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Oltre Magazine n. 1 - Gennaio 2022

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RESTYLING 2021

Eleganza in movimento


SOMMARIO

IN EVIDENZA Nuovo appuntamento con Aspettando Tanexpo alla scoperta delle aziende che vi prenderanno parte. Continua il nostro tour virtuale per scoprire prodotti e servizi che verranno presentati alla fiera di Bologna il 7.8.9 aprile 2022. DAT: cosa sono, perché farle e come si differenziano dal suicidio assistito. Entriamo nell’attuale e delicato tema del fine vita cercando di capire come gestire le proprie disposizioni dal punto di vista legale.

ATTUALITà

Il caso Palermo punta i riflettori sui “cimiteri particolari”

11 LEGALE, FISCALE DAT: perché farle? Perché ora posso! 18 FOCUS DONNA 24 Il riposo dei nostri piccoli amici ASPETTANDO TANEXPO

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Incidenti sul lavoro: i dati sconcertanti dell’INAIL confermano un trend negativo in merito alle “morti bianche”. Nonostante leggi e controlli, in Italia si muore ancora troppo spesso di lavoro. Il rapporto con la morte e con il lutto, da sempre difficile e doloroso da gestire, viene eviscerato sotto numerosi punti di vista in tre articoli che ne analizzano gli aspetti psicologico, emotivo e poetico. Proviamo a studiare quali sono i diversi tipi di approccio e le terapie da mettere in campo per superare una perdita e per migliorare il proprio rapporto con la morte.

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ATTUALITà

Morire di lavoro

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40 in memoria 46 Addio a Pepe Altstut, imprenditore NEWS AZIENDE

Le testimonianze degli Impresari

dal cuore grande

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56 parliamo di... 62 Simulare la morte per apprezzare la vita Luoghi di cremazione

Il crematorio verde di Amalsad

Con questo numero di Gennaio la redazione di Oltre Magazine coglie l’occasione per augurare un Buon Anno pieno di speranza a tutti i lettori!

psicologia

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parliAmo di...

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cinemA

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Il lutto: cos'è e come si manifesta

Un’energia nuova

Tra scambi di casse, salme e risate

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Segreteria di Redazione: Camilla Savelli camilla.savelli@oltremagazine.com Pubblicità: commerciale@oltremagazine.com Spedizione in abbonamento postale. Diffusione in 8.000 copie, inviato a tutti gli operatori italiani del settore.

Copyright: Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione, seppure parziale, di testi e fotografie, se non con autorizzazione scritta e citando la fonte. La responsabilità di quanto espresso negli articoli firmati rimane esclusivamente agli autori. Manoscritti e foto originali, anche se non pubblicati, non si restituiscono. Fonti Iconografiche: Adobe Stock, Elena Caradonna, Creative Commons, Massimo Cocchi, Dreamstime, Flickr.com, Massimo Gennari, Pasquale Leuzzi, Miranda Nera, Raffaella Segantin, Wikipedia Commons impaginazione: Pixel Advertising di Elena Caradonna - Zola Predosa (BO) Stampa: Mediaprint srl - Via Brenta 7 - 37057 San Giovanni Lupatoto (VR)

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Direttore Responsabile: Alberto Leanza redazione@oltremagazine.com

Registrazione: Tribunale di Bologna n° 7053 del 23/10/2000

Oltre Magazine Periodico di informazione dell’imprenditoria funeraria e cimiteriale Bimestrale Anno XXII - n°1 Gennaio 2022 OLTRE MAGAZINE

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Direzione, Redazione, Amministrazione: Bexpo srl Via Alfieri Maserati, 20 - 40128 Bologna tel. 051 282611 - fax 051 6374097 redazione@oltremagazine.com

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ATTUALITà

Il caso Palermo punta i riflettori sui “cimiteri particolari” di daniele fogli

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Senza entrare nel merito del perché a Palermo si sia arrivati ad una situazione di emergenza per la sepoltura dei defunti, può essere interessante valutare la soluzione che è stata individuata per allentare la pressione sui depositi/camere mortuarie del cimitero principale di Palermo dei Rotoli e dare una qualche risposta alle necessità della popolazione interessata.

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Luoghi di sepoltura con modalità differenti da quelle comunali che hanno contribuito a risolvere l’emergenza.

In breve, tra l’aumento di mortalità connesso alle ondate pandemiche e a quella della calura estiva 2021, la cronica carenza di posti feretro nei

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cimiteri palermitani e, soprattutto, il blocco operativo del crematorio, il capoluogo siciliano è entrato in una delle crisi cimiteriali peggiori della sua storia. Sono state presentate interrogazioni parlamentari. Vi sono state prese di posizioni pubbliche di esponenti politici locali e nazionali. La questione è costata il posto anche ad un assessore, tanto che per diversi mesi lo stesso sindaco Leoluca Orlando ha cercato di trovare direttamente le soluzioni, senza esisto positivo. 


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Per affrontare la situazione igienico-sanitaria, ma pure sociale e di ordine pubblico, sono così entrati in campo anche il Prefetto e il Ministero della Difesa che ha messo a disposizione alcuni uomini e mezzi. Pure le imprese funebri locali hanno dato un contributo per il trasferimento delle salme. I gestori dei crematori vicini (nell’isola: Messina, Misterbianco; e nel continente, soprattutto Carpanzano e qualche crematorio campano) hanno dato a loro volta un supporto determinante.

110 a 115. Il successivo regolamento di polizia mortuaria approvato con R.D. 25/7/1892, n. 448, abrogò le norme del precedente regolamento e ripresentò gli stessi contenuti sostanziali, ma con in più il chiaro ed inequivoco riconoscimento che si potevano impiantare e gestire ex novo cimiteri particolari, pur sotto la vigilanza del Comune e sempre che ne fosse approvato da quest’ultimo il progetto. Poi venne emanato il T.U. delle Leggi Sanitarie, approvato con R.D. 27/7/1934, n. 1265, tuttora in vigore. L’art. 337 del T.U.LL.SS., mentre fa obbligo ai Comuni di avere almeno un cimitero, nulla stabilisce per i cimiteri particolari. L’art. 340 del T.U.LL.SS.(1) fa divieto di seppellire un cadavere fuori da un cimitero, salvo le eccezioni in esso contemplate (cappelle private e gentilizie fuori dei cimiteri, in luoghi speciali per persone che avessero acquisito eccezionali benemerenze). L’intero regolamento di polizia mortuaria R.D. 448/1892 venne poi 

Ma forse è poco noto l’apporto del cimitero di Sant’Orsola, cioè un cimitero particolare, di proprietà e retto dalla Fondazione Camposanto di Santo Spirito. Con un accordo estivo tra il Comune di Palermo e la Fondazione Camposanto di Santo Spirito si è cercato di ridurre la pressione sul cimitero dei Rotoli trasferendo al Sant’Orsola una parte dei feretri (nel momento di massima difficoltà erano arrivati a quasi mille feretri a deposito, talvolta in condizioni igieniche discutibili, per usare un eufemismo… ).

 La cappella della famiglia Falcone all'interno del cimitero di Sant'Orsola

Ma cosa sono e, ancora, ne esistono in Italia di questi cimiteri particolari? Sì, ne esistono, in diverse regioni italiane, in particolare in Toscana, Sicilia e altre regioni del Sud. Non sono da confondere con le Celle di confraternita, anch’esse con modalità di sepoltura differenti dalle sepolture comunali, particolarmente diffuse sempre al Sud e in certe zone toscane e liguri (ma non solo). Ho quindi pensato di approfondire in questo articolo la materia dei cimiteri particolari, che è scarsamente nota.

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ATTUALITà

I cimiteri particolari vennero disciplinati col primo regolamento di polizia mortuaria statale R.D. 12/1/1891, n. 42, quando venne riconosciuta la costruzione di cimiteri particolari, dagli artt. 108, 109 e da

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Foto Wikipedia (1) T.U.LL.SS. R.D. 27/5/1934, n. 1265 – Art. 340 1. È vietato di seppellire un cadavere in luogo diverso dal cimitero. 2. È fatta eccezione per la tumulazione di cadaveri nelle cappelle private e gentilizie non aperte al pubblico, poste a una distanza dai centri abitati non minore di quella stabilita per i cimiteri. 3. Il contravventore è punito con la sanzione amministrativa da lire 40.000 a lire 100.000 e sono a suo carico le spese per il trasporto del cadavere al cimitero.


ATTUALITà

abrogato dall’entrata in vigore di quello successivo, e cioè dal regolamento approvato con R.D. 21/12/1942, n. 1880. I cimiteri particolari erano citati non più dettagliatamente, ma semplicemente nel comma 4 dell’art. 82: “4. Le cappelle private e gentilizie costruite fuori del cimitero nonché i cimiteri particolari, preesistenti all’entrata in vigore del testo unico delle leggi sanitarie 27 luglio 1934, n. 1265, sono soggetti, come i cimiteri comunali, alla vigilanza dell’autorità comunale.”

Per i cimiteri particolari viene assunto il riferimento temporale della loro antecedenza all’entrata in vigore del T.U.LL.SS. (24/8/1934), e non quella dell’entrata in vigore del Libro III del Codice Civile (28/10/1941). Dall’insieme di queste normative conseguono diversi effetti. La proprietà di un cimitero particolare esistente alla data di entrata in vigore del T.U.LL.SS. 1265/1934 è dell’Ente che lo ha realizzato e, conseguentemente l’esercizio e la gestione. L’Amministrazione comunale non ha più il potere di istituire nuovi cimiteri diversi da quelli appartenenti al demanio comunale, ma ha i poteri di vigilanza igienico-sanitaria ed in materia di ordine pubblico sui cimiteri particolari (così anche TAR Toscana, 27 aprile 1988, n. 514). Si richiama in particolare l’art. 51 del D.P.R. 285/1990 (2), applicabile interamente anche ai cimiteri particolari,

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Foto di Arne9001 - Dreamstime.com

Tale testo fu integralmente riprodotto nel comma 4 dell’art. 105 del Regolamento di polizia mortuaria 15/10/1975, n. 803, e poi successivamente, con lievi modifiche è confluito nel comma 4 dell’art. 104 del D.P.R. 285/1990, ora vigente, che prevede: “4. Le cappelle private costruite fuori dal cimitero, nonché cimiteri particolari, preesistenti alla data di entrata in vigore del testo unico delle leggi sanitarie, approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, sono

soggetti, come i cimiteri comunali, alla vigilanza dell’autorità comunale.”

(2) D.P.R. 10/9/1990, n. 285 – Art. 51 1. La manutenzione, l’ordine e la vigilanza dei cimiteri spettano al sindaco e se il cimitero è consorziale al sindaco del comune dove si trova il cimitero. 2. Il coordinatore sanitario della unità sanitaria locale controlla il funzionamento dei cimiteri e propone al sindaco i provvedimenti necessari per assicurare il regolare servizio.

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con la sola esclusione della competenza manutentoria. In detto articolo il comma 2 attribuisce al coordinatore sanitario dell’ASL territorialmente competente il controllo sul funzionamento di ogni tipo di cimitero e il diritto/dovere di proporre al Sindaco del Comune nel cui territorio insiste il cimitero i provvedimenti necessari per assicurare il regolare servizio (si ritiene dal punto di vista igienico sanitario). La perimetrazione di un cimitero particolare resta congelata alla data di entrata in vigore del T.U.LL.SS. 1265/1934 (24/8/1934). All’interno di detta perimetrazione è possibile cambiare modalità di sepoltura, edificare nei limiti posti e su permesso dell’Autorità comunale. In un cimitero particolare la distribuzione dei lotti di sepoltura, la tipologia di tombe da costruire, le aree da concedere, sono identificate nel progetto originariamente approvato o modificato. Successivamente è consentito cambiare le destinazioni d’uso di sepoltura interne al perimetro cimiteriale attraverso lo strumento del piano regolatore cimiteriale (attualmente previsto dagli artt. 54 e seguenti del D.P.R. 285/1990, salvo le integrazioni contenute in norma regionale). Ogni costruzione di sepoltura su area in concessione dentro il perimetro del cimitero particolare o anche ogni realizzazione di manufatti da parte dell’Ente proprietario deve essere approvata dal Comune e ricadere nelle previsioni del piano regolatore cimiteriale. Secondo il TAR Toscana, Sez. I, 11 febbraio 2016, n. 254, ma anche TAR Toscana, Sez. III, 14 febbraio 2013, n. 245, il piano regolatore cimiteriale funge da indispensabile parametro di riferimento ai fini della valutazione degli interventi edilizi realizzabili all’interno del cimitero “privato”, per cui la mancanza del piano stesso non può 


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che precluderli. È d’obbligo l’approvazione di ogni singolo progetto con la indicazione del numero di posti salma consentito. Parzialmente difforme dalle sentenze citate del TAR Toscana è la successiva sentenza del Consiglio di Stato, Sez. VI, 16 giugno 2016, n. 2667, che si è pronunciato in materia di cimitero particolare in Campania, specificando che: a. è possibile da parte di Ente proprietario dell’area relativa ad un cimitero particolare costruire entro la perimetrazione esistente con ‘demolizione e ricostruzione di manufatti preesistenti con creazione di nuovi loculi, senza modificazione di volume e sagoma’; b. in assenza di piano regolatore cimiteriale approvato dal Comune ogni progetto di costruzione interno al perimetro originario del cimitero particolare deve essere approvato ai sensi del D.Lgs. 308/2001 (refuso del Consiglio di Stato, si tratta in effetti del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 ‘Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia’) e non troverebbero applicazione tutte le norme del locale regolamento di polizia mortuaria comunale applicabili alla costruzione di cappelle e altri edifici di sepoltura su aree concesse all’interno di cimitero demaniale. Ma chi scrive ritiene comunque che non sia consentita la modificazione interna circa la distribuzione delle sepolture in campo comune, se non con diversa previsione di piano regolatore cimiteriale perché la sua variazione inciderebbe nel calcolo del fabbisogno minimo di fosse comunali, previsto sempre per legge. Il cimitero particolare è anch’esso soggetto alla redazione da parte OLTRE MAGAZINE

degli uffici comunali della planimetria prevista dai commi 1 e 2 dell’art. 54 del D.P.R. 285/1990, periodicamente da aggiornare (che sostanzialmente permette la vigilanza comunale sulle costruzioni effettuate all’interno del perimetro e all’esterno dello stesso perimetro, per almeno 200 metri, in fascia di rispetto cimiteriale). Vale anche per il cimitero particolare la normativa prevista dall’art. 338 del T.U.LL.SS. R.D. 1265/1934 e s.m.i. concernente le zone di rispetto cimiteriali. Nel cimitero particolare deve essere assicurato un servizio di custodia (art. 52, comma 1 del D.P.R. 285/1990). E sussistono anche in cimitero particolare i compiti di acquisizione di documentazione all’arrivo di una spoglia mortale e di registrazione cronologica di ogni ingresso, movimentazione, trasformazione di stato o uscita di spoglie mortali. La competenza è del responsabile del servizio di custodia e si devono seguire i dettagliati criteri di cui agli artt. 52 e 53 del D.P.R. 285/1990. Con copia dei registri che vanno consegnati e archiviati in Comune. In un cimitero particolare si devono seguire le norme specifiche (tecnico sanitarie) di polizia mortuaria (a titolo di esempio le moda-

lità di realizzazione delle sepolture, dell’apertura e chiusura delle tombe, i materiali da utilizzarsi, ecc.) valide per qualunque cimitero o sepoltura. Di norma, infine, per un cimitero particolare sussiste un regolamento di esercizio approvato dall’Ente proprietario che stabilisce i criteri di assegnazione delle sepolture, i limiti (cioè in base alla natura del cimitero se la sepoltura è riservata ai soli membri dell’Ente, come nel caso di Confraternite, o come più spesso estesi a familiari fino ad un certo grado dell’originario cessionario della sepoltura), la durata di una sepoltura (in genere in base alla tipologia della stessa: a inumazione in campo ordinario, a inumazione in area ceduta per un tempo più lungo, a tumulazione in loculo, a tumulazione in posto di tomba plurima, ecc.), nonché i criteri per il rientro nelle disponibilità dell’Ente delle sepolture e i diritti riservati a coloro che acquistano l’uso di una sepoltura e altre prescrizioni che l’Ente decida di introdurre, come le modalità di registrazione e pubblicità della scadenza dell’uso di un posto salma, ecc. Inoltre, è l’Organo titolato ad assumere le decisioni nell’Ente proprietario che stabilisce la misura della tariffa applicabile per la cessione di una sepoltura, talvolta soggetta a verifica comunale, talaltra no. 


IN FIERA A BOLOGNA Alea Italia Bertelli Fotoceramica Bertoncello Graziano Emison Feda Il Fiore Il Germoglio Pema Worklinestore XP Informatica

ASPETTANDO 7.8.9 APRILE 2022


Trasformazioni innovative Alea Italia sarà nuovamente tra i protagonisti della prossima edizione di Tanexpo. Da oltre 30 anni l’azienda si occupa di progettazione, prototipazione, costruzione e commercializzazione di prodotti del settore automotive funebre e sanitario. Sempre al passo con i tempi, negli ultimi anni Alea Italia ha incrementato in maniera esponenziale l’attività di noleggio e leasing operativo, annoverando tra i propri clienti non solo onoranze funebri, ma anche ospedali e Asl in tutto il territorio nazionale, garantendo un servizio efficiente e rapido. Chiamatela pazzia, intraprendenza, o capacità di vedere ciò che gli altri solo immaginano. Eppure, il vanto dell’azienda piemontese è proprio il saper credere in un qualcosa di realizzabile, senza se e senza ma. Dalla sua costituzione ad oggi, Alea Italia conta su un parterre trasformazioni sulle marche più prestigiose tra cui Maserati, Mercedes e Porsche. Inoltre, sviluppa modellistica in VTR per la conversione dei frontali e la trasformazione di qualsiasi furgone adibito al recupero salme. Il personale, veloce e dinamico, vi aspetta in fiera per aiutarvi e consigliarvi nella scelta migliore. Alea Italia, una risposta a qualsiasi vostra domanda!

Immagini per non dimenticare chi hai amato Dal 1986 Bertelli Fotoceramica è leader nel settore dell’industria fotografica per l’arte funeraria. Oggi, unendo la pratica artigiana all’uso delle moderne tecnologie, mette in campo tutta la propria esperienza ed attenzione per essere accanto a coloro che vogliono ricordare il proprio caro fissando in una foto un momento felice, un’espressione particolare, un paesaggio suggestivo. È un’immagine per sempre, con infinite possibilità di personalizzazione, garantendo la massima cura di ciascun prodotto, anche nei più piccoli dettagli. Sarà una partecipazione piena di sorprese, quella di Bertelli Fotoceramica, alla prossima edizione di Tanexpo. Dal quartier generale, infatti, sono in arrivo molte interessanti novità ed inoltre verrà presentato il nuovo marchio aziendale completamente rinnovato. Tutto lo staff Bertelli è prontissimo ad accogliere i visitatori in fiera e ad offrire la propria competenza per spiegare al meglio le caratteristiche dei diversi prodotti disponibili. Dopo tanto tempo, finalmente un’occasione speciale per incontrare personalmente clienti, collaboratori ed amici, per scambiare con tutti due chiacchiere e vivere insieme un momento di convivialità. 12


Proposte sostenibili per ogni esigenza Da oltre 40 anni Bertoncello Graziano è leader nella produzione di cofanetti laccati, urne cinerarie ed articoli cimiteriali. Negli anni l’azienda ha sviluppato una vastissima gamma di prodotti che spaziano dai modelli più classici a realizzazioni di design più moderno per incontrare i gusti di una clientela sempre più eterogenea ed esigente. Oltre ai prodotti standard e consolidati, sempre disponibili a magazzino per far fronte alle richieste in modo rapido ed efficiente, l’azienda offre ai suoi clienti la possibilità di sviluppare in sinergia articoli fuori standard e nuovi modelli personalizzati. Una costante, però, accomuna tutti gli articoli: la grande passione artigiana impiegata nella produzione di ogni manufatto e la sostenibilità del ciclo produttivo, a partire da materie prime garantite e selezionate come il legname certificato PEFC, fino a stabilimenti di produzione dotati di tecnologie sostenibili come caldaie a biomassa e pannelli fotovoltaici. In fiera a Tanexpo i Bertoncello stupiranno ancora una volta il pubblico presentando novità vivaci e con un livello di personalizzazione ancora più elevato.

Innovazione con uno sguardo all’ambiente Qualunque tipo di cremazione produce fumi e ceneri e sta al produttore dei forni studiare il modo migliore per ridurre le emissioni, così come è compito di chi gestisce l’impianto seguire scrupolosamente tutte le norme di funzionamento redatte per questo scopo. Conoscere l’intero processo è fondamentale per ideare e progettare un impianto capace di produrre meno emissioni inquinanti possibili. A differenza di quello che si potrebbe pensare, nel caso della cremazione di resti umani o animali il livello di emissioni non è poi così elevato. Ciò nonostante, è necessario tenere bene in considerazione una serie di particolarità. Nella cremazione di resti umani, ad esempio, si contano tre diversi materiali da bruciare: il feretro, i vestiti del defunto e il corpo stesso. Nel caso dei nostri amici a quattro zampe, invece, si considererà solo la borsa che li contiene, solitamente realizzata in polietilene. I forni dell’azienda spagnola Emison, progettati con tecnologie avanzate e dal prezzo molto competitivo, sono in grado di soddisfare tutti i parametri richiesti dalla normativa europea. Per approfondire le potenzialità degli impianti di cremazione Emison, non resta quindi che visitare il loro stand a Tanexpo!

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Con Feda non lavori mai solo Feda sarà ancora protagonista a Tanexpo con la sua ampia gamma di attrezzature cimiteriali versatili, leggere, compatte e sicure. L’azienda dedica gran parte della sua attività allo studio e alla realizzazione di attrezzature per cimiteri, sviluppa soluzioni su misura coinvolgendo il cliente in tutte le fasi del progetto, garantendo un risultato che soddisfa appieno le sue necessità. La progettazione e commercializzazione di attrezzature per la movimentazione dei feretri, rulliere, rampe e scale cimiteriali permette da oltre 30 anni di offrire un miglioramento costante per il lavoro degli operatori, razionalizzando tempi e costi: l’amministratore unico Valerio Cicciola, grazie a un team di esperti, segue il cliente in tutte le fasi, dalla progettazione e installazione, fino alla manutenzione ordinaria, fornendo strumenti semplici da utilizzare anche nei contesti cimiteriali più difficili. Nella sede di Terni si sta lavorando con forte impegno ed entusiasmo a tante altre idee in vista dell’appuntamento di Bologna. Saranno moltissime le novità che sorprenderanno il pubblico e che segneranno un altro importante traguardo per rispondere alle crescenti esigenze di sicurezza dei cimiteri. Per saperne di più, non esitare a contattare lo staff tecnico presente in fiera!

Inalterabile raffinatezza Dopo un’attenta ricerca di mercato, è stato realizzato “l’articolo che mancava” nel settore dell’arredo cimiteriale, un prodotto particolarmente richiesto dalla clientela: la composizione floreale con finitura inox o similare. Questa linea prende il nome de Il Fiore. In collaborazione con un’azienda italiana di artigiani argentieri, la new entry della kermesse bolognese è riuscita a creare una linea di tralci di fiori platinati, smaltati e placcati argento, capaci di soddisfare ogni esigenza non solo di colore, ma anche di grandezza, qualità, originalità e bellezza. Tanti gli elementi disponibili: rose, calle, gigli, margherite, tulipani, orchidee, fiori di pesco, nontiscordardimé e tralci di ulivo che sapranno sorprendervi ed emozionarvi. I Maestri Argentieri realizzano i fiori con maniacale ricerca del dettaglio, fino a smaltarli a mano uno ad uno, petalo per petalo, foglia per foglia. Per garantire l’inalterabilità nel tempo, i tralci vengono lavorati con particolari trattamenti come ramature e platinature, per finire con un’ulteriore protezione galvanica con verniciatura cataforetica. Lo staff vi aspetta a Tanexpo per farvi ammirare la collezione che darà un tocco di raffinatezza in più agli arredi cimiteriali. 14


La perfezione di un fiore Da dieci anni protagonista di Tanexpo, Il Germoglio si prepara con entusiasmo e rinnovato slancio alla sua sesta partecipazione in fiera. Una lenta, ma costante crescita, quella della cooperativa sociale milanese, sempre più apprezzata dall’intero comparto. Il fiore artificiale, infatti, prima ridotto ad una mera imitazione dell’originale con il solo scopo di ridurre le spese, viene ora premiato quale immancabile dettaglio da utilizzare in ogni ambiente ed occasione. Per arredare uffici e showroom, abbellire la cerimonia o lasciare un ricordo permanente alla famiglia. La bellezza del fiore artificiale non svanisce mai e quello che resta è il suo tocco di eleganza. Ma non solo, Il Germoglio vanta prodotti di altissima qualità, acquistabili a prezzi contenuti, che offrono il grande vantaggio di non provocare alcun tipo di allergia, oltre ad essere resistenti al calore e a rendere più agevole il trasporto! Proposte di classe che portano un tocco di innovazione negli allestimenti funerari con l’obiettivo di offrire composizioni capaci di creare un ambiente intimo ed accogliente, per regalare un pizzico di calore e colore in un momento di grande difficoltà per le famiglie. Fiori e rami verdi si intrecciano e si fondono come in una danza per creare mazzi per cimiteri, tombe e ossari, ma anche corone, cuori, copri-cofano, portafoto…. Tutto questo e molto altro ancora solo a Tanexpo. Da non perdere!

Unicità e perfezione La ditta Pema, sotto la sapiente guida di Peter Mahlknecht, è da decenni una delle più importanti imprese nel campo delle sculture in legno. Considerate dagli esperti uniche nel loro genere, ogni dettaglio delle sculture viene pensato e progettato nei loro laboratori in Val Gardena. Si parte da un disegno su carta, per poi passare alla realizzazione di un modello in plastilina, per permettere all’artista di apportare tutte le modifiche necessarie a quello che fungerà da modello per l’intaglio. Successivamente, si seleziona con cura il legno di montagna più adatto. A questo punto, l'artista scolpisce la scultura originale in legno che, a sua volta, servirà per creare la scultura in bronzo utilizzata poi per la riproduzione. Ed infine la decorazione e pittura, rigorosamente a mano. La grande richiesta ed i molti tentativi di imitazione testimoniano la popolarità delle sculture Pema in tutto il mondo. Opere che si distinguono per l’amabile e dolce espressione dei visi e per la capacità espressiva, che le fa sembrare reali. Sculture dal valore duraturo grazie all’ottima qualità della lavorazione. Una tecnica scultorea, quella della Val Gardena, unica al mondo ed impossibile da imitare. 15


Laser d’avanguardia Un ricco catalogo di prodotti e un costante impegno nell’innovazione. Sono questi gli elementi su cui punta WorkLineStore per soddisfare le richieste anche dei clienti più esigenti. Da oltre 15 anni, infatti, l’azienda progetta e realizza macchine laser Co2 e Fibra, e piccoli pantografi a controllo numerico destinate all'incisione e fotoincisione su metalli. Senza dimenticare i macchinari e i materiali per marcatura e la personalizzazione di arredi funebri, targhe ed accessori, targhette, medagliette ricordo, gadget, nero assoluto e portafoto per il settore funerario. Un’offerta sempre più ampia grazie anche alle diverse aziende partner con cui collaborano per proporre il servizio di fotoincisioni su marmo e metalli, con copertura su tutto il territorio nazionale. E a proposito di presenza nel territorio, WorkLineStore ha sede a Villanova Mondovì, in provincia di Cuneo, dove vanta 2500mq di spazio produttivo, ma conta anche sulle filiali di Roma e Torino e su una fitta rete di rivenditori per essere sempre vicino al cliente. Lo staff di WorkLineStore, dopo il debutto a Tanexpo dello scorso luglio, torna in fiera orgogliosa di presentare tutte le ultime novità tecnologiche al pubblico di Bologna.

Innovazione all'impresa In collaborazione con importanti imprese di onoranze funebri, XP Informatica ha progettato e sviluppato Funeral Business Expert: l'innovativo software gestionale associato alla sofisticata APP mobile che organizza ogni attività dell'impresa! XP Informatica opera nel mercato dei servizi e delle soluzioni informatiche dal 2002 ed è oggi una realtà dinamica, specializzata nel proporre innovazione e informatizzazione nelle soluzioni per la gestione aziendale sia in termini tecnologici che di logiche di business. Ampliando considerevolmente le possibilità di ottimizzare il lavoro quotidiano delle agenzie funebri con semplici click e col supporto tecnologico di device mobili, Funeral Business Expert accorcia i tempi e allunga la vita grazie a funzionalità mai viste prima e di cui non riuscirete più a fare a meno! Il team di XP Informatica, affiatato ed esperto, riesce a soddisfare ogni richiesta e necessità con interfacce grafiche intuitive e soluzioni personalizzate per rendere il lavoro quotidiano più veloce, semplice ed organizzato, assicurando un prodotto unico, efficiente e di qualità! "Il business che non muore mai” si sta evolvendo, stai anche tu al passo con l’innovazione con Funeral Business Expert! 16


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DAT: perché farle? Perché ora posso! a c u r a d i A v v. A l i c e M e r l e t t i e E l e n a A l f e r o

Le disposizioni anticipate di trattamento garantiscono una scelta libera e consapevole.

Nel caso del suicidio assistito si tratta di un comportamento “passivo” del medico che mette solo a disposizione del paziente dei farmaci in un mix letale che ne determinino la morte. Tale è la norma che permette, ad esempio, proprio in Svizzera, la scelta dei pazienti terminali di determinarsi sul loro destino. Nell’eutanasia, viceversa, è il medico che su richiesta del paziente pone fine alla vita del malato  OLTRE MAGAZINE

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Le DAT non hanno a che fare né con la pratica del suicidio assistito né con l’eutanasia. Abbiamo già avuto modo di affrontare il tema in un articolo precedente nel numero 1/2019 di Oltre Magazine, ove, con la dott. Vargas si è esaminata la ‘sentenza Cappato’. In ogni caso è bene ricordare che rispetto a quanto disciplinato in ambito di Dichia-

razioni Anticipate di Trattamento, l’eutanasia e il suicidio assistito sono due istituti differenti.

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Prima di parlare delle disposizioni anticipate di trattamento (che abbreviamo con l’acronimo DAT) occorre fare una premessa e verificare cosa non sono.

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attivamente. Ciò premesso, passiamo quindi a ciò che è la norma in Italia: la L. 219/2017. Quest’ultima affronta vari istituti, tra essi, le Dichiarazioni Anticipate di Trattamento. L’art. 4 disciplina le DAT le quali non permettono l’azione né passiva né attiva sulla scelta nell’immediato di porre fine alla propria esistenza. Esse dispongono solo per l’avvenire, dando coscienza agli operatori sanitari che dovessero intervenire in un momento successivo nel quale il dichiarante fosse in stato di incoscienza. (si veda il testo completo dell’art. 4 a pag. 23)

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Dunque, dal dettato normativo occorre in primo luogo segnalare che oggetto il presupposto delle disposizioni è “avere acquisito adeguate

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informazioni mediche sulle conseguenze delle sue scelte”. Il punto è essenziale: le dichiarazioni debbono essere effettuate dopo una adeguata informazione con il medico curante. Sul territorio italiano varie iniziative sono state promosse proprio per sensibilizzare gli operatori del settore, in primis i medici, su tale aspetto che, tuttavia, non sempre è tenuto veramente in considerazione. Ciò non di meno, la consapevolezza del dichiarante è importante proprio per poter liberamente, ma anche con coscienza e sapienza, determinarsi. Una DAT non profondamente ‘sentita’, oltre che poter divergere dal volere del dichiarante, può altresì rischiare di essere disattesa, come si andrà ad esaminare successivamente. Le stesse dichiarazioni, poi, hanno

un oggetto specifico e determinato: “i trattamenti sanitari” e “accertamenti diagnostici o scelte terapeutiche e singoli trattamenti sanitari”. Molto spesso, ci è capitato di affrontare il punto a convegni sulle DAT ove ci è stato domandato se le stesse dovessero essere una sorta di nomenclatura di trattamenti, accertamenti, scelte non volute. Riteniamo che più che un elenco, la DAT dovrebbe comunicare in modo preciso quali siano gli stati fisici a cui il dichiarante non vuole incorrere o esser sottoposto. Questo poiché le DAT possono intervenire a distanza di un periodo di tempo anche lungo e, dunque, vi è la necessità che le stesse non siano desuete, in quanto riferite a trattamenti superati o accertamenti che non vengono più effettuati, con la conseguenza 


LEGALE, FISCALE

La stessa norma prevede poi la possibilità (e non il dovere, ciò non di meno si vedrà l’opportunità) di nominare un fiduciario. L’incarico di fiduciario deve essere accettato dal nominato, pena la nullità della (sola) nomina (e non delle DAT, beninteso); lo stesso è revocabile o rinunciabile in ogni momento. Il fiduciario ha, oltre il ruolo di garantire che le DAT vengano attuate, altresì quello di intervenire per dare il proprio assenso o opporsi, ove il medico curante trovi le stesse non conformi alla norma e dunque le voglia disattendere.

Venendo alla forma delle disposizioni, le DAT debbono essere redatte mediante atto pubblico (insomma occorre andare da un Notaio) o scrittura privata autenticata, ovvero possono essere rese sotto forma di scrittura privata consegnata all’ufficio di Stato Civile del proprio comune di residenza. Molti Comuni, a tal proposito, si sono attivati, predisponendo un apposito sportello e, indicando i documenti all’uopo

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Invero, il punto 5 dell’art. 4 prevede: “il medico è tenuto al rispetto delle DAT, le quali possono essere disattese, in tutto o in parte, dal medico stesso, in accordo con il fiduciario, qualora esse appaiano palesemente incongrue o non corrispondenti alla condizione clinica attuale del paziente ovvero sussistano terapie non prevedibili all'atto della sottoscrizione, capaci di offrire concrete possibilità di miglioramento delle condizioni di vita”. Si comprenderà, dunque, come l’intendimento del fiduciario è essenziale, potendo il proprio accordo o disaccordo, rispetto all'opinione del curante nelle suddette ipotesi specifiche, comportare anche la possibilità di non applicare le dichiarazioni stesse.

necessari sul loro sito. Esaminata dunque la normativa di riferimento è più semplice rispondere al quesito inziale perché fare le DAT? Semplice, perché ora posso! Si vuol dire, in primo luogo, che la legge finalmente lo permette e, in secondo luogo, che ha senso determinarsi sul punto quando si è ancora lucidi e fintanto che tale scelta sia fatta consapevolmente. 

Foto di Rido - Dreamstime

di essere disattese, come vedremo in seguito.


L’art. 4 delle DAT prescrive:

3. L'incarico del fiduciario può essere revocato dal disponente in qualsiasi momento, con le stesse modalità previste per la nomina e senza obbligo di motivazione. 4. Nel caso in cui le DAT non contengano l'indicazione

5. Fermo restando quanto previsto dal comma 6 dell'articolo 1, il medico è tenuto al rispetto delle DAT, le quali possono essere disattese, in tutto o in parte, dal medico stesso, in accordo con il fiduciario, qualora esse appaiano palesemente incongrue o non corrispondenti alla condizione clinica attuale del paziente ovvero sussistano terapie non prevedibili all'atto della sottoscrizione, capaci di offrire concrete possibilità di miglioramento delle condizioni di vita. Nel caso di conflitto tra il fiduciario e il medico, si procede ai sensi del comma 5, dell'articolo 3. 6. Le DAT devono essere redatte per atto pubblico o per scrittura privata autenticata, ovvero per scrittura privata consegnata personalmente dal disponente presso l'ufficio dello stato civile del comune di residenza del disponente medesimo, che provvede all'annotazione in apposito registro, ove istituito, oppure presso le strutture sanitarie, qualora ricorrano i presupposti di cui al comma 7. Sono esenti dall'obbligo di registrazione, dall'imposta di bollo e da qualsiasi altro tribu-

to, imposta, diritto e tassa. Nel caso in cui le condizioni fisiche del paziente non lo consentano, le DAT possono essere espresse attraverso videoregistrazione o dispositivi che consentano alla persona con disabilità di comunicare. Con le medesime forme esse sono rinnovabili, modificabili e revocabili in ogni momento. Nei casi in cui ragioni di emergenza e urgenza impedissero di procedere alla revoca delle DAT con le forme previste dai periodi precedenti, queste possono essere revocate con dichiarazione verbale raccolta o videoregistrata da un medico, con l'assistenza di due testimoni. 7. Le Regioni che adottano modalità telematiche di gestione della cartella clinica o il fascicolo sanitario elettronico o altre modalità informatiche di gestione dei dati del singolo iscritto al Servizio Sanitario Nazionale possono, con proprio atto, regolamentare la raccolta di copia delle DAT, compresa l'indicazione del fiduciario, e il loro inserimento nella banca dati, lasciando comunque al firmatario la libertà di scegliere se darne copia o indicare dove esse siano reperibili. 8. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministero della Salute, le Regioni e le Aziende Sanitarie provvedono a informare della possibilità di redigere le DAT in base alla presente legge, anche attraverso i rispettivi siti internet.

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2. Il fiduciario deve essere una persona maggiorenne e capace di intendere e di volere. L'accettazione della nomina da parte del fiduciario avviene attraverso la sottoscrizione delle DAT o con atto successivo, che è allegato alle DAT. Al fiduciario è rilasciata una copia delle DAT. Il fiduciario può rinunciare alla nomina con atto scritto, che è comunicato al disponente.

del fiduciario o questi vi abbia rinunciato o sia deceduto o sia divenuto incapace, mantengono efficacia in merito alle volontà del disponente. In caso di necessità, il giudice tutelare provvede alla nomina di un amministratore di sostegno, ai sensi del capo I del titolo XII del libro I del codice civile.

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1. Ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, in previsione di un'eventuale futura incapacità di autodeterminarsi e dopo avere acquisito adeguate informazioni mediche sulle conseguenze delle sue scelte, può, attraverso le DAT, esprimere le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari, nonché il consenso o il rifiuto rispetto ad accertamenti diagnostici o scelte terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari. Indica altresì una persona di sua fiducia, di seguito denominata “fiduciario”, che ne faccia le veci e la rappresenti nelle relazioni con il medico e con le strutture sanitarie.

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Il riposo dei nostri piccoli amici di RAFFAELLA SEGANTIN

Intervista a Barbara Mainardi, titolare di Vita Nova, che si occupa del fine vita degli animali d’affezione.

Barbara Mainardi, titolare di Vita Nova assieme alla figlia Greta,

Buongiorno Barbara, ci vuole raccontare la vostra storia? «Vita Nova nasce in modo molto particolare, ovvero ha avuto un percorso controcorrente, un po’ come nuota il salmone tra le acque dei torrenti. Solitamente un'azienda viene avviata per svilupparsi poi nel tempo. Nel nostro caso è accaduto l'esatto contrario. Tutto comincia  OLTRE MAGAZINE

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L’ingresso della componente femminile in un settore che fino a pochi anni fa risultava piuttosto ripiegato su se stesso e carente di nuove idee, ha contribuito in modo significativo ad innescare quel processo di rinnovamento offrendo stimoli inediti e punti di vista differenti tali da rappresentare una spinta decisa per portare il comparto al passo con i tempi, in linea con i bisogni e la sensibilità della società contemporanea.

animata da una comune passione, ha impresso un importante cambiamento nei servizi funebri dedicati agli animali domestici. Ci è sembrato interessante incontrarla per parlare della sua esperienza, certi che sarà utile a molti nostri lettori.

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Sono sempre più numerose le donne che operano nel mondo della funeraria ricoprendo ruoli di primo piano.

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Siete famosi per un cimitero per animali… «Dal 2012 gestiamo il cimitero per animali Il Paradiso di Tom e Jerry. Qui al momento riposano circa 1.600 anime dei nostri piccoli amici e nonostante il netto aumento delle cremazioni c'è ancora molta richiesta per la sepoltura. Abbiamo un ottimo rapporto di collaborazione anche con altri cimiteri simili presenti sul territorio come il Parco

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nel 2012 quando mio padre Franco Mainardi, in pensione dopo aver militato per oltre trent'anni prima come vice presidente e poi presidente in una cooperativa multiservizi per il settore animale, decide di realizzare nelle campagne bolognesi una struttura dedicata al fine vita degli animali. Quando mi propose di aprire questa attività a mio nome e come socia maggioritaria, avevo un altro lavoro in tutt'altro ambito, però accettai, rassicurata dalla sua esperienza e attratta dal suo entusiasmo. L'ho sempre seguito con amore e ammirazione. Mio padre è stata la persona a cui devo tutto di ciò che sono, ma mentre lui concepiva Vita Nova come una prosecuzione della sua esperienza pregressa e delle tante conoscenze acquisite sul campo, da parte mia sentivo invece l’esigenza di creare qualcosa di nuovo, imprimendo una impronta personale, valorizzando ciò che già avevamo». Perché “Vita Nova”? «Per il nome "Vita Nova", che ciascuno può collegare all'idea di una esistenza oltre la morte, ci siamo ispirati all'omonima opera di Dante, scritta in età giovanile e mai terminata, dedicata alla prematura scomparsa dell’amata Beatrice. Contare sul passato è sicuramente molto rassicurante ma l’apporto di nuove idee è stato fondamentale per una vera crescita aziendale. Questo nome, quindi, racchiude in sé più valenze».

 Uno scorcio de Il Paradiso di Tom e Jerry Beato di Ravenna e il Fedele Riposo di Rimini. Da pochi mesi abbiamo dato vita, sempre nel bolognese, ad un altro cimitero finalizzato alla dispersione delle ceneri. L’abbiamo chiamato Il Bosco degli Angeli ed è caratterizzato da giovani alberi ai cui piedi riposano già i resti mortali di nove animali. È una iniziativa portata a compimento insieme ad un caro amico, nell’ottica del "Progetto del Ciclo della Vita" dove ciò che muore crea in realtà nuova vita. Ai piedi della pianta scelta si possono spargere le ceneri del proprio pet che verrà commemorato con una foto in ceramica da posizionare accanto all'albero». 

 Vita Nova a Tanexpo 2021


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E per quanto riguarda la cremazione? «Dal 2014 facciamo servizi di cremazione, dopo aver acquisito il terreno e ristrutturato completamente l'edificio che oggi ospita il nostro impianto crematorio fornito da Gem Matthews. Stiamo fortemente incentivando le cremazioni singole degli animali di ogni genere anziché il semplice smaltimento, perché vogliamo che venga acquisita l'idea che l'animale quando muore possa comunque mantenere la sua identità». Altri servizi? «Dopo la scomparsa di mio padre avvenuta nel 2019, l'azienda ha subìto un netto cambiamento, connotandosi sempre più come servizi funerari esclusivi per animali a tutto campo. Da noi è possibile salutare il proprio pet nel modo più dignitoso, ricordarlo anche personalizzando la sua urna con una foto o il suo nome inciso. Abbiamo un ricco assortimento di urne, ciondoli porta-ceneri, accessori funebri, libri o tanto altro ancora, pensato anche per i più piccoli, per affrontare più serenamente la perdita del loro amico animale. Dal 2018 siamo in grado di offrire anche servizi di tassidermia

 Barbara e Greta con Zara e Franco

Come è gestita oggi l’azienda? «Il nostro organico negli ultimi due anni è raddoppiato. In forza al momento siamo in quattro: Alessandro, Paolo e mio figlio Christian per la gestione quotidiana, e mia figlia Greta per le relazioni esterne. Da quando sono subentrata a capo di Vita Nova ho deciso, oltre a potenziare tutti i servizi di cui le ho parlato, di dedicare ampio spazio sia alla logistica che alla promozione». È Greta, un’altra figura femminile, la persona a cui è stata affidata la comunicazione dell’azienda. «A Greta compete il delicato e vitale compito di occuparsi della parte commerciale e di promozione, aspetti fondamentali per ogni azienda che vuole crescere o comunque mantenersi a buon livello sul mercato. Si è occupata anche della nostra partecipazione a Tanexpo 2021, la prima volta che una onoranza funebre per

animali prende parte alla fiera di Bologna, e per l’occasione ha curato ogni dettaglio e ideato particolari pacchetti di offerte flessibili in base alle esigenze del cliente. Tramite i principali social network, le newsletter e il costante aggiornamento dei nostri siti, Greta mantiene il pubblico sempre informato sulle nostre iniziative e le nostre attività». Avete una particolare filosofia, valori o principi che imprimete nel vostro lavoro? «È la dichiarazione universale sui diritti degli animali a guidarmi nel mio lavoro, in particolare l’enunciazione dell'articolo 13 che recita: 'l’animale morto deve essere trattato con rispetto'».

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Capita anche di organizzare cerimonie funebri per gli animali? «Solitamente il lutto per la morte di un animale viene vissuto in maniera molto intima dai membri della famiglia, poi come in tutte le cose ci sono le eccezioni. Abbiamo adottato la scelta di non imporre cerimonie, ma in ogni caso abbiamo allestito un angolo chiamato "L'Angolo dell'ultima carezza" dove i proprietari possono salutare il loro animale per l'ultima volta prima di lasciarlo

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o pietrificazione delle ceneri, grazie alla collaborazione con professionisti e artisti noti proprio per garantire un servizio di eccellenza. Infine, ma non meno importante, abbiamo attivato un servizio di soccorso e trasporto di animali vivi, feriti o smarriti su strade e autostrade».

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Un bell’esempio di caparbietà femminile! Qualche episodio simpatico o degno di nota? «Ogni salma che arriva da noi racchiude una storia, a tratti buffa, altri commovente. La cosa più incredibile che ci sia capitata, e di cui anche il vostro giornale ha dato notizia, è stata la cremazione di Storm, un magnifico esemplare di tigre siberiana. Ma mi piace anche ricordare i nostri piccoli amici, sia quelli che non ci sono più che quelli che attualmente condividono la nostra vita, tra cui i nostri amati cani Zara e Franco, che sembrano percepire il dolore delle persone e comportarsi di conseguenza. Alla gente piace molto la loro presenza e con loro si lasciano andare ad uno sfogo forse ancor più liberatorio che con noi. Zara e Franco sono diventati a tutti gli effetti parte dello staff, ed inconsapevolmente danno quel prezioso supporto a chi sta soffrendo per la perdita del proprio animale». L’amore per gli animali di Barbara Mainardi si rivela in ogni frase, in ogni pensiero e in ogni gesto che imprime nel suo lavoro quotidiano. Una attività davvero encomiabile, un servizio di cui una società moderna non può fare a meno. 

 Zara "presenta" il campionario di accessori andare. Qui sono raccolti scritti e testimonianze che possono essere di conforto a chi li legge. Capita sempre che coloro che si trovano a vivere questo lutto sentano il bisogno di raccontarci le storie dei loro pet e dell’amore da essi ricevuto».

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Pensa che l'essere donna possa costituire un vantaggio per questa attività? «L'essere donna per me è un grandissimo privilegio per tutto ciò che la vita ci riserva. Da ragazzina ero un maschiaccio e mio nonno per ricordarmi quale gran dono fosse stato nascere donna mi diceva sempre che anche a uomini potenti non bastava il loro cervello per riuscire a vedere ciò che la donna vede col cuore. In effetti affiancando mio padre nel lavoro, notavo tantissime differenze nell'approccio coi clienti e come spesso questi cercassero più la presenza femminile perché più sensibile e più disponibile all'ascolto. Nonostante il lavoro sia pesante, sia fisicamente che mentalmente, ciò che faccio mi rende felice. Di difficoltà dopo la morte del babbo ne ho dovute affrontare tante, ma sono andata dritta a testa bassa». OLTRE MAGAZINE

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Foto di Vchalup - Dreamstime


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Morire di lavoro di RAFFAELLA SEGANTIN

Le cosiddette morti bianche continuano a colpire la nostra società. Prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro sono valori imprescindibili per il benessere comune.

I dati forniti dall’INAIL sono davvero impietosi: nei primi nove mesi del 2021 le vittime sono state già 910, vale a dire più di tre al giorno e alla fine dell’anno, se il trend rimane invariato, supereranno le 1.000 unità: è come se ogni anno scomparissero tutti gli abitanti di un piccolo comune italiano. Se poi diamo un’occhiata a statistiche più generali vediamo che negli ultimi 10 anni i decessi sul lavoro sono stati più di 15.000. Si tratta in larga maggioranza di persone di sesso maschile, più esposte a situazioni di pericolo. Si muore precipitando da tetti o da impalcature, OLTRE MAGAZINE

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Forse perché donna, forse per la sua giovanissima età, Luana suo malgrado è diventata il simbolo di una strage che si perpetra ogni giorno senza soluzione di continuità e che normalmente non fa nemmeno notizia, come se tutto ciò fosse assolutamente inevitabile e rientrasse in una assurda normalità.

I numeri

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Luana D’Orazio, la ragazza di soli 22 anni morta lo scorso maggio perché intrappolata in una macchina per la tessitura in cui era stata disinserita la rete di protezione per aumentarne la produttività, ha scosso l’opinione pubblica più di altri incidenti fatali sul lavoro.

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per il distacco di un carico pesante, ustionati da fiammate che si sprigionano inaspettate, folgorati dall’alta tensione, soffocati da gas tossici, schiacciati da trattori, investiti da mezzi che si muovono nei cantieri, scivolando in voragini che si aprono all’improvviso… le cause sono molte, a volte imprevedibili, ma per lo più evitabili se solo si usassero maggiori cautele e tutte le protezioni e le norme esistenti.

Tornando ai numeri, con riferimento ad un dettagliato rapporto dell’INAIL che ha preso in esame i primi sette mesi del 2021, risulta un aumento delle denunce di infortunio e una lieve flessione degli esiti mortali rispetto all’anno precedente (677 casi contro i 716 del 2020), ma rimangono comunque ancora troppo alti. Il calo l’ha registrato

l’area dell’industria e dei servizi con un - 10,3%, mentre si è verificato un incremento nel settore agricolo e statale. È un bollettino di morte che non conosce sosta, inaccettabile per una società evoluta come quella in cui viviamo, “una ferita sociale che lacera il Paese” così l’ha definito il Presidente Sergio Mattarella in occasione della settantesima edizione della Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro.

Quali le cause? Gli incidenti accadono, in generale, per una inadeguata valutazione dei rischi e ciò comporta insufficiente manutenzione dei macchinari, scarsa o nulla formazione, omissione dell’applicazione delle norme di 

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Foto di Dwight Smith - Dreamstime

E non ci dobbiamo dimenticare che dietro ai numeri ci sono nomi e storie. Persone con i loro vissuti e i loro sogni, che magari erano felici perché avevano finalmente ottenuto l’agognato posto di lavoro e con esso la sicurezza economica e la speranza di un futuro migliore. Proprio come Luana, madre di una bimba di due

anni, contenta di aver trovato da poco un impiego nell’azienda della provincia di Prato che portava il suo nome “Orditura Luana”, ritenendo questa coincidenza un segno di buon auspicio. Storie di famiglie che si ritrovano improvvisamente sole, spesso con bambini ancora piccoli da crescere, perché le vittime sono in prevalenza ancora relativamente giovani.

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sicurezza, per non parlare di quando i sistemi salvavita vengono disattivati intenzionalmente per evitare che si possano fermare e quindi compromettere la produttività come nel caso di Luana e di Laila el Harim, una lavoratrice quarantenne che il 3 agosto nel modenese ha perso la vita in modo analogo, intrappolata in una fustellatrice a cui, per lo stesso motivo, era stato inibito il dispositivo automatico di sicurezza. Solo in pochi casi si può parlare di “tragica fatalità”, ossia di un evento veramente inatteso e non prevedibile: il più delle volte le morti bianche avrebbero potuto essere ragionevolmente evitate se solo si fossero adottate tutte le misure possibili.

Come garantire una maggiore sicurezza

Il rapporto INAIL dello scorso agosto non ha lasciato indifferente la politica. All’indomani della sua pubblicazione è il Premier stesso Mario Draghi a sollecitare provvedimenti urgenti, mentre il Ministro del Lavoro Andrea Orlando ha affermato che “le norme prevedranno sanzioni più tempestive per imprese che non rispettano le regole, possibilità di raccogliere più facilmente i dati per chi compie violazioni all'interno del tessuto economico e il potenziamento delle strutture di con-

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Diverse sono le azioni che si possono mettere in campo se non per eliminare completamente, almeno per limitare in modo deciso questa drammatica conta, a cominciare da una puntuale ed accurata formazione sia dei lavoratori che degli imprenditori e ad investimenti mirati sull’innovazione delle strutture e delle macchine. Nuove strategie, certamente, che tuttavia non devono prescindere dal rispetto di tutte quelle direttive già previste e spesso disattese.

trollo". Un obiettivo che può essere raggiunto con l’assunzione di un cospicuo numero di ispettori e con la creazione di una banca unica delle sanzioni in modo da poter incrociare agevolmente i dati e coordinare al meglio le ispezioni. In prima linea, ovviamente, i sindacati scesi in piazza anche lo scorso 13 novembre per tutelare i lavoratori del settore edilizio e dove, per ricordare le tante vittime, hanno inscenato un cimitero costituito da croci bianche, sormontate da caschetti gialli e rose rosse. Il mondo sindacale denuncia che l’Italia è una delle pochissime nazioni dell’Unione Europea prive di una strategia nazionale per la salute e la sicurezza sul lavoro. Per questo hanno stilato un “patto per la salute” con la richiesta di una patente a punti per le imprese e la possibilità di pensionamento anticipato per quei lavoratori over 60 costretti ancora ad operare in situazioni di pericolo, come su tralicci o ponteggi. Un’altra proposta dei sindacati è che si introduca nel codice penale l’aggravante di infortunio mortale sul lavoro (ora viene contestato solo l’omicidio colposo), qualora l’imprenditore abbia scientemente risparmia-

to sui sistemi di protezione o, più in generale, eluso le regole mettendo a rischio la vita degli operai.

Qual è la situazione in Europa? Come ci si può aspettare, in cima alla classifica dei virtuosi svettano i


Paesi del nord Europa che sono stati capaci di ridurre in maniera sensibile il numero di incidenti e di morti. Le cifre non mentono: mentre in Italia perdono la vita 2,6 lavoratori ogni 100.000, nei Paesi Bassi sono lo 0,7, in Germania l’1,11 e l’1,21 in Svezia, con una media europea che si attesta al 2,2. Maglia nera la Romania dove le morti bianche coinvolgono 6 lavoratori ogni 100.000. Più in generale, si può affermare che i dislivelli socio-economici che intercorrono fra gli Stati del nord, del sud e dell’est Europa, si riflettono immancabilmente anche sulla sicurezza dei lavoratori e conseguentemente sul numero delle vittime di incidenti in ambito lavorativo. Anche l’Unione Europea ha a cuore il problema e recentemente è stato implementato un piano strategico,

a far data da giugno 2021 fino al 2027, per migliorare le condizioni di salute e di sicurezza dei suoi quasi 170 milioni di lavoratori. Il progetto prevede azioni concrete di prevenzione, come ad esempio porre limiti più stringenti per l’esposizione a sostanze tossiche, la promozione di una cultura della consapevolezza e di iniziative di formazione, un monitoraggio costante dei luoghi più a rischio, il miglioramento della raccolta dei dati sugli infortuni e sulle malattie professionali con un’analisi approfondita delle cause che li hanno provocati. Questo e tanto altro per poter un giorno tradurre in realtà lo slogan “zero vittime” lanciato dal Commissario europeo per l’occupazione e i diritti sociali, Nicolas Schmit. È una questione di rispetto e di civiltà che non può più essere rimandata. 


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NEWS AZIENDE

Le testimonianze degli Impresari di RAFFAELLA SEGANTIN

Lo abbiamo scritto più volte che i prodotti di Prima Bottega sono per l’onoranza funebre un mezzo privilegiato per distinguersi e battere la concorrenza. Se qualcuno pensa che queste affermazioni siano esagerate, senza dubbio si ricrederà leggendo le testimonianze dirette degli impresari.

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Da Nord a Sud, “isole comprese”, non c’è un cliente che non abbia raccolto con entusiasmo l’invito a raccontarci la sua esperienza e i benefici ricevuti in termini di immagine e affermazione sul proprio territorio grazie alla gamma di prodotti unici Prima Bottega.

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Piemonte: Cavallari Srl (Ivrea - TO), Sig. Luca: «Se oggi non investi esci dal mercato, anche se sei consolidato. È necessario valorizzare in modo costante l’azienda anche con un prodotto di nicchia che marchi la propria impronta. I cofani Prima Bottega rendono tutto ciò possibile». Sicilia: Alfa & Omega (Isola di Lipari), Sigg. Giuseppe e Roberto: «AbOLTRE MAGAZINE

biamo avuto il piacere di conoscere quest’azienda ad un Tanexpo alcuni anni fa attratti ed incuriositi da quanto presentato sullo stand. Temevamo di non poter essere serviti per le difficoltà di raggiungere la nostra isola, ma non è stato così e da quel momento è iniziata una splendida collaborazione. L’ Affresco personalizzato con San Bartolomeo ha aumentato la nostra visibilità in una comunità a lui tanto devota. Ulteriore punto di forza di Prima Bottega è sicuramente il loro imballaggio: inscalfibile e realizzato ad hoc». Veneto: Castellin Romano & C. (Este - PD), Sig.ra Franca: «Valorizzare l’impresa per staccarci dalla concorrenza vecchia e nuova era nei nostri piani. Ci siamo riuniti in famiglia e abbiamo deciso di acquistare questi prodotti unici, completamente diversi da quelli che offre il mercato tradizionale». Basilicata: Lagrutta Mariano (Viggiano - PZ), Sig. Mariano: «Ho investito in un cofano personalizzato per avere un prodotto esclusivo, fatto su misura

per le mie esigenze. Ha avuto molto successo, l’ho riproposto diverse volte e ne ho approfittato per testarlo in ogni tonalità disponibile. Non saprei scegliere quale tra queste sia la più bella perché sono tutte favolose!». Sardegna: Funerarte (Porto Torres e provincia di Sassari), Sig. Antonio: «Ho scelto per le mie agenzie Prima Bottega da molti anni, investendo quotidianamente in prodotti di alta qualità e vera originalità. Nella mia esposizione sono presenti tutte le loro linee sia di cofani, che di urne e fondali, convinto che sia fondamentale innovarsi ed offrire il massimo alla propria clientela. Sono entusiasta di essere riuscito a realizzare i nostri Martiri Turritani e, come ultima new entry, l’Affresco Top con il nostro San Gavino». Lombardia: Bonomelli (Trescore Balneario - BG), Sig. Emanuele: «Ho scelto alcuni tra i prodotti più particolari proposti per cercare di comunicare al cliente un’emozione che lasci un segno a tutta la famiglia. Una


cerimonia con Prima Bottega diventa un’esperienza davvero coinvolgente, di cui non ci si dimentica!». Lombardia: Versilia Srl (Mantova), Sig.ra Francesca: «Trovo le camere ardenti tradizionali vecchie e sorpassate così ho voluto testare gli innovativi fondali Affresco. Un successo oltre le aspettative, per la loro bellezza e per la possibilità di creare un ambiente personalizzato! Le famiglie che si recano nelle camere mortuarie dell’ospedale locale, quando vedono i nostri allestimenti fanno il confronto e ne parlano. Sono apprezzate molto anche dai sacerdoti che mi hanno riferito di avere la sensazione di entrare in un museo». Friuli Venezia Giulia: Prosdocimo (Aviano - PN), Sig. Alessandro: «Abbiamo riposto molte aspettative sul cofano Scrigno del Cuore ed è stata una scommessa vinta. È un prodotto che veicola un messaggio, che lascia un ricordo tangibile del proprio caro, per questo viene scelto anche in caso di cremazione. Capita spesso che la gente lo richieda perché colpita dalla particolare cerimonia che si viene a creare e a cui prende parte. In tanti anni non mi era mai successo di ricevere richieste precise di un particolare prodotto da parte dei clienti. La vera pubblicità sono i dettagli che fanno la differenza e le persone che ne parlano bene».

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Emilia Romagna: Zavagli Daniele (Borgo Tossignano - BO), Sig. Daniele: «Per me l’importante è svolgere cerimonie di alta qualità e sono sempre alla ricerca di qualcosa di innovativo ed originale. Finalmente ho trovato chi mi dà la possibilità di raggiungere questi obiettivi che imprimono un sicuro marchio di distinzione alla mia impresa. Apprezzo anche la flessibilità di Prima Bottega, disponibile a realizzare prodotti personalizzati con risultati assai significativi tanto da venire utilizzati, contro ogni aspettativa, anche nelle cremazioni».  OLTRE MAGAZINE

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NEWS AZIENDE

Emilia Romagna: Valdinoci (Gambettola - FC), Sig.ra Catia: «Una volta in esposizione i cofani di Prima Bottega si impongono subito. Il successo della linea Affresco è innegabile. Sono articoli di alto pregio e impatto visivo, rifiniti in modo perfetto. Piacciono molto, averli in mostra ci qualifica!». Campania: Cerreto e Cerreto Srl (Marcianise - CE), Fam. Cerreto: «Ci riteniamo clienti affezionati di Prima Bottega che contribuisce certamente ed in modo determinante al successo della nostra storica Impresa. Siamo molto legati al cofano Preghiera che oramai è diventato il nostro marchio inconfondibile, ma non è l’unica linea che proponiamo. Apprezziamo l’accuratezza con cui sono realizzati i cofani, perché per noi è essenziale offrire il meglio ai clienti». Calabria: Cavallaro (Dinami – VV), Sig. Giuseppe: «Sono stato uno dei primi clienti di questa bella azienda abruzzese. Ho creduto da sempre nelle loro strategie innovative, tanto da interessarmi a Scrigno del Cuore ancora prima che venisse ufficialmente im-

Sicilia: Nicolosi (Alcamo - TP), Sig. Antonio: «I miei due punti fermi sono qualità e Made in Italy, per questo sono cliente di Prima Bottega da sempre e non mi ha mai deluso. Sono stato il primo a far realizzare un cofano Affresco personalizzato, destando l’ammirazione della gente e probabilmente anche l’invidia delle altre imprese. Sono inoltre favorevolmente colpito dall’impegno di Prima Bottega nell’aiuto alle associazioni per la ricerca scientifica nella prevenzione e cura delle malattie, un gesto molto apprezzato anche dalle famiglie». Puglia: Pierro Saverio (Accadia FG), Sigg. Saverio e Stefano: «Era da un po’ che volevamo presentarci in modo diverso e dopo un’attenta ricerca abbiamo capito che le proposte di Prima Bottega rappresentavano il giusto mezzo per distinguerci. Il salto qualitativo l’abbiamo riscontrato con le personalizzazioni, in particolare con il cofano raffigurante la Madonna del nostro paese accompagnata da una preghiera. Grazie alla competen-

za e alla disponibilità della loro grafica interna è stato realizzato un bellissimo lavoro che ci ha regalato tante soddisfazioni. Ci teniamo ad offrire ai clienti prodotti originali e di alto livello, e non copie malriuscite!». Puglia: Fiorentino Funeral Center (Nardò - LE), Sig. Maurizio: «La cerimonia funebre è il momento più delicato e toccante per chi ha perso un proprio caro e io desidero che possa essere speciale. Manufatti esclusivi come quelli di Prima Bottega centrano sicuramente l’obiettivo. Sono diverse le collezioni presenti nella nostra sala espositiva: Affresco è una delle più richieste per l’ampia gamma di soggetti, anche a tema laico come le splendide “infiorate”. Un ottimo modo per distinguersi offrendo ai clienti la garanzia di una scelta di valore.

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Puglia: ITOF di Vitale Vincenzo (Andria - BT), Sig. Vincenzo: «Dopo aver riscontrato notevole successo con il brand Affresco, ho voluto arricchire la mia esposizione con Scrigno del Cuore totalmente rivestita in foglia oro bocciardata per offrire un prodotto davvero esclusivo».

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messo sul mercato. Mi hanno aiutato a far crescere la mia impresa!».

Lazio: Fiore Catia (Velletri - RM), Sig. ra Catia: «Di Prima Bottega apprezOLTRE MAGAZINE


Abruzzo: Ballerini Giantonino (Arielli - CH), Sig. Giantonino: «Sono cliente di Prima Bottega da non molto tempo, ma devo dire che l’utilizzo delle loro incredibili proposte ha già lasciato il segno, permettendomi di aumentare la mia reputazione sul territorio, dove ora sono conosciuto come “Onoranza Eccellente”. Sono prodotti molto validi che vengono notati perché assolutamente diversi da tutti gli altri».

zo soprattutto la serietà e l’approccio verso il cliente: i soli a darci prodotti innovativi e pronti a soddisfare ogni nostra esigenza. Proprio ultimamente, da una mia semplice idea, mi hanno proposto in brevissimo tempo l’effigie della Regina Nefertari affrescata sul coperchio: risultato eccellente! Il mondo funerario è già triste di suo, per questo andiamo alla ricerca di eleganza ed originalità per dare un servizio di livello che possa essere di conforto a chi deve dare l’addio ad un proprio caro. Le famiglie restano contente e ci ringraziano, e questo dà un grande senso al nostro lavoro».

Marche: Gruppo Bondoni (Castelplanio - AN), Sig. Marco: «Nelle show room delle nostre due case funerarie i cofani Prima Bottega spiccano su tutti. La gente che li vede in occasione dei funerali ne rimane colpita e li richiede quando a loro volta devono affrontare un lutto. L’indiscutibile qualità e pregio artistico di questi manufatti testimoniano l’irreprensibilità dell’azienda a cui vanno i miei complimenti anche per la professionalità e la simpatia delle ragazze che seguono il commerciale». Umbria: Diotallevi (Foligno - PG), Sigg. Giuseppe e Daniele: «Sono anni che ci serviamo da Prima Bottega. Il cofano Preghiera è quello che

più colpisce, ma notevole riscontro l’ha ottenuto anche un cofano Affresco con Madonna di Foligno. Abbiamo inoltre scelto un fondale espandibile per la nostra casa funeraria, un altro prodotto superlativo!». Liguria: F.lli Camaiora (S. Stefano di Magra - SP), Sig. Massimo: «Ho contattato personalmente l’azienda per introdurre questi prodotti curati nei minimi dettagli e per realizzare con loro la Madonna del nostro paese. Ho poi voluto ampliare l’esposizione inserendo il modello Preghiera per dare maggiore prestigio alla mia Impresa». Toscana: Baldacci (Vinci - FI), Sig. ra Brunella: «Una collaborazione avviata tanti anni fa dal mio caro papà Franco e proseguita da noi perché apprezziamo le lavorazioni artigianali ed i prodotti innovativi. Abbiamo iniziato con Preghiera per poi scegliere tutti i brand tra cui anche Scrigno del Cuore e tutti ci hanno dato la possibilità di creare cerimonie uniche e partecipative!». Che dire? Ogni altro commento sembra superfluo! 

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Molise: Bucci Americo (Agnone - IS), Sig. Americo: «Ho da poco aperto una piccola casa funeraria con una sala mostre e ho notato che i cofani Prima Bottega suscitano un immediato stupore. Prodotti di grande impatto, ineccepibili per qualità e cura dei dettagli, persino nell’imballaggio. Apprezzo in particolare il fatto che la base della cassa sia rifinita con velluto o foglia oro così, quando la si solleva per collocarla in un loculo, non si vedono le tavole grezze. Mi ritengo molto soddisfatto del rapporto cliente/fornitore pure per il vantaggio di poter ordinare anche un solo pezzo alla volta». OLTRE MAGAZINE

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IN memoriA

Addio a Pepe Altstut, imprenditore dal cuore grande di Pietro Innocenti

Era a capo di un impero che comprende la Memorial Necrópole Ecumênica, il cimitero verticale più alto del mondo.

Aveva 83 anni ed era ricoverato nell'Ospedale Siriano-Libanese di San Paolo, uno dei più famosi del Brasile e di tutto il Sud America per l'altissima qualità delle cure.

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Pochi mesi fa ci ha lasciati, vittima di complicazioni del Covid-19, Pepe Altstut l'imprenditore argentino che ha trascorso gran parte della sua vita in Brasile nella bella città di Santos.

José Salomon Altstut, più noto come "Pepe", era nato a Santa Fé in una famiglia originaria della Bessarabia quella regione che si estende dai primi contrafforti meridionali

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subcarpatici fino al Mar Nero e che oggi fa parte della Moldavia e nella sua parte Sud, quella che dà sul mare, dell'Ucraina. Da quelle terre erano partite, già all'inizio del ventesimo secolo, importanti ondate migratorie verso una delle destinazioni più ambite per chi lasciava il suo paese natale alla ricerca di un lavoro e di un futuro meno duro per sé e la propria famiglia: l'Argentina. La difficile situazione socio-economica di quel territorio dell'impero russo era all'origine di tale decisione vieppiù confortata,

per quanto riguarda l'emigrazione ebraica, dagli orribili pogrom (sanguinose campagne persecutorie) verso i membri di quella comunità iniziati già dopo l'assassinio dello Zar Alessandro II e che raggiunsero Kishinev, la capitale, nel 1903-1905. In quei tempi l'Argentina era una meta ideale per le sue ricchezze, non solo agricole, forestali e zootecniche ma anche di gas naturale nonché di oro, argento, rame, zinco, piombo, litio etc. Investitori di tutto il mondo vi si precipitavano contribuendo così 


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al suo sviluppo economico. Ne sono la prova gli immobili di Buenos Aires che evocano quelli di Parigi, di Roma o della Gran Bretagna come ad esempio il quartiere di San Isidro che sembra uscito da una cartolina inglese e che è, guarda caso, il centro incontestabile del rugby (sport molto British) dei "Pumas", l'animale simbolo della nazionale argentina. Lo stesso Paul Morand, il grande scrittore Accademico di Francia e per un tempo ambasciatore del suo paese in Romania (e successivamente in Svizzera sotto il regime di Vichy), quando paragona Bucarest alle grandi capitali del mondo cita sempre, accanto a Parigi, Londra, Berlino e Roma, Buenos "Ayres" come un esempio imprescindibile per ciò che è della moda, della cultura, del bel vivere. Che differenza con l'Argentina odierna che da vari decenni ormai

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 Panoramica della città di Santos vive in uno stato di crisi permanente ed in un caos inenarrabile a causa dell'incapacità dei vari politici che l'hanno governata e che non hanno saputo rimettere in carreggiata un paese al quale gli italiani sono tanto vicini non foss'altro che per il fatto che un buon 30% della popolazione è originaria della penisola! Basta aprire i quotidiani locali, "La Nación" o "Clarín" per trovare una caterva di cognomi italiani nei vari titoli. Per non parlare di città come Rosario (da dove viene Leo Messi) dove la penisola è onnipresente. Abbiamo avuto la fortuna di conoscere personalmente Pepe incontrandolo sia in Italia, dove era venuto a visitarci per una edizione di Tanexpo, che andandolo a trovare nella "sua" Santos, di cui era uno dei cittadini più prestigiosi, in occasione di uno dei nostri numerosi viaggi in Brasile.

Era un signore di una grande semplicità e generosità, sempre pronto a dare un consiglio da esperto uomo d'affari, di un umore costantemente allegro, conviviale (gli inviti a pranzo erano sempre annaffiati da vino obbligatoriamente argentino!) e fine apprezzatore della bellezza muliebre. Grande sportivo, non solo intratteneva il suo fisico iniziando ogni giornata con una seduta nella sua attrezzatissima palestra (lunedì e mercoledì Arti marziali Miste; martedì e giovedì Boxe-era stato sul punto di diventare pugile professionista-; venerdì Muscolazione e Stretching) ma partecipando di persona, anche finanziariamente col suo Grupo Memorial, a numerosissime attività in vari settori sportivi: immersione subacquea, pugilato (il Gruppo Altstut organizza il torneo Luvas de Ouro (Guanti d'Oro), il più importante evento pugilistico del 


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Era giunto a Santos più di cinquant'anni orsono da Buenos Aires dove aveva iniziato sin da giovane ad occuparsi di attività immobiliari. Le sue capacità innate gli avevano assicurato un rapido successo. Si recò a Santos per la prima volta a 23 anni su invito del papà che viveva lì e dopo la sua terza visita, a 25, decise di trasferirvisi per un anno con l'idea di ritornare in Argentina passato questo lasso di tempo. In realtà la gentilezza con cui fu accolto dagli abitanti e la vocazione sportiva della città incantarono Pepe che non se ne andò più. Tanto non era riuscito ad ambientarsi nella tentacolare ed alienante San Paolo quanto gli fu facile farsi sedurre da Santos che nonostante l'importanza del suo porto, il più grande del Brasile (rappresenta un quarto della bilancia commerciale del paese ed è il più grande esportatore di zucchero, succo d'arancia e caffé del mondo! - a Trieste, già terminal europeo dell'Instituto Brasileiro do Café, la piazza d'accesso al porto si chiama "Largo Santos") rimane una città tranquilla e ordinata anche se

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Brasile), ciclismo (cinque dei suoi ciclisti hanno rappresentato il Brasile ai giochi olimpici), arti marziali, triathlon, tamburello e, da buon argentino-brasiliano, calcio. Amico e socio di Edson Arantes Do Nascimiento, l'ineguagliabile Pelé, nella P&P (Pelé e Pepe) ha creato in seno a quest'ultima, nel 2006, la Escola do Rei (la scuola del re, Pelé evidentemente) una accademia calcistica che nel Bairro do Boqueirão forma i giovanetti al football ma la cui vocazione è, ancor prima che sportiva, sociale. Aveva trovato nell'attività sportiva la somma di quei valori che hanno improntato tutta la sua vita: la lealtà, il senso del lavoro di squadra, il gusto dello sforzo per migliorarsi, l'amore per la competizione.

raggiungerla da San Paolo, distante solo un'ottantina di chilometri, è un'impresa che talvolta richiede non minuti ma ore. Pepe, peraltro, disponeva di un elicottero... Poco tempo dopo essere giunto nella città accolse la proposta di assumere la Direzione Sportiva del prestigioso Club Caiçara dove entrò nella sezione di pesca subacquea. Due anni dopo costruì una prima casa assieme ad un suo amico del settore immobiliare cui seguì uno stabile. A partire da quel momento divenne uno dei principali e più stimati imprenditori "santisti" alla testa di un impero che comprende, tra tutto il resto, un'impresa edile (Wembley Construtora), alberghi di lusso (un hotel a Ubatuba e una "Pousada" a Paraty, magnifico sito coloniale portoghese rimasto intatto sulla costa tra Rio e San Paolo) non-

ché il più alto cimitero verticale del mondo come risulta dal Guinness dei Primati. L'idea di tale realizzazione nacque il giorno in cui Pepe Altstut si trovò ad assistere alle esequie del padre di un caro amico che fu sepolto "na lama" (nel fango) a causa dei problemi creati da una nappa freatica. Tale esperienza lo sconvolse e lo stimolò a pensare al modo di dare una sepoltura degna a chi terminava la propria vita. Di ampi spazi per creare un cimitero non ce n'erano e quindi la soluzione più logica era quella di crearne uno verticale: la Memorial Necrópole Ecumênica la cui costruzione parte nel 1983 per essere operativa già nel 1984. Si iniziò con uno stabile di dieci piani che progressivamente aumentarono facendo di tale struttura il cimitero più visitato del mondo e 

 Il grande Pelé con cui Pepe Altstut ha avviato un progetto per i giovani


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Il sito non ha l'aspetto di un cimitero quanto piuttosto quello di un posto gradevole e bello in un ambiente naturale e con infrastrutture differenziate: un'area giochi, una caffetteria, una cascata tropicale, un lago con carpe ed una voliera con molti esemplari della ricchissima fauna avicola brasiliana. Pepe Altstut era partito dal principio che il momento più triste della vita di una persona è quello in cui essa deve accompagnare un essere caro per l'ultimo viaggio e ciò anche quando il decesso è prevedibile ed atteso. Da qui l'idea di minimizzare la sofferenza fornendo un quadro gradevole che non evochi un luogo funebre. Aveva appreso in prima persona, vista l'accoglienza affettuosa che ricevette arrivando a Santos, che siamo tutti uguali, argentini o brasiliani, ed è per questo che nel Memoriale i loculi sono standardizzati in modo che nessuno si distingua in un contesto estremamente discreto. Non sono ammessi oggetti scenografici, foto e nemmeno omaggi eccessivamente appariscenti. I fiori sono permessi in date speciali ma vengono ritirati il giorno dopo. Pepe era perfettamente consapevole del fatto che tale politica gli faceva perdere molte vendite ma nel Memoriale tutti devono essere uguali perchè tutti sono uguali davanti a Dio.

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capace di accogliere oggi in 25.000 loculi (ciascuno in grado di contenere una bara e cinque cassette ossario) i resti di più di 150.000 defunti.

Anche la presenza, curiosa, di vecchie automobili sul sito trova la sua ragione d'essere nel desiderio di alleviare la tristezza dei dolenti. In effetti accadde che un giorno vi venne parcheggiata una vettura che era stata consegnata dopo una riparazione. Doveva rimanervi per la

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giornata ma ci si rese conto che essa attirava l'attenzione di coloro che lì si trovavano e si decise di portarne altre visto che molti le associavano a momenti gradevoli della vita del defunto alleviando così la loro sofferenza in quelle tristi circostanze. C'è anche un cagnolino addestrato che porta in una borsa del suo collare dei messaggi. Entra nelle sale e, se ben accolto, trasmette molto amore ai famigliari ed agli amici. Del resto, nel complesso esiste un canile 

 Alcune immagini del “Cimitero Verticale” di Santos


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dove vengono ospitati i cani abbandonati che vengono accuditi da un veterinario in pianta stabile. Pepe Altstut, uomo di grande sensibilità, amava molto gli animali ed è proprio per questo che ha voluto creare a São Bernardo do Campo (un comune dell'area metropolitana di San Paolo dove avevo per caso incontrato due ragazze figlie di triestini del popolare quartiere di San Sabba con cui potei parlare nel nostro dialetto) un Clube Pet Memorial, il primo dell'America latina, costruito nel 1990. È situato in un'area verde di 12.000 metri quadrati dove gli animali possono scorrazzare a piacimento. Vi vengono organizzate cerimonie commemorative ed altri eventi. Dispone di un crematorio, di una sala del commiato e di una cappella consacrata a San Franceso d'Assisi. Vi si fanno mediamente 700 cremazioni mensili ed una settantina di veglie funebri. L'animaletto viene prelevato in casa e, se non rimane in loco, l'urna con le ceneri viene consegnata alla famiglia.

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Mai a corto di idee, Pepe Altstut crea nel 2012 il Brilho Infinito (lo Splendore Infinito) partendo dalla constatazione che, a parte i beni materiali, l'unica cosa che resta di un defunto sono i capelli. Si tratta di un diamante che viene creato a partire da un capello, ridotto chimicamente in carbonio, che a sua volta viene trasformato in pietra preziosa tramite un processo simile a quello naturale ma accelerato (tre-quattro mesi in totale dal prelievo del capello). I diamanti vengono catalogati seguendo gli stessi criteri impiegati per le pietre naturali. Il primo esemplare fu creato a partire dai capelli di Pelé. Da allora la richiesta è ottima tanto più che tutto il procedimento, eseguito esternamente, viene filmato dalla A alla Z. Prima di intraprendere l'avventura OLTRE MAGAZINE

 Il cagnolino “messaggero” del Memoriale, Pepe non aveva mai pensato che un giorno avrebbe vissuto quotidianamente a contatto con la morte. Però con il passar del tempo e grazie ad un ambiente gradevole tutto fu molto naturale. Ogni decesso è triste, è vero, ma non si può permettere che la routine diventi opprimente. È per questo che il Gruppo Altstut è estremamente coinvolto nelle attività sportive e nelle azioni sociali per alleviare quella che è la "pesantezza" del lutto organizzando attività di vario tipo, come ad esempio dei recital di cantanti famosi, nei giorni della festa del Padre, della Madre o dei Morti. Non dev'esserci una rottura totale, dopo il decesso, tra il defunto ed i parenti e gli amici. Dopotutto la morte non è che la continuazione della vita, una nuova tappa, e nessuno deve sentirsi abbandonato in tale momento. Non a caso molti di coloro che acquistano un loculo nel Memoriale dicono di farlo perchè si tratta di un luogo allegro dove vi sono sempre feste. Ed allora, Pepe, riposa in pace continuando a vivere, più che mai, nel fulgido ricordo di chi ti ha rispettato ed apprezzato in questa avventura terrena dove hai dato il meglio di te per il bene di tutti. Grazie. Ciao! 


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Il crematorio verde di Amalsad di miranda nera

Nell’immaginario collettivo di molte culture il crematorio è un luogo relegato ai margini della città, spesso inserito all’interno di contesti cimiteriali oppure all’interno di aree industriali.

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Non solo addio ai defunti ma uno spazio pubblico, sociale e religioso.

La motivazione con ogni probabilità è legata al senso comune del vivere la morte come un momento di profondo disagio. In diversi Paesi la cremazione ha preso piede solo recentemente, in altri al contrario è legata a radici religiose e culturali più antiche. Quando si parla di crematorio è

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interessante capire in che modo i popoli che considerano la cremazione una pratica usuale, decidano di posizionare tale struttura all’interno del tessuto urbano delle loro città e in relazione agli spazi abitativi e pubblici. Un esempio singolare è quello del crematorio di Amalsad, una piccola cittadina nel Gujarat, in India. Una realizzazione come questa difficilmente potrebbe essere collocata all’interno di una città italiana ma 

Tutte le foto di Inclined Studio_d6thD design studio

Luoghi di cremazione


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Luoghi di cremazione

nel proprio contesto diventa un importante spazio pubblico, sociale e religioso. Il progetto di d6thD design studio è del 2020 e nasce, infatti, dall’esigenza di voler realizzare un crematorio e al contempo uno spazio pubblico rivolto alla fruizione quotidiana della popolazione. Da questo punto di partenza si sviluppa l’idea di una struttura a due livelli che accoglie il crematorio al piano interrato e il parco urbano al livello superiore. La possibilità di lavorare su livelli differenti deriva dall’uso strategico del terreno caratterizzato da un profilo poco lineare e da avvallamenti. Il progetto, quindi, segue il profilo del terreno assecondando la distribuzione spaziale su piani diversi.

I due livelli sono collegati da una grande rampa. La rampa dà vita ad un percorso spirituale che scendendo dall’ingresso principale prosegue fino ad incontrare un’enorme statua della divinità Indù Shiva. La statua è visivamente preclusa dall’ingresso principale e viene mostrata al visitatore solo dopo aver percorso la rampa. Shiva rappresenta un invito alla meditazione e la scelta di posizionare l’imponente statua alla fine del percorso che dà l’accesso al crematorio non è casuale: segna il limite del passaggio tra le due condizioni dell’esistenza, la vita e la morte e la rampa rappresenta metaforicamente un percorso trascendentale attraverso il quale il dolente entra in contatto con la propria spiritualità.

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La rampa

L’ingresso al crematorio segna il punto d’inizio della funzione funebre. I muri di sostegno che costeggiano la rampa sono caratterizzati da piccole nicchie all’interno delle quali si trovano statuette indù e idoli che

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hanno il ruolo di confortare spiritualmente la famiglia del defunto. La rampa con i muri di sostegno laterali abbraccia l’intero percorso rendendolo psicologicamente un luogo sicuro e protetto.

Livello superiore: il parco Nel livello superiore della struttura sono stati realizzati diversi giardini spirituali caratterizzati da percorsi secondari che portano alla zona ovest del parco contraddistinta principalmente da uno spazio verde attrezzato che funge anche da elemento di separazione con le abitazioni. Nel progetto si innestano giardini verdi, percorsi pedonali ed aree di sosta 

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pensato e progettato per accogliere il dolente durante tutta la fase della funzione funebre; l’ambiente in cui si riuniscono i familiari e gli amici dei defunti è raccolto e silenzioso e questo anche grazie a materiali costruttivi pensati non solo per durare nel tempo ma anche per creare un isolamento acustico e assicurare ai presenti tutto il tempo necessario per dire addio ai loro cari in piena riservatezza.

in cui fermarsi, sedersi e meditare. La popolazione indiana è molto legata alla propria sfera spirituale e religiosa che influisce notevolmente sulla quotidianità. Ecco perché, nel caso specifico del crematorio di Amalsad, il parco è stato pensato come uno spazio a metà tra luogo di devozione e spazio pubblico. Gli utenti a cui è rivolta la fruizione del parco sono adulti e bambini proprio perché l’approccio al fine vita non è un tabù come per gran parte della cultura occidentale. Vivere uno spazio come questo aiuta anche i bambini a rapportarsi con un’idea sana della morte collocandola all’interno del normale ciclo di vita.

La zona sottostante è adibita principalmente a crematorio e organizzata per garantire la privacy dei dolenti. Il sistema dei flussi è diviso tra utenti e addetti ai lavori sia per quanto riguarda le zone esterne che quelle interne. Inoltre c’è la possibilità di ospitare due funzioni funebri contemporaneamente, senza che una interferisca con l’altra. Ogni spazio è

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Livello inferiore: il crematorio

La piccola città di Amalsad sicuramente necessitava di un parco urbano inteso proprio come spazio meditativo e di aggregazione e la scelta di ospitarvi un crematorio va di pari passo con la cultura per cui la morte è un evento inevitabile e deve essere vissuta con dignità e consapevolezza. La vita è un’avventura affascinante, un viaggio che ci mette in contatto con il pensiero e le opere degli esseri umani che hanno lasciato testimonianze, riscaldato dal calore delle persone che ci amano e la morte non è che un passaggio naturale, la pennellata finale di un capolavoro che diventa tale proprio perché non è eterno. 


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PARLIAMO DI...

Simulare la morte per apprezzare la vita d i Ta n j a P i n z a u t i

Cosa succede dopo che il corpo smette di vivere? Nuove realtà e macchine per provare l’ultima, ineluttabile esperienza dell’essere umano.

Cosa succede dopo che il corpo smette di vivere? Cosa si prova negli ultimi istanti di vita? Cosa è che un momento prima ci tiene in vita e quello dopo ci lascia inerti e senza energia vitale? La risposta a molte di queste domande è difficile se non impossibile ed è motivo di studio e discussione tra filosofi,  OLTRE MAGAZINE

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C’è chi ci pensa più spesso, chi meno, chi conduce una vita sana nella speranza che si trasformi anche in una vita lunga e chi invece vive tutto e subito perché “la vita è

una sola”. In ogni caso, la paura della morte è più o meno insita in ogni uomo o donna, sicuramente a causa dell’istinto primario di sopravvivenza e di prosecuzione della specie ma anche, e soprattutto, per la paura di “non essere più”.

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Simulare la morte per prendere confidenza con l’idea che un giorno non ci saremo più, provarla “in anticipo” per sapere cosa ci aspetta. Ma è davvero possibile? Da quando l’essere umano è cosciente, e forse anche da prima delle sue filosofiche divagazioni su vita e morte, la paura della morte e dell’ignoto ad essa legato lo ha sempre accompagnato durante la vita.

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psicologi e medici. Per tutti, studiosi e uomini comuni, resta la curiosità di conoscere e comprendere nella speranza di riuscire ad accettare l’unico evento sicuro, che temiamo e rimandiamo, ma che è ineluttabile. Ed è probabilmente questo il motivo che ha spinto numerosi scienziati a studiare un modo per aprire la porta sull’ignoto e sbirciare per scoprire cosa succede durante gli ultimi istanti della nostra vita.

I primi a creare macchinari e software che facciano provare una esperienza di “morte simulata” a chi desidera sapere in anticipo cosa lo aspetta, sono stati gli scienziati e i programmatori orientali. L’idea di creare uno strumento che simulasse la morte è stata partorita da Huange Weiping e Ding Rui, soci in affari, che hanno realizzato un loro progetto per il parco di divertimenti Window of the world a Shenzen. Un parco divertimenti in cui provare una simulazione di morte e di cremazione sembra una contraddizione in termini ma è in linea con la civiltà orientale che da sempre ha un rapporto con la morte molto diverso dal nostro. Ma che tipo di esperienza è quella proposta nel parco divertimenti ci-

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I primi esperimenti in Cina

nese? Si tratta in realtà di un gioco in 4D, una attrazione nella quale si può entrare pagando 40 euro, che impegna i giocatori in una serie di prove che portano comunque alla morte. Alla fine si va per provare quell’esperienza no? Ma non solo, dopo aver provato la propria morte, i giocatori proveranno anche cosa significa essere cremati. Nel momento in cui il protagonista viene dichiarato morto, inizia il suo funerale: viene deposto all’interno di una bara, vengono accese candele e esposta la sua immagine mentre la cassa viene deposta su un nastro trasportatore che lo introdurrà nel

forno crematorio. Ovviamente non è un vero impianto, ma una stanza con una temperatura di 40 gradi che usando luci e getti di aria calda simulerà l’incenerimento. Ma l’esperienza non finisce con la morte: in Cina è forte la credenza che la morte sia solo un passaggio verso la reincarnazione in un nuovo essere e per questo l’ultimo passo del simulatore è quello di portare il giocatore alla sua nuova vita seguendo un forte bagliore. L’intero percorso dura due ore e termina in un ambiente caldo dove si sente il battito di un cuore e che rappresenta l’utero materno e dove il protagonista completa il proprio esperimento di morte/cremazione/vita.

La realtà virtuale Una simulazione delle ultime ore di vita e del “passaggio” a un’altra dimensione, quella post mortem, tramite la realtà virtuale è invece il frutto di uno studio del designer Frank Kolkman che ha sviluppato numerosi progetti con questo tipo di sperimentazione. Fino dagli anni ’90 la realtà virtuale è protagonista di giochi, parchi a tema ed esperimenti di vaio tipo; Kolkman la 


applica a campi di studio inusuali, come appunto la simulazione di cui parleremo.

Il funzionamento è semplice: il soggetto che sperimenta la simulazione indossa la visiera per la realtà virtuale che è collegata alla testa robot posizionata dietro di lui. Da quel momento le sensazioni di vista e udito vengono inviate tramite questa testa robot, che ha telecamere e microfoni, riuscendo a riprodurre perfettamente i movimenti umani. In questo modo il protagonista proverà una sensazione simile a quella di “staccarsi” dal proprio corpo vedendosi, con gli occhi del robot, da “fuori”. Al termine del percorso è stato inserito uno specchio per interrompere la sensazione perché rischiava di diventare reale, come riportato da molte persone che hanno testato la simulazione.

La Coffin Accademy per evitare i suicidi In Giappone e in Corea del Sud il tasso di suicidi tra i giovani è altissimo. Per questo motivo è stata creata la Coffin Accademy, una vera accademia che insegna ai ragazzi cosa significa provare la propria morte e che li educa ad apprezzare la bellezza della vita. I ragazzi pagano 25 dollari per la simulazione del proprio funerale con cassa e foto ricordo. Partecipano ad un seminario sul tema e in seguito vengono chiusi dentro i cofani per dieci minuti per poter riflettere su cosa significa

togliersi la vita: chiusi dentro la cassa hanno il tempo di riflettere su ciò che lasciano, sugli amici, sui parenti che restano senza di loro. L’idea di dover rinunciare a tutto e di non rivedere le persone care, li aiuterebbe ad affrancarsi dall’idea del suicidio. Poiché il progresso tecnologico è in continuo e rapido sviluppo, siamo certi che in un futuro davvero prossimo saranno a disposizione altre esperienze sul tema sempre più verosimili, anche se la morte non cesserà mai di essere quel mistero verso cui l’umanità prova da sempre fascino e timore. 

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Lo studio di Kolkman è stato pensato per avvicinare in modo graduale i malati all’idea della morte ma anche per far provare le sensazioni degli ultimi istanti di vita a chi ha dubbi e domande sull’ultimo “viaggio” che ogni essere vivente si trova a dover affrontare, ma anche a chi è semplicemente curioso. Il progetto prevede che il protagonista dell’esperimento, cioè chiunque voglia provare Outerspectre, il simulatore virtuale, provi la sensazione di uscire dal proprio corpo e vedersi da fuori. La macchina si sviluppa attraverso l’utilizzo di una testa robot ed è integrata con la realtà virtuale. Il progetto è stato presentato alla Dutch Design Week e i visitatori sono stati invitati a provarlo.

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Presentando il simulatore Kolkman ha spiegato che negli ospedali c’è troppa attenzione a cercare di mantenere in vita i malati ma pochi percorsi di accettazione della morte. Il suo progetto potrebbe aiutare i malati ad avvicinarsi a una eventualità tragica ma non impossibile. OLTRE MAGAZINE

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PSICOLOGIA

Il lutto: cos'è e come si manifesta di Linda Savelli

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Il termine “lutto” ha un’etimologia latina: il verbo da cui origina è lugère, cioè piangere, che subito rimanda all’ambito della sofferenza per la perdita, ma anche ai vari modi che l’essere umano mette in atto per esorcizzare e trasformare quest’esperienza dolorosa e disorientante in qualcosa di significativo, anche attraverso riti e tradizioni culturali.

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Un processo dinamico naturale che l’uomo attraversa quando affronta eventi destrutturanti.

Il lutto, reale o simbolico che sia, non è uno stato, ma un processo dinamico naturale che ci troviamo a vivere tutte le volte che facciamo

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esperienza della morte di qualcuno che ci è caro, ma anche quando affrontiamo nostro malgrado eventi di vita destrutturanti, come un divorzio complicato o la perdita del nostro ruolo sociale, per fare un esempio. Come tutto ciò che pertiene alla sfera umana, anche il lutto non ha la stessa durata e le stesse identiche caratteristiche per tutti, ma è, invece, un’esperienza molto soggettiva e variegata, tanto che si parla di “stile di lutto” personale. Molte e diversificate sono le caratteristiche salienti 


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PSICOLOGIA

del processo di lutto: si possono, infatti, riscontrare nell’individuo che lo sta vivendo, dei cambiamenti nella sfera del comportamento, come crisi di pianto, stanchezza, mancanza di appetito o disturbi del sonno; oppure nella sfera cognitiva (mancanza di concentrazione, pessimismo, sensi di colpa, ecc.), o, ancora, nella sfera emotiva, con sentimenti di tristezza intensa, disperazione e sensazione di non farcela. Spesso si possono manifestare anche cambiamenti nella sfera che pertiene alla spiritualità, come dubbi o perdita della fede in chi fino ad allora era credente.

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L’elaborazione dell’evento luttuoso, quindi del senso di perdita provato, avviene quando, dall’iniziale senso di profondo smarrimento, confusione, dolore e percezione alterata del senso del tempo che passa, si va verso una nuova e più consapevole presa di coscienza dell’evento perturbante, nuovi e più funzionali modi di relazionarsi con la persona cara che ormai non c’è più, per esempio ricor-

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dandola, e un ripristino di quelli che sono i propri obiettivi e programmi, rendendo, cioè, la propria vita di nuovo progettuale. In sostanza, una buona elaborazione del lutto è, perciò, riuscire ad adattarsi in maniera funzionale alla perdita che si è subìta e che è venuta a sconvolgerci l’esistenza, che è sempre perdita anche di una parte di sé. Il processo naturale del lutto può, infine, complicarsi quando, invece di risolversi in un congruo lasso di tempo, tende a diventare cronico, con evidente malfunzionamento dell’individuo in aree importanti dell’esistenza, come quella sociale e/o quella lavorativa e con un esacerbarsi del senso di perdita, della sofferenza e dei pensieri legati alla persona defunta. In questo caso, può rivelarsi necessario il supporto di un professionista adeguatamente formato o di un gruppo di auto mutuo-aiuto, nell’ottica di riuscire a esprimere tutta la gamma di emozioni provate per facilitare l’elabo-

razione dell’evento e quindi il suo superamento. Se è vero che in qualche modo il lutto non finisce mai perché imparare ad adattarsi a ciò che si è perso non significa dimenticare qualcosa o qualcuno che mai più ritornerà, è anche vero che ricominciare a investire sul proprio futuro, con il tempo, è possibile. Ma cosa fa la differenza tra una buona elaborazione del lutto e un lutto complicato? Si tratta della resilienza, cioè di quella capacità di fronteggiamento degli eventi avversi che permette all’individuo che ne è provvisto di resistere al meglio ai colpi della vita. La persona resiliente di solito può contare su una solida rete familiare e sociale, è incline all’ottimismo, è in grado di gestire le proprie emozioni senza lasciarsene sopraffare, ha una buona scolarizzazione e si prende cura anche dei suoi bisogni spirituali (non necessariamente di tipo religioso). 


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Vogliamo qui sottolineare come sia prezioso il supporto sociale in qualsiasi fase della vita, ma soprattutto quando occorrono eventi perturbanti, come, appunto, la perdita di una persona cara. Se il defunto è il coniuge, l’evento luttuoso può risultare ancora più traumatico, soprattutto se la morte avviene dopo molti anni di convivenza o in maniera improvvisa e inaspettata; la vedovanza riattiva, infatti, in maniera potente la risposta di attaccamento: in questo caso è ancora più importante poter contare su una solida rete sociale di supporto. Da alcuni studi condotti in America risulta però che alcune persone rimaste vedove continuano a percepire accanto a sé la presenza del coniuge deceduto e che questa sensazione di “continuità del legame”, come è stata chiamata, fornisca in realtà conforto e faciliti nel partner ancora vivo una buona

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elaborazione del lutto, offrendo all’individuo rimasto solo la sensazione di non esserlo veramente. Sembra che le donne sappiano reagire meglio degli uomini alla morte del coniuge, poiché solitamente hanno una rete amicale più vasta e relazioni affettive più profonde che le aiutano a ridisegnare il significato della propria vita che va avanti. Gli uomini, dunque, soprattutto se anziani e quindi con poche possibilità di trovare una nuova compagna di vita, sono maggiormente a rischio di suicidio. È sempre importante chiedere aiuto se ci rendiamo conto di non farcela a fronteggiare in maniera adeguata un lutto significativo. Per concludere questo breve excursus sul lutto e sulla sua elaborazione, è giusto sottolineare che i traumi, anche quelli destabilizzanti, possono trasformarsi in un’occasione di crescita personale quando vengono fronteggiati con stile resiliente.  L i n d a S a v e l l i :dottoressa in tecniche psicologiche per i servizi alla persona e alla comunità e filosofa.

Bibliografia di riferimento: Belsky, J. (2009). Psicologia dello sviluppo 2 - Età adulta età avanzata. Bologna: Zanichelli Mencacci, E., Bordin, A. & Busato, V. (2020). Non sono più io - Come fronteggiare l’interminabile lutto nella demenza. Piacenza: Editrice Dapero.


PARLIAMO DI...

Un’energia nuova di Nicole Valeria Bisi

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Quando l’esperienza di fine vita diventa occasione di nuove consapevolezze e un aiuto nell’elaborazione del lutto per chi resta.

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Se è vero, come afferma il tanatologo Francesco Campione, che in una prospettiva intersoggettiva la morte può essere intesa come un "passaggio di testimone" in cui chi è vivo può farsi portavoce di chi non lo è più (e in questo modo continuare a vivere un po' anche per lui), quella che è stata raccontata la sera del 2 novembre durante la rassegna Il Rumore del Lutto 2021 nell'evento online "Un'energia nuova" è la storia di una staffetta tra un padre, medico e uomo dalla spiccata spiritualità, e una figlia, psicoterapeuta impegnata da anni nell'accompagnamento al lutto. Una staffetta di testimonianza racchiusa in un libro, intitolato appunto "Un'energia nuova". Si tratta di un libro d'artista, una raccolta postuma curata da Simona OLTRE MAGAZINE

Trigiani di quadri e scritti realizzati dal padre Giorgio durante la lunga malattia, in cui traspare in modo evidente il suo percorso di preparazione all'ultimo “viaggio”, attraverso un suggestivo dialogo per immagini e parole con la dimensione dell'Oltre. Quella che emerge dal libro è dunque una prospettiva molto trascendente. "Visioni" è stato il tema dell'edizione de Il Rumore del Lutto di quest'anno, ed è stata proprio una visione a rappresentare per Giorgio quell’aiuto fondamentale nel vivere più serenamente la malattia e la terminalità: un incontro speciale, mistico, avvenuto alcuni mesi prima della sua morte, con il figlio Gianluca, morto a tre anni per una rarissima malattia degenerativa ereditaria, la sindrome di Menkes. Il libro è anche la testimonianza 


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PARLIAMO DI...

L'ANIMA MIA VOLA

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L’anima mia vola nel mio cuore. È una luce che suggerisce il cammino che guida i pensieri che dà un senso alla mia vita. L’anima desidera uscire dal corpo per tornare alle origini perché sente forte il richiamo del Padre. L’anima vola libera in contatto con il mondo invisibile. L’anima mia mi prende per mano mi abbraccia mi porta con sé in un mondo meraviglioso indescrivibile mi mostra la fonte dell’energia pura. Io mi affido alla mia anima volo libero nell’universo senza il peso della materia della mia umanità mi fondo in lei divento luce mi sento attivo e partecipe dell’amore di Dio. Una lacrima di gioia scende sul mio viso. Vorrei volare portando con me tutte le persone che amo e che mi amano. Ogni anima è libera di provare a volare quando arriva il momento che ritiene giusto. Il Padre ama e ci attende tutti nella sua luce.

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di come il tempo del fine vita possa diventare per il morente occasione di molteplici ed intense esperienze interiori: occasione di espressione di sé, delle proprie emozioni, desideri e paure; occasione di condivisione dei propri vissuti con chi gli è accanto, aprendo un varco ai silenzi che spesso la malattia provoca anche all’interno delle relazioni intime; occasione per interpretare la morte non solo come la fine della propria vita e il distacco definitivo dagli affetti, ma anche e soprattutto come libertà dai vincoli imposti dalla materialità del corpo, come rinascita nello Spirito, nell’Amore, in Dio, nonché opportunità di ricongiungimento con i propri cari scomparsi e con il mondo dell’”invisibile”; ed infine occasione

 Giorgio e Simona Trigiani


per tramandare un lascito prezioso, un testamento esistenziale e spirituale che possa fungere da ponte tra chi muore e chi continuerà il suo percorso sulla terra. In tal senso, questo racconto scritto e visivo può essere di ispirazione e supporto per chi sta affrontando l’approssimarsi della morte propria o altrui e per chi sta elaborando il lutto per la perdita di una persona cara. Del resto, se questo lavoro da una parte racconta la preparazione al morire di un padre, dall'altra è il frutto del processo di elaborazione del lutto di sua figlia. Il libro è attualmente in fase di pubblicazione (per informazioni contattare info@elfostudioassociato.com). 

ENERGIA NUOVA

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Simona Trigiani è psicologa, psicoterapeuta, analista transazionale certificata, formata in sostegno al lutto naturale e traumatico e in EMDR (desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari). È titolare di ELFO Studio Associato insieme al marito Marco Marchetti, psicologo, con il quale da oltre dieci anni condivide l’impegno nell'ambito del lutto e della death education. Con l'insorgere della pandemia, a marzo 2020 hanno attivato Cor-dolium, un gruppo Facebook di sostegno gratuito per le persone in lutto a causa del Coronavirus.

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Sento dentro di me una energia nuova una luce intensa una musica dolce una pace silenziosa e infinita. Sono felice perché sono vivo sento tanta gioia nel cuore perché mi sento bene. Sento un cambiamento in me che non riesco ad esprimere o descrivere. Dopo il viaggio insieme a Gianluca mi sento un uomo nuovo che vuole reagire che desidera lottare per vivere libero da paure.

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cinema

Tra scambi di casse, salme e risate d i Ta n j a P i n z a u t i

Una commedia noir tra equivoci e ricostruzioni storiche, tipico humor inglese e un cast di stelle.

È il caso di una pellicola inglese girata nel 1966 dal regista Bryan Forbes che tratta la storia di una famiglia tra fraintendimenti, scambi di persone e… di casse! Il titolo del film è infatti proprio “La cassa sbagliata” (“The wrong box” in lingua originale, ma sicuramente il titolo italiano è più calzante) e parte della storia si sviluppa su diversi scambi di casse e di salme in un vortice di avventure e risate.

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Non sempre la morte e le sue numerose sfaccettature sono sinonimo di tristezza o sentimenti lugubri. Ci sono opere letterarie e cinematografiche che ne trattano gli aspetti più improbabili o nascosti, strappando anche qualche risata.

La trama Il film è ambientato a fine 1800 a Bath (Inghilterra), in piena epoca vittoriana e inizia con l’immagine del rettore di un istituto per ragazzi facoltosi che legge a venti alunni una polizza sulla vita firmata dai loro padri: si tratta della cosiddetta “tontina” in cui ogni genitore versa 1.000 sterline d’oro che andranno in eredità all’ultimo dei firmatari rimasto in vita. L’ereditario in questione diventerà quindi ricchissimo e così i suoi figli. Al momento della lettura del documento, gli interessati sono soltanto dei bambini e non sembrano prestare attenzione a quanto detto dal rettore. Negli anni però, una volta cresciuti, ognuno di loro 


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Foto di Lostafichuk - Dreamstime


Foto di Joe Sohm - Dreamstime

cinema

 Michael Caine

 Peter Sellers

ha ambizioni e brama di denaro e stranamente quasi tutti i rispettivi padri ormai anziani che hanno partecipato alla tontina, muoiono in condizioni misteriose o eccentriche. Rimangono in vita solo tre degli originali firmatari, due dei quali sono i fratelli Joseph e Masterman Finsbury, ormai invecchiati, che si odiano e non si parlano da quanrant’anni anche se abitano in due case adiacenti. A sconvolgere un equilibrio già precario arriva il telegramma della morte del terzo sopravvissuto. Sembra che i due fratelli siano rimasti soli nella corsa all’incasso della polizza e questo scatena i raggiri dei nipoti di Joseph, due fannulloni che vivono alle spalle dello zio, e di Masterman che invita il fratello a casa sua con la scusa di una rappacificazione, ma in realtà con l’intenzione di ucciderlo.

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A causa di una serie di avvenimenti ed equivoci, i due fratelli vengono dati

per morti mentre gli eredi fanno il possibile per nasconderne la scomparsa. Tra scambi di salme, sparizioni di cadaveri e il funerale del marito di una vecchia amica di Joseph, inizia il girotondo di fraintendimenti che porta i due fratelli a credersi morti a vicenda. Il film termina con la famosa scena in cui i nipoti dei due fratelli Finsbury si rincorrono su carri funebri d’epoca, inseguiti dalla polizia, da un notaio e da altri personaggi che si ritrovano partecipi di questo girotondo. Alla fine si scopre che le casse che dovevano contenere le salme sono state scambiate e che i due fratelli sono vivi e vegeti e pronti a combattere per accaparrarsi la sostanziosa eredità della tontina. La particolarità di questa commedia noir è la leggerezza con cui si tratta un argomento complicato e che spesso è ancora oggi un tabù: la morte. Non solo si cerca di sdrammatizzare un tema difficile e triste ma lo si fa con intelligenza, con un humor sottile, molto British, senza mai scadere nel volgare. Una foto-

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 Dudley Moore

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Il film è tratto dal romanzo omonimo di Robert Louis Stevenson e Lloyd Osbourne, pubblicato per la prima volta nel 1889. Il libro racconta, appunto, la storia di questa tontina tra uomini di affari facoltosi e le

Ma come funziona esattamente la tontina? Si tratta di una sorta di investimento finanziario perfezionato dal napoletano Lorenzo de Tonti a metà del 1600 e prevede che ogni partecipante paghi la propria quota di ingresso. In seguito, ogni firmatario gode dei proventi della somma totale fino a quando è in vita e al momento della morte di uno dei partecipanti, le quote vengono ridivise. Al momento del decesso di tutti i partecipanti, il capitale può avere diverse destinazioni, secondo degli accordi presi dai firmatari. Nel

Titolo originale: The wrong box Genere: commedia Paese di produzione: Regno Unito Anno: 1966 Durata: 105 minuti Regia: Bryan Forbes Interpreti: Michael Caine: Michael Finsbury; Peter Sellers: Dr. Pratt Doppiatori italiani: Massimo Turci: Michael Finsbury; Giuseppe Rinaldi: Dr. Pratt

caso del romanzo e del film, l’ultimo partecipante in vita erediterà tutto e potrà decidere come disporne, se investirlo, donarlo o lasciarlo in eredità a figli e nipoti.

Il cast Il cast scelto per il film è sicuramente azzeccato e ricco di nomi famosissimi nella storia del cinema. Uno dei protagonisti, il nipote timido e premuroso di Masterman, è infatti interpretato da Michael Caine, grande attore tipicamente inglese. Impareggiabile anche la performance di Dudley Moore nei panni di John Finsbury, il nipote di Joseph con la passione per le cameriere. Ma il cameo role da Oscar è quello di Peter Sellers nei panni del folle e inaffidabile dottor Pratt.

Le “esequie ippotrainate” dell’800 In epoca vittoriana era in uso il funerale con la carrozza trainata da cavalli. I funerali dell’epoca erano comunque divisi per “importanza” a seconda che il defunto fosse o meno un nobile, un facoltoso, un uomo di una famiglia di rango ecc. Le carrozze per i funerali di I° classe erano sontuose, ornate con pizzi, decorazioni e lanterne e trainate dai cavalli migliori. Scendendo di categoria la carrozza si “spogliava” degli ornamenti per diventare più semplice e rustica. Le carrozze che trasportavano i feretri di bambini erano bianche e anche per queste era necessario fare una distinzione tra famiglie ricche e di rango da quelle meno facoltose. Uno dei più importanti costruttori di carrozze funebri fu Francesco Belloni con la sua fabbrica che ideò anche la carrozza funebre trasformabile per poter adattarla a ogni tipo di funerale.  OLTRE MAGAZINE

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Le curiosità

vicissitudini della famiglia Finsbury per intascare la somma della polizza una volta che tutti gli altri partecipanti sono deceduti, dovendosela però vedere i due fratelli Joseph e Masterman, ultimi superstiti. Anche il libro, così come il film, è pervaso di humor inglese con toni noir, risultando divertente e originale.

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grafia fedele di un mondo passato con costumi meravigliosi che hanno anche conquistato i BAFTA film Awards.

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#D E V OT IO2 02 2 # EX P OD EV OT IO

NUOVE DATE

BOLOGNAITALY 19/21GIUGNO2022

La fiera dedicata al mondo religioso

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Idee per l’Onoranza che vuole vincere la concorrenza


Prodotti unici al mondo creati per le Onoranze che vogliono emergere dalla concorrenza. Per raggiungere questo obiettivo sono necessarie idee sempre nuove, perché l’immobilismo è l’arma letale che invecchia e poi uccide le onoranze. Con Prima Bottega la vostra impresa stupisce i partecipanti alla cerimonia che così vi identificano come l’onoranza migliore, quella che va chiamata invece delle concorrenti. 2

Vuoi vincere la concorrenza? Scegli Prima Bottega


Una vasta gamma di prodotti ideata per l’Impresa che vuole vincere la concorrenza. Con Scrigno del Cuore, Preghiera, Affresco, Dono e Sigillo d’Amore trasmetterete vere emozioni mediante una cerimonia partecipativa e toccante, novità che la gente nota e apprezza, memorizzando la vostra Onoranza per l’unicità dei suoi servizi.

Vuoi vincere la concorrenza? Scegli Prima Bottega

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Prima Bottega: le testimonianze degli Impresari di Raffaella Segantin (estratto da Oltre Magazine n. 1 gennaio 2022)

L

o abbiamo scritto più volte che i prodotti di Prima Bottega sono per l’onoranza funebre un mezzo privilegiato per distinguersi e battere la concorrenza. Se qualcuno pensa che queste affermazioni siano esagerate, senza dubbio si ricrederà leggendo le testimonianze dirette degli impresari. Da Nord a Sud, “isole comprese”, non c’è un cliente che non abbia raccolto con entusiasmo l’invito a raccontarci la sua esperienza e i benefici ricevuti in termini di immagine e affermazione sul proprio territorio grazie alla gamma di prodotti unici Prima Bottega. ▶ PIEMONTE: Cavallari Srl (Ivrea TO), Sig. Luca: «Se oggi non investi esci dal mercato, anche se sei consolidato. È necessario valorizzare in

modo costante l’azienda anche con un prodotto di nicchia che marchi la propria impronta. I cofani Prima Bottega rendono tutto ciò possibile». ▶ SICILIA: Alfa & Omega (Isola di Lipari), Sigg. Giuseppe e Roberto: «Abbiamo avuto il piacere di conoscere quest’azienda ad un Tanexpo alcuni anni fa attratti ed incuriositi da quanto presentato sullo stand. Temevamo di non poter essere serviti per le difficoltà di raggiungere la nostra isola, ma non è stato così e da quel momento è iniziata una splendida collaborazione. L’Affresco personalizzato con San Bartolomeo ha aumentato la nostra visibilità in una comunità a lui tanto devota. Ulteriore punto di forza di Prima Bottega è sicuramente il loro imballaggio: inscalfibile e realizzato ad hoc».

▶ VENETO: Castellin Romano & C. (Este - PD), Sig.ra Franca: «Valorizzare l’impresa per staccarci dalla concorrenza vecchia e nuova era nei nostri piani. Ci siamo riuniti in famiglia e abbiamo deciso di acquistare questi prodotti unici, completamente diversi da quelli che offre il mercato tradizionale». ▶ BASILICATA: Lagrutta Mariano (Viggia- no - PZ), Sig. Mariano: «Ho investito in un cofano personalizzato per avere un prodotto esclusivo, fatto su misura per le mie esigenze. Ha avuto molto successo, l’ho riproposto diverse volte e ne ho approfittato per testarlo in ogni tonalità disponibile. Non saprei scegliere quale tra queste sia la più bella perché sono tutte favolose!».


▶ SARDEGNA: Funerarte (Porto Torres e provincia di Sassari), Sig. Antonio: «Ho scelto per le mie agenzie Prima Bottega da molti anni, investendo quotidianamente in prodotti di alta qualità e vera originalità. Nella mia esposizione sono presenti tutte le loro linee sia di cofani, che di urne e fondali, convinto che sia fondamentale innovarsi e offrire il massimo alla propria clientela. Sono entusiasta di essere riuscito a realizzare i nostri Martiri Turritani e, come ultima new entry, l’Affresco Top con il nostro San Gavino». ▶ LOMBARDIA: Bonomelli (Trescore Balneario - BG), Sig. Emanuele: «Ho scelto alcuni tra i prodotti più particolari proposti per cercare di comunicare al cliente un’emozione che lasci un segno a tutta la famiglia. Una cerimonia con Prima Bottega diventa un’esperienza davvero coinvolgente, di cui non ci si dimentica!». ▶ LOMBARDIA: Versilia Srl (Mantova), Sig.ra Francesca: «Trovo le camere ardenti tradizionali vecchie e sorpassate così ho voluto testa-

re gli innovativi fondali Affresco. Un successo oltre le aspettative, per la loro bellezza e per la possibilità di creare un ambiente personalizzato! Le famiglie che si recano nelle camere mortuarie dell’ospedale locale, quando vedono i nostri allestimenti fanno il confronto e ne parlano. Sono apprezzate molto anche dai sacerdoti che mi hanno riferito di avere la sensazione di entrare in un museo». ▶ FRIULI VENEZIA GIULIA: Prosdocimo (Aviano - PN), Sig. Alessandro: «Abbiamo riposto molte aspettative sul cofano Scrigno del Cuore ed è stata una scommessa vinta. È un prodotto che veicola un messaggio, che lascia un ricordo tangibile del proprio caro, per questo viene scelto anche in caso di cremazione. Capita spesso che la gente lo richieda perché colpita dalla particolare cerimonia che si viene a creare e a cui prende parte. In tanti anni non mi era mai successo di ricevere richieste precise di un particolare prodotto da parte dei clienti. La vera pubblicità sono i dettagli che fanno la differenza e le persone che ne parlano bene».

▶ EMILIA ROMAGNA: Zavagli Daniele (Borgo Tossignano - BO), Sig. Daniele: «Per me l’importante è svolgere cerimonie di alta qualità e sono sempre alla ricerca di qualcosa di innovativo e originale. Finalmente ho trovato chi mi dà la possibilità di raggiungere questi obiettivi che imprimono un sicuro marchio di distinzione alla mia impresa. Apprezzo anche la flessibilità di Prima Bottega, disponibile a realizzare prodotti personalizzati con risultati assai significativi tanto da venire utilizzati, contro ogni aspettativa, anche nelle cremazioni». ▶ EMILIA ROMAGNA: Valdinoci (Gambettola - FC), Sig.ra Catia: «Una volta in esposizione i cofani di Prima Bottega si impongono subito. Il successo della linea Affresco è innegabile. Sono articoli di alto pregio e impatto visivo, rifiniti in modo perfetto. Piacciono molto, averli in mostra ci qualifica!». ▶ CAMPANIA: Cerreto e Cerreto Srl (Marcianise - CE), Fam. Cerreto: «Ci riteniamo clienti affezionati di Prima Bottega che contribuisce certamente


e in modo determinante al successo della nostra storica Impresa. Siamo molto legati al cofano Preghiera che oramai è diventato il nostro marchio inconfondibile, ma non è l’unica linea che proponiamo. Apprezziamo l’accuratezza con cui sono realizzati i cofani, perché per noi è essenziale offrire il meglio ai clienti». ▶ CALABRIA: Cavallaro (Dinami VV), Sig. Giuseppe: «Sono stato uno dei primi clienti di questa bella azienda abruzzese. Ho creduto da sempre nelle loro strategie innovative, tanto da interessarmi a Scrigno del Cuore ancora prima che venisse ufficialmente immesso sul mercato. Mi hanno aiutato a far crescere la mia impresa!». ▶ SICILIA: Nicolosi (Alcamo - TP), Sig. Antonio: «I miei due punti fermi sono qualità e Made in Italy, per questo sono cliente di Prima Bottega da sempre e non mi ha mai deluso. Sono stato il primo a far realizzare un cofano Affresco personalizzato, destando l’ammirazione della gente e probabilmente anche l’invidia delle altre imprese. Sono inoltre favorevolmente

colpito dall’impegno di Prima Bottega nell’aiuto alle associazioni per la ricerca scientifica nella prevenzione e cura delle malattie, un gesto molto apprezzato anche dalle famiglie». ▶ PUGLIA: Pierro Saverio (Accadia - FG), Sigg. Saverio e Stefano: «Era da un po’ che volevamo presentarci in modo diverso e dopo un’attenta ricerca abbiamo capito che le proposte di Prima Bottega rappresentavano il giusto mezzo per distinguerci. Il salto qualitativo l’abbiamo riscontrato con le personalizzazioni, in particolare con il cofano raffigurante la Madonna del nostro paese accompagnata da una preghiera. Grazie alla competenza e alla disponibilità della loro grafica interna è stato realizzato un bellissimo lavoro che ci ha regalato tante soddisfazioni. Ci teniamo a offrire ai clienti prodotti originali e di alto livello e non copie malriuscite!». ▶ PUGLIA: Fiorentino Funeral Center (Nardò - LE), Sig. Maurizio: «La cerimonia funebre è il momento più delicato e toccante per chi ha perso un proprio caro e io desidero che possa essere speciale. Manufatti

esclusivi come quelli di Prima Bottega centrano sicuramente l’obiettivo. Sono diverse le collezioni presenti nella nostra sala espositiva: Affresco è una delle più richieste per l’ampia gamma di soggetti, anche a tema laico come le splendide “infiorate”. Un ottimo modo per distinguersi offrendo ai clienti la garanzia di una scelta di valore. ▶ PUGLIA: ITOF di Vitale Vincenzo (Andria - BT), Sig. Vincenzo: «Dopo aver riscontrato notevole successo con il brand Affresco, ho voluto arricchire la mia esposizione con Scrigno del Cuore totalmente rivestita in foglia oro bocciardata per offrire un prodotto davvero esclusivo». ▶ LAZIO: Fiore Catia (Velletri - RM), Sig.ra Catia: «Di Prima Bottega apprezzo soprattutto la serietà e l’approccio verso il cliente: i soli a darci prodotti innovativi e pronti a soddisfare ogni nostra esigenza. Proprio ultimamente, da una mia semplice idea, mi hanno proposto in brevissimo tempo l’effigie della Regina Nefertari affrescata su coperchio: risultato eccellente! Il mondo funerario


è già triste di suo, per questo andiamo alla ricerca di eleganza e originalità per dare un servizio di livello che possa essere di conforto a chi deve dare l’addio a un proprio caro. Le famiglie restano contente e ci ringraziano, e questo dà un grande senso al nostro lavoro».

tilizzo delle loro incredibili proposte ha già lasciato il segno, permettendomi di aumentare la mia reputazione sul territorio, dove ora sono conosciuto come Onoranza Eccellente. Sono prodotti molto validi che vengono notati perché assolutamente diversi da tutti gli altri».

▶ MOLISE: Bucci Americo (Agnone - IS), Sig. Americo: «Ho da poco aperto una piccola casa funeraria con una sala mostre e ho notato che i cofani Prima Bottega suscitano un immediato stupore. Prodotti di grande impatto, ineccepibili per qualità e cura dei dettagli, persino nell’imballaggio. Apprezzo in particolare il fatto che la base della cassa sia rifinita con velluto o foglia oro così, quando la si solleva per collocarla in un loculo, non si vedono le tavole grezze. Mi ritengo molto soddisfatto del rapporto cliente/fornitore pure per il vantaggio di poter ordinare anche un solo pezzo alla volta».

▶ MARCHE: Gruppo Bondoni (Castel- planio - AN), Sig. Marco: «Nelle show room delle nostre due case funerarie i cofani Prima Bottega spiccano su tutti. La gente che li vede in occasione dei funerali ne rimane colpita e li richiede quando a loro volta devono affrontare un lutto. L’indiscutibile qualità e pregio artistico di questi manufatti testimoniano l’irreprensibilità dell’azienda a cui vanno i miei complimenti anche per la professionalità e la simpatia delle ragazze che seguono il commerciale».

▶ ABRUZZO: Ballerini Giantonino (Arielli - CH), Sig. Giantonino: «Sono cliente di Prima Bottega da non molto tempo, ma devo dire che l’u-

▶ UMBRIA: Diotallevi (Foligno PG), Sigg. Giuseppe e Daniele: «Sono anni che ci serviamo da Prima Bottega. Il cofano Preghiera è quello che più colpisce, ma notevole riscontro l’ha ottenuto anche un cofano Affresco con Madonna di Foligno. Abbia-

mo inoltre scelto un fondale espandibile per la nostra casa funeraria, un altro prodotto superlativo!». ▶ LIGURIA: F.lli Camaiora (S. Stefano di Magra - SP), Sig. Massimo: «Ho contattato personalmente l’azienda per introdurre questi prodotti curati nei minimi dettagli e per realizzare con loro la Madonna del nostro paese. Ho poi voluto ampliare l’esposizione inserendo il modello Preghiera per dare maggiore prestigio alla mia Impresa». ▶ TOSCANA: Baldacci (Vinci - FI), Sig.ra Brunella: «Una collaborazione avviata tanti anni fa dal mio caro papà Franco e proseguita da noi perché apprezziamo le lavorazioni artigianali ed i prodotti innovativi. Abbiamo iniziato con Preghiera per poi scegliere tutti i brand tra cui anche Scrigno del Cuore e tutti ci hanno dato la possibilità di creare cerimonie uniche e partecipative!». Che dire? Ogni altro commento sembra superfluo!


il cofano con intagliati dei piccoli cuori

SCRIGNO DEL CUORE • spallata, tonalità miele 8


Il cuore, da prendere come ricordo, può essere sostituito da un messaggio d’amore dedicato.

Spediamo anche un singolo cofano Scrigno del Cuore!

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SCRIGNO DEL CUORE, l’unico feretro al mondo con intagliati dei piccoli cuori che i partecipanti alla cerimonia possono prendere e conservare in ricordo della persona scomparsa.

il nuovo rito di commiato 10


SCRIGNO DEL CUORE spallata, laccata bianca con maniglie e croce in foglia oro

Spediamo anche un singolo cofano Scrigno del Cuore!

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un pensiero inciso per sempre

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SIGILLO D’AMORE è stato pensato per regalare un’esperienza nuova, creativa ed emozionante

Un’opera unica, plasmata dal trasporto del momento e destinata a perdurare nel tempo.

SIGILLO D’AMORE retta, tonalità noce con maniglie

Spediamo anche un singolo cofano Sigillo d’Amore!

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La scritta resterà immutabile a suggellare un vincolo che si protrae nel tempo.

SIGILLO D’AMORE è il connubio perfetto fra tradizione e innovazione 100% made in Italy 14


Due anelli in metallo da cesello e foglia oro, formati da tante mattonelle da incidere facilmente, anche con una penna, avvolgono e illuminano Sigillo d’Amore.

Per lasciare messaggi e pensieri d’addio che rimarranno per sempre incisi, rendendo la cerimonia unica e partecipativa. SIGILLO D’AMORE spallata, tonalità noce con maniglie

Spediamo anche un singolo cofano Sigillo d’Amore!

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L’ O R I G I N A L E

Oltre alle preghiere religiose (Ave Maria, Padre Nostro, Eterno Riposo, etc...) è possibile ordinare un pensiero dedicato (Mamma, Papà, Amore...) o qualsiasi testo si desideri. PREGHIERA “Signore delle Cime” spallata, tonalità miele con croce in foglia oro 16


PREGHIERA è il concept semplice e innovativo

Il testo è impreziosito da uno sfondo in foglia oro protetto da una teca in plexiglass. PREGHIERA “Padre Nostro” spallata, tonalità noce

Spediamo anche un singolo cofano Preghiera!

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DONO • spallata, tonalità naturale con croce in plexiglass a specchio oro 18


Una fascia in plexiglass oro con piccole aperture a forma di cuore ove i partecipanti possono inserire un fiore quale ultimo dono.

Donare un fiore Donare un fiore è comunicare un’emozione. è comunicare un’emozione. DONO • tonalità noce, spallata con croce in plexiglass specchio oro

Spediamo anche un singolo cofano Dono!

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TESORO spallata, laccata bianca con croce e fascia in foglia oro e maniglie 20


TESORO: linee essenziali e foglia oro applicata a mano. Una nota di luce in oro bocciardato

TESORO spallata, tonalità miele con croce e fascia in foglia oro e maniglie

Spediamo anche un singolo cofano Tesoro!

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SCRIGNO D’ORO il cofano e l’urna di Prima Bottega interamente in foglia oro

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Uno scrigno speciale per i Clienti più esigenti.

SCRIGNO D’ORO • spallata, con maniglie

Spediamo anche un singolo cofano Scrigno d’Oro!

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PERSONALIZZA la tua Urna! Possiamo riprodurre qualsiasi soggetto, dalle tradizionali immagini sacre alle fotografie degli affetti più cari.

Sant'Atanasio Onoranze Leone, Castiglione Messer Raimondo

Madonna del Carmine, Onoranze Pierro, Accadia

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Vuoi vincere la concorrenza? Prima Bottega Spediamo anche una singolaScegli Urna Personalizzata!

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dettaglio della preghiera che avvolge il cofano

PREGHIERA DELL’ALPINO modern spallata tonalità noce 26


AFFRESCO PRIMA BOTTEGA è l’unica tecnica di riproduzione artistica su vera base murale.

ROSE ROSSE modern spallata tonalità miele con croce in foglia oro

Spediamo anche un singolo cofano Affresco!

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In ogni cofano AFFRESCO è incluso il quadro ricordo da donare alla famiglia.

CRISTO IN PREGHIERA modern spallata tonalità miele con croce in foglia oro 28


BE ST SE LL ER

MADONA DEL ROSARIO modern spallata, tonalità miele con croce in foglia oro

L’UNICO COFANO SU

VERA BASE MURALE Spediamo anche un singolo cofano Affresco!

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Nei dettagli si può osservare il particolare effetto della tecnica AFFRESCO

NOVITÀ URNE PADRE PIO classic spallata, tonalità noce con croce in foglia oro 30

Ogni soggetto può essere riprodotto in tecnica Affresco e oro bocciardato; SCEGLI IL TUO PREFERITO!


I cofani sono decorati con una tecnica che conferisce loro le stesse proprietà degli affreschi tradizionali.

MARIA MEDIATRICE classic spallata tonalità noce

Spediamo anche un singolo cofano Affresco!

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PERSONALIZZA il tuo Affresco! Realizziamo su richiesta soggetti religiosi e laici: la tua impresa offrirà così UN PRODOTTO UNICO!

“Madonna del Conforto” Onoranze La Chimera - Arezzo Nella pagina accanto: “Sant’Antonio da Padova” Onoranze Statzu Simone - Arbus

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“Stella Maris” Onoranze Stella Maris, Oristano


“Madonna della Rosa” Onoranze Casci Ceccacci - Ostra

“San Giovanni” Onoranze La Fenice - Montemarano

Valorizziamo le vostre DEVOZIONI IN ESCLUSIVA!

Spediamo anche un singolo cofano Affresco Personalizzato!

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AFFRESCO TOP

è sensazionale: l’unico cofano che fa anche da Fondale!

Spediamo anche un singolo cofano Affresco Top!

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Affresco Top “Cristo ascensione” spallata, tonalità noce

Il cofano funge da arredo: il suo coperchio poggia su uno speciale piedistallo in plexiglass

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Affresco Top “Angeli” spallata, tonalità miele

Il piedistallo in plexiglass può essere personalizzato con il logo dell’Onoranza.

Spediamo anche un singolo cofano Affresco Top!

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PERSONALIZZA il tuo Affresco Top! Affresco Top con motivo “Nefertari“ su richiesta della Famiglia alle Onoranza Fiore di Velletri spallata, tonalità miele

dettaglio del coperchio esposto su piedistallo in plexiglass con personalizzazione Onoranza

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Affresco Top per Onoranza Pacini “Cristo ascende in cielo” spallata, tonalità noce

dettaglio del coperchio esposto su piedistallo in plexiglass con personalizzazione Onoranza

Spediamo anche un singolo cofano Affresco Top Personalizzato!

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Fondali Espandibili Prima Bottega rende più bella la tua Impresa Speciali fogli di intonaco possono essere arrotolati e srotolati innumerevoli volte e, grazie a questa peculiarità, danno vita a soluzioni di arredo uniche e totalmente personalizzate; realizziamo infatti volentieri anche le tue idee. Espandibile 205 “Incoronata”, foglia oro giallo bocciardato 40

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Espandibile 205 “Cristo Redentore”, foglia oro giallo

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Fondale Espandibile 355 Plus “La creazione di Adamo”, foglia oro giallo 42

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Espandibile 205 “Immacolata con Angeli”, foglia oro giallo

Vuoi vincere la concorrenza? Scegli Prima Bottega

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Arred’Oro

Una linea dedicata ai complementi d’arredo per l’allestimento di un luogo intimo e raffinato, che avvolge i partecipanti con la luminosa e calda atmosfera dell’oro.

rred’Oro 44

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Camera ardente con cofano Scrigno d’Oro. Accanto cofano Dono con rose rosse

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Già dal primo acquisto di UN SOLO PRODOTTO PRIMA BOTTEGA farete subito parte di onoranzeeccellenti.it le Onoranze Eccellenti d’Italia che sostengono la RICERCA SCIENTIFICA


SOSTENIAMO INSIEME LA RICERCA SCIENTIFICA ONORANZEECCELLENTI.IT

Su onoranzeeccellenti.it le Famiglie trovano l’impresa funebre più vicina che si distingue per il sostegno dedicato alla ricerca per la salute delle future generazioni. Per accogliere i desideri delle Famiglie che prediligono le opere di bene, le Onoranze Eccellenti hanno pensato ad un nuovo modo di contribuire al progresso scientifico. Tramite i prodotti Made in Italy di Prima Bottega le Onoranze Eccellenti sostengono istituti in prima linea nella ricerca medica con l’iniziativa:

il portale dedicato alla scelta delle più vicine

Onoranze Eccellenti d’Italia

con la quale una parte dei proventi della vendita dei prodotti viene devoluta da Prima Bottega, su indicazione delle Onoranze, a favore di un Ente di ricerca.


Vuoi "seppellire" la concorrenza? Chiamaci! Francesca Colantoni

Simona Rondelli

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Oltre Magazine n. 1 - Gennaio 2022 by Oltre Magazine - Issuu