Bretil adotta un profilo anteriore dalle linee moderne e raffinate. Allestimento “Business-sport” di serie con mascherina anteriore a doppie lamelle con logo centrale e gruppi ottici anteriori a doppio sopracciglio. Interni vettura prestigiosi, si distinguono per l’elevata spaziosità e l’utilizzo di materiali pregiati per pelli, finiture ed inserti. Quattro tipologie di allestimenti vano feretro a scelta, tra “Carbon-look”, “Leather-look”, “Ivory-look”, “Grey-look” e luci a LED ad alta luminescenza con diverse tonalità cromatiche a scelta. Autotelaio con innovativo sistema “Air-suspension”, a sospensioni posteriori pneumatiche di portata integrali autolivellanti a doppio sensore, regolabili in altezza.
LO STILE CHE NON C’ERA
SOMMARIO
IN EVIDENZA Apre con un ricordo della tragedia di Genova questo numero di Oltre Magazine, un tributo alle vittime, alle famiglie e all’intera città ferita nel profondo. Nelle pagine a seguire si parlerà ampliamente di cremazione, sia in un articolo che illustra le proiezioni negli Stati Uniti d’America da qui al 2035, che vedono questa scelta nettamente in salita arrivando ad una media complessiva dell’80%, e sia in un redazionale che chiarisce le varie tipologie di cremazione (calda, fredda, liquida) alla luce della proposta di legge del Movimento 5 Stelle volta alla promozione della cosiddetta cryomation che sarebbe da preferire ai metodi tradizionali. Lo spazio dedicato alla cultura ospita un ampio reportage sul concetto di morte nella religione ebraica e sulle tradizioni e i riti legati al lutto secondo le linee guida dettate dalla Halakhà, la legge ebraica mutuata dai libri sacri. Coloro che hanno la curiosità di partecipare a Miami Funer dal 13 al 15 marzo 2019, come espositore o come visitatore, potranno consultare le pagine che riassumono in modo chiaro e schematico tutte le informazioni utili.
in memoria Un pensiero per Genova
STATISTICHE
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U.S.A.: cremazione sempre più in aumento
fiere Miami Funer 2019
focus donna Determinazione e passione
cimiteri d'europa Riposare per sempre in un parco
attualità Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai
news aziende Quando ogni prodotto è unico
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parliamo di... Passato e presente di una grande azienda
news aziende www.primabottega.it
cultura Il sentimento della morte nella religione ebraica
parliamo di... Rituali funebri ebraici
eventi Il Rumore del Lutto 2018
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cultura Una festa di colori
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Oltre Magazine Periodico di informazione dell’imprenditoria funeraria e cimiteriale Bimestrale Anno XVIII - n°6 Settembre - Ottobre 2018 OLTRE MAGAZINE
NUMERO 6
Direzione, Redazione, Amministrazione: Conference Service srl Via de’ Buttieri 5/a - 40125 Bologna tel. 051 4298311 - fax 051 4298312 redazione@oltremagazine.com
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in memoria
Un pensiero per Genova di alberto leanza
A due mesi dalla tragedia del crollo del ponte Morandi, un ricordo per non dimenticare.
fermano e le strade, come sempre, sono un fermento di auto e mezzi di ogni tipo. Molti stanno transitando sull’autostrada che attraversa la città, alcuni per lavoro altri per raggiungere le località di villeggiatura per quel periodo di vacanza agognato da mesi. Ed è proprio lì che alle 11.36 avviene quello che purtroppo tutti sappiamo. Il ponte sul fiume Polcevera, opera d’avanguardia degli anni ’60 chiamato affettuosamente da molti "il ponte di Brooklyn”, si spezza all’improvviso crollando senza pietà, coprendo il boato dei tuoni, smorzando ogni altro suono, mescolando la pioggia con la polvere, portando con sé la vita, le storie,
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E’ una strana atmosfera quella che avvolge Genova la mattina del 14 agosto. La città è flagellata da una pioggia battente che sembra avere cancellato di colpo i colori dell’estate. Ma le normali attività non si
le sofferenze, i sogni e le speranze di decine di persone. Alla fine del tragico computo le vittime saranno 43, senza contare i feriti nel fisico e nell’anima e le centinaia di famiglie residenti nei palazzi situati nella zona del disastro che hanno dovuto lasciare all’improvviso e per sempre le proprie abitazioni assieme a tutti i beni materiali e ai propri ricordi. “Una tragedia inaccettabile” la definisce Sergio Mattarella, visibilmente addolorato durante i funerali. “Uno squarcio nel cuore di Genova” gli fa eco il cardinale Angelo Bagnasco, “una ferita profonda che nessuna doverosa giustizia può cancellare”. Per i più si tratta di una tragedia annunciata, di un insieme di negligenze, sottovalutazioni, rimandi, superficialità, interessi diversi… Non è stato dato il giusto peso alle
numerose segnalazioni e ai tanti allarmi giunti da più parti negli ultimi anni. Lo sport nazionale dello scarico delle responsabilità è già in pieno svolgimento e probabilmente anche questa volta non saranno mai identificati dei responsabili. Rimangono lo shock, la rabbia e il dolore di una comunità lacerata fisicamente oltre che nello spirito, che negli ultimi anni è stata colpita da altri eventi drammatici pagando forse più di altre il prezzo delle esigenze di una moderna società industriale. Il nostro augurio va all’intera città di Genova affinché trovi la forza di rialzarsi ancora una volta, mentre a tutte quelle famiglie che in un giorno d’estate pieno di promesse hanno conosciuto il silenzio più profondo, rivolgiamo un commosso pensiero di vicinanza.
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statistiche
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U.S.A.: Cremazione sempre più in aumento d i a l e s s a n d r a n ata l i n i
Questo accade sia a causa di un certo spirito di emulazione che ci fa percepire migliore e all’avanguardia tutto quello che proviene da Oltreoceano, sia perché effet-
tivamente gli Stati Uniti sono una nazione giovane, dove circola il libero pensiero svincolato da schemi fissi, dove la sperimentazione e le nuove idee sono incoraggiate e premiate. Da là importiamo i maggiori successi musicali e cinematografici, ma anche nuovi stili di vita, legati soprattutto allo sviluppo OLTRE MAGAZINE
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Si sa che l’America anticipa sempre le tendenze. Per certi aspetti la possiamo considerare una finestra spalancata sul nostro futuro prossimo.
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Il rapporto NFDA 2018 sulla cremazione negli Stati Uniti prevede un aumento del 30% entro il 2035.
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statistiche
tecnologico che in pochi anni ha letteralmente scardinato consuetudini e comportamenti sociali che sembravano profondamente radicati. Ecco perché prestare un occhio attento ai mutamenti che avvengono da quelle parti del mondo si rivela utile per ipotizzare scenari futuri e programmare le conseguenti azioni per essere pronti a gestire al meglio i cambiamenti.
Secondo questo rapporto si stima che nei prossimi 18 anni la pratica della cremazione negli Stati Uniti d’America aumenterà di circa un terzo. Una previsione che trova fondamento leggendo l’andamento degli ultimi tre anni che hanno visto il numero di sepolture tradizionali venire regolarmente scavalcato dalla scelta cremazionista: se la tendenza sarà confermata, nel 2035 il tasso statunitense raggiungerà quasi l'80%, vale a dire 2,80 milioni di cremazioni all'anno.
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In questa ottica riportiamo uno studio statistico pubblicato dalla NFDA (National Funeral Directors Association). Si tratta del Cremation and Burial Report 2018, il rapporto su cremazione e sepoltura condotto dal Dipartimento di sociologia della comunità e dell'ambiente dell'Università di Wisconsin-Madison. È più che altro un’indagine che, sulla base dei dati ad oggi disponibili, mira a fornire proiezioni attendibili di quello che accadrà negli anni a venire.
Quali sono i fattori che determinano questa preferenza? Certamente un generale mutamento di mentalità ma anche l'allentamento dei veti religiosi, un generale vantaggio a livello di costi del servizio, la sempre maggiore attenzione ambientale e, soprattutto nei grossi centri urbani, le problematiche legate alla disponibilità di terreni
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adatti alla sepoltura. Per quanto riguarda l’anno in corso, sempre secondo lo studio presentato dalla NFDA, nel 2018 l’indice di cremazione dovrebbe toccare quota 53,5%, contro il 40,5% delle sepolture “classiche”. Tuttavia, anche se a livello nazionale la cremazione guadagna sempre più popolarità, l’inumazione rimane comunque la principale scelta in diversi Stati del Sud dell’Unione, tra cui Alabama, Arkansas, Kentucky, Louisiana, Mississippi, Tennessee, Utah e West Virginia, notoriamente più conservatori. In ogni caso entro il 2035 in tutti i 50 Stati a stelle e strisce il tasso di cremazione supererà abbondantemente il 50% (nel 2016 solo 20 Stati avevano oltrepassato questa soglia), con punte superiori all’80% in alcuni stati del Nord che già oggi sono al di sopra della media nazionale.
Andamento dell'inumazione e della cremazione in USA
CREMAZIONE
INUMAZIONE
La cremazione tende ad essere praticata in modo più elevato nelle grandi aree urbane, in quanto le città hanno spesso una popolazione più mobile e vi è una maggiore richiesta di terreni da destinare alle sepolture. All’aumento della domanda, le funeral home hanno risposto con l’apertura di crematori autorizzati: sono infatti circa il 30% le imprese di onoranze funebri dotate ora anche di un proprio impianto crematorio. Qual è il destino dell’urna? Un numero piuttosto significativo delle cremazioni – circa il 39% - vede l’affido dell’urna alle famiglie, mentre nel 37,1% dei casi l’urna viene destinata alla sepoltura in un cimitero e nell'8,6% alla collocazione in un colombario. Solo l'1,6% sceglie la dispersione delle ceneri nel cimitero, mentre una rilevante percentuale, il 19,8%, preferisce lo spargimento delle ceneri in luoghi al di fuori dei cimiteri. Da un altro rapporto del 2018 della NFDA, il Consumer Awareness and Preferences Study (studio sulla consapevolezza e le preferenze dei consumatori) emerge che il 61% degli americani sceglierebbe la
Un mondo intero al servizio del vostro business
statistiche
Fonte: statista.com
cremazione in prima persona e di questi il 51,1% vorrebbe disperdere le proprie ceneri in un luogo caro.
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portale a disposizione del pubblico (RememberingALife.com) per aiutare gli utenti a pianificare al meglio tutte le fasi dell’addio.
Con l'evolversi delle preferenze per celebrare la conclusione di una vita, le imprese associate a NFDA hanno messo a punto una serie di azioni per affiancare le famiglie
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ad orientarsi nell'ampia gamma di opzioni disponibili per onorare la vita di una persona cara, garantendo una commemorazione personale e significativa, indipendentemente dal fatto che venga preferita la cremazione o la sepoltura. Per questo è stato creato anche un
La scelta sempre più marcata verso la cremazione, che in pochi anni ha sconvolto consuetudini millenarie, è un fenomeno a livello mondiale. Sarà pertanto uno degli argomenti trattati nel corso della prossima edizione di Miami Funer, in programma dal 13 al 15 marzo 2019, una interessante panoramica di quello che succede non solo negli Stati Uniti ma anche in America Latina, che accenderà i riflettori sui mutamenti che a breve riguarderanno anche il nostro Paese e allo stesso tempo rappresenterà un utile bagaglio di informazioni per tutte quelle aziende che hanno l’obiettivo di incrementare i rapporti di business Oltreoceano.
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Lo ha confermato anche un rapporto Censis - Confcooperative uscito lo scorso anno: le donne possiedono caratteristiche tali da risultare ottime imprenditrici, come se le difficoltà e i pregiudizi che il mondo del lavoro tuttora riserva loro avessero innescato quella spinta decisiva a mettere in campo tutte le forze e le strategie necessarie per competere e ottenere il successo.
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Paola Breda sta scrivendo la storia dei suoi “secondi quarant’anni”, da quando è diventata titolare della Ellegi, la famosa azienda produttrice di imbottiture e veli.
È questo anche il caso di Paola Breda, titolare della Ellegi Imbottiture di Spresiano la cui storia come imprenditrice inizia nel giorno del suo
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quarantesimo compleanno. Una coincidenza che sembra l’incipit di un film o di un romanzo, ma, come si sa, molto spesso la realtà supera la fantasia. E non si è trattato di un regalo, bensì di un momento molto duro a cui ha opposto una coraggiosa reazione. “Ho iniziato a lavorare in Ellegi, da quando avevo 16 anni come operaia, partendo dalla gavetta – ci racconta la signora Paola. - Qui mi sono sempre sentita come parte di una famiglia e anche quando qualche anno dopo, alla nascita del mio secondo
Paola Breda titolare di Ellegi
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figlio mi sono licenziata per poterlo seguire al meglio, non ho mai interrotto i rapporti che mi legavano all’azienda e alle mie ex colleghe, divenute fin da subito delle amiche. Sono state loro che proprio quando stavo festeggiando i miei quarant’anni con i miei cari, mi hanno messo al corrente della tragica notizia: i titolari avevano deciso di cessare l’attività che negli ultimi tempi stava vivendo un periodo di crisi. È scattato subito qualcosa in me, sentivo che non poteva e non doveva finire così. Ho preso il coraggio a quattro mani e mi sono fatta avanti rilevando la società in toto. É stata una decisione rapida ed improvvisa, di quelle che non ammettono repliche, di quelle che non hai il tempo di chiederti se hai fatto la cosa giusta o meno, perché in cuor tuo sai che non potevi agire diversamente”.
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Non solo le va riconosciuta l’audacia di aver intrapreso una strada nuova e, come tale, piena di incognite, ma partire addirittura in netto svantaggio acquisendo un’azienda sull’orlo del fallimento, portandola poi al successo, è un percorso davvero encomiabile. Il suo segreto? “Diciamo che ce l’ho messa tutta non senza difficoltà naturalmente, dovendo anche conciliare il lavoro con gli impegni della famiglia, ma l’entusiasmo non mi ha mai abbandonato e modestamente qualche risultato l’ho ottenuto. Mi sono concentrata fin da subito sulla qualità della lavorazione passando molto tempo in laboratorio, sempre attenta a tutte le fasi di produzione; per me è fondamentale che ogni articolo, da quello economico a quello di alta
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gamma, sia confezionato a regola d’arte. Ellegi nasce nel 1975 quando le imbottiture erano costituite ancora da tre pezzi, si cucivano con la cucitrice e si usava la gommapiuma… Successivamente siamo passati dal sacco al cartone laterale e attualmente alle imbottiture a cartone intero. Questo lungo periodo di attività ha visto grandi cambiamenti nei gusti e nelle tendenze, oltre che nell’evoluzione dei materiali. Oggi i nostri clienti possono contare su un vasto assortimento di modelli (tutti presenti nel nostro sito www.ellegiimbottiture. com), realizzati nei tessuti più diversi con metodi artigianali che garantiscono la qualità nell’esecuzione”.
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Un’azienda in cui le quote rosa sono predominanti … “Diciamo che sono pressoché totali e la cosa mi piace molto. Siamo una bella squadra affiatata dove la passione è il collante che ci unisce. È anche per le mie dipendenti, che mi accompagnano da anni, che ho deciso di proseguire l’attività scegliendo di continuare a produrre sul territorio, delocalizzare è un temine che non esiste nel mio vocabolario! Da qualche anno fa parte del team anche mia figlia Marina e di questo
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ne sono orgogliosa, non solo come madre: essendo giovane e caparbia ha portato in azienda nuova linfa e nuove idee. Sempre alla ricerca di tessuti e di stili innovativi, è grazie al suo fattivo contributo che abbiamo ottenuto la certificazione dell’imbottitura biodegradabile, un risultato importante che risponde adeguatamente alla domanda di prodotti eco-friendly. Marina rappresenta la continuità e il futuro dell’azienda, dando un senso completo a tutto ciò che ho fatto in questi anni”. Nel corso del suo percorso lavorativo il dover sempre rapportarsi con un
mondo prettamente maschile non le ha mai causato qualche difficoltà? “Mai! Anzi come donna (e grazie anche agli anni di esperienza accumulati) ritengo di avere quella marcia in più che mi aiuta ad intuire i desideri del cliente e a comprenderne fin da subito le necessità che si traducono poi nella creazione di prodotti specifici, personalizzati per ogni impresario. Per questo credo di essere particolarmente apprezzata”. Una bella storia destinata a continuare con una prossima generazione ancora al femminile a cui facciamo fin d’ora i nostri migliori auguri!
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cimiteri d'europa
Riposare per sempre in un parco d i S T E FA N O M O N TA G U T I
A Copenaghen, la capitale della Danimarca che conta poco più do 600.000 abitanti, vi sono ben undici cimiteri, cinque dei quali sono pubblici. Tra questi vi è il cimitero di Assistens, di particolare interesse storico, artistico e turistico.
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Il cimitero di Assistens a Copenaghen.
Si trova nella zona di Nørrebro, uno stimolante e piacevole quartiere situato a nord-ovest della città, dove si incontra la “vera” Copenaghen. È un sobborgo multietnico, gremito
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di negozietti, botteghe artigianali, caffè, pasticcerie e panetterie dove si possono trovare e gustare le prelibatezze danesi. Ed è proprio in questo quartiere che nel 1760 venne inaugurato il cimitero di Assistens, originariamente luogo di sepoltura per i poveri, oggi dimora eterna di grandi personaggi della storia e della cultura danese. Le origini di questo luogo della memoria furono assai tormentate. La grande pestilenza del 1711, che
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Oggi sono più di 260.000 le persone che vi hanno trovato sepoltura, disseminate su una superficie di oltre 25 ettari costituita da giardini, prati, alberi secolari, aiuole e piante di ogni tipo: il cimitero si presenta oggi come un bellissimo parco, un polmone verde all’interno del quartiere.
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falcidiò un terzo degli abitanti di Copenaghen, pose prepotentemente in primo piano il problema delle sepolture. I cimiteri della città non potevano infatti soddisfare l'enorme bisogno di sepolcri e anche la soluzione di realizzare cinque piccoli nuovi cimiteri, uno per ogni chiesa parrocchiale, si rivelò ben presto inefficace. Da qui l'idea di un camposanto più grande fuori dalla città. Ma a quel tempo nessuno accettava di farsi seppellire al di fuori dalle mura cittadine, e così l’Assistens divenne l’ultima destinazione dei meno abbienti che non potevano permettersi di pagarsi una tomba in città. Tuttavia pochi anni più tardi l’aumento delle tariffe delle sepolture urbane e un nuovo atteggiamento mentale portò la società del tempo a riconsiderare questo cimitero quale sede delle spoglie proprie o dei propri parenti. Il primo personaggio di spicco che accettò di farsi seppellire all’Assistens fu l’astronomo e saggista J.S. Augustin, nel 1785, infrangendo in questo modo un tabù e dando inizio a una nuova tendenza che portò il jet-set dell’epoca a scegliere questo cimitero che durante la cosiddetta Golden Age (età d’oro) della prima metà del XIX secolo accolse molte figure di rilievo.
Proprio vicino all’ingresso si trova la tomba di Hans Christian Andersen, il celeberrimo autore di memorabili fiabe (chi non conosce la storia del Brutto Anatroccolo, della Piccola Fiammiferaia o della Sirenetta?) Nato ad Odense il 2 Aprile del 1805 e morto a Copenaghen nel 1875; la sua
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lapide circondata da un piccolo recinto in ferro battuto e delimitata da due siepi ben curate è quotidianamente meta di numerosi visitatori. Percorrendo i viali si possono incontrare molteplici tombe di importanti famiglie della città: di particolare rilevanza quella del filosofo esistenzialista Søren Kierkegaard (1813-1855) e del fisico nucleare Niels Bohr (18851962) che fu insignito del premio Nobel per la Fisica nel 1922 per i suoi contributi fondamentali nella comprensione della struttura atomica e
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nella meccanica quantistica. Riposano qui, tra gli altri, anche il fisico Hans Christian Ørsted (1777-1851) e il tenore Ben Webster (1909-1973). Passeggiando tra tombe di danesi più o meno celebri si giunge in una zona particolare, quella dedicata agli homeless, i poveri senza fissa dimora, che si ritrovano qui insieme ricordati da uno straordinario e curioso monumento realizzato nel 2012. Oggi il cimitero, oltre alla sua funzione originaria si può definire un vero e proprio parco dove passeggiare che
attrae, da molti anni, un cospicuo numero di turisti provenienti da ogni parte d’Europa. Quello danese è un diverso modo di approcciarsi ai defunti, comune a molte culture del Nord Europa, e il cimitero non è vissuto come un luogo di tristezza ma quasi di svago. Questo parco-giardino, tipicamente scandinavo, è un sito talmente tranquillo e piacevole che nelle belle giornate non è raro trovare famiglie che vi si recano per un picnic o addirittura vedere gente sdraiata in pieno relax
sul prato a prendere il sole o, ancora, studenti intenti sui propri libri!
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Ho avuto la fortuna di trovarmi a Copenaghen in estate, e, come suggerito da tutte le guide turistiche, non ho mancato di fare una tappa al quartiere di Nørrebro ed al suo famoso cimitero. Inoltrarsi all’interno dell’Assistens, è come entrare in un quadro di Monet, sembra di camminare tra i colori della sua tavolozza: una molteplicità di piante e fiori veramente unici, dalle mille tonalità, circondati da un verde sgargiante forniscono una cornice pressoché fiabesca a questo luogo di eterno riposo. Certamente la visita si è rivelata avvincente in un clima di pacifica serenità e la suggerisco a tutti coloro che abbiano in programma un tour a Copenaghen. Il cimitero è aperto tutti i giorni dalle 8 alle 16 nei mesi invernali, mentre nei mesi estivi dall' 1 Maggio al 31 Agosto è aperto dalle 8 alle 20.
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Col sobrio articolato che potrete leggere nell’apposito riquadro, alcuni parlamentari del Movimento 5 Stelle hanno presentato alla Camera un progetto di legge per introdurre in Italia la cremazione “fredda” da
renderla preferibile a quella “calda” (ossia a quella condotta con i metodi tradizionali). In questo modo le polveri derivanti dal processo di cremazione fredda verrebbero equiparate alle ceneri OLTRE MAGAZINE
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Con l’incremento della cremazione si assiste di pari passo ad un aumento delle questioni e dei timori legati a questa pratica e a discutibili (ameno per ora) proposte alternative.
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di daniele fogli
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provenienti dalla cremazione calda.
Fino all’anno passato non risultavano in Italia posizioni politiche, o meglio partitiche, sui crematori. Stando ai testi dei PDL presentati in Parlamento o degli emendamenti nella fase di discussione al Senato dell’AS1611 e abbinati, l’attenzione era posta più sulle procedure autorizzatorie per la cremazione che sulla installazione di crematori. Il disinteresse sia governativo che parlamentare è stato per anni rilevante, tanto da lasciare inattuato un disposto della L. 130/2001, che dava un termine breve (tre mesi nel 2001) per emanare norme statali “per la realizzazione dei crematori, relativamente ai limiti di emissione, agli impianti e agli ambienti tecnologici, nonché ai materiali per la costruzione
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Già su qualche numero addietro di Oltre Magazine si era data notizia di cosa si intendesse per cremazione fredda. Vista la presa di posizione politica che emerge dal partito di maggioranza relativa del governo giallo-verde, conviene tornare sull’argomento, approfondendolo.
delle bare per la cremazione”. Poi, complice anche la corsa selvaggia alla realizzazione di nuovi crematori in Comuni sperduti del nostro Stivale, attuata con tecniche da “pesca a strascico”, ha preso vigore un movimento dal basso che possiamo definire NO CREM, analogo al NO TAP e al NO TAV, fortemente appoggiato dal M5S che, è il caso di dire, localmente si è spesso preoccupato
di attizzare il fuoco del malcontento. E ultimamente, in Veneto, sono comparsi segni preoccupanti di una iper-regolazione del sistema dei crematori, che tutto si può dire tranne che siano elementi riconducibili ad una pianificazione della loro installazione. Complice il periodo estivo, ho pensato di effettuare una ricerca
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PROPOSTA DI LEGGE AC83 d’iniziativa dell’On. Alberto Zolezzi ed altri (M5S) Modifiche all’articolo 411 del codice penale e alla legge 30 marzo 2001, n. 130, concernenti la disciplina della pratica funeraria della cremazione a freddo Art. 1 (Modifica all’articolo 1 della legge 30 marzo 2001, n. 130) 1. Al comma 1 dell’articolo 1 della legge 30 marzo 2001, n. 130, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «o delle polveri». Art. 2 (Introduzione dell’articolo 1-bis della legge 30 marzo 2001, n. 130) 1. Dopo l’articolo 1 della legge 30 marzo 2001, n. 130, come modificato dalla presente legge, è inserito il seguente: «Art. 1-bis. – (Definizioni) – 1. Ai fini della presente legge si intende per: a) cremazione: il metodo o il processo di trattamento di un cadavere, di resti mortali o di ossa umane, attraverso l’incenerimento mediante combustione, ossidazione o pirolisi, nonché attraverso processi di trattamento termico a basse temperature, quali la cremazione a freddo, con produzione di polveri; b) cremazione a freddo: il processo di trattamento a basse temperature e di frantumazione del cadavere, di resti mortali o di ossa umane; c) polveri: i residui della cremazione a freddo o di altri metodi o processi di trattamento di un cadavere, di resti mortali o di ossa umane, diversi dall’incenerimento; d) crematori: gli impianti comprensivi di qualsiasi unità e attrezzatura tecnica, fissa o mobile, destinati al trattamento di un cadavere, di resti mortali o di ossa umane attraverso la cremazione». Art. 3 (Modifica all’articolo 411 del codice penale) 1. All’articolo 411 del codice penale, dopo la parola: «ceneri», ovunque ricorre, sono inserite le seguenti: «o polveri». Art. 4 (Applicazione alle polveri del regolamento di polizia mortuaria, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1990, n. 285) 1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, le disposizioni del Regolamento di Polizia Mortuaria, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1990, n. 285, relative alla raccolta, al deposito, alla conservazione, al trasporto e alla dispersione delle ceneri, si applicano anche alle polveri definite ai sensi delle disposizioni di cui all’articolo 2 della presente legge.
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Art. 5 (Modifica all’articolo 6 della legge 30 marzo 2001, n. 130) 1. Dopo il comma 1 dell’articolo 6 della legge 30 marzo 2001, n. 130, sono inseriti i seguenti: «1-bis. Nei piani regionali di coordinamento di cui al comma 1 sono individuati specifici criteri e condizioni per l’approvazione e per la realizzazione di progetti che tengano conto degli impatti cumulativi e che riducano al minimo l’emissione degli inquinanti applicando le migliori tecniche disponibili e privilegiando tecniche emergenti alternative alla cremazione mediante combustione che garantiscano un più elevato livello di protezione dell’ambiente. 1-ter. L’autorità competente provvede ad assicurare la partecipazione del pubblico alla redazione e all’approvazione del piano regionale di coordinamento, mediante avvisi pubblici facilmente consultabili anche nei siti web istituzionali».
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Art. 6 (Modifica all’articolo 7 della legge 30 marzo 2001, n. 130) 1. Il comma 1 dell’articolo 7 della legge 30 marzo 2001, n. 130, è sostituito dal seguente: «1. I Comuni provvedono a fornire ai cittadini residenti nel proprio territorio le informazioni sulle diverse pratiche funerarie previste dall’ordinamento, anche con riguardo ai profili economici e ambientali». Art. 7 (Modifica all’articolo 8 della legge 30 marzo 2001, n. 130) 1. Al comma 1 dell’articolo 8 della legge 30 marzo 2001, n. 130, le parole: «delle bare per la cremazione» sono sostituite dalle seguenti: «dei manufatti idonei per la cremazione, aggiornate con la medesima procedura in considerazione delle migliori tecniche disponibili o di tecniche innovative che assicurino un più elevato livello di protezione dell’ambiente».
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sul web con le parole chiave “M5S”, “crematorio”: emerge una mole considerevole di prese di posizione contrarie a nuovi insediamenti, dirette o di appoggio del M5S a contestazioni per nuove installazioni di crematori. C’è chi ha contato che sono oltre 50 i comitati NO CREM sorti in Italia! Così può diventare interessante non solo per gli studiosi della cremazione, ma anche per i lettori di questa rivista, valutare la proposta di legge AC83 a prima firma dell’On. Alberto Zolezzi (M5S), che vorrebbe introdurre e privilegiare la cremazione fredda, cioè la forma di trattamento di un cadavere nota anche come cryomation. La cryomation è un processo che attraverso l’utilizzo della tecnica del freddo attua la liofilizzazione di un cadavere (introdotto con una bara particolare ben diversa dalle usuali) trasformandolo in un corpo secco, solido e fragile. Difatti il cadavere viene raffreddato con azoto liquido a – 196°C. Successivamente, con l’utilizzo di vibrazioni indotte da apposite apparecchiature e/o con sottoposizione a pressioni controllate, si sfrutta tale fragilità per ridurre il corpo in frammenti o in polvere. Come per la cremazione tradizionale la riduzione in ceneri deriva dalla preventiva separazione da protesi e altri residui metallici e dalla riduzione volumetrica dei frammenti con l’uso di apposite macchine. Secondo Elisabeth Keijzer (Università di Groningen, Olanda), nella pubblicazione Environmental impact of funerals Life cycle assessments of activities after life del 2011, afferma che “… il processo di cryomation non è ancora pienamente operativo, anche se in via sperimentale tutti i vari passaggi sono stati testati. Tuttavia, non sono ancora stati testati sugli esseri umani, ma solo sulle carcasse di suini e non esiste al momento
un cryomator funzionante”. Dal 2011 ad oggi non ci risultano cambiamenti o nuove installazioni. Sempre la stessa studiosa chiarisce che “un punto attualmente sottovalutato è che la cryomation standard riduce il corpo a un terzo del suo peso originale” (contro il meno del 4% della cremazione tradizionale), aggiungendo comunque che “gli inventori di questa tecnica hanno sviluppato un processo aggiuntivo che viene dichiarato ridurre ulteriormente i resti di un altro 30%”. Possiamo così stimare che con l’applicazione di questo ulteriore processo un corpo si riduca attorno al 20% del suo peso iniziale: se ad esempio un defunto pesasse 65 Kg, i resti del suo corpo avranno un peso di 13 Kg. A questo occorre aggiungere circa un terzo del peso iniziale della bara: in totale, quindi, stiamo parlando di un peso che oscilla dai 20 ai 30 Kg. (la variabilità dipende ovviamente anche dal cofano) di “prodotti” derivati da questo processo, per ogni operazione svolta. La durata del procedimento di cryomation si può stimare, mancando riscontri reali, in circa 4 ore, contro 1,5 della cremazione calda. Valutando la diffusione dei tre processi noti di cremazione (calda,
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liquida e fredda) possiamo osservare che: 1. La cremazione calda (intesa come la riduzione di un corpo umano in ceneri) è la metodologia più diffusa al mondo per il trattamento dei cadaveri, in costante crescita, che si avvale di una tecnologia matura e con un livello di inquinamento conosciuto e controllato, sottoposto a limiti nella maggior parte del Paesi del mondo, ivi compresa l’Italia. Gli impianti di cremazione nel mondo sono dell’ordine delle diverse migliaia di unità e nella UE di oltre le mille unità. In Italia gli impianti sono stimati oltre i 75 (con una media di 2-3 nuove strutture che si aggiungono ogni anno). 2. La cremazione liquida o resomation (intesa come riduzione in polvere di un corpo umano per effetto di idrolisi alcalina) è una tecnologia recente, che ha circa una ventina di applicazioni soprattutto negli USA. Non è legalmente possibile applicarla con l’attuale legislazione italiana. 3. La cremazione fredda o cryomation (intesa come riduzione in polvere attraverso liofilizzazione di un corpo umano con trattamenti freddi e successivamente con processi di vibrazione, compattazione e separazione) è una prospettiva di tecnologia applicabile, ma senza ancora alcuna realizzazione pratica a nostra conoscenza. Nonostante gli sforzi dei sostenitori è ancora un processo da industrializzare e applicare. Non è legalmente possibile applicarla con l’attuale legislazione italiana.
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ne di nuovi crematori secondo linee definite in ambito statale, rifuggendo da localismi esasperati che prevedono impianti di cremazione in comunelli di poche migliaia di abitanti. Inoltre, per non sprecare le limitate risorse è bene che i crematori siano installati prioritariamente in Comuni ad alta densità abitativa (o, il che è lo stesso, ad alta incidenza di mortalità), cioè dove servono. Se proprio vogliamo valutare soluzioni alternative alla cremazione calda, facciamolo pure, ma previa sperimentazione pluriennale sia per la cremazione liquida che per quella fredda, in un ambiente controllato e con specifiche verifiche attuate da un organo indipendente e tecnicamente preparato come l’ISPRA. Qualche cosa di profondamente diverso dall’inventarsi strane scorciatoie legislative innovative che buttano a mare ciò che già funziona e bene.
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Come si possa pensare di introdurre in Italia la cremazione fredda (unico Paese in Europa in cui lo si pensa) e addirittura considerare di privilegiarla alla cremazione calda, senza nemmeno averla prima sperimentata, è cosa che lascia quanto meno perplessi. È una sorta di atto di fede! Va bene essere aperti al nuovo, ma ogni eccesso è controproducente e, invece di proporre soluzioni fideistiche, sarebbe ben più utile concentrare gli sforzi nel breve e medio termine nella individuazione di specifiche azioni concernenti la cremazione calda. Piuttosto che opporsi a priori ad essa, è necessaria una azione di controllo e al tempo stesso di rassicurazione circa l’effettiva pericolosità di queste installazioni (che allo stato è bassa) per le persone e per l’ambiente. E, aggiungo, occorre realizzare precisi piani di coordinamento per la installazio-
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Quando ogni prodotto è unico d i S T E FA N O M O N TA G U T I
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Wind Cars srl, basando ogni progetto sulle necessità specifiche del cliente, si conferma leader nella realizzazione di furgoni attrezzati.
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Può essere considerata a ragione una delle più importanti realtà nella realizzazione di furgoni attrezzati: è la Wind Cars di Modena che, seppure piuttosto giovane, è diventata in breve tempo un significativo player del settore. Non stupisce il suo successo, che OLTRE MAGAZINE
ha portato negli ultimi tempi ad un aumento significativo del proprio organico, perché è una delle poche realtà che ha saputo interpretare il mercato in modo avveduto ed intelligente non focalizzandosi su posizioni fisse, ma accogliendo le varie esigenze con uno spirito
Il team di Wind Cars
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aperto, riuscendo in questo modo a fornire a ciascun cliente la soluzione ottimale. Ciò è il risultato di un innato talento creativo, oltre che tecnico, del titolare Wainer Righi, unito alla lunga esperienza nella realizzazione di allestimenti speciali maturata in altri ambiti prima di approdare al mondo funerario.
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L’abbiamo recentemente incontrato poco dopo la conclusione di Tanexpo per un’impressione a caldo sul Salone che, da quando l’ha scelto come trampolino di lancio per proporsi agli operatori funebri, non ha mai mancato di presenziare. “È proprio così – ci conferma il signor Righi, - nel 2014 abbiamo colto l’opportunità di Tanexpo per la presentazione ufficiale della nostra allora neonata società. L’esperienza si rivelò ottima e da allora la fiera bolognese è diventata per noi un appuntamento irrinunciabile, non solo per vendere, ma anche e soprattutto per verificare il lavoro fatto, comprendere al meglio le esigenze del mercato, intuire i trend, raccogliere innumerevoli stimoli, far attecchire nuove idee… Tanexpo è poi un momento importante anche per conoscere nuove persone o rincontrare clienti ed amici in un contesto rilassato e quasi di festa. Anche quest’anno non possiamo che essere più che soddisfatti della nostra partecipazione e le numerose visite al nostro stand sono state motivo di grande gratificazione”. La gamma delle proposte targate Wind Cars è ampia perché molti sono i marchi automobilistici e i modelli trattati (dal Mercedes Vito, al Ford Transit Custom FT32, includendo anche Talento e Ducato della Fiat, Jumpy e Jumper della Citroën, Expert e Boxer della Peugeot, Vivaro della Opel e Trafic della Renault) offrendo così anche la possibilità di una diversificazione a livello di prezzi. Per quanto riguarda le soluzioni degli
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allestimenti interni si può dire che sono pressoché infinite, poiché il vero punto di forza di Wind Cars è la totale personalizzazione dei mezzi, che possono essere adeguati alle necessità di ogni singolo operatore. “Ci piace studiare interni sempre diversi - continua il signor Righi. - I nostri furgoni sono adatti a più usi, sia per il recupero e il trasporto delle sal La "show -room" mobile
me che per gli interventi di infortunistica legale. Siamo soliti coinvolgere il committente fin dalla fase progettuale proprio perché possa avere un prodotto su misura. Oltre alle varie necessità pratiche, teniamo conto anche delle sue abitudini e dei suoi gusti estetici. Ad esempio, cerchiamo di integrare eventuali attrezzature o arredi già in sua dotazione e lasciamo ampio
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margine di scelta sulle finiture, in un clima di reciproca collaborazione”. In occasione della fiera di Bologna è stato inoltre presentato un innovativo van che consente all’impresario di portare tutti i servizi direttamente a casa della famiglia. “Non sempre per le persone in lutto è agevole raggiungere l’impresa funebre – ci spiega il signor Righi - soprattutto quando il decesso avviene tra le mura domestiche in zone lontane dai centri abitati più importanti. Per questo abbiamo pensato di dare l’opportunità ai nostri clienti di potersi recare essi stessi dalla famiglia espletando in loco tutte le operazioni necessarie. Abbiamo così messo a punto un veicolo speciale che, oltre al trasporto della salma, possa fungere anche da ufficio, con tanto di piccola show-room annessa per consentire la scelta del cofano e degli arredi funebri”. Furgoni ma non solo! Sempre nell’ottica di fornire un servizio globale continua il sodalizio con Renova, la nota azienda di autotrasformazioni con sede sempre nella provincia di Modena.
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Il tuo ufficio ovunque “Ci teniamo a mantenere stretti legami di collaborazione con i nostri partner di Renova perché ciò ci consente di essere estremamente competitivi nei confronti di quegli acquirenti che necessitano di entrambi i tipi di mezzi. Inoltre, per completare la gamma delle prestazioni, abbiamo attivato anche un servizio di riparazione e manutenzione di autofunebri di qualsiasi marchio e modello”. A tutto ciò aggiungiamo che al momento dell’acquisto dei veicoli, Wind Cars provvede direttamente a tutte le formalità burocratiche, dal collaudo fino all’immatricolazione come auto funebri, inclusa la possibilità di accedere a finanziamenti, dimostrandosi ancora una volta sempre a fianco del cliente.
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RIGOROSAMENTE
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Passato e presente di una grande azienda di sara sacco
Se consideriamo come sia facile oggi assistere ad imprese che nascono e si eclissano nel giro di pochi anni o addirittura di pochi mesi, quasi stupisce la durata di questa società che in quasi mezzo secolo di attività
non ha mai perso il suo smalto, anzi non ha mai mancato l’occasione per rinnovarsi e rinvigorirsi grazie a scelte lungimiranti che le hanno permesso di mantenersi sempre al passo con i tempi.
Ieri Facciamo ora un passo indietro e vediamo come tutto abbia avuto inizio. Siamo alla fine degli anni OLTRE MAGAZINE
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È una lunga storia di successo quella di Coccato & Mezzetti, l’industria specializzata in prodotti per il comparto funerario, che quest’anno spegne le sue prime quaranta candeline.
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La storica industria Coccato & Mezzetti di Galliate festeggia quest’anno i quaranta anni di attività.
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Settanta quando Pasquale Coccato e Carlo Mezzetti - gli storici fondatori decidono di mettersi in società per introdurre sul mercato una serie di articoli sanitari innovativi specifici per il settore funerario ed ospedaliero. L’idea si rivela vincente, gli esiti non si fanno attendere e così nei primi anni Ottanta si procede con l’acquisto della sede di Galliate che consente di concentrare in un unico punto tutta l’attività manifatturiera razionalizzando i processi operativi e rendendo la filiera produttiva altamente efficiente. È un’epoca di grande fermento, risalgono infatti a quel periodo i ben noti brevetti di Salvazinco, Sabiosan, Barriera e Promovita, che hanno finalmente offerto la giusta soluzione per poter operare in piena sicurezza con prodotti adeguati ad ogni situazione.
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Un particolare dell'unità produttiva
Il 1992 segna una tappa fondamentale del suo percorso, quando viene siglato il sodalizio con Novamont, l’azienda chimica che si occupa di
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bioplastiche, che dà l’avvio all’era green della Coccato & Mezzetti. Insieme creano il primo impianto industriale per la trasformazione del Mater-Bi® (polimero bioplastico, derivato da amidi e fecole naturali), introducendo una nuova linea di presidi biodegradabili e compostabili. Grazie a questa collaborazione, tuttora in essere, l’azienda di Galliate è divenuta un importante punto di riferimento per questa tipologia di articoli I fondatori Pasquale Coccato e Carlo Mezzetti
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e ha ottenuto riconoscimenti ufficiali dalle Istituzioni competenti, quali Ministero della Salute, Ministero dell’Ambiente, Legambiente, Comieco ed altri.
Oggi L’ingresso delle nuove generazioni nel management aziendale e l’apertura verso nuovi mercati, assieme alla ricerca e agli sviluppi tecnologici a cui si è sempre prestata la massima attenzione, hanno favorito l’espansione di tutti i settori produttivi, ampliando il catalogo prodotti che sono oramai nell’ordine delle migliaia. Le strategie attuali mirano alla soddisfazione totale del cliente e puntano su un servizio rapido ed efficiente. È con questo spirito che è stato fatto un notevole investimento nel campo dell’ecommerce, arricchendo il sito web (coccatoemezzetti.com) del cosiddetto “carrello elettronico”, il sistema che permette di fare acquisti online da qualsiasi device (computer, Ipad, smartphone..) in modo comodo, veloce e sicuro. Uno strumento moderno che non sostituisce ma affianca la tradizionale rete vendita e che può
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Un momento della lavorazione
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Il magazzino facilitare il cliente nel proprio lavoro. L’ordine si esegue accedendo ad un’area riservata e, una volta processato, la merce viene consegnata tramite una linea di distribuzione capillare e celere anche entro le 24 ore, sia in Italia che all’estero. Coccato & Mezzetti opera con il Sistema di Gestione per la Qualità secondo la norma UNI EN ISO 9001 e ha redatto un proprio Codice Etico aziendale in conformità al Decreto Legislativo 231/01 e alle linee guida emanate da Confindustria. È inoltre abilitata al Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione. Tutto questo, unito alla quarantennale esperienza del settore, fa dell’industria novarese un partner affidabile capace di dare una risposta precisa ed immediata in grado di risolvere qualsiasi tipo di problematica. Oggi come ieri, dunque, perché la voglia di innovare e di stare sempre al passo con i tempi non è mai venuta meno. E domani? Se è vero che il futuro non è una certezza, è tuttavia altrettanto vero che tutti questi anni di grande impegno hanno posto solide basi e fondati presupposti affinché questa storia di successo continui nel tempo.
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Allora, collegatevi subito! Oggi fare ordini e maturare sconti è ancora più semplice. Infatti, accedendo da qualsiasi device in rete all’Area Riservata del nostro nuovo sito www.coccatoemezzetti.it, potrete formulare i preordini utilizzando il Carrello Elettronico. Al completamento dello stesso, prima di procedere all’invio, visualizzerete lo SCONTO sull’imponibile ottenuto. Gli ordini e la consegna dei prodotti avverranno mediante la stessa linea di distribuzione capillare che rende l’azienda Coccato&Mezzetti partner ideale nel vostro business. Quindi non resta che augurarvi ...buona navigazione!!
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www.primabottega.it di raffaella segantin
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Le innovazioni di Prima Bottega arrivano anche in Internet! Il sito della Manifattura di Innovazione famosa in tutto mondo ora revisionato e rinnovato per offrire uno strumento realmente funzionale.
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É stato un anno entusiasmante per Prima Bottega Ebanisteria Italiana: a Scrigno del Cuore e Preghiera si è affiancato Affresco, la nuova linea di cofani e urne che ha arricchito il catalogo con un concept che è stato utilizzato anche per creare gli innovativi fondali espandibili per camere ardenti. Realizzate applicando la tecnica affresco con foglia oro queste pratiche attrezzature hanno incontrato un consenso tale che moltissimi impresari funebri stanno mandando in pensione i vecchi paramenti costituiti da tendaggi e separé, per sostituirli con questa moderna soluzione firmata Prima Bottega.
Ed ora, dopo mesi di grande impegno sul piano dello studio, dell’ideazione e della produzione, Gianluca Pacini si è concentrato sulla comunicazione e, consapevole dell’importanza del potere della rete, si è dedicato a progettare il sito internet primabottega.it per rendere un servizio utile ai clienti.
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A Tanexpo 2018 è stato inoltre presentato Sigillo d’Amore, il cofano caratterizzato da una fascia in lamina da sbalzo che corre lungo tutto il perimetro sia della cassa che del coperchio, suddivisa in 68 mattoncini che possono essere facilmente incisi in modo indelebile con un qualsiasi strumento. Un’altra originale idea per dare l’opportunità ai partecipanti alle esequie di scrivere di proprio pugno messaggi e pensieri d’addio per il proprio caro, arricchendo la cerimonia di emozione e partecipazione.
“Puoi avere il prodotto migliore del mondo, ma se non lo fai conoscere a fondo non puoi ottenere i risultati che esso merita – ci spiega. – La comunicazione non è un aspetto accessorio del nostro lavoro ma un valore imprescindibile; anche in questo ambito è importante capire e adeguarsi alle nuove tendenze e necessità degli utenti.
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Sono molte le persone, non solo le imprese, che ogni giorno ci cercano su internet. Per questo ho sentito l’esigenza di ricreare e razionalizzare il sito aziendale, in modo da rendere la ricerca delle informazioni più immediata ed agevole e mettere i clienti in condizione di poter scegliere al meglio i nostri prodotti”. Primabottega.it è il risultato di un attento progetto editoriale che ha disposto i contenuti affinché l’utente possa raggiungere le pagine di interesse in modo rapido, senza perdersi o senza dovere tornare indietro sui propri passi. “Ho suddiviso le nostre proposte nei quattro concept principali che ci distinguono (Affresco, Preghiera, Scrigno del Cuore e Sigillo d’Amore) e che fanno di Prima Bottega una realtà capace di creare emozioni e di offrire a chi sceglie i nostri manufatti l’opportunità di distinguersi. La ricerca può essere effettuata anche per categoria (cofani, urne, fondali espandibili…); a cominciare dalla home page si può visualizzare in modo schematico l’assortimento completo del nostro catalogo cosicché l’utente è facilitato nella navigazione”. Abbiamo notato la presenza di numerosi video… “Ho constatato che spesso i clienti, quanto ricevono la merce ordinata, non mancano di manifestarmi il loro stupore per la bellezza e la particolarità degli oggetti ricevuti, evidenziandomi caratteristiche che non avevano colto in pieno dal catalogo cartaceo. Mi sono reso conto che le fotografie non rendono giustizia alle nostre creazioni, anziché esaltarle tendono ad appiattirle. Per questo motivo ho sostituito la tradizionale fotogallery presente nella maggior parte dei siti che devono mostrare dei prodotti, con delle videoclip realizzate da un autentico regista cinematografico
In questo modo l’oggetto può essere visto da tutte le angolazioni con focus sui dettagli più interessanti. Sentivo il bisogno di uno strumento diverso e più incisivo che desse il giusto valore ad ogni singolo pezzo. È stato un
Primabottega.it è quindi un sito funzionale, disponibile in più lingue, che
offre la possibilità di acquistare anche online.
modo vengono a conoscenza che le
“Stiamo avviando una piattaforma di e-commerce per le urne, che ci vengono richieste sempre più spesso da privati anche dall'estero, sviluppando un sistema che indirizza automaticamente l’utente al nostro rivenditore più vicino al quale viene girato l'ordine in elaborazione. Questo servizio ci consente anche di far conoscere e promuovere i nostri clienti ai destinatari finali che in questo
fanno anche parte del circuito delle
imprese rivenditrici Prima Bottega Onoranze Eccellenti d'Italia. Stiamo inoltre perfezionando altri sorprendenti dettagli perché il nostro sito sia veramente al top”. Un bel biglietto da visita non c’è che dire: ora lo stile e la classe di Prima Bottega Ebanisteria Italiana è anche online all'indirizzo internet www.primabottega.it OLTRE MAGAZINE
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lavoro lungo ed impegnativo, anche dal punto di vista economico, ma come oramai avrà capito, mi piace dare il massimo in tutto ciò che porta il marchio Prima Bottega Ebanisteria Italiana, un brand che ormai in tutto il mondo è sinonimo di innovazione ed emozione nella funeraria”.
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Set coordinato della linea Affresco: cofano, urna e fondale espandibile
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Il sentimento della morte nella religione ebraica di RAFFAELLA SEGANTIN
La religione Ebraica, fondata da Mosè, è la religione monoteista più antica che l'uomo abbia conosciuto.
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“Chi scende al regno dei morti, più non risale”. Giobbe 7,9
Questo aspetto è importante poiché in essa risiedono alcuni archetipi relativi ai riti sia della religione cristiana che musulmana. D'altronde tutte nascono da una matrice comune e si sviluppano sotto reciproci influssi.
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Cronologicamente gli Ebrei circoscrivono le loro tradizioni religiose in un arco temporale che va dal IX ed il II secolo a.C. quando vengono stilati una serie di testi, successivamente raccolti nella Bibbia. Tradizioni che fioriscono e si sviluppano sotto le interessanti influenze di popoli assai potenti come gli Egizi,
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gli Assiri, i Babilonesi e soprattutto i Greci ed i Romani. E grazie a queste contaminazioni si è mantenuta fino ad oggi una sottile linea rossa che ha unito credi e culture cronologicamente lontane. Nella Bibbia dell'antico testamento il mondo dei morti ha un nome. Questo nome è Sheol. Fisicamente l'immagine dello Sheol è decisamente evocativa: il mondo è costituito da un cielo ricurvo, sotto cui c'è la terra sorretta da due colonne e sotto di essa c'è il regno dei morti. Oltre il regno dei morti solo l'abisso. Questa prima visione è sicuramente simile a quella mesopotamica tanto che nel libro di Giobbe lo Sheol viene anche definito metaforicamente come “la terra delle tenebre e dell'ombra di morte”. L'etimologia della parola Sheol rimane ad oggi incerta, ma tra le tante ipotesi che sono state esplicitate, una riguarda la somiglianza con la parola assiro-babilonese Shu-alu che signi-
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L'usanza di posare sassi sulle tombe
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fica “luogo in cui i morti sono legati”, riferendosi chiaramente ad una visione tetra ed infelice del dopo vita. Purtroppo nell'antico testamento non vi è un disegno chiaro dei luoghi che caratterizzano il regno dei morti. Sappiamo con esattezza dove si trovano ma non ne conosciamo le caratteristiche fisiche. Con il passare dei secoli però si afferma una nuova visione: a partire dal II secolo a.C. incomincia infatti a farsi strada un concetto nuovo e pieno di speranza: la Resurrezione. Le scuole di pensie-
DIO
CIELO
TERRA
ABISSO
La rappresentazione del Sheol ro riferite a questa visione ebraica mantengono comunque delle differenze: mentre i Farisei credono alla resurrezione per coloro che hanno vissuto da giusti,
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i Sadducei rimangono in parte legati ad una visione mortale dell'anima. Nel libro di Daniele la resurrezione dell'anima è un concetto di grande conforto per coloro che credono in Dio e viene espressa con queste parole: “molti di quelli che dormono nella regione della polvere si risveglieranno: gli uni alla vita eterna e gli altri alla vergogna e per l'infamia eterna. I saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento, coloro che avranno indotto molti alla giustizia risplenderanno come le stelle per sempre”.
poiché essa fa parte del normale ciclo dell’esistenza dell’individuo, ed anche quando si presenta in situazioni precoci è comunque segno del volere di Dio. La ritualità si traduce in un insieme di regole da osservare, chiamate Minhag e Mitzvah che mutano in base alla comunità di appartenenza del defunto. Molto interessante è la ritualità legata al funerale nella religione ebraica, a cominciare dai rituali
do non viene sepolto. Il periodo del lutto segue regole ben precise, come vedremo più specificatamente nell’articolo seguente. La prima fase dura sette giorni, è un periodo di grande dolore che però non può incominciare di Shabbat, il sabato ebraico. Nemmeno la sepoltura può avvenire in questo giorno che però conta come uno dei sette giorni di lutto. In alcune tradizioni il lutto viene annullato se coincide con il Rosh ha Shanah,
Nella storia dell’Ebraismo le visioni dell'aldilà risultano controverse anche se ricche di particolari affascinanti: una di esse ad esempio parla di come l’anima rimanga legata al corpo per 12 mesi, un'altra di come invece, subito dopo la morte, essa abbia la possibilità di accedere direttamente al Gan Eden che rappresenta il paradiso terrestre o scomparire nella Geenna che rappresenta le fiamme dell'inferno. Successivamente i cristiani ed i musulmani riprenderanno i concetti di Gan Eden e di Geenna ampliandoli attraverso un'immagine più complessa e densa di particolari. Di sicuro possiamo affermare che la morte viene accolta con serenità,
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Una caratteristica stimolante della religione ebraica è quella di mettere spesso in discussione le varie visioni della vita e della morte. Le altre religioni monoteiste da questo punto di vista appaiono più dogmatiche. I testi biblici, che vengono commentati dai rabbini a partire dal III secolo dopo Cristo, danno vita prima al Mishnah e poi al Talmud in cui vengono riprese le concezioni dei Farisei circa l'immortalità dell'anima dopo essere state rivalutate e rimesse in discussione.
di purificazione che hanno radici antichissime e ricordano vagamente le influenze del popolo romano: consistono nel lavaggio del corpo come metafora della purificazione anche dell’anima. La salma viene vestita con semplicità ed adagiata in una bara anch’essa semplice proprio per sottolineare l’uguaglianza di tutti gli esseri umani davanti alla morte. Il defunto non viene mai lasciato solo fino a quan-
ovvero con il capodanno. Le tombe non vengono onorate con fiori, ma con un sasso posto con la mano sinistra, una strana tradizione che risale anche questa alla notte dei tempi, testimone del passaggio dei vivi. Ogni Ebreo muore con la speranza dell’Olam habah nel proprio cuore. L’Olam habah è il mondo che viene, il mondo dei giusti in cui i padri ed i figli si ricongiungono nella pace eterna.
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Rituali funebri ebraici i l v i a g g i at o r e
Come tutti sanno la religione ebraica è la più vecchia delle tre religioni monoteiste, le cosiddette “religioni del libro”. Anch'essa, come il cristianesimo e l'Islam, possiede infatti il suo libro sacro: La Bibbia (Torah) che corrisponde all'Antico Testamento della Bibbia cristiana. Gli ebrei, peraltro, piuttosto
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Dopo aver precedentemente parlato dei rituali funebri islamici, vediamo ora che cosa prescrive la religione ebraica quando accade un evento luttuoso.
che parlare di Antico Testamento preferiscono fare riferimento al Primo Testamento anche perché per loro il Nuovo Testamento dei cristiani non
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ha alcun significato visto che Gesù, come pure Maometto, non è che uno tra i tanti profeti e che il Messia, “l'unto del Signore”, il re che porterà la salvezza ad Israele e all'umanità, deve ancora arrivare. La Torah (la Legge) è ispirata "da" e trasmette "la" parola di Dio; contiene, secondo la tradizione, 613 prescrizioni (mitzvot, plurale di mitzvah) che hanno assunto un valore normativo. Tali commenti, raccolti nel corso
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dei secoli, hanno dato origine al Talmud, il secondo libro sacro dopo la Bibbia. Si tratta di un'opera enciclopedica per lunghi secoli trasmessa unicamente per via orale, affidata alla scrittura solo più tardi. I commentatori ebraici affermano che sul Sinai Mosé ricevette da Dio la Torah, assieme al Talmud, la sua spiegazione orale. È come una gigantesca tavola rotonda, quasi un immenso concilio, al quale centinaia di saggi e discepoli avrebbero partecipato nel corso dei secoli. Nonostante la grande diversità delle opinioni espresse, l'insieme dà un'impressione di unità e di intensa vitalità. I dibattiti talvolta vigorosi, appassionati o pieni di humour (rimandiamo alla lettura dei grandi scrittori yiddish) non avevano e non hanno lo scopo di fissare una dottrina. La ricerca è volta
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all'identificazione dei principi della parola biblica ed alla risoluzione delle difficoltà d'applicazione di un precetto. I saggi analizzano i concetti giuridici evidenziando le difficoltà e le contraddizioni nell'ambito di una dialettica estremamente rigorosa. Il Talmud è formato da due grandi “corpus” antichi: la Mishnà (sintesi che concerne tutti gli aspetti della vita) e la Gemara (complemento), redatta in ebraico ed aramaico, frutto delle discussioni sugli insegnamenti della Mishnà. Due centri intellettuali si sono consacrati allo stesso lavoro di esegesi e sintesi: Babilonia e Gerusalemme. Il Talmud babilonese è il triplo di quello di Gerusalemme e gode di una maggiore autorità nel mondo ebraico. Se non precisato diversamente, parlando di Talmud ci si riferisce a quello di Babilonia.
Occorre sottolineare l'importanza nella religione ebraica di tali scritti tradizionali. E se discutendo con un ebreo si potrebbe pensare che si abbia nella Bibbia un elemento comune, bisogna considerare che la Bibbia ebraica è inseparabile dalla sua interpretazione tradizionale data dalla Mishnà e dal Talmud. Ora tali interpretazioni sono spesso molto distanti da quelle cristiane. Appare quindi evidente come anche le pratiche sul decesso ed il lutto siano strettamente regolate sulla base dei testi fondamentali anche se, come nell'Islam, possono sussistere differenze tra comunità diverse sul modo di affrontare tali circostanze. Tutto poggia sulla Torah, sul Talmud, sulle mitzvot (plurale di Mitzvah) e sui minhgaggim (plurale di Minhag), cioè di quell'insieme di costumi e
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liturgie che pur non configurandosi come prescrizioni bibliche od ordinanze rabbiniche, possono rivestire comunque una grandissima importanza. Ad esempio il coprirsi il capo con la kippa (una sorta di zucchetto) è una regola diffusissima ed è considerata un segno distintivo dell'ebraismo mentre l’indossare i tzizit (le frange rituali che si appongono su un capo di vestiario), pur d'origine biblica, costituisce un precetto osservato solo dai fedeli più praticanti.
Precetti imprescindibili sono da applicarsi già durante l'agonia. Il gosses, ossia il moribondo, è definito come una “fiamma che vacilla e sul punto di spegnersi” e la Halakhà, la legge ebraica, impone di non abbandonarlo e di alleviare le sue sofferenze, anche se incosciente, con la presenza fisica, prestando la massima attenzione a non impaurirlo o disturbarlo col rischio di affrettare l'esito letale. Vi è l’assoluto divieto di accelerare, anche di una sola frazione di secondo, il decesso di chicchessia quindi, quando si verifica la necessità di vegliare un malato terminale, un rabbino di riconosciuta competenza dovrebbe essere consultato onde evitare comportamenti impropri. Se il moribondo è cosciente viene incoraggiato a confessare i suoi peccati e ad esprimere le ultime volontà che, anche se orali, hanno la stessa forza giuridica di un testamento scritto, sempre che non infrangano la Halakhà (nel caso ad esempio qualcuno chiedesse di venir cremato o dispensasse dal lutto i familiari...). Nell'immediata prossimità del trapasso verranno recitate le benedizioni.
Dopo il decesso
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L'agonia
Il Talmud definisce la morte come l'arresto della respirazione. Tuttavia alcune autorità rabbiniche, ma non tutte, riconoscono come criteri l'arresto cardiaco e la morte cerebra-
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le. La discussione rimane aperta ed accesa. In caso che il decesso avvenga presso un domicilio privato, dopo due ore il corpo viene deposto a terra con i piedi in direzione della porta e ricoperto con un lenzuolo. Alcuni accendono una candela. Se la morte avviene in ospedale si raccomanda di trasferire il defunto al domicilio di un familiare oppure nella sala del cimitero ebraico dove verrà vegliato e poi sepolto. In segno di rispetto per lo scomparso è vietato lasciarlo solo. La veglia (Shemira) prevede la recita dei Tehillim (Salmi). Tale incombenza spetta generalmente al membro di una Chevra Kaddisha (letteralmente: Società Santa), piuttosto che ad un parente prossimo. La Chevra Kaddisha è una sorta di agenzia di pompe funebri, spesso legata ad una sinagoga, poco strutturata ma molto ben organizzata che si prende cura della
preparazione e della sepoltura delle salme nel pieno rispetto della tradizione, proteggendo i defunti da ogni dissacrazione, anche involontaria. Tra i loro compiti figurano il lavaggio rituale e la vestizione. Inoltre sostengono le famiglie nel corso della Shivah (la settimana di lutto) organizzando le cerimonie e preparando i pasti, attività interdetta ai dolenti. Molte di queste organizzazioni programmano annualmente giorni di digiuno consacrati allo studio ed alla formazione continua sulla Halakha. In Israele è abbastanza comune vedere cartelli affissi sull'immobile ed il luogo di lavoro del defunto per modo che non è raro assistere a raggruppamenti di persone, anche quando lo scomparso non abbia famiglia.
La preparazione della salma Esistono tre fasi per preparare il corpo alla sepoltura, durante le
quali vengono recitate preghiere e brani della Torah: lavaggio (rechitzah), purificazione rituale (taharah) e vestizione (halbashah). Il termine taharah viene usato sia per riferirsi alla procedura completa della preparazione che per lo stadio specifico di purificazione rituale. Per prima cosa la salma viene lavata accuratamente. Il sangue viene cauterizzato e sepolto con il defunto. Vengono rimossi eventuali gioielli ed altri ornamenti. La purificazione, conformemente alle prescrizioni, si fa con acqua tramite l’immersione nella mikveh (vasca rituale) oppure con 9 kavim, una misura pari a tre secchi, di acqua corrente. Dopo averlo asciugato secondo le usanze locali, il corpo viene vestito con i tradizionali indumenti di sepoltura, i tachrikim, gli abiti funerari bianchi generalmente in lino, reminiscenza degli abiti indossati dal Gran Sacerdote. Una fascia (avnet) viene cinta intorno agli indumenti in modo da formare la lettera ebraica "("שshin) che rappresenta uno dei nomi di Dio. Il defunto viene quindi poso nella
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bara molto semplice ed essenziale, avvolto nel tallit (scialle da preghiera) e dal lenzuolo funebre (sovev). Se disponibile sul corpo, prima della chiusura della cassa, viene sparsa qualche manciata di afar, terra proveniente da Israele. A dire il vero la sepoltura dovrebbe avvenire senza cofano ed in Israele il corpo viene infatti inumato direttamente nella nuda terra, salvo per i funerali di stato e quelli militari. Fuori d'Israele, qualora la legislazione locale, come in Italia, contempli l'obbligo
della bara, la religione non frappone alcun tipo di problema, in base al principio dina de-malkuta dina (la legge del regno è legge) che prevede il rispetto delle leggi dello stato. Non esiste la visita della salma né la “bara aperta” durante il funerale. A volte la famiglia ed i parenti stretti offrono i loro rispetti finali prima del funerale.
Il servizio funebre Ai nostri giorni la cerimonia inizia o al domicilio del defunto, se lo spazio è sufficiente per praticare corretta-
L'inumazione L'Inumazione (Kevoura) è una prescrizione di somma importan-
tra la morte e la vita. La tradizione ebraica vuole che le donne non accompagnino la salma fino al sito dell'inumazione; in questo caso si raggruppano a parte prestando attenzione a non mescolarsi con gli uomini. In certe situazioni è possibile riesumare la bara per trasferirla altrove in un luogo “più santo” come la Terra d'Israele dove avrà luogo, secondo la tradizione, la resurrezione dei morti. Se ciò è precisato al momento dell'inumazione ciò verrà fatto a condizione di seppellire un altro defunto nel luogo dell'esumazione.
Il lutto La tradizione vuole che chi è in lutto si faccia uno strappo (keriah) nell'abito, come aveva fatto Giacobbe con la sua toga quando i figli gli annunciarono il decesso di Giuseppe. Lo strappo sarà sulla parte sinistra per la perdita di un genitore (in corrispondenza alla posizione del cuore e ben visibile) e sulla destra per il decesso di altri parenti per i quali non è richiesta la visibilità. Sono dispensati dal seguire le OLTRE MAGAZINE
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za che obbedisce ai precisi riti del kiboud hamet (rispetto dei defunti). La sepoltura deve seguire il decesso nei tempi più rapidi possibile in virtù dell'interpretazione esegetica del versetto biblico: “Se fai morire un uomo che ha commesso un crimine degno di condanna a morte e se l'hai appeso ad un albero il suo cadavere non passerà la notte sull'albero ma tu lo seppellirai lo stesso giorno”. Le bare, quando usate, non sono sigillate ermeticamente (salvo nel caso in cui le leggi locali lo impongano) perché Adamo, il primo uomo, fu creato a partire dalla terra e condannato a ritornarvi. Come abbiamo visto, in Israele molti ortodossi sono posti in terra direttamente vestiti solamente del loro tachrikim e del tallit. Ciò vale anche per i morti non identificati o senza famiglia e anche i preti, a cui normalmente viene fatto divieto di partecipare all'inumazione, in questo caso sono tenuti a farlo. Al termine del servizio gli uomini gettano una o tre palate di terra per riempire la fossa. Nell'ortodossia lo si fa dirigendo la pala verso l'alto, e non verso il basso per illustrare l'antitesi
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mente i riti, oppure alla camera mortuaria. Da lì familiari e amici seguono in processione il carro funebre fino al cimitero. Solo se lo scomparso è un personaggio pubblico tutto il servizio, elogio funebre compreso, può tenersi presso la sinagoga. L'Hesped, l’orazione funebre, non è sempre praticata. La tradizione risale al patriarca Abramo stesso che andò ad Hebron alla morte di Sarah per pronunciare un Hesped e piangerla. Succede di frequente che molte persone prendano la parola tanto all'inizio della cerimonia che nella camera mortuaria od, ancora, davanti alla tomba prima dell'inumazione, spesso esagerando nelle qualità del defunto. Proprio per questa ragione certe comunità non pronunciano orazioni funebri. É il caso della dinastia hassidica Habad Loubavitch una delle branche principali del movimento di massa ebraico basato sul rinnovamento spirituale dell'ebraismo ortodosso contemporaneo.
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norme dell’halakha relative al lutto i giovanetti al di sotto dei 13 anni cioè prima che abbiano raggiunto la maturità religiosa (Bar Mitzvah), che per le ragazze avviene a 12 anni (Bats Mitsvah) in occasione delle quali si praticano cerimonie, comunemente definite come “comunione” ebraica. Se una persona viene a conoscenza della morte di un parente dopo trenta giorni non è più tenuta ad effettuare lo strappo all’abito, tranne nel caso di un genitore che abbia perso un figlio. La lacerazione va eseguita ad ogni cambio d’abito durante i primi sette gironi di lutto (Shiva) solo per i figli del defunto, che non potranno inoltre ricucire le lacerazioni, anche dopo i trenta giorni dalla sepoltura, come invece possono fare gli altri parenti. Il periodo del lutto è piuttosto complesso e vede diversi fasi, ognuna delle quali codificata da norme e comportamenti ben precisi. La prima fase è detta Ainut, ossia del “lutto intenso”, quando la persona è ancora in stato di shock o di totale disorientamento. É perciò esentata da tutte quelle regole che richiedono azione o attenzione, in modo da essere in grado di partecipare senza ostacoli alle onoranze funebri. L’Aninut dura fino alla fine della sepoltura e viene seguito dall’Avelut (rimpianto). L'Avel (la persona che si trova nel periodo di avelut) non ascolterà musica, né tantomeno frequenterà riunioni gioiose (matrimoni, Bar Mitzvah o Bat Mitsvah ...) a meno che ciò non si renda assolutamente necessario (se ad esempio la data era stata fissata prima dell’evento luttuoso non può essere modificata). L’Avelut presenta a sua volta tre momenti distinti: il primo è la Shiva (in ebraico: sette), un periodo di una settimana di dolore e lutto. Il conteggio dei sette giorni inizia dal momento della sepoltura, qualora avvenga prima del tramonto. Anche
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se ciò non può avvenire durante il Shabbat (il Sabato ebraico), esso conta comunque come uno dei sette giorni. Alcune feste poi sono talmente sante che annullano completamente il periodo di lutto poiché l'anima del defunto si eleva direttamente ed ogni rito funebre sarebbe superfluo se non addirittura malvenuto. È il caso di Rosh Hachana, il nuovo anno ebraico che corrisponde al pri-
mo giorno del mese ebraico di Tichri che quest'anno cade il 10 di Settembre proprio mentre stiamo redigendo questo articolo. Per gli ebrei siamo ora nel 5779 poiché all'anno cristiano vanno aggiunti i 3760 anni che sarebbero trascorsi, secondo la tradizione, dall'anno zero della creazione del mondo. In questi sette giorni le persone in lutto non devono fare il bagno né la doccia, (anche se nella
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Mishna Rabban Gamliel tale divieto è limito alle abluzioni di conforto e non all'igiene), non devono calzare scarpe di cuoio né portare gioielli. In molte comunità gli specchi vengono rimossi o ricoperti con grandi drappi. Il dolente cammina spesso a piedi nudi, si siede e dorme per terra o su delle sedie basse scomode, non cucina, non si occupa di nulla simbolizzando così la prostrazione con la rappresentazione fedele del suo stato d'animo atarassico e demotivato. In questo periodo parenti ed amici rendono visita alla famiglia per riconfortarla, nutrirla e fare in modo di raggiungere il minyan, ossia il quorum di dieci uomini adulti necessario per la recita delle preghiere più importanti, come il Kaddish (“santificazione”, uno dei capisaldi della liturgia ebraica) che ha per tema la glorifica-
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zione e la santificazione del “Nome Divino” in riferimento ad una delle visioni escatologiche di Ezechiele. Le preghiere vengono solitamente condotte dalla persona in lutto. È usanza comune che chi si reca in visita presso la famiglia porti cibo e lo serva agli astanti evitando tali incombenze ai dolenti. Il primo pasto ad esser consumato al ritorno dal funerale è il seudat havra'ah, il pasto della consolazione, a base di uova sode o di altri cibi rotondi con riferimento alla storia biblica di Giacobbe che comprò la primogenitura di Esaù per un piatto di lenticchie e che lo stesso cucinò lenticchie alla morte del nonno Abramo. Segue poi lo Shloshim (trenta in ebraico), un periodo appunto di trenta giorni (Shiva inclusa) durante i quali è vietato sposarsi o frequentare
una seudat mitzvah (pranzo religioso festivo) e gli uomini non si sbarbano né si tagliano i capelli. In questo periodo è consuetudine approfondire lo studio della Torah in nome del defunto, un modo di onorarne la memoria e di recargli beneficio spirituale, un po’ come avviene nella nostra religione con le messe dedicate ai nostri cari scomparsi. Vi è infine il periodo definito Shneim asar chodesh (dodici mesi) o Shannah (anno in ebraico), il cui conteggio parte dal giorno del decesso, da osservare da parte di chi ha subito la perdita di un genitore. Le normali attività vengono regolarmente riprese, rimane solamente l’obbligo, che tradizionalmente spetta solo agli uomini, di recitare il Kaddish funebre durante i servizi in sinagoga. Inoltre continua il divieto a frequentare
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riunioni conviviali, specialmente se accompagnate da musica.
Lo scoprimento della tomba Sebbene non sussista alcun obbligo religioso, in molte comunità ebraiche, verso la fine del XIX secolo si diffuse l’usanza di scoprire la lapide. Una cerimonia che generalmente avviene ad un anno dalla morte, ma nei confini di Israele lo si fa dopo il periodo di Shloshim , ovvero al termine dei 30 giorni. Consiste nel rimuovere un velo che copre la tomba ad opera dei familiari, mentre vengono recitati salmi e preghiere, assieme ad una benedizione per il defunto.
Ricorrenze
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Lo Yahrtzeit (tempo dell'anno in yiddish) si riferisce all'anniversario del giorno del decesso di un parente. L'obbligo principale è quello di recitare il Kaddish la sera della vigilia (considerata come facente parte del giorno successivo), nonché il mattino ed il pomeriggio del giorno stesso. Al mattino il Kaddish deve venir recitato
Visite alle tombe Tradizionalmente ci si reca al cimitero durante i giorni del digiuno e prima delle principali festività, come il Rosh haShanah, il capodanno ebraico. È usanza comune quando ci si sofferma sulla tomba o anche se si passa davanti a sepolcri di sconosciuti, lasciare un sassolino che deve venire rigorosamente posato con la mano sinistra. Ciò dimostra che qualcuno ha visitato e osservato la
mitzvah della sepoltura. Le pietre, a differenza dei fiori, non appassiscono e sono un simbolo di “permanenza”. Probabilmente questa tradizione ebbe inizio nei tempi antichi, quando le tombe erano costituite da tumuli coperti di sassi impilati per garantire la loro durata nel tempo. Vediamo ora quali sono gli orientamenti della religione ebraica nei confronti delle problematiche attuali cominciare dalla cremazione.
Cremazione
L’Halakha la vieta, perché non permetterebbe all'anima di riposare in pace e ne impedirebbe la resurrezione. Va anche detto che nella prospettiva filosofica e rituale gli ebrei seppelliscono per onorare e bruciano per distruggere. La pratica della cremazione soffre anche per l'immagine veicolata dalla Shoa (forni crematori nazisti). Tuttavia questa visione non è condivisa all’unanimità e alcuni rabbini non la proibiscono.
Donazione degli organi Tutte le correnti del giudaismo rabbinico l'autorizzano quando la morte sia chiaramente accertata e a patto che il defunto abbia lasciato istruzioni scritte in tal senso. Poiché vi sono casi in cui possono sussistere degli elementi di dubbio (non sempre gli standard clinici coincidono infatti con quelli religiosi) sia gli ebrei ortodossi (dalla pratica religiosa stretta ma immersi nel mondo moderno) e gli Haredim (dalla pratica religiosa stretta accompagnata dal rifiuto di ogni forma di modernità e dalla volontà di separatismo sociale) preferiranno consultare i loro rabbini prima di ogni decisione.
Tanatoprassi Quando Giacobbe e Giuseppe furono imbalsamati (all'egiziana) la Torah, che vieta tale pratica, non era stata ancora consegnata a Mosè. L'imbalsamazione richiede infatti che
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almeno quattro volte. Alcuni digiunano mentre molti ortodossi usano consumare un pasto celebrativo in onore del defunto il giorno che precede lo Yahrtzeit. Una usanza molto comune è quella di far bruciare una candela per 24 ore. In molte sinagoghe si trovano targhe con i nomi dei membri deceduti. In questo caso la candela viene accesa davanti alla targa del defunto nel giorno dell’anniversario della sua morte. Tutte le candele vengono accese quando ricorre una data di lutto ebraico come ad esempio il giorno della commemorazione dell'Olocausto.
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il cadavere sia dissanguato e che il sangue venga smaltito come un rifiuto mentre vige l'obbligo di metterlo in terra come il resto del corpo.
Suicidio
decedute per cause indipendenti dalla loro volontà. Inoltre ci potrebbe essere sempre il ragionevole dubbio che all’ultimo momento il suicida si sia pentito
del suo atto, un motivo in più per non negargli le funzioni rituali che rappresentano anche un importante elemento di consolazione per i famigliari.
Il giudaismo lo considera alla stregua di un assassino, fosse pure di sé stesso. Il suicida pertanto non ha diritto ai riti funerari e non può essere sepolto nella sezione principale del cimitero. Tuttavia è stato recentemente considerato, alla luce dei progressi in psichiatria, che la maggioranza dei suicidi sono vittime di stati depressivi o di turbe mentali severe. In questo caso il gesto estremo sarebbe da interpretare come il risultato di una condizione che sfugge al controllo del soggetto e non un atto di autodistruzione e per questo tali persone vengono considerate come
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Il Rumore del Lutto 2018 di sara sacco
In scena a Parma la XII edizione: dal 30 ottobre al 5 novembre, con anteprima il 20 e il 25 ottobre.
La manifestazione, patrocinata dal Comune di Parma e organizzata dall’associazione Segnali di vita, avrà luogo dal 30 ottobre al 5 novembre, con due anteprime il 20 e il 25 ottobre. Durante questo
Le varie iniziative saranno ispirate alla Terra, tema guida dell’edizione 2018. “La Terra, come specchio per l’animo umano, non è forse una frontiera che ci ospita e che con noi condivide un tempo ancora da stabilire? Quel che sappiamo è che con essa condividiamo una crescita visibile, inseparabile, volta alla rinascita, alla piena forza dell’oltre, poiché le radici terrestri e le radici celesti sanno unirsi da sempre e per sempre, oltre i limiti umani”. È questo il messaggio che funge da filo con-
duttore di ogni evento. Il Rumore del Lutto è stata la prima manifestazione culturale che ha inteso affrontare il tabù della morte condividendo pensieri ed emozioni con un vasto pubblico. L’attento lavoro di ricerca interdisciplinare e un format alquanto originale ne hanno decretato il pieno successo, tanto da avere ispirato altri progetti similari sia in Italia che all’estero. Per questo gode di un’ottima accoglienza presso le istituzioni e le realtà economiche del territorio che contribuiscono attivamente al sostegno della rassegna. Consultando il sito www.ilrumoredel lutto.com sarà possibile visualizzare il programma completo e dettagliato delle giornate come pure accedere ad ogni altra informazione utile. OLTRE MAGAZINE
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Si tratta de Il Rumore del Lutto, ideato e curato dalla tanatologa, formatrice e giornalista Mariangela Gelati e dal critico musicale e fotografo Marco Pipitone, un’iniziativa culturale rivolta al grande pubblico con l’obiettivo di fornire spunti di riflessione sul tema della morte attraverso un percorso introspettivo che porta ad una maggiore consapevolezza del valore della vita.
periodo in diversi luoghi della città si susseguiranno una quarantina di eventi che spazieranno dalla musica all’architettura, dall’arte al teatro, dalla letteratura al cinema, dalla psicologia alla medicina…, quasi tutti ad ingresso libero, alcuni pensati anche per i bambini.
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È diventato un appuntamento fisso l’evento che si svolge a Parma con cadenza annuale nelle giornate tradizionalmente dedicate alla commemorazione dei defunti.
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Una festa di colori di RAFFAELLA SEGANTIN
Ci sono molti modi per ricordare e onorare i nostri defunti. Durante i primi giorni di novembre è consuetudine comune a molti popoli recarsi nei cimiteri per rendere omaggio ai propri cari con un fiore, un lumino o una preghiera speciale. Non è inu-
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La ricorrenza dei defunti più spettacolare al mondo dove meravigliosi aquiloni rappresentano un ponte tra il regno dei vivi e quello dei morti.
suale preparare dolcetti particolari o allestire veri e propri banchetti da condividere idealmente con chi ci ha lasciato.
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Quello che succede a Santiago Sacatepéquez, in Guatemala, va ben oltre le normali usanze, è un qualche cosa di veramente unico e spettacolare, tanto da richiamare turisti e appassionati da ogni dove. In questa cittadina del Centroamerica ogni anno per la ricorrenza di Ognissanti e il Giorno dei Morti si tiene il Festival dei barilletes gigantes (aquiloni giganti), un curioso e
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coloratissimo evento in cui convivono e si mescolano folclore, religione, arte e cultura. Dichiarato dal 1998 patrimonio culturale del Guatemala, la sua origine si perde nella notte dei tempi e sicuramente può essere datata all’era precolombiana, prima cioè che i conquistatori spagnoli imponessero la loro religione e i loro modelli di vita.
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L’aquilone è il primo strumento con cui l’uomo ha sfidato la gravità, il primo oggetto che sia riuscito a fare volare. La sua capacità di librarsi verso l’alto e fluttuare leggero nello spazio (condizioni precluse all’essere umano) lo ha caricato di una forte simbologia. Forse proprio per tali caratteristiche in questo angolo di mondo si è consolidata la credenza che possa veicolare messaggi ai defunti e allo stesso tempo allontanare gli spiriti maligni. Per la cultura maya, ancora ben radicata nel Guatemala contemporaneo, l’anima e il corpo seguono destini diversi: solo per quest’ultimo si può parlare di morte, lo spirito invece continua ad
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essere presente aleggiando sopra di noi; l’aquilone diventa così il mezzo ideale per raggiungerlo, stabilendo un vero e proprio contatto tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Quello che più sorprende di questa festa è la dimensione e la bellezza degli aquiloni: generalmente rotondi, alcuni possono raggiungere
anche il diametro di 18 metri! Come si può facilmente intuire, la loro costruzione, portata solitamente a compimento da giovani di sesso maschile, richiede molti mesi di tempo e molto lavoro (a volte è necessario un intero anno!), ma è accompagnata da un entusiasmo capace di superare ogni ostacolo.
Dalla collaborazione tra Ferrioli Gianluca, Montarolo Fabrizio e la Vezzani Cremation nasce a Trino, FEDELE AMICO MIO. FEDELE AMICO MIO che ha inaugurato l’attività sabato 30/9/2017 dispone di un servizio all’avanguardia per la cremazione di animali da compagnia sia collettive che singole con la conseguente restituzione delle ceneri al proprietario dell’animale. Il servizio e la professionalità sono alla base dei principi dello staff di FEDELE AMICO MIO, i quali saranno a vostra disposizione 24/24H e per chi ne farà richiesta avrà la possibilità di assistere alla Cremazione e di poter dare l’ultimo saluto al proprio animale. L’impianto di cremazione istallato della Vezzani Cremation, specificatamente studiato per la cremazione di animali da compagnia, è un impianto ad altissimo contenuto tecnologico, rispettoso dell’ambiente e corrispondente alle più restrittive
Sala di attesa con espositore urne
Accoglienza crematorio
normative in materia di emissioni in atmosfera. Gli impianti della serie PET sono forni a camera di combustione statica in cui si ha la possibilità di eseguire sia la cremazione del singolo animale sia cremazioni multiple, la camera di cremazione infatti è predisposta per l’inserimenti
Ingresso stanza celle frigo
di N.4 carcasse contemporaneamente, mantenendo distinte le ceneri di ogni singolo animale così da poterle restituire ai rispettivi proprietari.
La particolare concezione dei nostri impianti vi garantiranno consumi e costi di gestione contenuti a fronte di prestazioni ottime. Per quanto riguarda l’ottenimento delle autorizzazioni, il personale della Vezzani Cremation seguirà insieme a voi, dall’inizio alla fine, le pratiche stesse. Celle frigo e forno crematorio
FEDELE AMICO MIO Cremazione Animali Via dei Tipografi 2, 3039 Trino (VC) Tel: 3601040312
VEZZANI CREMATION marchio della Vezzani Forni Srl Via Mazzacurati 14 - 42122 Reggio Emilia - Italy - Tel. 0522 946036 - Fax 0522 947343 - www.vezzaniforni.it - info@vezzaniforni.it
C U LT U R A
Anche i contenuti comunicativi si ampliano e si diversificano: le scritte dirette ai defunti sono sempre più affiancate da messaggi di pace e di fratellanza e da simboli del Guatemala con il preciso intento di proteggere la cultura e l’identità del territorio. Ogni anno viene nominata una giuria con il compito di premiare le creazioni più significative sulla base del disegno, della dimensione, della capacità di volare e dell’originalità.
Questi straordinari manufatti sono costituiti, come da tradizione, da stecche di bambù e da carta velina. Stupisce la varietà e la vivacità dei disegni e dei colori, mutuati direttamente dalla cultura maya, che ricalcano motivi e fantasie che troviamo ancora oggi nei tessuti e nei costumi tipici.
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S E T T E M B R E - O T T O B R E 2 018
La celebrazione, seppure chiassosa e a volte accompagnata da musiche non propriamente soft, si svolge all’interno del cimitero e nessuno sembra far caso alle tombe che vengono immancabilmente calpestate.
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I barriletes vanno issati su alti pali di bambù, un’operazione difficile e delicata che deve essere portata a termine con un preciso lavoro di squadra tra chi sta a terra e i ragazzi, a cui il coraggio non fa difetto, che correndo non pochi rischi devono arrampicarsi su queste sottili pertiche, incitati dalla musica e dalla folla esaltante. Non tutti gli aquiloni sono costruiti per volare, quelli di grandi dimensioni, vere e proprie opere d’arte, sono realizzati solo per essere ammirati in tutta la loro magnificenza.
Il festival dei barilletes gigantes sta assumendo un ruolo economico sempre più rilevante attirando molti visitatori che giungono da ogni parte del Paese e anche dall’estero per partecipare alla festa o per essere testimoni di questo incredibile spettacolo ed immortalare con le proprie fotocamere le creazioni più belle. Ma uno degli aspetti più importanti è che fin dalle prime bozze dei progetti tutto il lavoro viene svolto in gruppo cementando i rapporti familiari e sociali, rafforzando così il senso di identità culturale e la condivisione delle tradizioni e dei valori della comunità.