Skip to main content

circolare n12

Page 1

A TUTTI I CLIENTI LORO SEDI

CIRCOLARE N. 12/2020 IL LAVORO AI TEMPI DEL CORONA VIRUS : SMART WORKING - LAVORO AGILE: “LAVORO DA CASA” E MISURE DI SOSTEGNO AL REDDITO PER AZIENDE E LAVORATORI (CASSA INTEGRAZIONE)

1. SMART WORKING – LAVORO AGILE: AUTOCERTIFICAZIONE 2. INDENNITA’ PER LAVORATORI AUTONOMI (CO.CO.CO., AGENTI, ECC.) CHE SVOLGONO ATTIVITA’ LAVORATIVA O RISIEDONO NEI COMUNI DELLA C.D. “ZONA ROSSA” 3. AMMORTIZZATORI SOCIALI “ZONA ROSSA”: CASSA INTEGRAZIONE ORDINARIA (CIGO) 4. AMMORTIZZATORI SOCIALI REGIONI LOMBARDIA, VENETO ED EMILIA ROMAGNA: CASSA INTEGRAZIONE IN DEROGA


PREMESSA La necessità di evitare il diffondersi del COVID-19, c.d. “Coronavirus”, crea situazioni particolari anche nella gestione delle assenze dal lavoro, conseguenti alle misure adottate dalle autorità nell’ambito delle aree considerate a rischio epidemiologico.

1.

IL LAVORO AGILE

Ai sensi dell’art. 18 della legge n. 81/2017, il lavoro agile è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato che prevede un’alternanza della prestazione lavorativa, eseguita in parte all’interno dei locali aziendali ed in parte all’esterno, con una sostanziale indifferenza del legislatore per l’individuazione di questi ulteriori luoghi dove il lavoratore “agile” potrà decidere di lavorare, senza una postazione fissa predeterminata, entro i soli limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale, così per come fissati dalla legge e dalla contrattazione collettiva. Il DPCM dell’1° marzo 2020 e l’ultimo adottato il 4 marzo 2020 hanno allargato la misura del lavoro agile semplificato all’intero territorio nazionale fino alla data del 31 luglio 2020. Permane l’obbligo della comunicazione obbligatoria e in data 4 marzo 2020, il portale del Ministero del Lavoro ha reso accessibile una procedura semplificata per il caricamento massivo delle comunicazioni di smart working emergenziale. In particolare, la nuova procedura consente, limitatamente alla tipologia ‘emergenziale’ di lavoro agile, attiva fino al 31.7.2020, di ottemperare agli obblighi comunicativi del lavoro agile attraverso l’upload di due file:

1) l’autocertificazione (in formato pdf), contenente l’elenco dei lavoratori posti in regime di smart working; 2) il file excel (formato .xlsx), con i dati obbligatori richiesti dalla procedura di comunicazione (codice fiscale del datore di lavoro, codice fiscale del lavoratore insieme al relativo nome, cognome, data e comune di nascita, n. di PAT e voce di tariffa Inail applicata, insieme alla data di inizio e fine del periodo di applicazione dello smart working derogatorio).

LA COMPILAZIONE DELL’AUTOCERTIFICAZIONE L’autocertificazione attesterà comunque gli elementi essenziali del rapporto di lavoro agile rimandando, nel caso in cui lo smart working sia già presente in azienda e regolato da accordi aziendali o regolamenti disposti dal datore di lavoro, alle prassi già consolidate. Rispetto al telelavoro, si ricorda inoltre che la sede di


espletamento della prestazione lavorativa non dovrà necessariamente coincidere con il solo domicilio del lavoratore, tenendo però conto di come l’attivazione del lavoro agile in via automatica per effetto del rischio epidemiologico dovrà anche rispettare le peculiari condizioni delle aree geografiche in cui la mobilità risulterà limitata. Il c. 2 dell’art. 22 della L. n. 81/2017 chiarisce come il lavoratore sia tenuto a cooperare all'attuazione delle misure di prevenzione predisposte dal datore di lavoro per fronteggiare i rischi connessi all'esecuzione della prestazione all'esterno dei locali aziendali. Risulterà inoltre opportuno fornire al lavoratore in lavoro agile, seppur in difetto dell’accordo scritto, l’informativa in materia di sicurezza che specifichi i rischi generali e i rischi specifici connessi alla particolare modalità di esecuzione del rapporto di lavoro autonomamente prodotta dal datore di lavoro nel rispetto del D.Lgs. 81/2008 e in attesa dei modelli che saranno messi a disposizione da Inail sul proprio portale telematico. In riferimento agli strumenti di lavoro, a differenza del Telelavoro che -nella maggior parte dei contratti collettivi- prevede una dotazione completa degli stessi a carico del datore di lavoro, la disciplina del “lavoro agile” consente, secondo quanto specificato dal primo comma dell’art. 18 del Jobs Act del Lavoro Autonomo, il possibile utilizzo di strumenti tecnologici propri del lavoratore per lo svolgimento dell'attività lavorativa. Nel caso in cui gli stessi siano forniti dall’azienda, il successivo comma 2 esplicita che ricadrà sul datore di lavoro la responsabilità della sicurezza e del buon funzionamento degli strumenti tecnologici assegnati al suo dipendente. Nel caso di aziende che si ritrovino a utilizzare in modo straordinario tale istituto senza potere fornire alcun mezzo tecnologico ai lavoratori, l’autocertificazione (o, ancora meglio, l’accordo che sarà sempre possibile e più opportuno sottoscrivere) potrà specificare gli strumenti propri e le modalità di lavoro utilizzabili dal lavoratore nel rispetto delle norme sulla privacy, sulla sicurezza sul lavoro e sulla protezione del segreto aziendale.

ESEMPIO DI AUTOCERTIFICAZIONE LAVORO AGILE EX ART. 1 C. 1 LETT. N DPCM 4.3.2020 PREMESSO CHE Il sottoscritto ..., nato a … il … (C.f. ...) in qualità di legale rappresentante/procurato dell’impresa ... (C.f. … P. Iva ...) con la presente autocertificazione, ex D.P.R. n. 445/2000, DICHIARA CHE fra la Scrivente società e i lavoratori subordinati i cui dati anagrafici sono elencati nell’allegato è attivata la modalità di resa della prestazione lavorativa in forma di lavoro agile, ai sensi degli articoli da 18 a 23 della Legge n. 81 del 22 maggio 2017.


Secondo quanto previsto dall’art. 1 c. 1 lett. n del D.P.C.M. dell’4 marzo 2020, emanato in attuazione dell’art. 3, c. 1 del Decreto legge n. 6 del 23 febbraio 2020, il rapporto di lavoro agile è attivato a partire dal ... e, in via presuntiva, fino al 31 luglio 2020, salva successiva disposizione, fra le parti richiamate in assenza dell’accordo ordinariamente previsto dall’art. 18 della L. n. 81/2017. Durante tale periodo i lavoratori svolgeranno la propria prestazione lavorativa presso ... o altro luogo, preventivamente condiviso, rispondente ai criteri di sicurezza e profilassi richiesti dall’attuale emergenza sanitaria nonché dalla sicurezza dei dati aziendali trattati. I lavoratori utilizzeranno i mezzi tecnologici e informatici a propria disposizione secondo quanto previsto dall’art. 18 c. 1 della L. n. 81/2017 per rendere la prestazione lavorativa secondo le linee guida in materia di protezione dei dati personali e di salvaguardia delle informazioni di business condivise con la scrivente Società, mantenendo il proprio diritto alla disconnessione. L’orario di lavoro, l’inquadramento contrattuale, la retribuzione e le mansioni del lavoratore rimarranno le medesime specificate nel contratto di assunzione e successive integrazioni tempo per tempo comunicate al lavoratore. Il datore di lavoro ha inviato ai dipendenti e ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza in via telematica l’informativa scritta nella quale sono individuati i rischi generali e i rischi specifici in materia di sicurezza sul lavoro connessi alla particolare modalità di esecuzione del rapporto di lavoro in modalità agile nel rispetto dell’art. 22 della L. 81/2017. Per quanto non disciplinato dalla presente autocertificazione si rimanda alle disposizioni normative, contrattuali e ai regolamenti aziendali vigenti.

Lì, (luogo e data)

Il legale rappresentante

Elenco dei lavoratori a favore dei quali è attivata la prestazione di lavoro agile ex art. 1 c. 1 lett. N DPCM 4.3.2020 Nome

Cognome

C. fiscale

Comune di nascita

Data di Nascita


2.

INDENNITA’ PER LAVORATORI AUTONOMI:

È prevista la corresponsione di un’indennità mensile pari a 500 euro a favore dei: 

collaboratori coordinati e continuativi,

titolari di rapporti di agenzia e di rappresentanza commerciale,

lavoratori autonomi o professionisti, compresi i titolari di attività di impresa, che risultano iscritti all’assicurazione generale obbligatoria e alle forme esclusive e sostitutive della medesima nonché alla Gestione Separata INPS, alla data del 23 febbraio 2020 svolgono l’attività lavorativa nei Comuni della c.d. “zona rossa” o siano ivi residenti o domiciliati.

L’indennità in esame: 

richiede la preventiva presentazione di apposita istanza alla Regione, che ne tiene

conto secondo l’ordine cronologico di presentazione; 

spetta per un massimo di 3 mesi;

deve essere parametrata all’effettivo periodo di sospensione dell’attività;

non concorre alla formazione del reddito imponibile ai fini fiscali;

è erogata dall’INPS previo invio, da parte delle Regioni interessate, del decreto di concessione (da trasmettere telematicamente all’Istituto entro 48 ore dall’adozione) e della lista dei beneficiari, entro precisi limiti di spesa.


3.

GLI AMMORTIZZATORI SOCIALI PER LA “ZONA ROSSA”

Con riferimento all’ambito territoriale della c.d. “zona rossa”, a fronte della sospensione o riduzione dell’attività lavorativa da parte delle aziende conseguente all’emergenza epidemiologica, sono previste : 

specifiche misure volte a facilitare il ricorso alle prestazioni di sostegno al reddito ordinariamente previste come il trattamento di cassa integrazione ordinaria (CIGO) e l’assegno ordinario del Fondo di integrazione salariale (FIS) ovvero dei Fondi di solidarietà bilaterali;

misure straordinarie di sostegno al reddito quali la cassa integrazione in deroga,

Si riepilogano di seguito i Comuni rientranti nella “zona rossa”, individuati nell’allegato 1 al DPCM 1° marzo 2020

Regione

Lombardia

Veneto

Comune Bertonico Casalpusterlengo Castelgerundo Castiglione D’Adda Codogno Fombio Maleo San Fiorano Somaglia Terranova dei Passerini Vò

CIGO, assegno ordinario e CIG in deroga I datori di lavoro •

per le unità produttive site nei comuni della c.d. “zona rossa” ovvero

•

per le unità produttive site al di fuori dei predetti comuni, in riferimento ai lavoratori già residenti o

domiciliati nei comuni della c.d. “zona rossa” e impossibilitati a prestare la propria attività lavorativa, possono accedere a misure di sostegno al reddito differenziate in funzione del fatto che rientrino o meno nell’ambito di applicazione degli strumenti ordinariamente previsti quali la CIGO e l’assegno ordinario.


DATORI DI LAVORO RIENTRANTI NEL CAMPO DI APPLICAZIONE DELLA CIGO OVVERO DELL’ASSEGNO ORDINARIO. Per i datori di lavoro rientranti nel campo di applicazione della CIGO ovvero dell’assegno ordinario, la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa dovuta all’emergenza epidemiologica è qualificabile come evento transitorio e non imputabile all’impresa o ai dipendenti, che consente il ricorso alla relativa prestazione di sostegno al reddito. Rientrano nel campo di applicazione della CIGO le aziende industriali, le cooperative di produzione e le aziende artigiane del settore edile e lapideo. Risultano, invece, escluse le altre aziende artigiane, il settore credito e assicurazioni, il settore agricolo e il settore terziario. Per quanto riguarda la prestazione di assegno ordinario previsto per le aziende soggette al FIS, il DL n. 9/2020, in deroga alla disciplina ordinaria, prevede espressamente la sua estensione alle aziende che occupano mediamente più di 5 dipendenti (anziché 15 dipendenti come ordinariamente previsto). I lavoratori destinatari della misura di sostegno al reddito devono risultare alle dipendenze dei datori di lavoro richiedenti alla data del 23 febbraio 2020. Ai fini della richiesta di intervento, il DL n. 9/2020 prevede un iter semplificato che: •

dispensa, il datore di lavoro, dall’osservanza della consultazione sindacale (comunicazione preventiva alle RSA o RSU nonché eventuale esame congiunto) nonché, per l’assegno ordinario, dall’obbligo di accordo, ove previsto;

•

concede più tempo per la presentazione della domanda. Nello specifico, quest’ultima deve essere presentata entro la fine del quarto mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa.

Per espressa previsione normativa, il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa in oggetto non può essere superiore a tre mesi. È, inoltre, previsto che i periodi di trattamento CIGO e assegno ordinario concessi in relazione all’emergenza Coronavirus, non sono computati ai fini delle durate massime complessive previste. Le prestazioni di sostegno al reddito sono riconosciute entro limiti massimi di spesa che saranno oggetto di monitoraggio a cura dell’INPS. Qualora, dal predetto monitoraggio, emergesse che è stato raggiunto, anche in via prospettica, il limite di spesa, l’Istituto non prenderà in considerazione ulteriori domande. Preme evidenziare che, in attesa delle necessarie istruzioni che dovranno essere fornite dall’INPS per la corretta gestione degli eventi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa conseguente all’emergenza epidemiologica, si ritiene che, per i relativi periodi di assenza dal lavoro, il datore (rientrante nel campo di


applicazione della CIGO ovvero dell’assegno ordinario) possa anticipare ai dipendenti i trattamenti a carico INPS ancorché non ne abbia ancora fatta richiesta. Tali assenze, in mancanza delle istruzioni da parte dell’Istituto previdenziale, non troveranno, al momento, distinta evidenza. Si renderà verosimilmente necessario riconsiderare, a posteriori, le predette assenze nel momento in cui si perfezionerà l’intero inter di richiesta. Inoltre, trattandosi di trattamenti: •

connessi ad eventi oggettivamente non evitabili e

•

concessi ad aziende che rientrano nell’ambito di applicazione della CIGO ovvero dell’assegno ordinario,

si ritiene che, in relazione agli stessi, non sia dovuto il contributo addizionale.

DATORI DI LAVORO SENZA COPERTURA CIGO O ASSEGNO ORDINARIO (datori di lavoro con meno di 5 dipendenti) I datori di lavoro del settore privato, compreso quello agricolo ed escluso quello domestico, non rientranti nell’ambito di applicazione di CIGO e assegno ordinario, a fronte della sospensione o riduzione dell’attività lavorativa dovuta all’emergenza epidemiologica, possono presentare domanda di CIG in deroga. Per espressa previsione normativa, il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa in oggetto non può essere superiore a tre mesi a decorrere dalla data del 23 febbraio 2020. Le domande di concessione del trattamento vanno presentate alla Regione interessata che le istruisce secondo l’ordine cronologico di presentazione. Il trattamento è concesso con decreto della Regione, da trasmettere all’INPS in modalità telematica entro quarantotto ore dall’adozione. La Regione, unitamente al predetto decreto, invia la lista dei beneficiari all’Istituto previdenziale che provvede all’erogazione diretta delle prestazioni. Anche in questo caso il trattamento è riconosciuto entro limiti massimi di spesa e limitatamente ai dipendenti in forza alla data del 23 febbraio 2020. Preme evidenziare che, in attesa delle necessarie istruzioni che dovranno essere fornite dall’INPS per la corretta gestione degli eventi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa conseguente all’emergenza epidemiologica, si ritiene che, per i relativi periodi di assenza dal lavoro, il datore (non rientrante nel campo di applicazione della CIGO ovvero dell’assegno ordinario) non possa anticipare prestazioni a carico dell’Istituto previdenziale (che, peraltro, le liquiderà direttamente ai lavoratori aventi diritto). Si ritiene,


inoltre, che eventuali erogazioni da parte del datore di lavoro a copertura delle giornate di assenza dal lavoro possano assumere la natura di prestito al dipendente. Anche in questo caso, si renderà verosimilmente necessario riconsiderare, a posteriori, le predette assenze nel momento in cui si perfezionerà l’intero inter di richiesta. Indennità per lavoratori autonomi: È prevista la corresponsione di un’indennità mensile pari a 500 euro a favore dei 

collaboratori coordinati e continuativi,

titolari di rapporti di agenzia e di rappresentanza commerciale,

lavoratori autonomi o professionisti, compresi i titolari di attività di impresa, che

risultano iscritti all’assicurazione generale obbligatoria e alle forme esclusive e sostitutive della medesima nonché alla Gestione Separata INPS, alla data del 23 febbraio 2020 svolgono l’attività lavorativa nei Comuni della c.d. “zona rossa” o siano ivi residenti o domiciliati.

L’indennità in esame: 

richiede la preventiva presentazione di apposita istanza alla Regione, che ne tiene conto secondo l’ordine cronologico di presentazione;

spetta per un massimo di 3 mesi;

deve essere parametrata all’effettivo periodo di sospensione dell’attività;

non concorre alla formazione del reddito imponibile ai fini fiscali;

è erogata dall’INPS previo invio, da parte delle Regioni interessate, del decreto di concessione (da trasmettere telematicamente all’Istituto entro 48 ore dall’adozione) e della lista dei beneficiari, entro precisi limiti di spesa.


4.

GLI AMMORTIZZATORI SOCIALI PER LE REGIONI LOMBARDIA, VENETO ED EMILIA ROMAGNA

Con riferimento all’ambito territoriale delle Regioni Lombardia e Veneto (al di fuori della c.d. “zona rossa”) ed Emilia Romagna, i datori di lavoro possono accedere a misure di sostegno al reddito differenziate in funzione del fatto che rientrino o meno nell’ambito di applicazione degli strumenti ordinariamente previsti quali la CIGO e l’assegno ordinario. DATORI DI LAVORO SENZA COPERTURA CIGO O ASSEGNO ORDINARIO I datori di lavoro del settore privato, compreso quello agricolo ed escluso quello domestico, per i quali non trova applicazione la CIGO o l’assegno ordinario, •

con unità produttive situate nei territori delle Regioni Lombardia e Veneto (al di fuori della c.d. “zona rossa”) ed Emilia Romagna ovvero

•

che non hanno sede legale o unità produttiva od operativa in suddette regioni, limitatamente ai lavoratori in forza residenti o domiciliati nelle predette regioni, potranno richiedere trattamenti di CIG in deroga

•

limitatamente ai casi di accertato pregiudizio derivante dalla sospensione o riduzione dell’attività in conseguenza ad ordinanze emanate dal Ministero della Salute d’intesa con le Regioni, nell’ambito dei provvedimenti assunti con il DL 23 febbraio 2020, n. 6 e

•

previo accordo con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative.

Per espressa previsione normativa, il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa in oggetto non può essere superiore ad un mese. Anche in questo caso, i trattamenti sono concessi entro limiti massimi di spesa differenziati per ciascuna Regione coinvolta. Si precisa che, per espressa previsione normativa, il trattamento di CIG in deroga in oggetto, limitatamente ai lavoratori del settore agricolo, per le ore di riduzione o sospensione delle attività, non può essere equiparato a lavoro ai fini del calcolo delle prestazioni di disoccupazione agricola.

Lo Studio pur nella complessità e nell’evoluzione della disciplina in oggetto si rende fin d’ora disponibile ad approfondire l’applicazione di dette disposizioni. Cordiali saluti. Torri di Quartesolo, 09 Marzo 2020 VESCOGIARETTA GROUP


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
circolare n12 by off_lab - Issuu