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P E R I O D I C O D E L L ’ I M P R E N D I T O R I A F U N E R A R I A E C I M I T E R I A L E
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NOVEMBRE - DICEMBRE 2018
In ca s o di m a n ca t o re ca p it o re s t i tu ire a l C .M .P. B o lo g n a Za n a rdi p er l a rest i t u z i o n e al mi t t en t e c he si i mp egn a a v ersare l a rel at i v a t a ri f f a.
NOVEMBRE-DICEMBRE 2018
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FIERE
parliamo di...
La seconda volta di Miami Funer
Il funerale laico
statistiche
Dimmi dove abiti e ti dirò come te ne andrai
LO STILE CHE NON C’ERA
Tanti Auguri di Buon Natale
Nuovo modello su meccanica Mercedes E class.
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UN NUOVO ANNO DA PROTAGONISTI
Anticipare sempre lo stile e le tendenze, usare la tecnologia più aggiornata, avere sempre le migliori competenze nelle fasi di lavorazione, la cura di ogni dettaglio, perchè noi di Biemme Special Cars, mettiamo i clienti al centro della nostra innovazione e li rendiamo con noi, protagonisti. LO STILE CHE NON C’ERA
SOMMARIO
IN EVIDENZA Molti gli argomenti trattati in questo numero di fine anno di Oltre Magazine. Interessanti i temi di attualità dettati dalle mutate sensibilità della società odierna: si parla di funerale laico, di come cambia la cerimonia religiosa in relazione ai nuovi spazi per il commiato, di problematiche legate alla dispersione delle ceneri e di un innovativo servizio online per la cremazione degli animali da compagnia. Ampio spazio è stato inoltre riservato ai reportage sulle manifestazioni di settore che si sono svolte all’estero in questo periodo (Russia, Stati Uniti e Spagna) con un focus sulla prossima edizione di Miami Funer in calendario dal 13 al 15 marzo 2019. Ed infine la morte di milioni di alberi: può essere paragonata ad una strage di massa la devastazione dei boschi del Nord Italia delle settimane scorse ad opera dei forti venti.
FIERE La seconda volta di Miami Funer
FIERE Bilancio positivo per il Salone di Mosca
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PARLIAMO DI... Il funerale laico
attualità Dispersione delle ceneri sempre più complicata
EVENTI Il funerale religioso nei nuovi spazi del commiato
news aziende Anche per loro un degno addio
news aziende Una ordinaria storia d'eccellenza
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parliamo di... Vicini, presenti, tenaci
fiere Gli eventi internazionali d'autunno
La Redazione coglie l'occasione per augurare a tutti i lettori un sereno Natale e un felice Nuovo Anno!
statistiche Dimmi dove abiti e ti dirò come te ne andrai
attualità Una strage del nostro tempo
cultura
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L'aldilà secondo il Corano
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Direttore Responsabile: Alberto Leanza redazione@oltremagazine.com Segreteria di Redazione: Raffaella Segantin r.segantin@oltremagazine.com Pubblicità: pubblicita@oltremagazine.com Spedizione in abbonamento postale. Diffusione in 8.000 copie, inviato a tutti gli operatori italiani del settore.
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Oltre Magazine Periodico di informazione dell’imprenditoria funeraria e cimiteriale Bimestrale Anno XVIII - n°7 Novembre - Dicembre 2018 OLTRE MAGAZINE
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Direzione, Redazione, Amministrazione: Conference Service srl Via de’ Buttieri 5/a - 40125 Bologna tel. 051 4298311 - fax 051 4298312 redazione@oltremagazine.com
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La seconda volta di Miami Funer d i A L E S S A N D R A N ATA L I N I
La seconda edizione di Miami Funer Convention & Expo per l’industria funeraria Latino Americana, riunirà nuovamente i più importanti professionisti internazionali del settore dal 13 al 15 marzo 2019, presso il Miami Airport Convention Center (MACC).
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Entra nel vivo l’organizzazione della seconda edizione di Miami Funer, la porta d'accesso ideale per nuovi mercati e nuove opportunità di crescita.
Nel corso della tre-giorni, organizzata congiuntamente da Tanexpo e Memorial International, il network
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funerario con sedi in 14 Paesi, imprenditori e professionisti avranno l’opportunità unica di interagire e condividere idee con i colleghi di tutto il mondo. Nell’area trade show, la sezione espositiva di Miami Funer, sarà in mostra il meglio della produzione e delle soluzioni messe in campo da aziende produttrici provenienti
da varie latitudini. L’evento, rivolto principalmente ai mercati del Centro e Sud America, vedrà la partecipazione di visitatori provenienti dai diversi continenti, confermandosi piattaforma commerciale a livello globale. La pianta della West Hall va già delineandosi, a conferma dell’interesse che questi mercati rivestono per
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le aziende produttrici. Con la vantaggiosa promozione “prenota prima” puoi avere a portata di mano, sotto un unico tetto, i maggiori decisori di spesa di imprese e cimiteri. Un investimento decisamente utile e proficuo per il futuro del proprio business aziendale che potrà aprire ad inedite opportunità di sviluppo grazie al confronto con un mercato nuovo e per certi versi ancora ampliamente inesplorato.
Ancora una volta l’evento sarà caratterizzato da incontri di professionalizzazione e aggiornamento sui temi più attuali e rilevanti per tutti gli attori che operano nel nostro settore. Sul sito internet della manifestazione www.miamifuner.com è già possibile prenotare la partecipazione ai workshop e seminari in programma, una ricca agenda di incontri in cui relatori di provata esperienza esporranno le nuove tendenze e le sfide future della funeraria. Successione generazionale, marketing digitale, coaching per l’attività funebre, nuovi riti funebri e necessità di adattamento, tanatoprassi, cimiteri ecologici, economia e politiche funerarie in America Latina, cremazione, pubblicità e tecnologia applicate all’attività funeraria, saranno alcuni degli argomenti discussi durante l'evento.
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La prima edizione della manifestazione ha richiamato 1.100 operatori professionali da 40 Paesi. Tra le top countries in visita: Venezuela, Finlandia, Argentina, Italia, Spagna, Colombia, Germania, Portogallo, Brasile, Stati Uniti, Guatemala, Cile, Messico, Canada, Bolivia, Ecuador, Olanda, El Salvador, Uruguay…
Uno dei titoli più gettonati è il “Marketing digitale per l’industria funeraria” a cura di Juan Pablo Del Alcazar Ponce, consulente di strategia di marketing e
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PROGRAMMA CONVEGNI
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Seminario professionale di tanatoprassi La scienza al servizio della morte
Coaching per l'impresa funeraria
Rituali funerari La necessità di adattarsi a culture, religioni e preferenze della società moderna
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Passaggio generazionale Babyboomers, generazione x e Millennials
Quale futuro per il settore funerario? Prospettive macroeconomiche e politiche in America Latina
Morire lontano da casa Sfide, problematiche ed effetti del rimpatrio
Esperienze di concorrenza leale nel settore funerario Franchising, fusioni, benchmarking e altri strumenti
Siamo pronti per essere "green"? Cimiteri ecologici e idrolisi alcalina
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Profilo professionale e competenze organizzative nell'attività funeraria
Seminario sulla pubblicità nella funeraria
Tutto quello che c'è da sapere sulla cremazione in America Latina
Tecnologia al servizio dell'attività funeraria Marketing digitale, piattaforme tecnologiche, sicurezza, database, software ecc.
Marketing digitale per l'industria funeraria
Un mondo intero al servizio del vostro business
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questi i momenti in grado di qualificare i servizi e i prodotti offerti. Il convegno è mirato a focalizzare strategie reali che possono moltiplicare i risultati dell’attività dell’impresario funebre attraverso un'interazione con il cliente progettata per aumentare il valore e la percezione del proprio brand con l'uso di tecnologie e di azioni di marketing integrate.
digitalizzazione, responsabile della formazione di oltre 10.000 professionisti del marketing in diversi settori e Paesi del Sud America. Anche il settore funerario non è esente da importanti cambiamenti che intervengono nel comportamento della clientela e nella tecnologia disponibile, costringendo aziende ed imprese ad adattare e innovare il modo in cui operano e gestiscono i propri servizi per soddisfare le aspettative dei clienti. Sono i contatti che intercorrono sia di persona che attraverso i diversi canali digitali a determinare la soddisfazione del cliente e sono
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DoubleTree by Hilton Hotel Miami Airport & Convention Center Convention Center Hotel Tariffa a notte: $ 199* Codice da indicare in fase di prenotazione: GMF Termine prenotazione: 9 febbraio 2019
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Hyatt House Miami Airport South A sud di Miami nel Waterford Corporate Park, di fronte all'Aeroporto Internazionale di Miami Tariffa a notte: $ 192* Codice da indicare in fase di prenotazione: Miami Funer Termine prenotazione: 12 febbraio 2019 Springhill Suites Miami Airport South Il tuo appartamento a Miami con tutti i servizi e confort deluxe Tariffa a notte: $ 189* Codice da indicare in fase di prenotazione: Miami Funer 2019 Termine prenotazione: 22 gennaio 2019 *Le tariffe sopra riportate sono tasse escluse
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A Felipe Buitrago, motivatore esperto, insegnante in molte università e coach per importanti aziende di diversi settori e culture, è affidato l’incontro “Coaching per l’impresa funeraria”. Il coaching è un insieme di esercizi e di tecniche rivolte alle risorse umane di una azienda o di una organizzazione al fine di ottenere migliori prestazioni sia all’interno del proprio team di lavoro che verso l’esterno. Nella società attuale è sempre più pressante l’esigenza di aggiornarsi e focalizzarsi sulla propria professione, i leader aziendali devono essere adeguatamente formati per sviluppare nuove caratteristiche e competenze da trasmettere ai propri collaboratori. Durante questo incontro un esperto imprenditore di successo fornirà le tecniche più efficaci per i leader della funeraria di oggi e di domani. Marzo è la stagione perfetta per fare un salto a Miami, la città dall’anima latina con tutte le amenità di una metropoli americana. Prenota ora: per tutti i partecipanti sono in vigore speciali tariffe riservate dagli hotel convenzionati (tutti i dettagli sul sito); potrai così unire business e leisure, spiagge, sole e locali alla moda saranno infatti la conclusione perfetta della tua giornata lavorativa!
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Bilancio positivo per il Salone di Mosca i i v i a g g i at o r e
Ancor più rapidamente da quando i primi smartphone sono apparsi facendo di molti di noi delle vere e proprie monadi (gli amici veneti non fraintendano....anche se...) leibniziane che il grande filosofo di Lipsia, Leibnitz per l'appunto, definiva "senza porte e senza finestre". Citazione, per parte nostra, strumentale e ad usum delphini visto che sul piano filosofico la monade assume una connotazione metafisica ben diversa dall'uso
un tantino arbitrario che se ne fa in questa sede. Chi è più chiuso di colui che, ipnotizzato e forse rincitrullito dal suo telefonino, sembra vivere in un mondo tutto suo imbambolato com'è dal piccolo schermo luminescente in cui pare trovi la sua realizzazione? Chissà se riesce ad accorgersi che anche il tempo sta cambiando. Il tempo atmosferico s'intende come abbiamo avuto modo di verificarlo in occasione di questo recente viaggio nella capitale russa. Da svariati decenni frequentiamo quelle contrade di cui abbiamo cono-
sciuto le strade vuote ed oscure (per andare da un punto all'altro bastava, vista la scarsità dei taxi, stoppare un cittadino privilegiato che si recava al lavoro al volante della sua auto, di solito sgangheratissima, e chiedergli un passaggio per la destinazione ricercata; per qualche dollaro modificava il suo percorso e se poi arrivava un po' più tardi in ufficio...ma chi se ne frega?, visto che i 3 o 4 dollari pattuiti raddoppiavano il suo salario giornaliero) prive di quella quasi oltraggiosa abbondanza di ogni bene che si riversa oggi dai negozi lussuosissimi OLTRE MAGAZINE
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Gli anni si succedono e non s'assomigliano. Tutto, nel giro di qualche decennio, è cambiato.
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Dal 17 al 19 ottobre 2018 si è tenuta a Mosca l’annuale esposizione funeraria in partnership con Tanexpo che da qualche anno ha dato vita al marchio Necropolis-Tanexpo World Russia.
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della nuova Mecca del consumismo. In tutti questi anni male gliene incoglieva a colui che giungeva a Mosca in ottobre senza sciarpe, guanti, maglioni e tutta la panoplia necessaria per far fronte ai primi freddi del lungo e terribile, allora, inverno russo. Oggi si arriva a metà ottobre e si passeggia in giacca (i locali in t-shirt) sotto un cielo blu ed una temperatura prossima ai venti gradi. È quanto accadutoci in occasione della ventiseiesima edizione di Necropolis-Tanexpo World Russia. E poi c'è chi dice che il tempo non è cambiato....
Alberto Leanza, Pietro Innocenti, Alessandra Natalini con l'interprete
Elena nello stand di Tanexpo-Miami Funer
molti decenni anche dopo la sua morte, che rimane ancora da chiarire. Il numero esatto non è noto, un po' come quello delle esecuzioni in Cina che sono un segreto di Stato anche se le stime stabilirebbero una forchetta dai 1.000 ai 2.000 condannati all'anno, ossia dai 3 ai 6 morti ammazzati al giorno, sabati e domeniche compresi. Con la beffa dell'invio alla famiglia della fattura per il pagamento della pallottola in caso di
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Come ormai da tradizione ben consolidata l'evento s'è tenuto nel padiglione 69 del VDNH, l'immenso complesso ludico-fieristico voluto da Stalin, il "piccolo padre" dei russi che prendeva la rivincita sul suo metro e sessantacinque di altezza (l'iconografia ufficiale potrebbe far pensare, errore!, ad un caucasico aitante e di grande prestanza) costruendo a più non posso strutture (a cominciare dalla metropolitana) e palazzi giganteschi che ancor oggi caratterizzano il paesaggio moscovita. Tale megalomania sconfinava anche nei grandi numeri, a tutti i livelli. Anche a quelli più sordidi e macabri. Basti pensare alle varie decine di milioni di russi giustiziati sommariamente o morti nei gulag tra il 1930 ed il 1953 e che hanno continuato a funzionare per
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esecuzione per arma da fuoco. Non male ed in ogni caso sufficiente per garantire il podio più alto al gigante asiatico affiancato dai runners up, asiatici anch'essi, costituiti da Iran ed Arabia Saudita. Rimaniamo sempre stupefatti nel constatare che mentre ciclicamente si osservano manifestazioni di massa di condanne alla pena capitale negli Stati Uniti ciò non succede quando vengono pronunciate nei Paesi sopracitati.
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Girotondi, sit-in, fiaccolate, veglie notturne, canti, mantra ed anche manifestazioni talvolta violente vengono riservati, in Italia ed altrove, alle ambasciate USA. E per gli altri? Strano! Ci sarebbero in giro persone in malafede? Ognuno trovi una sua spiegazione a tale anomalia. Il cambiamento radicale dal modo di vita sovietico a quello di stampo occidentale ha coinvolto tutte le attività umane. Tanto più quelle che toccano le corde sensibili dell'individuo com'è il caso di tutto ciò che riguarda la morte. È chiaro che sussiste un disequilibrio tra le attività funerarie delle grandi città e quelle dei villaggi delle terre nere del sud, degli Urali o dell'Altai siberiano. In esse si perpetuano rituali e costumi che risalgono a ben prima dell'avvento del comunismo e che trovano la loro origine nelle profondità della storia e dell'anima russa.
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Necropolis-Tanexpo World Russia si focalizza su quelli che possono essere gli apporti innovanti spesso mutuati da usanze di altri popoli con i quali i contatti e gli scambi si sono sviluppati in maniera esponenziale a partire dall'ultimo decennio del secolo scorso. Ne abbiamo un esempio tipico
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con i cofani. Accanto ai fabbricanti di modelli tradizionali, di forma trapezoidale, si vedono sempre più modelli americani o italiani. Anche la qualità dei materiali e degli accessori è considerevolmente migliorata al punto che ci pare che qualche pezzo potrebbe trovare uno spazio anche sui mercati "occidentali". Tanto più che il cambio del rublo è ancora estremamente favorevole per i detentori di valuta (si fa per dire) pregiata. Basti pensare che alla quotazione attuale un bene che valeva 10 qualche anno fa col rublo a 35 (35 rubli per un euro) vale oggi, col rublo a 70, la metà, cioè 5. Il Salone ha visto la presenza di oltre 200 espositori provenienti, oltre che dalla Russia, anche da Europa ed Asia (Germania, Italia, Olanda, Slovacchia, Cina…). Ottimo anche l’afflusso dei visitatori che quest’anno ha fatto registrare un +15% rispetto alla passata edizione per un numero totale di 5.000 ingressi. Il filo conduttore della manifestazione “Nuove tecnologie ed innovazioni per il settore funerario” è stato sviluppato attraverso diversi seminari. La due-giorni su “Approcci moderni alla professione funeraria” organiz-
zata dalla UFOC (Unione delle organizzazioni funerarie e dei crematori della Russia) ha dato il calcio di inizio, seguita poi da importanti contributi di relatori internazionali, tra cui Mitsuru Fukuyda, presidente del centro di studi e cultura funeraria del Giappone e Alan J. MacKinnon, presidente del cimitero “Giardino dei Getsemani” di Boston che con i loro resoconti e le loro analisi hanno fornito interessanti stimoli per gli operatori. Per quanto riguarda la sezione espositiva, tutte le merceologie erano ben rappresentate con alcune peculiarità tipiche di quelle latitudini. Ad esempio c’era una notevole presenza di sistemi di incisione che vanno per la maggiore poiché la consuetudine di riprodurre le fattezze del defunto sulla lapide verticale è estremamente radicata. La conseguenza per gli espositori che si trovano come vicino di stand un venditore che deve fare dimostrazioni pratiche di tali macchinari, è di un accompagnamento sonoro non propriamente gradevole. È stato precisamente il caso, quest'anno, dello stand Tanexpo-Miami Funer, ma per fortuna i vicini in questione
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erano simpatici e cooperanti.
Si parlava più sopra di monumenti. La tradizione, che li vuole neri, tiene ancora anche se qualche modello incomincia a discostarsene con proposte diverse per foggia e colore, segnando un percorso che in un futuro non tanto lontano troverà sicuro riscontro, soprattutto nelle grandi città, anche se nelle metropoli il problema degli spazi cimiteriali si fa urgente e determina, come un po' dappertutto, un aumento della cremazione. Prova ne è la presenza in fiera di varie aziende produttrici di forni tra i quali s'è distinta l'Italiana Ciroldi ormai partecipante fissa all'esposizione moscovita dove riscuote successi in termini di interesse cui seguiranno, vista la qualità del prodotto, risultati tangibili. Per ciò che è della presenza di altre ditte della Penisola ci sembra di cogliere qualche segnale di risveglio dopo le calme degli ultimi anni. Abbiamo rivisto con piacere la Baltea che da anni ha consolidato le sue posizioni sul mercato russo grazie alla qualità dell'offerta ed all'avvedutezza strategica dei dirigenti. E ancora la BSZ Technical Ceramics che ha confermato l'eccellente prestazione dello scorso anno grazie alla ricercatezza di proposte raffinate che
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Occorre qui segnalare che il nostro stand è stato oggetto di un'attenzione particolare sia per la bella presentazione che per l'interesse suscitato dagli eventi proposti. Un numero importante di visitatori verrà a trovarci a Miami dal 13 al 15 marzo 2019 e a Bologna dal 26 al 28 marzo 2020; ma la maggiore soddisfazione viene dal fatto che vi siano fondate probabilità che tre produttori (due russi ed un polacco) ci accompagnino fra qualche mese in Florida per proporre i loro articoli ai numerosi clienti che ci raggiungeranno dall'America Latina e non solo.
hanno colpito nel segno. Tra le "new entries" la B-CP di Marco Baccini che dopo il "ballon d'essai" dello scorso anno ha voluto affermarsi definitivamente con urne che si situano a livelli di assoluta eccellenza. Ed infine, "last but not least" la siciliana Royal Plate che ha presentato le sue innovative targhette per cofani che, anche se al momento non usate in Russia, potrebbero venire comunque impiegate sulle croci per segnalare i defunti in attesa della posa del monumento. È evidente che nel contesto di sviluppi considerevoli della pratica crematoria le urne giocano un ruolo sempre più importante nelle fiere di ogni paese. Rimaniamo invece un po' perplessi di fronte all'offerta in tono minore di carri funebri.
Sarebbe forse il caso che i produttori italiani progettassero azioni mirate su quel mercato. Considerando i numeri, la qualità dei partecipanti e la sua vocazione sempre più internazionale possiamo affermare senza ombra di dubbio che l’edizione 2018 di NecropolisTanexpo World Russia è stata la migliore in assoluto. Appuntamento quindi a Mosca nell'ottobre 2019.
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parliamo di...
Il funerale laico di RAFFAELLA SEGANTIN
Si parla sempre più spesso di funerale laico. La moderna società, inclusiva e multiculturale, si è progressivamente svincolata da modelli codificati, ogni aspetto della vita non è più riconducibile a riferimenti unici e a comportamenti definiti.
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La richiesta di riti del commiato non religiosi non è più un’eccezione. Come si svolgono? E qual è il ruolo del celebrante laico?
Il nostro Paese è ancora pervaso da un profondo sentimento religioso, tuttavia la schiera dei non credenti
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non rappresenta più quell’eccezione che fino a non molti anni fa destava addirittura una sorta di diffidenza. Di conseguenza tutti i momenti più importanti della vita che prima erano scanditi da funzioni religiose, hanno bisogno di essere espressi in modo differente. Mentre i matrimoni civili sono oramai all’ordine del giorno e prevedono un’ampia scelta di alternative alla cerimonia in chiesa,
parliamo di...
ben diverso è invece il discorso di chi intende avere un funerale laico.
Come funziona un servizio per un funerale laico? “Il funerale è sicuramente la cerimonia più complessa e delicata che i nostri celebranti si trovano a dover realizzare, non solo perché devono far fronte a situazioni permeate di sofferenza e disorientamento, ma principalmente perché il tutto deve essere studiato e portato a termine in tempi brevissimi. È quindi essenziale che celebrante e famiglia si incontrino al più presto. Il primo passo è quello acquisire il maggior numero di informazioni possibili sulla persona deceduta facendoci raccontare la sua storia, il suo carattere, le sue passioni, quali fossero i suoi valori o se ha lasciato particolari disposizioni per il proprio funerale. Inoltre bisogna definire il tono che si vuole dare al funerale perché è giusto che la cerimonia rappresenti al meglio il defunto. Una volta raccolti tutti gli elementi sarà cura del celebrante redigere un testo ad hoc da sottoporre alla famiglia, per essere
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Proprio per rispondere a questa crescente domanda di “laicità” è nato Cerimonie Uniche, un network che raccoglie celebranti laico-umanisti su tutto il territorio italiano. Ne abbiamo parlato con Liana Moca, responsabile della comunicazione di questo progetto. “La rete cerimonieuniche.it ha ufficialmente debuttato un paio di anni fa – ci spiega, - per offrire un valido aiuto a coloro che hanno una sensibilità diversa ma che allo stesso tempo non intendono rinunciare a sottolineare i passaggi fondamentali della vita con adeguate cerimonie. Attorno a questo marchio si sono raccolte figure professionali, formate sia in Italia che all’estero, per celebrare nascite, unioni e riti del commiato”.
certo che ogni passaggio sia stato scritto nel pieno rispetto della sensibilità e della volontà dello scomparso e delle persone a lui care. Con la famiglia si concorda poi il luogo, l’orario e tutti i vari dettagli, come l’utilizzo della musica o di filmati, si valuta inoltre la possibilità di dare la parola a chiunque voglia dedicare un pensiero al defunto”. Il celebrante ha quindi un ruolo di regista. “Certamente. È suo compito costruire la struttura schematica della cerimonia ed illustrarla alla famiglia fornendo l’ordine esatto degli avvenimenti che la compongono e la contornano. È opportuno scendere nei particolari: ad esempio dovrà stabilire se si farà trovare all’ingresso della sala per dare il benvenuto quando
arrivano i convenuti o se attenderà al leggio; bisogna poi definire dove verrà collocato il feretro e in che modo verrà trasportato… È estremamente importante pianificare tutto a monte anche per non incorrere nel rischio, pur rispettando le volontà del defunto, di urtare le sensibilità dei partecipanti. La struttura più classica della cerimonia si compone di 5 passaggi: 1. Parole introduttive; 2. Riflessioni sulla vita e sulla morte; 3. L’elogio del defunto; 4. Il momento del commiato; 5. Parole di chiusura. È inoltre necessario che il celebrante conosca in anticipo il destino della salma (se verrà tumulata, cremata o portata via per una successiva cremazione ...) in modo da dare queste informazioni ai presenti”.
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Una delle caratteristiche di un funerale non religioso è quella di connotarsi come una cerimonia unica focalizzata maggiormente sulla personalità del defunto e sui desiderata dei parenti. “La cerimonia funebre laica è totalmente personalizzata, nessun testo preconfezionato: questa è la difficoltà maggiore che incontra il celebrante. Si tratta di un rito inclusivo, a priori non si escludono preghiere o momenti spirituali se questo è rispettoso della persona che è mancata. È prassi comune dedicare qualche minuto di silenzio o di raccolta in cui si invita, chi vuole, a recitare una preghiera in silenzio. Durante la cerimonia vengono in genere coinvolte altre persone. Può essere un amico, un parente o un collega che vuole contribuire al racconto della vita del defunto. A volte più semplicemente si può scegliere
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di leggere una poesia o un brano che amava particolarmente. Il celebrante deve essere sempre pronto ad intervenire, perché le persone coinvolte possono essere sopraffatte dall’emozione e non riuscire ad andare avanti. Il suo compito, in questi casi, sarà quello di rassicurarle e aiutarle a proseguire”. Quali sono i luoghi in cui generalmente si svolgono i funerali laici? “È importante che il luogo che si sceglie per la cerimonia sia dignitoso ed adeguato. Se possibile ogni persona presente deve avere un posto a sedere o dovrebbe comunque essere messa nella condizione di seguire il rito in maniera agevole. Il luogo potrà essere organizzato in maniera che il feretro sia al centro della scena, mentre il celebrante rimane di lato. Si rendono spesso necessarie alcune strumentazioni come un impianto audio con
microfono e/o un monitor per proiettare foto o filmati. Ad oggi la difficoltà maggiore è proprio quella di trovare una sede adatta, perché i Comuni o i cimiteri raramente hanno una sala del commiato che può essere utilizzata per le funzioni laiche. Spesso si finisce nelle case private dove gli spazi sono limitati, oppure davanti ad un cimitero, all’aria aperta, senza posti a sedere e confidando nel bel tempo. Tutto ciò rende poco dignitoso il funerale di una persona cara. Una buona alternativa è rappresentata dalle case funerarie, ma purtroppo ad oggi non sono presenti in maniera capillare sul territorio nazionale”. Chi si rivolge a voi? “Veniamo contattati direttamente dalle famiglie, ma sempre più spesso anche dalle imprese funebri che si avvalgono della nostra collaborazione quando devono gestire questo
tipo di funerali, qualora non abbiano al loro interno del personale formato. La domanda è sempre più in aumento, sia perché, grazie al passa parola, cominciamo ad essere conosciuti e sia perché è un bisogno crescente del nostro tempo. Ci arrivano richieste da tutt’Italia ma soprattutto dalle grandi città cosmopolite, come Roma, Torino e Milano, dove non è raro organizzare cerimonie per stranieri che qui risiedevano”. Quella del celebrante laico è una figura professionale destinata ad essere sempre più presente nell’organizzazione dei riti non religiosi e a cui va riconosciuto un ruolo sociale importante, essendo la persona che può aiutare i parenti e gli amici a trovare l’atmosfera, le letture, la musica e le parole giuste per un commiato che davvero rappresenti e onori chi ci ha lasciato.
I FANTASTICI QUATTRO Dal 1978 crediamo in quello che facciamo. Per questo, nel corso degli anni, abbiamo dato forma a “progetti e soluzioni rivoluzionarie” contribuendo all’innovazione del settore funerario, sempre nel massimo rispetto dell’Ambiente.
Barriera biologica per il trasporto salme (1997). Neutralizzatori di sieri, umori, aromi cadaverici (1989).
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Brevetto trasformazione materiali biodegradabili (1999).
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Dispersione delle ceneri sempre più complicata In mancanza di normative statali in materia di dispersione delle ceneri sono molti i casi controversi a cui i Comuni rispondono facendo riferimento a disposizioni regionali non sempre omogenee. Talvolta ricevo richieste da diversi operatori comunali di chiarimenti applicativi su alcune norme in materia funeraria che per lo più riguardano la cremazione.
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di DANIELE FOGLI
Da ultimo mi è stato sottoposto un quesito concernente la competenza al rilascio dell’autorizzazione alla di-
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spersione delle ceneri in un Comune (veneto, per inciso), quando si verifica il caso che il Comune di decesso e quello di dispersione sono diversi. Preciso da subito che sono del parere che la competenza sia dell’Ufficiale di stato civile del Comune nel quale si procede a dispersione,
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essenzialmente per tre motivi: • La competenza territoriale, che è attribuita al Comune di spargimento ceneri per giurisprudenza (vds. Sentenza TAR Toscana, Sez. II, 2/12/2009); • La conoscenza dei luoghi in cui è possibile disperdere le ceneri in una determinata area è propria del Comune di dispersione. Come può un ufficiale di stato civile sapere e autorizzare la dispersione in un luogo di un altro Comune, distante anche centinaia di chilometri, dove vige una norma regionale diversa, una norma comunale diversa e dove semmai la dispersione è stata autorizzata solo in certi e limitati spazi? • La possibilità di conoscenza dell’atto di dispersione e di una puntuale attivazione di controllo. Tutti elementi che confermano che in materia di cremazione è necessaria una norma statale, eguale e valida per l’intero territorio comunale. Solo in quel modo vi è indifferenza del soggetto autorizzante. Ovviamente occorrerà prevedere anche un sistema semplice che permetta di accertare l’effettività della dispersione. Qualche Regione si è inventata l’introduzione di un registro (da compilare dallo stato civile, secondo i legislatori più azzardati) in cui ogni cittadino residente possa far iscrivere la propria volontà di procedere alla cremazione e alla dispersione delle ceneri. In questo modo, con l’idea di semplificare le cose, si viene di fatto a creare un giro burocratico di non poca entità, poiché chi autorizza la dispersione dovrà sincerarsi che proprio quella sia la volontà, anche rispetto al luogo, ottenendo dal Comune di residenza notizie al riguardo. Sempre più operatori comunali si sono poi posti la domanda se, oltre l’autorizzazione, l’ufficiale di stato civile debba verificare anche la concreta esecuzione della dispersione, nel senso di vedere se la si effettua proprio nel luogo
Vediamo ora un altro caso sintomatico della difficoltà di trattare l’affidamento e la dispersione delle ceneri. In un Comune è stata fatta richiesta per la dispersione delle ceneri di una persona non residente in vita, la cui urna cineraria era già stata data in affidamento ai familiari presso un altro Comune. Il defunto era poi venuto occasionalmente a mancare in un terzo Comune. Dopo qualche tempo di affidamento i familiari si sono rivolti al Comune di decesso per essere autorizzati alla dispersione delle ceneri del defunto. Il Comune in questione si è rifiutato di rilasciare l’autorizzazione, sostenendo che non esistono gli estremi di legge per cui sia tenuto ad intervenire.
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Che fare? In questo altro caso ci aiutano i principi generali in materia e cioè se vi è un affidamento di urna cineraria ad un familiare esiste o una volontà del de cuius in tal senso, o una volontà di chi si è offerto di essere affidatario. Poiché la cessazione di un affidamento personale e familiare può avvenire: a) per rinuncia; b) per rinvenimento postumo di volontà del de cuius; c) per morte dell’affidatario unico;
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autorizzato. Pensino i lettori cosa possa significare una tale idea di controllo se il de cuius aveva lasciato scritto di disperdere le ceneri sulla cima del monte Bianco! Ammesso che ci si avvalga di un elicottero per raggiungere la cima del monte (e non a piedi, da buon alpinista), non è così semplice provvedere al controllo della avvenuta dispersione di ceneri in siffatta situazione. Sono quindi dell’idea che il controllo debba esaurirsi nell’acquisizione agli atti di una dichiarazione, anche via PEC (posta elettronica certificata), del soggetto autorizzato alla dispersione che questa sia realmente avvenuta entro un certo termine e nei modi accordati.
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Direte voi: come mai mi sono avventurato in questi meandri interpretativi? Semplice. Molte Regioni hanno pensato di colmare una lacuna legislativa statale nell’attuazione della L. 130/2001, in certi casi sostituendosi al legislatore statale, in altri addirittura inventandosi nuove competenze di stato civile o nuovi registri di stato civile. Cosa del tutto vietata, non essendo questa materia in cui le Regioni possano legiferare. Gli effetti sono però sotto gli occhi di tutti, a partire dal trattamento delle ceneri, per proseguire in vere e proprie invenzioni in materia funebre come l’autorizzazione alla inumazione/tumulazione sostitutiva di quella al trasporto. Per non parlare, spinti dall’imprenditoria funebre, della volontà di regolare per via regionale la professione di impresario funebre e
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o si rientra in uno di questi casi o non si può procedere (anche in questo caso ci si trovava in Veneto e la L.R. 18/2010, all’art. 3, comma 2, lettera e, assegna al regolamento comunale il compito di dettagliare gli aspetti dell’affidamento). Ove non lo si sia fatto per via regolamentare, occorre provvedere con la singola autorizzazione all’affidamento. In genere, in altre regioni, c’è chi ha regolato la materia nel senso che un’urna affidata può unicamente rientrare in cimitero (per sepoltura o per dispersione nel cinerario comune). Questo nei casi di cui alle lettere a) e c), sopra richiamate. Il caso più semplice è quello di cui alla lettera b), quando occorre dar corso al volere del de cuius. Questo volere prevale sugli altri. Poiché sono tra i sostenitori che la volontà di dispersione debba essere scritta e propria del de cuius, solo se si rinviene un suo scritto è possibile cambiare idea e passare da affidamento a dispersione ceneri. Diversamente l’urna resta affidata o rientra per la sepoltura in cimitero.
addirittura introdurre o togliere delle esclusive di attività, materia propria della legislazione statale in tema di concorrenza. Di recente il Governo ha impugnato la L.R. Calabria 26 giugno 2018, n. 22, recante “Disposizioni in materia funeraria e di polizia mortuaria”, davanti la Corte Costituzionale, che tra qualche mese si pronuncerà in materia. Tra le norme impugnate (alcune con motivazioni che non si condividono) vi è anche l’intera serie di articoli sulla cremazione contenuti nelle nuove norme calabresi. Per il Governo (e come avrete capito anche per chi scrive) invadono le materie, di competenza esclusiva statale, dell’ordinamento civile e della
determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale, per l’art. 117, comma 2, lettere l) e m) della Costituzione. I più curiosi potranno leggersi l’intero ricorso sulla Gazzetta Ufficiale del 3/10/2018 (Atto n. 54 Ricorso per legittimità costituzionale 24 agosto 2018). Sia ben chiaro, in diverse parti il ricorso, a detta di esperti e giuristi, presenta forti lacune, ma ciò non toglie che esso esista e che su di esso si dovrà pronunciare a medio termine la Corte Costituzionale, determinando precisi indirizzi che saranno di riferimento sia per i legislatori regionali che per quello statale.
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Il funerale religioso nei nuovi spazi del commiato di sara sacco
Tali mutamenti hanno avuto conseguenze dirette ed inevitabili nelle pratiche religiose, di cui la Chiesa ha preso atto. In particolare per quanto riguarda le cerimonie del commiato, si
è notato come negli ultimi decenni le consuete prassi di accompagnamento dei defunti, dal momento del decesso fino alla sepoltura, siano profondamente cambiate. La crescente ospedalizzazione e una generalizzata presa di distanza culturale dalla morte hanno tolto alla cura familiare e comunitaria la capacità di gestione del lutto. Molteplici riti si sono affiancati o si sono sostituiti a quelli della tradizione cristiana, introdotti sia dalle popolazioni immigrate OLTRE MAGAZINE
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Abbiamo parlato in un precedente articolo della crescente domanda di funerali laici, in risposta ad un diverso sentimento spirituale della società contemporanea che si è allontanata da modelli consolidati in molte situazioni che riguardano gli eventi della vita.
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Se ne parlerà in un interessante incontro in programma il prossimo 18 febbraio a Bologna nell’ambito della seconda edizione di Devotio.
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e sia da nuove sensibilità spirituali.
La presenza di case funerarie e di sale del commiato è una realtà che nell’ultimo decennio si è sempre più diffusa anche in Italia per soddisfare diverse esigenze rituali di commiato, oltre che per consentire alle famiglie di vegliare il proprio caro in un ambiente intimo e dignitoso. Sono spazi disponibili ai diversi culti e religioni che hanno indotto anche la Chiesa Cattolica ad interrogarsi sui luoghi, modalità rituali e gesti di pietà da proporre ai credenti. Interessante è constatare che anche per questi nuovi spazi si stanno sempre più raccogliendo suggestioni artistiche, testimonianza che conferma ancora una volta l’affinità e l’iterazione tra ricerca spirituale e arte.
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Anche nell’ambito del cristianesimo stesso le pratiche comunitarie e personali di accompagnamento dei defunti hanno subito rilevanti alterazioni, tanto da necessitare di una nuova riflessione sulle modalità di annuncio della Risurrezione in contesti multireligiosi.
Di tutto questo se ne discuterà nel convegno "Spazi del commiato e riti per le esequie cristiane in una società multireligiosa", in programma a Bologna alle ore 10 del 18 febbraio, uno stimolante confronto tra esperti e rappresentanti della Chiesa per fornire spunti ed indirizzi al fine di conciliare i nuovi bisogni della collettività con i princìpi della fede cattolica. L'incontro si rivolge infatti non solo ai sacerdoti, agli artisti ed architetti, ma anche agli operatori del settore funerario e cimiteriale. (vedi il programma a pag. 34) Il convegno si tiene durante la seconda edizione di Devotio - esposizione di prodotti e servizi per il mondo religioso - che si terrà nei padiglioni 33 e 34 del quartiere fieristico di Bologna dal 17 al 19 febbraio 2019, patrocinata dal Pontificio Consiglio della Cultura del Vaticano, dall’Ufficio Liturgico Nazionale della Conferenza Episcopale Italiana, dalla Diocesi di Bologna e
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Una rassegna di sicuro interesse per l’ampia offerta di proposte (dall’arredamento ai complementi, dall’impiantistica alle tecnologie, dagli oggetti ai paramenti liturgici, dalle vetrate ai mosaici, dall’arte sacra all’architettura…, senza trascurare i servizi e la sfera dell’articolo devozionale che vede in mostra immagini sacre, rosari, medagliette, prodotti editoriali, icone, gadget e souvenir), alcune delle quali ottimali anche per il target funerario e cimiteriale. Da sempre, infatti, il mondo funerario e quello religioso hanno analogie e punti in comune, tanto che non è raro trovare fiere in cui i due settori coesistono. Anche tra gli espositori vi sono aziende che partecipano ad entrambe le tipologie di manifestazione, come Filip Moroder Doss, Paf Salvadori, TIesse ed altri. Devotio è nata nel 2017 e si è affermata fin da subito come manifestazione di riferimento perché non si pone solo come una selezionata vetrina in cui 150 espositori presentano quanto di meglio esiste sul mercato in termini di prodotti e servizi, ma, arricchita da numerosi dibattiti e da Devotio Lab. La proposta culturale, affidata al Dies Domini - Centro Studi per l'architettura sacra e la città, Fondazione Card. Giacomo Lercaro di Bologna, mira a sondare nuove vie per affrontare problematiche di rilevante attualità e rappresenta una autentica, completa e costruttiva occasione di dialogo tra il mondo della progettazione e della produzione con le istituzioni ecclesiastiche e gli addetti ai lavori.
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dall'Ordine degli Architetti.
Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito www.devotio.it, in costante aggiornamento, dove è possibile consultare il programma, l’elenco degli espositori, scaricare il biglietto omaggio e registrarsi ai convegni.
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SPAZI DEL COMMIATO E RITI PER LE ESEQUIE CRISTIANE IN UNA SOCIETÀ MULTIRELIGIOSA ore 10.00 | Bologna Fiere | Ingresso Sud Moro | Padiglione 33, Sala Arena
Modera Claudia Manenti, architetto, responsabile Dies Domini - Centro Studi per l'architettura sacra, Fondazione Card. Giacomo Lercaro Relatori: Carla Landuzzi, sociologo del territorio e delle migrazioni, pubblicista, già docente universitario, vicedirettore del Centro di studi sociali IPSSER Riti di trattamento del corpo del defunto quale segno di identità religiosa: i diversi culti compresenti nella città contemporanea Giovanni Gardini, vice direttore museo Diocesi di Faenza-Modigliana, docente di iconografia e archeologia cristiana Riti funebri ed espressioni artistiche nelle prime comunità cristiane don Amilcare Zuffi, direttore ufficio liturgico Diocesi di Bologna, segretario commissione regionale Emilia Romagna per la liturgia Rituali di cura del defunto tra il decesso e il funerale nella comunità ecclesiale contemporanea Milvia Folegani, Regione Emilia Romagna Legislazione e tendenze amministrative per gli spazi del commiato Claudia Manenti Spazi architettonici e opere d’arte negli spazi per il commiato don Luca Baraldi, cerimoniere vescovile e direttore dell’ufficio liturgico Diocesi di Carpi Riflessioni pastorali sugli spazi del commiato nel confronto con la struttura presente a Mirandola nella Diocesi di Carpi ore 13.00 Dibattito e conclusioni Ingresso gratuito.
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Anche per loro un degno addio di RAFFAELLA SEGANTIN
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Operativo da pochi mesi su tutto il territorio nazionale un utile servizio online per la cremazione delle salme degli animali da compagnia.
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Da una recente inchiesta del TG1 risulta che il numero degli animali d’affezione presenti nelle nostre famiglie abbia addirittura superato quello dell’intera popolazione.
prende l’intera e variegata gamma di
Si parla di una cifra che va dai 60 ai 70
assoluta precisione, fatto sta che l’Italia
milioni, che vede sui gradini più alti
è il primo Paese dell’Unione Europea
del podio delle preferenze saldamente
per numero di pet che condividono i
in testa i cani e i gatti, ma che com-
nostri spazi e la nostra vita.
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piccole e grandi creature che spazia dai cavalli ai pesciolini dell’acquario domestico. Qualunque sia la cifra esatta, impossibile da determinare con
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Pelosi, pennuti o squamosi che siano, dal momento che i nostri amici varcano la soglia di casa entrano immediatamente e irrimediabilmente a far parte della famiglia. Compagni fedeli che sanno rallegrarci e rasserenarci, che ci amano incondizionatamente, con loro si viene stabilire un rapporto d’affetto profondo, non meno importante di quello tra esseri umani.
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E che succede quando Fido o Micio ci lasciano? Per la maggior parte delle persone questo è un momento di autentica sofferenza, e analogamente a quanto avviene quando si perde un congiunto, si trovano disorientate e non sanno bene cosa fare o a chi rivolgersi. Pochi sono a conoscenza che alcune imprese di onoranze funebri forniscono anche un servizio per
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gli animali da compagnia e in ogni caso si tratta di casi non così diffusi. Per lo più viene interpellato il veterinario che solitamente propone la cremazione collettiva, una soluzione che però può venire vissuta in modo negativo, come un atto brutale da infliggere al nostro piccolo amico, che ci priva anche di un suo tangibile ricordo. Proprio per sopperire al bisogno di affiancare i proprietari nel momento della perdita del loro amico a quattro zampe, è da poco partita la start-up “My Peter Pan”. Si tratta della prima piattaforma web a livello nazionale per la prenotazione personalizzata del servizio di cremazione specifico per gli animali domestici, con l’obiettivo di fornire un valido aiuto, sia pratico che morale, per far fronte a questo particolare frangente nella
maniera più etica, rapida e semplice possibile. “È stato scelto questo nome – ci spiega Gabriele Canovi ideatore del progetto – perché vogliamo trasmettere l’idea che il nostro pet, analogamente al protagonista della nota favola, rimanga per sempre con noi. Abbiamo così creato un luogo in cui si può accedere ad una serie servizi per congedare con dignità ed affetto il compagno di una vita, in modo che i ricordi dei tanti momenti passati insieme non vengano mai dimenticati”. Ecco come funziona: l’utente può prenotare direttamente online il servizio che include il ritiro a casa o dal veterinario della salma, la cremazione e l’eventuale riconsegna delle ceneri, il tutto nel pieno
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rispetto delle norme e delle tempistiche imposte dalla Legge. C’è la possibilità di scelta tra diverse opzioni (cremazione collettiva, singola o personalizzata). Per chi lo desiderasse è possibile anche l’acquisto dell’urna cineraria e di accessori commemorativi (ciondoli porta ceneri, portafoto personalizzati…) È inoltre attivo un servizio di supporto nel momento della prenotazione e la possibilità di condividere nella “bacheca dei ricordi” dediche e foto del nostro piccolo amico. My Peter Pan, attivo 24 ore, 7 giorni su 7, opera su tutto il territorio nazionale grazie ad una estesa rete di crematori affiliati e si sta facendo conoscere in tutta Italia attraverso una informazione mirata a tutti i settori interessati.
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Come accennato, sono poche le imprese funebri che hanno una sezione dedicata agli animali e per non urtare
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opinioni e sensibilità comuni esse hanno adeguatamente tenuto le due attività ben distinte, con marchi e sedi diversificate. My Peter Pan potrebbe essere una soluzione per le onoranze funebri per trattare il mondo pet senza dover affrontare inevitabili investimenti? “Certamente! – ci conferma il Signor Canovi – Le imprese che collaborano con noi hanno la possibilità e il vantaggio di offrire ai loro clienti questo tipo di prestazione senza doversi strutturare appositamente. Affiliarsi a noi può rappresentare anche una sorta di test per verificare le effettive esigenze della comunità in questo ambito e magari rimandare scelte più impegnative, come ad esempio mettere in funzione un proprio forno crematorio o realizzare un cimitero per animali, in un momento successivo”.
Ha ben compreso la potenzialità di questo progetto la Croce Verde di Reggio Emilia, una delle maggiori realtà emiliane nel settore delle onoranze funebri, che non ha perso l’occasione di lanciare sul territorio il nuovo servizio per la gestione delle spoglie animali, realizzato proprio grazie ad una fattiva collaborazione con My Peter Pan. Un qualcosa che non c’era, un’importante iniziativa che colma un vuoto determinato dai mutamenti culturali della nostra società, una attestazione di civiltà, una procedura semplice ed efficace: tutto questo è My Peter Pan, il modo migliore per rendere onore ai nostri piccoli amici i quali, secondo l’antica leggenda dei nativi americani, sono andati in quel luogo magico chiamato “Ponte dell’Arcobaleno”.
Dalla collaborazione tra Ferrioli Gianluca, Montarolo Fabrizio e la Vezzani Cremation nasce a Trino, FEDELE AMICO MIO. FEDELE AMICO MIO che ha inaugurato l’attività sabato 30/9/2017 dispone di un servizio all’avanguardia per la cremazione di animali da compagnia sia collettive che singole con la conseguente restituzione delle ceneri al proprietario dell’animale. Il servizio e la professionalità sono alla base dei principi dello staff di FEDELE AMICO MIO, i quali saranno a vostra disposizione 24/24H e per chi ne farà richiesta avrà la possibilità di assistere alla Cremazione e di poter dare l’ultimo saluto al proprio animale. L’impianto di cremazione istallato della Vezzani Cremation, specificatamente studiato per la cremazione di animali da compagnia, è un impianto ad altissimo contenuto tecnologico, rispettoso dell’ambiente e corrispondente alle più restrittive
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normative in materia di emissioni in atmosfera. Gli impianti della serie PET sono forni a camera di combustione statica in cui si ha la possibilità di eseguire sia la cremazione del singolo animale sia cremazioni multiple, la camera di cremazione infatti è predisposta per l’inserimenti
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Una ordinaria storia di eccellenza di RAFFAELLA SEGANTIN
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L’arrivo di Filippo, figlio di Giuseppe Prestigiacomo, nella nota azienda di cofani siciliana rappresenta il futuro nel segno della continuità.
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Presente sul mercato del settore funerario da quasi sessant’anni, Eurocofani ha da poco variato la propria ragione sociale. Un piccolo cambiamento per annunciare l’ingresso della terza generazione che assicura la continuità di una tradizione ormai consolidata. “Ho ritenuto opportuno inserire a pieno titolo mio figlio Filippo nella OLTRE MAGAZINE
compagine sociale - ci spiega il Signor Giuseppe Prestigiacomo, ancora più che mai attivo in azienda - sia perché è un’importante risorsa che contribuisce al successo dell’impresa e sia perché è proprio nella sua figura che risiede il futuro della nostra attività. Sono questi i motivi che da agosto 2017 hanno portato alla trasformazione
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Filippo e Giuseppe Prestigiacomo
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della denominazione Eurocofani di Prestigiacomo Giuseppe in Eurocofani di Prestigiacomo Filippo”.
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Quali sono state le tappe della vostra storia? “Tutto è cominciato nel 1960 con mio padre Filippo (è normale che nella nostra cultura che attribuisce grande valore alla famiglia i nomi si ripropongano!). Maestro ebanista, persona caratterialmente meticolosa e precisa, si è dedicato con vera passione a questa attività posizionando Eurocofani, fin dai primi anni, fra le migliori imprese per la costruzione di casse funebri. Negli anni Novanta il testimone è passato nelle mie mani e per più di vent’anni ho guidato l’azienda con lo stesso entusiasmo e dedizione. A luglio 2017 purtroppo mio padre ci ha lasciati e anche per onorare il nome del suo fondatore, oltre che per i motivi già citati, ho deciso di intestare la società a mio figlio”.
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Tre generazioni guidate da un pensiero comune che si succedono condividendo ideali e competenze. “Il nostro impegno e la nostra filosofia sono rimaste invariate negli anni, e l’ingresso di mio figlio, animato dall’entusiasmo proprio dei giovani, costituisce un valore aggiunto. Siamo, come molte altre realtà italiane, un’impresa di famiglia. Per questo riusciamo ad operare in maniera non standardizzata, unendo tradizione artigianale a tecniche innovative. Queste sono le peculiarità che ci contraddistinguono, da cui è dipesa la nostra affermazione. Non abbiamo nessuna intenzione di deviare da questo percorso, OLTRE MAGAZINE
L'arte dell'intaglio segue ancora la tradizione perché questa è la nostra strada e continueremo a seguirla ”. Quali sono le principali caratteristiche dei prodotti Eurocofani? “Alla base di ogni manufatto c’è la qualità di ogni singola essenza perché solo con l’impiego dei migliori requisiti per ogni tipologia di essenza si possono realizzare prodotti di alta fattura. Tuttavia questo non basta. Prima di venire lavorato il legname necessita di un processo di essicazione che assicuri un tasso di umidità inferiore al 12%. Anche se quando arriva nel nostro stabilimen-
to questo processo è già avvenuto in modo industriale, è nostra consuetudine non utilizzare il legname per un certo periodo di tempo, lasciandolo per così dire ‘decantare’, in modo che l’essicazione nei forni venga completata da quella naturale. Una procedura certamente più lunga ma che garantisce performance superiori. A questo punto inizia il momento della lavorazione vera e propria. Macchinari d’avanguardia, che non possono mancare per essere certi di risultati ineccepibili, coesistono con l’opera dei maestri artigiani
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che ancora oggi eseguono a mano rifiniture e pregiati intagli, perché nessuna macchina, per quanto tecnologicamente avanzata, potrà mai eguagliare la mano sapiente di un esperto ebanista". Come viene eseguita la lavorazione? Controlliamo con attenzione ogni singolo passo della lavorazione, nessuna fase viene sottovalutata affinché il prodotto finale sia di ottima manifattura. Abbiamo cura che i vari pezzi vengano tagliati tutti dalla stessa tavola e che al momento del montaggio siano assemblati facendo in modo che le venature del legno seguano la loro naturale continuità garantendo così anche l’omogeneità del colore. Dove è possibile usiamo le viti al posto dei chiodi perché hanno una presa di gran lunga superiore. Anche i materiali di supporto che
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Lo showroom di Eurocofani
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utilizziamo, come collanti e vernici, sono e devono essere di alta qualità per essere certi che ciascun pezzo subisca le minori alterazioni possibili nel tempo”. Gli alti standard qualitativi hanno fatto sì che Eurocofani si sia sempre distinta sul mercato tanto da essere conosciuta anche all’estero. “La qualità dei nostri cofani, unita alla tecnologia che ci è venuta in aiuto per riuscire ad incrementare la produzione, ha permesso di espanderci anche dall’estero. Ma l’attenzione e la cura del prodotto non sono l’unico aspetto cruciale che sottende la nostra filosofia. Da sempre attribuiamo notevole importanza al rapporto con la clientela che riteniamo sia imprescindibile dai successi e dai consensi ottenuti. Ci piace mantenere un contatto diretto
e personale perché siamo convinti che anche in una società in cui oramai si comunica quasi esclusivamente per via telematica, il rapporto umano continui ad avere un impatto e una valenza irrinunciabili. Ritengo che la stima che i clienti ci dimostrano quotidianamente sia la testimonianza più gratificante del nostro buon operato”. Proposte di livello, rispetto della tradizione e attenzione al cliente: questi sembrano essere in sintesi i punti cardine di una impresa che, seppure a livello familiare, ha saputo affermarsi e mantenere uno spazio di tutto rispetto in un mercato sempre più globalizzato ed automatizzato dove i grandi numeri la fanno da padroni. Perché sono le piccole eccellenze, come Eurocofani, a fare grande il Made in Italy!
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Vicini, presenti, tenaci
L’attività di un’impresa di onoranze funebri è una delle più difficili e delicate perché la morte di un proprio caro, anche quando sopraggiunge per cause naturali e in età avanzata, è sempre dura da accettare e comporta profondi sentimenti di dolore, privazione e smarrimento.
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Vicini nel dolore, presenti per qualsiasi necessità, tenaci nel far valere i diritti degli assistiti: sono questi i princìpi che ispirano l’operato di Studio3A.
Concetti che valgono a maggior ragione quando si perde un congiunto prematuramente o, peggio ancora, in modo improvviso, tragico, in circostanze poco chiare se non per conclamate responsabilità altrui, come nel
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caso di incidenti stradali, infortuni sul lavoro o mala sanità. Oltre allo strazio si aggiungono la rabbia e la ricerca di verità e giustizia. Le famiglie vengono catapultate in un mondo che non conoscono, si trovano a dover affrontare procedimenti penali, sono costrette ad espletare innumerevoli pratiche burocratiche: in una parola hanno un assoluto bisogno di aiuto. Come può un’impresa funebre sostenere in queste drammatiche circostanze i propri clienti, con cui instaura anche uno stretto rapporto
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parliamo di...
sul piano umano? Come può sgravarli da tutte le preoccupazioni esterne per fare in modo che possano vivere in pace ed in intimità il momento di grave lutto? Come può fornire loro un servizio completo che non si limiti al momento del funerale? Studio3A è il partener ideale che può fornire puntuali risposte a tutte queste istanze.
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Con oltre vent’anni di esperienza, Studio3A è una società specializzata a livello nazionale nella gestione di ogni tipologia di sinistro, da quelli stradali a quelli catastrofali, da quelli sul lavoro a quelli su cui incombe il dubbio di una responsabilità medica: è la prima realtà di questo settore, in Italia, ad aver sviluppato un’area dedicata, un protocollo ad hoc e competenze specifiche nei sinistri gravi e complessi, e l’unica a essere diventata società per azioni - Valore spa - a maggior garanzia per i propri assistiti che sono al centro di tutto. L’obiettivo primario di Studio3A è, infatti, quello di tutelare e dare valore ai diritti dei danneggiati e per raggiungerlo, fin da tempi non sospetti, è stata adottata la scelta di non chiedere mai nulla ai propri assistiti anticipando tutte le spese: questo sia per togliere ogni incombenza “esterna” a persone in un momento particolarmente difficile e doloroso della propria vita e sia per dare modo a tutti di ottenere giustizia, soprattutto a chi, da solo, non ne avrebbe la capacità, i mezzi o le possibilità economiche. Studio3A si fa carico di individuare e fornire i consulenti di parte necessari per gli accertamenti disposti dalla Procura, forte di una rete di centinaia di fiduciari capillarizzata in tutta Italia tra medici legali e specialisti in ogni branca della medicina, periti, ingegneri cinematici e quant’altro. Non solo. La Spa presieduta dal dott. Ermes Trovò collabora attivamente anche con le imprese di onoranze funebri, accollandosi l’intero costo
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Ermes Trovò, presidente di Studio3A del funerale, che per molte famiglie rappresenta un sacrificio insostenibile, e occupandosi all’occorrenza delle complesse procedure di rimpatrio delle salme, grazie a rapporti ormai consolidati con le ambasciate e con le comunità straniere più importanti residenti in Italia. Sempre nell’ottica di alleggerire il più possibile i propri assistiti dalla burocrazia, Studio3A si occupa inoltre di tutte le pratiche legate alle successioni e, non da ultimo, offre anche un supporto psicologico mirato per le situazioni di grave lutto, grazie alla competenza di psicologi, scelti e selezionati nelle singole aree geografiche, esperti nell’affrontare la Sindrome Post Traumatica da Stress. L'ufficio centrale di Studio3A
parliamo di...
Convenzionandosi con Studio3A, un’impresa funebre è certa di affidare i propri clienti in ottime mani anche per il futuro, ossia per ciò che li attenderà dopo. Le famiglie delle vittime vengono costantemente affiancate dai consulenti personali dell’azienda, dipendenti formati al suo interno, che dispongono di una formazione tecnico-giuridica ma anche di una preparazione psicologica per assistere in modo adeguato le famiglie colpite da queste tragedie: professionisti a disposizione H24, anche a domicilio, e disponibili per rispondere a tutte le esigenze sia dei danneggiati, che delle imprese funebri, quest’ultime consapevoli che Studio3A si batterà in ogni modo, con le proprie professionalità, con le competenze sviluppate in tanti anni di attività nel settore, con la costanza e la caparbietà che lo caratterizza, per dare voce, peso e sostanza ai diritti lesi. L’impresario
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Studio3A a Tanexpo 2018
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funebre sa che Studio3A lavorerà con il massimo impegno per i suoi clienti, dando fondo a tutte le sue risorse, grazie ad una struttura di esperti, una squadra di oltre 60 dipendenti, tra liquidatori e consulenti personali, a cui si aggiungono centinaia di professionisti accuratamente selezionati e costantemente monitorati dalla Direzione Generale. Si tratta di un team che, acquisito il mandato, accompagna i propri assistiti lungo tutto il percorso, dalla consulenza iniziale alla valutazione e all’accertamento delle responsabilità fino alle trattative con le compagnie di assicurazione del responsabile civile e all’avvenuto risarcimento. Il tutto nella totale trasparenza: ogni cliente, comprese le stesse onoranze funebri, possono accedere via web alla propria “Area riservata” per verificare lo stato di avanzamento della loro pratica, sempre con la garanzia di non
doversi accollare alcuna spesa nel malaugurato caso che l’azione non dovesse andare a buon fine, perché Studio3A non chiede nulla se dovesse verificarsi questa eventualità, peraltro rara visto che chiude con successo il 98% delle posizioni e l’83% in via stragiudiziale, senza pertanto la necessità di intentare una causa. Studio3A è consapevole che il danno da lutto non potrà mai essere integralmente risarcito, che nulla potrà restituire ai familiari il loro caro strappato all’improvviso e in modo colpevole e ingiusto. Ma è fermamente convinto del fatto che punire i responsabili e ottenere un giusto risarcimento sia il primo passo per ritrovare un po’ di serenità, per poter guardare con un po’ più di fiducia il futuro, per poter portare un fiore sulla tomba del proprio congiunto e dirgli: “oggi ti abbiamo reso giustizia”.
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Gli eventi internazionali d'autunno d i s t e fa n o m o n ta g u t i
Quest’anno la scelta della sede è ricaduta su Salt Lake City, capitale dello
stato dello Utah, una città alternativa rispetto alle location solitamente selezionate per questa manifestazione. La città del Lago Salato con i suoi 190.000 abitanti è estremamente piacevole, ordinata, ottimamente organizzata, tutta da scoprire. Come molti sapranno è in questo angolo di mondo che si concentrano OLTRE MAGAZINE
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Come ogni anno negli Stati Uniti si è tenuto, nel mese di ottobre, il consueto appuntamento con l’International Convention & Expo, la manifestazione convegnistica ed espositiva organizzata dalla NFDA, National Funeral Directors Association.
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Un breve rapporto sulla NFDA Convention & Expo 2018 (Salt Lake City, USA 14-17 ottobre) e su Funergal (Ourense, Spagna 9-10 novembre)
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i seguaci della religione mormone, da quando nel 1847 alcuni rappresentanti di tale confessione scelsero di stabilirsi in questo luogo, allora isolato, per professare liberamente la loro fede lontano da comunità ostili. A tutt’oggi Temple Square, centro nevralgico della città, è il quartier generale della Chiesa mormone. Sulla vasta piazza si affacciano gli imponenti ed eccentrici edifici del complesso religioso: il tempio, il museo e la biblioteca. Salt Lake City si trova ad una quota di 1288 metri sul livello del mare, in una zona paesaggistica di grande impatto: il Great Salt Lake State Park, che nella parte settentrionale comprende un deserto salato, e il corollario di montagne quasi perennemente innevate costituite dalla catena dei monti Wasatch, regalano panorami mozzafiato per la gioia dei turisti e dei fotografi naturalisti. Il clima secco determina rilevanti escursioni termiche con estati dalle temperature elevate ed inverni piuttosto rigidi. Da quando nel 2002 Salt Lake City ospitò la XIX edizione dei Giochi
Lo staff di Tanexpo e Miami Funer a Salt Lake City olimpici invernali, la zona è divenuta un importante comprensorio per le attività sciistiche. Sarà per tutte queste caratteristiche che NFDA, una delle più accreditate associazioni di impresari funebri a livello mondiale, ha optato per far
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Lo stand di un'agenzia di marketing alla NFDA
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svolgere l’annuale appuntamento in questa città, potendo usufruire del Salt Palace Convention Center, un’imponente centro congressi, una gigantesca struttura da 21.000 posti, in grado di garantire alti standard qualitativi. Tuttavia proprio la particolare collocazione della città, a detta dei partecipanti che pur hanno apprezzato la location, non ha portato quel numero di visitatori che l’organizzazione si aspettava. Una manifestazione dunque in tono un po’ minore rispetto alle ultime edizioni, tuttavia non meno importante. L’evento si colloca infatti tra le innumerevoli iniziative a cura di NFDA per offrire ad oltre 11.000 imprese funebri statunitensi, indispensabili strumenti per essere sempre aggiornati e per mantenere un elevato livello professionale. Sono proprio le conferenze e i seminari formativi la sezione più
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rilevante dell’annuale kermesse della NFDA: a Salt Lake City gli operatori hanno avuto la possibilità di scegliere tra più di 35 sessioni dove esperti hanno illustrato le ultime tendenze, dibattuto sui temi più caldi del settore, esposto nuove idee e strategie da poter mettere facilmente in atto. Parallelamente NFDA mette in campo numerose iniziative di sensibilizzazione anche nei confronti dei consumatori, come ha relazionato l'amministratore delegato Christine Pepper durante la sessione generale, evidenziando gli importanti progressi volti ad educare i consumatori
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sul valore dei funerali e sul prezioso ruolo svolto dai funeral directors nell'aiutare le famiglie a superare la morte di una persona cara. Come ogni anno l’organizzazione di Tanexpo e di Miami Funer non ha mancato di essere presente con uno stand per promuovere la più importante fiera mondiale che si svolge a Bologna assieme alla nuova iniziativa in programma il prossimo mese di marzo a Miami. La parte espositiva dell’International Convention & Expo si è sviluppata su una superficie di 7.450 mq in un moderno padiglione a campata unica che permetteva una visione glo-
bale di tutta l’area. Tra i 329 espositori, significative le presenze di Dodge Company con tutte le novità nel campo dei prodotti sanitari, di LoveUrns con una nuova gamma di urne di cristallo di Boemia e di Batesville, con l’ultima collezione di cofani impreziositi da eleganti decorazioni a rilievo. La presenza Italiana spiccava per l’esclusivo design delle urne di Fenicetek, oltre alla particolare personalizzazione del loro stand, e della Laerrevieffe che ha presentato al mercato americano i suoi modelli di urne ed accessori. A completare l’evento la ben organizzata serata dedicata all’International reception, un’ulteriore occasione per confrontarsi con una vasta platea internazionale ed allacciare importanti contatti per promuovere la propria attività. A pochi giorni dal rientro dagli Stati Uniti già un altro aereo ci attendeva con destinazione Ourense, in Spagna, dove si è tenuta la decima edizione di Funergal in cui, ancora una volta, non poteva mancare la presenza di uno spazio espositivo riservato a Tanexpo e Miamifuner, a rimarcare la vocazione internazionale delle nostre due manifestazioni. La fiera galiziana, abbastanza contenuta nei numeri, non è stata,
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come erroneamente si potrebbe pensare, a carattere locale: tra i 111 espositori diverse le presenze estere in rappresentanza di ben 14 Paesi tra cui Portogallo, Italia (con lo stand del Gruppo Vezzani), Olanda, Francia, Pakistan, Germania ed altri ancora. Importante la visita di delegazioni estere provenienti da Brasile, Guatemala e Colombia per promuovere quello scambio che mira a rafforzare i legami e ad ampliare gli orizzonti culturali e commerciali. Tra le particolarità è da segnalare la partecipazione dell'Ordine del Cammino di Santiago che ha avviato una collaborazione con fabbricanti di cofani per realizzare 'Xacobeo' (giubileo), un particolare modello, dotato di certificazione ecologica, con incisioni che riprendono i principali simboli dell’Ordine, come la croce di Santiago Apóstol o le tradizionali conchiglie. Gli stessi soggetti hanno inoltre ispirato speciali gioielli commemorativi, prodotti dall’olandese Funeral Products. Si tratta di due diversi modelli di cion-
Lo stand di Global RC a Funergal doli realizzati in argento, che permettono di contenere al loro interno una piccola quantità di cenere a ricordo perenne del proprio caro. Nell’ambito della tradizionale cena conviviale sono stati consegnati premi e riconoscimenti agli espositori per gli sforzi profusi nel presentare prodotti e servizi innovativi. Tra questi molte le aziende che espongono anche a Tanexpo: l’onnipresente tedesca Pludra si è aggiudicata il premio per l’internazionalizzazione, mentre la portoghese Global RC, uno dei maggiori produttori ed esportatori di cofani, ha ottenuto il massimo
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Lo speciale cofano 'Xacobeo' realizzato per l'Ordine del Cammino di Santiago
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riconoscimento per il migliore stand; alla catalana Sortem, leader in Spagna nel settore dei prodotti sanitari, è invece andato il prestigioso innovation award. Ha concluso la manifestazione una speciale cerimonia di premiazione dedicata alle donne che si distinguono in questa particolare professione. Molte le onorificenze consegnate alle rappresentanti del “gentil sesso”, a conferma della rilevanza che hanno assunto nell’imprenditoria funeraria. La presenza di Tanexpo congiuntamente a Miami Funer non si esaurisce qui: è in partenza in questi giorni una rappresentanza che presenzierà la fiera polacca di Poznan, mentre altri membri dello staff stanno preparando le valigie per Lione dove è in calendario l’e-
Le autorità locali in visita allo stand di Tanexpo-Miami Funer dizione 2018 di Funexpo. Un costante lavoro di promozione che consente ai nostri eventi di posizionarsi sempre al top per fama e gradimento.
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statistiche
Dimmi dove abiti e ti dirò come te ne andrai di RAFFAELLA SEGANTIN
A cavallo dell’estate l’Istat – l’Istituto Italiano di Statistica - ha pubblicato un rapporto sulle misure del benessere (BES), evidenziando la situazione non solo regione per regione ma anche provincia per provincia.
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La mappa di quattro fra le cause principali di morte per fasce d’età elaborate dall’Istat su base provinciale.
In generale lo studio conferma la tendenza dei due anni precedenti che hanno segnato un miglioramento in molti ambiti, anche se persistono
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significative differenze territoriali sia nei livelli che nelle dinamiche. Tali diseguaglianze a volte si connotano come veri e propri divari strutturali tra il Nord e il Sud della Penisola, che mettono in evidenza situazioni economiche, stili, tenori di vita e mentalità diverse. Il documento contiene anche alcune tavole relative alla mortalità e anche in questo
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Mortalità infantile
da 2,9 a 5,8 2,8 - media nazionale da 2,7 a 0 Decessi ogni 1.000 nati vivi
Mortalità per incidenti stradali
da 0,8 a 2,6 0,7 - media nazionale da 0,6 a 0 Decessi tra i 15 e i 34 anni ogni 10.000 residenti
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Partendo da queste tabelle, Infodata , il blog del Sole 24 Ore che analizza i fatti attraverso i numeri, ha realizzato alcune mappe da cui si evince con un solo colpo d’occhio quale sia l’andamento delle varie cause di morte nelle diverse province italiane, essendo rappresentate in modo crescente con tonalità che vanno dal celeste al blu i territori nei quali l’incidenza è inferiore alla media e dall’arancione al rosso quelli in cui è superiore, mentre il grigio denota la corrispondenza con il dato nazionale. Sono stati presi specificatamente in considerazione quattro fattori di particolare rilevanza: la mortalità infantile e gli incidenti stradali, per quanto riguarda la fascia più giovane di età, i tumori per gli adulti e le malattie legate alla demenza senile per la popolazione più anziana. Vediamo ora di analizzarli brevemente nel dettaglio.
Mappe elaborate da Infodata
Mortalità infantile
Relativamente alla mortalità infantile, le notizie sono più che confortanti essendo il numero dei decessi neonatali, già fortunatamente molto basso, in ulteriore calo. L’ultimo dato, che risale al 2014, vede 2,8 decessi su 1000 bambini nati vivi contro i 3,8 del 2004. Alla Calabria spetta il record negativo poiché tutte le sue province presentano numeri superiori alla media nazionale, con Cosenza in testa che ha registrato un tasso di 5,8 decessi.
Incidenti stradali Sconsigliato mettersi alla guida se ci si deve spostare in provincia di Vercelli, è qui infatti che si registra il numero più alto di mortalità per incidenti stradali: nel 2016 si sono registrati 2,6 decessi ogni 10.000 abitanti fra i giovani in età compresa tra i 15 e i 34 anni, a dispetto
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caso sono presenti rilevanti difformità tra le varie zone d’Italia.
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MAY
statistiche
di una media nazionale dello 0,7. A voler esser obiettivi nel caso delle vittime della strada non è possibile identificare una vera e propria area geografica di maggiore incidenza, i dati testimoniano un andamento a macchia di leopardo.
Mortalità per tumore
da 9,01 a 11,4
Tumori
Demenza senile
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È invece più chiara la mappa che riguarda i decessi per patologie oncologiche nella popolazione adulta compresa tra i 20 e i 65 anni. La media nazionale parla di 9,0 morti ogni 10.000 persone, limite che viene superato, come ci si può aspettare, nelle zone più inquinate o dove la cura e la prevenzione per queste malattie è più scarsa o meno efficiente. Fa impressione osservare come l’area della cosiddetta “terra dei fuochi”, tristemente nota per i roghi di rifiuti, coincida puntualmente con una maggiore incidenza di decessi per cancro: 11,4 nel napoletano e 11 nella provincia di Caserta, un triste primato che viene condiviso anche con la provincia di Carbonia-Iglesias. Ad avvalorare la tesi della tossicità dell’aria quale principale causa della presenza di malattie tumorali in quella fascia compresa tra le province di Napoli e Caserta, è la constatazione che la confinante provincia di Isernia, evidentemente lontana a sufficienza dalla zona incriminata, con una media dello 0,7 si colloca abbondantemente al di sotto dei parametri a livello nazionale.
I dati lo attestano chiaramente, si invecchia decisamente meglio al Centro-Sud, rispetto al Nord d’Italia. Il numero dei decessi su scala nazionale causati da demenza senile o da altre patologie del sistema nervoso è di 27,9 ogni 10.000 residenti over 65 (dati rilevati nel 2014) e a meno che non si abiti in provincia di Pordenone, unica eccezione di una mappa che divide
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9,0 - media nazionale da 8,9 a 7,0 Decessi tra i 20 e i 64 anni ogni 10.000 residenti
Mappe elaborate da Infodata
Mortalità per demenza e altre malattie del sistema nervoso
da 28‰ a 45,60‰ 27,90‰ - media nazionale da 27,80‰ a 18,40‰ Decessi tra gli over 65 ogni 10.000 residenti
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in modo inequivocabile lo Stivale e a cui spetta la palma per il tasso più basso (18,4), la media si alza nelle regioni del Nord, arrivando anche a 38,7 nella provincia di Treviso, e si abbassa notevolmente nel Mezzogiorno con in testa le cifre confortanti delle province di Isernia (19,1) e di Cosenza (19,2). In controtendenza la Sardegna che presenta numeri superiori alla media, ma qui è doveroso applicare una diversa chiave di lettura; in questo caso bisogna tenere in considerazione che, com’è noto, nell’isola risiede una delle popolazioni più vecchie del mondo e va da sé che le patologie legate all’età si presentano in numero più consistente. Grazie ai progressi della medicina, che negli ultimi anni sta investendo molto sulla ricerca finalizzata alla cura delle malattie neurodegenerative dell’anziano, dopo aver raggiunto il punto massimo nel 2012, la mortalità per queste patologie sembra essere in recessione. Una buona notizia che ci fa ben sperare per il nostro futuro.
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Una strage del nostro tempo di sara sacco
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Raffiche anomale di vento hanno trasformato i boschi delle Dolomiti in un cimitero di alberi. Una ferita profonda, conseguenza di cambiamenti climatici che non possono più essere ignorati.
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Un secolo. Cento anni, è forse questo il dato più impressionante. Tanto infatti sarà il tempo necessario per tornare a vedere i nostri boschi come si presentavano solo pochi giorni fa, prima che la potenza devastante di venti lanciati a 120-130 km/h distruggesse intere aree travolgendo milioni di alberi. L’ondata di maltempo della fine di OLTRE MAGAZINE
ottobre ha provocato morte e devastazione in tutta Italia, distruggendo soprattutto molte vite umane ma anche un patrimonio paesaggistico ed economico di rilevante importanza per il nostro Paese. I fatti prima di tutto: si stima “una strage di circa 14 milioni di alberi che ha compromesso l'equilibrio ecologico ed ambientale di vaste aree montane,
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Foto di Walter DonegÃ
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mettendone a rischio la stabilità idrogeologica", lo afferma la Coldiretti insieme a Federforeste, precisando che ad essere abbattuti sono stati soprattutto faggi e abeti bianchi e rossi nei boschi dal Trentino all'Alto Adige, dal Veneto al Friuli. Un vero disastro che coinvolge dal punto di vista economico un intero settore industriale e territori già in difficoltà per il progressivo abbandono e spopolamento. Dopo lo sgomento e la profonda tristezza per la perdita di un paesaggio che non tornerà, è necessario reagire tempestivamente per non peggiorare le cose. Che ne sarà di tutti gli alberi sradicati e schiantati delle Dolomiti? Federlegno ha lanciato l’allarme: “è giunto il momento che le istituzioni sostengano con forza le imprese forestali nazionali che quotidianamente operano su un mercato dove è fortissima la concorrenza di colossi stranieri e che dovranno necessariamente far fronte ad una grandissima mole di lavoro per il prelievo in zone particolarmente difficili da raggiungere”.
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Tanti, davvero tanti i problemi a cui far fronte: i bilanci a rischio degli enti montani che contavano sugli introiti del legname, i danni sull’intera filiera
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del legno, la distorsione del mercato causata dalla sovrabbondanza di materia prima a cui seguirà nel giro di un paio di anni un'inevitabile carenza, i rischi per i posti di lavoro nel settore delle utilizzazioni boschive… La necessità di un intervento tempestivo da parte delle istituzioni viene richiesto da più parti dal mondo della montagna: i territori del Trentino, dell’Alto Adige, del Veneto e del Friuli Venezia Giulia non possono perdere nemmeno un minuto per provvedere al recupero degli alberi caduti, che si annuncia come un lavoro gigantesco. Josef Schmiedhofer, direttore del demanio della Provincia di Bolzano, stima che l’operazione di recupero degli alberi abbattuti durerà almeno tre anni e pone anche il tema dello stoccaggio delle enormi quantità di legname. Per non parlare delle criticità nella tenuta dei terreni, dove frane e smottamenti hanno già provocato l’interruzione di strade forestali, o dei cambiamenti climatici, con lo scioglimento della neve o il caldo delle estati e i probabili incendi che il legname inerte potrebbe facilmente alimentare. Successivamente sarà necessario il rimboschimento, la riqualificazione delle aree investite che dovrà neces-
sariamente essere pensata in funzione dei mutamenti climatici. Il noto esperto di montagna, Reinhold Messner, che ha visto di persona il territorio in cui vive scontrarsi col recente cataclisma, lancia un appello affinché i Governi e le istituzioni, non solo italiani ma europei, si schierino “per una guerra al cambiamento climatico che sarebbe la vera crociata di questo millennio. Prima della tempesta potevamo anche illuderci che il cambiamento climatico fosse una questione lontana. Gli tsunami, le inondazioni. Tutto altrove. Ora non più. Abbiamo visto. C'è il nostro panorama che non sarà più quello di prima”. Una furia distruttrice che in poche ore ha abbattuto alberi centenari, una corsa contro il tempo per cercare di limitare i danni, oltre cento anni per tornare ad una situazione di stabilità del paesaggio e del sistema economico. Negli spazi di dilatazione e contrazione temporali si gioca la sfida che vede impegnato il nostro Paese e probabilmente tutto il nostro mondo: senza perdersi in scenari apocalittici, è forse davvero giunto il momento di impegnarsi per un cambiamento rivoluzionario.
Tempio di Cremazione
La struttura, unica in Calabria, sorge a Carpanzano nei pressi di Cosenza. Il Tempio Crematorio si sviluppa su un'area di 700 mq coperti, offre servizi di cremazione nel più profondo rispetto verso la salma ed i familiari.
Nella struttura è possibile trovare lo spazio ideale per salutare i propri cari in un clima di silenzio e di armonia. Ad oggi la struttura è dotata di due linee di cremazione, aperta h 24, compreso i festivi, tale da garantire un servizio celere all'utenza senza nessuna attesa.
Si tratta di un inizio di una realtà che rappresenterà nel Sud un misto di efficienza, professionalità e competenza che per molti è una scommessa ma per la proprietà una certezza.
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L’aldilà secondo il Corano di MIRANDA NERA
Dalle sue radici nascono fiumi di acqua limpida e fresca e le sue foglie di smeraldo accolgono frutti simili a gioielli. Quest'albero si chiama Tuba e rappresenta la vita eterna.
Il paradiso La Jannah è il paradiso per i musulmani; questo termine deriva da OLTRE MAGAZINE
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Una leggenda molto antica racconta che nel meraviglioso giardino dell'aldilà, che i Musulmani chiamano Jannah, c'è un albero gigantesco. È così grande e possiede talmente tanti rami che se un veloce cavaliere decidesse di attraversare la sua ombra, impiegherebbe più di cento anni.
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Il giardino dell’Eden, l'albero della vita eterna e il ponte verso l'inferno.
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Gan 'Eden che non è altro che l'espressione ebraica che indica il giardino dell'Eden e quindi il paradiso. Tale concetto è mutuato dall'influenza ebraica, cristiana e persiana. La visione del paradiso è molto ricca sebbene non abbia una chiara collocazione: talvolta è rappresentato come un eden terrestre, in altre occasioni come un luogo onirico e celeste. La Jannah è la massima aspirazione per ogni musulmano dopo il fine vita ed è da questa idea che hanno preso forma i magnifici giardini che incontriamo nelle antiche e ricche dimore arabe, che trovano una delle massime espressioni nella splendida Alhalambra di Granada, in Spagna, dove piante lussureggianti e fiori di ogni foggia e colore crescono e sbocciano contornati da
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Un particolare dei giardini dell'Alhalambra di Granada specchi d’acqua, vasche e fontane che rendono il sito veramente paradisiaco.
L'inferno L'inferno è spaventoso e nel Corano ci sono circa 500 versi che lo descrivono. Vi si accede da sette porte, una per ogni tipo di peccato. Sono gigantesche, sorvegliate da due angeli: una volta chiuse non possono più essere riaperte e quando vi si entra non si può più tornare indietro. L'inferno viene anche identificato come un lago di fuoco e sopra di esso vi è un ponte sottile come un capello e tagliente come una lama su cui le anime dovranno correre: alcune si salveranno, altre cadranno nel fuoco eterno ed altre ancora saranno tagliate in mille pezzi.
Anche la sua collocazione fisica, analogamente a quella del paradiso, è incerta: alcuni pensano che si trovi sotto terra, altri lo collocano esattamente al centro della terra ed altri ancora invece credono che si trovi sotto sette mari. Secondo la tradizione non si estende su un unico livello, ma su più piani, ognuno studiato in base alla pena che deve essere inflitta al defunto. Nei livelli più bassi vengono inflitte le punizioni più atroci e la temperatura è più alta. Più si scende e più le fiamme sono dense ed incessanti. Le anime dell'inferno non saranno annientate, ma dovranno subire terribili pene fino al giorno del giudizio.
Il giorno del giudizio Il Corano, testo sacro di immenso valore, viene scritto dopo la
rivelazione di Dio a Maometto. In esso troviamo molti versetti dedicati all'aldilà che ci danno una visione articolata di questi luoghi e che indicano quale sia il comportamento da seguire in vita, per potervi accedere o per poterli evitare. I Musulmani proprio come gli Ebrei ed i Cristiani sono certi della resurrezione dopo la morte e del giudizio delle anime nel “giorno dell'uscita dalle tombe”, quanto i morti si risveglieranno davanti all'onnipotenza di Dio e ogni anima sarà giudicata da Allah. Quello del giudizio dell'anima del defunto è un argomento di grande rilevanza; il Corano prevede due modalità: da un lato c'è la pesatura dell'anima, con un retaggio sicuramente derivante dalla cultura egiziana, dall'altro c'è un vero e proprio interrogatorio da parte degli angeli Munkar e Nakīr. Con la pesatura dell'anima vengono considerate tutte le azioni che l'uomo ha compiuto nella sua vita, sia in bene che in male. Le anime peccatrici saranno ovviamente perseguite fino alla fine del tempo ma non annientate definitivamente come nell'idea degli Egizi. Gli angeli Munkar e Nakīr invece hanno il compito di tormentare le anime fino al giorno del giudizio qualora le azioni in vita non fossero state in linea con i princìpi religiosi. Di norma il destino di ogni defunto dipende dalla devozione che possiede e dalla sua appartenenza alla comunità. L’idea inerente il fine vita è sicuramente molto connessa con quella ebraica e cristiana in cui c'è un forte accento sulla ripartizione dei luoghi dell'aldilà, ovvero il paradiso e l'inferno.
La ritualità funebre
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La ritualità funebre per gli appartenenti alla religione musulmana consiste nella preparazione della salma prima dell'inumazione e nel rito di commiato in moschea.
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Subito dopo la morte, il corpo viene trattato in modo estremamente preciso secondo passaggi ben definiti. Di norma viene lavato e purificato, rivolto con la testa verso la Mecca e quindi viene coperto. Il corpo è sacro e durante il lavaggio bisogna fare molta attenzione a non contaminarlo come ad esempio toccandolo a mani nude. Il rito è semplice e breve e la cerimonia ha una durata che differisce da ogni tipo di rito ordinario. La sepoltura in terra è la soluzione più diffusa e la cremazione è proibita poiché violerebbe il principio per cui l'anima debba ricongiungersi successivamente al corpo. La religione non impone una veglia post mortem, a tal proposito è auspicabile che la sepoltura avvenga il più presto possibile subito dopo il decesso.
Nel momento in cui il corpo viene adagiato nella fossa, si recita la professione di fede. Il settimo e il quarantesimo giorno dopo il decesso, viene allestito un banchetto funebre, in cui la comunità si stringe attorno ai dolenti per accompagnarli nel loro momento di dolore. Come abbiamo visto in questo e nei precedenti articoli, sono molte le contaminazioni e i punti comuni tra le tre grandi religioni monoteistiche - ebraica, cristiana e musulmana sia dal punto di vista escatologico che da quello della ritualità. Tutte e tre attingono infatti dal patrimonio culturale dei grandi popoli antichi (a cominciare dagli Egizi e dagli Assiri, per finire con i Greci e i Romani) che per primi hanno gettato le basi della moderna civiltà.
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