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Oltre Magazine n.7 - novembre-dicembre 2020

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In questi giorni ci ha lasciato Stefano, amico e collaboratore. Per anni ha fatto parte della nostra famiglia contribuendo con passione alla redazione della rivista, firmando molti articoli, e condividendo con noi tante missioni in giro per il mondo. Ma soprattutto ha illuminato le nostre giornate con la sua simpatia, la sua squisita cortesia e il suo innato ottimismo. Un gentiluomo d’altri tempi che vogliamo ricordare così, con questi scatti, da cui traspare la sua vitalità che rimarrà per sempre in noi. Ciao Stefano!


SOMMARIO

IN EVIDENZA

La rubrica culturale indaga sul misterioso mondo dei nuraghi, costruzioni preistoriche rinvenute unicamente nella splendida Sardegna, mentre tra le curiosità segnaliamo gli articoli che raccontano rispettivamente del primo cimitero sommerso dell’America Latina e della vita, morte e cremazione di una maestosa tigre siberiana.

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CIMITERI DEL MONDO Il cimitero in fondo al mare

news aziende L'importanza della collaborazione

in libreria Ricordati di me

news prodotti

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Direttore Responsabile: Alberto Leanza redazione@oltremagazine.com Segreteria di Redazione: Raffaella Segantin r.segantin@oltremagazine.com Pubblicità: commerciale@oltremagazine.com Spedizione in abbonamento postale. Diffusione in 8.000 copie, inviato a tutti gli operatori italiani del settore.

Il valore del Dono

curiosità L'ultimo ruggito di Storm

news prodotti Rapsodia in blu

legale, fiscale Notizie da dimenticare

in memoria Il sipario si è chiuso per sempre

cultura

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Il misterioso mondo dei nuraghi

in memoria Vittime illustri

w w w.o lt r e m a g a z i n e .c o m

Direzione, Redazione, Amministrazione: Conference Service srl Via Lasie, 10L - 40026 Imola tel. 051 282611 - fax 051 6374097 redazione@oltremagazine.com

9 ATTUALITà Covid-19: seconda ondata 14 ASPETTANDO TANEXPO

Infine un ricordo di chi ci ha lasciato in questo periodo: dal grande Gigi Proietti a tanti altri personaggi famosi morti a causa del coronavirus. Si sta per concludere l’anno più difficile che la nostra società ha vissuto dal dopoguerra: sono bastati pochi mesi per stravolgere la vita di ognuno di noi, cancellando ogni certezza. Vogliamo concludere con un pensiero di speranza e che queste prossime festività segnino davvero l’inizio di un futuro migliore.

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L’attuale scenario ha determinato anche la riprogrammazione della fiera Tanexpo, ora fissata dal 13 al 15 maggio 2021, un rinvio necessario per garantire alla manifestazione funeraria leader nel mondo uno svolgimento in totale sicurezza.

FIERE Appuntamento a Bologna 13.14.15 maggio 2021

Registrazione: Tribunale di Bologna n° 7053 del 23/10/2000 Copyright: Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione, seppure parziale, di testi e fotografie, se non con autorizzazione scritta e citando la fonte. La responsabilità di quanto espresso negli articoli firmati rimane esclusivamente agli autori.Manoscritti e foto originali, anche se non pubblicati, non si restituiscono. Fonti Iconografiche: Adobe Stock, Elena Caradonna, Creative Commons, Massimo Cocchi, Dreamstime, Flickr.com, Pasquale Leuzzi, Miranda Nera, Stefano Montaguti, Raffaella Segantin, Wikipedia Commons impaginazione: Pixel Advertising di Elena Caradonna - Zola Predosa (BO) Stampa: Mediaprint srl - Via Brenta 7 - 37057 San Giovanni Lupatoto (VR)

Oltre Magazine Periodico di informazione dell’imprenditoria funeraria e cimiteriale Bimestrale Anno XX - n°7 Novembre-Dicembre 2020 OLTRE MAGAZINE

NUMERO 7

Siamo in piena seconda ondata della pandemia di Covid-19. Mentre un modello matematico illustra con disarmante precisione l’andamento e lo sviluppo dei contagi, ci si chiede che cosa non abbia funzionato nel nostro settore durante la prima fase e quali siano i passi necessari da intraprendere per far fronte a situazioni emergenziali.

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BOLOGNA

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Appuntamento a Bologna 13.14.15 maggio 2021 d i A L E S S A N D R A N ATA L I N I

Non fa eccezione lo svolgimento degli eventi e delle fiere, ed è proprio la preoccupazione generata dall’attuale situazione che, già nel mese di ottobre, ha portato l’organizzazione di Tanexpo ad un confronto con le aziende partecipanti per conoscere il pensiero di ognuna riguardo all’eventualità di slittare di qualche mese le date della manifestazione. La sollecitazione a verificare la possibilità di svolgere Tanexpo a prima-

vera inoltrata, è scaturita dal timore di molti che a febbraio potrebbero non esserci ancora le condizioni più favorevoli per consentire una partecipazione di pubblico, la più ampia possibile. Confidiamo, quindi, che nel frattempo l’emergenza sanitaria venga superata e che, di conseguenza, vengano meno anche le restrizioni che attualmente regolamentano la libertà di spostamento tra Paesi, così che possa essere consentita la partecipazione dei professionisti della funeraria internazionale che da sempre, numerosi, si danno appuntamento a Bologna.

Da qui la decisione, condivisa con gli Espositori, di riprogrammare la manifestazione nelle date del 13.14.15 maggio 2021 (giovedì, venerdì e sabato), con l’auspicio che per allora vi siano tutti i presupposti per celebrare un’edizione di successo, all’altezza dei tradizionali standard di Tanexpo. Le nuove date dell’appuntamento bolognese sono state definite anche di concerto con il centro fieristico che a sua volta ha dovuto far fronte ad una complicata riprogrammazione di tutte le maggiori fiere previste per il primo trimestre del prossimo  OLTRE MAGAZINE

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Il perdurare della pandemia, lo sappiamo, sta stravolgendo la quotidianità del lavoro e della vita di tutti noi.

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L’organizzazione annuncia la riprogrammazione della fiera rispetto alle date precedentemente fissate.

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FIERE

anno. Date che si armonizzano inoltre con il calendario degli appuntamenti europei del settore funerario, per consentire a produttori e imprese di essere presenti a tutti gli eventi.

L’organizzazione e BolognaFiere sono già al lavoro affinché Tanexpo si svolga in totale sicurezza, adottando tutte le misure previste dalle norme sanitarie vigenti. Il protocollo operativo del centro fieristico già oggi prevede, oltre all’obbligo di mascherina, il controllo di temperatura agli ingressi, postazioni erogatrici di gel disinfettante distribuite in tutti i locali del quartiere, la presenza di un presidio medico costante, sistemi di aerazione con ricambio continuo d’aria, frequenti operazioni di pulizia e sanificazione e personale appositamente dedicato al controllo della capienza degli ambienti e del rispetto della distanza interpersonale. Sono

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Come di consueto, l’esposizione si articolerà nei padiglioni 16, 21 e 22 e per accogliere i visitatori saranno attivi i due ingressi: l’ingresso Nord (di fronte all’uscita autostradale Bologna Fiera e BF parking) e piazza Costituzione (collegato con i mezzi pubblici al centro città, stazione e aeroporto).

poi previsti flussi di pubblico separati in entrata e in uscita. Attraverso queste pagine Tanexpo desidera ringraziare tutti gli operatori del comparto per la comprensione delle difficilissime decisioni, che questo momento così complicato sta imponendo. Un particolare grazie! è rivolto alle aziende Espositrici che continuano, unite, a supportare l’organizzazione della fiera anche nell’attuale imprevedibile scenario. Mai come stavolta abbiamo avuto così tanta voglia di ritrovarci in fiera per dare inizio ad un nuovo corso e celebrare il lavoro delle imprese che, nella criticità di questi mesi e sperimentando anche modifiche sostanziali nell’operatività e nelle relazioni, stanno svolgendo senza sosta il loro prezioso lavoro, assicurando sempre cura e conforto alle famiglie in lutto. Dovremo attendere ancora un po’, ma lo faremo e ritrovarci sarà ancora più bello. Nel frattempo, vi invitiamo a restare in contatto con le aziende espositrici, veri e propri partner a fianco dell’onoranza, e a scoprire tutte le novità che hanno in serbo per voi, attraverso le anteprime di Aspettando Tanexpo e sfogliando il Catalogo Espositori su www.tanexpo.com. 


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Benvenuti nella vostra casa funeraria su misura Il brand Amuela Milano non ha certamente bisogno di presentazioni. Le originali creazioni che coniugano preziosi tessuti alla trasparenza del cristallo acrilico sono ormai note a tutti gli addetti ai lavori. Al ricco catalogo si aggiungono ora le soluzioni d’arredo per le case funerarie. La collezione Elegance offre infatti un lifestyle elegante e accogliente, donando una continuità che unisce stile contemporaneo a dettagli senza tempo. Perché affidarsi ad Amuela per la propria casa funeraria? “Seguiamo personalmente ogni progetto per individuare soluzioni che coniughino semplificazione creativa e nuove funzionalità - spiegano Emilia Boggio Lega e Lorenzo Foroni Lo Faro, anima e cuore della griffe milanese che ha conquistato un posto di primo piano nel mercato. - I nostri progetti sono frutto di un lavoro svolto con impegno, dedizione e cura dei dettagli”.

Pad. 21 Stand C26-C30

Scegliere una camera ardente Amuela significa affidarsi a funzionalità, sicurezza, materiali di altissima qualità e design all'avanguardia. Grazie all'ampia scelta di stili, colori, finiture e configurazioni, Amuela offre la possibilità di trovare sempre la giusta proposta. Per questo, scegliere un arredo Amuela è come indossare un abito su misura, che dura tutta la vita.

La nuova gamma Canon per stampa fotoceramica Leader nella produzione di toner ceramici e sistemi di stampa digitale per fotoceramica, Baltea D.C è nata dalla lunga esperienza dei manager dell’azienda piemontese nell’industria ceramica e nella produzione di toner maturata dal Gruppo Olivetti, da cui hanno origine le sue radici. È così che l’azienda di Leini (TO) riesce ad offrire un toner ceramico qualitativamente e cromaticamente superiore. Baltea D.C. fornisce tutta l’attrezzatura e i consumabili per una stampa fotoceramica indelebile nel tempo, dalla vasta gamma cromatica e varietà di applicazione (ceramica, vetro, lamiera smaltata), offrendo il servizio di installazione e personalizzazione dei profili colore presso la propria clientela. E inoltre, una consulenza professionale per ampliare il business alle fotoceramiche creative, che trovano applicazione in svariati campi, dal design, all’arredamento, agli allestimenti scenografici: un plus vincente da affiancare all’arte funeraria!

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Da sempre protagonista a Tanexpo, Baltea D.C. è continuamente alla ricerca di nuove soluzioni ed è lieta di presentare la nuova gamma di stampanti Canon per fotoceramica, che assicura altissima qualità cromatica, semplicità di manutenzione e assistenza professionale.


Pad. 22 Stand C51

Quando l’ultimo saluto è laico Cerimonie Uniche è un progetto creato da UAAR, Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, allo scopo di offrire un’alternativa laica per la celebrazione dell’ultimo saluto. Cerimonie Uniche si avvale di una rete di celebranti distribuita su tutto il territorio italiano. Professionalità e competenza, ma anche umanità ed empatia grazie all’alto livello di formazione fornito da docenti nazionali ed internazionali. L’impronta laica offre alla famiglia la possibilità di personalizzare il rito in ogni sua fase. È così che il celebrante affianca parenti e amici passo a passo sia nell’organizzazione che nella personalizzazione completa dell’ultimo saluto per rendere, appunto, unica la cerimonia. Ogni dettaglio può essere selezionato in completa libertà per far sì che il commiato rispecchi davvero l’identità del defunto. Dalla musica alle letture fino alla scelta del luogo. Il funerale laico infatti, può essere celebrato praticamente ovunque: a casa, al chiuso o in spazi aperti, anche dopo la tumulazione. La cerimonia funebre potrà così trasformarsi in una totale celebrazione della vita della persona cara, un omaggio a ciò che era e a ciò che per noi rappresentava. Pad. 16 Stand D58

Per gli animali, con amore Ciao Amico Mio di Gianluca Sgalambro nasce dal profondo amore per i migliori amici dell’uomo e dalla volontà di realizzare un prodotto di qualità per il loro ultimo saluto. È così che l’azienda con sede a Treviso ha voluto specializzarsi nella produzione di articoli funerari per gli animali d’affezione. Urne e cofani in legno con rifiniture pregiate, interamente realizzati a mano da abili artigiani, per rendere omaggio a coloro che ci hanno sempre tenuto compagnia. Il cliente ha la possibilità di personalizzare il prodotto scegliendo tra diverse dimensioni e numerose nuance di colore. Ciò che ne deriva è un articolo unico, così come unico è il legame che ci unisce a Fido e Miao. L’azienda propone inoltre una vasta gamma di lapidi commemorative realizzate con colori indelebili per resistere alle intemperie. Ogni articolo può essere personalizzato aggiungendo un’incisione o una foto stampata su ceramica. La parola chiave che da sempre contraddistingue l’azienda è innovazione. Per questo Ciao Amico Mio, oltre alla linea pet, propone anche una collezione di urne per i nostri cari defunti. Per scoprire tutte le novità, non resta che visitare lo stand di Ciao Amico Mio a Tanexpo, dove lo staff sarà lieto di accogliervi per farvi toccare con mano l’artigianalità tutta italiana dei loro prodotti.

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Pad. 16 Stand F20-22

Franchising

Qualità, Professionalità e Storicità Sinonimo di Qualità e Professionalità, ICREM è la prima e unica rete commerciale dedicata alle onoranze funebri, leader indiscusso nello sviluppo d’impresa per la “fidelizzazione del cliente in vita” attraverso un sistema di marketing territoriale, studiato per offrire all’impresa un livello di autonomia unico nel mercato italiano.

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Il Franchising ICREM nasce nel 2005 dal progetto di un team di esperti specializzato in risorse umane, tecniche e commerciali nel settore funerario, per offrire all’impresa di onoranze funebri la propria professionalità e una collaborazione continuativa per consigliare le migliori strategie di marketing attraverso una serie di servizi:  Concessione territorio di competenza con o senza esclusiva  Studio, analisi e lavorazione del territorio  Consulenza Marketing  Fornitura materiale di comunicazione  Operatività fidelizzazione cliente in vita con Previdenza Funeraria  Formazione del personale e assistenza per tutto il percorso di affiliazione  Assistenza legale costante per pratiche comunali e cimiteriali. Presente a Tanexpo 2021, lo staff ICREM vi aspetta a Bologna per presentarvi la migliore proposta dedicata alla vostra impresa!

Pad. 21 Stand B55-59

Eleganza e qualità made in Italy In attesa di presentarci tutte le novità in fiera, Tex Service, la manifattura pugliese al servizio della funeraria dal 2002, ci dà qualche anticipazione sulla sua nuova collezione di imbottiture. Sempre assicurando la più elevata qualità, frutto della continua ricerca dei tessuti e di una accurata lavorazione artigianale, l’azienda pugliese amplia la già vasta gamma di articoli tra cui scegliere stile e filato più adatti a soddisfare la propria clientela. Tra le sue creazioni, realizzate unicamente con tessuti pregiati, troviamo imbottiture per cofani in cotoni jacquard e raso, in tessuti arredo o in lino, ma anche lenzuoli in cotone e in lino (arricchiti da macramè, ricami, applicazioni e preziosi pizzi Cantù) e veli coprisalma in tulle. Sofia, Flora, Dublino, Anthea, sono solo alcune delle nuove imbottiture della linea sartoriale di Tex Service. Realizzate in tessuto d’arredamento, sono disponibili, oltre al classico bianco, nelle delicate tonalità champagne e grigio, che ne esaltano le forme ed evidenziano i contrasti delle lavorazioni jacquard. Altri modelli ancora sono confezionati in raso, in una varietà di colorazioni diverse, a creare eleganti abbinamenti che sottolineano la geometria delle linee. Tutti da toccare con mano a Bologna 2021! 12


Buone Feste

DA TUTTI NOI UN SINCERO AUGURIO DI


ATTUALITà

Covid-19: seconda ondata di daniele fogli

Picco di decessi analogo alla prima, durata più lunga.

È probabile che quando leggerete queste note, scritte il giorno di Tutti i Santi 2020 e aggiornate al 18/11/2020, nonostante gli sforzi di contenimento, la situazione sia ancora critica (vedi tabella 1 a pag. 16).

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Puntuale, come previsto, il Covid-19 è tornato! Anzi mai se n’era andato, ma solo sopito.

Secondo il modello matematico di sviluppo della pandemia IHME-MS SEIR - riconosciuto da studi internazionali come quello che più si è avvicinato nei mesi passati tra proiezioni e realtà in fatto

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di morti (vedi Predictive performance of international COVID-19 mortality forecasting models) - tra fine novembre e inizio dicembre 2020, fatti salvi interventi ancor più pesanti di mitigazione dell’epidemia (leggi blackdown totale), l’Italia sarà nel suo picco di defunti con Covid, con una dimensione nazionale che si può attestare sui 900 morti al giorno in aggiunta alla mortalità di periodo (circa altri 1.500 morti/ giorno, dato riaggiustato per tenere conto dei morti Covid). Il grafico della tabella 2 (pag.18) riporta anche un range di variabilità della mortalità 


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ATTUALITà

 Tabella 1 - Positivi al COVID-19 - da https://covid19.healthdata.org - simulazioni acquisite alla data del 18/11/2020

Altra particolarità della seconda ondata pandemica sarà la forma dell’onda, più duratura nel tempo, anche se con un picco di altezza analoga. Questo significa che avremo una mortalità elevata spalmata in tempi più lunghi, che metterà a dura prova non solo le famiglie interessate, ma anche le strutture sanitarie prima e gli operatori del settore funebre, cimiteriale e di cremazione poi. Nella terza tabella (pag.20) si può anche vedere la durata del lockdown necessario, ipotizzata dal modello di simulazione. Aggiungo che non è escluso che si possano creare condizioni per successive ondate, di cui la più vicina tra febbraio e marzo 2021, se non avverrà una massiccia

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per considerare la effettiva risposta della popolazione alle misure restrittive messe in campo da Governo e Regioni nel nostro Paese. Questa volta l’eccesso di mortalità si distribuirà sull’intero territorio e non sarà principalmente concentrato, come a marzo e ad aprile 2020, in Lombardia e zone limitrofe che pur continueranno ad essere significativamente martoriate.

vaccinazione preventiva. Cosa non ha funzionato nella prima ondata e cosa si può migliorare in vista della seconda? 1) Si è riscontrato un sottodimensionamento dei posti negli obitori di strutture sanitarie e di RSA. Per porvi rimedio occorre allestire strutture mobili aggiuntive, aumentando i posti e velocizzando gli spostamenti verso la destinazione finale. 2) Autorizzazioni per sepoltura, cremazione e trasporto funebre: il Governo ha già cambiato le norme e quindi sarà possibile fruire della trasmissione per via telematica delle informazioni e delle autorizzazioni. 3) Trasporti funebri insufficienti al numero di defunti, anche per problemi di personale infettato o in quarantena. E qui occorre formalizzare 


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ATTUALITà

un sistema di mutuo aiuto tra imprese funebri di territori vicini. I mezzi funebri ci sono, bisogna però prevedere il personale necessario e individuare un sistema di raccordo tra domanda e offerta. Dobbiamo fare in modo che l’intervento di mezzi e di personale dell’esercito diventi un ricordo. 4) Nelle aree dove è stata massima l’intensità dei decessi si era resa necessaria la creazione di depositi intermedi dove ospitare i feretri, utilizzando anche chiese o altri ampi luoghi di sosta, in attesa di sepoltura o cremazione. Se vi sarà aumento di posti alle morgue e parallelamente un incremento della ricettività in cimiteri e crematori, l’uso dei depositi intermedi potrà essere limitato a casi eccezionali. 5) Aumento della potenzialità ricettiva e di funzionamento, fino ad H24, dei crematori esistenti. Una soluzione idonea è quella di dotarsi di container frigo o mezzi refrigerati nei pressi dei crematori per incrementare la possibilità ricettiva e parallelamente allargare il nastro orario

di operatività. Oppure utilizzare, qualora ve ne sia la disponibilità, posti feretro in loculo liberi nelle vicinanze. Misure che possono quasi raddoppiare il numero di cremazioni giornaliere effettuate. 6) Nuove disponibilità di sepoltura con la liberazione preventiva di posti in loculo nei cimiteri di zona ed uso immediato di sepolture a terra, e, in casi eccezionali, prevedere l’ampliamento degli stessi cimiteri. I veri problemi emergeranno nei territori del Centro, del Sud e Isole e soprattutto nelle città più popolose già in difficoltà per carenza di posti. La soluzione più semplice sarebbe quella di aprire l’uso di tombe già presenti anche alle persone “benemerite”, amiche o conoscenti degli aventi titolo. All’occorrenza si può pensare alla requisizione di posti liberi: una soluzione che permetterebbe di assorbire l’eccesso di mortalità con minor affanno e poi, passata questa ondata, i feretri sarebbero movimentati in sepolture definitive o avviati a cremazione, con tempistiche adeguate. Il Covid-19 potrebbe dare una scossa

importante al nostro sistema funebre, cimiteriale e di cremazione, perché ha già rotto equilibri o disequilibri che si trascinavano da troppo tempo. Ad esempio ha reso immediatamente percepibile che la creazione di un’efficiente rete di crematori, che permetta di dotare di impianti la metà del Paese che non è ancora a regime, non può essere fermata dalle lamentele dei movimenti No-Crem. Gli argomenti dei cremazionisti diventeranno sempre più forti. Questa situazione pandemica ha poi evidenziato in tutti i soggetti della filiera funeraria una scarsa conoscenza di come ci si deve comportare in situazioni di ampio contagio, con l’emergere prepotente di un bisogno formativo rilevante. La necessità di organizzare su scala locale dei piani pandemici specializzati per il settore funebre e cimiteriale si è poi scontrata con una impreparazione a redigere modelli evolutivi di mortalità eccezionale e ad elaborare, almeno per le medio-grandi città, stress test per valutare la capacità di reazione ad aumenti imprevedibili della domanda di ricettività di obitori, trasporti 

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 Tabella 2 - Morti con COVID-19 - Fonte: https://covid19.healthdata.org - simulazioni acquisite alla data del 19/11/2020

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ATTUALITà

funebri, sepolture e cremazioni. È questo l'argomento su cui si incentra l’annuale forum della Utilitalia Sefit, proprio per fornire gli strumenti conoscitivi basilari. La possibilità di far funzionare la rete dei crematori alla massima potenzialità concessa dalle strutture, in deroga a molte limitazioni oggi esistenti, nonché integrarla con crematori facilmente trasportabili ed installabili (“containerizzati”), dislocati dall’Autorità governativa laddove necessario, è una delle maggiori carenze normative di emergenza, visto che sono mesi che gli esperti del settore stanno evidenziano questa esigenza. Occorrono poi rapide modifiche delle norme sui prodotti da utilizzare per il confezionamento delle bare, purtroppo ancora legate a vecchie legislazioni, che hanno oltre 50 anni di età. È veramente deprecabile che si continui a pretendere di inumare feretri di defunti infetti con, oltre la cassa di legno, pure quella di zinco. Questo forse può andar bene per casi eccezionali, ma non certamente per situazioni di epidemia diffusa con caratteristiche virali come la SARS-COV2, che non hanno effetti passato un paio di

settimane dal decesso. Concludo con due annotazioni che sembrano lontane, ma che invece ritengo importanti: a) Serve in Italia l’introduzione ed il sostegno della previdenza funeraria, per creare una sorta di cuscinetto di salvaguardia per le famiglie in difficoltà finanziarie, quando si trovano a dover affrontare un decesso. In altri Paesi europei (ma anche a livello mondiale) l’impatto finanziario del Covid non è stato così pesante come in Italia, proprio perché il sistema assicurativo ha permesso il pronto pagamento delle prestazioni assicurate e anche un mantenimento del livello

qualitativo del funerale prescelto in tempi normali. b) L’adesione da parte dei Paesi europei ancora mancanti (tra cui l’Italia) all’Accordo di Strasburgo sui trasporti funebri internazionali, più recente rispetto all’accordo di Berlino e quindi con la possibilità di utilizzo di materiali più moderni e modalità semplificate, diventa ora urgente. Resta sempre l’auspicio che il Governo ponga mano alla legislazione di settore, sia emergenziale che ordinaria. E poi, in previsione dei tempi che verranno, occorre tanta fortuna, pazienza e capacità di adattamento. 

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 Tabella 3 - Lockdown previsto - da https://covid19.healthdata.org – simulazioni acquisite alla data del 18/11/2020

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CIMITERI DEL MONDO

Il cimitero in fondo al mare di RAFFAELLA SEGANTIN

Lo scorso 20 settembre nella zona di Porto Progreso, al largo delle coste dello Yucatan, in Messico, è stato inaugurato il primo cimitero sommerso dell’America Latina.

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Posate le prime 23 strutture che andranno a formare il primo cimitero sommerso dell'America Latina.

Una celebrazione pubblica introdotta da una suggestiva cerimonia Maya ha dato il via all’operazione di collocamento sul fondale marino di 23 strutture in calcestruzzo (a cui ne seguiranno presto altre dieci) su cui

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sono state fissate dalle 20 alle 25 targhe commemorative per ogni unità, riportanti i nomi e le date di nascita e di morte di persone decedute nel 2020 che, a causa della pandemia, non hanno potuto avere una degna funzione. Oltre a voler rendere uno speciale omaggio ai cari estinti, uno dei principali obiettivi di questo originale progetto è quello di favorire lo sviluppo della barriera corallina 


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CIMITERI DEL MONDO

sempre più minacciata dal cambiamento climatico e dalle attività umane. Gli elementi depositati sul fondo, simili a grosse palle bucherellate, per la loro particolare conformazione e la loro superficie porosa costituiscono infatti un ambiente ideale per i pesci e la vita sottomarina in genere, incentivando così lo sviluppo del corallo. Un modo inconsueto ma efficace per dare un concreto aiuto nel preservare un ecosistema fragile e allo stesso tempo indispensabile per la tutela della biodiversità e per garantire la molteplicità di specie ittiche, oltre che per proteggere le spiagge più a rischio di erosione.

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L’idea è stata concepita e successivamente realizzata in occasione dell’edizione 2020 di “Mundo Unido por la vida”, una iniziativa a livello internazionale voluta da Alpar (l’associazione latino-americana dei cimiteri e dei servizi funebri) che dal 2012 ogni anno promuove eventi

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volti a celebrare la vita. "Quest'anno è un anno particolare - afferma Andrés Aguilar Heck, presidente di Alpar nonchè della Senoriales Corporación de Servicio in Guatemala e Messico - perché abbiamo perso tanti parenti ed amici e per giunta non siamo stati in grado di salutarli in modo adeguato. Questo progetto è stato pensato anche per dare conforto a coloro che hanno dovuto separarsi dai loro cari in un frangente così drammatico e poterli ricordare in un modo davvero speciale”. Nelle settimane precedenti lo staff si è impegnato a contattare le famiglie che hanno perso un congiunto a causa della pandemia, offrendo loro la possibilità di aggiungere, senza alcun costo, il nome del loro defunto sulle placche da fissare a questi scogli artificiali e ad oggi sono più di 1.000 i nominativi incisi. L’operazione è stata gestita in collabora-

 Andrés Aguilar Heck zione con la fondazione Reef Ball International che ha sommerso più di un milione di queste strutture negli oceani di tutto il mondo al solo scopo di preservare e facilitare 


OSCAR MARTA

www.vezzani.it

www.ceabis.it

www.vezzaniforni.it

www.oscarmarta.it


Presto questo luogo diventerà un vero e proprio cimitero perché, come aggiunge Aguilar Heck “è previsto che all’interno di queste anfore a breve si potranno collocare i resti di cremazione dei propri cari, sotto forma di perle, affinché possano riposare per sempre in fondo al mare generando nuova vita”. Le acque nel tratto di costa in cui sono state collocate sono generalmente calme, poco profonde con una temperatura mite e presentano le condizioni ideali per un’immersione, così che anche i meno esperti possono, se vogliono, scendere per un momento di raccoglimento o un ideale saluto.

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lo sviluppo delle barriere coralline. Successivamente, con la creazione della divisione Reef Ball Memorial, l’esperienza in questo campo è stata implementata con l’inedita idea di dar vita a memoriali sott’acqua.

Molte persone da ogni parte del mondo hanno seguito in streaming l’evento coordinato da Cristina

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Espinosa che ha diretto le operazioni di carico delle strutture su una barca per essere successivamente poste sul fondale da sub esperti. Per coloro che hanno scelto ricordare il proprio caro in questo modo è stato un momento molto emozionante in cui hanno finalmente potuto congedarsi con serenità e riconciliarsi con la vita, come testimoniato i toccanti commenti lasciati sulle piattaforme social. Il cimitero al largo delle coste messicane non è l’unico al mondo, ma è il primo dell’America latina, come confermano con orgoglio gli ideatori. Il più famoso è il Neptune, situato nei mari della Florida, un camposanto sommerso che replica l’impianto del cimitero classico, con tanto di viali, tombe e statue: l’unica differenza è che per visitarlo ci

vogliono muta e bombole! Esiste qualcosa anche nel nostro Paese ed è la magica cornice di Venezia a fare da sfondo al primo memoriale sott’acqua attuato nel Mediterraneo a cura della Reef Ball Memorials. Il tutto è partito lo scorso anno su iniziativa dell’imprenditore trevigiano Moreno Buogo che ha coniugato la sua passione per le immersioni con la cura della tutela dell’ecosistema marino e con la sensibilità nel voler onorare in un modo inedito la memoria di chi non c’è più. 


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NEWS AZIENDE

L’importanza della collaborazione A C U R A d i U f f i c i o S ta m pa V e z z a n i F o r n i

È il caso di Vezzani Forni, azienda italiana leader nelle tecnologie dei forni crematori, e di MS Construction, colosso polacco di edilizia e servizi. In una logica di sinergia, le due aziende hanno intrapreso un percorso di

collaborazione per la costruzione di impianti crematori in Polonia. La società MS Construction, appartenente al Gruppo Rota, offre ai propri clienti la realizzazione di linee tecnologiche complete "chiavi in mano", fornendo servizi come lo sviluppo della documentazione per i permessi di costruzione, lo svolgimento di tutti i lavori di costruzione e installazione, il trasporto, il montaggio  OLTRE MAGAZINE

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C’è chi durante il difficile periodo del lockdown ha scelto di non stare fermo e si è dato da fare per continuare a crescere e stabilire nuovi e proficui rapporti lavorativi.

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Un importante accordo di collaborazione tra Vezzani Forni srl e la polacca MS Construction segna un ulteriore passo per l’affermazione della tecnologia italiana all’estero.

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NEWS AZIENDE

A luglio Vezzani Forni ha avuto il piacere di mostrare a MS Construction uno dei più recenti nonché uno dei migliori forni crematori d’Italia, quello di Trespiano, in provincia di Firenze: il Fenice 20. (www.cremato riofirenze.it/) Si tratta di un forno con una camera di cremazione a suola calda che, al fine di garantire la completa ossidazione dei prodotti della combustione e di conseguenza l’assenza di fumo nero o di odori sgradevoli, viene associata, per sovrapposizione, ad una camera di postcombustione con temperatura superiore agli 850 gradi. Il rispetto dei limiti alle emissioni in atmosfera è assicurato dall’installazione di un sistema di abbattimento in grado di contrastare la fuoriuscita degli inquinanti che caratterizzano questo tipo di processo, in ossequio alle indicazioni che definiscono le caratteristiche della miglior tecnologia disponibile per la riduzione dell’inquinamento. A questo riguardo il crematorio Fenice 20 viene infatti corredato di un impianto di condizionamento e di abbattimento chimico/fisico costituito da un sistema di raffred-

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comprensivo della messa in funzione di tutti i dispositivi, la formazione del personale e l’assistenza post-vendita. Dal canto suo, Vezzani Forni S.r.l. opera da tempo nel settore della cremazione e dell’incenerimento, sia in ambito nazionale che internazionale, realizzando con successo prodotti di altissima qualità ed investendo costantemente sulla ricerca di impianti di assoluta avanguardia tecnologica. Da questo asse Italia-Polonia, avviato come si diceva durante i mesi più ardui del coronavirus, è nata quella collaborazione che ancora una volta porta l’eccellenza italiana nel mondo.

 Il team di Vezzani Forni damento, da un dispositivo di iniezione di reagenti e, infine, da un depolveratore a secco costituito da filtro a maniche. Tutti gli apparati dell’impianto riportano il marchio CE previsto dal D. Lgs. 17/2010. La prima visita in Italia della delegazione MS Construction è stata mirata a consolidare un iniziale rapporto e a confermare le parole dette in fase di conoscenza, oltre a comprendere, dati alla mano, che il mercato della cremazione è in costante crescita, in Italia così come all’estero: nel 2019 nel nostro Paese sono state effettuate 232.974 cremazioni, con un incremento del 6,3% rispetto al 2018. In Polonia, sono attualmente attivi oltre 60 crematori e nel 2020 la percentuale di sepolture per cremazione è compresa tra il 20% e il 70%, a seconda della regione. In Europa, alcuni Stati raggiungono percentuali altissime, come Svizzera (85%) o Svezia (83%). La tendenza a livello globale, come oramai è noto, è quella di un aumento annuale costante.


Durante questa fase, i tecnici Vezzani Forni hanno istruito i colleghi polacchi, illustrando nel dettaglio

Il primo frutto di questa collaborazione si concretizzerà in un impianto che nascerà a Sroda Wielkopolska, cittadina del centro Polonia situata in una regione da 3 milioni e

mezzo di abitanti, dove verrà installato il modello di forno crematorio Fenice 20. Altri cantieri sono in fase di studio: MS Construction si è impegnata in costruzioni all’avanguardia, mentre Vezzani Forni assicurerà prodotti di ultima tecnologia. Questa cooperazione rappresenta anche uno stimolo in più per spronare il team ricerca e sviluppo a stare sempre un passo avanti e a garantire al cliente finale il miglior servizio possibile. È importante anche evidenziare come le due aziende non hanno avuto paura del momento storico difficilissimo e hanno voluto alzare la testa, credere nei propri mezzi e nella propria gente. Per questo Vezzani Forni vuole tributare pubblicamente un sentito ringraziamento a MS Construction per la fiducia, il coraggio e la voglia di crescere insieme. 

Il forno Fenice 20 che verrà installato nell'impianto crematorio polacco.

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La seconda visita di MS Construction in Italia, avvenuta lo scorso settembre, è stata funzionale alla formazione in loco dei tecnici che hanno dimostrato grande attenzione alla tecnologia e soprattutto all’assistenza del cliente, in un settore dove nulla deve essere lasciato al caso e dove gli impianti devono essere seguiti h24, sette giorni su sette.

le procedure e il funzionamento del forno Fenice 20; parallelamente i dirigenti hanno approfondito le differenze normative, studiando e cercando di superare i vari dettagli burocratici derivanti dall’operazione. La visita è stata anche occasione per presentare agli ospiti i prodotti e le proposte degli altri marchi del Gruppo Vezzani: dall’ospedaliero al funerario, Vezzani offre infatti una gamma di prodotti completa per il settore. Alla fine dei quattro giorni di visita, le due parti si sono salutate con un sorriso di reciproca soddisfazione per le possibilità di espansione e soprattutto per la gratificazione nel compiere insieme un importante passo verso il futuro con un servizio a favore della popolazione.

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La Polonia è a maggioranza cattolica: con il 45% di praticanti (circa 15 milioni di persone su una popolazione totale di 39 milioni), risulta essere il Paese più religioso d’Europa. La quasi totalità dei credenti (90%) è cristiano cattolico. Non dimentichiamoci poi di Papa Wojtyla, vera e propria icona, determinante nell’infondere un forte sentimento religioso nella popolazione.

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IN LIBRERIA

Ricordati di me di RAFFAELLA SEGANTIN

Si sono da poco concluse le giornate della tradizionale manifestazione “Il Rumore del lutto”, che si svolgono a Parma con cadenza annuale, al fine di stimolare una riflessione multidisciplinare sulle tematiche della morte.

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Presentato il nuovo libro di Davide Sisto che analizza gli effetti dell’uso della tecnologia sulla percezione dei nostri ricordi e sul distacco dal passato.

Nonostante la seconda ondata dell’emergenza Covid, gli organizzatori sono riusciti a rispettare quasi interamente la programmazione, con l’unica inevitabile accortezza di far svolgere molti incontri - pensati in presenza - a distanza, ottenendo

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comunque un ottimo riscontro. Si è tenuto online anche l’appuntamento che doveva aver luogo in una libreria del centro domenica mattina 1 novembre dove è stato presentato l’ultimo lavoro di Davide Sisto. Il convegno, introdotto da Maria Angela Gelati, tanatologa e formatrice nelle materie collegate alla morte, è stato moderato da Michele Guerra, professore di Teorie del Cinema all’Università degli Studi di Parma, autore di diverse pubblicazioni 


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IN LIBRERIA

nonché assessore alla cultura del capoluogo emiliano.

Ricordati di me è organizzato in tre capitoli principali (e numerosi sottoparagrafi) ognuno dei quali affronta una tematica specifica. Il primo capitolo, dal titolo Dai social network agli archivi digitali, parla di come i social media siano diventati veri e propri contenitori di ricordi di ogni tipo (pensieri, foto, video, musica, disegni, poesie…) spesso implementati e rilanciati dai membri della community, anche a distanza di anni. Concepiti come luogo virtuale di scambio di informazioni tramite una comunicazione istantanea i social hanno in questo modo “tradito” la loro caratteristica di immediatezza. E ogni giorno il volume aumenta con l’immissione di milioni di nuovi documenti: si è calcolato che in un solo minuto su Instagram vengono condivise 277.000 storie e che un utente medio nel corso della sua vita lascia sui social dalle 12.000 alle 15.000 tracce del suo passaggio. Un fenomeno che non ha precedenti nella storia dell’u-

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Si intitola Ricordati di me. La rivoluzione digitale tra memoria e oblio (edito da Bollati Boringhieri) il libro del giovane filosofo torinese che intende indagare su come, nell’era digitale, il nostro rapporto con il ricordo, la memoria e il distacco dal passato sia profondamente mutato. Il volume è l’ideale proseguo di La morte si fa social, edito nel 2018, in cui per la prima volta l’autore ha condotto uno studio approfondito di come la rivoluzione digitale abbia influito sulla morte e di cui abbiamo parlato ampiamente in un articolo apparso sul n. 2/2019 di Oltre Magazine.

manità, un’abbondanza di dati sempre disponibili e immediatamente fruibili che portano ad una sovrap-

posizione temporale, a confondere il passato con il presente inibendo la salutare fase del distacco, imprescindibile per l’equilibrio psicologico e per il naturale progresso interiore dell’individuo. Il secondo capitolo, Autobiografie culturali collettive ed enciclopedie dei morti, è incentrato sulla narrazione di se stessi. L’autobiografia, una volta riservata solo a coloro che avevano storie significative da raccontare, ora è alla portata di tutti: è la normalità a diventare racconto, attraverso la condivisione degli ordinari accadimenti della vita quotidiana. Tra le varie osservazioni viene esaminato un fenomeno particolare: quello della narrazione della malattia. Un fenomeno nuovo e in controtendenza con i modelli proposti dalla società contemporanea che tendono alla perfezione, che 


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IN LIBRERIA

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vogliono un corpo sempre giovane, bello e sano equiparando la malattia quasi ad un errore. Grazie alla rete vediamo che molto spesso questo tabù viene a cadere. Sono molte, infatti, le persone colpite da patologie importanti a mettersi a nudo davanti allo schermo, raccontando i propri stati d’animo e mostrando anche i segni o le conseguenze della malattia sul proprio corpo. Poter parlare

La terza parte, dal titolo Memoria totale, immortalità digitale, retromania, tratta dell’atteggiamento sempre più generalizzato di registrare e conservare testimonianze della propria quotidianità e di continuare a fruirle riportandole

costantemente a galla. Lo stesso Facebook, probabilmente per rispondere ad una esigenza collettiva, incoraggia questa pratica con la sezione “Ricordi” dove si possono visualizzare tutte le attività e le condivisioni avvenute in una precisa data negli anni passati: un vero e proprio database facilmente indicizzabile, consultabile e nuovamente condivisibile. In questo modo viene meno ciò che possiamo definire “la perdita della perdita”. Ci troviamo di fronte ad un passato che non passa mai, da cui non riusciamo ad affrancarci, incapaci di lasciarlo alle spalle e convogliare invece le nostre emozioni

Davide Sisto, filosofo presso l’Università di Torino, si occupa da anni di tanatologia. Fra i vari impegni professionali è insegnante al Master in Death Studies & the end of life dell’Università di Padova ed è curatore, insieme a Marina Sozzi, del blog Si può dire morte. Diverse le pubblicazioni a suo nome, tra cui il libro La morte si fa social (Bollati Boringhieri, Torino 2018), tradotto anche in lingua inglese (vedi Oltre Magazine n. 2/2019).

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delle vicende legate alla malattia attraverso i social fa superare quell’imbarazzo proprio della dimensione reale e si viene a creare attorno al protagonista una comunità molto ampia e partecipativa, come non accade offline. Per il malato tutto ciò ha una indubbia funzione terapeutica, perché si sente sostenuto, incoraggiato ed amato.

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su desideri e progetti da realizzare. Un atteggiamento riconducibile alla paura del futuro e, in definitiva, della morte. Si preferisce rifugiarsi nella dimensione online, avvolti in un rassicurante manto protettivo che sfugge dalla temporalità della nostra esistenza, dove le situazioni positive non si interrompono mai e dove non dobbiamo confrontarci con i nostri piccoli e grandi lutti della vita. Che fine faranno poi questi archivi digitali una volta che non ci saremo più a controllarli? Difficile se non addirittura quasi impossibile cancellare tutte le tracce che lasciamo nella rete. Per questo è bene riflettere a tempo debito su come gestire il materiale che immettiamo nel web ed essere in grado, se lo desideriamo, di esercitare anche il nostro diritto ad essere dimenticati. 

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NEWS PRODOTTI

Il valore del Dono di raffaella segantin

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Si chiama “Dono” l’ultimo brevetto di Prima Bottega, il cofano creato per lasciare un fiore.

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I prodotti di Prima Bottega si contraddistinguono non solo per essere unici e di qualità superiore, ma soprattutto perché sanno interpretare le nuove esigenze del mercato, riuscendo ad intuire e ad anticipare il bisogno delle imprese funebri che desiderano distinguersi offrendo alle famiglie un nuovo modo di celebrare il rito di commiato. Tutto ciò è possibile grazie all'intuito OLTRE MAGAZINE

di Gianluca Pacini, la mente creativa dalla quale nascono i concept che hanno reso Prima Bottega l'azienda leader al mondo per innovazione nel campo della funeraria: il suo spirito curioso, la sua inarrestabile volontà di innovare e di rinnovare, uniti ad uno speciale talento creativo ed al carattere fortemente reattivo, trovano infatti la massima espressione nel dare costantemente vita 


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NEWS PRODOTTI

a creazioni nuove ed originali. Per questo è sempre un piacere incontrarlo perché ogni volta ci riserva incredibili sorprese.

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È di queste settimane il lancio di un nuovo concept: il cofano “Dono”. Sentiamo direttamente dalla sua voce di che si tratta. “Questo fervore di innovare - ci racconta Gianluca Pacini - è iniziato perché avevo preso atto che questo mercato era estremamente statico, legato a vecchie concezioni, privo di stimoli e di novità. Volevo, nel mio piccolo, dare un contributo per offrire qualche valida alternativa. Ho così intrapreso un percorso con l’obiettivo di rendere le cerimonie funebri più coinvolgenti ed emozionanti rendendo partecipi i convenuti alle esequie. Con questo intento sono nati i concept di Scrigno del Cuore e di Sigillo d’Amore, che ormai

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tutti conoscono e apprezzano. Ora, seguendo il medesimo filo logico, ho ideato Dono, il cofano corredato da una fascia in plexiglass oro a specchio che corre tutt’attorno al suo perimetro, un elemento provvisto di fori a forma di cuore dove i partecipanti possono inserire un fiore quale ultimo dono a chi ci ha lasciato”. Un prodotto dal nome molto evocativo perché fin dagli albori della società il dono ha assunto una grande valenza simbolica per la sua funzione di rinsaldare i legami con l’altro. È un atto spontaneo di disinteressata generosità, un gesto individuale per comunicare un sentimento o consolidare un rapporto. Portare fiori ai defunti è una tradizione di origini antichissime, presente nella quasi totalità delle culture e delle religioni. Questo cofano racchiude in sé il

duplice valore del dono unito a quello dell’omaggio floreale… “Il dono, quando ha a che fare con il lutto, riveste un significato particolarmente importante: offrire al defunto un fiore, simbolo di bellezza


messaggi e frasi di addio. La caratteristica di Sigillo d’Amore è invece costituita da una lamina dorata da cesello che corre tutto attorno al perimetro, sia del coperchio che della cassa. La lamina è suddivisa in mattoncini che possono essere facilmente incisi con un qualsiasi strumento, così che i partecipanti alle esequie possono scrivere di proprio pugno dediche al defunto rendendo la cerimonia altamente emozionante e partecipativa”.

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e delicatezza, è come sugellare la continuazione di quel legame d’amore precedente alla morte, un modo per colmare il vuoto della perdita e trovare conforto. L’impresario che propone questo cofano dà la possibilità alla famiglia di poter contare su una cerimonia più intima, dove il proprio caro è davvero al centro di un rito in cui tutti partecipano attivamente creando un clima di calorosa condivisione. Dono viene prodotto in quattro diverse nuance: naturale, miele, noce chiaro e noce medio, per garantire un ampio ventaglio di tonalità tra cui scegliere”.

Con il cofano Dono il mercato si arricchisce di un ulteriore gioiello che, accogliendo la domanda di una cerimonia funebre sempre più personalizzata, diventa un importante ed utile strumento per traghettare il comparto funerario verso il futuro. 

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Dono si va ad aggiungere agli altri due prodotti di successo di Prima Bottega che prevedono il coinvolgimento dei presenti al funerale. Scrigno del Cuore è il cofano che presenta tanti piccoli cuori intagliati: durante la cerimonia funebre possono venire rimossi per essere custoditi come ricordo e allo stesso tempo sostituiti con sagome del medesimo formato su cui scrivere OLTRE MAGAZINE

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curiosità

L’ultimo ruggito di Storm di raffaella segantin

va, un luogo davvero unico dove si possono ammirare non solo tigri, ma molti altri grandi felini e animali esotici.

Fiero e possente come il nome che portava (storm in inglese significa tempesta) con i suoi 220 chili per 2 metri di altezza era l’ospite più famoso del Parco Tiger Experience di Campolongo nei pressi di Pado-

Una vita in cattività ma non meno ricca di avventure di quella dei sui simili che vivono nelle foreste asiatiche. Nato negli Stati Uniti nel 2001, Storm è stato portato in Italia da Gianni Mattiolo, di professione  OLTRE MAGAZINE

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Storm, un magnifico esemplare maschio di tigre siberiana, ha esalato il suo ultimo respiro lo scorso 22 settembre.

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Un’amicizia fuori dall’ordinario tra un uomo e un grande felino, un percorso di vita condiviso fino all’uscita di scena dello splendido animale.

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curiosità

illusionista. Quando era ancora possibile esibirsi con gli animali, la tigre bianca costituiva il punto di forza del suo spettacolo, palesandosi dal nulla, muovendosi libera sulla scena davanti ad un pubblico incredulo e sbalordito.

È interessante capire anche come si comportava con gli altri animali… “Storm - continua Gianni - aveva un atteggiamento mite anche con gli altri ospiti del parco. Nella sua vita ci sono state due compagne, Lucy e Sophie (con le classiche striature arancio e nere) dalle quali ha avuto numerosi cuccioli con cui, da buon padre, ha interagito fin dalla loro nascita, fatto che raramente avviene in natura. Dalle coppie sono nate sia tigri bianche che scure. In questo modo ha inconsapevolmente contribuito anche a migliorare la 

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Per Gianni Mattiolo Storm è stato un compagno di lavoro e di vita. Cogliamo nella sua voce l’emozione di un legame profondo, come ci racconta: “Nonostante il suo aspetto imponente, Storm era a tutti gli effetti un ‘cucciolone’, un animale buono e gentile. Con lui si era istaurato un rapporto davvero speciale. Quando lavoravamo insieme era estremamente collaborativo, allettato anche dal fatto di ricevere a fine spettacolo un premio speciale rappresentato da prelibati bocconi di carne rossa. E poi era evidente che si divertiva e nei periodi di inattività si poteva quasi percepire il suo disappunto. Quando gli show con gli animali non sono più stati permessi, è iniziata la sua vita da pensionato. Ma come tanti pensionati, per non annoiarsi si è trovato delle occupazioni alternative come quella di attore, protagonista oltre che di spot pubblicitari anche di una puntata della celebre serie A un passo dal cielo trasmessa sui canali RAI".


curiosità

felino per essere cremato. Ho subito pensato che fosse un animale simile ad un grosso gatto selvatico o al massimo ad una pantera, come ci è già capitato in passato. Immagini la sorpresa quando ho saputo che si trattava nientemeno che di una tigre! Per me e il resto del mio staff è stata una proposta inaspettata e una grande prova da gestire nel migliore dei modi in quanto la si può definire quasi unica”.

sua razza: le tigri siberiane sono infatti portatrici di un gene che causa la displasia dell’anca, ma i cuccioli bianchi nati da questi incroci non presentano questa anomalia”. Una intensa storia d’amore quella di Gianni e del suo splendido felino, durata quasi 18 anni. Per ringrazialo della sua dedizione e dei tanti bei momenti che gli ha regalato, ha voluto per lui un addio speciale, scegliendo una cremazione singola. L’operazione è stata effettuata dall’azienda Vita Nova di Altedo, nella campagna bolognese.

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L'impianto crematorio di Vita Nova by Gem Matthews

È Barbara Mainardi, che continua l’attività iniziata una trentina di anni fa dal padre, ora scomparso, a raccontarci come sono andate le cose. “Il 22 settembre ho ricevuto la richiesta di andare a recuperare un grande

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È diversa la cremazione di un grosso cane rispetto a quella di una tigre? “Sicuramente ci sono molte differenze. A parte le dimensioni e il peso, l’ossatura di una tigre è molto più robusta e soprattutto il cranio, alquanto massiccio, presenta attenzioni e tempistiche diverse. Il tutto si è svolto comunque nei migliori dei modi, gestito nei minimi particolari da ognuno di noi, un bellissimo gioco di squadra, per dar vita all'ultimo ruggito di Storm. Due miei colleghi si sono recati con mezzo autorizzato per il trasporto di animali deceduti presso il Parco Tiger Experience nel primo pomeriggio, caricando l’animale con ogni accortezza e portandolo in sede qui ad Altedo con altrettanta cura. Allertati, i manutentori del nostro impianto di cremazione Gem Matthews IEB 16 ci aspettavano, collegati in remoto da Udine, per assisterci già dalla fase di preriscaldo in modo che tutto potesse andare per il verso giusto. L’intero processo è durato circa 3 ore e l’urna con le ceneri di Storm è potuta così tornare ai suoi affetti più cari”. 


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NEWS PRODOTTI

Rapsodia in blu di raffaella segantin

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“Forse al blu non c’era fine, forse cielo e mare continuavano a specchiarsi l’uno nell’altro in eterno, senza mai congiungersi. Era qualcosa di troppo grande per poter anche solo essere pensato, era l’infinito”. (Licia Troisi, Il Regno)

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In attesa dell’appuntamento con Tanexpo, Rotastyle presenta una varietà di manufatti realizzati nell'elegante colore blu.

Blu è il colore del cielo, del mare, della notte, ma anche della nostalgia e della lontananza, quando tutto viene avvolto in una nebbiolina az-

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zurra. Evoca il sogno, la spiritualità, la freschezza, al blu sono associati effetti di rilassamento interiore e di pace. Che i colori possano veicolare concetti profondi e siano determinanti nel suscitare intense sensazioni lo sa bene Cinzia Rota, designer creativa di Rotastyle, che non a caso ha scelto di realizzare alcune delle sue collezioni giocando proprio 


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 Cofano Sintesi

 Urna Infinity blu- Albero della Vita

su quelle tonalità capaci, in un momento di particolare fragilità emotiva, di toccare e far vibrare le corde più nascoste dell’animo umano.

nella versione blu. Un fondo scuro che mette in risalto i pregiati intarsi in madreperla e oro. Una lavorazione raffinata per rappresentare l’idea della caducità e della transizione. Il fiore di ciliegio è, infatti, di una bellezza struggente ma

“Non dimentichiamo che il blu è anche un segno di eleganza e distinzione - aggiunge Cinzia Rota che di stile se ne intende! - elementi che ben si sposano con le nostre proposte dove la ricerca del bello e la cura per il dettaglio sono alla base del nostro operato, affinché ogni singolo articolo, a cominciare dal più semplice come ad esempio il cofano Sintesi, possa essere un pezzo d’Arte del Prezioso Ricordo, come recita il nostro motto”.

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NEWS prodotti

Ali nella luce blu è l’evoluzione della linea Ali nella luce, applicata all’innovativo cofano della serie Ekeos che si contraddistingue per la soluzione stilistica della scocca dal taglio avveniristico in cui il coperchio richiama la forma di un diamante, uno scrigno prezioso che custodisce colui o colei che abbiamo amato. La decorazione

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 Cofano Ciliegio in Fiore blu

ad intarsio su fondo blu è completamente realizzata a mano ed esprime a pieno l’archetipo del viaggio dalla dimensione terrena a quella spirituale. Troviamo una rosa avvolta in un nastro, simbolo della vita e del legame che ci unisce ad essa, un nastro che però si snoda e che tende verso una piccola farfalla che leggera volteggia verso l’infinito, come quel misterioso percorso che l’anima deve compiere quando abbandona il corpo. Anche la più recente proposta, Ciliegio in fiore, è stata realizzata


Il team di Rotastyle in questi giorni è impegnato, fra le altre cose, anche nella realizzazione del calendario da tavolo 2021, profondendo pure in questo semplice oggetto quel tocco di classe e di poesia propri di tutte le creazioni dell’azienda bergamasca. Ad ogni mese è associato un prodotto che viene presentato inserito in una immagine di forte impatto emotivo e accompagnato da citazioni o versi di particolare intensità. “Un dono molto apprezzato da chi lo riceve - ci conferma la signora Cinzia - un piccolo pensiero per augurare a tutti, di questi tempi più che mai, un anno davvero migliore e poterci presto ritrovare e stringerci finalmente in un abbraccio non solo virtuale”. 

 Cofano Ali nella Luce blu

Vaso Ciliegio in Fiore blu 

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Entrambe le proposte sono state declinate, oltre che nei cofani, anche nelle urne e in tutta una serie di elementi coordinati perché Rotastyle ci tiene a poter offrire ai clienti una gamma completa di articoli. Per questo ogni nuova idea viene sviluppata pensando, già in fase progettuale, a completarla con accessori abbinati, come reggibara, leggii, candelabri, vasi … Sono manufatti che contribuiscono ad impreziosire ambienti importanti, come chiese e sale del commiato ed inoltre hanno caratteristiche di versatilità, essendo

facilmente smontabili, assemblabili e trasportabili così da poter rendere, con poche semplici operazioni, più accogliente ed elegante qualsiasi location.

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effimera; tuttavia una volta caduti al suolo, i fiori diventano nutrimento per il terreno, fonte di nuova vita. È questo il principio da cui ha tratto ispirazione la linea Ciliegio in fiore che intende trasmettere un messaggio positivo, quello che la morte altro non sia che l’evoluzione da uno stadio ad un altro a noi sconosciuto e pertanto misterioso e sicuramente più elevato.

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legale, fiscale

Notizie da dimenticare A C U R A d i A v v. A l i c e M e r l e t t i e E l e n a A l f e r o

Può succedere che un articolo apparso sui giornali rischi di divenire un vero e proprio boomerang per la reputazione di chi è protagonista della notizia riportata su una data testata giornalistica.

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Quando e come il diritto all’oblio può essere applicato ad una notizia pubblicata su una testata giornalistica, sia cartacea che online.

Se poi lo stesso articolo rimane in

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rete e magari viene indicizzato da

vari siti, anche a distanza di tempo, le conseguenze possono essere di non poco conto. É da premettere che la divulgazione a mezzo stampa di notizie che possano arrecare pregiudizio all'onore ed alla reputazione altrui, in base al diritto di cronaca, è del tutto lecita, 


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LEGALE, FISCALE

quando ricorrono tre condizioni: 1. la verità oggettiva della notizia pubblicata, 2. l'interesse pubblico alla conoscenza del fatto (cosiddetta pertinenza) 3. la correttezza formale dell'esposizione (cosiddetta continenza). Ciò non di meno, non è lecito far permanere l’articolo a tempo indeterminato sulla testata o, meglio, sul web. Ecco allora che il diritto di cronaca (legittimamente esercitato) può venir meno o subire dei limiti. Quando accade ciò? Quando la notizia può essere dimenticata, vale a dire quando l’interesse pubblico a che la notizia rimanga visibile si esaurisce a causa del passaggio del tempo.

Nato nelle aule di giustizia, ora il diritto all’oblio trova nella disciplina del Regolamento generale per la protezione dei dati personali n. 2016/679 (General Data Protection Regulation o GDPR) un proprio riscontro. L’art. 17 del GDPR, rubricato “Diritto alla cancellazione”, disciplina i casi in cui l'interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la cancellazione dei dati personali che lo riguardano. Sono ipotesi nelle quali: a) i dati personali non sono più necessari rispetto alle finalità per le quali sono stati raccolti o altrimenti trattati; b) l'interessato revoca il consenso

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Ad oggi l’ordinamento italiano, ma ancor prima quello europeo, ritiene quale giusto interesse tutelabile quello di ogni persona a non restare indeterminatamente esposta ai danni ulteriori che potrebbero essere arrecati all’onore a alla reputazione dalla reiterata pubblicazione della notizia stessa. In poche parole, questo è il diritto all’oblio: il diritto a che una notizia pubblicata sul proprio conto venga “dimenticata”.

su cui si basa il trattamento conformemente; c) l'interessato si oppone al trattamento dei dati; d) i dati personali sono stati trattati illecitamente; e) i dati personali devono essere cancellati per adempiere un obbligo giuridico previsto dal diritto dell'Unione o dello Stato membro cui è soggetto il titolare del trattamento; f) i dati personali sono stati raccolti relativamente all'offerta di servizi della società dell'informazione. Ovviamente il legislatore ha tenuto conto il contemperamento del diritto all’oblio con quello di cronaca, sancendo che il diritto alla cancellazione non si applica nella misura in cui il trattamento sia necessario per l'esercizio del diritto alla libertà di espressione e di informazione; oltre che, tra le altre, nell’ipotesi in cui si debba adempiere ad un obbligo giu-

ridico o per motivi di interesse pubblico nel settore della sanità pubblica o per l'accertamento, l'esercizio o la difesa di un diritto in sede giudiziaria. Peraltro è bene specificare che la tutela del diritto all’oblio con riguardo alle notizie pubblicate su testate web non si limita a garantire l’asportazione del contenuto dalla testata giornalistica, ma va ben oltre. Invero, ove ricorrano i presupposti, l’interessato può domandare allo stesso motore di ricerca (mediante una procedura ad hoc) che la notizia non sia più indicizzabile. In altre parole la notizia non solo può essere cancellata dal sito della testata giornalistica, ma non comparirà più quale risposta per gli utenti web alle ricerche effettuate mediante i motori di ricerca. Insomma, oggi, abbiamo buone probabilità di poter essere serenamente dimenticati in alcuni casi. 


IN MEMORIa

Il sipario si è chiuso per sempre d i A l e s s a n d r a N ata l i n i

Non è stato il covid a portarselo via, ma un subdolo attacco di cuore.

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La scomparsa di Gigi Proietti, una grande perdita per il mondo dello spettacolo e della cultura italiani.

Ha lasciato questo mondo con un ultimo colpo di teatro, andandosene proprio il giorno del suo ottantesimo compleanno, a poche ore dall’inizio dei festeggiamenti, quasi fosse uno scherzo, una beffa ben orchestrata per celebrare quella data un po’ scomoda in cui era nato e sulla quale aveva sempre ironizzato "Che dobbiamo fa'? La data è quella che è, il 2 novembre".

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Non era figlio d’arte il grande Gigi Proietti, ma il talento quando c’è (e lui ne aveva da vendere!) non esita a manifestarsi. Una carriera lunghissima, iniziata ai tempi dell’università quando con un gruppo di amici si esibiva ogni sera nei locali della capitale. Sempre negli anni Sessanta risale anche il suo debutto in teatro, quello impegnato, d’avanguardia, dove riscuote i primi successi interpretando testi di Brecht, Gombrowicz e Moravia. 


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La svolta vera e propria, quella che l’ha fatto conoscere al grande pubblico, arriva con una “botta di fortuna” come ebbe ad ammettere lo stesso Proietti, quando fu chiamato da Garinei e Giovannini, a sostituire Domenico Modugno, a causa di contrasti con Renato Rascel, nel musical Alleluja brava gente con Mariangela Melato e il citato Rascel. “Lì mi resi conto che si poteva coniugare il teatro ludico, divertente, con la qualità artistica: il cosiddetto teatro popolare”. Da quel momento è un incessante susseguirsi di successi, molti dei quali scritti, oltre che interpretati, da lui stesso. L’elenco è veramente corposo e spazia dal teatro al cinema fino alla televisione, dove è stato protagonista di numerose serie TV, tra cui l’indimenticabile Maresciallo Rocca che battuto ogni record d’ascolto.

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Attore geniale abile nel passare con naturalezza dai registri più alti a quelli più popolari, showman istrionico capace da solo sul palco di catalizzare il pubblico per ore, cantante, autore, regista e doppiatore (da Richard Burton, Richard Harris, Marlon Brando, Robert de Niro, Dustin Hoffman fino a Gatto Silvestro!): tutto questo è stato Gigi Pro-

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ietti, un autentico mattatore, che si muoveva agilmente nel varietà con le macchiette di Petrolini oppure facendo il verso agli chansonnier francesi con la divertentissima Nun me rompe er ca', tanto quanto nel teatro drammatico interpretando con altrettanta spontaneità e maestria le opere di Shakespeare. Un artista a tutto tondo che ha intrattenuto, fatto divertire e commosso più generazioni. Ha inoltre ricoperto il ruolo di direttore artistico del teatro Brancaccio di Roma e del Globe Theatre, il teatro elisabettiano da lui creato e guidato per 17 anni che ora porterà il suo nome. Famosa la sua accademia di recitazione in cui si sono formati personaggi del calibro di Flavio Insinna, Enrico Brignano, Giorgio Tirabassi, Francesca Reggiani e tanti altri. A detta di tutti coloro che l’hanno conosciuto o con cui ha lavorato, la sua bravura era accompagnata da un carattere amabile, sempre gentile e pacato, come ha ricordato anche don Walter Insero nell’omelia durante la cerimonia delle esequie: “Non è mai stato divo, anzi era un antidivo… Era una persona dolce, con un forte senso del

pudore. Nelle relazioni metteva amore e tenerezza” e ancora: "Gigi aveva un rapporto speciale con il suo pubblico, era un uomo mite, paziente e per nulla litigioso né vendicativo, colto e raffinato con una bella intelligenza che ha messo a servizio e a frutto. Dopo l'esperienza del teatro d'avanguardia e sperimentale Gigi ha preferito la semplicità". Giornata di lutto cittadino a Roma il 5 novembre, quando si è svolta una doppia cerimonia funebre: dapprima un saluto pubblico al Globe Theatre, dove Proietti ha ricevuto il suo ultimo lunghissimo applauso, seguito poi dalla funzione religiosa, svoltasi in forma privata, nella chiesa degli Artisti. Un commosso corteo spontaneo ha accompagnato il feretro per la città con cui l’artista aveva un legame speciale, orgoglioso di farne parte e grande tifoso della Roma. "Me viè da piagne... ma che sarà... ciao Gigi, esempio di romanità" è lo striscione che la società ASR, in perfetto stile calcistico, gli ha dedicato per dimostrare l’affetto di un’intera comunità. 


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Il misterioso mondo dei nuraghi i l V I A G G I AT O R E

Un recente soggiorno in Gallura, nella bella Sardegna, ci ha dato l'occasione di visitare un sito altamente suggestivo ed emotivamente coinvolgente come quello del complesso archeologico delle Tombe dei Giganti di Arzachena.

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Inizia con questo articolo un dettagliato resoconto sui nuraghi, costruzioni preistoriche tipiche della Sardegna.

Visita che ci ha entusiasmato anche perché accompagnata da un magnifico e poderoso vento, elemento vitale, anzi essenziale, che consente a noi triestini di ritrovarci come pesci nell'acqua.

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Si tratta di un insieme di strutture megalitiche espressione di quel fenomeno, il “megalitismo”, caratterizzato dalla costruzione di monumenti tratti da enormi blocchi di pietra che si protrarrà oltre il neolitico (siamo nella preistoria) dove esso inizia, fino in certi casi all'età del bronzo e anche successivamente. La Sardegna è la regione italiana con il più alto numero di monumenti megalitici. 

Foto di Krivinis - Dreamstime

C U LT U R A


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Il complesso nuragico di Su Nuraxi di Barumini, patrimonio UNESCO 

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c u lt u r a

Le varie espressioni del megalitismo I più caratteristici sono i dolmen (costruzioni preistoriche a camera singola costituita da due o più piedritti verticali che sorreggono l'architrave formato da uno o più lastroni orizzontali), i menhir (megaliti monolitici infissi nel suolo che potevano raggiungere anche più di 20 metri d'altezza come a Locmariaquer in Bretagna) ed i cromlech (tipo di monumento preistorico megalitico costituito da pietre conficcate nel terreno, come i menhir, e disposte a circolo di cui Stonehenge nel Regno Unito è una delle massime espressioni).

La civiltà nuragica

Il padre dell'archeologia sarda, il luminare Giovanni Lilliu, accademico dei Lincei scomparso a quasi 98 anni nel 2012 ed autorità assoluta sul tema, ha elaborato la seguente classificazione di tale civiltà: • Nuragico I. Si sviluppa tra la fine del Bronzo Antico e l'inizio del Bronzo Medio (XVIII - XV secolo a.C.). Appaiono in questo periodo i primi protonuraghi (denominati anche pseudonuraghi o nuraghi a corridoio). Si tratta di edifici piuttosto differenti dai nuraghi classici, d'aspetto più raccolto ed a pianta irregolare che non presen-

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La cultura nuragica fa la sua apparizione in Sardegna durante la prima età del bronzo verso il XVIII sec. a.C. Il suo nome deriva dal monumento più caratteristico di tale civiltà: il nuraghe. Analogamente nella Corsica meridionale, sempre in età del bronzo, si sviluppa la civiltà torreana, strettamente collegata alla civiltà nuragica della vicina Sardegna. Il suo elemento simbolo, che le dà il nome, è la torre, costruzione megalitica tronco conica simile ad un nuraghe.

tano all'interno la grande camera circolare tipica del nuraghe ma eventualmente una cameretta ricoperta da una falsa volta. Nell'architettura funeraria si evidenzia la costruzione delle tombe dei giganti con stele centinata (supportata da una struttura curvilinea), degli ipogei (tombe sotterranee) e di tombe di tipo misto. • Nuragico II. è la fase che si situa nella Media Età del Bronzo (XVII XIV secolo a.C.) quando compare il nuraghe a tholos (costruzione circolare con pseudo-cupola ogivale) caratterizzato dal modulo ripetitivo della torre tronco conica. È evidente una svolta della tecnica costruttiva nella civiltà nura-

 Dolmen

gica. Tale innovazione potrebbe essere dovuta ad influssi esterni minoico-micenei che hanno portato il tholos in Grecia ed in Sicilia seppur con funzioni sepolcrali che difficilmente si possono attribuire al nuraghe. Risale a questo periodo la costruzione della maggior parte, o meglio della quasi totalità, dei nuraghi. Le Tombe dei Giganti di Arzachena presentano una facciata con i caratteristici filari di pietre infisse a coltello nel suolo e si scolpiscono betili (pietra cui si attribuisce una funzione sacra in quanto dimora di una divinità) aniconici (privi di immagini). • Nuragico III. Si riferisce al periodo 


Foto di Mat Piro

 Un tipico nuraghe a tholos del Bronzo Recente e Finale (XII - IX secolo a.C.). Al singolo nuraghe si addossano altre torri e corpi di fabbrica raccordati da cortine murarie per formare un vero bastione turrito fino a realizzare delle strutture di notevole articolazione ed imponenza. Nelle Tombe dei Giganti si notano fregi a dentelli.

• Nuragico V. È il periodo che va dal V sec. all'invasione romana e vede la nascita della resistenza sarda alla penetrazione cartaginese e poi le battaglie e le attività di guerriglia contro i romani.

I nuraghi

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• Nuragico IV. Siamo ormai nell'Età del Ferro (IX – V secolo a. C.). I nuraghi complessi, già diventati villaggi nuragici, aumentano di dimensioni. Nell'architettura funeraria si notano tombe individuali a fossa ed a pozzetto.

Vista la varietà delle costruzioni che tradizionalmente sono raggruppate sotto la dicitura di “nuraghe” è difficile fornire una descrizione univoca. La divisione più semplice è quella tra il protonuraghe o “nu-

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raghe a corridoio”, con una disposizione degli spazi prevalentemente orizzontale, ed il ”nuraghe a tholos”. La maggior parte dei nuraghi è di quest'ultimo tipo, costituito da singole costruzioni megalitiche a tronco di cono con uno o più ambienti interni, anche sovrapposti, e coperti a tholos. Le mura che lo compongono sono poderose e possono arrivare ad uno spessore di 4/5 metri con un diametro esterno fino a 30/50 metri alla base diminuendo poi con l'aumentare dell'altezza e con un'inclinazione più accentuata nelle torri più antiche. La particolare forma è dovuta alla tecnica di costruzione che prevede solide fondazioni con blocchi di pietra squadrati e sovrapposti a secco in maniera circolare senza utilizzo di leganti e tenuti assieme dal loro stesso peso. Man mano che si procede in altezza i filari si restringono progressivamente e diminuisce anche la dimensione dei massi sempre più piccoli e meglio lavorati. Le dimensioni dei nuraghi variano in base al loro tipo: quelli a corridoio hanno una superficie molto variabile mentre la maggior parte

 Menhir


gli astri, ed abitati da sacerdoti astronomi. E se la verità risiedesse nella polivalenza proposta da Franco Laner che ritiene che è improbabile, forse impossibile, che settemila costruzioni avessero tutte la stessa funzione? Il mistero rimane e non fa che aggiungere altro fascino a queste espressioni di una civiltà unica.

L’origine del nome

I protonuraghi censiti sono circa 300 e la superficie varia tra i 1.700 m² del nuraghe Biriola di Dualchi ai 51 m² del Carrarzu Iddia di Bortigali. La fascia più rappresentata è quella tra i 101 ed i 200 m². Nei nuraghi a torre si va dai 635 m² del nuraghe Tolinu di Noragugume ai 32 m² di Sa Rocca Pischinale a Bosa. Anche qui la fascia la più ricorrente è quella che va dai 101 ai 200 m². Il diametro varia tra i 10 ed i 15 metri e l'altezza dai 10 ai 22. La torre nuragica più alta, quelle del nuraghe Arrubiu, superava in origine i 27 metri. L'inclinazione varia tra i 10° ed i 16° essendo meno accentuata, come visto precedentemente, nei nuraghi più recenti. Attualmente sono stati repertoriati dai 7.000 agli 8.000 nuraghi (uno ogni 3 km²!) tra i più di 10.000 che sarebbero stati edificati. La loro posizione è prevalentemente su colline od in zone elevate anche se non mancano quelli che si trovano in pianura. Le costruzioni nuragiche hanno subìto i danni maggiori negli ultimi 150 anni soprattutto dopo

l'emanazione dell'editto delle chiudende quando divennero materiale da costruzione per i muretti a secco che ancor oggi caratterizzano il paesaggio sardo e, con l'ampliamento della rete stradale, furono usati come approvvigionamento di pietre nella realizzazione delle massicciate stradali.

La funzione dei nuraghi La funzione di queste strutture è oggetto, dall'inizio del XX secolo, di numerose ipotesi su cui si continua a discutere: • l'ipotesi militare (fortezza, vedetta etc.) fortemente sostenuta dal Lilliu sulla base della struttura architettonica dell'opera. • L'alternativa classica a questa è l'ipotesi di una funzione votiva e religiosa basata sul ritrovamento di sepolture rinvenute in alcuni nuraghi (soprattutto protonuraghi). • Più recentemente Mario Peppino Zedda ha proposto un'ipotesi astronomica, molto suggestiva, che descrive i nuraghi come veri e propri osservatori fissi della volta celeste, posti sul territorio secondo precisi allineamenti con

Ricordiamo che i nuraghi sono stati riconosciuti come Patrimonio dell'Umanità durante la ventunesima sessione del Comitato UNESCO tenutasi a Napoli nel 1997. Il nuraghe Su Nuraxi (nuraxi corrisponde a "nuraghe" in sardo campidanese, il dialetto del Campidano una delle regioni storiche della Sardegna) di Barumini è stato scelto come rappresentante del vasto patrimonio. Quanto all'architettura funeraria nella civiltà nuragica essa è rappresentata soprattutto dalle tombe megalitiche già evocate, meglio conosciute come Tombe dei Giganti, che tratteremo in un successivo articolo sul prossimo numero della rivista Oltre Magazine.  OLTRE MAGAZINE

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degli altri rientra in una fascia dimensionale più stretta.

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Il famoso Cromlech di Stonehenge 

L'origine del nome risiederebbe, secondo il Lilliu, nella radice nur di origine pre-latina che dovrebbe significare “mucchio di pietre, mucchio cavo”. Secondo l'archeologo Giovanni Ugas la parola potrebbe invece derivare da Norax o Norace eroe degli Iberi-Balari. Infine il linguista Massimo Pittau ritiene che il termine nuraghes, nelle sue varie forme, è sicuramente da riportare al sostrato (cioè a una lingua non più parlata su un territorio che però prima di sparire ha influenzato quella da cui è stata soppiantata) linguistico pre-punico, pre-romano e quindi “protosardo” o nuragico.

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Vittime illustri di Nicole Valeria Bisi

Il coronavirus nella sua veloce propagazione non ha risparmiato personaggi noti, alcuni dei quali non sono riusciti a combatterlo.

Allo stesso modo si comportano i virus che per stabilirsi nei nostri corpi non stanno a guardare per il sottile, non fanno questioni di classe, di razza o di censo, così come se ne infischiano altamente dei confini territoriali. Per questo tra le migliaia di vittime colpite dal Covid-19 incontriamo anche nomi di persone conosciute, famose a livello mondiale per particolari talenti o meriti artistici.

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Si sa che la morte è democratica perché prima o poi colpisce tutti, indistintamente dalla posizione sociale o dal conto in banca.

L’ultimo ad averci lasciato, almeno nel momento in cui stiamo scrivendo questo articolo, è Stefano

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D’Orazio, storico batterista del mitico gruppo dei Pooh ma anche voce e autore di testi e, dopo essere uscito dal gruppo, produttore musicale e di musical. Si susseguono in queste ore il ricordo commosso degli altri componenti della band, un viaggio nella musica e nella vita durato quasi 50 anni. Lo piange anche la città di Bergamo a cui mesi fa ha dedicato il toccante brano Rinascerò, rinascerai, il primo rivolto alle vittime della pandemia, scritto assieme a Roby Facchinetti, con l’obiettivo di raccogliere fondi per l’ospedale cittadino Papa Giovanni XXIII. È del mese di ottobre la storia più struggente in cui una sequenza di 


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azioni innovative ma anche per il suo approccio filosofico alla materia e per questo il suo pensiero è già oggetto di studio.

 Stefano D'Orazio causalità diventa un fatto straordinario, ammantandosi di quel mistero insondabile che è l’amore. Stiamo parlando della scomparsa di Enzo Mari e di Lea Vergine, una coppia che per essere tale negli anni ’60 sfidò ogni convenzione (in quanto già precedentemente sposati) tanto che furono denunciati per concubinaggio. Designer tra i più visionari del Novecento lui, critica d’arte di grande

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 Enzo Mari

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spessore lei, hanno avuto un rapporto intenso e profondo durato oltre 50 anni. E anche il viaggio nell’aldilà l’hanno voluto compiere insieme: ricoverati entrambi per Covid al San Raffaele di Milano se ne sono andati alla metà di ottobre a poche ore di distanza l’una dall’altro. Enzo Mari è stato ambasciatore del design italiano nel mondo, un punto di riferimento fondamentale non solo per le sue cre-

L’architetto Vittorio Gregotti, deceduto lo scorso 15 marzo, è stata invece una delle prime vittime illustri della pandemia. Laureatosi nel 1952 al Politecnico di Milano, Gregotti è considerato uno dei maggiori protagonisti della generazione che ha ricostruito il Paese nel dopoguerra. Attivo non solo nel suo campo specifico, è stato uno dei maggiori protagonisti del movimento culturale della seconda metà del secolo scorso partecipando alacremente al dibattito che ha coinvolto ogni ambito intellettuale. Architetto estremamente generoso, ha firmato ben 1600 progetti, tra cui la chiesa di San Massimiliano Kolbe a Bergamo, la Galleria d’Arte Moderna a Carrara, la Torre in via Pirelli a Milano, e il controverso Zen di Palermo, “Un buon progetto che non è stato realizzato come avrebbe dovuto… la mia battaglia persa contro la società locale così com’era”, come ebbe a dire in uno sfogo lo stesso Gregotti constatando come l’idea 

Lea Vergine 


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originale fosse stata stravolta, privando il complesso delle infrastrutture e dei servizi previsti. Gregotti ha rappresentato un punto di rottura con il pensiero architettonico dominante che si rifaceva movimento moderno, mettendo al centro dei suoi progetti la cultura e le tradizioni locali in modo che gli edifici siano in sintonia con la storia del luogo e non replicabili in altri siti. Nella sua lunga e prolifica carriera ha ricoperto anche il ruolo di docente, ha collaborato con diverse riviste e pubblicato decine di saggi. Nel 2012 aveva ricevuto la Medaglia d’Oro alla carriera alla Triennale di Milano. Lo scorso marzo se n’è andata anche Lucia Bosè, icona del cinema italiano. Una lunga storia professionale e una travagliata vita privata hanno segnato la sua personalità forte e anticonformista fino alla fine, tanto da scegliere in età avanzata di tingersi i capelli di blu, espressione di uno spirito libero e di uno stile

 Lucia Bosè

Nel momento più acuto della prima fase della pandemia ci ha lasciato Luis Sepúlveda, poeta, scrittore, sceneggiatore regista e attivista politico cileno, naturalizzato francese. Tra i suoi lavori più famosi il libro Il vecchio che leggeva romanzi d’amore e Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, una tenera favola che è un inno

Luis Sepúlveda  all’inclusione, alla solidarietà e alla compartecipazione, divenuta anche un film di animazione di grande successo.

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Vittima del covid-19 anche Sergio Rossi, stilista e imprenditore romagnolo, fondatore dell’omonima azienda specializzata nella produzione di calzature femminili di alta qualità. Figlio di un calzolaio che produceva scarpe artigianali su misura, incominciò egli stesso, assieme al fratello, a cimentarsi nella realizzazione di sandali arrivando nel 1951 ad aprire lo stabilimento di San Mauro Pascoli. Dagli anni ’60 le scarpe firmate Sergio Rossi, sono, a detta di Vogue, “sinonimo di qualità italiana e design classico femminile” per il loro inconfondibile stile glamour. Per restare nell’ambito delle calzature vogliamo ricordare anche Luciano Mercalli, titolare della Cerim di Vigevano, azienda leader di macchinari per le scarpe, morto per covid nei 

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originale. Vincitrice del concorso di Miss Italia nel 1947, sbaragliando concorrenti del calibro di Gina Lollobrigida e Silvana Mangano, incominciò prestissimo a calcare le scene cinematografiche. A 25 anni e dopo 17 film si ritirò a vita privata, sposando il celebre torero spagnolo Luis Miguel Dominguin e dedicandosi alla cura dei tre figli, tra cui il noto Miguel Bosè. Dopo la fine del matrimonio avvenuta del 1967 per le continue infedeltà del marito, riprese la carriera cinematografica. Lavorò con grandi registi, come Antonioni, Fellini e Buñuel.

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tragici giorni di marzo. Il mondo della moda ha pianto anche lo stilista giapponese Kenzō Takada, noto più semplicemente come Kenzo. Dopo gli studi nella sua terra d’origine approdò a Parigi nel 1970 dove ebbe inizio la sua fortunata carriera. Le sue collezioni sono dominate dai colori e dalle fantasie floreali, diventando negli anni ’70 uno dei più significativi rappresentanti del cosiddetto Flower Power. La cultura giapponese, il legame con la natura e lo streetwear newyorkese sono gli ingredienti alla base del suo stile estroso ed originale. Artista eclettico si dedicò anche alla realizzazione di costumi per il teatro, il circo e il cinema e, più tardi, all’arredo di interni lanciando una linea di mobili e complementi d’arredo a sua firma. Famoso e molto amato il suo profumo Flower by Kenzo, sul mercato dal 2000. Kenzo si è spento nella capitale francese lo scorso 4 ottobre, proprio durante la settimana della moda parigina. Oltre a Stefano D’Orazio la musica conta altre vittime illustri. Forse poco conosciuti ai più, ma molto popolari per chi ama il genere, nel tragico elenco figurano Ellis Marsalis, uno dei più grandi pianisti di jazz con-

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 Kenzō Takada temporanei, Adam Schlesinger, musicista e voce solista del gruppo americano Fountains of Wayne e colui che era chiamato “il leone d’Africa”, ossia Manu Dibango, leggenda dell’afro-jazz. La cultura italiana ha dovuto dire addio a Luca Targetti, responsabile del cast del Teatro della Scala e successivamente agente di numerosi artisti, e a Raffaele Masto giornalista e scrittore, mentre lo sport ha perso Donato Sabia, due volte finalista olimpionico degli 800 metri piani. Vogliamo infine ricordare Ivo Cilesi, psicopedagogista e musico-terapeuta che aveva dedicato tutto se stesso

alla lotta contro l’Alzheimer. A lui si deve la Doll-Therapy (terapia della bambola) mirata ad innescare nelle persone affette da questa malattia degenerativa quel senso di protezione che la patologia ha inibito. Si è presto riscontrato che il prendersi cura della bambola, che può essere facilmente identificata nel figlio o comunque in un essere umano piccolo e bisognoso di accudimento, migliora la stimolazione sensoriale, come pure il senso di cura verso se stessi donando una maggiore serenità. 


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Padre Pio • spallata, noce con croce in foglia oro


TÀ VI NO

Giotto, “Ultima cena” • spallata, noce con croce in foglia oro

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Immacolata con Angeli • spallata, noce


Cristo Ascensione • spallata, noce

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Madonna del giglio • spallata, noce con croce in foglia oro


Gigli • spallata, miele

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NO VI TÀ 30

Pace • spallata, noce


TÀ VI NO

Flora naïf • spallata, noce

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Rose • spallata, noce


Gardenia • spallata, noce

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CON L’ACQUISTO ANCHE DI UN SOLO PRODOTTO

farete subito parte di onoranzeeccellenti.it l’elenco delle Onoranze Eccellenti Italiane che, tramite Prima Bottega, sostengono la ricerca scientifica.

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ONORANZEECCELLENTI.IT Il portale dedicato alle Famiglie per la scelta delle più vicine Onoranze selezionate

SOSTENIAMO INSIEME LA RICERCA SCIENTIFICA E LA SALUTE Su www.onoranzeeccellenti.it le Famiglie trovano l’impresa funebre più vicina che si distingue per il sostegno dedicato alla ricerca per la salute delle future generazioni. Per accogliere i desideri delle Famiglie che prediligono le opere di bene, le Onoranze Eccellenti hanno pensato ad un nuovo modo di contribuire al progresso scientifico. Tramite i prodotti made in Italy di Prima Bottega

le Onoranze Eccellenti sostengono gli istituti in prima linea nella ricerca medica con l’iniziativa:

con la quale una parte dei proventi della vendita dei prodotti viene devoluta da Prima Bottega, su indicazione delle Onoranze, a favore di un Ente di ricerca.

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CONDIVIDIAMO LE VOSTRE DEVOZIONI Realizziamo su richiesta soggetti religiosi e laici garantendo l’ESCLUSIVA: la tua impresa potrà così offrire PRODOTTI UNICI, riservati solo a Voi.

Madonna di Valverde O.F. Petralia

Maria SS del Rosario, O.F. Gioffrè Vincenzo

San Biagio, O.F. Meneghini e Fazio

San Gabriele, Abruzzo

SS Salvatore, O.F. Ferranti-Caruso


www.primabottega.it

San Leone da Silvi • O.F. Pianacce, Silvi

B.V. del Buon Consiglio • O.F. Zavagli Daniele, Borgo Tossignano

San Giovanni Battista • O.F. Accarino, Castel San Lorenzo

ABRUZZO

EMILIA ROMAGNA

CAMPANIA

Maria di Canneto • O.F. Graziano Paolo, Roccavivara

Maria SS di Porto Salvo • O.F. Gioffrè Vincenzo, Bagnara Calabra

Madonna delle Grazie • O.F. Pax G. Leone, San Giovanni Rotondo

MOLISE

CALABRIA

PUGLIA

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ALCUNE PERSONALIZZAZIONI REALIZZATE

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www.primabottega.it

Santa Maria delle Grazie • O.F. Fiore Vincenzo, Casalvecchio di Puglia

PUGLIA

Volto Santo di Manoppello • O.F. D’Emilio, Manoppello Scalo ABRUZZO

San Giovanni Evangelista • O.F. Petralia, San Giovanni La Punta

SICILIA

Madonna del Carmelo • O.F. Il Tulipano - Casa Fun. La Ninfea, Mottola

Santa Domenica • O.F. Montagna, Scorrano

PUGLIA

Maria SS di Gerusalemme • O.F. Parente & Nobile, Bellona

PUGLIA

CAMPANIA


ORDINACI IL TUO

San Gemiliano, O.F. Orrù Alessio

SANTO PATRONO CHIAMACI:

0862 761579

Cristo, Gioia di Scicli, O.F. Padre Pio

S. Maria di Canneto O.F. Graziano Paolo

San Bartolomeo, O.F. Alfa & Omega

Santa Rita da Cascia, Umbria

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Arredamento Onoranze Prima Bottega rende più bella la tua Impresa con i Fondali Espandibili.

I Fondali Espandibili Affresco sono sistemi flessibili, versatili e modulari che si adattano alla tua personalità, alle dimensioni degli spazi e alle necessità funzionali. Speciali fogli di intonaco che possono essere arrotolati e srotolati innumerevoli volte e che, grazie a questa peculiarità, danno vita a soluzioni di arredo uniche e totalmente personalizzate; realizziamo infatti volentieri anche le tue idee.

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Espandibile “Immacolata” 130


Espandibile Trittico “Ascensione” 130 e “Angeli” 130

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Espandibile “Gardenia� 205, oro bocciardato


Espandibile “Gigli” 205, oro bocciardato

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Espandibile “Madonna del Giglio” 205


Espandibile “Padre Pio” 205

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Espandibile “Paradiso terrestre� 280


Vuoi valorizzare la tua impresa di Onoranze Funebri?

COMINCIA DALL’ARREDO Prima Bottega offre nuove, originali idee per dare un servizio completo alle Imprese che vogliono rendere unico il loro ambiente, destinato anche ad accogliere le Famiglie. I FONDALI ESPANDIBILI AFFRESCO hanno proprietà tipiche degli affreschi tradizionali, regalando un percorso tattile ed emozionale che rimanda ad uno stile classico e senza tempo. Hanno un elevato grado di maneggevolezza e leggerezza e, una volta aperti, si distendono perfettamente come una vera superficie muraria. La raffinata foglia oro viene rigorosamente applicata a mano, come da tradizione del più antico artigianato italiano.

ARREDAMENTO ONORANZE è il settore che realizza interni per sedi di onoranze, sale commiato, case funerarie, chiese ed edifici di culto, sia in Italia che all’estero. In alto: Espandibile “Cristo Redentore” 205 47


DIREZIONE COMMERCIALE SALES MANAGEMENT Prima Bottega Ebanisteria Italiana privilegia il rapporto diretto con il Cliente: amiamo ascoltare le sue esigenze, condividere obiettivi e strategie e realizzare soluzioni. Francesca Colantoni 327 16 54 742 - 340 35 64 393 Simona Rondelli 393 84 04 854 Francesca Faedi 338 34 92 369 Uffici 0862 76 15 79 / 0862 75 50 75

Consulente regione SICILIA: Ferdinando D’Angelo 328 57 49 891 Consulenti regione SARDEGNA: Marco e Mattia Mirigliani 328 36 08 574 - 328 36 08 571 Consulente regione UMBRIA: Marco Cherubini 328 91 88 195

www.primabottega.it


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Oltre Magazine n.7 - novembre-dicembre 2020 by Oltre Magazine - Issuu