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Oltre Magazine n. 3 maggio/giugno 2016

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In caso di mancato recapito restituire al C.M.P. Bologna Zanardi per la restituzione al mittente che si impegna a versare la relativa tariffa

NUMERO 3 - MAGGIO - GIUGNO 2016

OLTRE MAGAZINE

MAGAZINE

OLTRE

PERIODICO

NUMERO 3 D E L L’ I M P R E N D I T O R I A

FUNERARIA

E

CIMITERIALE

A MILANO UNA STRUTTURA COSÌ INNOVATIVA NON ERA ABBASTANZA. IMPRESA SANSIRO NE HA COSTRUITA UN’ALTRA.

MAGGIO - GIUGNO 2016


LO STILE CHE NON C’ERA


BIEMME SPACE MAGAZINE

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Q U AT T R O P O R T E

QUESTO È IL NOSTRO PUNTO DI VISTA

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autofunebre e la sua identità passa attraverso una scelta iniziale fondamentale: il modello e il relativo telaio da elaborare. Biemme Special Cars si distingue sempre e fa una scelta radicale, ovvero punta dritto sulla top di gamma di casa Jaguar, la XJ Passo Lungo. Revenge nasce proprio dalla sapiente combinazione di potenza, bellezza e raffinatezza, unita dall’inconfondibile cura maniacale dei dettagli e ai materiali scelti ed elegantemente assemblati. Nessun compromesso dunque, ma solo scelte audaci e decise, perchè una Biemme Special Cars si deve riconoscere sempre.

LO STILE CHE NON C’ERA

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BIEMME SPACE MAGAZINE

L’ESSENZA DELLO STILE

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nconfondibile lo stile e la tecnologia tutta italiana che emana e di cui è dotata la Vekal. Biemme elabora un risultato unico che si fa ammirare per una scelta di assoluta originalità. Una Biemme Special Cars si riconosce sempre.

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Q U AT T R O P O R T E

LO STILE CHE NON C’ERA

PHANTOMHEARSE - VEKAL - REVENGE - ATLANTIS - REVON - ANTALIS - METIS - COMPACT


BIEMME SPACE MAGAZINE

BIEMME SPECIAL CARS: LA SCELTA DI ESSERCI

PROTAGONISTI AL TANEXPO

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T A N E X P O

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ogliamo condividere con una carrellata di immagini delle nostre piacevoli “ragazze”, alcuni momenti catturati durante l’evento appena concluso. Biemme Special Cars ringrazia calorosamente tutti coloro che hanno fatto visita allo stand per l’alto interesse dimostrato, anche qualora si sia trattato di rappresentanti della concorrenza! Tanexpo ha risposto pienamente alla nostra idea di incontro e dello stare insieme per tessere relazioni proficue e durature con i nostri interlocutori, uno dei valori fondanti per Biemme Special Cars, da alimentare e implementare giorno dopo giorno. Questo di per sé deve fornire un solido incoraggiamento per l’espansione del nostro mercato, nella logica di un migliore e rinnovato rapporto di fiducia e gradimento delle nostre realizzazioni da parte della clientela.

PHANTOMHEARSE - VEKAL - REVENGE - ATLANTIS - REVON - ANTALIS - METIS - COMPACT


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R E A LTÀ S P E C I A L I Z Z ATA N E L C A M P O F U N E R A R I O I N P R O G E T TA Z I O N E E D E S E C U Z I O N E D I O P E R E D ’ A RT E I N D I V I D U A L I , P E R L U O G H I D I C U LT O , S PA Z I P U B B L I C I E P R I VAT I

V I V F U N E R A L A RT d i F i l i p M o r o d e r D o s s - S n e t o n 7 1 a - 3 9 0 4 6 O r t i s e i , Va l G a r d e n a ( B Z ) Te l . + 3 9 3 3 3 3 6 6 3 0 4 0 - E m a i l : i n f o @ a r t e v i v. i t - w w w. a r t e v i v. i t


Sommario OLTRE MAGAZINE

PERIODICO DI INFORMAZIONE DELL’IMPRENDITORIA FUNERARIA E CIMITERIALE

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13 Editoriale

Bimestrale - Anno XVI - n° 3 - Maggio-Giugno 2016 DIREZIONE, REDAZIONE, AMMINISTRAZIONE, PUBBLICITÀ:

Via de’ Buttieri 5/a - 40125 Bologna tel. 051 4298311 - fax 051 4298312 redazione@oltremagazine.com

FIERE

14 La conferma di un successo

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DIRETTORE RESPONSABILE:

AlbertoLeanza redazione@oltremagazine.com SEGRETERIA DI REDAZIONE:

Raffaella Segantin r.segantin@oltremagazine.com

INTERVISTA A...

24 Verso nuovi traguardi

REDAZIONE:

redazione@oltremagazine.com Daniela Argiropulos, Francesca De Munari, Maria Angela Gelati, Claudia Grassi, Carmelo Pezzino, Sara Sacco, Carlo Mariano Sartoris, Laura Savarino, Raffaella Segantin, Nara Stefanelli, Roberto Valli, Gaia Lucrezia Zaffarano WEBMASTER:

L’ O P I N I O N E D I . . .

31 Un pensiero dalle Associazioni e dalle Federazioni

Pasquale Leuzzi webmaster@oltremagazine.com COMITATO SCIENTIFICO:

Luigi Bartolomei, Rossana Becarelli, Giuseppe Bellachioma, Francesco Campione, Alcide Cerato, Mauro Felicori, Giulio Gallera, Maria Angela Gelati, Gianni Gibellini, Pietro Innocenti, A. Renato Miazzolo, Alessandra Natalini, Giorgio Praderio, Michela Sgoluppi, Marina Sozzi, Anna Paola Spagnoletti, Piero Maurizio Zaffarano

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PA R L I A M O D I . . .

46 Protagonisti a Tanexpo

AMMINISTRAZIONE:

PA R L I A M O D I . . .

PUBBLICITÀ:

50 I 50 anni di Scacf

Daniela Spitaleri

pubblicita@oltremagazine.com Spedizione in abbonamento postale. Diffusione in 8.000 copie, inviato a tutti gli operatori italiani del settore. REGISTRAZIONE:

Tribunale di Bologna n° 7053 del 23/10/2000 COPYRIGHT:

Tutti i diritti riservati. Manoscritti e foto originali, anche se non pubblicati, non si restituiscono. È vietata la riproduzione, seppure parziale, di testi e fotografie, se non con autorizzazione scritta e citando la fonte. La responsabilità delle opinioni e degli apprezzamenti espressi negli articoli pubblicati è dei singoli autori. COORDINAMENTO SERVIZI FOTOGRAFICI:

Pasquale Leuzzi, Raffaella Segantin

FORMAZIONE PROFESSIONALE

60 Opportunità per acquisire nuove competenze

CIMITERI D’ITALIA

66 Il cimitero di San Michele in Isola

RECENSIONI

76 L’albero della vita

FONTI ICONOGRAFICHE:

Archivio Oltre Magazine, ANSA, Rosetta Bonatti, Massimo Cocchi, Massimo Gennari, Riccardo Latini, Pasquale Leuzzi, Raffaella Segantin STAMPA:

Mediaprint srl Via Brenta 7 37057 San Giovanni Lupatoto - VR PROPRIETÀ EDITORIALE E COPYRIGHT:

Conference Service srl

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www.oltremagazine.com

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Editoriale

I

l ettori più attenti noteranno certamente che si è esaurita la nostra esperienza alla direzione di questa rivista. Ne siamo profondamente rammaricati, ma siamo certi di lasciare in altre mani un giornale apprezzato e solido: il grande consenso e le tante attestazioni di stima che, da sempre, ci avete manifestato si concretizzano anche in una raccolta pubblicitaria che, potrete verificarlo sfogliando la rivista, ha visto crescere negli ultimi tempi gli investimenti di quelle aziende che hanno inteso promuovere adeguatamente il proprio business. Ci ritroveremo comunque sulle pagine di Oltre Magazine con cui manterremo un costante rapporto di collaborazione, pronti a portare avanti le idee nelle quali crediamo e sulle quali continueremo a costruire il nostro lavoro. Vogliamo cogliere l’occasione di questo nostro ultimo Editoriale per manifestare pubblicamente un pensiero riconoscente che intende accomunare l’Editore, che ci ha offerto questa fantastica opportunità e che mai in passato ha condizionato il nostro operato, la Redazione e i Collaboratori che si sono succeduti nel tempo e che, giorno dopo giorno, hanno costruito con impegno, con fatica e con intelligenza un prodotto editoriale di cui andiamo particolarmente orgogliosi, coloro con i quali abbiamo interagito attingendo conoscenze ed esperienze che ci hanno arricchiti umanamente e professionalmente, ma in particolare tutti voi, cari affezionati lettori, con i quali in questi anni abbiamo stabilito un rapporto basato sulla condivisione, sull’onestà intellettuale, sulla fiducia, sul desiderio di contribuire ad un reale sviluppo del comparto. Non c’è retorica in queste parole, ma la consapevolezza di aver vissuto insieme una esperienza davvero entusiasmante! In ogni caso le nostre relazioni non si esauriscono qui. Altre occasioni e altri strumenti ci consentiranno di alimentare e di mantenere vivi quel dialogo e quel confronto che ormai appartengono indissolubilmente alla nostra vita. Buona lettura a tutti!

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PERIODICO DI INFORMAZIONE DELL’IMPRENDITORIA FUNERARIA E CIMITERIALE

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F I E R E

LA CONFERMA DI UN SUCCESSO IL VIAGGIATORE


UN REPORTAGE SULL’EDIZIONE APPENA CONCLUSA E I NUOVI SCENARI INTERNAZIONALI


F I E R E

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nche l’edizione 2016 di Tanexpo ha chiuso le porte. Non staremo qui a celebrare il successo della manifestazione bolognese che sempre di più si conferma un momento imprescindibile nel panorama funerario mondiale. I commenti, quasi unanimi, di una grandissima maggioranza di espositori e visitatori costituiscono l’indice più palpabile ed attendibile per valutare l’impatto dell’appuntamento biennale. Le cifre per parte loro non contraddicono l’impressione generale: I 18.000 visitatori che durante i tre giorni hanno affollato i corridoi dei tre padiglioni non fanno che confermare l’ottimo esito della manifestazione e ciò malgrado i tentativi incomprensibili, a dire il vero, e vani di chi ha tentato di portare nocumento all’evento. Dimenticano costoro che buon sangue non mente e che Alberto e Sara Leanza hanno imparato al meglio la lezione paterna quella che ha consentito loro di portare avanti con pieno successo il discorso iniziato vari decenni orsono - loro erano ancora bambini - dal loro genitore. Occorre peraltro dire che tutta Conference Service ha contribuito, come sempre con entusiasmo, all’indiscutibile successo. Avendo passato le settimane precedenti l’evento nella 18

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aprile No. 163 del 12 lo 40 della Legge sensi dell’artico di costruzione ai 163 dated 12 april one delle imprese 40 of the Law No. ai fini della qualificazi according to Art. 2010 No. 207 ed è utilizzabile suo complesso del D.P.R. 5 ottobre companies for qualification purposes dell’impresa nel modificazioni e on 2006 e successive and may be used by constructi agli aspetti gestionali No. 207 5 October 2010 ne si intende riferita a whole as well as D.P.R. organization as La presente certificazio t modifications ent aspects of the lace and Date: 2006 and subsequen to the general managem Luogo e Data/P is meant to refer This certificate

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supervisione di/ eseguito sotto la under the L’audit è stato performed The audit has been ision of superv

Beltrami

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Luca Catellani

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Ci si rivede fra due anni per un’altra Tanexpo verso la quale sono rivolti ormai tutti gli sforzi della bella “équipe”. Già molte aziende hanno emesso delle opzioni per il 2018 e non v’è dubbio che molte altre si aggiungeranno ad esse vista l’intensa attività di promozione che gli organizzatori stanno menando non solo nella penisola ma anche, e soprattutto, all’estero,

sede della società posso personalmente testimoniare dell’assoluta dedizione di tutti, e dico bene tutti, i collaboratori che abbiamo visto all’opera non solo fino a tardi di sera ma anche durante i fine settimana, domenica compresa. Il Signore non sarà magari contento che alcuni non abbiano santificato il giorno del riposo; non potrà però non ammirare, apprezzandola nella sua giusta misura, la dedizione di queste persone che hanno così voluto onorare chi le ha affiancate, sostenendole nei momenti difficili, per tanti anni.

“Miami Funer, un’operazione a livello internazionale” In tale contesto dev’essere situata l’ultima operazione, a livello internazionale, di Tanexpo: “Miami Funer”. In apertura del sontuoso cocktail party di benvenuto, tenutosi nel prestigioso Palazzo Toschi, gli esponenti della joint venture creata con la Memorial International di Miami, hanno brevemente illustrato le ragioni di tale iniziativa il cui obiettivo è quello di favorire l’accesso ai mercati d’America Latina (e non solo....) ai produttori europei che potranno così stabilire rapporti privilegiati, destinati a tradursi in affari, con i più importanti rappresentanti della professione in quelle aree, approfittando nel contempo di una città facilmente raggiungibile e particolarmente gradita per la mitezza del suo clima in un periodo in cui in Europa si gira ancora con il cappotto. Non dimentichiamo che si parla di un mercato di circa mezzo miliardo di persone

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F I E R E

in Paesi dove il livello di vita sta migliorando progressivamente e dove la cultura funeraria è spesso simile a quella delle nostre latitudini. È per questo che appena finita Tanexpo ci siamo recati in Florida per un lungo soggiorno destinato a mettere a punto tutti i dettagli utili perché l’evento si trasformi in successo incontestabile. Tale evento, del resto, si inquadra perfettamente nella linea strategica voluta da Nino: quella di una internazionalizzazione sempre più marcata delle sue manifestazioni che sola assicurerà il successo dei suoi successori e dei loro clienti nei prossimi anni. Non a caso la presentazione di Miami Funer è stata immediatamente seguita da un commovente video costruito attorno a Nino che abbiamo rivisto in alcuni dei momenti più significativi del suo percorso accompagnato da coloro che gli sono stati sempre vicini. Ritornando alla fiera bolognese non staremo qui ad elencare le aziende che più ci hanno colpito con i loro prodotti. Tutte meritano un grandissimo elogio per la loro presenza e, lo ripetiamo, ci rallegra sentire dalla grandissima maggioranza che tale presenza non sarà stata inutile. Certo, c’è stata qualche assenza che tuttavia si è ampiamente diluita, passando in molti casi inosservata, nella varietà dei prodotti proposti, molti dei quali estremamente rimarchevoli per il contenuto innovativo ed estetico. Ci auguriamo di rivedere presto chi non c’era e di poterci rallegrare per i loro successi. Per quanto riguarda i prodotti esposti essi confermano quelle che sono le tendenze che si manifestano un po’ dovunque. È chiaro che la cremazione ha il vento in poppa. Tutti i produttori di forni erano presenti ed evidentemente una quantità importantissima di urne ha contrassegnato questa edizione di Tanexpo. Di tutte le forme, di tutti i materiali e di tutti i colori esse possono 22

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F I E R E

che hanno presentato delle realizzazioni splendide che hanno consentito a tutti gli autotrasformatori di rientrare in sede soddisfatti e con il carnet degli ordini in certi casi molto ben guarnito. In tale settore s’è visto per la prima volta un fabbricante statunitense presente tramite la sua filiale europea situata in Belgio e ben deciso ad attaccare il mercato continentale. Una Tanexpo 2016 memorabile, per farla breve, che già ci proietta verso il futuro con un “ponte” da sogno il prossimo Marzo, dal 14 al 17, a Miami in Florida, lo “Sunshine State” (ossia lo stato dove splende sempre il sole). Eccome! A presto. x

soddisfare le esigenze di ogni operatore. Da quella “basica” a quella, pezzo unico, di un contenuto “artistico” di assoluta eccellenza. Lo stesso dicasi per i cofani la cui vasta scelta nazionale si è arricchita con la presenza di alcuni fabbricanti esteri che si sono fatti ammirare per le loro idee innovanti e per la qualità dei materiali e del design. E che dire ancora dei prodotti tecnici e d’igiene, dei bronzi bellissimi che si sono visti, degli accessori per le camere ardenti, degli eleganti abiti da cerimonia per finire con le vetture 24

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I N T E R V I S T A

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VERSO NUOVI TRAGUARDI RAFFAELLA SEGANTIN


ALBERTO LEANZA, PRESIDENTE TANEXPO


I N T E R V I S T A

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vive di rendita e orgoglioso di continuare l’operato di mio padre, ho affrontato la mia prima vera grande sfida da imprenditore con altrettanto entusiasmo e determinazione e con l’auspicio che Tanexpo possa contribuire allo sviluppo e ad esaltare la dignità di un settore che è sempre sotto la luce dei riflettori solo per evidenziarne gli aspetti più negativi e degradanti.” Soddisfatto dai numeri delle presenze? “L’affluenza è stata ottima, sia in termini di espositori (250 aziende, + 25% rispetto al 2014!) che di visitatori, attestatisi attorno alle 18.000 unità, un numero mai raggiunto in passato! Ringrazio tutte le aziende espositrici che hanno continuato a riporre fiducia nella rassegna e che hanno partecipato in maniera attiva garantendo ai tanti operatori in visita una pluralità di offerta per soddisfare qualsiasi esigenza. Un sentito ringraziamento quindi anche a tutti i visitatori giunti da ogni parte d’Italia, “isole comprese”, e da tutto il mondo (circa 55 nazioni rappresentate), inclusi i Paesi più lontani come Giappone, Filippine, Cile, Argentina.. “

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b biamo incontrato Alberto Leanza, presidente di Tanexpo, all’indomani della chiusura della manifestazione e ne abbiamo approfittato per raccogliere le sue impressioni a caldo. “Questa edizione di Tanexpo è stata considerata, a detta di tutti, un successo senza precedenti che ha superato tutte le aspettative. Ovviamente ne sono felice, ma personalmente questo eccellente risultato non mi ha stupito poiché da sempre sono convinto del grande valore di questa manifestazione, frutto di un progetto di lunga data iniziato da mio padre Nino anni orsono che con perseveranza, dedizione, investimenti mirati, intense relazioni e strategie vincenti, è riuscito a rendere questa rassegna l’appuntamento di riferimento del settore a livello mondiale. Dal canto mio, conscio che non si non

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Ha riscontrato, al di là dell’innegabile buon esito della rassegna, qualche elemento di criticità? “Purtroppo vi è stata l’assenza di alcune importanti realtà italiane e di questo me ne rammarico molto, soprattutto perché ciò ha privato il panorama espositivo di alcune eccellenze del Made in Italy. In alcuni casi non comprendo pienamente e in altri ignoro completamente i motivi di questa assenza, dal momento che la risonanza generale di Tanexpo e i numeri dei potenziali contatti sono ben conosciuti e apprezzati dai produttori di tutto il mondo. Ci auguriamo di poter annoverare le aziende assenti tra i protagonisti di Tanexpo 2018.” Sta già pensando alla prossima edizione? “Tanexpo è una macchina che non si ferma mai! All’indomani di questo successo ci stiamo già ampiamente muovendo per programmare gli step futuri e assicurare in questo modo una continuità a quanto è stato fatto. L’obiettivo mio e di tutti coloro che ambiscono alla modernizzazione di questo settore è quello di confrontarsi in un contesto internazionale e per questo motivo, come avrete letto nelle pagine precedenti, abbiamo programmato un importante evento negli Stati Unti - a Miami dal 14 al 17 marzo 2017 – che darà vita a nuove sinergie e a nuovi stimoli che renderanno Tanexpo 2018 un polo di attrazione ancora più interessante e qualificato.“ x

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Qualità. Design. Innovazione. Formazione.


2016 TRE MAGNIFICHE GIORNATE DELLA FUNERARIA! UN’ESPERIENZA SENZA PRECEDENTI!

Grazie! A TUTTA LA FUNERARIA ITALIANA E INTERNAZIONALE AL PREZIOSO LAVORO DELLE AZIENDE ESPOSITRICI A TUTTE LE IMPRESE E AGLI OPERATORI VENUTI A BOLOGNA

250

aziende espositrici

23 000

metri quadrati di esposizione

18 000

operatori professionali

55

Paesi partecipanti Video e foto su

W W W. TA N E X P O . C O M

Arrivederci a

2018


UN PENSIERO DALLE ASSOCIAZIONI E DALLE FEDERAZIONI T

anexpo non è stata solo una vetrina commerciale, ma anche un’importante opportunità di incontro. La presenza di tutti gli esponenti del settore ha determinato che la manifestazione si sia connotata quale sede ideale, al di fuori di contesti ufficiali, anche per dibattere sulle questioni e sulle problematiche che affliggono il settore, confrontare pareri, proporre possibili soluzioni e nuove strategie. All’indomani della rassegna bolognese la redazione di Oltre Magazine ha invitato gli esponenti delle Associazioni e delle Federazioni italiane del comparto delle onoranze funebri (Asnaf, Efi, Federcofit, Feniof e Sefit) ad ester-

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nare il proprio parere in merito alla fiera da poco conclusa e ad una più ampia riflessione sulle tematiche più attuali che interessano il settore. A nessuno è sfuggita l’occasione di dare un giudizio sulle proposte di legge che dovrebbero, dopo anni di immobilismo, dare finalmente la spinta decisiva per avviare questo settore sulla via della modernizzazione adeguandolo agli standard europei. A seguire riportiamo il pensiero delle associazioni citate (in ordine alfabetico) che offrono interessanti spunti per ulteriori considerazioni e valutazioni. x

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JORIO RONCA PRESIDENTE ASNAF&AS

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anexpo 2016 si è rivelata un grande successo! Si era partiti con qualche timore di non perfetta riuscita, invece c’è stato il botto! I risultati raggiunti, i commenti ascoltati, gli espositori contenti e quanto altro vogliamo aggiungere: devo riconoscere che avendo seguito tutte le precedenti edizioni, giudico quella del 2016 fra le migliori nonostante l’assenza di qualche così detto “grande nome” che fortunatamente non ha creato il paventato “vuoto”. Non è detto che una fiera internazionale di simile portata necessiti assolutamente della partecipazione di primarie aziende di cofani funebri, di bronzi o di fotoceramiche. Abbiamo finalmente compreso che occorrono prodotti per i servizi complementari ed è su questi che bisogna insistere: sono gli unici che servono per fare la differenza e per creare quel valore aggiunto al servizio funebre che oggi in molti casi sta scomparendo. Torniamo da Bologna con la consapevolezza che finalmente la politica guarda con attenzione alle problematiche del nostro comparto. Le numerose personalità del Governo e del Parlamento che ci hanno onorato della loro presenza a Tanexpo hanno ribadito come sia centrale, fra le priorità identificate, quella di arrivare presto ad una nuova legge nazionale in materia funeraria. Poco importano le maldicenze, le azioni di disturbo e i tentativi di rallentare un iter che appare saldamente incardinato: Asnaf&AS ha sempre appoggiato nella sua totalità il DdL AS1611 apprezzandone i contenuti e credendo nei benefici che questa riforma porterà agli ope-

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ratori funebri. Chi sostiene che si voglia far chiudere le piccole imprese a favore delle grandi concentrazioni non ha capito alcunché o non ha neppure letto la proposta di legge! Un breve ragionamento. In Italia, a fronte di circa 600.000 decessi annui, esistono poco più di 7.000 partite iva che contemplano nel proprio oggetto sociale la possibilità di svolgere i funerali. Le statistiche ci dicono che 1.500 imprese svolgono mediamente ciascuna 250 servizi annui: quindi, le rimanenti 5.500 gestirebbero 225.000 servizi con una media pro capite di circa 40 a testa. Poiché anche nel nostro settore è valida la “teoria del pollo” (tutti ne mangiamo uno, ma se qualcuno ne consuma di più la media cala drasticamente), ecco che parliamo di numeri decisamente più bassi! Da qui la caccia al defunto, l’impoverimento della qualità dei servizi, lo svilimento dei prezzi, la concorrenza sleale nei confronti di chi opera correttamente e nel rispetto di tutte le leggi. Ben venga, quindi, una norma di regolamentazione come la AS1611! Jorio Ronca Presidente Asnaf&AS

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GIANNI GIBELLINI PRESIDENTE EFI

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ai come quest’anno Tanexpo ha visto presente a Bologna un così alto numero di rappresentanti delle Istituzioni e della classe politica: dal Sottosegretario alla Giustizia Gennaro Migliore al Governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini, dalla Presidente della XII Commissione del Senato Emilia Grazia De Biasi alla relatrice del DdL AS1611 Giuseppina Maturani, ai Senatori Stefano Vaccari e Luigi Gaetti, tutti hanno voluto testimoniare come, finalmente, vi sia grandissima considerazione nei confronti delle tante problematiche che affliggono il nostro settore e che, di conseguenza, penalizzano e creano disagi e difficoltà all’intera collettività. Un segnale forte, che trae origine anche dall’attenzione e dall’impegno con cui il Governo Renzi dimostra di voler presto arrivare ad una riforma tanto agognata quanto inutil-

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mente attesa da molti anni. E guardiamo al futuro con ottimismo, forti anche delle parole pronunciate durante l’inaugurazione dalla Presidente De Biasi che, preannunciando tempistiche incoraggianti e stigmatizzando azioni lobbistiche di disturbo messe in atto da alcuni soggetti, ha ricordato che “a decidere è il Parlamento” e che “la riforma si farà”! Non è certamente questa la sede per attribuire meriti e responsabilità, ma credo siano sotto gli occhi di tutti l’immobilismo, l’inettitudine e l’incapacità di chi nel passato avrebbe dovuto rappresentare e tutelare gli interessi dell’imprenditoria funeraria privata e ha invece preferito adagiarsi in uno status quo che magari ha portato qualche tessera in più, ma che ha anche generato la confusione e il caos che tanto male hanno fatto e continuano a fare alla nostra ca-

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tegoria. A voi trarre, ragionando su questo, le opportune conclusioni! Anche gli ultimi avvenimenti di cronaca hanno dimostrato l’urgenza e la necessità di procedere ad una radicale azione di moralizzazione per il nostro comparto. Ovunque siano stati compiuti i necessari controlli sono state evidenziate situazioni di irregolarità sul fronte dell’acquisizione dei servizi e sul personale impiegato per lo svolgimento degli stessi. E siamo convinti che, se

internazionale sappia reagire adeguatamente ad una crisi economica e finanziaria che spesso viene utilizzata come pretesto. Abbiamo visto proposte eccellenti in tutte le filiere rappresentate e gli spazi lasciati liberi dai produttori italiani sono stati immediatamente occupati, e bene, da aziende straniere. Tanexpo si accinge adesso ad intraprendere una nuova, affascinante avventura: Miami Funer, dal 14 al 17 marzo 2017, per promuovere

dovesse essere attuata la riforma fiscale prevista nel DdL Vaccari, ottimi risultati potranno essere raggiunti anche nella lotta all’evasione!

nell’America del Nord e del Sud il prodotto internazionale di qualità. Noi ci saremo: è una iniziativa che sosterremo così come abbiamo fatto per la rassegna bolognese, l’esposizione specializzata più prestigiosa e più importante al mondo, e per la quale rivolgiamo all’amico Alberto Leanza il più caloroso “in bocca al lupo”!

Tornando a Tanexpo 2016, ritengo che un deciso plauso vada rivolto agli Organizzatori: nonostante l’assenza di molti così detti “grandi nomi”, per altro sostituiti in maniera eccellente da competitori di altri Paesi, la rassegna ha polverizzato ogni precedente record in termini di presenze dimostrando come, a fronte di una offerta attuale e di qualità, il comparto funerario

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Gianni Gibellini Presidente EFI Eccellenza Funeraria Italiana

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TANEXPO 2016: GRANDE SUCCESSO DI VISITATORI OLTRE 250 ESPOSITORI ITALIANI E STRANIERI

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i è chiusa Tanexpo 2016 in una domenica, come sempre, tra l’assonnato e lo stanco, ma con una presenza di visitatori interessante, soprattutto durante la mattinata. Chi pensava ad una manifestazione da 1° di aprile, un po’ come il malaugurante “pesce di aprile”, è stato deluso: Tanexpo 2016 è stata un indiscusso successo! La folta presenza di visitatori provenienti da tutte le regioni del nostro Paese e da molti stati europei, soprattutto dai paesi dell’Est, palpabile ed evidente soprattutto nei primi due giorni della manifestazione, ha dato la netta sensazione che Tanexpo è un appuntamento da non perdere per tutti gli operatori funebri interessati al proprio futuro. Un successo, quindi? Di pubblico e di visitatori sicuramente. Bologna e, nello specifico, Tanexpo 2016, hanno retto anche questa volta alle intemperie ed alle gelate che si sono abbattute sul nostro Paese: prima di tutto la crisi che da anni interessa l’Europa e l’Italia non hanno frenato l’appeal che Tanexpo ha costruito in tanti anni; non solo, anche una oggettiva cadu-

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ta dell’offerta della manifestazione conseguente alla limitata presenza di cofani per l’assenza dei più importanti produttori italiani, non ha frenato la partecipazione dei tantissimi visitatori. Tanexpo è percepita dall’intero settore come un patrimonio comune, un appuntamento da non perdere, e per questo un plauso va anche ai giovani Leanza che hanno preso in mano le redini della diligenza, dimostrando di saperla abilmente governare. Si tratta di un valore molto importante da salvaguardare ed accrescere per le ricadute positive che può avere sull’intero comparto italiano e, per quanto vale, sull’economia italiana. Quindi un successo totale? No, non è stato un successo totale: il vulnus, evidente e sotto gli occhi di tutti, è stata la scarsa presenza, o meglio, l’assenza di alcuni “grandi” nomi del settore, a partire dai più importanti produttori di cofani. Noi non siamo tra coloro che ghignano affermando che “chi è causa del suo mal, pianga se stesso …”, né vogliamo mettere tutti nello stesso mazzo convinti che le motivazioni dell’assenza

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sono diversificate ed, in genere, squisitamente aziendali. Una cosa è certa: l’offerta di Tanexpo 2016 sul fronte della produzione italiana di cofani era fortemente limitata ed offriva la lettura di una scelta “sistemica”. Il rischio è che si disperdano energie importanti in rivoli inefficaci mentre l’obiettivo deve essere quello di far maturare le condizioni perché in Italia ci sia una sola manifestazione fieristica prestigiosa e sempre più attraente al servizio della funeraria italiana in Europa e nel mondo. Si dovrà dunque lavorare per ricomporre le fratture e fare riconquistare a Tanexpo un ruolo di piena rappresentanza di tutta la produzione funeraria italiana perché siamo convinti che questa sia la strada che tutela il bene e gli interessi generali di tutti. Dopo il successo indiscusso di Tanexpo 2016 è necessario ripartire quanto prima senza indugiare a cullarsi sugli allori; il “pallino” ora è in mano agli organizzatori: a loro sta la prima mossa – dopo aver giustamente goduto della soddisfazione di un successo - per costruire i successi futuri che non sono mai scontati, ma, come sempre e ancor di più nel caso specifico, frutto di una proficua “semina”. Dopo Tanexpo si apre ora il momento di una più generale riflessione cercando di interpretare le voci che si sono levate (con la dovuta attenzione come è consuetudine per una Federazione responsabile come la nostra), analizzando i possibili scenari che si potrebbero configurare per il settore in conseguenza di un’accelerazione dei processi legislativi per l’intero comparto. Non ci sembra di peccare di complessi persecutori se consideriamo sia i rimproveri con cui si chiude il fondo dell’ultimo numero di Oltre Magazine, sia le affermazioni riportate da Euroact, usate dalla Presidente della Commissione Sanità del Senato, Sen. Emilia De Biasi nell’apertura della Manifestazione, “le pressioni e l’azione di lob-

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by che viene legittimamente portata avanti trova un limite altrettanto legittimo nel fatto che le leggi in Italia le fa il Parlamento …” rivolte alla nostra Federazione. Fermo restando che l’azione di Federcofit, in questi mesi e nei mesi a venire, non è stata né sarà mai una semplicistica azione di lobby (le lobby né in Italia, né in altri Paesi si muovono facendo assemblee o convegni pubblici!), abbiamo fatto, e continueremo a fare, azione di informazione sui contenuti delle proposte di legge presenti in Parlamento (Senato o Camera che sia) partendo dalla distribuzione dei testi depositati, quindi testi scritti. Quello che però preme sottolineare in questo momento, forse anche frutto della visione del mondo della funeraria offerta da Tanexpo, è che la Commissione Sanità del Senato ha fatto una scelta giusta, senza stare a disquisire di chi sia il merito, quella cioè di procedere all’analisi dei contenuti, dopo la fase delle audizioni, incaricando la relatrice - la senatrice Maturano - di stendere (ovvero riscrivere) un testo partendo dai due presenti in Senato, il DDL Vaccari ed il DDL Rizzotti, per analizzare un complesso di soluzioni più articolato. È la strada, quella del confronto tra più proposte cercandone una sintesi condivisa, che abbiamo sempre proposto, quindi valutiamo questa scelta come giusta ed opportuna. La speranza è che in questo confronto si considerino anche le soluzioni proposte dal DDL Gasparini e su queste ci si possa confrontare, al fine di preparare un percorso spedito e senza intoppi all’approvazione e varo della Riforma della Funeraria Italiana, attesa ormai da oltre vent’anni. Cristian Vergani Presidente Federcofit

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RENATO MIAZZOLO PRESIDENTE FENIOF

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entile Presidente, ci può esprimere un parere su Tanexpo 2016? “L’edizione 2016 di Tanexpo si è conclusa con un bilancio che riteniamo positivo in termini di affluenza e contenuti. Certamente è risultata evidente l’assenza di qualche nome importante (fatto sul quale non spetta a noi interrogarci) ed una massiccia presenza di produttori stranieri, ma ciò non ha inficiato il buon risultato che rappresenta un particolare successo personale per Sara ed Alberto Leanza che sono stati in grado di realizzare una rassegna, la prima dopo la dipartita del padre Nino, di buon livello ed encomiabile organizzazione. Direi che i veri vincitori di questa edizione sono proprio i fratelli Leanza che hanno dimostrato competenze, voglia di fare e volontà di proseguire lungo il solco tracciato dal padre. Per quanto riguarda FENIOF, analogamente alle precedenti edizioni, Tanexpo ha significato un importante momento di incontro con la propria base associativa. In particolare venerdì e sabato il nostro stand è stato letteralmente assalito da associati ma anche - e soprattutto - da imprese funebri disorientate da informazioni spesso non corrette o non complete che hanno generato dubbi, paure e perplessità. C’è grande confusione sia in ordine alle vigenti normative regionali che ai disegni di legge nazionali oggi presenti al Senato ed alla Camera. La fiera è stata in questo senso un momento di importante confronto e veicolo di corrette informazioni che non ha mancato di portare buoni frutti”. Quali frutti positivi ha portato Tanexpo a FENIOF? “Pur non essendo per noi un momento finalizzato

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ad acquisire nuovi associati, in questa edizione abbiamo riscontrato una confortante richiesta di adesioni alla Federazione, anche da imprese funebri importanti che, dopo negative esperienze pregresse, si sono avvicinate alla FENIOF sposandone la politica e la mission a tutela delle imprese funebri serie ed oneste e di ciò ne siamo molto lieti. Quest’anno avremo il rinnovo delle cariche sociali e confidiamo di ricevere nuove candidature da parte di quelle imprese che negli ultimi due anni hanno condiviso percorsi importanti in seno alla FENIOF nel ruolo di associati attivi (ovvero spendendosi in prima persona con il supporto della federazione per questioni di interesse generale). Un aumento di circa 55 associati nel 2015 ed i positivi risultati ottenuti in termini di credibilità, competenze e servizi, ci porta ad essere fiduciosi per il futuro della federazione. Siamo altresì convinti che le campagne di discredito avviate dal sottobosco di associazioni e federazioni si stia rilevando un boomerang in termini di riscontri e credibilità. Anche perché, dando tempo al tempo, puntualmente si dimostra che la FENIOF ha sempre avuto ragione”. A cosa vi riferite? “Abbiamo avuto modo di prendere atto delle esternazioni rese nell’ambito delle interviste svolte in seno a Tanexpo da altri rappresentanti di settore rilevando

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come, per l’ennesima volta, si sia dato spazio a chi parla senza essersi preventivamente documentato. Nello specifico fanno sorridere certe esternazioni di Gibellini, presidente di EFI, che accusa le federazioni storiche di non avere fatto nulla in tanti anni di attività quando, ben prima delle recenti associazioni, la FENIOF presentò almeno una decina di disegni di legge nazionali (uno dei quali rischiò seriamente di essere approvato). E vorrei ricordare che è proprio grazie all’intervento della FENIOF se oggi vi sono leggi regionali che hanno consentito di ottenere quel patrimonio comune che è la definizione di “attività funebre”, quale attività ben definita e sottoposta a specifiche regole, senza parlare dell’opportunità di poter realizzare ed utilizzare le case funerarie. Vi è inoltre evidenza di una scarsa memoria di EFI laddove dichiara come a nessuna delle federazioni storiche sia venuto in mente di proporre una revisione della fiscalità del settore. Probabilmente Gibellini non ha mai letto i notiziari FENIOF: avrebbe appreso che sia nel Governo Berlusconi, all’attenzione di Tremonti, che nei seguenti di Governi Monti e Renzi, FENIOF, unitamente a Federcofit e SEFIT, presentò diverse proposte. Dire che le federazioni non hanno mai fatto nulla evidenza una preoccupante ignoranza in materia. In tutto questo c’è anche dell’ironia se si pensa che le idee delle “federazioni storiche” sono poi state ampiamente riprese da EFI nell’articolo di riforma fiscale contenuto nel disegno di legge “Vaccari”. Bisognerebbe conoscere le cose prima di parlare, soprattutto se a parlare è chi ha l’ambizione di rappresentare un settore”. E sui disegni di legge nazionali presenti alla Camera ed al Senato che cosa ne pensate? “A riguardo i nostri associati sono stati ampiamente informati che chi ha voluto approfondire le relative questioni ha potuto farlo con documenti alla mano. Sul disegno di legge AS 1611 “Vaccari” ci siamo espressi contrari sin da subito per via dell’impostazione generale che trasuda tutele principalmente a vantaggio del settore pubblico. Pur essendo d’accordo sulla relazione accompagnatoria del disegno di legge Vaccari riteniamo che gli strumenti in esso individuati per strutturare le imprese funebri italiane e, stando agli obiettivi del relatore, ridurre l’attuale imbarazzante numero di operatori, siano completa-

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mente fallimentari. In primis non si precisa con quale contratto si possono assumere i lavoratori (quindi consentendo a chiunque di ottenere l’autorizzazione senza problemi) in secondo luogo si potrebbe generare una nuova e pericolosa frammentazione del settore fatta da “agenti” al soldo di altre imprese funebri (senza particolari requisiti strutturali) che creerebbero una rete di procacciatori d’affare con un danno enorme proprio su quelle imprese ‘eccellenti’ che il disegno di legge Vaccari si propone di tutelare. Ma le insidie del ddl Vaccari sono anche altre, a partire dalle ATOC fino alle risorse finanziarie che il testo individua a favore delle aziende pubbliche e dei Comuni (che verrebbero peraltro utilizzate non solo per i cimiteri ma anche per fare concorrenza ai privati). Stupisce che un simile disegno di legge abbia trovato il supporto di chi dovrebbe tutelare principalmente le imprese funebri private, EFI compresa. A questo proposito la FENIOF ha disponibile la relazione presentata alla XII° Commissione al Senato nel giugno 2015 in cui mette in luce le insidie di tale disegno di legge. Abbiamo anche approntato una sintesi del testo semplificandone i contenuti. Relativamente al ddl AC 3189 ‘Gasparini’, testo la cui paternità è stata acquisita da FEDERCOFIT, riteniamo positivo che il testo sia nato mutuando buona parte dei lavori fatti in passato a quattro mani con FENIOF. Ugualmente va detto che certe disposizioni rappresentano a nostro avviso una pericolosissima insidia per tutte le imprese funebri private italiane. Non eravamo infatti pazzi quando invitavamo alla prudenza nel definire le attività funebri ‘attività di interesse generale’ in quanto, a fronte di alcune opportunità derivanti da tale definizione, si fornisce al contempo la possibilità per i Comuni di definire le tariffe dei funerali. Dopo le sconfortanti esperienze sul fronte delle ‘convenzioni comunali per i servizi funebri a prezzi concordati’ riteniamo la definizione in seno al ddl Gasparini quanto meno ingenua e veicolo di incredibili danni per tutto il settore. Oltre a ciò vi sono altri aspetti del testo che dovrebbero essere modificati ma, a riguardo, il confronto con FEDERCOFIT ha assunto posizioni e toni che, a prescindere dalle bieche relazioni di fantomatici ‘Caronte’ o ‘Jolly Roger’ che non mettendo nemmeno la faccia e una firma certa a certe discutibili esternazioni, non lasciano spazio ad

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alcuna discussione utile per il comparto, non aspettandosi evidentemente un dialogo ma unicamente una firma di assenso ad un testo che necessita di plurime revisioni”. Si riuscirà, a suo avviso, a giungere ad un disegno di legge capace di accogliere e mediare le esigenze di tutto il comparto? “Qualcosa di positivo all’orizzonte c’è. Il 9 febbraio 2016 è stato presentato, a firma della Senatrice Maria Rizzotti (PdL), un terzo disegno di legge, l’AS 447, recante titolo ‘Disciplina delle attività nel settore funerario e disposizioni in materia di dispersione e conservazione delle ceneri’. Tale testo nasce mutuando molte delle posizioni assunte dal tavolo nazionale della funeraria, organizzato a suo tempo da FENIOF e FEDERCOFIT. A riguardo va detto che si tratta di un testo che andrebbe aggiornato, soprattutto alla luce delle evoluzioni normative avve-

nute sul fronte regionale. Come detto una opportunità positiva sembra delinearsi all’orizzonte in quanto il 20 aprile 2016 il suddetto disegno di legge è stato abbinato al disegno di legge n. 1611 ‘Vaccari’. Si tratta di una informazione importante soprattutto per coloro che proclamavano l’imminente approvazione del ddl Vaccari nell’attuale formulazione. Visto che nessuno ne parla, lo facciamo noi informando che, a seguito di tale decisione di accorpamento dei testi, la 12° Commissione Igiene e Sanità del Senato adotterà un testo base per il seguito dell’esame. Ciò apre certamente le porte ad una positiva discussione potenzialmente in grado di far adottare un testo maggiormente condivisibile e recepente le posizioni del comparto. A riguardo ci siamo già attivati e stiamo seguendo tale opportunità con grande attenzione. Alla faccia di certi populismi ed esternazioni da stadio”! x

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ngegnere Fogli, come giudica complessivamente questa edizione della fiera? “La Fiera, considerando che si è svolta probabilmente in uno dei punti più alti di crisi economico finanziaria sia del nostro Paese che dell’Europa, è stata un successo nettamente superiore alle previsioni numeriche quanto a visitatori ed espositori. Se poi si va a vedere la provenienza, sia degli uni che degli altri, è chiara la grande internazionalizzazione e il ruolo mondiale che ha acquisito. È mancato qualche stand dei produttori “big” italiani, in particolare per casse, autofunebri e bronzi. Probabilmente stanno mangiandosi le dita di ambedue le mani, visto che i loro vuoti sono stati subito riempiti e, cosa estremamente pericolosa per il made in Italy, da competitori di altri Paesi. Continuo ad essere dell’idea che “chi è causa del suo mal, pianga sé stesso”. Vi sono state a suo avviso novità di rilievo? “La Fiera è stata dominata da prodotti e servizi per la cremazione, conseguenza della crescita inarrestabile di questo comparto. L’Italian style è stato generalmente ben rappresentato, in particolare alcune auto funebri mi hanno colpito per la loro classe, anche se devo dire che non sono

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proprio economiche. Dal punto di vista tecnico ho visto un proliferare di strumenti per la lavorazione del marmo sempre più semplificati e governati da computer e quindi dominabili anche dall’impresa funebre e non solo dai marmisti. Questo cambiamento tecnologico penso possa innescare nei prossimi anni una competizione in cui a perdere saranno i marmisti classici, visto che il rapporto privilegiato con il cliente ce l’ha l’impresa funebre. Nel campo dei crematori la leadership si sta spostando tra i due maggiori produttori italiani, tuttavia incalzano anche altre aziende (ne ho viste almeno quattro, di cui tre straniere): la competizione sarà dura! In un trend che mira al calo dei prezzi la differenza sarà sicuramente determinata da chi potrà garantire il migliore servizio post vendita. Nel campo cimiteriale presenti sempre più ossarietti/ nicchie prefabbricati di ogni tipo, pochi i loculi per la crisi del settore, quasi tutti alternativi al cal-

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cestruzzo: in vetroresina, in acciaio, in lamierino rivestito o in plastica, i migliori tecnicamente parlando fra quelli visti. Anche in questo caso sarà una guerra di prezzi, con valori di vendita a loculo finito sempre più competitivi che scenderanno sotto i mille euro a pezzo. L’accessoristica ancora in difficoltà per i bassi margini di guadagno, qualche segno di movimento, invece, nel settore delle imbottiture. Per le bare il giudizio è sospeso: mancavano alcuni dei grandi produttori e quindi un plauso a chi c’era. Molti i marchi esteri che si stanno affacciando in Italia e tranquillo non starei se fossi un ‘cofanaro’”. Piccole aziende dell’Est Europa, molto competitive, hanno fatto il loro ingresso in fiera. Il mondo produttivo italiano deve aver paura di questi nuovi players del mercato globale attivi e presenti appena fuori dai nostri confini nazionali? “Certamente sì, il mondo imprenditoriale ne deve prendere atto! A noi italiani manca la capacità di fare sistema. Siamo spesso bravi e anche geniali, ma fortemente individualisti. Per competere con chi sta entrando nel nostro mercato occorre invece far gioco di squadra, anche realizzando reti di imprese”. Parliamo ora di alta politica funeraria: tutti sempre più d’accordo, a parole ma sempre più lontani nei fatti. Quali i rapporti tra federazioni storiche ed i nuovi organismi di rappresentanza sindacale della categoria? “Con alcuni dei protagonisti i rapporti sono ottimi dal punto di vista personale, ma con divergenze profonde negli obiettivi; con altri ai buoni rapporti si aggiunge anche una convergenza di vedute. Con altri ancora, invece, i rapporti sono ridotti al minimo. Direi che in questa fase, anche se non tutti lo hanno ancora capito, il mestolo in mano lo ha la politica. E lo ha ricordato chiaramente la Senatrice De Biasi durante l’inaugurazione della Fiera: ‘giusto il rappresentare le necessità del settore anche con azioni lobbistiche, ma chi de-

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cide è il Parlamento. E la riforma si farà.’ Con queste poche parole ha messo tutti in riga!” Due anni fa un suo fortunato slogan recitava: “O si fa la Legge o si muore!”. Adesso tra D.d.L. Vaccari e P.d.L. Gasparini abbiamo addirittura due testi legislativi in discussione, molto divergenti tra loro. La confusione è massima… “Mi verrebbe da dire: “Bisogna saper perdere”, ricordando una canzone in voga ai miei tempi. Ma attenzione, nel senso buono del termine. Occorre in questa fase che ognuno rinunci a qualche cosa con lo spirito di contribuire a fare la legge. Attualmente, oltre a quelli da lei citati, ci sono anche altri testi depositati al Senato o alla Camera che sono stati oggetto di minore attenzione mediatica. Inoltre vi sono state audizioni importanti, di cui in qualche modo occorre tenere conto. Personalmente non sono fermo sulla situazione di partenza e mi schiero per un nuovo testo che possa raccogliere – partendo dal Vaccari – le soluzioni più interessanti emerse in audizione. Determinante, a mio avviso è la regolazione del settore funebre. ANCI, Regioni, e ovviamente SEFIT spingono poi per poter regolare anche il settore cimiteriale alle prese con una crisi sistemica, semmai per le cose fondamentali, ivi compresa la cremazione, rinviando ad altro momento il dettaglio”. Ci può fornire qualche anticipazione sull’iter legis delle due differenti proposte? “Non sono un esperto di queste cose. Mi baso su quello che è stato dichiarato a Tanexpo dalla Presidente della Commissione Sanità del Senato, Senatrice De Biasi (PD) che sperava che l’iter al Senato (col passaggio in Aula) si potesse concludere prima della pausa estiva. Anche la successiva dichiarazione del Senatore Luigi Gaetti (M5S) , confermando le parole della De Biasi, ha auspicato la conclusione dell’iter alla Camera entro il 2016. Personalmente ritengo ottimistiche queste previsioni, ma se fosse così ne sarei felice per il bene di tutto il comparto”. x

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Essere protagonisti

P. G. alberto rigoni

Il Registro Italiano Cremazioni vuole dare alle imprese la possibilità di giocare un ruolo fondamentale nel settore funebre e delle cremazioni, rendendole il primo punto di riferimento sul territorio. Ciò non solo consente di instaurare un solido legame di fidelizzazione con la clientela, ma anche di essere protagonista di una piccola, grande rivoluzione.

Padroni delle proprie scelte Il Registro Italiano Cremazioni non promuove funerali low cost e non impone politiche di prezzo sul servizio funebre, non prende contatti con la clientela dell'agenzia funebre, non promuove azioni di marketing ad insaputa dell'impresa. Inoltre, concede l'uso gratuito del marchio e del logo per la tua pubblicità: ma non ti impone di fare nemmeno quella.

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PROTAGONISTI A TANEXPO DI RAFFAELLA SEGANTIN


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l l ’ i n d o m a n i d e l l a c h i u s u ra d i Tanexpo abbiamo intervistato Gianluca Pacini, protagonista di spicco della fiera e fondatore della Manifattura di Innovazione nota in tutta Europa per i marchi Scrigno del Cuore e Prima Bottega Ebanisteria Italiana. I suoi inimitabili cofani hanno trovato la giusta collocazione in un ampio spazio di rilievo per essere ammirati dai tanti operatori che hanno affollato i padiglioni del quartiere fieristico nelle tre giornate della manifestazione. Quali le sue impressioni su questa edizione 2016? “Sono particolarmente affezionato all’edizione 2012 perché è stato il debutto di Scrigno del Cuore; il 2014 è stata la conferma, ma di certo questa edizione 2016 con il lancio di Preghiera non posso che definirla la migliore! Ci ha fatto universalmente riconoscere come gli unici fornitori di innovazione, emozione, promozione e prestigio per le Imprese funebri alle quali forniamo prodotti originali con cui possono distinguersi dalla concorrenza! Tanexpo è stata un vero successo, determinato da un pubblico che è venuto a trovarci con lo scopo preciso di rinnovare l’offerta alla clientela e arricchire i propri show-room di prodotti innovativi e di qualità. Sono stati tre giorni molto intensi, in cui sia io che i miei collaboratori non abbiamo avuto un attimo di pausa, un vero tour de force che la dice lunga sull’affluenza delle visite da parte di operatori sia italiani che esteri; non va infatti dimenticato che il vero plus di Tanexpo è il suo respiro internazionale: parteciparvi significa connettersi con l’intero mondo della funeraria.”


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occasione perfetta sia per Scrigno del Cuore che per la new entry “Preghiera”… “Entrambi i nostri prodotti di punta – Scrigno del Cuore e Preghiera – hanno ricevuto una accoglienza più che calorosa. Preghiera è stato un vero polo di attrazione. La sua peculiarità - un concept semplice ma completamente nuovo - è l’anello intorno a tutto il perimetro del feretro con testi di preghiere o pensieri di commiato; ciò è risultato entusiasmante e vincente e copiosi sono stati gli ordini con richiesta di preghiere anche in diverse lingue straniere. Ancora conferme anche per il celeberrimo Scrigno del Cuore che si sono tradotte in un numero rilevante di ordinativi, sia italiani che esteri.” Avete messo a punto particolari strategie per la clientela? “La nostra compagna di comunicazione è continuativa e si è intensificata con alcune azioni di marketing diretto. Per agevolare le scelte dei clienti abbiamo messo a punto speciali pacchetti promozionali che includono i nostri esclusivi mezzi per qualificare l’impresa partner: gli espositori da tavolo e le vetrofanie per la sede dell’impresa e per gli automezzi aziendali che attestano l’ec50

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cellenza delle scelte dell’Impresa. Con questa iniziativa abbiamo inteso dotarci di uno strumento estremamente chiaro e di facile consultazione e tale è stato il riscontro positivo che abbiamo pensato di continuare a proporlo anche in futuro, rimodellando o formulando nuovi pacchetti ad hoc in base alle varie esigenze.” La fiera è stata anche un’occasione per migliorare il vostro lavoro quotidiano… “Il contatto diretto con gli operatori è per me fonte inesauribile di stimoli per creare nuovi prodotti”. Ci sta dicendo che ancora una volta ci sorprenderà con nuove idee per il settore? “Certamente! La prima di queste ha già preso forma; assisterete molto presto al lancio di un altro concept unico, un nuovo vanto per la nostra Manifattura: ve ne parlerò quanto prima! Per ora approfitto per inviare, dalle pagine di questa prestigiosa rivista, un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito al successo della manifestazione e in particolare alle tante imprese che ogni giorno ci testimoniano il loro gradimento acquistando i prodotti Scrigno del Cuore e Preghiera entrando così a far parte della nostra community www.onoranzeeccellenti.it.” x O LT R E M AG A Z I N E • M A R Z O - A P R I L E 2 0 1 6


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I 50 ANNI DI SCACF DI CARMELO PEZZINO

“Un grande sogno inizia al tempo di un respiro”


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Renato Sgoluppi, classe 1936. Ancora oggi frequenta ogni giorno i reparti di finitura controllando tutti i processi e insegnando ai giovani la passione e l’amore per il proprio lavoro. Armando Pecorari, classe 1938. Tutti i giorni si confronta con i collaboratori ed ha un messaggio molto chiaro da trasmettere ai più giovani: “lavorate con orgoglio e con la fame tipici di chi vuole raggiungere risultati importanti. Non tiratevi indietro e con onestà affrontate i problemi quotidiani”.

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bbiamo avuto la fortuna di incontrare clienti che ci hanno trattato da partner e con i quali abbiamo stretto rapporti di forte amicizia. A loro, ai nostri fornitori, ai nostri collaboratori e dipendenti dobbiamo dire grazie per aver reso Scacf quella che è oggi. Pensando alla loro professionalità guardiamo con fiducia anche al futuro”. Con queste parole Renato Sgoluppi e Armando Pecorari sintetizzano il proprio stato d’animo alla vigilia del cinquantesimo anniversario dell’azienda di San Giustino. Entrando nella nuova e moderna sede di Scacf si respira subito l’orgoglio di essere arrivati a compiere 50 anni di attività in grande forma! È un sentimento che trae origine dalla consapevolezza aver creato l’azienda leader del settore seguendo un percorso di crescita sulla base delle proprie reali possibilità e percorrendo un cammino fatto di piccoli grandi passi a misura d’uomo. Quegli stessi uomini che hanno dato vita, in un piccolo paese dell’alto Tevere umbro, al primo stabilimento che si è evoluto nel tempo arrivando oggi a dare occupazione a 120 persone che, attraverso macchinari e manodopera, realizzano più di 75.000 cofani funebri l’anno. “Un grande sogno inizia al tempo di un respiro”: su questa ispirazione, con grande passione e con infinito amore nei confronti del proprio lavoro, i due fondatori hanno intrapreso una avventura che si è rivelata fantastica e che, portata avanti anche dalle nuove generazioni con valori identici a quelli O LT R E M AG A Z I N E • M AG G I O - G I U G N O 2 0 1 6


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“La sigla SCACF (all’inizio solo CACF) è un acronimo che sta per ‘Società Costruzione Artigianale Casse Funebri’. Nel 1965, dopo circa 13 anni di lavoro alle dipendenze di un mobilificio, abbiamo deciso di metterci in proprio, iniziando a costruire cofani funebri. Il primo capannone era di 200 mq ed allora sembrava già tanta cosa, sufficiente per tutto il lavoro che ci si prospettava. Oggi la sola superficie coperta è di 32.000 mq, mentre tutta l’area aziendale è superiore ai 100.000 originari, promette un futuro ancora più ricco di gratificazioni. Probabilmente il segreto sta proprio in questo: vivere il lavoro come una esperienza umana fatta di contatti e di relazioni nella convinzione che la crescita e lo sviluppo non siano un “affare privato”, ma un bene collettivo. Renato Sgoluppi e Armando Pecorari, nonostante l’età, sono ancora operativi in azienda consigliando le nuove generazioni ed insegnando loro a gestire efficacemente ordini e produzioni. mq. Eravamo amici e vicini di casa e il nostro rapporto è cresciuto grazie anche alle persone che ci hanno sempre voluto bene, ad iniziare dal nostro datore di lavoro. Il ‘padrone’ (cosi si chiamava allora) era un uomo piccolo di statura, ma con un grande cuore, così come la moglie. Nei periodi in cui c’era cattivo tempo ed il fiume Tevere si ingrossava inondando strade e vie, la signora ci ospitava per pranzo,

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per cena e anche di notte fino a quando il tempo tornava bello e potevamo rientrare nelle nostre case. Sono storie di altri tempi, ma testimoniano come il lavoro, allora, era considerato per il suo effettivo valore e accanto agli aspetti professionali vi erano sempre calore umano e riconoscenza. Saremo sempre grati a queste persone che ci hanno insegnato il vero significato della parola lavoro”.

Per dare il via alla vostra azienda avevate messo da parte dei risparmi? “Macché! Non avevamo una lira e dovevamo provvedere anche alle nostre famiglie con tanto di bambini piccoli. Ma avevamo grande voglia di lavorare” ricorda Renato. “Fin da piccolo, pur di racimolare qualche soldo, andavo persino a prendere il ‘breccione’ e con un martello la sera lo rompevo fino a renderlo di dimensioni ridotte e adatto per l’edilizia 58

stradale. Questo per dire che ci siamo sempre adattati a fare di tutto pur di guadagnare qualcosa. Quando decidemmo di costruire un capannone abbiamo letteralmente tirato su le mura con le nostre mani, di notte e nei fine settimana, con il prezioso aiuto di qualche muratore della zona. Erano altri tempi: il senso di comunità era forte e ciascuno dava una mano al vicino in cambio delle poche cose che servivano alla sussistenza. Nel 1966 lo stabilimento, con all’interno alcuni

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cavalletti e qualche metro di legno, era pronto e decidemmo così l’iscrizione alla camera di commercio e la costituzione della società”. “Mancavano i macchinari e quelli non potevamo costruirceli da soli”, interviene Armando. “Un amico ci presentò ad uno studio professionale che ci mise in contatto con la la Miliorconsorzi di Roma che ci concedette un mutuo a 30 anni di 5.000.000 delle vecchie lire al tasso dell’1%. Fu per noi il primo grande

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molte opinioni positive attorno al loro progetto. Ma gli ordini ancora non arrivavano. Un giorno Renato prese a prestito il furgone di un amico, caricò sei casse funebri e iniziò a fare il giro della zona per presentare i prodotti, agenzia per agenzia. Tornò sconfortato dal fatto che, benché ci fossero interesse e necessità, le imprese funebri del territorio erano già fornite

da importanti costruttori, tutti del Nord Italia, che rappresentavano una garanzia di continuità e di qualità. “Un rappresentate, che già vendeva cofani, vide le casse e ci suggerì di realizzare un catalogo prodotti che, sebbene con pochi modelli proposti, permise di portare a casa un primo ordine di 36 pezzi. Sono trascorsi cinquant’anni, ma si tratta di ricordi nitidi. Pochi mesi dopo essere stata costituita la piccola azienda contava già 10 dipendenti, spinta dal periodo favorevole (siamo a metà degli anni ’60) e dalla nostra ferrea volontà di procedere sulla strada intrapresa. C’era anche bisogno di qualcuno che tenesse la contabilità e ci rivolgemmo ad un amico che da anni lavorava in una grande fabbrica di macchine agricole: sarà lui ad avviare i primi documenti contabili di Cacf. Da allora, e ancora oggi, è il veterano dell’amministrazione. La notizia di questo nostro piccolo laboratorio che costruiva bare si espande e arriva fino alla vicina Toscana. Ad Arezzo una grossa impresa funebre crede subito in noi ed acquista casse in grande quantità dando impulso e fiducia al lavoro di tutta la squadra che avevamo messo in piedi. Da

aiuto che diede inizio a cinquant’anni di vita insieme. Ricordo ancora che eravamo alle stelle e il primo ‘investimento’ fu una bella cena a base di abbacchio a Roma, subito dopo l’erogazione del prestito”. Arrivati i primi macchinari e avviata la produzione, Armando e Renato, con costanza e con pazienza, andarono a presentare i propri prodotti agli impresari dei paesi vicini, li invitarono in azienda per vedere di persona le casse e raccolsero

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lì altri grossi nomi della funeraria italiana iniziano ad acquistare il nostro prodotto e dopo oltre 40 anni sono ancora oggi nostri clienti”. Come avete fatto a reggere la forte concorrenza proveniente dal Nord Italia? “Il lavoro non ci ha mai spaventati in quanto fin da piccoli siamo stati abituati a ‘sgobbare’ senza guardare l’orologio. Nella vita occorrono umiltà e sacrificio. Anno dopo anno abbiamo incrementato la produzione, investito in nuovi macchinari e ampliato gli spazi produttivi. Con l’avvento delle nuove generazioni si è registrata una ulteriore spinta alle nostre attività, sempre però mettendo al centro dell’attenzione il cliente e la sua soddisfazione. Oggi siamo una realtà molto differente da quella con cui iniziammo questa bella avventura. Già nei primi anni ’80 si è consolidato anche il patrimonio immobiliare e Scacf ha esteso la proprietà di terreno industriale fino ad arrivare alle dimensioni attuali. 60

Con forze nuove all’interno e con una rete vendita in continua espansione aumentano dipendenti e volume di affari. Il passaparola dei clienti, più che altre forme pubblicitarie allora inesistenti, fa da volano ad una crescita che dà l’avvio al periodo dei grandi investimenti e dell’automazione gestita da un sistema centrale che dalla falegnameria porta la cassa fino al reparto spedizioni senza alcuna manipolazione manuale. La modernità dell’impianto ha influito positivamente sull’ambiente di lavoro rendendoci sempre più competitivi. L’attenzione all’ambiente e il rispetto del territorio sono priorità

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alle quali Scacf non si sottrae. Uno dei più moderni impianti fotovoltaici dell’Umbria è stato installato sui tetti degli stabilimenti per una superficie complessiva di 15.000 mq. con una produzione energetica di 1.200.000 KW. Con questo importante investimento si può concretamente affermare che ci siamo resi autonomi nella richiesta di fabbisogno energetico, ma soprattutto che produciamo energia pulita”. Insomma, una storia che da cinquant’anni segna la vita di molte persone, partita “al tempo di un respiro” per arrivare ad essere “un grande sogno”. x O LT R E M AG A Z I N E • M AG G I O - G I U G N O 2 0 1 6


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icevuta a Tanexpo 2016 l’ennesima grande soddisfazione nel vedere le “pillole di formazione” su cerimonia e tanatoestetica prese d’assalto dai tanti operatori che hanno voluto sperimentare direttamente le metodiche proposte, è ripresa con grande intensità l’attività della Scuola Superiore di Formazione per la Funeraria che, a Terracielo Funeral Home, ha realizzato diversi moduli orientati a tutti coloro che intendono valorizzare il proprio lavoro o trovare nuovi sbocchi professionali. Dal 26 al 30 aprile si è svolto il Corso “Nuovi Gesti - la figura professionale del Tanatoprattore”. Affidato ad un prestigioso docente, il Prof. Javier Eduardo Chavez Inzunza, ha usufruito dell’ottima dotazione tecnologica e della perfetta organizzazione degli spazi tecnici offerte dalla Casa Funeraria modenese che rappresenta la sede ideale per erogare una formazione di elevatissimo livello. Chavez Inzunza è un noto tanatoprattore spagnolo: socio fondatore della International Academy of Thanatotechnologicial Studies (ente riconosciuto da Fiat-Ifta e da Iats), ha conseguito le proprie specializzazioni in Spagna (Universidad de Salamanca – Universidad Rey Juan Carlos) e in Francia (Institut Français de Thanatopraxie). Supportato dall’efficacia di attrezzature e di prodotti messi a disposizione da Sortem, distributore ufficiale in Italia del colosso americano Dodge, ha fornito ai partecipanti strumenti idonei a rispondere adeguatamente alle richieste delle famiglie consentendo loro di mettere subito in atto le nozioni teoriche e le tecniche operative apprese e dando così concretezza immediata ad una qualificazione professionale di grandissimo valore pratico ed etico. I metodi proposti e sperimentati sul campo hanno affrontato tre obiettivi primari (la disinfezione, la conservazione e il ripristino) per preservare, in condizioni di massima sicurezza, l’aspetto della salma per il periodo necessario al commiato curandone una presentazione estetica in grado di eliminare anche le deturpazioni create da traumi o da ferite. Prossime date dal 20 al 24 giugno 2016. Sempre in tema di tanatoestetica, dal 16 al 18 magO LT R E M AG A Z I N E • M AG G I O - G I U G N O 2 0 1 6


F O R M A Z I O N E

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gio ha avuto luogo il modulo di secondo livello destinato esclusivamente a coloro i quali hanno già frequentato con profitto quello di primo livello e dedicato ad una esercitazione pratica sulle principali tecniche di sutura e sul make-up funerario tramite l’utilizzo dell’aerografo. Entusiasti i partecipanti che, consapevoli di avere sviluppato esperienze importantissime, hanno suggerito agli organizzatori di ipotizzare un ulteriore livello di approfondimento. Prossime date dal 22 al 24 ottobre 2016. Dal 12 al 14 maggio è invece andata in scena una nuova edizione del format “Nuovi Sguardi – la figura professionale del cerimoniere”. Coordinato da Maria Angela Gelati, tanatologa e formatrice nelle materie collegate alla morte, è stato sviluppato secondo una nuova formula, più snella e più dinamica, in cui, oltre ad una breve parte teorica in cui si sono approfonditi gli aspetti psicologici e comportamentali del lutto, è stata data data grande attenzione ad una sperimentazione attiva che aiuta a meglio rapportarsi con i dolenti e a identificare spazi, tempi e modalità utili a “costruire” una cerimonia davvero unica ed equilibrata. Prossime date dal 14 al 16 luglio. Due nuovi progetti vedranno la luce dopo la pausa estiva. Il Master Specialistico sulla Tanatoprassi, promosso in collaborazione con Delena Formación e diretto dal Prof. Javier Eduardo Chavez Inzunza, è destinato a coloro che hanno già frequentato con profitto il modulo base di primo livello sulla tanatoestetica ed è articolato in due distinte fasi: una semplice e funzionale formazione a distanza di circa 300 ore su una piattaforma informatica, con assistenza di un tutor e con verifiche costanti sul livello di apprendimento, e una sperimentazione pratica sulle salme di una settimana che avrà luogo in Italia sotto la guida di Inzunza e che sarà propedeutica alla verifica finale ed al rilascio di un Diploma riconosciuto dalla prestigiosa Universidad Rey Juan Carlos di Madrid. Una formazione di altissimo livello quindi, pari a quella erogata nei Paesi Europei più evoluti sulla materia, che consentirà agli Operatori italiani di essere pronti a mettere in atto tutte le tecniche apprese, non 66

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CERIMONIERE - OTTOBRE 2015

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OVEMBRE 2015

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o - FEBBRAIO 2016

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solo sulle migliori prassi per la tanatoestetica, ma anche per una corretta esecuzione della tanatoprassi una volta che anche l’Italia avrà riconosciuto a livello normativo tale pratica. Inedite saranno le Giornate di approfondimento sulla Casa Funeraria in cui, attraverso le esperienze dirette di importanti operatori italiani e di autorevoli consulenti sui diversi aspetti progettuali, realizzativi e gestionali, sarà fornito ai partecipanti un quadro esaustivo e completo su quello che rappresenta certamente il futuro della funeraria italiana. Il Corso sarà propedeutico ad una ulteriore esperienza formativa proposta da EFI – Eccellenza Funeraria Italiana che intende promuovere un Master strutturato, della durata di un intero anno accademico, sulla figura professionale del moderno imprenditore funerario. Tanti altri appuntamenti vi saranno proposti: sul sito internet della Scuola, www.formazionefuneraria.it, troverete costantemente aggiornati il calendario e i programmi di tutte le iniziative. x


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UNA EMOZIONANTE VISITA ALL’ISOLA CHE OSPITA IL CIMITERO MONUMENTALE DELLA CITTÀ DI VENEZIA

IL CIMITERO DI SAN MICHELE IN ISOLA DI STEFANO MONTAGUTI


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iazza San Marco è il primo luogo che viene in mente a tutti quando si parla di Venezia, a cui fa seguito il Palazzo Ducale con la storia dei suoi dogi, il Canal Grande, il ponte di Rialto, l’Accademia, Murano con le sue vetrate artistiche ed infine il Lido per l’importante mostra internazionale del cinema che richiama star da tutto il mondo. Oggi tuttavia vi voglio parlare di un luogo diverso, ma altrettanto affasciante e suggestivo: il Cimitero Monumentale di San Michele in Isola. San Michele è la prima isola che si affaccia a nord di Venezia, davanti alle Fondamente Nove ed è attualmente la sede del cimitero della città. Quest’isola non fu sempre adibita a camposanto, la storia narra che un tempo era la Cavana de Muran, dove i muranesi “parcheggiavano” le loro barche. In quest’isola, situata fra Venezia e Murano, le famiglie Briosa e Brustolana fecero erigere, nel X secolo, una chiesa dedicata a San Michele Arcangelo. L’interno del complesso architettonico costituito da una pianta a tre navate, presenta un interessante ed armonico insieme di monumenti e sculture, oltre a ricche decorazioni splendidamente inserite nell’elegante architettura dell’edificio. Fu solo nell’Ottocento, con un lungo lavoro che si protrasse dal 1835 al 1870, che interrando il piccolo canale che divideva le isole di San Michele e San

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Dalla collaborazione tra Pelagatti Massimo, Vedovini Enrico, Bruni Alessandra e la Vezzani Cremation nasce ad Arezzo, AREZZO PET SERVICE. AREZZO PET SERVICE che ha inaugurato l’attività sabato 21/11/2015 dispone di un servizio all’avanguardia per la cremazione di animali da compagnia sia collettive che singole con la conseguente restituzione delle ceneri al proprietario dell’animale. Il servizio e la professionalità sono alla base dei principi dello staff dell’AREZZO PET SERVICE, i quali saranno a vostra disposizione 24/24H e per chi ne farà richiesta avrà la possibilità di assistere alla Cremazione e di poter dare l’ultimo saluto al proprio animale. L’impianto di cremazione istallato della Vezzani Cremation, specificatamente studiato per la cremazione di animali da compagnia, è un impianto ad altissimo contenuto tecnologico, rispettoso

dell’ambiente e corrispondente alle più restrittive normative in materia di emissioni in atmosfera. Gli impianti della serie PET sono forni a camera di combustione statica in cui si ha la possibilità di eseguire sia la cremazione del singolo animale sia cremazioni multiple, la

camera di cremazione infatti è predisposta per l’inserimenti di N.4 carcasse contemporaneamente, mantenendo distinte le ceneri di ogni singolo animale così da poterle restituire ai rispettivi proprietari.

La particolare concezione dei nostri impianti vi garantiranno consumi e costi di gestione contenuti a fronte di prestazioni ottime. AREZZO PET SERVICE S.r.l.s. Centro di Cremazione Animali Domestici Loc. San Zeno - Strada A n. 16 - 52100 Arezzo Tel: 0575 1645333 - Cell: 333 1207422 www.arezzopetservice.it

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COME RAGGIUNGERE L’ISOLA IN VAPORETTO

Linea ACTV Venezia Fondamenta Nuove - San Michele in Isola da dove partono i vaporetti 41, 42, 61, 62, 71 che in circa 10 minuti portano all’isola.

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Cristoforo della Pace, si ottenne un’unica isola, quella attuale, per destinarla quale sede del cimitero cittadino. La storia di quest’isola ha però radici assai più lontane. La leggenda narra che San Romualdo, fondatore dell’ordine camaldolese, vi avrebbe trascorso qui, prima dell’anno 1000, alcuni anni in eremitaggio diffondendo i principi ispiratori dell’Ordine che furono ben accolti dalle autorità locali tanto che nel 1212 l’isola fu ceduta a tre monaci camaldolesi che vi fondarono un monastero rimasto in attività sino al 1810 e dove negli anni vi soggiornarono, fra gli altri, frate Mauro, geografo e autore del famoso planisfero della seconda metà del Quattrocento, ora conservato presso la Biblioteca Marciana, e il futuro papa Gregorio XVI. Verso il 1300 la Sede Apostolica concesse al monastero il titolo di abbazia e nel 1400 venne eretto il chiostro detto “piccolo”, tuttora esistente, e il campanile. Alcuni anni dopo l’abate Pietro Donà affidò all’architetto Mauro Codussi l’incarico di riedificare la chiesa. Dal 1817 al 1829 il governo austriaco usò il monastero come carcere politico (dove furono imprigionati anche Silvio Pellico e Pietro Maroncelli) e in seguito fu affidato ai Minori conventuali di San Francesco, che tuttora l’hanno in uso. Una visita al cimitero di Venezia può trasformarsi in un viaggio emozionante, un pellegrinaggio nell’armonioso equilibrio che regna nell’aria dove la componente principale è “la quiete nel silenzio”, O LT R E M AG A Z I N E • M AG G I O - G I U G N O 2 0 1 6


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un’atmosfera non priva di una certa suggestione dove la tranquillità viene interrotta solo dalle strida dei gabbiani. Dal vaporetto, a mano a mano che ci si allontana dalla riva delle Fondamenta Nuove, si può scorgere il rosso dei mattoni dei muri di cinta e il verde scuro dei cipressi che contrasta con la bianca chiesa del Codussi che sovrasta la pavimentazione colorata del campo. Quasi a voler attendere il visitatore sul portale del chiostro della vecchia abbazia camaldolese per guidarlo nell’area cintata del cimitero, troviamo un importante simbolo dell’iconografia cristiana: San Michele, l’arcangelo che, sconfiggendo il drago, si impossessa della sua immortalità. Una volta entrati, sono invece file di cipressi e di tassi e tombe antiche e logorate dal tempo e dalla salsedine ad accompagnarci nel nostro silenzioso cammino. Il cimitero è famoso non solo per le opere artistiche che vi si trovano al suo interno, ma anche per i personaggi illustri che hanno scelto di essere sepolti in questa città unica al mondo. La prima cosa da sapere è che si tratta di un cimitero pluriconfessionale che ospita defunti appartenenti a diverse religioni suddividendoli in vari reparti. Attraversare le zone cattolica, evangelica, ortodossa e israelitica, equivale a compiere uno strano viaggio dove ogni scenario è completamente diverso da quello precedente. Tra le tombe celebri ricordiamo il poeta statunitense Ezra Pound, autore dei Cantos, condannato per propaganda antiamericana e internato in un campo di concentramento e poi in manicomio, che trascorse gli ultimi anni 74

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della sua vita in Italia. Vi è poi il grande compositore e innovatore della musica moderna Stravinskij, di cui si ricordano l’ Uccello di fuoco, Petruska e la Sagra della primavera e il grande impresario teatrale russo Diaghilev che riposa nel settore greco. Nel recinto evangelico è sepolto anche il poeta russo Brodskij, premio Nobel 1987, che ha attinto alle atmosfere veneziane per scrivere Fondamenta degli Incurabili. Nel cimitero di San Michele hanno trovato dimora eterna anche il musicista Luigi Nono, Cesco Baseggio, grande interprete goldoniano, lo psichiatra Franco Basaglia, il pittore e incisore Emilio Vedova, il calciatore e allenatore Helenio Herrera, Christian Andreas Doppler, matematico e fisico austriaco, e tanti altri nomi illustri. All’ingresso vi è la possibilità di richiedere una piantina del complesso cimiteriale che vi aiuterà nella “scoperta” delle sepolture famose. x

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Maria Angela Gelati, nata a Mantova, vive e lavora tra Parma e Reggio Emilia, nelle cosiddette Terre di Canossa. Già storica contemporaneista, dal 1996 si occupa di ricerca e sviluppo della tanatologia. Blogger de Il Fatto Quotidiano, dal 2007 è ideatrice, insieme a Marco Pipitone, della manifestazione culturale Il Rumore del Lutto, che nell’ambito della Death Education, si svolge ogni anno a Parma nei giorni della commemorazione dei defunti. Curatrice del libro Ci sono cose che (Diritto d’Autore, 2012), è coautrice del volume Scritture per un addio (Il Ponte Vecchio, 2008) e del manuale di formazione professionale All’ombra dei dolenti. Guida alla ritualità commemorativa fra tradizione e modernità (Centro Studi Oltre, 2004). È autrice della favola di death education L’albero della vita (Mursia Editore, 2015). Attualmente collabora con Ade Servizi Srl (Comune di Parma) e il Master Death Studies and the End of Life presso l’Università degli Studi di Padova. È inoltre docente dei corsi di formazione sulla Figura professionale del Cerimoniere organizzati dalla Scuola Superiore per la Funeraria.

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ispondere in modo chiaro ed esauriente alle domande dei bambini che ci interrogano sulle grandi questioni della vita è uno dei compiti più ardui e delicati che ogni genitore o educatore si trova ad affrontare. Questo compito diventa ancora più critico quando ci si trova nella difficile condizione, spesso a seguito di un lutto che colpisce la famiglia, di spiegare ai più piccoli il concetto di morte e di aiutarli nel loro percorso di elaborazione della perdita. Proprio allo scopo di fornire un piccolo ma valido aiuto all’adulto che si trova in questa complessa situazione, ha preso forma L’albero della vita, il libro edito da Mursia, presentato nell’ambito di Tanexpo 2016, ad oggi già in ristampa. Si tratta dell’ultima pubblicazione di Maria Angela Gelati – tanatologa, formatrice e co-curatrice della manifestazione Il Rumore del Lutto che si tiene annualmente a Parma – che, attraverso un linguaggio fiabesco, traccia il sentiero da seguire per accompagnare i più piccoli a superare la tristezza, il senso di smarrimento e il dolore per la perdita. Il libro di Maria Angela Gelati s’inserisce nella nuova corrente della Death Education, uno dei territori della tanatologia culturale oggi diffusa in Italia anche grazie al suo operato, che pone lo sguardo sulla morte e sulla sua inevitabilità come educazione alla vita intera, attraverso progetti e linguaggi differenti. Educarsi alla morte significa imparare a non averne paura e questo obiettivo può essere raggiunto riservando alla morte e al morire la stessa attenzione che viene data alla vita e al vivere. Anche se ad alcuni può sembrare poco prudente parlare ai bambini di certi argomenti, è invece importante che acquisiscano una competenza sulla morte, comprenderne il contenuto essenziale e la sua naturalezza per affrontare con maggiore serenità l’esperienza di perdere qualcuno. Ne l’albero della vita, attraverso testi ed illustrazioni, si narra di un’amicizia, quella tra la principessa Isotta e la foglia Piroetta, raffigurando la perdita come lo smarrirsi e il ritrovarsi. Così, seduti ai piedi di un immaginario grande albero, adulti e bambini possono trovare le risposte alle domande sulla vita e sulla morte: un fondamentale insegnamento per scoprire in se stessi la forza per continuare e crescere nel cammino. x O LT R E M AG A Z I N E • M AG G I O - G I U G N O 2 0 1 6


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Oltre Magazine n. 3 maggio/giugno 2016 by Oltre Magazine - Issuu