I PRINCIPALI PROFILI IVA DEL COMMERCIO ELETTRONICO
Introduzione Il commercio elettronico consiste nello svolgimento di transazioni commerciali su reti elettroniche con conseguente scambio di beni (materiali o immateriali) o servizi, dietro corrispettivo, tra le parti contraenti. Quando si parla di commercio elettronico, occorre tener presente che le principali fasi del rapporto commerciale, non solo la semplice conduzione delle transazione, sono «elettroniche». Ci si riferisce, in particolare, alla ricerca ed individuazione del potenziale cliente, alla trattativa e alla negoziazione, agli adempimenti e alle scritture formali e, infine, al pagamento.
Le diverse forme di commercio elettronico 2.
Distinzione in base alla modalità di consegna dei beni
In funzione della modalità di consegna del bene (materiale o immateriale) oggetto della transazione è possibile distinguere tra:
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Commercio elettronico diretto: si riferisce alla cessione elettronica di beni virtuali o di servizi via web ovvero su dispositivi mobili come smartphone e tablet (fornitura di App, di prodotti MP3, di siti web, di programmi, di immagini, di testi e di informazioni, l’accesso a banche dati, la fornitura di musica, film, giochi, la formazione a distanza, i programmi artistici, sportivi, culturali, di intrattenimento, ecc.) che costituisce sempre e comunque una prestazione di servizi e consente alle parti di concludere la transazione con scarico telematico del prodotto acquistato sotto forma di file digitale, con contemporanea esecuzione del pagamento on-line.
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Commercio elettronico indiretto: si riferisce alla cessione di beni materiali (es. capi di abbigliamento, articoli per la casa, elettrodomestici, ecc.) in cui le parti utilizzano la rete per concludere il contratto ed eseguire il pagamento, salvo poi, in un secondo momento, spedire il bene utilizzando le vie tradizionali seguendo il sistema delle «vendite per corrispondenza».
(
Commercio elettronico diretto: profili definitori (1/3) Le operazioni interessate sono quelle che hanno per oggetto un bene o un servizio che è messo disposizione del destinatario in forma digitale e tramite una rete elettronica. In tutti questi casi non si tratta di una cessione di beni ma di una prestazione di servizi, per cui il momento impositivo agli effetti dell’IVA coincide con il pagamento del corrispettivo. Secondo l’art. 7, par. 1 del Regolamento (UE) 282/2011, i servizi prestati tramite mezzi elettronici «comprendono i servizi forniti attraverso internet o una rete elettronica la cui natura rende la prestazione essenzialmente automatizzata, corredata da un intervento umano minimo e impossibile da garantire in assenza della tecnologia dell’informazione». Secondo il par. 2 dell’art 7 poc’anzi citato, rientrano in questa disciplina: • la fornitura di prodotti digitali in genere, compresi software, loro modifiche e aggiornamenti; • i servizi che veicolano o supportano la presenza di un’azienda o di un privato su una rete elettronica, quali un sito o una pagina web; • i servizi automaticamente generati da un computer attraverso internet o una rete elettronica, in risposta a dati specifici immessi dal destinatario; • la concessione, a titolo oneroso, del diritto di mettere in vendita un bene o un servizio su un sito internet che operi come mercato on-line, in cui i potenziali acquirenti fanno offerte attraverso un procedimento automatizzato e in cui le parti sono avvertite di una vendita attraverso posta elettronica generata automaticamente da un computer;
Commercio elettronico diretto: profili definitori (2/3) •
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le offerte forfettarie di servizi internet nelle quali la componente delle telecomunicazioni costituisce un elemento accessorio e subordinato (vale a dire, il forfait va oltre il semplice accesso a internet e comprende altri elementi, quali pagine con contenuto che danno accesso alle notizie di attualità, alle informazioni metereologiche o turistiche, spazi di gioco, hosting di siti, accessi a dibattiti on line, ecc.) i servizi elencati nell’allegato I al Reg. UE n. 282/2011.
Non rientrano, in particolare, tra i servizi prestati mediante mezzi elettronici (art. 7, part. 3, del Reg. UE del 282/2011): • i servizi di teleradiodiffusione; • i servizi di telecomunicazione; • i beni per i quali l’ordine o la sua elaborazione avvengono elettronicamente; • i CD-ROM, i dischetti e supporti fisici magnetici; • il materiale stampato, come i dischetti e supporti fisici magnetici; • i CD e le audiocassette; • le video cassette e i DVD; • i giochi su CD-ROM; • i servizi dei professionisti, quali avvocati e consulenti finanziari, che forniscono consulenze ai clienti mediante la posta elettronica;
Commercio elettronico diretto: profili definitori (3/3) • • • • • • • • • • • •
i servizi di insegnamento, per i quali il contenuto del corso è fornito da un insegnante attraverso internet o una rete elettronica, vale a dire mediante un collegamento remoto; i servizi di riparazione materiale off line delle apparecchiature informatiche; i servizi di conservazione dei dati off line; i servizi pubblicitari, ad esempio su giornali, manifesti e in televisione; i servizi di helpdesk telefonico; i servizi di insegnamento che comprendono esclusivamente corsi per corrispondenza, come quelli inviati per posta; i servizi tradizionali di vendita all’asta che dipendono dal diretto intervento dell’uomo, indipendentemente dalle modalità di offerta; i servizi di videofonia; l’accesso a internet e al World Wide Web; i servizi telefonici forniti attraverso internet; la prenotazione in linea di biglietti di ingresso a manifestazioni culturali, artistiche, sportive, scientifiche, educative, ricreative o a manifestazioni affini; la prenotazione in linea di soggiorni alberghieri, autonoleggio, servizi di ristorazione, trasporto passeggeri o servizi affini.
Commercio elettronico diretto: territorialità IVA Le prestazioni rese nell’ambito dei rapporti B2B si considerano rilevanti in base alla regola del committente. Pertanto, tali prestazioni devono considerarsi: • territorialmente rilevanti ai fini IVA in Italia se rese a soggetti passivi ivi stabiliti; • non rilevanti ai fini IVA in Italia se rese a soggetti passivi stabiliti in altri Stati comunitari o in Stati extracomunitari. Per le prestazioni rese nell’ambito dei rapporti B2C, per effetto del novellato art. 7-octies del d.P.R. n. 633/72, con effetto dall’1/1/2019 sono cambiati i criteri territoriali applicabili ai servizi di telecomunicazione, teleradiodiffusione ed elettronici. In deroga alla regola di territorialità prevista per le prestazioni di servizi generiche rese in ambito B2C, i servizi elettronici resi nei confronti di privati consumatori sono rilevanti ai fini IVA in Italia se il committente è ivi domiciliato o ivi residente senza domicilio all’estero. Pertanto in caso di servizi elettronici resi a privati UE, il prestatore è tenuto ad applicare l’IVA nello Stato membro del committente e ad adempiere i relativi obblighi identificandosi in tale Stato. Tuttavia, il novellato art. 7-octies prevede una soglia annua di Euro 10.000, al di sotto della quale i servizi di telecomunicazione, teleradiodiffusione ed elettronici assumono rilevanza nel paese di stabilimento del fornitore, anziché in quello del cliente «privato consumatore».
Commercio elettronico diretto: Regime One Stop Shop Il soggetto passivo che presta servizi elettronici, servizi di telecomunicazione e teleradiodiffusione (c.d. servizi «TTE») nei confronti di committenti non soggetti passivi IVA stabiliti nel territorio di altri Stati membri può avvalersi, a far dara dall’1/7/2021, del nuovo regime OSS (One Stop Shop), il quale ricomprende per altro tutte le tipologie di servizi. Questo regime consente agli operatori di adempiere in un unico Stato membro (Stato di identificazione) gli obblighi IVA relativi ai servizi «TTE» resi nei confronti di privati nella UE, senza la necessità di identificarsi, ai fini IVA, presso ciascuno degli Stati membri in cui i clienti sono stabiliti. Di tale regime avremo modo di parlare nelle successive slides.
Commercio elettronico indiretto: vendite a distanza (1/4) Nel caso in cui le vendite in oggetto avvengano «Italia su Italia», cioè i beni sono spediti o trasportati a favore di un consumatore in Italia, si fa riferimento all’art. 2 del d.P.R. n. 633/72 che disciplina le cessioni di beni, e quindi si realizza una cessione domestica. Quando, invece, le vendite sono poste in essere fra diversi Stati comunitari, cioè i beni sono spediti o trasportati a favore di un consumatore ubicato in uno Stato membro UE, la cessione viene dall’art. 18 del D.Lgs. n. 114/1998 alle vendita per corrispondenza (o a distanza) (cfr. Risoluzione n. 274/E del 2009). L’art. 14, par. 4 della Direttiva 2006/112/CE, introdotto dalla Direttiva n. 2017/2455/UE, evidenzia che, per le vendite per corrispondenza (o a distanza), non è qualificante il mezzo attraverso il quale tali cessioni si realizzano, bensì, la circostanza che i beni siano spediti o trasportati dal venditore o per suo conto, anche quando il fornitore interviene indirettamente nel trasporto o nella spedizione.
Commercio elettronico indiretto: vendite a distanza (2/4) Si considera il fornitore come intervenuto indirettamente nel trasporto/spedizione nei seguenti casi:
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quando la spedizione o il trasporto dei beni è subappaltato dal fornitore a un terzo che consegna i beni all’acquirente;
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quando la spedizione o il trasporto dei beni è effettuato da un terzo ma il fornitore assume la responsabilità totale o parziale della consegna delle merci all’acquirente;
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quando il fornitore fattura e riscuote le spese di trasporto dall’acquirente per poi trasferirle a un terzo che organizza la spedizione o il trasporto dei beni;
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quando il fornitore promuove con ogni mezzo i servizi di consegna di un terzo presso l’acquirente, mette in contatto l’acquirente e un terzo o comunica in altro modo a un terzo le informazioni necessarie per la consegna dei beni al consumatore.
Non vi è intervento del fornitore ove l’acquirente stesso effettui il trasporto dei beni o ne organizzi la consegna con un terzo e il fornitore non intervenga per coadiuvarne l’organizzazione.
Commercio elettronico indiretto: vendite a distanza (3/4) Il nuovo art. 38-bis del D.L. n. 331/93, come modificato dal D.Lgs. n. 83/2021, distingue tra:
• •
vendite a distanza intracomunitarie di beni vendite a distanza di beni importati da Paesi o territori terzi.
In entrambe le fattispecie, come anticipato, i beni devono essere spediti o trasportati dal fornitore o per suo conto, anche quando il fornitore interviene indirettamente nel trasporto o nella spedizione dei beni, rispettivamente: • a partire da uno Stato membro diverso da quello di arrivo della spedizione o del trasporto a destinazione dell’acquirente («vendite a distanza intracomunitarie di beni»); • importati da Paesi o territori terzi («vendite a distanza di beni importati»). La spedizione o il trasporto devono avvenire a destinazione: • di persone fisiche non soggetti d’imposta (consumatori finali); • degli organismi internazionali o consolari; • di cessionari non tenuti ad applicare l’imposta sugli acquisti intracomunitari e che non hanno optato per l’applicazione della stessa (con esclusione dei beni soggetti ad accisa).
Commercio elettronico indiretto: vendite a distanza (4/4) In conformità all’art. 14, par. 4 della Direttiva n. 2006/112/CE, l’art. 38-bis esclude dall’ambito delle vendite a distanza le cessioni: • di mezzi di trasporto nuovi; • di beni da installare, montare o assiemare a cura del fornitore o per suo conto nello Stato di arrivo della spedizione o del trasporto. Sono altresì escluse dall’ambito applicativo delle vendite a distanza, le cessioni di beni d’occasione e di oggetti d’arte, da collezione o d’antiquariato e le cessioni di mezzi di trasporto d’occasione, assoggettati al regime del margine. Per quanto riguarda i beni soggetti ad accisa, le relative cessioni rientrano nella disciplina delle vendite a distanza sempreché il fornitore intervenga direttamente o indirettamente nel trasporto e siano effettuate nei confronti (i) di privati consumatori o (ii) di organismi internazionali o consolari.
Commercio elettronico indiretto: territorialità IVA (1/4) Sul piano territoriale, in deroga all’art. 7-bis, co. 1 del D.P.R. n. 633/72, che individua il territorio dello Stato come luogo di cessione dei beni mobili ivi esistenti, fisicamente e giuridicamente, al momento della cessione, gli artt. 40 e 41 del D.L. n. 331/93 sono stati modificati dal D.Lgs. n. 83/2021 per prevedere che le vendite a distanza divengono territorialmente rilevanti nello Stato di arrivo della spedizione o del trasporto (Principio di destinazione). Di conseguenza, secondo il principio di destinazione: • sono territorialmente rilevanti in Italia le vendite a distanza di beni con partenza da altro Stato membro o da un Paese terzo e arrivo in Italia; • non sono territorialmente rilevanti in Italia le vendite a distanza di beni con partenza dall’Italia o da un Paese terzo e arrivo in un altro Stato membro. Nella nuova disciplina delle vendite a distanza intracomunitarie di beni, così come modificata dal D.Lgs. n. 83/2021, la rilevanza territoriale nel paese di arrivo della spedizione o del trasporto presuppone il superamento di una soglia annua di Euro 10.000, oppure l’opzione del cedente per la tassazione a destinazione, in linea con quanto già previsto dall’art. 7-octies del D.P.R. n. 633/72 per i servizi di telecomunicazione, teleradiodiffusione ed elettronici.
Commercio elettronico indiretto: territorialità IVA (2/4) Quanto detto può essere sinteticamente rappresentato in questa tabella. Soglia annua
Luogo impositivo
<10.000 Euro (al netto IVA)
IVA nel Paese del fornitore, salvo opzione per l’imponibilità nel Paese del cliente
>10.000 Euro (al netto IVA)
IVA nel Paese del cliente, previa identificazione al regime OSS
In caso di superamento della soglia nel corso dell’anno, le operazioni già eseguite nel periodo anteriore al superamento s’intendono effettuate nello Stato membro di origine. L’imposta verrà applicata secondo il principio di destinazione soltanto a partire dalla cessione che ha determinato il superamento della soglia. Qualora il valore totale delle operazioni superi la soglia di Euro 10.000, per evitare ai soggetti passivi cedenti di identificarsi in ciascun Stato membro in cui effettuano vendite a distanza, essi potranno accedere al Regime OSS (One Stop Shop), il quale offre la possibilità di registrarsi in unico Stato membro al fine di adempiere agli obblighi IVA per le cessioni effettuate in ciascun Stato membro.
Commercio elettronico indiretto: territorialità IVA (3/4) Nel determinare il limite annuo si Euro 10.000, occorre sommare i valori totali, al netto dell’IVA, non solo delle vendite intracomunitarie a distanza di beni, ma anche delle prestazioni di servizi di telecomunicazione, teleradiodiffusione ed elettronici (vale a dire quelli puntualmente descritti nelle precedenti slide sul commercio elettronico diretto) resi a consumatori finali di altri Stati membri; la soglia non comprende, invece, le suddette prestazioni per le quali il luogo di effettuazione coincide con il luogo di stabilimento del prestatore, come accade, ad esempio, quando il prestatore e il cliente del servizio elettronico siano entrambi stabiliti in Italia.
Commercio elettronico indiretto: territorialità IVA (4/4) Le vendite a distanza intracomunitarie di beni sono soggette all’IVA nello Stato membro in cui è stabilito il fornitore se sono soddisfatte tutte le seguenti condizioni: • il fornitore è stabilito in un solo Stato membro; • effettua vendite a distanza intra UE di merci e spedisce tali merci a un altro Stato membro rispetto a quello in cui è stabilito; • il valore totale di tali vendite (unitamente a quello di fornitura di servizi TBE) non supera Euro 10.000 (IVA esclusa) nell’anno solare in corso e in quello precedente; • non ha esercitato l’opzione per la tassazione a destino. Al ricorrere di tali condizioni le vendite intracomunitarie a distanza, fino a Euro 10.000, avranno lo stesso trattamento IVA delle forniture nazionali.
Casi pratici esaminati dalla Commissione UE 1.
Una società con sede (solo) in Italia vende merci a distanza a clienti residenti in Germania, Repubblica Ceca e Svezia. Il valore totale di tali vendite supera i 10.000, ma non supera la soglia di 35.000 per ciascuno Stato UE. Ci sono delle novità legate al nuovo regime?
Dal 1° luglio 2021, la precedente soglia annuale di vendite a distanza di 35.000 Euro ( o di 100.000) per ciascun Stato UE è stata abrogata. Al suo posto è stata introdotta la soglia di 10.000 Euro all’anno che copre tutte le vendite a distanza di beni ai clienti in tutti gli Stati membri dell’UE. Secondo le nuove regole, poiché nel caso specifico viene superata la soglia di 10.000 Euro, il luogo in cui l’operazione si ritiene avvenuta è il paese di destinazione (Germania, Repubblica Ceca e Svezia).
Casi pratici esaminati dalla Commissione UE 2.
Una società con sede in Italia effettua cessioni di beni interne e, in modo occasionale, vendite a distanza di merci per un importo non superiore a Euro 10.000 a clienti in Germania. La società ha una stabile organizzazione in Ungheria dove effettua vari servizi. Si applica la soglia di Euro 10.000?
Non si applica la soglia di Euro 10.000 poiché questa è applicabile soltanto ai fornitori stabiliti in un solo Stato membro.
Casi pratici esaminati dalla Commissione UE 3.
Una società con sede in Italia e con uno stock di merci in Germania effettua vendite a distanza di merci dall’Italia e dallo stock in Germania a clienti polacchi per Euro 4.000 e a clienti belgi per Euro 4.500. Vale la soglia di Euro 10.000?
Non si applica la soglia di Euro 10.000 poiché le merci vengono spedite da due Stati membri, con conseguenti vendite a distanza da più di uno Stato membro. Affinché valga la soglia di Euro 10.000, non solo il fornitore deve essere stabilito in un solo Stato membro, ma le merci devono essere altresì inviate da tale Stato.
Commercio elettronico: il nuovo regime OSS (1/4) Il One Stop Shop (OSS) è un regime speciale che, su base facoltativa, consente di assolvere l'IVA e i relativi obblighi in modo semplificato in relazione ad alcune tipologie di operazioni: • prestazioni di servizi B2C effettuate in Stati membri diversi da quello del prestatore; • vendite a distanza intracomunitarie di beni soggette ad imposta nello Stato membro di arrivo dei beni; • talune cessioni nazionali effettuate dalle piattaforme digitali in qualità di fornitori presunti. In particolare, l'OSS consente al soggetto passivo di dichiarare e versare in un unico Stato membro (Stato di identificazione) l'imposta dovuta in altri Stati membri, senza necessità di identificarsi in ciascuno di questi ultimi (lo Stato di identificazione riversa poi l'imposta agli Stati di competenza). L'OSS costituisce un'estensione del precedente MOSS e, al pari di quest'ultimo, si declina in due schemi distinti, ossia il regime "Non UE" e il regime "UE", che si differenziano sotto il profilo soggettivo e oggettivo di applicazione.
Commercio elettronico: il nuovo regime OSS (2/4) A) Regime OSS «UE» Il regime OSS UE è utilizzato: • dal soggetto passivo stabilito in Italia per dichiarare (a) le prestazioni di servizi B2C verso consumatori finali che risiedono in uno Stato membro diverso dall’Italia e (b) le vendite a distanza intracomunitarie di beni; • dal soggetto passivo non stabilito nell’UE registrato all’OSS UE in Italia per le vendite intracomunitarie di beni; • dall’interfaccia elettronica (stabilita nella UE o fuori dalla UE) che facilita cessioni di beni registrata all’OSS UE in Italia per dichiarare (a) le vendite a distanza intracomunitarie di beni e (b) talune cessioni nazionali di beni. B) Regime OSS «non UE» Il regime OSS non UE è utilizzato: • dal soggetto passivo extra UE registrato all’OSS non UE in Italia per dichiarare tutte le prestazioni di servizi (compresi quelli di telecomunicazione, radiodiffusione ed elettronici) effettuate a consumatori finali (B2C) che risiedono negli Stati UE (comprese le prestazioni si servizi a favore di consumatori residenti in Italia). Il regime è facoltativo ma se il soggetto passivo decide di avvalersene è tenuto ad applicarlo in tutti gli Stati membri e per tutte le operazioni che rientrano nel regime.
Commercio elettronico: il nuovo regime OSS (3/4) Con l’accesso al regime OSS opera l’esonero dagli obblighi di fatturazione, registrazione e dichiarazione IVA annuale, in quanto tali adempimenti sono sostituiti da una dichiarazione trimestrale da presentare –anche in assenza di operazioni - entro la fine del mese successivo alla scadenza del trimestre. La dichiarazione riporta, fra l'altro: • l'ammontare, al netto dell'IVA, delle operazioni effettuate nel periodo di riferimento, distintamente per ciascuno Stato membro in cui esse si considerano rilevanti (gli importi devono essere indicati separatamente in base alla tipologia di operazione); • l'ammontare dell'imposta, suddiviso per aliquote, spettante a ciascuno Stato membro. L'imposta dovuta sulle operazioni rientranti nel regime speciale deve essere versata trimestralmente, entro il mese successivo al trimestre solare di riferimento. Il pagamento deve essere effettuato mediante: • addebito sul proprio conto aperto presso un intermediario della riscossione convenzionato con l'Agenzia delle Entrate; • mediante bonifico da accreditare su apposita contabilità speciale aperta presso la tesoreria statale. Non è possibile avvalersi dell'istituto della compensazione ex art. 17 del DLgs. 241/97.
Commercio elettronico: il nuovo regime OSS (4/4) I soggetti che si avvalgono dell'OSS non possono detrarre dall'imposta dovuta sulle operazioni cui si applica il regime quella assolta sui relativi acquisti di beni e servizi. Qualora il soggetto passivo effettui in Italia operazioni diverse da quelle rientranti nell'OSS, l'imposta può essere detratta da quella dovuta su queste ultime, nel rispetto dell‘art. 19 e ss. del DPR 633/72. Esclusione dal regime OSS Un soggetto passivo è escluso dall'OSS quando: • comunica di avere cessato la fornitura di beni e/o la prestazione di servizi coperti dal regime di cui si avvale; • si presume che le attività del soggetto passivo coperte dal regime speciale siano cessate; • non soddisfa più le condizioni per avvalersi del regime (es. soggetto che si avvale del regime Non UE e che trasferisce la propria sede in uno Stato membro); • persiste nel non osservare le norme relative al regime.
Commercio elettronico: il nuovo regime IOSS (1/6) L'Import One Stop Shop (IOSS) è un regime speciale che, su base facoltativa, consente di dichiarare e versare l'IVA in modo semplificato in relazione alle vendite a distanza di beni importati da territori terzi o Paesi terzi in spedizioni di valore intrinseco non superiore a 150 euro. A partire dall'1/7/2021 è stata abolita l'esenzione IVA per le piccole spedizioni (beni commerciali di valore compreso tra 10/22 Euro), pertanto anche le merci di valore modesto importate nell'UE sono soggette all'imposta. Resta in vigore, invece, l'esenzione dai dazi doganali per i beni aventi un valore intrinseco non superiore a 150 euro importati nell’UE. Valore dei beni importati in spedizioni
Prima dell'1.7.2021
Dopo l'1.7.2021
≤ 10/22 euro
Esenzione dall'IVA e dai dazi doganali
IVA dovuta nell'UE Esenzione dai dazi doganali
> 10/22 euro e ≤ 150 euro
IVA dovuta nell'UE Esenzione dai dazi doganali
IVA dovuta nell'UE Esenzione dai dazi doganali
> 150 euro
IVA e dazi doganali dovuti nell'UE
IVA e dazi doganali dovuti nell'UE
In tale contesto, l'IOSS (o sportello unico per le importazioni) consente una semplificazione nella riscossione dell'IVA sulle vendite a distanza di beni di valore modesto importati da territori o Paesi terzi a destinazione di privati nell'UE.
Commercio elettronico: il nuovo regime IOSS (2/6) Chi può avvalersi del regime Nello specifico, possono avvalersi dell'IOSS in Italia: • i soggetti passivi domiciliati in Italia o ivi residenti che non abbiano stabilito il domicilio all'estero, • i soggetti passivi domiciliati o residenti fuori dell'UE che dispongono di una stabile organizzazione in Italia (soggetti extra-UE con stabile); • i soggetti passivi domiciliati o residenti fuori dell'UE non stabiliti in alcuno Stato membro (soggetti extra-UE senza stabile).
Commercio elettronico: il nuovo regime IOSS (3/6) Quali operazioni sono interessate Per le vendite a distanza di beni importati da Paesi o territori terzi è possibile avvalersi del regime IOSS per i beni che: • si trovano in un Paese o territorio terzo al momento della vendita e sono trasportati o spediti da o per conto del fornitore ad un consumatore finale in uno Stato membro (attenzione: non è possibile ricorrere al regime IOSS se i beni vengono ceduti soltanto dopo che il fornitore li ha già importati nell’UE); • hanno un valore intrinseco non superiore a Euro 150; • non sono soggetti ad accisa (in genere alcolici e tabacchi). Per le vendite a distanza di beni importati dichiarate nell'ambito dell'IOSS, la cessione si considera effettuata e l'imposta diviene esigibile nel momento in cui il pagamento è accettato. Si tratta del primo momento fra i seguenti: ricezione, da o per conto del soggetto passivo che si avvale del regime di importazione, della conferma del pagamento, del messaggio di autorizzazione del pagamento, di un impegno di pagamento da parte dell'acquirente, a prescindere da quando è effettivamente versato l'importo.
Commercio elettronico: il nuovo regime IOSS (4/6) Ai sensi dell‘art. 1, punto 48) del Reg. UE 2446/2015, il valore intrinseco è: • per le merci commerciali, il prezzo delle merci quando sono vendute per l'esportazione verso il territorio doganale dell'UE, esclusi i costi di trasporto e assicurazione, a meno che siano inclusi nel prezzo e non indicati separatamente sulla fattura, e "qualsiasi altra imposta e onere" percepibili dalle autorità doganali a partire da qualsiasi documento pertinente (cfr. Note esplicative della Commissione UE, p. 58 della versione italiana); • per le merci prive di carattere commerciale, il prezzo che sarebbe stato pagato per le merci stesse se fossero state vendute per l'esportazione verso il territorio doganale dell'UE.
Commercio elettronico: il nuovo regime IOSS (5/6) Il funzionamento dell'IOSS può essere così sintetizzato: • il soggetto passivo fornitore (o fornitore presunto) si registra ai fini IVA nel regime IOSS e riceve il numero di identificazione attribuito per l’applicazione del regime speciale; • una volta acquisito l'ordine dei beni del cliente (privato consumatore nell'UE), applica e riscuote l'IVA dovuta come parte del prezzo; • i beni, situati nel Paese terzo, vengono spediti o trasportati nell'UE presentando una dichiarazione di importazione in dogana e vengono poi consegnati al cliente (nell'ambito dell'IOSS l'immissione in libera pratica è esente da IVA a condizione che venga fornito il numero IOSS al più tardi nella dichiarazione in dogana); • il soggetto iscritto all'IOSS dichiara e versa mensilmente, nello Stato membro di identificazione, l'imposta dovuta per tali vendite in altri Stati membri (lo Stato di identificazione riversa poi l'imposta agli Stati di competenza). • nell'ambito dell'IOSS l'acquirente ha così la certezza del prezzo totale dell'operazione, in quanto già comprensivo dell'IVA, e non deve affrontare costi imprevisti a seguito dell'importazione. Inoltre, il fornitore dichiara e versa l'IVA sulle vendite a distanza di beni importati tramite lo sportello unico per le importazioni.
Commercio elettronico: il nuovo regime IOSS (6/6) Il soggetto registrato al regime IOSS è dispensato dagli obblighi di fatturazione, registrazione, dichiarazione annuale, poiché tali soggetti sono tenuti a dichiarare mensilmente tutte le vendite a distanza (effettuate in tutti gli Stati membri UE) rientranti nel regime. La dichiarazione deve essere inviata entro la fine del mese successivo a quello al quale la dichiarazione si riferisce, anche in mancanza di operazioni. Il versamento dell'imposta dovuta in base alla dichiarazione è effettuato entro il termine per la presentazione della dichiarazione medesima.
Commercio elettronico indiretto: interfaccia elettronica (1/3) Dal 1° luglio 2021, è stata introdotta una nuova disciplina relativa alle interfacce elettroniche (dette anche «marketplace»), la quale introduce una presunzione assoluta per cui, quando determinate vendite sono facilitate tramite un’interfaccia elettronica, le stesse si considerano effettuate, agli effetti dell’IVA, dall’interfaccia elettronica verso il consumatore finale. La conseguenza di tale impostazione è che l’interfaccia sarà considerata ai fini Iva come cedente dei beni e, pertanto, sarà obbligata agli adempimenti IVA connessi a tali cessioni nei confronti dei consumatori finali. Sono oggetto della nuova disciplina le seguenti operazioni: - vendite a distanza intracomunitarie di beni effettuate da soggetti passivi Extra-UE nei confronti di clienti privati; - cessioni di beni, sempre effettuate da soggetti passivi Extra-UE nei confronti di privati, con partenza e arrivo della spedizione o del trasporto nel territorio dello stesso Paese UE: rispetto all’ipotesi precedente si tratta di vendite di beni in partenza da magazzini presenti nel territorio di un Paese UE con arrivo a cliente nel medesimo Paese UE; - vendite a distanza di beni importati da territori terzi o da Paesi terzi, in spedizioni di valore intrinseco non superiore a 150 euro.
Commercio elettronico indiretto: interfaccia elettronica (2/3) I soggetti passivi che gestiscono l’interfaccia elettronica assumono la doppia veste del cessionario e del rivenditore, come se si generassero ai fini Iva due distinte operazioni:
• •
una transazione B2B tra l’effettivo fornitore del bene e il soggetto che gestisce l’interfaccia elettronica; una transazione B2C tra il soggetto che gestisce l’interfaccia elettronica e il cliente finale.
Commercio elettronico indiretto: interfaccia elettronica (3/3) Ai fini della territorialità IVA:
• •
la cessione B2B «presunta» si considera una cessione senza trasporto, rilevante nel luogo in cui il bene si trova al momento della cessione; la cessione B2C si considera invece una cessione con trasporto, rilevante nel luogo in cui il trasporto finisce (art. 38-bis co. 4 del DL 331/93).
La «cessione presunta», da parte del fornitore nei confronti della piattaforma B2B, è esente Iva ai sensi del nuovo co. 3 dell’art. 10 del D.P.R. n. 633/1972 qualora connessa a cessioni «Italia su Italia» o «cessioni intracomunitarie a distanza». Dall’altra parte, viene riconosciuto a tale fornitore il diritto di detrarre l'IVA pagata per l'acquisto o l'importazione dei beni ceduti (art. 19, comma 3, lettera d-bis), D.P.R. n. 633/1972). Con riferimento al momento di effettuazione dell’operazione, entrambe le cessioni si considerano effettuate al momento dell’accettazione del pagamento, Nello stesso momento la relativa imposta diventa esigibile, a nulla rilevando la consegna del bene o l’emissione della fattura.