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Notiziario_settembre_2008

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Inse rto: Mes Terremo sina del 1 to di 908

Notiziario dell’Ispettoria Salesiana Sicula Anno XXXV n. 137

Settembre 2008


Sommario

Editoriale Nel mese di settembre alcuni avvenimenti hanno interessato la vita della comunità ispettoriale. Giorno 3, nella cappella dell’“Emmaus” di Zafferana, ha avuto luogo la celebrazione per l’insediamento del nuovo Ispettore Don Gianni Mazzali. Don Pier Fausto Frisoli, presiedendo l’Eucaristia, ha sottolineato il suddetto evento ed i sei anni di servizio del carissimo Don Luigi Perrelli, definendoli non atti formali, bensì un rendimento di grazie. Altro argomento importante, la programmazione delle attività organizzative e pastorali per l’anno 2008-2009. Ecco in sintesi la linea programmatica proposta da don Gianni: “Curare in ogni ambiente una più efficace integrazione di evangelizzazione ed educazione, nella logica del Sistema Preventivo”. Quest’anno, il 28 dicembre, ricorre il centenario del terremoto di Messina. Si ricorda l’immane disastro che provocò una miriade di perdite di vite umane tra cui 9 salesiani, 38 allievi e 4 collaboratori. Nella lettera inviata a Don Rua, lettera riportata nell’inserto, Don Lovisolo, direttore dell’Istituto, evidenzia la generosità e il sacrificio dei confratelli superstiti e di tutti coloro i quali giunsero da Catania, da Randazzo e da Palermo che si prodigarono fino allo spasimo per portare aiuto e soccorrere quanti giacevano sotto le macerie. Nell’inserto, grazie alla collaborazione di Don Giancarlo Manieri, direttore del BS, possiamo rivivere, nelle pagine del Bollettino Salesiano del febbraio del 1909, la triste realtà vissuta dalla comunità salesiana dello stretto. Nel prossimo numero di “Insieme” verrà pubblicato uno “speciale” sul terremoto di Messina per onorare le tante vittime del disastro e per evidenziare il coinvolgimento e la solidarietà espressa dalla realtà salesiana. Fel ice Bo n g ior n o

La Bibbia – il libro più diffuso e tradotto nel mondo, oltre che il più commentato – non è di facile lettura. Le pubblicazioni che riguardano le problematiche bibliche, numerosissime e frutto d’intensa attività di ricerca da parte di eminenti studiosi, rappresentano una fonte culturale di estremo interesse. La presente esposizione si limita ad alcune brevi e indispensabili nozioni, quelle che il cristiano non può non conoscere per accostarsi al Libro dei Libri.

Insediamento del nuovo Ispettore

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Messaggio del Rettor Maggiore

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Programmazione

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Pastorale Giovanile

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Lettera dell’Ispettore

Comunicazione sociale

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TGS

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Frammenti di memoria...

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Momenti di famiglia...

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Guardando altrove...

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Associazioni salesiane Famiglia salesiana

Dalle case salesiane... Brevemente... Da ricordare

Direttore Responsabile Felice Bongiorno

Registrazione: Tribunale di Catania N. 15 dell’11-04-2008

Redazione

Giuseppe Falzone Gaetano Urso

Collaboratori

Vittorio Castiglione Antonio Villari

Direzione e redazione

Via Del Bosco, 71 95125 Catania Tel. 095 336369 Fax 095 339720 E-mail: insieme@sdbsicilia.org Sito web: www.sdbsicilia.org

Stampa digitale

Scuola Grafica Salesiana Catania-Barriera

In copertina Il Papa a Sidney. Foto: © L’Osservatore Romano.

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insediamento del nuovo ispettore dei salesiani di sicilia

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Don Gianni Mazzali, 22° Ispettore dei Salesiani di Sicilia Don Gianni Mazzali, nato a Torino il 1° febbraio 1947, fin da ragazzo è stato strettamente legato all’Oratorio Salesiano Edoardo Agnelli. Dal 1958 al 1963 frequenta la scuola media e il ginnasio dell’Istituto Missionario Cardinal Cagliero di Ivrea. Novizio a Villa Moglia, emette i primi voti il 16 agosto del 1964. Dopo il tirocinio frequenta il Saint Patrick’s College di Maynooth in Irlanda dove completa gli studi teologici. Ordinato sacerdote il 7 dicembre del 1974 a Bivio di Cumiana, consegue la Licenza in teologia presso la Pontificia Università Lateranense e la Laurea in Lingue presso l’Università di Torino. Dopo le prime esperienze pastorali a Ivrea e a Castelnuovo Don Bosco, si trasferisce in Liguria ad Alassio come insegnante e successivamente come direttore dal 1987 al 1990, anno in cui viene nominato ispettore della Ligure–Toscana. Il CG24 gli affida l’incarico di economo Generale.

Omelia di Don Frisoli per l’insediamento dell’Ispettore Carissimi confratelli, ieri mattina, prima di partire sono passato dal Rettor Maggiore a salutarlo. Come è facile immaginare, mi ha raccomandato di portare il suo saluto ed il suo affetto a tutti voi. Quanto stiamo compiendo è molto più che un atto giuridico. È anzitutto una Eucaristia, una azione di grazie perché il Signore ci ha chiamati a seguirlo più da vicino. È una Eucaristia, un rendimento di grazie per i sei anni di servizio come Ispettore compiuti dal carissimo Don Luigi Perrelli e per l’atto di obbedienza e di fede compiuto da Don Gianni Mazzali. Siamo qui per pregare, per invocare lo Spirito Santo su questa Ispettoria, sulle nostre comunità perché sia Lui, lo Spirito del Signore Risorto, a ridare vita ed entusiasmo, a ravvivare in noi la speranza, a riaccendere il fuoco dell’amore. Ci rendiamo conto che molto del futuro di questa Ispettoria dipende dalla sua vitalità fraterna e spirituale. Mentre accogliamo il nuovo Ispettore, vogliamo rinnovare l’impegno di accoglierci tutti fraternamente: pensare bene di tutti, parlare bene di tutti, fare del bene a tutti, parlarci, sostenerci, perdonarci.

Siamo qui per esprimere il nostro affetto e la riconoscenza a Don Luigi Perrelli. Carissimo Don Luigi, ti ringraziamo di vero cuore, perché sei anni fa hai obbedito. Il percorso non è stato facile, come non lo è in altre ispettorie, ma tu non hai perso l’entusiasmo. Il tuo profondo amore a Don Bosco ti ha spinto a non indebolire il carisma salesiano in questa terra, dove è così profondamente radicato. Hai aperto con coraggio strade nuove di coinvolgimento della Famiglia Salesiana, hai saputo mantenere una intensa collaborazione con le Figlie di Maria Ausiliatrice, hai creduto nelle potenzialità dei laici. Ti sei sforzato con tutto te stesso di amare i confratelli. E nelle difficoltà hai accettato il costo dell’incomprensione ed hai saputo amare soffrendo. Ti ho visto patire più volte, ma hai saputo dimenticare e perdonare. Guardando dall’esterno e da lontano non tutti comprendono l’operato di un Superiore e ci si affretta rapidamente a dire ciò che avrebbe dovuto o non dovuto fare. Ma, al di là dei comprensibili limiti di ciascuno di noi, non tutti sanno ciò che sa un Superiore, il quale molte volte per amore di un confratello, deve addossarsi il


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insediamento del nuovo ispettore dei salesiani di sicilia

cingi a prenderti cura dei confratelli di Sicilia ti suo fardello e tacere. Ti ringraziamo, carissimo è richiesto un di più di amore del Signore Gesù, Don Luigi perché in questi sei anni ti sei speso di confidarti di più con Lui, ascoltare più attenper i confratelli, hai amato, hai sofferto anche fitamente nel silenzio la sua Parola, rafforzare una sicamente, hai gioito per loro. E questo è ciò che più profonda amicizia con Lui. Tu conosci bene rimane. La carità non avrà mai fine. l’esempio che il Rettor Maggiore ha dato quotiOggi ha inizio il mandato del nuovo Ispettodianamente a ciare. Carissimo Don scuno di noi suoi Gianni, so bene I l 1 ° I s p e t t o r e d e i S a l e s i a n i d i S i c i l i a collaboratori: tutte quanto desideravi Do n C el esti no Durand o (d al 18 90 al 18 9 4) le mattine, egli si tornare alla prima linea, tra i giovani, Piemontese (1840-1907), ferma in intimo colloquio con Gedopo 6 anni da alunno dell’Oratorio, ebbe sù nella celebrazioIspettore e 12 da come compagno Domenico ne eucaristica, per Economo generale Savio. Da chierico ebbe affiun’ora intera, dalle della Congregaziodata da don Bosco una pri5,30 alle 6,30, prine. Posso comma ginnasiale di 96 alunni. ma di partecipare prendere molto beFu uno dei 17 Salesiani del con tutti i confrane il desiderio, an18 dicembre 1859; da sacertelli alla meditazioche fisico, di avere dote diresse la Biblioteca della Gioventù italiana, una ne in comune. stabilità di vita e di pubblicazione di autori classici purgati. Compilò fra l’alNel silenzio missione, dopo 18 tro due voluminosi vocabolari italiano-latino e latinodella preghiera afanni di itineranza. italiano. Chi scrive li ebbe in mano quando si trovò alla fiderai a Gesù i Invece, il Signore ti prese con “la lingua dei padri”. problemi, le persochiede ancora una Membro del Consiglio Generale per circa 40 anni ne, le situazioni volta di levare la ebbe affidato l’incarico delle pratiche per l’apertura di spinose, le sperantenda e “andare alnuove case; scriveva decine e decine di lettere al giorno ze di futuro, invotrove”. Hai obbeper rispondere (spesso negativamente) a chi implorava o cherai il dono delle dito alla richiesta desiderava o pretendeva la presenza dei Salesiani. nuovo vocazioni del Rettor MaggioLe sue lettere, modello di stile epistolare, al dire di per questa ispettore. Posso solo assidon Bosco, si potevano stampare senz’altro. ria. Davvero il cuocurarti che qui in Per alcuni anni diresse l’Ispettoria Estera di Ognisre di Gesù sarà per Sicilia sarai ampiasanti che comprendeva vari Stati d’Europa, Africa ed te fornace ardente mente ripagato da Asia. Per poco sulla sua Ispettoria non tramontava mai di carità, rifugio, un affetto che sarà il sole… forza, conforto. per te indimenticaPer la Sicilia in particolare, ricordiamo la sua venuta Dovrai girare molbile. con don Giovanni Cagliero per firmare la Convenzione to, incontrare perPer età, espeper il San Basilio di Randazzo e la visita a Marsala per sone, presiedere rienza e saggezza conferire col can. Alagna in merito alla Casa Divina riunioni, non perpuoi ben farmi da Provvidenza. dere di vista Gesù, maestro, eppure Do n G io v a nn i I a c on o amalo con intensità accetta, caro don maggiore da oggi Gianni che dia con in poi. semplicità due riIl secondo ricordo è questo: “Studia di farti cordi. Il primo. Nel momento di affidare a Pieamare”. Sant’Agostino che nella Regola traccia tro il compito di pascere e di guidare il gregge, questo profilo del Superiore: “Colui che vi preGesù gli chiede una sola cosa: “Mi ami tu?”, Nel siede non si stimi felice perché domina col potecostituirlo Superiore e guida della chiesa nascenre, ma perché serve con la carità. Davanti a voi te gli chiede un supplemento di amore. sia tenuto in alto per l’onore, davanti a Dio si Da oggi, carissimo Don Gianni, mentre ti ac-


insediamento del nuovo ispettore dei salesiani di sicilia prostri per timore ai vostri piedi. Si offra a tutti come esempio di buone opere, moderi i turbolenti, incoraggi i timidi, sostenga i deboli, sia paziente con tutti. Mantenga con amore la disciplina, la imponga con rispetto; e sebbene siano necessarie entrambe tuttavia preferisca piuttosto farsi amare che temere”. I più anziani si aspettano di trovare in te un padre, i più giovani una guida entusiasta, i confratelli feriti, un medico paziente. Celebrerai molte volte l’Eucaristia nelle comunità e nelle Assemblee di confratelli. Pronunziando le parole della consacrazione “questo è il mio corpo offerto in sacrificio per voi, questo è il mio sangue, versato per voi” rendile autentiche

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Don G. Mazzali, 22° Ispettore dei Salesiani di Sicilia.

facendoti tu stesso Eucaristia per i tuoi confratelli. Infine a voi tutti confratelli, raccomando una collaborazione sincera e leale. Abbiate fiducia, abbiate confidenza, sentitevi corresponsabili. L’Ispettore non è un “deus ex machina”: anche il più ricco di doti umane non farebbe nulla senza la piena corresponsabilità dei confratelli, ed in particolare dei Direttori. Compiendo, due anni fa la visita straordinaria, rimasi colpito dal fortissimo radicamento in questa terra del carisma salesiano, frutto del sacrificio e della dedizione di tanti confratelli santi. Che si possa dire un giorno lo stesso anche di voi. Siate santi. Lo Spirito Santo vinca ogni durezza e accenda ogni giorno in voi. il fuoco dell’amore. Maria, maestra e guida di Don Bosco, sia vostra guida e vi accompagni. Amen. Zafferana Etnea, 3 settembre 2008

Don G. Mazzali e Don P. F. Frisoli.


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Messaggio del Rettor Maggiore 150° anniversario di fondazione della Congregazione salesiana Carissimi Confratelli, appena concluso il Capitolo Generale 26°, che è stato una vera Pentecoste per tutti noi, ci troviamo a vivere ed a celebrare un nuovo evento di grazia: il 150° anniversario della fondazione della Congregazione salesiana da parte di don Bosco. La sera del 18 dicembre 1859 all’Oratorio di San Francesco nella camera di don Bosco si radunano alcuni convenuti allo scopo di “promuovere e conservare lo spirito di vera carità che richiedesi nell’opera degli Oratori per la gioventù abbandonata e pericolante”; così scrive don Alasonatti nel verbale di quell’incontro. A continuazione si legge nello stesso verbale: “Piacque pertanto ai Congregati di erigersi in Società o Congregazione che, avendo di mira il vicendevole aiuto per la santificazione propria, si proponessero di promuovere la gloria di Dio e la salute delle anime, specialmente delle più bisognose di istruzione e di educazione” Il 1859 costituisce perciò l’anno di nascita della nostra Congregazione. Desidero per questo proporre a tutti i Confratelli di vivere il 2009 come un anno di grazia, ricordando da dove veniamo, chi siamo e dove siamo diretti. Con questa celebrazione della nostra identità carismatica inizia anche il pellegrinaggio dell’urna di don Bosco in tutte le Regioni della nostra Congregazione e si apre così la preparazione al bicentenario della sua nascita nel 2015. Questo avvenimento sarà vissuto da tutti noi come un cammino spirituale e pastorale, che inizierà con la solennità di don Bosco il 31 gennaio 2009, avrà momenti salienti il 24 giugno, giorno del suo onomastico, e il 16 agosto, giorno della sua

nascita, e culminerà il 18 dicembre 2009 con la rinnovazione della professione da parte di tutti noi salesiani. Particolare riconoscenza a Maria sarà espressa il 25 maggio, solennità dell’Ausiliatrice. In questo modo ci è offerto di “ripartire da don Bosco”, Fondatore della nostra Congregazione, della Famiglia Salesiana e del vasto Movimento Salesiano. Si tratta di prendere coscienza della nostra identità di persone consacrate, votate al primato di Dio, alla sequela di Cristo obbediente, povero e casto, pienamente disponibili allo Spirito, e proprio per questo totalmente dedicate ai giovani. È un’identità da vivere con gioia e da manifestare visibilmente nell’ardore evangelizzatore, nell’amore per la salvezza delle anime, nello slancio pastorale, che si ispirano al programma di vita di don Bosco “da mihi animas, cetera tolle”. La nostra identità si deve manifestare quindi nel fuoco della passione apostolica. Durante l’anno 2009 troveremo tempi e modi per approfondire, meditare e pregare le Costituzioni. Esse ci indicano la via della fedeltà al carisma di don Bosco e alla nostra vocazione. Se nel corso dell’anno avremo ripercorso e riscoperto gli impegni di santificazione tracciati dalla nostra Regola di vita, allora la rinnovazione della professione del 18 dicembre sarà il frutto di un cammino di conversione e il punto di partenza di una rinnovata offerta della nostra vita a Dio per i giovani. Sono da valorizzare particolarmente la preparazione e la


insieme celebrazione della professione perpetua di quest’anno. Ci dedicheremo anche allo studio del documento del CG26 per conoscerne la lettera e per assumerne lo spirito. Il documento capitolare è il volto della Congregazione oggi. La Congregazione salesiana è costituita fin dall’inizio da quei giovani dell’Oratorio che si sono lasciati coinvolgere dalla passione apostolica di Don Bosco e dal suo programma di vita. Il 2009 ci chiede di narrare ai giovani la storia degli inizi della Congregazione, della quale essi sono stati “confondatori” insieme a don Bosco, e ci chiede pure di coinvolgerli sempre più nell’impegno apostolico per la salvezza di altri giovani. Il coinvolgimento apostolico dei giovani è il terreno naturale in cui cresce la vocazione consacrata salesiana. Tanti giovani nel mondo, partendo dall’impegno apostolico, anche oggi si lasciano affascinare da questa vocazione. Abbiamo il coraggio di proporre ai giovani la vocazione consacrata salesiana! Mi auguro che questo sessennio, a partire di questa ricorrenza del 150° anniversario della nostra Società, sia davvero un periodo di grande fecondità vocazionale. La Strenna del 2009 ci stimola anche a considerare il nostro compito nella Famiglia Salesiana. Nati 150 anni fa come Congregazione, siamo consapevoli che il nostro Padre non ha pensato solo a noi, ma da sempre ha voluto creare un “vasto movimento di persone che, in vari modi, operano per la salvezza della gioventù” (Cost. 5). In esso e nella Famiglia Salesiana abbiamo particolari responsabilità. Noi siamo stati pensati come evangelizzatori dei giovani e come animatori di una famiglia carismatica. Fin d’ora nei cammini formativi e spirituali personali, comunitari e ispettoriali si potranno tenere presenti queste particolari indicazioni. Ho costituito al riguardo una Commissione, coordinata dal Consigliere per la formazione, che vi offrirà nei prossimi mesi alcuni sussidi al riguardo. Lo Spirito di Cristo ci animi in questo cammino; Maria Ausiliatrice ci sostenga con la sua sollecitudine materna; Don Bosco sia nostro modello e interceda per noi. Cordialmente nel Signore

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N a rr a r e a i g iova ni la st o r ia de g li i n iz i d e ll a C on g reg azi o n e L’Editrice Elledici, in vista della celebrazione nel 2009 del 150° anniversario della nascita della Congregazione Salesiana sta pubblicando una nuova biografia su Don Bosco in lingua italiana. Il libro, scritto da Teresio Bosco, autore di altre fortunate edizioni della vita del santo dei giovani, è stato progettato in uno stile e in un formato innovativo per l’editrice. Il formato del libro, discostandosi dai testi scolastici o religiosi, sarà simile a quello dei “best seller” tascabili, economico e accessibile anche per un pubblico più vasto. L’iniziativa, pensata con un “linguaggio” e uno stile al passo con i tempi, è una prima risposta dall’Editrice Elledici all’appello fatto dal Rettor Maggiore nella sua lettera di indizione del 150° anniversario della Congregazione Salesiana: “Il 2009 ci chiede di narrare ai giovani la storia degli inizi della Congregazione, della quale essi sono stati ‘confondatori’ insieme a don Bosco”. Il libro, la cui prima edizione conterà 50.000 copie, sarà disponibile entro il prossimo dicembre.

Ulteriori informazioni su questa pubblicazione e altre iniziative della Elledici su: www.elledici.org Fonte: [ANS, Rivoli (TO) 29 agosto 2008]


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Lettera dell’Ispettore Cari Confratelli, mi rivolgo a tutti voi per la prima volta dalle pagine di “Insieme”, che ci comunicano la vitalità della nostra ispettoria, della Famiglia Salesiana e del Movimento Salesiano in questa bella terra di Sicilia. Desidero in primo luogo ribadire quanto ho già espresso in occasione delle giornate di programmazione ispettoriale a Zafferana. Sono contento di essere in mezzo a voi e sto affrontando l’obbedienza in totale abbandono al Signore e con la volontà di dedicare tutte le mie energie per i confratelli, i giovani e le fiorenti opere dell’ispettoria. Sono consapevole dei miti limiti e delle mie capacità. La mutua frequentazione dei prossimi anni ci offrirà molte occasioni per aiutarci reciprocamente, stimarci e soprattutto volerci bene. Ringrazio tutti indistintamente per l’accoglienza cordiale, l’incoraggiamento fraterno e soprattutto la fiducia. Ribadisco, nei confronti di tutti indistintamente, la mia fiducia, consapevole che ciascuno di voi, con i suoi doni e suoi limiti, intende essere fedele alla sua vocazione salesiana, nel dono totale di sé a Dio e ai giovani. Mi ripropongo quest’anno, nei contatti che avremo anche tramite queste pagine, di approfondire con voi la conoscenza degli Atti del CG26, con l’unico obiettivo di “riscaldare il cuore” di ogni salesiano, animandolo ad essere il don Bosco vivo per i ragazzi e giovani del suo ambiente. Conto anche sullo sforzo di ciascuno di voi per mentalizzarne i contenuti sia a livello personale che in comunità. Approfitto di questa occasione per introdurvi al II nucleo “Urgenza di Evangelizzare” che abbiamo anche scelto come area prioritaria del Progetto Ispettoriale 2008-2009. Mi farebbe piacere anche ricevere le vostre osservazioni, suggerimenti e commenti. È un modo simpatico per attivare un dialogo che non si deve interrompere mai.

U rg e n z a di E va n g e l i zz a re Durante il dibattito e lo studio nelle commissioni, il titolo di questo nucleo è rimasto invariato. E ciò indica che il CG26 ha visto chiaramente che evangelizzare è oggi, in tutti i contesti, una vera urgenza. Si è comunque fatta molta fatica per quanto riguarda i contenuti. Sebbene le indicazioni date insistessero sulle linee operative, il dibattito si è svolto piuttosto sulla “chiamata di Dio” e sulla “situazione”. Può sembrare paradossale, ma in effetti è proprio su questo terreno che si è manifestata la diversità di impostazioni, la molteplicità delle esperienze e la notevole varietà dei contesti. Si può certamente parlare di pastorale in chiave salesiana, ma ciò significa tante cose e talvolta alquanto diversificate a seconda dei contesti, delle situazioni ed anche dei criteri teologici e pastorali. La lettura attenta del documento fa rilevare la complessità del dibattito e la difficoltà a fondere in unità una notevole sovrabbondanza di contributi e può anche dare l’impressione che i brevi paragrafi abbiano voluto toccare punti che avrebbero richiesto una riflessione diversa. Va chiarito che il CG26 fin dall’inizio si è posto su di un piano pratico, operativo, con l’intento evidente di puntare sulle linee di azione e non su formulazioni di pensiero complete ed esaustive. È quindi importante non chiedere a questo nucleo ciò non intende dare. Anche una scorsa superficiale ai quattro titoli (comunità evangelizzata ed evangelizzatrice, centralità della proposta di Cristo, evangelizzazione ed educazione, evangelizzazione nei diversi contesti) da l’idea che ci troviamo di fronte a temi imponenti, per i quali la documentazione disponibile è altrettanto imponente. Il nucleo ci può servire come traccia. Tenuto conto di ciò vi offro una lettura sintetica del nucleo stesso, facendo lo sforzo di mettere in evidenza le grandi idee che stimolano la nostra spiritualità ed azione pastorale.


insieme 1. Ch ia m a t a d i D io Dio ci chiama ad accogliere il Vangelo, inteso come “buona notizia”. Sostanza di questa buona notizia è la persona stessa di Gesù, conosciuto nella Parola, incontrato e vissuto nei Sacramenti, sperimentato nel fluire della vita e delle esperienze. Vangelo in azione è pertanto sintesi di Parola-Sacramenti-Vita e una vera evangelizzazione si realizza in modo efficace se collegata con la Parola, con i Segni della presenza efficace di Gesù e l’esperienza vitale delle singole persone e dei gruppi umani. L’incontro con Gesù e il suo Vangelo si inserisce nella storia di ogni persona e pertanto deve tenere conto delle condizioni vitali, culturali e sociali in cui ogni persona è inserita. Evangelizzare è pertanto accettare di essere in cammino (Itinerari), inserendosi nella crescita delle persone, nella formazione umana e culturale (Educazione). Attraverso gli innumerevoli cammini dell’educazione il Vangelo si inserisce nei valori e nelle ispirazioni umane, così come sono vissuti ed interpretati nei diversi contesti e nelle diverse culture. Il Vangelo si fa cultura e genera cultura.

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senso, alla proposta cristiana e all’impegno in prima persona. La crescita numerica di laici e di membri della FS che si assumono compiti pastorali. Forte impegno, a livello di pubblicazioni, nel campo della evangelizzazione e della catechesi. Vasto impegno, a tutti i livelli, nella missio ad gentes. 2.2. Le ombre

Si può sintetizzare la lettura della situazione fatta dal CG26 evidenziando le luci e le ombre che ci caratterizzano in senso ampio.

Mentalità secolarizzata, superficialità, attivismo e influsso dei modelli di vita borghese. Dedizione parziale e frammentata alla missione giovanile. La complessità delle opere che assorbe le energie in compiti gestionali. Deboli processi di catechesi e accentuazione sugli eventi, piuttosto che sugli itinerari e cammini di fede. La fatica che si percepisce nel constatare la lontananza di molti giovani dalla fede. Poco coraggio nell’affrontare i problemi più urgenti oggi, in un contesto di crisi del cristianesimo e della cultura cristiana. Poca presenza nello sviluppo del dialogo fede e cultura. Debole formazione dei laici. Le sfide e le difficoltà che provengono dal contatto con l’Islam.

2.1. Le luci

L ine e d i az ione

La passione per Dio e per i giovani di molti confratelli, impegnati nell’educazione dei giovani alla fede. L’attualità del Sistema Preventivo. L’apertura di molti giovani alla ricerca di

Processi da mettere in atto, per un cambio di mentalità : – realizzare la continuità formativa, puntando sugli itinerari; – coinvolgere la comunità ed inserirsi nella pastorale della chiesa locale; – realizzare cammini di evangelizzazione che aiutino a cambiare la persona e le strutture.

2 . Si t ua zi on e

Vi propongo di dare particolare attenzione alla linea di azione n. 6. “Curare in ogni ambiente una più efficace integrazione di evangelizzazione ed educazione, nello logica del Sistema Preventivo”. Assicurandovi un ricordo quotidiano al Signore, vi saluto tutti, augurandovi un anno bello al servizio di Dio e dei giovani. Vostro, D on Gian ni Mazz ali


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programmazione

Piano di Formazione permanente ispettoriale 2008-2009 A partire dal C.G. 26, dall’urgenza interiormente sentita di ritornare alla passione educativa di Don Bosco, mentre ci apprestiamo a celebrare i 150 anni dell’inizio della Congregazione Salesiana (1859/60), ci proponiamo, come processo di rinnovamento interiore e di riflessione da iniziare in questo anno pastorale 2008–09: – Una approfondita lettura e conoscenza personale e comunitaria del C.G. 26; – Una particolare attenzione e cura dei ritmi della nostra vita di comunità religiosa apostolica salesiana; – Una partecipazione puntuale a tutti gli incontri Ispettoriali ; – Un itinerario di riflessione e di conversione a partire dal secondo nucleo del C.G. 26 “Urgenza di Evangelizzare”; 1 . A p pr o f o n d i t a l e t t u ra e c o n o s c en z a p er s o n a l e e c om u ni t a r ia d e l C . G . 2 6 – Personalmente ogni confratello si prende cura di leggere e rileggere attentamente il testo del C.G., per cogliere ed accogliere le motivazioni evangeliche, la passione apostolica che animano la Congregazione Salesiana oggi, come un tempo don Bosco, e fare proprie le frontiere educative che essa vuole percorrere oggi per il bene dei giovani; – Ogni comunità programma una riletture degli Atti del C.G. ed un confronto comunitario sulle linee di azione che ogni nucleo contiene, nella giornata della comunità; – Comunitariamente si fa una lettura continuativa degli Atti del C.G. 26 e dei suoi allegati. 2 . U n a pa rt i co l ar e at t en z i o n e e c u r a d e i ri t m i d e l la n o s t r a v i t a di c om un i t à r e l ig i o s a - a p os t o l i ca salesiana A) QUOTIDIANAMENTE – Momenti di preghiera liturgica del mattino e della sera, curare la preparazione e la celebrazione; offrire testi per la meditazione e per la lettura spirituale adeguati al tempo liturgico e alle celebrazioni ricorrenti, anno Paolino...; definire

bene i tempi che permettano la partecipazione di tutti. Il direttore proponga e promuova la forma della “lectio divina” come meditazione quotidiana e procuri dei testi idonei soprattutto sulle lettere di S. Paolo. È bene leggere in forma continuativa alcuni articoli delle costituzioni prima della lettura spirituale. – Momenti di fraternità, curare bene i pasti comunitari, le ricorrenze dei confratelli, i momenti di svago... – La buona notte quotidiana, momento qualificato di comunicazione fraterna e di comunione mira a far crescere il senso di appartenenza e di unità. B) MENSILMENTE Siano ben preparati, preannunciati e vissuti: – Il consiglio della Casa, luogo di verifica, di programmazione e di decisione riguardo alla vita della comunità e al servizio pastorale-educativo dell’opera; L’ O.d.G. preventivamente comunicato. non trascuri le problematiche comunitarie ed apostoliche; Anche le piccole comunità devono fare un’incontro mensile con questa ottica e programma. – La giornata della comunità, luogo di aggiornamento, confronto e dialogo su temi e situazioni di attualità e di formazione ecclesiale, salesiana, educativa; con l’ausilio di un relatore qualificato quando si ritiene opportuno. Il Direttore ed i confratelli incaricati per l’animazione della giornata della comunità. la programmino all’inizio dell’anno e provvedano a coinvolgere adeguatamente i confratelli. Elemento privilegiato, quest’anno, sia una rinnovata riflessione sulle Costituzioni SdB. – Il Ritiro della comunità, tempo di spiritualità e di conversione. Sia programmato all’inizio dell’anno (argomenti, tempi e luogo) e si richiami l’attenzione di tutta la Comunità nel tempo opportuno. – Il giorno della fraternità e della distensione, comunitaria o personale, per celebrare ricorren-


programmazione ze, uscite comunitarie, e tempi riservati alla propria persona. Anche queste giornate vanno programmate. C) OCCASIONALMENTE – La partecipazione a convegni e conferenze nazionali, regionali, locali, dai direttori ed il suo consiglio siano segnalati per tempo le opportunità di aggiornamento e di cultura che il territorio propone (ambiente ecclesiale, sociale, salesiano ...); i direttori promuovano e sollecitino la partecipazione a convegni e giornate promosse dall’Ispettoria. – Siano programmate ed organizzate attività di formazione e di aggiornamento da parte dei vari settori dell’opera (scuola, cfp, oratorio, parrocchia) per i salesiani ed i laici insieme, e ci si impegni per una piena partecipazione di tutti. Di tutto questo all’inizio dell’anno sia fatta una adeguata programmazione scritta ed ogni direttore ne consegni una copia in Ispettoria, per una condivisione comune. 3. I n c o n t ri I sp e t t or ia l i – Dei Direttori. Sono tempo di formazione e di orientamento insieme all’Ispettore a partire dalla vita delle comunità, della situazione dell’Ispettoria e delle proposte della Congregazione; mirano ad incrementare il senso di appartenenza e della comunione ispettoriale attraverso un laboratorio di comunicazione esperienziale, di confronto e di discernimento; a prendere delle decisioni insieme e alla condivisione delle scelte del Consiglio Ispettoriale e degli Organismi di animazione pastorale ispettoriale; alla formazione dei direttori e alla loro abilitazione per l’animazione delle Comunità e a comunicare informazioni ed orientamenti pastorali. – Degli Incaricati dei vari settori (scuola, cfp, oratorio, parrocchia). Anche questi incontri sono momenti di formazione, di confronto e di orientamento condiviso di ogni specifico settore. – Dei Quinquennisti e dei Tirocinanti. Sono momenti di formazione, di comunione fraterna e di condivisione di esperienze per una crescita insieme e per riscoprire la bellezza della Vita Consacrata Salesiana. – Esercizi Spirituali. “Sono tempi di ripresa spirituale che Don Bosco considerava come la parte fondamentale e la sintesi di tutte le prati-

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che di pietà” ... “Sono una occasione particolare di ascolto della Parola di Dio, di discernimento della Sua Volontà e di purificazione del cuore” (Cost. 91 ). Va curata la preghiera ed il silenzio come tempo di chiarificazione della propria posizione dinanzi a Dio, dei propri desideri, più o meno coscienti, che caratterizzano il rapporto con Dio, con gli altri e con se stessi. Tema privilegiato di quest’anno è “ La Vita Consacrata Salesiana”. – Il Rinnovamento dei voti e la professione perpetua. In quest’anno, 150° dell’inizio della Congregazione Salesiana, siano ben preparati e celebrati con particolare solennità. 4. I ti ne ra r io di r if le ss io ne e d i co nd iv is ion e su l 2 ° n u c l e o d e C .G . 2 6 “ U r g e n z a d i E v a n g e l i z za re” È preparato dalla CIF, per l’animazione dei ritiri mensili o di altri momenti comunitari.

Mo de llo d i c a m min o voc a zio na le (Aspiran tato) e Comu nità Proposta per il 2008-2009 A partire dal seminario di studio fatto dagli incaricati ed animatori vocazionali SdB, di tutte le Ispettorie d'Italia (3-4 giugno 2008) si delinea il cammino vocazionale dei ragazzi e dei giovani che mostrano alcuni segni di chiamata alla vita consacrata salesiana e che già si interrogano sulla loro vocazione e vogliono chiarificare e maturare il loro discernimento vocazionale. Non si tratta di capire se un ragazzo ed un giovane desideri farsi Salesiano, ma se Dio lo stia chiamando a questo stato di vita e a questa missione nella Congregazione Salesiana. Due sono le forme in cui alcuni ragazzi e giovani si presentano a noi nel momento in cui emerge in loro un interrogativo vocazionale: – Negli ultimi anni delle scuole superiori alcuni ragazzi mostrano segni della chiamata del Signore alla vita salesiana e rivelano il bisogno di farsi accompagnare nel discernimento. – Oltre le scuole superiori altri giovani si presentano a noi con un orientamento vocazionale più sviluppato ed esplicito (maturato spesso lun-


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go un percorso variegato nella realtà ecclesiale e salesiana) e sentono il bisogno di chiarificare e maturare le motivazioni e le prospettive con un serio discernimento ed accompagnamento. In questi ultimi anni nella nostra Ispettoria è emersa di più la seconda forma, ma è necessario attivare e curare anche la prima forma. M od el l o d i As pi r a n t at o e C o mu n i t à P r o p o s t a applicato all’anno 2007-2008 Nel 2007 il Consiglio Ispettoriale ha deciso che l'Aspirantato fosse svolto, secondo la specifica situazione di ogni candidato, attraverso le seguenti modalità: – Periodica breve permanenza in una comunità locale ove vi sia un salesiano che accompagni e segua; – In alcune comunità locali bel individuate ove gruppi di aspiranti possono fare il loro percorso formativo scolastico, spirituale e salesiano sempre con l'accompagnamento di un salesiano locale incaricato, con un incontro settimanale di formazione insieme con l'animatore vocazionale ispettoriale, possibilmente nella Comunità Proposta; – Nella Comunità Proposta, parte viva di una comunità locale, ove la comunione fraterna sia intensa, l'attività apostolica pluriforme, sempre con la possibilità di irradiazione nel territorio circostante per alcune esperienze pastorali particolari ben guidate. – La Comunità Proposta fosse il luogo del Prenoviziato. M odello (i n esperimento ) di Aspi rantato e C o m u n i t à P r o p o s t a p er l ’ a n n o 2 0 0 8 - 2 0 0 9 – Pur mantenendo le scelte fatte per il 20072008, volendo porre più attenzione ai ragazzi e ai giovani delle scuole superiori (prima forma) è costituita la Comunità Proposta con un Responsabile a tempo pieno ed un Assistente che lo collabori a S. Gregorio di Catania. – È compito di questa comunità creare una intensa comunione fraterna, offrire una attività apostolica pluriforme, sempre con la possibilità di irradiazione nel territorio circostante per alcune esperienze pastorali particolari, e strutture ed ambienti idonei. – Nella C.P. gli aspiranti fanno esperienza dei ritmi della vita comunitaria salesiana, sviluppano

programmazione il loro senso di appartenenza facendosi carico di tutto ciò che la comunità e l'ambiente richiede e si esercitano con piena disponibilità nel servizio apostolico verso i giovani. – In essa si accolgono e vivono ragazzi del 3°, 4°, 5° superiore che si stanno interrogando sulla propria vocazione. Essi vengano accompagnati con un programma ben definito che ha obbiettivi, contenuti e modalità chiare e precise. – Essi sono condotti a sviluppare in loro la gioia e la gratitudine di chi riceve un grande dono da Dio e si interroga sulla nuova identità che Egli gli sta facendo dono. – Il Responsabile - Animatore della Comunità Proposta è anche Animatore vocazionale e la coinvolge nell'animazione vocazionale a livello ispettoriale. – Ad essa fanno riferimento ed in essa si incontrano settimanalmente quei giovani già sufficientemente orientati e che fanno il loro aspirantato in altre comunità locali (seconda forma). – I giovani della C.P. collaborano alle attività ispettoriali di Pastorale Giovanile ed il Responsabile Ispettoriale della Pastorale Giovanile fa costante riferimento alla Comunità Proposta. – Essa è centro propulsore e di convergenza per tutte le Case dell'Ispettoria e per l'attivazione e la promozione di esperienze giovanili vocazionali di singoli giovani e di gruppi. In essa, i giovani che lo richiedessero, possono fare, per brevi periodi, esperienza limitate di vita comunitaria ed un cammino di discernimento. – LA C.P. e l'ambiente idoneo anche per quei giovani che arrivano a fare il Prenoviziato.

St rat egie Pastoral i Tendere verso una PG più organica ed unitaria: – integrando maggiormente le offerte pastorali dei vari livelli (locale, zonale, interzonale, regionale), curandone la qualità e integrando in maniera equilibrata le dimensioni della PG: - spirituale; - pedagogico-formativa; - animazione e servizio. – attenzionando tutte le fasce di età dei nostri destinatari;


programmazione

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Tema Formativo annuale Pro pos ta Pas t or al e 2 0 0 8 - 0 9 Sarete miei testimoni “In Movimento... per la salvezza dei giovani. Il seme è diventato un albero e l’albero un bosco” 1.1 L’orizzonte – Progetto Agorà della CEI: “Sarete miei testimoni”. – Strenna del RM: “Un vasto movimento per la salvezza dei giovani. La Famiglia Salesiana ieri e oggi: il seme è diventato un albero e l’albero un bosco”. – La peculiarità del 150° della fondazione della Congregazione Salesiana: “un anno di grazia” (31 gennaio-18 dicembre 2009). – L’eredità del CG 26: “Da mihi animas, cetera tolle”. – CIF: “Urgenza di Evangelizzare” (piano di formazione per confratelli, CEP e famiglie). – Anno paolino. – Sinodo sulla Parola di Dio. – Obiettivo prioritario annuale: la formazione e l’accompagnamento degli educatori. – diventando lo spazio in cui tutti gli ambienti educativi (Oratorio. Scuola, FP, Parrocchia, Comunità alloggio...) interagiscono e condividono esperienze; – aiutando a fare sintesi delle varie tematiche formative proposte a livello ecclesiale e salesiano; – sviluppando il senso di appartenenza al MGS, luogo ordinario nel quale svolgiamo la nostra missione di educatori ed evangelizzatori; – realizzando una maggiore collaborazione tra SDB ed FMA; – coinvolgendo i giovani e i membri della FS nel pensiero, nella progettazione e nella attuazione del cammino formativo annuale attraverso un lavoro di equipe; – operando una migliore calendarizzazione e distribuzione delle attività lungo l’anno facendo interagire i vari livelli di animazione e il servizio alle varie fasce di età.

1 . 2 S c e l t a d e l t e ma Tutti questi orizzonti formativi hanno il loro punto di incontro nella chiamata ad essere evangelizzatori e testimoni autentici di Cristo. – Progetto Agorà: invita ogni ragazzo e giovane ad essere testimone di Cristo attraverso la testimonianza di una vita coerente ai valori cristiani. – Strenna del RM: ci invita a compiere due movimenti: 1. la salvezza dei giovani come obiettivo di ogni nostra azione pastorale ed educativa; 2. la capacità di coinvolgere, in questa opera di salvezza, un movimento vasto di persone: insegnanti, educatori, animatori, catechisti. assistenti, allenatori e tutta la FS... realizzando quel movimento di persone così caro a don Bosco e di far crescere l’identità del MGS come luogo di condivisione e comunione di tutti coloro che frequentano le nostre opere e condividono la SGS, secondo la dinamica dell’albero che diventa un bosco. – 150° della fondazione della Congregazione Salesiana: ci spinge a curare la maturazione uma-


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programmazione Mod ello di an imazio ne vocazio nale

Don E. Cutuli, Don M. Mazzeo e Don G. Mazzali.

na e spirituale di ogni ragazzo fino all’accompagnamento spirituale e al discernimento vocazionale e a curare con particolare attenzione le vocazioni salesiane secondo la dinamica del seme che diventa un albero. – L’eredità del CG 26: “Da mihi animas, cetera tolle” ci spinge a ritornare alle origini per essere fedeli e autentici discepoli di don Bosco e a concentrare la nostra opera educativa alla cura delle “anime” dei nostri ragazzi. – CIF: ci invita a coinvolgere nella “Urgenza di Evangelizzare” tutti i nostri educatori e le famiglie dei nostri destinatari. – Anno paolino: ci mette dinnanzi la figura di Paolo come esempio autentico di totale dedizione a Dio e di zelo apostolico per le anime a lui affidate. 1.3 L’icona: Il seme è diventato un albero e l’alb er o u n b o s co Seme: Parola di Dio, Spirito Santo, sacramenti della iniziazione cristiana, talenti ricevuti, don Bosco e il carisma salesiano. Albero: la maturazione globale della persona (nella totalità delle sue dimensioni: umana, psicologica, relazionale, affettiva, spirituale, vocazionale, missionarietà); importanza di dare frutto, necessità di concimare l’albero, di potare i rami, avere radici profonde... Bosco: diversità delle opere, dei servizi, delle persone, delle vocazioni che condividono lo stesso stile educativo; coinvolgere tanti in questa opera missionaria.

1) La Comunità locale – La comunità locale ed i singoli confratelli sono i primi animatori vocazionali, perché sentono l'urgenza di trasmetter la gioia della vita consacrata salesiana che hanno ricevuto da Dio, come dono impareggiabile. – Il direttore richiami costantemente l'attenzione dei confratelli sui segni di Dio che in diverse circostanze possono emergere nei ragazzi e nei giovani che sono oggetto del loro lavoro apostolico. – Si inserisca nella programmazione annuale della comunità e nei suoi settori momenti di animazione vocazionale in collaborazione con l'animatore vocazionale ispettoriale (settimane e giornate vocazionali, testimonianze della FS, di coadiutori, dei giovani prenovizi, studenti...). – Si invitino i giovani più sensibili ad alcuni momenti significativi e festivi della comunità, e si proponga loro di partecipare agli itinerari ispettori ali della PG e Vocaz. – Cura i rapporti con i ragazzi ed i giovani più maturi spiritualmente, invitandoli ad avere un direttore spirituale ed un confessore stabile. – Coinvolge l'animatore vocazionale ispettoriale qualora emergesse in qualche giovane una seria volontà di ricerca vocazionale. 2) L’animatore vocazionale ispettoriale – È pienamente inserito nella Equipe di PG ed in essa promuove l'attenzione all'aspetto vocazionale della PG; – È presente, collaborando pienamente, nei percorsi della pastorale giovanile ispettoriale; – Pone attenzione particolare ai segni di Dio che vanno emergendo nei ragazzi e nei giovani per instaurare una relazionalità educativa personalizzata; – Promuove all'interno della PG una cultura vocazionale attraverso contenuti, segni ed esperienze che alimentino nei ragazzi e nei giovani la ricerca del senso e dell'orientamento della loro vita; – Convoca, d'intesa ed in piena collaborazione con il delegato di PG, i ragazzi ed i giovani che esprimono un orientamento vocazionale alla vita consacrata salesiana; – Può essere il responsabile-animatore della


programmazione Comunità Proposta e comunque fa parte di essa e la coinvolge nell'animazione vocazionale a livello ispettoriale e locale; – Tiene i contatti con l'ufficio vocazioni salesiano nazionale e partecipa ai suoi incontri ed attività; – Con alcuni confratelli, attenti alla dimensione vocazionale ed operanti in alcuni grossi centri salesiani, crea un rapporto particolare mirato alla riflessione, progettazione e intervento in questa dimensione. 3) Animazione vocazionale nelle comunità lo cali e nella Famiglia Salesiana – L'A.V. si relaziona con la comunità salesiana (direttore, consiglio della casa, confratelli impegnati nell'Oratorio, nella Scuola, nella Parrocchia, nelle associazioni) per promuovere una cultura vocazionale e attira l'attenzione dei confratelli sugli atteggiamenti spirituali necessari per coltivare la fedeltà alla vita consacrata e per crescere nella sensibilità verso i giovani che il Signore chiama ad essa; – Offre sussidi per la preghiera per le vocazioni e per le feste salesiane, sottolineando la figura del salesiano coadiutore; – Si incontra con i ragazzi ed i giovani che esprimono un orientamento vocazionale alla vita consacrata salesiana, e cura con essi un rapporto costante; – L'A.V., il delegato di PG e l'equipe di PG si rendono disponibili per animare iniziative vocazionali, locali e zonali; – Cura rapporti periodici con le famiglie dei ragazzi e dei giovani che esprimono un orientamento vocazionale alla vita consacrata salesiana; – È il delegato per i SDB negli organismi di AV della Famiglia Salesiana; – Propone alla Famiglia Salesiana l'esperienza di preghiera del "monastero invisibile". 4) Attività ed itinerari vocazionali – L'A.V. promuove un periodico discernimento, a livello ispettoriale ( equipe di PG. ) e locale, su i ragazzi e giovani che partecipano a gruppi ed itinerari di fede, di servizio missionario, liturgico, per cogliere quei segni vocazionali che emergono in alcuni di loro; – Promuove e cura periodicamente quei ragazzi e giovani che esprimono segni vocazionali al-

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la vita consacrata salesiana e con i quali già intrattiene costante rapporto nelle comunità locali; – Promuove e cura un Weekend mensile per quei giovani, ragazzi e ragazze, che sono in ricerca vocazionale in collaborazione con la FS (Anno per il tuo futuro); – Accoglie e segue personalmente ragazzi e giovani che esprimono una volontà di ricerca vocazionale rendendosi disponibile con la direzione spirituale, e propone loro un itinerario di conoscenza di Don Bosco, della vita consacrata salesiana, di discernimento e di scelta vocazionale per chiarire le loro motivazioni, approfondire gli atteggiamenti e maturare una opzione alla vita consacrata salesiana; – Promuove e cura esperienze di servizio nell'area del disagio giovanile per i giovani che sono in discernimento vocazionale; – Si avvale del periodico ispettoriale "Insieme" per sensibilizzare i confratelli all'animazione vocazionale e per diffondere iniziative ed esperienze in questo settore.

5) Mod ello d i Asp ir anta to L'Aspirantato può essere svolto, secondo la specifica situazione di ogni candidato, attraverso varie modalità: – Per un periodo in una comunità locale ove vi sia un salesiano che accompagni e segua; – In alcune comunità locali bel individuate ove gruppi di aspiranti possono fare il loro percosso formativo scolastico, spirituale e salesiano sempre con l'accompagnamento di un salesiano incaricato; – Nella Comunità Proposta, parte viva di una comunità locale, ove la comunione fraterna sia intensa, l'attività apostolica pluriforme, sempre con la possibilità di irradiazione nel territorio circostante per alcune esperienze pastorali particolari. – La Comunità Proposta può essere il luogo del Prenoviziato.


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Giovani e media 7° Rapporto Censis-Ucsi: diete mediatiche giovanili in Italia e in Europa Disincantati e critici.“Medializzati” e capaci di passare da un mezzo all’altro senza difficoltà, con il cellulare a farla da padrone in tasca a ben il 97,2% degli intervistati e con il numero di utenti internet in crescita, dal 61% del 2003 all’83% del 2007. È quanto emerge dall’indagine sulle relazioni tra giovani e media realizzata per il 7° Rapporto sulla comunicazione CensisUcsi, “L’evoluzione delle diete mediatiche giovanili in Italia e in Europa”, presentato il 9 giugno a Roma. Tendenti al “nomadismo mediatico”, quindi, capaci di passare da un media ad un altro con un certo disincanto, ma anche fortemente critici, come evidenziato nel suo intervento dal presidente emerito dell’Ucsi, Unione cattolica stampa italiana, Emilio Rossi, di quella “volgarità in tv, con diffusione tanto più significativa perché trasversale tra giovani e adulti, colti e meno colti” e della “non adeguata tutela dei ragazzi nella programmazione”. L’indagine è il risultato di circa 5.000 interviste condotte nell’ottobre 2007 su giovani di età compresa tra 14 e 29 anni. Di queste 919 sono a giovani italiani e 800 per gli altri Paesi, ovvero, Spagna, Germania, Francia, Gran Bretagna.

Tornano i libri. Ciò che stupisce nell’indagine non è tanto che il cellulare sia usato praticamente da tutti i giovani quanto constatare che il 74,1% di essi legge almeno un libro all’anno (esclusi ovviamente i testi scolastici) e il 62,1% più di tre libri. Il 77,7% dei giovani legge un quotidiano (a pagamento o free press) una o due volte alla settimana (il 59,9% nel 2003), mentre il 57,8% legge almeno tre giornali alla settimana. I periodici hanno un’utenza complessiva pari al 50% dei giovani (era il 44% nel 2003). E la flessione che si registra nell’uso della tv tradizionale (dal 94,9% all’87,9%) è ampiamente compensata dall’incremento conosciuto in questi anni dalla tv satellitare (dal 25,2% al 36,9% dei giovani). Sulla tv tradizionale pesa anche una valutazione negativa della qualità dei canali: “Il 68,3% dei giovani italiani li definisce talvolta troppo volgari e di cattivo gusto e il 62,6 poco attenti alle questioni veramente importanti”. Differenze di genere. Se le differenze di genere si sono ridotte, ma non annullate – le donne ascoltano di più la radio (il 90,3% contro l’83,1% dei maschi) e leggono di più i periodici (il 55,2% contro il 45,3%), gli uomini invece leggono di più i quotidiani (l’80,4% contro il 74,6% delle ragazze) e guardano di più la tv satellitare (il 39,9% contro il 33,6%) – più marcate sono invece le differenze legate alle fasce d’età. I giovanissimi, tra i 14 e i 18 anni, sono i maggiori consumatori di media, ma con due eccezioni: quotidiani e radio. Se il dato relativo all’ascolto della radio riferito a tutti i giovani è in aumento (gli utenti complessivi sono passati dall’82,8% all’86,5%), nella fascia 14-18 anni è in calo al 78,9%. A determinarlo il mutamento del linguaggio radiofonico: oggi un adolescente ha a disposizione pod-cast e download di mp3 dalla rete, telefonini e lettori usati anche come radio, playlist scambiate nei blog. Nomadi dei media. Secondo il direttore generale del Censis, Giuseppe Roma, “da questa


comunicazione sociale indagine emerge che il sistema mediale non è in crisi, ma in espansione, certamente dal punto di vista dell’uso e non da quello della qualità, grazie all’ingresso prepotente dei giovani nel sistema stesso. Gli utenti, in particolare quelli giovani, più vivaci e dinamici si stanno appropriando dei diversi mezzi di comunicazione. Siamo davanti, cioè, ad un esempio della tendenza al nomadismo dei giovani nel mondo digitale, dove si passa da un mezzo all’altro senza badare troppo alla sua natura. È aumentato il numero dei media ed i consumi dei giovani sono articolati, prevedono il contatto non solo con i nuovi media, internet e cellulari, ma anche con i più antichi, libri e quotidiani, senza attribuire importanza decisiva a nessuno di essi. Ciò che manca è una vera prospettiva gerarchica tra i media”. Permangono ancora, all’interno del sistema media del Paese, “alcune criticità che vivono nella penombra del discorso pubblico” e mai del tutto affrontate. Ad elencarle è stato il direttore di Desk, la rivista trimestrale dell’Ucsi, Paolo Scandaletti: tra queste “il pluralismo televisivo, il giornalismo di inchiesta quasi del tutto scomparso dalle testate giornalistiche, la qualità delle fonti primarie di informazione. I giovani – ha detto – vogliono un sapere libero, per questo serve un sistema media compiuto e trasparente”. Nomadi e realisti. Una ricerca in Italia, Francia, Spagna, Regno Unito e Germania. “L’evoluzione delle diete mediatiche giovanili in Italia e in Europa”: è questo il titolo del 7° Rapporto sulla comunicazione del Censis, Centro studi investimenti sociali, l’istituto di ricerca socioeconomica italiana, e dell’Ucsi, l’Unione cattolica stampa italiana, presentato il 9 giugno a Roma. 5000 giovani di Italia, Francia, Spagna, Regno Unito e Germania, di età compresa tra i 14 e i 29 anni, sono stati intervistati ad ottobre 2007 e l’insieme dei dati acquisiti mostra il loro atteggiamento davanti ai media, un misto fra “nomadismo e disincanto” che li porta a passare da un’esperienza mediatica all’altra senza attribuire molta importanza a nessuna di esse, indifferenti agli strumenti che usano. Un modello uniforme. Dal Rapporto emerge che i giovani europei stanno convergendo verso un modello uniforme di impiego dei media. In tutte i principali Paesi europei i giovani entrano

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in contatto con un gran numero di media, internet ha conosciuto un elevatissimo indice di penetrazione, i consumi maschili e femminili tendono ad uniformarsi, ovunque ai primi posti nell’uso abituale dei media si trovano televisione, cellulare e internet, seguiti da radio, libri e quotidiani, sempre a livelli più alti di quanto registrato per le fasce d’età più elevate e tra i giovanissimi queste tendenze risultano ancora più accentuate. Telefonino. Ovunque si fa un grande uso del telefonino, ma solo in Italia il 96,5% dei giovani lo adopera in maniera davvero abituale. Negli altri Paesi gli utenti abituali oscillano tra l’89,3% della Germania, l’83,9% della Gran Bretagna, l’83,7% della Spagna, per scendere al 73,8% della Francia. È interessante notare che nel 2006 i giovani tedeschi si collocavano intorno al 75% di uso abituale del cellulare e sono ora arrivati quasi al 90%, mentre i francesi si posizionavano intorno all’80% e ora si avvicinano al 70%. Gli stessi spagnoli e britannici erano intorno al 90% e si sono leggermente allontanati dall’uso del telefonino, mentre solo gli italiani erano già oltre il 90% e si stanno avvicinando al 100% (tra i 14 e i 18 anni sono già al 97,2%). Internet e libri. Se per gli italiani il telefonino è il perno intorno a cui ruota il loro sistema della comunicazione, per i loro coetanei inglesi e tedeschi il perno è internet. In Gran Bretagna e Germania l’uso abituale della rete raggiunge rispettivamente il 77,7% e 76,5% contro il 73,8% in Italia. I ragazzi spagnoli e francesi non solo usano meno Internet (rispettivamente il 69,5% e il 65,7%), ma leggono anche meno libri dei coe-


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tanei europei: almeno tre libri all’anno per il 43,3% degli spagnoli e il 48,1% dei francesi, rispetto al 60,7% dei tedeschi, al 62,1% degli italiani e al 64,5% dei britannici. Attardati sono gli spagnoli e i francesi, non solo usano meno internet (rispettivamente 69,5% e 65,7%), ma leggono anche meno libri dei loro coetanei europei (il 43,3% gli spagnoli e il 48,1% i francesi, rispetto al 62,1% degli italiani, al 60,7% dei tedeschi e al 64,5% dei britannici) e la stessa cosa accade, in modo meno accentuato, anche per i quotidiani e per la radio. Televisione. La televisione costituisce uno dei punti di riferimento essenziali intorno ai quali le giovani generazioni costruiscono la loro esperienza di vita, ma la tv generalista perde punti (non in Francia dove passa dall’80,5% di uso abituale del 2006 all’87,1% del 2007), mentre ne guadagnano la tv satellitare (in Gran Bretagna raggiunge il 50,4%), la tv digitale terrestre e tutte le forme di televisione via cavo e via internet (sempre più nei Paesi nordici rispetto a quelli mediterranei). Le preferenze accordate ai media nel tempo libero ne forniscono un riscontro. Ai primi tre posti delle preferenze giovanili ci sono in tutti i casi internet, televisione e libri, ma non sempre nello stesso ordine. In Francia al primo posto si trova la tv (con il 42,1%) seguita da internet (36,9%), ma i libri sono al 30,5%. In Spagna la situazione è analoga, anche se è internet (40,5%) in vantaggio sulla tv (34,1%), con i libri a poca distanza al 31,9%. L’Italia si allinea

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agli altri Paesi meridionali nell’apprezzamento di internet (40,4%) ma procede in controtendenza generale, visto che presenta i libri al 38,7% e la televisione al livello europeo più basso (31,9%). Le preferenze accordate agli altri media non sono molto significative. Media più vicini. I media che i giovani europei sentono come più vicini sono ancora televisione, cellulare e internet. Mentre in Germania e in Gran Bretagna l’ordine in cui si collocano i tre media è lo stesso (internet, cellulare, televisione, con internet addirittura al 62,8% in Germania), negli altri tre paesi latini è sempre diverso. In Francia la televisione (60,9%), è seguita dal cellulare (42,9%) e da internet (37,6%). In Spagna l’ordine è televisione, internet, cellulare, ma con i tre media abbastanza prossimi tra loro. In Italia, infine, il cellulare è al primo posto, quasi alla pari con la televisione, con internet a breve distanza. Massimo Milone Presidente Nazionale

P. Pasquale Borgomeo s.i. Consulente ecclesiastico


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“Nuove tecnologie, nuove relazioni” la proposta del Papa ai comunicatori Tema per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2009 “Nuove tecnologie, nuove relazioni. Promuovere una cultura di rispetto, di dialogo, di amicizia”. È questo il tema scelto da Benedetto XVI per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali del 2009. “Più che un semplice tema mi pare che il Papa ci ponga di fronte a un vero e proprio programma di lavoro”, ha spiegato l’Arcivescovo Claudio Maria Celli, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali. Il tema è stato annunciato dal Dicastero vaticano lunedì, 29 settembre, festa degli Arcangeli Michele, Raffaele e Gabriele. Il messaggio che scriverà il Papa sull’argomento per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali dovrebbe essere reso pubblico il 24 gennaio, giorno dedicato alla memoria di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti. Il tema scelto dal Papa, a parere di monsignor Celli, è “un compendio degli impegni e delle responsabilità che la comunicazione e gli uomini della comunicazione sono chiamati ad assumersi in prima persona in un tempo così fortemente segnato dallo sviluppo delle nuove tecnologie che, di fatto, creano un nuovo ambiente, una nuova cultura”. “In un certo senso – continua il Presidente del Dicastero vaticano – si potrebbe dire che il Papa chiede oggi agli operatori della comunicazione quanto ha chiesto durante l’incontro con il mondo della cultura a Parigi quello, cioè, di assumere un atteggiamento veramente filosofico: guardare oltre le cose penultime e mettersi in ricerca di quelle ultime, vere”. “Appare evidente un senso di fiducia del Papa nei confronti delle possibilità dei media”, aggiunge monsignor Celli, il quale è convinto che “i media possano dare un grande aiuto nel favorire un clima di dialogo e di fiducia”.

“Porre l’accento sul fatto che ai nuovi mezzi devono corrispondere nuove relazioni, significa toccare nel profondo il rapporto sul quale la comunicazione vive e si sviluppa; l’aggiornamento degli strumenti non segna semplicemente un passo avanti in un senso tecnico, ma crea sempre nuove condizioni e possibilità perché l’uomo utilizzi e investa queste risorse per il bene comune e le ponga alla base di una crescita culturale ampia e diffusa”. Monsignor Celli aggiunge che “se consideriamo che chi opera nei media è anzitutto un operatore culturale, non può non tornare alla mente quanto il Papa ha detto concludendo il suo discorso a Parigi agli intelettuali: ‘Una cultura meramente positivista che rimuovesse nel campo soggettivo come non scientifica la domanda circa Dio, sarebbe la capitolazione della ragione, la rinuncia alle sue possibilità più alte e quindi un tracollo dell’umanesimo, le cui conseguenze non potrebbero essere che gravi’”. Per rispondere all’invito del Papa, monsignor Celli ha poi annunciato: “A marzo del prossimo anno, abbiamo in programma di incontrare i Vescovi responsabili della comunicazione in un seminario di studi organizzato in collaborazione con i docenti universitari esperti di media e di comunicazione per giungere alla formulazione di una più precisa e moderna pastorale dei mezzi di comunicazione sociale”. La Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, l’unica celebrazione a livello globale voluta dal Concilio Vaticano II (Inter mirifica, 1963), viene celebrata in quasi tutti i Paesi, per decisione dei Vescovi del mondo, la domenica che precede la Pentecoste Fonte: [Zenit.org, Città del Vaticano, 29 settembre 2008]


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Il bimillenario della nascita di San Paolo Bened etto XVI: San Paol o “vu ole p arlare co n n oi o ggi” Inaugurazione dell'Anno Paolino a Roma San Paolo non è “una storia passata, irrevocabilmente superata”, ma “vuole parlare con noi oggi”, ha affermato Benedetto XVI durante l'apertura solenne dell'Anno Paolino nella Basilica romana di San Paolo fuori le Mura. “Per questo ho voluto indire questo speciale 'Anno Paolino': per ascoltarlo e per apprendere ora da lui, quale nostro maestro, 'la fede e la verità', in cui sono radicate le ragioni dell’unità tra i discepoli di Cristo”, ha osservato. Riflettere sul “Maestro delle Genti”, afferma il Pontefice, apre lo sguardo “al futuro, verso tutti i popoli e tutte le generazioni. Paolo non è per noi una figura del passato, che ricordiamo con venerazione. Egli è anche il nostro maestro, apostolo e banditore di Gesù Cristo anche per noi”. Benedetto XVI ha invitato a considerare tre aspetti della vita dell'Apostolo: il suo amore per Cristo e il suo coraggio al momento di predicare il Vangelo; la sua esperienza dell'unità della Chiesa con Gesù Cristo; la consapevolezza che la sofferenza è indissolubilmente unita all'evangelizzazione. Quanto al primo aspetto, il Papa ha ha riflettuto sulla confessione di fede contenuta nella lettera ai Galati, in cui mostra che “la sua fede è l’esperienza dell’essere amato da Gesù Cristo in modo tutto personale; è la coscienza del fatto che Cristo ha affrontato la morte non per un qualcosa di anonimo, ma per amore di lui – di Paolo – e che, come Risorto, lo ama tuttora”.

“La sua fede non è una teoria, un’opinione su Dio e sul mondo. La sua fede è l’impatto dell’amore di Dio sul suo cuore”. Questa esperienza lo spingeva attraverso le difficoltà, perché ciò che “lo motivava nel più profondo” era “l’essere amato da Gesù Cristo e il desiderio di trasmettere ad altri questo amore. Paolo era un uomo colpito da un grande amore, e tutto il suo operare e soffrire si spiega solo a partire da questo centro”. È questa la causa della sua libertà: “l’esperienza dell’essere amato fino in fondo da Cristo gli aveva aperto gli occhi sulla verità e sulla via dell’esistenza umana – quell’esperienza abbracciava tutto”. Fonte: [Zenit.org, Roma 30 giugno 2008]

Il Papa Benedetto XVI nella B as ilica Os tiens e “L’azione della Chiesa è credibile ed efficace solo nella misura in cui coloro che ne fanno parte sono disposti a pagare di persona la loro fedeltà a Cristo, in ogni situazione”, afferma il Papa celebrando i vespri nella basilica di San Paolo. Dedicato al bimillenario della nascita dell’apostolo, l’anno sarà celebrato con pellegrinaggi ed eventi liturgici e culturali. Roma (AsiaNews) – Avrà una particolare dimensione ecumenica l’anno paolino che Benedetto XVI ha lanciato oggi e che, sull’esempio dell’apostolo delle genti, vorrà indicare in modo particolare che “l’azione della Chiesa è credibile ed efficace solo nella misura in cui coloro che ne fanno parte sono disposti a pagare di persona la loro fedeltà a Cristo, in ogni situazione”. È la testimonianza che unì Paolo e Pietro fino al martirio e che il Papa ha richiamato oggi pomeriggio, nella basilica romana dedicata all’apostolo delle genti, nel corso della celebrazione dei primi vespri della solennità dei Santi Pietro e Paolo. Pensato per celebrare il bimillenario della nascita di San Paolo, collocata dagli storici tra il 7 e il 10 dopo Cristo, l’anno paolino, nelle paro-


comunicazione sociale le del Papa, prevede, tra il 28 giugno 2008 e il 29 giugno 2009, “una serie di eventi liturgici, culturali ed ecumenici, come pure varie iniziative pastorali e sociali, tutte ispirate alla spiritualità paolina”. “Saranno pure promossi convegni di studio e speciali pubblicazioni sui testi paolini, per far conoscere sempre meglio l’immensa ricchezza dell’insegnamento in essi racchiuso, vero patrimonio dell’umanità redenta da Cristo. Inoltre, in ogni parte del mondo, analoghe iniziative potranno essere realizzate nelle diocesi, nei santuari, nei luoghi di culto da parte di Istituzioni religiose, di studio o di assistenza, che portano il nome di san Paolo o che si ispirano alla sua figura e al suo insegnamento”. “C’è infine – ha detto ancora – un particolare aspetto che dovrà essere curato con singolare attenzione durante la celebrazione dei vari momenti del bimillenario paolino: mi riferisco alla dimensione ecumenica. L’Apostolo delle genti, particolarmente impegnato a portare la Buona Novella a tutti i popoli, si è totalmente prodigato per l’unità e la concordia di tutti i cristiani. Voglia egli guidarci e proteggerci in questa celebrazione bimillenaria, aiutandoci a progredire nella ricerca umile e sincera della piena unità di tutte le membra del Corpo mistico di Cristo”. Quasi a dare concreta visione di tale auspicio, ad ascoltare Benedetto XVI c’era anche una delegazione del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli, inviata da Bartolomeo, venuta a ricambiare la presenza della delegazione della Santa Sede ad Istanbul, in occasione della festa di sant’Andrea, considerato il fondatore della Chiesa ortodossa. “Questi incontri e iniziative – ha sostenuto il Papa – non costituiscono semplicemente uno scambio di cortesie tra Chiese, ma vogliono esprimere il comune impegno di fare tutto il possibile per affrettare i tempi della piena comunione tra l’Oriente e l’Occidente cristiani”. “Questa basilica, che ha visto eventi di profondo significato ecumenico – ha detto ancora Benedetto XVI – ci ricorda quanto sia importante pregare insieme per implorare il dono dell’unità, quell’unità per la quale san Pietro e san Paolo hanno speso la loro esistenza sino al supremo sacrificio del sangue”. Fonte: [annopaolino.org, Roma giugno 2008]

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Q u i nt a C a te c h es i d e l P ap a pe r l ’A n n o P ao li n o Dedicata al rapporto tra San Paolo, gli Apostoli e la Chiesa Benedetto XVI ha ripreso la Catechesi per l’Anno Paolino nell’Udienza generale di mercoledì 24 settembre (in quella della settimana precedente ha riferito sulla sua visita pastorale in Francia) parlando della “relazione tra San Paolo e gli Apostoli che lo avevano preceduto nella sequela di Gesù… Rapporti sempre segnati da profondo rispetto e da quella franchezza che a Paolo derivava dalla difesa della verità del Vangelo”. In particolare ha sottolineato: “L’importanza che egli (San Paolo) conferisce alla tradizione viva della Chiesa, che trasmette alle sue comunità, dimostra quanto sia errata la visione di chi gli attribuisce l’invenzione del cristianesimo: prima di evangelizzare Gesù Cristo, il suo Signore, egli l’ha incontrato sulla strada di Damasco e lo ha frequentato nella Chiesa, osservandone la vita nei Dodici e in coloro che lo hanno seguito per le strade della Galilea”. Ha concluso affermando: “Quanto più cerchiamo di rintracciare le orme di Gesù di Nazaret per le strade della Galilea, tanto più possiamo comprendere che Egli si è fatto carico della nostra umanità, condividendola in tutto, tranne che nel peccato. La nostra fede non nasce da un mito, né da un’idea, bensì dall’incontro con il Risorto, nella vita della Chiesa”. L’Udienza generale era prevista nell’aula Paolo VI ma per il grandissimo numero di pellegrini che chiedevano di parteciparvi – venuti a Roma per l’Anno Paolino – è stata spostata all’aperto, in piazza San Pietro che per metà si è gremita. Benedetto XVI l’ha attraversata in auto benedicendo i fedeli, la maggior parte provenienti dalla Germania, dalla Polonia e da tutta Italia. Presenti gruppi di ogni parte del mondo, parecchi da paesi dell’America Latina e uno di cristiani di diverse confessioni dell’Ucraina, organizzati dalla loro associazione italiana. Fonte: [annopaolino.org, Roma 29 settembre 2008]


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A Gela oltre duemila ragazzi Grande partecipazione alla «kermesse» organizzata dal Movimento Salesiano Il Movimento giovanile salesiano e la Pastorale Giovanile della Diocesi di Piazza Armerina sono riusciti a radunare oltre duemila ragazzi a Gela, in occasione della Giornata mondiale della gioventù. Una folta delegazione di rappresentanti delle realtà ecclesiali di tutta la Sicilia hanno dato vita ad un unico movimento programmando la GMG siciliana, creando un vero e proprio ponte di collegamento con Sidney, dove l’esperienza di fede vede protagonisti ragazzi di tutte le etnie che testimoniano il valore della Chiesa, diventando sentinelle della gioia e della parola di Gesù. Un vasto programma è stato stilato per dar vita a una due giorni cominciata nel segno dell’accoglienza da parte dei gruppi locali. I ragazzi arrivati in pullman si sono recati nelle parrocchie della città, dove sono stati distribuiti alcuni gadget e dove ha avuto luogo un momento di catechesi, poi l’importante raduno in piazza Umberto, dinanzi alla Chiesa Madre. Sul palco hanno preso il via momenti di animazione in ricordo di quanti sono stati vittima di violenze,

dei morti sul lavoro. A seguire la celebrazione vigilare. Intorno alle 21.00 lo spettacolo con artisti di strada ha allietato la serata in attesa della diretta da Sidney e con «le piazza salesiane italiane» per ascoltare in comunione il messaggio di Papa Benedetto XVI ed innalzare una preghiera corale. Anche con il Vescovo mons. Michele Pennisi c’è stato un contatto virtuale, per dare il segno della presenza viva della Diocesi di Piazza Armerina. I momenti di incontro hanno dato spazio alla Notte Bianca. Da Gela, dove la Pastorale Giovanile della Diocesi di Piazza Armerina sta lavorando per riuscire a risvegliare le coscienze, parte un messaggio educativo che testimonia il desiderio di cambiare registro per non perdersi nello spettro degli idoli. «Oggi la Chiesa propone un’esperienza di vita in cui i giovani si riconoscono - ha detto don Giuseppe Fausciana delegato della pastorale giovanile - molti si convertono, perché hanno capito che si possono apprendere e condividere momenti di


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vita veramente alternativa ». Ad unire la strada percorsa è stata la parola di don Bosco, ricordata anche da don Carmelo Umana. «Don Bosco è stato definito padre e maestro dei giovani - ha detto - nel suo messaggio spesso diceva: voglio che voi giovani siate felici sempre, ma mai nell’effimero. Oggi stiamo vivendo realmente il suo insegnamento». Presente anche il vicario foraneo mons. Grazio Alabiso: «La strada giusta da intraprendere ci è già stata segnalata nella giornata di giovedì dal Papa da Sidney, ci dice che bisogna aprirsi allo Spirito, accogliendolo con energia per poter cambiare, trasformare e testimoniare il nostro tempo e il messaggio della Chiesa». Anche oggi i ragazzi staranno insieme per vivere la Celebrazione eucaristica domenicale. Il senso principale sta nel riuscire a mettere in atto uno scambio di esperienze, senza mai trascurare la Missione che ogni referente dei gruppi religiosi ha posto come punto fermo nel messaggio lanciato ai ragazzi: impegnarsi nel quotidiano, riportando i veri valori della vita al centro della quotidianità. Per condividere questo progetto sono venuti a Gela da Trapani, Palermo, Modica, Aci Sant’Antonio e non solo, qualcuno anche da più lontano, dal Madagascar. L. S. Fonte: [La Sicilia, Gela (CL) 20 luglio 2008]

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Grande successo della GMG Siciliana a Sidney Messaggio di Mons. Michele Pennisi Tutta la notte saranno riuniti a Gela i giovani del movimento giovanile salesiano e della diocesi. Ecco il messaggio di Monsignor Pennisi che in questi giorni si trova a Sidney.

Carissimi giovani, all’inizio di questa veglia di preghiera invio il mio più cordiale saluto a voi giovani riuniti a Gela per la GMG regionale del Movimento Giovanile Salesiano e per il Meeting diocesano dei giovani in occasione della veglia di preghiera per Giornata Mondiale della Gioventù di Sidney che ha come tema: «Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni» (At 1,8). Lo Spirito Santo è spirito di verità, d’amore e di fortezza che ci dona il coraggio di vivere il Vangelo e di testimoniarlo a tutti. Lo Spirito Santo è l’“anima”, il respiro vitale della nostra vita cristiana e della Chiesa. Lo Spirito Santo è il grande, unico, immenso Dono che, si divide in tanti doni per tornare a ricomporsi in unità nella Chiesa, per la quale tutti i doni sono dati. Lo Spirito Santo è sorgente di ogni comunione e di ogni comunità. Per comprendere la missione della Chiesa dobbiamo tornare nel Cenacolo dove i discepoli restarono insieme (cfr Lc 24,49), pregando con Maria, madre della Chiesa, in attesa dello Spirito promesso. La fecondità missionaria è frutto dell’incessante preghiera comunitaria che ci aiuta ad essere «un cuore solo e un’anima sola» (cfr At 4,32), e a testimoniare l’amore e la gioia che lo Spirito San-

to infonde nei nostri cuori . Carissimi giovani, anche oggi lo Spirito Santo continua ad agire con potenza nella Chiesa . Nella misura in cui siete disposti ad aprirvi alla sua forza rinnovatrice egli produce il suo frutto cioè «amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza e dominio di sé». Una persona senza la presenza dello Spirito Santo è come una macchina senza benzina. Senza lo Spirito Santo Dio è lontano, Cristo rimane nel passato, il Vangelo è lettera morta, la Chiesa è una semplice organizzazione umana, l'autorità è un dominio, la missione una propaganda, la liturgia un arcaismo, la condotta umana una morale da schiavi, la nostra società freme per i brividi della morte. Ma nello Spirito Santo: Dio è vicino, Cristo risorto è presente, il Vangelo è potenza di vita, la Chiesa esprime la comunione della Trinità, l'autorità è un servizio liberatore, la missione è una Pentecoste, la liturgia è memoriale dell’amore di Cristo e anticipazione del Regno di Dio, lo Spirito consolatore cura i brividi delle nostre paura con le sue carezze divine. Lo Spirito Santo è il “Maestro interiore” che ci apre alla fede , accende in noi il fuoco dell’amore, ci rende missionari dell’amore di Dio, capaci di amare il prossimo e pronti a metterci al suo servizio. Lo Spirito è il protagonista della missione che viene ad aiutarci perché si realizzi il piano di Dio in noi superando ogni chiusura e ogni paura e scoraggiamento. Lo Spirito di Gesù oggi invita voi giovani ad essere portatori della bella notizia di Gesù ai vostri coetanei. Voi conoscete le idealità, i linguaggi, ed anche le ferite, le attese, ed insieme la voglia di bene dei vostri coetanei. Ognuno di voi abbia il coraggio di promettere allo Spirito Santo di portare altri giovani a Gesù Cristo, sapendo «rendere conto della speranza che


pastorale giovanile è voi con dolcezza e rispetto» (cfr 1 Pt 3,15). Siate pronti a porre in gioco la vostra vita per illuminare il mondo con la verità di Cristo e per proclamare la speranza di Cristo risorto in ogni angolo della terra. La veglia di questa sera in unione ai tanti vostri coetanei che si trovano a Sidney attorno a Papa Benedetto XVI è un’occasione provvidenziale per sperimentare appieno la potenza dello Spirito Santo. Insieme invocheremo lo Spirito Santo, chiedendo con fiducia a Dio il dono di una rinnovata Pentecoste per la Chiesa e per l’umanità del terzo millennio. Maria, unita in preghiera agli Apostoli nel Cenacolo, ottenga per tutti i giovani cristiani una nuova effusione dello Spirito Santo che ne infiammi i cuori. In questa veglia pregherò con voi e per voi perché il dono dello Spirito fruttifichi nella vostra vita, , apra i vostri cuori alla speranza, vi educhi al dialogo, vi insegni l’arte di amare Dio e il prossimo, vi renda testimoni gioiosi e coraggiosi di Gesù Cristo. Con questi sentimenti vi benedico tutti con grande affetto. Mo ns. Mi chele Pen nisi (Pubblicato da Agostino Sella)

P r e s e n t e a S id n e y a n c h e il MG S Il Rettor Maggiore dei Salesiani, don Pascual Chávez, ha incontrato a Sydney più di 1.000 giovani del Movimento Giovanile Salesiano che assistono alla Giornata Mondiale della Gioventù. I ragazzi hanno ricevuto la catechesi di tre Vescovi. L'incontro si è svolto il 16 luglio nella palestra della scuola Don Bosco a Negandine, un sobborgo di Sydney. Erano presenti gruppi di giovani provenienti dalle realtà salesiane di tutto il mondo, soprattutto dall'area del Pacifico; 'prevalenza che caratterizza questo grande raduno che offre una prospettiva della Chiesa cattolica nuova e, forse, futura', informa l'agenzia di notizie salesiana ANS.

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Dopo la catechesi di tre presuli – monsignor Diarmuid Martin, Arcivescovo di Dublino (Irlanda), monsignor Daniel Flores, Vescovo ausiliare di Detroit (Stati Uniti), e monsignor Patrick Dunn, Vescovo di Auckland (Nuova Zelanda) –, ha avuto luogo la celebrazione eucaristica. Significativi sono stati il canto e le danze al termine della celebrazione: i suoni e i gesti offerti dal gruppo della Nuova Zelanda hanno comunicato l'emozione della preghiera. La festa si è trasferita nei cortili dove, intorno a un grande barbecue, i giovani hanno avuto la possibilità di conoscersi e di condividere esperienze con quanti provenivano da altri Paesi. Erano presenti più di 1.000 giovani, ai quali si è aggiunto un centinaio di adulti per il servizio di accoglienza. Nel pomeriggio ci sono stati tempo libero ed esibizioni di gruppi musicali in attesa dell'incontro con il Rettor Maggiore. Il centro dell'intervento di don Pascual Chávez si riassume nell'invito, o piuttosto nella raccomandazione, a non lasciarsi sottrarre la fede, l'amore e la speranza. Facendo molti riferimenti alle figure dei giovani che hanno maturato la propria fede cristiana nel mondo salesiano, tra cui Domenico Savio e la beata Laura Vicuña, disposti a spendersi fino alla fine per la proclamazione della Buona Novella, don Chávez ha sottolineato che la Chiesa si affida alle nuove generazioni, chiamate ad assumersi la propria responsabilità. “Nessun altro può prendere il vostro posto – ha affermato –. Non pensiate che la Chiesa siano i Vescovi, i preti, le suore. Anzitutto la Chiesa è Cristo, e noi siamo tenuti a fare qualcosa per Lui”. Molti giovani ritengono che questo mondo non si possa migliorare, ma con lo stesso atteggiamento di Papa Benedetto XVI è necessario lanciare l'appello affinché ciascuno faccia qualcosa per il proprio popolo, come si è proposto il beato Zeffirino Namuncurá. Nel suo saluto al termine dell'incontro don Frank Moloney, ispettore salesiano per l'Australia e il Pacifico, ha sottolineato che la presenza di don Chávez alla GMG dev'essere considerata un segno della sua volontà di essere vicino ai giovani in questa esperienza significativa.


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Vacanze insieme in... Tunisia T.G.S. Ibiscus Catania-Barriera 16-23 agosto 2008 “Armati” di bagagli, tanta voglia di avventura e… una buona dose di pazienza (duramente messa alla prova sin dalla nostra prima giornata di viaggio…), siamo partiti in 26 – giovani e… non – sotto la guida dei nostri “mitici” don Urso e don Camuto, per trascorrere insieme una settimana di vacanza (dal 16 al 23 agosto) in Tunisia. Tralasciando il viaggio in aereo, un po’… avventuroso (con un ATR ad elica della “SEVENAIR”, particolarmente piccolo e rumoroso!) e “costellato” di considerevoli ritardi ed attese snervanti… nel complesso è stata un’esperienza indubbiamente particolare ed interessante, che ci ha permesso di conoscere la realtà di un Paese molto diverso dal nostro per cultura, lingua, religione e tradizioni (a dispetto degli appena 140 km che lo separano dalle coste siciliane). Durante la nostra permanenza in Tunisia, abbiamo piacevolmente alternato giornate di relax e di libertà (piscina, shopping, mare, passeggiate…) con altre, invece, particolarmente intense e ricche di escursioni, specie nelle città della zona costiera del Sahel.

Tunisia: Foto di gruppo.

Diverse, e tutte interessanti, sono state le mete toccate nel corso del nostro viaggio: El Djem, con il suo famoso anfiteatro (spesso, ma impropriamente, chiamato “Colosseo”), il monumento più “impressionante” che hanno lasciato i Romani in terra d’Africa, terzo al mondo dopo quello di Capua e di Roma; Monastir, antica città fortificata, in cui si trova l’imponente e splendido mausoleo innalzato al primo presidente della Tunisia, Abib Bourguiba, ivi sepolto; Cartagine, antica città del bacino del Mediterraneo, di origine fenicia, eterna rivale di Roma, di cui sopravvivono oggi solo poche, orgogliose rovine, unica testimonianza del suo glorioso passato dopo che i Romani ne cosparsero il suolo di sale, come augurio simbolico di eterna sterilità…; Tunisi, con la sua casba e lo splendido Museo del Bardo – antica residenza del bey – che ospita oggi la più ricca collezione di mosaici di epoca romana e paleocristiana; Sousse, terza città del Paese per popolazione e suo importante polo turistico, definita “la perla del Sahel”…; ed ancora Hammamet, con il suo incantevole lungomare, e Nabeul, famosa soprattutto per la coltivazione di arance e la produzione di ceramiche…; e come dimenticare il pittoresco paesino andaluso di Sidi Bou Said, con il suo stile architettonico davvero unico, contraddistinto dai colori del Mediterraneo: l’azzurro e il bianco? L’esperienza più toccante, però, – credo di interpretare i sentimenti di tutti – è stata, indubbiamente, quella vissuta a Kairouan, capitale amministrativa della bassa steppa, situata un po’ più all’interno, in una zona semiarida di pastorizia, dove sopravvivono ancora tradizioni e rituali antichi. Qui, all’interno di una piccola moschea (il cosiddetto “Mausoleo del Barbiere”) abbiamo assistito alla cerimonia di iniziazione di alcuni bambini, sottoposti alla pratica della circoncisione sotto il nostro sguardo scosso e inorridito… Sicuramente singolare anche l’esperienza


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vissuta in prima persona dai nostri due “don” (chiedete a loro!), i quali, a Nabeul, sono riusciti a farsi ammettere nella sala di preghiera della moschea (là dove, solitamente, l’unico ambiente il cui accesso era consentito anche a noi… “infedeli” restava il cortile, quasi sempre porticato e con annesso minareto). Nel corso di questa settimana, abbiamo potuto osservare da vicino il vero volto di un Paese che vive fondamentalmente di turismo, agricoltura e artigianato. Moderni ed eleganti gli alberghi che si susseguono, numerosi, soprattutto a Sousse e ad Hammamet, lungo km di costa bianca e sabbiosa “punteggiata” di palme rigogliose. Particolarmente fiorente l’agricoltura, che resta, ancora oggi, la principale risorsa economica del Paese (dai datteri all’uva, dalle arance ai fichi, dai melograni agli ulivi… la Tunisia è il secondo Paese al mondo per produzione ed esportazione di olio d’oliva…). Quanto all’artigianato, i prodotti più famosi restano i tappeti in lana (bellissimi quelli di Kairouan), abile frutto del lavoro certosino realizzato da mani femminili, e le ceramiche smaltate e dipinte (tipiche quelle di Nabeul), sulle quali ricorrono, frequenti, le effigi del pesce – qui simbolo di fecondità – e della mano di Fatma (o Fatima, la figlia del profeta Maometto). Poche, invece, ma pur sempre significative, le tracce della religione cristiana, “incalzata”, sin dai primi secoli, dalla fortunata avanzata dell’Islam, e di cui oggi sopravvive la memoria nei magnifici mosaici paleocristiani custoditi al Museo del Bardo…

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Tunisia: Don N. Camuto e Don G. Urso.

Ma in ogni città, il cuore “pulsante” della vita tunisina resta, senza alcun dubbio, il suk (mercato) della medina, con il suo dedalo di stradine sinuose e di polverosi vicoli e il suo… “tripudio” di sapori, colori, odori davvero unici ed indimenticabili. Qui vige una sola legge: l’arte della contrattazione! Assistiamo, quasi divertiti, ad estenuanti “tira e molla” tra acquirente e venditore. Questi muove da un prezzo iniziale spropositatamente alto, per poi cedere la propria merce a pochi dinari: così l’acquisto sembra quasi una vittoriosa “conquista”, e si va via soddisfatti per la sensazione di aver concluso un buon affare! Le nostre giornate si concludevano, solitamente, con lunghe passeggiate a Port El Kantaoui – il porto di Sousse, nei cui pressi sorgeva il nostro hotel – una zona residenziale ed elegante che si animava ogni sera di luci e suoni… certo in stridente contrasto con la realtà povera ed ancora poco evoluta delle zone interne… Molto ci sarebbe ancora da raccontare, ma forse adesso è meglio richiudere la “scatola” dei ricordi, per evitare che la nostalgia prenda il sopravvento… (non sarà che il “mal d’Africa” esiste davvero?...). Innumerevoli ed irripetibili le emozioni e le immagini che ci porteremo “dentro”: dalle stupefacenti albe sulla spiaggia ai… misteri di una cultura ricca di fascino e di contraddizioni… M a r ia Conc e t ta G a nge m i


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Celebrazione quarantennale TGS - CGS Saluto del Presidente CNOS Don Giuseppe Casti E m e rg en z a E d u c a ti va Possiamo dire in che cosa consiste l’emergenza educativa in cui ci troviamo? Essa è data da due fattori. Da una parte la generazione dei figli chiede – e non può non farlo – di entrare dentro ad un universo vero, buono, bello; dall’altra parte la generazione dei padri è divenuta straniera all’universo di senso: non sa più che cosa dire. L’emergenza educativa è l’interruzione della narrazione che una generazione fa all’altra: è l’afasia della generazione dei padri e l’incapacità della generazione dei figli di articolare perfino la domanda che urge dentro al loro cuore. I padri non rendono presente nessuna tradizione, perché ne hanno perso la memoria, e diventano testimoni del nulla e trasmettitori di regole. I figli si trovano a vagabondare in un deserto privo di strade, non sapendo più da dove vengono e dove sono diretti. C o me u s ci re d al l ’e m e rg en z a e d u c at i v a? L’ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani. Quale è una delle tesi fondamentali del libro? Che sradicati dalla grande tradizione che li ha generati, i giovani si sono trovati in casa l’ospite più inquietante: il nichilismo. Non illudiamoci: questa è la condizione di molti giovani oggi. Ed allora?”. Da un canto il libro è venuto a confermare una interpretazione e valutazione che mi faccio della situazione odierna giovanile, almeno in alcuni paesi d’Europa, ma non solo, e, dall’altro, mentre egli parla da psicologo sociale, io leggo la stessa realtà dalla prospettiva pedagogica e avendo alle spalle tutto il tesoro dell’esperienza di Don Bosco, del suo Sistema Preventivo e della sua inculturazione nel mondo. E d u c a z i o n e e C u l t u ra Il compito primario ed essenziale della cultura in generale e anche di ogni cultura è l’educazione. Questa consiste nel fatto che l’uomo diventi sempre più uomo, che possa ‘essere’ di più

e non solamente ‘avere di più’, e che, di conseguenza, attraverso tutto ciò che egli ‘ha’, tutto ciò che egli ‘possiede’, sappia sempre più pienamente ‘essere uomo’. L’educazione è un cammino specifico di umanizzazione, cioè di sviluppo della persona. Cerca di costruire l’uomo dal di dentro, liberandolo dai condizionamenti che potrebbero impedirgli di vivere pienamente la propria vocazione e abilitandolo per un’espansione delle sue capacità creative. Lo sviluppo dell’uomo come persona passa necessariamente attraverso la cultura, intesa anzitutto come un modo di rapportarsi della persona con il mondo, con gli altri, con se stesso, con Dio, ma intesa anche come incontro con un patrimonio oggettivo di conoscenze, beni e valori, e infine come processo personale di assimilazione, rielaborazione, arricchimento. Perciò la cultura non è un patrimonio fisso, universale e pacificamente accettato da tutti. Oggi abbiamo a che fare con società sempre più complesse, post-ideologiche, incerte, ma soprattutto multiculturali, con tutto il carico di ambiguità che quest’ultimo termine evoca in fatto di apertura o di chiusura alla diversità. C’è poi da tener presente lo scenario della globalizzazione, che stritola tutte le identità e progettualità locali. E allora, la sfida prossima ventura dell’educazione sarà appunto quella della mondialità e dell’interculturalità, dove il riconoscimento delle differenze e lo smontare gli stereotipi sarà una necessità e una risorsa educativa. L’educazione è proprio la mediazione culturale capace di mettere a confronto le aspirazioni e le situazioni che oggi vivono i giovani con l’esperienza dell’umanità espressa nel patrimonio culturale e nella cangiante mondialità attuale. L’educazione salesiana è fondata su una scala di valori che proviene da una particolare concezione dell’uomo:


associazioni salesiane – la maturazione della coscienza attraverso la ricerca della verità e l’adesione interiore ad essa; – lo sviluppo della libertà responsabile e creativa attraverso la conoscenza e la scelta del bene; – la capacità di relazione, solidarietà e rapporto con gli uomini, basata sul riconoscimento della dignità della persona umana; – l’abilitazione alle responsabilità storiche, fondata sul senso della giustizia e della pace. Le opere e le associazioni salesiane sono ambienti di educazione e di cultura, in cui si offre un sapere che renda i giovani consapevoli dei problemi del mondo di oggi, sensibili ai valori e costruttivamente critici; in cui i giovani acquistano atteggiamenti che permettono loro di agire come uomini liberi e con capacità che li rendono competenti ed efficaci nell’azione. È ben nota la situazione di incredulità in cui cresce oggi la maggior parte dei giovani europei. E questa incredulità ha una straordinaria rilevanza culturale. Basta affacciarsi al mondo della letteratura o del cinema. È difficilissimo trovare, negli ultimi decenni e nelle opere più rappresentative o di successo, qualche produzione i cui protagonisti ricevano dal cristianesimo l’ispirazione per la vita o per la dignità della loro esistenza. L’esperienza religiosa viene presentata, con toni ridicoli e peggiorativi, come un fenomeno di infantilismo e di senso di colpa. Ciò nonostante, per noi Cristo è la migliore notizia e il dono più prezioso che possiamo dare al mondo; in Lui l’uomo raggiunge la massima dignità, in quanto viene riconosciuto come figlio di Dio e le frontiere della sua esistenza si dilatano fino all’eternità. Perciò l’obiettivo finale dell’educazione è l’evangelizzazione come sintesi tra fede e cultura, tra fede e vita. Gli ambienti educativi salesiani cercano di avviare un dialogo vitale e un’integrazione tra sapere, educazione e Vangelo. Nella disparità di concezioni e di prospettive, l’educazione fa del riferimento a Cristo un criterio di valutazione per discernere i valori che edificano l’uomo e i controvalori che lo degradano. Infatti, è soprattutto l’irrilevanza della fede nella cultura e nella vita che fa diventare i giovani indifferenti o estranei al mondo religioso, rende insignificante la domanda su Dio, svuota il linguaggio religioso del suo senso e tende a vanificare ogni impegno

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di educazione integrale e di evangelizzazione. Per molti secoli la fede cristiana ha ispirato in Europa la riflessione dei pensatori, le opere degli scrittori, le creazioni degli artisti e le composizioni dei musicisti. Con grande temerità (o piuttosto con cinismo, dato che non si tratta di ignoranza) oggi si pretende di negare le radici cristiane della cultura europea. Purtroppo è da molto tempo che si sente la mancanza di una presenza testimoniale ed efficace di cattolici nei distinti ambiti della creazione e diffusione della cultura. Mancano politici, scrittori, professori, medici, poeti, giuristi, giornalisti e altri professionisti cattolici. Se l’incredulità attuale ha una fortissima rilevanza culturale nel mondo occidentale, è evidente che il cattolico deve fare della cultura un campo in cui essere presente, con impegno e testimonianza. Occorrono militanti, fermento cattolico nel mondo dell’arte, del pensiero e della comunicazione sociale, capaci di dare nuovo prestigio all’evento cristiano. “La Chiesa – ha detto Giovanni Paolo II – sollecita i fedeli laici ad essere presenti all’insegna del coraggio e della creatività intellettuale, nei posti privilegiati della cultura, quali sono il mondo della scuola e dell’università, gli ambienti della ricerca scientifica e tecnica, i luoghi della creazione artistica e della riflessione umanistica”. L’educatore “secondo il cuore di Don Bosco” è consapevole che il processo educativo è lo spazio privilegiato in cui avviene la promozione totale della persona e in cui la fede è proposta ai giovani. Nell’insegnamento illumina il sapere umano con i dati della fede, senza distoglierlo dall’obiettivo che gli è proprio e ripensa, in vista dell’educazione alla fede, sia il senso complessivo della cultura, sia l’insegnamento delle singole discipline, sia gli stessi rapporti personali e all’interno dei gruppi. Perciò nel processo educativo cerca di sviluppare la cultura del singolo come capacità di comunione e di ascolto degli uomini e degli avvenimenti, come dovere di servizio e di responsabilità verso gli altri e non come mezzo di affermazione e arricchimento. L’educatore salesiano aiuta a scoprire la profonda coerenza tra la fede e i valori che la cultura persegue: rileva la funzione del Vangelo nella cul-


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tura: elevarne le espressioni autentiche, rigenerare e trasformare gli aspetti meno umani; abilita agli atteggiamenti che predispongono i giovani ad una comprensione vitale e ad una risposta favorevole al Vangelo. Forse mai come oggi avvertiamo che il passaggio del cristianesimo da una generazione all’altra non è un dato scontato e implica di fatto, oggi come ieri, la necessità per il cristianesimo di essere appreso nuovamente da ogni generazione. Esso si rivolge alla libertà di ciascuna coscienza. E sono poi le persone di una generazione che plasmano una cultura, costruiscono un ambiente umano ispirato alla fede vissuta. C’è, perciò, una originalità e specificità di adesione a cristianesimo di ogni generazione. C’è una sorte di reinventarsi del cristianesimo ad ogni generazione, pur nel legame di fedeltà e nella ricerca della coerenza con le origini. L’aveva affermato già Tertulliano nel terzo secolo: cristiani non si nasce ma si diventa.

I nt es a s ullo Sport ne lle n ost re ca se pe r l’ an n o 200 8/ 20 09 tra Is pet to ria Sal esi a na S i c u l a , I s p et t o r i a d e l l e Fi g l i e di M a r i a A u s ilia t r i ce d i Sic i lia , Po lis po r t ive G iov an il i Sa le s i a ne d i Sic i lia In data 29 Luglio 2008 Don Luigi Perrelli, Ispettore Sdb, e Sr. Giuseppina Barbanti, Ispettrice Fma, hanno convocato congiuntamente: il Sig. Maurizio Siragusa, Presidente Regionale PGS Sicilia, i suoi collaboratori Sig. Enzo Caruso e il Sig. Carmelo Pergolizzi; Sr. Gina Sanfilippo (delegata uscente di pastorale giovanile), Sr. Assunta Di Rosa (nuova delegata di Pastorale giovanile), Sr. Rosetta Cali (delegata uscente e vicepresidente regionale Pgs); Don Marcello Mazzeo (delegato di pastorale giovanile) e Don Edoardo Cutuli (delegato uscente e vicepresidente regionale Pgs). Espongono innanzitutto il quadro della situazione nazionale riguardo le PGS: 1. Il 26 maggio 2008, il Presidente del Centro Nazionale Opere Salesiane (CNOS), Don Giuseppe Casti, ha comunicato al Sig. Giovanni

associazioni salesiane Gallo, Presidente Nazionale PGS, la recessione dell’Ente CNOS da Socio ed Ente Promotore dell’Associazione “Polisportive Giovanili Salesiane” (PGS). 2. Il 18 Luglio 2008 la Presidente dell’Associazione Centro Italiano Opere Femminili Salesiane (CIOFS), Sr. Paola Guidali, ha comunicato al Sig. Giovanni Gallo, Presidente Nazionale PGS, la recessione dell’Ente CIOFS da Socio ed Ente Promotore dell’Associazione “Polisportive Giovanili Salesiane” (PGS), 3. Il 18 Luglio 2008 la Presidente CII, Sr. Giuseppina Barbanti, a nome delle Ispettrici d’Italia, specificava che “L’Ente CIOFS cessa di essere Ente Promotore, ma non allenta la propria presenza all’interno della PGS, che rimane l’Associazione sportiva “di ispirazione”. L’Ispettore e l’Ispettrice dopo aver presentato l’analisi della situazione che si è venuta a creare dopo la recessione di ambedue gli Enti (CNOS e CIOFS) dall’Ente PGS, esprimono la volontà di ricerca di nuove sinergie, in relazione alle associazioni sportive attualmente operanti nelle nostre Opere SDB ed FMA in Sicilia, ma anche esterne. Comunicano che, dopo aver analizzato i fatti avvenuti negli ultimi mesi, si è delineata una posizione comune tra SDB, FMA e PGS Sicilia, in modo da garantire, ai destinatari delle associazioni sportive operanti negli ambienti FMA e SDB, per il nuovo anno 2008/2009, criteri unitari, chiari, concordati e flessibili in attesa di ulteriori possibili sviluppi ai vari livelli. Desiderano infine dare indicazioni per le due Ispettorie in vista dell’imminente inizio dell’anno pastorale 2008/2009. Ecco in sintesi le determinazioni condivise assunte: 1. Con la comunicazione della recessione da Enti Promotori di CNOS e CIOFS decadono i delegati PGS CNOS e CIOFS ai vari livelli. 2. Gli SDB e le FMA che allo stato attuale hanno ruoli elettivi negli organi periferici (regionali e provinciali) dell’Ente PGS li manterranno fino alle prossime assemblee elettive. 3. Le due ispettorie SDB ed FMA garantiranno il servizio formativo a livello regionale, per la continuità del carisma, attraverso i referenti


associazioni salesiane regionali per lo sport indicati da Ispettore ed Ispettrice. 4. Le associazioni sportive locali esistenti, che vivono all’interno delle Opere SDB ed FMA, potranno continuare ad affiliarsi alla PGS e svolgere attività con essa. 5. Il rapporto tra la Casa salesiana SDB ed FMA e le associazioni sportive ivi esistenti sarà regolamentato da una convenzione che disciplinerà sia gli aspetti giuridico - economici sia gli aspetti educativi e pastorali. 6. Le associazioni sportive di cui sopra dovranno sottoscrivere il “Codice etico” (L. 231/01) predisposto da CNOS e CIOFS. 7. Ogni Associazione sportiva, in casa SDB o FMA, dovrà garantire la formazione degli operatori sportivi (alleducatori e dirigenti) e degli atleti nonché la partecipazione degli stessi alle iniziative formative indette ed organizzate da PGS Sicilia congiuntamente ai referenti ispettoriali SDB ed FMA della formazione nell’ambito dello sport. 8. Le associazioni sportive non appartenenti agli ambiti SDB ed FMA, su iniziativa del Comitato Regionale PGS Sicilia, sottoscriveranno il medesimo “Codice etico” (L. 231/01) e si impegneranno a partecipare alle iniziative formative indette ed organizzate da PGS Sicilia congiuntamente ai referenti ispettoriali SDB ed FMA della formazione nell’ambito dello sport.

Colle S. Rizzo (ME), 29/07/2008

At t ivit à s por t ive n e lle O pe r e S ale s ia ne Anno 2008/2009 O b i e t ti v i Realizzazione dell’Intesa, per l’anno 2008/2009, tra Salesiani Don Bosco, Figlie di Maria Ausiliatrice, Comitato Regionale PGS - Sicilia. At t iv i tà Formazione dirigenti, tecnici ed alleducatori sia a livello locale che regionale. Attività sportive a livello Locale e Provinciale. Occasioni di fraternità e sano agonismo tra varie squadre, secondo le età e le discipline sportive (Pigiessiadi).

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Formazione atleti, nei campi estivi programmati, secondo le età. Campo formazione giovani alleducatori. Da te s ig nifi ca ti ve 26 Ottobre: PGS Apertura anno sportivo. 2-5 Gennaio: Stage di formazione per tecnici e dirigenti. 15-17 Maggio: Pigiessiadi Mini e Propaganda. 30 Maggio – 2 Giugno: Pigiessiadi settore giovanile. 1-7 Luglio: 1° Campo atleti mini e propaganda. 8-14 Luglio: 2° Campo atleti mini e propaganda. 15-21 Luglio: 3° Campo atleti under 14. 21-24 Luglio: 4° Camposcuola Juniores. 25-1 Luglio-Agosto: Campo Alleducatori 1° livello. Don Edoardo Cutuli

Turismo Giovanile e Sociale ( T GS - S i c il i a ) Ann o 2 0 0 8 / 09 O b i e t ti v i 1. Rilancio dell’Associazione TGS nei nostri Oratori, Scuole e Parrocchie. 2. Costituzione di un’Associazione Regionale TGS, con relativo statuto, per il coordinamento delle varie Associazioni TGS locali esistenti. (Processo in corso) 3. Riscoperta della ricchezza del patrimonio artistico e culturale della nostra terra, sia nelle iniziative da intraprendere all’interno delle singole associazioni TGS, sia nella proposta culturale ai giovani delle nostre opere. At t iv i tà Presentazione dell’Associazione TGS, ai vari responsabili delle nostre opere, sia per la conoscenza delle finalità tipiche del TGS sia per utilizzo delle opportunità educative che l’associazione presenta. Ciò verrà attuata durante il corso dell’anno, durante gli incontri dei vari settori. Incontri lungo il corso dell’anno degli aderenti alle associazioni locali TGS per vivere occasioni di fraternità e condivisione di esperienze. Don Edoardo Cutuli


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In ricordo dei confratelli periti nel terremoto di Messina del 28 dicembre 1908 Non sono molte le notizie che sono riuscito a racimolare sui confratelli periti nel terremoto di Messina, né di tutti sono riuscito a trovare una foto. Ma penso che queste poche notizie e queste poche foto siano sufficienti a suscitare nei nostri cuori tanta tristezza e nello stesso tempo tanta rassegnazione alla volontà di Dio, che ha permesso che alla radice dell’opera salesiana in Sicilia ci fosse tanto sangue innocente. C LA RI S S ac. D ari o nato a Savona il 4 gennaio 1880; prof. a Foglizzo il 30 settembre 1901 ; sac. a Torino Valsalice 23 settembre 1905 ; † a Messina-S. Luigi il 28 dicembre 1908. Sepolto a Savona. Aveva fatto il noviziato a Foglizzo nell’anno 1900-01. Proveniente da Verona era sceso in Sicilia nel 1906 e assegnato al S. Luigi di Messina. Fu una vittima del terremoto del 1908. Il bollettino Salesiano ne dava la notizia in questi termini. “Non contava ancora trent’anni il giovanissimo ed indimenticabile sacerdote Dario Claris, dottore in lettere e filosofia, che per due anni era stato virtuoso insegnante al S. Luigi di Messina. Era nato il 4 gennaio 1880 a Savona; ed a Savona per cura della desolata famiglia ne fu trasferita la salma, e l’anima elettissima ebbe in quella cattedrale l’elogio del Vescovo e reiterati solenni suffragi”. (Dal Bollettino Salesiano, gennaio 1909). V E N I A C h. G i u s e p p e nato a Bronte (CT) il 21 febbraio 1887; prof. a San Gregorio (CT) il 1° ottobre 1905; † a Messina-S. Luigi il 28 dicembre 1908. Probabilmente aveva frequentato il Collegio Capizzi mentre c’erano i Salesiani. Nell’ottobre del 1903 entrò in noviziato. Emessi i voti rimase ancora un anno a S. Gregorio a studiare filosofia

e poi andò tirocinante a Messina-S. Luigi. Solerte istitutore di Don Bosco, come ben lo qualificò il Bollettino Salesiano del tempo, e giovane vittima del terremoto del 1908. Assistente di una camerata al secondo piano, col chierico Mario Manzini, nella notte del 28 dicembre il terremoto abbatté la volta che cadde loro addosso; tra le macerie si poterono salvare tutti gli altri calandosi con corde fatte di lenzuola e coperte. Tra gli accorati richiami non risposero i due chierici e un giovane periti sotto le macerie. Il sacrificio consumato da D. Giuseppe Venia è stato seme fecondo di tre vocazioni salesiane: tre suoi nipoti: Gino D’Amico, Venia Daniele, Giuseppe Lupo. M A NZI NI C h. M ar i o nato a Bologna il 17 novembre 1884; † a Messina-S. Luigi il 28 dicembre 1908. Ancora chierico a Parma conseguì la licenza in matematica e fisica e venne insegnante a Messina nel 1907. La notte del 28 dicembre 1908 assisteva col chierico Venia in una camerata al secondo piano quando avvenne la disgrazia. L O N G O C oa d . G i us e p p e S a l om o ne nato a Biancavilla (CT) il 4 settembre 1872; prof. a San Gregorio (CT) il 19 settembre 1903; † a Messina-S. Luigi il 28 dicembre 1908. Proveniente dal lavoro dei campi nel maggio del 1900 era entrato a S. Gregorio per il noviziato. Dopo la professione era stato mandato a Randazzo e vi era rimasto tre anni. Nel 1906 era stato trasferito al S. Luigi di Messina. RAPISARDA Sac . Mauro nato a Belpasso (CT) il 15 dicembre 1876; prof. a S. Gregorio (CT) il 19 ottobre 1898; † a Messina-S. Luigi il 28 dicembre 1908. Di lui e di un suo paesano il Bollettino Salesiano del tempo scriveva: ‘“I buoni sacerdoti Don Mauro Rapisarda e Don Antonio Urso erano ambedue di soli 34 anni essendo nati a Belpasso (Catania) nel 1876. Ambedue disimpegna-


frammenti di memoria vano, nell’Istituto il delicato ufficio di direttori spirituali; ed hanno lasciato in molti giovani, amici e ammiratori, il più vivo rimpianto”. LO FARO Sac. Arcangelo nato a Biancavilla (CT) il 5 aprile 1878; prof. a S. Gregorio (CT) il 25 novembre 1894; † a Messina-S. Luigi il 28 dicembre 1908. Dopo il noviziato e la professione a S. Gregorio, rimase ancora due anni a studiare filosofia. Al S. Luigi di Messina fece il tirocinio. Confratello esemplare lavorò nella casa di Bova con Don Eusebio Calvi. Nel 1908 a Messina era insegnante e addetto a vari altri uffici, all’età di 30 anni fu travolto dalle rovine del terremoto e finì la vita unitamente ad altri otto confratelli e a trenta giovani collegiali.

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Vittima a 32 anni del terremoto. Dei primi confratelli che nel 1892 diedero vita con Don Piccollo al noviziato in Sicilia a Mascali e poi a S. Gregorio dove Don Urso fu il primo maestro di musica. Andò poi a Malta e a Bova Marina. “Giovane modello dei primissimi tempi – scrive Don Salvatore Sciuto – dai neri occhi pensosi soffusi di melanconia aerea e di poesia, era l’idolo dei suoi compagni per la sua indole naturalmente amabile, per il suo cuore d’oro, per l’ingegno precocissimo”. D o n S a l va to r e S p i ta l e Segretario Ispettoriale

28 dicembre 1908 “Il 28 dicembre 1908, lunedì, alle ore

PIRRELLO Sac. Vincenzo nato ad Alcamo (TP) il 28 agosto 1877; prof. a Torino Valdocco il 14 dicembre 1894; † a Messina il 28 dicembre 1908. Era del gruppo di Mascali. Era consigliere scolastico al S. Luigi di Messina. Aveva studiato all’Università di Pisa e si era laureato in lettere a Genova. Morì sepolto dalle macerie del terremoto, unitamente ad altri 8 confratelli e a 30 giovani collegiali.

5,21 del mattino nella piena oscurità e

PASQUALI Sac. Giuseppe, nato a Roma il 4 marzo 1868; † a Messina-S. Luigi il 28 dicembre 1908. Proveniente da Loreto venne in Sicilia nel 1901, fu insegnante ed economo a Catania-Cibali e poi direttore per tre anni in Aragona. Si trovava al S. Luigi di Messina quando il terremoto del 1908 lo sommerse tra le macerie. Il suo corpo, disseppellito dopo alcuni giorni da Don Amato, fu trasferito nel cimitero della città.

Il numero delle vittime non poté mai

U RS O Sa c . A nt o n in o nato a Belpasso (CT) il 17 gennaio 1876; prof. a Torino Valsalice il 22 aprile 1892; † a Messina-S. Luigi il 28 dicembre 1908.

con gli abitanti in parte ancora nel sonno, un terremoto, più forte di tutti quelli fino allora subiti, che raggiunse il 10° della scala Mercalli, e accompagnato da un maremoto, mise a soqquadro le coste della Calabria meridionale e della Sicilia Nord Orientale con numerose scosse devastanti. La città di Messina, con il crollo di circa il 91% dei suoi edifici venne totalmente distrutta. essere accertato ma si calcola superiore alle 70mila vittime. I superstiti della tremenda sciagura vennero soccorsi subito da russi, inglesi e da altre Nazioni. Gli Italiani, arrivarono in forte ritardo, tra lo stupore generale del mondo intero”. M. G r i f a s i


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Il ricordo di Cataldo Naro a due anni dalla morte Sono passati due anni dall’improvvisa, prematura morte del compianto arcivescovo di Monreale, Cataldo Naro, spentosi il 29 settembre 2006. E la Sicilia lo ricorda con alcune iniziative. Due celebrazioni eucaristiche, innanzitutto. Domani alle ore 17 nella chiesa matrice di San Cataldo (Caltanissetta) – il paese natale dell’insigne storico diventato vescovo – il vescovo di Caltanissetta Mario Russotto presiederà una Messa in suffragio di Naro. Un’altra concelebrazione eucaristica sarà martedì alle 12 a Monreale, presso il Centro Maria Immacolata di Poggio San Francesco e chiamerà a raccolta il presbiterio di Monreale: qui l’arcivescovo Salvatore Di Cristina, successore di Naro sulla cattedra monrealese – dove questi giunse nel 2002 –, celebrerà la Messa. Ma vi è una terza iniziativa in agenda, e riguarda il linguaggio dell’arte che tanto era apprezzato dal vescovo-storico di San Cataldo. Oggi alle 17 presso il Museo diocesano di Caltanissetta (viale Regina Margherita, 29) verrà inaugurata la mostra «Vince la luce. La ‘Via Lucis’ disegnata, dipinta e plasmata da Silvana Pierangelini Recchioni». Introdurrà l’esposizione Maria Antonietta Spinosa, docente di estetica presso la Facoltà Teologica di Sicilia a Palermo – dove Naro fu preside; taglierà il nastro inaugurale il vescovo di Caltanissetta, Mario Russotto. Si tratta di un’iniziativa promossa dal Museo diocesano in collaborazione con il Centro studi «Cammarata» di San Cataldo. La mostra rimarrà aperta fino al 31 ottobre. Gli orari: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 19; il sabato e la domenica dalle 9 alle 12.

Ma ggi o 2 00 4, qu ell ’ in ter vi st a de l l ’ a r ci v e sc o v o i n r a di o « Da l c r i s t i a ne s i m o u n a c ul t u r a s e mpr e r i n no v at a » Il ruolo della parrocchia nel territorio, della Sicilia nel Mediterraneo, la questione della multietnicità e il tema delle radici cristiane dell’Europa. Sono alcuni fra i temi toccati dal compianto arcivescovo di Monreale, Cataldo Naro, in un’intervista rilasciata a Vanni Nisticò con la collaborazione di Maria Angela Spitella andata in onda nella quinta puntata della trasmissione «Il custode del gregge» del 22 maggio 2004 su Radio Tre. Una lunga, approfondita intervista, finora mai pubblicata nei libri – apparsi finora – che raccolgono le riflessioni dell’arcivescovo scomparso il 29 settembre 2006. La funzione del vescovo? Egli «è portatore della tradizione nel significato letterale del termine, ossia ciò che viene trasmesso, che è il messaggio cristiano, il Vangelo – sottolineava Naro –. Ma nello stesso tempo è colui che con le antenne abbastanza tese dovrebbe essere in grado di ridire questa eredità del Vangelo, questo passato cristiano nell’oggi al fine di tramandarlo alle nuove generazioni. Giovanni Paolo II usa dire frequentemente che si impone oggi una nuova evangelizzazione. Credo che l’accezione più comune dello stesso pontefice, ma anche nella accoglienza, nella recezione di questo termine nella Chiesa, è che oggi ci sono delle necessità nuove e quindi il Vangelo deve essere detto in maniera nuova. Ritengo che c’è sempre stato il bisogno di una nuova evangelizzazione nel senso che il Vangelo è sempre stato annunciato, ma l’ac-


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coglienza di esso è sempre nuova. Ogni generazione accoglie in maniera nuova il Vangelo e lo ricomprende». Per Naro «se non c’è questa accettazione nuova si spezza la catena e non c’è più trasmissione. Sono rimasto sempre impressionato – spiegò – da una considerazione di Fernand Braudel nel suo magnifico libro Il Mediterraneo al tempo di Filippo II. Braudel, che non è credente, osserva che il cristianesimo in confronto all’islam ha questo di particolare: crea società estremamente fragili. Sono società che devono re-inventarsi ad ogni generazione. È proprio nella natura stessa del cristianesimo perché cristiani si diventa. Ogni generazione accoglie il cristianesimo, lo reinventa e costruisce una cultura. (...) Mi sembra una osservazione valida che riempie di grande responsabilità però la Chiesa che ha un compito per l’oggi, cioè quello di ridire in maniera nuova il Vangelo, ma anche di sollecitare una adesione nella nuova generazione». Vincenzo Grienti Fonte: [Avvenire, Caltanissetta 28 settembre 2008]

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“Ma io vi dico”: Siate uomini e donne di speranza Avvicinarsi alla realtà del Salesiano Cooperatore, interrogarsi sulla propria vocazione, sperimentare da vicino la specificità della vocazione e allo stesso tempo cogliere l’occasione per formarsi e rinvigorirsi nel carisma e nello spirito sono stati gli obiettivi su cui si è concentrato il cammino dei giovani salesiani cooperatori, aspiranti e simpatizzanti che, dal 16 al 19 agosto, hanno partecipato al campo a loro dedicato presso la casa FMA di “Le Vigne” (Biancavilla). Giovani da tutta la Sicilia, da Gela a Messina, da Marsala a Catania, si sono incontrati per condividere intensi momenti di spiritualità, formazione, discernimento e testimonianza. La speranza ha accompagnato e ispirato il campo; quella “speranza affidabile” di cui ci parla Benedetto XVI nella sua ultima enciclica, quella speranza che nasce in Gesù Cristo (Ef 2,11-13). Il primo giorno, dopo l’accoglienza e la sistemazione nelle stanze, si è entrati subito nel vivo del campo con il momento di preghiera iniziale in cui ognuno di noi è stato invitato a tenersi d’occhio per non perdere mai l’entusiasmo e crescere spiritualmente. Non è una fatica, ma una gioia vivere da cristiani, quando l’amore di Dio ti alimenta. Durante la preghiera è stato consegnato uno zaino, simbolo della nostra vita personale con cui ci presentiamo al Signore; una vita così com’è, in tutte le sue dimensioni, con i suoi punti di forza e le sue debolezza, con i suoi slanci

Campo Famiglie Don Bosco 2008.

spirituali e le sue risorse umane, il buio dell’anima e le difficoltà di uomo e di donna. Il deserto, che ci ha accompagnato per tutto il campo, come luogo e spazio di discernimento, ha seguito la preghiera. Il primo giorno si è concluso con un momento di adorazione. Nel silenzio dell’Etna siamo entrati in intimo contatto con Gesù, nostro compagno inseparabile. I forti tempi di preghiera sono stati intervallati anche da un momento di fraternità e da una cena che come tutti i pasti, che abbiamo consumato, è stata piacevole condividere insieme, nel servizio e nell’allegria. Il secondo giorno abbiamo vissuto quattro intensi momenti. La mattina don Edoardo Cutuli, seguendo il percorso spirituale di don Bosco nel suo tempo di discernimento e scelta, ci ha fornito quegli elementi cardine per guardare dentro noi stessi e percepire le esperienze che nella vita di ciascuno toccano in modo particolare le corde della nostra anima, le “emozioni privilegiate”. Ci ha insegnato a passare dall’IO che troppo spesso siamo tentati di seguire a DIO, al suo progetto per noi. La messa, vissuta in pienezza, ha concluso la mattinata. Dopo pranzo don Pippo Ruta ci ha lasciato una testimonianza davvero toccante, quella di Nino Baglieri. Possiamo parlare di un Santo che, rimasto completamente paralizzato a soli 17 anni, dopo anni di buio ha incontrato Gesù, si è convertito e l’ha seguito donando speranza intorno a sé (At 9,1-19). Oggi è uscito un libro su Nino, “Sulle Ali della Croce”, che raccoglie i suoi scritti e la sua meravigliosa vita. Ma la testimonianza di Nino ha avuto un seguito davvero sorprendente nelle parole di Giuliana, che lavora nel difficile quartiere di Librino a Catania, un luogo dove miseria, oppressione e ingiustizia sociale si toccano con mano. È bello ascoltare l’emozione e la passione di una giovane che dedica la propria vita agli ultimi, gli stessi per i quali Gesù ha predicato in Galilea, una giovane che vive nella sequela di Gesù. La giornata si è conclusa con la buonanotte salesiana da parte di Suor Pina, direttrice del-


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CGS-Sicilia Anno 2008-2009 O b i e tt i v i 1. Attuazione del 1° anno del piano quadriennale CGS-Sicilia (da approvare nel CDR di Settembre). 2. Condivisione lungo il corso dell’anno del progetto quadriennale approvato dal CDR, con i presidenti delle singole associazioni.

Campo Giovani 2008.

la casa di Biancavilla, e con la visione del film “7 km da Gerusalemme”, che racconta la vita di uomo che incontra Gesù e ritorna a sorridere e a vivere. La mattina del terzo giorno è stata dedicata alla celebrazione penitenziale che si è conclusa con la Messa. Nel pomeriggio Marco Pappalardo, nostro coordinatore provinciale, ha guidato un momento di approfondimento sul Cooperatore, con una dinamica coinvolgente e molto bella. La giornata si è conclusa con la recita del Rosario meditato, guidato da Sara Franco in Ricceri, cooperatrice di Biancavilla, che ringraziamo per il suo impegno e per il suo servizio durante tutto il campo insieme agli altri Cooperatori e Simpatizzanti del Centro. L’ultimo giorno si è concluso con un momento di preghiera davvero intenso che ha stimolato i giovani partecipanti a passare da un atteggiamento di giovani timorosi a giovani coraggiosi. “Cari giovani” - dice Benedetto XVI - “lasciatevi coinvolgere nella vita nuova che sgorga dall’incontro con Cristo e sarete in grado di essere apostoli della sua pace”. E continua: “lo Spirito di Gesù oggi invita voi giovani ad essere portatori della bella notizia di Gesù ai vostri coetanei … Cari amici, siate santi, siate missionari … Non abbiate paura di diventare santi missionari”. Ci siamo lasciati rinvigoriti nello Spirito, più consapevoli di noi stessi e dei nostri talenti e pieni di speranza. Non possiamo che ringraziare il Signore per il dono di questo campo. G ui d o D i Be ll a ( Ce nt r o S avi o - Me)

At ti v it à – Attuazione dell’iniziativa del percorso di formazione per giovani di III° livello (dai 18 anni in su) sull’utilizzo di nuovi linguaggi comunicativi, per l’anno 08/09 (referente Dott. Aldo Cultrera), da approvare nella Consulta Regionale della FS del 14 Settembre. – Incontro dei Cinecircoli per formazione e scambio di esperienze artistiche tra i giovani aderenti (Aeropago). – Formazione dirigenti: 2° Seminario Regionale di Formazione dirigenti ed animatori in Ottobre. Dat e s igni fic a tiv e Settembre: 6 Consiglio direttivo regionale a Catania-Cibali (ore 16-20). Ottobre: 24-26 Seminario regionale formazione dirigenti e animatori a Zafferana (sabato ore 15.30; domenica ore 19.15). Gennaio: 24 Consiglio direttivo regionale a Palermo (ore 15.30-19.30). Febbraio: 22 Assemblea Regionale Ordinaria (CT-Barriera ore 08.40-19.15 + pm: CDR). Marzo: 27-29 Assemblea elettiva nazionale (Roma). Aprile: 18-19 Aeropago (Palermo - Caltanissetta) pm: CDR. Luglio: 5 CDR + presidenti associazioni (odg: Programmazione e calendario 200910). Don Edoardo Cutuli


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Rialzarsi dopo una caduta Voglia di vivere oltre gli ostacoli Diritto alla vita o alla morte? È l’interrogativo comune, quello che fa notizia in tv e sui giornali. Ma è anche la domanda più importante, dunque la più delicata, alla quale ognuno dà una sua risposta, in un senso piuttosto che nell’altro. L’attualità riporta il nome, ormai risaputo, di Eluana Englaro, trentasettenne di Lucca in stato vegetativo dal 1992. Per lei, su richiesta del padre, la Corte d’Appello di Milano ha acconsentito allo stop dell’alimentazione artificiale. Da qui reazione sopra reazione, chi a favore e chi contro: tante parole e qualche iniziativa di protesta, su tutte le bottiglie di acqua, segno di vita, lasciate davanti al Duomo. Situazioni come questa sono fonte di riflessione sul significato dell’uomo in relazione a se stesso e agli altri. Dare un giudizio o proporle un commento va fatto su basi non astratte ma concrete, partendo dalla vita vissuta, da quelle difficoltà accettate e superate sulla base dell’amore per Dio, che dà forza, un vigore ed una resistenza che vanno oltre l’immaginabile e, attualizzando, sopra ogni possibile allenamento in palestra. Riferimento immediato, senza pensarci neanche troppo: Nino Baglieri di Modica.

Un uomo “famoso”, ora; un ragazzo, a diciassette anni, che ha saputo di dover trascorrere il resto della sua vita paralizzato, senza poter più fare quello che tutti gli altri giovani sognano: realizzare i propri progetti. Un incidente sul lavoro, di quelli che purtroppo si continuano a sentire quotidianamente, tanti giri in vari ospedali, la rassegnazione, le visite di amici e parenti e, infine, la solitudine. Elemento omicida quest’ultimo, che spesso uccide anche chi di problemi motori non ne ha e che invece Nino è riuscito a superare con la forza vera. quella di Dio, scoperta per “caso” un Venerdì Santo, era il 1978. Da quel momento in poi la vita di Nino è cambiata, è stata d’esempio per la gente comune e il suo stato d’animo è ringiovanito quasi a tornare all’età infantile, quella nella quale il bambino scopre e impara, così come lui, capace, tanto era la sua voglia di comunicare con il mondo, di cominciare a scrivere con la bocca. Un esempio straordinario da seguire, un percorso di fede che in quattro anni lo ha portato ad entrare nella Famiglia Salesiana come Cooperatore e poi come consacrato laico dei Volontari con Don Bosco; un passo che ha accentuato la sua voglia di essere guida per gli altri, portatore di motivazioni che, coloro che lo hanno conosciuto, ricordano con grande emozione. Sicuramente un incontro, quello con Nino, che cambia la vita; presente d’obbligo, nonostante lui si trovi al cospetto di Dio, per la testimonianza lasciata da altri, per i libri scritti che danno l’immagine di una persona che, nonostante gli handicap, ha vissuto una vita normale che in molti, tra la gente comune, invidiano. Un esempio, Nino, che non morirà mai, dal quale prendere spunto ogni qual volta venga in mente l’eutanasia. F ab i o A l i br i o

Nino Baglieri.

Fonte: [Prospettive, 27 luglio 2008]


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Famiglia Salesiana di Sicilia Programma Anno 2008/2009 Ob i e tt i vi e i ni z ia ti v e Convegno di Famiglia Salesiana: verrà celebrato in data 13-15 Febbraio 2009. Approfondimento della strenna 2009. Don Bosco e il Movimento Salesiano. Famiglia salesiana e territorio: profezia in Sicilia (da sviluppare tramite laboratori). Famiglia Salesiana e Pastorale Giovanile: percorso biennale “Forma…giò” per giovani oltre i 18 anni sui nuovi linguaggi comunicativi (cfr. PG) (Dott. Aldo Cultrera, Presidente CGS). Famiglia Salesiana e Pastorale vocazionale (Iniziativa “Un anno per il tuo futuro 08/09”). La positiva esperienza attuata in questi anni nella zona orientale (ME-CTRG), si desidera si estenda anche alla parte occidentale (PA-CLTP). Con decisione della Consulta dell’08/06/2008, si costituisce un’equipe vocazionale di FS per la zona occidentale. Gli incontri avranno inizio nelle due zone contemporaneamente a Novembre, secondo il calendario di FS concordato. Corso di avviamento alla Lectio divina: per l’attuazione dell’iniziativa si stabiliscono le seguenti date: 8/9 novembre; 10/11 Gennaio; 7/8 marzo; 9/10 Maggio. Per favorire la partecipazione dalla Sicilia Occidentale, si decide di predisporre di un pulmino da Palermo per viaggiare insieme; e inoltre di un pulmino dalla stazione di Catania per il trasferimento per e da Zafferana. Si prevede per i partecipanti un corso di esercizi spirituali

in Terra Santa tra il 15 Luglio e il 15 Agosto. Esercizi Spirituali di Famiglia Salesiana: si decide di unificarli con gli Esercizi Spirituali dei partecipanti al corso di avviamento alla lectio divina 2008/2009. Prosieguo del cammino iniziato con i politici di estrazione salesiana. Dat e s i gni f i cat i ve Settembre 14: Consulta Regionale di Famiglia Salesiana; Inizio 22° Capitolo Generale delle FMA. 29: Incontro nazionale delegati FS (Roma)

Novembre: 8-9: Corso Lectio divina 1°. 22: Conclusione 22° Capitolo Generale delle FMA. Dicembre: 8: Cerchio Mariano. Gennaio: Consulta Regionale di FS. 10-11: Corso Lectio Divina 2°. 22-25: Giornate di Spiritualità della Famiglia Salesiana (Roma). Febbraio: 13-15: Convegno di FS. Marzo: 7-8: Corso Lectio divina 3°. Maggio: 9-10: Corso Lectio divina 4° e Formazione nazionale per Delegati FS (Roma). Giugno: Consulta Regionale di FS. Don Edoardo Cutuli


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Festeggiamenti nella comunità salesiana di Gela Avvenimenti pastorali e sociali dal 6 maggio al 7 giugno 2008 La comunità salesiana di Gela ha vissuto quest’anno tutta una serie di avvenimenti pastorali e sociali di rilievo iniziati con i festeggiamenti del 6 maggio, Festa di san Domenico Savio, proseguiti con la solenne Celebrazione Eucaristica della Dedicazione della Chiesa e dell’altare, presieduta da S.E. Rev.ma Mons. Michele Pennisi (Giubileo dell’opera salesiana Aldisio), e poi ancora il 25° di ordinazione sacerdotale di don Carmelo Umana, direttore della casa e del 50° di Messa di don Di Bella e don Lillo De Gregorio; inoltre i festeggiamenti della festa di Maria ausiliatrice con Celebrazione Eucaristica e processione per le vie del rione Aldisio, la mostra fotografica sulla casa e delle vocazioni gelesi, la mostra dell’artigianato e del commercio (11^ edizione). A conclusione di tutto questo e preceduto dalla settimana vocazionale con veglia di preghiera conclusiva ecco, il 7 giugno 2008, una ordinazione sacerdotale: quella di don Giuseppe Favaccio, per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria di Mons. Michele Pennisi, vescovo di Piazza Armerina. Don Giuseppe ha conosciuto i salesiani tramite il servizio di obiezione di coscienza, svolto presso l’oratorio della Salette a Catania nel 1996; cammino di aspirantato e prenoviziato a Barriera di Ct; anno di Noviziato a Monte Oliveto, Pinerolo (TO); studi filosofici al San Tommaso di

Messina; biennio di tirocinio nella casa di San Gregorio di Ct, con i ragazzi interni della scuola media; triennio di studi teologici al San Tommaso di Messina. Nel settembre 2007, si è trasferito a Torino, presso la comunità san Francesco di Sales – Valdocco, per motivi di studio. E’ originario di Noto, non è gelese; ma ha creduto bene chiedere di essere ordinato a Gela per dare un tono vocazionalmente significativo alla festa, molto più che a Noto, visto che i salesiani, nel suo paese, non sono presenti (anche se è stato allettato fino all’ultimo dalla Cattedrale di Noto da poco riaperta). L’oratorio di Gela è stato inoltre l’ultimo, cronologicamente, in cui ha prestato il suo servizio ai giovani, nell’estate del 2007, appena ordinato diacono. La frase evangelica della sua immaginetta ricordo è tratta da Gv 15, 16: “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituito perché andiate e portiate frutto”; una vocazione avvenuta per caso, ma non troppo. Don Giuseppe ha celebrato la sua prima Messa presso la parrocchia Salesiana ‘San Domenico Savio’ a Gela. È stata una bella festa, una lode al Signore, con una buona partecipazione sia dei confratelli salesiani che dei ragazzi di Gela e degli altri oratori della Sicilia che lo hanno visto all’opera.


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Ordinazione sacerdotale di Don L. M. Calapaj Grande festa al Savio per i Salesiani e l’Arcidiocesi di Messina per l’ordinazione sacerdotale di don Luigi Maria Calapaj. Il 5 luglio l’arcivescovo Mons. Calogero la Piana, con la partecipazione dell’ispettore don Luigi Perrelli, dei confratelli e dei giovani della case in cui Luigi è stato in questi primi anni della sua vita salesiana, l’ha ordinato sacerdote. Nell’omelia l’arcivescovo ha richiamato il valore teologico del sacerdozio e i caratteri della serenità e mitezza di cuore ricordati nel vangelo del giorno. Per l’ispettore non poteva esserci modo migliore, come ha anche ricordato il neo-prebistero nei ringraziamenti, per concludere il suo mandato che con una ordinazione sacerdotale e di un giovane confratello di nome Luigi.

Don Luigi apre anche una fila di giovani confratelli formatisi in questi anni al Savio, dono dello Spirito ma anche frutto dell’impegno pastorale della comunità. Protagonismo dei giovani, vita fraterna e preghiera intensa sono gli elementi che, nella riflessione della comunità, hanno permesso la maturazione di questi frutti vocazionali. Don Luigi ha celebrato la prima messa al Savio, alla ‘messa dell’oratorio’, con la partecipazione dei suoi cari e di tutta la comunità, domenica 6 luglio alle ore 10.00. D on G i a n n i


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Dalle case salesiane M ESS IN A - GIOSTRA La co m u n it à d i G i o s tr a s a l u ta don Paolo Terrana e accoglie i l n u o v o p a rr o co A San Matteo grande festa nel segno della gioia salesiana Una partecipazione da grandi occasioni per la comunità di San Matteo di Giostra, riunita ieri al completo per il saluto al suo parroco e l’accoglienza al nuovo direttore della comunità salesiana. Don Paolo Terrana, 47 anni, nativo di Ravanusa, parroco di Giostra da nove anni, lascia l’oratorio e l’istituto per ottemperare al nuovo incarico di arciprete nella chiesa madre “Madonna della Catena” di Riesi (Caltanissetta, diocesi di Piazza Armerina). Una testimonianza di vita il suo impegno nella complicata realtà di Giostra, in cui i salesiani da novant’anni costituiscono uno dei pochi presidi per la formazione dei giovani e la diffusione di modelli di famiglia cristiana. Rimangono i progetti a parlare di lui, le atti-

Messina-Giostra: Don L. Perrelli e Don G. Fallico.

vità che il movimento giovanile sal esiano ed i cooperatori hanno portato avanti sempre più spronati da lui: l’oratorio, il grest, il coro, il gruppo di danze liturgiche, le iniziative di ogni genere per far crescere quei germi genuini sparsi sul territorio. Con la fiducia e la speranza, mista alle lacrime di un applauso infinito, la comunità ha salutato don Paolo, che ama definirsi un semplice “compagno di viaggio”, sulle orme però del «padre, maestro ed amico della gioventù, San Giovanni Bosco». A lui dedicate le note di “Dove tu mi vuoi”, a testimonianza dell’obbedienza che esige la chiamata a seguire il progetto di Dio. «La comunità va avanti a prescindere dalle persone che la guidano – ha commentato Don Paolo – per noi cristiani non esiste l’addio, ma solo un modo diverso di sentirsi in contatto e di pregare a distanza», Tra le numerose iniziative, Don Paolo ha seguito con entusiasmo la nascita quasi cinque anni fa della “Casa dei Giochi”, un progetto pedagogico che accoglie neonati e bambini fino a sei anni e sviluppa, coinvolgendo quotidianamente le mamme dei piccoli, dinamiche di genitorialità e formazione alla famiglia. «Quella di Giostra è una comunità in crescita – ha detto don Perrelli – continuate a restare saldi nel carisma salesiano, anche nei momenti di maggiore difficoltà». Al posto di Don Paolo arriva Don Pippo Fallico, 46 anni, originario di Bronte, che ieri, nel corso della celebrazione officiata dal rettore dell’Ispettoria Sicula dei salesiani Don Luigi Perrelli, ha espresso il suo giuramento con la professione di fede. Don Fallico lascia la comunità di San Filippo Neri nel rione Picanello di Catania, dove per 4 anni ha svolto un intenso servizio dedicato ai giovani disagiati della zona. «La sua caratteristica fondamentale è la fiducia che ha dato a tutti noi – tengono a precisare alcuni ragazzi della comunità catanese giunti a Messina per la cerimonia di insediamento – ha avuto il coraggio e la temperanza di saper condurre ragazzi difficili sulla buona strada, con grande sensibilità e disponibilità verso tutti». Al


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termine della cerimonia eucaristica la comunità di Giostra si è riunita nel cortile dell’oratorio per dar vita alla grande festa di commiato e accoglienza allo stesso tempo. Non è stato possibile utilizzare il salone-teatro dell’istituto, ancora in fase di ristrutturazione, visto che i lavori sono stati avviati nel 2007 dopo anni di attesa. Quando sarà completato, potrà essere una struttura preziosa al servizio dell’intero quartiere. m.d.s. Fonte: [Gazzetta del Sud, Messina 31 agosto 2008]

CANICATT Ì ( A G ) I l G r e st n o n è r o b a p e r b a m b i n i Il Grest non è roba per bambini... e si deve preparare bene e con impegno se si vuole che “i bambini si divertano ed imparino”. È proprio questo lo stile che da quattro anni guida i dirigenti ed animatori del Grest Don Bosco di Canicattì (AG), nella preparazione del Grest. Itinerario formativo originale ispirato ai temi ecclesiali o alla Strenna del Rettor Maggiore dei Salesiani o alla GMG di quest’anno. E questo itinerario comprende il testo diviso in episodi pronto per la recitazione, ma anche la filastrocca e la preghiera per ogni episodio, i fumetti relativi, i giochi proposti, l’inno del Grest, il tutto corredato da un formidabile Database Grest che più completo in Italia (e nel mondo ?!) non ce n’è e tanti altri sussidi utilissimi. E così abbiamo offerto a tutti gli Oratori della Sicilia, per il 2005 “Tarcisio, accendi l’amore” (adesso stampato in forma di albo a fumetti), 2006 “Una Gita con Karol” (anch’esso stampato come racconto illustrato), 2007 “Al di là dei mari” (Il sogno missionario di Don Bosco) ed infine 2008 “Ehi, dico a te!” (Lo annuncio a te: il tema della GMG di Sydney, per il quale si è prodotto un Video di ben 45 minuti, diviso in 10 episodi, protagonisti i giovani e ragazzi del Grest). Il pregio indiscusso di questi itinerari è quello che non ci si contenta di fare stampare la maglietta del Grest, magari ispirata a qualche favola e film che niente ha di formativo, ma di pre-

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sentare un racconto interessante con spunti letterari adatti ai ragazzi (romanzi o notizie varie da cui trarre disegni o ricerche in internet...) situazioni thriller con sorprese continue, coinvolgimento dei ragazzi, con risposte di gruppo e gioco finale a punteggi, ecc. E quest’anno siam partiti tutti assieme ai protagonisti da Canterbury per un pellegrinaggio sulla via Francigena che porta a Roma, ma uno scambio di nave ed eccoli in viaggio verso La Coruña in Spagna, in compagnia di altri viaggiatori e poi verso Cape Town in Sud Africa ed infine a Sydney, dove si svolge la GMG. Si prende al volo l’opportunità di portare l’annuncio del Vangelo a questi nuovi amici e di trovarsi assieme nella tenda della penitenza della GMG. Non mancano due ragazzini che sulla Crosta Crociere provocano movimento e… presenze di fantasmi e mappe del tesoro, ma che aiutano ad allacciare vere amicizie. Soluzioni dei misteri ottenuti anche grazie alle trasmissioni di Radio for You (un corso vero e proprio di un mese con visita finale alla centrale radio di Catania). Ehi, dico a te: lascia perdere La Fabbrica di Cioccolato, Narnia, Harry Potter o Biancaneve e i Sette Nani! Sii inventivo! O se non hai tempo o voglia, scrivi a maria.ausilia@tin.it Don Biagio Tringale

PEDARA (CT) Gre st 20 08 d el l ’O ra to ri o S al esi an o “ S . G iu s e p pe ” d i P e d a r a Sabato 2 agosto si è concluso il grest 2008 con la S. Messa e una ricca premiazione, secondo il punteggio ottenuto da ciascun grestino con la partecipazione ai giochi, con il comportamento, e con la partecipazione alla formazione e ai lavoretti svolti nelle attività manuali o intellettuali. Il grest è stato vissuto dai ragazzi come un mese abbondante di gioia e allegria e formazione umana e religiosa, trascorso assieme ai compagni con cui hanno socializzato. Molto partecipate so-


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Pedara (CT): Un momento del Grest 2008.

no state le gite al mare, ai due parchi acquatici di S. Cataldo e di Marina di Melilli, alle due gite a piedi alla Casa delle farfalle di Viagrande e al parco dei Montirossi. Al primo parco acquatico sono andati solo i ragazzi con quattro pullman, mentre al secondo hanno partecipato anche genitori e familiari, con sette pullman pienissimi, mentre alcuni son venuti in macchina. Ma anche nei giorni in cui si stava dentro l’oratorio c’è stato molto fervore partecipando alle varie attività e ai giochi sempre nuovi, che i bravissimi animatori avevano preparato già da giugno. Il più atteso è stato “lo stratego”, un gioco militare che stimolava i ragazzi a vestirsi in maniera adeguata e con la faccia colorata, come se stessero andando in battaglia nella foresta o nelle paludi del Vietnam. Il giovedì alle ore 20.30 venivano tanti genitori al cosiddetto “falò”, con canti, balletti, scenette, giochi con i genitori e una bella fiamma con la legna che avevano portato i ragazzi stessi. La serata finale ha visto presenti tantissimi genitori e parenti (le settecento sedie preparate non sono bastate). Ci sono stati anche i rappresentanti delle autorità cittadine. La riconoscenza, che tanti genitori hanno manifestata di presenza, è stata espressa in modo speciale da due fratellini, che hanno detto alla mamma: “dobbiamo ringraziare gli animatori con qualche cosa che li faccia stare allegri”. Ed hanno preparato, un poco aiutati dalla mamma, dei bignè, una grande torta con il disegno delle

dalle case salesiane magliette del grest e con i colori delle sei squadre, ed hanno dato a ciascun animatore un biglietto di ringraziamento; mentre per tutti è stato letto questo: “Per don Dominici, don Giuseppe, don Cristian e per tutti gli animatori del Grest 2008. Durante questo percorso ci avete guidati come delle stelle, illuminandoci il cammino. Abbiamo trascorso un mese bellissimo e gioioso all’insegna dell’amicizia e della sana competizione. Per questo vogliamo ringraziarvi. Marcello e Francesca”. Penso che questo basti a far capire come è stato vissuto dai ragazzi questo mese abbondante, dal 23 giugno al 2 agosto. E tutti dobbiamo ringraziare il Signore, la Madonna e Don Bosco che ci hanno guidati e protetti durante questo particolare periodo oratoriano.

SAN CATALDO (CL) G res t i nsi eme : un ’i nnov az ione f att asi trad i zi one Era il lontano 2003, quando un giovane sancataldese, Arnaldo Riggi, pensò di riunire tutti i grest di San Cataldo per far passare ai grestini della città un pomeriggio di solidarietà e fratellanza. In questa esperienza, pur avendo poco tempo per l’organizzazione, tutti i grest cittadini si sono riuniti all’Eropark di San Cataldo per una intera giornata. Mattina e pomeriggio grestini e animatori si sono tanto divertiti in piscina facendo anche nuove amicizie, mentre in serata i diversi grest si sono esibiti in balli, canti e scenette, mostrando la loro bravura. Anche le autorità hanno partecipato con la loro presenza a questa manifestazione, dando un contributo finanziario per la realizzazione dell’evento. Fedeli ormai alla tradizione, i grestini di San Cataldo: la Chiesa Madre, l’Oratorio “San Luigi”, Santo Stefano, Cristo Re, l’Istituto “Maria Ausiliatrice”e Sant’Alberto Magno, si riuniscono annualmente in un unico luogo per vivere insieme delle ore di fraternità e solidarietà. Durante la manifestazione, ogni grest si impegna a mostrare agli altri canti, balli e scenette, prove del loro impegno e della loro bravura. Apparentemente l’evento po-


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trebbe sembrare una gara, in cui ogni grest vuole battere l’altro nell’essere migliore, ma in realtà non lo è, tanto che, ognuno alla sera, porta con se nella propria parrocchia o istituto un premio: la soddisfazione di aver dato il massimo, di essersi divertiti e di aver fatto divertire gli altri. È un momento in cui le divisioni in squadre e addirittura in grest vengono annullate, e allora ci sentiamo un unico grande gruppo che ha degli importanti scopi: divertirsi in unità, volersi bene e rispettarsi. Ogni grestino e animatore aspetta con ansia questo incontro, in cui regna l’allegria, la fratellanza, la solidarietà e il cui si fanno certamente nuove amicizie. Questo evento, unico nel suo genere, sebbene si ripeta ormai da cinque anni riesce sempre e comunque ad emozionare i partecipanti e a rinnovare ogni volta quell’allegria e quell’unità che caratterizzano la giornata. Un’esperienza sicuramente indimenticabile, che ci fa crescere e maturare insieme, favorendo il confronto reciproco. Questa manifestazione oltre ad essere gratificante per la città, lo è per noi stessi. Queste giornate devono necessariamente continuare a ripetersi ogni anno per farci rivivere questi momenti stupendi in unità. Peccato solo che dura un pomeriggio all’anno... Chiara Fulco M a rt in a F al zon e

CALTANISSETTA I l Gr e st a l “ Do n B osc o” : e r a n pi ù d i 2 00 , e r a n o p e s t i m a . . . Dal 19 giugno al 19 luglio, oltre 200 ragazzi e ragazze dai sette ai quattordici anni si sono sbizzarriti in molteplici attività nei cortili dell’Oratorio Salesiano “Don Bosco” di Caltanissetta alla scoperta e alla difesa delle radici della propria vita, calcando le orme di Hashale come nella storiella omonima. La scoperta porta i ragazzi ad apprezzare il valore della vita anche nella difficoltà che si incontra ogni giorno, sapendo sempre essere se stessi anche e soprattutto quando non è facile. Preziosa è stata la presenza di ragazzi e ragazze diversamente abili, che hanno dato un tocco particolare al Grest, invitando, ed è sta-

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to bellissimo, gli altri ragazzi ad una accoglienza affettuosa e fraterna, con tanta cordialità. Ogni mattino, alle ore 9.00, dopo il tempo di raduno dei grestini, si iniziava con il momento di preghiera e la presentazione del tema della giornata, seguita dall’incontro delle singole squadre per una riflessione sul tema e la preparazione dei gridi e degli inni di squadra. Dopo il momento di gioco libero iniziava il lavoro di laboratorio. Ogni ragazzo/ragazza sceglieva l’attività propria e si partiva con grande slancio. Attività sportive con addestramento di Calcio con Dario e Marcello, del Basket con Bruno e Volley con Zaira; attività di ballo seguita da tantissime ragazze e bambine, seguite da istruttrici, Chiara e Desia, veramente in gamba; attività di recitazione in preparazione delle seratine teatrali settimanali seguiti da Daniele, Roberta e Alessandro; attività artistiche con Chiara, Ilenia, Eliezer…: laboratorio di pittura, di disegno Artattack con la Sig.ra Lina, Marco…; attività della costruzione di icone, alcune veramente ben fatte, seguiti da Michele, Claudia... Ultima attività, il giornalismo: ragazze e ragazzi che giravano con i fogli per appunti per segnare gli avvenimenti e la cronaca da pubblicare settimanalmente nel giornalino del Grest: “La piuma di Hashale” seguiti da Marta, Davide... La mattinata si concludeva alle ore 12.30 (per i ritardatari si aspettava fino alle 14.00). Si ricominciava alle ore 16.00. Ma già alle ore 15.00 parecchi grestini erano davanti al cancello in attesa della riapertura dell’Oratorio. In teatro gli animatori sceneggiavano la storia di Hashale lasciando ai ragazzi spunti di riflessione. Seguiva la parte più attesa: i giochi organizzati o le gare di torneo di calcio, di basket e di pallavolo. Ogni squadra si impegnava al massimo per poter guadagnare quanti più punti possibile per essere vincitore del Grest. Finito il tempo dei giochi si svolgeva la gare dei gridi e degli inni di squadra seguite dal momento di preghiera. Si concludeva la giornata con l’atteso annuncio del punteggio aggiornato per ogni squadra, formata da una settantina di ragazzi con 8/10 animatori. Ogni martedì pomeriggio i ragazzi del grest di Caltanissetta erano in visita per la città: quando era tutto pronto per salire su Monte S. Giuliano, dove c’è la statua del Redentore, un bel


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temporale con tanta pioggia ci fece rincattucciare in teatro. La seconda visita è stato un incontro con le Guardie di Finanza che hanno presentato il loro ruolo parlando ed istruendo i ragazzi sulla legalità. L’ultimo incontro è stato con il comandante dei Carabinieri di Caltanissetta. Sono venuti puntualissimi portando alcune attrezzature di servizio. Era previsto l’arrivo di unità cinofile, ma avendo lavorato tutta la mattinata i cani non erano disponibili, ed allora per attirare l’attenzione dei ragazzi hanno portato un robot antiesplosivo, per la ricerca di ordigni, mine, bombe a mano, proiettili… Una bella chiacchierata con domande e risposte, poi la funzionalità della nuova auto con sirene spiegate… Ogni giovedì i ragazzi andavano in gita: la meta, quasi obbligatoria, l’acqua. L’acquapark Conte di Sommatino ci ha visti due volte tuffarci nelle varie piscine o a fare corse nei vari scivoli, accolti con tanta squisitezza dal personale dell’impianto. Altra meta il mare nella zona di Montallegro con giochi nella pineta, e soprattutto con una bellissima caccia a tesoro rimasta a metà perché il tesoro era nascosto veramente bene! Ultima meta l’Acquapark Paradise di Melilli, con tanta acqua e divertimento. Ogni venerdì sera i grestini davano dimostrazione ai genitori e familiari delle loro abilità, con serate allegre: due ore di canti, danze, recite condotte da Lele, Ciccio e Mauro e organizzate dai vari animatori delle varie attività. Si chiudeva la settimana con la celebrazione della S.Messa assieme ai genitori e familiari. Il Grest chiude sabato 19 luglio. Al mattino: la premiazione individuale, ogni ragazzo in base agli Eurogrest e al punteggio ritirava, scegliendo, il premio: bicicletta, skatebord, videogiochi, bambole, racchette, canotti, palloni di tutti i tipi (calcio, basket, pallavolo, pallamano), scacchiere, costruzioni, flauti, tavole da mare… Nel pomeriggio, dopo la celebrazione la proclamazione della squadra vincitrice, con tanta gioia e rammarico per i perdenti, e soprattutto tanta nostalgia nel dover finire questa bella avventura che li ha visto crescere e volersi bene facendo esperienza di famiglia. Questa la classifica finale: 1° posto la squadra dell’Acqua con 14.625, al 2° posto la squadra della Terra 13.800, al 3° posto la squadra del Fuoco con 13.745, al

dalle case salesiane 4° posto la squadra dell’Aria 13.675. Ringraziando il Signore, quest’anno non ci sono stati incidenti di percorso per tutti i ragazzi del Grest. Le parole di Don Angelo invitavano al riposo in preparazione delle nuove attività col prossimo settembre: finisce il GREST = GRuppo ESTivo, ma riparte a settembre il GRIN = GRuppo INvernale. 200 diavoletti seguiti da circa 60 animatori guidati da Don Christian Konan, giovane Salesiano oriundo dalla Costa D’Avorio e diretti da Don Enzo Galiano per la regia di Don Angelo Calabrò al suo 43° grest da salesiano. Finisce questa esperienza estiva e già si prepara l’avvio del nuovo anno tra tanto sport con le PGS e con le federazioni, tante attività culturali, formative, artistiche, musicali e il nuovo corso di preparazione dei futuri animatori e ragazzi leaders. L’oratorio vuole continuare ad essere così come ha insegnato Don Bosco: Casa che accoglie: per tanti, ragazzi e non, diventa la seconda casa; Parrocchia che evangelizza, luogo di spiritualità giovanile con lo stile di Don Bosco; Scuola che avvia alla vita, luogo dove ognuno è apprezzato e valorizzato come persona che cresce; Cortile dove incontrarsi da amici e vivere l’allegria, nella gioia di sapersi amati uno per uno. D o n An g e l o

ME SS I N A - S. L U I G I G re st 2 0 0 8 a l S an Lu ig i d i Mes si n a Piccolo grest, un centinaio di ragazzi e ragazze, ma molto intenso. Iniziato col pregrest dal 14 giugno, (mezza giornata), il grest entra a pieno ritmo il 26 giugno, con la ormai abituale sfilata con palloncini colorati, fino alla Villa Mazzini, e la festa di inizio. La giornata del grest segue in genere questo schema: nella prima mattinata il Mundial grest (tornei di calcio e Basket tra le quattro squadre), il momento formativo con la narrazione dell’avventura del GREST (quest’anno su Don Bosco) e la preghiera (con brano biblico, riflessione e


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Messina-S. Luigi: Momenti della gita a Monte Soro.

salmo adattato ai ragazzi), poi giochi di squadra e giochi liberi, tra cui la possibilità in alcuni orari di usare la bicicletta, ma dopo conseguita la patente a punti, che si dà solo a chi ha superato dei quiz (sul sito “Il Pianetino”), avviando così a una prima conoscenza del codice stradale. Il pomeriggio scuola di canto e bans, giochi di squadra, preghiera della sera e buona notte e giochi liberi. Ma nella settimana si avvicendano vari momenti caratteristici: un giorno c’è la gita, una sera la festa (fino alle 23 circa, con partecipazione delle famiglie e buffet), un pomeriggio grandi giochi (graditissimi i giochi con l’acqua), il sabato sera la santa messa prefestiva, se non si celebrava in gita. Una sera si chiude prima per la riunione degli animatori per la revisione e la programmazione settimanale.

Messina-S. Luigi: Inaugurazione delle Olimpiadi.

Una delle feste si è svolta in forma di fiera missionaria, per sensibilizzare i ragazzi e le famiglie e aiutare le missioni. Protagonista indiscusso delle feste il balletto della scuola di danza dell’oratorio, allargato ad altri grestini. A metà grest si spezza il ritmo abituale con le olimpiadi, (con una solenne inaugurazione, coreografia e promesse), che continuano fino alla fine del grest, con vari giochi e sport individuali o di squadra. A conclusione, la festa finale in teatro con la solenne premiazione dei più buoni, delle squadre vincenti il grest, le olimpiadi, i mundial grest, e le coppe individuali secondo il punteggio del grest. Infine una bella gita finale riservata ai meritevoli ha concluso il Grest nell’allegria di tuffi e giochi in piscina. Abbiamo riaperto dopo ferragosto, ma solo il pomeriggio, avviando così l’attività ordinaria dell’oratorio.


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insieme S. GREGORIO (CT)

Tutto come in una grande festa. Espe rienz e di cr es cit a u mana e s p ir i t u a le a l Gr e s t di S . G r e g or io Più di trecento persone fra bambini, preadolescenti, adolescenti, giovani e genitori hanno fatto da cornice all’inaugurazione del GREST 2008, per le vie del paese di S. Gregorio di CT. Ad aprire la sfilata un grande “Totem” attorniato da sbandieratori ed altri partecipanti, intenti a danzare e cantare per allietare la gente del centro abitato; grazie anche all’ausilio di strumenti musicali e abbigliamento tipico degli indiani d’America, da loro fabbricati. Anche la gente del paese ha partecipato gioiosa al passaggio della sfilata, offrendo bibite, dolci e sorridendo all’iniziativa come un buon auspicio per la località. L’augurio di crescere umanamente e spiritualmente è stato il motto sostenuto dal Sindaco e le Autorità Civili che hanno dato inizio all’”issa bandiera” e al giuramento dei grestini nel cortile dell’oratorio, dopo un mix di fuochi pirotecnici.

S. Gregorio (CT): Inaugurazione del Grest 2008.

dalle case salesiane A fare da filo conduttore a tutto ciò e per tutta la durata del grest, è bastata la storia fantastica del giovane pellerossa “Hashale”, che ha trasmesso messaggi positivi, connessi alla crescita umana e spirituale, ai grestini e non. Grazie all’impegno degli animatori, che hanno utilizzato svariate tecniche espressive come le obre cinesi, la drammatizzazione, i fumetti, i cortometraggi e le marionette; è stato possibile presentare in maniera nuova le vicende del protagonista, che superando svariate peripezie per diventare uno sciamano, si fa difensore del suo popolo dai cattivi bianchi, usurpatori delle terre indiane. Anche i laboratori, di attività manuali e non, come murales, squadra-volante, teatro, ballo, giornalismo, art-attak, cucina e arbitraggio; sono stati realizzati tenendo conto dell’ambientazione fantastica e di due obbiettivi fondamentali, quali l’abbellimento dei locali dell’oratorio e l’acquisizione di competenze utili per la futura animazione dell’oratorio. Svarie sono state le gite. Acquapark di Melilli e S. Cataldo, gole dell’Alcantara, lago Maulazzo e monti nebrodi, santuario della Madonna del Tindari e i vicini scavi archeologici, hanno dato la possibilità di crescere in esperienze umane, civiche, spirituali, culturali, naturalistiche. Mentre l’andare al mare ogni martedì mattina, e il vivere i giochi fantastici, in particolar modo quelli ad acqua ogni giovedì mattina; hanno contribuito ad aumentare un sano spirito di fratellanza e competizione, che ha avuto termine con la vittoria di due squadre a pari merito. Infine vi sono stati altri fatti unici come: l’inaugurazione della Chiesa SS. Maria dei Miracoli (totalmente restaurata), le Celebrazioni Eucaristiche (opportunamente curate), la clowneria (con il simpatico personaggio di “concettino”), le olimpiadi, le seratine. Quest’ultime grazie all’esibizioni di schec, canzoni, video giornali, documentari amatoriali, musica strumentale dal vivo, e momenti di convivialità come spaghettate e grigliate; hanno contribuito a far sentire, i giovani e gli adulti, come tutti facenti parte della stassa famiglia di Don Bosco. a n o n im o


dalle case salesiane Ri a pe r ta l a Chi e sa M ad re S. M . de gl i Amm al a t i di S . G re g o ri o Il 16 luglio 2008 è stata inaugurata, a seguito dei lavori di ristrutturazione, la Chiesa Madre S. M. Ammalati. In basso alcune foto.

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GELA (CL) - S. DOM. SAVIO G r e s t 2 00 8 Come ogni anno, dal 16/06/08 al 28/07/08, l’oratorio salesiano ha organizzato il “Grest” e in contemporanea, l’“Estate Giovani”. Con grande partecipazione di ragazzi, oltre 500, collaborati da una settantina di animatori, mattina e pomeriggio per il grest, la sera per l’estate giovani, aiutati da due giovani confratelli: Enzo Timpano e Roberto Maggiore ci siamo divertiti e stancati dietro i tanti giochi, le giornate di mare, due a settimana di un giorno intero e le tre gite previste dal calendario.

Gela (CL): Foto di gruppo.

Un’altra attività importante è stato il momento formativo: “La macchina del tempo”, sussidio che quest’anno abbiamo deciso di realizzare noi stessi. Il tutto allietato dagli spettacoli settimanali, dove i ragazzi si esibivano davanti ai genitori e realizzavano il frutto dei vari laboratori di ballo, teatro, musica, canto, scenette, sfilate, ecc. Lo spettacolo finale, con le varie premiazioni e la proclamazione della squadra vincitrice, che quest’anno, grande novità, sono state due, arrivate pari merito, ha concluso il “Grest più bello di Gela”. I giova ni anima tori de ll’O ratorio


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dalle case salesiane

CATANIA - BARRIERA Il G re s t - Ra g a z z i , i l Gr e s t- A do l es c e nt i , i l Gr es t- F a m i gl i e . . .c o n l o s t i l e e i l c uo r e d i D o n Bo s co a l l ’ O r at o r i o S . C uo r e d i Ba r r i e r a I giochi in cortile, le attività sportive, i laboratori artistico, musicale e teatrale, le mattinate al mare, le gite, gli spettacoli delle seratine, la catechesi, i momenti di preghiera… questi sono stati ordinari e comuni motivi d’incontro di ragazzi, giovani, famiglie e salesiani che insieme hanno reso straordinaria l’estate 2008 dell’oratorio “Sacro Cuore” di Barriera. Come vivere un grest al massimo dell’allegria? Chi meglio di Don Bosco poteva educarci a vivere un estate ragazzi di grande qualità? E così il Santo dei giovani diventa, insieme ai ragazzi, il vero protagonista del grest di Barriera. La vita di Don Bosco è stata strumento preziosissimo per gli animatori e le famiglie per suggerire ai ragazzi delle squadre Castelnuovo, Chieri, Morialdo e Valdocco le strade che conducono alla santità quotidiana, alternando giochi, bans, balli e laboratori con i gruppi di catechesi e vivendo ogni sabato con ragazzi e famiglie la Santa Messa festiva. Nell’ordinario cammino del grest sarebbero tanti gli eventi da porre in primo piano, ma a due in particolare vogliamo dare risalto: la gita a Bronte, teatro dell’incontro con i ragazzi e gli

Catania-Barriera: I grestini nel salone-teatro.

Catania-Barriera: I grestini nel cortile dell’Oratorio.

animatori del grest della parrocchia di “San Giuseppe”, insomma una vera festa di famiglia, e la serata finale, naturale espressione della gioia e dell’amicizia vissute in oratorio e condivise assieme alle famiglie dei ragazzi. Durante il mese di luglio, parallelamente al grest “ragazzi”, si è svolto il grest “adolescenti” in cui la spontanea, fattiva e generosa iniziativa di “adulti” animatori ha dato vita a serate aventi gli stessi motivi formativi e gli stessi livelli d’entusiasmo del grest “ragazzi”; partecipi i genitori … alcuni come animatori, altri come “assistenti” salesiani, altri presenti alle preghiere, durante la S. Messa del sabato, nelle gite, durante gli spettacoli e in alcuni incontri formativi a loro dedicati… Anche quest’estate, come in altri periodi, i giovani e le famiglie di Barriera, con la comunità salesiana sempre al loro fianco, hanno testimoniato che vale veramente la pena investire buona parte della loro vita per proporre ai ragazzi del proprio quartiere la Parola di Gesù, Parola dell’unico vero Amico che porta alla Felicità. Raggiungere questo obiettivo con i ragazzi appare impegnativo, alle volte impossibile, ma lavorare insieme e vivere con lo stile e il cuore di Don Bosco rende tutto possibilissimo. E allora grazie Barriera! Autentica realtà salesiana. D om e n ic o Mu s c he r à


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PALERMO - SANTA CHIARA E…s t at e a Sa nt a Chiar a È un semplice gioco di parole, ma serve a delineare quello che è stato Santa Chiara per il periodo estivo dal 18 giugno al 14 agosto. In primis il “tradizionale” Grest. Quest’anno il tema formativo si è ispirato a Don Bosco, il titolo “Felice sulla corda” si rifà all’abilità del giovane Giovannino che per allietare ed evangelizzare i suoi compagni fa il saltimbanco. Ma c’è anche un significato più profondo, stare sulla corda è il cammino che ognuno di noi è chiamato a fare giorno dopo giorno, per fare questo nella vita occorre equilibrio, lo stesso che ha distinto la vita di Don Bosco, lui ha avuto equilibrio perché il suo baricentro era Cristo. Quest’anno in contemporanea al Grest soi è svolto anche il mini grest con 25 ragazzini dai 5 ai 7 anni, la loro riflessione si è incentrata su alcune parabole che venivano visionate nella forma di cartoon di settimana in settimana. Il minigrest ha visto la conduzione di due mamme e di una suora comboniana oltre che di alcune volontarie del Cesvop (centro servizi per il Volontariato di Palermo). Il Grest ha registrato alcuni laboratori nuovi come quello di Pallamano, ed aerosol art oltre ai classici di danza, teatro, musica(batteria-pianoforte), arti marziali, ceramica, cartapesta, mosaico, disegno. La squadra vincitrice quella dei Sarti (uno dei mestieri di don Bosco).

Palermo-Santa Chiara: Momenti di Grest.

Il 26 luglio gran finale con festa e premiazione presenti diversi genitori che precedentemente avevano preso parte alle serate loro dedicate (il mercoledì) ed alla gita finale all’acquapark di S. Cataldo. Il 28 luglio è iniziato il Grest Giovani grazie all’apporto dei volontari del campo di lavoro promosso dall’MGS Sicilia. I volontari in tutto 8 provenivano dal Veneto, Friuli e dalle case di Randazzo e Barcellona. Tema formativo l’educazione all’amore vero, attraverso la visone e discussione del film “I passi dell’amore”. Giochi, tornei ed escursioni hanno interessato i circa 30 giovani fino al 9 agosto. Grazie alla presenza degli scout di Vasto 1, Torino 24 e Roma è stato possibile animare i ragazzi che finito il grest continuavano a frequentare l’oratorio. L’appuntamento è ora per il 15 settembre quando partirà il RI-Grest (Richiamo del Grest) fino al 25 settembre, e poi un nuovo anno oratoriano da vivere intensamente. G i o va n n i D ’A n d re a


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insieme CATANIA - CIBALI

Formazione estiva: associazione al gre st, sin on i m o di d i ver ti me n to Un mix vincente che accontenta tutti, dai ragazzi ai genitori, passando per gli educatori. Un periodo utile soprattutto per i giovani, animatori su tutti, nel quale, andando controcorrente rispetto ai modelli proposti dalla tv, si può capire ciò che realmente il Signore chiede alla vita di ognuno. Due le fasi del grest dell’oratorio “San Francesco di Sales”, detto anche Cibali, nelle quali i ragazzi hanno vissuto esperienze indimenticabili: la prima, ovvero la più lunga, è partita il 19 giugno per concludersi il 26 luglio; l’altra, utile a lanciare le numerose attività formative e ricreative invernali, si è protratta dal 29 agosto al 9 settembre, dando ai ragazzi un’ulteriore possibilità di divertimento prima dell’inizio della scuola. Tante le attività svolte durante il grest, interessante il momento formativo dal titolo “La Macchina del Tempo”, illustrato ai ragazzi attraverso simpatiche scenette organizzate dagli animatori che, dopo aver lanciato il messaggio sottoforma di scherzo, si sono riuniti con le squadre di appartenenza per spiegare il significato di ciò che veniva rappresentato, concludendo il tutto con un gioco a tema. Animatori che hanno già prima del grest seguito un percorso formativo continuato anche durante l’estate ogni martedì sera e coronato, per oltre la metà di loro, dalla Giornata Mondiale della Gioventù vissuta a Gela, in comunione con i giovani di tutta la Sicilia, organizzata dal Movimento Giovanile Salesiano per rivivere tutto ciò che succedeva dall’altra

dalle case salesiane parte del mondo, a Sydney, alla presenza di Papa Benedetto XVI. Divertenti, realizzati due volte a settimana, si sono rivelati i laboratori di canto, ballo, teatro e scenografia e le attività sportive di calcio, basket e pallavolo nelle quali i grestini, oltre alle consuete partitelle, si sono cimentati in allenamenti specifici divisi per settore e per età, gestiti con professionalità da coloro che seguiranno i ragazzi anche durante la stagione invernale, dando così continuità al progetto educativo e formativo iniziato durante l’estate. Momenti sicuramente di comunità, oltre che di divertimento, sono da ricercarsi nelle gite, su tutte quelle dell’acquapark e di Gambarie nella quale una splendida giornata di sole ha fatto sì che si potesse apprezzare lo splendido scenario dell’Aspromonte, in Calabria. Occasioni queste per conoscersi meglio, per giocare e cantare insieme ma anche, e soprattutto, per pregare in un unico coro ad inizio e fine giornata come voleva Don Bosco. Il tutto coronato dall’esperienza del mare il lunedì e martedì mattina. Ad ospitare il grest è stato il lido della Polizia, alla Plaja, al quale va un doveroso ringraziamento per l’ottimo servizio offerto e per aver concesso ai ragazzi di trascorrere delle splendide mattinate nell’altrettanto meraviglioso mare di Catania, mettendo a disposizione tutte le attrezzature disponibili come il bar ed il campo di beach volley. Stupenda infine la “serata sotto le stelle” realizzata l’ultimo giorno della prima fase del grest che, oltre ad un momento di agape fraterna, ha offerto a tutti gli spettatori un musical realizzato durante le attività di canto, ballo e teatro, incentrato proprio sul momento formativo. F ab i o A l i br i o


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Guardando altrove Libr i, d ot t rin e e ist it u z ioni r el igio se t ra e tà m o d e rna e d e tà c o nte m p o r ane a Ricordando Pietro Stella In occasione della presentazione del volume di saggi del professor Pietro Stella, dal titolo Il libro religioso in Italia. Studi e ricerche, a cura di Maria Lupi (Roma, Viella, 2008), è stata organizzata una giornata di studio sui principali temi oggetto del suo impegno scientifico. Il Rev. Prof. don Pietro Stella, insigne studioso e professore dell’Università Pontificia Salesiana, è stato docente ordinario di Teologia morale nella Facoltà di Teologia dell’UPS sino al 15 ottobre 1979 e ordinario di Storia Moderna presso la Facoltà di Magistero dell’Università di Perugia dal 1977 e, nel 1981, fu chiamato a coprire la cattedra di Storia della Chiesa nella Facoltà di Magistero dell’Università degli Studi di Roma. Pietro Stella si è affermato nel panorama accademico italiano come un grande studioso del Giansenismo in Italia con numerose pubblicazioni. Egli ha saputo interpretare in maniera oggettiva l'annoso dibattito sul giansenismo in Italia e in special modo sul noto Sinodo di Pistoia del 1786. Non possono essere dimenticate le note pubblicazioni: Giansenisti piemontesi nell'Ottocento: schede biografiche, riflessioni, documenti, SEI, 1964, e il recente volume Il Giansenismo in Italia opera in tre volumi edita, nell'aprile 2007, dall'hoepli editore.

I l Pa p a in Fr a nc ia Lourdes – “Un bilancio molto positivo” della visita del Papa in Francia è stato tracciato dal portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, per il quale “anche gli echi molto positivi che si sono sentiti qui in Francia e dappertutto confermano che il viaggio ha raggiunto pienamente i suoi scopi”. “Mi pare – ha sottolineato – che questo viaggio in Francia si inserisca nella serie di quelli di quest’anno, a partire dai viaggi negli Stati Uniti e in Australia, in cui abbiamo notato una grande accoglienza, un’accoglienza molto disponibile, aperta, senza pregiudizi, in cui il Papa ha potuto dare il suo messaggio con serenità, sia per la Chiesa sia per la societa’”. Secondo padre Lombardi, “il tema della laicità positiva, che è stato un po’ il segno sotto cui la visita si è aperta con l’incontro all’Eliseo, ed è sembrato ad alcuni piuttosto nuovo” testimonia “un clima di serenità, costruttività, capacità di dialogo per collaborare a dare, da parte delle diverse istituzioni, sia lo Stato, sia la Chiesa, il contributo migliore per il bene comune dei cittadini”. Nell’intervista alla Radio Vaticana, il portavoce della Santa Sede ha definito di “grande serenità e costruttività” anche il discorso del Papa ai vescovi francesi riuniti a Lourdes: “dal Papa come pastore universale, ci si attende – ha rilevato – che dia una guida, un orientamento”. “Quelli che parlavano di una situazione della Chiesa francese in difficoltà – ha detto ancora Lombardi – certamente trovano da parte del Papa una fiducia, un’iniezione di fiducia, perchè quando ci si ricollega alle sorgenti della spiritualità cristiana, della fede, si possono affrontare anche situazioni difficili, guardando in avanti con la convinzione di dare un contributo positivo”. Del resto, ha aggiunto padre Lombardi, “anche il grande discorso sulla cultura, quello fatto al College des Bernardins, ha dato molto chiaramente la sensazione che il discorso sulle radici cristiane, su cui i Papi hanno tanto insistito, non è un discorso di slogan, ma è uno con contenuti ricchi e precisi”. “Il Papa – ha spiegato – ha fat-


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to vedere molto bene come proprio a partire dalla ricerca di Dio, a partire da una vita religiosa, si sviluppino tante dimensioni della cultura, quella delle lettere, delle arti, della musica, della interpretazione dei testi, della operosità, della laboriosità pratica che sono dimensioni assolutamente fondamentali della nostra cultura europea”. Infine, l’invito ai malati a “non voltare le spalle alla vita”, lanciato questa mattina a Lourdes. “Mi pare – ha concluso Lombardi – che il tema del sorriso di Maria e della speranza sia stato il termine quasi naturale di questo viaggio, che indica il grande tesoro che la Chiesa ha di poter aiutare a trovare il senso della vita anche nelle situazioni più difficili”. (AGI)

La chiesa francese che aspetta Benedetto Perché il cattolicesimo transalpino è in crisi, elitario e molto differente da quello italiano La chiesa che attende l’arrivo di Benedetto XVI a Parigi è in crisi. Come già si osserva in altri paesi europei, il numero dei praticanti cattolici è in continua diminuzione. In Francia molte diocesi potrebbero finire per essere chiuse a causa della scarsità di clero e di fedeli. Ma la crisi della chiesa cattolica francese ha forse radici più profonde del secolarismo post-moderno che ha colpito la religione in Europa. Probabilmente non si è mai più ripresa dai colpi ricevuti dalla Rivoluzione francese. Da oltre due secoli la Francia è ormai “scristianizzata”, o almeno lo è a macchia di leopardo. Nella patria di uno dei santuari mariani più amati e visitati dai pellegrini, quello di Nostra Signora di Lourdes, molte aree sono a maggioranza atee o agnostiche. Passata la rivoluzione, a partire dagli anni della restaurazione la chiesa francese è stata ricostruita soprattutto a livello elitario. Sono tornati gli intellettuali, gli alti prelati, i borghesi, ma le masse sembrano non essere mai più state riconquistate. Prova di questo sono i grandi autori della cultura cattolica che la Francia ha regalato al mondo durante l’Ottocento e nei primi decenni del Novecento. Ma anche le chiese quasi vuote la domenica seguente al grande successo della Giornata mondiale della gioventù di Parigi, nel

guardando altrove 1997, quando Giovanni Paolo II parlò all’Ippodromo di Longchamp. La chiesa francese in questo è molto diversa da quella italiana. Non è di popolo, non ha parrocchie radicate sul territorio o parroci che parlano in dialetto con i fedeli. Il prete francese, non soltanto nello stereotipo, è un intellettuale: per questo quella di Parigi è una chiesa culturalmente molto vivace. Il colpo finale a una struttura che non gode del favore delle masse sono stati gli anni seguiti al Concilio Vaticano II. Al concilio sono seguite proteste più politiche che dogmatiche, come ad esempio il caso dei lefèvriani, che rispecchia ancora la lotta tra monarchici e repubblicani. E poi il “collasso” del clero. Il post concilio è stato il miglior affare del millennio per gli antiquari francesi: dopo il ’68 i sacerdoti, in nome di “una chiesa del popolo”, hanno svenduto acquasantiere e paramenti. Insomma lo spirito del tempo pare essere riuscito a fare ciò che nemmeno Robespierre seppe portare a termine. La stessa crisi tocca le vocazioni religiose, in calo costante, soprattutto per quanto riguarda le donne. Se a Parigi le carmelitane di Compiègne preferirono essere ghigliottinate piuttosto che rinunciare al velo e rinnegare la loro fede, oggi in Francia gli ordini femminili sono in difficoltà più che altrove. Perché nel frattempo ci hanno pensato Simone De Beauvoir e il femminismo a falcidiare il numero di aspiranti suore e monache. La chiesa francese differisce da quella italiana anche sul tema della laicità, centrale nel dibattito attuale e nelle aspettative sul discorso di Benedetto XVI al Collège des Bernardins. Storicamente, in Italia si è trattato di una questione soprattutto geografica: bisognava riconquistare i territori vaticani per fare di Roma la capitale della nazione. In Francia la laicità è altro. E’ una netta e dura separazione fra stato e chiesa. Dai primi del Novecento, le chiese francesi battono bandiera tricolore e il parroco possiede solo la copia delle chiavi del portone. L’originale è nelle mani del sindaco. Per questo il discorso sulla laicità unita alle radici cristiane della Francia che Sarkozy pronunciò a San Giovanni Laterano – quando venne a ricevere il titolo di Protocanonico d’Onore del Capitolo della Basilica lateranense – creò malcontento, soprattutto a sinistra. In


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un paese che si professa asetticamente multiculturale, in cui la comunità musulmana è fra le più grandi d’Europa. Del panorama cattolico francese, però, fanno parte anche i giovani. Pure loro, come i coetanei europei, sembrano essere stanchi di un progressismo imposto. Chiedono con forza i valori, la tradizione, vogliono la messa in latino. La chiesa che attende Benedetto XVI appare forse debole. Ma la patria di una chiesa intellettualmente forte è probabilmente la migliore collocazione per il discorso di un Papa teologo davanti agli intellettuali. Valentina Fizzotti Fonte: [Il Foglio, Parigi 9-11 settembre 2008]

« L e ab b ia m o p o rt at o l a n o s tr a fe d e » All’inizio della messa, l’arcivescovo di Cagliari, monsignor Giuseppe Mani, ha rivolto al Papa l’indirizzo di omaggio. Santità, la accogliamo in questo tempio che il Signore ci ha preparato. È il più bello. Questo stupendo cielo di Sardegna ne sono le volte, le nostre spiagge sono le pareti, il pavimento, ci creda, è tutto intriso d’oro. Tutta l’isola oggi è un tempio del Signore. C’è Lui, il Padre. C’è Gesù vivo e presente. Lo Spirito ci ha convocati. C’è il Vicario di Cristo che è venuto a confermarci nella fede. Tutta la Sardegna è qui. Ci sono i malati e gli anziani uniti a noi con i mezzi di comunicazione sociale. Ci sono i nostri fratelli delle carceri che vi abbracciano. Ci sono anche coloro che non volendo partecipare occhieggiano qui e là con lo sforzo di non lasciarsi coinvolgere. Santità, l’abbiamo voluta nelle sponde del nostro mare perché si sentisse a casa sua, a Cafarnao, e soprattutto a Cesarea per farle sentire di nuovo la voce di Cristo: “Pasci i miei agnelli. Pasci le mie pecorelle”. Siamo noi, Santità. Quelle barche e quei pescatori che vede nel mare siamo noi. Dopo aver lavorato tutta la notte senza guadagnare nulla, guardando verso terra, abbiamo visto un uomo vestito di bianco che ha acceso un fuoco e ci ha invitato: “Venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi e io vi

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ristorerò”; “Non temete io sono con voi sempre, sino alla fine dei tempi”; “Io sono il pane vivo disceso dal cielo”. Siamo venuti. E abbiamo trovato qualcosa di più squisito di un ottimo pesce arrostito. Abbiamo trovato l’Eucaristia del Signore. Santità, la Sardegna è tutta qui. Siamo venuti e le abbiamo portato quanto di più bello possediamo: la nostra fede. Ce l’hanno consegnata i martiri, è nata nelle profondità delle nostre miniere, è stata fecondata da tanti testimoni, e vivificata nelle nostre famiglie. Fu per questa fede che un secolo fa, i nostri padri scelsero Maria come la loro massima patrona. Quel giorno dissero: ai sardi basta la Madonna! Questa fede la presento a lei perché ci confermi. Ci dica che è la stessa fede che i martiri ci hanno portato, la fede di Gesù Cristo, quella che salva! Con questa certezza riprenderemo il nostro cammino per fare della nostra isola, come desideriamo, un lembo del Regno di Dio.

I l C ar d . B e rt o n e in au g u ra l’Anno Accademico 2008/09 L’UPS di Roma è pronta per ricominciare le sue attività accademiche. La solenne Inaugurazione dell’Anno Accademico 2008/2009 è fissata per mercoledì 15 ottobre. Quest’anno ricorre il 59° anniversario della fondazione dell’Ateneo e il 34° della sua elevazione a Università. In questa occasione, presenzia al solenne avvenimento accademico il Segretario di Stato Vaticano, S. Em. il Card. Tarcisio Bertone al quale è stato affidato il discorso di Prolusione con una riflessione dal titolo “Università ed educazione oggi”. Come è ormai da tradizione, la giornata di inaugurazione dell’Anno Accademico si apre con la celebrazione eucaristica presso la chiesa parrocchiale di Santa Maria della Speranza presieduta da don Adriano Bregolin, Vicario del Rettore Maggiore, che presiederà successivamente, nell’Aula Paolo VI, il solenne Atto Accademico durante la quale il Rettor Magnifico dell’UPS, Prof. don Mario Toso, presenta la sua relazione introduttiva. Quindi la Prolusione del Cardinale Segretario di Stato, S. Em. Tarcisio Bertone.


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brevemente

Brevemente Volontari di «Telefono Pronto» in linea anche nei giorni di Ferragosto Ferragosto di grande impegno per i volontari di «Telefono Pronto», che in due giorni hanno ricevuto numerose telefonate, soprattutto da parte di persone anziane o ammalate, ma anche semplicemente sole proprio nei giorni centrali dell’estate e delle vacanze. Il salesiano psicoterapeuta responsabile di «Telefono Pronto» don Umberto Romeo, dell’ispettoria salesiana di Catania, ricorda che a nessuno viene chiesto il nome e che si può comporre il numero anche semplicemente per dialogare con qualcuno. Al «Telefono Pronto», che ha sede nell’istituto “Domenico Savio” di Messina, vengono girate diverse chiamate anche dai centralini delle Forze dell’ordine. Il numero è lo 090/717271, attivo tutti i giorni, compresi i festivi, dalle 17 alle 20. Fonte: [La Sicilia, Catania 17 agosto 2008]

C el eb ra zi on i G i u b il ari a M e ssi n a i l 2 9 g iu g n o 20 08 In un bagno di folla, giorno 29 Giugno 2008, nella Parrocchia San Matteo di Giostra Messina, si sono celebrati gli Anniversari di Professione religiosa: 70 anni per don Mario Gozzo, 60 anni per don Domenico Maiolino. Anniversari di Sacerdozio: 50 anni per don Giuseppe Polizzi e per don Domenico Maiolino e 60 anni di Sacerdozio per don Mario Gozzo. Il Parroco don Paolo Terrana, sottolineando ai parenti, amici, ai parrocchiani e ai vari gruppi il dono del grande privilegio concesso dalla Divina Provvidenza di vivere questi momenti di fede, gratitudine e festa con i due confratelli che lavorano in questa Comunità e con uno dei figli di questa Parrocchia. Presiede l’Eucaristia Don Luigi Perrelli, che nell’Omelia ha esaltato la ricchezza e la preziosità del Sacerdozio collegandolo con il lavoro salesiano dei tanti anni dei confratelli oggi festeggiati, a un grazie a Dio, a Maria Ausiliatrice, a don Bosco e a loro. Il Santo Padre Benedetto XVI ha voluto inviare, tramite il Segretario di Stato, Cardinale Tarcisio Bertone un telegramma con la pergamena e la Sua Benedizione per i festeggiati, parenti e presenti alla solenne concelebrazione.

A lt r i f e st e g g ia m en t i a S . G r e g or io ( CT) il 4 lu gl io 2008 Nella Parrocchia Santa Maria degli Ammalati dal 1981 al 2002, Don Maiolino ha esercitato il Ministero di Parroco. Oggi 4 Luglio 2008, da una moltitudine di Parrocchiani, da don Luigi Perrelli, Ispettore, dal nuovo Sindaco di San Gregorio di Catania, dott. Remo Palermo e da molti confratelli salesiani e autorità don Maiolino è accolto per celebrare il 50° di Sacerdozio. Durante la Concelebrazione si notava la forza della gioia che illuminava i volti dei partecipanti che con la loro presenza hanno voluto dire grazie per il bene ricevuto. Con i discorsi di occasione e rinfresco si è conclusa la manifestazione.


da ricordare

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Da ricordare M om e nt i l i e t i. . . ha fatto la prima professione religiosa ed è entrato a far parte della famiglia, ma in prospettiva Arrivo di Don Mazzali. siamo molto di più se pensiamo che ben quattro Abbiamo ancora viva nella mente la trepida giovani hanno iniziato il loro noviziato (ne abattesa della nomina del nuovo ispettore di Sicilia. biamo già parlato nel precedente numero). A Chi sarà? Da dove verrà? Sarà un siciliano o uno tutti auguriamo fervore e perseveranza, alla facdi fuori? Le voci si rincorrevano, gli annunzi e le cia di qualsiasi ostacolo o sofferenza che la vita successive smentite, un nome, un altro, dieci novuole preparare per loro. mi. Tutto creava curiosità e aspettativa. Squilla un cellulare: Don Gianni Mazzali da Torino è il P rofe ssio ne Pe rp etua nuovo ispettore. Tutte le congetture si fermano, Dai preparativi si coglie subito che giorno 28 gli animi si rilassano, abbiamo l’ispettore. Setal S. Francesco di Sales ci sarà una grande festa: tembre, giorno tre mattina, Don Pier Fausto Frimusica, canti, giochi pirotecnici e tanto altro. soli, rappresentante del Rettor Maggiore, presieCerto la chiesa del S. Francesco non può compede la cerimonia dell’insediamento. All’omelia tere con la cattedrale di Catania, ma tutto somDon Pier Fausto ringrazia mato non so chi ci perde. Don Perrelli per il suo serviGiovani dal cuore ardente si M o m e n t i t r i s t i. . . zio all’ispettoria e fa gli auoffrivano allora al Signore Facciamo le condoglianze a guri al successore. È letto il per sempre nella congregaDon Enzo Andronaco per la perdidecreto di nomina del Retzione salesiana e anche qui; ta della mamma, sig.ra Gaetana. tor Maggiore, Don Mazzali la si chiamavano: Domenifa la sua professione di fede Lo rassicuriamo che tanto lui co, Vincenzo…, qui si chiae firma la sua condanna: staquanto la famiglia salesiana avrà mano Francesco, Giuseppe, rà sei anni in Sicilia a dirigeun’altra protettrice in più in cielo. Carlos, Andrè, ma tutti con re l’ispettoria. Ma non si la stessa volontà ferma e depreoccupi, perché, come dicisa di dire un SI deciso e ce Don Frisoli: “Posso solo assicurarti che qui in definitivo; la ci furono canti e musica e anche Sicilia sarai ampiamente ripagato da un affetto qui, anzi in un ambiente più raccolto risuoneranche sarà per te indimenticabile”. no meglio; la c’erano centinaia di amici e parenProfessione ti, anche qui (tanto a “casa capi quantu voli u patruni”). In più qui, a favore del S. Francesco, c’è Da giorno 8 settembre nella Sicilia salesiana un altro fattore: “si giuoca in casa” con tutti i risiamo aumentati di numero. Siamo una di più se cordi e le emozioni che può suscitare la propria consideriamo il fatto che Don Luigi Lo Mascolo casa dove centinaia di Confratelli hanno lavorato per quei giovani verso i quali andranno questi quattro professi perpetui e che hanno reso grande la Congregazione in Sicilia. Noi auguriamo loro che sentano tutte queste emozioni e tutte le voci che sono risuonate in questi ambienti in cento anni di storia salesiana e da tutto questo prendano slancio per la loro missione. E se poi non c’è la banda e neppure i giochi pirotecnici i partecipanti saranno felici lo stesso. D o n S a l va to r e S p i ta l e Professioni perpetue al “S. Francesco di Sales”.

Segretario Ispettoriale


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da ricordare

È mo r to D on G ae tan o Scr i v o Il 25 agosto, alle ore 6 è deceduto nella casa salesiana di Civitanova Marche Alta, don Gaetano Scrivo di 87 anni, già Vicario del Rettor Maggiore. Don Scrivo, nato il 10 marzo 1921 a Serra San Bruno, Italia, aveva svolto diversi ruoli di responsabilità nella Congregazione Salesiana nella quale emesse la prima professione il 5 aprile 1937, e ordinato sacerdote il 16 marzo 1947. È stato superiore dell’Ispettoria romana (IRO) dal 1962 fino a quando divenne, nel 1965, Consigliere Generale per Chávez a presiedere la messa delle esequie il 27 la Pastorale Giovanile. Successivamente, nel agosto presso la basilica della Santa Casa di Lo1971 è stato eletto Vicario del Rettor Maggiore reto, affiancato da don Adriano Bregolin, suo don Luigi Ricceri, VI successore di Don Bosco, Vicario e da don Giovanni Molinari, ispettore carica in cui viene rieletto nel 1978 e riconfermadei Salesiani dell’Italia-Adriatica. Tra i conceleto ancora nel 1984 fino al branti anche don Fabio At1990. tard, Consigliere per la Pasto“La notizia della sua mor“Per me vivere è Cristo e rale Giovanile, mons. Decio morire un guadagno” te ci ha commosso pensando Cipolloni, Vicario Generale (Fil. 1,21) al servizio così grande che don della Prelatura Territoriale di Gaetano ha reso a Don Bosco Loreto, e molti altri sacerdoti Esempio luminoso di amore e fedeltà a Don Bosco e alla Congregazione per tanti che, insieme a parenti e amici, ha amato e servito la Congregazione anni come confratello, direttohanno pregato Dio per l’eterin ruoli di grande rilievo re, ispettore dell’Ispettoria no riposo di don Scrivo. con intelligenza, generosità e cuore. Romana, Consigliere per la Nella sua omelia, don CháDall’alto interceda Pastorale Giovanile, Vicario per un cammino fervido vez ha sottolineato il fatto che di tutta la Famiglia Salesiana. del Rettor Maggiore e confes“la partecipazione di don Scrisore”. vo, come d’altronde quella dei Sono queste alcune delle nostri confratelli salesiani deparole con le quali don Pascual Chávez, Rettor funti, alla Pasqua di Cristo costituisce pure una Maggiore dei Salesiani, ha ricordato la vita e spinta e un motivo di supplica perché ognuno di l’opera di don Gaetano Scrivo, durante la celenoi possa continuare con fedeltà il proprio cambrazione dei suoi funerali. È stato lo stesso don mino, specie oggi quando si cede facilmente alla tentazione del compromesso o dell’abbandono”. Ringraziando Dio per il dono della vita del compianto salesiano, il Rettor Maggiore ha voluto ricordarlo ancora come regalo di Dio per la sua famiglia e per la Congregazione, “nella quale ha voluto vivere sempre fedele a Don Bosco e ai giovani. Grazie per la tua signorilità e generosità, per la tua disponibilità, per il tuo impegno instancabile nella missione e la profondità della tua vita spirituale”.


Sono tanti, credenti e non, che ogni mercoledì attendono le Parole del Papa. Con chiarezza, profondità e freschezza di linguaggio Benedetto XVI, tassello dopo tassello, segna le tracce d’un percorso storico e spirituale. Ora la Libreria Editrice Vaticana, presentando la serie degli interventi pontifici dedicati agli Apostoli, li accompagna con un percorso artistico di autori che hanno fatto la storia dell’arte. E questo il primo dei volumi che in una sintesi fra contenuto magisteriale e iconografia viene offerto a lettori e credenti. Gli Apostoli con la loro fede e azione hanno costruito la Chiesa, terra d’uomini che aspirano al Cielo. Gli artisti con la loro ricerca e creatività ne sono anche un segno.

Con questo volume si completano le catechesi del primo ciclo. Paolo è un protagonista indiscusso della Chiesa di ieri e di oggi, ma a noi eredi del bene prezioso del Vangelo e dell’esperienza cristiana primitiva parlano anche i nomi di Stefano, Timoteo, Tito, Barnaba, Aquila e Priscilla e di altri. L’immagine caravaggesca di Paolo caduto da cavallo, accecato, è una immagine universale che spinge anche noi alla ricerca della luce così come quelle di Stefano protomartire ci richiamano quella chiesa d’oggi che continua a essere martirizzata. È una Chiesa che continua a palpitare per Cristo e per il suo Regno.


Zafferana Etnea (CT): Don Gianni Mazzali.

Zafferana Etnea (CT): Don Gianni Mazzali, Don Pier Fausto Frisoli e Don Luigi Perrelli.

Don Gianni Mazzali e Don Luigi Perrelli.

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