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OLTRE
PERIODICO
NUMERO 5 D E L L’ I M P R E N D I T O R I A
FUNERARIA
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CIMITERIALE
S E T T E M B R E - OT TO B R E 2016
INFLUENZA POSITIVAMENTE IL FUTURO
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appresenta lo standard di riferimento nel segmento dell’ autofunebre di lusso. Per Biemme Special Cars è importante dare continuità alla qualità e al prestigio, per offrire un prodotto sempre all’altezza e duraturo nel tempo.
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utti i modelli Biemme Special Cars sono dotati di classe, fascino ed efficienza tecnica, ma Vekal ha qulcosa di diverso, di magnetico. Ogni produttore ha una sua “favorita”, un modello riuscito dopo il primo tratto di matita. Biemme Special Cars riconosce nella Vekal tutta l’essenza dello stile italiano e l’identità di un modello vincente.
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na combinazione perfetta di bellezza, stile e potenza, un’ occasione unica per provare una Vekal, l’ultima generazione di autofunebri “luxury” avanzate ed efficienti che Biemme Special Cars ha realizzato. Il nostro è un punto di partenza.
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pazi originati con stile ed eleganza e la cura maniacale dei dettagli, rendono la Vekal un modello prestigioso, versatile e agile. Vekal è sinonimo di performance allo stato puro. Vekal è una Biemme Special Cars.
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R E A LTÀ S P E C I A L I Z Z ATA N E L C A M P O F U N E R A R I O I N P R O G E T TA Z I O N E E D E S E C U Z I O N E D I O P E R E D ’ A RT E I N D I V I D U A L I , P E R L U O G H I D I C U LT O , S PA Z I P U B B L I C I E P R I VAT I
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Sommario OLTRE MAGAZINE
PERIODICO DI INFORMAZIONE DELL’IMPRENDITORIA FUNERARIA E CIMITERIALE
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13 Editoriale
Bimestrale - Anno XVI - n° 5 - Settembre-Ottobre 2016 DIREZIONE, REDAZIONE, AMMINISTRAZIONE, PUBBLICITÀ:
Via de’ Buttieri 5/a - 40125 Bologna tel. 051 4298311 - fax 051 4298312 redazione@oltremagazine.com
FIERE
14 Miami Funer. È qui l’America!
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DIRETTORE RESPONSABILE:
Alberto Leanza redazione@oltremagazine.com SEGRETERIA DI REDAZIONE:
FIERE
Raffaella Segantin r.segantin@oltremagazine.com
20 Da Lione a Gorinchem
REDAZIONE:
redazione@oltremagazine.com Daniela Argiropulos, Francesca De Munari, Maria Angela Gelati, Stefano Montaguti, Miranda Nera, Carmelo Pezzino, Sara Sacco, Carlo Mariano Sartoris, Laura Savarino, Raffaella Segantin, Roberto Valli, Gaia Lucrezia Zaffarano
AT TUALITÀ
30 La morte al tempo di Internet
NEWS AZIENDE
WEBMASTER:
Pasquale Leuzzi webmaster@oltremagazine.com
38 Furgoni attrezzati su misura
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COMITATO SCIENTIFICO:
Luigi Bartolomei, Rossana Becarelli, Giuseppe Bellachioma, Francesco Campione, Alcide Cerato, Mauro Felicori, Giulio Gallera, Maria Angela Gelati, Gianni Gibellini, Pietro Innocenti, A. Renato Miazzolo, Alessandra Natalini, Giorgio Praderio, Michela Sgoluppi, Anna Paola Spagnoletti, Piero Maurizio Zaffarano
NEWS AZIENDE
44 “Affresco”: l’arte nella funeraria
EVENTI
AMMINISTRAZIONE:
Daniela Spitaleri PUBBLICITÀ:
48 La dimensione della spiritualità
pubblicita@oltremagazine.com
Spedizione in abbonamento postale. Diffusione in 8.000 copie, inviato a tutti gli operatori italiani del settore.
EVENTI
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52 Il rumore del lutto 2016 - Programma
REGISTRAZIONE:
Tribunale di Bologna n° 7053 del 23/10/2000 COPYRIGHT:
Tutti i diritti riservati. Manoscritti e foto originali, anche se non pubblicati, non si restituiscono. È vietata la riproduzione, seppure parziale, di testi e fotografie, se non con autorizzazione scritta e citando la fonte. La responsabilità delle opinioni e degli apprezzamenti espressi negli articoli pubblicati è dei singoli autori. COORDINAMENTO SERVIZI FOTOGRAFICI:
RICORRENZE
56 La memoria della Prima Guerra Mondiale
AT TUALITÀ
66 Una scelta nel segno della libertà
Pasquale Leuzzi, Raffaella Segantin
FONTI ICONOGRAFICHE:
72 Il concetto della morte alle origini della civiltà
Archivio Oltre Magazine, ANSA, Rosetta Bonatti, Creative Commons, Massimo Cocchi, Massimo Gennari, Stefano Montaguti, Pasquale Leuzzi, Marta Santacatterina, Raffaella Segantin, Wikipedia Commons
C U LT U R A
STAMPA:
Mediaprint srl Via Brenta 7 37057 San Giovanni Lupatoto - VR PROPRIETÀ EDITORIALE E COPYRIGHT:
Conference Service srl
www.oltremagazine.com
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Editoriale
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più che un orario una sentenza, un verdetto di condanna a morte. In pochi secondi una parte del nostro Paese si è frantumata come se un mortaio gigante si fosse abbattuto sui nostri bei borghi antichi polverizzando edifici, distruggendo con essi beni materiali e oggetti personali che caratterizzano l’identità di ognuno di noi, cancellando in un attimo ricordi e speranze ma soprattutto lacerando tante vite, per lasciare il posto solo ad un dolore incommensurabile. Un colpo al cuore all’Italia della brava gente, delle famiglie che trascorrevano le vacanze nelle case dei nonni per ritrovare quel senso di comunità che si manifesta in una vita dai ritmi più semplici e più veri: la grigliata con gli amici, due chiacchere al bar, la serata alla sagra del paese vicino o una passeggiata con i bambini nella piazza per un gelato. Ci sentiamo smarriti ed indifesi di fronte a tali eventi. La morte continua ad essere un mistero imperscrutabile anche per chi, come nel nostro caso, ci si confronta nel quotidiano. La morte sceglie vie oscure e incomprensibili per colpire, mettendo spesso a segno colpi bassi, cogliendoci di sorpresa e lasciandoci destabilizzati. Niente sarà più come prima per la gente che ha vissuto questa drammatica esperienza. Tante sono le storie, perché tante sono state le vittime del sisma, alcune a lieto fine come quella di Giorgia, la bimba che si è salvata e che è diventata il simbolo di riscatto di questa tragedia, ma per lo più sono storie di vite interrotte, di affetti spezzati, di perdita, di paura, di futuro negato. Sentiamo il bisogno di dare un senso a tutto ciò, vorremo una spiegazione a cui non abbiamo accesso, un motivo che giustifichi tanto scempio e tanta sofferenza. In questo scenario di devastazione, come uno spiraglio di luce che con tenacia riesce a poco a poco a squarciare le tenebre, è emersa la parte migliore dell’animo umano: sono infinite le storie di solidarietà, di coraggio, di condivisione e di empatia con le popolazioni colpite. Storie belle, edificanti, commoventi, storie non gridate perché autentici gesti d’amore verso il prossimo. E questo sì che ha un senso. Tra i nostri lettori ci saranno purtroppo molti che hanno vissuto in prima persona questo devastante terremoto e alcuni avranno anche subíto la perdita di persone care. A tutti coloro che sono stati colpiti nei loro affetti ma anche nei loro beni o nella propria attività va il mio più sincero pensiero di vicinanza e un forte abbraccio.
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Photo courtesy of the Greater Miami Convention & Visitors Bureau
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anexpo, che la scorsa primavera ci ha regalato una magnifica esperienza facendoci vivere tre meravigliose giornate insieme a 250 Espositori e 18.000 partecipanti giunti da 55 Paesi, ha annunciato le date della prossima edizione, che sarà a Bologna dal 12 al 14 aprile 2018. Il nuovo appuntamento con la fiera leader internazionale della funeraria si prospetta dunque una nuova insuperabile tre-giorni,
MIAMI È QUI
la più attesa dai professionisti del settore. Da sempre, al centro di Tanexpo vi sono la migliore produzione, il design e le novità per il settore funerario e cimiteriale che mette in campo le aziende top del panorama italiano ed internazionale ed un pubblico professionale altamente specializzato proveniente da ogni parte del mondo. È grazie ai numerosi successi, che si susseguono
FUNER. L’AMERICA! DI ALESSANDRA NATALINI
edizione dopo edizione, che Tanexpo si è costruita negli anni, in Italia come all’estero, una solida reputazione: la fama di una manifestazione capace di offrire sempre qualcosa di più, tanto ai visitatori, che per partecipare alla kermesse italiana intraprendono ogni due anni viaggi intercontinentali, quanto alle aziende espositrici, che a Bologna vivono tre giorni di business intenso, che in molti casi oltrepassa le più fervide aspettative.
La “visione” di Tanexpo è proprio quella di migliorare costantemente, non solo rispetto alle altre fiere, ma di evolvere anche rispetto a se stessa, offrendo alle aziende e alle imprese quelle opportunità di sempre nuove esperienze di valore, tanto dal punto di vista degli affari quanto quello della professionalizzazione. È in tale ottica che sono nate tutte le iniziative intraprese in questi ultimi anni in campo internazionale.
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l fulcro attorno a cui si sviluppano tutte le strategie è naturalmente il prodotto di qualità che, grazie all’insuperabile manifattura made in Italy, è da sempre la connotazione distintiva di Tanexpo. Proprio partendo dagli alti standard della produzione italiana, universalmente riconosciuti ed apprezzati, la manifestazione ha voluto sviluppare per le aziende ulteriori occasioni di business aprendosi a nuovi interessanti mercati per favorire l’export e la crescita economica. È nata così Miami Funer 2017, organizzata da Tanexpo, in collaborazione con Memorial International LLC., network internazionale con sedi in quattordici Paesi tra Stati Uniti e America Latina ed un’esperienza ultraventennale nel ramo dell’assistenza funebre: dalle imprese ai cimiteri tradizionali e verticali, dai crematori alla previdenza funeraria occupandosi anche dei settori assicurativo, finanziario e della comunicazione multimediale di cui sono precursori ed innovatori. La solida esperienza e la volontà di innovazione delle due organizzazioni renderà Miami Funer - Worldwide Funeral Professional Convention & Expo, che si terrà dal 14 al 17 marzo 2017, un evento unico che coniuga sessioni di workshop volti alla professionalizzazione degli operatori sui temi di maggior di interesse per il comparto con una esposizione senza eguali! Tanatologia e
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tanatoprassi, marketing per l’impresa funebre, tecnologia funeraria e servizi funebri per animali sono gli argomenti principali trattati dai maggiori esperti del settore che daranno vita ad un forum di formazione ricco di proposte innovative per i professionisti di imprese e aziende. Miami Funer ha fin da subito incontrato ampi consensi da parte delle maggiori associazioni di riferimento di ogni latitudine: da FIAT-IFTA - Organizzazione mondiale dei professionisti della funeraria con associati in oltre ottanta Paesi, ad ALPAR - Associazione Latino Americana dei Cimiteri e dei servizi Funerari, dall’AFDA - Associazione Australiana delle Imprese Funebri, alla Russian Union of the Funeral Organizations and Crematoria. Con quest’ultima, peraltro, Tanexpo si appresta a varare la terza edizione di Necropolis – TanexpoWorld Russia, a Mosca dal 19 al 21 ottobre. Miami è una location di grande appeal in cui accanto agli affari si respira un’anima caraibica che fa di questa città un logo davvero unico e straordinario. Polo finanziario di predilezione per gli investitori interessati non solo al mercato statunitense, ma anche a quelli del Messico e dell’America Latina, Miami è la piattaforma ideale per costruire solidi scambi commerciali. Sede dell’evento è il MACC - Miami Airport Exhibition Center, nel cuore del business district “Blue Lagoon”, a pochi minuti dall’aeroporto e vicino a tutte le maggiori attrazioni della città, tra cui South Beach, Coconut Grove, ma anche il Miami International Merchandise Mart, per gli amanti dello shopping. Adiacente al centro congressi, si trova il DoubleTree by Hilton. L’hotel, dotato di camere moderne, con WiFi, centro benessere, piscina esterna e un servizio di navetta aeroportuale gratuito, è una delle strutture che offrono tariffe convenzionate per gli espositori e i visitatori di Miami Funer (per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito www.miamifuner.com). Miami Funer 2017 è dunque un’opportunità assoluta di crescita per la filiera produttiva che avrà la possibilità di confrontarsi con una clientela di alto livello proveniente da tutto il mondo alla ricerca di prodotti e soluzioni professionali innovative. È l’evento giusto per sviluppare preziosi contatti ed estendere il proprio business a livello globale, in particolar modo verso il Nord America ed i mercati dell’America Latina. Vi aspettiamo a Miami! O LT R E M AG A Z I N E • S E T T E M B R E - O T T O B R E 2 0 1 6
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DA LIONE A
LE ESPOSIZIONI D’AUTUNNO IN FRANCIA E OLANDA
GORINCHEM IL VIAGGIATORE
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L’ Funexpo 2016, Lione
Alessandra Natalini e Pietro Innocenti sullo stand di Résonance 24
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autunno apre, come sempre, la stagione delle fiere. L’attesa è abitualmente grande ma raramente delle vere novità riescono a scuotere il torpore soddisfatto che troppo spesso contraddistingue negativamente il nostro settore. Era evidente che dopo il trionfo, riconosciuto da tutti ad eccezione di qualche raro bastian contrario che non manca mai, dell’ultima edizione di Tanexpo non sarebbe stato facile trovare stimoli nelle manifestazioni successive all’appuntamento bolognese. Ebbene, il seguito ci ha riservato, come vedremo, delle sorprese di grande rilievo. Tutto è iniziato a Lione dove dal 22 al 24 settembre Funexpo, la fiera organizzata da una delle due federazioni d’Oltralpe, ha riscosso un discreto successo, soprattutto se si considera la sua vocazione piuttosto regionale. Il che non ha impedito a molti imprenditori delle altre regioni francesi, comprese quelle d’Oltremare (Guadalupa, Martinica, Réunion, Tahiti) di fare il viaggio in “metropole”, come viene chiamata la Francia europea dai francesi dei vari territori sparsi per il mondo, ultimo retaggio di una presenza molto più importante sino agli anni ‘50 del secolo scorso quando l’impero coloniale ha cominciato a sfaldarsi a cominciare dall’Indocina francese per finire con l’impero sovietico e le sue brutalità imperialistiche (Ungheria, Cecoslovacchia, Polonia....) ampiamente giustificate e lodate, illo tempore, da personaggi eminenti della “Repubblica del Bel Paese”. Costoro avrebbero, O LT R E M AG A Z I N E • S E T T E M B R E - O T T O B R E 2 0 1 6
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Ritorniamo, tuttavia, alla “capitale des Gaules”, come viene definita la bella Lione, dove i “duumviri” - i Presidenti Roger Schvartsman e Alain Hoffart che reggono la FFPF (Fédération Française des Pompes Funèbres) ci hanno riservato un’accoglienza estremamente calorosa. Tra i prodotti proposti qualche bella urna (interessanti quelle per motociclisti: caschi, pistoni, stivali ...) e gli arredi funebri di Biagio Orefice uno dei tre espositori italiani con Pilato e Professional Fashion Service. Anche tra i visitatori pochissimi italiani.
Art Funeral Italy
successivamente, fatto (poco) onorevole ammenda tentando così di salvare maldestramente la faccia. Tali comportamenti dimostrano ampiamente che, come vuole la saggezza popolare, il lupo perde il pelo ma non il vizio. Un po’ com’era successo qualche tempo prima quando soggetti che durante il famoso “ventennio” avevano aderito ad esso con entusiasmo si ritrovarono tra i più accaniti “anti” nel vano tentativo di ritrovare una verginità ormai perduta (e non apparentemente recuperabile col viaggetto in una clinica di Casablanca) riproponendo sotto mentite spoglie - un po’ ingentilite è vero - la stessa boriosa arroganza dei predecessori alimentata da una inestinguibile sete di facile arricchimento. Così va il mondo... Il bilioso Napoleone non aveva tutti i torti affermando che solo gli imbecilli non cambiano d’avviso. Anzi, nella penisola delle banderuole tutti i venti tirano nella buona direzione! 26
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Cambio valigie e via a Gorinchem, per Uitvaart Vakbeurs, la fiera olandese tenutasi dal 28 al 30 settembre rivelatasi una splendida sorpresa. Stessa musica, tuttavia, per quanto riguarda i connazionali. Praticamente inesistente la presenza internazionale in genere, e anche qui quasi totalmente assenti gli Italiani. Anche riguardo agli espositori, deserto pressoché totale se si eccettua la Ceabis (Gruppo Vezzani) con Daniele Bertoncello ai comandi ed, indirettamente, Biemme Special Cars con il distributore locale e la Art Funeral Italy tramite la struttura svizzera. Situa-
Ceabis
zione invero desolante che ci fa rimpiangere i tempi in cui i nostri connazionali erano onnipresenti. Mala tempora currunt (corrono brutti tempi) per dirla col grande arpinate Cicerone. Probabilmente si tratta dello specchio di una situazione generale caratterizzata da incertezze, paure, bastonate fiscali e frustrazioni che manifestamente esistono, eccome, nonostante i proclami trionfali dei capi di turno. Tanto più scioccante tale attitudine se paragonata al dinamismo quasi insolente delle aziende batave che traggono profitto da una legislazione pragmatica lontana mille anni dalle farraginosità, generalizzate ed insopportabili, della normativa italiana. È anche ben noto che gli olandesi, da sempre vicini alla natura, hanno sviluppato una grande sensibilità ecologica. Il risultato è che i funerali “verdi” aumentano continuamente talvolta anche O LT R E M AG A Z I N E • S E T T E M B R E - O T T O B R E 2 0 1 6
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in forme suggestive come nel caso in cui la cassa, semplicissima ed ornata di un semplice mazzo di fiori di campo, viene portata alla sepoltura su di carretto da lavoro agricolo tirato da un mite bue. Non mancano, ovviamente, i carri tirati da cavalli o le piattaforme basse, su cui porre il cofano, collegato alla sbarra di una bicicletta per un trasporto “pedalato”. E ci sono pure le vetture di lusso, compresa una Rolls Royce. In tali casi, come con i cavalli, è previsto un protocollo molto stretto con tanto di personale in abito da cerimonia. Originali anche i cuscini copricassa che propongono soluzioni alternative ai fiori come, ad esempio, una elegante composizione formata da tanti bigliettini con pensieri d’addio.
Sara Leanza, Tanexpo ltatieve Technologies Catherine Cantin, Facu I cofani sono realizzati con i materiali più svariati: legno, vimini etc. Del resto la cassa non è tassativa per un funerale, è possibile, in Olanda, avvolgere il corpo in un tessuto (un espositore esponeva una bella coperta di lana di pecora) ed inumarlo senza altri contenitori. Resta da vedere che cosa succeda in seguito a livello, ad esempio, delle falde acquifere, visto che la tanatoprassi, in cui si impiegano ancor oggi molti fluidi a base di formalina, sta rapidamente prendendo piede anche nei Paesi Bassi. 28
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Tra i cofani ne segnaleremo alcuni predisposti per accogliere i corpi in posizione fetale, ossia posti sul fianco e con il tronco ed i polpacci piegati rispetto alla coscia formando una specie di “zeta”. Abbiamo visto addirittura un modello tagliato ad hoc per seguire tale configurazione. Molti altri i cofani particolari in mostra, alcuni in legno grezzo, molti policromi, moltissimi in vimini intrecciati. E poi grandi “ceste” a forma di nido d’uccello in cui adagiare il defunto. Ce lo diceva già Dirk Van Vuure (l’ex Presidente della FIAT –IFTA di nazionalità olandese) molti anni fa: “nei Paesi Bassi è assolutamente possibile avvolgere il corpo in carta di giornale e portarlo in bici al cimitero”. Non si creda, peraltro, che tali pratiche influenzino il costo di un funerale, che si aggira mediamente attorno agli 8.000/8.500 euro senza le spese cimiteriali, variabili in funzione delle diverse opzioni. La scelta di tombe ed urne è vastissima. Gli olandesi fanno sfoggio di una creatività inesauribile nella scelta e nel design dei diversi materiali (pietra, vetro, metalli, plastiche... lavorati nelle forme più svariate). Tra le urne interessantissima una concepita per la dispersione delle ceneri. Alta circa un metro e
mezzo, di forma cilindrica con un diametro di una decina di centimetri (una specie di grande bastone da passeggio) consente di liberare le ceneri mentre si passeggia, ogniqualvolta viene esercitata, grazie ad un dispositivo integrato al pezzo, una pressione dall’alto verso il basso. Le ceneri del caro estinto possono quindi essere rilasciate lungo il percorso della sua camminata preferita o nel bosco in cui egli amava girovagare o portare a spasso il cane. Non è mancata a Gorinchem la presenza di Tanexpo per far conoscere e promuovere Miami Funer, l’evento che organizza in Florida dal 14 al 17 marzo 2017, che è stato al centro dell’attenzione di numerose aziende interessate a far parte dei i protagonisti del salone d’oltreoceano. Uitvaart Vakbeurs è stata attentamente valutata ed apprezzata da 6.500 visitatori che hanno affollato per tre giorni (undici ore i primi due e otto il terzo!) i corridoi del bel centro di esposizioni di Gorinchem. S’è trattato di una delle più belle fiere viste negli ultimi anni e, piena la testa di proposte nuove ed originali, lasciamo, diretti a Mosca, la terra dei tulipani nonché dei “polder” e dei formaggi. x
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L A D I E S
A N D
G E N T L E M E N . . .
BOLOGNA 12-13 -14 APR ILE
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W W W.TA N E X P O.C O M
A T T U A L I T À
LA MORTE AL TEMPO DI INTERNET DI DANIELE FOGLI
A T T U A L I T À
N
on ho un profilo Facebook; uso Twitter solo in particolari circostanze. Uso limitatamente le chat. Ecco, faccio da anni teleconferenze, ma giusto per viaggiare di meno ….. I video li uso, ma con moderazione. Internet sì, lo utilizzo praticamente da prima che nascesse (giocherellavo già allora con modem lentissimi, collegandomi ai primi siti on-line a carattere testuale). L’era digitale, che ha apportato piccoli o grandi cambiamenti nella vita di ognuno, non ha esentato nemmeno il nostro settore e molte sono le applicazioni pensate specificatamente per il funerario. Un particolare utilizzo di internet, che ho visto diventare prassi normale all’estero, è la video partecipazione funebre. Qualche mese or sono, assieme ad un gruppo di rappresentanti di aziende italiane che gestiscono crematori, abbiamo visitato strutture di questo tipo in Germania ed in Olanda. Qui, oltre al normale servizio su richiesta (tariffato) della registrazione digitale dell’evento fornito su DVD, ci è capitato di assistere anche ad un’altra pratica piuttosto comune: quella della partecipazione alla cerimonia di commiato a distanza, la cui richiesta è in grande aumento. Negli USA, dove per motivi di lavoro o per scelta le famiglie vivono generalmente sparse in vari Stati ma dove le strumentazioni tecnologiche sono usate con 34
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maggiore disinvoltura fin dagli albori dell’era digitale, è altrettanto usuale che le funeral home offrano la possibilità di la trasmettere il servizio funebre via web. C’è il pro e il contro, mi direte. Può essere un sistema per far finta di essere partecipi (richiedendo di collegarsi) ma poi nei fatti non partecipare al lutto più di tanto. Ma in fondo che problema è? Forse che non siamo mai stati a funerali in cui nel corteo o durante le operazioni cimiteriali i presenti parlano di tutto tranne che del deceduto? “L’importante è far vedere di esserci”, direbbe Totò. Per non parlare delle cerimonie religiose fatte senza trasporto, noiose, con il sacerdote che talvolta sbaglia appunti nel ricordare le virtù del defunto. Ciò detto promuoverei la tele partecipazione funebre, se proprio non ci si può recare di persona al funerale. Al tempo stesso, non posso tacere che molte cerimonie di commiato sono del tutto prive di personalità, di emozione e di capacità di condivisione del lutto all’interno di una comunità. Mi piacerebbe veramente assistere a delle ritualità sentite e condivise, al posto di riti stanchi e ritriti. La trasmissione della cerimonia funebre via web potrebbe allora fungere anche da stimolo per una maggiore partecipazione ed essere un’interessante ed utile materia aggiornamento per la formazione professionale dei comunicatori del lutto, i cosiddetti cerimonieri. O LT R E M AG A Z I N E • S E T T E M B R E - O T T O B R E 2 0 1 6
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L’archivio di New York Times
All’estero è molto diffuso anche l’obituary, che con l’utilizzo di Internet sta subendo profonde trasformazioni. L’obituary è comune in alcuni Paesi, soprattutto in Inghilterra con pagine di importanti giornali dedicati a questo fine e con veri e propri professionisti di questo genere … letterario. L’obituary è una sorta di necrologia, dapprima pubblicata sul cartaceo, ora sempre più spesso messa on-line, in cui si tratteggia la figura dello scomparso, raccontando brevemente cosa ha fatto nella vita, ricordandone le tappe fondamentali e i tanti piccoli aneddoti. La cosa più vicina al genere,
Margalit Fox
in Italia è il “coccodrillo” che viene fatto alla morte di alcuni personaggi importanti. La differenza è che l’obituary è un “coccodrillo” popolare, per tutti coloro che pagano. È un ricordo personalizzato. Qualche scrittore di fama, all’inizio di carriera, si è guadagnato da vivere scrivendo obituaries. Spesso sono proprio dei giornalisti specializzati che si dedicano al genere (come per noi in Italia, quelli che si occupano di cronaca, di nera, di arte, ecc.). Margalit Fox, da senior writer del New York Times, ha prodotto in vent’anni di carriera circa 1.200 obituaries. In un’intervista al sito Paris Review, che potete trovare al link www.theparisreview.org/blog/2014/09/23/theart-of-the-obituary-an-interview-with-margalit-fox, 36
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ha raccontato la sua esperienza di esperta del genere. L’intervista è particolarmente interessante perché ci narra le tecniche con le quali vengono scritti gli obituaries e il cambiamento che negli anni è avvenuto nella società nel trattare l’argomento morte. Parla anche delle reazioni della famiglia del defunto alla richiesta di informazioni necessarie per scrivere il pezzo. Per certi versi situazioni che si vivono anche in Italia, quando si cerca di organizzare un funerale e raccogliere informazioni, fotografie, vestiario, sensazioni e volontà dai familiari. Non è sempre un’operazione semplice: il bravo impresario funebre si distingue proprio anche per l’abilità nell’interloquire con la famiglia in quei particolari momenti di tristezza e lutto recente. Un mio collega, addetto alle onoranze funebri, era noto nell’intera impresa funebre, per il modo col quale riusciva a mettere a proprio agio i familiari, tanto da farli uscire dall’ufficio spesso rilassati, talvolta sorridenti 38
o in qualche occasione capaci di lasciarsi andare a grasse risate. Ritornando alla tradizione degli obituaries, con la maggiore diffusione di testate on-line rispetto alla carta stampata, specie negli USA, si avverte la tendenza a comprimerne il testo facendolo assomigliare sempre più alle nostre necrologie. Per quanto riguarda invece i siti di annunci mortuari, c’è da rilevare che ne nascono e ne muoiono in continuazione, tanto che si potrebbe scherzosamente affermare che occorrerebbe realizzarne uno di obituary di siti di annunci mortuari che … hanno tirato le cuoia! Anche in considerazione del fatto che spesso rimangono in internet tracce di defunti, talvolta senza che nemmeno i parenti ne siano a conoscenza. E qui si pone un problema che recentemente è stato oggetto di un parere restrittivo del Garante della privacy, visto che un soggetto imprenditoriale privato, ha letteralmente “succhiato” (perdonatemi
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il termine, ma rende!) decine di migliaia di nomi di defunti, con relativi dati, da siti cimiteriali nati per semplificare la vita di chi deve andare al cimitero e quindi indicare dove si trova sepolto un defunto, per poi cercare di vendere servizi di ricordo di quei defunti sul web. Ciò ovviamente è vietato e i siti dei gestori dei cimiteri si stanno attrezzando per rendere la vita difficile a questi hacker di nomi e di dati anagrafici delle persone decedute, creando specifiche barriere all’accesso o individuando meccanismi di riconoscimento di chi fa l’interrogazione via telematica per conoscere la posizione di un certo defunto. E siamo solo all’inizio di un lungo discorso, perché in una prossima occasione approfondiremo il tema dell’eredità digitale, cioè di come gestire le varie identità sui social network, gli account di posta elettronica e quant’altro dopo il decesso del titolare. x
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a scorsa edizione di Tanexpo ha visto, come molte altre volte in passato, numerose new enteries, ossia aziende che si propongono per la prima volta al comparto funerario. Non sempre vi è un seguito: in alcuni casi si tratta di realtà già affermate in altri ambiti che partecipano nel tentativo di lanciare un particolare prodotto che ritengono adatto per il settore o solamente per sondare il terreno al fine di capire se e quali sbocchi di business ci possano essere nel mercato della funeraria. In molti altri casi invece vi è un seguito positivo, soprattutto quando l’azienda è profondamente motivata ad entrare in questo particolare settore e ha
effettuato considerevoli investimenti in idee, risorse umane ed economiche per mettere a punto progetti e prodotti specifici. Per questi la fiera rappresenta simultaneamente un punto di arrivo e un trampolino di lancio per una futura attività che si profila continuativa e proficua. È questo il caso di Wind Cars che ha fatto il suo debutto a Tanexpo 2014 con innovativi furgoni attrezzati. Nata da una forte esperienza pregressa in allestimenti speciali, quali autobus, motorhome e veicoli adattati per gli usi più disparati, Wind Cars ha rinnovato la sua presenza alla tre giorni bolognese di quest’anno non più da outsider ma da vero e proprio protagonista.
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a partecipazione a Tanexpo 2016 è stata di fondamentale importanza per la nostra società ”, afferma l’amministratore Wainer Righi. “Se nel 2014 il nostro obiettivo primario era quello di presentarci al mercato, con l’edizione 2016 sapevamo di dover affrontare il delicato momento della ‘verifica’. Per noi la fiera di quest’anno è stata una vera e propria cartina al tornasole per capire se avevamo imboccato la strada giusta, se il nostro marchio e nostri prodotti erano stati recepiti in maniera positiva e, nel caso, testare le possibilità di sviluppo per perfezionare le strategie future”. Possiamo affermare, a ragion veduta, che la temuta verifica si è rivelata un vero e proprio “endorsment”, per dirla con un termine piuttosto in voga, ovvero in un’approvazione generalizzata e condivisa. “Tanexpo è stata l’affermazione dei nostri obiettivi e il coronamento dell’impegno che abbiamo profuso nei quattro anni seguiti alla costituzione di Wind Cars”
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co di classe in più. Oltre all’estetica, massima attenzione è riservata alle dotazioni tecniche e di specifici utensili per rendere i mezzi adatti sia per il recupero di salme che per tutti gli interventi di infortunistica legale. Ma il vero punto di forza degli allestimenti targati Wind Cars è la totale possibilità di personalizzazione per adattare il veicolo alle esigenze del singolo operatore con soluzioni e particolari studiati su misura. “In una società globalizzata e competitiva come quella attuale, per emergere è essenziale puntare sulla qualità e su un servizio altamente efficiente. Soddisfare le necessità più disparate della clientela è per noi un plus irrinunciabile e sta sicuramente alla base del nostro successo. È inoltre nostra cura, una volta acquisito l’ordine, affiancare il cliente anche in tutte le fasi burocratiche facendoci carico delle necessarie formalità che vanno dal collaudo del veicolo fino alla sua immatricolazione come auto funebre, in modo da sollevarlo da qualsivoglia incombenza e offrire una prestazione davvero completa”. x
continua Righi. “L’accoglienza è stata calorosa e le prospettive ottime. Ciò ovviamente non ci deve fare abbassare la guardia, sappiamo che per mantenerci sui livelli acquisiti dobbiamo continuare a lavorare con rinnovato impegno ed entusiasmo.” Tanto successo è motivato dalla qualità e dalla varietà delle proposte dell’azienda modenese. Diverse sono le tipologie di veicoli trattati forniti dalle varie case automobilistiche per offrire al cliente un’ampia scelta di marchi e di modelli. Tra i più richiesti il classico Mercedes Vito e il più alternativo Ford Transit Custom, dalle linee piacevolmente scattanti e dai costi competitivi. Gli allestimenti interni sono curati nei minimi dettagli con l’utilizzo di acciaio inox e rifiniture in vetroresina, per quel toc44
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ianluca Pacini, protagonista della manifestazione fieristica internazionale Tanexpo 2016 con il brand Prima Bottega Ebanisteria Italiana, la Manifattura di Innovazione nota in tutta Europa per Scrigno del Cuore e Preghiera, continua a stupire con creazioni uniche che emozionano e che offrono alle imprese di onoranze funebri l’occasione di distinguersi.
“AFFRESCO”: L’ARTE NELLA FUNERARIA DI RAFFAELLA SEGANTIN
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i chiama Affresco la sua nuova creazione: una originale applicazione sul cofano funebre della straordinaria tecnica muraria che da secoli è tratto caratteristico e vanto dell’arte italiana. Vediamo com’è nata e di che cosa si tratta. “Forse non tutti sanno che la nostra Manifattura di Innovazione ha anche una divisione che si occupa di arte muraria. È una delle punte di diamante della nostra attività - ci spiega con orgoglio Gianluca Pacini - abbiamo ideato un sistema unico per la riproduzione della tecnica dell’affresco. È un procedimento brevettato che ci ha reso noti nel mondo religioso per il quale lavoriamo da tempo realizzando importanti opere, sia in Italia che all’estero, all’interno di chiese, edifici di culto e musei. Questo nostro lavoro è stato fonte di ispirazione ed ha già portato lo scorso anno alla nascita del cofano Preghiera”. Noto che le vostre più recenti proposte sono incentrate su temi prettamente religiosi, senza tuttavia scadere nella banalità ma, al contrario, esaltandone i contenuti… “Affresco arricchisce le Onoranze con un manufatto artistico che supera le proposte già presenti sul mercato perché, come è nel nostro stile, ancora una volta offriamo ad esse un concept assolutamente nuovo. Le immagini sacre con la tecnica dell’affresco donano grande suggestione ed il cofano assume dignità di oggetto d’arte.” Possiamo percepire anche dalle foto la particolarità di questa tecnica che utilizza come supporto dell’opera pittorica una vera e propria base muraria con tutte le sue spatolate e che al tatto ci lascia sbalorditi. Un grande risultato che fonde la tradizione con l’innovazione e che sta già riscuotendo grande consenso presso le imprese italiane ed estere. “Sono molto fiero di questo nuovo concept – conclude Gianluca Pacini – perché sto riscontrando che il cofano Affresco, così come Scrigno del Cuore e Preghiera, offre alle Imprese di onoranze funebri l’opportunità di distinguersi accrescendo il loro prestigio sul territorio. Sono ancora più fiero del notevole numero di operatori italiani ed europei che dispongono di più di uno dei nostri brand, condividendo negli anni le nostre proposte e la loro capacità di cogliere i nuovi orientamenti del settore. Per questo, con l’occasione del lancio di Affresco, abbiamo deciso di offrire ai clienti più appassionati alle nostre continue innovazioni dei particolari vantaggi. Si tratta di premi legati al numero di linee di prodotto della nostra Manifattura proposte nel loro comprensorio; un doveroso riconoscimento per la loro stima e la loro collaborazione”. x 48
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LA DECIMA EDIZIONE DELLA RASSEGNA “IL RUMORE DEL LUTTO” A PARMA DAL 29 OTTOBRE AL 2 NOVEMBRE 2016
LA DIMENSIONE DELLA SPIRITUALITÀ
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Per maggiori informazioni e aggiornamenti, è attivo il sito www.ilrumoredellutto.com.
È
la Spiritualità, intesa in tutti i suoi valori, il tema centrale della decima edizione de “Il Rumore del Lutto”, che si svolgerà a Parma dal 29 ottobre al 2 novembre 2016, con un’anteprima il 21 e il 22 ottobre. La Spiritualità è una dimensione che va riscoperta: non è un “altrove” ma si esprime nella vita stessa, nel respiro, che ci rende consapevoli, ci riconnette a noi stessi, agli altri, alla natura, al seme della Terra, all’albero della vita e ci fa sentire centrati e aperti. E, se lo vogliamo, possiamo anche alimentarla per raggiungere così livelli di consapevolezza più profondi. Nata nel 2007 da un progetto culturale di Maria Angela Gelati, storica contemporaneista e studiosa di tanatologia (la disciplina che studia la morte e il morire sotto diversi punti di vista) e Marco Pipitone, critico musicale, fotografo e dj, la rassegna è stata la prima iniziativa culturale in Italia ad indagare un tema ancora oggi oggetto di rimozione come quello la morte. E ha fatto scuola: il successo di questo originale format ha ispirato nel tempo manifestazioni analoghe che si sono svolte in altre città italiane. Patrocinata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Parma e organizzata, da quest’anno,
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dall’associazione di promozione sociale “Segnali di vita”, la manifestazione propone un dialogo e una riflessione sul valore della vita, elaborando e condividendo pensieri e sentimenti ispirati al tema della morte. E lo fa attraverso l’apporto prezioso di differenti discipline, dall’arte visiva al teatro, dalla musica all’architettura, dalla letteratura alla medicina. Non è un caso che l’evento abbia luogo in coincidenza con la commemorazione dei defunti: l’iniziativa intende infatti offrire una modalità alternativa per vivere le giornate dedicate alla memoria dei nostri cari, rendendone la ritualità più completa. Per cinque giorni, in diversi luoghi della città ci si interrogherà ed emozionerà sulla Spiritualità. Oltre trenta eventi, quasi tutti a ingresso libero, per aiutare a superare la soglia del mutamento ed arricchire la propria dimensione interiore. Molte sono le istituzioni e le realtà imprenditoriali che hanno contribuito all’organizzazione e/o al sostegno dell’evento. Tra le più significative: Ade Servizi Srl Onoranze Funebri, Fare Bis Fare, Assistenza Pubblica Onoranze funebri Srl, Ratafià Teatro Bar, Video Type, Ferri Ivan e Sercim. Il programma nelle pagine seguenti.
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C IL RUMORE DEL LUTTO 2016 Programma VENERDÌ 21 OTTOBRE ore 22.00 App Colombofili, Circolo Arci Born into the waves And also the trees in concerto SABATO 22 OTTOBRE ore 19.00 Gran Caffè del Teatro Regio Libiam ne’ lieti calici. Aperitivo all’Opera Aperitivo a buffet ore 20.00 Teatro Regio Concerto con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai Info e prenotazioni online al sito www.teatroregioparma.it ore 23.00 Ridotto del Teatro Regio Reminiscences. Di quell’amore ch’è l’anima Gala vittoriano a cura di Alessandra Casiraghi Dresscode obbligatorio Info e prenotazioni online al sito www.teatroregioparma.it SABATO 29 OTTOBRE ore 9.00 Sala Congressi, Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma Spiritualità. Inaugurazione della X edizione de Il Rumore del Lutto Saluto delle autorità e presentazione dell’iniziativa con Maria Angela Gelati e Marco Pipitone ore 9.30 Spiritualità e Istituzioni sociosanitarie Convegno a cura di 54
Alessandro Bonardi Convegno con crediti formativi ore 17.00 Galleria Sant’Andrea Radice di Luce Mostra a cura di Annalisa Mombelli Opere di Rita Minelli Paesaggi sonori con Marco Binelli La mostra resterà aperta fino al 3 novembre ore 18.00 Galleria Un-Type Mostra a cura di Nicola Gatti ore 18.00 Libreria Diari di Bordo Requiem. Omaggio a Anna Andreevna Achmatova Con Susanna Siviero e Maria Teresa Alberici ore 18.30 Enoteca Tabarro Ogni vino è illuminato Con Alfio Lovisa, “colui che sussurrava alle barbatelle”; Marco Cervetti, “colosso di bontà e di meraviglia”; Roberto Terpin, “narratore in bilico sulla Frontiera”. Evento a numero chiuso. Prenotazioni entro il 28 ottobre: info@tabarro.net ore 19.00 WoPa Temporary La Santeria, la memoria errante dei quadritos Visite guidate in un allegro cimitero colorato Con Brunella Tegas e Vito Spada ore 20.00 WoPa Temporary Viva la Vida (que ayer se fue) Aperitivo e cena messicana, con il Duo Mariachi Los Higones DOMENICA 30 OTTOBRE ore 11.00 Oratorio di San Gregorio Magno, Cimitero della Villetta
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Conducimi, dolce luce Santa Messa, con canti in latino, con Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Enrico Solmi, Vescovo di Parma. ore 11.30 Libreria Feltrinelli Visione Mistica. Dialogo tra Raimon Panikkar e Angela Volpini Presentazione del libro pubblicato da Jaca Book con Luciano Mazzoni Benoni e Angela Volpini ore 17.00 Teatro del cerchio Il gatto e la volpe (aspettando Mangiafuoco) Spettacolo teatrale per bambini Regia di Mario Mascitelli Info e prenotazioni: 331 8978682 info@teatrodelcerchio.it Ingresso: adulti 9 euro, bambini 3 euro. ore 19.00 Shakespeare Cafe Il cibo consolatorio Cena con Barbara Barbieri e Ilaria De Amicis Info e prenotazioni: info@shakespearecafe.it tel. 0521 237969 ore 21.30 Shakespeare Cafe Correspondances. Spiriti, fantasmi, natura e cultura Spettacolo con Rocco Rosignoli, Franca Tragni e Massimiliano Sozzi
LUNEDÌ 31 OTTOBRE ore 10.00 WopA Temporary Architetture del silenzio Ipotesi a confronto sul tema dell’aula del silenzio e dei culti Tavola rotonda a cura di Luca Boccacci In collaborazione con Ordine degli Architetti
ore 16.00 Castello dei burattini Che ScotchATURA!!! Spettacolo senza parole di clowneria e burattineria per bambini ore 17.00 Ex Oratorio di San Quirino, sede del Parma Urban Center MANES (E abbracciar l’urne, e interrogarle) Mostra a cura di Elena Alfonsi Opere di Anna Campanini La mostra resterà aperta fino al 2 novembre ore 17.30 Libreria Diari di bordo Il grande animale Presentazione del libro di Gabriele Di Fronzo, edizioni Nottetempo, con l’autore Gabriele Di Fronzo ore 18.00 Famija Pramzana, Mind for Music bar Slangorén dell’Amarcord Aperitivo a tema ore 21.15 Teatro Europa Scacco al Re Spettacolo teatrale liberamente tratto da Il Re Muore di Eugène Ionesco, regia di Giulia Bonghi Con Sara Barbuti e Giada Guareschi Info e prenotazioni: 0521 243377 europateatri.pr@gmail.com ore 22.00 WoPa Temporary Post Fata Resurgo Marlat in concerto ore 23.30 WoPa Temporary Halloween Dj set MARTEDÌ 1 NOVEMBRE ore 11.00 Sala del commiato, Tempio della cremazione Ubicazione ignota Azione poetica con Adriano Engelbrecth e Ilaria Drago
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ore 17.00 Teatro del cerchio Il gatto e la volpe (aspettando Mangiafuoco) Spettacolo teatrale per bambini Regia di Mario Mascitelli Info e prenotazioni: 331 8978682 info@teatrodelcerchio.it Ingresso: adulti 9 euro, bambini 3 euro ore 18.30 Enoteca Tabarro Ogni vino è illuminato Con Alfio Lovisa, “colui che sussurrava alle barbatelle”; Marco Cervetti, “colosso di bontà e di meraviglia”; Roberto Terpin, “narratore in bilico sulla Frontiera”. Evento a numero chiuso. Prenotazioni entro il 28 ottobre: info@tabarro.net
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ore 20.30 Ratafià Teatro bar 9 canzoni 9 con Carlo Massarini a cura di Marco Pipitone ore 22.30 WoPa Temporary Lontano Radiodervish in concerto ore 22.30 Enoteca Tabarro Ogni vino è illuminato Con Alfio Lovisa, “colui che sussurrava alle barbatelle”; Marco Cervetti, “colosso di bontà e di meraviglia”; Roberto Terpin, “narratore in bilico sulla Frontiera”. Evento a numero chiuso. Prenotazioni entro il 28 ottobre: info@tabarro.net
MERCOLEDÌ 2 NOVEMBRE ore 9.00 Sala Congressi, Abbazia di Valserena La notizia è: l’informazione sacra Conferenza con Luciano Mazzoni Benoni, Luca Molinari, Guidalberto Bormolini Evento a numero chiuso, iscrizioni al sito www.odg.it, piattaforma S.I.Ge.F ore 14.30 Aula B, Dipartimento di Scienze Medico Veterinarie Il ponte dell’arcobaleno. Contesti, fine vita e testimonianze nel lutto per gli animali Seminario a cura di Lella Gialdi Al termine del Seminario sarà messo a dimora un albero nel
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giardino del Dipartimento di Scienze Medico Veterinarie ore 18.30 Enoteca Tabarro Ogni vino è illuminato Con Alfio Lovisa, “colui che sussurrava alle barbatelle”; Marco Cervetti, “colosso di bontà e di meraviglia”; Roberto Terpin, “narratore in bilico sulla Frontiera”. Evento a numero chiuso. Prenotazioni entro il 28 ottobre: info@tabarro.net ore 21.00 WoPa Temporary The perfect circle Proiezione del film di e con Claudia Tosi In collaborazione con Ordine degli Architetti
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Ossario del Pasubio
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ra il 26 agosto 1921 quando venne posata la prima pietra, e il 29 agosto 1926 quando il Re d’Italia inaugurò il monumento, costruito su un fazzoletto di terra protagonista di tante battaglie della Grande Guerra, come quella, sanguinosissima, combattuta il 2 luglio 1916 sul vicino massiccio del Pasubio. Sul colle Bellavista che domina la Val Leogra svetta il primo l’Ossario costruito per raccogliere i resti dei caduti della prima guerra mondiale: nella cripta riposano settanta decorati al valor militare, la salma del Generale della Prima Armata, Guglielmo Pecori Giraldi, 5.146 soldati italiani e quaranta austriaci che persero la vita nella prima guerra di massa della storia. Le transenne in pietra traforata a decori geometrici lasciano intravedere le ossa, facendo immediatamente intuire tutta la portata di un conflitto che in totale provocò la morte di tredici milioni di persone: una carneficina che fin da subito fece scaturire il bisogno – tutto umano – di dare degna sepoltura ai resti, di collocarli in luoghi dal forte richiamo sacrale e simbolico che potessero divenire, a guerra conclusa, meta di pellegrinaggio compassionevole per le famiglie straziate dal dolore. O LT R E M AG A Z I N E • S E T T E M B R E - O T T O B R E 2 0 1 6
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più impervie dei fronti cosparse di cadaveri, anche a guerra finita. Fu una logica conseguenza la costruzione in questi territori, nel primo dopoguerra, dei più numerosi e importanti sacrari destinati a trasmettere la memoria di ciò che fu e che, dopo un lungo oblio, tramite le celebrazioni in corso per i cent’anni, si sta cercando di ricondurre alla conoscenza storica di tutti i cittadini. Se il secondo sacrario costruito nel Vicentino fu quello del monte Cimone di Tonezza, inaugurato il 28 settembre 1929 a ricordo di un’esplosione infer-
Sacrario del Leiten di Asiago / foto Marta Santacatterina /
Sopra le spoglie dei caduti del monte Pasubio si è quindi eretta una possente torre – progettata in forme debitrici del passato dall’architetto Ferruccio Chemello, mentre gli interventi decorativi si devono a Tito Chini e a Umberto Bellotto – che ancora oggi domina la pianura sottostante intonandosi con l’ambiente montano, e che compare, con la sua sagoma slanciata, sullo stemma della provincia di Vicenza assieme agli altri tre monumenti che vedremo. Proprio in Veneto – senza naturalmente dimenticare il Trentino Alto Adige, il Friuli e la Venezia Giulia – si sono infatti concentrati, nel periodo dal 1915 al 1918, i più aspri combattimenti che lasciarono le zone 62
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ta dall’esercito austro-ungarico alla Brigata di fanteria Sele, che venne completamente annientata, i due monumenti più conosciuti sono quelli di Asiago e del Monte Grappa. Sulle dolci linee dell’Altipiano dei Sette Comuni, tra prati verdissimi e boschetti di conifere, il Sacrario del Leiten di Asiago ospita i resti provenienti dai circostanti cimiteri di guerra di 54.236 caduti italiani e austro-ungarici: i nomi di quelli identificati sono incisi sui singoli loculi, mentre grandi tombe comuni ospitano i tanti militari ignoti. All’esterno un ampio terrazzo, una scalinata
e il grande arco trionfale dalle linee classiche: il complesso disegnato dall’architetto Orfeo Rossato di Venezia, ultimato nel 1936, nelle linee e nel rapporto con il paesaggio già richiama quello stile razionalista che il regime usò nei monumenti ai caduti non solo a fini di commemorazione ma anche per glorificare e dare un nuovo significato al conflitto e al sacrificio dei soldati. Ma è sul Monte Grappa che l’aspirazione a modellare lo skyline alpino con un intervento architettonico si concretizza con una potenza che ancora oggi lascia stupefatti. Il luogo fu uno dei baluardi della difesa della patria dall’invasione austriaca, tanto quanto il Piave, ed entrambi divennero ben presto oggetto di un processo di mitizzazione (“O montagna per noi tu sei sacra, / giù di lì scenderanno le schiere / che irrompenti a spiegate bandiere / l’invasore dovranno scacciar”, recita una nota canzone). Già dal 1918 due comitati lanciarono proposte per costruire un memoriale, ma la vicenda subì rallentamenti e intoppi fino a quando, nel 1933, i lavori vennero sbloccati e si poté rapidamente procedere al completamento del monumento, con alla guida l’architetto Giannino Castiglioni e lo scultore Giovanni Greppi. Il sacrario non prevede
Sacrario del Monte Grappa / foto Gabriele Dalla Porta, Wikimedia commons /
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Sacrario di Redipuglia / foto di Andrea Lodi, Creative Commons / R I C O R R E N Z E
spazi chiusi: diverse tappe scandiscono il percorso ascensionale dalla scalinata che attraversa i cinque gradoni concentrici al sacello, dove si trova un’immagine devozionale della Madonnina, per poi proseguire lungo la via Eroica affiancata dai 14 cippi dedicati ad altrettante battaglie e giungere infine al Portale di Roma. A differenziare quello del Monte Grappa dagli altri sacrari è da un lato lo schieramento dei 22.950 caduti “serrati in falange” nei loculi e non più custoditi in teche in una cripta, dall’altro un massiccio intervento sulla montagna e sul relativo paesaggio. Se i primi ossari, che mettevano al centro gli estremi resti mortali dei soldati caduti, trasmettevano un messaggio molto concreto e ancora profondamente legato alla pietas privata, con i sacrari di epoca fascista si operò una vera e propria sacralizzazione: nulla più resta nel nome della morte, e tutto è già rivolto alla sublimazione. Volgendo lo sguardo a est, e spingendoci verso quel confine conquistato a così caro prezzo, corona la cosiddetta “invasione monumentale” il sacrario di Redipuglia: lì per ciascun soldato un identico ma quanto mai significativo nome è scolpito per l’eternità sulla pietra dei gradoni: “Presente”! x 64
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e abbiamo parlato nello scorso numero di Oltre Magazine con dati ISTAT alla mano: la cremazione in Italia, soprattutto nel settentrione del Paese, è un fenomeno in aumento esponenziale. Il primo caso nazionale risale al 1876, con l’incenerimento del corpo imbalsamato dell’industriale Alberto Keller, deceduto due anni prima, a fronte di una precisa volontà testamentaria che comprendeva anche un cospicuo lascito al Cimitero Monumentale di Milano per l’erezione di un Tempio Crematorio. È cosa nota che la Chiesa fino a non molto tempo fa non vedeva di buon occhio tale pratica, perché storicamente legata ad un’ideologia anticristiana che tendeva in questo modo negare il concetto di vita ultraterrena, sminuendo al contempo il rito prettamente cristiano della sepoltura. Tuttavia con il Concilio Vaticano II del 1963 si è assistito ad un determinante cambiamento di rotta. Ha avuto così inizio una certa diffusione della cremazione anche nel nostro Paese, che, come abbiamo visto, in questi ultimi anni è in decisa espansione.
Massimo Rizzardini
Va da sé che mutamenti sociali che comportano l’adozione di nuovi stili di vita e di pratiche fino a poco prima pressoché inesistenti o del tutto sconosciuti, necessitino di un supporto normativo atto a strutturarli e a disciplinarli. Nel caso della cremazione la giurisprudenza appare in forte ritardo. Ed è anche a causa di questo vuoto legislativo che nel giugno del 2014 è nato il Registro Italiano Cremazioni, una associazione su basi volontarie e senza scopo di lucro, il cui obiettivo è quello di promuovere il rito della cremazione e i valori etici, sociali e culturali che lo ispirano. Legalmente riconosciuto su tutto il territorio nazionale, attesta e tutela le dichiarazioni di volontà in materia di cremazione, affido e dispersione delle ceneri. “La cremazione è un diritto civile, una scelta inalienabile” ci spiega il Segretario nazionale Massimo Rizzardini “ma l’iter da seguire affinché questa volontà venga attuata non è sempre facilmente accessibile sia per difficoltà burocratiche che per Tempio Crematorio, gli eventuali costi da sostenere nel Cimitero Monumentale di Milano caso di dover redigere un vero e proprio testamento alla presenza di un
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Il Registro Italiano Cremazioni, legalmente riconosciuto su tutto il territorio nazionale, attesta e tutela le dichiarazioni di volontà in materia di cremazione, affido e dispersione delle ceneri. Diversamente dalle altre associazioni, esercita questo compito attraverso le imprese funebri, finalmente libere di iscrivere in completa autonomia tutti gli utenti che lo desiderino. È l’impresa, infatti, a raccogliere direttamente le domande di iscrizione dei cittadini per nome e per conto del Registro. Ed è ancora l’impresa a rilasciare la tessera d’iscrizione, con il suo nome e i suoi recapiti stampati sul retro. Non sarà più necessario rivolgersi a nessun'altra associazione: l'associazione, adesso, sei tu.
Gestisci i tuoi iscritti attraverso il portale del Registro Italiano Cremazioni. L'impresa funebre ha infatti a disposizione un'area riservata ove caricare i documenti, interagire con la pubblica amministrazione, ricevere aggiornamenti su norme e leggi vigenti, aggiornare le anagrafiche e stampare gli attestati di cui ha bisogno.
Essere protagonisti
P. G. alberto rigoni
Il Registro Italiano Cremazioni vuole dare alle imprese la possibilità di giocare un ruolo fondamentale nel settore funebre e delle cremazioni, rendendole il primo punto di riferimento sul territorio. Ciò non solo consente di instaurare un solido legame di fidelizzazione con la clientela, ma anche di essere protagonista di una piccola, grande rivoluzione.
Padroni delle proprie scelte Il Registro Italiano Cremazioni non promuove funerali low cost e non impone politiche di prezzo sul servizio funebre, non prende contatti con la clientela dell'agenzia funebre, non promuove azioni di marketing ad insaputa dell'impresa. Inoltre, concede l'uso gratuito del marchio e del logo per la tua pubblicità: ma non ti impone di fare nemmeno quella.
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notaio. Noi intendiamo garantire a tutti il diritto alla cremazione snellendo qualsiasi procedura: basterà infatti compilare la domanda scaricabile dal nostro sito e consegnarla personalmente, con la documentazione richiesta, presso una delle imprese di Onoranze Funebri associate al Registro Italiano Cremazioni per essere certi di veder rispettate le proprie volontà. La dichiarazione rilasciata al momento dell’iscrizione è infatti un testamento a tutti gli effetti, non suscettibile di pubblicazione, senza costi aggiuntivi e messo in esecuzione non appena avvenuto il decesso”. Un ruolo di primo piano in questo procedimento è riservato dunque alle imprese funebri deputate a raccogliere direttamente le domande di iscrizione dei cittadini. “La collaborazione con le agenzie di pompe funebri è per noi fondamentale” continua Rizzardini “Allo stesso tempo per l’impresa essere associata al Registro Italiano Cremazioni è una opportunità ulteriore per offrire un servizio alla collettività: diventando di fatto uno sportello sul territorio sarà in grado, con il supporto costante del nostro management, di proporsi quale operatore del settore esperto di diritto civile in materia di cremazione. Oltre ad acquisire nuove competenze e professionalità, avrà così modo anche di consolidare i rapporti con la clientela e di accrescere la sua visibilità e la sua reputazione sul territorio. L’impresa associata può inoltre usufruire di un’area riservata nel portale del Registro, con accesso diretto ai database degli iscritti, dove ha la possibilità di caricare documenti, interagire con la pubblica amministrazione, ricevere aggiornamenti su norme e leggi vigenti, aggiornare le anagrafiche e stampare attestati”. Il Registro Italiano Cremazioni si occupa anche delle fasi che seguono il rito della cremazione, ovvero l’af-
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fidamento delle ceneri o l’eventuale dispersione delle stesse, in accordo con le normative vigenti nelle varie regioni italiane, in mancanza di direttive a livello nazionale. Nel modulo di iscrizione una apposita sezione consente al nuovo socio di poter indicare come disporre delle proprie ceneri e, nel caso di affidamento a domicilio, designare la persona che se ne dovrà occupare, sollevando la famiglia da ogni qualsivoglia dubbio o controversia. E se qualcuno ci dovesse ripensare? Niente paura! Finché la persona è in vita avrà sempre modo di cambiare idea sia sulla destinazione dei propri resti che sulla scelta stessa della cremazione, salvaguardando così la libertà dell’individuo fino all’ultimo. Il Registro Italiano Cremazioni si occupa di molte altre attività collaterali sostenendo in prima persona la ricerca nell’ambito delle tecniche più avanzate di incenerimento con particolare attenzione agli aspetti igienici ed ambientali. Inoltre si impegna attivamente con Istituzioni, centri di studio e ricerca, organismi di settore per mantenere vivo un tavolo permanente di dibattito, una piattaforma dove approfondire i diversi aspetti e le varie problematiche connessi alla cremazione per trovare soluzioni condivise al fine di fornire riposte adeguate in tempi rapidi ed essere sempre e dovunque all’altezza di soddisfare le necessità della società contemporanea. “La scelta della cremazione è il bene più importante che il suo iscritto decide di affidarci” conclude Rizzardini “Per queste ragioni disponiamo di professionisti che possono aiutare a dirimere le perplessità, i dubbi e le eventuali difficoltà di quanti vogliano affrontare questa scelta in piena autonomia e consapevolezza. Nel segno della libertà”. x
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Dalla collaborazione tra Pelagatti Massimo, Vedovini Enrico, Bruni Alessandra e la Vezzani Cremation nasce ad Arezzo, AREZZO PET SERVICE. AREZZO PET SERVICE che ha inaugurato l’attività sabato 21/11/2015 dispone di un servizio all’avanguardia per la cremazione di animali da compagnia sia collettive che singole con la conseguente restituzione delle ceneri al proprietario dell’animale. Il servizio e la professionalità sono alla base dei principi dello staff dell’AREZZO PET SERVICE, i quali saranno a vostra disposizione 24/24H e per chi ne farà richiesta avrà la possibilità di assistere alla Cremazione e di poter dare l’ultimo saluto al proprio animale. L’impianto di cremazione istallato della Vezzani Cremation, specificatamente studiato per la cremazione di animali da compagnia, è un impianto ad altissimo contenuto tecnologico, rispettoso
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IL CONCETTO DELLA MORTE ALLE ORIGINI DELLA CIVILTÀ DI MIRANDA NERA
DALLE CIVILTÀ MESOPOTAMICHE AL POPOLO EGIZIO: L’EVOLUZIONE DEL CONCETTO DI ALDILÀ E DELL’ARCHITETTURA DEL LUOGO DELLA MORTE
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iò che rende estremamente interessante il popolo Egizio è la modalità di approccio al tema della morte e del lutto. Tutti gli esseri viventi muoiono: è la natura, è la normalità. Ma tra tutti gli esseri dotati di intelletto, l’uomo è l’unico che ha associato a questo evento una sensazione di profonda angoscia e timore. Vani sono i tentativi di sfuggire ad essa, l’appuntamento ha un orario inderogabile, a prescindere dal ruolo sociale o dalla ricchezza economica. Tuttavia, nella normalità della nostra vita di uomini moderni, viviamo come se mai dovessimo morire; Freud chiamava questo particolare processo “Negazione”. La Negazione ci aiuta a superare l’ansia ed a proseguire nel cammino della nostra esistenza. Noi non sappiamo con certezza cosa ci sia dopo la morte. Nei secoli l’uomo si è avvalso di innumerevoli supposizioni, supportate dalla religione, dalla storia, ed anche dal folklore, ma ad oggi viviamo immaginando un dopo, che comunque rimane velato di un’aura di mistero. Se tutti i popoli vivono pensando alla morte, il popolo egizio viveva in funzione della morte. Questa è una differenza di approccio sostanziale e, nonostante siano passati secoli, rimane l’unica comunità ad avere una visione tanto chiara e reale di essa. Per questa stirpe l’idea del morire era qualcosa di connesso in modo razionale e O LT R E M AG A Z I N E • S E T T E M B R E - O T T O B R E 2 0 1 6
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indissolubile alla vita. Il Faraone non a caso aveva il compito più importante di qualsiasi altro uomo, che non era solo quello di amministrare e gestire il proprio popolo come avveniva per ogni Re, ma di salvarlo dalla notte eterna. Egli viveva la propria esistenza aspettando il giorno della sua morte. Ecco perché ogni Faraone in vita spendeva tempo e denaro per la costruzione delle Piramidi. Il Re Sumero al contrario non voleva morire. Quando stava per passare a miglior vita, sceglieva un suo sostituto che ne faceva le veci per cento giorni, affinché la morte lo scambiasse e non lo prendesse con sé. Le civiltà Mesopotamiche avevano un’idea molto scoraggiante della morte e del lutto. Nonostante le tombe dei Re fossero ricche e molto articolate da un punto di vista architettonico, ciò che mancava era la capacità di inventare un dopo che potesse in qualche modo sopperire alla paura della fine, o che fosse quanto-
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meno allettante, come ad esempio l’idea del Paradiso Cristiano. Per i Sumeri la dimensione della morte era solo una triste trasfigurazione di quella della vita; pensavano che i morti vivessero in una città sotterranea cupa e priva di luce. Ciò che rendeva molto avvilente la loro visione era l’impossibilità di un riscatto, di una rinascita, di un’ascesa verso una dimensione migliore. Il loro Aldilà era statico, mentre quello Egizio era dinamico e ricco di colpi di scena. Dagli Egiziani in poi tutto cambia, i sovrani, i sacerdoti i saggi ed anche le genti di ogni Paese incominciano ad immaginare viaggi dalle sfumature fantastiche. La morte non è più la fine. La morte finalmente ha un senso: diviene rinascita. Non a caso mentre la città Mesopotamica dei mor-
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ti è oscura, il Faraone del suo viaggio nell’ aldilà viene accompagnato dal Dio del Sole. Una contrapposizione significativa poiché ancora oggi nell’immaginario collettivo il sorgere del sole indica nuovo inizio e rinnovamento. Il Faraone diventa l’Eroe nella narrazione di una storia avvincente che sarà lo spunto per molte raffigurazioni successive. Dopo la morte egli compiva un viaggio surreale in cui attraversava dodici porte, una per ogni ora della notte, lottando con forza ed astuzia contro demoni spaventosi. Egli non aveva paura della morte. Il dodici è un numero mistico, interessante e ricorrente. Gli Dei più importanti dell’olimpo sono dodici, come sono dodici i Cavalieri della Tavola Rotonda di Rè Artù oppure i mesi che compongono l’anno. Questo numero ha un significato esoterico perché indica il numero delle prove che deve compiere l’Iniziato per evolversi nella sua trasformazione interiore. Anche nella Bibbia, nel Vangelo e nell’Apocalisse di San Giovanni ritroviamo il dodici come numero mistico, basta pensare al numero degli Apostoli.
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Da un punto di vista architettonico l’evoluzione del luogo della sepoltura avviene in modo graduale. In Egitto la rappresentazione spaziale delle prime tombe, come quella del Faraone Ninetjer appartenente alla II Dinastia, è forse la raffigurazione fisica dell’idea di “Città dei Morti” propria delle Civiltà Mesopotamiche. Qui infatti la camera funeraria è circondata da un insieme di tunnel e gallerie che stanno quasi a formare un labirinto. Gli archeologi hanno dedotto che il suddetto labirinto fosse la riproduzione del palazzo reale del Faraone. Già nella III Dinastia questa idea si perde, ma comunque il collegamento con l’oltretomba del popolo Sumero rimane un elemento interessante. Un altro elemento di collegamento, che comunque viene ritrovato quasi in tutte le culture più antiche, riguarda la diversificazione del trattamento rituale e religioso della morte. Inizialmente solo i faraoni, gli scribi o i re avevano il privilegio di essere sepolti in tombe imponenti. L’aldilà del popolo Egizio è collocato in un paesaggio rurale, in cui si compiono i lavori dei campi ed in cui continuano le azioni in modo molto simile a quelle della vita vera. Anche se il dopo non risulta essere particolarmente idilliaco, questo è comunque riservato solo alle persone 80
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pure di spirito. Successivamente nascerà l’idea del Paradiso e dell’Inferno come luoghi ultraterreni. Gli Egiziani non creavano un luogo per le persone abiette, ma le davano in pasto alla feroce bestia il cui nome era Ammit (colei che ingoia il defunto) un misto tra leone, coccodrillo e ippopotamo, subito dopo la pesatura dell’anima. Il rituale di pesatura viene scoperto per la prima volta grazie al Papiro di Ani. Anche nella tradizione iranica le anime dei defunti vengono pesate da Mitra su una bilancia che non distingue ricchi e poveri. Presso gli Ebrei il Talmud fa riferimento all’angelo Dokiel che compie la pesatura per conto di Dio. Popoli e credenza si susseguono, evolvendosi e traendo spunto da una storia infinita di culture e religioni in cui però l’origine rimane sempre la stessa, e cioè Dio. x
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