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Non smettere mai di andare oltre!
SOMMARIO
IN EVIDENZA Torna Aspettando Tanexpo! In attesa della fiera che si terrà il 7, 8 e 9 Aprile 2022 a Bologna, riprende la nostra carrellata sugli espositori della nuova edizione. Una preview sulle aziende, tra le più importanti del settore, che presenzieranno in fiera; un breve sguardo sui prodotti e servizi che presenteranno a Tanexpo 2022. La situazione mondiale relativa alla pandemia da Coronavirus è ancora incerta. Ma cosa succede in Italia? Dopo più di un anno e mezzo di pandemia si cominciano a contare i danni a lungo termine sulla popolazione. Primo fra tutti il repentino calo nell’aspettativa di vita media che precipita a -1,2 anni. Iniziamo un interessante percorso nei luoghi di cremazione italiani e stranieri e partiamo dal suggestivo crematorio di Hofheide in Belgio, una struttura pensata per inserirsi nella natura che la circonda e dove si svolgono numerose cerimonie per salutare i defunti.
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è stato cremato
ATTUALITà
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ATTUALITà
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Concessioni cimiteriali: quali sono i limiti?
Covid, l’aspettativa di vita precipita
34 NEWS AZIENDE Vuoi vincere la concorrenza? 40 NEWS AZIENDE
Maestria nelle lavorazioni e alta qualità
Con Prima Bottega puoi!
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Il nostro viaggio culturale ci porta in Costa Azzurra sulla tomba del famoso pittore Chagall mentre tra le novità curiose del settore abbiamo scovato i cofani che si trasformano in libreria, quelli portatili a valigetta e i mobili gotici che si ispirano agli arredi funebri per l’arredamento di case e negozi. La Redazione coglie l’occasione per augurare a tutti i lettori un sereno Natale e un felice Anno Nuovo.
4 ASPETTANDO TANEXPO 11 ATTUALITà Un defunto italiano su tre, nel 2020, 16 FIERE
TANEXPO vola in Europa
46 Luoghi di cremazione Hofheide: il crematorio che nasce dall’acqua 54 STATISTICHE
I dati sulla mortalità stradale in Europa
CURIOSITà
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CULTURA
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IN LIBRERIA
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ARTE
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Cofani, la nuova tendenza di design
Saint Paul de Vence, ultima dimora di Marc Chagall
Cambiare l’acqua ai fiori
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Il sublime abbandono di Ofelia
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Oltre Magazine Periodico di informazione dell’imprenditoria funeraria e cimiteriale Bimestrale Anno XXI - n°6 Novembre-Dicembre 2021 OLTRE MAGAZINE
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Direzione, Redazione, Amministrazione: Bexpo srl Via Alfieri Maserati, 20 - 40128 Bologna tel. 051 282611 - fax 051 6374097 redazione@oltremagazine.com
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vola in Europa di NICOLE BISI
Quest’anno ancor più, vista la concentrazione di eventi che hanno segnato la ripartenza dell’attività fieristica internazionale, aperta con largo anticipo da TANEXPO a luglio. Si è partiti a settembre, con le giornate ancora segnate dal caldo dell’estate, per il Forum Befa Salzburg, che ha riunito nella meravigliosa città di Mozart gli operatori austriaci e dei vicini ländern tedeschi per incontrare finalmente le aziende produttrici, poco meno di un centinaio, impazienti di presentare le ultime novità, dopo così tanto tempo trascorso dall’ultima occasione fieristica.
Tanti gli amici che abbiamo avuto il piacere di rivedere. Primi fra tutti Marco ed Eva, il cui stand colorato dalle urne di design by Art Funeral Italy accoglieva i visitatori all’ingresso del padiglione, ammaliandoli con le linee e l’artigianalità delle lavorazioni italiane. Accanto a loro i fratelli Mair di EP Elektronik Printing, con le nuove proposte di cartotecnica e l’inconfondibile bancone dal quale, sin dall’apertura e per tutta la giornata, spillava birra l’inossidabile barman in costume tipico, che per tanti anni ha caratterizzato la partecipazione a Bologna del gruppo di produttori austriaci. Tra loro abbiamo ritrovato Kornelia Peter con le sue urne artistiche, così come quelle di Samosa e di Zauner Urnen, e naturalmente gli eleganti piedistalli Avaseo di Ursula Sigmund.
Affollatissimi gli ampi stand che esponevano i cofani dei due maggiori produttori del Paese, Daxecker e Moser Holzindustrie, quest’ultima con sede nei boschi del monte St. Micheal (attraversato dal lunghissimo tunnel che si percorre arrivando dal Tarvisio) la cui attività è giunta ormai alla terza generazione, con Michael Moser, secondogenito con radici assolutamente italiane, ora alla guida dell’azienda insieme al padre Reinard, dai quali abbiamo avuto il piacere di ricevere impressioni lusinghiere sulla manifestazione di Bologna, a cui non hanno voluto rinunciare nemmeno a luglio. Tra i produttori connazionali presenti non mancava naturalmente la Pilato con gli ultimi modelli di autofunebri, le cui italianissime linee sono sempre più apprezzate anche OLTRE MAGAZINE
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È un autunno intenso quello appena trascorso, che ha visto l’organizzazione di TANEXPO al lavoro per promuovere la manifestazione e il made in Italy in mezza Europa.
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La piattaforma internazionale per infinite opportunità di crescita.
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organizzata in collaborazione con le associazioni funerarie professionali belghe. Una seconda, importante occasione, fuori dai nostri confini per promuovere TANEXPO e invitare tutti i principali professionisti internazionali a partecipare alla fiera a Bologna. E proprio a Bruxelles abbiamo avuto il piacere di parlare con i rappresentanti dei principali buyer del Paese, che ci hanno confermato con entusiasmo la loro partecipazione il prossimo aprile. Tra gli espositori presenti, siamo stati felici di incontrare nuovamente lo staff di Tosco-data, ormai una delle certezze di Tanexpo, la new entry HRMTEC e la Fotoceramica Cascetta con i suoi prodotti per il mercato belga. Dal Belgio, pochi giorni dopo, siamo volati in Spagna per partecipare a Funermostra che, come di consueto, si è svolta a Valencia, celebrando quest'anno la sua 16ma edizione. Dopo un posticipo dovuto alla pandemia, la fiera spagnola si è finalmente tenuta dal 22 al 24 ottobre.
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Una fiera caratterizzata sì dalla
La manifestazione ha riscosso una buona affluenza di visitatori e in tantissimi ci hanno confermato la loro partecipazione a Bologna il prossimo aprile.
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dagli impresari austriaci e tedeschi. E, dalla Val Gardena, hanno raccolto grandi consensi le urne in legno di Urna Concept e di Pema, le cui lavorazioni artigianali, insieme alla qualità dei materiali utilizzati, rendono i loro manufatti vere e proprie opere d’arte.
La promozione di Tanexpo non si ferma mai! E dopo la prima, tanto attesa fiera estera in Austria, è stato il momento si spostarci più a nord, fino a Bruxelles dove sabato 2 e domenica 3 ottobre si è tenuta la terza edizione di Funeral Expo,
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SINISTRI STRADALI
INFORTUNI SUL LAVORO
RESPONSABILITÀ MEDICA
RC NATANTI
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POLIZZE E GARANZIE DIRETTE
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voglia di tornare ad incontrarsi di persona, ma senza dimenticare il difficile periodo appena trascorso, che ancora non si è concluso, e tantomeno senza perdere di vista tutte le precauzioni e le misure anti-contagio che siamo ormai tutti abituati a seguire. E così, indossata la mascherina, disinfettate le mani e misurata la temperatura, si è pronti per entrare. In una fiera che però accoglie il visitatore in un modo tutt'altro che simile a quello cui eravamo abituati prima del Covid. Entrando infatti, è una mostra ad aprire il salone. Due lunghe pareti nere con appese foto in bianco e nero che ritraggono lo stesso padiglione in cui si svolge la fiera, ma in una veste terribile: quella di ospedale da campo. Scene di vita vissuta, di malattia e sofferenza che sono state sotto gli occhi di tutti e che speriamo di non rivedere mai più! Dopo l'ingresso, il padiglione torna ad essere quello di sempre, teatro in cui prende vita quel bellissimo spettacolo che è una fiera con espositori e visitatori venuti da tutto
il mondo per tornare finalmente a fare business di persona. Tra loro, anche tanti connazionali e amici di Tanexpo che abbiamo ritrovato con piacere: da Vezzani e Ceabis a Gem Matthews passando per il team di AF Cesareo, Damas, Polimark e Sartoria di Filottrano. Tra gli stranieri, come non menzionare Orthometals, Limbo, Mifora e Funeral Products che ad
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Alberto Leanza con la delegazione Sud Americana
Tre giorni molto attesi che, a detta degli organizzatori, sono stati caratterizzati da visitatori di rilievo sia nazionali che internazionali, provenienti anche da oltreoceano. E sono stati proprio i principali buyer sudamericani, con Argentina e Brasile in testa, ad accoglierci calorosamente appena arrivati in fiera e ad annunciarci all'unisono. "Non vediamo l'ora di venire a Tanexpo!". È con questo spirito di festa che si sono svolte le nostre trasferte, in cui abbiamo registrato un grande interesse, sia da parte di espositori che di visitatori, per la nostra fiera. D'altronde molti professionisti internazionali hanno avuto difficoltà a viaggiare in Italia a luglio e per questo, la voglia di tornare finalmente a Tanexpo è ancora più grande.
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aprile ci raggiungeranno a Bologna. Parallelamente al salone, si sono tenuti anche numerosi convegni e incontri su diversi temi professionali incentrati principalmente sul futuro del settore e sulle riflessioni del "nuovo status quo" generato dalla pandemia.
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SINCERI AUGURI DA TUTTI NOI
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IN FIERA A BOLOGNA Car Fibreglass Coreplast Rotastyle Taddia Group Urna Nobilis Vita Nova
ASPETTANDO 7.8.9 APRILE 2022
Molto più di un semplice trasporto Torna a Tanexpo Car Fibreglass, l’azienda con sede nel ravennate specializzata nella produzione e commercializzazione di rivestimenti interni in ABS per veicoli adibiti al trasporto di salme. L’articolo di punta che il visitatore potrà ritrovare in fiera è Cover by CarFibreglass, una proposta al passo con i tempi. L’unico rivestimento in materiale alternativo alla lamiera metallica. Le caratteristiche? Cover è disponibile in colore grigio. Con l'applicazione di una slitta per agevolare il carico e scarico della bara, consente di adibire ogni veicolo al trasporto di salme poiché si adatta senza problemi al vano di carico originale del veicolo mantenendone funzionalità e volume di carico originari. Inoltre, è impermeabile, il che lo rende perfettamente lavabile e disinfettabile, così da allinearsi appieno ai requisiti prescritti dai regolamenti sanitari emanati dalla polizia mortuaria. Cover può essere installato presso una delle moltissime carrozzerie autorizzate presenti su tutto il territorio nazionale. Un ulteriore plus, quello di essere vicini al cliente, che lo rende l’allestimento indispensabile e l’alleato perfetto per ogni impresa del settore. Per saperne di più, visitate lo stand di Car Fibreglass a Tanexpo.
Il giusto interno per ogni vaso In fiera a Bologna una novità che sa di qualità, stiamo parlando di Coreplast, azienda che opera nel settore delle materie plastiche, specializzata nella realizzazione sia degli stampi che nello stampaggio per la produzione di articoli in plastica. Dall’idea al prodotto finito grazie ad un team altamente qualificato in grado di seguire il cliente in tutte le fasi di progettazione e realizzazione fino al collaudo finale di stampi in acciaio e in alluminio, per stampaggio ad iniezione e termoformatura. Non solo rivolta ai settori medicale, alimentare, automotive, domotica, packaging e biotecnologia con plastiche alternative, Coreplast è leader nella produzione di interni per vasi di tutte le forme: circolari, ovali, a mezzaluna, quadrati o rettangolari che siano. Senza dimenticare inoltre i ricambi per vasi in metallo, le griglie circolari e ovali e le ghiere per luce votiva. Un’azienda che conta su 10.000 metri quadrati di produzione per soddisfare anche le richieste più esigenti e che si propone come partner affidabile mantenendo standard qualitativamente molto elevati. Non resta dunque che visitare il loro stand in fiera per conoscere l’azienda e il meglio della loro produzione. 12
Rotastyle, una certezza! Fiore all’occhiello nella produzione di articoli funerari di alta gamma, Rotastyle non manca mai un’edizione di Tanexpo. Dopo aver partecipato con riscontri più che soddisfacenti alla fiera dello scorso luglio, l’intero team è già in piena attività per prepararsi al meglio all’appuntamento del prossimo aprile. Nel suo stand, che pure si distingue per eleganza e accuratezza, saranno in mostra tutte le linee più significative che hanno determinato negli anni il successo dell’azienda bergamasca, declinate nei vari articoli (cofani, urne ed accessori) e nelle innovative proposte cromatiche del blu e del grigio.
Infinity, Ali nella luce blu, Ciliegio in fiore, Soffio d’Eternità … sono alcune delle collezioni più famose che con immagini dense di poesia intendono celebrare il rito di passaggio, come a voler idealmente accompagnare l’anima che lascia il corpo per seguire nuove vie inesplorate. Manufatti di elevato pregio artistico, capaci di emozionare. Artefice di queste esclusive creazioni è la designer Cinzia Rota, un vero talento che ha contribuito a rendere unico il momento dell’addio. Ma non finisce qui. A Tanexpo 2022 ci sarà tanto altro e sicuramente alcune novità che sono ancora top secret. Venite a scoprirle, ne rimarrete entusiasti!
Aggiungi prestigio alla tua impresa In tutta Italia e con esperienza trentennale, Taddia Group è punto di riferimento per la gestione delle pratiche di risarcimento danni e vanta un team di professionisti nella gestione dei sinistri mortali in seguito ad incidenti stradali, infortuni sul lavoro e malasanità. Attraverso alla stretta collaborazione con le principali imprese di onoranze funebri d’Italia, Taddia Group vuole essere di conforto alle famiglie in un momento di grande dolore, sollevandole dal peso della burocrazia e garantendo la massima tutela di tutti i diritti. Il gruppo garantisce sempre il funerale più dignitoso indipendentemente dalle possibilità economiche del cliente. Come? Anticipando fino a 9000 € per le spese funerarie, del loculo e degli eventuali costi di viaggio per familiari residenti all’estero nel caso in cui il funerale si celebri nel paese di origine. Il plus? Un riconoscimento a favore dell’impresa al termine della liquidazione! E c’è di più: i profitti ottenuti non andranno a toccare in alcun modo la liquidazione del cliente poiché sia il rimborso per le spese del funerale che gli onorari del gruppo sono totalmente a carico della Compagnia assicuratrice, e da questi importi vengono tratte le spettanze dell’impresa.
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Piccoli scrigni artigianali Una delle numerose novità che non vediamo l’ora di accogliere in fiera è Urna Nobilis, marchio con solide radici in Val Gardena che offre una gamma completa di urne in legno completamente biologiche e totalmente biodegradabili. Una storia centenaria, quella della scultura del legno, a cui gli artigiani di Urna Nobilis si ispirano per creare piccole opere d’arte. Gli amanti dell’artigianato non rimarranno certamente indifferenti davanti a questi modelli realizzati con materiali di qualità. D’altro canto, si sa, le venature del legno donano carattere ad ogni oggetto, e lo stesso accade anche per le urne. E così per il noce, noto per il suo grande pregio, il rovere e l’acero dall’alto carattere decorativo e il pino cembro dalle note caratteristiche aromatiche. Disponibili in diverse dimensioni, sono anche personalizzabili sia con incisioni a laser che con diversi materiali e disegni. E a proposito di disegni, l’azienda ne propone molteplici, da quelli a tema religioso, fino a quelli più romantici e ispirati alla natura. Tutti realizzati con cura dei dettagli e alcuni impreziositi anche con intarsi in bronzo. In fiera a Bologna sarà possibile toccare con mano le loro migliori collezioni.
Il paradiso degli animali Vita Nova si conferma protagonista anche della prossima edizione di Tanexpo. Onoranze funebri per animali dal 2011, nelle campagne bolognesi di Altedo dispone sia della Casa Funeraria che del parco cimiteriale attrezzato “Il Paradiso di Tom & Jerry” che al momento ospita 1200 anime di animali. Inoltre, è presente un impianto crematorio by Gem Matthews, per garantire standard di eccellenza nel settore non solo su tutto il territorio dell’Emilia-Romagna, ma anche nelle regioni limitrofe sia per cremazioni singole che collettive. Novità di quest’anno è il progetto “Il Bosco degli Angeli”, il nuovo Cimitero per animali a dispersione, situato ad Anzola dell’Emilia, in provincia di Bologna. Questo progetto è dedicato al “Ciclo della Vita” dove ciò che muore crea vita nuova. Ai piedi della pianta scelta, si potranno spargere le ceneri del proprio animale, che verrà ricordato con una foto in ceramica, posizionata accanto alla pianta scelta.
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Dopo il grande entusiasmo con cui molti professionisti hanno accolto l’azienda bolognese in Fiera, Vita Nova quest’anno punta ad offrire un servizio di qualità a tutte le onoranze funebri che vogliono affacciarsi al mondo del pet per dare vita a nuove e proficue collaborazione.
YOUR WORLD. YOUR WAY. YOUR EXPO.
BOLOGNA ITALY 7.8.9 APRILE 2022
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Un defunto italiano su tre, nel 2020, è stato cremato di daniele fogli
Di recente sono stati diffusi i dati Istat su mortalità, sepolture e cremazioni nel 2020, in Italia.
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La risposta del sistema cimiteriale e crematorio al lavoro straordinario di un anno ad altissima mortalità.
Oltre l’Istat (solo per la popolazione) è Sefit Utilitalia che, meritoriamente, raccoglie questi dati sulla cremazione, li elabora e li fornisce agli operatori nazionali e internazionali del settore, consentendo studi, analisi e valutazioni. Proveremo quindi anche noi ad analizzarli. Stante l’eccezionale mortalità del 2020, anno con i massimi effetti pandemici in Italia, è importante capire come ha risposto il sistema
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cimiteriale e crematorio italiano al superlavoro a cui è stato chiamato e, al tempo stesso, provare a trarre qualche conclusione e proposta.
L’andamento dei decessi Nel 2020 l’Istat ha contato in Italia 746.146 decessi, pari ad un tasso grezzo di mortalità riferito alla popolazione residente del 12,55 per mille, dato eccezionale, inferiore nel secolo scorso solo ai defunti connessi ad una guerra mondiale. Nel 2020 la speranza di vita alla nascita si è ridotta di 1,2 anni a
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causa della pandemia attestandosi a 82 anni: 79,7 anni per gli uomini e 84,4 per le donne (vedi l’articolo “Covid, l’aspettativa di vita precipita” presente in questo numero, nde).
La cremazione
Annotiamo un leggero ridimensionamento delle cremazioni in Campania, per l’effetto drenante svolto da crematori di Puglia e di Calabria. Ridimensionamento che potrebbe proseguire con l’aumento della realizzazione di nuovi impianti al Sud (in particolare in Sicilia).
Le cremazioni di feretri al decesso effettuate in Italia nel corso del 2020 sono cresciute del 27,31% rispetto all’anno precedente, con un incremento corrispondente a 53.171 unità. Mentre la mortalità è cresciuta del 17,31%: segno che la tendenza a scegliere la cremazione ha avuto una accelerazione durante il periodo pandemico.
L’incidenza della cremazione registrata e stimata sul totale delle sepolture, per l’anno 2020, è del 33,22%, con un incremento in termini percentuali del +2,54%, rispetto al dato 2019. Nel 2020, così come negli anni precedenti, le città in cui viene effettuato il maggior numero di cremazioni sono generalmente le città metropolitane, con fenomeni di sotto-dotaL’aumento rispetto alle serie annue zione in particolare a Roma, Palermo, passate è dovuto principalmente alla sensibile crescita della cremazione al Catania, Genova. Parallelamente si registra una soNord e, in misura più contenuta, al vra-dotazione di impianti in talune Centro e al Sud. aree del Nord e Centro (in particolare PiemonCremazioni regionali anno 2020 per ripartizione geografica te, Toscana) come può e distinte per cadaveri e resti mortali (dati assoluti e percentuali) desumersi dalla comN. C2020 % C2020 N. R2020 % R2020 N. CR2020 % CR2020 binazione dei dati medi Centro 42.611 17,19% 3.942 13,47% 46.553 16,80% di cremazioni totali per 17.964 7,25% 906 3,10% 18.870 6,81% Lazio impianto, per linea e di 3.475 1,40% 690 2,36% 4.165 1,50% Marche morti per impianto. 19.688 7,94% 1.990 6,80% 21.678 7,82% Toscana Inoltre, nel 2020 la re1.484 0,60% 356 1,22% 1.840 0,66% Umbria gione che ha effettuaIsole 6.048 2,44% 198 0,68% 6.246 2,25% to il numero maggiore 3.548 1,43% 173 0,59% 3.721 1,34% Sardegna di cremazioni totali 2.500 1,01% 25 0,09% 2.525 0,91% Sicilia medie per linea (cioè Nord-Est 67.355 27,18% 11.529 39,39% 78.884 28,47% 34.009 13,72% 7.167 24,49% 41.176 14,86% Emilia Romagna per forno installato) 10.467 4,22% 951 3,25% 11.418 4,12% Friuli Ven. Giulia è stata l’Emilia-Ro2.944 1,19% 119 0,41% 3.063 1,11% Trentino A. Adige magna (2.574), segui19.935 8,04% 3.292 11,25% 23.227 8,38% Veneto ta dalla Lombardia Nord-Ovest 105.633 42,62% 12.493 42,69% 118.126 42,63% (2.436) e dal Lazio 10.481 4,23% 596 2,04% 11.077 4,00% Liguria (2.097). Lombardia
53.419
21,55%
7.469
25,52%
60.888
21,97%
Piemonte
40.792
16,46%
4.321
14,76%
45.113
16,28%
Valle d'Aosta
Sud
941
0,38%
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0,37%
1.048
0,38%
26.193
10,57%
1.104
3,77%
27.297
9,85%
Calabria
3.800
1,53%
180
0,62%
3.980
1,44%
Campania
18.892
7,62%
430
1,47%
19.322
6,97%
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Negli 87 impianti di cremazione realizzati in Italia, in tutto il 2020, sono state effettuate 247.840 cremazioni di cadaveri (194.669 nel 2019). A tali valori sono da sommare 29.266 cremazioni di resti mortali (a fronte di 38.305 nel 2019). Pertanto, nei crematori italiani si è effettuato nel 2020 un totale di 277.106 cremazioni (223.935 nel 2019), con un aumento considerevole di cremazioni in un solo anno. E, conseguentemente, con una struttura impiantistica molto più stressata che in ogni anno passato. La media di cremazioni per im-
pianto (autorizzato) nel 2020 è risultata la seguente: Cremazione di cadaveri = 2.849 (2.290 nel 2019); Cremazione di resti mortali = 336 (451 nel 2019); Cremazioni totali = 3.185 (2.741 nel 2019).
Dove con C si contano le cremazioni di cadaveri, R di resti mortali, CR il totale dei due.
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Puglia
Totale Italia
3.501
1,41%
494
1,69%
3.995
1,44%
247.840
100,00%
29.266
100,00%
277.106
100,00%
Significativo è registrare cha a fronte di un aumento di 2,81 volte nel 2020 del numero di impianti di cremazione in esercizio rispetto al 1995, nello stesso periodo si è avuto
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negli stessi impianti un incremento di 11,95 volte della cremazione, con i valori di cremazioni per impianto sopra ricordati. Altro elemento di grande interesse è la valutazione del comportamento dei gestori dei crematori in periodo pandemico. Essi hanno favorito la cremazione di cadaveri, data l’alta richiesta, e il contemporaneo differimento ad altri tempi della cremazione di resti mortali, sia per scelta propria, sia per effetto delle norme ministeriali, come pure per scelta degli stessi gestori dei cimiteri.
Considerazioni finali
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Dobbiamo inoltre annotare che l’attivazione di services di trasporto feretri, cioè operatori specializzati nel trasferimento di feretri e/o contenitori di resti mortali da certi territori in altri dove si possono ottenere tempi di effettuazione del servizio più contenuti e talvolta sconti tariffari, sta alterando il rapporto di territorialità della cremazione. Non conoscendo la provenienza dei cremati, i dati sono ormai riferibili più a potenzialità crematorie provinciali o regionali e sempre meno ad incidenza di
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cremazione per territorio servito da un certo impianto. La pandemia ha inoltre reso sempre più evidente che ogni impianto di cremazione di città non può avere meno di 2 linee di cremazione, poiché se per un motivo qualsiasi vi fosse lo stop di un forno, l’altro dovrebbe essere in grado comunque di garantire l’operatività. È emersa prepotentemente la problematicità dei servizi di supporto e in particolare dei luoghi di stoccaggio dei feretri in attesa di cremazione (ma anche di sepoltura). Si tratta di servizi su cui investire da parte dei vari gestori come già si sta registrando in questi mesi. Ma è un input per i concedenti il servizio che dovrebbero intervenire proprio per facilitare queste dotazioni aggiuntive. Infine, alcune osservazioni sui materiali utilizzati: - Il contemporaneo obbligo di disinfezione dei cofani: interno
(imbibendo il lenzuolo con disinfettanti) ed esterno, non ha tenuto conto della pericolosità di utilizzo di prodotti a base alcoolica quando il feretro debba essere cremato a breve. È questione da annotare per i cambiamenti normativi necessari, visto che in un certo periodo si sono registrati diversi scoppi bara (o meglio del coperchio della bara) durante la cremazione con qualche danneggiamento del refrattario e in un caso
almeno del portello di accesso al forno. Di fatto le casse così confezionate, senza gli accorgimenti necessari, si trasformano in vere e proprie “bombe Molotov”! Problematico anche l’uso di soli materiali biodegradabili interni sostitutivi dello zinco, in situazione di tempi elevati di permanenza dei cofani in attesa di cremazione. Occorre in questi casi prevedere una garanzia di tenuta esterna. Ci ha messo una “pezza” una circolare del Ministero della salute, ma poco si è capito tra gli addetti ai lavori. La pandemia ci ha insegnato molte cose sul funzionamento dei crematori in situazione di stress e, in particolare, in presenza di questo tipo di infezione (Covid). Ma ha accentuato anche problemi in materia di emissioni in atmosfera, materiali e
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caratteristiche delle bare da rivedere, depositi da ampliare, ecc. Diventa così improcrastinabile da parte dei ministeri interessati emanare il provvedimento che gli operatori del settore attendono fin dal 2001 (vent’anni fa …) e previsto dall’art. 8 della L. 20 marzo 2001, n. 130 e cioè: Art. 8. (Norme tecniche) 1. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro della sanità, di concerto con il Ministro dell’ambiente e con il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, sono definite le norme tecniche per la realizzazione dei crematori, relativamente ai limiti di emissione, agli impianti e agli ambienti tecnologici, nonché ai materiali per la costruzione delle bare per la cremazione.
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Concessioni cimiteriali: quali sono i limiti? d i A v v. A l i c e M e r l e t t i e A v v. E l e n a A l f e r o
Quando viene a mancare un parente il primo sentimento è il lutto, poi si pensa al funerale. Ma cosa accade dopo le esequie?
Nel caso le sue volontà siano quelle di essere inumato o custodito in un loculo al cimitero ecco che si va incontro alla legge che riguarda la polizia mortuaria e le concessioni cimiteriali. Vediamo come.
Limiti e prerogative Quando si parla di polizia mortuaria, come abbiamo accennato, interviene inevitabilmente la domanda sui limiti e le prerogative dell’uso privato di spazi interni al cimitero. Ovvero: OLTRE MAGAZINE
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Le opzioni tra cui scegliere per il riposo eterno dei nostri cari sono tante: il defunto può essere tumulato all’interno di uno spazio libero cimiteriale o in una cappella di famiglia; oppure può essere cremato e in questo caso può essere sistemato all’interno di un loculo libero al
cimitero o restituito in un’urna alla famiglia.
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Il funerale, il lutto, il saluto ai propri cari. Ma prima di poter riposare in pace, i nostri defunti devono ancora attraversare l’ultimo passo della burocrazia mortale. Cosa accade “dopo le esequie”, per citare un famoso libro di Agatha Christie?
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per quanto tempo è possibile “affittare” uno spazio nel terreno o un loculo cimiteriale per il defunto? Dopo quanti anni la salma verrà esumata e lo spazio affittato tornerà a disposizione del cimitero per altri defunti? Per quanto tempo si può rinnovare la concessione? Il regime che disciplina questo peculiare diritto è quello delle concessioni cimiteriali, ovverosia, del “prestito” di un diritto proprio dell’ente pubblico (la proprietà dei cimiteri è parte del demanio necessario 832 codice civile), ad un altro soggetto, privato, sia esso persona fisica od ente: affinché questi ivi destini il proprio sepolcro per sé o per i suoi parenti e affini.
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Partiamo nell’analisi, sancendo il principio di appartenenza univoca della proprietà del cimitero al pubblico. Questo riveste, ontologicamente, una funzione pubblica. La concessione in particolare è un diritto del privato in deroga al diritto del pubblico. Esso basa la sua regolamentazione fin già nell’articolo 100 del R. d. n. 448/1892, il quale, istituendo le concessioni cimiteriali, ne creava il doppio macro genus, definendo il limite temporale delle medesime, che potevano essere a tempo determinato ovvero perpetue.
La disciplina del diritto ad “affittare” uno spazio cimiteriale è poi nel tempo mutata, passando attraverso il R.D. 1800 del 1942, e quindi attraverso la formulazione del D.P.R. 803/1975 ed, infine, del D.P.R. 285/1990 creando con quest’ultime due la disposizione circa la possibilità di istituire esclusivamente concessioni cimiteriali a tempo determinato. Tuttavia la norma non aveva allora alcun effetto retroattivo, dando il via a due regimi diversi di concessione. Infatti, sebbene teorizzare che la concessione di un diritto per un tempo perpetuo possa sembrare una stortura, dato che il titolare concedente conserva l’intera prerogativa su di esso per sempre, così non era agli occhi del legislatore del 1800. I riflessi di questa stortura ancora oggi sono mantenuti vivi nel nostro ordinamento. Ne è pietra miliare in giurisprudenza la sentenza del Consiglio di Stato, Sez. IV, 28 settembre 2017, n. 4530. Per l’interpretazione dei giudici di Palazzo Spada, infatti, non si può comprimere la concessione ottenuta illo tempore ed il comune di conseguenza non può porre fine a tale rapporto, benché la normativa attuale disciplini diversamente.
Il diritto istituito ante 1975 nella sua forma perpetua è concesso quindi a divinis e non può essere in alcun modo terminato da parte dell’ente pubblico. C’è però una deroga a questa concessione illo tempore: l’unico caso derogato è quello della soppressione del cimitero. In tal senso il combinato disposto delle norme di cui all’art. 92 e 98 del D.P.R. 285/1990, fatta eccezione nel caso di necessità ed urgenza di spazi all’interno del cimitero (di cui all’articolo 92), riporta che il motivo valido per il quale si possa porre un termine alle concessioni perpetue è la soppressione del cimitero stesso. In questo caso tali concessioni perpetue vengono commutate in concessioni a tempo più lungo di 99 anni in un nuovo cimitero. Il diritto, avendo poi dei chiari risvolti pubblici, è compresso da obblighi di vario genere e con limiti, che gravano come una spada di Damocle sull’organizzazione cimiteria-
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Come è cambiata la disciplina
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le, così come disciplinato nell’ultimo regolamento di polizia cimiteriale. Ne è un esempio lampante il limite di utilizzo del diritto alla sola sepoltura dei concessionari e dei suoi familiari, autorizzati e conviventi (art 93), ma si potrebbe qui elencare le innumerevoli sfaccettature locali che i diritti assumono, dato che spesso ogni comune delinea la sua politica circa i regolamenti di polizia mortuaria.
Foto di Harperdrewart - Dreamstime
La disponibilità quindi dei diritti connessi alla concessione è limitata, sia nella forma ontologica di transitorietà del diritto, sia nel confine normativo che gli viene dato creando così un rapporto tra il pubblico ed il privato, che come spesso accade in Italia, ha una forma profondamente commistiva che lega le due parti a doppio filo anche nel riposo eterno.
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Covid, l’aspettativa di vita precipita d i Ta n j a P i n z a u t i
Per la prima volta dopo dieci anni di trend positivo registrato fino al 2019, l’aspettativa di vita in Italia cala di 1,2 anni.
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Dopo dieci anni di trend in crescita, la speranza di vita media si riduce di 1,2 anni a livello nazionale.
A renderlo noto nel proprio report annuale è l’Istat che ha pubblicato l’ottava edizione del Rapporto sul Benessere Equo e Sostenibile. A gravare su questo repentino peggioramento, la pandemia da Coronavirus che si è abbattuta sulla popolazione mondiale e, quindi, anche su quella italiana in modo importante.
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La pandemia da Covid però non ha avuto un forte impatto solamente sull’aspettativa media di vita che è calata in modo consistente (se non drammatico in alcune province, come vedremo più avanti), ma anche sulla qualità di vita degli italiani. Dal rapporto Istat infatti si evince che peggiorano i dati sulla salute mentale della popolazione, così come diminuiscono i posti letto negli ospedali. Infine, il 10% degli italiani nell’ultimo anno non
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è riuscito a curarsi rinunciando alle prestazioni sanitarie per “difficoltà di accesso”.
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L’impatto del Coronavirus sulle strutture ospedaliere, assistenziali e sanitarie è stato devastante: medici e infermieri si sono trovati davanti a un’emergenza nuova per cui nessuno era preparato e sono stati costretti a turni massacranti, sia fisicamente che psicologicamente, dovendo lavorare nei primi mesi della pandemia senza avere protezioni adeguate e senza un protocollo sanitario da seguire. Come loro, anche gli operatori del settore funebre si sono ritrovati a dover gestire numeri e servizi straordinari che sono perdurati per mesi, fino a quando la prima ondata non si è leggermente ridimensionata dopo i primi mesi di lockdown.
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Infine la popolazione è stata costretta a cambiare drasticamente, e nel giro di poche ore, le proprie abitudini e il modo di vivere la propria socialità per arginare il contagio e per ridurre la pressione sulle strutture sanitarie. Tutta questa situazione ha inciso in modo devastante sull’aspettativa di vita e sul generale stato di salute fisica e mentale della popolazione.
Aspettativa di vita: i dati Come premesso all’inizio dell’articolo, i dati sono sconcertanti: nel giro di 12 mesi l’aspettativa di vita è calata a livello nazionale di 1,2 anni: da 83,2 anni del 2019 il dato scende a una media di 82 anni (79,7 per gli uomini e 84,4 per le donne) del 2020. L’inversione di rotta è evidente e appare ancora più netta se si pensa
che tra il 2010 e il 2019 il trend era stato particolarmente positivo. L’incidenza del Covid-19 sul peggioramento della speranza di vita è evidente soprattutto se si vanno ad analizzare i dati provincia per provincia: quelle più colpite dalla pandemia e che hanno registrato il maggior numero di positivi e di morti sono anche quelle in cui l’aspettativa di vita è precipitata. Nella provincia di Bergamo che ha subito l’onda d’urto del Covid forse più di ogni altra zona, il dato scende a -4,3; a Cremona e Lodi a -4,5, seguite da Piacenza con -3,8. Fu in quelle zone sul confine tra Emilia e Lombardia che scoppiarono i primi cluster e vennero istituiti i primi lockdown. La Lombardia risulta infatti la regione con il peggior dato a livello nazionale: -2,4 anni (da 83,7
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Non va bene nemmeno in Liguria, in Puglia ed in Emilia Romagna dove l’aspettativa di vita cala di 1,2 anni. Leggermente meglio al Sud dove in Abruzzo e Sardegna scende di 1 anno mentre in Basilicata e Calabria rimane quasi invariata. Unica provincia che non risente del dato negativo è Siena. Il trend in diminuzione nell’aspettativa di vita si protrarrà ancora a lungo secondo l’Istat e riportarlo in positivo richiederà molto tempo.
Salute mentale in peggioramento
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a 81,2), seguita da Valle d’Aosta (-1,8 anni), Marche (-1,4 anni), Piemonte (-1,3 anni) e Trentino Alto Adige (-1,3 anni). In generale il calo maggiore si registra al Nord con un’incidenza che diminuisce progressivamente al Centro e che migliora al Sud.
L’isolamento forzato dei mesi di lockdown e il divieto di vivere normalmente la socialità hanno avuto conseguenze pesanti sulla salute
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mentale della popolazione. Dagli anziani che improvvisamente si sono ritrovati chiusi in casa o nelle RSA lontano da figli e nipoti ai giovani costretti a rinunciare alla scuola e alla compagnia degli amici; dai lavoratori che sono stati lasciati senza un impiego o che sono stati obbligati a svolgere il proprio lavoro da casa ai fidanzati e partners che per mesi interi sono rimasti divisi da confini provinciali e regionali, la solitudine è stata compagna indesiderata di gran parte della popolazione. Nel rapporto emergono dati in peggioramento per gli over 75 di entrambi i generi ma anche tra le persone che vivono da sole nella fascia 55-64. Anche le donne tra i 20 e i 24 anni figurano tra le persone che hanno risentito maggiormente di questo peggioramento e in generale le regioni più colpite sono quelle del Nord.
L’accesso alle cure Un dato da analizzare perché parti-
colarmente allarmante è la difficoltà di accesso alle cure che ha riscontrato il 10% della popolazione. Un italiano su dieci ha infatti dichiarato di aver rinunciato o aver dovuto rinunciare a visite e prestazioni mediche nell’ultimo anno perché l’accesso alle cure era diventato troppo difficile. Il 50% di chi ha rinunciato a curarsi ha inoltre dichiarato che i motivi di questa decisione erano legati alla pandemia. Un dato sicuramente preoccupante se si pensa che nel frattempo, tra il 2010 e il 2018, i posti letti nei reparti a elevata intensità assistenziale sono calati da 3,51 a 3,04 per 10.000 abitanti. Il rapporto Istat fornisce una fotografia esaustiva sulle conseguenze che la pandemia e il suo impatto sociale stanno avendo su numerosi settori del paese. Aspettativa di vita in forte calo, salute mentale a rischio, difficoltà di accedere alle cure: un peggioramento generale della qualità di vita che durerà almeno fino a quando l’emergenza non sarà gestibile sotto tutti gli aspetti.
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NEWS AZIENDE
Maestria nelle lavorazioni e alta qualità d i Ta n j a P i n z a u t i
La Riello F.lli è un’azienda storica e stimata che da decenni si occupa della lavorazione dei metalli e che da tempo si è dedicata alla produzione di articoli funebri di grande qualità.
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Da più di 40 anni la Riello F.lli è leader nel settore degli arredi funebri rispondendo con prodotti all’avanguardia alle richieste di mercato.
Nata oltre 40 anni fa dal fondatore Lodovico Riello che in seguito ha coinvolto nel suo progetto anche il fratello Renato, la Riello F.lli ha sviluppato negli anni tecniche uniche nella realizzazione di arredi funebri. L’azienda artigiana, specializzata nella lavorazione dei metalli, inizialmente era attiva nel settore dell’arte regalo, in seguito ha poi sviluppato la
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propria lavorazione nella produzione di articoli funebri. Abbiamo parlato della storia di questa importante azienda e dei suoi prodotti innovativi con il manager Francesco Pe impegnato, insieme alle titolari, nello sviluppo di prodotti sempre più all’avanguardia e attinenti alle richieste del mercato. Come è nata la Riello F.lli? "L’azienda è nata da un’idea del fondatore Lodovico e dal fratello Renato per la produzione di articoli da regalo realizzati in metallo poi si è
sviluppata nella produzione di arredi funebri. Nel 2016 all’interno dell’azienda si è verificato un cambio generazionale, con l’ingresso delle tre figlie di Lodovico: Alessandra, Barbara e Annarita. E’ a loro che il fondatore dell’azienda ha passato il testimone per proseguire la storia della Riello F.lli. Insieme a loro, a completare l’attuale management, ci sono io che sono anche il marito di Barbara e ricopro il ruolo di amministratore delegato. Appartenere allo stesso nucleo famigliare è stato sicuramente un vantaggio per il nostro
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Da sinistra: Alessandra Riello, il fondatore Lodovico Riello, Barbara Riello, Francesco Pe e Annarita Riello
C’è una caratteristica che vi contraddistingue dagli altri produttori del settore? "Ciò che da sempre contraddistingue la produzione Riello è la solidità dei materiali che, unita alla lavorazione artigianale e alla dovizia di particolari, ha sempre reso i nostri accessori apprezzati per l’elevato standard qualitativo. La produzione Riello si sviluppa in diverse tipologie di accessori come camere ardenti, urne, croci, maniglie, carrelli, tavolini firme, porta annunci, leggii. Tutto viene realizzato artigianalmente con estrema cura, dalla materia prima al prodotto finito, e ciò attribuisce ai nostri prodotti un aspetto e uno stile unico che consente all’impresario funebre che sceglie la nostra azienda, di distinguersi dalla produzione di massa che rende tutti i prodotti omologati.
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team, che si è trovato a condividere gli stessi obbiettivi con entusiasmo e spirito unitario".
Le linee delle croci e delle camere ardenti seguono le esigenze del mercato con prodotti esclusivi, classici e moderni senza tralasciare mai l’aspetto fondamentale: la qualità. L’impresario che acquista un prodotto Riello, sa che in qualsiasi momento può contare su un'azienda seria che garantisce eventuali riparazioni, ricambi e accessori anche di produzioni datate e che è sempre in grado di proporgli restyling o aggiornamenti di
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prodotti Riello e non solo". Qual è il vostro prodotto più richiesto? "Un prodotto che sta riscontrando notevole apprezzamento ed interesse è il nostro frigorifero a piastra Cold Trolley a liquido per la refrigerazione della salma, che è costituito da un monoblocco in polietilene con isolamento termico rinforzato in poliuretano espanso, ottenuto con uno stampo rotazionale. Tale tecnologia permette di ottenere un contenitore con eccezionali caratteristiche di robustezza e leggerezza, migliorando nettamente l'isolamento termico e, di conseguenza, anche le prestazioni del frigorifero ed al contempo riduce lo stress delle parti meccaniche".
"realizziamo linee personalizzate per colorazioni, misure e forme"
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Qual è la mission della Riello F.lli? "La nostra mission è la soddisfazione del cliente, anche del più esigente, infatti i nostri articoli sono apprezzati anche in altri mercati europei. Lavoriamo con clienti di molti Paesi diversi: Austria, Francia, Germania, Polonia e Ungheria. Per i clienti ungheresi inoltre realizziamo delle linee personalizzate per colorazioni, misure e forme e questo è sicuramente un altro tratto distintivo della nostra produzione artigianale: siamo in grado di realizzare produzioni ad hoc personalizzate in base alle esigenze del cliente e questo è reso possibile grazie all'esperta abilità e manualità del nostro team.
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In questi ultimi anni, con l’avvento preponderante delle cremazioni, il mercato sta notevolmente cambiando livellandosi verso prodotti di scarso valore; ciò che però deve rimanere immutato è il rispetto verso il defunto e la nostra azienda, da sempre, realizza con passione, cura e impegno quotidiano, articoli che contribuiscono a celebrare degnamente questo rispetto". OLTRE MAGAZINE
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Vuoi vincere la concorrenza? Con Prima Bottega puoi! di Raffaella Segantin
luzioni esclusivamente innovative, di grande originalità e impatto emotivo, attestandosi quale partner ideale a cui affidarsi per raggiungere l'obiettivo di battere la concorrenza.
Un aiuto a queste realtà che non hanno grandi risorse da investire in comunicazione e pubblicità al fine di imporsi, crescere e distinguersi, lo offre Prima Bottega, che in questo ultimo decennio si è affermata per la caratteristica di proporre articoli e so-
Tutto ciò è possibile perché Prima Bottega si mette davvero dalla parte del cliente che vuole crescere, garantendo una visibilità a tutto campo, come ci spiegano i responsabili dell'azienda in questa intervista.
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Il tessuto economico italiano è costituito per lo più da aziende di piccole o medie dimensioni e questo si riflette anche nel mondo delle imprese funebri, spesso a conduzione familiare.
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Prima Bottega è l’unica azienda che grazie a prodotti unici al mondo offre alle Onoranze la possibilità di emergere sulla concorrenza.
“Come ho dichiarato più volte – ci
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Grazie Gianluca. Chiedo ora a Francesca Colantoni, l'anima commerciale di Prima Bottega: come lo fate? “Innanzitutto con una gamma di prodotti esclusivi che marcano fin da subito la differenza in quanto diversi da tutto il resto che si trova sul mercato poiché intenzionalmente creati per trasmettere emozioni ai partecipanti alla cerimonia e quindi allo scopo di aiutare l'onoranza che li impiega a svettare sulla sua concorrenza. Le collezioni Scrigno del Cuore, Preghiera, Affresco e Sigillo d’Amore parlano alla gente facendo vibrare le corde dei sentimenti più intimi. Scrigno del Cuore e Sigillo d’Amore, ad esempio, hanno addirittura
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racconta Gianluca Pacini, anima creativa di Prima Bottega – i nostri concept mirano in modo inequivocabile ad accompagnare il cliente in un percorso di affermazione sul loro territorio. Ci mettiamo completamente dalla loro parte chiedendoci come poter offrire loro maggiore visibilità e soprattutto aiutarli a prevalere sulla concorrenza. Per raggiungere questo obiettivo è necessario un vero cambiamento e l’ausilio di sempre nuove idee, perché l’immobilismo è l’arma letale che invecchia e, successivamente, uccide qualsiasi azienda. Ci siamo specializzati nell'offrire soluzioni vincenti, spesso studiate assieme all’impresa funebre che si rivolge a noi, perché la cooperazione e lo scambio di vedute sono fondamentali. Sono ormai centinaia le Onoranze che hanno scelto di inserire i prodotti Prima Bottega nei servizi funebri allo scopo di distinguersi agli occhi dei partecipanti alla cerimonia i quali riscontrano una eccellenza tale da memorizzare l'impresa come quella che, in caso di decesso, va chiamata invece della sua concorrente".
contribuito a cambiare il rito del commiato trasformandolo in una cerimonia partecipativa e toccante. I nostri manufatti non passano inosservati, e non parlo solo di cofani e urne, ma anche delle camere ardenti che grazie ai nostri inediti, pratici e raffinati fondali hanno abbandonato quell’aspetto vetusto apportando una ventata di freschezza e di novità. Oggetti, attenzioni e dettagli che la gente nota e valuta positivamente, così quando viene il momento del bisogno diventa prassi comune rivolgersi proprio a quell’impresa di cui hanno avuto modo di apprezzare l'emozionante unicità dei servizi”. Prodotti che possono essere anche personalizzati, se ricordo bene… “La personalizzazione è un’altra carat-
teristica che ci distingue e che fa distinguere l’impresa che li utilizza. Il successo dei cofani con l’effige del Santo Patrono, raffigurato secondo i canoni che ci fornisce il cliente, è un successo clamoroso, in particolare per quelle Onoranze che operano nei piccoli paesi dove la devozione verso i propri Santi è ancora molto sentita. Ma le personalizzazioni possono includere qualsiasi soggetto, persino la riproduzione artistica della persona deceduta. Questa
l’impresa funebre che ha svolto il servizio, che, oltre ad apprezzare essa stessa l’iniziativa, ne riceve un sicuro beneficio in termini di immagine”. Possiamo quindi affermare che coloro che scelgono i vostri prodotti dimostrano di condividere certi valori. “Giustissimo! Per questo abbiamo creato il portale onoranzeeccellen ti.it. Con l’acquisto anche di un solo pezzo l’impresa entra di diritto a far parte di questa community pensata per le famiglie che hanno così la possibilità di accedere ad un elenco di agenzie selezionate per la loro voglia di innovare e per i loro valori etici. Ogni impresa ha a disposizione un’aerea dedicata personalizzabile con testi, foto e video e con link al proprio sito e alla propria casella di posta elettronica. Provvediamo inoltre ad inviare espositori e vetrofanie da tenere in mostra nella propria sede: un biglietto da visita che attesta di essere a pieno titolo Onoranza Eccellente d’Italia”.
Altre strategie? “Certamente!” conclude Francesca Colantoni. “Volendo collaborare con le Onoranze nel loro processo di affermazione, un aspetto imprescindibile è la disponibilità e la flessibilità. Seguiamo i clienti passo a passo, cercando di agevolarli in tutte le loro necessità. Per questo siamo famosi pure per il fatto di consegnare anche un unico pezzo, in qualsiasi angolo della Penisola. Vogliamo dare a tutti la possibilità di rinnovarsi e di emergere e le imprese che si rivolgono a noi ce lo testimoniano ogni giorno, tanto che una volta un impresario funebre mi ha persino detto che siamo gli unici che offrono prodotti studiati per ‘seppellire la concorrenza’. Queste espressioni di soddisfazione ci fanno capire quanto sia stata giusta la scelta di proporre concept vincenti invece che semplici ‘casse da morto’, rendendoci così davvero molto orgogliosi del nostro lavoro e di tutto quello che facciamo per i nostri clienti”. OLTRE MAGAZINE
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E vi distinguete anche per iniziative di solidarietà. “Guardi, lei ha toccato un elemento importante a cui teniamo molto” continua Francesca, “Da anni abbiamo avviato il programma Insieme per una scelta d’amore - L’ultimo dono è per la ricerca, un’iniziativa sociale di sostegno alla ricerca scientifica che prevede di destinare una parte dei proventi per ogni singolo pezzo venduto a favore di un Ente a scelta della famiglia, tra quelli di rilevanza nazionale che si occupano di tutela della salute. Per ogni donazione la famiglia riceve un Certificato che assicura il buon esito dell’operazione. Tutto questo avviene, naturalmente, tramite
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opportunità esclusiva ci ha portato ad instaurare contatti molto stretti con i clienti che ci permettono di aver sempre il polso della situazione, di capire in tempo reale esigenze o criticità e poter così mettere puntualmente in cantiere idee e progetti su misura”.
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I dati sulla mortalità stradale in Europa i l V I A G G I AT O R E
Che l’Unione Europea funzioni a due o più velocità, lo possiamo riscontrare anche nell’andamento dei numeri delle vittime di incidenti stradali.
I numeri Gli incidenti stradali causano ogni anno 1,3 milioni di decessi nel mondo e dai 30 ai 50 milioni di feriti, molti dei quali rimangono invalidi per il resto dei loro giorni. Oltre alle perdite economiche considerevoli per le vittime e le loro famiglie (famigliari che smettono di lavorare
Precisiamo che secondo la Convenzione di Vienna del 1968 si considera morto per incidente chi decede immediatamente o nei trenta giorni successivi all'incidente. Ai fini statistici un coefficiente di 1,3 viene applicato per ovviare all'incongruità dei 30 giorni visto che un certo numero di persone muoiono a causa dell'incidente anche superato questo limite.
Fattori ambientali e sociali L' esposizione agli incidenti è determinata da vari fattori. Lo status socio-economico innanzitutto,
tant'è che più del 90 % dei decessi sulle strade accadono nei Paesi a reddito basso od intermedio. Ciò spiega il fatto che l'Africa sia il continente dove il tasso di mortalità per incidenti stradali raggiunge i livelli massimi e trova conferma nel fatto che anche nei Paesi a reddito più elevato le classi socio-economiche sfavorite corrono un rischio maggiore di essere coinvolte in un sinistro. Anche l'età ha la sua importanza. Non a caso i decessi per incidente stradale sono la prima causa di mortalità per i giovani tra i 5 ed i 29 anni. Infine, il sesso costituisce un altro parametro determinante. Quasi i 3/4 dei morti sono rappresentati da maschi di meno di 25 anni che quindi corrono un rischio tre volte maggiore rispetto alle loro coetanee di sesso femminile.
Fattori di rischio L'errore umano rimane una delle OLTRE MAGAZINE
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Incidente che spesso, fortunatamente, si risolve con qualche ammaccatura alla vettura, alla moto o al motorino ma che può produrre ferite anche gravi (con sequele perenni) e, nei casi più tristi, il decesso delle persone coinvolte. Vediamo un po' più da vicino come stanno le cose nel mondo e quali siano le prospettive future.
o giovani che lasciano gli studi per occuparsi degli infermi), costano a quasi tutti i Paesi dal 2 al 3% (!) del loro PIL. Tali costi derivano dalle somme delle spese mediche e dalle perdite di produttività dovute alla scomparsa del lavoratore o ad un handicap irreversibile ed invalidante di chi sopravvive.
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Pochi sono, credo, coloro che non hanno avuto l'occasione di vivere l’esperienza, altamente traumatizzante, a livello familiare di amici o di semplici conoscenze, di un incidente della circolazione.
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cause principali di mortalità stradale. Da qui sono stati intrapresi piani di approccio per un "sistema sicuro" di circolazione con l'obiettivo di garantire un trasporto affidabile per tutti gli utenti della rete viaria. Concepito basandosi sul fatto che gli esseri umani commettono errori, tiene in considerazione la vulnerabilità ai traumatismi gravi suscettibili di prodursi in occasione degli incidenti. Il tutto deve essere coniugato con la necessità di avere strade e strutture collaterali (marciapiedi, piste ciclabili etc.) sicure così come sicuri devono essere i veicoli e tutte le indicazioni utili a ridurre il numero degli incidenti con esito mortale o con feriti gravi.
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La velocità. Vi è un rapporto diretto tra l'aumento della velocità media e la probabilità di un incidente e la gravità delle sue conseguenze. Ad esempio l'incremento di un km/ora della velocità media determina un aumento del 4% dell'incidenza di mortalità e del 3% di quella di feriti gravi. Il rischio di morte di un pedone colpito dalla parte anteriore di una vettura è moltiplicato per 4,5 qualora si passi da 50 a 65 km orari. In caso di urto laterale tra due veicoli la mortalità per i passeggeri è dell'85% a 65 km/ora.
Non indossare il casco, non allacciare la cintura di sicurezza, non utilizzare gli appositi seggiolini per i bambini. Il casco per motociclisti correttamente indossato riduce la mortalità del 42% ed il rischio di trauma cranico del 69%. Indossare la cintura diminuisce il rischio del 45-50% per chi viaggia sui sedili anteriori e del 25% per i passeggeri che occupano i sedili posteriori. I seggiolini per bambini abbassano il rischio letale del 60%. Distrarsi al volante. Numerose distrazioni possono alterare la capacità di guida. Gli esperti in sicurezza sono sempre più preoccupati per l'uso dei cellulari. I guidatori che telefonano
aumentano i rischi di quattro volte e poco cambia se usano il kit a mani libere. I tempi di reazione risultano comunque dilatati, in particolare per quanto riguarda la frenata e l'ottemperanza ai segnali del traffico. Inoltre diminuisce l'osservanza della distanza di sicurezza dal veicolo che precede. Senza parlare poi degli SMS o dei messaggi istantanei, una vera e propria calamità in questo caso. Infrastrutture stradali pericolose. La concezione e la condizione della rete viaria riveste un ruolo di primo piano. La sicurezza degli utenti dev'essere la linea guida imprescindibile per chi progetta le strade. In città, ad esempio, dossi, marciapiedi, piste ciclabili, passaggi pedonali protetti ed ogni altro dispositivo volto a rallentare la circolazione sono essenziali per ridurre il rischio di incidenti. Un'attenzione alle curve in fase di progettazione e alla qualità del manto stradale sono imprescindibili. Si pensi a certi asfalti che appena umidi si trasformano in veri e propri scivoli. Chi ha conosciuto la Dalmatinska Magistrala (la litoranea dalmata) mezzo secolo fa avrà visto le decine di vetture fracassate accatastate nel parcheggio antistante la stazione della Milicija di Segna (oggi Senj, come Fiume è diventata Rijeka, Zara Zadar etc.), tutte recuperate dalle rocce sottostanti la stretta e tortuosa, oltre che viscida, Magistrala, quando non addirittura dal mare! Veicoli pericolosi. La sicurezza è fondamentale. Se le norme di fabbricazione relative agli accorgimenti per ridurre le conseguenze degli scontri frontali e laterali (airbags, cinture di sicurezza, sistemi di controllo elettronico della stabilità…) venissero scrupolosamente rispettate e i guidatori usassero in modo corretto tutti i dispositivi di sicurezza in dotazione, sicuramente il numero degli incidenti gravi potrebbe essere più
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La guida sotto l'effetto dell'alcol o di altre sostanze stupefacenti è un altro elemento che aumenta il rischio di incidente mortale o di lesioni gravi. In caso di guida in stato di ebbrezza sussiste un rischio anche con un tasso alcolemico relativamente basso che aumenta sensibilmente quando supera i 0,4 mg/l. In caso di assunzione di stupefacenti il rischio dipende dal prodotto utilizzato oltre che, ovviamente, dalla sua quantità. Ad esempio chi ha consumato amfetamine presenta un rischio di incidente mortale quintuplo rispetto a chi non ne ha fatto uso.
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contenuto. Va anche detto che vi è in circolazione un parco auto decisamente vecchio e privo di quei sistemi di protezione che sono stati messi a punto negli ultimi anni. Soccorsi insufficienti o tardivi. I tempi di intervento sono direttamente proporzionali alla gravità dei traumatismi. Qualche minuto di ritardo può fare la differenza tra la vita e la morte. I servizi d'urgenza devono essere operativi in ogni momento e il personale dev'essere perfettamente formato.
A tal proposito il lettore mi perdonerà di evocare un ricordo personale significativo. Più di una decina d'anni fa stavo guidando nelle pianure del vercellese in una radiosa mattina di primavera tra le risaie ornate del più bel verde. Ero reduce da una serata in un bel castello piemontese organizzata dalla Oscar Marta (nel frattempo inglobata nel Gruppo Vezzani) per festeggiare il mezzo secolo di vita. Nei lunghi rettilinei che attraversano quelle terre, da buon triestino portatore di una mentalità un po' austro-ungarica, guidavo tentando di rispettare il limite dei 90 km/ora. Tutti coloro che mi seguivano mi sorpassavano (in eccesso di velocità, sui dossi, con la linea di mezzeria continua…) chi strombazzando, chi con gestacci e tutta la ben nota panoplia di rara volgarità tanto che
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Applicazione incorretta del codice stradale. Bisogna che tutte le regole siano rispettate. Da una parte l'educazione dei conduttori dev'essere costantemente sollecitata ma al contempo si impone categoricamente la necessità di agire in termini di prevenzione e applicare sanzioni appropriate, anche estremamente pesanti (quanno ce vo', ce vo'), per chi contravviene le regole. In assenza di autorità a tutti i livelli (nazionale e locale) tutto quanto detto sopra si trasforma in mera e sterile verbosità.
mi rallegravo di aver lasciato l'Italia non avendo nulla da spartire con quella marea di cafoni e potenziali criminali. Tuttavia quello che mi lasciò più perplesso è quanto successo giunto ad una rotatoria, dove iniziava la Lombardia, e dove stazionava una pattuglia di Carabinieri. Preciso che ho un grande affetto per i militari della Benemerita tanto che m'ero candidato a fare il servizio militare come ufficiale di complemento dell'Arma se il fatto di portare gli occhiali non fosse stato una tara insuperabile. Mi fermai e con tono scherzoso mi rivolsi ad uno dei militari dicendogli che avrebbero potuto rapidamente contribuire al risanamento delle finanze statali appioppando le meritate multe a quei pericolosi autisti. La risposta mi lasciò annichilito e totalmente indifeso: "non possiamo intervenire visto che il territorio da cui lei proviene è fuori della nostra zona di competenza!" Ohibò, purtroppo in tale circostanza mi mancò, tanto era il mio sbigottimento, la replica che il mio quarto napoletano (di cui sono più che fiero) avrebbe dovuto suggerirmi: "devo quindi supporre che se vedete a cento metri un tale sparare ad un altro non intervenite trovandovi fuori zona? Stamm' pazziann'?” (stiamo scherzando, per gli ignari del dialetto partenopeo). Cose 'e pazzi! Capitolo chiuso ma ancora dopo tanto tempo mi chiedo come ciò sia possibile.
I dati nell’Unione Europea Vediamo ora come stanno le cose nei Paesi a noi più vicini, quelli dell'Unione Europea. Una diminuzione piuttosto regolare della mortalità stradale si osserva in Europa sin dagli anni '70 del secolo scorso, nonostante l’aumento dei veicoli in circolazione. Tale evoluzione non è tuttavia omogenea per l'insieme del continente. I Paesi dell'Europa dell'Est risultano sfasati rispetto ai rimanenti. In essi la mortalità è andata crescendo fino ai primi anni '90 quando ha iniziato a decrescere sulla base di un 4% annuo. Una relazione stretta tra il sistema politico di prima e i cambiamenti intervenuti in quegli anni sembra più che evidente. Negli Stati socialisti la situazione generale era tragica nonostante le lodi sperticate che ne venivano fatte dagli squallidi corifei di servizio dai loro attici di Trastevere o dalla terrazza Martini di Milano, dal Pavaglione bolognese o dai costosi caffè di piazza San Marco. La rete stradale di quei Paesi era, a dir poco, infame; il parco vetture limitato (e chi poteva comperarsi un'automobile?) e costituito da mezzi sgangherati e pericolosi; dei servizi sanitari, poi, è meglio non parlarne. Come molti sanno la mia carriera lavorativa s'è svolta per un trentennio nell'industria farmaceutica. Ho avuto quindi modo di visitare moltissimi ospedali di quelle nazioni
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ed ancor oggi il ricordo è quello di un incubo. Medici e personale impotenti, sprovvisti di tutto, avidi di quei pochi campioni che avevo con me che vedevano come manna caduta dal cielo. Unica eccezione gli ospedali riservati ai “papaveri” del partito, ai "nomenklaturisti", che potevano disporre di centri meglio forniti inaccessibili al cittadino comune. Un po' come succedeva con i negozi di alimentari, il colmo in Paesi dove si strombazzava l'eguaglianza. Col cambio di regime le cose hanno lentamente iniziato a migliorare e con esse anche le statistiche relative alla mortalità stradale.
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Quindi, come si diceva, Il numero dei decessi è strettamente legato alle differenze strutturali (dimensioni, composizione, densità e qualità della rete viaria, popolazione etc.) e socio-economiche (condizioni del parco auto, presenza di traffico internazionale e turistico, comportamento degli utenti etc.) dei vari Paesi. Nell'insieme negli Stati dell'Unione la mortalità diminuisce più rapidamente rispetto gli incidenti corporali. Ciò corrisponde agli obiettivi fissati nel 2000.
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Oltre che la definizione di morto per incidente stradale del 1968, già evocata in precedenza, un'altra definizione comune è stata adottata nel 2015 dall'Unione Europea per indicare i feriti e poter aggregare a livello europeo le statistiche nazionali. Si tratta del concetto, fondato su delle norme mediche, di serious injuries (lesioni gravi). Viene perciò utilizzata la Scala MAIS (Maximum Aggregated Injuries Score), una scala internazionale dei traumatismi, secondo la quale le ferite gravi stradali sono definite come lesioni di tipo "scale 3 and more" ovvero MAIS3+ (scala 3 e più). Gli incidenti stradali mortali si verificano in Europa per il 53% sulla OLTRE MAGAZINE
rete stradale secondaria, per il 38% nei centri abitati e per il 9% sulle autostrade. La bassa percentuale autostradale non tragga in inganno. Essa è dovuta al fatto che il traffico autostradale rappresenta una percentuale molto bassa rispetto a quello globale. Le autostrade sono meno sicure di quanto si potrebbe pensare e ciò soprattutto a causa di quegli incoscienti che non rispettano i limiti di velocità e che non osservano la distanza di sicurezza. Chi ha guidato sulla Milano-Bologna sa di che parlo. Fin che si ammazzano da soli, pace! La cosa grave è che molte volte mandano all'altro mondo chi non ha nulla da rimproverarsi. Si dice spesso che si tratta di persone fortemente frustrate sessualmente che tentano di sostituire le loro scarse prestazioni con la potenza del loro motore. Non a caso le donne australiane quando si trovano in tali situazioni si fanno beffe mostrando loro la mano col mignolo, il dito più piccolo, piegato verso il basso. Il significato è evidente! Quasi tutti i Paesi europei dispongono di osservatori nazionali o regionali per la sicurezza stradale. A livello europeo l'ERSO (European Road Safety Observatory) raccoglie ed armonizza le informazioni ricevute dai vari Stati. Nell'Unione i risultati, come accennato, differiscono da una nazione all'altra. Ad esempio Germania, Spagna e Paesi Bassi hanno avuto 5.387 morti nel 2019 - il 24% dei decessi nell'Unione - mentre la loro popolazione complessiva rappresenta il 33%. I risultati di questo gruppo sono evidentemente migliori della media europea. Al contrario Polonia, Bulgaria e Romania con 5.401 decessi rappresentano anch'essi il 24%, ma la loro popolazione non è che il 15% del totale continentale. Pertanto, questi sei Paesi insieme incidono per il 48% sul numero dei decessi nell'unione, ma si calcola un
tasso di mortalità per popolazione del 12% più elevato nel secondo gruppo rispetto al primo. Francia e Italia riunite rappresentano, con 6.417 vittime, il 28% del totale per una popolazione del 29%. Quindi il tasso di mortalità in questo terzo gruppo è del 33% più elevato rispetto al migliore. Il Belgio si avvicina a queste cifre con risultati un po' peggiori ed una dimensione del Paese inferiore. Gli altri otto Paesi esaminati rappresentano il 77% della popolazione ed il 76% dei decessi. Un quarto gruppo, costituito dai rimanenti 19 Stati membri, presenta risultati piuttosto diversi tra loro ma con un peso relativamente minore sui risultati totali dell'Unione.
Evoluzione nel numero di decessi Le differenze tra una nazione e l’altra si spiegano con la demografia, il livello di sviluppo e la densità dell'habitat. Secondo i lavori di Sem Oppe, membro dell'Istituto di Ricerca sulla Sicurezza Stradale dei Paesi Bassi, si osservano i seguenti fenomeni riguardanti l'evoluzione del numero dei decessi:
Nel 2020 il calo del traffico automobilistico dovuto alle restrizioni sanitarie ha avuto un impatto sul numero dei decessi stradali, anche se esso rimane difficilmente misurabile. La Commissione Europea stima che lo scorso anno le vittime siano state 18.800 con un calo del 17% rispetto al 2019 e con 4.000 vittime in meno da un anno all'altro.
1. Nei Paesi molto poveri gli spostamenti sono ridotti e si fanno con i mezzi pubblici. Il traffico automobilistico è estremamente basso come pure il numero di morti (30) per milione di abitanti. 2. L'aumento dell'uso dell'automobile determina una forte crescita della circolazione e, conseguentemente, del numero di incidenti. Nei Paesi "meno poveri" il tasso di mortalità per milione di abitanti può superare le 200 unità.
Se ci riferiamo all'ultimo decennio (2010-2020) i decessi in Europa sono diminuiti del 36%. Con 42 morti per milione di abitanti le strade europee sono certamente le più sicure del mondo in cui la media supera i 180. Tra i Paesi in cui le statistiche sono diminuite nel 2020 troviamo la Francia con 39 morti per milione d'abitanti (-21% sul 2019), Malta, l'Italia, il Belgio, la Danimarca e la Spagna. Le strade più sicure sono quelle svedesi (18 decessi/milione di abitanti; diminuzione del 14% sul 2019) mentre le peggiori sono quelle della Romania (85). L'Italia si trova al 14° posto con 40 decessi (calo del 25%) subito dopo la Francia con 39, allo stesso livello della Finlandia dove però c'è stato un aumento del
4%. La Finlandia è una delle nazioni, assieme a Lussemburgo, Estonia e Lettonia, dove tali percentuali sono aumentate rispettivamente del 18, 15 e 7%. Rimane il fatto che la Svezia è un esempio virtuoso a cui tutti dovrebbero ispirarsi. Non solo l'educazione familiare e scolastica produce effetti benefici, ma lo stato delle strade e la sicurezza dei veicoli sono esemplari. Tanto più che le condizioni climatiche sono piuttosto penalizzanti viste le piogge, la neve, il gelo e le nebbie che caratterizzano il clima di quel Paese. Paese in cui le bevute del fine settimana, sono piuttosto "consistenti" nonostante i prezzi assolutamente proibitivi delle bevande alcoliche. Anche in questo caso la Svezia è un esempio. Tutti sanno infatti che nel gruppo che si reca in discoteca o altrove c'è sempre l’amico che, a turno, si "sacrifica", bevendo solo bibite analcoliche per condurre tutti a casa in condizioni di massima sicurezza. Altri Paesi, altra mentalità, altra educazione e meno imbecilli (quelli del "mignolino" floscio...), criminali potenziali, in circolazione!
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3. Nei Paesi "molto ricchi" il traffico è intensissimo. Qui però sono state adottate politiche di incremento dei trasporti pubblici e di miglioramento della sicurezza stradale. I comportamenti dei guidatori sono più prudenti ed il tasso cala sotto gli 80 decessi per milione di abitanti.
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Nel rapporto la Commissione ha ignorato il Regno Unito mentre ha preso in considerazione Stati che non fanno parte dell'Unione Europea come la Svizzera, la Norvegia e l'Islanda. Per numerosi Paesi gli indicatori attuali sono disponibili ma dei nuovi verranno attivati nel decennio in corso verso l'orizzonte 2030. OLTRE MAGAZINE
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Hofheide: il crematorio che nasce dall’ acqua di miranda nera
Holsbeek è un paesino fiammingo con poco più di 9000 anime, caratterizzato da un inverno rigido e un notevole paesaggio naturale. E’ lì che si trova l’Hofheide crematorium, fondato nell’arrondissement di Lovanio da 28 comuni.
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Il progetto segue la linea dell’approccio integrato tra architettura e natura e ha dato vita ad uno spazio che si fonde con il paesaggio circostante.
Nelle Fiandre la concezione dei luoghi per la morte e per il lutto è assolutamente diversa rispetto alla realtà italiana, pertanto nel 2006 a seguito di un concorso di progettazione bandito da IGS Hofheide, una società pubblico-privata di cui fanno
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parte questi 28 comuni del distretto di Lovanio a est di Bruxelles, è stato dato il via alla realizzazione del nuovo crematorio. Questo edificio, inaugurato nel 2013 e con una dimensione complessiva di circa 3800 mq, è nato per soddisfare il bisogno crescente della popolazione fiamminga di un luogo in cui poter svolgere il rito del commiato e al contempo la cremazione della salma. Le richieste di cremazione infatti sono notevolmente aumentate nell’ultimo
Foto di Fotostudio Leemans bvba, Heverlee/Belgium
Foto di Fotostudio Leemans bvba, Heverlee/Belgium
Il progetto è stato realizzato grazie alla collaborazione di due studi importanti; Coussée & Goris Architecten e dai catalani RCR Arquitectes. Si tratta di un edificio particolare e lo stesso progetto non era affatto semplice. La costruzione è stata pensata seguendo la linea dell’approccio integrato tra architettura e natura e ha dato vita ad uno spazio che si fonde completamente con il paesaggio circostante. Sembra infatti che l’edificio sia incastonato tra l’acqua della palude che lo circonda e il cielo che lo sovrasta. Grande attenzione è rivolta all’impatto ambientale: l’Hofheide è riscaldato tramite il recupero del calore dei gas dei forni crematori cercando di impattare il meno possibile sull’ambiente e le acque grigie vengono trattate e convogliate nella palude antistante. Ogni elemento di questo spazio architettonico com-
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decennio e risultano ad oggi in aumento costante.
plesso è stato pensato per mantenere una continuità con l’aspetto simbolico della morte. La struttura imponente è costituita da due piani, uno interrato e uno fuori terra e si presenta agli occhi del visitatore come un parallelepipedo basso sdraiato sull’acqua. L’acqua come potente simbolo di rigenerazione riflette la struttura del crematorio la cui immagine si proietta verso il basso in un gioco infinito di riflessi e colori. I materiali e le finiture del prospetto sono contemporanee e vogliono, da un punto di vista visivo, dare forte continuità con il paesaggio circostante. La facciata è un involucro in cemento colorato che ricorda la pietra locale e si innesta alla copertura in acciaio Corten ultra resistente costituita da tante lamelle che si confondono con il panorama degli alberi che fanno da sfondo sulla collina. Questo è un luogo in cui
celebrare la funzione funebre ed accompagnare nel passaggio il defunto in un processo rituale completo che va dalla veglia alla cremazione come elemento di congiunzione del cerchio della vita che si chiude. L’edificio si divide in tre aree principali: il piano interrato, sotto il livello della strada, il piano terra e l’area esterna. Il piano interrato ha due accessi che vengono utilizzati dagli operatori funebri e dai carri. Qui vi sono le aree dedicate agli addetti ai lavori. Gli ingressi per il personale e per gli utenti sono separati e questi non si incontrano mai. E’ nel piano interrato che si trovano i forni crematori, le celle frigorifere, le sale per la preparazione della salma e quelle del personale sanitario. Il piano terra è invece quello che ospita le funzioni pubbliche tra cui anche la sala per il commiato. Gli spazi sono pensati per ospitare
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molte persone contemporaneamente, considerando che vi è anche una sala grande per circa 250 utenti. Sempre a questo livello si trova anche il servizio di caffetteria. L’area esterna è dedicata all’ultimo step delle celebrazioni: ospita due cimiteri immersi nel parco e una zona adatta alla dispersione delle ceneri. Il crematorio Hofheide offre una gamma di servizi per ogni tipo di cerimonia. E’ possibile richiedere la diretta streaming di tutte le celebrazioni per consentire a chiunque di seguirle da casa. Le cerimonie disponibili sono di diverso tipo: il crematorio offre la possibilità di richiedere celebrazioni civili, liberali, cattoliche romane e di altre filosofie di vita.
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I parenti e gli amici dei defunti possono inoltre decidere come salutare
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i propri cari seguendo le loro ultime volontà: c’è la possibilità di lasciare una targhetta con il loro nome sull’albero della vita o sulle colonne della rimembranza; si possono spargere le ceneri sul prato di diffusione attrezzato; si possono lasciare le urne all’interno del colombario in nicchie che ospitano anche fiori o seppellirle nel campo delle urne. Infine c’è un campo stellato con il memoriale per i bambini fino ai 12 anni. Il modo di salutare i defunti in Belgio è molto diverso da quello che conosciamo: al termine delle celebrazioni i parenti e gli amici possono ritrovarsi all’interno della caffetteria che offre un servizio di catering con piatti freddi e caldi per dare la possibilità ai presenti di sostenersi l'uno con l'altro e farsi le condoglianze. L’aspetto interessante di questo progetto riguarda la modalità attraverso la quale il tema della morte viene vissuto e gestito da un punto di vista sociale. La morte non è un tabù e il lutto non è un fatto privato. Il crematorio diventa luogo di sosta e condivisione caratterizzato da ambienti ampi e fruibili da un gran numero di persone che partecipano al rito di chi è appartenuto alla loro comunità e va degnamente accompagnato nel passaggio. Tutto il percorso all’interno dell’edificio si sviluppa in modo consequenziale secondo le tappe proprie del rito che si susseguono dalla preparazione della salma, alla veglia, al rito del commiato fino alla cremazione. Ed è proprio nel crematorio che il corpo del defunto si trasforma in polvere per continuare però a vivere nel ricordo dei propri cari per l’eternità.
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CURIOSITà
Cofani, la nuova tendenza di design d i Ta n j a P i n z a u t i
Forse non tutti sono pronti a questo cambiamento e a questa vicinanza con prodotti da sempre legati al mondo dei morti, ma negli ultimi anni casse, urne e altri arredi funerari sono stati sdoganati e in molti casi cominciano a far parte dell’arredamento di case e appartamenti. Lo abbiamo visto in passato con
articoli in cui abbiamo parlato delle urne come complementi di arredo e dei cofani dei Coffin Club neozelandesi; lo approfondiremo adesso parlando del fenomeno delle “casse da arredamento” e degli oggetti a tema gotico.
La libreria che si trasforma in cofano L’idea di poter utilizzare quelli che saranno i “contenitori” che ci accompagneranno nel viaggio dopo la morte come oggetti di uso comu-
ne si è fatta spazio tra le aziende e gli operatori del settore da qualche tempo. Da lì l’idea di poter offrire ai clienti oggetti dal design moderno o classico, ma non strettamente legato al lato funerario e al significato intrinseco del prodotto. Ecco che le urne che un giorno ospiteranno le nostre ceneri diventano quindi oggetti di arredo da tenere in salotto e con cui prendere confidenza mentre siamo ancora in salute. Oppure le casse costruite e decorate a mano con il tema della propria passione OLTRE MAGAZINE
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Cofani, urne e oggetti che da sempre fanno parte del mondo legato al funerario si stanno trasformando, diventando parte integrante della vita di tutti giorni.
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Da quelli che diventano librerie, ai mobili gotici e allo stile funebre: ecco come si esorcizza la morte arredando casa.
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CURIOSITà
assemblata come un cofano. Warren spiega che Shelves for Life, essendo realizzata in legno naturale, cambierà e invecchierà con il proprietario e che quando verrà riassemblata, racconterà la storia del suo ospite. Su una delle mensole di fondo è inoltre inclusa una targa in ottone su cui potranno essere incisi nome e date del proprietario. Anche il progetto di Warren, che è stato presentato nel 2005 al London Design Festival e ha riscosso molto successo tra il popolo inglese, è pensato per l’abbattimento dei costi e in ottica ecosostenibile, seguendo il filone della morte rivista come opportunità per rigenerare la vita: urne che si trasformano in piante, sepolture che trasformano i morti in alberi e altre opzioni green.
Cofani e urne fashion
più grande da sfoggiare e mostrare agli amici.
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La tendenza di arredare casa con oggetti che poi verranno utilizzati per l’ultimo viaggio del proprietario ha influenzato anche designers e architetti. È il caso di William Warren, designer inglese che si occupa di arredamento di interni in legno e che ha creato Shelves for Life, una libreria dal design moderno che al momento opportuno potrà essere smontata e ri-
Le casse uovo e quelle portatili Chi ricorda il film degli anni ‘80 Cocoon? Nel lungometraggio diretto da Ron Howard i protagonisti, anziani in una casa di riposo, ringiovanivano grazie ad alcuni bozzoli a forma di uova arrivati dallo spazio e atterrati in una piscina. Il concetto della casse uovo è simile ma inverso: creare la vita dai resti organici
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Cofani e urne colorate, fashion e à la mode! E’ il concetto di PotaLove, collezione dedicata al funerario creata da Rosalba Piccinni, titolare del bistrot Potafiori a Milano. Parallelepipedi e cubi dal design minimal e pulito, senza orpelli o decorazioni, ma con colori accesi e fashion. Il concetto di Potalove è di creare dei bei prodotti moderni e colorati da poter utilizzare come arredamento e che potranno poi essere utilizzati per il loro scopo primario nel momento in cui il proprietario dovesse averne bisogno.
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inseriti in contenitori biodegradabili. Capsula Mundi sono urne e casse a forma di uovo pensate per essere interrate e dissolversi nel terreno, creando nuova vita perché sopra ogni uovo verrà piantato un albero. L’idea di due designers nasce dalla necessità di abbattere costi e impatto ambientale legati ai tradizionali metodi di sepoltura. In Italia al momento non è possibile utilizzare il formato grande ideato per accogliere il corpo in posizione fetale perché non è previsto dalla legge questo metodo di sepoltura ma sono utilizzabili quelle piccole per i resti delle cremazioni perché rientrano nella dispersione delle ceneri. La cassa che si trasporta come una valigetta invece è un brevetto di Osvaldo Fasano, inventore torinese che nella vita ha prodotto più di 150 idee e prototipi. Portatile e pratica come una valigia da lavoro, è stata pensata soprattutto per essere impiegata in situazioni di emergenza o necessità, come gli impieghi militari.
mondo dark in opposizione a quella che era la classica famiglia americana di quel periodo. Sdoganando l’amore per l’aspetto più cupo e lugubre della vita condito da momenti di ilarità e comicità noir e leggera, il telefilm ha ispirato generazioni di giovani e giovanissimi che grazie a questo tipo di tv nuova e fuori dagli schemi, insieme al cambiamento musicale in atto negli anni ’60, si sono avvicinati a un modo di vedere la vita, l’arte e di esprimere le proprie emozioni completamente diverso da quello a cui erano abituati i loro genitori. Da allora il mondo dark e gotico ha subito uno sviluppo importante sia nel mondo dell’arte che in quello della musica e dell’arredamento. I cofani, le lapidi e altri oggetti strettamente legati al mondo funebre sono ormai da molti anni parte dell’arredamento considerato gotico. Mentre la maggior parte della gente si affida a bare in miniatura, fantasmi e
zucche per addobbare la casa in stile Halloween quando si avvicina la notte dedicata agli spiriti, sono molti gli amanti del dark che arredano la loro casa con oggetti a tema noir. Il business dell’arredamento gotico è attivo da molti anni e propone numerosi mobili e complementi a tema. Esistono cucine intere realizzate con parti in legno ricavate da coperchi e lati di cofani classici, nel più tipico stile transilvano; ci sono poi divani imbottiti realizzati all’interno di cofani aperti, con l’aggiunta di piedi in legno per sollevarli da terra. Infine sia nelle case che nei pubs a tema gotico si possono trovare eleganti tavolini da caffè a forma di piccole bare. Questi mobili vengono in genere decorati con colori scuri come nero, viola o bordeaux e alla ricchezza del velluto e del raso per la parte dell’imbottitura viene abbinato il nero del legno laccato per le parti esterne. Che siano complementi per una
Il filone degli amanti del noir e del gotico utilizza da sempre oggetti e accessori a tema funebre per l’arredamento. Negli anni ’60 serie televisive come la famosissima Famiglia Addams con Carolyn Jones nei panni della bellissima e dark Morticia e John Astin in quelli del marito dandy Gomez, hanno aperto le porte alla passione per il
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Arredamento a tema funebre
casa gotica o articoli pensati per abbattere costi e impatto sull’ambiente, le casse e le urne da arredamento stanno diventando il nuovo trend di design da utilizzare in casa, non solo come contenitori impersonali per il riposo eterno dei resti e dei corpi dei defunti.
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Saint Paul de Vence, ultima dimora di Marc Chagall di NICOLE BISI
Questa è la storia di un piccolo paesino romantico situato nel sud della Francia e di uno dei pittori più famosi e audaci: Marc Chagall.
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A metà tra arte moderna e medioevo il paese è stato fonte di ispirazione per il pittore russo, che è sepolto nel suo grazioso cimitero.
D’altronde chiunque, passeggiando per le stradine strette e tortuose di Saint Paul de Vence, rimarrebbe ammaliato da questo borgo medievale arroccato sulle colline e lo stesso accadde proprio all’artista bielorusso che qui visse in pianta stabile per quasi un ventennio, fino al giorno della sua morte il 28 marzo 1985 e che qui è sepolto nel piccolo e gra-
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zioso cimitero cittadino. Ma andiamo per ordine. Saint Paul de Vence è un borgo incantevole situato nel dipartimento delle Alpi Marittime, non lontano da Nizza, nella regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra. Un comune di poco più di 3.000 abitanti diventato famoso grazie ai numerosi artisti che nel corso del ‘900 lo scelsero per realizzare le loro opere e ne fecero un importante centro culturale e artistico. Tra questi Paul Signac, Raoul Dufy, Chaïm Soutine, Henri
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Ma qual è la storia di colui che è considerato uno dei più grandi pittori del secolo scorso? Mark Šagal, questo il suo nome all’anagrafe, nasce il 7 luglio 1887 a Lëzna, in Bielorussia, da una famiglia ebraica. Scopre ben presto il suo innato talento per la pittura ed intraprende gli studi artistici, con grande riluttanza della famiglia, prima nella sua città natale e successivamente a San Pietroburgo. In quel periodo però la vita era tutt’altro che facile per gli ebrei in Russia e così, una volta divenuto noto come pittore, decide di trasferirsi a Parigi per avvicinarsi alla comunità artistica di Montpar-
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Matisse, Pablo Picasso e, ovviamente, Chagall.
nasse. La capitale francese era allora un continuo fermento culturale e proprio qui Chagall trova l’ispirazione e dipinge i suoi primi capolavori. Tornato in Russia, saranno prima la Prima guerra mondiale e successivamente la Rivoluzione russa, a cui prende parte attivamente, a tenerlo bloccato in patria per diversi anni. Intanto, nel 1915 si unisce in matrimonio con Bella Rosenfeld, suo grande amore e musa ispiratrice, che ritroviamo in numerosi dipinti, e da cui nasce la piccola Ida. Il 1923 segna l’inizio di un nuovo cambiamento quando, in netto conflitto con le politiche del governo russo, Chagall riesce a lasciare il paese per trasferirsi a Parigi. Acqui-
sisce la cittadinanza francese, ma il periodo di stabilità è breve poiché è nuovamente costretto a fuggire, questa volta verso gli Stati Uniti, a causa della terribile deportazione degli Ebrei e dell'Olocausto. Oltreoceano, Chagall inizia a frequentare la comunità artistica fuggita dall'Europa ed espone in numerose mostre, ma deve anche fare i conti con la depressione che lo colpisce a seguito della morte dell’amatissima Bella e da cui si riprende solo grazie al supporto costante della figlia. Finita la guerra, Chagall fa ritorno in Francia e l’Europa intera gli rende omaggio con mostre personali e riconoscimenti prestigiosi. Dopo
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Il pittore riposa insieme alla moglie Vavà nel piccolo cimitero della cittadina francese. Un luogo senza dubbio affascinante, in cui sembra quasi che il tempo si sia fermato forse anche e soprattutto grazie alla sua collocazione, sulla cima di un’altura e lontano dal vocio dei tanti turisti che si affollano nelle boutique del centro. Immerso nel verde e protetto da piccole mura perimetrali in pietra, dal cimitero si gode di una vista a dir poco mozzafiato su tutta la valle circostante. Un meraviglioso punto panoramico che spazia dalla catena dei monti Baous fino al mare e da cui, nelle giornate limpide, si possono vedere persino le alpi innevate. Questo borgo è meta ogni giorno di esperti d’arte, intellettuali e numerosi turisti attirati oltre che dalle vedute mozzafiato, dalle tante boutique, gallerie d’arte e botteghe artigiane che spuntano ad ogni angolo. Si ha la sensazione di visitare un vero e proprio museo a cielo aperto grazie al susseguirsi delle originali instal-
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l'austerità di quel periodo di devastazione, l’artista riscopre finalmente l’armonia dei colori e nelle sue opere rende omaggio all'amore e alla gioia di vivere. Stabilitosi definitivamente a Saint Paul de Vence, Chagall conosce Valentina Brodsky, detta "Vavà", che sarà la sua nuova musa ispiratrice, affiancando il ricordo della prima moglie Bella nelle tele dell'artista. Le richieste di nuovi lavori tra dipinti, vetrate e mosaici si uniscono ai sempre più numerosi ed importanti riconoscimenti, tra cui la nomina a Cavaliere di Gran Croce della Legion d'onore francese. Dopo una vita lunga e caratterizzata da mutevoli sfumature, tra grandi sofferenze e importanti soddisfazioni sia artistiche che personali, Chagall muore nel 1985 a Saint Paul de Vence.
lazioni artistiche che colorano e danno vita ai vicoli di questo paesino dal fascino provenzale. Ecco la vera essenza di Saint Paul de Vence, un luogo che riunisce in un matrimonio perfetto la dinamicità dell’arte moderna con l’architettura romantica dell’epoca medievale. Un villaggio che sembra esso stesso parte di un dipinto. Lontano dallo sfavillio modaiolo della costa, è il luogo ideale per tutti gli appassionati di fotografia che tra le sue mura non avranno certamente difficoltà ad immortalare scorci a dir poco perfetti. Ad ogni angolo, infatti, si rimane sorpresi e affascinati dalla cura quasi maniacale di ogni spazio e dai balconi che fanno a gara a chi sfoggia i fiori più belli. Passeggiando per il borgo si capisce fin da subito perché Chagall l’abbia scelto come sua dimora e qui l’artista ha lasciato il suo inconfondibile tocco. Alcune sue opere occupano infatti un posto di rilievo nella collezione permanente della Fondazione Maeght tra cui il quadro autobiografico “La Vita”. “Ringrazio il destino per avermi condotto sulle rive del Mediterraneo”. Così parlava il pittore bielorusso descrivendo quella regione che per lui divenne “casa” dopo essere rientrato in Francia dagli Stati Uniti nel 1948. La Costa Azzurra in quel periodo era un vero e proprio “circolo artistico” in cui Chagall ritrovò la felicità e l’ispirazione e noi ringraziamo Chagall, per l’immenso patrimonio artistico che ha donato al mondo.
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Cambiare l’acqua ai fiori di RAFFAELLA SEGANTIN
La storia di Violette, guardiana di un cimitero. Un personaggio avvincente che ci accompagna in un percorso di dolore e rinascita, facendoci riscoprire il fascino della semplicità.
Al centro del racconto c’è Violette che di professione fa la guardiana del cimitero di un paese della Borgogna e attorno a cui ruotano tanti altri personaggi con i loro vissuti e la loro umanità.
La storia
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Tra le varie letture che hanno accompagnato le mie giornate nel periodo delle vacanze estive, quella che più mi ha colpito è stata sicuramente Cambiare l’acqua ai fiori, il best seller dell’autrice francese Valérie Perrin.
La vita della protagonista sembra sbagliata fin dal suo inizio: abbandonata dalla nascita e dopo falliti tentativi di adozione, cresce in un orfanotrofio in completa solitudine. Poco più che adolescente si
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innamora irrimediabilmente del bellissimo Philippe Toussaint (che successivamente sposa), un uomo vanesio, irrisolto e profondamente egoista. L’arrivo di una figlia riesce a garantire a questo rapporto malato una sua precaria stabilità, ma quando la bambina muore a causa di una tragica fatalità, questo equilibrio è destinato a spezzarsi e Philippe un bel giorno sparisce senza più dare notizie di sé. Violette trova la sua ragione di vita nella cura del cimitero, nell’accudire i gatti che lo hanno scelto come loro dimora, nell’occuparsi dell’orto e, soprattutto, nel rapporto con i parenti dei defunti, che sa ascoltare e confortare con tatto e delicatezza accogliendoli nella sua casa e condividendo con loro un caffè o un
bicchierino di Porto. La routine quotidiana viene improvvisamente interrotta il giorno in cui si presenta un poliziotto di Marsiglia che desidera dar seguito alle volontà della madre, da poco scomparsa, di seppellire l’urna con le sue ceneri nel camposanto di quel paese (di cui l’uomo ignorava l’esistenza) nella tomba di un signore, altrettanto sconosciuto, già passato a miglior vita. Il ritmo del romanzo, fino a quel momento piuttosto pacato e descrittivo, si fa ora particolarmente intrigante assumendo alcune sfumature tipiche del giallo: tentando di scoprire i legami che sono alla base della richiesta di questa donna ci si inoltra anche nella ricerca dello scomparso marito di Violette fino a chiarire gli aspetti rimasti sempre
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oscuri dell’incidente in cui ha perso la vita la figlia.
Violette Violette è l’antieroina per eccellenza: una persona dolce, solare, empatica ma allo stesso tempo discreta e riservata. Ha due armadi che chiama rispettivamente “l’armadio inverno” e “l’armadio estate”; nel primo trovano posto abiti scuri ed austeri, quelli che indossa per il pubblico, nell’altro ci sono i vestiti colorati, quelli che mette sotto ai cappotti neri o in casa quando è sola.
Violette assiste sempre alle cerimonie di sepoltura e tiene un registro dove annota i dettagli di ogni funerale riportando puntualmente anche discorsi ed epitaffi. Conosce le storie di tutti, dei vivi come dei morti, per cui ha sempre un pensiero affettuoso e gesti amorevoli come quello di cambiare l’acqua ai fiori affinché anche il ricordo non avvizzisca. I defunti sono suoi fedeli compagni di viaggio e assieme ai gatti, ai fratelli Lucchini delle pompe funebri, ai tre necrofori e a padre Cedric costituiscono il suo sicuro e colorato microcosmo. Con tutti loro (vivi e morti) parla e si confronta, apre un po’ del suo cuore ma soprattutto lo offre agli altri. In lei prevale sempre
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Dopo tutte le sofferenze che la vita le ha riservato, Violette trova finalmente la pace in quel cimitero di campagna. Grazie al saggio Sasha (il precedente guardiano di cui prende il posto) che con i suoi insegnamenti le trasmette la passione e il valore per quel lavoro, per lei il cimitero diventa un luogo ricco di poesia e di amore. E così occupandosi delle tombe, dell’orto, degli animali e rendendo la propria casa un punto di accoglienza per i parenti dei defunti, Violette un po’ alla volta cura anche le sue ferite riuscendo finalmente venire a patti con il proprio passato.
un senso di stupore e di ottimismo, uno sguardo sereno verso il futuro “Mi tengo dritta, è una mia peculiarità. Non mi sono mai piegata, neanche nei periodi di maggior dolore”.
Come descrive il lavoro dell’operatore funebre Data la professione della protagonista, va da sé che in questo libro si parli molto della morte e di coloro che se ne occupano. Sono diverse le scene (alcune spassose!) che coinvolgono gli addetti cimiteriali Nono, Gaston ed Elvis, le considerazioni scambiate con i titolari dell’impresa funebre o le conversazioni con il sacerdote del paese. “Nel nostro mestiere si vede di tutto” dice Paul Lucchini. “L’infelicità, la felicità, gente che crede, il tempo che passa, cose insostenibili, cose insopportabili, l’ingiustizia … la vita è così. In fondo noi necrofori siamo dentro la vita forse ancora più di chi fa un altro mestiere, perché a noi si rivolgono quelli che rimangono, quelli che restano in vita… Papà, pace all’anima sua, diceva sempre: ‘Figli miei, noi siamo gli ostetrici della morte, la facciamo partorire. Quindi godetevi la vita e guadagnatevela’”. Un capitolo descrive nel dettaglio tutte le fasi della preparazione del funerale e le dinamiche del rapporto con le famiglie per passare poi a riflessioni generali, assolutamente attuali, come la consapevolezza di come stia mutando anche questo mondo “Sono cambiati i riti funebri, prima le persone andavano regolarmente a portare i fiori sulle tombe nel giorno dei morti, ma ormai non vivono più dove vivono genitori e nonni
Valérie Perrin … Ormai la gestione della memoria è diversa, i morti si bruciano. Cambiano le abitudini e i costi, la gente si organizza da sé le esequie...”
Caratteristiche del romanzo Cambiare l’acqua ai fiori è un romanzo difficile da classificare. È sicuramente una storia di rinascita, una complessa elaborazione del lutto che diviene possibile solo nell’ambito stesso della morte con cui la protagonista si confronta costantemente. “Mi piace ridere della morte, prenderla in giro” dice Violette “È il mio modo di esorcizzarla, così si dà meno arie. Burlandomi di lei permetto alla vita di prendere il sopravvento, di avere il potere”. La struttura narrativa del libro si compone di diversi piani temporali con continui rimandi al passato
sia. È anche un romanzo d’amore nel senso più assoluto del termine, quello che lega le persone tra loro in un sodalizio profondo e totale che va oltre alle vicissitudini e agli accadimenti della vita. È altresì un inno alla semplicità, alla bellezza e alla potenza dei gesti quotidiani, piccoli riti che rassicurano, danno gioia, leniscono la fatica di vivere e che fanno sì che l’amore si rinnovi e si alimenti giorno dopo giorno, così come cambiare l’acqua ai vasi mantiene i fiori freschi.
È un libro delicato e commovente che affronta temi così complessi con un magistrale tocco di leggerezza, che ha saputo ammantare la morte di poe-
L’autrice. Valérie Perrin, classe 1967, è approdata sulla scena culturale dopo l’incontro nel 2006 con l’attuale marito Claude Lelouch, noto regista e produttore cinematografico francese. Prima di affermarsi come scrittrice ha collaborato in numerosi film diretti dal marito, come fotografa di scena e come sceneggiatrice. Il suo primo lavoro letterario è Il quaderno dell’amore perduto uscito nel 2015. Dopo il successo internazionale di Cambiare l’acqua ai fiori del 2018, da pochi mesi è stato pubblicato il suo terzo romanzo dal titolo Tre.
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attraverso la lettura di diari o di lettere. Accanto a Violette si intrecciano le storie, spesso narrate in prima persona, di molti altri personaggi inesorabilmente legati alla protagonista. È un racconto dalle mille sfumature che vanno dal rosa al noir, che al tempo stesso fa sorridere e provare compassione, che racconta di abbandoni, tradimenti e sofferenze, ma anche della voglia di andare avanti un passo alla volta apprezzando i piaceri delle piccole cose, come afferma la stessa protagonista: “Come ogni sera ho voglia di stare sola, non parlare con nessuno, leggere, ascoltare la radio, fare un bagno, chiudere le finestre, avvolgermi in un kimono di seta rosa. Stare bene e basta”.
Pubblicato nel 2018 e uscito in Italia l’anno seguente, Cambiare l’acqua ai fiori ha conquistato fin da subito i vertici delle classiche dei libri più venduti, grazie soprattutto al passaparola, diventando un vero e proprio caso editoriale. Nello stesso anno è risultato vincitore del Prix Maison de la Presse con la seguente motivazione: "un romanzo sensibile, un libro che vi porta dalle lacrime alle risate con personaggi divertenti e commoventi". Forse non è un caso che sia stato uno dei romanzi più letti durante il periodo del lockdown, proprio quando era impossibile andare al cimitero a portare simbolicamente un fiore sulla tomba dei nostri cari. Il successo di questo romanzo per la sua originalità e per la sua trama dalle mille sfaccettature, ha stimolato una nota società di produzione ad opzionarne i diritti cinematografici e televisivi tanto che potrebbe diventare presto una serie TV.
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Il sublime abbandono di Ofelia di Raffaella Segantin
L’opera è ispirata ad un frammento, ricco di pathos, tratto dall’Amleto di William Shakespeare in cui, per mezzo di un dialogo tra Laerte e Gertrude, rispettivamente fratello e madre della giovane Ofelia, lo spettatore viene a conoscenza della sua morte. “C'è un salice che cresce storto sul ruscello e specchia le sue foglie ca-
nute nella vitrea corrente; laggiù lei (Ofelia) intrecciava ghirlande fantastiche di ranuncoli, di ortiche, di margherite, e lunghi fiori color porpora cui i pastori sboccati danno un nome più indecente, ma che le nostre illibate fanciulle chiamano dita di morto. Lì, sui rami pendenti mentre s’arrampicava per appendere le sue coroncine, un ramoscello maligno si spezzò, e giù caddero i suoi verdi trofei e lei stessa nel piangente ruscello. Le sue vesti si gonfiarono, e come una sirena per un poco la sorressero, mentre cantava brani di canzoni antiche, come una ignara del suo stesso rischio, o come una creatura nata e OLTRE MAGAZINE
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Uno dei più bei dipinti del XIX secolo che rappresentano il tema della morte, è Ophelia, un olio su tela di Sir John Everett Millais, realizzato nel biennio 1851-1852, appartenente alla collezione della Tate Gallery di Londra.
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L’interpretazione pittorica della morte di Ofelia tratta dall’Amleto di William Shakespeare ad opera di Sir John Everett Millais.
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formata per quell'elemento. Ma non poté durare a lungo, finché le sue vesti, pesanti dal loro imbeversi, trassero la povera infelice dalle sue melodie alla morte fangosa”. (Amleto, Atto IV, scena VII) La triste storia della protagonista femminile dell’Amleto è presto detta. Ofelia ama Amleto che ricambia il sentimento ma per proteggerla da pericolose trame di palazzo, nega il suo amore e si finge pazzo. A peggiorare la situazione, il giovane principe di Danimarca uccide per errore Polonio, il padre di Ofelia. La fanciulla già provata per la grande delusione amorosa perde completamente la ragione; cantando e distribuendo fiori a chi incontra sulla sua strada si suicida scivolando lentamente nelle acque di un lago.
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Un destino tragico dai risvolti intensamente romantici, descritto in modo così dettagliato e coinvolgente trova la sua perfetta rappresentazione visiva nel quadro di Millais, esponente della Confraternita dei Preraffaelliti, corrente artistica nata in Inghilterra nel 1848.
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In questo dipinto vediamo il corpo di Ofelia galleggiare sullo specchio d’acqua, circondato da una lussureggiante vegetazione palustre. Forse è ancora viva, ma ha lo sguardo totalmente perso nel vuoto. Le labbra sono socchiuse come per un ultimo canto e tra le braccia aperte stringe ancora dei fiori che vanno disperdendosi nell’acqua. Allo stesso modo la sfortunata giovane donna sembra volersi abbandonare completamente agli elementi. Una morte sublimata in cui Ofelia appare più bella che mai, al limite OLTRE MAGAZINE
Elisabeth Siddal, che posò come modella per il dipinto della sensualità. Si potrebbe pensare che si tratti di una morte non del tutto compiuta, un qualche cosa di sospeso. C’è un senso di drammatica sacralità dove tutto è immobile, tranne l’acqua, unico elemento che fornisce movimento alla composizione. Un eterno riposo, un poetico abbandono sul confine imperscrutabile che intercorre tra la vita e la morte. Le specie floreali e la fauna presenti nel dipinto sono state inserite per la loro valenza simbolica che accentua la forza della scena. I colori brillano in maniera vivace e lucida, facendo emergere nitidamente i dettagli e rendendo il tutto estremamente armonioso. Nel pieno rispetto dei canoni della corrente preraffaelita che, abolendo i modelli dell’epoca, stabilivano, fra le altre cose, di ricreare gli ambienti che fanno da cornice alle loro opere nel modo più reale possibile, Millais ha
dipinto lo sfondo utilizzato la tecnica en plein air. La realizzazione del quadro si svolse in due tempi diversi. Una prima fase la dedicò alla scena naturalistica, lavorando per cinque mesi sulle sponde del fiume Hogsmill, inserendovi piante e fiori che crescono nei vari periodi dell’anno. Una volta completato il fondale si occupò di inserire la figura shakespeariana. Come modella scelse Elisabeth Siddal (futura moglie del pittore ed amico Dante Gabriel Rossetti). Per far sì che l’opera fosse realistica al massimo, faceva immergere Elisabeth in una vasca da bagno cercando di mantenere l’acqua calda con l’ausilio di candele. Non riuscì però ad evitare alla ragazza una brutta bronchite tanto che la dovette risarcire con cinquanta sterline per pagare le spese mediche. L’opera, come si può intuire dai due angoli superiori smussati, era stata concepita per decorare la parte più alta di un baldacchino, ma non assolse mai a questa funzione. Esposta pubblicamente per la prima volta nel 1852 alla Royal Academy of Arts londinese, riscosse inizialmente un’accoglienza alquanto tiepida e fu bersaglio di molte critiche per la scelta di collocare il personaggio in un luogo giudicato poco consono. Solo nel XX secolo Ophelia venne rivalutata e difesa da recensori e artisti, primo fra tutti Salvador Dalì. Una curiosità: Antonello Venditti e Francesco De Gregori hanno scelto questa dipinto per la copertina del loro album Theorius Campus, pubblicato nel 1972.
NELL’ATTESA DELLA RISURREZIONE.
Cimiteri. Spazi e parole della memoria cristiana nei cimiteri. LUNEDÌ 14 FEBBRAIO 2022 ore 10.00 | Sala Convegni
Quanto il tema della Risurrezione è ancora presente negli spazi e nelle parole che caratterizzano i luoghi dei defunti? È questo l’interrogativo che accompagna le riflessioni proposte. Cercare di cogliere le tendenze religiose o pseudo-religiose in atto nel contemporaneo apre il discorso ad una riflessione sui segni e i messaggi che le immagini, le parole e i luoghi cimiteriali veicolano. Dall’analisi dello stato di fatto e dal confronto con esperienze di comunità cristiane che vivono in contesti a predominanza religiosa diversa, può prendere le mosse una riflessione di pastorale cristiana sull’opportunità e la possibilità per la Chiesa di iniziare a ‘differenziare’ la propria ‘offerta’ di spazi e di immagini cimiteriali per evidenziare la propria specificità rispetto agli altri ‘credo’ e orientare all’annuncio della risurrezione di Cristo le proprie proposte. modera CLAUDIA MANENTI, responsabile Centro Studi per l’architettura sacra, Fondazione Card. Giacomo Lercaro CARLA LANDUZZI, sociologo del territorio e delle migrazioni, pubblicista, già docente universitario, vicedirettore del Centro di studi sociali IPSSER, pubblicista ‘Tendenze religiose’ o pseudo-religiose in atto – tra virtuale e ritorno alla natura DAVIDE SISTO, tanatologo e ricercatore in Filosofia all’Università di Torino Epigrafi e parole nell’epoca dei cimiteri digitali ERMIS SEGATTI, già docente di storia delle religioni alla Facoltà Teologica di Torino Fine vita e sepoltura in contesti non cristiani CLAUDIA MANENTI, responsabile Centro Studi per l’architettura sacra, Fondazione Card. Giacomo Lercaro Cimiteri e nuovi spazi di “sepoltura” don PAOLO TOMATIS, presidente Associazione Professori di Liturgia, direttore dell’Ufficio Liturgico Diocesi di Torino, membro della Consulta dell’Ufficio Liturgico Nazionale CEI, docente di liturgia Dal discernimento alla proposta: orientamenti pastorali
BOLOGNAITALY 13/15FEBBRAIO2022 DOVE Bologna Fiere, Ingresso Costituzione Piazza della Costituzione 6, Bologna Padiglioni 21-22 INGRESSO Per operatori del settore, sacerdoti e collaboratori. Registrazione su www.devotio.it ISCRIZIONE AI CONVEGNI GRATUITA Registrazione obbligatoria su www.devotio.it o presso la Sala Convegni ESONERO MIUR Esonero MIUR dalle attività scolastiche per frequentare i convegni. INFO t. +39 0542 011751 info@devotio.it - www.devotio.it
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Camera ardente con espandibile trittico “Cristo bizantino e Angeli”, candelieri, croce e cofano Affresco Full “Rose”
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Fondale espandibile trittico “Ascensione” + “Angeli” cofano Affresco “Ascensione” e tappeto “Ascensione con Angeli”
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Fondali Espandibili Prima Bottega rende più bella la tua Impresa Speciali fogli di intonaco che possono essere arrotolati e srotolati innumerevoli volte e che, grazie a questa peculiarità, danno vita a soluzioni di arredo uniche e totalmente personalizzate; realizziamo infatti volentieri anche le tue idee. Espandibile 130 “Giotto Ascensione”, foglia oro giallo 42
Espandibile 205 “Cristo Redentore”, foglia oro giallo
Espandibile 205 “Madonna del Giglio”, foglia oro rosso
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Vuoi valorizzare la tua Onoranza Funebre? Comincia dall’ARREDO I Fondali Espandibili Affresco sono sistemi flessibili, versatili e modulari che si adattano alla tua personalità, alle dimensioni degli spazi e alle tue necessità.
Strutture maneggevoli e leggere
che una volta aperte, si distendono perfettamente come una vera superficie murale. La foglia oro viene rigorosamente applicata a mano, come da tradizione artigianale italiana. 44
Espandibile 205 “Gigli”, foglia oro giallo bocciardato
Espandibile 205 “Incoronata”, foglia oro rosso
Espandibile 205 “Immacolata e Angeli”, foglia oro giallo
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Con l’acquisto anche di UN SOLO PRODOTTO farete subito parte di onoranzeeccellenti.it le Onoranze Eccellenti Italiane che, tramite Prima Bottega, sostengono la RICERCA SCIENTIFICA
SOSTENIAMO INSIEME LA RICERCA SCIENTIFICA E LA SALUTE CON ONORANZEECCELLENTI.IT
Su onoranzeeccellenti.it le Famiglie trovano l’impresa funebre più vicina che si distingue per il sostegno dedicato alla ricerca per la salute delle future generazioni. Per accogliere i desideri delle Famiglie che prediligono le opere di bene, le Onoranze Eccellenti hanno pensato ad un nuovo modo di contribuire al progresso scientifico. Tramite i prodotti Made in Italy di Prima Bottega le Onoranze Eccellenti sostengono gli istituti in prima linea nella ricerca medica con l’iniziativa:
il portale dedicato alle Famiglie per la scelta delle più vicine Onoranze selezionate con la quale una parte dei proventi della vendita dei prodotti viene devoluta da Prima Bottega, su indicazione delle Onoranze, a favore di un Ente di ricerca.
UFFICIO VENDITE
Francesca Colantoni 340 35 64 393 • 327 16 54 742
Simona Rondelli 393 84 04 854
Francesca Faedi 338 34 92 369
Ufficio vendite 0862 76 15 79
www.primabottega.it IDEE PER L’ONORANZA CHE VUOLE VINCERE LA CONCORRENZA
CREA LA TUA SOLUZIONE
REGISTRAZIONE Andate sul sito: vezzanisolutions.it
La prima volta che arriverete nella pagina principale, cliccate sul bottone REGISTRATI in alto a destra per creare il vostro profilo.
Inserite i dati per la registrazione: e-mail, password, nome azienda e partita IVA. La partita iva ci serve per permettere l’accesso soltanto agli addetti al settore. Una volta completata la registrazione, vi arriverà la mail di conferma di attivazione dell’account e potrete fare l’accesso.
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RACCOLTA COMPOSIZIONI E NUOVA COMPOSIZIONE Tramite il bottone COMPOSIZIONI potrete accedere alla vostra raccolta di composizioni create e creare una nuova composizione.
In questo spazio potrete gestire le vostre composizioni nel modo che preferite, archiviandole, copiandole o creando cartelle.
Tramite il bottone NUOVA COMPOSIZIONE si crea una nuova composizione. Per iniziare la configurazione sarà necessario inserire il nome della composizione, la cartella della vostra raccolta composizioni in cui salvarla, i dati del marmo: altezza, larghezza e tipologia di marmo. La compilazione dei campi del Cliente è facoltativa: si può associare un cliente a una composizione anche in seguito. Una volta inseriti i dati necessari, cliccate sul bottone AVANTI. 3
CONFIGURAZIONE Per iniziare a comporre, sulla parte sinistra avrete le sezioni dove interagire per inserire gli articoli. Nella sezione prodotti bisogna scegliere il filtro Tipologia e il filtro materiale: compariranno poi gli altri filtri.
Andando con il cursore del mouse sopra un articolo, vi compaiono le informazioni. Per selezionare l’articolo desiderato, cliccate sull’articolo, che comparirà nel marmo a destra con le proporzioni reali.
Una volta inserito, l’articolo potrà essere spostato in tutta l’area, cancellato o ruotato (per i prodotti che supportano la rotazione). Per aiutarvi nel posizionamento, cliccando e tenendo premuto sui righelli laterali, potrete creare delle linee guide da trascinare nella composizione.
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SCRITTE
La sezione scritte si suddivide in Corsivi, Caratteri e Pergamene. Potrete digitare il testo che volete e avrete l’effetto realistico con le dimensioni effettive. Dopo aver selezionato la sottocategoria, selezionate il materiale e il tipo di carattere e compariranno i campi dove digitare il testo e selezionarne la dimensione. Fatto ciò, cliccare il tasto INSERISCI.
Una volta che la scritta viene generata e compare sul marmo, è possibile spostarla o cancellarla come un qualsiasi articolo. *Per i corsivi sono selezionabili anche le varianti di dimensione lettera. Mentre invece i testi delle pergamene vanno inseriti prima di selezionare la pergamena desiderata. *Per i corsivi appare la misura reale della scritta desiderata.
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MODIFICA E SALVATAGGIO
Nella sezione MODIFICA è possibile modificare dimensioni e tipo di marmo senza bisogno di creare una nuova composizione. Inoltre nel riassunto, oltre ad avere una panoramica di ciò che è stato inserito nella composizione, è possibile cancellare gli articoli o, cliccando sull’articolo, è possibile selezionare la variante di colore dell’articolo (se presente).
Con il pulsante SALVA COMPOSIZIONE si salva la composizione appena creata, che verrà memorizzata nella raccolta composizione del vostro account.
Con il pulsante VAI ALLA SCHEDA si va alla scheda della composizione, da cui sarà possibile, tra le altre cose, stampare il preventivo finale.
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SCHEDA COMPOSIZIONE
La scheda composizione contiene i dati relativi alla composizione. Nella prima parte si possono modificare nome, stato, cartella di salvataggio e cliente associato. Per salvare i cambiamenti, è necessario cliccare il bottone SALVA.
Nella seconda parte troviamo la distinta degli articoli inseriti e la possibilità di aggiungere delle voci personalizzate, con descrizione e prezzo.
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PREVENTIVO Con il bottone PREVENTIVO nella scheda composizione, è possibile generare il foglio di preventivo.
È possibile nascondere immagine, distinta articoli (dettagli) e/o prezzi cliccando sui bottoni corrispondenti. Dopodiché, cliccando su “Scarica PDF” o “Visualizza PDF” verrà generato il preventivo.
Digital Atestina
Email: digital01@graficaatestina.it P.IVA: IT0123456789
Nome Composizione: Prova 1 Marmo: Marmo Bianco Carrara Misure: 70,00 cm x 80,00 cm
COD.
Dati Cliente
Rossi Mario Telefono: 12345 Email: mariorossi@mail.it
NOME PRODOTTO
PREZZO
QUANTITÀ
40128
CORNICE RETTANGOLARE CM. 11X15
35,75 €
46302
LAMPADA DIAM. CM. 5 VOLO PARETE
148,99 €
1
47301
PORTAFIORE CM. 20,5 VOLO PARETE INTERNO PLASTICA
194,47 €
1
6231
Vezzani MILLENNIUM Dimensione: 30 | Materiale: Bronzo | Standard Solutions MILLENNIUM Dimensione: 30 | Materiale: Bronzo | Standard
194,40 €
2
6226
* 1 2 1900 MILLENNIUM Dimensione: 25 | Materiale: Bronzo | Standard | Appoggiate + 3 4 2890 MILLENNIUM Dimensione: 25 | Materiale: Bronzo | Standard | Appoggiate
141,82 €
2
Marmo
100,00 €
Manodopera
1
50,00 €
Totale
865,43 €
creato con
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Se non si è scelto di nascondere nulla, il preventivo risulterà così composto: in cima si trova l’intestazione con i dati utente e logo inseriti nel pannello “Profilo Utente”. Sotto troviamo i dati della composizione e, se presente, i dati cliente associato. Poi abbiamo la foto della composizione, distinta articoli e le voci personali con il totale finale (prezzi ivati al pubblico).
ORGANIZZAZIONE LAVORO
Nello spazio COMPOSIZIONI si ha la possibilità di creare delle cartelle in cui salvare i propri lavori
La funzione duplica si può utilizzare dalla scheda composizione con il pulsante DUPLICA o nella raccolta composizione attraverso il bottone DUPLICA.
Per la creazione della copia si aprirà una finestra in cui inserire il titolo composizione, cliente da associare (facoltativo) e la cartella di salvataggio. Cliccando Salva si crea la copia e si aprirà il compositore.
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ANAGRAFICA CLIENTI & CATALOGO PRODOTTI
Nella sezione CLIENTI si ha la propria anagrafica clienti: qui vengono memorizzati i clienti aggiunti al momento di creazione composizione oppure, attraverso il bottone NUOVO CLIENTE è possibile aggiungere i dati cliente attraverso il form che si aprirà
Nella sezione PRODOTTI è possibile consultare i dettagli dei prodotti presenti all’interno del compositore.
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PROFILO UTENTE Nello spazio PROFILO UTENTE è possibile personalizzare i dati del vostro profilo e cambiare la password di accesso.
Potete inserire dati e logo, che saranno visibili nei preventivi delle composizioni.
INFO: vezzani@vezzani.it
Ricordiamo che l’iscrizione è concessa solo agli addetti del settore, pertanto, una volta creato il profilo, è necessario avvisare il vostro referente Vezzani per l’attivazione dell’account.
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g
r
o
u
p
OSCAR MARTA
www.vezzani.it
www.ceabis.it
www.vezzaniforni.it
www.oscarmarta.it