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MAGAZINE
OLTRE
PERIODICO
NUMERO 6
D E L L’ I M P R E N D I T O R I A
FUNERARIA
E
CIMITERIALE
la nuova linea.
NOVEMBRE-DICEMBRE 2015
Au g u r i !
Sommario OLTRE MAGAZINE
PERIODICO DI INFORMAZIONE DELL’IMPRENDITORIA FUNERARIA E CIMITERIALE
Bimestrale - Anno XV - n° 6 - Novembre-Dicembre 2015 DIREZIONE, REDAZIONE, AMMINISTRAZIONE, PUBBLICITÀ:
Via de’ Buttieri 5/a - 40125 Bologna tel. 051 4298311 - fax 051 4298312 redazione@oltremagazine.com DIRETTORE RESPONSABILE:
Carmelo Pezzino c.pezzino@oltremagazine.com SEGRETERIA DI REDAZIONE:
Raffaella Segantin r.segantin@oltremagazine.com
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5 Editoriale
FIERE
4 La rassegna più prestigiosa al mondo
FIERE
8 Aspettando Tanexpo
20
FIERE
20 Necropolis Tanexpo World Russia
REDAZIONE:
redazione@oltremagazine.com Daniela Argiropulos, Francesca De Munari, Maria Angela Gelati, Claudia Grassi, Martina Mandrioli, Sara Sacco, Carlo Mariano Sartoris, Laura Savarino, Raffaella Segantin, Nara Stefanelli, Roberto Valli, Gaia Lucrezia Zaffarano WEBMASTER:
Pasquale Leuzzi webmaster@oltremagazine.com
FIERE
28 NFDA 2015
OPINIONI
36 Aspettando il Giubileo
COMITATO SCIENTIFICO:
Luigi Bartolomei, Rossana Becarelli, Giuseppe Bellachioma, Francesco Campione, Alcide Cerato, Mauro Felicori, Giulio Gallera, Maria Angela Gelati, Gianni Gibellini, Pietro Innocenti, A. Renato Miazzolo, Alessandra Natalini, Giorgio Praderio, Michela Sgoluppi, Marina Sozzi, Anna Paola Spagnoletti, Piero Maurizio Zaffarano
AMMINISTRAZIONE:
42 Funéraire 2015
Daniela Spitaleri PUBBLICITÀ:
pubblicita@oltremagazine.com Spedizione in abbonamento postale. Diffusione in 8.000 copie, inviato a tutti gli operatori italiani del settore. REGISTRAZIONE:
Tribunale di Bologna n° 7053 del 23/10/2000 COPYRIGHT:
AT TUALITÀ
40 Non avrete il mio odio
FIERE
PA R L I A M O D I . . .
52 Preghiera è già un successo
PA R L I A M O D I . . .
56 Soluzioni informatiche per case funerarie
Tutti i diritti riservati. Manoscritti e foto originali, anche se non pubblicati, non si restituiscono. È vietata la riproduzione, seppure parziale, di testi e fotografie, se non con autorizzazione scritta e citando la fonte.
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68 EFI NEWS
COORDINAMENTO SERVIZI FOTOGRAFICI:
I N M E M O R I A
Pasquale Leuzzi, Raffaella Segantin FONTI ICONOGRAFICHE:
PA R L I A M O D I . . .
62 Una lunga storia di successo
72 Un raffinato interprete
Archivio Oltre Magazine, ANSA, Rosetta Bonatti, Massimo Cocchi, Massimo Gennari, Riccardo Latini, Pasquale Leuzzi, Raffaella Segantin
STAMPA:
76 Viaggio onirico di cinque angeli biondi
CINEMA
Grafiche Corrà srl Via Gettuglio Mansoldo snc – 37040 Arcole (VR) PROPRIETÀ EDITORIALE E COPYRIGHT:
Conference Service srl
36
www.oltremagazine.com
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Impresa
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Editoriale Impegni professionali ci hanno portato a Parigi nei giorni immediatamente successivi alla strage che ha insanguinato la capitale francese provocando 130 vittime e 368 feriti di ventisei diverse nazionalità: un attacco terroristico che ha provocato in buona parte del mondo (occidentale e non solo) sentimenti di rabbia e di indignazione e la richiesta di una reazione pronta e durissima. Ma gli stati d’animo che più ci sono rimasti impressi parlando con i parigini sono prevalentemente legati al dolore e alla mestizia piuttosto che ad una pur giustificabile paura: le strade poco frequentate, anche dai giovani, i locali quasi deserti, il tono sommesso della voce dei nostri interlocutori hanno rappresentato il segno tangibile di una ferita che certamente impiegherà molto tempo per rimarginarsi, ammesso che ciò sia davvero possibile. Questa strage segna un salto di qualità senza precedenti nelle capacità offensive degli jihadisti: l’Occidente ha sottovalutato la minaccia dell’Isis, la sua capacità di proselitismo e la radicalizzazione dei giovani musulmani in Europa. La débâcle non è solo dei francesi, ma di tutta l’intelligence occidentale che negli ultimi dieci anni ha regolato la propria azione sul parametro della “cellula di lupi solitari”, piccoli gruppi autonomi che mettono a segno singole azioni al di fuori di catene di comando rigide e solo sulla base di una generica indicazione a colpire dove e quando si può. Ora ci troviamo di fronte ad un attacco complesso, articolato, di notevole professionalità e che, ragionevolmente, ha richiesto il coinvolgimento di parecchi uomini. Altro aspetto da analizzare è quello delle caratteristiche del personale utilizzato. L’operazione, per la simultaneità, la scansione in fasi e le tattiche applicate dice chiaramente che sono stati impiegati professionisti; sicuramente non tutti, ma gli operativi sono stati certamente gente di mestiere. Da dove provengono questi uomini? L’ipotesi più probabile è che siano venuti da fuori e trasferiti in Francia in un momento imprecisato e in vista di una azione rivendicata quale rappresaglia all’intervento in Siria dei francesi. Ma le connivenze con elementi locali, giudicati perfettamente integrati ed invece seguaci di una logica eversiva, è certamente innegabile. È un terrorismo basato sulla destabilizzazione: con gli attentati vuole creare la paura assoluta, la globalizzazione dell’orrore che metta a sua volta in moto un sistema di sicurezza così imponente ed ossessivo da creare ansia sul piano mondiale. Il jihadista può essere chiunque, islamico d’origine o convertito, caduto nelle trappole di qualche cattivo maestro e difficile da identificare anche perché adotta particolari tecniche di nascondimento. Sono giovani del tutto integrati che si avvicinano, grazie alla Rete, alla cultura fondamentalista e cadono nella trappola: in questo senso Internet, se non governato, diventa un pericolo. Questo pensiero eversivo attecchisce nella nostra società per diversi motivi: la crisi economica può influire perché marginalizza ancor più i giovani, ma non è certo l’unica causa. L’Islam politico può apparire, nel vuoto ideologico dei nostri giorni, una nuova forma di utopia e di speranza collettiva che agisce contro tutto ciò che è di matrice occidentale, ad iniziare dalle società democratiche. Lo jihadismo è più pericoloso del fondamentalismo talebano e del movimento di Al Qaeda. L’islam non è più lontano, è dentro le nostre società! Occorre un dialogo su basi nuove e non è più ipotizzabile, da parte nostra, un atteggiamento da “conquistatori”. Un ruolo fondamentale potrebbe essere svolto dal Papa e da quanti nel mondo musulmano condividono i valori della democrazia: ma occorre aiutare questi intellettuali e non silenziarli come accade oggi. Mai come quest’anno giunga a voi ed alle vostre Famiglie l’augurio per un sereno Natale e per un 2016 ricco di pace, di prosperità e di gratificazioni. Buona lettura a tutti!
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F I E R E
1.2.3APRILE2016
LA RASSEGNA PIÙ PRESTIGIOSA AL MONDO DI ALBERTO LEANZA Presidente Tanexpo
F I E R E
Alberto Leanza
P
Poco più di cento giorni ci separano dal momento in cui prenderà il via l’edizione 2016 di Tanexpo e ritengo opportuno esprimere alcune considerazioni utili a meglio esplicitare lo stato dell’arte di un intenso lavoro organizzativo avviato già all’indomani della conclusione della felice esperienza del 2014. Mentre le ultime fondamentali pedine vanno collocandosi sulla scacchiera del lay-out espositivo, inizia a prendere corpo il programma definitivo della manifestazione. Un cocktail perfetto ed equilibrato fra occasioni di business, opportunità di crescita professionale e una informazione corretta ed esauriente: ogni ingrediente, dosato nella giusta misura, contribuirà a determinare il successo di quella che è ormai unanimemente considerata la rassegna
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internazionale specializzata più prestigiosa al mondo. Moltissime, fra le più autorevoli Aziende di tutte le filiere espositive, saranno presenti a Bologna e confido che alcuni fra quelli che ancora non hanno confermato la propria partecipazione, pur nella totale libertà di scegliere dove orientare i propri investimenti, possano in questi mesi decidere di non mancare ad un appuntamento che vedrà una imponente partecipazione di buyer stranieri, provenienti da oltre 50 nazioni, che animeranno le tre giornate di manifestazione non solo per trovare o per consolidare rapporti commerciali con le aziende espositrici, ma anche per portare un contributo di idee e di esperienze che, attraverso il confronto con gli operatori del nostro Paese, aiutino il comparto a procedere sulla strada della modernizzazione. In questi anni siamo stati presenti, a tutte le latitudini, ad ogni evento specializzato dell’industria funeraria e cimiteriale e abbiamo potuto verificare come in un contesto in cui l’economia globale risente di una crisi internazionale generalizzata, anche il nostro settore ha in qualche modo sofferto le inevitabili conseguenze. Ma complessivamente ha tenuto piuttosto bene, anche in considerazione del fatto che si tratta comunque di un mercato anelastico nel quale i numeri confermano costantemente le previsioni statistiche. Poter dichiarare già oggi che Tanexpo manterrà inalterati, nel 2016, i propri nume-
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ri in termini di espositori e di metri quadri occupati è motivo di grande soddisfazione e mi rende particolarmente ottimista sulla possibilità di raggiungere nuovi record e di garantire al visitatore una offerta completa e qualificata di tutta la produzione funeraria e cimiteriale. È un risultato, il nostro, costruito negli anni con impegno, con intuizioni, con investimenti anche importanti in termini di risorse umane ed economiche. Ma alla base di tutto vi è la costante fiducia che il sistema produttivo ha sempre riservato alla nostra manifestazione consentendole di consolidarsi aggregando intorno a sé tutte le principali espressioni italiane ed estere del comparto cui offre stimoli ed occasioni di dialogo e di confronto, strumenti ed opportunità di comunicazione, risorse operative in grado di favorirne la crescita e l’affermazione. Il prodotto di qualità è universalmente riconosciuto ed apprezzato. Partendo da questa considerazione, stiamo lavorando ad un progetto che nel 2017, a Miami, porterà i migliori prodotti italiani e internazionali a confrontarsi con i Paesi del Centro America e dell’America Latina, aree geografiche particolarmente interessanti per favorire, attraverso le esportazioni, un reale processo di crescita e di sviluppo economico delle diverse filiere produttive. Appuntamento a Bologna, quindi, dall’1 al 3 aprile 2016! Nel frattempo, però, potrete iniziare a vivere la rassegna attraverso la consueta rubrica “Aspettando Tanexpo”, ospitata nelle pagine seguenti, o scoprendo sul web (www.tanexpo.com) tutte le novità che vi proporremo la prossima primavera. x
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Mark your calendar 1.2.3APRILEBOLOGNA 3A RISARCIMENTO . ASSICURATO A.F. DI MARINI GIULIANO . ABLE CASKETS (U.S.A.) . ACMOMAD . AFE ASIA FUNERAL EXPO (Hong Kong) . ALEA ITALIA . ALL MADE IN ITALY . AMC . ARREDI SACRI E FUNEBRI DI BIAGIO OREFICE . ART FUNERAL ITALY . ART PETER (Austria) . ASSISTO . AUTOFOERSTER (Germania) . B.L. . BAILEY & BAILEY (Stati Uniti) . BALTEA D.C. . BATESVILLE CASKET (Gran Bretagna) . BERTONCELLO GRAZIANO . BIEMME SPECIAL CARS . CALI’ GIUSEPPE . CAMFIL . CAR . F I B R E G L A S S . CEABIS . CENTRO STUDI OLTRE . CHIOTTI AUTOTRASFORMAZIONI . CIROLDI . CO.B.A.L.M. . CREMTEC (Germania) . DEVOTA (Austria) . DI PACE (Brasile) . DIGIGRAF . DIVISAFACILE.COM . DODGE (Gran Bretagna) . E.M. . EEP (Gran Bretagna) . ELEKTA . ELEKTRONIK PRINTING (Austria) . ELLEGI . ELLENA . ELLEPI . EUROPE METAL CONCEPT (Francia) . EXPO FUNERARIA MEXICO (Messico) . F.C. LEGNO . FABBRICA ITALIANA SCALE . FACULTATIEVE TECHNOLOGIES (Olanda) . FC SRL . FE.N.I.O.F. . FERRARI MARMI SERVICE . FEVI . FIAT-IFTA (Olanda) . FUNERAL PRODUCTS - LOVEURNS (Stati Uniti) . FUNERAL PRODUCTS (Olanda) . FUNERMOSTRA (Spagna) . GB MALPENSA LOGISTICS . GIORGI F.LLI - Officina Martello . GLOBALE RC URNAS (Portogallo) . GPT DURASEK (Croazia) . GRAVOTECH ITALIA . GREEN PLAST . GRUPPO MAZZINI s.r.l. . HKD Systems GmbH (Germania) . IFZW (Germania) . IL GERMOGLIO . IL PROVVISORIO . IMPRONTA DIGITALE - Bassano del Grappa . INFORDATA SISTEMI . INTERCAR MODENA . INZEIN DESIGN (Spagna) . ITALIANA CREMAZIONI . KARSOL (Ungheria) . LA ERREVIEFFE . LA GRANITI 3000 . LA GUIA FUNERARIA (Spagna) . LA MAJESTIC . LARENZIA . LGM SOFTWARE . LIVING MEDIA . LUMADA (Slovenia) . MA.STE .MARTYL . MEMORITAS . MEVISTO (Austria) . MODIT Group . MURINO . NECROEXPO (Polonia) . NEW MEMORIALS DIRECT (Stati Uniti) . NFDA (Stati Uniti) . NFE (Gran Bretagna) . NOMA . NOUVEL ART . NUOVA ERGA’S . OLIVETTI . OLTRE MAGAZINE . ORTHOMETALS (Olanda) . OSCAR MARTA . P.A.F. DI SALVATORI . PALLADINI MILANO . PAVONI STEP AUTOMAZIONI . PiùCarattere® di DIANI UBALDO . PLUDRA - FRANKFURT (Germania) . PLUS TECHNOLOGIES . POLISH FUNERAL CHAMBER (Polonia) . PREGHIERA . PRIMA BOTTEGA . PROMAC . PUBBLIPEL RICCIARELLI . RADIV . REMONDIS MEDISON (Germania) . RESMINI . RESONANCE (Francia) . RIELLO . ROTASTYLE . ROYAL PLATE . SAIE . SARTORIA DI FILOTTRANO . SCRIGNO DEL CUORE . SCUOLA SUPERIORE DI FORMAZIONE PER LA FUNERARIA . SEKOB . SERVICE GLOBAL FASHION . SERVIZILUTTO . SIGMUND PRODUKTDESIGN (Germania) . STILTECNO . STONE TRADE . STRASSACKER (Germania) . STRAZZULLO ARTE FUNERARIA . STUDIO BRAND . T.G. ITALIARREDA . TADDIA . TIESSE . TOSCODATA . TYMOS . UNICOLOR PROFESSIONAL . URNA CONCEPT . VEZZANI . VEZZANI CREMATION . VuB - VERBAND UNABHAENGIGER . BESTATTER e.V. (Germania) . WATERURN (Olanda) . WIREBOOK (Gran Bretagna) . ZAUNER URNEN (Austria) . ZEP . ZORSOL Espositori iscritti al 30 novembre 2015 Consulta l’elenco aggiornato su WWW.TANEXPO.COM
Aspettando
ASSISTO E.M. ELLENA IL GERMOGLIO PUBBLIPEL RICCIARELLI ROTASTYLE SARTORIA DI FILOTTRANO
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ASSISTENZA GRATUITA PE R LE VITTIM E DE L LA S TR A DA E DE L LA VO RO
Assisto è l’unica realtà in Italia che si occupa esclusivamente, in modo del tutto gratuito, di risarcimento danni da morte per incidenti sulla strada e sul lavoro mettendo a disposizione dei parenti delle vittime, nella propria zona di residenza, qualificati psicologi, avvocati e periti. Assisto può inoltre garantire un sostegno economico ai familiari attraverso il pagamento del funerale e rendere anche possibile, una volta valutate le circostanze, una anticipazione rateale del risarcimento con la garanzia del massimo risultato in tempi brevi. Assisto si rivolge alle migliori Agenzie di Onoranze Funebri in tutta Italia riconoscendo loro una importante percentuale sugli onorari percepiti dalla Compagnia assicurativa del responsabile dell’incidente mortale, stipulando gratuitamente con le Agenzie stesse specifici contratti di collaborazione. Non va dimenticata l’attenzione particolare al supporto psicologico che Assisto riserva ai parenti attraverso l’intervento immediato di psicoterapeuti esperti nel trattamento del trauma da lutto: un ulteriore e significativo impegno verso la propria clientela. Assisto si configura in questo modo come un importante servizio che l’Impresa funebre offre alle famiglie, che potranno essere orientate nella scelta di stimati e autorevoli professionisti per il risarcimento della perdita subita. Offrire una forma di assistenza completa come quella appena descritta rappresenta per le Agenzie un sicuro vantaggio in termini di immagine e di reputazione sul territorio. A Tanexpo 2016 Assisto vi attende per fornirvi tutte le informazioni utili ad accrescere ulteriormente il prestigio della vostra Impresa con una offerta di servizi variegata e qualificata. 12
ASPETTANDO TANEXPO * NOVEMBRE-DICEMBRE 2015
BOLOGNA1.2.3APRILE w w w . t a n e x p o . c o m
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L’E S A LTA ZIO NE DE L LE GNO
Leader da oltre quarant’anni nella produzione di accessori per mobili e complementi d’arredo, E.M. srl è inoltre specializzata nella produzione di Scatole Preziose per il settore funerario dal sapore moderno e dalle forme armoniose che esaltano la bellezza del nobile materiale di realizzazione, il legno, che è anche il centro attorno a cui ruotano le proposte di arredo concepite nel progettare e realizzare arredamenti su misura per onoranze funebri e Case Funerarie affiancando il cliente nell’intero percorso, dalla prima fase di ideazione fino alla realizzazione finale di locali accoglienti e funzionali dove il gusto estetico si sposa perfettamente con le necessità pratiche. Grazie alle caratteristiche della materia prima E.M. offre un vasto assortimento di piallacci naturali (disponibili in tutte le specie legnose e tinti in una vastissima gamma di colori), di legni multilaminari, di decori prefiniti, di tranciati e masselli, di bordi in legno, di pavimenti e rivestimenti sempre in legno: l’azienda propone molteplici soluzioni dalle linee innovative, sobrie ed elegantemente rifinite. Gli ambienti che ne derivano sono spazi confortevoli, ben arredati che contribuiscono in maniera significativa a conferire grandissima dignità all’estremo saluto. E.M. vi aspetta a Tanexpo 2016 dove, accanto ai progetti di arredo per rendere più ospitali ed efficienti i vostri spazi, presenterà le nuove collezioni di urne e di articoli destinati alla cremazione, dalle forme attuali e raffinate, tutti realizzati in legno, il pregiato materiale con cui l’azienda di Cantù prosegue una lunga tradizione artigianale italiana. 14
ASPETTANDO TANEXPO * NOVEMBRE-DICEMBRE 2015
PADIGLIONE 16 STAND A40-B41
L ’ AU T OF U N E B R E C O N P E R SON A LI TÀ
È una delle realtà più significative dell’industria dell’autofunebre, conosciuta e stimata a livello internazionale, e vanta una lunga tradizione che ha visto succedersi più generazioni. Dal 1996 l’azienda è diretta da Massimo Ellena che ha introdotto importanti novità nel comparto. Oltre a proporre modelli originali, come l’autofunebre color avorio uscita per la prima volta qualche anno fa, ha puntato tutte le sue forze sul concetto di “tailor made”, letteralmente “cucito su misura”, ossia la possibilità di personalizzare tutti i dettagli per soddisfare le esigenze di ogni cliente. Un’idea, quella dell’auto su misura, che si ispira alle eccellenze italiane dell’automotive, ovvero Ferrari e Maserati, per offrire agli Operatori l’opportunità di poter acquistare un veicolo davvero unico, realizzato sulla base del proprio gusto personale e delle proprie necessità. La personalizzazione è totale e seguita nei minimi dettagli. Gli Impresari, assistiti da personale esperto, hanno la facoltà di scegliere i colori esterni, i rivestimenti del vano feretro, i colori delle pelli e delle cuciture in contrasto, le finiture e tutti gli accessori che completano il mezzo. Un team di tecnici altamente qualificati e le tecnologie all’avanguardia presenti nello stabilimento di Saluzzo garantiscono la realizzazione di ogni progetto con tempistiche rapide, ma precise ed accurate. I molteplici modelli realizzati nella lunga storia dell’azienda piemontese sono stati costantemente ispirati ad una filosofia basata sui valori di innovazione, di eleganza e di personalità. Tanexpo 2016 sarà per Ellena l’occasione irrinunciabile per presentare ufficialmente la nuova G3.0 su base Maserati Ghibli, un’autofunebre dal forte carattere che con i suoi 6,62 metri di lunghezza si impone sul mercato con determinazione, ma anche con grande stile e con classe. A Bologna potrete toccare con mano tutte le soluzioni e i dettagli di questa auto che sarà certamente fra i grandi protagonisti della manifestazione. ASPETTANDO TANEXPO * NOVEMBRE-DICEMBRE 2015
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PADIGLIONE 16 STAND A19-A21
UN A S CE LTA E COLOG ICA Fino a non molto tempo fa il termine fiore artificiale richiamava irrimediabilmente alla mente un triste oggetto in plastica che pretendeva, con scarsissimo successo, di imitare le meraviglie della natura. Oggi fortunatamente non è più così! Lo garantiscono i numerosi clienti de Il Germoglio, società specializzata da oltre vent’anni nell’allestimento floreale con materiali artificiali di altissima qualità, che si propone al comparto funerario come pioniere di nuove tendenze con una gamma di manufatti di grande raffinatezza e di incomparabile bellezza. Le creazioni de Il Germoglio, disponibili in tanti colori e dimensioni, rispondono a standard elevatissimi e sono realizzate con manodopera specializzata in grado di soddisfare ogni esigenza del cliente a cui viene sempre prestata la massima attenzione. A Tanexpo 2016 l’azienda presenterà nuove proposte per ingentilire l’esperienza più dolorosa della vita: un’ampia scelta di fiori, di rami, di foglie e di eleganti ed originali composizioni per decorare con stile il cofano o l’urna, per addobbare la chiesa, la sala del commiato o la Casa Funeraria e, infine, per abbellire tombe e loculi. I fiori artificiali rappresentano un grande vantaggio in termini di costi perché durano inalterati negli anni e possono essere utilizzati o noleggiati più e più volte. Sono inoltre una scelta rispettosa dell’ambiente. I fiori sono un tributo alla persona che ci ha lasciato e non è detto che se non sono freschi abbiano meno valore, anzi: non appassiscono, conservano la loro bellezza per tutto il tempo necessario ed incontrano la sensibilità ecologica della moderna società. E poi, diciamolo francamente, sono davvero belli, tanto che a volte non solo alla vista, ma anche al tatto, non è possibile cogliere la differenza tra il fresco e l’artificiale. 16
ASPETTANDO TANEXPO * NOVEMBRE-DICEMBRE 2015
PADIGLIONE 16 STAND A 3 2-A 3 4
L’E LE G A NZ A DE LL’OG G E TTO Azienda leader da oltre quarant’anni nella produzione di oggettistica per la promozione aziendale, Pubblipel Ricciarelli si è affermata da tempo anche nella fornitura specifica per il comparto funerario a cui dedica particolari cura e ricerca. Cartelle portadocumenti, libri firme, cofanetti porta ricordini, custodie per raccolta offerte, cornici, porta manifesti, porta urne, scatole portaoggetti di diverse dimensioni con scomparti interni sono solo alcuni esempi della vasta produzione di Pubblipel, disponibile a realizzare anche pezzi su misura (in quantità da concordare) per soddisfare le necessità di ogni cliente. Tutti gli articoli sono progettati e rigorosamente realizzati in Italia nello stabilimento di Todi. La qualità del made in Italy viene colta immediatamente quando ci si imbatte nei prodotti Pubblipel: i materiali ricercati, le linee raffinate e le finiture perfette sono gli indicatori inequivocabili di una lunga tradizione artigiana. La caratteristica principale che contraddistingue le creazioni dell’azienda umbra è certamente rappresentata dall’ampia scelta di colori con soluzioni che, pur non discostandosi dalle linee classiche, propongono anche delicate tonalità di colori pastello quali il rosa, il salmone, il verde acqua, il celeste … Una autentica ventata di originalità per il settore! I costi? “Accessori di classe a prezzi accessibili” assicura il motto aziendale. E c’è davvero da crederci, visti gli ampi consensi che riscuote sul mercato! Da anni Pubblipel Ricciarelli non manca l’appuntamento con Tanexpo riconoscendo nella rassegna italiana del funerario il luogo ideale in cui presentare le ultime novità ad un pubblico attento e qualificato. Anche la prossima primavera l’azienda umbra vi stupirà con i suoi eleganti accessori. 18
ASPETTANDO TANEXPO * NOVEMBRE-DICEMBRE 2015
PADIGLIONE 16 STAND D26-E29
RI FL ES SI D’A C Q U A I visitatori di Tanexpo 2016 avranno l’immenso piacere di ammirare i raffinati manufatti di Rotastyle e di apprezzarne l’originalità delle linee e le soluzioni estetiche sempre nuove e uniche, impreziosite da splendidi dettagli. Cinzia Rota, l’anima creativa dell’azienda, ha infatti confermato la scelta della rassegna bolognese quale vetrina qualificata per esibire le sue impareggiabili creazioni. Il naturale talento di Cinzia, sostenuto da un grande dinamismo di squadra, è lo stimolo per un costante afflusso di nuove idee che si traducono in produzioni di pregevole bellezza e di significativa valenza artistica. Spesso i suoi processi creativi nascono per caso: una semplice immagine o una frase colta accidentalmente possono innescare una serie di emozioni e di riflessioni che danno vita alle sue rinomate realizzazioni. È il magico mondo di Monet il principio ispiratore delle novità che vedremo la prossima primavera. I giardini, i fiori, gli specchi d’acqua in cui si riflettono con soffuse pennellate piante e nuvole sono alla base della linea “Riflessi d’Acqua” che troveremo declinata non solo nei cofani, ma anche in abbinamento all’urna e agli accessori (reggiferetro, portacandele, vasi ed altro). “Tutto quello che è nel cielo è sulla terra… E si riflette reciprocamente… Questo è il pensiero che mi ha accompagnato dopo essere stata conquistata dalle opere del grande pittore impressionista francese e dalle sue meravigliose e delicate ninfee che, rispecchiandosi in stagni e laghetti, creano suggestivi effetti cromatici ed emotivi”, spiega un’entusiasta Cinzia Rota. “Nel riflesso i confini tra cielo e terra si confondono e si fondono divenendo un tutt’uno, così come sono indissolubilmente legate la vita e la morte”. “Riflessi d’Acqua” propone i soggetti cari a Monet, come le ninfee e i salici piangenti realizzati con preziose tarsie in legni pregiati e in madreperla australiana resi possibili dalla grande abilità delle maestranze di Rotastyle che eseguono questi lavori ancora interamente e sapientemente a mano. ASPETTANDO TANEXPO * NOVEMBRE-DICEMBRE 2015
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PADIGLIONE 16 STAND D34-E35
A TA N E XPO CON U NA NU O V A IM M A G IN E A ZIE NDALE
Dal 1979 Sartoria di Filottrano produce abbigliamento di qualità sartoriale per uomo e donna. Negli ultimi dieci anni si è specializzata nella realizzazione di divise per il comparto funerario creando prodotti unici con materiali pregiati e affermandosi come uno dei principali attori nel settore. Ampia scelta di modelli, abilità sartoriale, stoffe di alta qualità, personalizzazione totale dei capi sono i tratti distintivi dell’azienda marchigiana che garantisce un servizio impeccabile per qualificare la vostra Impresa già dal primo impatto con il cliente. Sartoria di Filottrano non propone unicamente abiti, ma vanta una ricca gamma di accessori per completare le vostre divise: camicie, cravatte, maglieria, guanti, cappelli, calzature e cinture, personalizzabili con il logo o con il nome della vostra Impresa ricamati a mano. Forte dei risultati raggiunti in Italia, nel 2015 Sartoria di Filottrano conquista anche il mercato francese confermando il proprio ruolo di fornitore di fiducia per quelle imprese che scelgono la qualità e l’eleganza del vero Made in Italy su misura e facendosi in questo modo promotrice dell’eccellenza italiana all’estero. Dopo i successi conseguiti alla recente edizione del Salone Funéraire di Parigi, Sartoria di Filottrano conferma, per la quinta volta consecutiva, la propria presenza a Tanexpo 2016 dove si presenterà con una immagine aziendale rinnovata: un nuovo logo e un nuovo sito internet (www.sartoriadifilottrano.it) sono cambiamenti significativi che sottintendono un piano di sviluppo aziendale che va di pari passo con la proposta di prodotti innovativi. 20
ASPETTANDO TANEXPO * NOVEMBRE-DICEMBRE 2015
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F I E R E
NECROPOLIS TANEXPO WORLD RUSSIA IL VIAGGIATORE
World
MOSCA 14-16 OTTOBRE 2015
F I E R E
C
ome ogni ottobre, da più di vent’anni ormai, l’appuntamento con Necropolis (oggi Necropolis-Tanexpo World Russia) ci ha permesso di ritrovare gli amici Serguey Yakushin e Dimitry Yevsikov che, con la preziosa collaborazione di Galina Kolchanova, stanno costantemente sviluppando la massima esposizione funeraria dell’immensa Russia. Le date di questa edizione sono state anticipate evitando ai partecipanti il freddo e le nevicate che in tempi andati ci accompagnavano sin dal nostro arrivo a Mosca. Anche se abbiamo ormai la sensazione che le cose siano cambiate anche per ciò che riguarda il tempo. Belle giornate di sole hanno così accompagnato il nostro soggiorno rendendolo ancor più piacevole tanto più che la manifestazione si è trasferita al padiglione 69 del parco VDNH molto più recente e funzionale dei vetusti capannoni di stampo sovietico che da quando si svolge nella capitale solevano ospitare la fiera funeraria russa. Ho scritto “da quando si svolge nella capitale” per la semplice ragione che agli inizi, nel 1993, la rassegna si teneva, in maggio, nella capitale siberiana Novosibirsk, già Novonikolaievska essendo sorta dal nulla più di un secolo orsono (lo Zar era Nicola II da cui il nome) per creare un nodo ferroviario strategico lungo il percorso della mitica linea ferroviaria Transiberiana (che collega Mosca a Vladivostok attraversando in una settimana 7 fusi orari dopo aver percorso 7000 chilometri) allora in costruzione ed entrata in funzione nella sua totalità nel 1916. Successivamente, dopo qualche anno di alternanza tra Mosca e San Pietroburgo, l’evento si è definitivamente installato sulle rive della Moscova. Conserviamo ancora vivido il ricordo di quel periodo e, tornando al tempo, del freddo glaciale che ancora persisteva colà in primavera avanzata risolvendosi poi, repentinamente,
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PERIODICO DI INFORMAZIONE DELL’IMPRENDITORIA FUNERARIA E CIMITERIALE
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in un disgelo che creava acquitrini che duravano tutta l’estate (con temperature non lontane dai 40 gradi ed, ovviamente vista l’acqua, con un tasso di umidità elevatissimo) costituendo così l’habitat ideale per miliardi di zanzare estremamente virulente che seviziavano, con pervicace ostinazione, chiunque si trovasse da quelle parti. Ne sappiamo personalmente qualcosa visto che gli affari ci portavano spesso in quei posti dove si vendevano molto bene, per bizzarro che ciò possa apparire in un luogo il cui solo nome evoca il freddo estremo, sistemi refrigeranti. Un po’ come accade, “mutatis mutandis”, a chi vende caminetti in Arabia Saudita o negli Emirati. Non tutti sanno che i ricchi emiri desiderano ritrovare a casa loro l’ambiente “warm and cosy” cui sono avvezzi nei loro chalets svizzeri di Gstaad, St. Moritz, Davos o Crans Montana. Senza parlare di Courchevel, in Francia, dove però a farla da padroni sono gli oligarchi Russi con i loro fanta-
branco di quegli animali dal lezzo nauseabondo comodamente accovacciati e che con molte difficoltà, oltre che con scarso entusiasmo, il giovane “sayiq al’iibil” (cammelliere in arabo) riuscì a parzialmente liberare consentendoci di raggiungere il simpatico porticciolo da cui si gode, tra l’altro, una magnifica vista sul sultanato di Oman la cui continuità è interrotta proprio dal piccolo emirato che si affaccia sul golfo nell’Oceano Indiano. Ritornando a Mosca occorre sottolineare come il nuovo padiglione abbia messo in risalto i prodotti tanto più apprez-
Baltea smagorici eccessi. Per farla breve avere un caminetto funzionante (!) è diventato un must, ma il calore sprigionato deve essere annullato dall’installazione di potentissimi condizionatori (affari d’oro per chi vende caldo e freddo ...) che riportino la temperatura a livelli accettabili consentendo così ai fortunati sauditi di approfittare, al fresco, del caminetto mentre, levando distrattamente lo sguardo dal fuocherello e portandolo oltre le vetrate, vedranno le modernissime autostrade percorse dai bolidi più costosi e, chissà, poco più in là un bel gruppo di cammelli che avanzano ondeggianti sulla sabbia con la loro andatura ad ambio tipica anche di altri quadrupedi ( giraffe, elefanti, orsi, …). Quando poi i detti camelidi non decidano di concedersi, scavalcato il guard rail, una sosta sulla carreggiata come accadutoci il giorno in cui guidando da Dubai verso al Fujayrah (uno, praticamente sconosciuto, dei sette emirati che costituiscono gli EAU), dove ci attendeva un sontuoso pranzo a base di pesce, ci trovammo, all’uscire da una curva semicieca, l’autostrada completamente bloccata da un 26
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zati, in certi casi, nella misura in cui ad accogliere i potenziali clienti c’erano spesso delle avvenenti creature eteree e quasi diafane pur trattandosi, eccome, di soggetti in carne ed ossa. Il fascino di tale specie è ben noto a chi frequenta abitualmente quelle contrade, tuttavia il piacere estetico riveste sempre identica intensità. Ne abbiamo avuto un esempio preclaro in uno stand molto vicino nostro, quello dei forni tedeschi della IFZW, dove l’amico germano-russo Konstantin ha avuto l’accortezza, lodevolissima, di scegliere non solo un’architettura originale, ma anche, a supporto della stessa, due statuarie bellezze che hanno marcato indelebilO LT R E M AG A Z I N E • N OV E M B R E - D I C E M B R E 2 0 1 5
mente l’universo fantasmatico di molti visitatori. Tra questi non abbiamo trovato la minima traccia di italiani, così come non ce n’erano tra gli espositori con l’eccezione abituale della Baltea di Vincenzo Carbone, che in Russia lavora con successo da molti anni, nonché della Pilato che nonostante le difficoltà attuali dovute alla caduta del rublo ritiene che il mercato delle vetture funebri prima o dopo si aprirà per le aziende di grande qualità. Quest’anno poi non si è visto nemmeno il simpatico Gabriele, il veronese che da più di trent’anni vive a Mosca (“cherchez la
nella “esportazione ad un giusto prezzo di prodotti innovativi e di alta qualità”. Evitando di cadere nel tragico errore in cui si sono impelagati certi produttori italiani che giocandosela sulla guerra dei prezzi hanno rovinato il mercato. Tale stato di cose ci è stato confermato dal titolare di una grossa azienda tedesca, leader nel suo Paese e di cui volutamente non daremo informazioni, che ci ha assicurato di fare affari d’oro in Russia a prezzi largamente superiori a quelli da lui praticati in Germania. Non abbiamo ragioni per non prestare fede alle sue parole. Del resto la prova che il mercato esista è data anche dalla presenza in fiera di una bara dal gusto dubbio (sembra un pacchetto regalo con tanto di fiocco!) il cui prezzo annunciato era di 999.999 rubli corrispondenti a circa 15.000 euro, che tre anni fa sarebbero stati 30.000. Di questo prodotto si vendono ogni anno parecchie decine di esemplari a conferma del fatto che esiste un segmento di mercato
femme”, dicono in Francia) e proprietario di un baracchino dove si poteva bere un caffè quasi decente. Se n’è andato, come ci ha fatto sapere per telefono, in pensione e di lui rimangono le confezioni di caffè che portano il suo nome. L’assenza di operatori peninsulari ci impone una riflessione sulle cause della stessa. Se è ben vero che la crisi si fa sentire e che la quotazione del rublo è crollata, da qualche anno a questa parte (oggi un euro vale più di 70 rubli, mentre qualche anno fa ne valeva 35; in altri termini l’acquisto in Europa costa oggi il doppio all’acquirente russo...) è altrettanto vero che la chiave per la sopravvivenza delle aziende risiede
capace di assorbire il prodotto di alta qualità o meglio, nel caso specifico, di alto prezzo. Sarebbe interessante conoscere il ricarico praticato dalle imprese. Siamo su prezzi enormi anche se ancor relativamente lontani da quelli di un cofano laminato d’oro che avevamo visto, proposto a 130.000 dollari, nella show-room della famosa “Campbell” di New York e che era servito, poco tempo prima, per i funerali di Imelda Marcos, la ricchissima vedova del defunto presidente filippino spentasi in esilio in “Gotham” (così i newyorkesi chiamano spesso la loro città) e nota alle cronache mondane soprattutto per le migliaia di paia di scarpe che riempivano il suo guardaroba. Quest’ anno c’erano meno proposte di marmi funerari, soprattutto di quelli dei numerosi produttori (crisi cinese?) dello Xiamen, che affollavano da sempre i corridoi di Necropolis-Tanexpo World Russia. Viceversa è sempre più chiara, in Russia come altrove, la tendenza allo sviluppo della cremazione confermata dalla presenza di numerosi fornitori di urne. Tra l’altro è entrato
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in scena un nuovo fabbricante, ungherese, di forni: la Cremtech di Budapest che rivedremo tra poco tempo a Parigi. Quello che colpisce, nella manifestazione moscovita, è il continuo ricambio di espositori in particolare per quanto riguarda i prodotti “tradizionali” russi: macchine da incisione (quasi tutte le iscrizioni sulle lapidi sono incise), corone di fiori, teli funerari con iscrizioni delle diverse religioni (cristiana, musulmana, israelita, …). Ciò dimostra che il mondo funerario di quel paese è in fermentazione ed in rapida evoluzione. I progressi realizzati da vent’anni a questa parte sono giganteschi e gran parte del merito va riconosciuta al lavoro svolto da Serguey Yakushin e dai suoi collaboratori, presenti e passati. Tanexpo è, evidentemente, orgogliosa del partenariato messo in opera con i colleghi russi e continuerà a collaborare con loro nell’interesse della professione. Ad maiora! x
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A INDIANAPOLIS, DAL 19 AL 21 OTTOBRE
NFDA 2015 IL VIAGGIATORE
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ome ogni anno il mese di ottobre ci ha condotto negli Stati Uniti per la Convention-Esposizione di NFDA, la National Funeral Directors Association. Quest’anno la scelta è caduta su Indianapolis, la città dell’Indiana simbolo delle corse automobilistiche e sede dell’oval, il circuito creato nel 1911 dove ogni anno, il giorno del “Memorial Day”, si corre la famosissima 500 miglia, la “Indy 500”. Il nome “Motor Speedway” trova origine nel fatto che esso si trova a Speedway, un sobborgo della capitale dello stato dell’Indiana che con quasi 1 milione di abitanti (il doppio se si considera l’area metropolitana) la pone tra le 15 città più grandi degli States. Non si può parlare del circuito senza andare col pensiero a Mario Andretti, il famoso pilota americano, uno dei più grandi di tutti i tempi. Nato nel 1940 a Montona d’Istria (oggi Motovun, in Croazia), il magnifico villaggio medievale posto sul cocuzzolo di una collina nel centro dell’ Istria (allora parte della Venezia Giulia), egli abbandonò la terra natale nel 1948 quando quasi tutte le popolazioni italiane di quella bellissima penisola dovettero andarsene, lasciando tutti i loro beni, a seguito delle persecuzioni, vera e propria “pulizia etnica” del comunismo titino. Il dramma dell’esodo degli istriani, per anni trascurato nell’Italia della Prima Repubblica, è stato recentemente rievocato da Simone Cristicchi, un artista che ha avuto l’onestà intellettuale e il coraggio di rievocare quel triste periodo con delicatezza e con sincera commozione scoprendo forse lui stesso un mondo che gli era ignoto.
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oi triestini siamo particolarmente sensibili a tale drammatico momento storico che abbiamo vissuto in prima persona a contatto quotidiano con gli “esuli” quando non addirittura, ed è il mio caso, avendo membri della famiglia vittime della dittatura titina; ed ancor oggi il sangue ci ribolle nelle vene nel ripensare al trattamento che Bologna, o quantomeno una parte di essa, aveva riservato ai profughi che vi transitavano in treno per essere smistati nei diversi campi di accoglienza (Latina ed altri) in attesa di trasferirsi in America, in Australia, in Argentina. Nella stazione del capoluogo emiliano tali convogli erano presi a sassate e coperti di insulti e di sputi da bande di imbecilli esagitati che, sobillati dal partito colà largamente dominante, criminalizzavano i passeggeri per la fuga dal “paradiso” jugoslavo. Tutti sappiamo come quel paradiso (non diversamente da tutti gli altri in Europa Centrale ed Orientale) sia finito dopo essersi trasformato in inferno, ma quanto accaduto in quella stazione, teatro di una immensa tragedia una quarantina d’anni dopo, rimane una macchia indelebile e vergognosa, poco nota agli italiani, nel percorso altamente civilizzatore della città felsinea. Del resto i “tovarisc” bolognesi avevano trovato degni colleghi in un grosso gruppo di operai dei cantieri navali di Monfalcone che dopo la presa di potere da parte delle bande titine decise di trasferirsi in Jugoslavia per gioiosamente unirsi alle folle in trionfale marcia verso il “sol dell’ avvenire” in un paese “progressista” e in una democrazia compiuta! Non immaginavano quei fanatici cretini che poco tempo dopo Tito avrebbe rotto con Stalin e che per tutti i seguaci puri e duri, come loro, del baffuto ex seminarista georgiano sarebbero stati “k” amari. Finirono quasi tutti (a parte pochi che con le pive nel sacco riuscirono a rientrare in Italia non abdicando tuttavia al proprio fanatismo) a scavar sale a Sremska Mitrovica o, peggio ancora, a martellare pietre nella poco amena, è un eufemismo, Goli Otok (letteralmente Isola Calva, ma ormai nota 32
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come “isola dei dannati”), uno scoglio brullo e inospitale dell’Alto Adriatico, non lontano dalle bellissime Veglia, Cherso e Lussino (preferiamo continuare ad utilizzare i nomi italiani anziché rispettivamente Krk, Cres e Lošinj), senza un albero, sferzato dalla gelida bora in inverno e battuto da un sole impietoso e cocente d’estate. Molti ci lasciarono le penne ed oggi i casamenti semi diroccati che li ospitavano attendono di essere sommariamente riordinati per testimoniare con la loro sinistra presenza (come ad Auschwitz) un passato orribile che speriamo rimanga tale per sempre, ma il cui ricordo dovrebbe farci riflettere sui lati oscuri della natura umana. Uno dei proverbi serbi, di quel grande e fiero popolo che tanto ha sofferto (anche, in tempi recenti, per i bombardamenti arbitrari della Nato, forte con i più deboli e debole con i più forti), è: “ l’uomo è il più perfetto errore della Natura”. Pensiamoci! Gli Andretti, ritornando a loro, abbandonarono con la morte nel cuore (come del resto i Bastianich, originari di Albona d’Istria, la cittadina di mia nonna materna, che passarono lunghi mesi in un campo profughi triestino non lontano da dove abitavo) la dolce Montona e solo nel 1964 il figlio Mario divenne, a 24 anni, americano. Ultimo di tale nazionalità a vincere, nel 1978 34
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se non andiamo errati, un titolo mondiale di F1 che sentiamo, per quanto esposto sopra, anche un po’ italiano. Anche se, purtroppo non al volante di una Ferrari. Egli, per dover di cronaca, aveva già vinto una decina d’anni prima la 500 miglia. Indianapolis eccelle nelle diverse discipline sportive. Nel football americano si inorgoglisce dei “Colts” nella NFA, mentre nella NBC giocano i “Pacers”, la squadra di pallacanestro. Solo nel baseball la città non è presente nelle “major leagues” accontentandosi della presenza, in AAA (il livello immediatamente inferiore), degli “Indians”. In essa prosperano anche ben tre delle più prestigiose squadre di pallacanestro della NCAA (la National Collegiate Athletical Association, organizzazione che gestisce lo sport universitario): Indiana University, Notre Dame (i famosi “Irish” stante il carattere cattolico dell’Università) e Purdue (che in realtà si trova a West Lafayette, ad un’oretta al nord di Indianapolis), tutte emanazioni delle omonime università. Si tenga presente che lo sport universitario, soprattutto basket e football americano, è seguito negli USA con le stesse attenzione, passione ed intensità delle “major leagues” professionistiche. Basta accendere il televisore per rendersene conto. Ciò detto Indy (così gli “indianapolitans”, termine esistente, ma poco impiegato, chiamano la propria città) somiglia a molte località del nuovo mondo nel senso che (a parte le eccezioni quali New York, Boston, Chicago, San Francisco, New Orleans)
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mancano, ci sembra, di un ‘”anima”. Ciò si deve probabilmente alla giovane età che non ha permesso loro di formarsi durante millenni acquisendo, mano a mano, quelle fattezze specifiche che conferiscono quella “patina del tempo” che le rende irripetibili ed affascinanti, com’è il caso un po’ dappertutto in Europa in generale ed in Italia in particolare. Tutto è funzionale ed impeccabile come il “Convention Center”, dirimpettaio del “Lucas Oil Stadium” (la “home” dei Colts) dove l’evento è stato organizzato. È importante sottolineare che prima ancora che una esposizione esso rappresenta un momento importantissimo per la professione. Negli USA infatti, come non tutti (anzi, probabilmente molto pochi) sanno, l’attività degli imprenditori funerari è strettamente regolamentata: la professione di Funeral Director è accessibile soltanto ai detentori di un diploma di livello universitario dopo un “cursus” di 2 (minimo), 3 o 4 anni (dipende dall’istituto che impartisce la formazione) presso una “Mortuary School” od un “College of Mortuary Sciences”. Non solo, ma tale diploma deve essere annualmente convalidato tramite l’acquisizione di “crediti” (il cui montante varia da stato a stato) ottenibili unicamente partecipando a seminari di formazione riconosciuti e a pagamento, anche salato in certi casi. In mancanza di crediti sufficienti, l’esercizio della professione è vietato e non se ne parla più. Bella lezione, da meditarci sopra, in un Paese come l’Italia, e non solo, dove ci si può improvvisare da oggi a domani operatore funerario e dove gli aggiornamenti ed i seminari di formazione sono poco frequenti e altrettanto poco frequentati. Negli Stati Uniti, invece, le conferenze ed i seminari iniziano già alle sette del mattino e proseguono durante tutto il giorno. C’è n’è per tutti i gusti, ed in contemporanea, sui più svariati temi: gestione dell’azienda, marketing “in” ed “out”, igiene, psicologia, storia, legislazione, ritualità, tanatoprassi, organizzazione cimiteriale, case funerarie, cremazione e tanto, tanto altro. Ogni partecipante sceglie ciò di cui sente maggior bisogno O LT R E M AG A Z I N E • N OV E M B R E - D I C E M B R E 2 0 1 5
acquisendo così nuove competenze e quei crediti che gli sono assolutamente necessari per poter continuare a lavorare. In tale contesto anche l’esposizione dei prodotti riveste un ruolo capitale nella misura in cui essa offre alle aziende la possibilità di conoscere le ultime novità e di meglio percepire, sulla base dell’esperienza pregressa, i prodotti già noti. Tenuto conto dei diversi programmi di aggiornamento, gli orari sono limitati (i primi due giorni dalle 12 alle 17 ed il terzo dalle 9 alle 12), ma non impediscono a chi lo desidera di visitare adeguatamente l’esposizione. Per certi aspetti è meglio anche per le aziende che così concentrano la propria attività eliminando gli interminabili tempi morti. Tanexpo, come di consueto, era situata nel villaggio internazionale anche se le cose avrebbero potuto essere migliori. Non entreremo nei dettagli, ma la partenza di Debbie Andres (che con grandissimo piacere abbiamo ritrovato assieme al giovane, dinamico e simpatico Mr. Ang, il titolare dell’impresa di Singapore dove s’è trasferita diventandone il numero 2) si sente. Abbiamo rivisto con piacere gli amici di mezzo mondo e soprattutto quelli dell’America Latina (Argentina, Colombia, Venezuela, Brasile, Messico, Equador, Cuba, …) con i quali abbiamo trascorso qualche felice momento insieme anche perché tanti tratti di carattere, affinità linguistiche e retaggi culturali ce li rendono particolarmente accessibili e vicini. Ne abbiamo approfittato, del resto, per portare avanti un progetto diretto verso quei Paesi, iniziato qualche mese fa a Miami, che dovrebbe vedere la luce nel 2017 nella città della Florida. Ve ne terremo informati, ma si sappia sin d’ora che esso rappresenterà per le aziende europee una opportunità unica di accesso ai mercati americani. Per quanto riguarda i prodotti esposti, le grandi tendenze si sono confermate. La cremazione ha il vento in poppa e ciò è palpabile nell’offerta piuttosto importante di urne. Ad essa si accompagna, cosa abbastanza nuova soprattutto in termini quantitativi, un numero importante di aziende che propongono PERIODICO DI INFORMAZIONE DELL’IMPRENDITORIA FUNERARIA E CIMITERIALE
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catene, braccialetti, anelli ed altra bigiotteria in cui vengono incluse piccole porzioni di ceneri. Tali prodotti non hanno, per ragioni regolamentari, mercato in Italia. Identico discorso vale per un cofano americano (un “casket”) tutto trasparente in plexiglas. Oggi come oggi, e probabilmente anche domai e dopodomani, tali prodotti non potranno essere impiegati nel nostro Paese. C’è poi un altro sistema per ridurre il corpo in polvere. Si tratta della cosiddetta “bio cremazione” di cui si è già parlato nell’incontro mondiale di Bologna. Si tratta di un procedimento il cui nome è assolutamente improprio. Come già osservato in passato parlando di cremazione, e considerando la sua etimologia, si fa riferimento al fuoco. In questo caso non di fuoco si tratta, ma del suo nemico giurato, l’acqua. Il corpo viene immerso in un contenitore cilindrico pieno di acqua alcalina (con pH basico, quindi) per la presenza di idrossido (il cui gruppo -OH determina la basicità
della soluzione). In condizioni di pressione e di temperatura ben definite il corpo si sgretola residuando frammenti ossei che vengono triturati, come accade con i resti della cremazione propriamente detta, con una sorta di mulinello. Il resto viene evacuato con le acque del contenitore in cui è solubilizzato tutto ciò che non è osseo. Il nome esatto di tale procedimento, che sta rapidamente prendendo piede negli USA, soprattutto negli Stati più “ecologici”, come ad esempio la California, è “idrolisi alcalina” e sarebbe ormai tempo di chiamare le cose con il proprio nome per evitare spiacevoli equivoci. Una menzione speciale va a Elekta, l’unica azienda italiana presente ad Indianapolis, le cui urne di alto design, in mostra anche a Tanexpo 2016, hanno riscosso ampi consensi da parte dei visitatori. L’ultima tappa prima del grande evento di inizio primavera è Parigi, su cui non mancheremo di relazionarvi nelle prossime pagine. A presto! x
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ASPETTANDO IL GIUBILEO DI CARLO MARIANO SARTORIS
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nno del Signore 2015 dopo l’avvento di Cristo: la strage di Parigi lentamente, spietatamente si installa tra le coscienze degli uomini di buona volontà e penetra a risvegliare le angosce più latenti di un presente europeo che si scopre fragile. Ancor di più al cospetto di un futuro imminente. Mentre la quotidianità tentenna e si riprende, sui volti della gente, fra le rughe e le parole che indugiano tra i denti, la paura scivola per le strade e spegne i sorrisi della normalità. La consapevolezza diventa schiava di se stessa: gli allarmi si susseguono, gli aerei non decollano. Niente sarà mai più come prima. Molte parole ormai hanno un suono ed un senso diversi: integrazione, accoglienza e soprattutto diffidenza; sensazione che giaceva accantonata tra le piazze e le vie delle nostre ospitali città spalancate a popoli di ogni razza. Sembrava che niente potesse colpire così forte qui da noi. Invece non è stato così! Mentre si indugia cercando di dividere sulla lavagna delle opportunità i musulmani buoni da quelli cattivi, i cattivi ridono di noi e le ragazze con il velo abbandonano le aule di Varese nel momento del cordoglio e del silenzio. Nessuno afferma che il Corano sia un manuale per la guerra santa e che i suoi lettori siano tutti potenziali combattenti, ma in giro ve ne sono molti. Come discernere gli uni dagli altri? C’è tempo per farlo? Ogni ottimistico pensiero, ogni desiderio di essere in errore si infrange su segnali che ridestano il buonsenso di saper interpretare; anche controvoglia, anche se occorre risvegliare un sopito coraggio di dire. E c’è un valido perché.
DOPO LE STRAGI DI PARIGI E LE PROMESSE INDIRIZZATE A ROMA
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entre il 17 novembre negli stadi di mezza Europa un composto dolore ha unito le tifoserie in un unico coro che ha intonato “La marsigliese”, a Istanbul, in occasione della partita Turchia - Grecia, è accaduto ben altro! Nel momento di silenzio dedicato alla strage di Parigi, dalle gradinate sono saliti i cori del razzismo integralista. È stato uno schiaffo in mondovisione che ha spezzato l’aria al grido: “Allah è grande!”. Il medesimo inneggiare dei macellai che hanno insanguinato la capitale francese. È stato un gesto vergognoso, ma anche illuminante. Un gesto spontaneo, un telegramma voluto, meditato, sprezzante, un comunicato mediatico e sfrontato indirizzato ad occidente. Occorre rispolverare la storia, i confini dell’impero ottomano e la sua definitiva caduta nel 1917 in seguito alle complesse vicende che risalgono alla prima guerra mondiale. Basta confrontare una cartina per scoprire che il fenomeno delle primavere arabe sta ricostruendo il medesimo profilo. Certe guerre non finiscono mai e oggi un AK47 al mercante in fiera costa meno di un telefonino: si piega il manico, sta dentro uno zainetto e già si parla di armi chimiche. Tutto questo basta e avanza e molto di ciò che si dibatte ora suona come smarrita e sterile acriticità. Non è importante quanti tifosi turchi fossero d’accordo e quanti no; erano abbastanza. Il fatto è accaduto, segnale di quanto, pur tra tanta brava gente, la moderata ideologia islamica non sia così distante da quel concetto di “Jihad” che, all’estremo del suo significato, spinge alla conquista. La religione non c’entra, l’etimologia della parola significa “unire, trattare con devozione, con cura”. Altra cosa è la parola “fede” tra i cui derivati vi è “infedele”. Le parole hanno un senso, anche “connivenza”. A Bruxelles in molti sapevano, 40
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ma nessuno ha denunciato il progetto assassino. Occorre conoscenza per vederci chiaro. Il pericolo non ha divisa, non ha patria, non ha un vero volto, ma una fede sì. Esiste e basta, non è quantificabile, ma certamente è tra noi. Negarlo è non voler vedere né sentire, ma continuare a sperare che il mondo sia solo e sempre un luogo dove il male è lontano. Invece è qui, forse nella porta accanto. In questo scenario tutt’altro che pacifico e ottimista le parole del Santo Padre che invitano a “spalancare le porte del Giubileo” sono coerenti con i principi cristiani tramandati dal Vangelo nei quali mi riconosco con fierezza. Ma invitare a non aver paura del nome della misericordia è una responsabilità che offre il petto al volto famelico del male. L’FBI avverte: l’Italia è nel mirino. Seppur Santo, un anno è lungo. Pregando Iddio che nulla accada, se durante il Giubileo i carnefici del califfato si macchiassero di altre stragi, come giurato da tempo, ai familiari in lacrime sarà sufficiente una benedizione dall’alto del balcone? Papa Francesco è di sicuro un Santo Padre eccezionale, ma il rischio, sia pur benedetto, è importante, anche se verosimilmente nulla accadrà. Il terrorismo è subdolo e intelligente. Non colpisce laddove ci si aspetta. Sarà sufficiente pregare e sperare? Certamente rinunciare al nostro vivere civile, al Giubileo, al crocefisso nelle aule di Bologna sarebbe un segno di debolezza e di resa. Non per questo i criminali a caccia di infedeli avrebbero comunque perso. Non ancora. In questo contesto non sarebbe male andare a rispolverare un pensiero di Platone: “quando la democrazia consente agli ospiti di comandare tra le mura della sua stessa casa, ha sacrificato se stessa ed è pronta per la schiavitù”. È così che vanno le storie dei popoli se si analizzano a fondo le crudeli vicende dell’umanità. x O LT R E M AG A Z I N E • N OV E M B R E - D I C E M B R E 2 0 1 5
Tradizione Innovativa
A T T U A L I T À
NON AVRETE Nei giorni immediatamente successivi agli attentati di Parigi Antoine Loiris, marito di una delle vitRiteniamo opportuno proporla alla coscienza di ciascuno di voi perché, a nostro avviso, rappresenta zioni, sia il mondo in cui siamo lieti ed orgogliosi di vivere. c.p.
Vous n’aurez pas ma haine.
Vendredi soir vous avez volé la vie d’un être d’exception, l’amour de ma vie, la mère de mon fils mais vous n’aurez pas ma haine. Je ne sais pas qui vous êtes et je ne veux pas le savoir, vous êtes des âmes mortes. Si ce Dieu pour lequel vous tuez aveuglément nous a fait à son image, chaque balle dans le corps de ma femme aura été une blessure dans son coeur. Alors non je ne vous ferai pas ce cadeau de vous haïr. Vous l’avez bien cherché pourtant mais répondre à la haine par la colère ce serait céder à la même ignorance qui a fait de vous ce que vous êtes. Vous voulez que j’ai peur, que je regarde mes concitoyens avec un oeil méfiant, que je sacrifie ma liberté pour la sécurité. Perdu. Même joueur joue encore. Je l’ai vue ce matin. Enfin, après des nuits et des jours d’attente. Elle était aussi belle que lorsqu’elle est partie ce vendredi soir, aussi belle que lorsque j’en suis tombé éperdument amoureux il y a plus de 12 ans. Bien sûr je suis dévasté par le chagrin, je vous concède cette petite victoire, mais elle sera de courte durée. Je sais qu’elle nous accompagnera chaque jour et que nous nous retrouverons dans ce paradis des âmes libres auquel vous n’aurez jamais accès. Nous sommes deux, mon fils et moi, mais nous sommes plus fort que toutes les armées du monde. Je n’ai d’ailleurs pas plus de temps à vous consacrer, je dois rejoindre Melvil qui se réveille de sa sieste. Il a 17 mois à peine, il va manger son goûter comme tous les jours, puis nous allons jouer comme tous les jours et toute sa vie ce petit garçon vous fera l’affront d’être heureux et libre. Car non, vous n’aurez pas sa haine non plus.
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IL MIO ODIO
time, ha postato sulla propria pagina Facebook una commovente lettera indirizzata ai terroristi. la testimonianza di quanto l’Occidente, nonostante tanti difetti, tanti problemi e tante contraddi-
Non avrete il mio odio.
Venerdì sera avete rubato la vita di un essere eccezionale, l’amore della mia vita, la madre di mio figlio, ma non avrete il mio odio. Non so chi siete e non voglio saperlo, siete delle anime morte. Se questo Dio per il quale voi uccidete ciecamente ci ha fatto a sua immagine, ogni proiettile nel corpo di mia moglie sarà stata una ferita nel suo cuore. Allora io non vi farò il regalo di odiarvi. Voi l’avete cercato, ma tuttavia rispondere all’odio con la rabbia vorrebbe dire cadere nella stessa ignoranza che ha fatto di voi quello che siete. Volete che io abbia paura, che guardi i miei concittadini con occhi diffidenti, che sacrifichi la mia libertà per la sicurezza. Perso. Stesso giocatore gioca ancora. L’ho vista stamattina. Finalmente, dopo notti e giorni d’attesa. Era così bella, come quando è uscita questo venerdì sera, così bella come quando me ne innamorai perdutamente più di 12 anni fa. Certamente sono devastato dal dolore, vi concedo questa piccola vittoria, ma vi assicuro che sarà di breve durata. So che lei ci accompagnerà ogni giorno e che noi ci ritroveremo in quel paradiso di anime libere a cui voi non avrete mai accesso. Siamo in due, io e mio figlio, ma siamo più forti di tutti gli eserciti del mondo. Non ho altro tempo da dedicarvi, devo raggiungere Melvil che si risveglia dal suo pisolino. Ha 17 mesi appena, mangerà la sua pappa come tutti i giorni, poi giocheremo come tutti i giorni e per tutta la sua vita questo piccolo ragazzo vi farà l’affronto di essere felice e libero. Perché no, non avrete neanche il suo odio.
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FUNÉRAIRE 2015 IL VIAGGIATORE
A PARIGI, DAL 19 AL 21 NOVEMBRE
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edizione 2015 dell’esposizione funeraria francese è stata funestata dalla tragedia che ha colpito non solo la capitale dell’esagono, ma tutto il mondo civilizzato. Molti potenziali visitatori hanno preferito modificare i propri programmi. Non solo, anche alcuni espositori già arrivati (e tra di essi alcuni italiani) hanno preferito andarsene nell’apprendere che nella non lontana Saint Denis s’erano prodotti altri scontri, dopo quelli di venerdì 13, tra le forze dell’ordine ed i terroristi fanatici pronti al suicidio in nome di non si sa bene che cosa. Saint Denis, situata nella prima cintura parigina (la “proche banlieue”), è il comune più importante del dipartimento. Storicamente “rossa”, è la sola città francese con più di 100.000 abitanti ad avere un sindaco
comunista. Il caso vuole che essa, oggi nota soprattutto per lo Stade de France, abbia un posto di rilevo nella storia funeraria del paese. Vi si trova infatti, a due passi dal centro città teatro dell’azione delle forze dell’ordine, la Basilica di Saint Denis diventata anche Cattedrale (da “cathedra”, la sedia su cui siede il vescovo) da quando la Diocesi, con tanto di Vescovo per l’appunto, è stata creata nel 1966. L’odierno trono episcopale è una copia di quello del re Dagoberto. L’originale si trova nel “cabinet des medailles” della Biblioteca Nazionale di Parigi. Il re è anche l’ispiratore di una canzone, “il buon re Dagoberto” molto in voga a partire dal XVIII secolo, che dopo essere stata utilizzata dai rivoluzionari per sbeffeggiare la monarchia venne ripresa, alla Restaurazione, per esprimere l’affetto popolare per i Borboni.
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Ellena
Art Funeral Italy
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ata come “abbazia” reale, ha illuminato durante molti secoli la storia artistica, politica e spirituale del mondo “franco”. Al tempo dei Merovingi essa diventa “basilica”. Così infatti venivano qualificate, a partire dal quarto secolo, quelle chiese la cui pianta riprendeva quella degli edifici civili romani, luogo di commerci e di esercizio dell’attività giudiziaria (come nel caso della Basilica di Massenzio - o, meglio, Costantiniana - ai Fori Imperiali). Spesso venivano costruite in prossimità delle città e di preferenza sulla tomba di un santo. Nel caso specifico si tratta di Saint Denis Martire sepolto verso il 250 in un cimitero gallo-romano. Oltre che di una cripta carolingia, vestigio dell’edificio consacrato da Carlo Magno nel 775, la basilica conserva la testimonianza di due edifici fondamentali nell’evoluzione dell’architettura religiosa: il “chevet di Suger” (il chevet è la parte posteriore del coro di una chiesa), vero e proprio inno alla luce e manifesto della nuova arte gotica, nonché la parte ricostruita al tempo di Saint Louis (Luigi IX, re di Francia) il cui transetto, di una dimensione eccezionale, era destinato ad accogliere le tombe reali. Luogo della memoria quindi, sin dall’alto Medio Evo, il monastero ha legato il proprio destino a quello della monarchia affermandosi, poco a poco, come il luogo privilegiato per la sepoltura delle dinastie reali. Quarantadue re, trentatré regine, sessantatré principi e principesse e dieci “grandi del regno” vi riposarono. All’imperfetto, perché nella sua furia distruttiva la rivoluzione profanò le tombe disperdendo tutti i corpi. O LT R E M AG A Z I N E • N OV E M B R E - D I C E M B R E 2 0 1 5
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dei Champs Elysées o del Louvre. Penetrando in essa riecheggiano negli italiani i versi dei “Sepolcri” di foscoliana memoria usciti, attraverso la penna, dal cuore del grande zacintano (Ugo Foscolo era, come ben noto, nato a Zacinto il cui patrono è, stana coincidenza, Agios Dionisios - San Dionigi) nel visitare la splendida ed altrettanto mistica basilica di Santa Croce a Firenze. Il luogo deve certamente ispirare visto che vi avevamo incontrato, molti anni addietro, il grandissimo scenografo, regista e costumista italiano Pier Luigi Pizzi che stava facendo un sopralluogo in vista di qualche spettacolo. In quei tempi vi ci recavamo spesso visto che i primi uffici che abbiamo avuto in Francia, una quaran-
Come tutte le rivoluzioni anche quella francese, da cui gli storici fanno iniziare l’era moderna, fu un bagno di sangue che nulla ha da invidiare alla ferocia degli assassini del Bataclan e che ha accompagnato il passaggio del potere dalla nobiltà alla borghesia (quella francese fu soprattutto una rivoluzione “borghese” e non “proletaria”) residuando il famoso motto “Liberté, Egalité, Fraternité” del quale tutti, nella vuota retorica oratoria, si riempiono quotidianamente la bocca trascurando la realtà quotidiana dei francesi che di tali valori spesso non vedono manco l’ombra. Basti pensare all’uguaglianza “sui generis” tra i dipendenti del settore pubblico e quelli del privato. E suscitando in chi la vive, questa realtà, la stessa ilarità non priva di tristezza che molti italia48
ni provano nel leggere il primo articolo della nostra costituzione: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro.” Magari timbrando di corsa il cartellino in mutande … alla faccia di quelli che veramente lavorano! Ritornando alla necropoli reale essa rappresenta oggi il più importante insieme di sculture funerarie dal XII al XVI secolo. Sono spariti i corpi, ma sono rimasti i sarcofagi e le tombe. Più di settanta monumenti e “gisants” (letteralmente “i giacenti”, le statue che giacciono distese sul coperchio del sarcofago riproducendo in grandezza naturale le fattezze del defunto ivi sepolto) fanno della Basilica di Saint Denis un luogo imprescindibile per chiunque voglia conoscere Parigi al di là della Tour Eiffel,
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Strazzullo
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tina d’anni fa, si trovavano proprio di fronte alla cattedrale. E l’ingresso era libero e gratuito! Oggi non più. Si dice anche che l’esistenza della real basilica sia all’origine della costruzione della reggia di Versailles. Prima che questa venisse edificata i monarchi risiedevano nel castello di Saint Germain en Laye (località dove si trova il centro di allenamento del Paris Saint Germain), una ridente zona della regione parigina non distante, del resto, da Versailles. Da lì, all’epoca il paesaggio era sgombero e privo delle brutture che l’avrebbero successivamente invaso, la vista spaziava a 360 gradi ed a Luigi XIV il fatto di vedere costantemente all’orizzonte il luogo dove sarebbe finito non garbava eccessivamente. Fosse stato italiano avrebbe consumato i pantaloni in una zona ben circoscritta …Tanto che un bel giorno, più che stufo del “memento mori” perenne (tanto più che menava, impenitente, vita godereccia tra banchetti e varie decine di favorite cui dedicava le sue assidue attenzioni), decise di abbandonare St. Germain e lanciò la costruzione di quel palazzo che ancor oggi risplende perpetuando la gloria del Re Sole. Funéraire si è trasferita quest’anno nel Parco delle Esposizioni di Villepinte, a due passi dall’aeroO LT R E M AG A Z I N E • N OV E M B R E - D I C E M B R E 2 0 1 5
porto Charles De Gaulle. Lo spostamento è stato reso necessario dal fatto che tutto il “Bourget” è occupato per tre mesi dovendo ospitare la COP21, la ventunesima Conferenza della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico. Si tratta di uno dei più importanti eventi organizzati sul territorio francese. Alcune decine di migliaia di delegati e di osservatori sono attesi in provenienza, evidentemente, dal mondo intero. Si è temuto, dopo lo shock emotivo dovuto alla strage, che la manifestazione venisse annullata, ma si è giustamente deciso di andare avanti. Un Paese non può arrendersi di fronte ad assassini della specie più spregevole. Né un paese, né un individuo, come è il caso di Antoine Leiris, un giovane giornalista di France Bleu, la rete regionale di Radio France, che ha perso la moglie al Bataclan e che in una lettera commovente, pubblicata nelle pagine precedenti, esprime con grandissima dignità il proprio immenso dolore. La dislocazione di quest’anno presentava il vantaggio di essere più attrezzata e soprattutto di essere molto più facilmente raggiungibile con i mezzi di trasporto pubblico ed in particolare con la RER (Réseau Express Régional). I fatti hanno dissuaso molti dall’utilizzarla per timore di attentati nelPERIODICO DI INFORMAZIONE DELL’IMPRENDITORIA FUNERARIA E CIMITERIALE
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le grandi stazioni del centro di Parigi (St. Michel, Chatelet, Gare du Nord, …) che si trovano proprio sul suo percorso. Nel padiglione 1, ampio e ben organizzato, gli espositori hanno così potuto accogliere i visitatori che non sono mancati. Evidentemente ce n’erano meno del solito, ma più di quanti si potesse temere dopo quanto successo. É stata quindi evitata la catastrofe che alcuni prevedevano. Tra le aziende ve ne sono state di soddisfatte mentre altre lo sono state un po’ meno. Tra queste ultime Rotastyle, scesa in forze a Parigi, che non ha potuto ritrovare i propri clienti, attuali e potenziali, visto che tutte le grandi aziende internazionali hanno deciso di non affrontare i rischi, tutti relativi, del viaggio. È un peccato perché Cinzia, vera artista del cofano, aveva “creato”, valorizzandoli con una messa in scena strepitosa, alcuni modelli mozzafiato che solo persone dai gusti raffinatissimi possono apprezzare nelle loro giusta misura. Si tratta ora di aspettare Tanexpo dove giungeranno visitatori da più di cinquanta paesi che certamente ritroveranno nei Rota quel culto del bello che tutti, volenti o nolenti, devono riconoscerci. La stessa cura del dettaglio e la ricerca del bello la ritroviamo nelle urne policrome della Art Funeral Italy degli Imeri, padre e figlio. Pur battendo, come da catalogo, bandie50
ra svizzera, rimane il fatto che le creazioni sono italiane al cento per cento. Anche a Parigi, così come nelle precedenti uscite, la folla è accorsa numerosa in uno stand dove Marco ed Eva, i simpatici ed efficaci promotori dell’azienda di Caravaggio, hanno avuto il loro daffare. Il futuro si annuncia roseo! Lo stesso dicasi per Reliquia, una nuova realtà che ha messo in orbita un prodotto destinato a far molto parlare di sé in futuro. Sergio Giudici e Piero Maurizio Zaffarano, partendo dall’attaccamento particolare che
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ci lega agli esseri amati scomparsi, hanno immaginato gioielli funerari nei quali viene rinchiusa una piccola parte delle ceneri. Si tratta di anelli in metallo prezioso estremamente versatili per quanto riguarda i materiali, le finiture, le eventuali iscrizioni, la convertibilità anello-pendenti. Presentati in elegantissimi cofanetti, sono manifestamente destinati ad una clientela esigente. Altra new entry è quella della Eco Coffin. Come evocato dal nome si tratta un’azienda produttrice di cofani ecologici low cost, pieghevoli ed assemblabili, che conciliano la scelta dei materiali di costruzione con la praticità di montaggio e di trasporto. Siamo in presenza di un prodotto sobrio e funzionale tant’è che, grazie all’ingegnosissimo sistema di montaggio, un container da 40’ può contenere quasi il triplo dei cofani “normali”. Auguriamo ai titolari, piemontesi di Biella che rivedremo a Tanexpo, di poter trarre i giusti frutti dall’accurato lavoro preparatorio che si rivela senza equivoci osservando, apprezzandolo, il prodotto proposto. Ritornando alle urne come potremmo rimanere insensibili alla bellezza di quelle della Strazzullo Arte Funeraria di Napoli? I lettori sanno già da un po’ che chi scrive rivendica con giusto orgoglio la propria ascendenza parzialmente napoletana. In questo caso, però, l’occhio favorevole e “parziale” che abbiamo verso tutto quanto proviene da quella meravigliosa città cede il passo alla bellezza “universale” del prodotto. Gli artisti di Vietri, che fanno rivivere nelle loro creazioni l’ambiente luminoso e paradisiaco che li circonda, confortano la “filosofia aziendale” che sottende la creazione di “urne cinerarie intese come raffinati contenitori che, con eleganza, accarezzano Biagio Orefice
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e nutrono l’anima dei nostri cari”. Ed è proprio così. Restando, già che ci siamo, a Napoli, anche quest’anno la Biagio Orefice, produttrice di arredi sacri e funebri, si è presentata sul mercato francese dopo aver riscosso ampi successi in seguito alle precedenti partecipazioni a Parigi e a Lione. L’interesse suscitato dalla vasta gamma di accessori per la camera ardente, dal design moderno vieppiù messo in rilievo dall’uso sapiente ed appropriato del “led”, dimostra che il concept estremamente innovativo sviluppato dall’azienda partenopea risponde al bisogno pressante di differenziarsi uscendo dai sentieri battuti con un prodotto che, pur rivoluzionario, rispetti la sensibilità e i valori inerenti all’estremo saluto. Il momento del commiato è, lo si sa, capitale per la successiva, e spesso lunga, elaborazione del lutto. Tanto più importante è quindi che il contesto in cui la cerimonia si svolge sia ordinato, sobrio ed ingentilito da una immagine appropriata che non distragga i dolenti dal raccoglimento che tali frangenti impongono. Ci ha pensato la Modit che ha presentato a Parigi la più recente produzione che permette alle imprese che ricorrono ai suoi servizi di nobilitare gli addii presentando personale abbigliato con una sobria eleganza rispettosa tanto degli astanti quanto del defunto. Nello stesso registro di elegante compostezza si situa la Sartoria di Filottrano che, presente da anni tra gli attori imprescindibili dell’abbigliamento funerario, ha ritrovato i clienti francesi alla ricerca di quella qualità sartoriale che qualifica un’impresa funeraria che nutra l’ambizione di situarsi in un segmento privilegiato della professione. L’accuratezza del taglio, la scelta dei tessuti nobili ed il “savoir-faire” che si tramanda di generazione in generazione onorano la tradizione italiana e lasciano presagire i maggiori successi a Tanexpo dove l’azienda marchigiana sarà presente. La qualità di un servizio funebre è legata anche, e strettamente, al trasporto del feretro verso la destinazione finale. Anche in questo campo l’eccellenza nazionale è indiscussa ed incontestata. Ellena ha presentato per la prima volta la trasformazione di una Maserati dall’accattivante color bronzo. La linea slanciata, che peraltro non pregiudica la funzionalità del mezzo, segna un PERIODICO DI INFORMAZIONE DELL’IMPRENDITORIA FUNERARIA E CIMITERIALE
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momento capitale nell’evoluzione della bella azienda e non è difficile preconizzare un successo esaltante non solo in Francia, ma anche nei Dipartimenti d’Oltremare (Martinica, Guadalupa, Guyana, Isola della Réunion, …) ed in tutti gli altri Paesi dove l’impresa piemontese è da tempo presente. La rivedremo a Bologna. Pilato, da sempre leader del settore, non ha potuto mancare l’appuntamento parigino. Non staremo qui a tessere le lodi di un’impresa che non ha assolutamente bisogno di peana visto che è di per sè stessa un inno alla bellezza ed alla creatività. I diversi modelli che nel corso dei decenni hanno segnato la storia della carrozzeria funeraria italiana ed europea seguono una logica evolutiva che si traduce nei veicoli presentati a Parigi con una menzione del tutto particolare per la Jaguar. Con grandissimo piacere abbiamo 52
ritrovato Pilla, azienda leader nella bronzistica funeraria. In uno stand ben costruito ed estremamente attrattivo ha proposto una vasta gamma di prodotti che come al solito si distinguono non solo per la qualità dei materiali, ma anche, e soprattutto, per il contenuto artistico dei singoli pezzi, per la cura dei dettagli e per le sfumature cromatiche che conferiscono loro un appeal inconfondibile che, peraltro, si rifà ad una gloriosa ed ormai lunga tradizione testimoniata da un Catalogo che costituisce un vero e proprio tesoro per chi va alla ricerca del bello. “Last but not least” la Polimark di Budrio, specializzata nella produzione di targhe, pannelli, etichette e incisioni. Per quanto riguarda il settore funerario è evidente che vi è, tanto per i produttori che per le agenzie funerarie, l’evidente necessità di disporre di tali supporti che permettono una identificazione ottimale di persone e cose. La varietà delle forme, dei caratteri e dei colori offrono al cliente la possibilità di scegliere in una vasta gamma il prodotto di cui ha esattamente bisogno. È la ragione precisa per cui lo stand dell’azienda bolognese ha visto affluire un numero importante di operatori. Passati in rassegna gli espositori italiani (dei visitatori quasi manco l’ombra) occorre ricordare le altre realtà che in un modo o nell’ altro hanno dato lustro alla manifestazione di Villepinte. Il rullo compressore olandese Facultatieve Technologies, con la filiale francese Hygeco, ha proposto uno stand che ancora una volta è stato considerato il più bello pur se insidiato da quello di Bernier Probis che in questa occasione ha “mis le parquet” (messo il pacchetto di quattrini) come dicono in Francia. Molto ammirato, non è una novità, lo stand della Strassacker, men-
Rotastyle
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tre un franco successo è stato riscosso da Simplifia, una start up creata da un gruppo di giovani diplomati, poco più che ventenni, di una delle più prestigiose business schools europee, che hanno animato il salone scorrazzando (erano una ventina) tra gli stand, tutti in tenuta casual sottolineata da un papillon, azzurro per i ragazzi e rosa per le giovani fanciulle. Il loro prodotto, un sistema informatico sofisticato e versatile per la creazione di album ricordo, sta riscuotendo un successo straordinario in Francia ed in altri Paesi. In Italia, come al solito, le cose vanno un po’ a rilento, ma di certo si svilupperanno come altrove. Dispiace che alcune imprese primarie del settore abbiano trattato con una certa condiscendenza questi ragazzi che portano un po’ d’aria fresca nel settore. C’è n’è il bisogno! A conferma del trend positivo per i forni abbiamo ritrovato tutti i principali attori europei: Facultatieve Tecnologies, la francese ATI, la spagnola Kalfrisa. In particolare è stato apprezzato lo stand dell’ungherese Krematech, che già avevamo incontrato a Mosca e che vedremo a Tanexpo il prossimo mese
di aprile. Così come avremo con noi i simpaticissimi nostri vicini dell’olandese Graniso che ha presentato “Imorie”, la nuovissima linea di lampade, vasi ed accessori tombali. Da notare anche la presenza, inabituale, di un trasformatore di veicoli americano, Eagle, che molti anni orsono ci aveva accolti, in un viaggio di studio con un importantissimo imprenditore milanese, nella propria sede vicina a Cincinnati: è una delle major statunitensi che sta attaccando l’Europa a partire dal Belgio, sede della filiale europea, e che esporrà a Tanexpo 2016. Avviso agli amatori! Il nostro stand è stato, come sempre, visitatissimo. Bologna è ormai vicina e, non dispiaccia ai numerosi soggetti che gufano, il pieno è quasi fatto. Non solo Tanexpo ha richiamato i numerosi amici, ma anche il “lancio ufficiale” di Miami Funer 2017, manifestazione mondiale che sta suscitando entusiasmi dichiarati e che costituisce una grande sfida per tutto il nostro staff. Il 2016 si annuncia ricco di lavoro, lo stesso che auspichiamo per i nostri lettori, gufi inclusi, ai quali inviamo i più sinceri auguri per le feste di fine anno. x
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PREGHIERA È GIÀ UN SUCCESSO A
DI RAFFAELLA SEGANTIN
Presentati al mercato solo da qualche settimana, i cofani della linea “Preghiera” si vanno affermando senza sosta presso le Onoranze italiane che hanno tributato loro entusiastici consensi. Grazie alla semplicità del concept, infatti, le famiglie possono apprezzare con immediatezza questa nuova originale proposta di Prima Bottega Ebanisteria Italiana, il brand che sta eguagliando il successo di vendite del “fratello maggiore” Scrigno del Cuore. La novità del prodotto, brevetto europeo, e il prezzo davvero competitivo, unito ad una campagna promozionale efficace, hanno fatto sì che in poco tempo Preghiera abbia riscosso ampio gradimento e ottimi risultati commerciali. Lo conferma il suo ideatore Gianluca Pacini, l’eclettico imprenditore abruzzese che abbiamo imparato a conoscere e ad apprezzare per il suo spirito intraprendente e per le sue idee sempre innovative, tanto da meritare il brevetto europeo.
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“È
una immensa gioia constatare come la mia ultima creazione abbia incontrato in maniera così decisa ed immediata il favore delle Onoranze. Lo dimostrano gli ordini copiosi che riceviamo in questi giorni e che sono motivo di grande soddisfazione non solo per me, ma anche per tutto il mio Staff che mi è sempre accanto sia nelle prime fasi di progettazione che durante la lavorazione, fino all’ideazione delle strate56
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gie di promozione e di commercializzazione”. Preghiera ha come elemento distintivo un anello che scorre tutt’intorno al cofano con incise preghiere della tradizione cristiana quali il Padre Nostro, l’Ave Maria o l’Eterno Riposo, oppure pensieri di commiato per le persone scomparse (Mamma, Papà, Amore). Un’idea semplice, ma intensa, che colpisce subito l’emotività di chi si trova nella triste condizione di dover scegliere un feretro per un proprio parente deceduto. “Siamo universalmente riconosciuti come il primo fornitore di innovazione e di emozione per le Onoranze alle quali forniamo solo cofani mediante i quali possono distinguersi dalla concorrenza entrando a far parte della nostra community www.onoranzeeccellenti.it. Offrire agli Operatori innovazione, emozione, pubblicità e prestigio è stata la nostra grande intuizione O LT R E M AG A Z I N E • N OV E M B R E - D I C E M B R E 2 0 1 5
insieme alla consapevolezza che ad essi non serve soltanto un prezzo e men che meno un legno. Siamo orgogliosi di essere una Manifattura Artigianale che ha saputo creare una nicchia di mercato in cui possiamo essere considerati leader indiscussi a livello internazionale”. Preghiera non è solo un originale cofano brevettato, ma anche un prodotto di alta qualità, interamente Made in Italy, declinato nelle versioni Legno Divino, Noce Extra e Noce Extra Miele. Anche le scritte sono realizzate con tecniche d’avanguardia, protette da una lamina in plexiglass colato dalle elevate caratteristiche antiriflesso superiori al vetro. “Proprio per tutti questi aspetti sono convinto che le Onoranze che propongono alle famiglie il cofano Preghiera segnino inconsapevolmente un importante passo per accreditarsi sul territorio. Completare la propria offerta con un manufatto innovativo, di sicuro effetto e dal costo contenuto è, infatti, un apprezzabile biglietto da visita”. Non va dimenticato che, come Scrigno del Cuore,
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anche Preghiera partecipa alla campagna di sostegno alla ricerca scientifica ‘Insieme per una scelta d’amore - L’ultimo dono è per la Ricerca, un lodevole progetto di solidarietà. “Credo fortemente in questa iniziativa intrapresa già da qualche anno che prevede che una parte dei proventi della vendita di ogni nostro cofano venga devoluta a favore di un Ente di ricerca che si occupa di tutela della salute. Ho inteso in questo modo dare un piccolo contributo per alleviare le sofferenze di tanta gente ed infondere un sentimento di speranza in un futuro migliore dove certe malattie possano essere sconfitte. Per le famiglie è un modo ulteriore per onorare la memoria del proprio caro e per le Imprese, che si fanno interpreti di questa iniziativa, un ulteriore tassello da aggiungere al proprio prestigio”. Non possiamo che complimentarci con Gianluca Pacini per la sua creatività e per la sua tempestività nell’essere sempre propositivo e competitivo, in attesa alla presentazione in grande stile di Preghiera a Tanexpo 2016. x
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SOLUZIONI INFORMATICHE PER CASE FUNERARIE DI RAFFAELLA SEGANTIN
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leos®, il programma informatico creato da LGM Software per il settore funerario, si amplia con un prodotto specifico per la gestione delle Case Funerarie. Le Case Funerarie, assieme alle sale del commiato, sono realtà piuttosto nuove nel nostro Paese che si stanno affermando – con notevoli differenze tra le diverse Regioni – solo in questi ultimi anni. Mentalità ancorate a modus operandi tradizionali, leggi non sempre chiare e innumerevoli difficoltà burocratiche tipiche del nostro sistema legislativo ne hanno di fatto rallentato la crescita, facendoci rimanere passi indietro rispetto ad altri Stati europei. Oggi tuttavia possiamo finalmente assistere ad una diffusione di queste strutture che permettono di acco-
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Andrea Cerato
gliere le famiglie per rendere omaggio ai propri cari in attesa delle esequie, in ambienti accoglienti e rispettosi della dignità del defunto e del dolore dei presenti. L’Impresa San Siro di Milano, la storica realtà che festeggia quest’anno i cinquant’anni della sua fondazione ad opera del Commendatore Alcide Cerato, è stata pioniere nella realizzazione di una propria funeral home nella città di Milano e ad una prima struttura, attiva dal 2006, ne seguirà una seconda che verrà inaugurata a breve sempre nel capoluogo lombardo. Per amministrare in modo ottimale una Casa Funeraria, cosi come la propria Impresa, non bastano personale qualificato, ambienti eleganti e mezzi adeguati, ma è importante che alla base vi sia un sistema che permetta un controllo immediato di qualsiasi movimento, che si tratti dell’organizzazione dei servizi, della produzione della modulistica, della gestione della sezione fiscale e contabile, … A tutto questo fa fronte in modo eccellente Pleos®, il software utilizzato con soddisfazione da centinaia di clienti in O LT R E M AG A Z I N E • N OV E M B R E - D I C E M B R E 2 0 1 5
tutta Italia. Anche l’Impresa San Siro si è affidata da qualche tempo al programma di LGM Software per le sue numerose agenzie e ora sta utilizzando con successo il modulo creato appositamente per le Case Funerarie. Ne abbiamo parlato con Andrea Cerato. “Siamo stati tra i primi, avendo oltre quindici agenzie dislocate nella provincia di Milano, a sentire l’esigenza di mettere in rete le diverse sedi per poter avere costantemente una visione generale e completa. Abbiamo acquistato il nostro primo gestionale nel 1990, ma nonostante le implementazioni e le modifiche apportate negli anni non è mai stato un prodotto che si sia adattato perfettamente alle nostre esigenze. Quando nel 2014 sono entrato in contatto con Giordano Milli e ho conosciuto Pleos®, forte anche dell’esperienza pregressa, ho potuto constatare immediatamente la differenza ed apprezzarPERIODICO DI INFORMAZIONE DELL’IMPRENDITORIA FUNERARIA E CIMITERIALE
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ne le grandi qualità e potenzialità. Il primo vantaggio è che Pleos® è una piattaforma sviluppata esclusivamente per imprese funebri: non è quindi l’adattamento di un format standard, ma è un qualcosa creato specificatamente per la nostra particolare attività. Secondariamente possiede ampi margini di personalizzazione e lo staff di LGM Software garantisce in tempi brevi soluzioni ad hoc per rispondere al meglio ad ogni necessità”. Quali sono le caratteristiche del software dedicato alle Case Funerarie? “Attualmente utilizziamo tre distinti moduli Pleos® che comunicano comunque tra loro. Quello tradizionale per la gestione dei servizi, della modulistica e dei documenti contabili. Un prodotto ottimo che consente di richiamare con un semplice gesto del mouse un immenso archivio di dati e di pratiche; a questo si affianca il gestionale dedicato al nostro centro servizi interno, ossia la divisione commerciale dell’Impresa San Siro, che governa il magazzino, le forniture, l’utilizzo e il consumo dei veicoli, le assicurazioni, i necrologi e molto altro. Infine abbiamo il software specifico per le Case Funerarie, una assoluta novità a livello nazionale. Questo programma ci permette di monitorare l’ingresso e l’uscita dei defunti e tutte le relative pratiche, di ottimizzare la gestione dei singoli appartamenti - una decina per ogni struttura, costituiti dalla sala per l’accoglienza dellle famiglie e dalla camera ardente –, di prenotare l’uti62
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lizzo della sala del commiato, di veicolare informazioni sui monitor rivolti al pubblico e di essere costantemente aggiornati in tempo reale su tutte le azioni in modo da assicurare sempre un servizio in cui i margini di errore devono essere pari a zero”. I clienti di LGM Software non hanno mai mancato di esprimere significativi apprezzamenti per l’assistenza che ricevono. Lo può confermare? “L’assistenza che Giordano Milli e il suo team assicurano è davvero totale. È un valore che non deve essere sottovalutato quando si acquista un prodotto informatico perché, se non sei un genio del PC, è normale avere la necessità di essere guidati nell’utilizzo del programma e accade spesso di incorrere in problemi difficilmente risolvibili in autonomia. Sapere che digitando un numero di telefono entri immediatamente in contatto con una persona che ti assiste con competenza e con cortesia è davvero impagabile poiché, com’è facilmente intuibile, nel nostro lavoro la soluzione delle criticità non può essere posticipata”. Non resta quindi che complimentarsi con LGM Software per aver messo a punto un prodotto che ha convinto e conquistato anche la più grande Impresa di Onoranze Funebri italiana e porgere i più sentiti auguri all’Impresa San Siro per il loro cinquantesimo anniversario e per l’imminente apertura della nuova Casa Funeraria. x O LT R E M AG A Z I N E • N OV E M B R E - D I C E M B R E 2 0 1 5
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uando si pensa ai prodotti specifici per il settore funerario vengono alla mente, quasi in maniera automatica ed univoca, cofani, urne, auto funebri, bronzi … Non si considerano di primo acchito tutta una serie di articoli che sicuramente hanno minore impatto nel pensiero collettivo, ma che sono imprescindibili per il servizio funebre. Parliamo dell’accessoristica e dei prodotti sanitari nella cui realizzazione Zorsol, una delle aziende leader in Italia, vanta una lunga storia iniziata nel 1943 con le valvole depuratrici per i cofani prima in rame a liquido, poi in polistirolo. Nel maggio 1967 viene acquistata da Alberto Cipelletti, vulcanico imprenditore del lodigiano titolare di imprese operanti anche in altri settori, che apporta nuove idee conferendo all’azienda rinnovati vigore ed entusiasmo. Nel fervore dello sviluppo economico degli anni ‘60 e ‘70 assistiamo ad un vero e proprio decollo di Zorsol, che mette in atto una politica di differenziazione con l’ampliamento della produzione che si arricchisce di altri articoli destinati al comparto fu66
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nerario. All’inizio sono state le maniglie in ghisa, e poi in lamiera, a cui si sono aggiunte, nei primi anni ‘70, croci e maniglie in zama pressofusa ed in ottone. Proprio per la collezione di accessori in ottone a Zorsol è stata conferita la palma al merito per la migliore qualità per le rifiniture e per il design innovativo. Ma non finisce qui: nel vortice creativo di quel periodo inizia anche l a produzione di imbottiture e negli anni ‘80 viene introdotto sul mercato il primo sistema refrigerante per la conservazione delle salme nei cofani - il GR2000 - con la piastra refrigerante a perdere in alluminio. Con il suo ampio e qualificato Catalogo Zorsol ha tutte le carte in regola per presentarsi ai mercati esteri: inizia così in quegli anni a sviluppare una vocazione internazionale che diventerà in breve tempo sempre più importante e che la connoterà in modo determinante orientandone strategie e scelte produttive. “Proprio in relazione alle esigenze dei mercati esteri nascono nuovi stampi per maniglie e vengono disegnati modelli di croci destinate ai singoli Paesi, forgiati nel rispetto della tradizione e dei gusti estetici di ogni cultura perché come ama recitare una delle massime aziendali ‘ad ogni nazione la sua maniglia … e la O LT R E M AG A Z I N E • N OV E M B R E - D I C E M B R E 2 0 1 5
sua croce ..!’”, spiega Sergio Scanziani responsabile del mercato estero. “In quest’ottica sono state create linee di accessori specifiche per la Francia, per la Germania e per gli altri Paesi europei. Al contempo, sempre per soddisfare le richieste di una clientela eterogenea ed esigente, abbiamo realizzato con successo la sperimentazione di nuovi colori”. Non sono mancate le difficoltà, soprattutto negli anni più recenti quando l’azienda lodigiana si è trovata, come molte altre, a dover fronteggiare una concorrenza sempre più agguerrita, e non sempre leale, rappresentata dalla massiccia presenza di merci provenienti dall’Oriente che aggrediscono il mercato europeo con prodotti palesemente copiati influendo in modo determinante sui prezzi. “Non ci siamo persi d’animo e grazie all’intenso rapporto personale dei nostri venditori con la clientela ed alla perseveranza degli obiettivi commerciali, i fatturati non ne hanno risentito. Certamente premiante è stato il forte senso di squadra dei nostri uomini a cui non è mai venuto meno l’entusiasmo per il proprio lavoro”. Un team unito e vincente quello di Zorsol, costituito degli infaticabili Rino Guindani, responsabile della rete Italia, Pierluigi Po l e d r i e L u c i o Giorni, per il mercato interno, e Sergio Scanziani, a cui spetPERIODICO DI INFORMAZIONE DELL’IMPRENDITORIA FUNERARIA E CIMITERIALE
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ta la gestione di tutto il mercato estero. L’azienda non si è mai fermata rinnovando costantemente i prodotti e studiando nuove proposte. Ottenuta nel 1999 l’autorizzazione per la vendita dell’attuale filtro - la valvola a secco - proposto oggi in due versioni, Zorsol ha continuato la ricerca nel campo sanitario uscendo nel 2010 con il sistema refrigerante di ultima generazione, il GR3000, in sostituzione all’obsoleto GR2000, proposto con una nuova scocca dal design moderno e con belle tonalità di colori metallizzati. “L’ innovazione consiste nella piastra refrigerante a perdere, eco-compatibile, per rispondere alle esigenze di un mercato che richiede sempre più prodotti bio”, precisa Scanziani, “ed in particolare una piastra refrigerante da non rimuovere, soprattutto quando il cofano è destinato alla cremazione”. Novità per Zorsol significa anche innovazione tecnologica: gli impianti di produzione sono stati già da qualche tempo modernizzati con l’introduzione di robot che ottimizzano le linee di lavorazione. Qualche novità per il futuro? “Continua incessante l’innovazione degli altri prodotti, anche in vista di Tanexpo 2016: presenteremo nuove maniglie e nuove proposte di accessori, apprezzati soprattutto all’ estero, dove il design, la fantasia ed il buon gusto dei produttori italiani sono sempre seguiti con molta attenzione, anche nel settore funerario. Le sfide per il futuro? Qualcosa che bolle in pentola c’è ... e saranno sorprese!”. x
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NUMERO 02
DICEMBRE 2015
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FORSE NON SIAMO ÈPOI COSÌ PAZZI E VISIONARI...
PER LA “CACCIA AL MORTO” NEGLI OSPEDALI
CHI SIAMO COME ASSOCIARSI
FORSE NON SIAMO POI COSI’ PAZZI E VISIONARI … La recente ricorrenza della commemorazione dei defunti ha scatenato, come accade sempre in tale circostanza, l’interesse dei media sui temi della morte, del lutto, dei servizi funebri e cimiteriali. Articoli sui giornali e servizi televisivi hanno posto prevalentemente l’accento su alcuni aspetti del sistema che creano gravi disservizi alla collettività e che sono all’origine di molti scandali spesso evidenziati dai mezzi di informazione con enfasi maggiore rispetto a quella applicata alle tante cose buone che evidentemente non fanno notizia. Abbiamo così visto trattati molti argomenti sui quali EFI – Eccellenza Funeraria Italiana, accusata da più parti di proporre una visione distorta dei fatti, ha da sempre lanciato preoccupate grida di allarme considerandoli causa non solo della pesante concorrenza sleale che mina alle radici il futuro delle aziende “sane”, ma anche di un progressivo decadimento della qualità dei servizi che compromette la credibilità dell’intera categoria agli occhi dell’opinione pubblica: scarsa professionalità di molti “presunti” operatori, assenza di controlli, irregolare e illecito procacciamento dei funerali, evasione fiscale, lavoro sommerso, commistioni con la malavita organizzata,… Stampa, televisione e web hanno messo in atto la narrazione di numerosi episodi da cui emerge costante l’assoluta necessità di mettere mano ad una regolamentazione del comparto chiara, esaustiva ed uniforme che detti i principi fondamentali a cui dovranno attenersi tutti coloro che vorranno continuare a svolgere la nostra professione. E nel “silenzio assordante” delle altre Organizzazioni di categoria (colpevoli di non avere fatto nulla, in tutti questi anni, per arginare e per contrastare l’attuale degrado) si è sentita, forte e netta, la voce di EFI a sostegno della proposta di Disegno di Legge AS1611 (meglio nota come “legge Vaccari”) che si prefigge di riordinare il comparto in chiave innovativa e moderna. Il Disegno di Legge è attualmente all’esame della XII Commissione Sanità del Senato della Repubblica che ha già provveduto ad ascoltare associazioni e forze sociali raccogliendone osservazioni e proposte che potrete consultare, per farvene una idea, nella sezione “documenti acquisiti dalla 12ª Commissione Permanente”, sul sito www.senato.it. A breve saremo ricevuti anche noi e in tale circostanza ribadiremo al legislatore i punti che abbiamo sempre ritenuto essere fondamentali nel nuovo ordinamento:
^^ la definizione dell’attività funebre e dei requisiti necessari per esercitarla sotto i profili di moralità, di competenza, di professionalità, di dotazioni strutturali e di mezzi; ^^ la differenziazione fra Imprese Funebri strutturate, Agenzie Funebri e Centri Servizi per una trasparente e corretta identificazione da parte dei cittadini del soggetto cui rivolgersi per l’organizzazione del funerale; ^^ la moralizzazione del comparto per contrastare efficacemente l’irregolare e illecito procacciamento dei funerali; ^^ una politica fiscale atta a incentivare il cittadino a farsi rilasciare regolare fattura (per il servizio funebre e per le opere cimiteriali e lapidee) utile a combattere in maniera efficace l’evasione e il lavoro sommerso; ^^ l’attuazione di controlli puntuali e rigorosi sul totale rispetto di tutte le normative e delle regole fiscali e previdenziali per limitare quanti operano sul mercato in maniera irregolare e talvolta illegale; ^^ la prefigurazione di Case Funerarie e di Strutture per il Commiato quali spazi adeguati e dignitosi per l’accoglienza dei defunti e per l’esercizio di pratiche cerimoniali; ^^ una ottimale pianificazione dei crematori sull’intero territorio nazionale affidandone la gestione anche a soggetti privati; ^^ il superamento dell’attuale quadro legislativo, oggi frammentato in norme statali, regionali, comunali e talvolta anche internazionali, tramite l’emanazione di una regolamentazione nazionale di dettaglio. Sosterremo con tutte le nostre forze il Disegno di Legge e auspichiamo di avere compatti al nostro fianco tutti gli Operatori Funerari seri e qualificati che operano con coscienza e con competenza e che, ritenendolo un fondamentale servizio sociale, credono nel proprio lavoro e investono in esso ingenti risorse umane ed economiche. I “gufi” sono destinati a morire e noi celebreremo con gioia il loro funerale! Contattateci a info@eccellenzafuneraria.it: saremo lieti di raccogliere le vostre opinioni e di condividere con voi una battaglia per il progresso e per il bene comune nel segno dei principi di legalità e di professionalità!
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TRACCIATE LE PRIME LINEE DI INTERVENTO.
PER LA “CACCIA AL MORTO” NEGLI OSPEDALI Nella seduta del 28 ottobre 2015 il Consiglio dell’Autorità Nazionale Anticorruzione ha approvato l’Aggiornamento per il 2015 del Piano Nazionale Anticorruzione 2013/2016. Fra i diversi settori di intervento, Raffaele Cantone ha individuato anche l’obiettivo di stroncare la squallida speculazione messa in atto da alcuni Impresari Funebri, in accordo con personale sanitario o dell’obitorio, ai danni dei familiari affranti per la perdita di un congiunto. Di seguito il punto di specifico interesse, nel documento, per le Onoranze Funebri e per i gestori di Servizi Mortuari.
Autorità Nazionale Anticorruzione Aggiornamento 2015 al Piano Nazionale Anticorruzione Determinazione n. 12 del 28 ottobre 2015 2.2.4. ATTIVITÀ CONSEGUENTI AL DECESSO IN AMBITO INTRAOSPEDALIERO. In Italia la maggior parte dei decessi avviene in ambito ospedaliero e la gestione delle strutture mortuarie è affidata o alle struttura interne ospedaliere o, per la maggior parte dei casi, esternalizzata. Sul sistema di gestione di tale servizio non esistono specifiche linee guida. Ciò induce a prendere in esame il tema in sede di elaborazione dei PTPC, tenuto conto delle forti implicazioni di natura sia etica sia economica - che possono coinvolgere anche gli operatori sanitari – connesse alla commistione di molteplici interessi che finiscono fatalmente per concentrarsi su questo particolare ambito. Nelle more di un auspicabile approfondimento, anche in sede legislativa, delle problematiche correlate a questa delicata fase collegata al decesso intraospedaliero e/o comunque alla gestione e utilizzo delle camere mortuarie, occorre nel frattempo assicurare, dal punto di vista organizzativo e delle risorse a disposizione, la più appropriata modalità di gestione. Al riguardo è opportuno innanzitutto prevedere l’obbligo di una adeguata motivazione circa l’esternalizzazione o l’internalizzazione del servizio da parte del management dell’ente. Per quanto concerne gli eventi rischiosi che possono verificarsi, si indicano, ad esempio, la comunicazione in anticipo di un decesso ad una determinata impresa di onoranze funebri in cambio di una quota sugli utili; la segnalazione ai parenti, da parte
degli addetti alle camere mortuarie e/o ai reparti, di una specifica impresa di onoranze funebri, sempre in cambio di una quota sugli utili; la richiesta e/o accettazione impropria di regali, compensi o altre utilità in relazione all’espletamento delle proprie funzioni o dei compiti previsti (es. per la vestizione della salma da parte di un operatore sanitario). Appare evidente che le misure, sia nel caso di gestione esternalizzata che internalizzata, devono essere rivolte a rafforzare gli strumenti di controllo nei confronti degli operatori coinvolti (interni ed esterni) in ordine alla correttezza, legalità ed eticità nella gestione del servizio. A titolo esemplificativo, una possibile misura rivolta agli operatori interni è costituita dalla rotazione del personale direttamente interessato e dall’adozione di specifiche regole di condotta all’interno dei codici di comportamento, come ad esempio, obblighi di riservatezza relativi all’evento del decesso cui devono attenersi gli operatori addetti al servizio. Per gli operatori esterni, una possibile misura è costituita dal monitoraggio dei costi e tempi di assegnazione (anche al fine di riscontrare eventuali proroghe ripetute e/o una eccessiva concentrazione verso una stessa impresa o gruppo di imprese) del servizio di camere mortuarie.
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INTERVISTA CHI SIAMO L’Associazione Case Funerarie – Funeral Home: Eccellenza Funeraria Italiana è stata costituita a Bologna, il 22 febbraio 2012, con l’obiettivo di riunire e di valorizzare le Imprese Funebri cui fanno riferimento le Case Funerarie che rispondono a standard qualitativi eccellenti in termini di servizi erogati e di prodotti utilizzati. Le Case Funerarie e le strutture per il commiato rappresentano valori culturali, sociali e professionali che costituiscono il futuro della funeraria: piccole o grandi che siano, permettono di meglio poter assistere sotto il profilo pratico e psicologico le famiglie colpite da un lutto che, con la dignità di un servizio che solo in tali luoghi può essere fornito, trovano un conforto e un aiuto fondamentali in tali tristemente difficili situazioni. Innovazione, modernizzazione, qualità e riforme sono le fondamenta sulle quali si basa l’attività dell’Associazione che intende perseguire, nell’immediato, la moralizzazione del settore, il rigore
etico, la trasparenza, la correttezza nell’acquisizione dei servizi, un equo rapporto qualità/prezzo, la lotta al lavoro nero e alla fatturazione sommersa. Da maggio 2015, attraverso una modifica al proprio Statuto, la EFI – Eccellenza Funeraria Italiana ha esteso la propria capacità aggregativa anche a quelle Imprese Funebri che, pur non possedendo ancora una propria Casa Funeraria, condividono i principi della Associazione e operano nel pieno rispetto di tutte le normative vigenti e di tutti i requisiti richiesti per lo svolgimento dell’attività funebre. Una apposita categoria di Soci è stata istituita anche per tutelare gli interessi del sistema produttivo italiano, eccellenza del nostro Paese riconosciuta in tutto il mondo, che in questo fondamentale momento di rinnovamento normativo manca di un organismo rappresentativo delle diverse filiere.
COME ASSOCIARSI Associarsi a EFI – Eccellenza Funeraria Italiana è semplicissimo! Occorre inviare per e-mail (info@eccellenzafuneraria.it) i seguenti documenti: 1. domanda di adesione (compilata in ogni sua parte e debitamente sottoscritta dal Legale Rappresentante della azienda); 2. certificato di Iscrizione al Registro delle Imprese; 3. autocertificazione attestante l’inesistenza di procedure a carico dell’Impresa; 4. delibera di autorizzazione con l’indicazione della persona fisica designata a rappresentare la persona giuridica; 5. copia del bonifico bancario di Euro 500,00 effettuato a favore di EFI - Eccellenza Funeraria Italiana sul c/c n. 000102051136 presso Unicredit, Filiale Modena, via Marzabotto (IBAN: IT69V0200812932000102051136), quale “una tantum per fondo patrimoniale”. Le aziende esercenti Casa Funeraria dovranno inoltre trasmettere: 1. dichiarazione del Legale Rappresentante in cui si attesta che la struttura ottempera ai requisiti minimi strutturali, tecnologici ed organizzativi previsti dal DPR 14 gennaio 1997; 2. copia dell’Autorizzazione Comunale all’esercizio e al funzionamento di una Casa Funeraria o struttura per il commiato. Ai sensi dell’articolo 8 dello Statuto, l’avvenuta ammissione verrà confermata al richiedente tramite lettera, fax o messaggio di posta elettronica. www.eccellenzafuneraria.it Via Savoia 78 | scala A | interno 3 | box n. 93 | 00198 Roma t. 06 85 23 74 17 | f. 06 23 31 55 53
A breve sarà online il nuovo sito internet di EFI – Eccellenza Funeraria Italiana: uno strumento di servizio e di informazione per tutti gli Imprenditori Funebri del nostro Paese che credono nel proprio futuro e che investono in esso risorse e speranze!
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LA SCOMPARSA DI NANDO GAZZOLO
UN RAFFINATO INTERPRETE DI CARLO MARIANO SARTORIS
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e nebbie di novembre sono calate come un sipario sulla vita di Nando Gazzolo, segnando l’ultimo atto di un artista che ha accompagnato molti di noi nel tempo di una televisione bambina, ma già matura e colta. Nato a Savona nel 1928, era un predestinato. Figlio d’arte e componente di una famiglia di attori e di doppiatori, dopo aver debuttato sul palcoscenico nel 1948, è presto entrato a far parte di quella schiera
di epici personaggi, nuovi eroi degli indimenticabili romanzi che andavano in scena dallo schermo in bianco e nero. Il nuovo giocattolo degli italiani figli del dopoguerra, in quegli anni ‘60 e ‘70, proponeva spettacoli di grande spessore culturale accessibili a tutti. Gazzolo divenne subito molto popolare grazie alla sua presenza scenica, ma soprattutto per la sua voce, profonda e modulata, inconfondibile e seducente.
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n quel tempo che vedeva tutta la famiglia raccolta davanti allo schermo subito dopo cena, fu interprete di memorabili sceneggiati; da L’avaro di Moliere del ‘57 a “Capitan Fracassa”, da Processo di famiglia all’indimenticabile Cittadella, passando per numerosi altri fino a Sherlock Holmes, personaggio che calzava a pennello in virtù di un suo naturale modo di fare tipicamente britannico. Supportato dalla sua bellissima voce, è stato uno dei più apprezzati prestavoce della pubblicità che spopolava su Carosello; e per decenni ha doppiato molti divi del cinema prestando il suo timbro ad attori del calibro di David Niven, Michael Caine, Yul Brynner, Henry Fonda, Marlon Brando e Clint Eastwood. Attore da palco e raffinato lettore di poesie, Nando Gazzolo ha esplorato un lungo percorso artistico che l’ha visto recitare a fianco dei più illustri interpreti della millenaria arte del teatro. Come attore cinematografico invece, pur partecipando ad alcuni film di mediocre spessore non ha incontrato il medesimo successo. Il motivo è semplice: il suo personaggio, elegante e profondo, sarebbe stato perfetto per pellicole di ben altra levatura e per ruoli drammatici in classici senza età e senza tempo. Mi è capitato di recente di vederlo brandire una Colt in uno spaghetti western, Django spara per primo. Forse il titolo e il contesto bastano per svelarne l’inadeguato ruolo. Nel nuovo secolo, dopo la partecipazione alla fiction Valeria medico legale, si era concentrato sul primo amore, il teatro, per poi ritirarsi gradatamente dalla scena con l’avanzare dell’età, così come il tempo vuole. Salutare il palcoscenico del mondo a 87 anni, lasciando dietro di sé ammirazione e buoni ricordi da maneggiare con cura significa avere interpretato bene il proprio ruolo nella commedia della vita. Consegnare ai posteri una eredità artistica testimone del tempo che fu vuol dire avere lasciato un mirabile, costruttivo segno del proprio transito su questa grande Madre Terra. I ragazzi della generazione “dopo Carosello” gli sono molto grati per questo. Che la TV non perda l’occasione di coinvolgere anche gli altri. In mezzo a tante porcherie, brutte notizie e ottuse pubblicità, quegli sceneggiati in tutte le sfumature del grigio sono ancora più intriganti adesso. L’ultimo, fatuo pensiero che mi sfiora lo intravede mentre bussa alle porte del paradiso. Chiunque dall’altra parte abbia chiesto “chi è?” al timbro inconfondibile di quella voce deve averlo riconosciuto subito. x
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“Era passato più di un anno da quando Cecilia si era tagliata le vene, spargendo il veleno nell’aria” Tim Weiner
VIAGGIO ONIRICO DI CINQUE ANGELI BIONDI DI LAURA SAVARINO
IL GIARDINO DELLE VERGINI SUICIDE
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ecilia fu la prima. Si tagliò le vene nel bagno di camera sua, al secondo piano di una villa con giardino. Si salvò per miracolo, trascinata di peso fuori dalla vasca dalle braccia di suo padre e portata di corsa in ospedale. Cecilia era la più giovane delle sorelle Lisbon, cinque angeli biondi appena adolescenti che incantavano l’intero quartiere. Le Lisbon vivevano in una cittadina di provincia nel profondo sud americano, baciata da un sole perenne e abitata da un’umanità sobria e riservata. Della cittadina non si conosce il nome. È un non-luogo in cui il tempo pare essersi fermato. Le villette a schiera sono circondate da lembi di giardini ben curati, le foglie degli alberi si muovono al vento e un gruppo di ragazzi gioca senza troppo rumore a pallacanestro. L’atmosfera è asfissiante, l’aria è immobile. Lo spettatore è come soffocato e si aggrappa all’unico elemento balsamico in grado di recargli sollievo: la voce, calda e calma, di un uomo che lo proietta all’interno della storia. La storia è quella dei coniugi Lisbon e delle loro cinque figlie, isolate dalla comunità per volontà di genitori bigotti e condannate a vivere una realtà opprimente e solitaria. Le Lisbon sono un mistero per i giovani del quartiere, attraversano la loro
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quotidianità come visioni celesti, sfuggenti ed eteree, e paiono non appartenere a questo mondo. Si muovono in gruppo e raramente parlano con qualcuno. Lux è la più audace e sfrontata delle cinque, seduttrice voluttuosa dagli occhi tristi e dalle labbra sottili, il sogno adolescenziale di tutta la scuola. La personalità delle altre, invece, ha contorni meno definiti, è portata appena in superficie da una mano registica sobria e delicata che rispetta il riserbo dei personaggi. Sono gli altri infatti a parlare per le Lisbon, i ragazzi del quartiere che le ammirano da lontano o le vicine di casa preoccupate per la loro sorte: Lux Lisbon incontra Trip Fontaine, il più desiderato della scuola. Trip la invita al ballo e fa invitare dai suoi amici anche tutte le altre sorelle. Le Lisbon trascorrono una serata meravigliosa, la prima e unica festa fuori dalle mura domestiche, ma Lux torna a casa in ritardo e la punizione è delle peggiori: barricate in casa, ritirate dalla scuola, non avranno più alcun contatto con il mondo esterno. Lo spettatore viene a conoscenza
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il giardino delle vergini suicide (USA, 1999)
di Sofia Coppola DURATA: 95 minuti CAST: James Woods, Kathleen Turner, Josh Hartnett, Kirsten Dunst, Scott Glenn.
dei dettagli da voci esterne e ricompone in solitario i pezzi di un puzzle di difficile comprensione che nemmeno alla fine pare mostrarsi più chiaro. Sofia Coppola non indugia mai sul ripiegamento intimista, ma mette in scena con rigore un dramma corale, bisbigliato, che si consuma silenzioso tra le pareti di una villa residenziale. Il dolore impregna le stanze, ma non è mai urlato, è latente, sottotraccia, erode un’atmosfera claustrofobica in cui la tragedia è annunciata, ma non per questo meno efficace. C’è un episodio infatti, un unico episodio in cui i toni sono più accesi, che sigilla l’epilogo della vicenda: Lux è di fronte al caminetto e stringe a sé la sua scatola di vinili, il meglio del rock anni ’70 che la madre intende bruciare davanti ai suoi occhi. Il fuoco è la catarsi, i vinili tra le fiamme la purificazione. I vinili però non bruciano, l’odore che si diffonde nell’aria è insopportabile e la madre è costretta a buttarli nella spazzatura fuori casa. La catarsi non è avvenuta, le ragazze non possono salvarsi. x
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