DOPO IL CASO DEI SANITARI SOSPESI
Rsa e ospedali,fronte per l'obbligo dei vaccini di MairttinaZambon bbligo di immunizzazione a chi 1.3 lavora con malati o persone fragili. Dopo il caso della Rsa di Belluno,con dieci operatori sanitari no vax sospesi, Dalla Lega al Pd,fronte bipartisan per chiedere a pagina 3 una norma in questo senso.
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La metafora di Zaia e l'appello del ministro D'Incà,da Venezia e Roma .si moltiplicano le prese di posizione: «Ne parleremo in commissione» II dibattito dì Martina Zambon
Una dose a chi lavora in ospedali e ospizi, fronte bipartisan uer l'obbligo eli le€~ve
Alla definizione «tema divisivo» si potrebbe tranquillamente accostare, tout court, quella di «vaccini». Eppure, nel mondo alla rovescia della pandemia, proprio sui vaccini, anzi, sull'obbligatorietà dei vaccini per i sanitari, sta nascendo un asse politico bipartisan. La scelta del tribunale di Belluno di rigettare il ricorso dei dieci operatori sociosanitari no vax di due case di riposo del capoluogo móntano avviati alla sospensione senza stipendio ha portato nuova linfa alla scuola di pensiero che chiede l'obbligo di immunizzazione a chi lavora con malati o persone fragili. Dalla Lega al Pd passando per il M5s (seppur con una gamma di sfumature diverse), l'arco costituzionale a Roma, come a Venezia, pare intenzionato a spingere per una norma in questo senso. La richiesta arriva a gran voce proprio dalle direzioni delle Rsa venete e non solo: «Bene il precedente legale di Belluno ma non si può gestire il personale a suon di ricorsi». Tanto più, aggiungiamo noi, che i bilanci traballanti legati proprio alla pandemia, sconsigliano di aprire non necessari capitoli di spese legali. Sul tema è intervenuto, con una delle sue ormai celebri
metafore, anche il presidente della Regione Luca Zaia: «Ritengo che il vaccino sia volontario, e questa deve essere una prerogativa di civiltà, ma non si può essere obiettore di coscienza, non voler toccare le armi e pretendere di andare a fare la guardia giurata. Chi vuole lavorare nelle Rsa sa che c'è questo problema». Il governatore plaude al lavoro della giudice di Belluno Anna Travia: «Credo che il giudice abbia saputo sapientemente cristallizzare' la situazione delle Rsa. All'inizio'queste vaccinazioni sono state rallentate perché c'era sospetto, però ora bisogna farle. Su 3.500 contagiati lo scorso ottobre, oggi sono roo». Visto dal Veneto, l'obbligo per i sanitari non è una scelta da far a cuor leggero ma resta ineludibile. «Abbiamo detto dall'inizio della pandemia che dovevamo affidarci alla scienza per uscirne e il vaccino è l'unico modo. - dice il capogruppo del Pd in consiglio regionale Giacomo Possamai - C'è il formidabile esempio positivo di un sanitario che si vaccina e poi c'è un tema di responsabilità. Logica vorrebbe che si vaccinassero senza obbligo ma se questa logica non c'è penso vada previsto l'obbligo con una legge». Il capogruppo
della lista Zaia, Alberto Villanova, di mestiere fa il dentista e continua a lavorare: «Siamo per la libertà vaccinale ma logicamente va tenuto conto che in strutture o reparti delicati può creare un problema di sicurezza per ospiti o pazienti. Vale il principio di precauzione soprattutto con persone fragili...». E a Roma? Nel governo di obbligo per i sanitari si sta già discutendo tanto che la commissione Affari sociali della Camera di cui fanno parte l'azzurro Dario Bond (favorevole) e il leghista Giuseppe Paolin (favorevole ma «ci confronteremo come gruppo, l'orientamento però sembra questo») confermano che fra una decina di giorni ïl tema sarà affrontato anche in commissione. Da bellunese e da ministro, il pentastellato Federico D'Incà spiega: «Questa sentenza ci deve fare riflettere su eventuali soluzioni normative adeguate che tengano insieme salute, lavoro e libertà di scelta. Io sono a favore dei vaccini come ho più volte ribadito e trovo utile questa sentenza che comunque costituisce un importante precedente e una base sulla quale lavorare. Faccio un appello al-
la coscienza di tutti gli operatori sanitari, affinché si vaccinino responsabilmente». Si sbilanciano di più, invece, i parlamentari. Barbara Guidolin, senatrice vicentina 5s, è proprio un'operatrice socio sanitaria e non ha dubbi: «Dopo la tragedia che abbiamo vissuto nelle Rsa penso sia un dovere morale usare ciò che abbiamo a disposizione per proteggerci e proteggere chi assistiamo. Il vaccino è stata un'ottima notizia e non usufruirne non è etico. Se il fenomeno degli operatori non vaccinati dovesse assumere dimensioni non controllabili mettendo a rischio gli anziani credo che una norma servirà. E una sconfitta, però, dovrebbe essere scontato vaccinarsi per chi fa questo mestiere». Il collega di movimento e membro della Commissione Igiene e Sanità del Senato, Giovanni Endrizzi specifica: «Non è possibile in una situazione di questo tipo intervenire con decreto su una materia così delicata, eventualmente con -una norma parlamentare. E opportuno l'obbligo? «I militari hanno l'obbligo vaccinale e questa è una guerra quindi una norma di questo tipo è legittima se il contesto emergenziale resta quel che è». ns RiRRODUZIONE RISERVATA