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SOMMARIO
IN EVIDENZA Grande successo per Tanexpo 2022 che torna in piena forma a BolognaFiere. Una tre giorni ricca di espositori, visitatori ed appuntamenti per festeggiare i primi 30 anni di una fiera che si riconferma come l’evento di riferimento per il settore funerario e cimiteriale. Più di 200 le aziende che hanno presenziato e 9.200 i professionisti che hanno partecipato, per confrontarsi sulle nuove tendenze e assistere agli eventi in programma, tra cui la consegna dei Tanexpo Awards. Infortunistica Tossani celebra i 70 anni della propria attività confermando l’impegno a favore dei propri assistiti e continuando la sua espansione fuori dai confini dell’Emilia. Ne abbiamo parlato con i vertici dell’azienda che ci hanno spiegato l’evoluzione degli ultimi anni e gli obiettivi futuri della Tossani. Inoltre, uno sguardo su Pleos, il gestionale di LGM Software che garantisce una perfetta gestione dell'impresa.
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news aziende
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news prodotti
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ATTUALITà
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case funerarie
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news aziende
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NEWS AZIENDE
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FILOSOFIA
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LEGALE, FISCALE
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Il successo di Tanexpo 2022
Tossani, il risarcimento da 70 anni
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Come C.O.F. Nord Est coordina e gestisce il lavoro quotidiano La crisi cimiteriale italiana Anche Vignola ha la sua Casa Funeraria A Prima Bottega il Premio per l'innovazione Hypogeum festeggia con Biemme Special Cars
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Thanatos, la morte in filosofia
Sono nate due nuove Case Funerarie al servizio dei cittadini: si tratta della quarta struttura Terracielo, inaugurata a Vignola alla presenza di Gianni Gibellini, ideatore del progetto, e della terza del Giardino degli Angeli, prima funeral home a Legnano.
Il crematorio nel Woodland Cemetery
Infine, uno sguardo sulle normative cimiteriali, sulla morte in filosofia, sui nuovi metodi di “cremazione” e una curiosità in merito alla creazione di una bambola Impresaria Funebre.
Una Barbie impresaria funebre
L’immemoriale e cosa comporta
54 ATTUALITà Idrolisi alcalina, la nuova moda USA 60 LUOGHI DI CREMAZIONE
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PARLIAMO DI...
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CINEMA
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Prima (e dopo) di te
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Oltre Magazine Periodico di informazione dell’imprenditoria funeraria e cimiteriale Bimestrale Anno XXII - n°5 Luglio-Agosto 2022 OLTRE MAGAZINE
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Direzione, Redazione, Amministrazione: Bexpo srl Via Alfieri Maserati, 20 - 40128 Bologna tel. 051 282611 - fax 051 6374097 redazione@oltremagazine.com
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FIERE
Il successo di TANEXPO 2022 d i A L E S S A N D R A N ATA L I N I
Più di 200 espositori e 9.200 operatori professionali da tutto il mondo.
Forte di oltre 200 espositori - il 30% internazionali - tra imprese, associazioni internazionali di categoria, operatori e professionisti, la manifestazione nel trentennale dalla sua prima edizione ha accolto nei padiglioni di BolognaFiere 9.200 visitatori professionali da tutto il mondo.
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Si è chiusa positivamente l’edizione 2022 di TANEXPO, l’evento leader al mondo per visitatori e superficie espositiva che si è tenuto a Bologna dal 22 al 24 giugno.
È stata una tre giorni in cui si sono ritrovate le imprese funebri italiane ed internazionali, le aziende produttrici e le istituzioni per fare il punto sulle strategie, le novità, le tendenze, le tecnologie, le competenze di un settore che svolge un ruolo fonda-
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mentale al servizio della collettività. Ma è stata soprattutto una festa, la festa di un comparto che punta sempre di più sulla qualità e l’innovazione. Tre giornate ricche di iniziative che hanno coinvolto tutti i professionisti presenti: formazione, arte, design e un occhio attento ai progetti più innovativi.
TANEXPO AWARDS In occasione dei primi 30 anni di fiera, il contest TANEXPO AWARDS ha premiato i progetti particolarmente all’avanguardia, sulla base della valutazione di una giuria composta da esponenti delle maggiori federazioni di settore italiane ed internazionali. Cinque le categorie di merito sulle quali si sono espressi i giurati che,
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assegnando un punteggio per ogni progetto, hanno decretato i vincitori di questa prima edizione del concorso. Una serata, quella della cerimonia del 23 giugno, che è riuscita a trasmettere tutta l’emozione delle aziende candidate e la gioia incontenibile dei vincitori. E a proposito di vincitori, il plauso della giuria è andato a: PRIMA BOTTEGA che ha vinto
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il premio Innovazione. I noti concept Scrigno del Cuore, Affresco, Sigillo d’Amore e Preghiera dell’azienda aquilana hanno il merito di aver innovato la tradizione. Per Qualità e Design, ha trionfato lo stile unico nell’imprimere le emozioni nel legno di ROTASTYLE, mentre l’app MEMORYBOOK ha conquistato il premio per la Comunicazione per l’immediatezza e l’accessibilità del progetto. L’impegno concreto di SCACF nella trasformazione dei propri stabilimenti e delle modalità produttive, oltre al progetto Legno is Green hanno valso all’azienda umbra il primo premo per Sostenibilità Green. Infine, ma certamente non ultimo, il premio al Miglior Stand è andato a INFORTUNISTICA TOSSANI, per l’efficacia nel trasmettere i propri valori.
Bellezza, qualità e flessibilità. Promessa mantenuta e apprezzata.
Grazie per aver fatto visita al nostro stand da tutto il team Biondan.
www.biondan.it · biondan@biondan.it
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L’edizione di giugno è stata anche l’occasione per dare spazio all’arte, con la presentazione della mostra d’arte contemporanea No Time to Die di Danilo Sciorilli, a cura di Giacinto di Pietrantonio e realizzata in collaborazione con R&P Contemporary Art Società Benefit. Tre sono state le declinazioni del concetto di immortalità espresse dall’artista per riflettere, insieme al pubblico, sul concetto di immortalità e sullo scorrere del tempo: “l'immortalità dell'immagine e della memoria” con l’opera "Go over like a lead balloon"; “l'immortalità del corpo” attraverso la distribuzione alla mescita di "Ambrosia", una bevanda da lui prodotta, e “l'immortalità dello spirito” con l'opera "A Boundless Drop".
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ARTE E DESIGN
FORMAZIONE, AGGIORNAMENTO E TENDENZE Oltre ad essere vetrina di prestigio per l’eccellenza produttiva italiana ed internazionale, TANEXPO si consolida anche come hub di confronto e aggiornamento professionale per il settore. In collaborazione con la Scuola Superiore di Formazione per la Funeraria hanno incontrato un forte interesse da parte del pubblico presente gli “End Café”, incontri formativi per approfondire temi centrali come: “Comunicazione nella funeraria. Strumenti e tecniche per accompagnare i dolenti”, “L’addio al Pet. Cultura e ritualità del congedo nel lutto per la perdita dell’animale domestico” e “La Tanatoestetica. Tecniche operative per conferire una maggiore dignità al commiato” condotti da Carmelo Pezzino e Maria Angela Gelati insieme a numerosi ospiti.
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Due importanti presentazioni hanno poi calamitato la partecipazione degli operatori, a partire dalla presentazione del Gruppo Altair-Funecap, primo Gruppo europeo per dimensioni, impegnato in un importante progetto di crescita ed evoluzione nell’ambito dei servizi funebri, che ha illustrato ad un pubblico estremamente
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numeroso ed interessato i dettagli e le caratteristiche di questa nuova realtà e tutte le opportunità offerte per il mercato funerario italiano. È seguita poi la presentazione del “Primo Rapporto Annuale 2022. La Domanda di Servizi Funebri in Italia”, a cura dell'Istituto Cattaneo di Bologna nell'ambito delle attività di ORME, Osservatorio per la Ricerca sulla Morte e le Esequie.
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Siamo orgogliosi che questa edizione 2022 abbia inoltre segnato il ritorno dei tavoli di confronto delle associazioni di categoria per le quali TANEXPO è da sempre sede privilegiata di incontro. ALPAR, Associazione Latinoamericana delle Imprese Funerarie e dei Cimiteri, ha tenuto il proprio consiglio direttivo proprio a Bologna durante la fiera, così come anche gli incontri della Commissione Funeraria e del Tavolo Tecnico di Valorizzazione dei Cimiteri di SEFIT Utilitalia che si sono svolti durante la manifestazione.
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Un grazie speciale va a tutte le Aziende Espositrici e a tutti gli operatori professionali in visita che ancora una volta hanno reso la manifestazione straordinaria. TANEXPO vi dà fin d’ora appuntamento alla prossima edizione, a Bologna dal 4 al 6 Aprile 2024.
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NEWS AZIENDE
Tossani, il risarcimento da 70 anni d i Ta n j a P i n z a u t i
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Una storia importante con un futuro lanciato verso la presenza capillare sul territorio nazionale.
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L’Infortunistica Tossani compie 70 anni e lo fa celebrando il passato ma con lo sguardo verso il futuro, come si è potuto constatare anche durante la fiera Tanexpo, che si è tenuta lo scorso giugno a Bologna, dove l’azienda ha presenziato con uno stand su due piani vincitore dei Tanexpo Awards nella categoria Miglior Stand, appunto. Dal 1952, anno in cui è stata fondata dal professor Michele Tossani a Bologna, l’Infortunistica Tossani si occupa di risarcimento danni e di tutela dei diritti dei propri assistiti, che vengono messi al primo posto durante tutto il percorso fino alla liquidazione. Diretta con grande capacità e intuOLTRE MAGAZINE
izione dalla Presidente Francesca Marchesini Tossani, in un recente passato ha disposto un cammino di espansione per portare il proprio operato a livello nazionale con un successo inaspettato. Una delle figure chiave della Infortunistica Tossani è sicuramente Pina Montereale, Responsabile Generale di Direzione, che con entusiasmo e professionalità svolge un ruolo fondamentale all’interno dell’azienda, grazie a un confronto aperto e costante con la Presidente. La storia della Tossani è lunga e conosciuta, dove in Emilia è certamente sinonimo di tutela di un sinistro. Ma le cose non sono sempre state facili, come ci racconta proprio Pina Montereale.
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Lo stand della Infortunistica Tossani a Tanexpo 2022
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Pina Montereale bontà dei nostri Servizi, e ad aprire numerose agenzie in tutta Italia. Motivo di orgoglio è che ora numerose onoranze spontaneamente vengono a trovarci e a conoscere i nostri Servizi; anche durante il Tanexpo, ad esempio, abbiamo avuto la visita di numerosi impresari funebri interessati da subito ad una stretta collaborazione. Ci siamo resi conto che il nostro nome ha la giusta importanza anche fuori casa».
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Come si è evoluta e sta continuando ad evolversi l’Infortunistica Tossani a livello nazionale? «L’Infortunistica Tossani ha una storia importante e molto forte e per tutti noi è un onore portare avanti questa azienda. E se il passato è la base da cui partire, il presente e il futuro sono fondamentali. Non so in quanti avrebbero scommesso sulla gestione del gruppo da parte della nostra Presidente ma la signora Tossani è una donna molto determinata, nonostante la sua grande bontà d’animo. In questi 11 anni è riuscita a portare avanti la Tossani in modo magistrale e addirittura a esportarla “fuori casa”. È stato 4 anni fa che ha deciso di puntare oltre i confini bolognesi ed emiliani: un’apertura nazionale che all’inizio sembrava quasi un’utopia. Come già detto non è stato semplice: in Emilia avevamo già tante agenzie ma fuori, specialmente al sud, abbiamo constatato che vi era una grande diffidenza. Non ci siamo mai fermati: da allora abbiamo lavorato tanto e siamo riusciti a farci conoscere, personalmente e con la
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Il gruppo Tossani
In cosa si differenzia l’Infortunistica Tossani rispetto agli altri gruppi che si occupano di risarcimento? «La trasparenza e la costante vicinanza con i nostri assistiti e collaboratori commerciali. Non abbiamo differenze sui trattamenti e inoltre, qualunque sia il tipo di danno, noi manteniamo lo stesso impegno e
professionalità: il nostro lavoro è quello di ottenere il massimo per il nostro assistito e dare la giusta soddisfazione all’onoranza che ci ha coinvolto. Ci occupiamo di curare il danno senza mai trascurare i drammi e le necessità delle vittime. I nostri assistiti sono sempre parte attiva del loro stesso iter risarcitorio. Facciamo questo da 70 anni e ripeto: al centro, come il nostro marchio, c’è sempre l’uomo, il nostro assistito». Come nasce e come si è sviluppato il suo ruolo all’interno della Infortunistica Tossani? «Io vengo da un’esperienza totalmente diversa. Ero una responsabile amministrativa in una casa editrice ma ero alla ricerca di nuovi stimoli e di una differente energia. Sono stata contattata e ho voluto provare. Conoscevo la Tossani da quando ero piccola perché a Bologna è sem-
profondo con lui. Ma ce ne sono tanti altri: ad esempio quando c’è stato il grave sinistro dell’autocisterna esplosa in autostrada 4 anni fa, i danneggiati hanno chiesto la nostra assistenza. Per noi è importante curare tutti i danneggiati in tutta Italia con la massima attenzione ma essendo la nostra un’azienda storica emiliana, quando si arriva a Bologna il nome della Tossani è molto sentito». Quali sono gli obiettivi della Infortunistica Tossani? «Tra i nostri obiettivi c’è quello di avere un’agenzia in ogni regione. Noi abbiamo consulenti ovunque ma puntiamo ad avere delle agenzie radicate. Noi non siamo un franchising, le nostre agenzie sono tutte interamente della Tossani e gestite dalla stessa. Continuiamo a puntare ad un futuro che ci vedrà sempre più presenti sull’intero territorio nazionale».
La sede della Infortunistica Tossani a Bologna
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Ricorda un caso che avete trattato e che le è rimasto nel cuore? «C’è un caso che ho preso molto a cuore di un ragazzo, di una modestissima famiglia, che ha avuto un brutto incidente in moto, era in pericolo di vita e rischiava di perdere l’uso del braccio. Lo abbiamo sostenuto ed aiutato con tutti i mezzi e con specifiche visite specialistiche di alto profilo, attraverso le quali è riuscito a recuperare gran parte dei suoi problemi riuscendo a salvare anche l’uso del braccio. È stato un sinistro tragico dove chi era alla guida è deceduto e la pratica non è ancora completamente conclusa. Ancora adesso siamo vicini alla famiglia. Ci tengo molto, si è creato un rapporto
Un momento dei festeggiamenti
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pre stata un’istituzione e far parte di questa azienda era per me un onore. Sono entrata come impiegata amministrativa e in seguito divenni io la responsabile dell’amministrazione. Poi tutto è cambiato, 4 anni fa quando la nostra Presidente ha voluto che mi interessassi anche dell’aspetto commerciale ed espansivo. Ritengo di essere soddisfatta dei risultati raggiunti dall’azienda e di aver trovato quello che cercavo. La signora Tossani viene in ufficio tutti i giorni ed io e lei ci confrontiamo costantemente sulle diverse linee aziendali da seguire: è molto brava ed intuitiva e riesce a riconoscere le doti di ognuno di noi. Io sono al suo fianco da 8 anni e si è creato un rapporto di stima reciproca che va oltre il lavoro. Lei non è solo la titolare, è una figura importante per tutti noi ed è riuscita a creare una grande squadra. Noi lo diciamo a tutti: da soli non siamo niente, insieme siamo una forza. Nel periodo del Covid siamo sempre stati aperti anche se non al pubblico ma ogni settimana facevamo le videoconferenze per stare vicini ai nostri assistiti anche in quel triste periodo. Siamo una famiglia».
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NEWS PRODOTTI
Come C.O.F. Nord Est coordina e gestisce il lavoro quotidiano di raffaella segantin
È il sistema informatico Pleos, l’indispensabile supporto che garantisce l’organizzazione perfetta di una delle maggiori realtà funerarie italiane.
Tra le soluzioni tecnologiche maggiormente all’avanguardia non poteva mancare Pleos®, il gestionale della LGM Software, uno dei più apprezzati e richiesti dagli operatori del settore funebre per le sue caratteristiche specifiche e per la sua grande flessibilità. Ho così voluto incontrare Giordano Milli, titolare dell’azienda, che mi ha espresso il suo entusiasmo per la partecipazione alla manifestazione bolognese dopo il periodo critico degli ultimi due anni dovuto alla pandemia, e la sua soddisfazione per il riscontro che stava ottenendo in fiera. Alla domanda di raccontar-
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La fiera Tanexpo, che si è tenuta a Bologna lo scorso mese di giugno, è stata come sempre l’occasione irrinunciabile per una stimolante visita alla scoperta di prodotti inediti e di proposte innovative.
mi qualcosa in più degli applicativi targati LGM, preferisce, come sua consuetudine, che a parlare siano direttamente i clienti, per un giudizio obiettivo ed eventualmente anche per uno stimolo ad apportare migliorie ad un prodotto che già di per sé è in costante evoluzione. Ho pertanto contattato Vittore Molini, presidente di C.O.F. Nord Est, la più importante organizzazione funebre del territorio veronese e non solo, che ci ha rilasciato una interessante intervista. C.O.F. Nord Est sta festeggiando quest’anno “le nozze d’argento”, ovvero i 25 anni di attività. Ci vuole raccontare la sua storia? «C.O.F. Nord Est nasce nel 1997 esordisce il presidente Vittore Molini - dalla lungimiranza di sette pro-
fessionisti del settore funerario, di unire esperienza, professionalità ed umanità. Un’intuizione vincente, tanto che quest’anno festeggia i suoi primi 25 anni! Certificata ISO 9001, C.O.F. Nord Est assiste i dolenti nel momento dell’ultimo commiato, con soluzioni concrete e grande professionalità. L’azienda offre servizi esclusivi su misura, rispondendo alle diverse esigenze, occupandosi direttamente di tutte le incombenze inerenti alla cerimonia funebre e alla successiva sepoltura: funerali religiosi, cerimonie civili, cremazione, forniture floreali, lavorazione ed installazione di lapidi, loculi e arte funeraria in genere, realizzati direttamente nel proprio laboratorio interno. Affinché tutto venga eseguito al meglio, ci avvaliamo di una squadra
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La Casa Funeraria Arena
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nEWS PRODOTTI
La squadra al completo di C.O.F. Nord Est di oltre 30 addetti altamente specializzati che permettono di portare a termine più di 1.200 servizi funebri l’anno, servendo la città di Verona con 1 agenzia, coprendo l’intera provincia dell’est veronese con 13 uffici territoriali (Albaredo d’Adige, Arcole, Belfiore, Caldiero, Colognola ai Colli, Illasi, Monteforte d’Alpone,
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Vittore Molini, presidente C.O.F. Nord Est
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Roncà, Ronco all’Adige, San Giovanni Lupatoto, San Martino Buon Albergo, Tregnago, Zevio) e contando anche su 2 uffici nella prima provincia di Vicenza (Lonigo e Gambellara)». Disponete anche una vostra Casa Funeraria? «C.O.F. Nord Est nel 2015 è stata la prima azienda in Veneto a dotarsi di una casa funeraria certificata ISO 9001: la Casa Funeraria Arena, che si trova in provincia, nella località di Caldiero. Si tratta una struttura di oltre 10.000 mq dotata di una reception, 7 stanze singole per l’esposizione delle salme (6 regolari più 1 suite) disposte su due piani, una Sala del Commiato polifunzionale-multireligiosa e una zona comune con angolo ristoro. Inoltre, nel piano interrato, è presente una sala attrezzata per gli interventi di tanatoestetica. Nei suoi primi 7 anni di attività la Casa Funeraria Arena è diventata un vero e proprio punto di riferimento delle comunità servite da C.O.F. Nord Est, come alternativa alle ano-
nime celle mortuarie ospedaliere o al mantenimento della salma presso le abitazioni private. Qui le famiglie hanno la possibilità di vegliare il proprio caro in un ambiente sereno, che possiamo definire “casalingo”, seguite da professionalità specializzate, dove la privacy è garantita e tutelata». Per gestire una organizzazione così rilevante e dislocata sul territorio si è certamente resa necessaria l’adozione di un sistema informatico altamente efficiente. Come mai la scelta di Pleos? «Data la complessa rete aziendale eravamo alla ricerca di un prodotto che permettesse di centralizzare, standardizzare e snellire il processo di acquisizione dei servizi, oltre che la successiva gestione della commessa: dal magazzino alla fatturazione. Siamo entrati in contatto con LGM Software e con il suo titolare Giordano Milli, in occasione di una precedente edizione di Tanexpo. Il software è stato introdotto in
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Il programma è stato in grado di seguirvi nel vostro percorso aziendale ed essere adeguato di volta in volta alle vostre necessità? «Il tempo passa e le esigenze si moltiplicano, così negli ultimi due anni, assieme al team di LGM, ci stiamo dedicando con impegno a personalizzare sempre più le funzionalità di Pleos al fine di adattarle alle nostre caratteristiche. È stata inserita, ad esempio, una funzione che permette di sottoporre al cliente, sulla base delle scelte di servizi e materiali, un preventivo chiaro e in tempo reale, completo anche di tutte le anticipazioni economiche a carico della famiglia. Allo stesso modo, grazie al lettore della carta di identità elettronica, riusciamo ad acquisire con un click tutte le informazioni relative sia al defunto che al delegante evitando errori di trascrizione e velocizzando sensibilmente il caricamento delle pratiche. In questi ultimi due anni sono state introdotte anche la gestione diretta delle commesse legate alla lavorazione dei marmi e dei lavori lapidei in genere, la gestione dei flussi di cassa (pagamenti, incassi, ratealizzazioni, etc.) e tante altre funzionalità utili ad ottimizzare le procedure aziendali».
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C.O.F. Nord Est nel 2011 e da allora ci aiuta e accompagna nel nostro lavoro quotidiano».
Quali ritiene siano i punti di forza di Pleos rispetto ad altri gestionali? «Al primo posto certamente vi è la semplicità di utilizzo e la possibilità di persona-
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lizzare le funzionalità, plasmandole sulle nostre specifiche esigenze aziendali. Ma altrettanto imprescindibile è l’assistenza sempre garantita da LGM Software per ben 365
giorni all’anno: oltre a risolvere le normali problematiche del lavoro quotidiano (in C.O.F. Nord Est Pleos è usato giornalmente da più di 20 persone), abbiamo sempre trovato la massima disponibilità e tempestività anche nel risolvere difficoltà particolari o imprevisti problemi tecnici». Vi ritenete pertanto soddisfatti di questo prodotto? «Molto! Pleos è un programma che definirei “fondamentale” per il lavoro quotidiano di C.O.F. Nord Est, sia in sede centrale che negli uffici territoriali. Impossibile farne a meno!». Ringrazio vivamente il presidente Vittore Molini per il tempo che mi ha concesso e auguro a tutta la squadra di C.O.F. Nord Est un felice anniversario!
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La crisi cimiteriale italiana di Daniele Fogli
Un cimitero ha storicamente e principalmente due funzioni: a) è il luogo in cui si compiono i processi trasformativi di un cadavere in modo controllato e con riflessi prestabiliti per l’igiene e la sanità pubblica; b) è il luogo di memoria di una collettività e mediazione dei processi di elaborazione del lutto singolo. Le norme che regolano i cimiteri vorrebbero che questi funzionassero in maniera “perfetta” dal punto di vista igienico sanitario, costituendo così una macchina cimiteriale funzionalmente adeguata ai bisogni e che garantisca il risultato atteso. Secondo le leggi e i regolamenti un
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Normative inadeguate, tempi moderni e cremazione pesano su quella che nell’800 era una “macchina perfetta”. cimitero tradizionale italiano è dedicato a seppellirvi i cadaveri a sistema di inumazione o di tumulazione. Inizialmente, nell’800, per la quasi totalità il sistema cimiteriale italiano si basava sull’inumazione decennale, con avvio – a fine ciclo - all’ossario comune per le ossa non richieste in conservazione. La tumulazione ha un peso residuale e diventa evidente nell’800, come scelta delle classi dominanti e segno dei potenti e dei ricchi. Essendo pochi i morti appartenenti alle classi dominanti, la normativa era (e resta ancor oggi) di natura conservatrice delle spoglie mortali, addirittura in perpetuo.
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Foto di Uko Jesita - Dreamstime
ATTUALITà
La perpetuità si rammenta, venne eliminata dal D.P.R. 803/1975, entrato in vigore il 10/2/1976, ma sostituita da una concessione fino a 99 anni, salvo rinnovo. Il successivo D.P.R. 285/1990, non ha modificato questa impostazione. Si annota che l’attenzione normativa al destino delle ceneri di defunti cremati è scarsa in Italia ancora nel D.P.R. 285/90: solo con la circolare 24/1993 si comincia a intervenire in maniera organica sulle regole per la sepoltura delle ceneri. Sarà poi con la L. 30/3/2001, n. 130 e con le norme regionali conseguenti che la cremazione prenderà piede in Italia e sarà regolamentata sempre più dettagliatamente. E quindi il cimitero, per il legislatore del nostro Paese, appare ancor oggi come una macchina perfetta, ma pensata normativamente per i bisogni della società dell’800 o forse dei primi del ‘900: tanti morti poveri da seppellire in campo comune e dopo 10 anni con le ossa da collocare in ossario comune; pochi defunti abbienti in vita, con spoglie da conservare indefinitamente nei sepolcri. Le strutture principali di una macchina cimiteriale siffatta sono: - il recinto cimiteriale, che distanzia la città dei morti da quella dei vivi, con in mezzo un’ampia zona di rispetto cimiteriale; - i campi comuni, l’ossario comune, le aree da concedere a pagamento; - la camera mortuaria. LUGLIO-AGOSTO 2022
L’azione trasformativa cimiteriale era affidata principalmente alla natura, essendo il feretro inumato nella buca e circondato dal terreno “sciolto”.
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È soprattutto nel secondo dopoguerra italiano che masse imponenti di popolazione transitano verso nuove condizioni economiche. Si avvertono nuove esigenze, non solo nella dinamica urbana (la città dei vivi), ma anche per la città dei morti. Non era solo il ricco o il
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potente a voler essere riconosciuto per il suo status anche da morto, ma pure la borghesia e la classe media ambivano a tale riconoscimento: 1. il segno di individuazione della sepoltura nei campi comuni non è più la sola croce, o la semplice lapide, ma si diffondono sempre più veri e propri monumentini, più o meno complessi come forma, composti da un elemento verticale, la lapide, ed un elemento orizzontale, il copritomba; 2. le cappelle funerarie non sono più appannaggio della nobiltà o dei potenti, ma sempre più famiglie borghesi acquistano concessioni cimiteriali e vi costruiscono edicole funerarie, spesso seriali e in molti casi di scarsa qualità architettonica; 3. si diffondono, partendo dai cimiteri delle grandi città, i complessi di loculi, veri e propri elementi alveolari o scatolari per le classi
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intermedie, bisognose di distinguersi dalla sepoltura in campo comune, vista ancor oggi al Centro e Sud Italia, come sepoltura di povertà. È attorno al 1980-90 che in alcune zone d’Italia si rilevò, al momento della esumazione decennale, e alla estumulazione di feretri da tomba privata anche a distanza di 30, 40 o più anni dalla tumulazione, una accentuata quantità di salme “inconsunte”, esito di processi trasformativi conservativi (mummificazioni, saponificazioni, corificazioni). L’area geografica maggiormente interessata da questi fenomeni in occasione di esumazioni risultava la pianura padana, data la natura dei terreni dei campi di inumazione, con punte nel veneziano, nel mantovano e nel ferrarese, cioè in zone con suoli poco permeabili e/o con livelli di falda alti. A questi primi fenomeni si aggiun-
sero le grandi quantità di “salme inconsunte” che emergevano dalle massive estumulazioni dei blocchi di loculi costruiti ed assegnati proprio nel dopoguerra. E i segni furono evidenti soprattutto nelle regioni centrali e settentrionali, partendo dalle grandi città. Era anche la conseguenza del fatto che nella seconda parte del ‘900 vi era stata una esplosione quantitativa di concessioni cimiteriali a loculo, tra l’altro con l’ente locale che ne percepiva la domanda dalla popolazione e provvedeva alla realizzazione, talvolta tardiva, senza domandarsi degli effetti che ciò avrebbe potuto provocare e, nella maggior parte dei casi, sbagliando anche le politiche tariffarie. Gli effetti della combinazione di questi fenomeni possono così sintetizzarsi: - riduzione della riserva di posti salma disponibili per le inumazioni
È nei primi due decenni degli anni duemila che la macchina cimiteriale, partendo dalle grandi città del Nord, va in piena crisi, inceppandosi con il forte sviluppo della cremazione. La cremazione è come uno tsunami per la gestione cimiteriale, perché: • toglie di mezzo l’elemento fondamentale per obbligare il seppellimento nel cimitero: cioè l’occultamento del fenomeno putrefattivo ed il pericolo igienico sanitario dato
Una vera e propria rivoluzione o, come ebbi a dichiarare fin dall’inizio, la cremazione è la “killer application” per questo settore. Cosicché, col crescere a dismisura della cremazione, il delicato equilibrio dei cimiteri va in crisi. È principalmente e inizialmente crisi economica, visto che si riducono fortemente le entrate da concessioni cimiteriali con cui si sostentavano (erroneamente) la maggior parte delle gestioni pubbliche italiane.
Ma è crisi anche architettonica, perché non si riesce a dare una risposta architettonicamente valida alle nuove tipologie di richiesta di sepoltura, basate su una maglia molto più ridotta rispetto a quella usuale del feretro. Gli effetti di urbanistica cimiteriale, per coloro che non hanno saputo trovare soluzioni, sono le distese di ex campi di inumazione ora terribilmente ed implacabilmente vuoti. Dal punto di vista economico il risultato è una crisi di bilancio senza precedenti delle gestioni cimiteriali, che senza soluzioni legislative adeguate rischia di produrre l’abbandono di migliaia di cimiteri al loro destino. Ma è anche crisi di identità per il cimitero tradizionale italiano, che non riesce più ad attrarre la popolazione in visita. Lo strumento ideale per dare risposte adeguate ai nuovi bisogni è il piano regolatore cimiteriale, ma mancano le idee, gli esperti e i professionisti capaci di interpretare i nuovi bisogni. E col prossimo articolo vedremo effetti e possibili soluzioni. OLTRE MAGAZINE
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dall’ammassarsi di grandi quantità numeriche di cadaveri in uno stesso luogo; • necessita di spazi conservativi per l’urna nettamente inferiori a quelli occorrenti per un feretro; • costa nettamente di meno, sia perché - se le ceneri restano in cimitero – abbisogna di un contenitore più piccolo e spazi inferiori, sia perché si possono riutilizzare facilmente tumuli esistenti; • non obbliga alla conservazione interna al cimitero, potendo ora le ceneri essere disperse o affidate al familiare per la conservazione esterna al cimitero.
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in campo comune al momento del decesso, per l'occupazione dei posti con la reinumazione degli “esiti dei fenomeni cadaverici trasformativi”, laddove non venissero cremati; - accentuazione del disagio per questo particolare lavoro sul personale interessato; - impatto nei confronti dei familiari interessati (psicologico ed economico per una seconda sepoltura); - aumento dei costi di gestione cimiteriale e corrispondentemente degli oneri sulle famiglie; - sempre maggior ricorso alla cremazione, vista come soluzione definitiva.
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CASE FUNERARIE
Anche Vignola ha la sua Casa Funeraria di Raffaella Segantin
Inaugurata ufficialmente a Vignola la quarta Casa Funeraria Terracielo.
È Vignola ad accogliere l’ultima Casa Funeraria Terracielo, un nome che è sinonimo di innovazione ed efficienza nell’ambito dell’architettura per il commiato.
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Dai primi di maggio di quest’anno la provincia di Modena può contare su un nuovo e moderno complesso dove salutare i propri cari.
Tutto è partito dal coraggioso e visionario progetto di Gianni Gibellini, l’imprenditore a capo del Gruppo Cofim Spa, quando nel 2011 ha portato a termine la realizzazione la prima funeral home Terracielo nella città di Modena. La grande acco-
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glienza della comunità nei confronti di uno spazio dedicato ai defunti che fino ad allora di fatto non c’era, ha messo in luce l’esistenza di un forte bisogno, anche se sino a quel momento inespresso, di poter usufruire di un contesto diverso dove dare l’addio ai propri congiunti. Per questo nel 2015 è stata inaugurata Terracielo Mirandola, seguita, nel 2019, da Carpi. È ora la volta di Vignola, una cittadina di 25.000 abitanti, capoluogo dell’Unione “Terra dei Castelli”, un comprensorio di notevole rilevanza abitativa ed economica, che
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CASE FUNERARIE
Terracielo Vignola, realizzata con un investimento di circa 3,8 milioni di euro, è una struttura di notevoli dimensioni che si sviluppa su un’area di 2.000 mq suddivisi su due livelli. L’aspetto d’insieme ricalca lo stile inconfondibile delle altre Case Funerarie appartenenti al gruppo: analoga la scelta dei materiali, dei colori e degli arredi, espressione di sobrietà ed eleganza. Si viene subito accolti in un piccolo giardino interno dove anche qui è presente l’acqua (elemento altamente simbolico, oltre che calmante e rassicurante) che scorre ricoprendo un’intera parete muraria alta 7 metri e larga 2,5 creando un grande effetto scenografico. Anche l’organizzazione degli spazi interni riprende il modello attuato nei
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ingloba comuni come Spilamberto, Castelnuovo Rangone, Castelvetro, Savignano, Marano e Zocca, dove la gente è abituata a standard elevati e a servizi di qualità.
precedenti edifici. Sono sei le sale del commiato dai nomi molto particolari e suggestivi: Sala della Fioritura, Sala della Rocca, Sala del Fiume, Sala del Barozzi, Sala dei Ciliegi, Sala della Vigna. «La scelta dai nomi mi è stata suggerita dal compianto giornalista modenese Roberto Serio, scomparso prematuramente quasi un anno fa - spiega Gianni Gibellini - che intendeva rendere omaggio alle eccellenze e alle caratteristiche del territorio: dalla produzione della famosa ciliegia, al suo bellissimo castello, dal fiume Panaro che l’attraversa, all’illustre architetto cinquecentesco Jacopo Barozzi, conosciuto anche come “Il Vignola”, a cui si devono gli splendidi palazzi dei Farnese». Le sale del commiato sono suddivise in due zone: l’area salotto e quella più intima che ospita la salma. Ognuna
è definita da un colore diverso che ricorre sia sulle tinte delle pareti che nelle tonalità degli arredi di design. Ognuna è dotata di impianto audio e di monitor che assicurano la possibilità di diffondere musiche scelte dai parenti e/o di proiettare immagini e video che ricordino momenti di vita del proprio caro.
Gianni Gibellini con il presidente della regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini OLTRE MAGAZINE
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Oltre agli ambienti riservati alla veglia del defunto è presente anche una sala dove è possibile celebrare funzioni. Non mancano poi i locali tecnici, la sala autoptica per la preparazione delle salme, uno spazio espositivo ed un angolo relax dove consumare uno snack. L’intera struttura è stata costruita seguendo criteri di sostenibilità ed è energeticamente autosufficiente, grazie ad un impianto fotovoltaico con pannelli istallati sulla sua copertura, in grado di garantire una produzione di 20 KW.
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«È stata sicuramente una scelta coraggiosa – ha ribadito con orgoglio Gianni Gibellini ringraziando gli ospiti – e ne vado fiero. Fin dall’inizio mi sono battuto per poter offrire ai cittadini colpiti da un evento luttuoso la concreta possibilità di usufruire di un luogo alternativo alle camere mortuarie di ospedali o case di cura; un ambiente semplice ma accogliente che possa aiutare a rendere il momento distacco un po’ meno traumatico. Solo nel 2021 nelle tre Case Funerarie sono stati ospitati oltre 1.200 defunti: 751 a Modena, 281 a Carpi e 220 a Mirandola. Sono cifre che testimoniano come la società contemporanea senta il bisogno di assicurare il meglio ai propri cari deceduti. Ci tengo a precisare che si tratta di un servizio che non va ad incidere sul costo del funerale, le nostre strutture sono accessibili a tutti, secondo le possibilità di ciascuno».
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Al taglio del nastro di Terracielo Vignola le autorità civili e religiose sono intervenute al gran completo: da Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna, al prefetto di Modena Alessandra Camporota, dall'assessore regionale alla sanità Raffaele Donini al sindaco di Vignola Emilia Muratori, dall'arcivescovo di Modena e Carpi monsignor Erio Castellucci al rabbino capo di Modena e Reggio Emilia Beniamino Goldstein. Soddisfazione unanime è stata espressa nelle dichiarazioni protocollari per aver dotato il territorio di una struttura che mancava, un luogo a disposizione della collettività dove il rispetto per il defunto e per il dolore dei familiari sono elementi imprescindibili. Allo stesso tempo non sono mancati i complimenti a Gianni Gibellini per il suo coraggio e la sua intraprendenza.
TERRACIELO.EU
Una struttura accogliente e innovativa perché tutto sia semplice in un momento difficile. Gianni Gibellini Fondatore di Terracielo FH
MODENA VIA EMILIA EST 1320 O59 28 68 11
CARPI VIA LENIN 9 O59 69 65 67
MIRANDOLA VIA STATALE NORD 41 0535 222 77
VIGNOLA VIA DI MEZZO 441 059 77 27 14
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NEWS AZIENDE
A Prima Bottega il Premio per l'Innovazione d i Ta n j a P i n z a u t i
Dopo 10 anni dall’idea e dalla realizzazione di Scrigno del Cuore, uno dei cofani più famosi e amati, Prima Bottega continua a innovare e stupire con concepts originali che hanno trasformato il cofano funebre (che di fatto è una commodity ossia “un bene per cui c'è domanda ma che è offerto senza sostanziali differenze sul mercato ed è fungibile, cioè il prodotto è lo stesso indipendentemente da chi lo produce”, per
citare la definizione che ne dà Wikipedia) in un vero prodotto unico. «A un decennio dal nostro primo concept, questo Premio a Prima Bottega per l'Innovazione arriva come una consacrazione del nostro obiettivo: creare prodotti unici e innovativi per le Onoranze che vogliono vincere la loro concorrenza» commenta Gianluca Pacini, l'anima creativa della manifattura abruzzese con sede nel borgo medievale di Fossa, l’antica Aveja, ai piedi del Gran Sasso d’Italia. Da cosa nasce questo obiettivo di Prima Bottega? «Il mercato funerario era appiattito
da decenni e mi sono chiesto: può un cofano funebre trasformarsi in un prodotto unico e consentire alle Onoranze di distinguersi dalle altre loro concorrenti? La mia è soprattutto una sfida in un settore in cui la proposta di prodotti simili o uguali l’uno con l’altro è la regola e l’interesse degli impresari finisce per essere legato al prezzo dell’articolo. Allora mi sono detto: voglio inventare cofani unici, che però qualsiasi impresario possa permettersi di utilizzare grazie a un valore comunque alla portata di tutti. Cofani che considererà fondamentali per distinguersi e di cui sarà fiero più che della sua autofunebre, uno strumento OLTRE MAGAZINE
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La manifestazione fieristica internazionale Tanexpo 2022, tenutasi a Bologna il 22, 23, 24 giugno scorso, ha conferito il Premio Tanexpo Award per l'Innovazione a Prima Bottega.
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La manifattura abruzzese vince con i suoi cofani creati per le imprese che vogliono distinguersi dalla concorrenza.
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Chiediamo ora a Francesca Colantoni, l'anima commerciale di Prima Bottega: è soddisfatta di questo risultato? «Questo Premio a Tanexpo è la conferma del posizionamento di Prima Bottega come azienda produttrice di elementi innovativi per le Onoranze che vogliono vincere la loro concorrenza. All'inizio il nostro claim puntava sul prestigio che questi prodotti possono dare all’onoranza funebre che li sceglie per i propri clienti ma ora non si tratta più solo di questo. I nostri prodotti sono amati perché fanno in modo che chi li propone ai propri clienti venga ricordato, emergendo così rispetto alle Onoranze concorrenti. I cofani Prima Bottega sono utilizzati dai nostri Clienti soprattutto per vincere la concorrenza e ora ne abbiamo la conferma».
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(costoso) che però oggi hanno tutti così come domani tutti avranno la loro (più che costosa) casa funeraria».
Francesca, le idee per i vostri cofani sono molte e sempre nuove: come avviene questa continua
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ricerca di novità da offrire alle onoranze? «Quando abbiamo deciso di creare prodotti innovativi e unici abbiamo iniziato con un concept ma non ci siamo fermati alla prima idea: se possiamo farlo una volta, possiamo applicare lo stesso concetto anche ad altri prodotti. Da qui la voglia di creare sempre cose nuove e sviluppare altre idee per realizzare cofani davvero utili alle Onoranze. Questa vittoria ci ha dato ragione: ha certificato il successo di un’azienda che ha la sua ragione di essere nel creare prodotti per le Onoranze che vogliono vincere la concorrenza distinguendosi. A questo scopo Prima Bottega ha ideato e realizzato una serie di prodotti diventati oggi il marchio di fabbrica dell’azienda: inconfondibili». Francesca ricorda poi i concepts di Prima Bottega: «Scrigno del Cuore, è quello che per primo ha segnato la rottura con il passato e il rinnovamento introdotto da Prima Bottega. Diventato a tutti gli effetti l’emblema dall’azienda, è famoso per i piccoli
cuori intagliati che possono essere estratti e conservati come ricordo. Il vuoto lasciato dal cuoricino può venire colmato da una sagoma in cartoncino su cui scrivere un pensiero dedicato alla persona scomparsa; Affresco, il brevetto più importante di Prima Bottega perché ha reso possibile eseguire decorazioni su una sottilissima base muraria applicata ai manufatti. Un risultato incredibile che mantiene le caratteristiche materiche di granulosità e consistenza di un vero affresco. I prodotti della linea Affresco, cofani, fondali espandibili e urne, sono completamente personalizzabili con soggetti proposti dal cliente: sono richiestissimi i cofani con l’effige dei Santi patroni; Sigillo d’amore, con attorno al perimetro della cassa e del coperchio la preziosa fascia di mattonelle in metallo che possono essere facilmente incise con qualsiasi strumento, oltre che con una semplice penna. I convenuti alle esequie hanno così la possibilità di lasciare messaggi d’addio che resteranno incisi per sempre. Dono, una fascia in plexiglass oro a
Infine, Francesca invita le Onoranze che vogliono vincere la concorrenza a contattare lo staff Prima Bottega, sempre a disposizione per consigli e domande e per soddisfare tutte le richieste.
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L’oro, così raro e prezioso, da sempre è considerato un elemento distintivo di sacralità e regalità; unendo la tradizione e l’artigianalità della lavo-
razione in foglia oro nasce Scrigno d’Oro. Tesoro, esprime al massimo la nuova tendenza del less is more. Nell’era dell’eccesso e dell’esagerazione, semplificazione e minimalismo sono i dettami più sentiti del design moderno e Tesoro, con la sua linea essenziale e l’eleganza del dettaglio oro, li interpreta perfettamente: una semplice nota di luce in oro bocciardato, trasforma i tradizionali cofani in raffinati prodotti di classe senza tempo. La fascia in foglia oro, applicata a mano, che circonda l’intero perimetro del cofano ed accentua lo slancio delle linee, conferisce al prodotto un aspetto inedito dove materia e luce si fondono in un unico corpo».
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specchio, fissata attorno al perimetro, con piccole aperture a forma di cuore nelle quali i partecipanti alla cerimonia possono inserire un fiore come un dono discreto ed emozionante quale ultimo omaggio al
proprio caro. Ricordo, "Amorevole memoria": un nuovo speciale scrigno impreziosito da una teca in plexiglass posta sul coperchio e che viene riempita con oggetti e simboli amati dalla persona scomparsa. Preghiera, semplice e innovativa, si colloca perfettamente tra uno stile più tradizionale e lo spirito innovativo dei must have Prima Bottega. È la linea più classica, equilibratamente rivisitata per renderla intramontabile. È dotata di un testo decorativo in foglia oro, intorno al perimetro del prodotto, dove è riportata una preghiera o un pensiero di commiato. Scrigno d'Oro, è uno scrigno speciale che dona un tocco di raffinatezza, di eleganza e prestigio. Un vero “gioiello” in grado di raccontare secoli di stile e tradizione manifatturiera italiana.
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Hypogeum festeggia con Biemme Special Cars di LUCA MERLO
L’azienda di Pistoia ha deciso di festeggiare i primi 15 anni di attività presentando la nuova autofunebre Vekal su meccanica Maserati Ghibli.
Dopo un breve saluto di Luca Rastelli, presidente di Hypogeum, si è passati al taglio del nastro che ha sottolineato anche il momento simbolico di “varo” del nuovo automezzo presentato. Un’auto che ha destato la curiosità e l'interesse di tutti gli intervenuti, essendo una delle prime su meccanica Maserati presenti in Toscana. Grande è stata la partecipazione da parte di imprese ed associazioni, un
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Hypogeum srl, azienda specializzata in forniture e servizi per onoranze funebri fondata nel 2007, ha voluto festeggiare i primi quindici anni di attività con un evento che si è tenuto lo scorso 20 maggio presso la propria sede. In quella occasione l’azienda ha presentato ai clienti la nuova autofunebre Maserati Vekal allestita da Biemme Special Cars.
momento conviviale di scambio di esperienze e di confronto oltre che di manifestazione di reciproca stima. L’autofunebre Maserati Vekal di Biemme Special Cars, ultimo prestigioso aggiornamento per il parco auto di Hypogeum, rappresenta l’ultimo investimento in un asset aziendale strategico, il tutto all’insegna della continuazione di quel processo di crescita intrapreso dall’azienda pistoiese da qualche anno. Hypogeum è nata nel 2007 come magazzino di cofani e accessori per le onoranze funebri; grazie alle strategie di crescita negli anni ha implementato fortemente i servizi offerti, iniziando anche a fungere da Centro servizi, con un parco autofunebri di proprietà e diventando così punto di riferimento per molte agenzie di onoranze del territorio toscano.
svolgimento dei servizi offerti.
La squadra Hypogeum srl al completo Nel 2019 in seguito alla forte crescita avuta, l’azienda ha inaugurato la nuova struttura, una location di oltre 1.300 mq comprendente un nuovo ampio magazzino ed un garage adibito a rimessa automezzi. Le ampie superfici della nuova sede hanno consentito di avere a magazzino una vasta gamma di articoli, tra cui cofani funebri, anche fuori misura, cofani speciali, cofani laccati e per infanti, oltre ad una variegata tipologia di urne cinerarie ed accessori. Negli anni, a seguito della forte crescita avuta, è cresciuta anche la squadra di operatori interni all’azienda, che attualmente è composta da 15 persone, suddivisa fra personale amministrativo e personale operativo adibito allo
La rapida evoluzione del settore delle onoranze funebri ha visto sempre più, nel modello proposto da Hypogeum, la giusta risposta in merito a funzionalità, efficienza organizzativa e tempestività nel servizio offerto: aspetti sempre più necessari per non dire fondamentali, in particolar modo per le piccole e le medie imprese funebri. La capacità di saper leggere i tempi presenti e futuri all’interno del settore e di intuire la tipologia di servizi da offrire alle agenzie funebri del territorio hanno determinato il successo di Hypogeum e la sua crescita costante negli anni. Maserati Vekal di Biemme Special Cars sarà sicuramente un altro fiore all’occhiello da poter offrire ai propri clienti, presenti e futuri, per dare loro sempre prodotti di alto livello che possano caratterizzare ed esaltare la qualità del servizio offerto.
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Il taglio del nastro con il Presidente Luca Rastelli
La nuova Maserati Vekal con il personale Hypogeum srl OLTRE MAGAZINE
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Thanatos, la morte in filosofia di Linda Savelli
Anche la filosofia, fin dagli albori, si è occupata del problema del morire in rapporto al significato della vita: cosa significa davvero morire?
Esiste una vita altra dopo la morte? Ha senso interrogarsi su qualcosa che per tutta l’umanità è ineluttabile e su cui non possiamo avere informazioni certe? Queste sono soltanto alcune delle domande che i filosofi di volta in volta si sono posti nel corso dei secoli, offrendo le risposte più svariate. È con la filosofia platonica che nasce l’idea che la morte sia un bene per l’uomo, che in questo modo si libera delle catene del corpo fisico che imprigiona l’anima. Per Platone, infatti, il corpo, materiale, ostacola OLTRE MAGAZINE
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Thanatos per gli antichi Greci era la morte ed era un personaggio maschile, fratello gemello di Ipno, il Sonno, oppure il figlio della Notte, come ci ricorda l’Enciclopedia Treccani. Acerrimo nemico dell’umanità, già nella mitologia greca simboleggia il terrore della morte e dell’ignoto, l’angoscia che entrambi generano.
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Da Platone a Heidegger: il viaggio attraverso la paura dell’ignoto e la negazione della fine nella società contemporanea.
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l’essere umano nella purezza del suo pensiero, perciò la morte è vista come liberatoria, sia che significhi dissolvenza, sia che significhi reincarnazione. Con l’Epicureismo la filosofia viene ad assumere un orientamento pratico, in cui ciò che è importante è vivere bene, dando il giusto peso al dolore (non dura per sempre, è temporaneo) e al piacere (si raggiunge in maniera piuttosto semplice, se impariamo a distinguere i bisogni necessari da quelli che non lo sono). In quest’ottica viene eliminata la paura degli dei (se anche esistessero non si occuperebbero certamente delle vicende umane) e, cosa più importante, quella della morte, che è qualcosa di inconoscibile. Celeberrimo il passo in cui Epicuro enuncia: “Quando ci siamo noi la morte non c’è, quando c’è la morte non ci siamo noi”, a testimoniare che non c’è bisogno di averne paura perché essa non è che “privazione di sensazioni”, dato che l’anima non è immortale e si disgrega al sopraggiungere della morte, mentre il bene e il male, quindi il piacere e il dolore, derivano per l’uomo proprio dalle sensazioni provate. Il terrore della morte sta, dunque, tutto nell’attesa, che si trasforma in angoscia dell’ignoto; vincere questa paura prendendo consapevolezza del fatto che il morire non è niente per l’uomo, secondo Epicuro apre le porte alla felicità, eliminando il desiderio di essere immortali e rendendoci contenti della nostra finitezza temporale. Secondo Seneca, filosofo di epoca romana seguace dello Stoicismo greco, la morte è un evento neutro, né buono né cattivo, che però con il suo sopravvenire è in grado di eliminare tutte le sofferenze umane, presentandosi, quindi, come vera soluzione di tutti i dolori. Facendo un grande salto temporale e passando alla filosofia contemporanea, si può dire che in qualche
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modo anche Feuerbach riprenda il punto di vista di Epicuro: ha senso parlare di morte soltanto in relazione alla vita, la morte è, quindi, un non-essere che trova il suo significato soltanto finché si è vivi; è assenza di esistenza, infatti. La morte, infine, diventa un diritto intoccabile dell’uomo quando essa si profila come l’unico modo per eliminare una sofferenza, un dolore intollerabili. Totalmente diversa è, invece, la posizione del grande filosofo tedesco Martin Heidegger, esponente della corrente dell’Esistenzialismo. Secondo la concezione di Heidegger l’essere umano e un
esser-ci gettato nel mondo, destinato fin da subito all’ineluttabilità della propria morte, che in questo senso non può che dare forma alla sua vita fin dalla nascita. Il tragico senso di angoscia provato dall’essere umano è, perciò, qualcosa che lo definisce, che lo rende ciò che è e a cui non si può sfuggire, se si desidera vivere una vita autentica, che non è “cura del mondo”, ma cura, o meglio, aver cura di sé e degli altri; autentica e proficua riflessione sul proprio modo di essere nel mondo e per l’altro. In qualche modo, invece, la nostra è una società che nega la morte
TANEXPO 2022
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FILOSOFIA
si può dire che la morte, da evento ineluttabile che accomuna tutti gli esseri viventi nel loro destino finale, è diventata qualcosa da non nominare, da normalizzare, da trasformare in accidentale (da cui, quindi, ci si può salvare) o di asettico, astratto, intellettualizzato. Tuttalpiù il morire si può trasformare in spettacolo, come quando vengono condivisi sui social media contenuti agghiaccianti, quali video di incidenti fatali, suicidi ecc. Anche la spettacola-
rizzazione, infatti, facilita il distanziamento emotivo dal contenuto mostrato, lo trasforma in una sorta di finzione, quasi si trattasse di un film d’azione. La morte-spettacolo appaga, quindi, il desiderio morboso di vedere, tenendoci, al contempo, al riparo dalle forti emozioni che potremmo provare, incluso quel senso di empatia che solitamente proviamo davanti al dolore altrui. È così che riusciamo ad osservare immagini di guerra mentre ceniamo.
L i n d a S a v e l l i :dottoressa in tecniche psicologiche per i servizi alla persona e alla comunità e filosofa.
Bibliografia di riferimento: Abbagnano, N. (1993). Storia della Filosofia. Volume primo. La Filosofia Antica (dalle origini al neoplatonismo). Torino: UTET. Mortari, L. (2019). Aver cura di sé. Milano: Raffaello Cortina Editore.
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e quanto essa comporta sia a livello corporeo che di sensazioni ed emozioni. Thanatos è ancora un tabù, anzi, forse lo è adesso più di prima: un tempo, infatti, il morire era vissuto come un evento naturale che accompagnava lo scandire del tempo… morivano i neonati a causa delle precarie condizioni igieniche e alimentari, morivano le giovani partorienti per mancanza di adeguate cure mediche, morivano in casa gli anziani dopo una vita operosa al servizio della famiglia, morivano i giovani di ambo i sessi a causa di epidemie, guerre, carestie… Tutti eventi dolorosi e perturbanti, certo, ma che nondimeno costringevano l’individuo a fare i conti con la morte, con la sua fisicità e con la ridda di emozioni che scatena, diverse per ciascuno di noi. Adesso, invece,
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LEGALE, FISCALE
L’immemoriale e cosa comporta A c u r a d i a v v. A l i c e M e r l e t t i e a v v. E l e n a A l f e r o
Elaborato nel diritto romano e ormai abbandonato, sopravvive nel diritto pubblico ed è diffuso in merito a concessioni di tombe e cappelle.
Studiando all’Università ho amato il diritto romano e ritengo particolarmente interessante trovarmi a ragionare su uno dei suoi istituti più celebri. Mi riferisco all’immemoriale.
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Una recente sentenza della Giustizia Amministrativa ci ricorda cosa è l’istituto dell’immemoriale e soprattutto cosa comporta.
Segnatamente, l’istituto dell’immemoriale è stato elaborato nel diritto romano per fornire tutela a situazioni le cui origini si perdono nel
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tempo e per le quali, anche per questo, non è possibile addurre un titolo formale. L’immemorabile, largamente diffuso durante il medioevo, è stato abbandonato con l’avvento delle moderne codificazioni (in Italia, con il Codice civile del 1865), in quanto non più compatibile con le norme in tema di prescrizione e usucapione previste nei rapporti tra privati. Tuttavia, esso “sopravvive nel diritto pubblico e trova applicazione al fine di riconoscere, attraverso un procedimento presuntivo, la legittimità di un esercizio di fatto corrispondente
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LEGALE, FISCALE
ad un diritto per un tempo immemorabile, allorché manchi un atto formale di concessione e si intenda adeguare per «un’elementare esigenza di giustizia» la situazione fattuale a quella giuridica «quale principio generale valido ai sensi dell’art. 12 preleggi»” (così Cass. civ., sez. un., 4 settembre 2018, n. 21598, cit.; cfr. altresì Cons. St., sez. V, 24 ottobre 2019, n. 7267). L’istituto è in realtà altro che un mezzo di prova del diritto per presunzione ai sensi dell’art. 2729
cod. civ.. L’articolo infatti recita: "Le presunzioni non stabilite dalla legge sono lasciate alla prudenza del giudice il quale non deve ammettere che presunzioni gravi, precise e concordanti. Le presunzioni non si possono ammettere nei casi in cui la legge esclude la prova per testimoni". Insomma, per dirla in parole semplici, dal fatto noto – l’utilizzo del bene protratto senza soluzione di continuità e senza contestazioni per un arco temporale assai lungo, del cui momento iniziale non si ha traccia
- è possibile dedurre il fatto ignoto ossia l’esistenza di un titolo (presunzione che, in quanto semplice o iuris tantum, può essere superata da una dimostrazione contraria). Tale istituto ha avuto ampia diffusione proprio nel “nostro” settore, voglio dire quello cimiteriale, secondo il quale la prova dell’uso delle concessioni relative a tombe o cappelle da un tempo remoto e senza che negli anni vi siano mai state contestazioni comporta la prova del diritto d’uso della concessione stessa (si veda T.A.R. Piemonte, sez. II, 22 dicembre 2020, n. 899). La questione non è di poco momento, poiché una volta “provato” mediante l’istituto dell’immemoriale il diritto del concessionario “da tempo immemore” allora è possibile presumere anche la loro natura perenne della stessa concessione. In proposito, deve rammentarsi che sino al 1975 le concessioni cimiteriali potevano essere rilasciate sine die, secondo quanto previsto dall’art. 70 del r.d. n. 1880 del 1942 e, in precedenza, dall’art. 100 del r.d. n. 448 del 1892, mentre solo l’art. 83 del d.p.r. n. 803/1975 (ora art. 92 del d.p.r. n. 285/1990) ha introdotto il principio della necessaria temporaneità dei nuovi titoli concessori (che sono a tempo determinato e di durata non superiore a novantanove anni, salvo rinnovo).
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Dunque, ove un utente riesca a provare di essere titolare di concessione cimiteriale “perenne” sine die l’Amministrazione non può fare applicazione del regime del rinnovo, predicabile per i soli rapporti di durata sottoposti a termine. Cosa significa questo? Che l’Amministrazione non può “cambiare il termine” da perenne a temporaneo (così limitando il diritto dell’utente).
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NESSUNA SPECULAZIONE SUL DOLORE DEI PARENTI GLI ONORARI VENGONO PAGATI DALLE COMPAGNIE ASSICURATIVE
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Vari sono gli strumenti, che se debitamente attivati e “gestiti” portano ad un agire legittimo della Pubblica Amministrazione: - l’esercizio del proprio potere di autotutela, per sopravvenuti motivi di interesse pubblico, o per mutamento della situazione di fatto non prevedibile al momento dell’adozione del provvedimento, o anche, semplicemente, per una nuova valutazione degli elementi e dei presupposti preesistenti. - la stesura di Regolamenti di polizia mortuaria in cui la transizione da concessione perenne a perpetua, venga disciplinata con cautela.
Così se da un lato le Pubbliche Amministrazioni possono gestire lo spazio e i contratti in modo conforme alla norma, gli interessi del privato cittadino altresì sono tutelati: il bilanciamento tra le Parti è ancora una volta prima che imposto dalla norma, opportuno per mantenere dei rapporti sereni con la cittadinanza, in un settore che, lo sappiamo, è centrale.
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Proprio a tal riguardo si segnala che la giurisprudenza (TAR Liguria, I, 28.4.2022 n. 324; C.G.A. Reg. Sic., sez. giur., 10 settembre 2020, n. 762) ha sancito che il regolamento cimiteriale comunale può disporre la trasformazione delle concessioni sepolcrali da perenni in temporanee allorché sussistano le condizioni stabilite dall’art. 92, comma 2, del d.p.r. n. 285/1990 e cioè: - una grave situazione di insufficienza del cimitero; - l’impossibilità di procedere all’ampliamento o alla costruzione di un nuovo camposanto.
Foto di Luke Michael - Unsplash
attenzione al Comune. Di fronte ad un istituto che agevola la prova (per presunzione) della concessione perenne, cosa può fare la città?
luoghi di cremazione
Il crematorio nel Woodland Cemetery di Miranda Nera
Staccato dalla vecchia struttura, è stato realizzato in armonia con la natura e il bosco in cui è inserito.
Il crematorio è inserito all’interno dello storico Woodland Cemetery, Skogskyrkogården nome svedese, luogo di rara bellezza paesaggistica e patrimonio mondiale dell’Unesco dal 1994. Il cimitero fu realizzato nel 1917 circa su un’area adibita a cava di ghiaia e immersa nel verde. Il bando di concorso internazionale dell’epoca imponeva che i progetti presentati rispettassero la natura presente e si integrassero con il bosco. Furono 53 i progetti presentati e il bando
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A Stone in the Forest. Questo il nome del progetto del nuovo crematorio di Stoccolma firmato dell’architetto Johan Celsing e Partners.
fu vinto da una coppia di architetti, Asplund e Lewerentz, che portarono “Talium”, un lavoro proprio incentrato sulle caratteristiche dei boschi del nord. Il loro progetto ha influenzato l’immagine dei cimiteri di gran parte del mondo in cui il rapporto tra il paesaggio naturale e l'opera dell’uomo è molto stretto.
Il crematorio Il cimitero di Woodland è concepito come un organismo costituito da cappelle, cortili, strade e tombe e il nuovo crematorio doveva innestarsi perfettamente rispettando la sua struttura in armonia con la
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Foto di Ioana Marinescu
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natura del luogo, proprio come era stato per il progetto del cimitero. Il concetto chiave intorno a cui ruota l’idea progettuale è facilmente deducibile: A Stone in the Forest, presentato da Johan Celsing e Partners, indica la volontà degli architetti di realizzare un’opera innestata completamente all’interno del sito rispettandone il grande valore naturalistico costituito dalla biodiversità delle specie arboree locali. Esattamente come per il cimitero, realizzato seguendo la regola del rispetto assoluto per la natura e sviluppato in un’area boschiva di 85 ettari.
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Foto di Mikael Almehag
La volontà di realizzare un crematorio annesso al cimitero è nata dall’ aumento esponenziale delle richieste di cremazione salite oltre il 70%
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e allo stesso tempo dalla mancanza di spazi idonei per le sepolture. La scelta intelligente del Comune di bandire un concorso ha dato la possibilità di poter scegliere tra una rosa di candidati la proposta più affine al cimitero esistente ed allo spirito del luogo. L’architetto Celsing è stato lungimirante comprendendo l’importanza del rapporto tra uomo e natura attraverso la salvaguardia della foresta come punto di sviluppo del progetto stesso. Il nuovo crematorio è una struttura immersa tra gli alberi e racchiude in un unico blocco tutte le funzioni richieste dal bando di concorso. Dista 150 metri dal volume dell’edificio storico del cimitero che ospita le tre cappelle della Fede, della Santa Croce
e della Speranza ma non condivide alcun rapporto con esso. Per questo la nuova struttura appare legata al cimitero, integrandosi con la natura, ma allo stesso tempo costituisce un nucleo autonomo in quanto separato rispetto al vecchio edificio. La nuova struttura è indipendente e dà l’immagine proprio di una “pietra nella foresta”, come anticipato dal nome che le è stato dato. Il complesso è compatto e regolare, costituito da un blocco quadrato di 43 metri per lato. Ogni anno ospita circa 8000 cremazioni e, nonostante sia ben inserito nel paesaggio, rimane comunque un edificio imponente. L’esterno è realizzato in mattoni faccia a vista di un colore molto simile a quello dei tronchi de-
“Lo stile che apre le porte del paradiso”
67 Infinito
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220 Intarsio
220 Pieta
67 Madonna
La foresta La foresta è uno spazio evocativo. Fin dall’antichità popoli e culture diverse hanno attribuito alla foresta un significato denso di misticismo.
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È un luogo sacro e rappresenta simbolicamente l’idea del ciclo della vita in costante rigenerazione. Per questo motivo l’integrazione dell’architettura con la natura è uno dei requisiti del cimitero e del crematorio di Stoccolma. Inoltre, il rispetto della natura è un’esigenza sempre più sentita e questa opera sarà da stimolo a nuovi progetti così come è stato per il cimitero.
Curiosità All’interno del cimitero di Skogskyrkogården sono sepolti numerosi personaggi illustri come Gunnar Asplund, lo stesso architetto che lo ha realizzato, e Tim Bergling conosciuto come Avicii, dj e produttore di fama internazionale. Il personaggio più famoso a essere sepolto nel cimitero svedese è sicuramente Greta Garbo: la Divina, nata a Stoccolma e scomparsa nel 1990, riposa sotto una lapide che riporta solamente la sua firma in oro, immersa tra rose e alberi. Foto di Mariagroth - Dreamstime
gli alberi che lo circondano, per fondersi il più possibile con l’area circostante. La struttura è composta da linee pulite e alterna pareti piene a grandi vetrate che mettono in relazione l’utente con il paesaggio circostante dando vita ad un confine molto labile con l’esterno. L’intero edificio ha una struttura semplice ed è diviso in due volumi. La sezione dell’edificio che si trova a sud-ovest e sud-est ospita le funzioni private non aperte al pubblico: è in questa area che si trovano i forni e gli spazi tecnici per gli addetti ai lavori. La seconda sezione dell’edificio ospita invece le aree a cui è consentito l’accesso agli utenti: oltre agli uffici include infatti le sale per il commiato e le zone rivolte ai parenti dei defunti. All’interno della struttura è presente anche un cortile interno molto interessante che si affaccia sul paesaggio. Quest’area è però privata ed è ad uso esclusivo del personale del crematorio. È stata pensata per offrire un’esperienza lavorativa stimolante ma anche rilassante agli operatori, in modo da rendere il luogo lavorativo piacevole. Il bando di concorso era molto chiaro su questo aspetto: i progetti presentati avrebbero dovuto pensare al benessere degli utenti ma anche dei lavoratori, offrendo una struttura nella quale fosse piacevole prestare la propria attività lavorativa. Coloro che operano a stretto contatto con la morte e con momenti così delicati dell’esistenza sono sottoposti a forti stress emotivi e per questo è importante che abbiano accesso a spazi sani e rilassanti in cui lavorare.
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Idrolisi alcalina, la nuova moda USA di C. SAVELLI
In un periodo storico in cui l’allarme per il cambiamento climatico causato dall’incremento della temperatura terrestre preoccupa scienziati ed esperti, il tema dell’ecologia è molto sentito a livello mondiale.
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Una reazione chimica alla base del processo ecologico che si propone di affiancare i metodi classici di inumazione, tumulazione e cremazione.
Dopo anni di allerte lanciate dagli studiosi su più fronti, anche i più riluttanti hanno cominciato a valutare seriamente il problema climatico e le azioni da mettere in campo per poter mitigare, se non frenare, l’avanzata
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del “punto di non ritorno” previsto intorno ai prossimi venti anni. In questa ottica di riduzione delle emissioni inquinanti nell’atmosfera per limitare i danni di effetto serra e l'innalzamento della temperatura, numerosi metodi alternativi e soluzioni green spuntano anche in ambito funerario: sono innovazioni più o meno realistiche che si propongono di affiancare le classiche
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Foto di Burial Ingemar Magnusson - Dreamstime
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Da quando l’essere umano ha iniziato le sepolture rituali dei corpi, che si sono evolute nei secoli seguendo religioni, tradizioni e abitudini delle diverse culture locali, l’impatto della nostra civiltà sull’ambiente è cresciuto in maniera costante anche oltre la vita. L’essere umano si è evoluto in una società che ha un importante impatto ambientale in tutti gli ambiti e quindi anche nel settore funerario e cimiteriale. Ma il modo in cui vengono curati, preparati e gestiti i corpi dei defunti è fortemente legato
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inumazioni, tumulazioni e cremazioni. L’idrolisi alcalina è una di queste “nuove forme” di gestione della salma: arriva dall’estero e sta prendendo piede soprattutto in alcuni stati degli USA. Ma può davvero cambiare il modo di pensare dell’opinione pubblica e il lavoro degli operatori del settore? E potrebbe, una soluzione così diversa rispetto a quelle attualmente proposte, entrare a far parte delle opzioni possibili anche nel nostro Paese?
a numerosi aspetti della società: religioni, credenze e riti locali contribuiscono a creare un certo tipo di visione generale che viene poi modellata sui principi personali di ogni individuo. Insomma, le abitudini funebri cambiano molto anche a seconda del territorio. L’inumazione, uno dei metodi più antichi e ancora molto utilizzato nella società moderna, è la scelta più diffusa in Italia. Un Paese cattolico e religioso come il nostro basa le proprie radici e credenze sull’importanza di mantenere il corpo “integro” e anche tra chi non crede o non pratica, il cofano e l’inumazione sono spesso la prima scelta rispetto ad altre opzioni. Negli ultimi anni anche la cremazione sta diventando più popolare e richiesta. Soprattutto dopo l’avvento del Covid e grazie alla possibilità di conservare le ceneri e portare a casa i resti dei propri cari, la cremazione sta diventando una valida alternativa. Tra le nuove generazioni è una
scelta comune: sono molte le persone che richiedono di essere cremate e che le proprie ceneri vengano consegnate ai familiari o disperse nei luoghi preposti dalla legge. Questi metodi sono inquinanti? In parte sì. Ovviamente l’utilizzo di materiali adeguati per i cofani e di macchinari moderni per i forni riducono molto l’impatto ambientale, ma non del tutto. Ed è questo che viene criticato da chi propone nuovi metodi ecologici come, ad esempio, l’idrolisi alcalina. Cos’è l’idrolisi alcalina? Le alternative ai metodi classici di inumazione e cremazione sono numerose e stanno guadagnando consensi soprattutto all’estero. Tra queste c’è appunto l’idrolisi alcalina o acquamazione. Ma in cosa consiste? Ed è davvero così sostenibile e possibile come viene presentata da chi la promuove? Il processo di acquamazione è una sorta di “cremazione con l’acqua”
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che non usa il fuoco per l’incenerimento e che negli Stati Uniti è diventata legale e consentita in numerosi stati: California, Florida, Kansas, Idaho, Texas e altri. Come funziona nella pratica? Come detto, si tratta di un processo chimico: il corpo viene introdotto in una capsula metallica chiusa ermeticamente e immerso in un composto di acqua e idrossido di potassio. Il liquido viene portato a una temperatura di circa 160 gradi mentre la capsula viene pressurizzata in modo che non si arrivi all’ebollizione del composto. Il corpo all’interno si liquefà in circa 6 ore lasciando residui di facile smaltimento: un liquido verde-marrone che contiene zuccheri, peptidi, sali e aminoacidi e le ossa, che non vengono intaccate dalla reazione chimica e che vengono polverizzate tramite altri processi. Il liquido, analizzato e purificato, può essere smaltito nella rete fognaria mentre le ossa ridotte in polverina vengono consegnate ai familiari in un’urna.
Questa pratica al momento non è consentita in Italia, come non lo è in molti altri Paesi particolarmente legati a determinati riti e religioni, e per questo è impossibile richiederla. Inoltre, essendo consentita solamente in alcuni Paesi, sono poche le aziende in grado di offrire questo servizio, come la Bio Response Solutions (USA) e la scozzese Resomation che hanno concentrato il loro business proprio su questo tipo di offerta, con conseguente predominio del servizio.
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Un pregio dell’idrolisi alcalina è quello di poter recuperare con facilità i materiali inorganici una volta terminato il processo: l’idrolisi alcalina infatti non intacca protesi, dispositivi medici e impianti dentali che possono essere così smaltiti in modo sostenibile nel rispetto delle norme ambientali.
L’idrolisi alcalina non è un procedimento recente: fu messo a punto a fine ‘800 per lo smaltimento del bestiame ed è ancora in vigore soprattutto per neutralizzare gli effetti pericolosi derivanti dalle carcasse di animali morti a causa di virus e infezioni che potrebbero diventare pericolose e contagiare altri capi o addirittura insediamenti umani. L’acquamazione infatti inattiva i virus, i batteri e i prioni. L’applicazione sugli esseri umani è arrivata negli anni 2000 quando le scuole di medicina americane
hanno iniziato ad usarla sui corpi donati alla scienza dopo il loro utilizzo per scopi didattici. Uno dei personaggi più famosi ad aver scelto questa tecnica è stato il premio Nobel Desmond Tutu, fermo attivista per l’ambiente, che con questa dichiarazione pubblica ha dato molta visibilità all’acquamazione. In Italia la strada per l’approvazione di metodi così alternativi è ancora lunga, ma è giusto cominciare a riflettere su come affrontare le sfide che il futuro ci metterà davanti in materia di sostenibilità ambientale.
corsi online settembre 2022 martedì 06/9/2022
Best practices da applicare per il corretto trattamento delle acque reflue nei cimiteri relatore: Rel. Valeria Leotta
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Emissioni in atmosfera dei crematori italiani: uno sguardo alle nuove prospettive di normative nazi.li ed europee relatori: Valeria Leotta / Salvatore Mineo
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L’evoluzione nell’elaborazione del lutto durante la pandemia Covid e la gestione del rapporto con i dolenti in ambito funebre e cimiteriale relatore: Daniela Rossetti
martedì 27/9/2022
Quesiti al volo: domande e risposte online, con discussione aperta relatori: Valeria Leotta / Sereno Scolaro / Carlo Ballotta
giovedì 29/9/2022
Cimitero e crematorio: come cambiare i servizi offerti, dall’essenziale all’utile. La riscoperta della ritualità relatore: Fabrizio Gombia
ottobre 2022 martedì 04/10/2022
Trasporti funebri internazionali relatore: Sereno Scolaro
giovedì 06/10/2022
L’impianto di cremazione: elementi normativi, tecnica e aspetti operativi relatore: Salvatore Mineo
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parliamo di...
Una Barbie impresaria funebre di c. savelli
Raggiungere una posizione importante in un mondo prevalentemente maschile, con tutte le difficoltà che una madre lavoratrice si trova ad affrontare, non è facile. Ma non è “solo” questo traguardo a rendere interessante la storia di Sarah. Mrs Brown-Derbah infatti è diventata famosa nel mondo del web e del funerario per la sua petizione alla Mattel, la nota azienda creatrice della bambola più famosa al mondo: la Barbie. Dopo un periodo difficile per gli operatori funebri a causa dell’imponente lavoro svolto durante la pandemia, Sarah, che colleziona Barbie da quando era piccola, è rimasta delusa
nel vedere che la Mattel ha creato numerose bambole per omaggiare i lavoratori essenziali (Barbie pompiere, Barbie infermiera etc) ma non ha inserito la figura dell’impresaria funebre. Una significativa mancanza visto il lavoro fondamentale che queste figure hanno svolto negli ultimi anni. Sarah Brown-Derbah ci racconta la sua storia e come è iniziata l’idea della petizione per chiedere alla Mattel la realizzazione di una Barbie impresaria funebre. Come ha cominciato a lavorare nel settore funerario? «A differenza della maggior parte degli impresari di pompe funebri, non ho mai lavorato in una casa funeraria prima di diplomarmi alla scuola di arte funeraria. In realtà avevo il desiderio di diventare un’impresaria fin dall’età di 16 anni. Tuttavia, entrambi i miei genitori erano insegnanti e mia madre voleva che seguissi le loro orme perché pensava che insegnare
a scuola fosse un lavoro stabile. Di qui il mio primo diploma in Biologia ed Educazione secondaria preso al Lane College. Dopo numerosi anni come insegnante, ottenni un incarico come Account Manager per un’azienda sanitaria che lavorava con le case di cura ma durante il primo anno ho scoperto di essere incinta del mio primo figlio e, a causa di una gravidanza difficile, dovetti lasciare il posto e dedicarmi alla mia famiglia. La vita di casalinga mi stava stretta: volevo qualcosa di più e ne parlai con mio marito che mi dette il suo totale supporto. Mentre frequentavo il Marygrove College per i due corsi come contabile richiesti per l’ammissione al programma di Scienza Mortuaria della Wayne State University, mia madre e mia suocera mi aiutavano con il bambino. Dato che non sarei riuscita a iniziare la Scuola Funeraria fino al successivo agosto, riempii il tempo prendendo un certificato post laurea in Scienze OLTRE MAGAZINE
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Sarah Brown-Derbah è la manager della Funeral Home “Haley Funeral Directors” in Michigan, USA. Sarah è una donna, è una manager ed è madre di due bambini: già questo sarebbe sufficiente per dedicarle un articolo.
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La petizione di Sarah Brown-Derbah, manager della Haley Funeral Directors, per chiedere alla Mattel una bambola dedicata alla propria professione.
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Forensi. Ad agosto 2007 cominciai la scuola funeraria mentre ero incinta del secondo bambino. Mia figlia nacque dopo tre mesi del primo semestre ma completai gli esami senza ritardare nessuna scadenza nel 2009. Dovetti però affrontare un nuovo ostacolo: trovare una casa funeraria che mi assumesse come apprendista così che potessi diventare un’impresaria di pompe funebri in Michigan. Per quasi due anni mandai mail, telefonai e incontrai impresari cercando un impiego. Molte case funerarie nella mia zona erano gestite da famiglie e da uomini anziani che mi dicevano: “Lei è troppo qualificata per essere un’impresaria” oppure “Le uniche donne che lavorano come impresarie vengono da famiglie che gestiscono case funerarie: dovrebbe lavorare come infermiera in ospedale”. Nel 2011 però si presentò un’opportunità: uno dei miei insegnanti di imbalsamazione lasciò la casa funeraria dove lavorava e aprì la sua im-
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mantenere gli standard e l’integrità che il brand ha nella comunità da oltre cento anni».
presa. Venni a conoscenza di questa cosa prima che venisse pubblicato un annuncio quindi andai subito da lui. Sapeva quanto ero seria e studiosa e mi assunse immediatamente». Adesso è la manager della Haley Funeral Directors: come è arrivata a questo traguardo? «Dopo gli studi ho fatto un apprendistato con un impresario registrato, ho passato un esame del National Board e un esame per ottenere la licenza nello Stato del Michigan. Sono stata impiegata in 3 case funerarie nel corso di 6 anni per acquisire la conoscenza che ho oggi. Solo quando sono arrivata alla Haley Funeral Directors ho assunto la posizione di Funeral Manager. Sono responsabile per la conformità con le leggi locali e federali, della gestione degli impiegati, dei libri paga, del marketing e di
Crede che le donne debbano affrontare più problematiche degli uomini per raggiungere gli stessi riconoscimenti nel settore funerario? «Sì, le donne in ogni professione devono affrontare più ostacoli degli uomini. Le donne che non sono impresarie funebri da generazioni ne affrontano anche di più. Dato che la maggior parte delle case funerarie vengono dirette da uomini e sono a conduzione familiare, ogni generazione segue lo schema di quella precedente. A queste imprese piace tenere le donne a fare il lavoro d’ufficio o farle camminare all’ombra degli uomini. Io ho dovuto lavorare in numerose case funerarie per avere le competenze di cui avevo bisogno, per essere forte sotto tutti gli aspetti; una sicurezza che ho acquisito dopo 12 anni di lavoro nella professione. Se sei impresario funebre è importante restare connesso con il pubblico e fornire assistenza ai vivi. Prima della pandemia ho partecipato a molti Career Day nelle scuole locali per condividere la mia professione con i bambini. Ho anche accettato le richieste delle chiese che richiedevano la mia esperienza per organizzare i funerali. Nel primo anno di pandemia ho distribuito 1.500 gel igienizzanti mani agli homeless e agli anziani, gruppi vulnerabili e facilmente dimenticati. E per il mio lavoro nella comunità sono stata premiata con lo Spirit of Detroit Award dal consiglio comunale il 12 maggio 2021 e il 17 giugno sono stata nominata Lavoratore del Mese in prima linea dallo stato del Michigan».
Cosa direbbe a una giovane donna che vuole seguire la sua carriera? «Condividerei il mio percorso nell’industria funeraria con lei. Il tema ricorrente è che ho dovuto farmi spazio in una professione che non mi voleva. Grazie a questo posso rassicurarla che può fare qualsiasi cosa si metta in testa. Le direi anche di lasciarsi guidare dalla sua passione e dedizione. Potrà incontrare alcuni degli ostacoli che ho incontrato io ma il suo viaggio sarà solo suo». Per firmare la petizione: www.change.org/p/mattel-tell-mattel-to-create-a-funeral-director-barbie
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Chi può aiutarla con la petizione e perché dovrebbero farlo? «Chiunque con un telefono o un computer con accesso a internet può aiutare a far diventare realtà la Barbie Impresaria Funebre. Questa Barbie può aiutare a far diventare main-
stream la nostra professione. Troppo spesso la gente pensa che gli impresari siano “strani” e la morte è vista come un tabù. Questa bambola può aiutare il pubblico a vedere gli impresari come persone premurose e compassionevoli verso la comunità. Potrebbe anche ispirare le nuove generazioni e aiutare le bambine a scoprire questa professione. Credo anche che sarebbe un bel tributo alle donne che lavorano in un business ancora dominato dagli uomini».
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Mi parli della sua petizione alla Mattel per chiedere una Barbie Funeral Director. «Colleziono le Barbie che rappresentano gli aspetti della mia vita. Mia madre ha iniziato questa tradizione regalandomi una Barbie ogni volta che mi diplomavo a scuola. Ho recentemente acquistato la Barbie Alpha Kappa Alpha Sorority Incorporated Centennial 2008. Sono io stessa un membro della sorellanza e questa bambola era una limited edition come tributo alla prima sorellanza per donne afroamericane diplomate o laureate. Ho cercato una Barbie Impresaria funebre per almeno 10 anni. Onestamente, pensavo che la pandemia da Covid-19 avrebbe spinto verso la sua creazione. I media hanno parlato così tanto dei lavoratori in prima linea, degli essenziali. Gli impresari funebri hanno lavorato duramente tanto quanto i medici e gli infermieri. Qualche mese fa ho scoperto che adesso Barbie è infermiera e assistente medica. È stato a quel punto che ho deciso di iniziare una petizione online».
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CASE FUNERARIE
Nasce il terzo Giardino degli Angeli Inaugurata anche a Legnano la casa funeraria, la prima del territorio, alla presenza del sindaco Radice. È stata inaugurata a Legnano la Casa Funeraria “Giardino degli Angeli”, prima e unica struttura in città per commemorare, nella massima dignità e riservatezza, la persona cara venuta a mancare.
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È progettata per le salme di chi si è spento presso abitazioni private, ospedali, RSA e case di riposo e
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ospitarle durante il periodo di tempo tra la dipartita e la celebrazione dei funerali. Gestita dalle Onoranze Funebri Ala, si tratta della terza Casa realizzata dal Gruppo Vergani dopo quelle già attive a Inveruno e Cardano al Campo. L’inaugurazione si è tenuta alla presenza dei titolari Cipriano, Cristian e
Stefano Vergani, che hanno ospitato il sindaco di Legnano, Lorenzo Radice, accompagnato dall’assessore Monica Berna Nasca, il sindaco di Canegrate Roberto Colombo, e l’assessore provinciale e sindaco di Inveruno Sara Bettinelli. Nei giorni seguenti è stato organizzato un Open Day aperto al pubblico per
mostrare alla comunità i locali della nuova struttura.
La struttura
Gli spazi interni della Casa Funeraria
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«Abbiamo riscontrato un’esigenza fortissima sul territorio di poter usufruire della Casa Funeraria, che consente di non lasciare il defunto per 48-72 ore presso abitazioni o RSA, che non hanno le dimensioni adatte per ospitare le visite di parenti e amici, o peggio all’interno delle sale mortuarie degli ospedali, spesso fatiscenti e senza servizi» spiegano Cristian e Stefano Vergani, titolari della Ala Onoranze Funebri. «In tutta la Lombardia sono ormai circa 300 le strutture simili e l’utilizzo di questo servizio è in costante crescita. In quasi il 90% dei funerali che organizziamo nelle zone di Inveruno e Cardano al Campo i familiari scelgono di utilizzare gratuitamente le nostre Case Funerarie perché offrono il luogo adatto e la necessaria riservatezza per affrontare il difficile periodo del lutto».
Un momento dell'inaugurazione
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Il “Giardino degli Angeli” ha una superficie di circa 700 metri quadri; offre 6 camere per ospitare altrettanti feretri e una sala del commiato dove potranno essere organizzate la commemorazione e la veglia. La struttura è caratterizzata da colori tenui e dal calore del legno; tra i servizi disponibili anche la possibilità di diffondere nell’ambiente musica classica e leggere profumazioni. Nella sala del commiato è possibile svolgere cerimonie funebri con riti laici o di gruppi religiosi che non abbiano un luogo di culto nell’area del Legnanese. Dotata di impianti tecnologici all’avanguardia per garantire la tutela sanitaria del pubblico, la Casa Funeraria rende disponibili attrezzature moderne e personale altamente qualificato.
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Prima (e dopo) di te di Raffaella Segantin
La ventiseienne Louisa vive in un tipico paese della campagna inglese con la sua famiglia a cui è molto legata. È una ragazza solare, ottimista che non si conforma ai cliché sociali, non tanto per snobismo intellettuale quanto piuttosto per una sua naturale disposizione. Il suo originale e bizzarro modo di vesti-
re con improbabili accostamenti di colori sgargianti e la sua disarmante spontaneità la fanno spesso apparire un po' goffa. Non ha un carattere ribelle e accetta di buon grado quello che fino ad ora la vita le ha riservato, a cominciare dal fidanzato, un aitante personal trainer maniaco della forma fisica, totalmente incapace di comprenderla. Che Lou sia una ragazza fuori dagli schemi ce ne accorgiamo fin dai primi fotogrammi dove la vediamo nella caffetteria in cui lavora come cameriera. I suoi modi gentili, anche se un po’ impacciati, il rapporto OLTRE MAGAZINE
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Tratto dall’omonimo libro di Jojo Moyes e uscito nelle sale nel 2016, il film Io prima di te è incentrato sul particolare rapporto tra Louisa Clark (Lou) e William Traynor (Will), interpretati rispettivamente dagli attori Emilia Clarke e Sam Claflin.
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Una storia toccante che ha origine dalla difficile scelta del protagonista maschile di affidarsi al suicidio assisto.
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subito in modo a dir poco sgarbato, la sua presenza lo infastidisce e le sue risposte sono sempre caustiche e rabbiose. Qualsiasi altra persona al suo posto si sarebbe arresa, come d’altronde lo avevano fatto quelle che l’avevano preceduta, ma lei non è come le altre e non si scoraggia. Con il suo candore riuscirà a scalfire la dura corazza di Will e tra loro si istaurerà un rapporto speciale che sfocerà anche in un sentimento d’amore. Lou viene presto a conoscenza della terribile decisione di Will e del patto che ha stabilito con
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di empatia che sa stabilire con le anziane clienti a cui offre con tatto di incartare gli avanzi senza rischiare di metterle in imbarazzo, ce la rendono subito amabile.
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La famiglia, che versa in condizioni economiche precarie, fa grande affidamento sul suo impiego, così quando viene improvvisamente licenziata perché il locale è costretto a chiudere, Lou si attiva immediatamente per cercare una nuova occupazione. Purtroppo all’ufficio di collocamento non hanno offerte in linea con il suo profilo, pertanto finirà per accettare l’unico impiego disponibile, allettata anche dalla prospettiva di una buona remunerazione. Saranno i Traynor (i ricconi del paese che vivono nientemeno che in un castello) ad assumerla con un contratto di sei mesi affidandole il compito di assistere e di tenera compagnia al loro figlio Will divenuto paraplegico un paio di anni addietro a seguito di un incidente. Prima della tragedia Will era un trentenne esuberante che conduceva una vita esaltante: di bell’aspetto e molto popolare soprattutto tra le ragazze, era ben inserito nel mondo degli affari, amava l’avventura, gli sport estremi e tutto per lui sembrava destinato al pieno successo. Lou si trova improvvisamente catapultata in un mondo lussuoso che non le appartiene, alle prese con un giovane uomo profondamente ferito nell’anima e pieno di rancore che non esita ad esternare apertamente. Con lei si pone
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a com’era ciascuno dei due prima di incontrare l’altro: “Sono diventata una persona completamente diversa grazie a te” affermerà la ragazza. E alla fine del film la vediamo, infatti, a Parigi (lei che non era mai uscita dai confini del paese) mentre legge una lettera postuma di Will che ancora una volta la incita a vivere con audacia e a non accontentarsi.
La presenza di Lou ha un grande effetto positivo sul morale di Will: riesce finalmente ad addolcirlo, a farlo sorridere, lo coinvolge in varie attività, lo convince persino ad intraprendere un viaggio in un paradiso tropicale. Ma tutto ciò non sarà sufficiente a farlo desistere dalla sua scelta. La ragazza ne è sconvolta, sperava che il loro amore potesse trionfare su tutto come in ogni favola che si rispetti, e in un primo momento si rifiuta di accompagnarlo nel suo ultimo viaggio, ma poi, comprendendo fino in fondo le sue intime ragioni lo raggiunge nella clinica per stargli accanto fino all’ultimo.
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LUGLIO-AGOSTO 2022
i genitori, che spiega anche il motivo della durata limitata del suo contratto: il ragazzo ha infatti fatto una scelta estrema, quella di ricorrere al suicidio assistito assecondando tuttavia la richiesta dei genitori di rimandare di sei mesi il viaggio verso la clinica svizzera che porrà fine alle sue sofferenze, nella speranza che nel frattempo possa cambiare idea.
Anche se il lieto fine non è assicurato questa non è una storia di fallimento, quanto piuttosto di rispetto. Rispetto delle proprie personalità e delle proprie scelte. È anche una
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storia di un rapporto paritario, dove sono entrambi a dare e a ricevere sostenendosi reciprocamente, senza finzioni o ruoli definiti. Se Lou riesce a toccare le corde del cuore indurito di Will e farle vibrare nuovamente non lo fa perché animata da zelo da crocerossina, ma semplicemente ponendosi per quello che è, non nascondendo le sue fragilità e i suoi limiti. D’altra parte Will, affascinato delle potenzialità di quella persona che non ha mai avuto grandi ambizioni, la sprona ad allargare i suoi orizzonti, a credere maggiormente in se stessa e nelle opportunità che la vita le può offrire, infondendole una rinnovata fiducia. Da qui il titolo del libro e della pellicola cinematografica dove “Io prima di te” si riferisce
Il tema del suicidio assistito, anche se non affrontato in maniera diretta, pervade tuttavia tutto il racconto. È il germe da cui scaturisce l’intera storia ed è uno spunto di riflessione potente che smorza quell’happy end scontato che ci si potrebbe aspettare da un film romantico come questo. C’è la disperazione data dalla consapevolezza dell’irreversibilità di una condizione fisica intollerabile che spegne qualsiasi barlume di speranza di una vita normale e che porta a rinchiudersi nel rimpianto e nell'angoscia. Come sembra voler suggerire la regista Thea Sharrock che ha voluto entrare nella questione in punta dei piedi, la scelta di porre fine alla propria vita può essere vista come un atto amorale ed egoistico ma al contempo può essere interpretata anche come un sacrificio nei confronti delle persone che si amano per non costringerle in un rapporto totalizzante. Ma soprattutto non va mai giudicata, al massimo, se possibile, compresa.
SCHEDA DEL FILM Titolo originale: Me before you Anno: 2016 Genere: Drammatico, Sentimentale Paese: USA Durata: 110 min Interpreti principali: Emilia Clarke, Sam Claflin, Jenet McTeer e Charles Dance. Doppiatori italiani: Enrica Necci, Andrea Mete, Alessandra Cassioli, Stefano De Sando Regia: Thea Sharrock Distribuzione: Warner Bros.
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A Prima Bottega il Premio per l’INNOVAZIONE!
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a manifestazione fieristica internazionale Tanexpo 2022 tenutasi a Bologna il 22, 23, 24 giugno scorso, ha conferito il Premio Tanexpo per l’Innovazione a Prima Bottega. Dopo 10 anni dall’idea e dalla realizzazione di Scrigno del Cuore, uno dei cofani più famosi e amati, Prima Bottega continua a innovare e stupire con concepts originali che hanno trasformato il cofano funebre (che di fatto è una commodity ossia “un bene per cui c’è domanda ma che è offerto senza sostanziali differenze sul mercato ed è fungibile, cioè il prodotto è lo stes-
so indipendentemente da chi lo produce”, per citare la definizione che ne dà Wikipedia) in un vero prodotto unico. “A un decennio dal nostro primo concept, questo Premio a Prima Bottega per l’Innovazione arriva come una consacrazione del nostro obiettivo: creare prodotti unici e innovativi per le Onoranze che vogliono vincere la loro concorrenza” commenta Gianluca Pacini, l’anima creativa della manifattura abruzzese con sede nel borgo medievale di Fossa, l’antica Aveja, ai piedi del Gran Sasso d’Italia.
Da cosa nasce questo obiettivo di Prima Bottega? “Il mercato funerario era appiattito da decenni e mi sono chiesto: può un cofano funebre trasformarsi in un prodotto unico per consentire alle Onoranze di distinguersi dalle altre loro concorrenti? La mia è soprattutto una sfida in un settore in cui la proposta di prodotti simili o uguali l’uno con l’altro è la regola e l’interesse degli impresari finisce per essere legato al prezzo dell’articolo. Allora io mi sono detto “Voglio inventare cofani unici, che però qualsiasi impresario possa permettersi di utilizzare grazie a un valore comunque alla portata di tutti. Cofani che considererà fondamentali per distinguersi e di cui sarà fiero più che della sua autofunebre, uno strumento (costoso) che però oggi hanno tutti così come domani tutti avranno la loro (più che costosa) casa funeraria.” Chiediamo ora a Francesca Colantoni, l’anima commerciale di Prima Bottega: è soddisfatta di questo risultato? “Questo Premio Tanexpo è la conferma del posizionamento di Prima Bottega come azienda produttrice di prodotti unici per le Onoranze che vogliono vincere la loro concorrenza. All’inizio il nostro claim puntava sul prestigio che
questi prodotti possono dare all’onoranza funebre che li sceglie per i propri clienti, ma ora non si tratta più solo di questo. I nostri prodotti sono amati perché fanno in modo che chi li propone venga ricordato, emergendo così rispetto alle Onoranze concorrenti. I cofani Prima Bottega sono utilizzati dai nostri Clienti soprattutto a questo scopo e ora ne abbiamo la conferma”. Francesca, le idee per i vostri cofani sono molte e sempre nuove: come avviene questa continua ricerca di novità da offrire alle onoranze? “Quando abbiamo deciso di creare prodotti innovativi e unici abbiamo iniziato con un solo concept ma non ci siamo fermati alla prima idea: se possiamo farlo una volta, possiamo applicare lo stesso concetto di unicità anche ad altri prodotti. Da qui la voglia di creare sempre cose nuove e sviluppare altre idee per realizzare cofani unici ma prima di tutto utili alle Onoranze. Questa vittoria ci ha dato ragione: ha certificato il successo di un’azienda che ha la sua ragione di essere nel creare prodotti per le Onoranze che vogliono distinguersi. A questo scopo Prima Bottega ha ideato e realizzato una serie di prodotti unici nel loro genere, diventati oggi marchio di fabbrica dell’azienda: inconfondibili.”
amorevole memoria Uno scrigno con un top impreziosito da una custodia in plexiglass trasparente che può essere riempita con oggetti e simboli in memoria dei nostri cari.
RICORDO
spallata, tonalità miele con maniglie e top in foglia oro bocciardata
l’unica tecnica di riproduzione artistica su vera base murale.
ALBERO DELLA VITA
modern spallata, tonalità noce con croce in foglia oro
GRANO
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I cofani sono decorati con la tecnica che conferisce le stesse proprietà degli affreschi tradizionali. Spediamo anche un singolo cofano Affresco!
AFFRESCO
Espandibile 205 “Padre Pio” con Affresco “Padre Pio” spallata, tonalità noce chiaro
Nei dettagli si può osservare il particolare effetto della tecnica AFFRESCO
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Spediamo anche un singolo cofano Affresco!
Possiamo riprodurre qualsiasi soggetto, dalle tradizionali immagini sacre alle fotografie degli affetti più cari.
PADRE PIO
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Il dolce ricordo del tuo amico fedele
URNA PET IN TECNICA AFFRESCO E ORO BOCCIARDATO Esempio di personalizzazione urna con immagine fornita dal cliente
un cuore per ricordo
SCRIGNO DEL CUORE
l’unico feretro con intagliati dei piccoli cuori che i partecipanti alla cerimonia possono prendere e conservare in ricordo della persona scomparsa.
SCRIGNO DEL CUORE
spallata, laccata rosa con maniglie
SCRIGNO DEL CUORE spallata, laccata rosa e retta naturale con maniglie
il nuovo rito di commiato
Il cuore, da prendere come ricordo, può essere sostituito da un messaggio d’amore dedicato.
creato per offrire un fiore
Illuminato da una fascia in plexiglass oro a specchio con piccole aperture a forma di cuore nelle quali i partecipanti possono offrire un fiore come ultimo dono.
DONO
spallata, laccata bianca con croce in plexiglass oro a specchio
DONO Un gesto capace di raccontare i sentimenti più profondi, nel modo più semplice ed elegante.
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un pensiero inciso per sempre
Due anelli in metallo da cesello e foglia oro, formati da mattonelle da incidere facilmente, anche con una penna, avvolgono e illuminano Sigillo d’Amore. Sigillo d’Amore è stato pensato per regalare un’esperienza nuova, creativa ed emozionante.
Per lasciare messaggi e pensieri d’addio che rimarranno per sempre incisi, rendendo la cerimonia unica e partecipativa.
SIGILLO D’AMORE
spallata, tonalità noce con maniglie
Spediamo anche un singolo cofano Sigillo d’Amore!
SIGILLO D’AMORE
retta, tonalità noce con croce in foglia oro
L’ O R I G I N A L E
PREGHIERA
“Il Signore è il mio pastore”, spallata, tonalità miele
Il testo è impreziosito da uno sfondo in foglia oro e protetto da una teca in plexiglass originale.
PREGHIERA • “Padre nostro”, spallata, tonalità noce con croce in foglia oro
PREGHIERA È possibile anche ordinare un pensiero dedicato (Mamma, Papà, Amore...) o qualsiasi testo si desideri.
PREGHIERA • “Eterno riposo”, spallata, tonalità miele
Disponibile nelle tonalità: Naturale, Miele, Noce e Noce Medio.
Spediamo anche un singolo cofano Preghiera!
una linea di luce d’oro
Una nota di luce in foglia oro bocciardata trasforma il tradizionale cofano in un raffinato scrigno. La foglia oro è rigorosamente applicata a mano, secondo la tradizione italiana.
NOVITÀ TESORO
retta, laccata blu con maniglie
NOV I TÀ T E SOR O TOP
La lucentezza dell’oro riveste il cofano solo nella parte superiore, lasciando spazio all’eleganza naturale del legno. Spediamo anche un singolo cofano Tesoro e Tesoro top!
TESORO TOP
spallata, tonalità noce con maniglie
luminosa atmosfera dorata Uno scrigno speciale, un tocco di raffinatezza che illumina la cerimonia.
Camera ardente con Scrigno d’Oro retta, con maniglie e croce in foglia oro su tappeto in foglia oro bocciardata, reggi bara, candelieri e crocifisso.
SCRIGNO D’ORO il cofano e l’urna di Prima Bottega interamente in foglia oro
Arred’Oro
Una linea dedicata ai complementi d’arredo per l’allestimento di un luogo intimo e raffinato, che avvolge i partecipanti con la luminosa e calda atmosfera dell’oro.
Arred’O Tappeto in foglia oro bocciardata dettaglio
Oro
Camera ardente con Espandibile 205 “Rose rosse”, candelieri, portafiori e cofano Sigillo d’Amore retta, tonalità noce con maniglie
Camera ardente con Tesoro laccata blu, retta con maniglie, candelieri, portafiori e croce. Tappeto in foglia oro bocciardata
Prima Bottega crea Prodotti unici per le Onoranze che vogliono emergere rispetto alla concorrenza. Con Prima Bottega la vostra impresa stupisce i partecipanti alla cerimonia che così vi identificano come l’Onoranza migliore, quella che va chiamata al posto delle concorrenti.
CHIAMACI!
Francesca Colantoni
340 35 64 393 • 327 16 54 742
Francesca Faedi 338 34 92 369
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