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Oltre Magazine n. 3 - Marzo-Aprile 2022

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Made in Italy


SOMMARIO

IN EVIDENZA Tutto pronto per Tanexpo 2022! Il presidente Alberto Leanza ci svela qualche anticipazione sugli appuntamenti imperdibili dell’evento e invita tutti i professionisti a prendere parte alla fiera che si terrà il 22, 23 e 24 giugno a Bologna. Continuano inoltre le preview di Aspettando Tanexpo sulle molte aziende che presenteranno le proprie novità e i propri prodotti durante il salone.

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La morte e lo schermo: facciamo un tuffo nelle pellicole cinematografiche più famose per capire come questo evento viene affrontato e comunicato al cinema e in tv.

ATTUALITà

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LEGALE, FISCALE

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CASE FUNERARIE

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ATTUALITà

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LUOGHI DI CREMAZIONE

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Trasporto di urne: facciamo il punto

Torniamo sul caso del marchigiano Mario e sulla vicenda che ha fatto tanto discutere l’opinione pubblica. Dopo un iniziale blocco della sua richiesta per procedere al suicidio assistito, finalmente è arrivato il verdetto: Mario potrà ora decidere se e quando porre fine alle sue sofferenze. Una sentenza che è destinata a entrare nella storia, primo via libera al suicidio assistito in Italia. È stata inaugurata a Reggio Emilia la Casa Funeraria della Croce Verde: con un importante lavoro di ristrutturazione e ampliamento, la sede reggiana si è trasformata in un luogo nuovo e pronto ad accogliere i familiari dei defunti nelle quattro Sale della Veglia dedicate ai simboli della rinascita e nella grande Sala del Commiato. Ne abbiamo parlato con i responsabili del progetto.

4 ASPETTANDO TANEXPO 9 STATISTICHE Come si muore in Italia? 16 FIERE

Tutto pronto per TANEXPO 2022

Cremazione, il potere decisionale secondo la legge Croce Verde inaugura la sua Casa Funeraria Ora Mario può decidere

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Una struttura che si erge verso il cielo

52 ATTUALITà Donare il corpo alla scienza 58 PSICOLOGIA

La dignità del morire

in memoria

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IN MEMORIA

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CINEMA

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La forza della gentilezza Gli angeli del Velino

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Morte e lutto sullo schermo

w w w.o lt r e m a g a z i n e .c o m

Segreteria di Redazione: Camilla Savelli camilla.savelli@oltremagazine.com Pubblicità: commerciale@oltremagazine.com Spedizione in abbonamento postale. Diffusione in 8.000 copie, inviato a tutti gli operatori italiani del settore.

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Direttore Responsabile: Alberto Leanza redazione@oltremagazine.com

Registrazione: Tribunale di Bologna n° 7053 del 23/10/2000 Copyright: Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione, seppure parziale, di testi e fotografie, se non con autorizzazione scritta e citando la fonte. La responsabilità di quanto espresso negli articoli firmati rimane esclusivamente agli autori. Manoscritti e foto originali, anche se non pubblicati, non si restituiscono. Fonti Iconografiche: Adobe Stock, Elena Caradonna, Creative Commons, Massimo Cocchi, Dreamstime, Flickr.com, Massimo Gennari, Pasquale Leuzzi, Miranda Nera, Raffaella Segantin, Wikipedia Commons impaginazione: Pixel Advertising di Elena Caradonna - Zola Predosa (BO) Stampa: Mediaprint srl - Via Brenta 7 - 37057 San Giovanni Lupatoto (VR)

Oltre Magazine Periodico di informazione dell’imprenditoria funeraria e cimiteriale Bimestrale Anno XXII - n°3 Marzo-Aprile 2022 OLTRE MAGAZINE

NUMERO 3

Direzione, Redazione, Amministrazione: Bexpo srl Via Alfieri Maserati, 20 - 40128 Bologna tel. 051 282611 - fax 051 6374097 redazione@oltremagazine.com

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FIERE

Tutto pronto per TANEXPO 2022

Mancano ancora un paio di mesi a TANEXPO, il tradizionale appuntamento che riunisce tutto il mondo della funeraria, in programma nei padiglioni del quartiere fieristico di Bologna nelle nuove date del 22.23.24 giugno, mercoledì, giovedì e venerdì.

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Intervista al presidente Alberto Leanza che ci svela qualche anticipazione sull’atteso appuntamento del 22, 23 e 24 giugno a Bologna.

Chiediamo ad Alberto Leanza, alla guida del Salone, perché si è deciso il posticipo della fiera. «Dopo due anni pesanti, che hanno segnato le vite di tutti noi, pur ancora alle prese con una situazione non definita, si inizia finalmente a vedere uno spiraglio per il ritorno verso una normalità che tuttavia

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va costruita, giorno dopo giorno. È così anche per la manifestazione che, dopo aver dato modo di ritrovarsi nuovamente in presenza a luglio dello scorso anno (prima fiera internazionale post pandemia in Italia), ha dovuto riprogrammare le date già annunciate per il 2022 a giugno. L'esigenza di verificare la possibilità di uno spostamento di TANEXPO di alcuni mesi è scaturita nella seconda metà di gennaio dal timore di diversi player che ad aprile avrebbero potuto non esserci ancora le condizioni migliori per la partecipazione degli operatori italiani ed interna-

zionali. Al termine di un dialogo serrato e costruttivo con tutti gli Espositori è emerso che la preoccupazione, soprattutto in relazione alle norme restrittive in vigore, era condivisa dalla quasi totalità delle aziende che suggerivano un posticipo della manifestazione all’inizio della stagione calda, auspicando una normalizzazione della situazione di emergenza e un allentamento delle misure, in modo da consentire una più ampia presenza in fiera». Come si preannuncia questa edizione? «Al momento siamo nel vivo dei preparativi, ma posso già dire che


questa edizione vedrà nuovamente riunito in fiera il gruppo delle aziende di TANEXPO, che conta tanti graditi ritorni da parte di eccellenze produttive che vanno via via aumentando».

A Bologna dunque, insieme a tutti i professionisti dell’onoranza per

TANEXPO è la fiera internazionale numero uno al mondo. «La partecipazione a Bologna di produttori, professionisti, imprese e buyer da tutta Italia e da ogni angolo del globo non ha eguali. Tutti attratti proprio dall’offerta produttiva, qualitativamente e stilisticamente superiore a quella in mostra in ogni altro evento fieristico. È così che nei padiglioni si respira 

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Anche in questo numero di Oltre Magazine continuiamo a darvene anticipazione con gli speciali focus di “Aspettando TANEXPO”, ormai attesissimi dagli operatori per scoprire le proposte e le nuove idee che potranno vedere personalmente in fiera a giugno».

condividere le innovazioni e i nuovi trend! «TANEXPO è da sempre la vetrina nella quale l’impegno della nostra manifattura d'eccellenza esprime il meglio di sé, riservando a questo appuntamento le ultimissime creazioni, il design più originale, vere e proprie perle dei mastri artigiani tenute gelosamente in serbo per una presentazione in grande stile, che richiede il palcoscenico più prestigioso. L’unico in grado di meravigliare il pubblico dei cinque continenti».

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Qualche anteprima delle novità che troveremo sugli stand? «I più grandi nomi del settore e preziose new entry vi accoglieranno a Bologna per presentarvi una gamma completa e di qualità di articoli per la cerimonia e per l’ambito cimiteriale in cui design e cura artigianale si fondono con le più moderne novità.

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FIERE

sempre un’atmosfera particolare, un’effervescenza irripetibile che prende voce in tutte le lingue del mondo. L’esperienza unica e incredibile che solo TANEXPO fa vivere! Anche quest’anno abbiamo registrato un grande fermento da parte di operatori e buyer internazionali, impazienti di essere con noi in fiera a giugno. Molti di loro, in particolare operatori e delegazioni provenienti dai Paesi d’oltreoceano, non hanno potuto esserci lo scorso anno e ci hanno annunciato che a Bologna 2022 ci saranno, finalmente!»

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Potremo contare sui momenti di formazione, sempre tanto apprezzati dai visitatori? «Durante la tre giorni, negli spazi della fiera, ritorneranno i momenti di aggiornamento per i professionisti del settore realizzati in collaborazione con la Scuola Superiore di Formazione per la Funeraria. Negli anni abbiamo infatti avuto modo di testare quanto questi appuntamenti siano graditi e ricercati da

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parte del pubblico; saranno quindi aperti a tutti gli operatori in visita, offrendo così la possibilità di trarre spunti utili per il futuro dell’attività professionale. Ancora una volta TANEXPO sarà l’occasione per accrescere la propria preparazione, un concreto supporto alle imprese per evolvere verso modelli al passo con i tempi, che richiedono ormai competenze sempre più articolate per essere in grado di rispondere ad una domanda in continua evoluzione». Quest’anno segna una tappa particolare per la manifestazione. «Nel 2022 ricorrono 30 anni dall’edizione di Modena 1992 che, pur non essendo la prima fiera del settore organizzata dalla nostra azienda, è a tutti gli effetti considerata la capostipite di quella che è diventata TANEXPO, la fiera internazionale che conosciamo e a cui siamo tutti affezionati per averla vista crescere, evolversi e diventare l’ambasciatrice del made in Italy nel mondo. Per questo voglio ringraziare tutti coloro che in questi trent’anni hanno creduto nella manifestazione: ogni produttore e ogni visitatore che hanno rappresentato la forza di TANEXPO e ne hanno decretato il successo, ritrovandosi edizione dopo edizione,


“social” per i selfie dal salone, per condividere la partecipazione in fiera a Bologna con l’hashtag #ioscattoatanexpo. A giugno andranno poi in scena i TANEXPO Awards, il contest, già annunciato per marzo 2020, che sancirà i progetti particolarmente all’avanguardia e di merito premiando le aziende espositrici. In concorso diverse categorie: Innovazione, Qualità e Design, Comunicazione, Sostenibilità Green e Miglior Stand sulle quali si esprimerà una giuria composta da esperti italiani ed internazionali del settore. I vincitori saranno annunciati durante la festa che stiamo organizzando per celebrare questo particolare anniversario insieme a tutti i produttori e le imprese, che da sempre danno vita a TANEXPO».

La mostra sarà ambientata nella grande galleria al centro dei padiglioni espositivi, che ospiterà anche i momenti di incontro e il setting

Dove Padiglioni 28.29.30 Ingresso Nord Rotonda Dante Canè (di fronte all’uscita A14-Bologna Fiera) Ingresso Ovest Piazza della Costituzione 6 Quando Mercoledì 22 e Giovedì 23 Giugno 9:30 - 18:30 Venerdì 24 Giugno 9:30 - 17:30

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Ci sono iniziative specifiche che sottolineeranno questo particolare momento? «In occasione del trentennale di TANEXPO abbiamo voluto abbracciare l’idea di portare all’interno della manifestazione una mostra d’arte contemporanea a cura di Giacinto di Pietrantonio, No Time to Die di Danilo Sciorilli, realizzata in collaborazione con R&P Contemporary Art Società Benefit. L’intento è quello di offrire al pubblico di TANEXPO un’opportunità di crescita e visione futura, attraverso le opere e le provocazioni di Danilo Sciorilli, tra gli artisti italiani emergenti, che proprio quest’anno festeggia i suoi primi 30 anni fregiandosi della candidatura alla quadriennale di Roma.

Hotel partner L’elenco degli hotel convenzionati è su www.tanexpo.com/it/hotel Catalogo Espositori Biglietteria online www.tanexpo.com

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prima a Modena e poi a Bologna, per celebrare la festa di una professione che non coinvolge solo la sfera lavorativa, ma l’intera vita. Da qui nasce il motto di TANEXPO: Your World. Your Way. Your Expo. [Il tuo mondo, il tuo cammino, la tua fiera]».

TANEXPO si preannuncia quindi ancora una volta un evento irrinunciabile. C’è un messaggio che vuole far giungere ai nostri lettori? «Anzitutto, desidero invitare tutti a Bologna a festeggiare insieme questo importante traguardo della manifestazione, augurando agli espositori e ai visitatori di vivere un’esperienza di successo, dalla quale conseguire i migliori risultati professionali e, allo stesso tempo, godere anche del soggiorno nella città dei portici (recentemente nominati patrimonio universale Unesco) per apprezzarne il fascino medievale e, perché no, lasciarsi andare a qualche peccato di gola con la famosa cucina del capoluogo emiliano. Auspico davvero che questa nuova edizione, segni l’inizio di una stagione più serena in cui ritornare a progettare il futuro». 

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Ingresso Nord | Ingresso Piazza Costituzione

BOLOGNA 22.23.24 GIUGNO 2022

ESPOSITORI 2022

A.F. DI MARINI GIULIANO AFC CESAREO AFFRESCO AIMMP (Portogallo) ALEA ITALIA ÁNIMA (Spagna) ARCHITETTURA+ ARGEMA ARGENTI ARREDI SACRI E FUNEBRI DI BIAGIO OREFICE ART FUNERAL ITALY PAOLO IMERI ARTE FIORE ASSUM ITALIA B-CP B.L. B.S.Z. TECHNICAL CERAMICS BALTEA D.C. BERTELLI FOTOCERAMICA BERTONCELLO GRAZIANO BESTATTERVERBAND – VERBAND UNABHAENGINGER BESTATTER e. V. (Germania) BIEMME SPECIAL CARS BIONDAN CAMILLETTI ARGENTERIE CAR FIBREGLASS CASE FUNERARIE GROUP CIAO AMICO MIO CIROLDI CLARIUS CLS AUTOMOTIVE CM GRAFICA COINCRE COREPLAST CREMTEC (Germania) CRONIMET Cremetal (Germania) DFW EUROPE (Olanda) E.M. ELLEGI Imbottiture ELLENA Autotrasformazioni EMISON (Spagna) ETERNITÀ URN EUROACT WEB EVOLUTION - TECNOLOGIA FUNERÁRIA (Brasile) F.E.N.I.O.F. FADEDSFYA - FUNEXPO (Argentina) FEDERAZIONE ITALIANA PER LA CREMAZIONE FENICETEK FERDINANDO FAMÀ FERRI & FIGLI

FIAT-IFTA (Olanda) FONDAZIONE FABRETTI FRANCHI PACK FRIGID FLUID COMPANY (Stati Uniti) FUNEMEX (Messico) FUNERAL EXPO BRUSSELS (Belgio) FUNERGAL (Spagna) FUNERMOSTRA (Spagna) GEM MATTHEWS GIESSE RISARCIMENTO DANNI GIUNTA ARTIGIANLEGNO PRESTIGE COFFINS GLOBALE RC (Portogallo) GRUPO ILGA (Messico) IFZW (Germania) IL FIORE IL GERMOGLIO IL PROVVISORIO IMPRONTA DIGITALE INES BOUWEN JEWELRY (Belgio) INFORTUNISTICA TOSSANI ITALIANA CREMAZIONI

LA BOTTEGA DI DEDO LA ERREVIEFFE LA GRANITI 3000 LA GUIA FUNERARIA (Spagna) LA PRINCIPESSA MARMI LAVORAZIONE MARMI DI BENEDETTO VINCENZO LGM SOFTWARE LIMBO EUROPE (Spagna) LOMBARDO AUTOMOTIVE LOTUS by Marcon LOVEURNS (Paesi Bassi) LUK-MEDIA (Russia) MAXICARD Group MAZWELL (Gran Bretagna) MECCOLA MEMORIAL REEFS INTERNATIONAL (Stati Uniti) MODIT Group MONUSTONE (Francia) MURINO

OLTRE MAGAZINE OMNIA THEXTYL (Portogallo) PAGINE SÌ!

RADIV REMEMBERED FOREVER (Gran Bretagna) REMONDIS (Germania) RENOVA RESONANCE FUNERAIRE (Francia) RETRO CONSULTING GROUP ROTASTYLE SAIE SACRI E PROFANI SCRIGNO DEL CUORE SCUOLA SUPERIORE DI FORMAZIONE PER LA FUNERARIA SERVICE GLOBAL FASHION SIGILLO D'AMORE SOCREM TORINO SORTEM (Spagna) SPENCER ITALIA STUDIO 3A

KOBRA TEAM (Slovenia)

NAFD (Gran Bretagna) NECROPOLIS (Russia) NFDA (Stati Uniti)

PAOLO IMERI ART FUNERAL ITALY PAVONI AUTOMAZIONI PAVONI ORIETTA Lavorazioni in legno PEMA PILATO PiùCARATTERE PORTAL GUIA FUNERARIO LTDA FEIRA FUNERÁRIA BRASIL (Brasile) POTTER CRAFTSMAN (Algeria) PREGHIERA PRIMA BOTTEGA PROART PUBBLIPEL RICCIARELLI

T.G. ITALIARREDA TADDIA Group TEX SERVICE TIESSE TOSCO-DATA TUSCAN MEMORIES UNICOLOR PROFESSIONAL URNA-NOBILIS URNHUB UTERNEL (Francia) VECOTRAS VITA NOVA WIND CARS WORKLINESTORE XP INFORMATICA ZORSOL Aggiornato al 25/02/2022

INFO: Tel. 051 282611 - info@tanexpo.com


IN FIERA A BOLOGNA Clarius Ellegi Imbottiture EM Gem Matthews Paolo Imeri Art Funeral Italy Pilato Più Carattere Spencer Studio 3A – Valore SpA TG Italiarreda

ASPETTANDO te! uove daGIUGNO N22.23.24 2022


La Bellezza nella Semplicità Quando la maestria artigiana si unisce all’uso delle più moderne tecnologie ecco che nascono linee pulite, sì perché sono necessarie grandi abilità per dare vita a prodotti dallo stile solo apparentemente semplice. Questa è Clarius, da sempre sinonimo di stile e qualità nella progettazione e produzione di arredi funebri. Forme armoniche e linee moderne realizzate con il contributo di esperti designer per offrire manufatti di alto livello e di grande impatto estetico. L’azienda marchigiana arreda la camera ardente con kit completi interamente realizzati in Italia ponendo la massima attenzione in ogni fase della produzione. Tante le collezioni proposte, tutte create con diversi materiali, tra cui legno di varie essenze e plexiglass. E a proposito di collezioni, a Tanexpo 2022 Clarius non mancherà di stupire il pubblico con tante novità, tra le quali il nuovo esclusivo set Il Sorriso dal concept unico come le sue linee: la bellezza e la forza di un “sorriso” pregiato donano all’ambiente un tocco minimal ed elegante che non lascia certamente indifferenti. Non resta che visitare il loro stand in fiera per scoprire l’intera gamma di soluzioni d’arredo dal gusto unico ed inconfondibile firmato Clarius!

Passione artigiana Oltre 40 anni di ricerca e dedizione, tanta è l’esperienza che vanta Ellegi Imbottiture nella realizzazione di veli e di imbottiture per cofani. Una produzione rigorosamente italiana quella dell’azienda trevigiana, che nel proprio laboratorio sviluppa tutte le fasi di selezione dei materiali, progettazione e realizzazione a mano dei prodotti finali. Nel segno della tradizionale cultura artistica veneziana, Ellegi lavora con cura una vasta gamma dei migliori tessuti. Raso, organza, velluto, satin, pongé e molti altri. È qui inoltre che la passione e l’abilità artigiana si uniscono fino a creare raffinate tecniche di lavorazione, ricami e finiture di pregio per donare all’ultimo saluto un tocco di eleganza che non passerà certamente inosservato. L’azienda, sotto la sapiente guida di Paola Breda e della figlia Marina, è ora anche ecofriendly, riuscendo a sviluppare prodotti biodegradabili certificati.

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Questo e molto altro vi attende in fiera a Tanexpo, dove l’intero staff di Ellegi Imbottiture vi accoglierà per illustrarvi con professionalità l’ampia offerta di prodotti disponibili, le numerose varianti di colore e le tante possibilità di personalizzazione per soddisfare ogni vostra esigenza.


L'arte del legno EM sarà ancora una volta tra i brand protagonisti di Tanexpo. L’azienda nasce a Cantù, nel cuore della Brianza comasca, distretto internazionale del mobile. Il legno è la sua vocazione, il suo DNA. Le urne cinerarie sono gli oggetti nei quali EM infonde con inesauribile entusiasmo le proprie competenze, la cura per i dettagli e l’amore per la materia prima, cioè il legno naturale, tinto e multilaminare. La storica azienda canturina non si stanca mai di trovare soluzioni estetiche originali e sperimentare tecniche innovative: ama associare al legno anche altri materiali naturali e sostenibili creando manufatti di assoluta qualità curati in ogni dettaglio. Ecco perché i nomi delle collezioni di urne rievocano la Natura: i materiali utilizzati con il massimo rispetto che proprio dalla Natura provengono ne custodiscono l’anima perfetta e misteriosa, ne conservano il fascino intatto e accogliente. EM non dimentica mai le sue radici artigiane: da anni inserita nel mondo funerario si pone infatti come partner privilegiato per gli operatori del settore, affiancandoli e offrendo la propria esperienza nella progettazione e realizzazione di arredamenti su misura per case funerarie e sale del commiato.

La tecnologia italiana vola a Varsavia A fine 2021 Gem Matthews ha fornito al Comune di Varsavia l’innovativo forno Gem CRM/6R, completamente automatizzato, adatto a lavorare a ciclo continuo h 24. Un sistema di supervisione e gestione computerizzata controlla a distanza le varie fasi mentre sul quadro di controllo il pannello touchscreen permette di visualizzare le informazioni sullo stato del sistema, con possibilità di intervenire manualmente al bisogno. Per ottimizzare i consumi Gem Matthews colloca la camera di cremazione sopra a quella di postcombustione. Il sistema sopporta carichi fino a 350kg mentre l’ergonomia del CMR/6R favorisce il lavoro e la salute degli operatori. Il feretro si carica tramite un sistema automatico a forche su rotaia, per operare in sicurezza lontano dal riverbero di calore. Inoltre, evita l’antieconomica fase di raffreddamento e riduce i tempi operativi. Infine, un polverizzatore permette il passaggio diretto delle ceneri raffinate all’urna, evitando dispersioni, e le pareti insonorizzate facilitano il contenimento delle emissioni acustiche. Gem Matthews dispone di molteplici certificazioni UNI EN ISO a garanzia della sostenibilità ambientale, della qualità dell'azienda a livello internazionale e della sicurezza sui luoghi di lavoro. 11


Qualità ed eleganza sempre più internazionale Presente alle più importanti fiere internazionali, non solo funerarie, ma anche del lusso, Art Funeral Italy è fra i protagonisti più attesi di Tanexpo. Il brand di Paolo Imeri è noto per l’eccellente qualità delle sue creazioni: cofani, urne e accessori realizzati esclusivamente in Italia, a Caravaggio, grazie al lavoro di sapienti artigiani che garantiscono ad ogni prodotto un’impronta raffinata ed elegante. La materia prima, legno massello nobilitato da sfarzosi intarsi e la meticolosa attenzione ad ogni aspetto della lavorazione (ebanisteria, falegnameria, intaglio, finitura e assemblaggio) testimoniano la consapevolezza che ogni manufatto sarà l’ultimo oggetto a raccontare il defunto e a rendergli omaggio. Unicità tutelata da brevetti comunitari, design inimitabile, creazioni inconfondibili di altissimo pregio in linea con il gusto contemporaneo. Fra le novità di quest’anno l’urna scrigno Firenze, le urne ovali della serie Roma con legno massello in radica di ulivo, l’urna Zeta con legni in sfumatura di grigio e, in anteprima assoluta, il nuovo cofano Milano in radica di frassino. Una curiosità: le urne di Paolo Imeri sono state scelte quale elemento scenografico per la serie tv The Kominsky Method, con protagonista Michael Douglas, in programmazione su Netflix.

Prestigio a marchio Casale Un successo che nasce da lontano quello che lega il marchio Casale alla Pilato, innovatori per passione dal 1963. L'antica amicizia che ha legato negli anni '60 Luigi Pilato, fondatore della casa trevigiana leader nella trasformazione di autofunebri, e Dario Casale, il cui nome ancora oggi è sinonimo di arte e design per i collezionisti di tutti i tempi, ha visto a distanza di quarant'anni il sogno dei due innovatori concretizzarsi. Con l'acquisizione della prestigiosa griffe, infatti, già nel 2005 viene avviata a Nervesa della Battaglia una nuova linea produttiva a marchio Casale su modello CLS. Nel 2021 debuttano due rivoluzionari modelli ispirati alla tradizione Casale. C1 DuePosti e C4 QuattroPosti sono le autofunebri a marchio Casale costruite su CLS Mercedes-Benz, che rendono omaggio al genio di Dario Casale "che tanto amava ridisegnare veicoli, catturarli in un design spigoloso, creando forme fuori del proprio tempo, e per questo sempre attuali, in un mondo che cambia e che innova continuamente". Dopo il successo della C1 DuePosti riscosso a Tanexpo a luglio, è ora il turno della C4 QuattroPosti: tutto il team Pilato vi aspetta in fiera, padiglione 30, per la presentazione ufficiale di questo nuovo gioiello! 12


Facile e veloce con il corsivo adesivo! Tra le aziende storiche di Tanexpo c’è sicuramente PiùCarattere, la ditta Diani vanta infatti 60 anni di esperienza sul mercato: tre generazioni che, una dopo l’altra, hanno dato continuità all’azienda assicurandone il successo grazie allo sviluppo di sempre nuovi prodotti. La punta di diamante che verrà presentata in fiera da PiùCarattere è l’esclusiva linea di corsivi in acciaio inox, bronzo e colorati. Un ricco catalogo che si pregia ora di 22 nuovi caratteri per esaudire ogni esigenza del cliente. Ma c’è di più, è il corsivo adesivo l’assoluta novità tanto attesa. Sono serviti sette anni di studio e di test in ambiente nautico per poter finalmente realizzare questo prodotto innovativo, facile da applicare e resistente alle intemperie. Una tenuta garantita che ne permette l’utilizzo sia per le aggiunte su lapidi già esistenti che nell’esecuzione di nuovi lavori, riducendo i tempi di montaggio e i costi per i materiali di consumo tradizionali. È il sistema ideale per quei cimiteri in cui non è possibile forare la lapide destinata al riutilizzo per via di disposizioni amministrative. Una novità che è già un successo grazie alla sua facilità di applicazione e alla riduzione di tempi e costi!

Movimentazione casse e cofani in sicurezza Dal 1989 Spencer progetta soluzioni dedicate al segmento funerario, realizzando dispositivi di alta gamma per il recupero, la movimentazione e il trasporto di corpi. Un range che comprende oltre 150 prodotti, inclusi cassoni e barelle per il recupero e il trasporto, innovativi carrelli per il sollevamento di cofani, tavoli da lavoro e vestizione, supporti per il feretro e un vasto assortimento di accessori dedicati ai servizi funerari. Forte dei suoi 33 anni di esperienza nel settore, Spencer è diventato un consolidato marchio nel segmento funerario, riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo per lo sviluppo di prodotti testati per durare nel tempo e progettati per aumentare il comfort e la sicurezza dell’operatore, riducendo al minimo sforzi e carichi dorso-lombari. Quest’anno Spencer ti aspetta a Tanexpo presso lo stand B6-C5 nel padiglione 29 con tante novità e un’area ampia dedicata a dimostrazioni e test di prodotto. Non perdere questa occasione! Visita lo stand di Spencer a Tanexpo e scopri assieme al team di esperti come modernizzare il tuo equipaggiamento funerario e migliorare la movimentazione di casse e cofani su superfici irregolari e in spazi ristretti. 13


Mai nessuno così in alto in soli 25 anni Impegnata nel settore del risarcimento danni, in soli 25 anni Studio3A - Valore SpA è diventata la società più strutturata e l’unica SpA presente in Italia. Ottanta dipendenti, una rete di più di 250 fiduciari e 30 Consulenti Legali: persone “vere”, con una preparazione tecnico-giuridica e una spiccata sensibilità umana. Studio3A - Valore SpA è presente su tutto il territorio, tant’è che ha gestito risarcimenti e aiutato danneggiati in tutte le province del Paese. L’azienda garantisce un immediato sostegno economico, anticipando tutte le spese necessarie a far valere le ragioni dell’assistito: attualmente supera i due milioni di euro in anticipi a favore degli assistiti, per garantire loro un confronto alla pari contro i colossi assicurativi. Forte dei risultati raggiunti, dell’esperienza giuridica acquisita, degli investimenti in innovazione tecnologica e digitale in soli venticinque anni di attività, Studio3A - Valore SpA è sicura di essere l’unico partner a cui affidare i propri clienti, certi di un ritorno d’immagine e prestigio. Trasparenza e professionalià sono alla base delle partnership commerciali, che giorno dopo giorno confermano la scelta vincente del gruppo. Studio3A - Valore SpA vi aspetta in fiera a Tanexpo allo Stand A40 / B45 Padiglione 30, per condividere con voi i traguardi raggiunti e presentarvi tutte le novità.

Una presenza in grado di stupire, sempre! Con 30 anni di esperienza, TG Italiarreda si conferma leader nella produzione di arredi di design per il settore funerario, innovative soluzioni per valorizzare l’immagine dell’impresa e della casa funeraria. Ancora una volta protagonista di Tanexpo, anche in questa edizione non mancherà di stupire il pubblico con l’originalità delle sue eleganti creazioni. Da sempre attento a fornire un prodotto unico e di pregio, l’architetto Giancarlo Tormene opera su due livelli complementari: alla progettazione degli ambienti per l’impresa, infatti, si affiancano lo studio e la progettazione di oggetti di arredo dallo stile unico per donare un tocco di pregio, un carattere distintivo e raffinato. Sono ormai molte le case funerarie che si avvalgono della consulenza di TG Italiarreda e dei prodotti esclusivi pensati per accogliere le famiglie in un ambiente dall’atmosfera confortevole. L’azienda veneta rinnova continuamente le sue proposte e in fiera a Bologna non mancherà di stupirci ancora una volta con novità che andranno ad ampliare la vasta gamma di proposte create per le onoranze che vogliono distinguersi, in un percorso di soluzioni innovative e di classe per rendere davvero unica la vostra impresa! 14


SINCE

1956 www.biondan.it


STATISTICHE

Come si muore in Italia? d i Ta n j a P i n z a u t i

Patologie del sistema circolatorio, tumori e problemi respiratori sono ai primi posti nella classifica dei decessi nel nostro Paese.

Stilare una classifica delle cause di morte nel Paese non è un semplice esercizio statistico, ma risulta utile per capire lo stato di salute nazionale, la longevità della popolazione e l’efficienza del nostro sistema sanitario. I dati degli ultimi 5/10 anni hanno mostrato come da tempo siano le malattie ad avere il maggior peso sull’incidenza della mortalità della popolazione, in linea

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MARZO-APRILE 2022 NUMERO 3

Come si muore in Italia? Quali sono le cause di morte più comuni? E qual è lo stato di salute del nostro sistema sanitario in base ai dati sulla mortalità?

con il resto dell'Europa. L’Italia infatti appartiene a quei Paesi mediamente ricchi dove lo stile di vita agiato, l’accesso a un’alimentazione piena di grassi e prodotti raffinati e l’inquinamento industriale hanno contribuito a far crescere l’incidenza di malattie a carico del sistema circolatorio ma anche di malattie oncologiche e polmonari. Nonostante questo, fino al periodo precedente alla pandemia, si era registrato un lieve calo di decessi per tumori e una diminuzione importante nelle morti per AIDS e HIV, vera piaga degli anni ’80 e ’90. 

Foto di Towfiqu Barbhuiya - Unsplash


OLTRE MAGAZINE

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STATISTICHE

Un buono stato di salute al 2017 era quello dell’intero sistema sanitario nazionale italiano che sembrava essere uno dei migliori in Europa. Il buon risultato del lavoro di medici, infermieri e personale sanitario è però stato messo in crisi dall’impatto della pandemia che ha provocato negli ultimi due anni il dilagare di ricoveri per polmoniti e complicazioni dovute al Covid-19, intasando l’intero sistema con la conseguenza di turni massacranti per il personale, cancellazioni di interventi programmati e ritardi nel normale svolgimento del lavoro di routine. Questo e il netto aumento di morti causate da polmonite da Coronavirus hanno avuto conseguenze tragiche sulla mortalità e sull’aspettativa di vita nel Paese. In Italia comunque, analizzando i dati sia precedenti alla pandemia che i più recenti, si muore principalmente di malattia.

La classifica La classifica sulle cause di morte in Italia pre-Covid aggiornata al 2017 vede al primo posto le malattie del sistema circolatorio, al secondo le malattie tumorali e al terzo quelle a carico del sistema respiratorio. Su un totale di 650.614* morti infatti, 232.992 (35,8%) sono state registrate a causa di malattie cardiovascolari come ischemie, infarti e malattie del cuore; 180.085 (27,7%) da tumori maligni e 53.372 (8,2%) da malattie del sistema respiratorio. Seguono malattie del sistema nervoso degenerative come il Parkinson e l’Alzheimer, quelle endocrine e metaboliche come il diabete, disturbi psichici e comportamentali, malattie dell’apparato dirigente. All’ottavo posto si trova la prima causa “esterna”, non legata quindi a una malattia, ovvero le morti per trauma e avvelenamento come incidenti stradali, omicidi e suicidi.

Dati Istat aggiornati al 2017

L’incidenza di genere ed età Non tutte le malattie colpiscono allo stesso modo uomini e donne, così come hanno diversa incidenza in base all’età. È facile comprendere come nella fascia di età tra gli 0 e i 24 anni la causa di morte più comune sia quella dovuta ad agenti esterni mentre l’incidenza delle malattie aumenti con l’età adulta. La fascia più critica in questo senso è quella tra 

TOTALE MORTI

% SU TOT. DECESSI

Malattie sistema circolatorio

232.992

35,8%

Tumori

180.085

27,7%

Malattie sistema respiratorio

53.372

8,2%

Malattie sistema nervoso (es. Parkinson, Alzheimer)

30.672

4,71%

Malattie endocrine, nutrizionali, metaboliche (es. diabete)

29.519

4,53%

Disturbi psichici e comportamentali

24.406

3,75%

Malattie apparato digerente

23.261

3,57%

Cause esterne traumatiche (suicidi, omicidi, incidenti stradali)

20.565

3,16%

Cause mal definite

14.257

2,19%

Malattie infettive e parassitarie

14.070

2,16%

Malattie apparato genitourinario

12.017

1,84%

Malattie sistema osteomuscolare e tessuto connettivo (es. artrite)

3.651

0,56%

Malattie del sangue e organi ematopoietici, disturbi sistema immunitario

3.272

0,50%

Malattie cute e tessuto sottocutaneo

1.413

0,21%

Malformazioni congenite ed anomalie cromosomiche

1.399

0,21%

801

0,12%

16

0,002%

Condizioni morbose che hanno origine nel periodo perinatale

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MARZO-APRILE 2022

CAUSE DI MORTE IN ITALIA

Negli ultimi dieci anni le vittime di incidenti stradali sono diminuite notevolmente, grazie probabilmente alla maggiore efficienza dei veicoli e alle tante campagne di sensibilizzazione in merito alla guida sicura e ai pericoli dell’alcol alla guida, mentre rimane stabile il dato sui suicidi che vede gli uomini in testa con un buon 70% sul totale.

Dati ISTAT, 2017 *totale morti annui: 650.614 (totale residenti: 60.589.445)

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Complicazioni gravidanza e parto


STATISTICHE

i 45 e i 64 anni dove per le donne più della metà del totale delle morti è causata dai tumori mentre quelle per malattie cardiovascolari si trovano solo al terzo posto. Diverso per gli uomini dove, sempre tra i 45 e 64 anni di età, le malattie cardiovascolari colpiscono in modo più incisivo. Tra i 65 e gli 85 anni si riducono le morti per tumore sia nelle donne che negli uomini, sempre restando al primo posto, mentre aumentano quelle per malattie cardiovascolari. Infine, oltre gli 85 anni sono proprio i problemi cardiovascolari ad essere la maggiore causa di morte; i decessi per tumore slittano al quarto posto mentre la forbice delle morti per demenza si allarga e si contende il secondo posto con gli agenti esterni.

Nei due anni più recenti, il 2020 e il 2021, in cui la pandemia di Coronavirus ha colpito l’intero Globo mettendo in ginocchio la popolazione mondiale e mandando in tilt il sistema sanitario di qualsiasi Paese più o meno civilizzato, l’incidenza di decessi per malattie polmonari è aumentata in maniera preoccupante. Secondo il report dell’Istat di aprile 2021 che esamina la prima ondata di Coronavirus tra marzo e aprile 2020, il Covid-19 è diventata la seconda causa di morte in Italia dopo i tumori. Non solo: nello stesso periodo si registra anche un aumento nei decessi per tutte le altre cause di morte rispetto allo stesso periodo nei cinque anni precedenti. L’aumento maggiore riguarda le morti per polmonite e influenza che triplicano rispetto al 2015-2019 (7.610 rispetto a 2.445). In crescita anche i decessi per demenza e Alzheimer (+49%), malattie cardiovascolari (40%) e diabete (41%). Ovviamente diminuiscono le morti per cause esterne

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L’evoluzione provocata da pandemia e Covid

come gli incidenti ad esempio (-161) per le conseguenze del lockdown. Diversa la situazione per le morti violente legate agli omicidi. Per gli uomini il dato nei primi due mesi di pandemia è stato in sensibile calo, mentre per le donne si registra tristemente un leggero incremento. La convivenza forzata durante il lockdown con mariti e compagni violenti ha purtroppo portato a un aumento delle aggressioni sulle donne che già avevano situazioni di abuso in casa. In aumento anche le morti per cadute e incidenti domestici soprattutto negli ultrasessantacinquenni.

La situazione in Europa L’Europa si allinea ai dati italiani negli anni precedenti la pandemia. I tumori e le malattie cardiovascolari sono le due cause principali di morte nei report del 2016 dove si registrava anche una diminuzione

del 10,5% e del 5,2% rispettivamente per uomini e donne nei tassi di mortalità per tumori e del 29,1% e 35,2% per le malattie ischemiche. Negli ultimi due anni però il peso della pandemia ha cambiato i trend positivi dei precedenti decenni. Il triste primato di principale causa di morte in Europa risulta ad oggi infatti proprio il Covid-19. Ad invertire questa tendenza e l’alta probabilità di contagio che ormai ha cambiato il nostro mondo e le nostre abitudini, l’impatto dei vaccini che nei prossimi mesi dovrebbe portare a una endemicità del virus, soprattutto se si riusciranno a includere nella campagna vaccinale anche i Paesi poveri che al momento non hanno un sistema sanitario ed economico in grado di garantire una copertura completa della popolazione.  I dati riportati nell’articolo sono stati presi dai report Istat pubblicati nei diversi periodi presi in esame e citati nel testo.

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ATTUALITà

Trasporto di urne: facciamo il punto di DANIELE FOGLI

Così può essere utile soffermarci su quali sono le norme in materia. Esse sono principalmente contenute nel DPR 285/1990 (regolamento statale di polizia mortuaria) e, generalmente, le varie Regioni che sono intervenute in materia, ben poco hanno innovato. Vediamo di analizzare le varie situazioni. Il caso meno complesso è quello di unico decreto autorizzante trasporto funebre, cremazione e trasporto delle risultanti ceneri al luogo di

destinazione finale. La fattispecie è regolata dall’art. 26 (1) DPR 285/1990, che però non prevedeva ancora l’attribuzione della autorizzazione alla cremazione all’ufficiale di stato civile (solo come principio fissata dall’art. 3 della legge 30/3/2001). Oggi, con il combinato disposto delle due norme statali, è prevalente la interpretazione che è necessaria una autorizzazione alla cremazione dell’ufficiale di stato civile e una autorizzazione al trasporto del feretro e delle ceneri risultanti dalla cremazione al luogo di destino a cura del sindaco (ora dirigente competente o suo delegato) del Comune di decesso

(o di partenza laddove si sia nel caso di trasporto postumo a precedente sepoltura). In questo caso, essendo d’obbligo l’uso dell’autofunebre per il trasporto del feretro, questa porzione di trasporto deve obbligatoriamente essere svolta con mezzo speciale e da soggetto in possesso dei titoli abilitativi per poterlo effettuare. Il trasporto dell’urna può essere svolto dallo stesso soggetto, col mezzo da lui ritenuto congruo alla bisogna. Se viene autorizzato dal Comune di decesso/partenza soggetto diverso dall’impresa funebre, in quanto esecutore di parte del servizio - ad esempio centro servizi di trasporto 

(1) ART. 26 DPR 285/1990 1. Il trasporto di un cadavere da Comune a Comune per essere cremato ed il trasporto delle risultanti ceneri al luogo del loro definitivo deposito sono autorizzati con unico decreto del Sindaco del Comune nella cui circoscrizione è avvenuto il decesso. 2. All'infuori di questo caso, il trasporto delle ceneri di un cadavere da Comune a Comune è sottoposto all'autorizzazione di cui all'art. 24. OLTRE MAGAZINE

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Negli ultimi anni è aumentata significativamente la cremazione e, corrispondentemente, è aumentato pure il trasporto di urne cinerarie.

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Le norme legislative in merito allo spostamento delle ceneri all’interno del territorio italiano.

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funebre, service di trasporto, familiare - occorre che sia in possesso delle autorizzazioni che gli permettono tale trasporto. La casistica che sta prendendo sempre più spazio è ora quella di distinte autorizzazioni al trasporto di feretro e di trasporto di urna cineraria al luogo di destinazione finale. Anche in questo caso si applica, per quanto previsto dall’art. 26 DPR 285/1990, l’art. 24 (2) dello stesso decreto. Visto che l’art. 24 DPR 285/1990 non cita espressamente il trasporto di ceneri, ma di cadavere, resti mortali, ossa umane fuori del cimitero o fuori Comune, non resta che traslarne i contenuti all’urna cineraria e quindi si interpreta, per il combinato disposto dai due articoli citati, come segue: il trasporto di urna cineraria è autorizzato dal sindaco (ora dirigente competente o suo delegato) del Comune di partenza (quindi in genere dove sussiste il crematorio da cui partono) e deve essere comunicato al sindaco del Comune di seppellimento (o, se del caso, al sindaco del Comune di affidamento o a quello di dispersione) per via interpretativa. Invece l’autorizzazione alla dispersione è competenza dell’ufficiale di stato civile del luogo di decesso, mentre l’autorizzazione all’affidamento

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ATTUALITà

dell’urna cineraria è competenza del Comune (dove avviene materialmente la conservazione dell’urna affidata). Recentemente, in fase emergenziale pandemica che dura allo stato attuale fino alla fine del mese di aprile 2022 per il settore funerario (un mese in più dell’emergenza), la normativa generale sui trasporti funebri, e quindi pure di urne cinerarie, nonché le modalità di trasmissione e invio delle relative autorizzazioni è stata oggetto di modifiche a causa di ordinanze di Protezione 

(3) Ocdpc n.664 del 18 aprile 2020. Ulteriori interventi urgenti di protezione civile in relazione all’emergenza relativa al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili - Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 105 del 22 aprile 2020 Articolo 1 - (Disposizioni per facilitare l’attuazione della cremazione e delle pratiche funebri) 1. La formazione degli atti di morte da parte dell’Ufficiale di stato civile può essere effettuata anche sulla base dell’avviso o accertamento di decesso trasmesso telematicamente dall’autorità sanitaria, con inserimento dell’atto stesso nella parte II Serie B dei registri di morte di cui al regio decreto 9 luglio 1939, n. 1238. 2. Le autorizzazioni al trasporto, all’affido ceneri, alla inumazione e tumulazione, alla cremazione e alla dispersione delle ceneri sono rilasciate dal Responsabile del Servizio Comunale e dall’Ufficio di stato civile, in relazione alle rispettive competenze, sulla base dell’avviso di morte, scheda ISTAT, certificato necroscopico, e ogni ulteriore dato e informazione in possesso, trasmessi anche telematicamente dalla Direzione sanitaria competente, dal medico curante e dal medico necroscopo o dalla impresa funebre su incarico degli aventi titolo. 3. Gli avvisi, le autorizzazioni e le documentazioni necessarie per la sepoltura o la cremazione vengono formati e inoltrati tempestivamente da parte del Comune in cui è avvenuto il decesso all’impresa funebre incaricata, ai gestori di cimitero o crematorio, per via telematica. 4. Le dichiarazioni degli aventi titolo sulla volontà di cremazione, affido o dispersione delle ceneri sono effettuate mediante dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, ai sensi degli articoli 4 e 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 con qualsiasi mezzo idoneo, anche in formato digitale e/o elettronico, garantendo in ogni caso l'identità del dichiarante, e sono acquisite ai fini del rilascio dell’autorizzazione, anche per via telematica. Articolo 2 - (Disposizioni in materia di attività cimiteriale) 1. Per far fronte alle necessità di sepoltura, il Prefetto ha facoltà di disporre l’ammissione di defunti in ogni cimitero comunale dell’ambito territoriale di competenza, anche in deroga agli eventuali limiti stabiliti nei regolamenti comunali di polizia mortuaria.

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(2) ART. 24 DPR 285/1990 1. Il trasporto di un cadavere, di resti mortali o di ossa umane entro l'ambito del Comune in luogo diverso dal cimitero o fuori dal Comune è autorizzato dal Sindaco secondo le prescrizioni stabilite dagli articoli seguenti. 2. Il decreto di autorizzazione è comunicato al Sindaco del Comune in cui deve avvenire il seppellimento. 3. Qualora sia richiesta la sosta della salma in altri Comuni intermedi per il tributo di speciali onoranze, tale decreto dovrà essere comunicato anche ai Sindaci di questi Comuni.


(4) Art. 12 - Accelerazione dell’acquisizione delle informazioni relative alle nascite e ai decessi 1. Ai fini dell'accelerazione dell'acquisizione delle informazioni relative alle nascite e ai decessi di cui all'articolo 62, comma 6, lettera c), del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante codice dell'amministrazione digitale, le strutture sanitarie, i medici, i medici necroscopi o altri sanitari delegati, inviano al Sistema Tessera Sanitaria del Ministero dell'economia e delle finanze i dati: a) dell'avviso di decesso di cui all'articolo 72, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396; b) del certificato necroscopico di cui all'articolo 74, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396; c) della denuncia della causa di morte di cui all'articolo 1 del regolamento di polizia mortuaria di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1990, n. 285; d) dell'attestazione di nascita di cui all'articolo 30, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396; e) della dichiarazione di nascita di cui all’articolo 30, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396. 2. La trasmissione dei dati di cui al comma 1 esonera i soggetti interessati all'ulteriore invio ai Comuni di ulteriore attestazione cartacea. 3. Il Sistema Tessera Sanitaria rende immediatamente disponibili, senza registrarli, i dati di cui al comma 1: a) all'Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR), per le finalità di cui all'articolo 62, comma 6, lettera c) del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante Codice dell’amministrazione digitale; b) tramite Posta elettronica certificata (PEC), ai Comuni non ancora collegati alla ANPR; c) all'ISTAT. 4. Con uno o più decreti del Ministero dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministero della salute e con il Ministero dell'interno, previo parere del Garante per la protezione dei dati personali, sono definiti i dati di cui al presente articolo e le relative modalità tecniche di trasmissione. 5. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni interessate provvedono allo svolgimento delle attività del presente articolo con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.

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ATTUALITà

Civile, norme o indicazioni vincolanti del Ministero della Salute. Si rimanda per un'analisi più completa alla OCDPC 664/2020 del 18/4/2020, valida per il periodo emergenziale (3), e poi (in via definitiva) pur con effetti parziali, all’Art. 12 DL 19/5/2020 n. 34, convertito in legge con L. 77/2020 (4). Pertanto, in fase emergenziale, le autorizzazioni al trasporto, all’affido ceneri, all'inumazione e tumulazione, alla cremazione e alla dispersione delle ceneri sono rilasciate dal Responsabile del Servizio Comunale e dall’Ufficio di stato civile, in relazione alle rispettive competenze, sulla base dell’avviso di morte, scheda ISTAT, certificato necroscopico, e ogni ulteriore dato e informazione in possesso, trasmessi - anche telematicamente - dalla Direzione sanitaria competente, dal medico curante e dal medico necroscopo o dalla impresa funebre su incarico degli aventi titolo. Si è quindi chiarito che occorre un incarico degli aventi titolo a disporre (familiari o chi per legge può disporre circa il funerale) ed è l’impresa funebre, da questi incaricata, a provvedere. Cosicché, in fase emergenziale, occorre identificare chi è: - Il soggetto incaricante (familiare/i avente/i titolo), che agisce di norma con un contratto di mandato nei confronti dell’impresa funebre, contratto che stabilisce le obbligazioni di “fare” a fronte di un determinato corrispettivo. Può essere un mandato: a) omnicomprensivo: cioè per l’effettuazione delle pratiche amministrative occorrenti o parte di esse e l’acquisizione delle autorizzazioni necessarie, le operazioni occorrenti od opportune sul cadavere, la fornitura della bara, l’incassamento, il trasporto funebre a crematorio/sepoltura, la consegna al destinatario delle spoglie mortali risultanti; 


ATTUALITà

- Un consegnante il feretro al vettore (in genere partendo dalla morgue della struttura sanitaria in cui è avvenuto il decesso, dalla casa funeraria, dall’abitazione, dalla RSA, ecc.). - Un ricevente il feretro, cioè il custode del cimitero in cui avviene il seppellimento o il personale addetto alla ricezione del gestore del crematorio, dove si porta il feretro per svolgervi la cremazione. - Un consegnatario dell’urna cineraria data dal gestore del crematorio (che è il consegnante le ceneri) al vettore dell’urna per il trasporto al luogo di destino. Si noti che sia la norma statale che quelle regionali prevedono una presa in carico con ricevuta e trasmissione del dato del consegnatario al Comune, con modalità poco differenti. - Un ricevente l’urna cineraria se da seppellire in cimitero (custode) o conservare in luogo confinato, in luogo a disposizione dell’affidatario o infine, se da disperdere le ceneri (sia in cimitero che in natura).

L’autorizzazione al trasporto individua, pertanto, il soggetto vettore tra quelli permessi, il luogo, data e ora di partenza e il luogo di destino (con presunto giorno e orario di consegna). Se si trasporta un feretro, tale soggetto deve possedere i titoli necessari per poter svolgere quell’attività professionale (sia essa congiunta o disgiunta). Se si trasporta un’urna cineraria è, invece, necessario e sufficiente che abbia i soli titoli autorizzatori la movimentazione. Chiunque può effettuare il trasporto di urna cineraria (non rilevandosi pericoli per la salute e igiene pubblica), tanto che lo stesso legislatore ha previsto che il trasporto possa essere effettuato anche da familiare avente titolo, col mezzo di cui dispone. Solo nei casi di pericolo attestati dalla competente ASL, deve intervenire un soggetto dotato delle caratteristiche specifiche in base al pericolo rilevato (ad esempio se le ceneri sono radioattive). 

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b) parziale: ad esempio l’urna cineraria la vanno a prendere i familiari, certe pratiche le fanno i familiari direttamente, e così per altri segmenti di prestazioni/forniture. - L’impresa funebre, cioè il soggetto autorizzato all’esercizio dell’attività funebre da svolgere in toto con mezzi e personale propri o avvalendosi anche di terzi. - Il vettore, cioè chi effettua il trasporto del feretro al crematorio o al cimitero che può - o meno - coincidere con chi effettuerà il successivo trasporto dell’urna cineraria a destino, dopo la cremazione. La legge permette che sia anche soggetto diverso da impresa funebre o anche un familiare ad occuparsi del trasporto dell’urna cineraria dalla consegna avvenuta in crematorio al destino successivo previsto dalla legge (custode del cimitero per la sepoltura o per provvedere a dispersione o ad averne l’affidamento in luogo confinato). Il vettore è anche detto nelle norme “incaricato del trasporto”.

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LEGALE, FISCALE

Cremazione il potere decisionale secondo la legge A C U R A d i A v v. A l i c e M e r l e t t i e A v v. E l e n a A l f e r o

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In mancanza di disposizioni, sono i parenti in maggioranza a dare il consenso. Ma in alcuni Comuni è richiesta l’unanimità dei consensi: perché?

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Torniamo ad occuparci di cremazione e di consensi. In articoli precedenti abbiamo trattato più volte il tema delle DAT e del rispetto delle disposizioni del defunto in merito alla propria cremazione o inumazione.

cittadini, si trovino ad avere a che fare, sulla base del Comune presso il quale si interfacciano quali mandanti della famiglia che assistono, con “regole” non sempre omogenee tra loro.

Ma cosa succede se chi viene a mancare non ha lasciato nessuna indicazione in merito all’argomento? In presenza di parenti dello stesso grado, quanti devono essere d’accordo per poter procedere con la cremazione del proprio caro?

Uno dei punti maggiormente messi in discussione, e che spesso crea questioni nelle pratiche funerarie, è il quorum (numero di consenzienti) richiesto per poter domandare la cremazione del defunto da parte della famiglia, in difetto di iscrizione del soggetto ad una Associazione ad hoc o di testamento espresso.

Capita spesso che le imprese di onoranze funebri, come anche i singoli OLTRE MAGAZINE

Ebbene, occorre ricordare che è esplicitamente previsto dall’art. 3 della l. 130/2001 e, a cascata, dalle singole Leggi Regionali che il quorum, in ipotesi di più parenti dello stesso grado, sia quello della maggioranza degli stessi. Sebbene, dunque, si possa affermare una certa uniformità del territorio nazionale a riguardo, alcuni Comuni domandano ancora ai richiedenti, per portare avanti la pratica di cremazione, la totalità dell’assenso di TUTTI i parenti dello stesso grado. Come mai? 


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LEGALE, FISCALE

Andando ad analizzare alcuni regolamenti comunali, nonché approfondendo le tesi spese dalle singole amministrazioni in alcuni giudizi, ci si avvede che molte di tali Amministrazioni hanno adottato i Regolamenti Comunali prima dell’adozione della legge nazionale del 2001.

Decreto Presidente della Repubblica 10/09/1990, n. 285 Approvazione del regolamento di polizia mortuaria.

"La cremazione di ciascun cadavere deve essere autorizzata dal sindaco sulla base della volontà testamentaria espressa in tal senso dal defunto. In mancanza disposizione testamentaria, la volontà deve essere manifestata dal coniuge e, in difetto, dal parente più prossimo individuato secondo gli articoli 74 e seguenti del codice civile e, nel caso di concorrenza di più parenti nello stesso grado, da tutti gli stessi".

Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 12 ottobre 1990, n. 239, S.O.

E qui nasce il problema.

79.

Sebbene la l. 130/2001 sia successiva e di rango superiore al DPR (ma anche ai regolamenti Comunali), la stessa norma nel suo incipit ha previsto che "entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con regolamento adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, su proposta del Ministro della Sanità, sentiti il Ministro dell'Interno e il Ministro della Giustizia, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, si provvede alla modifica del regolamento di polizia mortuaria, approvato con

Molti di questi Regolamenti, per altro, contengono un espresso riferimento, sul punto, al DPR n. 285/1990 che, all’art. 79 richiede all’uopo l’unanimità dei parenti dello stesso grado. Invero l’art. 285/1990 all'art. 79 tutt’ora dispone:

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1. La cremazione di ciascun cadavere deve essere autorizzata dal sindaco sulla base della volontà testamentaria espressa in tal senso dal defunto. In mancanza disposizione testamentaria, la volontà deve essere manifestata dal coniuge e, in difetto, dal parente più prossimo individuato secondo gli articoli 74 e seguenti del codice civile e, nel caso di concorrenza di più parenti nello stesso grado, da tutti gli stessi.

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2. La volontà del coniuge o dei parenti deve risultare da atto scritto con sottoscrizione autenticata da notaio o dai pubblici ufficiali abilitati ai sensi dell'art. 20 della legge 4 gennaio 1968, n. 15. 3. Per coloro, i quali, al momento della morte risultino iscritti ad associazioni riconosciute che abbiano tra i propri fini quello della cremazione dei cadaveri dei propri associati, è sufficiente la presentazione di una dichiarazione in carta libera scritta e datata, sottoscritta dall'associato di proprio pugno o, se questi non sia in grado di scrivere, confermata da due testimoni, dalla quale chiaramente risulti la volontà di essere cremato. La dichiarazione deve essere convalidata dal presidente dell'associazione. 4. L'autorizzazione di cui al comma 1 non può essere concessa se la richiesta non sia corredata da certificato in carta libera redatto dal medico curante o dal medico necroscopo, con firma autenticata dal coordinatore sanitario, dal quale risulti escluso il sospetto di morte dovuta a reato. 5. In caso di morte improvvisa o sospetta occorre la presentazione del nulla osta dell'autorità giudiziaria.

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3. Modifiche al regolamento di polizia mortuaria, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1990, n. 285.3. 1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con regolamento adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, su proposta del Ministro della sanità, sentiti il Ministro dell'interno e il Ministro della giustizia, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, si provvede alla modifica del regolamento di polizia mortuaria, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1990, n. 285, sulla base dei seguenti princìpi: a) l'autorizzazione alla cremazione spetta all'ufficiale dello stato civile del comune di decesso, che la rilascia acquisito un certificato in carta libera del medico necroscopo dal quale risulti escluso il sospetto di morte dovuta a reato ovvero, in caso di morte improvvisa o sospetta segnalata all'autorità giudiziaria, il nulla osta della stessa autorità giudiziaria, recante specifica indicazione che il cadavere può essere cremato; b) l'autorizzazione alla cremazione è concessa nel rispetto della volontà espressa dal defunto o dai suoi familiari attraverso una delle seguenti modalità: 1) la disposizione testamentaria del defunto, tranne nei casi in cui i familiari presentino una dichiarazione autografa del defunto contraria alla cremazione fatta in data successiva a quella della disposizione testamentaria stessa; 2) l'iscrizione, certificata dal rappresentante legale, ad associazioni riconosciute che abbiano tra i propri fini statutari quello della cremazione dei cadaveri dei propri associati, tranne nei casi in cui i familiari presentino una dichiarazione autografa del defunto fatta in data successiva a quella dell'iscrizione all'associazione. L'iscrizione alle associazioni di cui al presente numero vale anche contro il parere dei familiari; 3) in mancanza della disposizione testamentaria, o di qualsiasi altra espressione di volontà da parte del defunto, la volontà del coniuge o, in difetto, del parente più prossimo individuato ai sensi degli articoli 74, 75, 76 e 77 del codice civile e, in caso di concorrenza di più parenti dello stesso grado, della maggioranza assoluta di essi, manifestata all'ufficiale dello stato civile del comune di decesso o di residenza. Nel caso in cui la volontà sia stata manifestata all'ufficiale dello stato civile del comune di decesso, questi inoltra immediatamente il relativo processo verbale all'ufficiale dello stato civile del comune di ultima residenza del defunto; 4) la volontà manifestata dai legali rappresentanti per i minori e per le persone interdette; c) la dispersione delle ceneri è consentita, nel rispetto della volontà del defunto, unicamente in aree a ciò appositamente destinate all'interno dei cimiteri o in natura o in aree private; la dispersione in aree private deve avvenire all'aperto e con il consenso dei proprietari, e non può comunque dare luogo ad attività aventi fini di lucro; la dispersione delle ceneri è in ogni caso vietata nei centri abitati, come definiti dall'articolo 3, comma 1, numero 8), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada); la dispersione in mare, nei laghi e nei fiumi è consentita nei tratti liberi da natanti e da manufatti; d) la dispersione delle ceneri è eseguita dal coniuge o da altro familiare avente diritto, dall'esecutore testamentario o dal rappresentante legale dell'associazione di cui alla lettera b), numero 2), cui il defunto risultava iscritto o, in mancanza, dal personale autorizzato dal comune; e) fermo restando l'obbligo di sigillare l'urna, le modalità di conservazione delle ceneri devono consentire l'identificazione dei dati anagrafici del defunto e sono disciplinate prevedendo, nel rispetto della volontà espressa dal defunto, alternativamente, la tumulazione, l'interramento o l'affidamento ai familiari; f) il trasporto delle urne contenenti le ceneri non è soggetto alle misure precauzionali igieniche previste per il trasporto delle salme, salvo diversa indicazione dell'autorità sanitaria; g) l'ufficiale dello stato civile, previo assenso dei soggetti di cui alla lettera b), numero 3), o, in caso di loro irreperibilità, dopo trenta giorni dalla pubblicazione nell'albo pretorio del comune di uno specifico avviso, autorizza la cremazione delle salme inumate da almeno dieci anni e delle salme tumulate da almeno venti anni; h) obbligo per il medico necroscopo di raccogliere dal cadavere, e conservare per un periodo minimo di dieci anni, campioni di liquidi biologici ed annessi cutanei, a prescindere dalla pratica funeraria prescelta, per eventuali indagini per causa di giustizia; i) predisposizione di sale attigue ai crematori per consentire il rispetto dei riti di commemorazione del defunto e un dignitoso commiato.

Il Regolamento, tuttavia, non è mai stato adottato cosicché il DPR 285/1990 è rimasto tale e ad esso (e alla materia della cremazione) vengono poi applicati di volta in volta i principi di cui alle leggi successive sia nazionali che regionali. Probabilmente è da qui che si genera il pasticcio. Invero, se alla l. 130/2001 fosse seguito nei 6 mesi successivi il Regolamento, lo stesso avrebbe modificato il DPR 285/1990 eliminando l'unanimità per sostituirlo con la maggioranza. Ciò avrebbe indotto i Comuni che ancora oggi applicano la regola dell’unanimità, a modificare il quorum là dove il Regolamento Comunale espressamente richiama l'art. 79 del DPR: il rinvio in gergo si dice "mobile", cioè si rinvia alla norma in vigore al momento in cui viene applicata. Insomma, se cambia il testo si applica quello nuovo. Non essendo però cambiato il testo, tali Comuni hanno “buon gioco” in ipotesi di una famiglia con più parenti dello stesso grado, a domandare l’unanimità dei consensi, basandosi su tale cavillo. Le scriventi, tuttavia, ritengono che tale posizione sia "debole" poiché, sulla base dei princìpi generali, la l. n. 130/2001 ha alcune parti che si applicano direttamente, senza cioè necessità di un regolamento attuativo e la differenza di quorum voluta dal legislatore dovrebbe essere una di esse. In difetto, tuttavia, di un intervento chiarificatore da parte del legislatore nazionale, non si può escludere che tale posizione sia riscontrabile presso alcuni Comuni.  OLTRE MAGAZINE

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Pubblicata nella Gazz. Uff. 19 aprile 2001, n. 91.

decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1990, n. 285, sulla base dei seguenti princìpi".

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Legge 30/03/2001, n. 130 Disposizioni in materia di cremazione e dispersione delle ceneri.

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CASE FUNERARIE

Croce Verde inaugura la sua Casa Funeraria di Carmelo Pezzino

L’opera, frutto di un intervento che ha richiesto importanti lavori di ristrutturazione e di ampliamento della sede reggiana, è stata inaugurata venerdì 28 gennaio 2022 con una cerimonia che, causa il protrarsi della pandemia, non ha potuto aprirsi all’intera collettività come prevedeva il programma originario. «L’appuntamento è solamente rimandato» puntualizza Stefano Bigliardi, Direttore delle Onoranze Funebri. «Non appena le condizioni

lo consentiranno, presenteremo i nuovi spazi a tutta la cittadinanza perché possa rendersi conto del servizio di alta qualità, estremamente curato e innovativo, che la nostra organizzazione è in grado di proporre per rendere decoroso e adeguato l’ultimo saluto grazie anche alla presenza di cerimonieri e di altre figure professionali adeguatamente formate. La Casa Funeraria rappresenta un luogo protetto in cui viene garantita la ritualità che le camere mortuarie degli ospedali, degli hospice o delle case di cura, per la loro specificità, vincolano a limiti di orario e di organizzazione. Una struttura estremamente accogliente, in cui vivere il raccoglimento in una dimensione discreta, e nella quale familiari e amici del defunto  OLTRE MAGAZINE

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È pienamente operativa la nuova Casa Funeraria realizzata a Reggio Emilia dalle Onoranze Funebri Croce Verde, la prima struttura di questo tipo sul territorio a disposizione della comunità.

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A Reggio Emilia accese finalmente le luci della nuova Casa Funeraria.

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CASE FUNERARIE

possano sentirsi a proprio agio come a casa. Spazi ordinati, tutelati dalle massime condizioni igienico-sanitarie e dove l’esposizione del feretro non è vincolata ai protocolli delle strutture sanitarie». Aggiunge il Presidente delle Onoranze Funebri Croce Verde, Domenico Schiatti: «La Casa Funeraria propone quattro Sale della veglia, ciascuna suddivisa in uno spazio di accoglienza per i familiari, dove potranno ricevere gli amici in visita, e in una camera ardente in cui stare vicini al proprio caro defunto. Ogni sala è stata dedicata a una pianta: melograno, ginepro, betulla, edera, essenze che sono simboli di rinascita, custodi-testimoni del ciclo della vita, segno di unione tra ciò che rimane e ciò che non è più. C’è poi una grande Sala del Commiato, da circa 80 posti, che può ospitare riti funebri fino al momento dell’ultimo viaggio verso la chiesa o il cimitero».

«La nuova Casa Funeraria ha reso possibile la concretizzazione di un progetto, da tempo voluto, attraverso il quale è stato realizzato un punto di riferimento per coloro che hanno subito un lutto» aggiunge Maria Angela Gelati, tanatologa e formatrice. «Offrire una struttura appositamente dedicata per la cura del defunto e dei congiunti è un onore e un vanto per la Pubblica Assistenza Croce Verde, associazione di volontariato che si adopera, da oltre un secolo, per i bisogni e per le necessità della comunità. Un ambito studiato per dare dignità e rispetto a chiunque dovrà

affrontare il percorso di addio della persona cara. Nella casa di tutti e per tutti, soluzioni e servizi adeguati vengono proposti senza distinzioni ed a costi adeguati, in un contesto analogo all’ambito familiare, dove non mancano affetto e rispetto». Gli spazi sono stati progettati dallo Studio Sacchetti, mentre sugli arredi

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«Un aspetto importante che desidero sottolineare è che la Casa Funeraria è un luogo aperto a qualsiasi credo e religione, e anche alle persone non credenti, come è sempre stato nello

spirito della Croce Verde», conclude Bigliardi. «I nostri servizi sono a disposizione della collettività non solo di Reggio, ma anche degli altri territori in cui operiamo come Onoranze Funebri, quindi anche dell’Appennino dopo l’acquisizione del Gruppo Corsini avvenuta nei mesi scorsi. Mi piace ricordare, infine, che gli utili di Onoranze Funebri vengono integralmente destinati alla Pubblica Assistenza Croce Verde contribuendo a sostenerne economicamente l’attività».

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Domenico Schiatti OLTRE MAGAZINE


Stefano Bigliardi

L’intero progetto di interior design

Michele Corsini

e la definizione degli ambienti sono stati portati a termine dall’azienda Tecnica Press il cui titolare, Paolo Moretti, evidenzia come «la Casa Funeraria si pone come struttura neutrale, progettata per abbracciare la comunità secondo i principi cardine di accoglienza, di rispetto, di apertura e di solidarietà che si concretizzano tramite la creazione di spazi permeabili che attraversano tutte le gradazioni: dal pubblico, al semi-pubblico, fino a quello più intimo e privato, dedicato alla veglia del defunto. Gli ambienti tracciano un percorso idealizzato che trova la sua conclusione nella grande Sala del Commiato dove pareti, pavimento e complementi riassumono tutta la filosofia progettuale attraverso l’astrazione di elementi simbolici come l’albero, il fiume, il sole e la luna». Questa nuova struttura rappresenta un importante tassello che mancava affinché anche il momento dell’addio possa essere celebrato secondo standard moderni, qualitativamente all’altezza di un territorio notoriamente dinamico ed efficiente.  OLTRE MAGAZINE

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La presenza degli elementi naturali è come un’estensione del mondo naturale in quello artificiale, memoria dell'origine ed evocazione delle radici da cui si genera ogni essere. Negli arredi nulla di sfarzoso, bensì oggetti che mettono a proprio agio con il fascino della semplicità».

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interni ha lavorato il designer Giovanni Tomasini: «Abbiamo immaginato ambienti che invogliano alla scoperta, ma che allo stesso tempo fanno comprendere intuitivamente e immediatamente la loro funzione, in un viaggio sensoriale ed emozionale. Il design degli interni predilige il colore bianco e la purezza della luce.

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ATTUALITà

Ora Mario può decidere di RAFFAELLA SEGANTIN

È il primo in Italia ad aver ricevuto il via libera al suicidio assistito.

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Riprendiamo la storia di Mario (nome di fantasia per salvaguardare la privacy della famiglia) che abbiamo già trattato nel precedente numero di Oltre Magazine (n. 2/2022) perché il caso è giunto ad un epilogo. La vicenda di Mario viene alla ribalta lo scorso anno quando con una accorata lettera si rivolge all’Associazione Luca Coscioni che da anni si batte per la libertà di scelta sul fine vita. Nel messaggio chiede un appoggio nell’azione di ricorso alla risposta negativa dell’Azienda Sanitaria Locale alla quale si era rivolto per poter accedere alla pratica del

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suicidio assistito, come previsto dalla Corte Costituzionale in casi estremi come il suo. Ricordiamo che Mario, oggi quarantaquattrenne, circa undici anni fa è stato coinvolto in un grave incidente stradale che gli ha procurato la frattura della colonna vertebrale e la lesione del midollo spinale, rendendolo di fatto tetraplegico. Prima di quel tragico giorno Mario era un ragazzo molto attivo con tante passioni e un lavoro che amava. Ora il suo corpo è completamente bloccato e non riesce a compiere alcun tipo di movimento, deve essere aiutato in 


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tutte le sue necessità primarie come mangiare, bere o lavarsi. Oltre a ciò è vittima di costanti dolori per cui ha bisogno di essere quotidianamente sedato. Mario ha sempre cercato di reagire passando da un centro riabilitativo all’altro, ma purtroppo senza risultati. «… mi ritrovo a vivere una vita, che non è più vita.» Scrive nella lettera «Non voglio vivere altri 10-20-30 anni in queste condizioni. Non voglio subire ancora per tutti questi anni che ho davanti a me, l’umiliazione che il mio corpo venga toccato da altri. […] Non sono depresso, sono sempre rimasto lucido e non sono abbandonato a me stesso: i miei familiari, i miei affetti, l'assistenza, la fisioterapia, mi sono sempre stati accanto, non mi è mai mancato niente. Ognuno però deve

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avere il diritto di scegliere se andare avanti così, con dolori e sofferenze quotidiane, oppure no. È una scelta dolorosa ma io preferisco andarmene con dignità piuttosto che vivere altri 40 anni di una vita che non mi appartiene». Venuto a conoscenza della cosiddetta Sentenza Cappato/Dj Fabo della Corte Costituzionale che in situazioni particolarmente complesse e dolorose come questa agevola il suicidio assistito, Mario si rivolge alla sua Asl per ottenerne l’assenso. Come già abbiamo visto nel precedente articolo, in un primo momento la richiesta viene completamente rigettata, salvo poi, dopo il suo ricorso, subire un ribaltamento da parte del Comitato Etico di competenza

territoriale che, alla luce della sussistenza delle condizioni stabilite dalla Corte Costituzionale (tra cui l'irreversibilità della malattia, l'insostenibilità del dolore e la chiara volontà del paziente) conferma che il richiedente possiede i requisiti per l’accesso legale al suicidio assistito, come stabilito nella citata sentenza. Ma a frenare il tutto è lo stesso Comitato Etico che non ha ritenuto idonee le modalità con cui ottenere il risultato. In buona sostanza mancavano le decisioni e le verifiche sul farmaco da adottare. Questo accadeva il 23 novembre 2021. È l’11 febbraio 2022 quando viene finalmente inserito l’ultimo tassello che riesce a sbloccare questa controversa e dolorosa 


ATTUALITà

vicenda che consentirà a Mario e ad altri sfortunati come lui di porre consapevolmente fine alle proprie sofferenze. Una commissione di esperti appositamente istituita, dopo varie discussioni e attente valutazioni, definisce in modo puntuale la metodica (autosomministrazione) ed il farmaco (il Tiopentone) idonei a garantire la morte più rapida, indolore e dignitosa possibile.

«La validazione del farmaco e delle modalità di auto-somministrazione crea finalmente un precedente che consentirà a coloro che si trovano in una situazione simile a quella di Mario di ottenere, se lo chiedono, l'aiuto alla morte volontaria senza dover più aspettare mesi subendo la tortura di una sofferenza insopportabile contro la propria volontà», commentano i responsabili dell’Associazione Luca Coscioni che hanno accompagnato Mario in tutto questo tortuoso percorso.

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«Mi sento più leggero, mi sono svuotato di tutta la tensione accumulata in questi anni», è la reazione di Mario all’indomani della sentenza, che ora è libero di decidere se e quando attuare il suo proposito in piena autonomia, nella sua casa, senza dover affrontare un difficile e costoso viaggio all’estero come hanno fatto tanti prima di lui. «Adesso sì, ho la tranquillità di chi ha raggiunto il traguardo», continua «so che me ne potrò andare quando vorrò in modo dignitoso per me e per la mia famiglia e questo mi rasserena e mi emoziona».

Una ordinanza storica, che al di là degli inevitabili strascichi polemici per le implicazioni etico-morali, è destinata ad imprimere una svolta importante in materia di fine vita. Il percorso per addivenire ad una legge che regoli la materia sarà ancora lungo (e la bocciatura da parte della Consulta del referendum sull’euta-

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nasia ne è l’ennesima conferma), ma il processo sarà comunque inarrestabile. 

Le precedenti tappe della vicenda (Oltre Magazine 2/2022) • Mario, valutati i requisiti enunciati dalla sentenza della Consulta nel caso Cappato, ha convenuto in giudizio l’Azienda Sanitaria Locale delle Marche per richiedere la prescrizione del farmaco conosciuto come “Triopentone” che permettesse di porre fine alla sua esistenza poiché estremamente compromessa da una tetraplegia incurabile. • Il Tribunale marchigiano nel vagliare la richiesta del quarantatreenne, si dimostra conscio dell’interpretazione dei requisiti della sentenza Cappato ma se ne discosta e rigetta il ricorso. • La Corte Costituzionale invece chiede una applicazione conforme della costituzione alla legge sulle DAT. • Mario non si arrende e propone reclamo. • A giugno, la Corte di Ancona, riconoscendo le problematiche riguardanti il vuoto normativo e riconoscendo gli errori valutativi effettuati dal giudice di prime cure, accoglie il ricorso stravolgendo la prima decisione. Si esprime positivamente sulle richieste del ricorrente e manda la palla al Comitato Etico della Regione Marche affinché vagli il caso e decida se siano sussistenti i requisiti per l’interruzione dello stato vitale. • Il Comitato Etico - richiamato all’ordine - si pronuncia in senso favorevole alla richiesta di Mario. • Lo stesso Comitato ritiene non conformi le modalità proposte dal 43enne per giungere al risultato sperato.


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LUOGHI DI CREMAZIONE

Una struttura che si erge verso il cielo di MIRANDA NERA

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Zorgvlied, il crematorio olandese che mette in comunicazione la terra e le stelle.

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Amsterdam è la città dai mille colori, famosa in tutto il mondo per la sua bellezza, ma anche per i tulipani del suo caratteristico mercato dei fiori, per i mulini a vento e per i diamanti. Costruita su una serie di canali poligonali su cui si affacciano le caratteristiche case strette con copertura a capanna, ospita la più grande collezione di opere del pittore olandese Vincent van Gogh e non a caso è riconosciuta come uno dei principali centri museali e culturali d’Europa. Il nome Amsterdam deriva dal fiume Amstel che la attraversa. OLTRE MAGAZINE

Proprio al confine sud della città, verso il fiume, innestandosi perfettamente con il contesto urbano, sorge lo storico cimitero Zorgvlied in attività dal 1870. Il progetto del cimitero, inaugurato proprio il 1 di Novembre, prende spunto dallo stile del giardino inglese con prati, alberi e boschetti che si sviluppa su un'area abbastanza vasta ampliata più volte nel corso degli anni. È un luogo eclettico e insolito in cui tombe decorate, bizzarre ed originali coesistono regalando al campo santo la bellezza di un giardino di sculture. 


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LUOGHI DI CREMAZIONE

La particolarità principale del cimitero di Zorgvlied riguarda il suo essere un luogo vivo, colorato e leggero in cui vige l’assoluto rispetto per ogni tipo di sepoltura e credo religioso. È un perfetto mix delle differenti concezioni della morte degli abitanti della città ed è aperto ad un approccio che lascia ampio spazio di vivere il fine vita in maniera assolutamente intima, libera e personale. Non a caso, alla luce di questi valori nel 2016, proprio entro i confini del cimitero, è stato realizzato il progetto di un crematorio, ad opera dei visionari architetti dello studio GROUP A.

Architettonicamente ha una struttura decisamente insolita rispetto ai classici crematori. Generalmente l’idea del crematorio europeo è associata ad un edificio più o meno articolato che ospita

al suo interno diverse funzioni, a partire dalla possibilità di svolgere la cerimonia funebre prima della cremazione. Proprio per questo il crematorio ospita spesso una sala adibita a tale scopo e degli spazi relativi alla preparazione/conservazione del feretro. Il crematorio Zorgvlied è qualcosa di diverso. Per scelta progettuale non possiede una sala per il commiato affinché il dolente possa sentirsi libero di scegliere la propria modalità di commemorazione del defunto nel luogo che ritiene più opportuno in relazione alle proprie credenze. Il cimitero comunque ospita un auditorium in cui generalmente viene esposto il feretro per l’ultimo saluto. Dopo la cerimonia i dolenti accompagnano il feretro attraverso i giardini del cimitero fino al crema-

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Foto di Marion Golsteijn - Wikimedia Commons

Zorgvlied è stato il primo cimitero dei Paesi Bassi a possedere un crematorio la cui struttura rimane ad oggi altamente innovativa nonché caratterizzata da una forte valenza simbolica. La decisione di realizzare il crema-

torio deriva dall’interesse crescente per la cremazione da un lato e dalla volontà di realizzare per il dolente uno spazio idoneo al rito con la stessa valenza mistica dei luoghi adibiti a coloro che scelgono la sepoltura. L’idea del progetto era quella di realizzare un edificio all’interno del cimitero, ma staccato dall’auditorium in cui viene generalmente svolta la funzione. È raggiungibile attraverso un percorso verde significativo per lo svolgimento del rito del commiato rispettando la tradizione antica di accompagnare la bara con il corteo funebre.

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torio scegliendo se lasciare la bara all’esterno della struttura oppure accompagnarla fino al forno. Questa è una possibilità interessante perché generalmente sono gli addetti ai lavori che si occupano di inserire il feretro nel forno ed il forno stesso è collocato lontano dagli spazi rivolti agli utenti. In questo caso invece cambia proprio il sistema di relazioni tra gli addetti ai lavori, i dolenti e il defunto. Questa "libertà" di gestione della cremazione è proprio associata alla libertà di scegliere una procedura del rito propria, intima e coinvolgente.

funto possono recarsi al cimitero per un ultimo commiato. L’ultimo viaggio nel crematorio di Zorgvlied è prima di tutto un’esperienza mistica attraverso il cimitero storico e le sue tante bellezze. Il crematorio è un luogo visivamente riconoscibile all’interno del cimitero, un punto di riferimento che spicca tra la vegetazione e gradevole alla vista. La verticalità rafforza l’idea del cammino celeste rendendo ancor più significativo l’ultimo viaggio del defunto verso il cielo al di là delle stelle. 

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lare istante stanno salutando per l’ultima volta qualcuno che ha fatto parte della loro vita e che, almeno fisicamente, da quel momento in poi non esisterà più. La corte esterna al crematorio offre la possibilità di un addio intimo ma anche di ospitare un gran numero di persone che possono muoversi davanti la bara per un ultimo saluto. Dopo la cremazione le ceneri del defunto vengono ospitate in una piccola nicchia esterna al crematorio per un periodo di tempo che arriva fino ad un mese. In questo modo parenti, amici e conoscenti del de-

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La struttura del crematorio è alta 16 metri e svetta come una torre incastonata nel verde. Di colore bianco, dalle linee pulite, in cui il senso cupo del lutto svanisce completamente. È realizzato con materiali contrastanti che ne caratterizzano la forte valenza simbolica. Non a caso la struttura si erge verso il cielo regalando un senso di leggerezza visiva. La base è in pietra e si sviluppa costeggiando una struttura semiipogea che si eleva ad un metro dal terreno per sottolinearne ancor più la verticalità. La pietra visivamente è pesante e simboleggia proprio la pesantezza della terra e la materialità della vita. La sovrastruttura che si appoggia al basamento è al contrario leggera e rastremandosi verso l’alto culmina con una bucatura quadrata coperta da vetro trasparente. La pesantezza del basamento contrasta con la leggerezza della sovrastruttura che simboleggia l’inconsistenza dell’anima del defunto che ascende al cielo. L’apertura superiore è ruotata affinché sia orientata verso il sole; tramite questo meccanismo la luce solare si riflette sulla parete di mosaico in vetro del fronte regalando una speciale sensazione agli utenti che in quel particolare luogo e in quel partico-

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Oggi più che mai il nostro piccolo amico domestico è diventato a tutti gli effetti un componente della famiglia che, senza chiedere nulla in cambio, è capace di darti affetto e fedeltà. È proprio questo il motivo per cui è doveroso rispettarlo ed accompagnarlo con amore fino all’ultimo momento. Sempre più presenti nelle nostre vite infatti, desideriamo conservare il ricordo dei nostri animali, trovando loro un posto non solo nei nostri cuori, ma anche nelle nostre case. Grazie all’esperienza di Vezzani Forni anche nell’ambito della produzione di prodotti in porcellana, abbiamo deciso di creare il marchio My Lovely Pet, investendo risorse e know-how per diventare il partner di riferimento per la fornitura di prodotti funebri per gli animali da compagnia. È nella porcellana che il gruppo Vezzani raggiunge l'eccellenza, creando un punto di incontro tra tradizione e innovazione, che caratterizza lo stile inimitabile dei suoi prodotti. Il segreto della porcellana è nella sua forza così eterea da sembrare misteriosa e nella sua raffinatezza che però racchiude una forte resistenza al tempo e proprio per questo è il materiale adatto per questa tipologia di prodotto.


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PSICOLOGIA

La dignità del morire di LINDA SAVELLI

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Le cure palliative e i trattamenti per migliorare la qualità della vita nei sofferenti.

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Nel precedente articolo abbiamo già tratteggiato il quadro della persona sofferente, del malato terminale per cui le cure tradizionali ormai non hanno più effetto e non esiste più nessun tipo di intervento chirurgico in grado di riportare l’individuo a uno stato di salute. In questo caso, la morte può avvenire con un’estrema lentezza percepita da parte della persona sofferente e il morire può tramutarsi in un processo complicato e molto doloroso benché inesorabile. Nella società occidentale in cui l’aspettativa di vita va sempre più OLTRE MAGAZINE

allungandosi, questa lentezza del morire non riguarda soltanto i malati terminali, ma anche le persone molto anziane, i grandi vecchi, per utilizzare un’espressione entrata in uso recentemente, che vanno perdendo progressivamente tutte le funzionalità e le abilità di vita quotidiana. Considerando che tutti hanno diritto ad un’accettabile qualità della vita fino al loro ultimo giorno e che è un diritto anche morire in maniera dignitosa, possiamo chiederci cosa ci può venire in aiuto in fase terminale o a fine vita. Se l’altra volta abbiamo parlato di hospice, stavolta parleremo di cure palliative. 


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Foto di Pascal Deloche - Dreamstime


PSICOLOGIA

Come si utilizzano le cure palliative

L’OMS definisce le cure somministrate a fine vita “… un approccio che migliora la qualità della vita dei malati e delle loro famiglie che si trovano ad affrontare problematiche associate a malattie inguaribili, attraverso la prevenzione e il sollievo della sofferenza per mezzo di un’identificazione precoce e di un ottimale trattamento del dolore e di altre problematiche di natura fisica, psicologica, sociale e spirituale" (www.issalute.it/index. php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/c/ cure-palliative). Come si evince da questa sintetica definizione, le cure palliative riguardano la sofferenza in generale, non soltanto quella fisica, esse hanno quindi a che fare con il benessere globale dell’individuo. Se è vero che spesso per dare sollievo al dolore fisico sono necessari trattamenti farmacologici, oggigiorno

vengono offerti al paziente anche molti altri tipi di terapie, alcune ad approccio olistico, che si sono rivelate efficaci nel portare sollievo ai pazienti in fase terminale. Si tratta di tecniche che si rivelano utili, a fronte di scarsi o nulli effetti collaterali, per il controllo dei sintomi avversi dei trattamenti farmacologici della medicina allopatica. Tra le CAM (Complementary and Alternative Medicines) accettate ufficialmente dal Sistema Sanitario Nazionale italiano, spicca per rilevanza e per i risultati ottenuti l’agopuntura, testata come sicura da vari studi e ricerche e molto efficace nel controllo degli effetti collaterali dei trattamenti antitumorali, quali la chemioterapia e la radioterapia, nonché efficace nella riduzione del dolore. Per quanto riguarda, invece, un supporto maggiormente orientato all’aspetto psicologico e relazionale, vengono utilizzate con successo discipline 

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Il termine palliativo deriva dal latino pallium, che aveva il significato di mantello, quindi di un indumento che copre, che protegge; questo ci introduce al significato che hanno oggi le cure palliative nell’accompagnamento alla morte: agiscono per alleviare il dolore, che può raggiungere picchi di grande intensità, al malato terminale, alla persona che sta morendo ma che soffre giorno dopo giorno. Alleviare il dolore fisico intollerabile, riuscire a lenirlo, in qualche caso a prevenirlo, favorisce anche il benessere psichico del moribondo, che, in questo modo, può vivere con maggior serenità i suoi ultimi momenti e accomiatarsi dai propri cari con maggior lucidità. Le cure palliative non sono intese, quindi, a “curare” nel senso di restituire la salute all’individuo, perché a questo stadio ciò non è più possibile, ma sono volte a “prendersi cura” del

moribondo e del suo nucleo familiare, per rendere ancora accettabile e dignitosa la vita.

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Foto di Georg Arthur Pflueger - Unsplash

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come l’arteterapia e la musicoterapia e tecniche di meditazione di origine orientale che favoriscono il rilassamento e l’accettazione non giudicante del momento presente. Possono essere utilizzate con efficacia anche la fitoterapia e la pranoterapia. È importante sottolineare che le cure palliative, di qualsiasi natura esse siano, devono essere personalizzate in base alle reali necessità e ai desideri dell’individuo, devono, quindi, essere in linea con le credenze e i valori del soggetto. Vale la pena ribadire che le cure palliative non hanno il potere di allungare la vita del moribondo, né, d’altro canto, hanno a che fare con l’eutanasia: si tratta, invece, di trattamenti di supporto al benessere psicofisico, sociale ed esistenziale del morente e della sua famiglia. Si tratta, appunto, di un accompagnamento alla morte

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Foto di Georg Arthur Pflueger - Unsplash

PSICOLOGIA

che risulti il più possibile sereno. Da tutto questo si evince come questi trattamenti tocchino in profondità anche la sfera spirituale del morente, quindi un aspetto assolutamente intimo e personale che si intreccia con la propria specifica visione dell’esistenza e del mondo: in questo senso è, dunque, più che mai necessaria l’accoglienza della persona nella sua globalità e il rispetto per i suoi valori culturali ed eventualmente religiosi, per offrire un trattamento realmente personalizzato ed efficace nell’alleviare la sofferenza psicofisica ed esistenziale di chi è cosciente di star per morire. Per quanto riguarda le discipline CAM più sopra citate, vale la pena ricordare che in Italia devono essere eseguite da professionisti specificatamente addestrati. 

L i n d a S a v e l l i : dottoressa in tecniche psicologiche per i servizi alla persona e alla comunità e filosofa.

Bibliografia di riferimento per approfondimenti sul tema e su temi affini: Belsky, J. (2009). Psicologia dello sviluppo 2 - Età adulta età avanzata. Bologna: Zanichelli Mencacci, E., Bordin, A. e Busato, V. (2020). Non sono più io. Piacenza: Editrice Dapero www.artoi.it www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/c/cure-palliative


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ATTUALITà

Donare il corpo alla scienza d i Ta n j a P i n z a u t i

Donare il corpo alla scienza è una frase che ci rimanda immediatamente al passato, agli anni in cui per comprendere e conoscere il corpo umano i medici dovevano sperimentare sezionando cadaveri, principalmente corpi di galeotti o comunque non reclamati dalla famiglia e che sarebbero finiti nelle fosse comuni.

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Si può destinare il proprio corpo a scopo scientifico? Da gennaio 2020 è possibile grazie a una legge ad hoc e alle disposizioni post mortem.

Era così che i medici di un tempo imparavano come esercitare la professione e soprattutto studiavano il corpo umano. Nell’antica Grecia la dissezione di cadaveri per lo studio anatomico era una pratica comune ma nel susseguirsi degli anni, di

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guerre, di credo religiosi e regimi questa pratica è stata più volte vietata. Nel 1315 il medico Mondino de’ Liuzzi eseguì la prima dissezione pubblica mai registrata negli archivi e a seguire numerosi suoi colleghi si cimentarono nella dissezione e nello studio dei cadaveri, seppur con le restrizioni dettate dalle allora leggi di decoro che sottostavano all’influenza della Chiesa. Considerato che prima di tali esperimenti la medicina era soprattutto una “lettura” del corpo e dei sintomi per individuare la malattia e la relativa cura, l’approccio pratico allo studio del corpo umano 


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Foto di Alan Calvert - Unsplash


cambiò fondamentalmente il modo di fare medicina.

Perché donare il proprio corpo a scopo scientifico?

I medici e in particolare gli studenti che si preparano alla difficile professione medica e chirurgica, hanno bisogno di imparare dal vero studiando malattie, reazioni ed effetti sui corpi umani. Spesso sono stati utilizzati modellini o corpi di animali per l’apprendimento ma la pratica sui corpi umani è fondamentale per confrontare la teoria con la realtà. Nonostante le TAC e gli altri macchinari che consentono ai medici di “vedere” all’interno del corpo umano, ci sono cose che vanno studiate sul campo. Questo modus operandi è utile non solo per i futuri chirurghi che possono così fare pratica, ma anche per i ricercatori con il fine di analizzare tessuti sani e malati, reazioni a terapie e medicine. È quindi importante che ci siano persone che scelgono di donare il proprio corpo alla scienza per consentire alle università e agli istituti preposti di usarlo a scopo didattico e di ricerca.

Cosa dice la legge

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Oggi la medicina si avvale di numerosi strumenti diagnostici e di macchine sofisticate per poter vedere “attraverso” i tessuti. In un momento in cui si cerca di ridurre l’impatto esterno sul paziente implementando le operazioni con interventi in laparoscopia, perché è così importante lo studio sul cadavere? E soprattutto, perché donare il proprio corpo alla scienza?

Cosa dice la legge italiana in merito alla donazione del proprio corpo alla scienza? Chi può farlo e cosa si deve fare per poter rendere legittima la propria decisione? Come per le disposizioni in merito a tumulazione 

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Foto di Arthur Lambillotte - Unsplash

ATTUALITà


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ATTUALITà

La legge italiana era piuttosto antiquata e rendeva praticamente impossibile questa pratica fino a qualche anno fa. Fino al 2018 infatti si rifaceva al Regio Decreto del 31 agosto 1933 n. 1562 che stabiliva che era possibile destinare allo studio e alla scienza quei corpi di individui sconosciuti che non avessero parenti o amici e per i quali non sarebbe arrivata nessuna richiesta di restituzione per la sepoltura. Inoltre, questi defunti venivano “usati” come materiale di studio senza un reale consenso e questo portò a una segnalazione da parte del Comitato di Bioetica nel 2013. Nel 2018 fu presentato un disegno di legge firmato da Pierpaolo Sileri, poi Viceministro alla Sanità nel Governo Conte, seguito da un importante confronto con la Siai (Società Italiana di Anatomia e Istologia) che portò alla definizione di una legge più dettagliata, quella su “Norme in materia di disposizione del proprio corpo e dei tessuti post mortem a fini di studio, di formazione e di ricerca scientifica" approvata a inizio 2020 dalla Commissione Affari Sociali della Camera.

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o cremazione e al fine vita, anche in questo caso entrano in campo le DAT, Disposizioni Anticipate di Trattamento.

La nuova legge si affida alle DAT per consentire al soggetto di scegliere come disporre del proprio corpo dopo la morte. Tramite un form dedicato per la donazione dei propri resti che viene poi registrato nella banca dati nazionale, si indicano le proprie volontà in merito insieme al nome di un fiduciario e di un eventuale

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sostituto, che si occupi di comunicare la presenza di questa disposizione al medico che decreta il decesso del soggetto interessato ed è poi il medico a decidere, in base alla banca dati del Ministero della Salute, la struttura in cui inviare il corpo. Una volta giunto nell’istituto prescelto, il corpo viene esaminato dal medico responsabile che ne programma conservazione e impiego. Il corpo infatti può essere utilizzato per sperimentare nuovi macchinari e procedure chirurgiche o per scopi anatomici e di studio. Si possono prelevare campioni, analizzarli e confrontare i tessuti per studiare le reazioni a farmaci e terapie. Il corpo rimarrà a disposizione di medici e studenti per un massimo di 12 mesi, periodo dopo il quale verrà restituito in condizioni dignitose alla famiglia. Le spese di trasporto, tumulazione o cremazione sono a carico dei centri. È importante rendere noto che chiunque scelga di donare il proprio corpo alla scienza potrà al contempo scegliere anche di donare i propri organi. Al momento i centri di riferimento per la conservazione e l’utilizzo dei corpi sono undici: l’Alma Mater Studiorum di Bologna; la Sapienza Università di Roma; l’Università degli Studi di Padova; l’I.R.C.C.S. Ospedale San Raffaele Gruppo San Donato; l’Università degli Studi di Brescia; l’Università degli Studi di Palermo; l’Università degli Studi di Messina; la Humanitas University; l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Sassari, l’I.R.C.C.S. Multimedica e l’I.R.C.C.S. Istituto Neurologico Mediterraneo Neuromed. 


IN MEMORIA

La forza della gentilezza di RAFFAELLA SEGANTIN

Della sua malattia pochi sapevano. E così la sua morte ha lasciato attonita tutta l’Europa delle istituzioni che, al di là degli schieramenti politici, nutriva un sincero sentimento di stima per il suo presidente.

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Grande commozione per la scomparsa del Presidente del Parlamento europeo David Sassoli.

Europeista convinto e appassionato - “l’Europa non è un incidente della storia” è una delle sue frasi più celebri - David Sassoli, con grande senso di servizio, ha lavorato fino all’ultimo, scomparendo nel pieno delle sue funzioni. Solo tre giorni prima dell’ultimo ricovero ospedaliero era andato in onda il suo messaggio per gli auguri di Natale, un messaggio di

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speranza, che ora ha il sapore di un testamento. Ma chi era David Sassoli e perché la sua morte ha destato tanta commozione? Classe 1956, si è formato nell’ambito della tradizione del cattolicesimo democratico, impegnandosi attivamente fin da giovanissimo nello scautismo, a cui era ancora molto legato, e più tardi nella Rosa Bianca, associazione di cultura politica di matrice cattolica. Inizia la carriera giornalistica negli anni ’80, collaborando con giornali e agenzie di stampa minori, per approdare poi 


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Foto di CC-BY-4.0: © European Union 2019 - Source: EP

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IN MEMORIa

al quotidiano Il Giorno e più tardi, nel 1992, alla RAI, dapprima come corrispondente del TG3 e successivamente del TG1, dove diventa presto conduttore e, dal 2007, vicedirettore. Lascerà il prestigioso incarico nel 2009 per dedicarsi alla politica, venendo eletto parlamentare europeo dal Partito Democratico per tre mandati consecutivi. Il 3 luglio 2019 diventa Presidente del Parlamento europeo.

Nella politica, come nella vita, è sempre stato dalla parte dei più deboli, lottando per una società più giusta ed inclusiva (“il problema degli altri è il mio problema”, soleva affermare). Da Presidente dell’Unione si è battuto per una idea diversa di Europa spostando l’attenzione dai numeri ai valori, promuovendo una serie di iniziative a favore dei suoi cittadini. Fondamentale il suo apporto nella ridiscussione del trattato di Dublino per la gestione dei migranti, nell’adozione del green pass a livello comunitario e soprattutto nell’approvazione in tempi assai rapidi del pacchetto Next Generation EU, ossia

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Giornalista serio e preparato, politico fermo nei principi, rispettoso degli avversari e sempre disponibile all’ascolto. Così viene descritto all’unanimità da tutti coloro che lo hanno conosciuto. L’aggettivo che più ricorre nel definire la sua persona è “gentile”. È questo infatti il tratto saliente, assieme al suo immancabile sorriso, che lo ha caratterizzato, un atteggiamento che in questi tempi di modi sguaiati e di politica urlata, sembra una caratteristica assai rara. David Sassoli ha rappresentato ciò che manca oggi nel confronto

politico e di cui evidentemente se ne sente il bisogno, ossia la competenza, il garbo, la coerenza delle idee che però non ha mai impedito l’apertura al dialogo, sapendo mediare con successo tra posizioni opposte. Un simbolo di equilibrio, insomma, che può spiegare il motivo di questa grande, e in parte inaspettata, ondata di commozione.

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Foto di CC-BY-4.0: © European Union 2022 - Source: EP OLTRE MAGAZINE

il piano per la ripresa post pandemia. Credeva così tanto nell’istituzione europea che ha voluto tenere aperto il Parlamento anche durante la fase più critica del lockdown, per dare un segnale di vicinanza alla gente, un segnale che si è tradotto in gesti concreti come quello di mettere a disposizione la mensa interna ai senzatetto o di destinare le auto blu al personale medico in prima linea negli ospedali, o, ancora, di ospitare le donne vittime di violenze domestiche nei locali del Parlamento stesso. Era un anti-divo per eccellenza David Sassoli, il classico “ragazzo della porta accanto” che arrossiva ai complimenti, che amava la musica classica e De André, la Fiorentina, il giardinaggio e le erbe officinali. Un compagno allegro dalla battuta pronta, così lo ricordano gli ex colleghi giornalisti, una persona alla mano, che tale è rimasta anche dopo che su di lui si sono accesi i riflettori internazionali. “Amico” è un altro termine ricorrente anche nei messaggi di cordoglio ufficiali a lui dedicati, a cominciare da quello, in lingua


Foto di Francesco Ammendola - quirinale.it

Al Presidente Sassoli sono stati riservati i funerali di Stato con il picchetto d’onore che, all’ingresso della Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri di Roma, ha accolto il feretro avvolto nella bandiera dell’Unione Europea. Nonostante la solennità prevista dal protocollo, la cerimonia è stata pervasa da un clima quasi informale con diversi toccanti interventi, da parte delle autorità, dei familiari e di ex colleghi. Anche l'omelia officiata dal cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e suo amico d'infanzia, è stata particolarmente coinvolgente nel tracciare i tratti della sua personalità: “Di David credo che tutti portiamo nel cuore il suo sorriso, che è il primo modo per accogliere e rispettare l’altro […] David era un

uomo di parte, ma di tutti, perché la sua parte era quella della persona. Per questo per lui la politica era, doveva essere per il bene comune e la democrazia sempre inclusiva, umanitaria e umanista…”. Una scomparsa che ha colpito non solo gli “addetti ai lavori” ma anche tanta gente comune che gli ha reso omaggio presso la camera ardente allestita nei giorni precedenti in Campidoglio, che lo ha poi salutato con un lungo applauso all’uscita della chiesa lasciando anche tantissime testimonianze sui social.

progressista, grande difensore dei valori europei, che negli ultimi anni ha lavorato fermamente per una UE più unita e sociale” (Pedro Sanchez); “Non era semplicemente il presidente del Parlamento Europeo: era un amico” (Emmanuel Macron). Non è mancato il riconoscimento del suo valore anche da parte degli avversari politici, come espresso da Giorgia Meloni: “Abbiamo perso un avversario temibile, perché capace e leale […] Era una persona di spessore, che credeva nelle istituzioni. Abbiamo perso una cosa preziosa”.

Unanime il cordoglio del mondo politico e i messaggi, giunti numerosissimi sia dalle istituzioni nazionali che europee, sono tutti dello stesso tenore: “Sassoli, con gli altri leader europei, ha saputo accompagnare una svolta decisiva per il futuro dell'Europa […] Uomo del dialogo, ha fatto del metodo del confronto la cifra del suo rapporto con gli interlocutori, alla ricerca del bene comune…" (Sergio Mattarella); “Sassoli è stato simbolo di equilibrio, umanità, generosità” (Mario Draghi); “Un amico

Un abbraccio bipartisan che si è rinnovato la settimana seguente a Strasburgo in una suggestiva cerimonia con tante rose bianche poste sui banchi del Parlamento Europeo e al centro davanti alla sua foto. Spetta ora alla nuova Presidente, la maltese Roberta Metsola eletta il 18 gennaio, raccogliere l’eredità politica di David Sassoli per una Europa più unita e attenta ai bisogni dei suoi cittadini, un impegno che, come ha dichiarato nel suo primo discorso ufficiale, intende perseguire.  OLTRE MAGAZINE

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italiana, di Ursula von der Leyen: "La scomparsa di David Sassoli è un grande dolore. Perdiamo un politico di valore ma soprattutto un amico, un uomo che ha dedicato la sua vita al servizio degli altri, prima nel giornalismo e poi nelle istituzioni. Riposa in pace, caro amico”.

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Foto di quirinale.it

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IN MEMORIA

Gli angeli del Velino di RAFFAELLA SEGANTIN

come previste. Si trovavano nella Valle Majelama, non lontani dalla meta, quando una valanga di neve e detriti li ha travolti non lasciando loro alcuna via di scampo.

Gianmarco, Valeria, Gian Mauro e Tonino erano quattro amici accomunati dal grande amore per la montagna. E così il 24 gennaio 2021 si sono dati appuntamento per trascorrere una domenica all’insegna della loro passione. Una scalata impegnativa ma decisamente alla loro portata, come tante altre che avevano già fatto insieme, inconsapevoli che sarebbe stata l’ultima. La giornata era fredda e il meteo non particolarmente favorevole, ma loro erano degli esperti e il fattore rischio era stato ampiamente calcolato. Purtroppo si sa che la natura a volte è traditrice e le cose non sono andate

Le ricerche iniziate in serata, si sono dimostrate fin da subito difficilissime. Una copiosa nevicata accompagnata da forti raffiche di vento ha impedito il sorvolo degli elicotteri come pure l’avanzamento a piedi della pattuglia dei soccorritori. Ma anche nei giorni successivi le difficoltà non sono mancate. C’è voluto un mese prima di trovare i quattro corpi sepolti dai sedimenti della valanga. Sono stati giorni convulsi in cui una intera comunità si è stretta insieme portando solidarietà alle famiglie e collaborando con i gruppi di ricerca, primi fra tutti gli Alpini dell’Aquila che hanno allestito un 

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La tragedia accaduta un anno fa sul Monte Velino, che ha strappato alla vita quattro giovani di Avezzano (AQ), ha sconvolto un’intera comunità, le cui ferite sono tuttora aperte.

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Ad un anno di distanza dalla disgrazia, la comunità si stringe nuovamente nel ricordo dei quattro ragazzi.


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Foto di Valter Cirillo - Pixabay


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campo base ad hoc, opponendosi fermamente ai tentativi di dissuasione di chi suggeriva di lasciare perdere e di rimandare il tutto a quando la stagione fosse migliorata. Chi erano i quattro sfortunati escursionisti? Gian Mauro Frabotta, 31 anni era un ingegnere impiegato all’Eni di Milano. Con la possibilità dello smartworking aveva scelto di lavorare dalla sua città natale che gli permetteva un contatto più diretto con la natura, fonte per lui di continua emozione. La passione per la montagna era un qualcosa di veramente grande, tanto che solo un paio di anni prima aveva scalato una delle cime della catena dell’Himalaya piantando la sua bandiera a 6.189 metri. “Devi andare dove ti esplode il cuore, dove gli occhi si riempiono di meraviglia” aveva scritto sui social, una frase che ora acquista tutto un altro significato.

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Valeria Mella, 25 anni e Gianmarco Degni, 26, erano fidanzati fin dai tempi della scuola. Laureata in fisioterapia e impegnata in molte attività (dalla musica al teatro e allo sport), Valeria era una persona estremamente dinamica e amante del trekking. Anche Gianmarco, che amava immensamente le sue montagne, era un entusiasta della vita all’aria aperta ed insieme avevano partecipato a tante escursioni e scalato diverse cime.

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Tonino Durante, 55 anni, era il meno giovane del gruppo. Conosciuto come “l’arrotino” per lo storico negozio di coltelleria di cui era titolare, aveva la montagna nel cuore. Organizzare escursioni era quasi un secondo lavoro, tanto che era diventato un vero punto di riferimento per gli appassionati, che potevano fare affidamento sulla sua esperienza e competenza. Per tutti quei quattro ragazzi sono OLTRE MAGAZINE

 Momenti della commemorazione della scomparsa dei quattro escursionisti ora diventati “Gli Angeli del Velino”. Nel loro nome sono nate anche iniziative benefiche: un centro sanitario per l’infanzia in Madagascar per ricordare Valeria e l’associazione Gli amici di Frabby, impegnata nel sociale, in memoria di Gian Mauro. Ad un anno di distanza dai tragici fatti, la comunità non ha dimenticato e sia la città di Avezzano che il Comune di Massa d’Albe, dove è avvenuto l’incidente, hanno voluto ricordare i loro quattro angeli con una cerimonia commemorativa. Per questo hanno commissionato all’impresa funebre Bossi delle composizioni floreali da deporre sui luoghi deputati alla celebrazione. 


“Lo stile che apre le porte del paradiso”

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Ci può spiegare meglio? «Ho creato un link contenente un collage di foto della giornata commemorativa accompagnato da un sincero pensiero di vicinanza. L’ho poi inviato ai congiunti per testimoniare la mia compartecipazione, come fosse il mio abbraccio personale. Un gesto che è stato compreso e molto apprezzato tanto che a sua volta è stato inoltrato a parenti ed amici e pubblicato sui vari social».

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Angelo Bossi, titolare dell’agenzia, colpito come tutti i suoi concittadini dai drammatici eventi, non si è limitato a soddisfare la richiesta, ma ha fatto qualcosa di più, come ci racconta. «Purtroppo è luogo comune pensare che un operatore funebre diventi assuefatto al suo lavoro e che non provi sentimenti di dolore di fronte alla morte. Posso assicurare che non è così e tragedie come questa ci segnano come e forse anche più di altri, perché a noi tocca il compito più straziante di ricomporre le salme, nonché di stare accanto a famiglie che stanno vivendo momenti terribili. Viviamo in una città dove ci conosciamo un po’ tutti, può immaginare quanto anche per me siano stati duri quei momenti. Ricordo ancora quando ho incontrato i genitori di Valeria e Gian Marco nel mio ufficio. Ho avuto la percezione del dolore più lancinante che un essere un umano possa provare. Ad un anno di distanza è ancora presente questo ricordo così mi sono sentito di aggiungere un qualcosa di mio, una sorta di piccola cerimonia virtuale che potesse esprimere tutto il mio affetto alle famiglie».

Un chiaro segno di premura e di rispetto. Come le è venuta questa idea? «Rispondo con un’altra domanda: cosa vogliamo lasciare alle famiglie che chiedono il nostro aiuto? Attraverso il rito funebre le affianchiamo

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 Angelo Bossi, titolare dell'omonima agenzia nella loro elaborazione del lutto e la nostra presenza rappresenta spesso un importante momento di conforto. Il desiderio di dare qualcosa di mio è stato autentico e, ispirato dagli insegnamenti del corso sulla figura del Cerimoniere funebre che ho recentemente frequentato, ho elaborato questa idea, certo che potesse rappresentare un piccolo supporto nel lenire un dolore così profondo. Infatti una delle cose importanti che ho appreso è che anche noi operatori possiamo fare qualcosa che può aiutare le persone colpite da un lutto. Predisporre momenti per ricordare e onorare il defunto, indipendentemente dalle esequie “ufficiali” che, specialmente nel nostro territorio avvengono quasi esclusivamente in chiesa, è uno di quei gesti molto importanti per le famiglie che in questo modo si sentono davvero assistite e curate, con indubbi benefici sul piano psicologico. Trattandosi, in questo caso, di un evento commemorativo dove la mia presenza professionale non era richiesta, ho pensato di farlo in maniera virtuale. Se mi consente, approfitto di questa intervista per ringraziare la dott.ssa Maria Angela Gelati e l’organizzazione della Scuola Superiore di Formazione per la Funeraria che mi hanno offerto l’opportunità di segnare un significativo traguardo nella mia crescita professionale». Azioni come queste, oltre a giovare alle persone che hanno perso un proprio caro, aiutano a cancellare quell’immagine negativa che spesso l’opinione pubblica nutre nei confronti degli operatori funebri, favorendo la comprensione che il nostro è un lavoro al servizio della collettività. 


CINEMA

Morte e lutto sullo schermo d i Ta n j a P i n z a u t i

Come viene trattato il tema della morte e del lutto nel cinema e nelle serie tv? In realtà l’argomento, di per sé commovente e profondo, è sempre stato un tema ampiamente usato sia sul grande che sul piccolo schermo.

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Dai classici del cinema al sequel di Sex and the City: come viene affrontato il tema della perdita al cinema e nelle serie tv.

Il modo in cui viene fatto, però, dà un’idea oggettiva di come la società si approccia a quelle esperienze della vita così traumatiche da rimanere per sempre nella memoria di chi resta. Nella storia del cinema il tema della morte è stato trattato più volte in modo ora romantico, ora realistico, ora morboso. Vediamo qualche esempio.

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Film storici Uno dei film più famosi a trattare il tema è sicuramente Il settimo sigillo di Ingmar Bergman (1957) in cui il protagonista si trova ad affrontare e sfidare una morte talmente tangibile da avere fattezze umane. Sempre Bergman riprende il tema ne Il posto delle fragole (1957) sotto forma di road movie analizzando ricordi e sogni dei protagonisti. Tra i film che hanno fatto storia e che trattano l’argomento non possiamo non citare Ghost (Jerry Zucker 1990), pellicola drammatica 


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CINEMA

e romantica con attori famosissimi come Demi Moore, Patrick Swayze e Whoopi Goldberg, in cui il protagonista diventa un fantasma dopo essere stato ucciso in una rapina. Pochi anni dopo, la morte e l’evento “funerale” vengono inseriti come elemento di rottura nel plot umoristico principale all’interno di una nota commedia inglese. Si tratta del film Quattro matrimoni e un funerale (Mike Newell 1994) dove Hugh Grant e Andie MacDowell si incontrano a un matrimonio di amici comuni e intrecciano una storia d’amore attraverso eventi simili fino a quel brusco ritorno alla realtà che è proprio la morte e il funerale di uno dei loro cari amici.

Il tema dell’eutanasia Recentemente è uscito nelle sale un film toccante che tratta la morte legata al dibattito sul fine vita e sul suicidio assistito. È andato tutto bene (François Ozon 2022) con Sophie Marceau parla del rapporto tra un padre divenuto non più autosufficiente a causa di un ictus e della

Le serie TV e il caso Sex and the City E nelle sitcom e serie tv? Cosa succede e come viene affrontato l’argomento morte e lutto? Se escludiamo le serie incentrate su professioni legate al mondo poliziesco o a quello medico, dove per forza di cose si incontrano più volte omicidi, suicidi e morti violente o per malattia, nelle sitcom e serie tv il tema della morte viene spesso trattato marginalmente o con un approccio comico in modo da stemperare la gravità della situazione.

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È il caso ad esempio dell’episodio della nota sitcom americana Will & Grace in cui i due coinquilini corrono dall’amica Karen insieme al vicino Jack per confortarla e supportarla nel momento in cui la sua cameriera Rosario viene a mancare. L’episodio, il sesto della nona stagione, vede infatti la morte della ruvida Rosario, da sempre alle dipendenze dalla cinica e politically uncorrect Karen. Quest’ultima, che ha sempre avuto un rapporto di odio-amore con la domestica, si dispera nel momento in cui la donna la “lascia sola”. La morte di Rosario è il “pretesto” 

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Infine un punto di vista completamente diverso è quello trattato in Il sesto senso (M. Night Shyamalan 1999) dove Bruce Willis interpreta uno psicologo infantile che deve aiutare un bambino problematico che “vede le persone morte”, salvo poi scoprire a fine pellicola di essere lui stesso una di quelle persone.

figlia che si rifiuta di rispettare la sua volontà di porre fine alle proprie sofferenze. La storia è ispirata al libro omonimo e autobiografico scritto da Emmanuèle Bernheim, sceneggiatrice e amica del regista. Nella pellicola si affronta non solo il tema del distacco dai propri cari ma anche quello difficile dell’eutanasia, ancora illegale in molti paesi tra cui la Francia, dove è ambientato il film, e l’Italia. Eppure in questo lungometraggio il regista vuole mostrare in modo a volte crudo, altre ironico, come un uomo possa guardare in faccia la morte senza timori e scegliere di porre fine alla propria vita in modo cosciente.

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CINEMA

per creare nuovi sketch tra i personaggi caratterizzati dalle loro manie e insicurezze che li hanno resi famosi. Non c’è un vero approccio alla morte, al distacco e al lutto.

È il caso della mini serie … And just like that sequel di Sex and the City, che si apre con la morte di uno dei suoi personaggi principali: Mr. Big, il marito e compagno di vita della amatissima e bionda fashion trend-setter Carrie Bradshaw. Una morte inattesa, che arriva improvvisa a stravolgere non solo la vita della protagonista, ma quella delle sue amiche e di tutti i fan della serie tv più famosa degli ultimi 30 anni. Carrie, la donna in carriera che tutti amano, famosa per il suo stile e per la sua eleganza, si trova a dover affrontare l’esperienza più brutta e destabilizzante della sua vita. In una New York post pandemica, con i primi approcci “normali” e gli incontri tra persone senza mascherine, Carrie si deve occupare delle disposizioni del funerale, della cerimonia, di scegliere il luogo e di come disporre delle ceneri.

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Le cose però stanno cambiando negli ultimi anni, a causa forse anche del brusco impatto del Coronavirus a livello mondiale che ha portato tutti a dover ripensare il proprio rapporto con la perdita di uno o più cari. Questa nuova consapevolezza della mortalità dell’essere umano, della fragilità della popolazione davanti ad un nemico tanto invisibile quanto pericoloso, ha portato a un lavoro di introspezione e di revisione di quelle che sono state le nostre certezze dal dopoguerra ad oggi. Inevitabile che questa consapevolezza permeasse anche il lavoro e l’arte che scaturiscono direttamente dalle esperienze di chi li produce.

Bellissima ed elegantissima nel suo abito nero e bianco dalla gonna vaporosa, Carrie dà l’addio al suo Mr.

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Big sostenuta dalle amiche Miranda e Charlotte (Samantha, in Inghilterra, manda gli unici fiori che Carrie permette di lasciare alla cerimonia) e dagli amici di sempre. Il video con le immagini di Mr. Big viene proiettato dietro la sua bara mentre sono tantissimi i conoscenti, i colleghi e gli amici che si presentano al funerale e che portano il loro omaggio. E Carrie, morigerata e pacata, saluta tutti con gentilezza e fermezza. Solo quando arriva a casa, dopo aver accennato una frase che sottintende che questa (il funerale) era una cosa che andava fatta per chiudere e sistemare le cose, ha improvvisamente il senso reale di quello che se n’è andato e di cosa è rimasto nella

sua vita. Quando infine le vengono consegnate le ceneri di suo marito dentro una scatola, senza che nessuno le abbia chiesto disposizioni in merito, Carrie sente il peso degli ultimi giorni crollarle addosso e chiede il sostegno degli amici per affrontare quel momento di sconfortante incredulità. Per la prima volta i temi della morte, del funerale e del lutto vengono trattati in una serie televisiva in modo dettagliato e realistico senza scadere del pietoso. Una narrazione di fatti fittizi che potrebbe tranquillamente essere il racconto di una storia reale e che mette il pubblico in empatia con i personaggi. 


NELL’ATTESA DELLA RISURREZIONE.

Cimiteri. Spazi e parole della memoria cristiana nei cimiteri. LUNEDÌ 20 GIUGNO 2022 ore 10.00 | Sala Convegni

Quanto il tema della Risurrezione è ancora presente negli spazi e nelle parole che caratterizzano i luoghi dei defunti? È questo l’interrogativo che accompagna le riflessioni proposte. Cercare di cogliere le tendenze religiose o pseudo-religiose in atto nel contemporaneo apre il discorso ad una riflessione sui segni e i messaggi che le immagini, le parole e i luoghi cimiteriali veicolano. Dall’analisi dello stato di fatto e dal confronto con esperienze di comunità cristiane che vivono in contesti a predominanza religiosa diversa, può prendere le mosse una riflessione di pastorale cristiana sull’opportunità e la possibilità per la Chiesa di iniziare a ‘differenziare’ la propria ‘offerta’ di spazi e di immagini cimiteriali per evidenziare la propria specificità rispetto agli altri ‘credo’ e orientare all’annuncio della risurrezione di Cristo le proprie proposte. modera CLAUDIA MANENTI, responsabile Centro Studi per l’architettura sacra, Fondazione Card. Giacomo Lercaro CARLA LANDUZZI, sociologo del territorio e delle migrazioni, pubblicista, già docente universitario, vicedirettore del Centro di studi sociali IPSSER, pubblicista ‘Tendenze religiose’ o pseudo-religiose in atto – tra virtuale e ritorno alla natura DAVIDE SISTO, tanatologo e ricercatore in Filosofia all’Università di Torino Epigrafi e parole nell’epoca dei cimiteri digitali ERMIS SEGATTI, già docente di storia delle religioni alla Facoltà Teologica di Torino Fine vita e sepoltura in contesti non cristiani CLAUDIA MANENTI, responsabile Centro Studi per l’architettura sacra, Fondazione Card. Giacomo Lercaro Cimiteri e nuovi spazi di “sepoltura” don PAOLO TOMATIS, presidente Associazione Professori di Liturgia, direttore dell’Ufficio Liturgico Diocesi di Torino, membro della Consulta dell’Ufficio Liturgico Nazionale CEI, docente di liturgia Dal discernimento alla proposta: orientamenti pastorali ore 13.00 Dibattito e conclusioni UN EVENTO DI

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Madonna del Rosario modern spallata, tonalità miele

San Rocco modern spallata, tonalità noce

Spediamo anche un singolo cofano personalizzato!


PERSONALIZZA la tua Urna! Possiamo riprodurre qualsiasi soggetto, dalle tradizionali immagini sacre alle fotografie degli affetti più cari.

URNA PERSONALIZZATA Madonna di Motta di Livenza Servizi Frè


SCRIGNO D’ORO il cofano e l’urna di Prima Bottega interamente in foglia oro


Arred’Oro

Una linea dedicata ai complementi d’arredo per l’allestimento di un luogo intimo e raffinato, che avvolge i partecipanti con la luminosa e calda atmosfera dell’oro.

Arred’O Camera ardente con cofano Scrigno d’Oro. Accanto cofano Dono con rose rosse


Oro

Camera ardente con espandibile trittico “Cristo bizantino e Angeli”, candelieri, croce e cofano Affresco Full “Rose”

Fondale espandibile trittico “Ascensione” + “Angeli” cofano Affresco “Ascensione” e tappeto “Ascensione con Angeli”


Note di luce

Spediamo anche un singolo cofano Tesoro!

TESORO essenzialità nelle linee eleganza nel dettaglio

TESORO

spallata, tonalità miele con croce e fascia in foglia oro e maniglie


TESORO

spallata, laccata bianca con croce e fascia in foglia oro e maniglie

TESORO

retta, tonalità miele con croce in foglia oro

La foglia oro è applicata rigorosamente a mano

Una nota di luce in oro bocciardato, per un cofano raffinato e senza tempo.


il cofano con intagliati dei piccoli cuori

Spediamo anche un singolo cofano Scrigno del Cuore!


SCRIGNO DEL CUORE

spallata, laccata bianca con maniglie e croce in foglia oro

SCRIGNO DEL CUORE

l’unico feretro al mondo con intagliati dei piccoli cuori che i partecipanti alla cerimonia possono prendere e conservare in ricordo della persona scomparsa.

il nuovo rito di commiato

Il cuore, da prendere come ricordo, può essere sostituito da un messaggio d’amore dedicato.


L’ O R I G I N A L E

PREGHIERA

“Il Signore è il mio pastore”, spallata, tonalità miele

Il testo è impreziosito da uno sfondo in foglia oro e protetto da una teca in plexiglass originale.

PREGHIERA • “Padre nostro”, spallata, tonalità noce con croce in foglia oro


PREGHIERA È possibile anche ordinare un pensiero dedicato (Mamma, Papà, Amore...) o qualsiasi testo si desideri.

PREGHIERA • “Eterno riposo”, spallata, tonalità miele

Disponibile nelle tonalità: Naturale, Miele, Noce e Noce Medio.

Spediamo anche un singolo cofano Preghiera!


Donare un fiore è comunicare un’emozione.

Un gesto capace di raccontare i sentimenti più profondi, nel modo più semplice ed elegante. DONO noce spallata


DONO, il cofano creato per lasciare un fiore, il nuovo brevetto di Prima Bottega.

DONO naturale spallata

Spediamo anche un singolo cofano Dono!

Dono è illuminato da una fascia in plexiglass oro a specchio con piccole aperture a forma di cuore ove i partecipanti possono inserire un fiore quale ultimo dono.


un pensiero inciso per sempre

SIGILLO D’AMORE è stato pensato per regalare un’esperienza nuova, creativa ed emozionante

SIGILLO D’AMORE

retta, tonalità noce con maniglie


Per lasciare messaggi e pensieri d’addio che rimarranno per sempre incisi, rendendo la cerimonia unica e partecipativa.

SIGILLO D’AMORE

spallata, tonalità noce con maniglie

Due anelli in metallo da cesello e foglia oro, formati da mattonelle da incidere facilmente, anche con una penna, avvolgono e illuminano Sigillo d’Amore.

Spediamo anche un singolo cofano Sigillo d’Amore!


Vuoi "seppellire" la concorrenza?

CHIAMACI!

Francesca Colantoni

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Oltre Magazine n. 3 - Marzo-Aprile 2022 by Oltre Magazine - Issuu