Quotidiano
IL GAZZETTINO
Data Pagina Foglio
«Veneto, molti contagi ma tanti asintomatici la curva sta calando»
09-12-2020 1+9 1/2
2.879 -1
osi VenetoNelle ivi ultime 24 ore registrati ierpi in si è liberato un posto E il record italiano nelle terapie intensive
>Anche ieri dati record. La responsabile della Prevenzione: «Meno nuove infezioni» Il virus in Veneto Anche ieri il Veneto ha mantenuto il record nazionale di nuovi contagi: 3.145 secondo il bollettino del mattino, poi sceso a 2.879 nel report pomeridiano. Ma seconda la responsabile della Prevenzione della Regione Veneto, Francesca Russo «c'è una leggera diminuzione del numero dei casi e una minore incidenza delle nuove infezioni per 100mila abitanti». Ma soprattutto, sottolinea, molti positivi sono asintomatici, cioè non sono malati. Vanzan a pagina9
Casi positivi:frequenza giornaliera eventi(media mobilea 7 giorni) i,! Ricoveri Positivi ■ Negativizzati •Deceduti 3200 3000 2800 2600 2400 2200 2000 1800 1600 1400 1200 1000 800 600 400 200
o
01/03/2020
01/05/2020
01/09,2020
01.'07/2020
Tasso nuove infezioni da COVID-19 per 100.000 abitanti 45_8
03/12/2020
435
450 400 350 300 250 200 150 100 50
0 08-14
15=21 Ott
22'-28
29-04
'
08-u
12-IS Nov •
19-25 •
IL GAZZËTTINO
26-02 Dic L'Ego-Huh
Norelest «in Veneto raltti contagi ma pochi sintomatici I[ la curva sta calantluu-
11 Moseferma Veneta affoga 1= ßt':7:,,..001/,..,....,._.,.-...1 _,.4
-_ -~-GmniwdopaJaomi -' _._. inuuaniopíii~e,tioeloár~
Quotidiano
IL GAZZETTINO
Data Pagina Foglio
09-12-2020 1+9 2/2
Il virus a Nordest
«In Veneto tanti contagi ma pochi sintomatici E la curva sta calando» >Russo (Prevenzione):«Ci è riconosciuta >Record nazionale con 2.879 nuovi casi l'alta capacità di monitoraggio dei positivi» ll Pds,<Zaia deve mettere più restrizioni»
IL BOOM C'è il
IL FOCUS VENEZIA Anche ieri il Veneto ha mantenuto il record nazionale di nuovi contagi: 3.145 secondo il bollettino del mattino, poi sceso a 2.879 con il report pomeridiano. Comunque più di Lombardia (1.656), Emilia Romagna (1.624), Lazio (1.501). E perché, come sostiene il governatore Luca Zaia, il Veneto fa tanti tamponi e quindi i positivi «se li va a cercare» o perché, come dice il Partito Democratico bisognerebbe mettere ulteriori restrizioni «anziché polemizzare con il governo sulle piste da sci o sul Natale»? E che cos'è che conta di più? 11 numero dei contagiati o lo "stato di salute" di chi si becca il Covid, cioè il fatto che magari sia senza sintomi? Se il Veneto in tutte queste settimane è rimasto in fascia gialla è perché la Cabina di regia del ministero della Salute e dell'Istituto superiore di sanità considera più indicatori.Che per il Veneto sono stati sostanzialmente favorevoli. A partire dalla curva dei contagi che sta mostrando una leggera flessione - fino alla capacità di segùire lo stato clinico dei soggetti. Ma vediamo i dati.
record di positivi. Il Pd con i consiglieri regionali capitanati dal capogruppo Giacomo Possamai ieri ha citato l'elaborazione della Fondazione Gimbe sui dati del ministero della Salute, da cui emerge come nella settimana tra il 25 novembre e il 2 dicembre il rapporto tra positivi e casi testati sia in Veneto del 66,8% contro una media nazionale del 25,1%. Più del doppio. Perché? La spiegazione del Pd, con implicita accusa alla Regione, è che il presidente Luca Zaia non ha messo in atto politiche tali da contenere il virus.
I TAMPONI Dall'inizio della pandemia il Veneto ha fatto più di 4 milioni di tamponi - dati forniti dalla Regione - di cui, nell'ultima settimana, 190.907 rapidi e 99.424 molecolari, con un aumento sulla settimana precedente rispettivamente del 19% e del 3,5%. La percentuale in Veneto di positivi sul numero di tamponi - dati ufficiali della Cabina di regia del ministero e dell'Iss - era,fino a due settimane fa, del 44,2%: a questa percentuale si arrivava contando i soli tamponi molecolari. Mercoledì 2 dicembre, per la prima volta, sono stati conteggiati anche i test antigenici e la percentuale di positivi
sul numero di esami è scesa al 13,5%. «L'abilità di testare tempestivamente tutti i casi sospetti spiega la dottoressa Francesca Russo, direttore del Dipartimento di Prevenzione della Regione del Veneto - è uno degli indicatori considerati dal ministero e dall'Iss». L'altro giorno Zaia ha detto che il rapporto è ulteriormente sceso al 6,93%. A livello nazionale il rapporto tra positivi e tamponi lunedì era del 12,3%, ieri 9,9%. Quindi il Veneto è messo meglio? La dottoressa Russo precisa che non tutte le Regioni hanno cominciato a considerare nel conteggio finale i test antigenici.
considerati è l'assenza di sintomi tra i soggetti positivi: tanti contagiati, sì, ma molti asintomatici. Un altro dato rilevante, dice la responsabile del Dipartimento Prevenzione,è la capacità di monitoraggio da parte della Regione: essere in grado di dire cosa succede alle persone contagiate e cioè se sono ricoverate e dove e per quanto tempo o se sono a casa. E il sistema di sorveglianza - «La capacità di seguire l'andamento dell'epidemia», dice Francesca Russo - e a fronte di una soglia minima del 60% il Veneto lo supera ampiamente: la settimana scorsa era all'85,4%.
LA CURVA
L'ACCUSA
La curva rossa dei positivi in Veneto sta calando. «C'è una leggera diminuzione del numero dei casi e una minore incidenza delle nuove infezioni per 100mila abitanti», dice Russo. Gli ultimi dati a disposizione - quelli nuovi saranno elaborati a partire da oggi per essere consegnati al ministero in vista dell'analisi della Cabina di regia di venerdì - mostrano un leggero calo anche sul fronte dei ricoveri e dei decessi in ospedale. L'Rt, cioè l'indice di trasmissione della malattia, si è mantenuto nel range compreso tra l e 1,25. Oltre al tasso di occupazione delle terapie intensive e dell'area non critica, uno dei dati
Il virologo Andrea Crisanti a L'aria che tira su La7 dice che ci sarà una terza ondata di Covid: «In queste condizioni è una certezza, l'Italia alla fine della prossima settimana sarà il paese europeo con più morti». E ancora: «Nel Veneto zona gialla come previsto i casi da quasi una settimana sono in aumento». E il paradosso, ha concluso, è che «le Regioni più preparate dal punto di vista sanitario adottano misure più blande: bisogna decidere se l'obiettivo è mantenere l'attività economica o tutelare la salute». Alda Vanzan RIPRODUZIONE RISERVATA ,