L’ ATTESA È QUASI FINITA
Buone Feste
LO STILE CHE NON C’ERA
BIEMME SPACE MAGAZINE
L’OPERA È COMPLETATA
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ltimi aggiustamenti, ma solo piccoli dettagli e l’attesa è quasi finita. La nuova stella oramai è accesa e si va ad aggiungere alla completa e consolidata gamma Biemme Special Cars. LO STILE CHE NON C’ERA
PHANTOMHEARSE - VEKAL - REVENGE - ATLANTIS - REVON - ANTALIS - METIS - COMPACT
BIEMME SPACE MAGAZINE
LO STILE ITALIANO CHE SEDUCE
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ella e sinuosa in movimento, elegante ma dallo spirito determinato e grintoso. Vekal oramai è uno “status symbol” nel suo segmento. Non deve spiegare nulla, deve solo mostrarsi come una regina del suo tempo.
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LO STILE CHE NON C’ERA
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CAPOLAVORO ITALIANO
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mmaginarla come un mero strumento di lavoro è riduttivo. Costruita con la massima attenzione al dettaglio, Vekal unisce l’eccellenza tecnologica ad uno stile inconfondibile dalla forte e spiccata personalità.
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LO STILE CHE NON C’ERA
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SCELTA ELITARIA
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iemme Special Cars ha una storia più che consolidata. Una storia fatta di perseveranza, di passione per le sfide, di un impegno sempre vincente e Revenge, rappresenta tutto questo. Una Biemme Special Cars si riconosce, sempre.
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LO STILE CHE NON C’ERA
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SOMMARIO
14 13 Editoriale
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FIERE Vuoi dare una svolta alla tua attività?
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Aspettando Tanexpo
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STATISTICHE Uno sguardo ai confini del mondo
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FIERE Le fiere di settembre
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NEWS PRODOTTI Il muro che si arrotola e si srotola
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PARLIAMO DI... Il valore di valere
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news prodotti Crio, il nuovo sistema refrigerante
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aTTUALITà Le nuove frontiere della cremazione
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COSTUMI E CURIOSITà La Russia degli antichi riti popolari
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LEGALE FISCALE Le nuove forme contrattuali
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cultura Miti e riti dell’antica Roma
FOCUS DONNA La donna dei due mondi
Oltre Magazine Periodico di informazione dell’imprenditoria funeraria e cimiteriale Bimestrale Anno XVII - n° 6 Novembre-Dicembre 2017
Direttore Responsabile: Alberto Leanza redazione@oltremagazine.com Segreteria di Redazione: Raffaella Segantin r.segantin@oltremagazine.com Redazione: redazione@oltremagazine.com Daniela Argiropulos, Francesca De Munari, Maria Angela Gelati, Stefano Montaguti, Miranda Nera, Carmelo Pezzino, Sara Sacco, Carlo Mariano Sartoris, Laura Savarino, Raffaella Segantin, Roberto Valli, Gaia Lucrezia Zaffarano
Webmaster: Pasquale Leuzzi webmaster@oltremagazine.com
Spedizione in abbonamento postale. Diffusione in 8.000 copie, inviato a tutti gli operatori italiani del settore.
Comitato Scientifico: Luigi Bartolomei, Rossana Becarelli, Giuseppe Bellachioma, Francesco Campione, Alcide Cerato, Mauro Felicori, Giulio Gallera, Maria Angela Gelati, Gianni Gibellini, Pietro Innocenti, A. Renato Miazzolo, Alessandra Natalini, Giorgio Praderio, Michela Sgoluppi, Anna Paola Spagnoletti, Piero Maurizio Zaffarano
Registrazione: Tribunale di Bologna n° 7053 del 23/10/2000
Amministrazione: Daniela Spitaleri Pubblicità: pubblicita@oltremagazine.com
Copyright: Tutti i diritti riservati. Manoscritti e foto originali, anche se non pubblicati,non si restituiscono. È vietata la riproduzione, seppure parziale, di testi e fotografie, se non con autorizzazione scritta e citando la fonte. La responsabilità delle opinioni e degli apprezzamenti espressi negli articoli pubblicati è dei singoli autori.
Coordinamento Servizi Fotografici: Pasquale Leuzzi, Raffaella Segantin Fonti Iconografiche: Archivio Oltre Magazine, ANSA, Rosetta Bonatti, Creative Commons, Massimo Cocchi, Massimo Gennari, Stefano Montaguti, Pasquale Leuzzi, Marta Santacatterina, Raffaella Segantin, Wikipedia Commons Stampa: Mediaprint srl Via Brenta 7 37057 San Giovanni Lupatoto - VR Proprietà Editoriale e Copyright: Conference Service srl
OLTRE MAGAZINE
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Direzione, Redazione, Amministrazione, Pubblicità: Via de’ Buttieri 5/a - 40125 Bologna tel. 051 4298311 - fax 051 4298312 redazione@oltremagazine.com
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EDITORIALE
ALBERTO LEANZA, DIRETTORE
Il 2017 sta cedendo il passo al nuovo anno ed è consuetudine in questo periodo rivolgere lo sguardo ai mesi appena trascorsi, per tirare un po’ le somme e pianificare gli obiettivi e le attività future.
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Le notizie che giungono da più parti raccontano con voce unanime che gli anni più bui della crisi sono oramai alle spalle, che la nostra economia si sta riprendendo e che, nonostante le difficoltà ancora presenti, ci sono buoni motivi per un po’ di sano ottimismo. Lo confermano anche i dati statistici che ogni giorno ci confortano con numeri e grafici tendenti tutti al positivo. Ce lo auguriamo tutti e ci auguriamo che nuovi impulsi coinvolgano anche il mondo funerario. Voglio essere ottimista anche se gli stimoli che dovrebbero giungere da chi ci governa sembrano a volte lontani. Forse è l’argomento morte a creare un certo imbarazzo, nonostante l’evidenza della sua ineluttabilità, e a spostare l’attenzione su altre problematiche a cui vengono attribuite maggiori rilevanza e priorità. Tuttavia anche a livello normativo sembra aprirsi uno spiraglio che fan ben sperare. Non so se questa legislatura che sta volgendo al termine riuscirà a licenziare la tanto attesa legge per il settore. Quello che mi auguro per il 2018 è che finalmente possa giungere quel segnale che colmi questo vuoto normativo permettendo al comparto di poggiare su linee guida comuni, una serie di regole condivise da tutte le associazioni a beneficio dell’intera categoria affinché possa essere equiparata e competere con i professionisti del settore a livello internazionale. Con questo auspicio porgo a tutti i lettori e alle loro famiglie l’augurio di un sereno Natale e di un Anno Nuovo ricco di successi e soddisfazioni.
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OLTRE MAGAZINE
Vuoi dare una svolta alla tua attività? D i A L E S S A N D R A N ATA L I N I
Tanexpo Education è la nuova sezione nata per offrire un’opportunità di confronto e aggiornamento per distinguersi nella professione.
argomenti di maggior attualità. Esperti di livello internazionale guideranno i partecipanti, attraverso le esperienze di diversi Paesi, nella riflessione sui profondi cambiamenti in atto nella nostra società: un approfondimento per trasformare le sfide in opportunità per il futuro della professione.
La prima giornata di giovedì 5 aprile sarà interamente dedicata ad indagare i cambiamenti imposti della crescente incidenza della cremazione in relazione allo Giovedì 5 aprile sviluppo dei cimiteri, dei ◆ ore 10.00 La Cremazione è la killer application per i cimiteri? luoghi del commiato ed al ◆ ore 14.00 La crescita della cremazione. Sfida o opportunità per l’impresa ruolo dell’impresario. funebre? Con l’incremento della creVenerdì 6 aprile mazione, infatti, la funzione del cimitero perde sempre ◆ ore 10.00 Il Marketing funerario: elementi fondamentali più importanza. Allo stesso ◆ ore 14.00 Il Marketing funerario: piano pratico di azione tempo si assiste ad un forte Sabato 7 aprile calo nella frequentazione ◆ ore 10.00 Come affrontare il passaggio generazionale? Tra opportunità, dei luoghi della memoria, step di pianificazione ed errori da evitare soprattutto da parte delle nuove generazioni. OLTRE MAGAZINE
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online si arricchisce di giorno in giorno di nuovi espositori che confermano la propria presenza per non perdere l’opportunità di essere protagonisti della più vasta e completa esposizione per il
settore funerario e cimiteriale. Parallelamente sono stati annunciati i temi che saranno trattati nel corso dei convegni di alto profilo che daranno vita a Tanexpo Education, la nuova sezione nata per offrire uno spazio di confronto e aggiornamento ai professionisti di tutto il mondo. Saranno tre giornate dedicate agli
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In attesa dell’appuntamento a Bologna dal 5 al 7 aprile 2018, continuano le anteprime dal mondo Tanexpo. Il catalogo
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le “7M”, ai sette principi cardine del Marketing Funerario guidando i partecipanti nella creazione di un piano di marketing completo per incrementare l’attività funeraria attraverso i canali offline e online.
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Gli interventi analizzeranno i cambiamenti in atto in alcuni Paesi europei e forniranno alcune chiavi di lettura del complesso fenomeno in atto, come pure della necessità di nuove soluzioni di architettura cimiteriale, assieme alla valutazione di quale ruolo possa giocare, nel flusso di eventi collegati con un decesso, una nuova concezione di commiato qualora la cerimonia venga tenuta nel crematorio sito nell’ambito del cimitero. Anche per l’impresa di onoranze funebri la scelta sempre più frequente della cremazione, in taluni casi ed inizialmente vissuta come una minaccia, può aprire spazi prima nemmeno immaginabili per introdurre servizi innovativi alle famiglie. Esperti professionisti internazionali illustreranno ai presenti le best practices più significative per imparare a gestire questa “rivoluzione” e trasformare la sfida in una risorsa per adeguare la professione funebre e cogliere tutte le possibilità che l’escalation della cremazione impone e propone. Venerdì 6 aprile, Robin Heppell, impresario funebre canadese con OLTRE MAGAZINE
oltre 20 anni di attività ed una vasta esperienza nel campo del marketing e delle tecnologie, metterà le proprie conoscenze al servizio delle imprese per aiutarle ad essere più competitive e fornire il miglior servizio possibile alle famiglie avvalendosi di strategie di marketing e tecnologie innovative. Un workshop composto da due sessioni che ci introdurrà, attraverso
A chiudere, sabato 7 aprile, parleremo di passaggio generazionale, di come far fronte alle non sempre facili fasi di inserimento delle nuove generazioni e di come superare eventuali ostacoli e conflittualità. L’argomento verrà trattato da un esperto in organizzazione dei processi aziendali che ci fornirà una serie di consigli pratici per un’efficace pianificazione della successione dell’impresa e focus specifici su benefici e fattori di rischio. Questa la sintesi dei workshop messi in calendario da Tanexpo Education, la proposta formativa per accrescere le competenze e l’attività dei professionisti del mondo funerario. Sul sito di Tanexpo è possibile scaricare il programma completo e aggiornato ed iscriversi ai diversi appuntamenti previsti per le tre giornate.
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Attrezzature tecnologiche e web Presenza storica di Tanexpo, A.F. Marini, specializzata dal 1982 nelle tecnologie per il settore funerario e cimiteriale, non mancherà l’appuntamento del prossimo aprile con due spazi distinti e con interessanti novità. Tra le nuove proposte, presenti in uno dei due stand, un innovativo materassino assorbente, il carrello in “alluminio intelligente” e ancora l’ormai collaudato e richiesto saldatore elettronico da 1000 watt dalle eccezionali prestazioni, con regolazione della temperatura e con mazza long life a lunga durata, un prodotto destinato a facilitare il lavoro degli operatori. Ma non solo attrezzature tecniche: nel secondo stand l’azienda veneta presenta una importante applicazione gratuita per PC e smartphone per la trasmissione di avvisi lutto con dettagliate istruzioni relative a cerimonie, eventi e dati dell’impresa. Inoltre, su richiesta, l’app permette di trasmettere dati su proprie bacheche o totem, di effettuare la presentazione dell’impresa con logo, foto e descrizione aziendale, di collegare le utenze o eventuali clienti al proprio sito internet tramite link e molto altro ancora. Venite a scoprirlo a Tanexpo!
Pad. 16 Stand A24-C29
Lo stile che non c’era Il gusto per le cose belle e l’arte del design costituiscono da sempre la passione che anima Biemme Special Cars. Creare vetture da cerimonia funebre eleganti ed esclusive è la mission che l’azienda padovana porta avanti da anni con successo. Anche in questa prossima edizione di Tanexpo Biemme Special Cars propone le migliori soluzioni stilistiche e tecniche che qualificano l’impresa funebre con positive ricadute sul proprio business. Protagoniste a Bologna saranno Vekal, auto funebre su meccanica Maserati Ghibli 3.0 V6 270 CV, e Revenge, auto funebre su meccanica della ammiraglia Jaguar XJ 3.0 V6 300 CV. Un mondo in continuo movimento ed esigenze sempre nuove impongono un impegno costante per rispondere alle richieste del mercato ed è per questo che le novità non finiscono qui… Venite a visitare lo stand di Biemme Special Cars e scoprirete cosa hanno pensato per voi!
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Pad. 16 Stand C44-D47
Emozioni e fede Preghiera, uno dei prodotti di maggior successo di Prima Bottega Ebanisteria Italiana, spicca per l’originalità. L’elemento distintivo di Preghiera è l’anello che scorre tutt’intorno al cofano dove sono riportate preghiere della tradizione cristiana oppure pensieri di commiato dedicati ai cari che ci hanno lasciato. I testi – declinati in diverse proposte tra cui scegliere - sono realizzati in foglia oro e protetti da una teca in plexiglass dalla trasparenza e dalle caratteristiche antiriflesso uniche. Un’idea semplice, ma intensa, capace di imprimere emozione al rito funebre. Per il concept immediato, il prezzo competitivo, l’elevata qualità dei materiali e la lavorazione rigorosamente made Italy è un manufatto che si è fatto apprezzare fin dalla sua prima apparizione sul mercato. Preghiera sarà in mostra in tutte le sue varianti alla prossima edizione di Tanexpo a disposizione di tutti gli impresari che si vogliono distinguere!
Pad. 16 Stand B48-C51
Un 2018 ricco di novità T.G. Italiarreda, che da oltre vent’anni propone soluzioni di arredo specifiche per la funeraria, opera da sempre su due fronti paralleli ma complementari: alla progettazione di spazi interni di case funerarie, sale del commiato e locali dell’impresa funebre si affianca, infatti, un’intensa attività di design che vede la realizzazione di complementi d’arredo e oggetti di pregio studiati appositamente per conferire a ciascun ambiente la sua unicità. Originalità, sobrietà, eleganza e funzionalità sono lo stile proprio dell’azienda padovana che ha portato a compimento innumerevoli progetti su tutto il territorio nazionale, come sta testimoniando in questo periodo la rivista Oltre Magazine, tutti con l’intento di trasmettere grande rispetto per il defunto e per il dolore della perdita. Presenza assidua a Tanexpo, T.G. Italiarreda ha in serbo tantissime novità per l’edizione 2018, troppe per elencarle tutte: preferiamo che siano Claudia e Silvia ad illustrarvele con dovizia di particolari e con un cordiale sorriso.
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Pad. 22 Stand C21-C31
Una opportunità per gli impresari Taddia Group, prima infortunistica d’Italia nella trattazione dei sinistri mortali, dal 1990 si pone a tutela del cliente e dell’impresa funebre. Oltre all’avvio di tutte le azioni necessarie per il conseguimento di un risarcimento il più congruo e rapido possibile, la caratteristica più rilevante di Taddia Group è senz’altro l’anticipo sulle spese del funerale. Ciò si configura non solo come un prezioso aiuto per le famiglie che vivono un momento particolarmente drammatico, ma anche come una grande opportunità per gli operatori del settore che possono così erogare un servizio di alta qualità, utile a soddisfare ogni eventuale richiesta manifestata dai dolenti e garantire una celebrazione delle esequie completa e dignitosa che non risenta di eventuali ristrettezze economiche in cui i soggetti potrebbero venirsi a trovare. Tutte le informazioni del servizio vi saranno illustrate in ogni singolo dettaglio a Tanexpo nello stand del gruppo.
Pad. 22 stand A7-B6
I’M Cloud: L’ultima frontiera per il settore funebre Toscodata approda a Tanexpo 2018 con la presentazione di I’M Cloud, il software all’avanguardia per il settore funebre. Creare manifesti mortuari, ricordini, pre-lapidi, libri firma, targhe incise e fotoimpresse di diverse forme e misure con I’M Cloud adesso è semplice! I’M Cloud consente di realizzare visivamente l’anteprima della stampa direttamente sullo schermo del proprio pc perfettamente fedele ed identica al risultato finale una volta stampata in alta qualità. L’utente avrà a disposizione una suite di funzioni con abbonamenti a pacchetti giornalieri, mensili o annuali. Da sempre Toscodata studia e anticipa le esigenze dei propri clienti riuscendo a progettare concrete soluzioni. Grazie all’evoluzione del nuovo software è ora possibile una nuova tipologia di archiviazione documenti, quella in Cloud, accessibile e consultabile in modo sicuro da pc, tablet e smartphone, in qualsiasi momento e dovunque ci si trovi. Venite a scoprire I’Memento Cloud a Bologna il 5.6.7 aprile 2018! Toscodata vi aspetta per attivare sui vostri pc la demo gratuita. 24
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Un ricco catalogo di proposte Vezzani Spa, marchio conosciuto a livello internazionale nel settore dell’accessoristica cimiteriale, vanta una lunga tradizione e una gamma vastissima di articoli per soddisfare qualsiasi tipo di esigenza della clientela. É di poche settimane fa l’uscita del nuovo Catalogo 2017 che ne raccoglie la produzione completa, suddivisa in due macro aree - bronzo e porcellana - a ciascuna delle quali è dedicato un volume specifico. Si tratta di uno strumento di lavoro fondamentale che rispetto alle precedenti edizioni si presenta con una grafica e una catalogazione dei prodotti più razionale per rendere la consultazione maggiormente fluida ed immediata. Il nuovo catalogo è stato anche l’occasione per presentare in anteprima la linea Riflessi, una moderna collezione di urne e accessori in bronzo rifiniti con diverse tonalità di colore, con finitura sia lucida che opaca, che offre numerose possibilità di personalizzazione. La serie Riflessi sarà l’elemento di punta in mostra a Tanexpo, ma nello stand del Gruppo Vezzani non mancheranno tutti i corredi cimiteriali di maggior successo.
STATISTICHE
Uno sguardo ai confini del mondo I L V I A G G I AT O R E
Ottavo Paese al mondo in termini di superficie, l’Argentina è anche il secondo, dopo il Brasile, in Sud America ed il terzo per popolazione nella medesima zona geografica.
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Una panoramica sulle pratiche funerarie in Argentina
Il suo nome viene dalla grande quantità di argento che vi si trova. Nel 1544 la “Terra Argentea” compare per la prima volta nelle carte geografiche. La sua estensione determina una varietà di paesaggi e di habitat a cui corrispondono spesso usanze diverse in tutte le manifestazioni della vita ivi comprese quelle legate al culto dei defunti.
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OLTRE MAGAZINE
in Italia, potrebbero “contaminare” la purezza della razza. C’è chi pensa ancora, nell’Italia del XXI secolo, che il colore bianco della pelle sia migliore degli altri? Dimenticando che in un Paese confinante ancora qualche anno addietro certi locali pubblici portavano l’ignobile scritta: “ingresso vietato ai cani ed agli italiani”? Saremmo anche noi caduti così in basso? Deprimente in un Paese che, tra l’altro, si professa cristiano! Se i biondi discendenti degli anglosassoni del Nord America avessero considerato gli italiani, bruni e spesso bassi, indegni di diventare americani, oggi non farebbero parte
della storia degli Stati Uniti tanti personaggi famosi sia nel campo della politica che dello spettacolo o dello sport come Fiorello La Guardia, Mario Cuomo, Frank Sinatra, Dean Martin, Madonna, Lady Gaga, Liza Minnelli, Joe Di Maggio, Rocky Marciano, Francis Ford Coppola, Martin Scorsese, Robert De Niro, Quentin Tarantino, Silvester Stallone... (la lista potrebbe prolungarsi su centinaia di pagine). Gli antenati di tutti questi signori erano arrivati ad Ellis Island malvestiti, affamati, puzzolenti, coperti di parassiti e portatori di valori, soprattutto per ciò che è del ruolo della donna, non molto dissimili OLTRE MAGAZINE
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La popolazione è essenzialmente di origine europea: spagnola ed italiana soprattutto anche se non mancano apporti francesi e tedeschi. Tra quest’ultimi anche numerosi nazisti in fuga dall’Europa (talvolta anche con complicità insospettabili....) prima di essere giudicati per le loro nefandezze. Tali ondate migratorie si produssero soprattutto verso la fine dell’800 e durante le prime decadi del XX secolo. In quel tempo l’Argentina era un Paese estremamente ricco (la settima potenza economica mondiale) e tutti coloro che al di qua dell’Atlantico vivevano in condizioni di grande difficoltà (soprattutto dopo la fine della prima guerra mondiale con una disoccupazione che angustiava moltissime regioni italiane) si diressero verso quella parte del cono sudamericano in cerca, prima ancora che di fare fortuna, di che vivere. Così arrivarono al porto di Buenos Aires i genovesi (i “xenezes” che si stabilirono nella Boca e vi fondarono, nel 1905, il glorioso club gialloblù del Boca Juniors) seguiti da piemontesi, veneti, friulani, marchigiani, abruzzesi, campani, lucani, calabresi, siciliani... Del resto, con una certa ironia, gli stessi argentini dicono di essere “discendenti delle navi”, da cui scesero per muovere i primi passi su quella terra che sarebbe diventata la loro nuova patria. Non ebbero di certo a soffrire molto, contrariamente a quanto succede oggi in Italia, per farsi adottare dalle genti del luogo senza tante fumose discussioni sullo ius soli. Oggi i loro discendenti occupano posizioni di prestigio nel mondo politico ed economico alle quali mai avrebbero potuto accedere se i locali avessero voluto considerarli per sempre stranieri ed intrusi e non persone pronte ad integrarsi ed a crearsi un futuro con il lavoro duro ed onesto che, alla fine, paga. Si fa un gran discutere, oggi, di “neri” o di “gialli” che acquisendo la cittadinanza dopo essere nati e vissuti
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La popolazione
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STATISTICHE
da quelli dei tanti disgraziati che arrivano oggi nella Penisola. Perché non immaginare che domani in Italia dei Coulibaly, dei Sissoko, dei Tan, dei Gupta possano onorare il Paese che li ha accolti facendoli suoi cittadini? Proprio com’è successo a
◉ Nazione
Repubblica Argentina
chi un secolo fa ha abbandonato la miseria di qua per rifarsi una vita oltreoceano. L’Argentina odierna ha un presidente di nome Mauricio Macrì, che più calabrese di così non si può, ed una vice-presidente, Marta Gabriela Michetti dalle radici maceratesi.
◉ Inumazione 70%
◉ Tumulazione 10%
◉ Cremazione
20% in rapido aumento
◉ Numero abitanti
◉ Funerali con funzione religiosa 90%
◉ Decessi nel 2016 320.000
◉ Funerali con funzione laica 10%
44.000.000
◉ Tasso mortalità 7,3%
Tanto per gradire..... E tale presenza è ancora più palese nel mondo funerario. Del resto il presidente della FADEDSFYA è Jorge Horacio Bonacorsi i cui antenati, messinesi, hanno probabilmente perduto una “c” davanti all’ufficiale di stato civile che ne registrava l’arrivo.
◉ Tanatoprassi 5% in aumento
◉ Cimiteri
pubblici e privati
◉ Prevenzione funeraria
molto diffusa
◉ Prezzo medio di un funerale ◉ Religione 1.500 euro 75% Cattolici, 15% non ◉ Imprese funebri religiosi, 8% Protestanti, 1.500 2% altre religioni
Il mondo funerario ha naturalmente acquisito tradizioni giunte assieme alle popolazioni migranti anche se ora, soprattutto nelle grandi città e in particolare a Buenos Aires, tutto si sta rapidamente adeguando ad un inevitabile processo di omologazione. La cremazione, ad esempio, che raggiunge o supera il 50% nei grandi centri, rimane molto limitata in provincia dove spesso i funerali si fanno ancora in casa, seguendo costumi che variano da una regione all’altra. I prezzi stessi di un servizio si differenziano considerevolmente in funzione del luogo. Da una media di 1.000/1.500 euro delle zone rurali si passa ai 3.000/3.500 delle grandi città. Per essere più precisi diremo che i prezzi più bassi si attestano sui
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Costi funerari
700 euro (altri ne potrebbero proporre 500 facendo lavorare al nero e senza fattura...tutto il mondo è paese!) per un servizio standard comprensivo di cofano, trasporto con 2/3 carri funebri per i familiari più un veicolo per i fiori, annuncio stampa, bevande per la veglia e pratiche amministrative. Per la cremazione ci vogliono 300 euro. Una corona va dai 30 ai 120 euro, mentre una parcella cimiteriale vale (parliamo
costo servizio funebre zone rurali † 1.ooo/1.500 € grandi città † 3.ooo/3.500 €
sempre di una città di media dimensione), in un cimitero privato (ve ne sono in tutto il Paese e sono i più curati) dai 175 ai 350 euro (quelle più vicine all’ingresso) con costi di manutenzione annuì dai 25 ai 50 euro, costi che nel pubblico si riducono a 12,5 euro. Con tutte le variabili per un servizio completo standard si può facilmente arrivare ai 1.800 euro. Se poi si desidera qualcosa di più particolare i 3.000 euro non sono lontani.
STATISTICHE
Previdenza funeraria Le spese funerarie possono anche essere prese in carico dalle assicurazioni, estremamente diffuse anche perché l’esempio viene dato dallo Stato che tutela tutti i dipendenti pubblici con un contratto stipulato con gli assicuratori che spesso coincidono con gli stessi imprenditori funerari. Non a caso un conoscente ci diceva senza mezzi termini che per lui il vero business era quello della previdenza funeraria piuttosto che quello del servizio. I premi sono variabili in funzione della prestazione richiesta, dell’età e dello stato di salute dell’assicurato. Esistono polizze “familiari”. Ad esempio per un servizio standard come
quello precedentemente descritto, accompagnato da una parcella in cimitero ed un anno di manutenzione, una persona di 60 anni dovrà sborsare dai 4 agli 8 euro mensili. Non vengono assicurate persone al di sopra dei 77/78 anni ed in ogni caso la copertura inizia solo quattro mesi dopo la sottoscrizione della polizza. A Buenos Aires tali prezzi aumentano mentre nelle zone rurali succede il contrario.
I cofani, fino a qualche anno fa fortemente legati ai modelli classici spagnoli, sono oggi sempre più di gusto internazionale dove gli spallati rivestono un ruolo importante. Anche il colore comincia a “schiarirsi” pur rimanendo il nero la prima scelta nelle provincie più lontane dai grossi centri. I modelli “ovale”, in particolare quelli lavorati a mano per moltissime ore da provetti intagliatori, continuano ad esistere ma sono impiegati soprattutto nei funerali importanti. Del resto il loro prezzo, che può arrivare a diverse migliaia di euro, li rende ipso facto inaccessibili ai più. Il legni impiegati sono soprattutto il ciliegio ed il pino (il meno caro che spesso le imprese evitano di far vedere) mentre è piuttosto raro il “roble”, il rovere che in Italia è molto frequente, quello di Slavonia in particolare. Sono ammessi anche altri materiali: metalli, fibra vulcanizzata, fibra di vetro, plastica. I prezzi sono alquanto bassi: mediamente il cliente sborsa poco più di un centinaio di euro, tuttavia un
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Cofani funebri
Un cofano ovale dell’azienda Heccar cofano di mogano (caoba,) bronzo o rame vale attorno ai 500 euro. Tradizionalmente i cofani vengono venduti dalle imprese che hanno l’obbligo, prima che i clienti vedano il prodotto, di fornire loro una lista descrittiva di tutti i modelli con i relativi prezzi. Statisticamente gli acquisti si fanno soprattutto tra i primi tre, generalmente di costo intermedio, in funzione del colpo d’occhio generale. Al momento di far vedere i pezzi, il venditore inizierà evidentemente, col mostrare i più costosi. Se poi quelli più
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STATISTICHE
economici del listino non fossero visibili bisognerà richiederlo espressamente senza meravigliarsi se magari si trovano in un angolo recondito del magazzino o se addirittura non sono disponibili. Oggi la famiglia può acquistare la bara direttamente anche su internet, con la conseguente contrazione del prezzo, e farla recapitare all’impresa che in conformità con la Legge Funeraria (Regla de Funerales) è tenuta ad accettarla con il divieto, espressamente enunciato, di applicare un qualsiasi sovrapprezzo. Non riusciamo ad immaginare che cosa succederebbe in Italia se vigesse tale obbligo! In caso di cremazione è frequente “affittare” un cofano per l’esposizione ed il funerale e ridurre così i costi. Nel caso la famiglia intendesse procedere direttamente alla cremazione (senza esposizione e funerale) l’impresa ha l’obbligo di proporre e di mettere a disposizione un “contenitore” di legno grezzo o di altro materiale infiammabile (cartone, tela etc.). I cofani lignei non sono sigillati, diversamente da quelli metallici, venduti spesso con l’assicurazione che il corpo si conserverà intatto in eterno e con una conseguente lievitazione del prezzo. Ciò ovviamente non corrisponde al vero, anche qualora venisse eseguito un trattamento di tanatoprassi.
Tanatoprassi Gli interventi di conservazione temporanea sono abbastanza frequenti anche se non necessari per la maggior parte dei funerali che hanno solitamente luogo entro 48 ore dal decesso. Sono le imprese che fanno indebitamente valere la loro necessità anche se i casi previsti dalla legge sono ben precisi e limitati. La tanatoprassi si sta peraltro progressivamente affermando grazie all’impulso datole dai “pionieri” di tale tecnica: Daniel Carunchio e Ricardo Peculo fratello dell’ indimenticabile Alfredo già titolare della “Cochería Paraná” (per Cochería si intende l’impresa funeraria) nonché presidente della FIAT-IFTA nell’ultima decade del secolo scorso.
Un nuovo modo di vivere la morte In un mondo in rapidissima mutazione anche l’approccio con la morte si è modificato sostanzialmente. Ciò è tanto più facilmente riscontrabile in Argentina dove per ragioni storiche e culturali i funerali si sono svolti, fino a qualche decennio orsono, secondo codici quasi immutati mutuati dalla tradizione religiosa dei coloni spagnoli che vedeva nell’oscurità l’opposto della vita simbolizzata, al contrario, dalla luce. Ne abbiamo conferma se solo pensiamo che il Natale in cui la nascita di Cristo, ossia la nuova vita, coincide con il solstizio d’inverno quando le giornate cominciano ad allungarsi e
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Cimitero monumentale della Recoleta di Buenos Aires
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la luce riprende il sopravvento. Il nero è sempre stato il colore dominante dei funerali: dall’abbigliamento alla carrozza (simile a quelle che ancor oggi possono talvolta vedersi nel Sud d’Italia) tirata da neri cavalli che trasportavano un cofano dello stesso colore. I dolenti
davano quei segni appariscenti di sofferenza che se assenti avrebbero potuto far pensare ad un affetto scarso nei confronti dell’estinto con tutte le impietose critiche che ne sarebbero seguite. Oggi, al contrario, prevale un fenomeno di interiorizzazione del lutto: è cambiato il modo di vestirsi, i veicoli motorizzati hanno sostituto le carrozze, i funerali non si fanno più in casa, e anche le manifestazioni esterne di dolore sono contenute. I progressi della medicina hanno parimenti contribuito a rendere il momento meno tragico al pensiero che il defunto se ne va spesso, non tra atroci sofferenze come in altri tempi, ma in uno stato di quasi incoscienza e di atarassia. Perfino il cimitero è cambiato. Oggi è diventato, soprattutto quello privato (ed in Argentina ve ne sono e di bel-
li!), quasi un giardino botanico con prati che invogliano a passeggiare e
che l’hanno trasformato da “città dei morti” in “città dei vivi”.
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La donna dei due mondi a cura Di RAFFAELLA SEGANTIN
Di nazionalità canadese ma nata a Cuba, Deborah è una persona franca e dinamica con una mentalità curiosa e aperta a nuove esperienze che l’hanno portata a viaggiare tantissimo, aiutata anche dal fatto di parlare perfettamente tre lingue (inglese,
francese e spagnolo). Da qualche anno si è trasferita a Singapore dove ricopre il ruolo di amministratore delegato di una delle più importanti e antiche imprese funebri, la Ang Chin Moh Funeral Directors, fondata nel 1912 che svolge dai 30 ai 40 funerali al mese. Recentemente intervistata da Nicholas Yong della testata web “Yahoo News Singapore” per la rubrica “More than a job” (più che un lavoro) dedicata a persone che hanno fatto scelte lavorative non convenzionali, Deborah ha raccontato brevemente la sua storia e il suo rapporto speciale con questa professione.
“Volevo fare la poliziotta, sono stata per un periodo nell’esercito, poi ho lavorato nel campo della comunicazione. Desiderando una posizione più stabile ho successivamente spedito in giro molti curricula. Nel 2001 sono stata chiamata per un colloquio di lavoro a Milwaukee, nel Wisconsin. Non sapevo esattamente di che compagnia si trattasse (in quel caso il curriculum non l’avevo inviato direttamente io) per cui, quando arrivando davanti agli uffici durante una tempesta di neve scorsi la targa National Funeral Directors Association pensai ad un errore. Come la maggior parte della gente concepivo i funerali come un evento a cui partecipare OLTRE MAGAZINE
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Da anni conosciamo Deborah Andres per essere stata la responsabile delle relazioni internazionali della NFDA (l’associazione statunitense degli impresari funebri che annualmente organizza anche la fiera di settore) e per averla incontrata in tutti i più importanti appuntamenti in giro per il mondo e soprattutto nelle varie edizioni di Tanexpo.
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É Deborah Andres la protagonista di questo numero. Già responsabile della manifestazione statunitense organizzata dalla NFDA, ora è dirigente di una storica impresa funebre di Singapore.
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per rendere omaggio al defunto e alla famiglia, mai mi ero soffermata a pensare a tutto quello che sta dietro all’organizzazione di una cerimonia funebre”. Proprio quell’anno ci fu la tragedia dell’11 settembre. “Lavoravo da poco alla NFDA quando successe e fu determinante per decidere di proseguire la mia carriera in questo settore. L’associazione ha coordinato gli impresari sia americani che esteri, anche attraverso le relative associazioni di categoria, per la ricerca dei resti delle 2.996 vittime. Medici, paramedici, poliziotti e vigili del fuoco, una volta terminate le loro mansioni, hanno passato la mano agli addetti funebri. È stato affidato a loro il compito più gravoso e straziante, quello di portare alla luce brandelli di corpi, identificarli e consegnarli ai loro cari con tutto il tatto e la dignità possibili, rimanendo vicini alle famiglie anche per un supporto psicologico. Per diversi mesi siamo stati in prima fila e questa esperienza mi ha segnato profondamente accrescendo un sentimento di ammirazione e di rispetto per coloro che si dedicano a questa professione”.
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Dopo diversi anni alla NFDA, dove nel frattempo aveva assunto il ruolo di Expo manager, Deborah Andres da un paio di anni si è trasferita nel Sud-est asiatico. Dal clima nordico del Wisconsin caratterizzato da rigidi inverni a quello sub tropicale di Singapore dove il caldo umido è una dominate costante, un cambiamento davvero radicale… “Anche questa volta è stato il caso a determinare questa decisione, quando durante l’esposizione funeraria di Hong Kong ho conosciuto Ang Ziqian, l’erede dell’impresa di famiglia Ang Ching Moh
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La Casa Funeraria Ang Chin Moh Funeral Directors Funeral, con cui stabilii immediatamente un buon rapporto di stima ed amicizia. Lo rincontrai qualche tempo dopo, nel 2014, ad un congresso in Irlanda e in quell’occasione mi chiese di far parte della sua azienda. Sulle prime rimasi un po’ titubante ma poi mi sono detta: perché no?” Ora Deborah è alla guida di un team di 47 persone e si è impegnata a fondo per professionalizzare lo staff puntando sulla qualità dei rapporti interpersonali e motivandolo a sentirsi orgoglioso del proprio lavoro. Le chiediamo come si trova e se ci sono differenze sostanziali tra i due mondi. “Avendo viaggiato molto nei Paesi asiatici la loro mentalità e le loro pratiche mi erano già familiari - ci racconta. - Apprezzo molto che qui le cerimonie di addio si
svolgano secondo la tradizione e che ad esse vengano dedicati più giorni: lo ritengo un modo più consono per onorare chi ci ha lasciato. Una cosa che invece lamento è che la legge stabilisce che le case funerarie siano collocate fuori dalle aree residenziali, in strade secondarie. Per me è un po’ come se si volessero nascondere le cose inutili dietro ad una tenda, lo trovo molto discutibile. La morte fa parte del ciclo della vita e deve essere celebrata con rispetto e dignità”. Se quando era alla NFDA Deborah operava per lo più dietro alle quinte, ora ha spesso a che fare con le famiglie in lutto e i suoi tratti occidentali a volte non hanno mancato di creare grande sorpresa tra i clienti. Ciò tuttavia non dovrebbe stupire: anche il nostro settore si sta globalizzando!
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Le fiere di settembre I L V I A G G I AT O R E
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Con l’autunno è ripartita l’attività fieristica internazionale: Funexpo (Mendoza, Argentina 6-8 settembre) Forum Befa (Salisburgo, Austria 22-23 settembre) Expo Funerária (Batalha, Portogallo 22-24 settembre)
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Mendoza, capitale della provincia omonima, nasce come oasi nel de serto ai piedi del versante orientale delle Ande il 2 Marzo 1561. Non lontana dall’Aconcagua (il massiccio montuoso più alto del mondo dopo quello dell’Everest, la cui vetta di 6962 metri si trova sulla strada che va verso Santiago, a 13 km. dal confine cileno) a quasi 1000 metri di altitudine gode di un clima particolarmente adatto alla coltivazione della vite e dell’ulivo. Si tratta, in effetti, della capitale del vino argentino (l’Argentina è uno dei principali produttori mondiali, oltre che il primo di limoni, soprattutto nella regione di Tucumán). Fiore all’occhiello della sua produzione è il Malbec, un vitigno d’origine francese (il Cahors ne è un tipico esemplare) che peraltro in questa zona dà un risultato totalmente diverso dai vini che si ottengono in Europa compresi quelli della nostra Penisola (Friuli-Venezia Giulia, Trentino e Veneto in particolare). Lo stand di Tanexpo a Mendoza. Da sx: Domingo
È in questa città andina che la FADEDSFYA (la Federazione Argentina delle imprese di onoranze funebri) presieduta da Jorge Bonacorsi, ha organizzato la V edizione di Funexpo, tenutasi dal 6 all’8 settembre. Caratterizzata da una frequenza biennale, ha tenuto OLTRE MAGAZINE
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I centri più importanti della provincia sono Maipú e Lujan de Cuyo negli immediati dintorni della capitale che fanno parte della “Grande Mendoza” che con più di un milione di abitanti è ormai la quarta agglomerazione argentina. La città si trova sulla mitica “Ruta 40” (dal 3 Ottobre 2017 ufficialmente: “Ruta Nacional n. 40 Libertador General Don José de San Martin” in onore di uno dei principali artefici argentini della liberazione di vari Paesi sudamericani fino a quel momento possedimenti spagnoli) che da Cabo Virgenes in Patagonia conduce a La Quiaca sulla frontiera boliviana, dopo un percorso di oltre 5.000 km in direzione nord su un tracciato mozzafiato parallelo alla Cordigliera andina. Strada famosa quanto quella di 3000 e passa km. che da Chicago porta a Santa Monica: l’altrettanto mitica “Route 66”che ogni viaggiatore che si rispetti dovrebbe aver percorso almeno un volta nella vita.
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Petrecca, Pietro Innocenti e Kimberly Meehan
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le sue tre prime edizioni nella capitale Buenos Aires. La quarta ha invece avuto luogo a Cordoba, la città dove è nato il “Fernando” (o “Fernandino”), un cocktail ottenuto mescolando su di un letto di ghiaccio 1/3 di un famoso fernet italiano con 2/3 di Coca Cola, un risultato stupefacente dal dosaggio aggiustabile in funzione dei gusti; non a caso l’Argentina è uno dei principali consumatori di fernet al mondo! Per la V edizione è stata scelta la città di Mendoza dove era programmata per il 2016 senonché in quel periodo l’aeroporto venne chiuso per un totale rinnovo. Si optò così per il mese di marzo 2017 ma gli amici argentini, per non interferire con Miami Funer, decisero di posporla a settembre. Bella prova di correttezza e di un’amicizia sempre più stretta che si tradurrà in una presenza di un centinaio di impresari, i maggiori, di quel Paese, a Tanexpo 2018. Non solo,
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Pietro Innocenti con Hector Massarutto e la figlia Analia, titolari della Heccar ma uno dei due più importanti produttori di cofani (circa 90.000 pezzi all’anno) la Heccar di Hector Massarutto, originario di San Vito al Tagliamento, ha espresso una ferma intenzione a partecipare anche come espositore e non è escluso che anche l’altro leader, di origine piemontese, sia presente così come una terza azienda di servizi e come pure Un cofano multifunzione!
un grosso fabbricante brasiliano di origine veneta. Dai nomi citati appare evidente la larghissima presenza di argentino-italiani (quasi tutti col doppio passaporto) nella professione funeraria. Già di per se stessa la popolazione di quel Paese è per 1/3 di origine nostrana raggiungendo il 50/60% nel settore in questione.
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Tutti fieri patrioti argentini ma non meno fieri delle loro origini italiane. Un altro personaggio noto proveniente dall’Italia è il titolare della carrozzeria Vivian (da Cordenons e Porcia, provincia di Pordenone) che oltre ad essere il più importante produttore di veicoli funerari è anche membro assiduo del Fogolàr di Buenos Aires l’associazione che riunisce i Friulani nel mondo, dove vi si organizzano perfino corsi di “furlàn” tenuti da insegnanti dell’Università di Udine e dove essendo il più vecchio fuori dall’Italia viene chiamato “la none”, ossia la nonna.
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Lo stand della Carrozzeria Vivian
La Fiera, rispetto alle nostre, era piccolina ma ha visto la presenza di circa il 50% delle 1.500 imprese locali nonché dell’importante associazione dei proprietari di cimiteri privati che ha tenuto la sua assemblea a Mendoza e che sarà egualmente del viaggio a Bologna con membri dal potere d’acquisto non trascurabile.... Per quanto riguarda i prodotti espo-
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sti abbiamo osservato un progresso, in termini di design e qualità, che non influisce sui prezzi molto competitivi del prodotto finale. Vi sono sempre i cofani di forma ovale di varie migliaia di euro per i funerali “importanti”, tuttavia il gusto pare orientarsi sempre più verso i modelli europei e ciò lascia pensare ad un futuro incremento degli scambi commerciali per poco
che il nuovo presidente Macrì (di chiara ascendenza calabra), pragmatico uomo d’affari, riesca a smantellare le barriere anacronistiche che impedivano degli scambi “normali”. Chissà che il lascito catastrofico dei coniugi Kirchner (prima lui e poi lei, una volta rimasta vedova quasi si trattasse di una famiglia reale!) non divenga a breve un bruttissimo ricordo. Per il resto erano presenti prodotti di tanatoprassi, accessori (di migliore qualità rispetto al passato) e l’inarrestabile avanzata della cremazione (ormai al 60% nelle grandi città) ha portato il suo imprescindibile corollario di urne e non a caso i due più importanti fabbricanti di forni crematori del Sud America l’argentino Incol e il brasiliano Brucker - erano attivissimi sui loro stand. Molti i personaggi importanti del mondo funerario latino-americano giunti a Mendoza: Dario Loinaz, Pablo Cevallos, Camilo Jaramillo, Pepe Altstut, Ricardo Peculo ... che hanno animato o assistito alle numerose ed affollate conferenze.
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Un centinaio le aziende espositrici che hanno presentato produzioni tipiche del mercato teutonico. La qualità è al top ed il design decisamente accattivante per la sobria ed armoniosa bellezza, nonché per una spiccata sensibilità “verde” degli oggetti esposti (le urne in particolare, in un Paese dove la cremazione è al 55.3%). Presenti tutti i grossi costruttori di autoveicoli tra cui si è distinta con le sue proposte l’italiana Pilato. Art Funeral Italy, la Errevieffe, Sartoria di Filottrano e Vezzani sono le altre realtà italiane che hanno presenziato la manifestazione. Varie centinaia i visitatori, essenzialmente austriaci e tedeschi.
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Pochi giorni dopo essere tornati dall’Argentina abbiamo partecipato alla manifestazione che BEFA ha organizzato nella bella Salisburgo, in festa per la Sankt Rupert, l’ormai tradizionale forum semestrale, il 22 e 23 settembre. Prima uscita fuori dalla Germania ha peraltro determinato, e ne siamo tristi, la cancellazione di Devota di Ried im Innkreis: ne approfittiamo per ringraziare pubblicamente ancora una volta Rudy Kleewein per la sua costante positiva ed elegante collaborazione!
Negli stessi giorni del Forum Befa, a Batalha in Portogallo, non lontano da Fatima, si è svolta la seconda edizione di Expo Funerária, organizzata dal locale ente fieristico. Una esposizione di dimensioni conte-
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Lo stand di Tanexpo al Forum Befa di Salisburgo nute, che tuttavia ha segnato un incremento rispetto alla precedente tenutasi nel 2016 e che ora è stata calendarizzata con frequenza biennale. Molto ridotta la partecipazione straniera tra cui spiccava Ceabis, l’unica azienda italiana presente. Per contro molti espositori locali hanno assicurato la loro pre-
senza a Tanexpo ad aprile 2018. I prossimi appuntamenti ci porteranno a Boston all’annuale manifestazione della NFDA, a Mosca per Necropolis-TanexportWorld Russia e nell’affascinate Parigi dove si terrà la storica Funéraire.
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Il muro che si arrotola e si srotola Di RAFFAELLA SEGANTIN
I “Fondali Espandibili Affresco“ hanno creato un interesse oltre ogni aspettativa. Molte sono le richieste di chi vuole saperne di più e perciò abbiamo deciso di dedicare ad essi un focus anche su questo numero di Oltre Magazine.
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Grande successo per i nuovi fondali espandibili affrescati, l’ultima novità nell’allestimento delle camere ardenti.
Questa straordinaria novità nasce dal team di creativi di Prima Bottega Ebanisteria Italiana e dalla visione di Gianluca Pacini per offrire alle onoranze funebri solo prodotti unici che, oltre a rappresentare un valido strumento di lavoro, consentano di differenziarsi dalle altre imprese, accrescendo quindi il proprio prestigio e considerazione nel territorio in cui operano.
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“Affresco® è stato possibile grazie ad una nostra ricerca – ci spiega Gianluca Pacini - nata dopo aver impiegato il sistema negli edifici di culto: da ciò è scaturita l’idea delle possibili applicazioni nella funeraria. Ha dapprima preso forma la collezione di cofani e urne e poco dopo i fondali espandibili per camere ardenti”. Un sistema in cui i tradizionali roll-up e tendaggi cedono il posto ad un prodotto leggero e maneggevole… “I nostri fondali espandibili sono costituiti dai pannelli brevettati Affresco®, speciali fogli di intonaco, che possono essere arrotolati
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Un momento della fase di lavorazione del pannello OLTRE MAGAZINE
e srotolati innumerevoli volte senza subire alterazioni e, una volta aperti e fissati alla struttura, si distendono perfettamente come una vera superficie muraria. Il supporto di ogni pannello è unico nel suo genere ed è caratterizzato dalle proprietà tipiche degli affreschi tradizionali eseguiti su vero intonaco, mantenendo le stesse caratteristiche materiche di granulosità e consistenza, messe a punto dalla nostra tecnica Affresco®. Ad ogni pannello abbiniamo la foglia oro rigorosamente applicata a mano, come nella tradizione del più antico artigianato italiano. L’oro conferisce una nuova luminosità, moltiplicando le tonalità calde e accendendo le sfumature più fredde, e crea effetti dai riflessi sempre diversi e di rara eleganza”. I Fondali Espandibili Affresco sono sistemi flessibili, versatili e modulari, che si adattano alla personalità, alle dimensioni degli spazi più disparati e alle necessità funzionali di ogni impresa per arredare tutti gli ambienti che si desiderano. Sono la risposta adeguata ad un gusto estetico più moderno e raffinato, un modo per rendere più belle le camere ardenti poiché hanno introdotto un nuovo concept che ha rinnovato completamente gli arredi comunemente utilizzati.
I fondali estendibili Affresco vengono forniti in un pratico trolley che ne facilita il trasporto negli ambienti più vari: dagli obitori degli ospedali e case di cura, ai locali delle abitazioni private, alle sale del commiato. Il montaggio non presenta alcuna difficoltà ed è a disposizione un tutorial che mostra le poche e semplici operazioni da eseguire per la
corretta installazione. “Gli operatori possono anche venirci a trovare nel nostro stabilimento dove abbiamo allestito una mostra permanente - conclude Gianluca Pacini. – Nella nostra sede troveranno la gamma completa dei soggetti dei nostri fondali e potranno suggerirci nuove immagini da realizzare”.
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Mi preme sottolineare, come ho già detto prima, che una volta aperto e fissato sul suo supporto, diventa assolutamente piano pur conservando le proprietà di una parete muraria”.
I nuovi fondali di Prima Bottega saranno in mostra, in tutte le loro versioni, al prossimo Tanexpo di Bologna il 5, 6 e 7 aprile 2018. OLTRE MAGAZINE
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Ma come è stato possibile realizzare tutto ciò? E il continuo uso non ne compromette l’integrità? “Tecnicamente parlando – continua Gianluca Pacini - l’immagine viene riprodotta, analogamente ai cofani, su un foglio di intonaco ma dello spessore molto più ridotto, ossia due millimetri, che va applicato ad uno speciale telo rinforzato. Grazie a questo particolare supporto brevettato il pannello è garantito a vita e può essere riavvolto e disteso più e più volte, senza temere che si crepi o si deformi in alcun modo.
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Il valore di valere
Quarantacinque anni, laureato in Scienze della Comunicazione presso l’Università degli Studi di Milano, un dottorato in Giurisprudenza e la certificazione professionale di patrocinatore stragiudiziale, il dottor Ermes Trovò, oltre ad esserne il Presidente, è colui che ha creato il brand “Studio 3A”, costituendo nel 1997 una società divenuta con gli anni una delle realtà più innovative e autorevoli nella valutazione delle responsabilità in ogni tipologia di sinistro, a tutela dei diritti dei cittadini.
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Studio 3A, da sempre a fianco di chi ha subito un danno al fine di ottenere verità e giustizia, è un partner prezioso per le imprese di onoranze funebri
Uno dei valori aggiunti dell’azienda è quello di aver costituito al suo interno un ufficio “Sinistri Complessi”, creando per questa tipologia di danni una linea dedicata, caratterizzata dal rispetto di rigidi protocolli operativi in relazione sia alle tempistiche di liquidazione da parte delle compagnie assicurative, sia alla gestione del cliente.
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Una scelta che, contestualmente all’assunzione di personale tecnico altamente qualificato, si è rivelata vincente e in pochi anni ha reso l’azienda una delle più specializzate nel suo settore e, ad oggi, l’unica società per azioni impegnata nel risarcimento danni e la tutela stragiudiziale sul territorio Italiano. Studio 3A mette a disposizione dei propri assistiti, in tutto in Paese, un team di oltre sessanta dipendenti tra liquidatori e consulenti personali, oltre che una fitta rete di professionisti tra cui ingegneri cinematici per la ricostruzione dei sinistri, periti, medici legali, medici specialisti, psicologi e psichiatri:
tutti collaboratori attentamente selezionati e monitorati attraverso la Direzione Generale, con la presenza di un rappresentate per ognuna di queste figure professionali. Un servizio completo per fornire una consulenza tecnicamente ineccepibile, ma anche un supporto costante per essere vicini ai clienti in ogni momento e ogni loro necessità, una squadra di professionisti che mette al centro la tutela dei diritti dei propri assistiti. Studio 3A dà inoltre la possibilità ai clienti e a tutti i convenzionati, comprese le onoranze funebri, di accedere via web alla propria “Area Riservata”, garantendo così un aggiornamento continuo dello stato
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I moderni uffici dello Studio 3A
Il funerale è il momento più difficile da affrontare per chi ha perduto il proprio caro, specie se in circostanze tragiche e impreviste, come nel caso di un decesso causato da un fatto violento e improvviso; Studio 3A è vicino fin da subito ai propri assistiti, sgravandoli da tutte le preoccupazioni burocratiche e, soprattutto, anticipa e si accolla le spese funerarie. Per questo è importante una proficua collaborazione con le imprese di onoranze funebri convenzionate, a cui riconosce anche una percentuale sui sinistri segnalati. Al contempo offre un’ampia visibilità grazie alla propria rete di consulenti e ad una presenza qualificata e capillare in tutta Italia, con oltre mille convenzioni in essere con attività commerciali, come appunto le imprese di pompe funebri. Collaborare e convenzionarsi con Studio 3A è quindi conveniente poiché permette di offrire ai propri clienti le competenze dell’azienda che possono essere inserite in
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di avanzamento delle pratiche e la massima trasparenza.
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PARLIAMO DI...
Anche dopo l’avvenuto risarcimento Studio 3A accompagna i propri assistiti: per molti nuclei familiari che con il proprio caro hanno perduto anche il sostengo economico, le somme percepite diventano fondamentali per poter continuare una vita dignitosa e pianificare un futuro, e diventa dunque essenziale metterle a frutto. Per questo dal 2017, con la trasformazione da società a responsabilità limitata a società di capitali, l’azienda ha anche avviato una partnership con il Gruppo Azimut, in modo da offrire ai propri assistiti anche un servizio finanziario in grado di guidarli nella direzione giusta per investire al meglio i propri risparmi. Un’importante opportunità anche per le Onoranze funebri per la gestione e l’ottimizzazione dei ricavi: Azimut, infatti, si propone come valida alternativa ai canali d’investimento tradizionali. Si tratta della
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un pacchetto di servizi gratuiti. Allo stesso tempo l’impresario funebre ha la certezza di affidare le famiglie ad una struttura di esperti e professionisti, ad una squadra di tecnici e consulenti organizzata ed efficiente, e soprattutto ad una società altamente specializzata nei sinistri di particolare complessità e gravità che ha sviluppato professionalità importanti in tutte le fasi di queste delicate situazioni. Studio 3A, infatti, non si limita alla valutazione e all’accertamento delle responsabilità nei casi di incidente stradale, di infortunio sul lavoro, di incendio e quant’altro, ma affianca anche i familiari delle vittime in ogni loro necessità, compreso il supporto psicologico e la gestione delle questioni ereditarie, seguendoli passo a passo lungo tutto il percorso per ottenere verità e giustizia e per dare voce e valore ai loro diritti, come recita il claim aziendale.
Il Dottor Ermes Trovò
public company più importante in Italia, che vanta masse gestite per 47 miliardi di euro e che è indipendente, non controllata da gruppi bancari, assicurativi o industriali, e pertanto non subisce interferenze che sollecitino il collocamento dei prodotti finanziari. Studio 3A si configura pertanto come il partner ideale per garantire un congruo risarcimento a favore dei danneggiati, con rapidità ed efficacia, affrontando le sfide di ogni giorno, oggi come domani, con un unico grande obiettivo: vedere riconosciute le giuste pretese dei propri assistiti e far valere i loro diritti.
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Crio, il nuovo sistema refrigerante D i S t e fa n o M o n ta g u t i
Con alle spalle oltre settant’anni di attività e una visione costantemente rivolta all’innovazione e ai mercati esteri, è oggi una consolidata realtà di respiro internazionale, capace di rinnovarsi costantemente con nuove proposte, mantenendosi così sempre al passo con i tempi. I mutamenti climatici che vedono stagioni calde sempre più lunghe e la necessità del rispetto di scrupolose norme igieniche hanno portato Zorsol, fin dagli
anni ’80, a concentrare gran parte dei suoi sforzi nella ricerca di sistemi di raffreddamento per la conservazione delle salme. È nato così GR2000, un apparato refrigerante che per la prima volta - grazie ad una piastra di alluminio da collocare sotto al corpo, collegata ad una unità esterna - ha permesso di mantenere il defunto nel cofano così da poter essere esposto alla veglia di commiato per tutto il tempo necessario con qualsiasi condizione di temperatura esterna e con un impatto certamente meno traumatico per i familiari. OLTRE MAGAZINE
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Zorsol, com’è noto, è una delle aziende storiche italiane leader nell’accessoristica e nei prodotti sanitari destinati agli operatori del settore funerario.
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Eco-friendly, con grandi prestazioni tecnologiche e di facile utilizzo: presentato in questi giorni l’ultimo dispositivo refrigerante per una perfetta conservazione temporanea della salma.
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NEWS PRODOTTI
Il GR3000, introdotto nel 2010, è stata la naturale evoluzione di questo primo modello che ha coniugato un nuovo design ad un altrettanto nuovo concetto di piastra che diventa ora monouso e biodegradabile in modo che non debba essere rimossa nemmeno nel caso in cui il feretro vada avviato alla cremazione.
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Gli studi in questo specifico settore non si sono mai fermati ed è di questi giorni l’annuncio dell’uscita di Crio, l’ultimo sistema refrigerante eco-compatibile messo a punto dai progettisti dell’azienda lodigiana, guidati all’ingegnere Pietro Fugazza. Compatto, maneggevole, dal design ergonomico e accattivante, igienico e silenzioso, il nuovo “frigo”, come i precedenti, è composto da un gruppo compressore e dalla piastra da posizionare a contatto con la salma. È compatibile sia con le piastre biodegradabili che con quelle più tradizionali in alluminio. L’attenzione all’ambiente è garantita dall’adozione di gas refrigeranti fluorurati di ultima generazione che sono attual-
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mente la migliore risposta ad un mercato che richiede prodotti sicuri per gli utilizzatori e rispettosi dell’ecosistema. “Rispetto alle precedenti soluzioni Crio è stato ottimizzato per un rendimento maggiore” ci spiega l’ing. Fugazza. “È inoltre dotato di una centralina elettronica di controllo che permette all’operatore un uso facilitato grazie alle indicazioni presenti sul display. È poi anche possibile gestire le fasi di accensione e spegnimento a di-
stanza mediante dispositivi mobili, come il proprio smartphone. Un timer permette infine di ritardare l’accensione fino ad un massimo di 8 ore. Come vede, oltre che puntare su soluzioni vantaggiose nei confronti dell’ambiente, abbiamo implementato molto la parte tecnologica”. La partecipazione a Tanexpo del prossimo aprile sarà l’occasione per presentare il sistema refrigerante Crio ad un vasto pubblico. Non mancheranno tuttavia gli articoli di corredo del cofano funebre come le maniglie, le croci, i tire fonds e la minuteria che Zorsol propone in tanti modelli e materiali, ma soprattutto i preziosi ornamenti pensati per il coperchio: i fiori, rose e calle dai colori vivi e molto naturali, le croci in metallo decorate con le rose e le spighe di grano riprodotte con una grande cura del dettaglio. E chissà che non ci riservi qualche altra inaspettata e gradita sorpresa… Lo stand di Zorsol a Tanexpo 2016
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ATTUALITà
Le nuove frontiere della cremazione Di DANIELE FOGLI
Accanto alla tradizionale “cremazione calda ” da qualche anno stanno lentamente avanzando due nuovi concetti di cremazione: la resomation, e ancor più recentemente la cr yogenation. Vediamo di che si tratta.
La cremazione “calda”
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Calda, liquida e fredda: modalità conosciute e alternative in via di sperimentazione nei processi di cremazione.
La cremazione, secondo alcuni dizionari, è la pratica di ridurre, tramite il fuoco, un cadavere nei suoi elementi base (gas e frammenti ossei calcinati). Più tecnicamente la cremazione è un processo di mineralizzazione del cadavere ad alta
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temperatura, dove il feretro è posto nella camera di combustione primaria ad una temperatura tra 300 e 800 °C , con punte superiori. Il crematorio è qualunque apparato tecnico utilizzato in modo ciclico discontinuo per la sola cremazione, a condizione che i prodotti che si generano siano ceneri di parti o dell’intero corpo umano. Molti credono che la cremazione produca subito delle ceneri, in realtà non è così, poiché derivano dalla frantumazione, attuata in genere con procedimenti meccanici, dei frammenti ossei calcinati raccolti a processo avvenuto.
L’impianto di cremazione è costituito da: ◉ “camera di combustione primaria”: la camera nella quale viene inserito il feretro; ◉ “camera secondaria o di post-combustione”: il volume destinato all’ossidazione dei prodotti della combustione provenienti dalla camera primaria; ◉
zona di raffreddamento e mineralizzazione delle ceneri;
◉ zona di scarico ed evacuazione delle ceneri. In questa zona è previsto un sistema di raccolta delle ossa calcinate.
Nel processo di resomation (detta anche cremazione liquida) il corpo viene introdotto privo di bara, in un contenitore di materiale particolare a base di proteine (lana, seta, pelle). Poi, attraverso
La cryomation (detta anche cremazione fredda) è un processo che, attraverso l’utilizzo della tecnica del freddo ottenuto con un trattamento di azoto liquido a -196°C, attua una sorta di liofilizzazione del cadavere, introdotto, con una bara particolare, nella camera fredda. Il corpo così raffreddato si secca diventando solido e fragile. Successivamente, con l’utilizzo di vibrazioni indotte da apposite apparecchiature e/o sottoponendolo a pressioni controllate che sfruttano tale fragilità, viene ridotto in frammenti o in polvere. Come per la cremazione la riduzione in ceneri deriva dalla preventiva separazione dai residui metallici e dalla riduzione volumetrica dei frammenti con l’uso di apposite macchine. La durata del processo di cryomation si può stimare (mancando riscontri reali) in circa 4 ore. Secondo Elisabeth Keijzer (University of Groningen, Environmental impact of funerals Life cycle assessments of activities after life, 2011) “il processo di cryomation non è ancora pienamente operativo, anche se in via sperimentale tutti i vari passaggi sono stati testati. OLTRE MAGAZINE
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Resomation o cremazione “liquida”
Cryomation o cremazione “fredda”
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Eventuali parti metalliche (protesi, occhiali, viti, ecc.) vengono separate dalle ceneri con processi meccanici per essere poi avviate, seguendo la legislazione, a fusione per il recupero delle sostanze ivi contenute. La durata di una cremazione nei moderni impianti può assumersi da un minimo di 1,5 a un massimo di 3 ore.
un processo a media temperatura (tra 150 e 185°C) e alta pressione, viene dissolto in una soluzione calda di idrossido di potassio. La durata del processo di resomation può essere valutata in 3-4 ore. Le parti che non possono sciogliersi (come le protesi metalliche), essendo rifiuti, possono essere separate e avviate a recupero, mentre il fluido viene rilasciato nelle acque di scarico e i residui frammenti ossei che non si sciolgono vengono estratti e ridotti in polvere attraverso processi meccanici. In termini di peso le polveri così rinvenibili sono analoghe a quelle di un normale processo di cremazione e cioè attorno al 4% del peso corporeo iniziale del defunto. Non è ancora stato studiato l’effetto sull’ambiente dei fluidi di scarto del processo di idrolisi alcalina su sistemi fognari come quelli italiani (per natura e calcolo ridotti rispetto a quelli in funzione negli USA) e se ogni impianto debba o meno dotarsi di un depuratore specifico prima della immissione di detti fluidi in fognatura. La resomation è già operativa in alcuni Paesi con circa 20 impianti in funzione, soprattutto negli USA (fonte: GEM Matthews, 2016) e su piccola scala è utilizzata per lo smaltimento dei rifiuti medici (fonte: Die Presse, 2010)
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In conclusione, la cremazione “calda” - la metodologia attualmente più diffusa e in costante crescita - si avvale di una tecnologia matura, con livelli di inquinamento conosciuti e controllati, sottoposti a limiti nella maggior parte del Paesi, compresa l’Italia. Gli impianti di cremazione nel mondo sono nell’ordine delle diverse migliaia e di oltre mille unità nella UE. In Italia sono stimati, a fine 2017, in quasi ottanta (con una tendenza media di 2-3 ulteriori nuovi impianti all’anno). La cremazione liquida è una tecnologia recente, con una ventina di applicazioni soprattutto negli USA. Non è legalmente possibile applicarla con l’attuale legislazione italiana. La cremazione fredda è una prospettiva di tecnologia appli-
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Tuttavia non sono ancora stati testati sugli esseri umani, ma solo su carcasse di suini e attualmente non esiste ancora un cryomator funzionante”….“Un altro punto sottovalutato è che la cryomation standard riduce il corpo a un terzo del suo peso originale” (mentre con cremazione tradizionale arriva al 4%), ma “gli inventori del processo hanno sviluppato un processo aggiuntivo che riduce ulteriormente i resti di un ulteriore 30%”. In questo modo si stima che con l’applicazione di entrambi i processi il corpo si riduca attorno al 20% del suo peso iniziale. A questo occorre aggiungere circa un terzo del peso iniziale della bara e quindi non meno di ulteriori 15 Kg. Pertanto, ipotizzando un corpo di 65 kg., il risultato totale del processo di cremazione fredda, è di circa 30 Kg. di “prodotto” per ogni operazione svolta.
cabile, ma senza ancora alcuna realizzazione pratica a nostra conoscenza. Nonostante gli sforzi dei sostenitori, si tratta ancora di un processo da industrializzare. Non è legalmente possibile applicarla con l’attuale legislazione italiana.
sarebbe auspicabile concentra-
Le criticità nel nostro Paese sono dovute principalmente a carenze pianificatorie, difformità nelle procedure e nei limiti d’inquinamento ammessi, controlli per taluni aspetti ridondanti e per altri migliorabili. Dopo oltre 15 anni non è ancora stata emanata la normativa sui crematori e bare prevista dall’art. 8 della Legge 130/2001. Per questi motivi
controllo e al tempo stesso di
re gli sforzi, nel breve e medio termine, nella individuazione di specifiche azioni concernenti la tecnologia esistente e maggiormente diffusa. E, piuttosto che opporsi a priori ad essa, sarebbe necessaria un’azione di rassicurazione circa l’effettiva pericolosità di queste istallazioni per le persone e per l’ambiente. Al contempo, prima di orientarsi verso queste innovazioni, sarebbe utile aprire alla possibilità, previa specifica deroga normativa, di sperimentare nel medio termine soluzioni alternative, in ambiente controllato.
costumi e curiosità
La Russia degli antichi riti popolari i l v i a g g i at o r e
Nella sterminata Russia i riti legati alla morte seguono modalità che affondano le radici nei miti e nelle leggende proprie delle varie zone del Paese. Mentre nelle grandi città le prassi cominciano ad essere piuttosto standardizzate e non molto dissimili da quanto avviene in Occidente, nelle regioni lontane persistono antichi e suggestivi costumi funerari.
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Alla scoperta di alcune delle più diffuse e curiose tradizioni legate alla morte nella sconfinata Federazione Russa
La tradizione ortodossa spesso si mescola con reminiscenze politeistiche, diverse da villaggio a villaggio, che fanno parte da secoli del patrimonio culturale popolare. Ad esempio degli spiritelli capelluti, i domovoi presenti in ogni casa potrebbero
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La tradizione prevede che il morto venga esposto in casa per
tre giorni, quelli che secondo l’ortodossia sono necessari all’anima per staccarsi dal corpo. In passato veniva disteso sulla tavola da pranzo. Oggi lo si mette in una bara aperta circondata da candele. Molte case ortodosse hanno un angolo dedicato alle icone, una sorta di altare domestico, il Krasnyj Ugol, ossia l’angolo, rosso, brillante, bello (il significato di krasnyj è molto ampio). La testa del defunto doveva trovarsi nell’angolo in prossimità delle icone. Tuttavia i “Vecchi Credenti”, separatisi dalla gerarchia ortodossa nel 1666-67 per protesta contro la riforma del Patriarca Nikon (che tra l’altro aveva introdotto l’uso di tre dita anziché due per segnarsi), continuano a porre il corpo al contrario per permettergli di pregare con le immagini collocate di fronte. Veglie e preghiere si succedono durante i tre giorni. Una volta in chiesa i dolenti circolano attorno al cofano in senso antiorario soffermandosi per baciare il corpo o per deporre fiori su di esso, mentre il pope può gettare terra ed olio santo nella bara prima di chiuderla. Segue il trasporto al cimitero durante il quale, in ossequio OLTRE MAGAZINE
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Al decesso il corpo viene lavato e vestito. Durante questa operazione ogni lamento è vietato visto che rischierebbe di svegliare il defunto. Per la toilette non vi sono regole precise, salvo che per i membri del clero. Le braccia devono essere posizionate in croce sul petto e tenere il Vangelo, una croce ed eventualmente la sua icona personale. Il defunto indossa un abito bianco, che nell’ortodossia rappresenta la purezza, non finito in quanto appartiene all’“altro mondo”. Sulla fronte viene posta una fascia di tessuto o di carta con l’iscrizione: “Dio santo, Dio onnipotente, Santo Immortale abbi pietà di noi “. Storicamente attorno al corpo viene allacciata anche una cintura che rappresenta l’ordine e la protezione; foggia e colori, carichi di simbolismo, variano secondo le tradizioni locali. Tale cintura sarà molto utile il giorno della Resurrezione quando - e qui entriamo nell’escatologia cristiana dopo il Giudizio Universale i corpi si ricongiungeranno alle rispettive anime...
La raffigurazione di un Domovoi
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innervosirsi, perturbando le cerimonie, se gli ambienti non sono perfettamente puliti (analogia con i Jinn della religione musulmana che detestano anch’essi la sporcizia). Non solo ma la morte può essere “buona”, quando avviene in tarda età con tutti i cari accanto, o “cattiva” se capita per assassinio, incidente o grave malattia. La prima è associata a fatti positivi come i buoni raccolti, l’altra rischia di portare tempeste, carestie od altre disgrazie.
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COSTUMI E CURIOSITà
quarantesimo giorno il tovagliolo veniva agitato al cimitero per “liberare” l’anima e quindi bruciato o gettato in un fiume. Anche gli abiti del defunto subiscono spesso un preciso rituale: benedetti dopo il funerale, vengono distribuiti agli astanti per facilitare l’elaborazione del lutto diminuendo l’attaccamento dei parenti ai beni del trapassato.
Le tradizionali Kolyva
È poi la volta del banchetto. Tradizionalmente veniva organizzato nella casa dello scomparso ma ora, soprattutto in città, viene spesso effettuato nella casa funeraria o al ristorante. Cibo e bevande sono offerte ai dolenti in un pasto commemorativo: il pominki. I cibi proposti in tali frangenti sono i blinis, una tortina di pesce e la kolyva (o kytia), un piatto preparato con grano e frutta, spesso di forma bombata a simboleggiare un duomo, decorato con dolciumi. Su di esso viene posta una candela e una benedizione precede la degustazione. La kolyva è un piatto fortemente simbolico che ricorda ai dolenti le citazioni bibliche su vita, morte e rinnovo
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alla tradizione popolare, dopo il passaggio della processione verranno gettati in terra rami di abete e ginepro per coprire le impronte dei dolenti. È molto importante che nessuno attraversi il corteo funebre perché ciò potrebbe portare sfortuna.
compreso il versetto tratto dal Vangelo di Giovanni “se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore produce molto frutto”. Interessanti anche le ricorrenze: i familiari ricordano gli amati scomparsi con preghiere, doni ai poveri e talvolta mangiando Kolyva al terzo, al nono ed al quarantesimo giorno dopo il decesso. Anche il compleanno ed il mezzo compleanno sono importanti. In alcune tradizioni si riteneva che l’anima del morto continuasse a girovagare per 40 giorni. Perciò venivano lasciati sul davanzale della finestra un tovagliolo ed una tazza d’acqua per consentire al caro estinto di rivisitare la casa, lavarsi e riposarsi. Al
Tutti i popoli, nel corso dei secoli, hanno maturato particolari usanze e rituali per superare il trauma della morte e della perdita. Un terreno affascinante, il cui studio, oltre a soddisfare le nostre curiosità, favorisce la comprensione delle diverse culture e l’accettazione delle diversità facilitando i rapporti umani.
Il Krasnyj Ugol, l’altarino domestico presente in molte abitazioni Russe
Dalla collaborazione tra Ferrioli Gianluca, Montarolo Fabrizio e la Vezzani Cremation nasce a Trino, FEDELE AMICO MIO. FEDELE AMICO MIO che ha inaugurato l’attività sabato 30/9/2017 dispone di un servizio all’avanguardia per la cremazione di animali da compagnia sia collettive che singole con la conseguente restituzione delle ceneri al proprietario dell’animale. Il servizio e la professionalità sono alla base dei principi dello staff di FEDELE AMICO MIO, i quali saranno a vostra disposizione 24/24H e per chi ne farà richiesta avrà la possibilità di assistere alla Cremazione e di poter dare l’ultimo saluto al proprio animale. L’impianto di cremazione istallato della Vezzani Cremation, specificatamente studiato per la cremazione di animali da compagnia, è un impianto ad altissimo contenuto tecnologico, rispettoso dell’ambiente e corrispondente alle più restrittive
Sala di attesa con espositore urne
Accoglienza crematorio
normative in materia di emissioni in atmosfera. Gli impianti della serie PET sono forni a camera di combustione statica in cui si ha la possibilità di eseguire sia la cremazione del singolo animale sia cremazioni multiple, la camera di cremazione infatti è predisposta per l’inserimenti
Ingresso stanza celle frigo
di N.4 carcasse contemporaneamente, mantenendo distinte le ceneri di ogni singolo animale così da poterle restituire ai rispettivi proprietari.
La particolare concezione dei nostri impianti vi garantiranno consumi e costi di gestione contenuti a fronte di prestazioni ottime. Per quanto riguarda l’ottenimento delle autorizzazioni, il personale della Vezzani Cremation seguirà insieme a voi, dall’inizio alla fine, le pratiche stesse. Celle frigo e forno crematorio
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LEGALE, FISCALE
Le nuove forme contrattuali a c u r a d i a v v. c a r l o a u g u s t o a n g e l i n i
A seguito all’abrogazione del sistema voucher precedente mente utilizzato per retribuire i lavori occasionali, dal 10 luglio 2007 sono state introdotte due nuove forme contrattuali: il Libretto Famiglia (LF) e il Contratto di prestazione occasionale (CPO).
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Archiviati i voucher per le prestazioni di lavoro occasionale, sono stati introdotti il Libretto Famiglia e il Contratto di prestazioni occasionali, gestiti dall’Inps.
Essi si differenziano in base alla categoria di utilizzatori
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che possono usufruirne, ossia i datori di lavoro che decidono di acquistare prestazioni di lavoro occasionali da parte di lavoratori, ovvero i prestatori. Ciascun strumento prevede, inoltre, modi e tempi diversi per comunicare la prestazione, ambiti distinti per i quali è applicabile questa forma lavorativa, ovvero diversi oggetti della prestazione, e differenti re-
gimi per i compensi e le contribuzioni obbligatorie. La gestione informativa e finanziaria delle prestazioni di lavoro occasionale è stata affidata all’ente previdenziale. Sarà pertanto l’Inps a gestire i versamenti effettuati dai datori di lavoro e ad erogare i compensi ai lavoratori. Passiamo ora ad analizzare più nel dettaglio questi nuovi stru-
persone fisiche, che non esercitano attività professionale o d’impresa. Gli utilizzatori non devono avere in corso, o avere avuto nei 6 mesi precedenti, rapporti di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa con i prestatori. Al termine della prestazione lavorativa, ed entro il terzo giorno del mese successivo allo svolgimento della stessa, il datore di lavoro deve dare comunicazione dei dati identificativi del lavoratore, del compenso concordato, del luogo, della durata, dell’ambito di svolgimento della prestazione e di eventuali altre informazioni necessarie. Una volta comunicate tutte le informazioni, il prestatore riceve tramite mail o sms la notifica relativa alla loro trasmissione. L’Inps provvede poi ad erogare, entro il quindicesimo giorno del mese successivo allo svolgimento dell’attività lavorativa, il compenso previsto.
nano e come vi si può accedere.
Il Libretto Famiglia Il Libretto Famiglia può essere utilizzato per acquisire prestazioni professionali in relazione a lavori domestici, incluse le attività di giardinaggio, pulizia o manutenzione, all’assistenza
domiciliare per bambini, anziani, persone ammalate e disabili, e all’insegnamento privato supplementare. È composto da titoli di pagamento del valore massimo di 10 euro, da usare per retribuire attività lavorative della durata massima di 1 ora. Il compenso effettivo del prestatore è pari a 8 Euro. Tale strumento è rivolto a
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menti, per capire come funzio-
Con tale contratto il soggetto, utilizzatore, può acquisire in modo semplice prestazioni di lavoro occasionale o saltuarie di ridotta entità. Il prestatore deve ricevere una retribuzione giornaliera non inferiore a 36 euro, ovvero al compenso previsto per 4 ore lavorative giornaliere. Può essere previsto che la paga oraria venga concordata liberamente dalle parti, ma non deve mai essere inferiore ai 9 euro l’ora, salvo che per il settore agricolo, per il quale sono previste condizioni particolari di applicazione della normativa. Veniamo al punto centrale, ossia chi può usufruire di
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Il Contratto di prestazione Occasionale (CPO)
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legale, fiscale
Ci sono però delle restrizioni per questa tipologia contrattuale. Il CPO che non può essere utilizzato nei seguenti casi: • datori di lavoro che, nel corso dell’anno civile prece- dente, hanno occupato mediamente più di 5 lavo- ratori subordinati a tempo indeterminato; • imprese edili, operanti in settori affini all’edilizia, nel settore delle miniere, cave e torbiere, e che esercitano l’attività di escavazione o di lavorazione di materiale lapideo; • esecuzione di appalti di opere o servizi. Per attivare tale contratto l’utilizzatore deve comunicare, attra-
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questo strumento. Possono fare ricorso al CPO professionisti, lavoratori autonomi, imprenditori, associazioni, fondazioni e altri enti di natura privata e pubbliche amministrazioni.
verso il servizio online ed entro un’ora prima dell’inizio della prestazione, i dati identificativi del prestatore, la retribuzione concordata, luogo, durata, tipologia e settore dell’attività lavorativa, e qualunque altra informazione necessaria. Effettuata la comunicazione, il lavoratore riceverà, anche in questo caso tramite sms o mail, la relativa notifica e l’Inps provvederà ad erogare il compenso entro il giorno 15 del mese successivo allo svolgimento dell’incarico professionale.
assicurativi e costi di gestione. Tali limitazioni prevedono: • per ciascun lavoratore compensi di importo com- plessivamente non supe- riore a 5.000 Euro, con riferimento alla totalità degli utilizzatori; • compensi di importo non superiore a 2.500 Euro per le prestazioni complessiva- mente fornite da ogni la voratore a favore del mede- simo datore di lavoro. Ricapitolando, un lavoratore non può percepire più di 2.500 euro all’anno per le prestazioni effettuate presso uno stesso datore di lavoro. Il datore di lavoro, dal canto suo, può ricorrere a più prestazioni di lavoro occasionale e a diversi prestatori purché i compensi per le attività lavorative non superino i 5.000 euro annuali e i 2.500 Euro per un singolo prestatore. È prevista inoltre, per i lavoratori che forniscono le prestazioni occasionali, l’assicurazione per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti, con iscrizione alla gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26 della legge 8 Agosto 1995, e quella contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali: tali oneri assicurativi sono interamente a carico degli utilizzatori.
Non rimane ora che parlare di un aspetto fondamentale, ossia i limiti di natura economica legati a questi due nuovi strumenti. Sia il Libretto Famiglia che il Contratto di prestazione occasionale sono soggetti a dei limiti economici, riferiti all’anno civile di svolgimento della prestazione e ai compensi percepiti dai prestatori, al netto di contributi, premi
Se i voucher sono stati bocciati in pieno, questi due nuovi strumenti non offrono vantaggi significativi né per i prestatori né tanto meno per gli utilizzatori, pertanto nel prossimo numero affronteremo il tema del “Contratto a chiamata”, il quale possiede caratteristiche del tutto simili a qualsiasi altro contratto di lavoro.
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La grottesca bocca dell’Orco nel sacro bosco di Bomarzo OLTRE MAGAZINE
Miti e riti dell’antica Roma Di Miranda Nera
ha costruito la propria esistenza tramite la religione e la ritualità, in cui il rapporto uomo-dio non era mai paritario e la divinità era spesso temuta e servita tramite offerte a decorrenza prestabilita. Dal punto di vista storico-antropologico i Romani rappresentano un popolo molto interessante; hanno risentito degli influssi mutuati dalle popolazioni sottomesse elaborando un concetto di religione non unitario e differente dalle etnie che li hanno preceduti. L’impero Romano si è espanso su di un territorio vastissimo, OLTRE MAGAZINE
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Quando si parla di religione si pensa immediatamente al legame di dipendenza tra l’uomo e una o più potenze superiori. In realtà il termine religione indica qualcosa di molto più complesso in cui il rito diviene il mezzo dell’uomo per elevarsi ed avvicinarsi a Dio. Ogni popolo
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Il rituale funebre presso i Romani e la leggenda di Orco.
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acquisendo terre e culture spesso molto diverse, distinguendosi per non avere mai imposto nettamente il proprio culto, lasciando per lo più libertà agli autoctoni di praticare le proprie credenze. Pur rispettando gli dei, la religiosità dei Romani era svincolata dal rapporto di cieca ed assoluta sottomissione: pregavano e compievano i riti per mantenere la pace tra gli uomini e gli dei e per soddisfare le necessità legate alla casa, alla famiglia, al raccolto ed alla guerra, mantenendo sempre una relazione di reciproco scambio. Il rapporto con la sfera divina aveva le caratteristiche di un contratto: ogni azione rituale ed evocativa doveva essere ripagata con il soddisfacimento dell’invocazione. Il culto dei morti era uno dei più
importanti nell’ambito della società romana. Il rito funebre era un dovere imprescindibile poiché rispondeva al compito fondamentale di accompagnare l’anima del defunto che altrimenti non avrebbe trovato pace. In questo caso le conseguenze più gravi sarebbero state per i vivi, più che per il defunto stesso. I morti venivano vestiti con la toga bianca dopo essere stati lavati e cosparsi di olio. I rituali di purificazione ed unzione hanno un retaggio molto antico e con ogni probabilità sono stati acquisiti grazie all’influsso culturale appreso dai popoli colonizzati. Si tratta, infatti, di un elemento simbolico spesso presente in molte tradi-
Rogier van der Weyden - L’altare dei sette sacramenti ,1445/1450
per profumi, oli e unguenti
zioni antiche che si sono tramandante nei secoli. Gli Egizi ed i Greci usavano assiduamente l’olio per le attività connesse al culto dei morti. A Roma, inoltre, all’ulivo veniva attribuito particolare valore, spesso era considerato moneta di scambio, e le sue foglie venivano intrecciate nelle corone degli eroi come simbolo di gloria. Successivamente il Cristianesimo acquisisce a sua volta molte modalità antiche, tanto che l’estrema unzione diventa un vero e proprio sacramento, amministrato dal sacerdote con l’olio santo, anche ai malati gravi, che ricevono il sollievo ed il conforto necessari per vincere le insidie del demonio e morire serenamente nella grazia di Dio.
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A Roma l’idea di rito, inteso come insieme di gesti ed azioni legato alla religiosità oppure al culto del defunto, era disciplinato da leggi precise, espressione massima della religio. Uno dei più interessanti è quello sacrificale: al termine della funzione religiosa il defunto veniva cremato, le sue ossa lavate con vino e latte e riposte nel sepolcro che doveva essere purificato con il sacrificio di un animale. Il rito tradizionale romano, o jus sacrum non poteva essere mutato per nessun motivo e andava eseguito alla perfezione per non
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Ampolle in vetro di epoca romana
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Un’altra interpretazione della bocca dell’Orco nel Sacro alterare il rapporto con la divinità. Un’infrazione, anche se non voluta, creava un piaculum e cioè una condizione di impurità che poteva essere espiata solo con un altro sacrificio. In caso di un piaculum volontario invece, il colpevole era soggetto alla punizione divina e rifuggito dagli uomini quasi come fosse un appestato. Prima di sacrificare un animale agli dei, veniva considerata l’età, il sesso, il colore del pelo o della pelle e la perfezione fisica. Le vittime scelte venivano sempre separate dal gregge per non essere contaminate. Il tema della contaminazione è ricorrente nella civiltà romana. Prima della pratica dei riti veniva eseguita la purificazione del corpo con il lavaggio delle mani e dei piedi, il sepolcro doveva essere a sua volta purificato prima di accogliere le spoglie, ed ogni animale prima del sacrificio doveva essere cosparso con mola salsa ovvero un impasto di farro e sale che aveva la capacità di separare l’animale dal mondo profano.
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Bosco di Bomarzo
Non è un mistero che la religio romana maturi negli anni grazie all’influsso del mondo greco. Vengono acquisite divinità che si ripetono con nomi diversi ma con caratteristiche identiche. Tra tutte però rimane una eccezione: il dio dei morti. Tutti
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conoscono Plutone e sue similitudini con Ade, la divinità greca, ma pochi conoscono l’esistenza di Orco. Orco è il dio dei morti del culto romano più antico, antecedente a Plutone. La sua origine è con ogni probabilità di derivazione etrusca. Il culto di Orco era praticato soprattutto nelle zone rurali, e negli anni è entrato nella tradizione folkloristica, avvolto da un’aura di mistero. Orco era una divinità antropomorfa, gigantesco con una folta barba, accoglieva le anime dei defunti in un mondo cupo e senza luce, popolato da demoni e senza possibilità di riscatto. Orco rappresenta la paura archetipica degli uomini associata alla morte ed è un personaggio grezzo e rude. Con l’avvento di Plutone Orco è stato dimenticato nella sua connotazione di divinità dell’oltretomba, ma è rimasto per sempre nella leggenda passando attraverso i secoli, ispirando storie fantastiche ed entrando a far parte delle fiabe di tutto il mondo.
Particolare raffigurante il
Sacrificio dell’agnello
Ampolla di epoca Romana Jacques Louis David - La morte di Seneca, 1773 d.C.