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Oltre Magazine n. 5 luglio-agosto 2018

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Equilibrio ed armonia delle forme, linee dinamiche e moderne, corpo vettura posteriore armonioso ed elegante che termina in gruppi ottici dal design accattivante ed inconfondibile. Interni vettura prestigiosi si distinguono per l’elevata spaziosità e l’utilizzo di materiali pregiati per pelli, finiture ed inserti. Autotelaio con sistema “Air suspension” innovativo sistema a sospensioni pneumatiche di portata integrali autolivellanti, a doppio sensore, regolabili in altezza. LO STILE CHE NON C’ERA


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SOMMARIO

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fiere Ritorna Miami Funer

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Editoriale

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fiere Maggio in fiera

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STATISTICHE I due volti del Belgio

26 EVENTI Un cimitero da vivere

news aziende Leader nel settore delle fotoceramiche

case funerarie Uno sguardo verso il cielo

news aziende Tecnologia e artigianalità

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parliamo di La forza del diritto al servizio delle persone

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attualità La morte dei bimbi mai nati

attualità Il nuovo crematorio in provincia di Caserta

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cultura Resurrezione ed eterna salvezza Oltre Magazine

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LEGALE, FISCALE Nuove forme di licenziamento...?

in memoria L'Arcobaleno messaggio d'amore

Periodico di informazione dell’imprenditoria funeraria e cimiteriale Bimestrale Anno XVIII - n° 5 Luglio - Agosto 2018

www.oltremagazine.com

Segreteria di Redazione: Raffaella Segantin r.segantin@oltremagazine.com Redazione: redazione@oltremagazine.com Daniela Argiropulos, Francesca De Munari, Maria Angela Gelati, Stefano Montaguti, Miranda Nera, Carmelo Pezzino, Sara Sacco, Carlo Mariano Sartoris, Laura Savarino, Raffaella Segantin, Roberto Valli, Gaia Lucrezia Zaffarano

Spedizione in abbonamento postale. Diffusione in 8.000 copie, inviato a tutti gli operatori italiani del settore.

Comitato Scientifico: Luigi Bartolomei, Rossana Becarelli, Giuseppe Bellachioma, Francesco Campione, Alcide Cerato, Mauro Felicori, Giulio Gallera, Maria Angela Gelati, Gianni Gibellini, Pietro Innocenti, A. Renato Miazzolo, Alessandra Natalini, Giorgio Praderio, Michela Sgoluppi, Anna Paola Spagnoletti, Piero Maurizio Zaffarano

Registrazione: Tribunale di Bologna n° 7053 del 23/10/2000

Amministrazione: Daniela Spitaleri Pubblicità: pubblicita@oltremagazine.com

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OLTRE MAGAZINE

L U G L I O - A G O S T O 2 018

Direttore Responsabile: Alberto Leanza redazione@oltremagazine.com

Web developer: Pasquale Leuzzi leuzzi@conferenceservice.net

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Direzione, Redazione, Amministrazione, Pubblicità: Via de’ Buttieri 5/a - 40125 Bologna tel. 051 4298311 - fax 051 4298312 redazione@oltremagazine.com

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EDITORIALE

ALBERTO LEANZA, DIRETTORE

Finalmente siamo in estate, con le sue giornate lunghe e soleggiate che ci fanno pensare subito alle vacanze, ai cibi freschi, alle gite in barca, alle camminate in montagna, alle serate da trascorrere all’aperto. Ma in questi ultimi tempi la stagione più bella dell’anno

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comincia ad essere più temuta che auspicata, poiché gli innegabili cambiamenti climatici stanno producendo gravi effetti. Lo stiamo vedendo anche in questi giorni in cui un’inconsueta ondata di calore sta mietendo decine di vittime in Canada ed eccezionali alluvioni hanno causato la morte di circa 180 persone in Giappone, senza contare gli inestimabili danni economici. Ciò, com’è noto, è il frutto dell’innalzamento del riscaldamento globale che sta incidendo in modo sempre più determinante sulle cause di mortalità. Basti pensare che il caldo record dell’estate 2003 ha provocato nella sola Francia 14.800 decessi, mentre in Italia nello stesso periodo si sono verificati 2.222 decessi in più rispetto all’anno precedente. Il caldo eccessivo metterà a dura prova l’organismo umano: studi scientifici attestano che oggi il 30% della popolazione mondiale è esposta ad un livello di calore potenzialmente letale per almeno 20 giorni all’anno e, secondo attendibili proiezioni, nel 2100 questa percentuale potrebbe salire al 74%, a meno di drastici interventi sulle emissioni dei gas serra. L’innalzamento della temperatura influirà sulla vita, sulla salute e sulle cause di morte dell’umanità ad ogni latitudine non solo in maniera diretta, ma in tantissime altre forme non sempre prevedibili come l’aumento di fenomeni metereologici estremi, la diffusione di malattie tropicali in zone temperate, la proliferazione di incendi, l’avanzamento della desertificazione … insomma non si morirà di solo caldo! Siamo di fronte ad uno scenario complicato che deve indurre tutti - in primis chi ci governa - ad una profonda riflessione e a mettere in campo ogni risorsa per cercare di contrastare al massimo questo fenomeno e preparare piani di azione per affrontare tutte quelle situazioni che in parte si ripercuoteranno inevitabilmente anche sul nostro lavoro.

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FIERE

Ritorna Miami Funer d i a l e s s a n d r a n ata l i n i

Dal 13 al 15 marzo 2019 andrà in scena la seconda edizione di Miami Funer, l’evento internazionale di Tanexpo realizzato su misura per l’industria funeraria che vuole espandere l’attività commerciale oltreoceano, in particolar modo verso i Paesi dell’America Latina.

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Si rinnova l’appuntamento nella città dove l’estate non finisce mai, un'opportunità assoluta per le aziende che vogliono scommettere su nuovi mercati.

L’assidua presenza di delegazioni sudamericane a Bologna ci ha reso consapevoli dell’alto interesse del “Nuovo Mondo” verso la nostra pro-

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duzione caratterizzata dall’alta qualità e dall’incessante ricerca in termini di design, materiali e tendenze che pongono il made in Italy al vertice in tutti i settori manifatturieri a livello mondiale. Anche i numeri emersi da un approfondito studio di quei mercati hanno avuto una forte rilevanza nel portare a temine il progetto Miami Funer: si tratta infatti di cifre ragguardevoli (la sola America Latina conta 3,5 milioni di decessi annui) e le migliorate condizioni economiche 


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FIERE

di quei Paesi stanno portando ad una progressiva e costante evoluzione delle esigenze e dei gusti estetici dei loro abitanti che richiedono sempre più prodotti di maggior livello. Ottime opportunità quindi per le nostre aziende che vogliono acquisire nuove fette di mercato! In questo scenario Miami Funer si configura come un momento unico per toccare con mano queste realtà e decidere future scelte strategiche.

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La partnership con Memorial International, la più grande organizzazione funeraria internazionale con sedi in 14 Paesi tra Stati Uniti e America Latina ed un’esperienza ultraventennale nel ramo dell'assistenza funebre, garantisce a Miami Funer contatti privilegiati con il top della funeraria del centro e Sudamerica costituito da importanti imprese funerarie e cimiteriali, cimiteri parco e cimiteri verticali ed i più grandi tempi crematori. Le 70 aziende espositrici che hanno partecipato alla prima edizione svoltasi nel marzo 2017, hanno incontrato 1.100 visitatori giunti in Florida da 40 Paesi alla ricerca di nuove proposte e servizi e anche per prendere parte alle 17 sessioni di workshop sulle tematiche più attuali e stimolanti per il comparto.

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Sede di Miami Funer 2019 sarà nuovamente il MACC Miami Airport Exhibition Center, nel cuore del business district Blue Lagoon, a pochi minuti dall’aeroporto internazionale e vicino ai punti di maggiore interesse della città, all’incantevole Coconut Grove ed alle spiagge di South Beach. Non dimentichiamo che Miami oltre ad essere un ideale luogo di incontro tra Nord e Sud America, rappresenta una meta molto apprezzata anche per il suo clima gradevole, le numerose attrazioni turistiche e la facilità dei collegamenti. La macchina operativa è in pieno OLTRE MAGAZINE

movimento: sono già stati definiti i contenuti di massima della sezione convegnistica che verteranno su quattro macro aree: Direzione d’impresa, Tecnica Funeraria, Marketing e Tecnologia. Parimenti si sta lavorando su tutti gli aspetti logistici anche per consentire al mondo produttivo di partecipare ottimizzando tempi e costi attraverso la spedizione delle merci in groupage. Per le aziende che intendono aderire è possibile farlo ora a condizioni veramente speciali: infatti, oltre alla tariffa ridotta, disponibile fino al 31 ottobre, gli espositori di Tanexpo e gli inserzionisti di Oltre Magazine possono godere di ulteriori speciali agevolazioni. Nessuna scusa, quindi. Tutti a Miami! 


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AT THE HEART OF YOUR BUSINESS

13-15 marZO 2019

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FIERE

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Maggio in fiera i L v i a g g i at o r e

La fiera belga è nata solo a qualche mese di distanza da un'analoga manifestazione, organizzata da un'impresa attiva nel settore funerario, che da

anni si tiene a Leuven, sede di una prestigiosa università belga. Funeral Expo è stata fortemente voluta da FUNEBRA, la Reale Federazione Belga di Pompe Funebri creata nel 1963, che rappresenta l'interlocutore privilegiato della professione funeraria per le istituzioni pubbliche e private. Presieduta da Johan Dexters, professionista di indubbia capacità, dinamismo ed empatia, ed avvalendosi della collaborazione di esponenti di rilievo del mondo funerario belga (un nome soltanto: Emilio Borgno uno dei più grandi operatori con sede a Mons,  OLTRE MAGAZINE

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Dopo l'avvio in grande stile della stagione fieristica con Tanexpo a Bologna, le esposizioni del Belgio e della Germania si sono succedute da un fine settimana all'altro. Il 5 ed il 6 maggio s'è tenuta, a Bruxelles la prima edizione di Funeral Expo a cui ha fatto seguito, dal 10 al 12 dello stesso mese, il Befa Forum 2018 nella prestigiosa sede dell'ente fiera di Düsseldorf.

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Funeral Expo a Bruxelles e Befa Forum a Düsseldorf: le due fiere che si sono svolte nelle due città del nord Europa a pochi giorni e a pochi chilometri di distanza.

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FIERE

la cui azienda ha trattato sia la tragedia di Marcinelle negli anni '50 del secolo scorso che, più di recente, la catastrofe dello stadio Heysel di Bruxelles) ha affidato all’impresa IJV-IFAS di Gand, in attività da oltre mezzo secolo, l'organizzazione dell'evento. Il responsabile di quest'ultima, il gentile Jan De Geest, ha fatto le cose per bene già a partire dalla scelta, azzeccatissima, della sede espositiva, il Tour & Taxis, a pochi minuti dal centro della bella capitale belga, situata in un magnifico edificio, eccellente esempio di architettura industriale dell'inizio del secolo scorso caratterizzata da mattoni, vetro e ferro battuto, trasformato, grazie ad un importante intervento di riconversione, in una prestigiosa location per eventi d'ogni genere.

realizzazioni policrome, ed i dinamici giovani responsabili della Fenicetek di Torino che porta un vento nuovo in un mondo, quello delle urne, dappertutto in continua crescita.

Un centinaio di espositori ha così avuto modo di presentare in condizioni ottimali la propria produzione. Tra di essi le italiane Art Funeral Italy, che ha riscosso un franco successo con le sue accuratissime ed accattivanti

In Belgio ormai la cremazione ha raggiunto il 60% ed è destinata ancora a crescere. Tutti gli impianti sono pubblici, anche se esiste comunque una eccezione costituita dai forni crematori privati di Borgno che sono stati installati, segno di chiara lungimiranza imprenditoriale, dall'azienda di Mons nel 1993, prima cioè che la legge ne imponesse la proprietà pubblica. Tra i vari espositori abbiamo rivisto con piacere alcuni “habitué” di Tanexpo: 

 Il centro espositivo Tour & Taxis di Bruxelles

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 Da sx: Emilio Borgno, Tony Zhang e Pietro Innocenti

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Art Funeral Italy 


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i romeni di Argona con i loro pregevoli zinchi, la Desplanches che da sempre si distingue con i suoi album firma ed altro materiale cartaceo, l'olandese Orthometals specializzata nel riciclo di protesi ortopediche, pace-makers etc. e l'onnipresente tedesca Pludra, sempre più ricca di nuovi prodotti che ormai sforna con una regolarità sconcertante per la mole di lavoro che essa comporta a monte. Degna di nota la vasta proposta di gioielleria commemorativa ed oggetti realizzati a partire dalle ceneri od altro materiale organico dei defunti; tendenza già riscontrata da anni negli Stati Uniti e che sta rapidamente prendendo piede in Europa. Purtroppo l'esposizione, conclusasi con un suntuoso banchetto offerto da Johan Dexters e della sua federazione, non ha avuto il riscontro di pubblico che gli organizzatori avrebbero ampiamente meritato. Le cause vanno ricercate nella prossimità con l'altro evento sopracitato, ma sicuramente ha anche influito il clima assolutamente estivo che dopo il lungo e grigio inverno belga, ben narrato dall'immenso Jacques Brel nelle sue poesie cantate, ha probabilmente indotto molti potenziali visitatori a dirigersi in campagna o sulle belle e ventose spiagge da Ostenda a Knokke-Heist per i primi bagni di sole. Per l'acqua il discorso è diverso....

 Pludra

Funeral Expo si ripeterà nel 2019. Successivamente la frequenza sarà biennale per non interferire con Tanexpo, un segno eloquente della forza della manifestazione bolognese e dell’altissima considerazione che gli organizzatori, a livello mondiale, nutrono nei confronti di essa.

Da Bruxelles a Düsseldorf il passo è breve. Questa volta non solo in chilometri ma anche in tempo. Avevamo ancora i sentori di Laeken nelle narici che quelli amarognoli della Alt, la birra ambrata orgoglio di Düsseldorf, ci immergevano completamente nello spirito della BEFA, accolti da un'organizzazione eccellente. Molte cose sono cambiate da quando Udo Gentgen ha preso in mano l'organizzazione della fiera tedesca (ormai quadriennale). Non solo una grande cortesia del personale, ma anche la creazione di un'isola internazionale rallegrata dalle soavi note dell'arpa ed abbellita da cospicui bouquet di fiori bianchi che hanno magnificamente 

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Il periodo dell'esposizione ha coinciso, merita segnalarlo, con l'apertura delle serre del palazzo reale di Laeken, accessibili al pubblico solo due settimane all'anno e in certi giorni aperte anche in "notturna”. Un forte richiamano per gli appassionati di tutto il mondo e una bella occasione per i visitatori di Funeral Expo di visitare un insolito e affascinante luogo.

 Fenicetek

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FIERE

abbellito i nostri stand per tutta la durata dell'esposizione. Se a ciò vogliamo aggiungere un servizio bar sullo stand con un caffè anche migliore (!) di quello che a volte si beve in Italia, la cornice di grande qualità è definita! Essa ha racchiuso una grande varietà di prodotti perfettamente adattati a quelli che sono i tratti tipici del mercato tedesco. Carri funebri, cofani, imbottiture, accessori di grande qualità e provvisti di una "vis" innovativa derivante dalla sensibilità di quel Paese nei confronti della natura. Anche qui la cremazione gioca un ruolo preponderante e con essa tutto ciò che ne deriva, come urne, gioielli e souvenir. L'esposizione, articolata su due padiglioni, ci è sembrata, e non solo a noi, meno importante del solito ed anche il numero dei visitatori non è decollato dopo un primo giorno in fanfara che è stato, atipicamente, quello più affollato.

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Tutti i grandi fornitori tedeschi si sono presentati puntuali all'appuntamento. Buona anche la presenza italiana più in termini di espositori che in quelli dei visitatori. Molta acqua è passata

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sotto i ponti del maestoso Reno da quando orde di italiani affollavano le corsie della BEFA! Tra i produttori italiani segnaliamo: Art Funeral Italy, Ceabis, Gem Matthews, Pilato, Spaf, Vezzani Cremation e, tramite i distributori locali, Amuela, La Errrevieffe e Rotastyle (con Cinzia ed Elisabetta in prima linea che non mancano di tralasciare nessuna opportunità: brave, è così che si fa!) Naturalmente non poteva mancare lo staff di Tanexpo, presente per annunciare le date della nuova edizione, 26, 27 e 28 Marzo 2020, e per invitare produttori ed operatori funerari ai prossimi appuntamenti con i vasti mercati dell’Est prima e d’oltreoceano poi: Necropolis-TanexpoWorld Russia, dal 17 al 19 Ottobre 2018 presso il Centro Esposizioni VDHN di Mosca, e MIAMI Funer, che ritorna al Miami Airport Convention Center dal 13 al 15 Marzo 2019. Siete tutti invitati! 


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statistiche

I due volti del Belgio i L v i a g g i at o r e

Il Belgio, che in questi giorni sta vivendo il suo momento di gloria con gli ottimi risultati conseguiti dalla squadra nazionale di calcio ai campionati mondiali di Russia, è un piccolo Paese di poco più di 11 milioni d'abitanti che si contraddistingue per la sua varietà etnico-linguistica.

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Una piccola nazione dove coesistono due comunità ben distinte per lingua e cultura: una diversità che si ripercuote anche sul sistema funerario.

È, infatti, diviso tra la comunità fiamminga, situata nel Nord, e quella vallone che occupa il Sud. Esiste inoltre una zona germanica, nell'est della Vallonia, di poco meno di 100.000 abitanti che parlano il tede-

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sco, riconosciuto come terza lingua ufficiale. Tale regione, già tedesca per secoli, venne inglobata al Belgio nel 1918 col Trattato di Versailles. Reintegrata in Germania, come auspicavano maggioritariamente i suoi abitanti durante la seconda guerra mondiale, essa divenne definitivamente belga alla fine del conflitto. Le lingue più parlate sono, come ben noto, l'olandese (60%) nelle Fiandre ed il francese (40%) in Vallonia. La capitale, Bruxelles, è bilingue ma il francese è largamente 


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statistiche

predominante. A tali diversità geografiche e linguistiche corrispondono approcci diversi anche nel settore funerario. Ad esempio mentre in Vallonia è obbligatoria la sepoltura in bara, nelle Fiandre, un po' come in Olanda, è possibile mettere in terra un corpo avvolto unicamente in un lenzuolo.

Cremazione

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La cremazione, che si attesta attorno al 60%, è molto più praticata nel Nord con una percentuale quasi doppia rispetto al Sud. Anche qui sussistono delle differenze tra le varie regioni: mentre nelle Fiandre per l'introduzione del corpo nel forno è sufficiente un contenitore ligneo anche rudimentale, in Vallonia è obbligatorio il classico cofano di legno. Gli impianti crematori fiamminghi sono tutti municipali o intercomunali mentre quelli valloni possono essere finanziati da privati in cambio di una concessione per un certo numero di anni con l'obbligo di metterli a disposizione di tutte le imprese.

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 Cimitero di Laeken, Bruxelles

Previdenza funeraria Anche la previdenza funeraria è molto più diffusa nelle Fiandre che in Vallonia. Ciò dipende, probabilmente,

Nazione:

Belgio

Popolazione:

11.359.000

Decessi annui:

110.000

Tasso di mortalità:

9,6 ‰

Religione:

cristiani 60% (il 90 % dei quali cattolici), 32% non religiosi, 5%musulmani, 1% ebrei, 2% altri

Inumazione:

40%

Cremazione:

60%

Funerali con funzione religiosa:

50% che si limitano soprattutto ad una benedizione

Funerali con funzione laica:

50%

Prezzo medio di un funerale:

dai 5.000 ai 7.000 euro con inumazione, dai 3.700 ai 4.000 euro con cremazione

Imprese funebri:

circa 900

Tanatoprassi:

10% circa

Cimiteri:

tutti pubblici

Prevenzione funeraria:

10% in rapido aumento

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dal fatto che leader di tale prestazione di tipo assicurativo è il gruppo cooperativo DELA (Draagt Elkanders Laster - Sostegno reciproco) creato nel 1937 in Olanda a Eindhoven (la città della Philips) dove è anche il maggior operatore funerario in quel Paese. Presente dal 1989 anche in Belgio, ad Anversa e Liegi con un portafoglio di polizze funerarie di 750.000 assicurati, realizza nelle 120 case funerarie del gruppo circa il 10% dei funerali (più o meno 10.000 all’anno) dell’intera nazione. Da notare che DELA gestisce un totale di 3 milioni di polizze, Paesi Bassi e Lussemburgo inclusi. L'80% degli olandesi sono coperti da un piano funerario contro il 10% dei belgi (3/4 dei quali con DELA). Tuttavia la tendenza è chiara: sempre più frequentemente quest'ultimi aderiscono ad un piano di copertura anticipata delle spese funerarie che altrimenti graverebbero su coloro che rimangono e che sono frequentemente, nel 40% dei casi, all'origine di dispute familiari, anche severe, per decidere chi paga e quanto, tanto più che i prezzi sono piuttosto elevati e spesso, in 7 casi su 10, sottostimati 


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Un mondo intero al servizio del vostro business

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statistiche

dai clienti che rischiano così di trovarsi in imbarazzo al momento di pagare. Infatti una famiglia su 4 riconosce di avere delle difficoltà nel raccogliere le somme necessarie per il funerale. Tendenza vieppiù accentuatasi di recente a causa della crisi economica generale.

Costi funerari La tendenza, di pari passo con la diminuzione dei funerali in casa, è quella di ridurre, pur non essendovi vincoli regolamentari, il tempo di esposizione del defunto. Il funerale dovrebbe aver luogo tra le 24 e le 72 ore "dopo la comunicazione del decesso al Comune". I tempi si allungano se tale comunicazione viene fatta in ritardo qualora, ad esempio, l'impresa non disponga del mandato della famiglia per poter procedere. In tali casi viene generalmente praticata la tanatoprassi. Sono molte le variabili che intervengono nella determinazione del costo finale di un funerale a cominciare dalla zona geografica e al luogo della cerimonia:

domicilio, casa funeraria, chiesa, cattedrale… ciò rende evidentemente difficile dare un prezzo esatto; tuttavia possiamo ragionevolmente affermare che un funerale che prevede l’inumazione costa 5.000/6.000 euro (ad esclusione della concessione cimiteriale e della tomba) mentre un funerale con cremazione (con dispersione delle ceneri) si aggira sui 3.700/4.000 euro. Valori indicativi, si diceva, suscettibili di rapide ed importanti impennate (in certi casi si arriva addirittura fino ai 20.000 euro) in funzione del tipo di cofano scelto (prezzo indicativo tra gli 800 ed i 4.000 euro) e di tutte le altre prestazioni collaterali: cerimonia d'addio personalizzata con eventuali "desiderata" particolari, necrofori, annunci stampa, faire-part (bigliettini di annuncio morte), cerimonia, decorazioni floreali e corone, tipo di carro funebre (quello americano, molto diffuso, è più caro), rinfresco (mediamente 20 euro a persona) etc. Il mercato belga supera quindi largamente in valore i 500 milioni di euro annui anche se FUNEBRA, la reale

5.000/6.000 euro

costo di un funerale con

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INUMAZIONE

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associazione degli imprenditori belgi presieduta da Johan Dexters, annuncia prezzi medi che non trovano riscontro con quelli che la federazione stessa suggerisce fortemente ai clienti finali di richiedere agli impresari. Il fatto è che la trasparenza lascia spesso a desiderare come emerge anche da un'inchiesta condotta dal più autorevole quotidiano del Paese, da cui risulta che su trentuno aziende di rilievo interpellate per avere un preventivo, otto (il 25%) non hanno nemmeno risposto malgrado due solleciti, due hanno rifiutato di fornirlo via e-mail, e dei rimanenti soltanto sette (il 22% dei sollecitati) hanno trasmesso una proposta dettagliata. Ai prezzi forniti dalle imprese vanno aggiunte altre importanti voci di spesa che appesantiscono il conto finale soprattutto per coloro che scelgono la sepoltura. I cimiteri sono esclusivamente pubblici ma la concessione (da 10 a 50 anni, con i primi cinque anni spesso gratuiti) ha un costo a geometria variabile (dai 130 euro a Chimey ai 2.100 a Molenbeeck...) che dipende anche

3.700/4.000 euro

costo di un funerale con

CREMAZIONE


nome del defunto, il carro funebre (sobrio), il personale, il trasporto al cimitero, una cerimonia di 15 minuti e le spese amministrative. Secondo studi piuttosto attendibili le ragioni che più frequentemente presiedono a tale scelta sono costituite da risorse economiche insufficienti, relazioni familiari labili o inesistenti e distanza geografica.

 Jhoan Dexters dalla posizione occupata nel cimitero. Ad essa vanno aggiunte le spese per l'acquisto della lapide o del monumento (da 1.000 a 10.000 euro). Poco frequente è la tumulazione: i colombari, solitamente collocati nel sottosuolo, sicuramente non incentivano una scelta in questo senso. Anche la Chiesa ha prezzi non uniformi. Le tariffe ecclesiastiche per la messa funebre sono di 100 euro a Liegi ma salgono a 240 a Bruxelles e nel Brabante vallone.

Per chi, invece, non ha questo tipo di problemi esistono imprese che possono organizzare funerali di prestigio di massima qualità. È il caso di A&G Funeral Group che riunisce un gruppo di aziende selezionate per un servizio impeccabile eseguito da personale accuratamente scelto e formato. Nasce nel 2010 dalla società "Funérarium d'Uccle" (fondata nel 1996) che si estende inglobando varie case funerarie di alta gamma ultima delle quali, la Bouvin-Coomans di Anderlecht, acquisita nel 2017. Tanto Anderlecht che Uccle (Ukkel) sono zone residenziali di Bruxelles e la seconda in particolare rappresenta un

po' i Parioli della capitale belga con i suoi viali alberati e fioriti e con ville e palazzi signorili.

Imprese funerarie Anche in Belgio come in molti altri Paesi (USA, Gran Bretagna, Francia, Spagna...ma non in Italia!) il numero delle imprese indipendenti è in diminuzione per l'intervento di importanti gruppi spesso fortemente legati alle compagnie assicurative. Il panorama funerario ha visto l’ingresso di grossi operatori finanziari che hanno iniziato ad acquisire imprese familiari ed il fenomeno è destinato a continuare anche in futuro perché le imprese di dimensioni medio-piccole sono sempre più in difficoltà nel sostenere i costi crescenti dell'attività (senza poi contare l'incertezza del passaggio generazionale che coinvolge tutte le attività a gestione familiare) che richiede ingenti investimenti di cui solo le aziende di grosso calibro (come quelle connesse alle assicurazioni) possono disporre. 

 Particolare di una tomba del cimitero di Laeken

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È evidente che in tale contesto c'è spazio, sulla traccia di quanto succede nella vicina Germania, per i funerali low-cost. Tra le aziende più attive su tale segmento troviamo, dal 2012, B-Funerals di Bruxelles (dove B sta per budget, ovvero a basso costo). Vale per queste imprese lo stesso principio dei voli a prezzo basso: servizio ridotto al minimo, nulla di superfluo. A titolo di esempio una inumazione costa 995 euro mentre per una cremazione con dispersione, bisogna aggiungere i 600 euro (prezzo medio) della tassa di cremazione. Tali spese comprendono un cofano basico in legno chiaro o scuro con eventuale simbolo religioso, l'imbottitura, la sistemazione nella cassa, una croce od una tavola di legno col OLTRE MAGAZINE

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statistiche

La svolta s'è prodotta una trentina d'anni addietro con l'evoluzione rappresentata dalla proliferazione delle case funerarie seguita, qualche anno dopo, dal boom della cremazione. Oggi un'azienda da 50-60 servizi annui non è più redditizia: il punto di pareggio richiede 100-120 decessi. È per questo che accanto ai colossi della finanza anche alcuni operatori "normali" ma più intraprendenti hanno rilevato, affrontando grossi rischi, i loro colleghi e concorrenti riuscendo a fare, in certi casi, anche 1000 servizi all'anno.

Curiosità

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Non sarebbe consentito, ai termini del regolamento che adduce ragioni di sicurezza (quali? crisi cardiaca? rischio di suicidio?!) di assistere alla calata del cofano in terra. Soltanto ad operazione eseguita i partecipanti, allontanatisi temporaneamente,

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possono raccogliersi presso la sepoltura. Una eccezione viene però fatta per gli islamici che "devono", per ragioni religiose, essere presenti all'inumazione. In pratica oggi anche una famiglia non musulmana, appoggiandosi su tale precedente, può assistere alla sepoltura anche se poi molti scelgono di rispettare la tradizione (ed il regolamento!) attendendo che gli affossatori abbiano terminato il loro intervento prima di rendere omaggio al proprio caro. Come si vede il Belgio è un Paese complesso in cui la divisione tra le comunità si ripercuote, oltre che sul piano politico, anche nelle varie circostanze della vita tra le quali il lutto, che con la sua intensa carica emotiva, costituisce un momento di importanza capitale. 


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Un cimitero da vivere

Anche quest’anno il Cimitero Monumentale della Certosa di Bologna diventa protagonista delle iniziative culturali estive della città.

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Per il decimo anno consecutivo Bologna apre le porte del cimitero monumentale della Certosa ad iniziative culturali ed artistiche che fanno parte integrante del cartellone estivo della città.

Artefice e curatrice del progetto è l'Istituzione Bologna Musei | Museo civico del Risorgimento che da dieci anni organizza questa singolare manifestazione che intende valorizzare e promuovere lo straordi-

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nario patrimonio storico-artistico conservato in questo particolare sito, con l’intento di avvicinarvi un numero sempre maggiore di cittadini e visitatori. Dal 24 maggio al 26 settembre, il cimitero felsineo ospita una vasta e variegata serie di eventi (circa una cinquantina!) che spaziano da rappresentazioni teatrali a visite 


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Mondiale ha riproposto i valori del pacifismo e della convivenza tra i popoli e le generazioni. Tra le varie iniziative in programma, vogliamo citare “Così si gioca solo in paradiso. Il Pantheon rossoblu della Certosa”, un appuntamento irrinunciabile per gli appassionati di calcio che si snoda in un suggestivo itinerario per ricordare e rendere omaggio ai grandi campioni del Bologna Football Club.

guidate diurne e serali, da conferenze a percorsi tematici per conoscere il più imponente complesso monumentale della città. La spettacolarità del luogo offre una preziosa cornice che racchiude diverse scenografiche ambientazioni in cui è possibile ammirare un catalogo unico di linguaggi e stili artistici – tra scultura, architettura e arti applicate – dal gusto neoclassico fino alle istanze moderne attraverso il Romanticismo, il Verismo, il Liberty e il Classicismo del XX secolo. Due i principali temi-guida in cui si articola il Calendario 2018 che sottolineano la funzione della Certosa come luogo di memoria civica collettiva: il centenario della Grande Guerra e la storia di Bologna nel cosiddetto “Lungo Ottocento”, ossia il periodo compreso tra l’età napoleonica e lo scoppio della Prima Guerra Mondiale (1796-1915) in cui la città ha assunto quei tratti distintivi che la connotano ancora oggi da un punto di vista urbanistico, sociale, culturale e di autorappresentazione.

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Per gli amanti del brivido sono stati invece messi a punto alcuni percorsi notturni che intendono indagare il lato oscuro del cimitero e della città soffermandosi su dettagli insoliti, svelando simboli arcani e raccontando storie di delitti. scandali e passioni che hanno caratterizzato la cronaca locale nei secoli. Il primo appuntamento si è tenuto il 24 maggio, data dell’anniversario dell’entrata in guerra dell’Italia nel 1915, con lo spettacolo “Il Piave Mormorava”, un racconto sulla nostra storia che partendo da quell’evento brutale che fu la Prima Guerra

Non manca un capitolo dedicato all’amore: “finché morte non vi separi. Amori e passioni senza confine” è la visita guidata che racconta vicende di profondi affetti e di relazioni tormentate che si celano dietro a molti monumenti. 


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eventi

Parallelamente alle visite nel complesso cimiteriale, in centro città presso il Museo civico del Risorgimento, dall’1 al 15 luglio, è stata allestita la mostra "Un cimitero che si può chiamare Museo. Opere e artisti della Certosa di Bologna" che illustra l’imponente raccolta di opere d’arte en plein air disseminata tra le mura e le cappella del camposanto cittadino. L’esposizione ha voluto porsi come un ulteriore spunto di riflessione sulla ricchezza del patrimonio conservato nelle sale e nei chiostri della Certosa, sul numero impressionante di artisti che vi operarono e su come nasceva un'opera da un primo segno grafico fino all'esecuzione finale realizzandosi in affre-

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Le iniziative della Certosa si integrano con altri eventi che si tengono in città diventando parte di un progetto globale che coinvolge altri musei e luoghi di interesse del capoluogo emiliano. A bordo del City Red Bus (l’autobus turistico scoperto) sarà così possibile partecipare a due interessanti percorsi tra la Certosa e due sedi dell’Istituzione Bologna Musei. Il primo, “Alla scoperta della Bologna napoleonica” parte dal Museo civico del Risorgimento – che conserva le memorie di Gioacchino Murat, Re di Napoli e cognato di Napoleone – per seguire le tracce lasciate da Napoleone in città fino a raggiungere il cimitro, dove la scultura raffigurante Murat campeggia sulla sepoltura della figlia Letizia. Il secondo “Volti, storie e opere di Bologna. Custodire la storia, rinnovare la memoria” ha invece origine dalle Collezioni Comunali d’Arte di Palazzo d’Accursio alla scoperta di alcune opere che per un certo periodo sono state custodite in Certosa, per terminare poi al cimitero con una visita notturna tra arte e memoria.

schi o sculture in stucco, marmo e bronzo. In mostra sono stati presenti una quarantina di opere oltre ad una selezione di oggetti e documenti donati al Museo civico del Risorgimento dal 2009 ad oggi, insieme a un consistente nucleo di lavori inediti provenienti da due collezioni private. L'esposizione è stata arricchita da un'interessante mostra fotografica realizzata dal gruppo Arti Visive dell'Associazione Amici della Certosa. Il Calendario delle manifestazioni legate alla Certosa ha avuto inizio in occasione dell'annuale “Settimana alla scoperta dei cimiteri europei” promossa dall'ASCE – Association of Significant Cemeteries in Europe, il network di organizzazioni pubbliche e private di cui fa parte anche il cimitero della città felsinea, attivo in prima linea nel processo di valoriz Monumento dello scultore Pasquale Rizzoli


zazione del patrimonio cimiteriale italiano, che da anni SEFIT Utilitalia sta sostenendo in modo rilevante. A questo proposito ricordiamo che nel 2016 è stato raggiunto un importante traguardo che ha visto la firma di un protocollo di intesa con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali volto identificare una serie di azioni condivise per individuare e promuovere al meglio il valore artistico dei nostri cimiteri. Iniziative come quelle di Bologna sono particolarmente apprezzabili anche per la loro funzione sociale oltre che turistico-culturale: rappresentano infatti un modo diverso di vivere e valorizzare i luoghi simbolici del territorio scoprendone i piccoli tesori nascosti e i tratti inaspettati della storia di una comunità. 

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 Opera dello scultore Enrico Barbieri

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NEWS AZIENDE

Leader nel settore delle fotoceramiche di RAFFAELLA SEGANTIN

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Bertelli Fotoceramica è una realtà che per numeri e qualità ha assunto un ruolo di primaria importanza nel suo campo. Non ha alle spalle una lunga storia di tradizioni tramandate da più generazioni, eppure Bertelli Fotoceramica, costituita nel 1986, ha saputo imporsi nel suo specifico settore fin dalle prime mosse, tanto da aver acquisito in pochi anni un ruolo di leadership nella produzione di fotoceramiche per l’arte funeraria.

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Sono i numeri a testimoniarlo (clienti, dipendenti, Paesi serviti, numero di ordini evasi giornalmente...) e, com’è noto, la matematica non sbaglia! Un successo ottenuto sul campo, grazie a giuste intuizioni, investimenti azzeccati, una continua ricerca e uno staff di collaboratori altamente qualificati, come ci conferma Silvio Bertelli, 


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NEWS AZIENDE

 La sede di Bertelli Fotoceramica

A Bertelli Fotoceramica va infatti riconosciuto il merito di aver saputo mantenere la cura artigianale che caratterizza e valorizza ogni singolo articolo, grazie all’uso di sofisticate tecnologie che hanno reso possibile la realizzazione di un ampio assortimento. L’offerta non include solo foto, libri, pergamene, cupole, fotolapidi e mosaici su porcellana, ma anche accessori personalizzati per loculi e monumenti. Oggetti di pregio,

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fondatore e titolare dell’azienda veneta. “Se abbiamo raggiunto elevati livelli lo dobbiamo innanzitutto alla costante volontà di rinnovamento e di miglioramento in ogni settore dell’azienda che non sono mai venuti meno nel corso degli anni. Ci siamo sempre avvalsi delle più moderne tecnologie e abbiamo dedicato grande impegno nella formazione di persone sempre più specializzate a cui, oltre che alle specifiche tecniche di lavorazione, siamo riusciti a trasmettere anche la passione e la dedizione che contribuiscono a rendere il prodotto unico ed estremamente competitivo sotto ogni aspetto”.

esclusivi e particolari, capaci di soddisfare, con stile inconfondibile, i desideri, le richieste e le aspettative di una vasta e variegata clientela. “Grande importanza viene data all’unicità dei prodotti presentati – continua Silvio Bertelli - primi fra tutti i loculi laterali in porcellana con dimensioni fino a 230 centimetri di  Silvio Bertelli

lunghezza che vengono proposti in numerose campionature nei dettagliati cataloghi che si rinnoveranno quasi totalmente nei primi mesi del 2019. La personalizzazione e la cura dei colori, rendono la gamma delle nostre proposte fra le più apprezzate del settore. A ciò si aggiunga il fatto che i nostri prodotti 


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Essere leader è una prerogativa riservata a pochi e di cui andare orgogliosi ma comporta anche un alto grado di responsabilità… “È proprio così – asserisce in signor Silvio. - Quando diventi un punto di riferimento devi essere sempre all’altezza della situazione ed essere in grado di mantenere la tua posizione per non deludere le aspettative di un mercato alla continua ricerca di soluzioni originali e innovative. Per questo servono un impegno e uno studio costanti”.

non subiscono deterioramenti dovuti agli agenti atmosferici, garantendo nel tempo anche l’inalterabilità dei colori”.

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Affinché il risultato sia assicurato, le fotoceramiche devono essere eseguite su porcellane di prima scelta. Per questo è stata creata la ditta BSZ (un marchio del gruppo Bertelli, gestita dal fratello Mauro) che realizza, con avanzate tecnologie, placche e oggetti di porcellana curati con attenzione e classe fin nei minimi dettagli, per un risultato di qualità decisamente superiore, con una ricca opportunità di scelta di misure e formati e con ampia possibilità di personalizzazione.

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Non sono solo i numeri - una sede all’avanguardia, 60 dipendenti, e un nutrito portafoglio di clienti che, oltre ai confini nazionali e europei, spaziano anche Oltreoceano (Stati Uniti, America Latina e Australia) – ma è proprio l’alta qualità della sua produzione a rendere Bertelli Fotoceramica una delle aziende di maggiore importanza a livello mondiale. OLTRE MAGAZINE

 Loculo in porcellana  Testata in cristallo

L’esperienza acquisita e la naturale propensione all’innovazione fanno dell’azienda Bertelli un partner attivo ed un interlocutore attento e preciso che allo stesso tempo contribuisce a mantenere alto il nome del made in Italy, sinonimo di qualità ed artigianalità, apprezzato e richiesto in tutto il mondo. 


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Uno sguardo verso il cielo di RAFFAELLA SEGANTIN

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Un’opera architettonica innovativa dove austerità e monumentalità riescono a fondersi con il concetto di verticalità e di leggerezza.

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Si chiama CABUFE, un acronimo che sta per “Casa Funeraria Bellinzona”. Inaugurata due anni fa, precisamente il 21 marzo 2016, è ad oggi l’unica vera e propria casa funeraria in territorio svizzero. Si tratta di una struttura avveniristica che si sviluppa su un’area di 3000 OLTRE MAGAZINE

mq, progettata dagli architetti di origine argentina Alberto J. Fresco e Juan M. Campopiano dello studio Locomotiv Archs Office di Sementina (Bellinzona). L’edificio, che colpisce immediatamente per la sua monumentalità ed originalità, ha preso vita a partire da una riflessione sulla relazione che 


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intercorre tra spazialità e percezione e sulla consapevolezza del suo impatto sul tessuto urbano e sociale. Il concetto di verticalità è la qualità che lo caratterizza: lastre bianche rivestono lo scheletro portante, conferendogli leggerezza e slancio, un gigantesco candido origami che lo fa apparire quasi sospeso. E la luce si insinua tra

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 Due generazioni. Da sinistra: Igor e Dante Pesciallo, Luca Andreetta e Yann Jacobacci-Andreetta

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queste forme geometriche creando giochi di chiaroscuri dove il tempo e lo spazio perdono la loro dimensione reale rimandando ad esperienze ed a suggestioni più intime ed intense. Anche gli ambienti interni, dominati dal concetto di funzionalità, riflettono una distribuzione verticale. All’ingresso il visitatore è accolto in una sala reception le cui tonalità bianche sono un rimando diretto all’involucro e la cui scelta dei materiali è stata dettata dalla volontà di creare un passaggio privo di tensione dall’esterno all’interno. La struttura è composta da tre appartamenti mortuari (sviluppo e arricchimento delle usuali camere mortuarie), studiati per permettere alle famiglie di vegliare il proprio 


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CASE FUNERARIE

 Sala cerimonie

“Cuore” dell’edificio è la Sala Cerimonie, un locale di ampio respiro dato dall’apertura su doppia altezza, che può ospitare fino a 400 persone. Qui si svolgono le cerimonie funebri di tutte le confessioni religiose in risposta alle esigenze di una società multiculturale, caratterizzate dalla massima flessibilità di orari per adeguarsi ai bisogni delle famiglie: cerimonie fino alle ore 18.30 oppure durante i giorni festivi, domenica compresa. Sempre con l’intento di mettere al massimo agio i convenuti è stato allestito anche un punto ristoro in modo da non essere costretti ad uscire dalla struttura durante il periodo di veglia. Completano i servizi per il pubblico

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caro in spazi discreti, accoglienti e luminosi. Ognuno di essi, della superficie di ben 84 mq, è costituito, oltre che dalla camera ardente deputata ad ospitare il feretro, anche da un salotto arredato con mobili di design sobri ma eleganti.

un piano intero dell'edificio dedicato ad esposizione di articoli cimiteriali, monumenti in pietra naturale, bronzi, statue, ecc. Da ultimo, ma non per importanza, la possibilità di parcheggiare oltre 200 veicoli all'esterno della struttura. La casa funeraria è dotata anche di una sala autoptica fornita delle più moderne tecnologie per effettuare i trattamenti sanitari e di conservazione delle salme. Non mancano, naturalmente, moderni ed efficienti uffici e una sala riunioni: CAFUBE è un microcosmo dove nulla è stato lasciato al caso rispondendo in maniera completa ed esauriente alle persone che si trovano ad affrontare il momento doloroso del lutto. La struttura è stata commissionata dai signori Luca Andreetta e Dante Pesciallo titolari di un organizzazione funeraria che conta molteplici società del settore: una storica impresa di

onoranze funebri con un’esperienza di oltre mezzo secolo, un’azienda con competenze nelle infrastrutture cimiteriali, un negozio di fiori, un’impresa di servizi per altre onoranze funebri e una società di consulenze agli enti pubblici. “È grazie a questa fusione e alla conseguente aggregazione delle reciproche forze che stato possibile realizzare questo ambizioso progetto – ci conferma il signor Andreetta. – Le varie specifiche competenze fanno sì che, chi si rivolge a noi, possa usufruire di una assistenza e di un servizio a tutto campo, dal momento del decesso del proprio congiunto fino alla definitiva sistemazione nel cimitero, sempre affiancati da nostri esperti in grado di guidare al meglio il cliente nelle sue scelte”. Un bilancio dei primi due anni di attività? “L’accoglienza della casa funeraria da parte della nostra comunità è stata


sono stati avviati alcuni percorsi artistici-didattici accogliendo opere di pittori o scultori (che siano ovviamente consone al luogo ed interpreti di messaggi di natura spirituale) in spazi appositamente allestiti. Anche la grande Sala del Commiato può essere usata, secondo disponibilità, per iniziative culturali, come concerti di musica sacra, conferenze o altro”.

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CAFUBE per la sua concezione stilistica, per il suo forte impatto visivo e per la funzionale distribuzione degli spazi interni, rimane un esempio di opera architettonica destinato ad essere un punto di riferimento nella progettazione di edifici destinati a questa finalità. Il progetto è stato anche candidato a premi internazionali di architettura riscuotendo un enorme interesse da parte di professionisti di tutto il mondo. 

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eccellente e ha superato fin da subito le nostre aspettative – continua il signor Pesciallo. - Ogni mese assistiamo ad un aumento esponenziale delle richieste. Questo grazie anche ad altre imprese di onoranze funebri presenti sul territorio che hanno scelto di intraprendere una collaborazione attiva con la Cafube permettendo ai loro clienti di usufruire di tutte le prestazioni della struttura. Ci siamo fatti interpreti di un servizio che mancava e di cui evidentemente se ne avvertiva la carenza: finalmente anche da noi le famiglie possono rendere omaggio al proprio caro in un ambiente confortevole dove viene garantito il massimo decoro e rispetto. Abbiamo voluto inoltre dare un segnale di apertura affinché la struttura non sia solo ed esclusivamente legata al momento del lutto e della sofferenza. Per questo

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Tecnologia e artigianalità d i s t e fa n o M o n ta g u t i

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Quando la tecnologia si fonde con la sapienza artigianale il risultato è un prodotto ineccepibile per qualità, estetica e cura del dettaglio.

Fondata nel 1941, Stragliotto SpA si può a ragione definire un’azienda storica. È stata, infatti, una delle prime a fabbricare cofani funerari in quell’area geografica, rappresentata dal Nord-Est d’Italia, divenuta qualche decennio più tardi un importate polo

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industriale di produzione per il comparto funerario. All’inizio si trattava di una ditta individuale creata da Domenico Luigi Stragliotto; nel 1956 si è trasformata in una snc e nel 1980 è diventata una società per azioni. Oggi si configura come una delle maggiori realtà 


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Abbiamo recentemente incontrato Enrico Stragliotto durante la scorsa edizione di Tanexpo a cui abbiamo chiesto di illustrarci gli aspetti peculiari della loro produzione. “Possiamo contare su un una gamma di articoli completa – ci spiega - dai cofani più classici alle collezioni di design. Anche per quanto riguarda i legnami, la nostra produzione contempla una molteplicità di essenze, dalle più semplici alle più pregiate, con una vasta scelta di tonalità. Abbiamo cercato in questo modo di rispondere a tutte le necessità dei clienti con un’offerta per tutti i gusti e per tutte le esigenze”.

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del settore, con uno stabilimento che occupa una superficie di 32.000 mq di cui 15.000 coperti, e con i suoi 20.000 cofani prodotti annualmente è in grado di servire, oltre ad un cospicuo numero imprese italiane, anche una nutrita clientela straniera, residente in massima parte in Germania e Svizzera.

Non credo di sbagliare affermando che l’elemento che contraddistingue la vostra produzione è quello di aver saputo fare coesistere dimensioni e tecniche industriali, con

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l’utilizzo di macchinari di alta tecnologia, con abilità artigianali della nostra tradizione ebanistica. “Sicuramente questo è il punto di forza e il motivo del successo della nostra azienda – ci conferma Enrico Stragliotto. - Poiché riteniamo che per realizzare un manufatto di qualità entrambi gli aspetti siano fondamentali, abbiamo ottimizzato un sistema che permette di inglobare e armonizzare le diverse tecniche, apparentemente contrastanti. Le linee di produzione sono tutte automatizzate per assicurare il

migliore rapporto tra produttività e qualità. La prima lavorazione viene predisposta da macchinari a controllo numerico per fornire un semilavorato impeccabile nella scorniciatura, nel taglio e nella pantografatura. Ma non si tratta di un processo standardizzato: quando ci siamo trovati di fronte a casi in cui il prodotto da realizzare presentava particolari complessità, abbiamo messo a punto procedimenti particolari e fatto realizzare, su nostro progetto, dispositivi specifici”. Quand’è che finisce il lavoro 

Cofano "Madonna" in frassino 


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della macchina e comincia quello dell’uomo? “Una volta ottenuto il semilavorato, a seconda delle esigenze e dei modelli da realizzare, intervengono i nostri maestri artigiani che effettuano tutte le rifiniture con la perizia di un’arte tramandata da generazioni. È grazie a loro che vengono eseguiti incastri a coda di rondine, raffinati intagli, montaggi a mano di cornici e fregi. Anche le finiture sono completate manualmente ad olio o a cera seguendo metodi tradizionali”.

Durante la lavorazione viene adottata qualche particolare attenzione nei confronti dell’ambiente? “Già da diversi anni abbiamo introdotto la verniciatura ad acqua, che stiamo implementando in maniera sempre più sistematica. Ciò consente di eliminare sostanze potenzialmente tossiche, soprattutto per i lavoratori, contenute nei metalli pesanti delle comuni vernici laccate riducendo pressoché a zero le emissioni dei solventi e rilasciando nell’ambiente esclusi-

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 Lo stand di Stragliotto a Tanexpo 2018

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vamente innocuo vapore acqueo”. Non possiamo concludere questa chiacchierata senza un commento sulla vostra partecipazione a Tanexpo. “Per una serie di motivi non siamo potuti essere presenti per un paio di edizioni. Rientrare a Tanexpo ha significato molto: è stata una ennesima conferma di quello che questa fiera rappresenta per il mercato nazionale ed estero, ossia una occasione unica di incontro e di business. Una positiva esperienza che ci auguriamo di poter ripetere nel 2020”. 


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La forza del diritto al servizio delle persone

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Da decenni lo Studio Tossani è leader nel panorama nazionale in materia di risarcimento danni, con particolari competenze nella gestione dei sinistri complessi, tra cui anche casi mortali.

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Infortunistica Tossani: una lunga storia di serietà, competenza, prestigio professionale e massima cura dei propri assistiti.

La sua lunga storia è fonte di certezza e garanzia perché la capacità professionale e la preparazione in questo difficile ambito non si inventa, ma la

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si acquisisce con anni di esperienza. I professionisti dello Studio Tossani provenienti da aree legali, uffici liquidativi di compagnie assicurative, studi professionali specializzati nell’ambito della responsabilità civile - hanno tutti maturato una pluriennale competenza nel risarcimento danni grazie ad un lungo e sostanzioso 


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L’area di intervento dello Studio Tossani è estesa a tutto il territorio nazionale e si avvale di professionisti di fiducia, rigidamente selezionati, domiciliati presso ogni capoluogo di provincia. La distribuzione capillare in tutta Italia è garanzia di rapporti diretti con le autorità locali e conoscenza del territorio con conseguente efficace e tempestivo intervento tramite avvocati, ingegneri e accertatori, tutte figure professionali per le quali lo Studio sostiene inte-

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curriculum. Sapersi rapportare e dialogare con gli uffici sinistri complessi delle compagnie risulta infatti un requisito fondamentale per la migliore assistenza ai propri clienti, oltre ad essere un dovere professionale per chi tutela interessi che discendono dalla lesione di diritti fondamentali, fra cui quelli che prevedono il risarcimento da lesione del rapporto parentale.

ramente i costi economici, oltre ad accollarsi, nei sinistri mortali, anche le spese funerarie. Per tutta la durata della gestione del sinistro i collaboratori mantengono una costante e precisa relazione con la Direzione Centrale, rendendo così lo Studio in grado di aggiornare con puntualità le famiglie danneggiate. Il protocollo interno di Gestione Sinistri Complessi, studiato e progettato per puntare alla rapidità di soluzione transattiva, prevede una particolare attenzione agli sviluppi delle indagini penali da parte delle autorità competenti, oltre che una parallela e contestuale presa di contatto iniziale con le compagnie di assicurazione. Il sistema informatizzato aziendale consente di scadenzare tutte le fasi successive della gestione secondo tempi prestabiliti e parametrati a quanto previsto dalla procedura

penale e/o civile, in allineamento alla normativa vigente in materia assicurativa. Tale protocollo consente di mettere in atto per ogni sinistro un percorso stabilmente monitorato, fino alla definizione e liquidazione del danno. La corretta liquidazione non è l’unica priorità aziendale, molta dedizione viene infatti prestata affinché i clienti siano sempre consapevoli dei loro diritti e costantemente aggiornati sullo stato di gestione della loro posizione. I numerosi casi di sinistri mortali gestiti nell’arco di tanti anni sono testimonianza dell’attenzione verso le famiglie, da sempre al centro dell’attività professionale dello Studio Tossani che ritiene che l’informazione verso di esse sia un dovere importante tanto quanto l’istruttoria e la trattativa per il risarcimento del danno. 

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La famiglia che ha perso un proprio congiunto a seguito di un sinistro è una realtà unica e specifica, con le proprie caratteristiche e peculiarità e come tale viene trattata. La capacità e la sollecitudine dei professionisti dello Studio Tossani nel mettere al corrente in tempo reale le famiglie in materia di diritti e di procedure di gestione costituiscono un elemento fondamentale della filosofia aziendale e un punto di forza. Infatti la conoscenza tecnica - da sempre uno dei principali punti di forza che ha permesso all’azienda il raggiungimento di numerosi successi in termini di velocità di gestione e di congruità nell’entità dei risarcimenti - sarebbe priva del suo vero valore se non fosse accompagnata da una attenta cura dei rapporti con i propri assistiti. La preparazione giuridica e la profonda conoscenza del diritto sostanziale e processuale, oltre che delle prassi di gestione dei sinistri complessi e catastrofali da parte delle compagnie di assicurazione, sono il fondamento della competenza dello Studio Tossani in ambito di responsabilità di terzi: è

glie, conoscere le persone e affiancarle nelle varie fasi è basilare anche per la correttezza del risarcimento del danno. I tecnici dello Studio valutando ogni aspetto della vita privata del deceduto, prima e dopo il sinistro, e procedendo al reperimento di tutta la documentazione e delle informazioni necessarie, vengono messi nella giusta condizione per valutare quale sia il migliore approccio giuridico nel quantificare il cosiddetto “danno da lutto” in capo al superstite. Affidarsi a Studio Tossani è pertanto una scelta che significa da un lato rapidità e puntuale congruità di risarcimento, dall'altro affiancamento umano e sostegno morale nel percorso finalizzato al risarcimento del danno.

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L’esperienza ha inoltre insegnato ai professionisti dello Studio Tossani che, quando si è preparati a gestire una trattativa stragiudiziale, le cause civili possono essere spesso non necessarie e superflue. Innumerevoli sono stati, infatti negli anni, i casi risolti con l’ottenimento in sede stragiudiziale di risarcimenti equi e congrui, con tempi sicuramente rapidi se rapportati alla durata media del contenzioso civile italiano. Tuttavia, il vero e più importante risultato per lo Studio Tossani è ed è sempre stato quello di soddisfare i clienti lasciando in loro la certezza della preparazione dei propri professionisti. 

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tuttavia indispensabile che questi requisiti siano al sevizio del cliente che va continuamente aggiornato sullo stato dell’arte del suo caso. Diversamente, l’assenza di una corretta e costante informazione potrebbe rappresentare una ferita ulteriore per i familiari che già stanno vivendo il dramma emotivo della perdita di un congiunto, determinando in loro un maggiore senso di disorientamento e solitudine. Avere un contatto diretto con le fami-

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sinistri mortali Incidenti stradali malasanità, infortuni sul lavoro danni in genere.

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L'Arcobaleno messaggio d'amore di RAFFAELLA SEGANTIN

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Un ricordo di Lucio Battisti tra successi e leggenda e il mistero della canzone "L’Arcobaleno".

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Il 9 settembre saranno passati esattamente vent’anni dalla scomparsa di Lucio Battisti, l’artista che ha determinato una vera e propria svolta nella musica leggera italiana, rivoluzionando la canzone tradizionale melodica a cui ha impresso nuove sonorità provenienti dai generi più diversi. La collaborazione con il paroliere Giulio Rapetti, in arte Mogol, ha OLTRE MAGAZINE

prodotto un’alchimia unica in cui le nuove espressioni musicali hanno fatto da perfetto contraltare a testi altrettanto innovativi che hanno esplorato territori inediti come le situazioni della vita quotidiana o che hanno saputo reinterpretare in chiave diversa temi difficilmente rinnovabili come i sentimenti, dove le consuete rime “cuore/amore” hanno lasciato il posto ad 


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Oltre ad un proficuo rapporto professionale, tra Mogol e Battisti si instaurò anche una forte amicizia, destinata tuttavia all’oblio quando l’artista, ritirandosi dalle scene, troncò ogni rapporto anche con il poeta compositore, il quale in ogni caso non smise mai di nutrire per l’amico sentimenti di affetto. Fu forse a seguito di pesanti critiche sfociate a volte in veri e propri attacchi che in quegli anni politicamente “caldi” gli furono mosse per non essere sufficientemente “impegnato” come molti altri cantautori dell’epoca che Lucio Battisti, personaggio schivo ed introverso, proprio all’apice della sua popolarità decise di evitare ogni ulteriore contatto con il pubblico come dichiarò nella sua ultima intervista del 1979 “…Per continuare la mia strada ho bisogno di nuove mete artistiche, di nuovi stimoli professionali: devo distruggere l'immagine squallida e consumistica che mi hanno cucito addosso. Non parlerò mai più, perché un artista deve comunicare solo per mezzo del suo lavoro. L'artista non esiste. Esiste la sua arte”.

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emozioni più profonde.

Con il ritiro dalla scena musicale attiva (anche se la sua produzione artistica non si ferma) comincia ad

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alimentarsi il mito e la sua morte prematura che l’ha colpito a soli cinquantacinque anni completa l’opera consacrandolo definitamente nella schiera dei moderni eroi. Pochi mesi dopo la sua scomparsa Adriano Celentano porta al successo la canzone L’Arcobaleno, scritta  Lucio Battisti con Gianni Bella

da Mogol e musicata da Gianni Bella. Il testo è struggente, la melodia altrettanto suggestiva, un’intensa poesia dedicata a chi resta da parte di chi è stato costretto ad andarsene per sempre. E qui inizia la leggenda. Si narra infatti che Mogol dopo pochi giorni dalla scomparsa dell’artista, sia stato contattato da Paola Guidelli, una nota medium italiana, residente 


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L’Arcobaleno

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da anni in Spagna. Stando al racconto della donna, Lucio Battisti le sarebbe apparso in sogno invitandola a cercare un particolare libro (Más allá del arco iris dello psicologo Grian) in cui si trova un capitolo che parla dell’arcobaleno, quale simbolo di messaggio d’amore e di passaggio: un ponte tra la terra e il cielo, tra la vita e la morte. A questo punto, sempre seguendo il filo del racconto, il cantante le avrebbe chiesto di contattare Mogol e di invitarlo a scrivere in sua vece un pezzo incentrato sull’immagine arcobaleno, una sorta di testamento postumo, una lettera di commiato destinata all’amico compositore, le parole che forse avrebbe voluto rivolgergli in vita senza riuscirci.

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(Mogol – Gianni Bella)

Ma i fatti strani legati alla canzone l’Arcobaleno non finiscono qui. Un altro avvenimento, completamente slegato a livello di tempistica dall’e-

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pisodio appena descritto, è quello che vide protagonista Giulio Caporaso, allora direttore delle relazioni esterne del Diner's Club Italia (la società della nota carta di credito). Il mese successivo alla morte dell’artista (quindi in un periodo antecedente l’uscita della canzone interpretata da Celentano) Caporaso dedicò la copertina del numero di ottobre 1998 di Firma (la rivista del Diner's Club) a Lucio Battisti. All’interno un lungo redazionale, pare anche questo ispirato da un sogno, dove i riferimenti alla simbologia dell’arcobaleno continuano ad essere un elemento importante. Anche la genesi della canzone, che vide la luce in poche ore, è ammantata da un alone di mistero, quasi che gli artisti che la composero fossero stati guidati da una sorta di illuminazione.

Io son partito poi così d’improvviso che non ho avuto il tempo di salutare istante breve ma ancora più breve se c’è una luce che trafigge il tuo cuore. L’arcobaleno è il mio messaggio d’amore può darsi un giorno ti riesca a toccare con i colori si può cancellare il più avvilente e desolante squallore. Son diventato se il tramonto di sera e parlo come le foglie d’aprile e vivrò dentro ad ogni voce sincera e con gli uccelli vivo il canto sottile e il mio discorso più bello e più denso esprime con il silenzio il suo senso. Io quante cose non avevo capito che sono chiare come stelle cadenti e devo dirti che è un piacere infinito portare queste mie valige pesanti Mi manchi tanto amico caro davvero e tante cose son rimaste da dire ascolta sempre e solo musica vera e cerca sempre se puoi di capire.

A rigore di cronaca va detto che in seguito la signora Guidelli ritrattò le sue dichiarazioni ammettendo di essersi inventata tutto e che lo stesso Mogol mantenne sempre un atteggiamento di ferma distanza da questa storia. Leggende metropolitane, semplici coincidenze o incredibile serie di eventi che siano, fatto certo è che L’Arcobaleno rimane una canzone toccante, un pezzo senza tempo capace, con poche parole e po-

che note, di fare vibrare le corde più intime dell’anima, riportando in superficie emozioni e ricordi e facendo rivivere il dolore della separazione che quasi tutti noi, anche


se in modi diversi, abbiamo sperimentato nel corso della nostra esistenza. È anche un invito all’introspezione, un messaggio universale a volgere lo sguardo verso pensieri più profondi, a porsi in una diversa prospettiva, a comprendere il prossimo. È come se l’arcobaleno avvolgendoci con i suoi archi di luce colorata ci facesse sentire parte integrante di unicum mosso da arcane forze superiori, capace di elevare il nostro spirito. È bello immaginare che il grande Lucio Battisti abbia sentito il bisogno di salutare anche quando non lo poteva più fare, quasi a voler farsi perdonare i tanti anni di silenzio. A distanza di vent’anni dalla sua scomparsa continuiamo a ricordare con affetto e con un po’ di nostalgia questo incredibile artista che con i suoi oltre 25 milioni di dischi venduti ha segnato un'epoca, divenendo un’icona non solo della cultura musicale italiana, ma anche del costume sociale dei giovani di quegli anni e le sue canzoni, scandite dal suo inconfondibile timbro vocale, sono state la colonna sonora che ha accompagnato le amicizie, gli amori, le speranze e i sogni di più generazioni. 

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La morte dei bimbi mai nati di DANIELE FOGLI

Molti dei lettori di questa rivista sanno che la mortalità in Italia ha già superato le seicentomila unità,

ma nemmeno il sottoscritto conosceva l’entità dei bimbi mai nati: oltre 150.000 l’anno! Nella mia ormai quarantennale esperienza di gestione cimiteriale raramente mi sono occupato della questione delle sepolture dei bimbi mai nati e ben poche sono state le occasioni per approfondire questa conoscenza. Ricordo che, a parte la lettura e lo studio delle norme statali in materia, le prime discussioni che portarono all’onore delle cronache la questione furono le scelte politiche dell’allora

Giunta regionale lombarda dell’On. Roberto Formigoni, con l’approvazione di una norma pubblicizzata come una scelta di riconoscimento degli orientamenti della Chiesa cattolica per dare dignità, anche al momento della sepoltura, ai prodotti del concepimento. In realtà il regolamento per l’attività funebre e cimiteriale lombardo aumentava solo da 24 a 48 ore il termine entro il quale i genitori potevano decidere cosa fare dei prodotti del concepimento e, soprattutto, istituiva un  OLTRE MAGAZINE

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In questi ultimi mesi ha attirato la mia attenzione un provvedimento della Regione Veneto, adottato sul finire del 2017, concernente la modifica della normativa sulla sepoltura e cremazione dei prodotti del concepimento, dei prodotti abortivi e dei feti, per la cui esatta portata e interpretazione vi invito a leggerne integralmente il testo.

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Le conseguenze che si potrebbero determinare se venisse modificata la normativa che regola il destino delle interruzioni di gravidanza e degli aborti spontanei.

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sistema di informazione preventivo nelle strutture sanitarie, in maniera che i genitori fossero ragguagliati e fosse loro chiesto il da farsi potendo scegliere tra cremazione e/o sepoltura in cimitero. In alternativa per i nati morti con più di sette mesi di gravidanza scattavano le procedure per la equiparazione ai cadaveri, mentre al di sotto di tale termine, solo per scelta dei genitori si procedeva alla sepoltura/cremazione individuale.

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Di recente ho chiesto, dopo oltre un decennio di applicazione di queste norme, quali fossero stati a Milano i risultati effettivi a riguardo e la risposta è stata che in ben pochi casi i genitori hanno manifestato interesse circa il destino dei loro bimbi mai nati. Anzi c’è una sorta di volontà di oblio. La procedura sul destino delle IVG (interruzioni volontarie di gravidanza) e sugli AS (aborti spontanei) è un po’ la stessa in tutte le altre regioni d’Italia, visto che quasi dappertutto vale nella sua formulazione originale l’articolo 7 del Regolamento statale

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di Polizia Mortuaria approvato con D.P.R. 285/1990. L’unica differenza comportamentale è data dal fatto che talune regioni considerano i prodotti del concepimento sempre rifiuti sanitari e i prodotti abortivi (cioè dopo le 20 settimane di gravidanza e prima delle 28) – come parti anatomiche riconoscibili. Senza una richiesta specifica dei genitori per un trattamento individuale si entra così nel circuito normativo previsto per i materiali organici da smaltire da parte delle strutture sanitarie collettivamente come rifiuti speciali (da avviare ad incenerimento) oppure nel trattamento come parti anatomiche riconoscibili (sepolte in cimitero o cremate). Chi ha cambiato e sta ancora cercando di cambiare in talune città

questo percorso sono i vari comitati locali per la vita i quali, individuando come la stessa inizi dal concepimento, intendono dare dignità (e quindi sepoltura) già a partire dai prodotti del concepimento, indipendentemente dai genitori (o familiari in genere) che potrebbero invece optare per scelte diverse o non fare proprio alcuna scelta. Si contrappongono quindi comportamenti di soggetti titolati ad esprimersi in tempi brevissimi (i genitori o i parenti più prossimi, in caso di impossibilità dei primi) con soggetti (movimenti per la vita) che si autoproclamano come portatori nel tempo di interesse alla manifestazione del cordoglio collettivo per la perdita di questi esseri mai nati. La recente normativa regionale 


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ATTUALITà

veneta, parte proprio da scelte politiche connotate in tal senso propugnate dai movimenti per la vita. Scelte che, ad avviso di chi scrive, dovrebbero anche valutare tutti gli effetti che ne conseguono, dal punto di vista sociale e sanitario, senza trascurare quelli che riguardano i cimiteri e i crematori. Poiché è prevedibile che la normativa veneta sia presa ad ispirazione da altre Regioni in breve tempo, è bene discutere fin d’ora su quali siano le migliori scelte regolamentari, visto che se non ben studiate potrebbero avere rilevanti conseguenze. Pochi hanno capito che dare sepoltura o cremazione a tutti i prodotti del concepimento produce effetti di natura psicologica sui genitori e pone problematiche anche alla collettività relativamente alla gestione dei cimiteri e dei crematori. Questa

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già da anni stanno facendo riflettere il legislatore italiano sull’opportunità di ritornare sui propri affrettati passi. Relativamente alle conseguenze sul sistema cimiteriale e dei crematori italiani, la dimensione quantitativa delle sepolture e delle cremazioni necessarie sarebbero rilevanti. Si pensi infatti che solo nel Veneto i casi sono circa 10.000 l’anno, che diventano per l’intero Paese oltre 150.000 (dato del 2015, fonte ISTAT ASI 2017),

decisione può infatti aggravare l’equilibrio psichico di coloro che hanno appena vissuto il trauma dell’esito infausto di una gravidanza inibendo il processo di elaborazione del lutto. Il pretendere da parte di un soggetto esterno di sostituirsi ai portatori di interesse primario (genitori) nelle forme di memoria dei bimbi mai nati, a me e per la mia esperienza cimiteriale, sembra una violenza nei confronti di chi ha già sofferto per la perdita della genitorialità. Non vorrei che sull’onda di scelte spesso ideologiche si ripetesse l’errore a suo tempo compiuto sdoganando la dispersione delle ceneri e soprattutto consentendo l’affidamento delle urne cinerarie ai familiari. Scelte che oggi paiono sempre più irresponsabili, perché prese senza alcuna valutazione degli effetti che si sarebbero potuti determinare e che

Tutti conveniamo sull’utilità di una informazione preventiva ai genitori circa destino del loro feto, come siamo anche perfettamente d’accordo che occorra dare il tempo necessario per prendere certe delicate decisioni. Ma occorre chiarire che i prodotti del concepimento e quelli abortivi non richiesti dai genitori debbano essere avviati ordinariamente a cremazione collettiva (e nelle Regioni dove non sono ancora diffusi i crematori, a sepoltura altrettanto collettiva). Diversamente si verrebbero a creare necessità aggiuntive di aree di sepoltura e di fabbisogno di cremazione, con oneri gestionali connessi, che si riverserebbero inevitabilmente sulla comunità. Se poi esaminassimo il problema dal punto di vista economico, la decisione dei legislatori veneti è quanto meno bizzarra: la legge ha stanziato per l’intera regione 20.000 euro annui per questi trattamenti, ivi compresa le azioni di informazione preventiva. Ciò significherebbe che con oltre 10.000 casi l’anno, sarebbero a disposizione circa 2 euro per prodotto abortivo, ovvero quasi nemmeno il costo degli opuscoli informativi. Del tutto assenti poi le risorse per la formazione del personale capace di assistere adeguatamente i familiari, l’acquisto del contenitore, del seppellimento o della cremazione. Altro che maggiore dignità e memoria per questi bimbi mai nati! 


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attualità

Il nuovo crematorio in provincia di Caserta L’impianto, già installato, è un concentrato di tecnologia, frutto di un contratto di concessione sottoscritto tra il Comune e la Service Castel Volturno, società di progetto costituita dall’Ati tra Ipercantieri ed Italimpianti. “La cremazione – dichiara il sindaco Dimitri Russo – è un rito antico, che, negli ultimi anni, si sta diffondendo anche in Italia, con tassi di crescita che in alcune città sfiorano il 40%. La distribuzione geografica degli impianti, però, non è uniforme: esiste un forte divario tra il Nord e il Sud, con Regioni, come la Campania, che hanno un grosso gap da recuperare. E Castel Volturno, da città pioniera, contribuirà a ridurlo”.

pubblici – è quella di poter fornire un servizio di eccellenza. La posizione strategica dell’impianto lo rende in grado di servire i cittadini di una vasta area, che va dal basso Lazio alla periferia nord di Napoli. Chi opterà per la cremazione disporrà di un luogo rispettoso del defunto, dove i familiari potranno rivolgergli l’estremo saluto e riceverne le ceneri”. Nello stesso complesso, progettato dalla società di ingegneria Progeca, sarà presente un ufficio amministrativo a cui rivolgersi per gli adempimenti formali e ottenere informazioni.

Per le prenotazioni sarà predisposta anche una pagina web sul sito del Comune, attraverso la quale gli utenti registrati potranno accedere a una serie di servizi aggiuntivi. “L’intervento – conclude l’ingegnere Vincenzo Caputo, amministratore di Progeca – è stato finanziato con il ricorso all’istituto del project financing, quindi senza ricorso a fondi pubblici. Anzi, la concessione rappresenterà un’entrata per il bilancio del Comune, perché il privato riconoscerà un aggio del 6% su ogni cremazioni e sugli altri servizi tariffati”. 

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Entrerà in funzione a settembre e servirà il litorale Domitio, l’Agro Aversano, il basso Lazio e la periferia nord di Napoli. Sarà il primo tempio di cremazione della provincia di Caserta.

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Al crematorio saranno affiancati una sala del commiato, vero e proprio fulcro del tempio, e un “Giardino della memoria” per la dispersione le ceneri. “La nostra finalità – aggiunge Giuseppe Scialla, assessore ai lavori OLTRE MAGAZINE

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Resurrezione ed eterna salvezza di miranda nera

Da questo numero di Oltre Magazine ha inizio un tentativo di esplorazione del concetto morte nelle religioni più diffuse in Europa: il significato che ne viene attribuito, come deve essere affrontata e soprattutto che cosa succede dopo. Cominceremo con uno sguardo al Credo maggiormente esteso: il Cristianesimo.

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La morte nella religione cristiana: la resurrezione di Cristo e le diverse visioni dell'oltretomba tra purgatorio e paradiso.

La storia della cristianità è molto

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vasta. Nel corso dei secoli questa religione è stata caratterizzata da scismi, alleanze e cambiamenti che forse di motivazioni spirituali ne avevano ben poche, ma che hanno definito un concetto di aldilà variegato e denso di colpi di scena. Il testo di riferimento da cui la religione stessa trae spunto è la Bibbia, che si divide in Antico Testamento, di 


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Carl Heinrich Bloch, La Resurrezione (1873) OLTRE MAGAZINE

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derivazione ebraica e Nuovo Testamento scritto in un periodo che va dal I al II secolo d.C.. La tradizione che nel libro biblico ebraico ci racconta della morte non coincide in ogni punto con il Nuovo Testamento; inoltre nel medioevo sono stati scritti molti testi che hanno dato vita ad una terza visione dell'aldilà che è andata man mano affiancandosi alle prime due. In questa stratificazione di concetti e di interpretazioni differenti, l'unica verità affermata da tutti risiedeva e risiede tutt'ora nella Resurrezione. Il Cristianesimo definisce un punto di svolta nelle religioni monoteiste, introducendo la figura di un personaggio nuovo: Cristo. Egli non solo risorge, ma dà delle chiare indicazioni ai fedeli su come raggiungere il Paradiso ed assicurarsi la salvezza eterna. Per poter risorgere i cristiani devono innanzitutto essere battezza-

ti, ricevere l'Eucarestia e aver condotto una vita onesta. Anche i Greci con i Misteri Eleusini e gli ebrei avevano ampiamente esplicitato il concetto di salvezza tramite la resurrezione dell'anima, ma il Cristo, secondo la tradizione religiosa morendo e risorgendo, ne dà una prova tangibile.

molte credenze precedenti le anime degli ingiusti venivano annientate definitivamente dopo il trapasso, negli inferi cristiani si soffre parecchio e si soffre in eterno. Questo carattere di eternità diventa qualcosa di ancora più spaventoso che spinge il credente devoto ad essere molto attento al proprio comportamento in vita.

Egli racconta ai discepoli del viaggio verso l'aldilà definendo una scissione tra anima e corpo. L'anima risorge dopo la morte, il corpo risorgerà successivamente nel giorno del Giudizio universale in cui i giusti avranno la grazia del paradiso ed i peccatori verranno gettati in un lago di fuoco. Molto interessante è la visione dell'Inferno, che diventa sempre più articolata fino al Medioevo. La religione cristiana racconta con dettagli minuziosi le sorti dei peccatori parlando di pene atroci. Se in

Nella storia della cristianità non è solo Gesù Cristo a dare una chiara definizione dei luoghi post mortem. Molto interessante è la visione raccontata nell'Apocalisse di Paolo. La sua storia è custodita in un testo apocrifo, non riconosciuto dalla chiesa ufficiale, scritto in lingua greca e tradotto successivamente in latino. Egli afferma che nell'altro mondo non esistono solo il Paradiso e l'Inferno, ma rivela una rappresentazione più ricca in cui prima di arrivare al Paradiso bisogna salire oltre tre Cieli. Il tre è un numero simbolico e

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 Giudizio universale di Michelangelo (Cappella Sistina)

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Il Purgatorio, quale terra di mezzo dove purificare l’anima dalle proprie colpe prima della completa redenzione, nasce fisicamente nel Medioevo ed è stato nel tempo motivo di grandi discussioni. Qui vi dimorano temporaneamente le anime di coloro che non sono stati né tanto

cattivi da meritarsi la dannazione eterna dell’inferno ma neppure tanto buoni da poter accedere direttamente al paradiso, un luogo di espiazione in attesa del perdono finale. La prima volta in cui il Purgatorio viene citato risale al XII secolo. Non tutte le tradizioni cattoliche ne riconoscono l'esistenza anche perché non viene esplicitamente menzionato nella Bibbia. Nel 1240 l'università di Parigi lo ingloba in una visione eretica dell'aldilà e Papa Innocenzo IV afferma la sua inesistenza. Gesù Cristo morendo sulla croce ha espiato completamente i peccati degli uomini quindi, secondo tale idea, non ha senso l'esistenza di un luogo in cui doversi purificare nuovamente. Nell'immaginario popolare però il Purgatorio è sempre esistito e con esso sono nate le indulgenze, le preghiere e le messe rivolte ai defunti. Tra il 1307 ed il 1321 Dante scrive la sua opera più grande - la Divina

Commedia - una delle più importanti testimonianze della civiltà medievale, il poema didascalico-allegorico che meglio riassume il concetto religioso del tempo e che ha influenzato in modo trasversale l’immaginario collettivo dell’aldilà. Nella cantica dedicata al Purgatorio, lo descrive in modo meticoloso costruendo un'immagine, a tratti folkloristica, che nei secoli è arrivata fino a noi. Il Purgatorio per i cristiani è una speranza in più, un’ulteriore occasione concessa dall’Onnipotente per poter raggiungere la salvezza e risorgere a vita eterna. La resurrezione è una certezza, uno degli elementi fondanti della religione stessa e Cristo è il suo tramite, come affermato nel vangelo secondo Giovanni: “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me anche se è morto vivrà, e chiunque vive e crede in me non morirà in eterno”.  OLTRE MAGAZINE

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Il regno dei vivi e quello dei morti rimangono comunque molto legati tra loro, tanto che uno può influenzare l'altro. Le anime dei peccatori che hanno una speranza di redenzione, ascendono infatti al paradiso dopo aver scontato delle pene ma anche, e soprattutto, grazie alle preghiere dei vivi e alle messe di suffragio. Allo stesso tempo le anime dei defunti possono vegliare sui propri cari in vita.

 Domenico di Michelino, Dante e il suo Poema

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ricorda la triplice essenza di Dio, la Trinità: Padre, Figlio e Spirito Santo. Secondo questa concezione il primo Cielo è quello degli uccelli, dei venti e delle piogge, il secondo è rappresentato dal firmamento ed infine il terzo è il regno di Dio. Il giorno del giudizio universale tutte le anime dei giusti resusciteranno secondo la tradizione e si ricongiungeranno ai loro corpi nel regno di Dio. Per accedere ad ogni Cielo si devono oltrepassare alcune porte, proprio come nella tradizione egizia era solito fare il faraone dopo la morte nel viaggio verso la sua resurrezione; ma se le porte del faraone contengono iscrizioni di formule magiche, le porte dei Cieli di Paolo recano iscritti i nomi dei giusti che vivono ancora sulla terra. Oltre il terzo Cielo si può finalmente raggiungere la terra promessa, che si trova ad est della terra abitata dagli uomini. Non a caso anche l'orientamento dell'altare nelle chiese viene rivolto ad est che è il punto in cui sorge il sole ed il punto in cui si credeva risorgesse il faraone dopo la sua morte.

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Nuove forme di licenziamento..? a c u r a d i a v v. c a r l o a u g u s t o a n g e l i n i

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Oggi parleremo di una curiosa sentenza che ha aperto la possibilità di licenziare tramite Whatsapp.

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Chi non conosce Whatsapp, strumento di messaggistica diventato oramai un indispensabile mezzo di comunicazione quotidiana? La sua diffusione è stata tanto veloce quanto capillare, tutti noi lo usiamo e si stima che tale strumento metta in contatto ogni giorno miliardi di persone attraverso messaggi di tutti i tipi, dai contenuti più disparati, sia attraverso “chat a due” o “chat di gruppo”. Il contenuto di queste conversazioni può avere un aspetto rilevante sia OLTRE MAGAZINE

sotto il profilo penale che sugli aspetti generali relativi al diritto alla riservatezza delle proprie comunicazioni disciplinati, dalle norme in materia e dalle condizioni generali di servizio. Tale fenomeno non poteva quindi non avere importanti ripercussioni anche in altri campi del diritto, in particolare, come vedremo, in quello del diritto del lavoro dove recentemente si è arrivati a ritenere lecito l’uso di WhatsApp quale strumento di comunicazione valido per poter licenziare un proprio dipendente.

Ci stiamo riferendo alla sentenza del 2706/2017 emessa dal Tribunale Sezione Lavoro di Catania che ha già fatto e che sicuramente farà ancora discutere molto. Si tratta della prima sentenza in assoluto che disciplina tale specifica problematica e che costituisce l’unico precedente giurisprudenziale conosciuto in tale ambito. Vediamo nello specifico i fatti: un lavoratore aveva ricevuto da parte di un superiore dell’azienda per cui lavorava la comunicazione del 


LEGALE, FISCALE

Il giudice investito della questione è stato quindi chiamato a decidere sulla validità di un licenziamento intimato tramite un servizio di messaggistica telefonica: il tribunale di merito ha giudicato la procedura corretta, riconoscendo così la legittimità della condotta del datore di lavoro.

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suo licenziamento. Fin qui nulla di anomalo, senonché invece della formale raccomandata con ricevuta di ritorno il dirigente in questione ha optato per una comunicazione tramite l’invio di un messaggio WhatsApp. Il dipendente non avendo accettato tale decisione, ha in un primo momento impugnato il licenziamento in sede stragiudiziale e successivamente si è rivolto al competente giudice del lavoro.

Per giungere ad una conclusione cosi forte, chiamata a far giurisprudenza, il giudice del lavoro si è basato sul fatto che la normativa in vigore che disciplina la materia del licenzia-

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mento prescrive unicamente che questo debba avvenire con una comunicazione in forma scritta e che per la sua validità non necessita di particolari forme solenni, essendo sufficiente che la volontà di interrompere i rapporti di lavoro sia precisa e comprensibile dal lavoratore senza possibilità di equivoco. D’altra parte il sistema di messaggistica tramite WhatsApp comporta, analogamente e con una precisione maggiore della raccomandata con ricevuta di ritorno, la certezza temporale della ricezione della comunicazione: sia il mittente che il destinatario possono infatti accedere ad informazioni come la data, l'ora e la prova dell'avvenuta ricezione (doppia spunta grigia), come è pure possibile risalire alla prova dell’avvenuta lettura (doppia spunta blu). Volendo collocare questa decisione in un quadro più ampio, essa non fa altro che adeguarsi a precedenti sentenze dalla Cassazione molto

elastiche in materia di licenziamento, ammettendo anche che ciò possa avvenire in forma indiretta, come è successo in un famoso precedente (sentenza n. 1765del 13/08/2007) in cui la consegna da parte del datore al dipendente del libretto di lavoro riportante la data di fine rapporto era da ritenersi una valida forma di licenziamento. Traendo le conclusioni, cari lettori, circa questa insolita ed innovativa vicenda, al di là delle considerazioni di tipo umane e morali e ad un indubbio difetto di fair play da parte del datore di lavoro, fermo quanto sopra esposto, la comunicazione del licenziamento fatta al lavoratore da parte del datore di lavoro con il messaggio di WhatsApp deve ritenersi valida ed efficace. Meglio quindi non sorridere troppo quando sentiamo l’avviso di un messaggino, non sempre si tratta dell’amico che manda un video divertente! 


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Dalla collaborazione tra Ferrioli Gianluca, Montarolo Fabrizio e la Vezzani Cremation nasce a Trino, FEDELE AMICO MIO. FEDELE AMICO MIO che ha inaugurato l’attività sabato 30/9/2017 dispone di un servizio all’avanguardia per la cremazione di animali da compagnia sia collettive che singole con la conseguente restituzione delle ceneri al proprietario dell’animale. Il servizio e la professionalità sono alla base dei principi dello staff di FEDELE AMICO MIO, i quali saranno a vostra disposizione 24/24H e per chi ne farà richiesta avrà la possibilità di assistere alla Cremazione e di poter dare l’ultimo saluto al proprio animale. L’impianto di cremazione istallato della Vezzani Cremation, specificatamente studiato per la cremazione di animali da compagnia, è un impianto ad altissimo contenuto tecnologico, rispettoso dell’ambiente e corrispondente alle più restrittive

Sala di attesa con espositore urne

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normative in materia di emissioni in atmosfera. Gli impianti della serie PET sono forni a camera di combustione statica in cui si ha la possibilità di eseguire sia la cremazione del singolo animale sia cremazioni multiple, la camera di cremazione infatti è predisposta per l’inserimenti

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di N.4 carcasse contemporaneamente, mantenendo distinte le ceneri di ogni singolo animale così da poterle restituire ai rispettivi proprietari.

Per quanto riguarda l’ottenimento delle autorizzazioni, il personale della Vezzani Cremation seguirà insieme a voi, dall’inizio alla fine, le pratiche stesse. Celle frigo e forno crematorio

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La particolare concezione dei nostri impianti vi garantiranno consumi e costi di gestione contenuti a fronte di prestazioni ottime.

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FEDELE AMICO MIO Cremazione Animali Via dei Tipografi 2, 3039 Trino (VC) Tel: 3601040312

VEZZANI CREMATION marchio della Vezzani Forni Srl Via Mazzacurati 14 - 42122 Reggio Emilia - Italy - Tel. 0522 946036 - Fax 0522 947343 - www.vezzaniforni.it - info@vezzaniforni.it

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