al contrario, risultano minori le quote delle problematiche appartenenti alla categoria delle attrezzature (16% contro 22%) e alle procedure messe in atto dagli infortunati (40% contro 47%).
La tabella indica, per i principali incidenti avvenuti nelle Costruzioni, la distribuzione dei fattori di rischio secondo le sei macro categorie defini-
te dal modello di analisi Infor.MO. In particolare, Attività infortunato (AI) e Attività di terzi (AT) riguardano azioni, gesti e movimenti inappropria-
LE TIPOLOGIE DI INCIDENTI PIÙ FREQUENTI Le tipologie di incidenti più frequenti nel settore delle Costruzioni sono le cadute di lavoratori dall’alto, modalità che da sola raggruppa oltre la metà degli infortuni (54%), le cadute dall’alto di oggetti e carichi su lavoratori (12%), le perdite di controllo durante la conduzione di mezzi (7%). Queste prime tre modalità di accadimento degli infortuni rappresentano insieme quasi i tre quarti del data-set analizzato (Figura 3). Entrando più in dettaglio si rileva che le cadute dall’alto di lavoratori avvengono principalmente da attrezzature per lavoro in quota, ponteggi e scale portatili, da
FIGURA 3 - MODALITÀ DI ACCADIMENTO DEGLI INFORTUNI NEL SETTORE COSTRUZIONI Valori percentuali
tetti/coperture o da altre parti in quota come solai e balconi privi dei necessari sistemi di protezione dei lavoratori contro le cadute dall’alto. Negli incidenti dovuti a caduta dall’alto le situazioni più frequenti hanno riguardato sia cadute di materiali durante il loro sollevamento o trasporto con mezzi di lavoro che cedimenti di terreno o parti di muri/pareti, spesso durante attività svolte dai lavoratori in aree di lavoro ad alto rischio, quali ad esempio gli scavi. Infine, per gli incidenti contraddistinti dalla perdita di controllo di un mezzo, le attrezzature maggiormente coinvolte sono le macchine per la movimentazione della terra e per i lavori stradali. In tali dinamiche l’infortunio è risultato essere spesso causato da un investimento dell’operatore a terra da parte
Fonte: INAIL - Infor.MO, Infortuni in edilizia, 2022
del mezzo in movimento.
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ATTUALITA’
ti compiuti dall’infortunato o da altri colleghi; Utensili macchine impianti (UMI) contemplano le specifiche problematiche dell’attrezzatura; Materiali (MAT) si riferiscono alle criticità del materiale in lavorazione o lavorato; Ambiente (AMB) osserva le carenze strutturali e organizzative dei luoghi
di lavoro; DPI e abbigliamento prendono in considerazione le criticità dei dispositivi di protezione individuale e degli abiti indossati (Tabella 2). La lettura dei dati in tabella rileva la forte presenza di problematiche legate alle modalità operative degli infortunati (AI), non necessariamente riconducibili a lo-
ro responsabilità quanto a carenze di tipo gestionale (formazione, informazione, pratiche tollerate, eccetera) che non hanno permesso al lavoratore di operare in sicurezza. Nelle cadute di operatori dall’alto sono più rilevanti, rispetto agli altri incidenti, le criticità legate ai DPI (18,5%), ovvia conseguenza di fasi lavorative che richiedono l’impiego di determinate procedure e dispositivi di protezione per il contenimento del rischio. Problematiche inerenti la non corretta interfaccia tra il soggetto poi infortunato e colleghi presenti nello scenario infortunistico (AT) si rilevano maggiormente negli eventi dovuti a perdita di controllo di mezzi (22,3%), che porta a investimenti in aree prive di adeguata viabilità o a ribaltamenti, seguiti da avviamenti inopportuni di attrezzature (25%), ad esempio in fase di manutenzione, e a contatti con mezzi in movimento nei percorsi previsti (21,5%), causati dal mancato coordinamento tra pedoni e mezzi nelle fasi di movimentazione. ■
COME CAPITANO GLI INFORTUNI I fattori di rischio rilevati possono essere analizzati nelle prin-
di porzioni di terreno. Durante la movimentazione dei cari-
cipali modalità di accadimento degli eventi nelle Costruzioni:
chi i fattori di rischio più frequenti hanno riguardato errori
cadute di lavoratori dall’alto; cadute di oggetti e carichi;
nella conduzione dei macchinari (azioni estemporanee di
perdite di controllo nella conduzione di mezzi di lavoro.
soggetti esperti ma anche di lavoratori privi della necessa-
Negli infortuni dovuti a cadute di lavoratori dall’alto, che
ria formazione e addestramento), che talvolta hanno por-
come indicato sopra descrivono oltre la metà del cluster
tato alla caduta del materiale conseguente all’urto di esso
di dati in esame, gli errori nelle modalità operative dei
con un elemento dell’ambiente di lavoro. Altre criticità ri-
lavoratori avvengono sia per azioni estemporanee (54%)
scontrate sono collegate a carenza di manutenzione sulle
sia a causa di problematiche riconducibili ad aspetti ge-
attrezzature impiegate e alla posizione dell’infortunato, che
stionali-organizzativi, quali la formazione, informazione,
si viene impropriamente a trovare nel raggio di manovra
addestramento (17%) e le pratiche scorrette abitualmen-
del carico. Per gli incidenti quali crolli, frane e smottamenti
te tollerate in azienda (26%). Oltre la metà dei problemi
il fattore di rischio principale è la mancanza di opere prov-
sulle attrezzature impiegate riguarda le protezioni (53%)
visionali di contenimento (ad esempio scavi non puntellati
per il contenimento dei rischi connessi a lavori in quota.
o non protetti), in alcuni eventi associata alla presenza di
Tra i fattori di rischio relativi al fattore ambiente (cantie-
materiali di risulta depositati in prossimità dell’area non
ri, depositi, edifici in ristrutturazione, eccetera) emerge
adeguatamente messa in sicurezza.
l’assenza di protezioni quali barriere, parapetti, armatu-
I fattori di rischio negli infortuni dovuti a perdite di controllo
re (54%) e di percorsi definiti per mezzi e pedoni (13%).
dei mezzi di lavoro, con conseguenti investimenti e ribalta-
Nelle cadute dall’alto le problematiche sui DPI riguarda-
menti, riguardano essenzialmente gli errori commessi alla
no essenzialmente la mancata fornitura (43%), ma non
guida dei macchinari (sovente per carenza di adeguata for-
meno rilevante è l’aspetto del mancato uso (40%) quan-
mazione e addestramento) e la mancanza di un’adeguata
do disponibili.
viabilità, in termini di segnalazione e delimitazione, nelle
Gli infortuni nelle Costruzioni dovuti a caduta di gravi su
aree dove operano mezzi e operatori a terra i quali si ven-
lavoratori sono accaduti principalmente nelle fasi di movi-
gono a trovare a ridosso dei mezzi in movimento aumentan-
mentazione carichi o a seguito di crolli, frane, smottamenti
do il rischio di essere colpiti (o investiti) e subire un danno.
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“recupera terreno” Il costruttore bolognese investe continuamente ingenti risorse per sviluppare macchine in grado di minimizzare l’impatto ambientale e di assicurare al contempo agli operatori delle soluzioni altamente efficaci in termini di riciclaggio di inerti e macerie, come quelle utilizzate da Vangi Inerti, impresa toscana leader nel settore di Ettore Zanatta
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F
ondata nel 2001 con l’acquisizione del marchio TEM, produttore di impianti di frantumazione di inerti e vetro dal 1964, la CAMS si è posta fin da subito l’obiettivo di specializzarsi nella produzione di soluzioni innovative per il settore del riciclaggio di inerti, macerie e altri materiali. Nel 2003 l’azienda di Castel San Pietro Terme (BO) ha presentato la serie di impianti di frantumazione trasportabili UTS, nel 2005 sono nati i frantumatori mobili UTM e, nel
2009, è stato realizzato Centauro, una soluzione che unisce triturazione, vaglio e deferrizzazione in un’unica macchina. Completano la gamma i vagli UVS, i trituratori industriali FTR e le macchine per la frantumazione secondaria UCM e UCS. Oggi CAMS è certamente uno specialista e una garanzia di qualità e affidabilità nel settore e, considerando il fatto che non c’è miglior referenza per un costruttore della voce di chi le macchine le utilizza, ci siamo rivolti a un suo cliente autorevole per comprendere quanto questi mezzi siano realmente efficaci sul campo.
La voce dei protagonisti Il cliente autorevole di cui abbiamo accennato è … autorevole in ogni senso. Si tratta di Vangi Inerti, una vera e propria istituzione in Toscana nel campo del riciclaggio di inerti. Presso la sua sede di Calenzano (FI) abbiamo incontrato Fabrizio e Fulvio Vangi, che ci hanno spiegato come “i materiali utilizzati in edilizia possono - e devono - essere recuperati e valorizzati nuovamente. Vangi Inerti si occupa proprio di questo e mette a disposizione dei clienti dislocati in tutta la Toscana un personale altamente qualificato a svolge-
SEMPRE PIÙ ATTENTA ALLA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE, NEL CORSO DEGLI ANNI CAMS HA SVILUPPATO TECNOLOGIE CHE CONSENTONO DI RIDURRE IN MODO SIGNIFICATIVO LE EMISSIONI ACUSTICHE E POLVEROSE GENERATE DALLE MACCHINE IN FASE DI LAVORAZIONE. NELLA FOTO, GLI IMPIANTI MOBILI CENTAURO E UTM IN AZIONE ALL’INTERNO DELLA STRUTTURA VANGI INERTI DI CALENZANO (FI) aprile 2022 - ONSITECONSTRUCTION 33
MACCHINE
GLI IMPIANTI CENTAURO SONO DOTATI DI DEFERIZZATORE MAGNETICO INTEGRATO E DI UN SISTEMA BREVETTATO DI REGOLAZIONE IDRAULICA DELLA PEZZATURA IN USCITA. LA MANUTENZIONE È SEMPLICE GRAZIE ALLA DISTANZA TRA I PIANI DI VAGLIATURA (600 MM)
re quest’attività. Gli inerti, infatti, noti anche come ‘aggregati’, sono materiali che possono essere nuovamente valorizzati e riutilizzati per le costruzioni edilizie: occupandoci di riciclaggio e di recupero di questi aggregati per edilizia, che ricordiamo sono fondamentali per questo settore, siamo in grado di offrire un’ampia gamma di prodotti, tra cui sabbia, ghiaia, misto cementato e stabilizzato. Nell’ambito dei materiali edili e nel recupero o riciclaggio degli inerti da costruzione è peraltro importante garantire un’attività di trasporto adeguato ed è per questo motivo che Vangi Inerti mette a disposizione dei propri clienti
anche un affidabile servizio dedicato di trasporto conto terzi”. Vangi Inerti è strettamente collegata all’impresa di famiglia Vangi srl, specializzata in demolizioni, scavi e interventi di movimento terra in genere. Vangi, come accennato, è una garanzia di autorevolezza in terra toscana, essendo storicamente un punto di riferimento nel settore ed essendo stata protagonista in svariati interventi di assoluto rilievo, commissionati da realtà di grande importanza come il Comune di Firenze, Pavimental, ACF Fiorentina, Società Autostrade per l’Italia, ENEL, Esselunga, Eurospin e IKEA, tra gli al-
SPECIALISTI DELL’ECCELLENZA La Vangi Inerti nasce nel 1982 e fin da subito si impone sul territorio come un punto di riferimento nel settore del conferimento e dell’acquisto di materiali edili. La varietà dei materiali da costruzione trattati e l’assoluta affidabilità hanno determinato il successo dell’azienda di Calenzano (FI), ai cui servizi oggi migliaia di clienti si affidano quotidianamente. Il focus di Vangi Inerti è il riciclaggio, il recupero e la vendita di materiali edili e di inerti in Toscana, in particolare nelle province di Prato e Firenze, ma assicura DA SINISTRA: ANDREA TRENTINI, SALES MANAGER DI CAMS, CON FULVIO E FABRIZIO VANGI, TITOLARI DI VANGI INERTI 34 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2022
tri. Interventi che hanno spaziato dalla demolizione di infrastrutture (anche di grosse dimensioni) alla realizzazione di tratte autostradali, alla ristrutturazione e riconversione edilizia di edifici e fabbriche. “Il parco macchine del Gruppo, costituito oggi da oltre 200 mezzi, rappresenta uno dei nostri punti di forza, nel quale investiamo costantemente in termini di innovazione tecnologica”, continuano i fratelli Vangi. “Investimenti che hanno riguardato negli ultimi anni anche le soluzioni proposte sul mercato da CAMS, azienda con cui collaboriamo con grande soddisfazione da diverso tempo, che ci ha
fornito due impianti mobili per la frantumazione e il riciclaggio UTM 1500 e altrettanti impianti mobili di triturazione, vagliatura e separazione magnetica dei metalli della serie Centauro, nella fattispecie un Centauro 100/32 e un Centauro L 120/56”.
“
Frantumazione e riciclaggio Gli impianti mobili UTM 1500 e Centauro fanno parte della gamma CAMS attualmente composta da nove linee di prodotto. In particolare, il primo è un impianto mobile estremamente compatto, con una produttività tale
CAMS PROPONE SUL MERCATO SOLUZIONI INNOVATIVE PER IL SETTORE DEL RICICLAGGIO DI INERTI, MACERIE E ALTRI MATERIALI
da essere ideale anche per impieghi gravosi. “Grazie alla bocca di carico molto ampia - confermano Fabrizio e Fulvio Vangi - questa macchina gestisce con facilità materiali ingombranti o di forma particolare, unendo un’elevata potenza e dimensioni ridotte e rappresentando una soluzione ideale per trattare il materiale direttamente in cantiere”. Quali sono le peculiarità più evidenti di questa gamma di impianti? Rispondono i fratelli Vangi: “Certamente i bassi consumi, la produttività, la forma compatta (che li rendono idonei a essere trasportati in sagoma), la minima usura dei componenti, i ridotti costi di gestione e l’assenza di vibrazioni sul terreno. Inoltre, questo tipo di impianto non genera inquinamento atmosferico e acustico e include programmi di frantumazione specifici per ogni materiale, anche bagnato, che risultano essere molto utili durante il loro utilizzo”. Gli impianti UTM 1500 saranno prossimamente trasferiti nella Cava Cassiana Nord, che l’azienda toscana ha recentemente acquistato, sempre a Calenzano. Gli faranno compagnia gli impianti Centauro 100/32 e L 120/56, attualmente impiegati nella struttura principale di Vangi Inerti. In questo caso, si tratta di impianti mobili di triturazione, vagliatura e separazione magnetica dei metalli progettati per eseguire il riciclaggio di materiale ostici, inerti, rifiuti industriali,
“
anche un servizio di consulenza e di noleggio a caldo e svolge un’attività per conto terzi di trasporto e discarica di rifiuti speciali non pericolosi derivanti da lavori stradali, scavi e demolizioni, spingendosi in questo caso anche in Emilia Romagna (cartongesso, legno, plastica, cemento e calcinacci), grazie a un personale qualificato - in grado di garantire un servizio puntuale - e a vasto parco macchine all’avanguardia di proprietà. L’efficienza operativa, in particolare, è garantita dalla presenza di tre siti di recupero che sorgono in modo strategico nella zona del Centro Italia: uno in provincia di Arezzo, uno nei pressi di Firenze e uno, appunto, nell’area di Bologna.
GLI IMPIANTI MOBILI CENTAURO E UTM (NELLA FOTO, LA VERSIONE UTM 1500 UTILIZZATA DA VANGI INERTI) SONO PROGETTATI PER FUNZIONARE IN MODALITÀ IBRIDA aprile 2022 - ONSITECONSTRUCTION 35
MACCHINE
LA SCHEDA TECNICA Gli impianti mobili CAMS
UTM 1500
CENTAURO 100/32
CENTAURO L 120/56
FTR 150
FTR 1000
FTR 1200
1.500 x 900 mm
1.000 x 900 mm
1.200 x 900 mm
Superficie tramoggia:
3,5 x 2 m
3x2m
2,5 x 2,3 m
Capacità tramoggia:
3,8 m3
3 m3
3,5 x 8,5 m3
Produzione max.:
180 t/h
120 t/h
180 t/h
Potenza gruppo elettrogeno:
193 kW
121 kW
193 kW
22.500 kg
24.500 kg
30.000 kg
Trituratore: Bocca trituratore:
Peso totale: asfalto e altre macerie. “Grazie a un’innovativa tecnologia brevettata - ci spiegano Fabrizio e Fulvio Vangi - questi impianti sono in grado di frantumare sfruttando lo sforzo di taglio, riducendo consumo energetico, costi e impatto ambientale. Queste sono alcune delle caratteristiche che ci hanno portato al loro acquisto, unitamente al
fatto che queste macchine assicurano una rapida installazione e la massima mobilità anche su terreni pesanti con basso carico distribuito sui cingoli e che il frantumatore e il vaglio sono gestiti da un unico motore. Anche in questo caso, poi, sono da evidenziare i bassi consumi, la produttività costante e la minima usura dei componenti”.
Soluzioni di valore La testimonianza è chiara, il valore degli impianti CAMS è garantito ai loro proprietari, che possono contare anche su un efficiente servizio post-vendita, con oltre 10.000 componenti e ricambi sempre pronti per la spedizione. Dal 2012, poi, CAMS installa sulle proprie macchine un sistema di telemetria per il controllo remoto della loro funzionalità, direttamente da PC: un sistema, questo, che permette una verifica in tempo reale dello stato di ogni mezzo. Nel corso degli anni CAMS ha sviluppato solide radici in Italia, con oltre 600 impianti installati e una spiccata vocazione internazionale. Grazie a uno staff altamente specializzato, allo studio di progettazione interno, a un’innata spinta all’innovazione, al costante miglioramento e a una sempre maggiore attenzione all’ambiente, l’azienda bolognese è pronta ad affrontare anche le nuove sfide all’orizzonte, con l’obiettivo di proporre sempre soluzioni di valore. ■
L’IMPIANTO MOBILE UTM 1500 È UNA SOLUZIONE CHE UNISCE GRANDE POTENZA E DIMENSIONI RIDOTTE. LA MACCHINA PRESENTA UNA TRAMOGGIA CON BOCCA MOLTO AMPIA, UNA BARRA PER L’ABBATTIMENTO DELLE POLVERI E UN’APPOSITA COPERTURA PER IL TRASPORTATORE A NASTRO 36 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2022
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MACCHINE Doosan
STILE CONDIVISO
I miniescavatori DX27Z-7, DX35Z-7, DX50Z-7 e DX55R-7 sono i primi quattro modelli Stage V della gamma di nuova generazione lanciata sul mercato da Doosan Infracore Europe, ideale per operare in spazi particolarmente ristretti di Stefano Vitali
C
on il nuovo stile condiviso da tutte le macchine del costruttore, i miniescavatori DX27Z-7 da 2,8 t, DX35Z-7 da 3,9 t, DX50Z-7 da 5,4 t e DX55R-7 da 5,7 t
38 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2022
sono i primi quattro modelli conformi Stage V della gamma di miniescavatori di nuova generazione lanciata da Doosan Infracore Europe. Il profilo girosagoma ZTS dei modelli DX27Z-7, DX35Z-7 e DX50Z-7 e il
raggio di rotazione ridotto del modello DX55R-7 rendono queste macchine ideali per i lavori in spazi ristretti in progetti di costruzione, riassetto paesaggistico e di servizi di pubblica utilità.
IL NUOVO MINIESCAVATORE DOOSAN DX35Z-7 (IN QUESTA FOTO E IN QUELLA DI APERTURA) SI CARATTERIZZA PER IL PROFILO GIROSAGOMA ZTS
Una piattaforma innovativa I miniescavatori DX27Z-7 e il DX35Z-7 sono motorizzati con un propulsore diesel Doosan D17 conforme Stage V da 18,4 kW (24,7 CV) di potenza a, rispettivamente, 2.400 e 2.200 giri/min. I modelli DX50Z-7 e il DX55R-7 sono invece motorizzati con un diesel Doosan D18 conforme Stage V da 36,4 kW (48,8 CV) di potenza a 2.200 giri/min. Queste quattro macchine offrono pertanto la potenza e la coppia massime nella rispettiva classe e possono essere utilizzati in un’ampia gamma di applicazioni, inclusi gli impieghi gravosi. Il design (innovative) della piattaforma con nuove torrette migliora la resistenza e robustezza di questi mezzi, che presentano anche un diagramma di lavoro più ampio rispetto ad altri miniescavatori equivalenti disponibili sul mercato, nonché capacità di sollevamento e forza di scavo superiori. Il DX27Z-7 e il DX35Z-7 hanno una portata idraulica elevata di
I NUOVI MINIESCAVATORI DOOSAN (NELLA FOTO, IL MODELLO DX27Z-7) SONO DOTATI DI UNA NUOVA LAMA APRIPISTA CON UN’ALTEZZA DI SOLLEVAMENTO E UNA PROFONDITÀ DI SCAVO SUPERIORI A QUELLE DI ALTRE MACCHINE DISPONIBILI SUL MERCATO aprile 2022 - ONSITECONSTRUCTION 39
MACCHINE 58 e 74 l/min, rispettivamente; anche il DX50Z-7 e il DX55R-7 offrono una portata idraulica elevata di 80 l/min e, come per le due macchine più piccole, ciò facilita il lavoro con accessori. La nuova valvola proporzionale EPPR incorporata per le funzioni a due vie e di rotazione opzionale consente all’operatore di regolare la portata idraulica con incrementi di 10 step mediante il joystick con rotella. Su tutti e quattro i miniescavatori i contrappesi pressofusi di nuova concezione garantiscono un equilibrio e una stabilità rilevante durante il lavoro. Per le versioni DX27Z-7 e DX35Z-7 è disponibile l’opzione bilanciere lungo con incluso un contrappeso aggiuntivo di 60 e 100 kg; per il DX55R-7 è invece disponibile l’opzione di contrappeso aggiuntivo imbullonato da 200 kg. IL NUOVO MINIESCAVATORE DX50Z-7, COSÌ COME LA VERSIONE DX55R-7, È DOTATA DI UN MOTORE DIESEL DOOSAN D18 STAGE V DA 36,4 KW A 2.200 GIRI/MIN
Una cabina “super confortevole” Oltre a offrire prestazioni, versatilità, resistenza e facilità di manutenzione ai vertici della categoria nella rispettiva classe i nuovi miniescavatori sono dotati di una nuova cabina più grande e ampia, che garantisce all’operatore comfort e manovrabilità di alto livello. Dotata di sportello interamente in vetro per massimizzare la visibilità dell’operatore su questo lato della macchina dall’abitacolo, la cabina presenta luci di lavoro a LED ad alta illuminazione che migliorano ulteriormente la visibilità (sono disponibili luci a LED aggiuntive come opzione). Tra le caratteristiche principali del Nuovo modulo citiamo: il sistema di climatizzazione/riscaldamento avanzato (l’aria condizionata è opzionale sui modelli DX27Z-7 e DX35Z-7); l’audio DAB; lo schermo touch-screen da 8” sui modelli DX50Z-7 e DX55R-7; lo schermo da 5,7” sui modelli DX27Z-7 e DX35Z-7; il sedile in tessuto a sospensione meccanica con riscaldamento sui modelli DX27Z-7 e DX35Z-7; il sedile a sospensione pneumatica con riscaldamento sui modelli DX50Z-7 e DX55R-7; il joystick con rotella; la regolazione del40 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2022
LA SCHEDA TECNICA I nuovi miniescavatori Stage V
DX27Z-7
DX35Z-7
DX50Z-7
DX55R-7
Peso operativo:
2.798 kg
3.995 kg
5.438 kg
5.740 kg
Doosan D17
Doosan D17
Doosan 18
Doosan 18
Motore: Potenza motore:
18,4 kW a 2.400 giri/min 18,4 kW a 2.200 giri/min 36,4 kW a 2.200 giri/min 36,4 kW a 2.200 giri/min
Capacità benna:
0,06 m3
0,11 m3
0,16 m3
0,16 m3
Profondità di scavo:
2.845 mm
3.445 mm
3.480 mm
3.630 mm
Sbraccio di scavo:
4.845 mm
5.515 mm
5.945 mm
6.090 mm
Altezza di scavo:
4.515 mm
5.215 mm
5.575 mm
5.680 mm
Forza di scavo (benna/bilanciere):
2,22/1,30 t
3,24/1,95 t
3,45/2,35 t
4,43/2,79 t
Raggio di rotazione posteriore:
790 mm
875 mm
1.000 mm
1.050 mm
Larghezza cingoli:
300 mm
Pressione al suolo:
0,28 kg/cm
0,36 kg/cm
0,31 kg/cm
0,33 kg/cm2
58 l/min
74 l/min
80 l/min
80 l/min
2,4/4,2 km/h
2,5/4,3 km/h
2,6/4,4 km/h
2,6/4,4 km/h
Portata idraulica: Velocità di traslazione (bassa/alta):
la portata ausiliaria (con incrementi di 10); un porta-bicchiere, più un caricatore USB e una presa da 12 V; i pedali ripiegabili; una nuova lama apripista e rispettiva leva. Il sistema di climatizzazione/riscaldamento avanzato offre un alto numero di ugelli per dirigere il flusso di aria calda e fredda, con elementi sul montante anteriore e su quello posteriore che, insieme, contribuiscono a migliorare le prestazioni del sistema. Le grosse dimensioni degli ugelli garantiscono un flusso d’aria diretto e costante (l’operatore può anche regolare manualmente l’apertura e la chiusura degli ugelli). Il sistema di climatizzazione e l’audio DAB possono essere controllati attraverso lo schermo touch-screen da 8”, mentre le immagini acquisite dalla telecamera posteriore possono essere visualizzate sia sullo schermo da 5,7” che su quello da 8”. Sullo schermo è indicata inoltre l’impostazione della portata, che può essere regolata con incrementi di 10 tramite il joystick con rotella. Una nuova lama apripista I nuovi miniescavatori sono dotati di una nuova lama apripista con un’altezza di sollevamento e una profondità di scavo superiori a quelle di altre macchine disponibili sul mercato. Le macchine hanno anche una nuova leva di comando della lama. Con quest’ultima l’opera-
300 mm 2
400 mm 2
tore può selezionare l’alta o la bassa velocità per il livellamento idraulico (la velocità di traslazione può essere selezionata mediante l’apposito pulsante sulla leva dell’apripista). Quando la pressione
TELEMATICA PER LE “PICCOLE” Una caratteristica importante per quanto riguarda la nuova gamma di miniescavatori Doosan è l’installazione di serie su queste macchine della versione 3.0 di DoosanCONNECT, il sistema di gestione telematica per gli escavatori che raccoglie dati attraverso i sensori sui mezzi. I miniescavatori DX27Z-7 e DX35Z-7, in particolare, sono le versioni più piccole nella gamma Doosan a essere dotate di questo sistema.
400 mm 2
dell’olio idraulico aumenta perché si sta salendo su un pendio in modalità alta velocità la valvola di cambio automatico della velocità di traslazione ripristina automaticamente la modalità bassa velocità per migliorare la comodità di guida e ridurre le sollecitazioni sulla macchina. Sui miniescavatori DX50Z-7 e DX55R-7 la leva ha anche una nuova funzione di flottazione della lama: spingendola completamente in avanti la si mette in posizione di arresto ed essa rimane in posizione flottante; per i modelli DX50Z-7 e DX55R-7 i clienti possono anche scegliere la funzione di blocco della lama opzionale, che impedisce lo spostamento lento della stessa (se sulla macchina è montata la valvola di blocco opzionale della lama la funzione di flottazione non funzionerà quando la leva è in posizione di arresto). La maggiore sporgenza della benna oltre i cingoli migliora la visibilità e la capacità di lavoro. Il cilindro di brandeggio posizionato sul lato sinistro della cabina consente all’operatore di lavorare con il lato destro della macchina contro muri e altre strutture. Il serbatoio del carburante e il cilindro di brandeggio sono stati posizionati sul fondo della cabina, mentre il montaggio dell’MCV sul lato destro della macchina facilita l’accesso per gli interventi di riparazione e manutenzione sull’MCV. ■ aprile 2022 - ONSITECONSTRUCTION 41
MACCHINE Orteco
INFISSIONE di tecnologia
Lo scorso marzo il costruttore emiliano ha partecipato alla fiera internazionale Intertraffic presentando le sue soluzioni tecnologiche per l’infissione di pali per i guard-rail. In particolare, sono stati esposti i battipali cingolati HD 1000 e Smart 800 di Pietro Gabrielli
ORTECO GUARDA SEMPRE AL FUTURO CON NUOVI PROGETTI E SOLUZIONI TECNOLOGICHE. NEL 2021 L’AZIENDA EMILIANA HA FESTEGGIATO I SUOI PRIMI 50 ANNI DI ATTIVITÀ, CELEBRATI NELLA SUA SEDE DI ANZOLA DELL’EMILIA (BO) 42 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2022
D
Macchine in mostra In mostra ad Amsterdam c’era il battipalo cingolato HD 1000, uno dei bestseller dell’azienda: si tratta di una macchina particolarmente adatta per lavori continuativi di grande intensità grazie alle sue carpenterie robuste, alle potenze elevate e alla stabilità, unite a un’estrema maneggevolezza. In particolare, il modello in esposizione è dotato di una colonna che può piantare pali da 4,5 m di lunghezza e di un sistema di verticalità automatica che permette, con la semplice pressione di un tasto, di ristabilire la perpendicolarità della colonna rispetto al terreno, consentendo quindi una maggiore produttività, precisione ed efficienza della lavorazione. Al suo fianco, allo stand Orteco era presente un battipalo cingolato Smart 800, in una versione motorizzata Hatz Stage 3A e con kit estrattore a doppia azione (sollevamen-
to e percussione) per rimuovere i pali danneggiati o che non offrono più una tenuta adeguata. In grado di infiggere pali fino a 4 m di lunghezza, questa macchina lavora con grande precisione grazie alla sua stabilità ed è dotata di un martello da 950 J. Il battipalo cingolato Smarto 800 risulta essere una scelta ottimale soprattutto per chi necessita di una macchina leggera (pesa 3 t) ed efficiente. Entrambe le soluzioni proposte in fiera, come tutti i modelli cingolati progettati e costruiti da Orteco, sono manovrabili da un unico operatore che può così occuparsi sia dell’infissione del palo che dello spostamento della macchina - e sono progettate in modo da poter smontare il battipalo dal carro cingolato. In tal modo il battipalo può essere facilmente montato su autocarro, rendendo così più agevoli i lavori di manutenzione stradale.
TRA LE PIÙ RECENTI NOVITÀ PRESENTATE DA ORTECO C’È UNA MACCHINA PER LA RACCOLTA E INFISSIONE DEL PALO REALIZZATA PER UNA DELLE PIÙ IMPORTANTI REALTÀ NAZIONALI NEL SETTORE DELLE ENERGIE RINNOVABILI: GUIDATA DAL SISTEMA ORTECO GPS MACHINE CONTROL, SI PUÒ SPOSTARE TRAMITE GUIDA AUTONOMA E RAGGIUNGERE IL PUNTO ESATTO DI INFISSIONE PREVISTO DAL PROGETTO CON UNA PRECISIONE DI 1 CM A TERRA
Innovazioni brevettate Fin dalle sue origini il costruttore emiliano si è distinto per le sue proposte tecnologiche all’avanguardia, come testimoniano anche queste soluzioni, ma soprattutto lo dimostrano i brevetti depositati negli ultimi anni: dalla macchina rinforza-barriere per il ripristino della tenuta dei pali da guardrail già infissi alla “Pick and Ram”, un battipalo automatico dotato di braccio elettromeccanico per il sollevamento da terra dei pali da fotovoltaico e di un sistema di presa e movimentazione dei pali da frutteto. Realizzati interamente in Italia con materiali e componentistica di alta qualità, oggi i battipalo Orteco sono riconosciuti come sinonimo di affidabilità e sicurezza, grazie a soluzioni come il martello “libero” che, lavorando appoggiato sul palo e non essendo collegato in modo fisso alla colonna, non trasmette vibrazioni alla macchina, garantendo una lunga durata a tutti i suoi componenti. Anche a livello progettuale l’azienda ha pensato a tutte le esigenze, come dimostra il martello montato a circa 30 cm dalla slitta di guida per consentire l’infissione di paletti oltre il guardrail nei lavori di infoltimento. La durata delle macchine, invece, viene garantita ad esempio attraverso l’uso di lamiere
opo una lunga attesa sono ripresi gli appuntamenti fieristici anche per Orteco, azienda di Anzola dell’Emilia (BO) fondata nel 1971 da Sergio Tassinari, attuale presidente della società, e specializzata nella progettazione, produzione e distribuzione di macchine battipalo per differenti settori. Come quello della sicurezza stradale (guardrail), ad esempio, nel quale l’azienda ha mosso i suoi primi passi ed è protagonista sul mercato da 50 anni. È stato proprio questo infatti il focus di Intertraffic, la fiera internazionale svoltasi ad Amsterdam dal 29 marzo all’1 aprile scorsi e alla quale Orteco è stata presente con uno spazio espositivo in cui ha mostrato al pubblico le proprie soluzioni oggi conosciute ed esportate in tutto il mondo.
aprile 2022 - ONSITECONSTRUCTION 43
MACCHINE L’OPINIONE
tore delle energie rinnovabili, una solu-
getto del cliente. La macchina, grazie
zione innovativa che si contraddistingue
a un software realizzato dai nostri col-
per alcune importanti novità tecniche,
laboratori e dal citato sistema Orteco
come la possibilità di avere un opera-
GPS machine control, si muoverà au-
tore a bordo di una cabina climatizzata
tonomamente all’interno del campo,
e conforme a tutti gli standard di sicu-
senza la guida diretta di un operatore,
rezza per la raccolta del palo da terra e
che potrà controllare l’operato della
la conseguente infissione nel terreno.
stessa avvalendosi di un computer a
La macchina è guidata dal sistema
distanza. Inoltre, grazie a una serie di
Orteco GPS machine control, che con-
sensori questa soluzione garantirà la
sente alla stessa di spostarsi con gui-
massima precisione di lavoro e sicu-
da autonoma e di raggiungere il punto
rezza per gli operatori presenti in cam-
esatto di infissione previsto dal proget-
po. Quelle tecnologiche non sono pe-
to con una precisione di 1 cm a terra.
rò le uniche novità per Orteco, che ha
“Negli ultimi anni Orteco è cresciuta a
Grazie a questa soluzione l’operatore
deciso di cogliere l’occasione del 50°
un ritmo importante e anche l’ultimo pe-
potrà lavorare in sicurezza anche con
anniversario festeggiato nel 2021 per
riodo ha confermato il trend positivo.
le condizioni ambientali più difficili.
presentare una nuova comunicazione
In termini di prodotto, negli ultimi tempi
Recente è anche la macchina per la po-
e una rinnovata immagine, a partire
abbiamo presentato diverse novità, tra
sa automatica dei pali a terra realizzata
dal logo aziendale, con l’obiettivo di
cui una macchina per la raccolta e infis-
per un’importante multinazionale ame-
trasmettere grande energia per il futu-
sione del palo realizzata per una delle
ricana, che consente di distribuire i pali
ro e di posizionarsi sempre più come
più importanti realtà nazionali nel set-
in uno specifico punto previsto dal pro-
una realtà di riferimento nel settore”.
GIANLUCA PELLEGRINI AMMINISTRATORE DELEGATO DI ORTECO
piegate (e non saldate) per la struttura portante e di parti di usura sostituibili, oltre che con un puntuale servizio di assistenza, anche da remoto. Caratteristiche distintive Le macchine Orteco adottano alcune soluzioni che consentono loro di distinguersi sul mercato. Dove possibile,
infatti, l’azienda utilizza lamiere piegate, riducendo al minimo l’uso della saldatura: in tal modo le carpenterie, a parità di peso, sono più resistenti ed elastiche e non si rischia il cedimento della saldatura stessa.
ORTECO HA PARTECIPATO ALLA FIERA INTERTRAFFIC DI AMSTERDAM ESPONENDO LE SUE SOLUZIONI TECNOLOGICHE PER L’INFISSIONE DEI PALI PER I GUARD-RAIL. PROTAGONISTI NELLO STAND AZIENDALE SONO STATI I BATTIPALO CINGOLATI HD 1000 E SMART 800 44 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2022
ORTECO PROSEGUE LA PROPRIA TRADIZIONE DI AZIENDA INNOVATRICE, CHE FIN DAI PRIMI PASSI HA GUARDATO IN AVANTI CON PROPOSTE TECNOLOGICHE ALL’AVANGUARDIA, COME TESTIMONIANO I BREVETTI DEPOSITATI NEGLI ULTIMI ANNI
“
AFFIDABILITÀ, PRECISIONE NELLA LAVORAZIONE E SICUREZZA PER L’OPERATORE SONO LE PRINCIPALI QUALITÀ DEI BATTIPALO ORTECO
“
Gli impianti elettrici e i quadri di controllo sono IP 65 e tutti i fili che li compongono sono protetti da una guaina che li preserva dall’usura e dall’umidità. I tubi oleodinamici sono in posizione protetta e l’operatore non è esposto a rischi in caso di perdite. Il martello di battuta è contenuto in un box e isolato da stampi in poliureta-
no per ridurre la rumorosità, che per il modello HD 1000, ad esempio, è di 112 dBa (il box che contiene il martello è anche una protezione per l’operatore, che non sarà colpito da eventuali schegge di ferro prodotte dalla percussione). Il martello inoltre lavora appoggiato sul palo: non essendo collegato in modo fisso alla colonna non trasmette vibrazioni alla macchina, garantendo lunga vita a tutti i suoi componenti. Il battipalo Orteco, poi, può essere facilmente chiuso in posizione di trasporto e caricato in linea con l’autocarro, occupando 2.300 mm circa. Le macchine non sono dotate di ralla tra battipalo e carro, poiché non è necessaria per ridurre l’ingombro in fase di trasporto (in questo modo la macchina presenta un punto di rottura in meno). ■
VANTAGGI TECNICI DEI BATTIPALI ORTECO Il sistema di lavoro basato sull’uso
la forma del martello stesso (il sistema
lato a doppia velocità; è inoltre possi-
del martello “libero” che caratteriz-
con martello libero è utilizzato da anni e
bile regolare la posizione della colonna
zata i battipalo Orteco è frutto di an-
si è dimostrato il sistema migliore per
avanti/indietro in direzione longitudina-
ni di esperienza. Inizialmente l’azienda
ottenere la massima produttività ridu-
le rispetto al carro, permettendo di rag-
aveva pensato di utilizzare un sistema
cendo al minimo l’usura della macchi-
giungere l’esatta posizione di infissione
push-pull con una catena che forzava
na stessa). Il martello di battuta, così
senza muovere il carro stesso.
il martello verso il basso sul palo; tut-
come il kit di perforazione rotore/fondo
tavia questo sistema presenta alcune
foro, sono tenuti in posizione dalla co-
controindicazioni, in particolare quan-
lonna verticale: quando lavorano sono
do l’infissione è difficile le vibrazioni
liberi e non trasmettono vibrazioni al-
trasmesse al telaio della macchina so-
la struttura. È possibile equipaggiare i
no forti e causano rumore, nonché di-
battipalo Orteco, che adottano motori
sagio per l’operatore. Utilizzando am-
insonorizzati, con colonne differenti a
mortizzatori per ridurre le vibrazioni si
seconda del tipo di lavoro: la colonna
perde l’effetto spinta, vanificando il si-
può essere fissa o scorrevole e infigge-
stema: il martello utilizzato da Orteco
re pali fino a 3-3,5-4-4,5 m (la sua pecu-
è tenuto a contatto con il palo dal suo
liarità è che può essere ripiegata in po-
peso, che è stato calcolato per esse-
sizione di trasporto, in modo da ridurre
re sufficiente a non perdere l’appog-
le dimensioni in accordo con le misure
gio sulla testa del palo e offrire suffi-
di carico standard). I battipali possono
ciente carico per sfruttare al massimo
essere equipaggiati con un carro cingoaprile 2022 - ONSITECONSTRUCTION 45
MACCHINE Kobelco
Pesante ma…
STRETTO! Il nuovo escavatore cingolato SK240SN-11 rappresenta una soluzione ideale per gli interventi previsti nelle strette strade urbane o di montagna, dove produttività ed efficienza sono garantite grazie anche a un sottocarro “super stretto” di Stefano Vitali
A
seguito della crescente domanda di macchine pesanti ma strette destinate al settore dell’edilizia e delle costruzioni in Italia, Kobelco Construction Machinery Europe B.V. (KCME) ha presentato il nuovo escavatore cingolato SK240SN-11. Come ogni nuova macchina Kobelco della serie -11, anche questo modello offre elevate prestazioni, abbinate a una maggiore efficienza e a una grande produttività, con in più i vantaggi offerti da un sottocarro “super stretto”, che si rivela estremamente vantaggioso per gli operatori impegnati nelle aree urbane e nelle regioni montane. 46 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2022
Sulla scia del successo Nel 2018 Kobelco aveva lanciato sul mercato l’escavatore cingolato SK240SN-10, una macchina che si è dimostrata estremamente utile e popolare tra gli operatori in Italia. Il modello di prossima generazione SK240SN-11 è stato realizzato sulla base di questo successo: questa nuova versione, infatti, è stata progettata con una larghezza di trasporto di 2.540 mm e una larghezza dei pattini di 550 mm, per soddisfare i rigidi regolamenti per i trasporti nel nostro Paese. Nonostante le sue minori dimensioni, questo nuovo modello è dotato di un potente motore Hino conforme Stage V in grado di sviluppare una potenza di 124 kW, una forza di scavo pari a 143 kN (157 kN con Power Boost) e una forza di trazione alla barra di 227 kN, come il modello equivalente SK210SNLC-11. Un funzionamento regolare e stabile durante la movimentazione di oggetti pesanti sul sito di lavoro è inoltre garantito dalla funzione di “traslazione indipendente”, che dedica costantemente una pompa idraulica alla traslazione e un’altra pompa all’accessorio. Il peso operativo dell’escavatore cingolato Kobelco SK240SN-11, pari a 23.500-24.500 kg, offre un’eccellente stabilità e una maggiore capacità di sollevamento. Ad esempio, se dotata del contrappeso standard da 4.900 kg la macchina fornisce una capacità di sollevamento di 11.890 kg (sbraccio di 4,5 m con braccio di scavo da 2,94 m), rendendola ideale per i lavori di costruzione di media grandezza, nonché per
la movimentazione di accessori particolarmente resistenti e complessi. Inoltre, il modello SK240SN-11 offre agli operatori la possibilità di selezionare la modalità di lavoro più adeguata al progetto in corso, fra tre opzioni possibili: modalità “Eco”, “S” e “H”. Questa versatilità produce il bilanciamento ottimale tra elevate prestazioni, economia e ridotto consumo di carburante. Forte con i forti Poiché l’ambiente di lavoro nella montuosa regione alpina è particolarmente impegnativo i componenti principali dell’escavatore cingolato Kobelco SK240SN-11 sono stati revisionati e migliorati per garantire prestazioni stabili in tali ambienti gravosi. Ad esempio, lo spessore dei pannelli laterali di sinistra e destra e dei supporti posteriori della macchina è stato aumentato per migliorare la rigidità del corpo, mentre il maggiore diametro del perno dell’asta del cilindro della benna contribuisce a conferire una più alta resistenza per i vari accessori. I pattini HD rinforzati per impieghi gravosi, realizzati in lamiera di acciaio di elevato spessore, sono perfetti per il terreno accidentato e roccioso e il retro del cofano motore di
traslazione è rinforzato. Inoltre, le tubazioni e i dispositivi idraulici sono protetti dai danni causati dal pietrisco e da altri detriti. Comfort ed efficienza In termini di comfort per l’operatore l’escavatore cingolato Kobelco SK240SN-11 segue l’innovativo concetto “Performance x Design”, per assicurare operatività e benessere ai massimi livelli all’operatore. Il sedile a sospensione pneumatica Grammer a marchio Kobelco si sposta insieme ai braccioli e ai comandi idraulici per ridurre la fatica dell’operatore e assorbe inoltre in modo eccellente urti e colpi, offrendo un comfort di guida superiore. L’operatore può anche muovere le leve senza ruotare i polsi e il sistema di comando idraulico, revisionato e aggiornato, risponde prontamente a brevi corse delle leve per offrire movimenti più precisi e migliore operatività. L’ampio monitor a colori da 10” presente in cabina offre
CON IL NUOVO ESCAVATORE CINGOLATO KOBELCO SK240SN-11 LA MAGGIORE DURABILITÀ PORTA LA PRODUTTIVITÀ A UN NUOVO LIVELLO aprile 2022 - ONSITECONSTRUCTION 47
MACCHINE L’OPINIONE
MARCO FERRONI
“BUSINESS MANAGER” DI KOBELCO CONSTRUCTION MACHINERY EUROPE
CHRISTIAN COSTANTINI
“RETAIL SALES MARKETING MANAGER” DI KOBELCO CONSTRUCTION MACHINERY EUROPE
“L’Italia e le regioni circostanti stanno attualmente sperimentando un incremento nei progetti infrastrutturali, con un conseguente aumento della domanda di macchine e attrezzature pesanti. A causa tuttavia delle normative italiane sui trasporti in combinazione con le caratteristiche intrinseche delle regioni montuose, le macchine tradizionali non sono sempre la migliore opzione. L’escavatore cingolato SK240SN-11 offre tutti i vantaggi delle macchine Kobelco tradizionali con un sottocarro di ingombro ‘super ridotto’ che lo rende una soluzione particolarmente interessante per gli operatori impegnati in queste aree”.
L’ESCAVATORE CINGOLATO SK240SN-11 È DOTATO DI UN SOTTOCARRO “SUPER STRETTO”, MOLTO UTILE PER GLI OPERATORI IMPEGNATI NELLE AREE URBANE E NELLE REGIONI MONTANE 48 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2022
I COMPONENTI PRINCIPALI DELL’ESCAVATORE CINGOLATO KOBELCO SK240SN-11 SONO STATI REVISIONATI E MIGLIORATI PER GARANTIRE PRESTAZIONI STABILI NEGLI AMBIENTI GRAVOSI
una schermata con menù di facile uso controllato tramite un selettore e agevola la lettura delle informazioni importanti, tra cui la modalità di lavoro, gli intervalli di manutenzione e il consumo di carburante. Lo schermo offre inoltre visuali in modalità “birds-eye” e “eagle-eye” dalle telecamere della macchina, installate sul lato destro e sul retro del mezzo. Tutti gli interruttori e i quadranti presenti nella cabina, inoltre, sono dotati di retroilluminazione a LED per offrire una visione chiara e brillante nell’oscurità. La macchina dispone peraltro di tutti i comfort di un’abitazione moderna, tra cui il condizionatore d’aria, la radio DAB+ (FM/AM, AUX,
USB, Bluetooth e telefono vivavoce), un supporto per smartphone e una presa di alimentazione a 12 V. Per evitare periodi prolungati di fermo macchina il lato sinistro dell’escavatore è progettato per agevolare la manutenzione, offrendo un facile accesso al radiatore e al sistema di raffreddamento. Gli operatori possono accedere facilmente al serbatoio dell’urea e al filtro dell’aria a due stadi; inoltre, la protezione superiore a standard OPG Livello II può essere inclinata per aprirla e pulire facilmente il finestrino. Anch’esso ideale per l’area alpina, merita una citazione il nuovo escavatore cingolato Kobelco SK210NLC-11, leggermente più piccolo ma altrettanto potente. ■
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Disponiamo inoltre di un assortito magazzino ricambi. Valvole ed elettrovalvole Tubi Scambiatori Ricambi per pompe e motori Motori Moltiplicatori | Riduttori Guarnizioni e sistemi di tenute Filtri e sistemi di filtrazione
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MACCHINE CASE Construction Equipment
“E” COME “ECCELLENZA” CASE CE ha presentato la nuova “Serie E” di escavatori cingolati, progettata per garantire un alto livello di efficienza, controllabilità, produttività e affidabilità. Una soluzione integrata per affrontare le sfide del mercato di Pietro Gabrielli
C
ASE Construction Equipment ha lanciato la nuova “Serie E” di escavatori cingolati, che comprende sette nuovi modelli da 13 a 30 t, denominati CX130E, CX160E, CX180E, CX210E, CX240E, CX250E e CX300E. Tra le peculiarità di queste nuove macchine ci sono i nuovi motori FPT Industrial Stage V, il nuovo design della cabina, i comandi e le impostazioni idrauliche perfezionati, la struttura della macchina e del sottocarro ottimizzati, oltre a una nuova gamma completa di servizi CASE Service Solutions.
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Una soluzione integrata La nuova “Serie E” offre varie funzionalità che si integrano e lavorano insieme, per offrire il massimo risultato in termini di tempi operativi, produttività e redditività. Combinati insieme, i nuovi motori, l’impianto idraulico “intelligente” di CASE (CIHS-CASE Intelligent Hydraulic System), le nuove modalità di lavoro, le funzioni telematiche, il design ottimizzato dei comandi in cabina e la migliore visibilità portano a una maggiore controllabilità e precisione. Ciò, a sua volta, rende le operazioni più sicure, produttive e redditizie. L’impianto CIHS, in particolare, è una funzionalità presente
già nella precedente generazione ed è ora integrato con quattro modalità di lavoro e con impostazioni idrauliche aggiuntive e personalizzabili, in grado di regolare la priorità del flusso per i movimenti del braccio, del bilanciere o di rotazione, il tutto controllabile dall’operatore. La modalità Super Power (SP) migliora l’efficienza e offre la massima produttività, la modalità Power (P) fornisce potenza extra quando serve e la modalità Lifting (L) ottimizza la movimentazione di materiale. Quando si utilizza insieme ai nuovi motori FPT, la modalità Eco (E) offre notevoli risparmi di carburante, su alcuni modelli fino al 17%.
Comfort e sicurezza Oltre alle nuove modalità di lavoro, i nuovi escavatori CASE della “Serie E” offrono più alti livelli di comfort e visibilità. La cabina è dotata di nuove funzionalità - tra cui accesso migliorato, un nuovo monitor LCD da 10” con cinque pulsanti configurabili, nuovo design dei comandi, console di comando sospesa, sistema di climatizzazione migliorato e vani portaoggetti più ampi - ed è spaziosa e confortevole, con sedili ergonomici
regolabili, posizione del bracciolo ottimizzata e comandi a joystick. La visibilità sul lato destro è stata ulteriormente migliorata. La protezione dell’operatore è garantita con funzionalità di sicurezza di serie, come il sistema di protezione contro la caduta di oggetti (FOPS) di livello 2. Una maggiore redditività Con gli escavatori cingolati della nuova “Serie E” di CASE CE gli operatori possono godere di un ulteriore vantaggio competitivo generato dalla produttività, dalla redditività e dai tempi operativi da essi garantiti. “CASE Service Solutions” è il nome di una gamma di servizi post-vendita connessi e non connessi, a supporto. Il modem bidirezionale permette di utilizzare “CASE
SiteConnect” e “CASE SiteWatch”, uno strumento completo per la gestione della flotta. La soluzione include funzioni di geolocalizzazione, possibilità di garantire la sicurezza della flotta tramite “geofence” (o “recinto virtuale”), ricezione di allarmi relativi a utilizzi non autorizzati e redazione di report flessibili. I report personalizzabili possono includere indicatori chiave di prestazione (KPI) come consumo di carburante, tasso di utilizzo, ore di utilizzo della macchina e tempi di fermo, in modo che la produttività e la redditività possano essere sempre monitorate e ottimizzate. I dati sono facilmente accessibili tramite un portale. “CASE SiteConnect” migliora i dati di telemetria utilizzati dal team Uptime Center di CASE CE per fornire ai concessionari allarmi basati sulle
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MACCHINE TUTTI I MODELLI DELLA NUOVA “SERIE E” OFFRONO LE STESSE FUNZIONALITÀ IN TERMINI DI COMFORT E SICUREZZA DELLA PRECEDENTE GENERAZIONE DI ESCAVATORI CINGOLATI
L’OPINIONE
“ “I nostri clienti devono affrontare sempre nuove sfide, in un ambiente sempre più competitivo. Per questo motivo chiedono a CASE di sviluppare macchine che offrano i più alti livelli in fatto di tempo di attività, efficienza e produttività. Proprio per soddisfare queste esigenze abbiamo sviluppato gli escavatori cingolati della Serie E, al fine di offrire eccellenza, efficienza e risparmi. Questa gamma porta il comfort dell’operatore a un livello superiore;
“
EGIDIO GALANO PRODUCT MANAGEMENT DIRECTOR, CASE CE
CASE CONSTRUCTION EQUIPMENT HA LANCIATO LA NUOVA ‘SERIE E’ DI ESCAVATORI CINGOLATI
prestazioni della macchina (è possibile intervenire rapidamente per ridurre al minimo il tempo di inattività, dal momento che i concessionari possono accedere ai dati della macchina da remoto e apportare modifiche in modo tempestivo): ciò permette loro di gestire proattivamente i mezzi, aumentandone il tempo di attività. Sia “SiteWatch” che “SiteConnect” sono dotazioni di serie. I clienti possono dormire sonni tranquilli anche grazie a “CASE Care”, “CASE Protect” e “CASE Fluid Analysis”: il pri-
mo è un programma di manutenzione programmata standard che comprende pezzi di ricambio e lubrificanti originali (il programma è portato avanti grazie al supporto, alla logistica e alle competenze tecniche dell’ampia rete di concessionari CASE); il secondo è un programma di estensione di garanzia; “CASE Fluid Analysis” serve a prevenire guasti gravi, ottimizzando l’affidabilità del bene ed estendendone la durata operativa. ■
inoltre, qui CASE ha introdotto una soluzione priva di ricircolo dei gas di scarico (EGR), offrendo così una maggiore efficienza durante la combustione del carburante. In generale, dunque, la ‘Serie E’ offre vantaggi senza precedenti in termini di costo totale di proprietà (TCO). A supporto della qualità intrinseca delle macchine, poi, si affianca il programma CASE Service Solutions, pensato per mantenere i mezzi dei clienti al massimo della condizione, garantendo un migliore tempo di attività senza costi imprevisti e ottimizzando ulteriormente la redditività. In definitiva, per i clienti la nuova Serie E significa maggiore controllabilità, affidabilità, comfort dell’operatore, efficienza, produttività e miglior costo totale di proprietà”. 52 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2022
LA NUOVA “SERIE E” DI CASE CE (NELLA FOTO, I MODELLI CX210E E CX250E) DISPONE DI NUMEROSE FUNZIONALITÀ CHE SI INTEGRANO E LAVORANO INSIEME, PER OFFRIRE AI NOSTRI CLIENTI IL MASSIMO RISULTATO IN TERMINI DI TEMPI OPERATIVI, PRODUTTIVITÀ E REDDITIVITÀ
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MACCHINE Neomach
“Orgogliosamente ben fatto!” Questo il motto con cui questo nuovo marchio made in Italy si presenta nel panorama internazionale delle macchine multifunzione. Punto di partenza è la serie Nova, una gamma di macchine versatili e compatte, a trasmissione idrostatica e telaio articolato di Stefano Vitali
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eomach è un nuovo brand di macchine compatte multifunzione facente capo all’azienda Feram (gruppo Belia) di San Giorgio in Bosco (PD), frutto di oltre 50 anni di esperienza manifatturiera e della sinergia di un team consolidato di professionisti della meccanizzazione, il cui scopo è quello di proporre una gamma di mezzi progettati e realizzati all’insegna dell’innovazione e che, abbinati ad attrezzature efficienti e affidabili, sono destinati a molteplici settori: dall’edilizia al movimento terra, dall’agricoltura al verde, alle municipalità. Punto di partenza della produzione Neomach è la serie Nova, che fa il suo debutto proprio durante questa primavera: si tratta di una gamma di macchine compatte multifunzione, a trasmissione idrostatica e telaio articolato. Nova X30, nella fattispecie, secondo gli intenti dell’azienda, si propone di diventare il punto di riferimento tecnologico del segmento: si tratta di una macchina super compatta ma dalle elevate prestazioni, costruita ponendo un occhio di riguardo all’ergonomia e al comfort degli operatori, in modo da offrire loro il massimo risultato con il minimo sforzo. Concentrato di tecnologia La serie Nova è molto più di un ‘biglietto da visita’ per l’azienda, che ha deciso fin da subito di caratterizzare la propria proposta di mezzi sulla base di precise analisi dei bisogni e delle necessità degli utilizzatori. Un prodotto funzionale, dunque, con l’obiettivo di fornire prestazioni e caratteristiche tecniche superiori agli attuali standard del mercato. Gli utenti apprezzeranno qui le prestazioni, il comfort, la modernità e la maneggevolezza delle soluzioni e dei comandi sviluppati in base alle richieste del mercato, oltre al design accattivante arricchito dalla livrea rossa da sempre legata al made in Italy d’eccellenza. Un’accurata ricerca ha permesso di racchiudere qui svariate innovazioni tecniche, in un ingombro di 98 cm di larghezza e 1,98 m d’altezza.
CON NOVA X30 - E I MODELLI CHE SEGUIRANNO IN FUTURO - NEOMACH SI È PREFISSATA DI ESSERE UN PUNTO DI RIFERIMENTO PER UTENTI, DISTRIBUTORI, RIVENDITORI E PARTNER CHE RICERCANO UN PRODOTTO AFFIDABILE, VERSATILE, SICURO E DI QUALITÀ
Il braccio telescopico raggiunge i 2,86 m. Il motore Kubota da 26 CV permette al gruppo idrostatico di generare un flusso idraulico di 43 l/min a 200 bar, permettendo di utilizzare gran parte delle attrezzature idrauliche sul mercato. La macchina è dotata di piastra di attacco frontale e multiconnettore idraulico, il tutto comandato da joystick multifunzione che permette la regolazione e memorizzazione della portata idraulica. Il sistema proporzionale facilita il lavoro e permette movimenti precisi. La trasmissione idrostatica è dotata di bloccaggio del differenziale e valvola anticavitazione di serie: opzioni, queste, che permettono di adattare la macchina alle specifiche esigenze di impiego mantenendo alte le prestazioni. Di serie sono anche il braccio flottante e il multiconnettore idraulico con un distributore a doppio effetto,
un ritorno olio e due comandi elettrici, al quale si possono affiancare a richiesta altri due doppi effetti e un comando elettrico aggiuntivo. Altri optional a disposizione sono i tre fari di lavoro maggiorati a strisce LED aggiuntivi, le zavorre posteriori da 100 kg (in aggiunta alle zavorre integrate di serie, anch’esse da 100 kg), il tettuccio alta ad visibilità in policarbonato certifi-
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MACCHINE L’OPINIONE
MICHELE (SX) E STEFANO BELIA SOCI DI NEOMACH “La nascita di Neomach è per noi un percorso naturale nel quale i punti cardine del made in Italy design, innovazione e passione per
cato FOPS, il gancio traino omologato, il kit di omologazione stradale e la cabina Novacab riscaldata, la cui porta è dotata di sistema antirottura. Il peso di 1.600 kg e il serbatoio dell’olio collocato posteriormente consentono un carico di ribaltamento che va dai 1.240 kg (carico di ribaltamento a 10 cm dal suolo) ai 600 kg (braccio telescopico esteso e tutto alzato), garantendo un’ottimale rapporto peso/potenza. Il posto guida è sospeso su silent-block e permette all’operatore di trascorrere lunghe ore senza l’affaticamento causato dalle vibrazioni del telaio (questa soluzione sarà di serie anche su altri modelli e il relativo brevetto è già stato depositato). Il joystick proporzionale è vincolato ergonomicamente alla seduta,
che può essere riscaldata o molleggiata. Il distributore totalmente idraulico e il radiatore combinato motore/olio posto sul retro hanno permesso di aumentare lo spazio sulla piattaforma di guida, rendendola accessibile e confortevole. La sicurezza è data anche dall’ampia visibilità, libera da ingombri in ogni lato, grazie alla struttura articolata del braccio telescopico centrale e a un attento posizionamento di cilindri e tubi, studiato per non ostruire la visuale. Il sistema di blocco dei movimenti a macchina spenta o a operatore non presente - con accumulatore per sblocco in caso di emergenza - sono altre funzioni fondamentali che consentono di lavorare ed eseguire la manutenzione in sicurezza. ■
la meccanica - si fondono per dare vita a una nuova eccellenza industriale. Ci proponiamo di diventare un punto di riferimento in un mercato ricco di sfide, in primis quella di proporre un nuovo e innovativo prodotto in una congiuntura storica estremamente complessa. Oggi lanciamo una sfida soprattutto a noi stessi, forti di tutti gli ingredienti per una ricetta di successo, compresa una rete vendite già strutturata per far crescere il marchio in tutta Europa. ‘Neomach’ sta per ‘Nuova Macchina’, un concetto che per noi ha più significati: un nuovo brand che si affaccia al mercato (estremamente competitivo, dove la domanda era già straordinaria prima e durante la crisi pandemica e dove le previsioni di crescita sono entusiasmanti) e una nuova gamma di macchine a disposizione dei clienti, ma soprattutto una nuova concezione di macchina multifunzione, dove per la prima volta l’obiettivo è far sentire l’operatore a suo agio. Come nuovi player non potevamo limitarci a imitare la concorrenza, per cui abbiamo voluto rifondare il concetto fondamentale di ‘macchina multifunzione’: in un segmento contrassegnato da mezzi molto simili tra loro noi ci proponiamo di essere diversi e di dettare nuovi standard in questo mercato”. 56 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2022
NOVA X30 È IL PRIMO MODELLO DI MACCHINA COMPATTA MULTIFUNZIONE NEOMACH, UN PRODOTTO MADE IN ITALY FRUTTO DI OLTRE 50 ANNI DI ESPERIENZA MANIFATTURIERA
HandsOn
LA LUCE
(ELETTRICA)
IN FONDO AL TUNNEL NEL 2020 VOLVO CONSTRUCTION EQUIPMENT HA PRESENTATO IN ANTEPRIMA LA SUA AMPIA GAMMA DI PALE GOMMATE ED ESCAVATORI COMPATTI CON SOLUZIONI COMPLETAMENTE ELETTRICHE. LA PALA GOMMATA COMPATTA L25 ELECTRIC È PRONTA A FARE IL SUO DEBUTTO IN ITALIA ED È UN FULGIDO ESEMPIO DI QUEST’IMPEGNO PIONERISTICO DA PARTE DEL COSTRUTTORE SVEDESE ETTORE ZANATTA
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G
razie a un impegno pionieristico a favore delle tecnologie del futuro, nel 2020 Volvo Construction Equipment ha lanciato una gamma di escavatori compatti e pale gommate interamente elettrica, abbandonando per questi modelli qualsiasi sviluppo basato su motori a propulsione diesel. Con questa scelta, Volvo CE risulta essere il primo costruttore di macchine per l’edilizia e il movimento terra a scegliere un futuro elettrico per la propria gamma compatta, in seguito alla reazione positiva (e propositiva) del mercato per i prototipi presentati negli ultimi anni e grazie alla stretta collaborazione con i propri clienti.
LA PALA GOMMATA COMPATTA VOLVO L25 ELECTRIC
aprile 2022 - ONSITECONSTRUCTION 59
HandsOn
La L25 Electric abbina alla collaudata piattaforma utilizzata per le pale gommate compatte Volvo convenzionali - in termini di telaio, struttura e idraulica - un’alimentazione a batteria, offrendo in un ampio range di applicazioni tutte le prestazioni di cui si ha bisogno, senza nulla rinunciare in termini prestazionali ma a zero emissioni e in quasi totale assenza di rumore, garantendo al contempo un’elevata produttività in ogni contesto, con un’autonomia di otto ore (dipendentemente dall’utilizzo), anche laddove le versioni a motore endotermico non sono ammesse
UNA REFERENZA DI PULIZIA ECOLOGICA Mentre in Italia, non essendo ancora
damentale sia per la gestione dei rifiu-
dale dell’intera regione.
operativa, la pala gommata compatta
ti che per mantenere sicure e pulite le
Oltre all’affidabilità, all’efficienza e
elettrica L25 Electric deve ancora dimo-
vie non solo di questa città, ma anche
all’ottimo rapporto qualità/prezzo, la
strare sul campo tutte le sue potenzia-
dell’area del Reno e della rete autostra-
scelta della pala gommata L25 Electric
lità, in Germania ha già ha dimostrato di essere all’altezza delle aspettative e, peraltro, anche in condizioni climatiche avverse, contribuendo a mantenere pulite per tutto lo scorso inverno le strade di Colonia, la cui gestione è affidata alla società AWB Abfallwirstchaftsbetriebe. L’azienda tedesca - che ha acquistato la macchina tramite il partner e concessionario Volvo Swecon Baumaschinenen GmbH, in particolare per assicurare il servizio di pulizia delle strade dal nuovo deposito aziendale situato nel cuore della città – svolge un’attività fon60 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2022
LA PALA GOMMATA COMPATTA VOLVO L25 ELECTRIC Il percorso intrapreso dal costruttore svedese è in linea con la focalizzazione strategica del Gruppo Volvo sulla mobilità elettrica in tutte le aree commerciali. Costruire il futuro Se da un lato Volvo Construction Equipment ha ribadito che il diesel continuerà a rimanere la fonte di alimentazione più adeguata alle macchine di grosse dimensioni, dall’altro la propulsione elettrica e la tecnologia basata sull’uso delle batterie si stanno rivelando particolarmente adatte a quelle più piccole. Concentrando gli investi-
Nel vano posteriore della macchina è alloggiato il pacco batterie agli ioni di litio (48 V 900 Ah di capacità, per una corrente totale di 39,6 kW), progettato per fornire fino a 2.500 cicli di carica, composto da sei celle indipendenti e sostituibili singolarmente e da un Master Box (la centralina principale a sinistra nella foto). Quest’ultimo gestisce la carica e il buon funzionamento delle celle, costituite da involucri in alluminio protetti da una struttura esterna in acciaio. Rimuovendo il cofano è possibile estrarre l’intero pacco in un unico sollevamento, grazie ad appositi punti di aggancio
Oscar Cortinovis, Product Manager COE di Volvo CE Italia, mostra le connessioni fornite insieme alla macchina e la relativa scheda di gestione: esse permettono di collegare la macchina a prese civili o industriali a 220 V o a una presa industriale da 380-400 V a 16 A, garantendo la massima flessibilità in base ai campi e ai contesti di utilizzo del mezzo
Differentemente da una macchina convenzionale la trazione non è più determinata da un motore endotermico ma da un pacco batterie che alimenta due motori elettrici, uno dedicato alla trasmissione e alla catena cinematica ZF e uno all’idraulica
è stata dettata dal fatto che non pro-
della benna. Il suo compito princi-
duce gas di scarico e dai bassi livelli
pale all’interno del nostro deposito
di rumore e vibrazioni, che la rendo-
di 1.700 m2 è rifornire il trasporta-
no una soluzione ideale per i lavori
tore che movimenta il materiale ai
all’interno di un deposito senza l’esi-
silos, che a loro volta riempiono gli
genza di un apposito impianto di ven-
spargisale”.
tilazione. “Questa nuova pala gomma-
Affinché la pala gommata Volvo L25
ta Volvo rappresenta una pietra milia-
Electric potesse funzionare senza in-
re importante per il nostro impegno
terruzioni, AWB ha deciso di allesti-
di una maggiore mobilità elettrica in
re una postazione di ricarica rapida
AWB Cologne e ha soddisfatto in pie-
presso il proprio deposito. La mac-
no le nostre aspettative”, ha afferma-
china potrà essere utilizzata anche
to Bert Schröer, Head of Mobility and
nei mesi estivi, fungendo da ‘tuttofa-
Sustainability in AWB Cologne. “La po-
re’ per la movimentazione del mate-
tenza elettrica è più che sufficiente, an-
riale in tutto il territorio di 36.000 m2
che in inverno. Per non parlare della
di responsabilità di AWB, ad esem-
capacità, della facilità di movimenta-
pio il verde leggero e una varietà di
zione del materiale e della grandezza
merci alla rinfusa.
La ricarica del pacco batterie (da 0% a 100% in due ore) può avvenire tramite una postazione fissa di “fast charger”
aprile 2022 - ONSITECONSTRUCTION 61
HandsOn I PUNTI DI FORZA LA VERSATILITÀ
CABINA VOLVO “CARE CAB”
IL DESIGN COMPATTO IL COMFORT PER L’OPERATORE L’ASSENZA DI EMISSIONI ACUSTICHE E SONORE
IMPIANTO D’ILLUMINAZIONE “FULL LED”
IL SISTEMA DI GESTIONE SEMPLICE E INTUITIVO
DISPLAY A COLORI DA 5”
CONTROLLI ELETTROIDRAULICI
LIVELLO SONORO INTERNO/ ESTERNO DI 72/88 DB
PORTIERE “FULL GLASS”
PACCO BATTERIE DA 48 V / 900 AH
ALTEZZA TOTALE INFERIORE A 2,5 M GIUNTO ARTICOLATO OSCILLANTE 62 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2022
LA PALA GOMMATA COMPATTA VOLVO L25 ELECTRIC
AMPIA GAMMA DI ATTREZZATURE COMPATIBILI
CINEMATISMO A “Z”
AMPIA SUPERFICIE DEL PARABREZZA
ASSALI FISSI CON DIFFERENZIALE A INNESTO FRONTALE
aprile 2022 - ONSITECONSTRUCTION 63
HandsOn Sul lato destro della macchina, rimuovendo un apposito pannello senza ausilio di utensili, si accede alla scheda principale e alla scatola dei fusibili
Sul lato sinistro della macchina, in un apposito vano, è presente il connettore per il caricatore “onboard”, grazie al quale è possibile eseguire la ricarica lenta delle batterie tramite l’apposito cavo di rete fornito in dotazione. Si trovano inoltre la presa per il caricamento veloce in corrente continua, il serbatoio dell’olio dei freni e un pulsante (verde) con il quale si dà il consenso all’operazione di ricarica
menti in ricerca e sviluppo sulle pale gommate e sugli escavatori elettrici compatti il costruttore svedese si muove nella direzione di una gamma che potrà fare a meno del diesel in futuro, come ha peraltro ribadito a suo tempo Melker Jernberg, presidente di Volvo CE: “Volvo Construction Equipment sta ottenendo risultati tangibili nel proprio impegno di ‘costruire il futuro’, assumendo la leadership nell’ambito della mobilità elettrica e proponendo soluzioni sostenibili a supporto del successo del
cliente. La tecnologia che abbiamo sviluppato è ora piuttosto solida: di conseguenza, contestualmente ai cambiamenti nel comportamento dei clienti e a un contesto normativo rafforzato, questo è il momento giusto per rendere la mobilità elettrica il futuro delle nostre gamme compatte e per proporre una valida alternativa alle macchine con motore endotermico. Il cambiamento climatico è la sfida più grande del nostro tempo, tutti noi abbiamo un ruolo importante in cui agire e, lavorando insieme e colla-
borando in modo sinergico e propositivo possiamo ridurre la quantità di emissioni nocive emesse nell’atmosfera”. La pala gommata compatta L25 Electric è il risultato di una lunga serie di prove, analisi e valutazioni eseguite negli ultimi anni da Volvo CE, svolte parallelamente a quelle relative allo sviluppo del miniescavatore ECR25 Electric, che hanno avuto l’obiettivo di accelerare l’implementazione di tecnologie a emissioni zero in grado di soddisfare gli (elevati) standard prestazionali richiesti dagli operatori del settore edile in una grande varietà di applicazioni. Un progetto, questo, sovvenzionato peraltro dall’EPA (Environmental Protection Agency), l’agenzia per la protezione dell’ambiente statunitense, annunciato come esempio dell’impegno da parte di Volvo CE nell’offrire mac-
A cofano sollevato si accede a tutte le parti interne e vitali della pala L25 Electric (nelle foto, visuale da entrambi i lati), tra cui i punti di connessione delle masse della linea elettrica a 48 V, l’OBC (“Onboard chargher”), i manicotti flessibili e gli inverter, lo scambiatore DC/DC, il vaso di espansione del circuito di raffreddamento, il sensore di temperatura del liquido di raffreddamento, la pompa di circolazione del liquido, la batteria a 12 V (adibita alla gestione dell’elettronica base della macchina) e lo stacca-batterie
64 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2022
LA PALA GOMMATA COMPATTA VOLVO L25 ELECTRIC La pala gommata compatta L25 Electric conferma sul campo i benefici della sua elevata trazione e dell’altezza da terra. La macchina è dotata di giunto di articolazione oscillante e di bloccaggio del differenziale al 100% a innesto frontale per le ruote anteriori e posteriori. L’ottimizzazione dei movimenti è garantita dal cinematismo a “Z” con attacco rapido “TPZ”, che garantisce cicli di lavoro più rapidi e ottimizza la fase di sollevamento parallelo
chine operatrici ecocompatibili in linea con gli obiettivi basati sulle nuove tecnologie e sulla decarbonizzazione e in grado di offrire livelli prestazionali corrispondenti a quelli alimentati a gasolio - in termini di profondità di scavo, for-
UN PARTNER (ECO)COMPATIBILE Parallelamente allo sviluppo della pala gommata compatta L25 Electric, Volvo Construction Equipment ha portato a termine il progetto relativo al miniescavatore ECR25 Electric, che allo stesso modo rappresenta una svolta nel settore delle macchine per le costruzioni. Questo modello, infatti, è anch’esso il primo di una nuova gamma di escavatori compatti elettrici basati su un concetto già collaudato a cui è stato aggiunto un motore elettrico a batteria per offrire tutte le prestazioni e la compattezza di cui si ha bisogno in cantiere. Per soddisfare la crescente domanda di lavori infrastrutturali, le nostre città stanno diventando sempre più congestionate: così come per la pala L25 Electric, i livelli di rumore più bassi che il miniescavatore Volvo ECR25 Electric è in grado di assicurare permettono di lavorare ovunque e in ogni momento del giorno, anche di notte e in aree popolate. Ciò contribuisce a diminuire il disturbo associato ai lavori di cantiere nei centri cittadini e riduce la congestione nelle ore di punta, oltre ad aumentare l’efficienza dei lavori. Inoltre, anche in questo caso il tipo di tecnologia adottato contribuisce a creare un ambiente di lavoro più piacevole per l’operatore e per gli altri lavoratori del sito in cui si stanno svolgendo i lavori. Anche qui tutti possono comunicare chiaramente tra di loro e l’operatore può essere guidato in piena sicurezza da chi si trova al di fuori del raggio d’azione della macchina.
aprile 2022 - ONSITECONSTRUCTION 65
HandsOn La cabina “Care Cab” è certificata FOPS/ROPS e si caratterizza per l’ampia superficie vetrata del parabrezza, per le portiere “full glass”, garanzia di visibilità superiore, e per l’ampio ingresso
za di strappo, carico di ribaltamento e/o altezza di scarico - ma con ovvi e significativi vantaggi per clienti e ambiente in termini di riduzione di emissioni di anidride carbonica e di risparmio economico, nonché di inquinamento acustico (con una riduzione di circa il 90% del rumore), di sicurezza in cantiere e di manutenzione, non essendo richiesti elementi quali olio e relativi filtri e serbatoi e/o filtri antiparticolato presenti invece sui modelli diesel.
Testimonianze autorevoli La pala gommata compatta L25 Electric, così come l’escavatore compatto ECR25 Electric, è stata utilizzata durante il progetto pilota negli Stati Uniti da diverse società in una varietà di applicazioni. Tra queste, la Caltrans, specializzata in attività di scavo, la Casper Company, specializzata in demolizioni e servizi ambientali, la Baltic Sands Inc., impegnata in attività di scavo e in costruzioni residenziali, e la Waste Management, azienda di smalti-
La manovrabilità della pala gommata compatta L25 Electric e la precisione dei suoi movimenti sono garantite dai comandi elettroidraulici di cui la macchina è dotata. Nelle foto, alcune particolari del joystick presente in cabina
mento, movimentazione e riciclaggio di rifiuti. Il commento finale è stato unanime: “Durante il periodo in cui l’abbiamo testata la pala gommata compatta Volvo L25 Electric ha svolto il suo lavoro in modo impeccabile, dimostrando le medesime capacità di quelle garantite da una macchina diesel di uguali dimensioni. Il tutto, però, senza emissioni e in assenza di rumore. Siamo soddisfatti delle prestazioni offerte da questa macchina elettrica e siamo convinti che questo sia il futuro!”. La pala gommata compatta Volvo L25 Electric è pronta ora per dimostrare tutte le sue potenzialità anche nel mercato
Alcuni dettagli interni della cabina “Care Cab”: oltre ai comandi ergonomici e intuitivi, gli operatori possono qui beneficiare di una gamma di modalità di lavoro personalizzabili e selezionabili sul display da 5”, sia per adattare il comportamento della macchina alle condizioni del terreno, all’attrezzatura utilizzata e alle loro preferenze personali, che per ottimizzare la disponibilità energetica fornita alla macchina sia in fase operativa che di riposo, assicurando la massima durata delle batterie. La macchina è peraltro dotata di serie della funzione “Engine Auto Shut Down” (spegnimento automatico del motore), per ridurre al minimo gli sprechi di energia. Il livello di comfort interno è molto alto, garantito peraltro dall’assenza di rumore, vibrazioni, calore e gas di scarico, nonché dal piantone regolabile dello sterzo, che aumenta lo spazio a disposizione dell’operatore
66 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2022
LA PALA GOMMATA COMPATTA VOLVO L25 ELECTRIC Tutta la fanaleria presente sulla macchina, sia nella parte anteriore che posteriore, è a LED
volucro in grado di offrire una visibilità totale e caratterizzato da un design ergonomico e garante di totale assenza di rumore e vibrazioni. Grazie all’ampia disponibilità di accessori e attrezzature compatibili, poi, anche con la pala gommata compatta L25 Electric Volvo garantisce ai propri clienti un alto grado di versatilità, che sul campo si traduce in quell’elemento di basilare importanza che prende il nome di “produttività”. ■
LA SCHEDA TECNICA La pala gommata compatta L25 Electric
Sulla L25 Electric è integrato un impianto per la Terza funzione idraulica, al fine di garantire una maggiore versatilità della macchina
italiano, dove sarà consegnata nei prossimi mesi, in qualsiasi ambito lavorativo. Grazie all’assenza di rumore e alle emissioni pari a zero si aprono per gli operatori una miriade di nuove opportunità per evolvere e modificare le loro attività, potendo lavorare anche durante le ore notturne e/o in quelle aree urbane che durante il giorno risultano essere sensibili al rumore, come nei pressi di ospedali o all’interno di parchi. Tutto ciò mantenendo l’operatore sempre al centro dell’attenzione: il comfort operativo è garantito dalla cabina “Care Cab” di Volvo, un in-
Peso operativo:
5.080 kg
Carico di ribaltamento (ISO/DIS 14397-1):
3.350 kg
Capacità di sollevamento idraulico max.:
55 kN
Capacità benna standard:
0,9 m3
Altezza di scarico:
2,5 m
Forza di strappo:
54,5 N
Velocità di traslazione max.:
20 km/h
Catena cinematica motore elettrico (picco):
36 kW
Impianto idraulico di lavoro motore elettrico (picco):
32 kW
Sistema cinematico:
a “Z”
Tensione batteria:
48 V
Capacità batteria:
39 kWh
Tempo di ricarica di bordo (230 VAC 16A):
˜ 12 ore
Tempo di ricarica fuori bordo (Fast Charger CC):
80% in 2 ore
Tempo di funzionamento indicativo (a seconda dell’applicazione):
fino a 8 ore
Anche la pala gommata compatta L25 Electric, come tutti i modelli Volvo, garantiscono un’ottimale accessibilità ai punti di lubrificazione, per agevolare al massimo gli interventi di manutenzione, che qui sono richiesti in misura assai minore rispetto a un modello convenzionale (-30%) aprile 2022 - ONSITECONSTRUCTION 67
ATTREZZATURE MB Crusher
ROTORE, AZIONE,
SI GIRA!
Il costruttore di Fara Vincentino ha lanciato due nuove benne selezionatrici a rotori per mini e midi escavatori e, in esclusiva per il mercato italiano, anche il modello MB-HDS220, idoneo per pale e minipale di Pietro Gabrielli
S
ono progettati per lavorare su mini e midi escavatori i due nuovi modelli di benne selezionatrici a rotori marchiati MB Crusher e denominati MB-HDS207 e MB-HDS212. L’azienda di Fara Vicentino (VI) li ha presentati in ante68 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2022
prima lo scorso mese di marzo, insieme alla “sorella maggiore”, il vaglio stellare MB-HDS220, progettato per essere installato su pale e minipale. Tre nuove soluzioni, queste, che facilitano ulteriormente il lavoro in tutti quei cantieri dove c’è bisogno di areare il terreno impaccato - ad esempio, quando si deve
sistemare un’area verde, un giardino o un’aiuola - oppure quando c’è necessità di bonificare e pulire i terreni dai detriti derivanti dalle demolizioni, dai sassi o da eventuali radici. O, ancora, per selezionare il materiale per la copertura di tubazioni o trincee e realizzazione del letto di posa.
Due soluzioni per gli escavatori Sono due, dunque, i nuovi modelli pensati per i mini e i midi escavatori: la benna selezionatrice a due rotori MBHDS207, del peso di 98 kg (che raggiunge i 113 kg con il kit aumento capacità di raccolta) e installabile su miniescavatori da 1,3 a 2,8 t (da 1,7 a 3 t con il kit di cui sopra), e la MB-HDS212, con un peso di 480 kg, utilizzabile in accoppiamento a mini e midi escavatori dalle 5 alle 10 t, nonché sul braccio posteriore delle terne da 8 a 9 t e su pale dalle 4 alle 5 t. Pensate e concepite per il settore giardinaggio, paesaggistico e per i cantieri urbani, i nuovi vagli stellari MBHDS sono la soluzione per tutti i contesti che richiedono l’abbinamento di efficienza a versatilità in un’attrezzatura compatta. Queste attrezzature sono state progettate per offrire una geometria ottimale che facilita il lavoro, grazie anche alla posizione dell’attacco sulla parte centrale della macchina, ribassato rispetto al resto della struttura. In tal modo è più semplice lavorare perché si ha più controllo durante le fasi di carico e selezione. Non solo, la struttura delle benne consente di ottenere un’elevata produttività.
La manutenzione anche in questo caso è semplice: l’ingrassaggio è centralizzato e si esegue direttamente in cantiere, così come per tutti i prodotti proposti da MB Crusher. Le nuove benne selezionatrici presentano una struttura solida e progettata sì per durare nel lungo periodo, ma anche per favorire l’entrata di materiale quale sabbia o terra. Ciò consente di poter lavorare in cantiere senza doversi preoccupare di eventuali fermo macchina. Come per gli altri modelli di
benne HDS anche le nuove attrezzature sono dotate di rotori che si sostituiscono in modo semplice e direttamente in cantiere. La versione MB-HDS207, inoltre, può montare un kit che consente l’aumento della capacità di carico da 50 l a 60 l. La MB-HDS212, invece, può anche essere montata sulle minipale. La nuova MB-HDS220 A proposito di minipale: con 1 t di peso e una capacità di carico di 0,6 m3, il nuovo vaglio stellare MB-HDS220 è un’attrezzatura versatile e affidabile ed è la terza soluzione proposta da MB Crusher. Si tratta di un’attrezzatura progettata per lavorare con pale e minipale dalle 4,5 alle 11 t e che, con la dimensione della sua bocca di ingresso di 2,2 m, agevola le lavorazioni di carico facendo in modo che i cingoli o le ruote della macchina operatrice rimangano puliti (bocca d’ingresso, poi, che è studiata per convogliare in modo veloce il materiale sui rotori). Anche per la benna selezionatrice MB-HDS220 la manutenzione è semMB CRUSHER HA PRESENTATO DUE NUOVE BENNE SELEZIONATRICI A ROTORI DENOMINATE MB-HDS207 E MB-HDS212, DESTINATE A MINI E MIDI ESCAVATORI
aprile 2022 - ONSITECONSTRUCTION 69
ATTREZZATURE
LA TERZA NOVITÀ PRESENTATA DA MB CRUSHER È IL VAGLIO STELLARE MB-HDS220, PROGETTATO PER ESSERE ACCOPPIATO A MINIPALE E PALE DA 4,5 A 11 T
L’OPINIONE
plice e l’ingrassaggio è centralizzato e si svolge in cantiere, come per tutti i prodotti del costruttore vicentino. Come per gli altri modelli citati, poi, anche la MB-HDS 220 permette di sostituire i rotori in modo semplice e direttamente in cantiere. Tre attrezzature, quelle presentate da MB Crusher, che diventano indispensabili quando si cercano praticità, affidabilità e produttività sul posto di lavoro. Compatte, versatili ed estremamente maneggevoli, queste nuove benne selezionatrici sono state pensate per facilitare il lavoro, diminuire i tempi di lavorazione e risparmiare in modo evidente sui costi di gestione. ■
lo scopo per cui nasce l’attrezzatura. Queste benne sono le più piccole della gamma MB ma hanno delle potenzialità enormi. Il nostro reparto di ricerca e sviluppo ha lavorato in modo incessante, anche in questo periodo particolarmente complesso, per reperire materie prime e tecnologie adatte allo sviluppo di queste attrez-
GUIDO AZZOLIN
zature, che presentano telaio, parti
CEO DI MB CRUSHER
di contatto, alberi e pettini costruiti
“Nel 2021 abbiamo lanciato quattro
garantisce un’estrema durabilità del-
nuovi prodotti, di cui tre pinze selezio-
le benne e la loro attitudine ad af-
natrici e una benna selezionatrice ad al-
frontare applicazioni anche gravose.
beri che è andata a occupare la parte
Tra le loro peculiarità aggiungo l’at-
più alta della gamma. Ora lanciamo sul
tacco ribassato, l’ingrassaggio cen-
mercato queste nuove benne seleziona-
tralizzato e i rotori sostituibili in po-
trici, dei ‘gioielli’ che apportano grandi
chi minuti direttamente in cantiere.
vantaggi a clienti e operatori. Diversi di
MB Crusher non si ferma ovviamen-
loro hanno già avuto modo di testarle
te qui e lavora costantemente per of-
sul campo e sono rimasti entusiasti per
frire ai propri clienti sempre nuove
la loro facilità d’utilizzo, la (quasi tota-
soluzioni, studiate per rispondere a
le) assenza di manutenzione e l’elevata
360° alle loro esigenze e che rappre-
produttività. Abbiamo qui realizzato una
sentano in modo efficace e concreto
struttura particolarmente protetta, che
la passione dell’azienda nel costrui-
rende le operazioni confortevoli, adatta
re attrezzature affidabili e all’avan-
a un utilizzo da scavo inserendo una tec-
guardia, dotate delle più recenti no-
nologia adatta al raggiungimento del-
vità tecnologiche”.
70 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2022
interamente in acciaio Hardox e ciò
LA MANUTENZIONE DELLE BENNE SELEZIONATRICI È SEMPLICE. ANCHE L’INGRASSAGGIO È CENTRALIZZATO E SI ESEGUE DIRETTAMENTE IN CANTIERE, COME CON TUTTI I PRODOTTI MB CRUSHER
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HandsOn
INNOVAZIONE IN TRINCEA 72 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2022
L’ESCAVATRICE A RUOTA SIMEX RW 350
È
ormai risaputo che le attrezzature Simex sono studiate e ingegnerizzate per essere altamente solide e performanti e sono progettate per risolvere gli specifici problemi legati alle molteplici applicazioni a cui sono destinati, garantendo al cliente finale un sempre elevato efficientamento della produzione. Il processo che caratterizza la produzione del costruttore di San Giovanni in Persiceto (BO), d’altronde, è guidato dalla radicata consapevolezza di ricoprire un ruolo di vero e proprio partner tecnologico per la totalità dei propri clienti, sia in Italia che all’estero. L’esperienza di Simex, infatti, è alimentata dal continuo e attento sguardo rivolto ai mercati di riferimento, che ormai raggiungono (quasi) ogni parte del pianeta. Le solide competenze acquisite caratterizzano i reparti tecnici e commerciali e
L’ESCAVATRICE A RUOTA RW 350, DOTATA DI SISTEMA AUTOLIVELLANTE BASCULANTE, RAPPRESENTA LA PIÙ RECENTE NOVITÀ DEL COSTRUTTORE DI SAN GIOVANNI IN PERSICETO (BO) NEL CAMPO DELLE MINI E MICRO TRINCEE PER LA POSA DELLA FIBRA OTTICA ETTORE ZANATTA
aprile 2022 - ONSITECONSTRUCTION 73
HandsOn nascono dallo studio approfondito delle destinazioni applicative dei prodotti: Simex produce sempre focalizzando l’attenzione sulle problematiche tecniche contenute in ogni specifico con-
testo applicativo. Il costante investimento in attività di R&D, d’altra parte, rappresenta una leva imprescindibile per il successo di Simex e per la natura pionieristica della sua produzione.
L’escavatrice a ruota RW 350, così come la sua versione RWE 35, rappresentano il più recente sforzo di Simex nel campo della mini e micro trincea per la posa della fibra ottica, a dimostrazione del fatto che l’azienda bolognese mantiene sempre uno sguardo attento e proattivo al proprio mercato di riferimento, sintonizzando la propria attività produttiva e commerciale sulle esigenze contingenti che gli operatori del settore incontrano nel proprio contesto applicativo
INTERVENTI “MINI INVASIVI” Mini e micro trincea rientrano all’interno delle tecnologie “no-dig” - o “trenchless technology”, ossia tutte quelle pratiche che permettono di effettuare la posa, l’esercizio e la manutenzione delle reti dei sottoservizi minimizzando l’impatto sulla pavimentazione esistente. Al contrario della trincea tradizionale queste tipologie di scavo si caratterizzano per un’esecuzione molto più rapida, una produzione di materiale di risulta nettamente inferiore, con tempi e costi di ripristino considerevolmente più bassi. Inoltre, vengono utilizzate macchine operatrici più piccole, contenendo le dimensioni dei cantieri stradali a beneficio della viabilità, specialmente nelle aree urbane. 74 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2022
L’ESCAVATRICE A RUOTA SIMEX RW 350 Particolare del materiale in uscita dalla bocca di uscita del materiale dell’escavatrice RW 350
Il particolare disegno delle bocche di uscita del materiale, poste ai lati dell’escavatrice RW 350, permette di ottenere uno scavo pulito, alla profondità impostata
Particolare del raschiatore a inserimento meccanico manuale (nella foto, nella parte posteriore della ruota)
aprile 2022 - ONSITECONSTRUCTION 75
HandsOn I PUNTI DI FORZA LA VERSATILITÀ L’ELEVATA FORZA DI TAGLIO LA PROFONDITÀ DI SCAVO COSTANTE LA STABILITÀ E L’ASSENZA DI VIBRAZIONI LA VISIBILITÀ OTTIMALE PER L’OPERATORE
TRASLAZIONE LATERALE IDRAULICA
REGOLAZIONE DI PROFONDITÀ MECCANICA/MANUALE
SCARICO LATERALE DEL MATERIALE
76 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2022
SISTEMA AUTOLIVELLANTE BASCULANTE
L’ESCAVATRICE A RUOTA SIMEX RW 350 I numerosi brevetti depositati nel corso degli anni dall’azienda bolognese testimoniano come essa detenga e rinnovi continuamente la propria vocazione innovativa, generando costantemente soluzioni innovative per le numerose e sempre più complesse esigenze di un mercato in continua evoluzione.
RUOTE DA TAGLIO = 25-30-40-50-80 MM
RASCHIATORE A INSERIMENTO MANUALE
PROFONDITÀ DI SCAVO RAGGIUNGIBILI = 250-300-350 MM
Un’attrezzatura a “doppio utilizzo” Nel corso dell’ultimo anno Simex ha ampliato ulteriormente la sua offerta di escavatrici a ruota inserendo un nuovo modello, sia nella gamma RW per pale compatte che in quella RWE per escavatori. L’escavatrice a ruota RW 350, infatti, è l’ultimo in ordine di tempo dei modelli proposti dal costruttore ed è un’attrezzatura a “doppio utilizzo”: una novità per il settore, infatti, è rappresentata dalla sua versatilità poiché, insieme al modello Simex RW 150, la RW 350 è l’unica escavatrice a ruota nel mondo degli “attachments” a poter essere accoppiata sia a pale compatte – con l’aggiunta del traslatore laterale – che a escavatori da 7-12 t prendendo, in questa configurazione, la denominazione RWE 35. Che sia utilizzata su minipala o su braccio escavatore quest’attrezzatura è specificatamente progettata per eseguire tagli e scavi di piccola sezione (mini e micro trincee, scavi a sezione predefinita) per la posa di cavi in fibra ottica su superfici dure e compatte quali asfalto, roccia e cemento. L’escavatrice RW 350 si caratterizza per la possibilità di montare ruote di taglio da 25-30-40-50-80 mm di larghezza, operando a una profondità di scavo di 250-300-350 mm, a regolazione meccanico-manuale. L’RW 350 è peraltro dotata di un sistema autolivellante basculante che, grazie al supporto snodato che ruota sull’asse del tamburo, consente alle slitte di poggiare sempre stabilmente al suolo permettendo di mantenere una profondità di scavo costante in qualsiasi condizione, garantendo al contempo all’operatore una sicurezza e una visibilità ottimali in ogni condizione, nonché una totale assenza di vibrazioni. aprile 2022 - ONSITECONSTRUCTION 77
HandsOn
L’escavatrice RW 350 può montare ruote di taglio da 25, 30, 40, 50 e 80 mm di larghezza
Versatilità d’impiego Il particolare disegno delle bocche di uscita e il dispositivo di svuotamento scavo, un raschiatore a inserimento meccanico manuale, garantiscono la corretta espulsione del materiale fresato, lasciando lo scavo pulito alla profondità impostata. Un apposito “ottimizzatore di prestazioni” (Performer), brevettato, fornito anch’esso come optional, indica all’operatore come lavorare sempre con attrezzature Simex sempre al massimo della potenzialità.
Il sistema autolivellante basculante, grazie al supporto snodato che ruota sull’asse del tamburo, consente alle slitte di rimanere costantemente aderenti al suolo, permettendo di ottenere una profondità di scavo costante in qualsiasi condizione, indipendentemente dal profilo del suolo e dalla posizione dell’attrezzatura rispetto alla macchina operatrice
Tramite un’apposita regolazione meccanico-manuale è possibile impostare la profondità di scavo in base alle esigenze. Le profondità raggiungibili sono di 250, 300 e 350 mm
78 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2022
L’ESCAVATRICE A RUOTA SIMEX RW 350 Insieme al modello Simex RW 150, la RW 350 è l’unica escavatrice a ruota nel mondo degli “attachments” a poter essere accoppiata sia a pale compatte – con l’aggiunta di un traslatore laterale idraulico – che a escavatori da 7-12 t prendendo, in questa configurazione, la denominazione RWE 35
L’escavatrice a ruota RWE 35 in versione escavatore
La “sorella maggiore” L’escavatrice a ruota RW 350 non è l’unica soluzione proposta da Simex sul mercato in quest’ambito. Il costruttore bolognese, infatti, dispone in gamma anche del modello RW 500, un’attrezzatura progettata per essere impiegata nella realizzazione di scavi a sezione predefinita su superfici dure e compatte quali asfalto, cemento e roccia. L’escavatrice a ruota RW 500 si distingue innanzitutto per la sua produttività: i motori idraulici a pistoni in presa diretta con la ruota fresante consentono infatti il massimo rendimento e un’elevata forza di taglio. L’escavatrice a ruota RW 500 è dotata di un sofisticato sistema autolivellante brevettato da Simex che permette di mantenere costante la profondità di scavo – a regolazione idraulica da 250 a 500 mm – in qualsiasi condizione, indipendentemente dal profilo del suolo e dalla posizione dell’attrezzatura rispetto alla macchina motrice. Altra importante caratteristica che la distingue da altri modelli sono le bocche di uscita del materiale, che permettono di ottenere uno scavo pulito alla profondità impostata, senza la necessità della presenza del raschiatore, una soluzione che va a tutto vantaggio anche della leggerezza dell’attrezzatura. Il materiale scavato fuoriesce inoltre sia a destra che a sinistra ma, se necessario, può essere convogliato da un solo lato semplicemente chiudendo una delle bocche di uscita del materiale. Infine, un ulteriore plus è
rappresentato dal disco base con settori smontabili e intercambiabili, che permette la rapida variazione della larghezza di scavo da 50 a 120 mm senza necessità di sostituire l’intero elemento, evitando così lunghi i fer-
mi macchina che ciò comporterebbe. La protezione totale della ruota a ogni profondità di lavoro garantisce la massima sicurezza di persone e cose, proteggendole efficacemente dalla proiezione di materiale. ■
LA SCHEDA TECNICA L’escavatrice a ruota autolivellante RW 350 Larghezza di scavo:
25-30-40-50-80 mm
Profondità di scavo:
250-300-350 mm
Regolazione della profondità:
meccanico-manuale
Traslazione laterale:
idraulica
Portata d’olio richiesta:
90-130 l/min
Pressione olio max.:
400 bar
Peso operativo (con ruota di scavo da 25/80 mm):
940/1.030 kg
aprile 2022 - ONSITECONSTRUCTION 79
COMPONENTI FPT Industrial
SINERGIA PROPULSIVA
Lo specialista in sistemi di propulsione consolida il suo posizionamento nel settore delle macchine per le costruzioni con i motori NEF Stage V, ribadendo la sua partnership con CASE Construction Equipment di Pietro Gabrielli
F
PT Industrial è la società di Iveco Group dedicata alla progettazione, produzione e vendita di sistemi di propulsione per applicazioni on-road e off-road, marine e di power generation. La società impiega nel mon-
80 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2022
do più di 8.000 persone in 10 stabilimenti e sette Centri di Ricerca & Sviluppo. La rete di vendita è formata da 73 concessionari e da circa 800 centri di assistenza dislocati in circa 100 Paesi. È una gamma di prodotti estremamente ampia quella proposta sul mercato da FPT
Industrial, che include sei famiglie di motori con una potenza da 31 a 740 kW, trasmissioni con coppia massima da 200 a 500 Nm e assali anteriori e posteriori da due a 32 t. FPT Industrial, inoltre, vanta una gamma completa di motori a gas naturale per applicazioni industriali,
coprendo un intervallo di potenze da 37 a 338 kW. Quest’offerta, unitamente alla grande attenzione alle attività di Ricerca & Sviluppo, ha reso FPT Industrial uno dei principali protagonisti a livello mondiale nel settore dei motori per uso industriale. La gamma FPT Industrial per il movimento terra, nella fattispecie, comprende famiglie di motori con potenze da 40 a 670 kW e cilindrate da 2,8 fino a 20 l. Oggi, in particolare, FPT Industrial consolida ulteriormente il suo posizionamento nel settore delle macchine per le costruzioni con i motori NEF Stage V, destinati a equipaggiare i nuovi escavatori cingolati “Serie E” di CASE Construction Equipment. Facendo leva su una tradizione di innovazione lunga 180 anni nel settore del movimento terra, il costruttore ha recentemente presentato la nuova “Serie E”
di escavatori cingolati, che comprende modelli da 13 fino a 30 t, denominati CX130E, CX160E, CX180E, CX210E, CX240E, CX250E e CX300E. Tutti offrono vantaggi ai vertici della categoria - un maggior livello di controllabilità, affidabilità, comfort dell’operatore, efficienza, produttività e minori costi totali di gestione (TCO) - e sono alimentati da motori NEF di FPT Industrial. La scelta di questi propulsori assicurerà una migliore risposta ai transitori e una maggiore affidabilità. Questo permetterà agli escavatori di rispondere alle richieste specifiche di applicazioni anche molto impegnative. Con la “Serie E”, dunque, CASE CE ha completato la sua offerta di prodotti conformi alla normativa Stage V e ha ribadito la forza della sua partnership con FPT Industrial.
Potenti ed efficienti La nuova “Serie E” di escavatori cingolati è dotata di motori Stage V, più potenti ed efficienti, in grado di offrire migliori prestazioni nel rispetto delle normative più stringenti per le emissioni di scarico. I modelli da 13 fino a 18 t montano l’N45, un propulsore da 4,5 l appartenente alla celebre serie NEF, mentre i modelli da 21 fino a 30 t montano l’N67, un motore della stessa famiglia in versione a 6 cilindri da 6,7 l. I motori NEF montati sulla nuova “Serie E” di CASE CE, quindi, assicurano un’elevata efficienza della combustione grazie all’architettura senza ricircolo dei gas di scarico (EGR); parallelamente, il sistema di post-trattamento HI-eSCR2 brevettato da FPT assicura costi operativi ridotti, trattandosi di un sistema esente da manutenzione, senza bisogno di puli-
zia meccanica o sostituzione dei componenti per l’intero ciclo di vita. I filtri ad alta capacità con sensore di intasamento garantiscono gli intervalli di manutenzione migliori della categoria, fino a 1.000 ore: un miglioramento rilevante rispetto a soluzioni precedenti. Con l’installazione dei motori NEF su questa nuova gamma di escavatori, sono sempre più numerosi i veicoli di CASE Construction Equipment dotati di motorizzazioni FPT Industrial. Il risultato? Una notevole semplificazione della gestione dei cantieri, grazie ai vantaggi offerti sul campo da questi propulsori. Per consentire l’uso di combustibili rinnovabili, i motori NEF Stage V di tutti i modelli “Serie E” sono peraltro compatibili con i carburanti a norma EN15940, come il sempre più popolare HVO (olio vegetale idrotrattato).
IL MOTORE N45 È UN PROPULSORE DA 4,5 L APPARTENENTE ALLA CELEBRE SERIE NEF DI FPT INDUSTRIAL ED EQUIPAGGIA GLI ESCAVATORI CINGOLATI CASE “SERIE E” DA 13 A 18 T
Eccellenza tecnologica Progettata per gli impieghi più gravosi del movimento terra, la serie di motori NEF è la massima espressione dell’eccellenza tecnologica di FPT Industrial. Dal 2001 sono stati prodotti più di 2 milioni di motori, destinati a una grande varietà di applicazioni: costruzioni, agricoltura, on-road, marine e “power generation”. Questi motori possono essere montati su svariate tipologie di macchine, ad esempio su escavatori, pale gommate, minipale compatte gommate, motolivellatrici e apripista, ma anche su carrelli elevatori e gru. Fornendo importanti garanzie in termini di potenza e coppia, efficienza dei consumi e affidabilità, la serie di propulsori NEF di FPT Industrial si distingue sul meraprile 2022 - ONSITECONSTRUCTION 81
COMPONENTI L’OPINIONE
DIEGO ROTTI
OFF-ROAD PRODUCT MARKETING MANAGER, FPT INDUSTRIAL
“I nuovi escavatori CASE ‘Serie E’ sono un esempio perfetto di come sia possibile integrare in un solo prodotto diverse caratteristiche nuove e all’avanguardia per offrire ai clienti vantaggi significativi e concreti. Siamo orgogliosi di fornire a CASE Construction Equipment motorizzazioni potenti ed efficienti, in grado di garantire l’eccellenza tecnologica che merita, e di fare del nostro meglio per consentire a CASE di mantenere la propria leadership in un settore così impegnativo e competitivo”.
CON LA “SERIE E” CASE CE HA COMPLETATO LA SUA OFFERTA DI MACCHINE CONFORMI ALLA NORMATIVA STAGE V E HA RIBADITO LA FORZA DELLA SUA PARTNERSHIP CON FPT INDUSTRIAL
82 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2022
IL PROPULSORE N67, A 6 CILINDRI DA 6,7 L, APPARTIENE ALLA SERIE NEF DI FPT INDUSTRIAL ED EQUIPAGGIA I NUOVI ESCAVATORI CINGOLATI CASE “SERIE E” DA 21 A 30 T DI PESO OPERATIVO
cato per la sua flessibilità, essendo disponibile in configurazione a 4 (N45) e 6 cilindri (N67), in una vasta gamma di opzioni su misura per rispondere alle esigenze dei clienti. Il design compatto del motore NEF e del sistema Hi-eSCR2, insieme all’ampia serie di soluzioni personalizzate per il sistema di trattamenti dei gas combusti, garantisce una semplice installazione a bordo del veicolo. Associando robustezza, affidabilità e prestazioni, i motori NEF sono stati scelti negli anni da un grande numero di clienti per le applicazioni pesanti del settore off-road. ■
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COMPONENTI BKT
RESISTENZA
alla compattazione
Il costruttore indiano ha studiato e progettato alcune gamme di pneumatici altamente specializzate destinate a compattatori impegnati in diversi ambiti e applicazioni. Un concentrato di stabilità e ciclo di vita prolungato di Pietro Gabrielli
L
e linee di pneumatici BKT appositamente sviluppate per le operazioni di compattazione, in ambito industriale e Construction confermano la profonda capacità dell’azienda indiana, tra le principali produttrici al mondo di pneumatici Off-Highway, di compete-
84 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2022
re in contesti complessi che richiedono una grande professionalità, nonché alti livelli di ricerca e d’innovazione. BKT, nella fattispecie, ha saputo affrontare con determinazione le esigenze degli operatori del settore stradale fornendo soluzioni specifiche e perfettamente allineate agli stili di lavoro degli operatori.
Yes, Master! Le operazioni di compattazione rappresentano per BKT un ambito tanto particolare quanto interessante. Prima soluzione della lista nel soddisfare le richieste di questo mercato è PAC Master, uno pneumatico convenzionale che garantisce un’alta stabilità e un ciclo di vita
prolungato. Realizzato con una mescola speciale, è dotato di resistenza particolare elevata in grado di dissipare il calore dovuto alla temperatura del manto stradale durante la posa. Questa soluzione è disponibile sul mercato in numerose misure: 7.50-15, 8.5/90-15 K, 9.5/65-15, 190/60-15, 205/60-15, 7.50-16, 10.5/8016, 9.00-20, 11.00-20 e, infine, 14/70-20. Medesime caratteristiche, addirittura potenziate, sono rintracciabili nella versione PAC Master Plus, una soluzione caratterizzata da un’area di contatto più larga in grado di offrire ancora più stabilità al veicolo. Resistenza al calore e durabilità sono quindi peculiarità distintive anche di questo pneumatico, che è disponibile sul mercato in due diverse varianti: 7.50-15 e 9.00-20. La strategia della collaborazione Agli pneumatici PAC Master e PAC Master Plus appena illustrati seguono poi tre versatili modelli agro-industriali, studiati per essere utilizzati sui compattatori del suolo. Lo pneumatico TR 387 è previsto in diverse versioni, tra cui quella “Dual Bead”, cioè “a doppio tallone”, particolarmente idonea per trattori industriali. Questa tipologia di pneumatico si distingue per essere particolarmente durevole, oltre che per la grande resistenza a tagli e strappi e per
LO PNEUMATICO TR 387, PREVISTO IN DIVERSE VERSIONI
GLI PNEUMATICI PAC MASTER E PAC MASTER PLUS DI BKT SONO PNEUMATICI CONVENZIONALI CHE GARANTISCONO UN’ELEVATA STABILITÀ E UN CICLO DI VITA PROLUNGATO
la propensione per le attività di servizio pesante. Tra le tante misure disponibili quella ideale per i compattatori è la 23.1-26. Altro pezzo forte di BKT in quest’ambito è lo pneumatico TR 390, anch’esso dall’elevata capacità di carico e dalla durabilità aumentata, disponibile nelle versioni “Dual Bead HD”, ovvero “a doppio tallone HD”, nella misura 23.1-26 e 28L-26, e “Dual Bead HD Special”, un modello “a doppio tallone HD speciale” disponibile solo nella variante 23.1-26. Infine, chiude il cerchio
LO PNEUMATICO TR 390, DISPONIBILE NELLE VERSIONI “DUAL BEAD HD”, OVVERO “A DOPPIO TALLONE HD”, E “DUAL BEAD HD SPECIAL”, “A DOPPIO TALLONE HD SPECIALE”
delle gamme di pneumatici per compattatori il modello TR 391, una particolare soluzione agro-industriale ideale sia per operazioni di trasporto che di compattazione e disponibile nella misura 14.9-24. Con questi pneumatici BKT, dunque, conferma così il proprio stile e la propria filosofia di lavoro, basati sulla strategia della collaborazione con il cliente, da cui poi derivano soluzioni sempre più performanti e rispondenti alle reali necessità di un mercato in continua evoluzione. ■
LO PNEUMATICO TR 391 È UNA PARTICOLARE SOLUZIONE AGRO-INDUSTRIALE IDEALE SIA PER OPERAZIONI DI TRASPORTO CHE DI COMPATTAZIONE aprile 2022 - ONSITECONSTRUCTION 85
TECNOLOGIE Ma-estro
L’INTERCONNESSIONE è la chiave del futuro La società veneta Fassa, attiva fin dal 1700 nel settore della produzione di adesivi, sigillanti e altri prodotti ausiliari per l’edilizia, si è affidata alla tecnologia dell’azienda trentina per ottimizzare e sviluppare ulteriormente la gestione della sua filiera produttiva di Marco Resta
86 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2022
L’
importanza dei dati e il valore dell’informazione sono da sempre fondamentali nella storia dell’uomo. Già nell’antica Grecia, infatti, il filosofo Aristotele affermava che “il segreto del successo è sapere qualcosa che nessun altro conosce”. Al giorno d’oggi è davvero essenziale avere la visione e la cognizione precisa della propria azienda, poiché il mercato è sempre più incerto e la concorrenza estremamente agguerrita. Un’azienda che ha saputo far tesoro di questi principi è Fassa, impresa storica di Spresiano (TV) specializzata nel settore dei prodotti per l’edilizia. La prima attestazio-
ne di un membro della famiglia dedito alla lavorazione della calce risale a un estimo del 1710, una tradizione antica in cui l’azienda veneta ha le proprie (profonde) radici e che, di generazione in generazione, ha saputo rinnovarsi fino a raggiungere gli attuali vertici qualitativi in termini di ricerca, innovazione, tecnologia e attenzione per l’ambiente. Innovazione… in calce La calce rappresenta la componente base di qualsiasi opera edilizia e Fassa la impiega come elemento fondamentale in tutte le soluzioni: per questo il marchio è diventato sinonimo dell’azienda che per prima ha introdotto e divulgato - in Italia e poi oltre i confini nazionali - gli intonaci premiscelati, idonei a ogni tipo di intervento. L’azienda ha sempre avuto l’esigenza di monitorare e gestire a portata di mano (o meglio, di click) tutte le informazioni della propria realtà produttiva e così si è affidata a Ma-estro (Rovereto – TN), un partner di fiducia ed esperto, ormai ben noto e apprezzato in questo comparto. Com’è nota la storia di Giorgio Manara, un imprenditore - e proprietario di una cava - che ha saputo coniugare la passione per il proprio lavoro e quella per la tecnologia al fine di offrire ad altri professionisti del settore come lui un sistema in grado di monitorare e ottimizzare i processi nel mondo delle cave. L’attività di Ma-estro è focalizzata da quasi 20 anni nel settore degli impianti di frantumazione ed è garanzia di altissima esperienza, oltre che di strumentazioni hardware e software affidabili ed efficaci, progettati e costruiti specificatamente per l’utilizzo in cava. Una referenza d’eccellenza Il primo impianto di produzione in ambito estrattivo di Fassa gestito con tecnologia Ma-estro è stato quello di Paitone, in provincia di Brescia. Questo sito è stato il banco di prova che ha permesso successivamente di comprendere la potenzialità dell’intero sistema e che ha permesso di sviluppare ulteriormente una migliore gestione dell’intera filiera produttiva. La soluzione implementata prevedeva l’applicazione
DA SINISTRA: LUIGI MARCUZZI, CAPO CAVA DI FASSA; ALBERTO MARZANO, DIRETTORE LAVORI DELLE ATTIVITÀ ESTRATTIVE DELL’AZIENDA DELLE CAVE DELLA PROVINCIA DI BRESCIA; RICCARDO LENTI, RESPONSABILE MARKETING DI MA-ESTRO
di sensori che monitorassero le prestazioni dell’impianto e di un software che permettesse di interconnettere tutte queste informazioni. L’Ing. Alberto Marzano, direttore lavori delle attività estrattive di Fassa delle cave della provincia di Brescia, parla con entusiasmo del sistema Ma-estro, affermando che “è molto utile avere tutte le informazioni del nostro impianto o, meglio, di tutti i nostri impianti all’interno di un unico portale. Dopo l’impianto di Paitone, infatti, abbiamo deciso di interconnettere anche gli altri impianti e le macchine operatrici in modo tale da poter avere una chiara visione di tutte le nostre realtà produttive. Il sistema Ma-estro ci permette di monitorare in tempo reale e da qualsiasi dispositivo (smartphone, tablet o PC) una serie di dati molto importanti per la nostra operatività, come ad esempio produzione, tempi di lavoro a carico e a vuoto dei macchinari con relativa efficienza, consumi energetici e di carburante, livelli di materiale, velocità di alimentazione, allarmi ed eventi, geolocalizzazione, gestione manutenzioni e gestione commesse. Questa tipologia di software è fondamentale non solo per poter verificare lo stato della produzione, ma anche per poter programmare le attività aziendali con un certo ordine. Applicativi di questa tipologia ne esistono davvero moltissimi, tuttavia così flessibili e pensati per un’ottica di ‘cava’ c’è solo il sistema di Ma-estro”. aprile 2022 - ONSITECONSTRUCTION 87
TECNOLOGIE
PARTICOLARE DEL SENSORE DI LIVELLO DELL’IMPIANTO
Un approccio oggettivo Attualmente diversi costruttori di impianti e macchinari mettono a disposizione dei portali web, ma sono sistemi più o meno “chiusi”, legati al singolo brand. Q-Portal, il software gestione fabbrica di Ma-estro, è invece un sistema aperto che offre la possibilità di interconnettere più impianti di varia natura - fissi, mobili e macchine operatrici - in un unico sistema. La dashboard è molto semplice e intuitiva, pensata anche per chi non ha particolari competenze informatiche, così da poter essere utilizzata da chiunque. Da sempre Ma-estro condivide con le altre aziende non solo l’esperienza nel settore, ma soprattutto vuole trasmettere una filosofia di lavoro, rivolta a un approccio oggettivo, basato su nuFASSA HA SEMPRE AVUTO L’ESIGENZA DI OTTIMIZZARE IL MONITORAGGIO E LA GESTIONE DI TUTTE LE INFORMAZIONI DELLA PROPRIA REALTÀ PRODUTTIVA E COSÌ SI È AFFIDATA A MA-ESTRO, PARTNER ESPERTO E BEN NOTO IN QUESTO COMPARTO
88 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2022
meri reali che consentono alle aziende di prendere delle decisioni strategiche mirate. Aziende che stanno puntando ad avere dei sistemi sempre più integrati e interconnessi tra loro, complice sicuramente anche la spinta fornita dal Governo italiano verso l’Industria 4.0, poiché in questi ultimi cinque anni praticamente qualsiasi impresa nazionale ne ha usufruito almeno una volta per rinnovare il proprio parco macchine o per innovare i propri processi produttivi. È importante saper cogliere il principio di Industria 4.0 e non solo il mero incentivo, poiché quest’ultimo si focalizza solo su una visione a breve termine, mentre la mentalità del controllo e dell’ottimizzazione permette di guardare a un orizzonte temporale più a lungo
Q-PORTAL È IL SOFTWARE GESTIONE FABBRICA DI MA-ESTRO PERMETTE DI INTERCONNETTERE PIÙ IMPIANTI DI VARIA NATURA IN UN UNICO SISTEMA
termine per poter impostare correttamente le proprie strategie d’impresa. “Utilizziamo il sistema Ma-estro quotidianamente ed è come un ‘cruscotto’
che ci permette in tempo reale di vedere tutte le informazioni di cui necessitiamo per gestire le nostre attività. È inutile avere una marea di informazioni o dati che poi non si guardano nemmeno o non si sanno interpretare. Ciò sarebbe deleterio. Possiamo sicuramente aumentare il livello di dettaglio delle informazioni grazie a Ma-estro, ma poi ci si addentrerebbe in una dimensione da cui sarebbe difficile uscirne. Io a fine giornata ricevo sempre un report via mail e così comprendo immediatamente qual è stata la produzione giornaliera e se ci sono stati dei fermi durante la giornata. Nel caso in cui ci fossero anomalie possiamo poi esaminare i dettagli, risolvere l’eventuale problema o valutare come migliorare il processo produttivo”, conclude l’Ing. Marzano. ■
aprile 2022 - ONSITECONSTRUCTION 89
Dossier
CAPOFILA NELLA TRANSIZIONE Mentre la filiera fa i conti con l’aumento dei prezzi delle materie prime e con il caro energia, per quanto riguarda cemento e calcestruzzo si investe in tecnologia e innovazione per abbattere le emissioni e decarbonizzare il settore di Cristina Cassinari ha collaborato Gianni Gennari
Q
uello del cemento e del calcestruzzo preconfenzionato è un mercato che, in questo particolare momento storico, sta affrontando sfide di sostenibilità e una fase di profonda incertezza. Da un lato, il cemento è parte di tutto ciò che ci circonda e da secoli accompagna l’urbanizzazione e lo sviluppo delle società (il settore delle costruzioni nel 2021 ha segnato una crescita sostenuta, in-
90 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2022
tensa e veloce per l’economia italiana, come non si registrava dal 1976, e l’edilizia conferma il ruolo di vero motore di crescita per il Paese, a dimostrazione della centralità nell’economia e della velocità con cui gli investimenti nel settore generano i propri effetti moltiplicativi); dall’altro lato, però, ci sono elementi di incertezza che possono compromettere la ripresa, primi fra tutti l’aumento dei prezzi delle materie prime e l’impennata dei costi energetici.
I numeri del mercato Nel 2020 il mercato mondiale del cemento ha raggiunto 4,1 miliardi di tonnellate, di cui circa il 56% destinate al mercato cinese e circa 182 milioni all’Unione Europea. Dal 1995, quando il mercato era pari a 1,39 miliardi di tonnellate, la crescita composta è stata pari al 4,4% all’anno, trainata prevalentemente dal rapido sviluppo di paesi emergenti come Cina e India. Su scala globale, l’industria del
CEMENTO E CALCESTRUZZO
cemento e del calcestruzzo rappresenta circa il 13% del PIL. Oggi, con circa 200 impianti di produzione attivi in Europa, oltre 100 impianti di macinazione e centinaia di impianti di produzione di calcestruzzo, il settore della produzione del cemento e del calcestruzzo contribuisce per 4,5 miliardi di euro al valore aggiunto diretto solo nell’Unione Europea, impiegando oltre 40.000 persone. Secondo l’ultimo rapporto Federbeton - presentato a
fine 2021 con dati relativi all’anno 2020 la crisi determinata dell’emergenza sanitaria ha avuto ripercussioni sulla filiera del cemento e del calcestruzzo con un impatto però inferiore rispetto a quanto registrato dagli altri comparti della manifattura nazionale. A fronte di un rilevante crollo delle attività nei primi due trimestri del 2020 – determinato dalla totale chiusura degli impianti produttivi – a partire dai mesi estivi si è verificato
un robusto rimbalzo di tutti i valori che non ha comunque compensato le perdite subite nella prima parte dell’anno. I dati mostrano un fatturato complessivo di 8,4 miliardi, in calo del 4,7% rispetto al 2019 (-37% rispetto al 2010). Valori in contrazione anche per il numero di addetti, scesi sotto quota 32.000 (-1,9%) contro i 56.000 del 2010. In sostanziale tenuta invece il valore aggiunto (-0,4%) e il numero di imprese della filiera (-2%). aprile 2022 - ONSITECONSTRUCTION 91
Dossier
Ipotizzando un’evoluzione positiva, si stima una crescita del 13% per il 2021 e un ulteriore consolidamento per il 2022 con un intervallo compreso tra il 3% e il 5%.
Il rischio “caro prezzi” Secondo le analisi dell’Ance contenute nell’Osservatorio congiunturale sull’industria delle costruzioni presentato a febbraio 2022, già a partire dalla fine del 2020 si sono registrati aumenti preoccupanti nei prezzi di alcune importanti materie prime utilizzate nelle attività edilizie, tra cui anche calcestruzzo e bitumi. Questo grave problema ha continuato ad accentuarsi, esplodendo nel corso del 2021: basti pensare, ad esempio, che il “ferro/acciaio tondo per cemento armato”, secondo i dati del Metal Bulletin, tra novembre 2020 e dicembre 2021 ha subito un incremento di prezzo del 71,9%. Di fronte a questa situazione le imprese di costruzioni per i contratti in corso si trovano a sopportare un importante aggravio economico nella realizzazione delle opere. I rialzi dei prezzi delle materie prime rischiano concretamente di bloccare i cantieri, nonostante gli sforzi messi in campo dalle imprese per far fronte agli impegni assun-
55% rispetto ai valori del 1990 e il rag-
un ingente sforzo economico, richie-
giungimento della neutralità carbonica
dendo investimenti totali pari a circa
al 2050, in linea con quanto previsto dal
4,2 miliardi di euro, nonché extra-costi
Green Deal. La sfida della decarbonizza-
operativi pari a circa 1,4 miliardi di eu-
zione del settore è un percorso molto ar-
ro annui. La sostenibilità economica
ticolato: l’implementazione della strate-
di un settore strategico, in prima linea
gia è infatti condizionata dal superamen-
nella realizzazione del PNRR italiano
to di numerosi nodi tecnici, normativi ed
da poco presentato, è fortemente con-
economici. Per il raggiungimento degli
dizionata dal contesto concorrenziale
obiettivi di decarbonizzazione è necessa-
con i Paesi extra-UE, soprattutto me-
ria la realizzazione di infrastrutture stra-
diterranei, sempre più competitivi e
tegiche che coinvolgano l’intero siste-
non sempre attenti all’ambiente e agli
“Il settore del cemento, consapevo-
ma industriale del Paese e che vadano
impatti sul clima. La transizione vedrà
le dell’importanza del proprio ruolo
oltre il perimetro del settore del cemen-
il settore del cemento capofila dell’in-
all’interno del contesto italiano ed eu-
to: tra queste sono incluse infrastruttu-
tera filiera del settore delle costruzioni
ropeo in coerenza con il Green Deal
re necessarie alla diffusione e all’utilizzo
la quale, nei suoi diversi anelli, dovrà
EU, ha inteso intraprendere un per-
dell’idrogeno e alla cattura, il trasporto e
appropriarsi di una nuova cultura del
corso verso una transizione verde, ri-
lo stoccaggio della CO2. Sono inoltre ne-
costruire ove tutti dovranno fare la lo-
ducendo le proprie emissioni di CO2
cessarie misure procedurali e normative
ro parte. Il sistema Paese è così chia-
al fine di contribuire al raggiungimen-
che facilitino l’adozione di tecnologie a
mato ad affiancare il settore nel deter-
to degli obiettivi europei di neutralità
ridotto impatto carbonico attraverso la
minare una fase favorevole in termini
carbonica. La strategia di decarboniz-
semplificazione di taluni processi auto-
di investimenti ed elementi abilitan-
zazione del settore prevede un ambi-
rizzativi, in modo da permettere al set-
ti, che supporti la realizzazione della
zioso percorso per consentire già al
tore di implementare da subito misure
strategia di decarbonizzazione e il rag-
2030 il superamento dell’obiettivo
immediatamente attuabili. La strategia
giungimento degli obiettivi nazionali
europeo di riduzione di emissioni del
di decarbonizzazione, infine, comporta
ed europei”.
Le stime relative alla chiusura 2021 hanno prefigurato scenari alternativi in considerazione della grande incertezza che ancora accompagna l’evoluzione della pandemia.
LA VOCE DI FEDERBETON
ROBERTO CALLIERI
PRESIDENTE DI FEDERBETON
92 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2022
CEMENTO E CALCESTRUZZO ti. L’eccezionale aumento dei prezzi dei materiali da costruzione è generalizzato a livello europeo e deriva da problematiche innescate sia dalla pandemia - con una produzione insufficiente a soddisfare la domanda attuale, anche per problemi tecnici nel riavvio - che da una situazione internazionale e geopolitica particolarmente incerta. Unitamente all’aumento dei prezzi si registra l’estrema difficoltà nel programmare piani di approvvigionamento dei cantieri, perché le industrie produttrici non sono in grado, considerata la volatilità dei prezzi, di garantire forniture con un arco temporale che vada oltre i 10-15 giorni. La stessa Commissione Europea, nella sua proposta per il piano europeo di ripresa, sottolinea come l’approvvigionamento delle materie prime rappresenti un tema cruciale, uno degli aspetti su cui l’Europa deve essere più resiliente per prepararsi a shock futuri. Il rincaro del costo dei materiali energetici si traduce in un incremento del costo complessivo di produzione di oltre il 50% e i tradizionali strumenti utilizzati per il contenimento dei costi appaiono oggi largamente insufficienti. Costi energetici senza freni In questo contesto s’inserisce l’aumento dei costi, più che triplicati, di elettricità e combustibili, con livelli record in Europa e a livello globale. L’Italia e l’Europa stanno infatti attraversando una crisi energetica che non ha precedenti nella storia recente. Il prezzo del gas metano è aumentato di otto volte rispetto a gennaio 2020, mentre il costo dell’energia elettrica ha registrato il suo massimo storico. A completare il mix energetico che caratterizza la produzione c’è l’andamen-
to del prezzo del petcoke, il combustibile utilizzato nel settore, più che triplicato rispetto a inizio 2020. Preoccupante, inoltre, la crescita del valore dei diritti di emissione di CO2. Questi rincari eccezionali rischiano di frenare gli in-
terventi già in corso e di produrre ripercussioni negative sulle capacità realizzative degli investimenti previsti dal Recovery Plan e dai bonus per la riqualificazione del patrimonio immobiliare residenziale.
LA VOCE DI ASSOBETON avere un impatto devastante sulla sostenibilità del mercato. Da molto tempo Assobeton monitora e rileva con sistematicità l’andamento delle variazioni percentuali dei costi delle materie prime e delle opere di finitura, mettendo a disposizione dei soci, in via esclusiva, le apposite Tabelle “Indice dei costi di prefabbricazione”. In molti
ALBERTO TRUZZI
PRESIDENTE DI ASSOBETON
casi questo strumento è risultato fondamentale per far riconoscere gli incrementi di costi subiti. Oggi queste
Assobeton rappresenta il com-
tabelle stanno assumendo un ruolo
parto italiano dell’edilizia indu-
più che mai cruciale e rappresentano
strializzata in calcestruzzo e ade-
un riferimento attendibile per chi vo-
risce a Confindustria Federvarie e
glia affrontare con serietà ed equilibrio
Federbeton. L’associazione svolge at-
il tema della dinamica dei prezzi nel
tività di formazione, di veglia norma-
settore della prefabbricazione. Alberto
tiva e presidio degli organi tecnici di
Truzzi, presidente di Assobeton, con-
riferimento sui temi di interesse per
fida in una presa di coscienza genera-
il settore, come quello del caro mate-
lizzata e in un intervento di tutela isti-
riali, su cui Assobeton lancia l’allarme:
tuzionale: “Le aziende associate ad
“Impossibile dare corso all’esecuzio-
Assobeton si prestano a svolgere la
ne degli appalti in queste condizioni
propria missione eseguendo, con at-
di imprevedibili, continui e incontrol-
tenzione ai bisogni del cliente e i lavori
labili aumenti dei costi. Uno dei set-
di costruzione di competenza, ma non
tori chiave per la ripresa si trova oggi
possono subire passivamente gli ef-
di fronte al rischio blocco”. Alla diffi-
fetti della scarsa reperibilità e dell’au-
coltà di reperimento delle materie pri-
mento imprevedibile dei costi delle
me si aggiunge il vertiginoso aumento
materie prime, dei semilavorati e del-
dei prezzi dei fattori di produzione, dei
le prestazioni di opera. Confidiamo nel
trasporti e dell’energia. Le aziende del
medio termine il ritorno a condizioni
settore dei manufatti prefabbricati in
operative più consone auspicando, nel
calcestruzzo denunciano l’impossibi-
frattempo, non soltanto la compren-
lità di assorbire ulteriormente le pro-
sione e la collaborazione della clien-
blematiche della situazione attuale,
tela, ma anche e soprattutto la corret-
aggravata dallo scoppio della guerra
tezza di tutte le parti coinvolte, oltre
in Ucraina. Per Assobeton, nell’imme-
che un diretto intervento degli orga-
diato futuro l’esecuzione degli appal-
ni di competenza su possibili eventi
ti sarà possibile solamente adeguan-
speculativi. Solo così si potrà garanti-
do i prezzi finali ai costi effettivamen-
re la continuità operativa e gli elevati
te sostenuti all’atto della produzione e
standard che da sempre assicuriamo
dell’effettuazione delle opere e imple-
a tutti i nostri interlocutori e potremo
mentando un sistema di controlli su
affrontare questa fase così critica per
fenomeni speculativi che potrebbero
l’economia del Paese”.
aprile 2022 - ONSITECONSTRUCTION 93
Dossier
L’impegno della filiera Allo stesso tempo, il comparto italiano del cemento e del calcestruzzo ha da tempo intrapreso un percorso per il miglioramento delle proprie performance ambientali. Nell’ultimo triennio (20182020) sono stati investiti oltre 140 milioni di euro per il miglioramento della sostenibilità della filiera, con circa 313.000 tonnellate di emissioni di anidride carbonica evitate. Questi i più immediati risultati del secondo Rapporto di Sostenibilità di Federbeton riferito al triennio 20182020. Numeri che confermano il ruolo decisivo della filiera per lo sviluppo sostenibile e lo sforzo nella riduzione degli impatti ambientali. Ad esempio, il set-
tore del cemento già da molti anni sostituisce parzialmente le proprie materie prime naturali provenienti dalle attività estrattive (cave e miniere) come calcare, argilla e scisti, che vengono portati a cottura nel forno, con materiali di recupero. Alcuni esempi di materiali alternativi utilizzati sono i rifiuti non pericolosi provenienti da altri settori industriali, quali ad esempio ceneri volanti, gessi chimici e scorie d’alto forno e scaglie di laminazione. A questi s’aggiungono altri materiali che non sono classificati come rifiuti, ma che di fatto rappresentano sottoprodotti di altre attività. Allo stesso modo le frazioni di rifiuti per le quali non esistono attualmente forme di gestione preferibili in base alla gerarchia europea, come riuso o riciclo, possono essere sottratte al conferimento in discarica, all’export o all’incenerimento e utilizzate per produrre combustibili di recupero di elevata qualità, come il CSS (Combustibile Solido Secondario) da utilizzare in cocombustione in cementeria, in sostituzione dei combustibili fossili. Ricavati da quella parte non riciclabile dei rifiuti che oggi vengono destinati alla discarica, all’incenerimento o inviati
all’estero, con ulteriori costi, i combustibili solidi secondari sono materiali non pericolosi che immessi in modo sicuro e controllato in un ciclo produttivo come quello del cemento possono sostituire i derivati del petrolio, riducendo drasticamente le emissioni di CO2. In tal modo le emissioni dell’impianto produttivo restano inalterate o vengono migliorate. Il recupero in cementeria dei CSS chiude inoltre in maniera virtuosa il ciclo dei rifiuti, alleggerendo al contempo la tariffa rifiuti a carico dei cittadini e creando una filiera italiana per la produzione di CSS con un relativo mercato a livello nazionale. Tuttavia, fenomeni di mancato consenso sociale e processi autorizzativi di durata incerta mantengono in Italia i tassi di utilizzo dei combustibili di recupero ancora al di sotto delle medie europee. In un momento in cui prende piede l’idea di un ritorno al carbone, i CSS costituiscono quindi una soluzione valida in termini di sostenibilità (economica e ambientale), già ampiamente utilizzata in tutta Europa: i Paesi europei più avanzati arrivano infatti a oltre il 60%, a volte anche all’80%, mentre in Italia la sostituzione dei prodotti petroliferi tra-
CALCESTRUZZI “GREEN” PER LA COSTRUZIONE DEL NUOVO OSPEDALE DEL SUD-EST BARESE MONOPOLI-FASANO La crescente richiesta di prodotti soste-
lizzazione del nuovo ospedale del Sud-
di Prodotto - EPD certificata. Sono state
nibili, di qualità e a chilometro zero, det-
Est barese Monopoli-Fasano sono sta-
riutilizzate materie prime seconde all’in-
tata anche dal contesto normativo e dai
ti utilizzati calcestruzzi strutturali e non
terno del calcestruzzo sia derivanti dal
sistemi di rating ambientali per le co-
strutturali conformi ai Criteri Ambientali
cemento che derivanti dall’utilizzo di ag-
struzioni, ha portato a sviluppare una
Minimi in Edilizia con percentuale di rici-
gregati riciclati. I calcestruzzi impiegati
gamma di cementi e calcestruzzi a bassa
clato migliorativa >= 8% e utilizzo per la
consentono il contenimento delle emis-
impronta ambientale e con materie pri-
quasi totalità di materie prima di prove-
sioni di CO2 rispetto a un prodotto tradi-
me seconde provenienti da altri settori
nienza regionale (distanza dal cantiere
zionale, verificato attraverso uno studio
industriali e dal settore edile. Nella rea-
<150km) con Dichiarazione Ambientale
del ciclo di vita dei prodotti “cradle to gate”. Sono state sostituite circa 4.500 tonnellate di aggregati naturali di cava con aggregati riciclati. L’ospedale è in corso di realizzazione in Puglia da parte del Gruppo Webuild (nella foto); progettista e direttore artistico dell’opera è l’Arch. Albert De Pineda (Studio Pinearq, Barcellona), firma internazionale per l’architettura del progetto, in raggruppamento con la società di ingegneria e architettura Steam e con lo studio Mauto Sàito Architetto.
94 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2022
CEMENTO E CALCESTRUZZO mite CSS è limitata a circa il 21%. Utilizzare i CSS comporterebbe un grande vantaggio anche per la bolletta energetica del Paese: secondo la stima elaborata dal Laboratorio REF Ricerche, un tasso di sostituzione del 66% in Italia porterebbe al taglio di 6,8 milioni di tonnellate di CO2 emesse in atmosfera, grazie al mancato conferimento in discarica che verrebbe sostituito dalla valorizzazione energetica in cementeria. Il settore del cemento è peraltro già impegnato nella sfida per la decarbonizzazione, per la quale dovrà mettere in campo investimenti per 4,2 miliardi di euro, oltre a extra-costi operativi pari a circa 1,4 miliardi annui. Strategia per la decarbonizzazione Nel dicembre del 2019, l’Unione Europea ha lanciato il Green Deal, la strategia di crescita mirata a trasformare l’UE in una società dotata di un’economia moderna, efficiente sotto il profilo delle risorse, competitiva e “carbon neutral” al 2050. Il raggiungimento di tali obiettivi non può prescindere dalla definizione di strategie di decarbonizzazione per i settori industriali che sono più impattanti dal punto di vista carbonico. A livello italiano, il settore del cemento rappresenta circa il 5% delle emissioni totali nazionali: il raggiungimento degli obiettivi nazionali di decarbonizzazione passa dunque obbligatoriamente anche da un percorso di riduzione delle emissioni del comparto, particolarmente sfidante, poiché il 60%-70% delle emissioni dirette di CO2 deriva da emissioni conseguenti a reazioni chimiche di processo necessarie alla produzione del cemento. Ciò è ancora più vero considerando che i volumi di produzione di cemento nei prossimi anni sono previsti in crescita: questo trend sarà difficilmente comprimibile, in quanto rappresenta la naturale risposta del settore alle esigenze fondamentali di cittadini e imprese. Coerentemente con gli obiettivi previsti dal Green Deal dell’Unione Europea, il settore del cemento ha definito una propria strategia di decarbonizzazione che ha tra i punti di riferimento anche i principali indirizzi elaborati a livello internazionale, tra cui Cembureau e Wbcsd, in
I PRODUTTORI 1 / BLEND PLANTS
BASSI CONSUMI, ALTA EFFICIENZA: L’IMPEGNO DI BLEND PLANTS Compacted Concrete), asfalto a freddo e misti cementati: Un mescolatore ad alto rendimento che permette di far fronte a produzioni importanti anche con inerti riciclati e fresati asfaltici. Una particolare attenzione è stata dedicata alla facilità di pulizia dello stesso, estraibile dalla macchina e apribile rapidamente nella parte sottostante.
PAOLO LEONARDO BIGLIERI
GENERAL MANAGER DI BLEND PLANTS
Sono inoltre stati adottati accorgimenti particolari per agevolare la discesa nelle tramogge dei materiali notoria-
Blend Plants è da anni specializzata
mente difficili come il fresato asfalti-
nella produzione di impianti di misce-
co e le terre.
lazione mobili automatizzati, con l’o-
“In un’epoca sempre più consapevo-
biettivo di fornire soluzioni innovative
le dell’impatto umano sull’ambiente,
per la produzione di calcestruzzo, misti
l’impegno di Blend Plants è quello di
cementati, asfalto a freddo, stabilizza-
sviluppare impianti di miscelazione a
zione delle terre e conglomerati a fred-
bassi consumi, alta efficienza e basso
do, con un approccio ancora più gre-
impatto ambientale, garantendo l’as-
en, fermamente focalizzato sull’am-
soluta qualità del prodotto. Tutti gli
biente e sulle persone.
impianti Blend sono pensati per con-
Blend ha recentemente sviluppato un
fezionare calcestruzzo anche da mate-
nuovo quadro di comando per un uti-
riale riciclato: macerie, fresati d’asfal-
lizzo ancora più semplice e intuitivo
to, gomma, vetro... La disponibilità di
degli impianti da parte degli operato-
inerti riciclati rappresenta, oggi, una
ri. Tutti gli impianti Blend possono, in-
risorsa preziosa e inesauribile; Blend
fatti, essere integrati con sistema GPS
ha trovato il modo di sfruttarla con i
che consente una gestione razionale
suoi impianti, in un’ottica di vera eco-
dei trasporti e un controllo in tempo
nomia circolare. L’obiettivo è quello di
reale dei consumi, delle materie pri-
poter produrre calcestruzzo fresco e di
me e della qualità dei prodotti, bollet-
qualità dall’utilizzo del 100% di mate-
tazione e fatturazione automatica da
riale da demolizione. Ne è un esempio
autocarro e report di produzione, ac-
il lavoro realizzato dalla Vitali SpA per
quisto che rientra nell’iper ammorta-
l’aeroporto di Linate, completato nel
mento 4.0. Il nuovo pannello permet-
2019. L’utilizzo di una Blend A240 ha
te un collegamento diretto dalla sede
permesso il rifacimento della pista con
del cliente e anche un’assistenza re-
l’impiego dell’80% di aggregati ricicla-
mota da parte dei tecnici Blend, oltre
ti dalla demolizione della stessa” rac-
al tradizionale sistema Blend di pesa-
conta Paolo Leonardo Biglieri, General
tura precisa dei materiali il controllo in
Manager di Blend Plants.
continuo dell’umidità e controllo accurato delle ricette. Un’altra innovazione sviluppata da Blend Plants è il mescolatore in continuo a doppio albero con palette controrotanti, che permette una produzione di 120 m3/ora, per diversi tipi di calcestruzzo, RCC (Roller
aprile 2022 - ONSITECONSTRUCTION 95
Dossier I PRODUTTORI 2 / CIFA
L’IMPORTANZA DI METTERSI NEI PANNI DELL’OPERATORE
LA RIDUZIONE DI CO2 NEL 2030 PER TONNELLATA DI CEMENTO
de affidabilità del modello di 55 metri e lo standard di settore, introducendo un modello ancora più robusto e facile da manutenere, con costi di esercizio contenuti. Le soluzioni elettroniche disponibili sulle nostre macchine sono il frutto di ricerca e confronto con le esigenze degli utilizzatori finali, faccio riferimento a Smartronic® - il sistema
MARCO POLASTRI
DIRETTORE SALES, AFTERSALES E MARKETING DI CIFA
di gestione elettronico per la gamma delle pompe - e anche a CSD Advanced che permette letteralmente di avere l’autobetoniera in mano, grazie al
“La strategia che guida Cifa - azienda
radiocomando col quale controllare
che produce progetta e realizza una
e gestire ogni funzionalità, una novità
gamma completa di macchine e so-
assoluta nel settore.
luzioni per la produzione, il trasporto
Come costruttore storico di macchinari,
e la posa del calcestruzzo - nello svi-
copriamo l’intera filiera del calcestruz-
luppo di nuovi prodotti ha come obiet-
zo dalla produzione – con gli impian-
tivo avere alcuni key model in grado
ti di betonaggio – al trasporto e posa
di coprire un ampio ventaglio di ne-
in cantiere con autobetoniere e pompe
cessità, massimizzando la condivisio-
autocarrate, è stato quindi naturale per
ne di parti e componentistica fra loro.
noi orientarci verso una completa inte-
È importante per noi fornire alle azien-
grazione della filiera anche dal punto di
de macchine performanti e soprattut-
vista della tracciabilità del calcestruzzo
to semplici da utilizzare e manutenere.
e della connettività, per questo diamo
Un problema comune a molti costrut-
la possibilità ai clienti di installare su
tori è la difficoltà di reperire operatori
ogni modello CIFA Vista: un potente
specializzati, quindi per loro poter contare su macchinari intuitivi e facili da manutenere è senz’altro un vantaggio, anche in termini economici. Le nostre macchine sono il risultato della capacità di metterci nei panni dell’utilizzatore. Ne sono esempio due modelli di pompa autocarrata: la K36L-5, una 36 metri lanciata lo scorso anno e già divenuta best seller; la K56L (56 metri) che sarà prestissimo svelata al pubbli-
alleato nella gestione e monitoraggio
co sui nostri canali e quindi invitiamo
della flotta aziendale, in grado di geo-
tutti i vostri lettori a seguirci! – con la
localizzare i mezzi, gestire la manuten-
quale abbiamo voluto superare la gran-
zione e soprattutto registrare prestazioni, consumi e messaggi di errore per un pronto intervento efficiente. Ogni macchina dotata di CIFA Vista è quindi ‘4.0 ready’, ossia pronta per ottenere la certificazione per usufruire dei contributi statali previsti per l’industria 4.0”.
96 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2022
Fonte: Rielaborazione KPMG su dati federbeton
linea con gli obiettivi europei di riduzione delle emissioni di CO2 del 55% al 2030 rispetto ai livelli del 1990 e di “carbon neutrality” al 2050. La strategia vede rappresentati due possibili scenari al 2030 che prevedono, nell’ambito del PNRR e delle strategie nazionali nel loro complesso, una diversa modularità nell’erogazione delle misure – economiche, normative, infrastrutturali – a sostegno del percorso di decarbonizzazione del settore. Nello specifico, lo Scenario 1 è caratterizzato da un ridotto ricorso al gas naturale, che al 2030 si prevede fornisca solo il 10% dell’energia termica totale utilizzata nel processo di combustione dei cementifici, e da una ridotta diffusione di tecnologie di CCUS (Carbon Capture Utilization and Storage, ovvero tecnologie grazie alle quali è possibile ridurre l’emissione di CO2 nell’atmosfera, “catturandola” negli impianti in cui essa viene prodotta). I risultati attesi in termini di riduzione di emissioni di CO2 al 2030 sono pari a una diminuzione del 29% rispetto allo Scenario Business As Usual (BAU) al 2030 e del 64% rispetto ai valori del 1990. Lo Scenario 2, al contrario, prevede maggiori misure a sostegno delle attivi-
CEMENTO E CALCESTRUZZO tà operative con l’introduzione del gas naturale, a una contribuzione termica del 30%, all’interno del “fuel mix”, nonché un maggiore sviluppo delle tecnologie di “carbon capture”. Tale approccio prevede una riduzione attesa in termini di emissioni di CO2, pari al 42% al 2030 rispetto allo Scenario BAU, e una diminuzione pari al 71% rispetto ai valori del 1990. Entrambi gli scenari elaborati prevedono il raggiungimento della neutralità carbonica al 2050. Il realizzarsi dei due scenari alternativi dipenderà dall’evoluzione della situazione normativa nei prossimi anni, nonché dagli strumenti di supporto economico a disposizione per la decarbonizzazione del settore. Al 2030, lo Scenario 2 prevede infatti un maggiore incremento di costi operativi e di investimenti rispetto allo Scenario 1 e sarà perseguibile solo con un quadro normativo ed economico particolarmente favorevole. In particolare, le principali leve di decarbonizzazione identificate per il comparto sono rappresentate da: utilizzo di combustibili alternativi; riduzione del
rapporto clinker-cemento; ricorso a gas naturale e idrogeno; utilizzo di materiali di sostituzione per la produzione della farina cruda; implementazione di tecnologie di “carbon capture”; ricorso a energia rinnovabile e a misure di efficientamento energetico; incremento degli approvvigionamenti locali di combustibili alternativi rispetto alle importazioni di combustibili fossili. Un ruolo rilevante per la decarbonizzazione risiede inoltre nelle tecniche di CCUS (Carbon Capture Use and Storage): la natura stessa della produzione di cemento prevede infatti la generazione di emissioni dirette di CO2
di processo derivanti dalla calcinazione del clinker, la principale componente per la produzione di cemento, difficilmente abbattibili a causa delle reazioni chimiche conseguenti. Al 2050, per raggiungere la “carbon neutrality”, i sistemi di CCUS permetteranno al settore di ridurre le emissioni di CO2 del 43% rispetto allo scenario BAU, rendendo la leva connessa alla cattura e allo stoccaggio di CO2 la misura di riduzione di emissioni più significativa al fine di raggiungere gli obiettivi previsti. D’altra parte, la strategia di decarbonizzazione prevede un incremento dei costi connesso all’attuazione delle leve operative: i costi annui che il settore dovrà affrontare al 2050 saranno pari a circa 1.415 milioni di euro nello Scenario 1 e a circa 1.375 milioni di euro nello Scenario 2, pari a circa 7 volte il Margine Operativo Lordo (MOL) medio di settore nel periodo 2016-2019. Gli investimenti totali richiesti al settore al 2050 per l’implementazione della strategia saranno pari a circa 4,2 miliardi di euro in entrambi gli scenari. ■
I PRODUTTORI 3 / SIMEM
IMPEGNO CONCRETO IN SOSTENIBILITÀ E DIGITALE nostri impianti mobili Bison e MMX, e
cienti e costanti nel tempo. Non so-
impianti trasportabili EAGLE, concepi-
lo: grazie alla sinergia delle diverse
ti per produrre calcestruzzo altamente
expertise aziendali – che annovera-
performante e in grado di risponde-
no, altre agli impianti di betonaggio,
re alle sfide che il PNRR impone alle
anche soluzioni per l’automazione e
imprese italiane in termini di costru-
la prefabbricazione e soluzioni per
zione e ricostruzione infrastrutturale. Tutti i nostri impianti sono progettati per essere flessibili in termini di confi-
FEDERICO FURLANI
PRESIDENTE DI SIMEM
gurazione, trasportabili da un cantiere all’altro tramite trasporti convenzionali e per avere regimi di produzione effi-
La sostenibilità è un impegno a
tunnel e miniere – siamo in grado di
vita per Simem, come sottolinea
offrire progetti per smart factories
Federico Furlani, Presidente di
integrate e connesse. Conservare la
Simem Spa: “Fin dagli inizia abbia-
nostra eredità è per noi sinonimo di
mo ricercato le soluzioni più soste-
promozione del futuro: i nostri im-
nibili in termini di risparmio materie
pianti dovranno infatti aiutare a co-
prime e di impatto ambientale, con-
struire il Paese in cui vivranno i no-
sapevoli che i nostri macchinari pos-
stri figli e nipoti per i prossimi 100
sono fare la differenza. Tra le più re-
anni e più. È una responsabilità che
centi soluzioni sviluppate troviamo i
teniamo sempre a mente”.
aprile 2022 - ONSITECONSTRUCTION 97
DISTRIBUZIONE Kubota Europe
INSIEME,
per andare lontano Lo scorso marzo si è svolto a Napoli il “Dealer meeting” della filiale italiana di Kubota Europe, un evento che ha riunito tutti i concessionari nazionali e che ha consentito loro di condividere i risultati ottenuti nell’ultimo periodo, le linee guida e gli ambiziosi obiettivi da raggiungere nel breve e medio periodo di Ettore Zanatta
L’
occasione è stata particolarmente importante e rappresentativa, considerando il recente passato e le complessità del momento: il “Dealer meeting” organizzato da Kubota Europe nelle giornate del 17 e 18 marzo scorsi, nello scenario esclusivo offerto da un prestigioso hotel di Napoli, ha avuto lo scopo di riunire finalmente in presenza tutti i 44 concessionari italiani dell’azienda, provenienti da tutto il territorio nazionale. Durante l’incontro, a un primo momento di riflessione sull’anno passato
98 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2022
e sulla situazione attuale dell’azienda e del mercato, è emersa l’esposizione delle linee guida che prefiggono gli ambiziosi obiettivi per il 2022. Obiettivi che Kubota Europe intende raggiungere confidando nel DNA dell’azienda, scrigno di una concezione imprenditoriale che pone il supporto tecnico e commerciale a clienti e concessionari durante tutte le fasi della loro attività, fornendo loro risposte puntuali e nel più breve tempo possibile alle molteplici esigenze e richieste. Alla presenza di Shin Kamada, “Vice President Sales & Marketing Construction Equipment
Division” di Kubota Europe, e di Samuel Cablant, “Senior Sales Manager Construction Equipment Division” dell’azienda, si sono svolti i temi che hanno evidenziato e analizzato la capillarità e stabilità della rete di dealer italiana, strutturata per garantire un’estrema vicinanza ai clienti finali in termini di vendita e assistenza e oggetto di un preciso programma di sviluppo e di massimizzazione delle performance, nonché quelli legati alla diffusione e intensificazione di alcuni elementi di innovazione da parte di Kubota Europe, quali l’introduzione della telematica
sulle macchine movimento terra (dapprima coinvolgendo il midi escavatore KX080-4α2, in seguito estendendolo a tutta la gamma), dell’estensione di garanzia a cinque anni su tutte le linee di prodotto e dell’intensificazione del modello di business “rental” da parte dei concessionari stessi. Venticinque anni di leadership Nell’occasione del “Dealer meeting 2022” Kubota Europe ha celebrato due momenti estremamente significativi: il primo è l’affermazione, per il 25° anno consecutivo, della propria leadership in Europa nel comparto dei miniescavatori, in termini di quota di mercato; il secondo è l’annuncio di un obiettivo ambizioso ma certamente alla portata della filiale italiana, quello di allineare le sue quote di mercato a quelle mediamente registrate dal costruttore in territorio europeo entro il 2025. E il raggiungimento di quest’obiettivo, ovviamente, passa tra le mani della rete dei dealer, che sono stati chiamati da Kubota Europe a condividere gli strumenti a disposizione, secondo il detto africano “Se vuoi andare veloce corri da solo; se vuoi andare lontano vai insieme a qualcuno”, confermando e affermando il senso di un gruppo di concessionari storico, forte, stabile, profondo conoscitore del mondo e dei prodotti Kubota e supportato da strumenti finanziari efficaci ga-
MAPPA DEI DEALER ITALIANI DI KUBOTA EUROPE
rantiti dalla divisione “Kubota Finance” e da un partner di prestigio qual è BNP Paribas. Un intenso programma di sviluppo Tra i temi trattati durante il “Dealer
meeting” c’è stato quello relativo alla capillarità, alla stabilità e all’efficienza della rete dei concessionari, dunque. Cosa significa tutto ciò? I dealer Kubota Europe in Italia, così come in tutto il mondo, dovranno garantire sempre più una struttura efficiente, efficace e
PASSAGGIO DI TESTIMONE Martino Carrieri, Sales Manager di
tività di Kubota Europe in Italia, guar-
Kubota Europe e figura che non ha bi-
da il futuro dell’azienda, rappresentata
sogno di presentazioni per chi lavora
da Andrea Pette, che nel suo ruolo di
nel settore delle macchine per l’edilizia
“Italy Manager Construction Machinery
e del movimento terra, ha raggiunto il
Division” ha assunto dal 1° aprile le redi-
traguardo del quarto di secolo di car-
ni della filiale di Segrate (MI), punto di ri-
riera all’interno dell’azienda giappone-
ferimento per concessionari e clienti ita-
se. Un punto che spesso è di “parten-
liani del costruttore. Davanti a Martino
za”, com’è tradizione citare alle persone
si svolge ora la linea magica di un oriz-
l’inizio di un percorso costellato da desi-
che raggiungono tali obiettivi, ma che
zonte dove poter rallentare i ritmi e rac-
deri e avventure da realizzare. Cogliamo
in questo caso, dal punto di vista pro-
cogliere i frutti dei propri sogni. Un mo-
l’occasione, tutti noi di OnSite, per rin-
fessionale, è di “arrivo”, essendo giun-
mento importante, soprattutto per chi ha
graziare Martino (anche) in questa se-
to per lui il momento di dedicarsi alla
lavorato tanti anni nella stessa azienda,
de per essere stato, in questo quarto di
meritata pensione. La foto qui pubbli-
in quanto segna l’inizio di una nuova vi-
secolo che abbiamo vissuto insieme, un
cata è simbolica: Martino, che tanto ha
ta. Per alcuni può risultare un cambia-
professionista competente e instancabi-
fatto per sviluppare e consolidare le at-
mento difficile da affrontare, per altri è
le, ma soprattutto una persona “vera”. aprile 2022 - ONSITECONSTRUCTION 99
DISTRIBUZIONE
“
SE VUOI ANDARE VELOCE CORRI DA SOLO; SE VUOI ANDARE LONTANO VAI INSIEME A QUALCUNO
“
(proverbio africano)
tando le flotte messe a disposizione dei clienti e i relativi strumenti commerciali e finanziari di supporto. Dal meeting è emerso inoltre un dato significativo: il mercato, e di conseguenSHIN KAMADA, “VICE PRESIDENT SALES & MARKETING CONSTRUCTION EQUIPMENT” DI KUBOTA EUROPE
ottimizzata nell’ambito di un preciso modello di business. Dovranno essere sempre più vicini ai clienti, garantendo servizi di assistenza e post-vendita ancora più rapidi e affidabili. Uno sviluppo che dovrà coinvolgere le strutture e le società sotto ogni punto di vista, anche in termini di organizzazione interna, marketing e risorse umane, e che includa al proprio interno servizi sempre più completi e strutturati. Come quello del noleggio, ad esempio, attività che dovrà essere intensificata, incremenANDREA PETTE, “ITALY MANAGER CONSTRUCTION MACHINERY” DI KUBOTA EUROPE
IL “DEALER MEETING 2022” ORGANIZZATO DA KUBOTA EUROPE HA AVUTO LO SCOPO DI RIUNIRE GLI ATTUALI 44 CONCESSIONARI ITALIANI DELL’AZIENDA, PROVENIENTI DA TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE 100 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2022
za il concessionario, ha una grande “fame” di macchine; il mercato è effervescente e dimostrazione ne è il fatto che Kubota Europe sta già lavorando sugli ordini in vista del 2023. Sappiamo tutti le problematiche di attualità, quelle legate alle consegne: per questo motivo il costruttore sta riorganizzando i propri impianti produttivi a livello globale, per poter far sì che il mercato benefici di una maggiore disponibilità di mezzi e che le capacità dei vari siti, così ottimizzati, raggiungano livelli di produzione ancora più elevati. Di questo beneficerà anche il mercato italiano, che vedrà l’introduzione di ulteriori nuovi modelli nel corso del 2023. ■
ESPI ENGINEERING S.R.L. Via Emilia Ovest, 71/73 – 41013 Castelfranco Emilia (MO) – Italia Tel. +39 059923206 – Fax. +39 059920364 – Cell. +39 348 4415945 www.espisrl.com - email: espi@espisrl.com – Skype: stefano.govoni
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ON SITE Lo scavo della galleria Cefalù sulla linea ferroviaria Palermo-Messina
LO SFOGLIO
DELLA “MARGHERITA” È stato avviato lo scavo della galleria di Cefalù, uno snodo cruciale sulla linea ferroviaria Palermo-Messina, voluto da Rete Ferroviaria Italiana su progetto di Italferr e affidato a Toto Costruzioni Generali. Protagonista la TBM “Margherita” che, con una potenza di otto motori di F1, scaverà la galleria di 13,4 km di Ettore Zanatta
102 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2022
S
ono iniziati lo scorso 3 marzo, con una cerimonia nel cantiere in località Ogliastrillo (PA), i lavori per lo scavo della Galleria Cefalù, la più estesa delle tre gallerie per il raddoppio del tratto ferroviario Cefalù/Ogliastrillo-Castelbuono, sulla linea Palermo-Messina. Il progetto – che ha un valore di oltre 370 milioni di euro - è stato appaltato da RFI-Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane) a Toto Costruzioni Generali, in qualità di capogruppo e mandataria in ATI con Italiana Costruzioni Infrastrutture, ESIM, Armafer e Alpitel.
Descrizione dell’opera Il nuovo tracciato, con una lunghezza complessiva di 12,3 km, su doppio binario e quasi interamente in sotterraneo, si snoda completamente in variante rispetto alla vecchia sede ferroviaria. I l c omple t amento del l a t r att a Ogliastrillo-Castelbuono quale estensione della Palermo Punta Raisi (già in esercizio) consentirà di ottenere un notevole incremento della potenzialità del servizio di trasporto afferente al nodo ferroviario di Palermo, oltre che il potenziamento del collegamento diretto del polo turistico di Cefalù con l’aeroporto di Punta Raisi.
Alla presenza del sottosegretario del MIMS alle Infrastrutture Giancarlo Cancelleri, dell’assessore regionale delle Infrastrutture e della Mobilità Marco Falcone, dei sindaci di Cefalù e Pollina, dell’amministratrice delegata di RFI Vera Fiorani, del direttore Gestione Progetti Infrastrutturali di Italferr Luigi Evangelista e dei rappresentanti delle imprese in ATI, è stata messa in funzione la fresa “Margherita”, la TBM (Tunnel Boring Machine) che eseguirà lo scavo e il rivestimento degli oltre 13 km che compongono i due tunnel paralleli della Galleria Cefalù. Lunga 140 m, con un peso di 1.650 t e una potenza totale di 5,6 MW,
aprile 2022 - ONSITECONSTRUCTION 103
ON SITE
IL TRATTO IN VARIANTE CEFALÙ/OGLIASTRILLO-CASTELBUONO PREVEDE LAVORI PER LA REALIZZAZIONE DI TRE GALLERIE NATURALI DI LINEA: LA PIÙ LUNGA È LA GALLERIA CEFALÙ, A DOPPIA CANNA A SINGOLO BINARIO DELLO SVILUPPO DI CIRCA 6,7 KM PER CANNA, REALIZZATA CON LA TECNICA DELLO SCAVO MECCANIZZATO. SEGUONO LA GALLERIA S. AMBROGIO, A SINGOLA CANNA A DOPPIO BINARIO LUNGA CIRCA 4 KM, E LA GALLERIA MALPERTUGIO A SINGOLA CANNA A DOPPIO BINARIO LUNGA 180 M CIRCA, ENTRAMBE SCAVATE CON METODO TRADIZIONALE. I LAVORI DI SCAVO SI SVILUPPERANNO PER OLTRE 17 KM COMPLESSIVI
PER LO SCAVO DELLA GALLERIA CEFALÙ UNA SQUADRA DI CIRCA 100 UNITÀ LAVORERÀ, PERLOPIÙ ALL’INTERNO DELLA TBM, IN TURNI SU 24 ORE, SETTE GIORNI SU SETTE
104 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2022
TBM EPB 749 DUAL MODE “MARGHERITA” La TBM “Margherita” è stata progettata per scavare e rivestire gli oltre 13 km dei due tunnel, risolvendo la complessità geologica grazie alla capacità di operare alternativamente in modalità “aperta” o EPB (Earth Pressure Balance). • Diametro della testa: 9,980 m • Area di scavo: 78 m2 • Peso totale: 1.650 t • Potenza totale installata: 5,6 MW • Pressione massima alla testa di scavo: 5 bar • Consumo energia/anno: 15.000 MWh • Avanzamento medio atteso: 16 m/giorno
aprile 2022 - ONSITECONSTRUCTION 105
ON SITE pari a circa otto motori di Formula 1, questa mega-fresa è provvista di una testa rotante di 10 m di diametro, equipaggiata con oltre 60 utensili da scavo in acciaio, con la quale è in grado di frantumare la roccia. Personale altamente specializzato e composto da circa 100 unità lavorerà allo scavo, per lo più a bordo macchina, in tre turni sulle 24 ore, sette
106 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2022
giorni su sette. Altri saranno impegnati in attività ausiliarie, per un totale di oltre 350 lavoratori complessivamente occupati nel cantiere. Con questi numeri si stima un avanzamento medio giornaliero di 16 m, con punte che potranno superare i 20 m di galleria scavata e rivestita. A questo ritmo si prevede che i lavori nella galleria si concluderanno entro il
mese di novembre 2024, mentre la fine dei lavori di raddoppio della linea ferroviaria è programmata nel 2025. Lo scavo meccanizzato Per affrontare la complessa geologia delle Madonie, la TBM Margherita è stata progettata con un doppio assetto (Dual Mode): questa macchina, in pratica, è in
LA GALLERIA CEFALÙ La galleria Cefalù, composta da due tunnel di 6,7 km, costituisce la principale opera del tratto ferroviario ed è l’unica del lotto che sarà realizzata mediante scavo meccanizzato con l’ausilio di una TBM (Tunnel Boring Machine) per 13,4 km complessivi di scavo e rivestimento. • Lunghezza tunnel Est (ME): 6.680 m • Lunghezza tunnel Ovest (PA): 6.680 m • Diametro di scavo: 9,980 m • Diametro interno con rivestimento: 8,800 m • Pendenza: 1% c.ca max. • Bypass: ogni 500 m + fermata • Composizione geologica: Flysch numidico (terrazzi marini e coltre detritica in corrispondenza degli imbocchi
grado di operare sia in modalità “aperta” sui fronti rocciosi, che in modalità EPB (Earth Pressure Balance) per consolidare il fronte di scavo nei terreni più cedevoli. Oltre ad abbattere i tempi di realizzazione, lo scavo meccanizzato ha il vantaggio di ridurre drasticamente i rischi per le maestranze all’interno della macchina, che TRA LA GALLERIA CEFALÙ E LA GALLERIA S. AMBROGIO (FOTO) LA NUOVA LINEA ESCE ALLO SCOPERTO E SCAVALCA DUE CORSI D’ACQUA (TORRENTI MAZZATORE E CARBONE) PER MEZZO DEL VIADOTTO CARBONE 1 E DEL VIADOTTO CARBONE 2, PER POI ENTRARE DI NUOVO NELLA GALLERIA A DOPPIO BINARIO S. AMBROGIO FINO ALLA ZONA DI CASTELBUONO. SUPERATA QUEST’ULTIMA LA LINEA ESCE ALLO SCOPERTO IN CORRISPONDENZA DEL VIADOTTO MALPERTUGIO, RIENTRA NELLA GALLERIA MALPERTUGIO, PER POI RIUSCIRE ALLO SCOPERTO IN CORRISPONDENZA DELLA STAZIONE DI CASTELBUONO aprile 2022 - ONSITECONSTRUCTION 107
ON SITE
108 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2022
ALFONSO TOTO
DIRETTORE GENERALE TOTO CG
Proseguono, intanto, i lavori di realizzazione delle restanti due gallerie scavate con metodo tradizionale: S. Ambrogio (3.975 m), con un avanzamento del 68%, e Malpertugio (138 m), con un avanzamento del 41% circa. In corso sono anche la realizzazione degli impalcati per i due viadotti che si trovano tra gli imbocchi delle gallerie S. Ambrogio e Cefalù.
“
La parola ai protagonisti “Ci siamo assunti l’impegno di realizzare questo progetto cruciale per la Sicilia e per il Paese e nell’occasione della sua inaugurazione siamo a testimoniare tutto il nostro impegno, la dedizione dei tecnici e delle maestranze nel portarlo a termine”, ha dichiarato Alfonso Toto, direttore generale di Toto CG, in occasione dell’evento del 3 marzo scorso. “Tutti gli stakeholder del progetto, dal cliente al Governo regionale, all’impresa appaltatrice, hanno lavorato alacremente in questi anni per individuare le migliori soluzioni tecniche e progettuali e garantire l’esecuzione dei lavori nel massimo rispetto per le regole, la sicurezza e l’ambiente, contenendo i tempi di esecuzione senza sacrificare la qualità delle opere. La commessa di Cefalù segna il ritorno a una tecnologia che Toto CG ha impiegato con successo negli ultimi 20 anni, lavorando con le TBM più grandi al mondo e migliorando ogni volta l’efficienza delle prestazioni,
SONO STATI AVVIATI UFFICIALMENTE LO SCORSO 3 MARZO I LAVORI CON TBM PER LA REALIZZAZIONE DELLA GALLERIA NATURALE CEFALÙ
“
operano sempre in un contesto protetto, dallo scudo della TBM o dal rivestimento già messo in opera. Ogni canna della galleria utilizzerà circa 8.000 t di ferro, 2.500 t di fibre di ferro e circa 77.000 m3 di calcestruzzo. Complessivamente il volume di terre scavato somma oltre 1 milione di metri cubi, che sarà reimpiegato in gran parte, previa caratterizzazione, per la riambientalizzazione della ex cava “Roccalupa”. La produzione dei conci che andranno a rivestire l’interno della galleria è già a pieno regime nel vicino impianto di prefabbricazione appositamente realizzato dalla Toto e dedicato in esclusiva al progetto, dove sono impegnati circa 60 operai specializzati. Complessivamente, oltre 40.000 conci saranno qui prefabbricati per rivestire le pareti dei due tunnel. Il lotto, che include lavori in galleria per oltre di 17 km complessivi, prevede - oltre alla costruzione della galleria Cefalù in scavo meccanizzato - anche la costruzione, con la tecnica di scavo tradizionale, della Galleria S. Ambrogio, la realizzazione di due nuove fermate Cefalù e Castelbuono, tre viadotti ferroviari, la soppressione di cinque passaggi a livello, nonché la messa in sicurezza della porzione di territorio in cui si inserisce l’opera attraverso la sistemazione idraulica dei torrenti.
L’IMPIANTO DI PREFABBRICAZIONE CONCI Il rivestimento della galleria Cefalù è prodotto in un apposito impianto di prefabbricazione, costruito da Toto Costruzioni Generali in prossimità dell’imbocco della galleria lato Palermo, in località Ogliastrillo. • Estensione: 26.000 m2 / 5.000 m2 coperti • Numero conci per ogni anello: 6 + 1 chiave • Peso elemento standard: 10 t (chiave 3,5 t) • Produzione giornaliera: 10 anelli / 70 conci • Produzione totale: 6.070 anelli / 42.490 conci • Personale: 60 unità circa
grazie a una squadra selezionata di esperti del settore. Una competenza per la quale la società ha ottenuto un riconoscimento internazionale a Londra, quando il progetto per la Galleria Sparvo - per cui è stata impiegata la TBM Martina - ha conquistato due premi per i numerosi record di produzione e l’audacia delle innovative soluzioni ideate. Soluzioni e conoscenze che oggi sono strategici per questo progetto, che consentirà di collegare in modo più rapido, sicuro ed efficiente l’importante polo turistico di Cefalù con l’aeroporto Falcone e Borsellino”. Ha aggiunto Marco Falcone, assessore regionale delle Infrastrutture e della
Mobilità: “Dopo lunghi anni di stasi la Sicilia può legittimamente confermarsi ora come la più importante stazione appaltante d’Italia. Per la Regione l’obiettivo del 2022 è di superare i 3 miliardi in opere aggiudicate nella nostra isola. In tal senso siamo impegnati a rendere sempre più produttivo il rapporto, prima praticamente assente, con i grandi soggetti statali come RFI. Verso di loro il governo Musumeci si pone finalmente come interlocutore alla pari e tante altre opere devono essere avviate: nell’immediato la seconda fase del raddoppio della linea Palermo-Catania, la nuova stazione di Acireale e la metroferrovia di Ragusa. L’avvio della TBM
‘Margherita’ rappresenta un passo fondamentale per un cantiere, il raddoppio ferroviario tra Cefalù e Castelbuono, che rischiava di arenarsi e che oggi invece diventa motore di occupazione e sviluppo infrastrutturale per la Sicilia. Lavoriamo dal 2019 su questa opera, seguendola passo dopo passo anche nel dialogo con le comunità locali, per accorciare i tempi e mantenere uomini e mezzi costantemente a lavoro”. “Il raddoppio ferroviario previsto e il progetto in sé rappresentano un importante volano di sviluppo per il territorio, trattandosi di un collegamento strategico, così come l’intera realizzazione dei lavori sta avendo un impatto significativo per tutte le maestranze occupate”, ha evidenziato Pietro Musotto, sindaco di Pollina. “L’evoluzione delle infrastrutture e il necessario sviluppo dei collegamenti rendono indispensabile l’impiego di macchinari e tecnologie avanzate, per questo viene attribuito loro un nome proprio, per sottolinearne il protagonismo nel percorso che segna il preludio di una bella stagione per la Sicilia, come la Margherita annuncia l’arrivo della primavera”. ■ aprile 2022 - ONSITECONSTRUCTION 109
ON SITE Scavi archeologici al Mausoleo di Augusto a Roma
SCAVANDO nella storia Quattro miniescavatori e una minipala compatta Bobcat si sono distinte in un prestigioso cantiere archeologico nel pieno centro di Roma. Una “squadra” di macchine che ha garantito all’impresa qui impegnata un alto livello di produttività e di eseguire gli interventi in modo efficace e in totale sicurezza di Ettore Zanatta
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iverse macchine movimento terra Bobcat - grazie alla loro compattezza, stabilità e precisione di manovrabilità - si sono recentemente confermate la scelta ideale per un imponente e prestigioso cantiere archeologico nel centro di Roma, città unica al mondo che ha sepolto sotto di sé un vero e proprio (e immenso) museo archeologico, frutto di oltre 2.800 anni di storia. La maggior parte della Capitale giace ancora nascosta sotto quella attuale, ma essa è sempre più visibile grazie a scavi che continuano a portare alla luce nuovi monumenti sotterranei. L’intera area metropolitana, infatti, è costellata da cantieri archeologici che, con l’inten-
to di riqualificare il territorio, portano alla scoperta di importanti testimonianze dell’antica civiltà che da qui ha fatto la storia. Tra questi, uno dei cantieri più imponenti è senz’altro quello archeologico del Mausoleo di Augusto, il sepolcro che l’imperatore romano Augusto volle costruire per sé e per la sua famiglia. Situato nel centro storico di Roma, il Mausoleo rappresenta uno dei monumenti più importanti della città, nonché la tomba circolare più imponente al mondo.
Lo scavo più grande d’Europa Come accennato in questo cantiere archeologico, il più grande in Europa dal Dopoguerra a oggi, da due anni lavorano senza interruzione diverse macchine movimento terra Bobcat, nella
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ON SITE prevede l’utilizzo di miniescavatori per poter lavorare efficacemente senza rischiare di compromettere qualche tesoro dell’antica città. Prima di procedere con i lavori di scavo vengono eseguite delle rilevazioni dagli archeologi della Sovraintendenza ai beni culturali. La prima parte degli scavi è stata realizzata abbastanza rapidamente: una volta giunti a una certa profondità è stato necessario procedere in modo estremamente preciso, abile e scrupoloso. È stato, questo, un lavoro lento e che ha richiesto una grande pazienza e durante il quale ogni escavatore è stato costantemente presidiato da un
L’OPINIONE
MARCO VITA TITOLARE DI VM ECOLOGICA
“Siamo orgogliosi di esserci occupa-
RENDER DEL PROGETTO DI PIAZZA AUGUSTO IMPERATORE E SEZIONE ARCHEOLOGICA DELL’AREA INTERESSATA DAI LAVORI
ti di un altro importante scavo archeologico nella nostra Roma, commissionatoci dall’impresa Pasqualucci Costruzioni. Ancora una volta le macchine movimento terra di Bobcat hanno soddisfatto le nostre aspettative, soprattutto in termini di efficienza e affidabilità. Si tratta indubbiamente di macchine ‘di eccellenza’: sono molti anni che acquisto solo mezzi Bobcat e ho maturato una completa fiducia nei confronti di questo marchio. Il mio prossimo acquisto sarà il miniescavatore elettrico E10e, destinato inizialmente a un cantiere davvero particolare, sempre a Roma. Per l’acquisto di questi mezzi ci rivolgiamo da sempre alla MCI Lazio, nella figura di Raffaele Proietti, che ci ha sempre garantito servizi di assistenza e post-vendita di alto livello e una pronta risposta a ogni nostra esigenza”. 112 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2022
fattispecie la minipala cingolata T590 e gli escavatori cingolati E17, E35, E45 ed E85. I cinque mezzi si stanno occupando di trasformare la piazza Augusto Imperatore, antistante all’omonimo Mausoleo, in uno spazio pubblico - e non solo archeologico - che ospiterà la biglietteria del Mausoleo e una caffetteria. La piazza sarà collegata al piano stradale da due imponenti scalinate, una dalla parte del museo dell’Ara Pacis e l’altra verso la chiesa di San Carlo al Corso, ricreando una sorta di anfiteatro, futuro palcoscenico di spettacoli all’aperto. Questo progetto permetterà di riavvicinare la città alla sua storia, con una nuova area di 7.000 m2, di cui 1.600 m2 alla quota archeologica, con 350 m2 di pavimentazione originale del I secolo dopo Cristo. Eseguire scavi archeologici comporta un lavoro lento e molto minuzioso, che
archeologo per esaminare ogni pietra e frammento. Le macchine Bobcat sono state utilizzate con una benna rigorosamente senza denti, per non rischiare di graffiare eventuali reperti; inoltre, è stata acquistata una benna vagliatrice per setacciare la terra da possibili tesori archeologici. Infine sono state utilizzate le forche per lo spostamento di materiale su pallet. Gli escavatori Bobcat, grazie alle rilevanti prestazioni di scavo e forze di strappo, senza utilizzare altri mezzi di supporto si sono occupati dello sbancamento di 16.000 m3 di terreno, strato dopo strato, per scendere di 7 m da livello stradale, procedendo sia con scavi archeologici estensivi che a sezione obbligata. Durante l’esecuzione dei lavori gli escavatori Bobcat hanno riportato alla luce diversi reperti, tra cui spicca un cippo pomeriale, un blocco di tra-
vertino dell’altezza di poco più di 2 m risalente al 49 dopo Cristo, ora esposto al museo dell’Ara Pacis, che segnava il limite della città. L’importanza di VM Ecologica Questo suggestivo intervento è stato realizzato da VM Ecologica, azienda con sede a Roma che si occupa di trasporto conto terzi, movimento terra, demolizione con relativa raccolta dei rifiuti edili, ma specializzata soprattutto in scavi archeologici grazie alla grande esperienza del titolare Marco Vita, che si è occupato di altri importanti scavi archeologici in città. Tra questi spiccano vari interventi di risanamento al Palatino e al Museo archeologico di Gabbi sulla via Prenestina, alcuni interventi di ripristino stradale a Villa dei Quintili, nonché diversi scavi al Museo
DA SINISTRA: MARCO VITA, TITOLARE DI VM ECOLOGICA; FRANCESCA RIDOLFI, AMMINISTRATORE PRESSO IL GRUPPO RIDOLFI; RAFFAELE PROIETTI, RESPONSABILE DELLA FILIALE DELLA MC LAZIO A MONTERONTONDO; ANGELO PETTI, RESPONSABILE LOGISTICA E TRASPORTI VM ECOLOGICA
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UNA MINIPALA CINGOLATA T590 E GLI ESCAVATORI CINGOLATI E17, E35, E45 ED E85 DI BOBCAT SI SONO DISTINTI IN UN IMPORTANTE CANTIERE ARCHEOLOGICO NEL CENTRO DI ROMA
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LA MINIPALA CINGOLATA T590 E DUE DEI QUATTRO MINIESCAVATORI BOBCAT IMPEGNATI IN CANTIERE DURANTE LA PRIMA FASE DEI LAVORI IN PIAZZA AUGUSTO IMPERATORE
Cripta Balbi in centro città, come anche interventi per riscoprire una parte dell’Appia Antica che passa a circa 9 m sotto il livello stradale attuale, in pieno centro. Angelo Petti, responsabile di VM Ecologica per la gestione della logistica del cantiere, ha così commentato: “Le macchine a marchio Bobcat sono sempre state al nostro fianco in tutti i nostri cantieri, dimostrando grande potenza di scavo, stabilità eccellente e controllo preciso e fluido delle funzioni di lavoro, rispettando i limiti di peso necessari per assicurarne una facile trasportabilità. Per di più i pezzi di ricambio sono sempre facilmente disponibili sul mercato e la loro sostituzione viene seguita ed effettuata con cura e rapidità. Anche la gamma di certificazioni e i modelli di annotazione, revisione e i aprile 2022 - ONSITECONSTRUCTION 113
ON SITE
UN’ALTRA IMMAGINE DEI MEZZI BOBCAT AL LAVORO, IN QUESTO CASO DURANTE LA SECONDA FASE DEI LAVORI NELLA PIAZZA ROMANA
PANORAMICHE DEL SITO DURANTE LA QUINTA FASE DEI LAVORI IN PIAZZA AUGUSTO IMPERATORE
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tagliandi sono tra i migliori in assoluto. Non abbiamo mai avuto problemi con chi nei cantieri controlla la regolamentazione sia burocratica che meccanica dei mezzi”. Raffaele Proietti, responsabile della filiale della MC Lazio a Monterontondo, ha invece affermato: “Il legame con VM Ecologica è consolidato da tanti anni, si tratta di un vero e proprio rapporto di fiducia che si è rafforzato cantiere dopo cantiere. Oltre alla vendita c’è una profonda attenzione alla consulenza sulla macchina più adatta per ogni tipologia di lavoro, un’assistenza alla vendita prima e dopo l’acquisto e un’immancabile assistenza tecnica sempre pronta e puntuale anche in loco. Tutto ciò ha permesso di consolidare una collaborazione duratura basata su stima e fiducia reciproca”. ■
UN PUNTO DI RIFERIMENTO PER IL CENTRO ITALIA
MASSIMO RIDOLFI
TITOLARE DELLA IDIO RIDOLFI & FIGLI
MCI Lazio è una divisione di Idio Ridolfi & Figli, distributore esclusivo Bobcat per Abruzzo, Molise, Umbria,
Lazio e Marche, che rappresenta da più di 60 anni il punto di riferimento nel Centro Italia per la vendita, il noleggio, l’assistenza e i ricambi di macchine e attrezzature per l’edilizia. Idio Ridolfi & Figli ha sedi ad Avezzano (AQ), Santa Teresa di Spoltore (PE), Perugia e Monterotondo Scalo (RM), tutte dotate di officina interna. L’azienda si avvale di officine autorizzate e furgoni attrezzati con officina mobile e garantisce una risposta veloce ed economica a qualsiasi problema di manutenzione e riparazione, anche in cantiere.
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PRODOTTI
a cura di Liliana Rebaglia
HYUNDAI CE
I due nuovi escavatori cingolati Stage V HX160A L e HX180A L Con il lancio dei modelli HX160A L e HX180A L, Hyundai CE introduce altri due escavatori cingolati Stage V della Serie A. Queste macchine di peso medio sono dotate di motori diesel Cummins di ultima generazione che soddisfano gli standard europei sulle emissioni Stage V senza l’esigenza del ricircolo dei gas di scarico (EGR). Oltre a consumi di carburante ottimizzati, i modelli da 16 e 18 t offrono prestazioni e velocità operative migliori insieme a visibilità e sicurezza aumentate. Rispetto ai modelli precedenti, il motore Cummins B4.5 Stage V UE assicura il 13% in più di potenza e il 27% in più di coppia, oltre a consumi di carburante migliorati fino al 5% nelle operazioni di livellamento e caricamento autocarri in modalità “P” e alla riduzione del particolato (PM) del 60% senza l’esigenza dell’EGR. La nuova modalità di sollevamento migliora la gestione idraulica tramite la riduzione del regime motore, l’incremento della potenza e controllo del flusso delle pompe. Il Controllo elettronico indipendente delle pompe (EPIC) consolidato ottimizza la portata e la potenza delle pompe idrauliche
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per l’adattamento alle condizioni operative della macchina. Per ottenere il massimo delle prestazioni addizionali fornite dal motore è stato adottato il sistema Controllo elettronico indipendente delle pompe (EPIC) di Hyundai. Entrambi gli escavatori beneficiano di una potenza lorda erogata di 115 kW, con picco di coppia di 712 Nm a 1.200 giri/min. Le pompe idrauliche a portata variabile gemellate erogano 160 l/m di flusso. Il controllo ottimizzato della potenza di motore e impianto idraulico si traduce in efficienza nei consumi aumentata, con un guadagno degli escavatori in termini di efficienza del 5% rispetto alla precedente Serie HX nel
livellamento e caricamento autocarri in modalità “P”. Ottimizzando la progettazione di valvola di controllo principale e tracciato dei flessibili idraulici, Hyundai ha anche ridotto al minimo i cali di energia attraverso l’impianto. Una nuova modalità di sollevamento migliora il controllo preciso e la capacità di sollevamento tramite riduzione del regime motore, attivazione dell’incremento di potenza e controllo del flusso delle pompe migliorato. Le macchine sono offerte anche con il controllo preciso della rotazione, una funzione optional che attenua il movimento del braccio ai finecorsa durante la rotazione. Per prevenire l’azionamento involontario delle funzioni idrauliche dell’escavatore, il Blocco di sicurezza automatico è offerto come standard. Attivando la funzione di priorità del braccio, l’operatore può impostare la velocità di sollevamento del braccio in relazione alla velocità di rotazione; attivando e disattivando la funzione rigenerativa dell’avambraccio è anche possibile mettere a punto la velocità dell’avambraccio di scavo. Ora è possibile salvare le impostazioni della macchina tramite la nuova modalità operativa “Key On Init” per applicare le impostazioni
all’avviamento del motore. All’occorrenza, il proprietario della macchina può anche limitare l’accesso degli operatori a specifiche funzioni presenti nel menù. L’HX160A L ha un peso operativo di 17.455-19.050kg, mentre l’HX180A L di 18.140-19.985kg. Entrambi i modelli possono essere forniti con una serie di cingoli da 500 mm a 700 mm, mentre l’HX180A L può essere anche equipaggiato di cingoli da 800 mm con pressione al suolo ridotta. I clienti possono scegliere di equipaggiare entrambi i modelli di lama dozer a larghezza integrale e ottenere vantaggi in termini di versatilità, ma anche in termini di stabilità nelle operazioni di scavo e sollevamento. Il braccio monolitico standard è di 5.100 mm, mentre gli avambracci di scavo offerti sono tre: 2.200 mm, 2.600 mm e 3.100 mm. Queste combinazioni offrono portate di scavo massime fino a 9.450 mm e una profondità
di scavo massima di 6.530 mm. In alternativa, i clienti possono scegliere dalla fabbrica il braccio triplice per una lunghezza del braccio di 5.100 mm con lunghezze di avambraccio di 2.200 mm e 2.600 mm. La portata di scavo max con il braccio triplice è 9.110 mm, mentre la profondità di scavo max è 5.690 mm. Molte opzioni consentono la personalizzazione completa degli escavatori, con la possibilità di specificare il Sistema di monitoraggio avanzato a 360° (AAVM) per visibilità e sicurezza
massimali sul sito di lavoro. Gli escavatori Hyundai Serie HX A presentano molte tecnologie di connettività digitali allo stato dell’arte. Un esempio è il sistema di gestione remota Hi MATE, che assicura un alto di connettività assistenziale e di capacità diagnostica da remoto. La App Mobile Fleet è stata aggiornata per consentire ai proprietari di flotte di accedere facilmente ai dati operativi della macchina, concernenti gestione economica, utilizzazione, codici di anomalia e altro. La connettività Wi-Fi basata su Miracast consente all’operatore di utilizzare gran parte delle funzioni del suo smartphone direttamente dallo schermo infotainment 8” della macchina. Tramite il sistema Miracast, gli operatori possono parlare al telefono in vivavoce, ascoltare musica direttamente dallo smartphone e utilizzare una serie di applicazioni basate su Internet.
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La versatilità del nuovo Raptor 100 Il nuovo Raptor 100 di Prinoth è un potente veicolo da trasporto telecomandato. Abbinato alla trincia M450h diventa uno strumento altamente versatile e può essere utilizzato in un’ampia gamma di aree di applicazion - pacciamatura di sterpaglie e rami in terreni accidentati e impervi, manutenzione di spazi verdi e lavori forestali, interventi su terreni scoscesi e ai bordi di strade e sentieri - nonché lavorare su superfici delicate senza causare danni. Il suo design robusto e compatto e il peso ridotto lo rendono facile e veloce da trasportare nel luogo di utilizzo. Bassa pressione al suolo, larghi cingoli in gomma e la capacità di sollevare la trincia fino a 600 mm significano che questa macchina può lavorare quasi tutti i terreni. La larghezza del carro può essere regolata da 1.200 a 1.600 mm: ciò consente al Raptor 100 di muoversi lungo percorsi stretti e ripidi (fino a 45°) dove altri veicoli più grandi non possono circolare. Un sistema di tensionamento automatico della catena, idraulico ed esente da manutenzione, impedisce lo sfilamento dei cingoli. Il Raptor 100 è dotato di un potente ed efficiente motore Deutz da 75 CV e di
una ventola reversibile Cleanfix. Il suo impianto idraulico è costituito da tre sistemi separati per la propulsione, il lavoro e l’idraulica di potenza. Anche la sicurezza dell’operatore è fondamentale: tutte le sue funzioni possono essere
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L’escavatore cingolato DX1000LC-7 Equipaggiato con il motore diesel più potente nella classe delle macchine da 100 t, il nuovo escavatore cingolato Doosan DX1000LC-7 offre una portata idraulica che si colloca al vertice della sua categoria. Tutti i componenti e gli assemblaggi sono progettati, costruiti e testati per garantire durata nel tempo. I filtri multistadio e caratteristiche come le protezioni per i cingoli e per i cilindri di braccio e bilanciere, il sistema di lubrificazione automatica e le maglie dei cingoli lubrificate e sigillate contribuiscono ad assicurare affidabilità superiore. Il DX1000LC-7 è equipaggiato con la nuova versione Stage V del propulsore diesel Perkins 2806J da 469 kW, Stage V. La potenza del motore si combina con un impianto idraulico a centro chiuso di tipo VBO (Virtual Bleed Off) (D-ECOPOWER+), controllato da un manipolatore elettrico (FEH), con una portata idraulica di 1.569 l/min e una pressione di impianto di 360 bar. La tecnologia Doosan FEH D-ECOPOWER+ utilizza una pompa con regolazione elettronica della pressione integrata in un impianto idraulico a centro chiuso
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per ottimizzare produttività e consumo di carburante in base alla modalità selezionata. Il distributore a centro chiuso riduce al minimo le perdite di pressione, mentre la pompa a gestione elettronica della pressione regola e ottimizza con maggiore efficienza la potenza del motore. Il software del sistema è stato progettato per riprodurre elettronicamente i vantaggi di un impianto idraulico a centro aperto, contenendo al minimo le perdite di energia. La potenza idraulica e quella del motore sono ottimizzate e sincronizzate. Le prestazioni del DX1000LC-7 possono essere ottimizzate scegliendo tra le due modalità Braccio e Rotazione quella più adatta all’applicazione in corso, dando priorità, rispettivamente, ai movimenti del braccio o alla rotazione. L’escavatore DX1000LC-7
assicura inoltre cicli più rapidi grazie al sistema di rigenerazione a due spole del braccio, che contribuisce anche a ridurre i consumi. Il sistema idraulico a due spole per il cilindro della benna incrementa ulteriormente la portata idraulica e la velocità di lavoro della benna, producendo anche qui una riduzione dei consumi. Il DX1000LC-7 monta inoltre di serie la valvola di blocco per il cilindro di braccio/bilanciere (valvola antirottura flessibili) che migliora la sicurezza, prevenendo il rischio di incidenti causati dalla rottura dei flessibili durante il lavoro. L’escavatore cingolato Doosan DX1000LC-7 è destinato principalmente ad applicazioni in cave e miniere come la rimozione del materiale superficiale non utile e il caricamento di grandi quantità di materiale su dumper articolati e autocarri a telaio rigido. Il DX1000LC-7 è ovviamente adatto anche per i grandi progetti di costruzione e infrastrutturali, in particolare laddove è richiesta l’escavazione di quantità massicce di materiale da stoccare o caricare su autocarri per successiva movimentazione. Con l’aggiunta di questa macchina, la gamma di escavatori Doosan offre ora modelli nelle classi che vanno da 1 a 100 t, pronti a servire il più ampio spettro di esigenze nei settori della costruzione, delle attività minerarie, del noleggio, del riassetto paesaggistico, della gestione e riciclo dei rifiuti e della demolizione.
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Il Mobirex MR EVO2 con Spective Connect Il sistema di comando Spective comprende ora Spective Connect anche nei frantoi a urto semoventi Mobirex MR 110/130(i) EVO2. Le principali informazioni sul processo e i reporting ora sono visibili su smartphone, quindi non è più necessario che gli operatori si allontanino dal mezzo. I frantoi a urto Mobirex MR EVO2 rappresentano un nuovo standard di potenza ed efficienza nella loro classe: grazie al sistema di comando Spective, introdotto nel 2017, gli impianti si manovrano ora in modo più facile e intuitivo. Livello del gasolio e dell’urea, consumo medio di carburante, rendimento, regolazione attuale della fessura, grado di utilizzo
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indica i componenti interessati e suggerisce come risolvere il problema. L’operatore può raggiungere il punto dove si è verificato il problema portando con sé lo smartphone e seguire passo dopo passo le istruzioni sul display. Spective Connect genera report strutturati sui consumi, sul rendimento e sul grado di utilizzo dell’impianto. Questi report possono essere inoltrati tramite Messenger o per e-mail. Se un guasto non può essere eliminato, Spective Connect genera un report di assistenza, che può essere inviato mediante Messenger al responsabile tecnico o all’assistenza del Wirtgen Group.
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La saldatrice COMET 700 è una soluzione proposta da Leister che rende la saldatura a doppia pista semplice e veloce, ideale per una vasta gamma di materiali - dal polietilene ad alta e bassa densità alle poliolefine - e per diversi spessori. Quel che distingue COMET 700 sul mercato è l’interconnettività: la saldatrice è fornita con il sistema di controllo qualità Leister Quality System (LQS), collegamento WiFi e rilevatore GPS. Ciò permette all’attrezzatura di registrare, conservare e trasmettere parametri di saldatura quali la velocità, la temperatura del cuneo e la pressione applicata durante la saldatura. Ma non solo: fornendo anche le coordinate GPS, rende semplice identificare dove si può essere verificato un problema e intervenire per correggerlo. I rapporti generati dalla macchina possono essere condivisi tramite LQS e l’app myLeister anche in formato pdf e utilizzati come ulteriore prova di qualità e garanzia sull’operato per la committenza. 122 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2022
COMET 700 è particolarmente performante - con velocità di saldatura che raggiungono gli 8 m/min, migliorando fino al 40% la performance rispetto alla precedente versione - ed è equipaggiata con catene doppie, che forniscono maggiore robustezza e affidabilità. Anche il sistema di pressione è stato perfezionato (controllo digitale sulla 700 e a molla sulla 500), per evitare sovraccarichi. Il display emette allarmi sonori se i parametri delle saldature si discostano dai valori predefiniti, permettendo di correggere il tiro praticamente in tempo reale. Con i suoi 2.300 W di potenza, COMET 700 è anche in grado di creare scorte di potenza termica che permettono di continuare a effettuare saldature di alta qualità anche in caso di momentanei cali di tensione o sbalzi di temperatura, che in cantiere sono evenienze frequenti. Per COMET 700 esistono anche diversi kit a seconda delle applicazioni: di serie viene fornito anche il kit per lavori su superfici difficili. Il motore permette,
infatti, di saldare con facilità anche superfici ruvide o in pendenza mantenendo costante la velocità di saldatura. COMET 700 è disponibile con rulli di divere larghezze e materiali (acciaio o silicone), con o senza canale di controllo per i test (la forma del cuneo di saldatura è stata inoltre ottimizzata per permettere un trasferimento termico più efficiente) ed è disponibile in due misure, da 60 mm e da 90 mm, quest’ultimo adatto per saldare le membrane più spesse, da 1,5 a 3 mm. Sono disponibili cunei in rame per poliolefine ad alta e bassa densità e cunei in acciaio per PVC. COMET è disponibile anche nella versione 500, in grado di saldare membrane di vari tipi e spessori e dotata di funzioni elettroniche semplificate. La versatilità è uno dei fattori chiave del successo di COMET 700: dalle discariche alle attività minerarie, dall’acquacoltura all’impermeabilizzazione delle fondamenta, dalle barriere per limitare la fuoriuscita di gas a serbatoi di sicurezza e canali.
METSO OUTOTEC
Il frantoio mobile Nordtrack I1011 Metso Outotec aggiunge un nuovo frantoio a urto alla sua gamma di frantumazione e vagliatura mobile serie Nordtrack, rivolgendosi in particolare ad applicazioni e cantieri di piccole dimensioni nel segmento del riciclaggio dei rifiuti da costruzione e demolizione. Il frantoio ad impatto mobile Nordtrack I1011 ha dimensioni compatte ed è equipaggiato con un frantoio ad alte prestazioni, ideale sia per le imprese che per il noleggio. Dotato di un ampio vaglio pensile, combina un’elevata capacità di frantumazione con una calibrata precisione del prodotto finale. Il frantoio Nordtrack I1011 è adatto per lavorare in diversi cantieri, dalla frantumazione della roccia al riciclaggio dei rifiuti da demolizione e del cemento. Grazie alla sua struttura è facile spostare questa macchina in spazi ristretti all’interno e tra i cantieri. “Abbiamo ascoltato i feedback dei nostri clienti e siamo felici di poter offrire questa nuova aggiunta alla nostra gamma Nordtrack. Il lancio del Nordtrack I908S ha avuto molto successo e, di conseguenza, ci è stato chiesto un frantoio mobile ad impatto più grande”, afferma Vesa Tuloisela, Product Manager Nordtrack di Metso Outotec.
“L’I1011 ha un frantoio e un motore più potenti, con una capacità fino a 300 t. Questa macchina è adatta anche per il riciclaggio di materiale proveniente da demolizioni e scarti di cemento o asfalto riciclato”.
UN’OFFERTA IMPRESSIONANTE DA OGNI PUNTO DI VISTA
I nuovi escavatori gommati Doosan Serie -7 offrono un pacchetto completo di caratteristiche e tecnologie innovative che assicurano funzionamento ottimale, maggiore controllabilità ed elevata stabilità per una migliore efficienza degli accessori, produttività superiore, comfort per l’operatore di prima classe e consumi inferiori. Con queste potenti macchine darete una spinta senza precedenti al vostro cantiere! Per ulteriori informazioni, visitate: eu.doosanequipment.com
IGUS
I morsetti CFX
I nuovi morsetti CFX di igus permettono di preservare la sezione traversale dei condotti prevenendo i danni dovuti a un serraggio eccessivo. Nelle catene portacavi vengono spesso utilizzati normali morsetti fissacavi per fissare sia cavi che tubi pneumatici; un limite di questo sistema è che - in caso di serraggio eccessivo - i tubi possono venire schiacciati, con conseguente calo delle performance. igus ha risolto la questione con la nuova serie di morsetti CFX che, con elevata forza di tenuta, impedisce il serraggio eccessivo. Il fulcro dei nuovi morsetti CFX sono i particolari elementi doppi di fissaggio pneumatico: una serie di inserti blu per mantenere in posizione i tubi dall’altro e dal basso. Stringendo la vite del morsetto la ganascia non preme direttamente sulla superficie del tubo ma poggia sull’inserto della controsella: in questo modo, nel momento in cui la parte superiore del morsetto tocca la parte
inferiore viene raggiunta automaticamente la forza di tenuta ottimale. Il tubo rimane così correttamente e saldamente fissato in posizione e non è più necessario perdere tempo in lunghi controlli sulla coppia di serraggio. Questo meccanismo permette di evitare i danni al tubo, causati da eccessiva pressione. Nei macchinari vengono utilizzati morsetti per tenere cavi e tubi pneumatici nella giusta posizione durante il movimento della catena portacavi, ma in caso di serraggio eccessivo la pressione sulla superficie del condotto rischia di schiacciare cavi e tubi provocando danni permanenti. Il flusso irregolare di aria compressa all’interno dei tubi pneumatici, ad esempio, può dare luogo a seri malfunzionamenti. Per evitare inconvenienti del genere, igus ha dunque aggiunto alla serie CFX un nuovo morsetto progettato per non comprimere i cavi.
FRASTE
FS 400 al top! È recentemente uscita dalla sede di Nogara (VR) l’ultima perforatrice FS 400 di Fraste, uno dei modelli best-seller della gamma destinata a uno storico cliente nazionale. La perforatrice FS 400 è progettata per l’esecuzione di pozzi acquiferi, esplorazioni del sottosuolo e minerarie, geotermia, sismica e carotaggi ed è montata su autocarro Iveco a quattro assi, azionata dal motore del veicolo tramite dispositivo di presa d forza integrale (PTO). Macchina ultramoderna e costruita secondo i più aggiornati criteri costruttivi, dotata di caricatore automatico di aste di perforazione, di un funzionale pannello comandi per garantire il miglior comfort/ efficienza dell’operatore e di tutti i più recenti dispositivi di sicurezza per la perforazione in sicurezza in ogni tipo di cantiere, la FS 400 è una perforatrice molto potente, con un peso che rimane al di sotto delle 31 t e con un allestimento completo basato sulle specifiche indicazioni del cliente (pompa fango e compressore d’aria a bordo), per assicurare il funzionamento sempre alla massima capacità con qualsiasi condizione. La macchina si distingue peraltro per un tiro da 28 t, una coppia fino a 2.400 kgm. La FS 400 spicca per la sua rilevante versatilità ed è disponibile in diverse versioni, sia su camion che su carro cingolato, dotata di un’ampia gamma di componenti, accessori e optional per adattarsi alle specifiche esigenze/lavori di tutti i clienti.
INSERZIONISTI Azienda Berti
Pagina 9
Brigade Elettronica
125
Casagrande
119
CGA Ricambi
21-37
Doosan Infracore Europe
123
Epiroc Italia
11
Espi Engineering
101
Europarts
71
Fiera BC China
124
Fiera Hillhead
83
Giorgio Novara
117
Grafiche MDM
118
H.P.S. Centro Oleodinamico
49
Indeco
15
JCB M3-MetalMeccanica Moderna MB Crusher
III COPERTINA 25 PATELLA ANTERIORE
Messersì
121
Officine Malaguti
17
Pio Pellacini
57
Samep Tools
II COPERTINA
Sandvik Italia
19
Scai
1
Sicim
53
Simex
3
Trevi Benne TVH Parts Holding NV U.Emme
COPERTINA 31 IV COPERTINA
Vermeer Italia
23
Volvo CE Italia
7
VTN Europe
5
Wirtgen Macchine
13
126 ONSITECONSTRUCTION - aprile 2022
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