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Quotidiano
Data Pagina Foglio
18-10-2020 1+3 1/2
LE RAGIONI DELLA SCELTA
Le pressioni deiterritori e gli equilibri nella Lega dietro le mancate sorprese
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CORRIERE DEL VENETO
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gongolano: assessore alla Sanità(Lanzarin), presidente del consiglio (Ciambetti), vice presidente del consiglio (Finco).E c'è pure Elena Donazzan, a conferma della ritrovata intesa con Fratelli d'Italia dopo l'incidente sulla mancata vice presidenza del consiglio (Polato sarà con tutta probabilità il capogruppo dei Meloni's). Altro dato politico che non sfugge: la scelta della continuità, che conferma in giunta assessori ricandidati per diktat di Salvininella lista del partito, premia soprattutto i non eletti della Lega a discapito di quelli della Lista Zala (ira cui Stefano Busolin, storico Zala boy rimasto fuori per un soffio a Treviso che secondo molti, alla vigilia, sarebbe stato tra le ragioni della sicura nomina ad assessore di uno «zaiano della Marca»:così non è stato). Giuseppe Pan, Giampiero Possamai, Milena Cecchetto Marco Andreoli, Laura Cestari pren• deranno posto al Ferro Fini merii,nella seduta in cui «usato sicuro» il presidente esporrà all'aula il Un suo programma,accanto a due soli «zaiani» ossia Giovanni • • Puppato(comunque uno stoeetghista aV
de ragioni della scelta
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VENEZIA Continuità e austerità, certo. Ma non solo. Nonostan te il governatore Luca Zaia ieri abbia insistito sul fatto che <d partiti non hanno interferito» e «nessuno ha fatto pressioni»,non c'è dubbio che la nuova giunta rifletta alcune precise scelte politiche, oltre che una linea amministrativa. Così,ad esempio,la decisione di circondarsi di una squadra ridotta all'osso, con assessori che assommano deleghe pesantissime come la Sanità e il Sociale (Lanzarin)o il Turi smo e l'Agricoltura (Caner) di sicuro è legata alla volonta di dare un segnale sul fronte del contenimento dei costi(narrazinne peraltrofortemente contestata dall'opposizione che ricorda come l'obbligo per gli assessori di dimettersi dal consiglio con conseguente subentro dei primi dei non eletti, una novità di questa legislatura, comporterà in realtà una moltiplicazione degli stipendi rispetto alla precedente,quando gli assessori stavano pure sugli scranni del Ferro Fini)
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I consiglieri ripescati,5 dalla lista Lega
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ma dall'altra è stata dettata anche dalla necessità di arginare le pressioni che provenivano dalla Lega sul territorio, in particolare da Verona, Treviso e Padova,dove moltispingevano per avere il secondo asses-
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sore, considerato una «dimostrazione di forza» rispetto agli equilibri interni. Verona premeva per Roberto Mantovanelli, Padova per Fabrizio Boron o Luciano Sandonà, Treviso per Marzio Favero, Alberto Villanova, Silvia Rizzotto. Zaia ha risolto il problema alla radice, nominando un solo assessore leghista per provincia, senza risparmiare una stilettata: «Mi fa sorridere leg gere che c'è gente che considera questo o quel territorio "più importante" a seconda del numero di assessori che può vantare. Quando si entra in giunta silavora per il bene di tuttii veneti,io mica firmo le delibere pensando solo a Treviso...». Sarà. I vicentini comunque
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Joe cui al Balbi ieri si sorrideva per l'abbinata conPan. Come spesso accadrà in l le cose dunqpiù essanti accadono ue tra le mura diLega e Lista Zaia; quanto al resto, c'è poco da scavare. Di Fratelli d'Italia si è detto:confermano Donazzan e pare abbiano strappato la promessa di alcune nomine «risarcitorie» nelle commissioni e nei posti di sottogoverno. Forza Italia, invece, si conferma impalpabile, come analìzza in modo impietoso il deputato(ed ex capogruppo in Regione)Dario Bond: «Dalla nascita di Forza Italia, e la prima volta che il partito rimane fuori dalla giunta del Veneto. È giusto chiedersi come mai. È vero che il risultato elettorale non è stato buono, ma in una coalizione si rispettano senipre le presenze, in un sistema di pesi e contrappesi, o almeno noi così abbiamo sempre fatto quando gli equilibri con la Lega erano invertiti. Si vuole uccidere una parte politica In difficoltà?Può darsi». Ma.go, ia RIPRODUZIONE RISERVATA
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