Editoriale
Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama! Anche quest’anno celebriamo un evento lontano più di venti secoli che torna ancora una volta vivo e attuale. Gesù nascendo porta per tutti una speranza che non muore facendo “ricapitolare in se tutto il mondo” e dona al mondo una novità “che fa nuove tutte le cose” (Ap. 21,5). Il Natale è luce, e Benedetto XVI ci ricorda che: “Per giungere fino a Lui abbiamo bisogno anche di luci vicine – di persone che donano luce traendola dalla sua luce ed offrono così orientamento per la nostra traversata. E quale persona potrebbe più di Maria essere per noi stella di speranza – lei che con il suo «sì» aprì a Dio stesso la porta del nostro mondo; lei che diventò la vivente Arca dell’Alleanza, in cui Dio si fece carne, divenne uno di noi, piantò la sua tenda in mezzo a noi (cfr Gv 1,14)?”. Che il Natale di quest’anno ci aiuti a vedere i piccoli segni di speranza intorno a noi, lì dove i giovani riflettono sull’importanza di essere “partecipi alla costruzione di una società migliore” e gli adulti, di fronte alle molteplici forme di violenza giovanile, riscoprono l’urgenza di tornare ad essere modelli educativi credibili e autentici per le nuove generazioni. Sono alcune delle piccole “luci” che fanno sperare! Una preghiera: “Santa Maria, Madre di Dio, Madre nostra, insegnaci a credere, sperare ed amare con te. Indicaci la via verso il suo regno! Stella del mare, brilla su di noi e guidaci nel nostro cammino!” (Spe Salvi n. 50). La redazione augura Buon Natale e Felice Anno Nuovo. •
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Sommario Messaggio del Rettor Maggiore
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Convegno su Don Rua
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Lettera dell’Ispettore Formazione
Pastorale Giovanile
Animazione Missionaria
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Associazioni
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Famiglia Salesiana
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Comunicazione Sociale
Momenti di famiglia
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Frammenti di memoria
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Dalle case salesiane Guardando altrove
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Direttore Responsabile Felice Bongiorno
Registrazione: Tribunale di Catania N. 15 dell’11-04-2008
Redazione
Felice Bongiorno (coordinatore redazionale) Edoardo Cutuli Domenico Luvarà Marcello Mazzeo Antonino Rubino
Collaboratori
Vittorio Castiglione Domenico Paternò Salvatore Spitale Andrea Strano Antonio Villari
Direzione e redazione
Via Del Bosco, 71 - 95125 Catania Tel. 095 336369 Fax 095 339720 E-mail: insieme@sdbsicilia.org Sito web: www.sdbsicilia.org
Stampa digitale
Scuola Grafica Salesiana Catania-Barriera
In copertina Natività di Gaudì. Foto: Sebastiano Auteri.
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Messaggio del Rettor Maggiore
Vita salesiana nell’Europa d’oggi
“La vita consacrata non potrà mai mancare né morire nella Chiesa. fu voluta da Gesù stesso come porzione irremovibile della sua Chiesa”. (Benedetto XVI ai Vescovi della Conferenza episcopale regionale Sud 2 del Brasile in visita “ad limina”, OR sabato 6 novembre 2010, p. 8). Carissimi confratelli Ispettori dell’Europa, Ho voluto incominciare questo mio discorso di apertura dell’Incontro degli Ispettori di Europa con le parole che il Santo Padre, Benedetto XVI, ha rivolto venerdì 5 novembre ai Vescovi della Conferenza Episcopale – Regione Sud 2 – del Brasile, in visita “ad limina”. Quella del Papa è una voce rassicurante che suona inconfutabile: il calo delle vocazioni, l’invecchiamento degli Istituti non sono il segno di un declino che porterà prima o poi all’estinzione della vita religiosa nella Chiesa. Semplicemente, essa non potrà scomparire perché “ha avuto origine con il Signore stesso che scelse per sé questa forma di vita verginale, povera e obbediente”. Con questo mio intervento, che voglio sia tanto spontaneo come chiaro, desidero non solo fare il punto sul cammino di riflessione che stiamo portando avanti insieme con il “Progetto Europa”, ma soprattutto aiutarvi a centrare il lavoro da fare in questi giorni identificando le sfide concrete che affrontiamo e segnalando le opzioni di governo da attivare. Lo faccio servendomi della riflessione che i Superiori Generali hanno compiuto sul tema Europa; così il mio contributo si presenta più autorevole e ci libera della paura di essere i soli ad affrontare questa situazione critica. Dapprima mi riferirò ai fatti della crisi culturale e morale che nell’Europa incidono Insieme
maggiormente sulla Vita Consacrata (VC), in genere, e sulla nostra vita salesiana. Poi, segnalerò le sfide che questa situazione presenta alla VC e gli spazi che si aprono ad essa. Per finire, elencherò le scelte strategiche di governo, che dovremmo studiare ed assumere per farle criterio della nostra animazione nelle Ispettorie.
Aspe tt i de ll a cr isi europe a che toc ca no l a VC La situazione attuale della VC in Europa non è da viversi in senso soltanto o soprattutto negativo: può diventare addirittura un’opportunità, un passaggio in cui quello che muore deve morire perché nasca qualcosa di nuovo. […] La VC è chiamata a fare uno sforzo per recuperare una sua voce dentro la società europea, non tanto o non solo per ricuperare lo spazio sociale ma per rimanere fedele alla sua vocazione. Non è questione di fascino bensì di fedeltà. Tutto questo esige un’analisi profonda dei fenomeni che caratterizzano questa società e una grande chiarezza riguardo alle prospettive nelle quali la VC vive e si situa con i suoi pronunciamenti. Il problema sta anche nel far giungere il messaggio a chi non è interessato ad ascoltarlo: per poter raggiungere le persone dell’Europa di oggi, la VC dovrà assumere una vera attitudine di dialogo con la cultura e una reale sintonia con la vita della gente.
Sfide , p ossib ilità , segni di spe ranza Le sfide che abbiamo davanti ci indicano pure degli spazi nuovi e propri che si aprono alla VC nell'Europa di oggi, pur nell'avvertita consapevolezza della nostra fragilità. Sembrerebbe paradossalmente che quanto più bisogno ha della VC questa Europa, tanto meno pronta essa sia per questa missione. – La sfida più grande che la VC deve affrontare è se stessa, ricominciando ad avere piena fiducia che il Signore, come al Mar Rosso, apre sicuramente una strada per superare le difficoltà.
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– Vi è poi la sfida del linguaggio, della capacità di far comprendere la VC. Molto spesso ci rendiamo conto che la gente ha una conoscenza limitata e distorta dei religiosi. Occorre individuare modalità nuove per far percepire quello che siamo e viviamo. Non è solo questione di "abito", ma della capacità di farci percepire come persone che vivono insieme per un ideale, che esprimono un'autentica fraternità, che operano, non per volontà di potenza, ma per rendersi samaritani verso i poveri. – Altra sfida è di riaffermare valori che ci contraddistinguono e che forse non vengono più capiti: la definitività di una scelta di consacrazione, la castità, l'obbedienza, ecc.: la difficoltà a far comprendere il valore di queste scelte non ci esime dal testimoniarle con gioia e dal continuare a proporle ai giovani, che, pur confusi e frammentati, sono ancora affascinati da scelte radicali e da figure veramente profetiche ed alternative. – Un'ulteriore sfida è la testimonianza della comunione a tutti i livelli (anche fra Istituti e fra carismi differenti): trovarci insieme, riflettere insieme, lavorare insieme in una società che si divide, che si chiude nel privato e nell'individualismo. – C'è una grande sfida che riguarda la posizione della vita consacrata nella Chiesa: sembra necessario "declericalizzare" la VC, in una Chiesa che si presenta spesso molto clericale; in alcune Congregazioni. infatti, il modo di esercitare il ministero sacerdotale sembra aver annullato alcuni aspetti più caratteristici della VC. – Siamo oggi sfidati nel vivere il voto di povertà, come stile di vita (potremmo chiederci, per esempio. quanto ci tocca o ci ha toccato la crisi economica mondiale), ma anche come capacità di situarci sulla frontiera dell'emarginazione. Lasciare che i poveri siano i nostri maestri. Povertà vissuta anche come libertà di fronte alle strutture: a volte sembriamo come soffocati nella gestione di strutture che non hanno futuro. Forse ci sono strutture che non rispondono più ai bisogni odierni... E già sappiamo – come dice Gesù – che gli otri vecchi non possono contenere il vino nuovo! Bisogna forse pensare la nostra vita in un altro modo, sbarazzandoci corag-
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giosamente di molte cose che ci impediscono di essere con quelli cui dovremmo essere vicini. Questo modo di vivere la povertà è fedeltà allo Spirito ed è una testimonianza cui la società odierna è molto sensibile. – Una sfida importante oggi - anche nella formazione – è l'uso adeguato delle nuove tecnologie, in modo che ci aiutino ad incrementare il nostro servizio, anziché essere un ostacolo. Di certo esse incidono nella nostra vita comunitaria, nella nostra vita personale: occorre discernimento. – La situazione generazionale" della VC in Europa (tanti anziani e pochi giovani) è una doppia sfida: anzitutto la sfida a valorizzare gli anziani che sono fra noi, a non farli sentire un peso nelle nostre comunità, ma piuttosto a valorizzarli come una risorsa di esperienza, di fedeltà e di saggezza; e, nel contempo, ad educare ed educarci a invecchiare bene, per poter continuare a dare il proprio positivo contributo nella comunità e nella missione. Allo stesso tempo, c'è la sfida di un'adeguata integrazione dei religiosi più giovani, poiché spesso manca una generazione intermedia che faciliti questa integrazione; c'è da porsi il problema di come dare maggior protagonismo ai giovani: a volte, sono superprotetti, perché sono pochi o forse non gli si dà responsabilità; a volte però, sono sovraccarichi di lavoro e hanno la responsabilità di portare avanti opere oltre misura. – In generale, ci viene richiesta un'attenzione speciale alla situazione dei giovani. Bisogna imparare a dialogare con loro, usando i loro linguaggi ed educare noi stessi a sintonizzarci con le loro aspirazioni e le loro preoccupazioni. Spesso i giovani non comprendono il nostro linguaggio, né incontrano, con frequenza, nelle nostre comunità chi li accompagna nei loro itinerari spirituali e quelle esperienze di fraternità che vanno cercando. Nei processi formativi bisognerà essere disposti ad accompagnare e a lasciare che siano gli stessi giovani che trovano le nuove espressioni del carisma che poi si traducano in risposte valide perle sfide del mondo odierno. Come accogliere i giovani d'oggi? C'è una sfida di visibilità, ma ricordiamoci che il vero segno di visibilità è l'amore che noi abbiamo gli uni per gli altri, anzitutto nella nostra vita comunitaria che deve essere nutrita Insieme
dal rispetto per l'altro nella sua originalità, dall'apertura nell'accoglienza. Essa deve poter essere guardata dai giovani come affascinante e piena di senso. Nelle periferie caratterizzate da una forte presenza di stranieri, la natura internazionale ed interculturale delle nostre comunità può essere una testimonianza profetica che si può vivere bene insieme, anche se si è differenti. [...] Gli impegni per noi sono: • costruire comunità dove si vive con gioia il dono della fraternità: in una società spesso multiculturale che soffre tensioni a causa di questo, la testimonianza di comunità formate da persone di differente provenienza geografica e culturale che vivono gioiosamente il dono della fraternità, è una testimonianza importante del potere trasformante del Vangelo e, allo stesso tempo, è una parabola che indica cammini di futuro per le società europee; • offrire itinerari seri di cammino spirituale a quelle persone che cercano risposte alle loro inquietudini religiose e sentono una certa nostalgia di Dio. Questo esige, naturalmente, che noi approfondiamo la nostra esperienza spirituale e creiamo ambienti e progetti comunitari che aiutino in tal senso; • recuperare la centralità della missione e servirla con più trasparenza. La VC deve smettere di pensare primariamente a se stessa, e collocare invece al centro delle sue preoccupazioni le sfide della missione. In tale contesto risulta imprescindibile ripensare i carismi e le loro espressioni; • valorizzare l'esperienza della condivisione dei laici che desiderano vivere il carisma di un Istituto. Il ruolo dei religiosi in questo contesto è quello dell'accoglienza, della formazione, dell'accompagnamento; • sostenere le nuove presenze apostoliche messe in atto in questi ultimi tempi da diversi Istituti religiosi. Tornare nelle periferie, ai margini, essere meno istituzionalizzati significa, tra l'altro, recuperare una dimensione nella quale la VC è stata sempre particolarmente significativa; • vivere in profondità l'esperienza de11'interculturalità, nella prospettiva dell'arricchimento reciproco, senza sensi di superiorità, e tornare, in Europa, a "respirare con i due polmoni": uno sguardo più attento Insieme
all'Oriente ci potrebbe offrire spunti di ripensamento e di azione. Dobbiamo, e possiamo, guardare al futuro con speranza. L'ascolto delle vere necessità dei giovani è la norma e il cammino del discernimento che ci porterà a incontrare quello che vuole Dio per le sue chiese". I giovani d'oggi spesso non danno voce ai loro desideri e necessità, a volte perché non li riconoscono, a volte per paura di mostrare debolezza. Siamo noi che dobbiamo fare, con loro e per loro, il discernimento e sentire la voce di Dio nei gridi e nei silenzi dei giovani. Il cammino di conversione e discernimento è un processo comunitario. La comunità locale, guidata ed accompagnata dalla comunità ispettoriale, esamina la validità carismatica della presenza nel territorio. La comunità ispettoriale, che ha stabilito i criteri comuni di ricerca, studia la mappa dell'opere e decide come situarsi nel territorio. Nucleo animatore del processo è la comunità di consacrati. Tutti, membri della FS, laici collaboratori, giovani.... ne sono responsabili, ma è la comunità a loro inviata da Dio che deve guidare e sostenere i processi. Nelle comunità, adulti e giovani sono mutuamente attori imprescindibili del processo. Gli anziani hanno un ruolo fondamentale: hanno impegnato la vita nelle opere esistenti a favore della missione salesiana e portano con sé la memoria storica e il vissuto reale del carisma salesiano in loco. Ma i giovani, su cui sarà caricato il peso del cambio e la responsabilità di realizzarlo, devono essere non solo ascoltati ma soprattutto coinvolti in tutto il processo. Il Progetto Europa è, innanzitutto, endogeno. Prima di pensare a ricevere aiuto e risorse da altrove, le Ispettorie devono programmare la loro 'rinascita' in un piano organico. elaborato, discusso e accettato in Assemblea ispettoriale, consapevoli che si tratta di una rinascita spirituale del carisma in ciascuno dei confratelli, di una necessaria ristrutturazione delle presenze salesiane, di un'apertura incondizionata ai nuovi missionari. Salesianum, 26 Novembre 2010.
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Lettera dell’Ispettore
Alla scuola di Don Rua
Cari Amici, vi raggiungo con questo nuovo numero di Insieme ormai nel clima delle festività natalizie e colgo l’occasione per augurarvi un Santo Natale e un 2011 ricco della grazia del Signore e di serenità. Il mistero del Natale ci coinvolge direttamente nella nostra vocazione cristiana, sapendo che Dio, nel suo Figlio incarnato ha voluto avere bisogno degli uomini. Dio vuole la nostra collaborazione per la salvezza del mondo nella costruzione del Suo Regno. Il nostro primo modello è Gesù stesso che ha realizzato la sua missione, accettando la sofferenza e la morte. Quando la collaborazione con Dio diventa più difficile possiamo richiamare alla mente proprio il senso più profondo di un Dio che si fa carne umana e condivide in tutti i suoi aspetti l’esperienza dell’uomo. Continuo la presentazione della figura di don Rua, accennando in questo numero al legame profondo tra il primo successore e il fondatore. Al l a s c uo la d i D o n Ru a Mi mantengo su questo filone della santità originale del più fedele figlio di don Bosco, concentrandomi su alcuni aspetti che mi sembrano fecondi per la nostra riflessione e soprattutto per la nostra testimonianza. Vi invito a considerarli in chiave di futuro per intuire come essi possano alimentare la vostra identità di salesiani consacrati e apostoli dei giovani. 1. D o n B os c o s e m p r e n e l c u or e All’una e mezza del 31 gennaio 1888 don Bosco entra in agonia. Don Rua, che aveva indossato lo stola, la cede a Mons. Cagliero, passa alla destra di don Bosco e sussurra al suo orecchio: “Don Bosco, siamo qui noi, i
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suoi figli. Le domandiamo perdono di tutti i dispiaceri che per causa nostra ha dovuto soffrire. In segno di perdono e di paterna benevolenza, ci dia ancora una volta la sua benedizione”! (A. Amadei, Un altro don Bosco, pag. 192). Facendosi violenza per dominare la commozione, facendo anche allora con lui a metà, alza la destra paralizzata di don Bosco e invoca la benedizione di Maria sui figli presenti e sugli altri sparsi per il mondo. L’8 febbraio 1888 don Rua scrive a tutti i salesiani tra l’altro: “Cari confratelli, d’ora in avanti sia il nostro motto d’ordine: La santità dei figli sia prova della santità del Padre: questo accrescerà il gaudio del nostro amato don Bosco, che già speriamo accolto in seno di Dio, mentre ridonderà a grande nostro spirituale profitto” (o.p. pag. 200). È saggio non dare per scontata la santità. Beh… per quanto riguarda la nostra è segno di prudente umiltà e saggia modestia! A volte Don Rua appare come santo da sempre e il protetto speciale di don Bosco. Dalle sue biografie se ne trae una verità più consolante, almeno per noi… Durante un viaggio su di un baroccio traballante sulle sponde del fiume Orco, quasi a bruciapelo Don Bosco chiede a don Francesia: “Nel caso che morisse don Bosco chi credi possa succedergli?” “In questo caso, risponde don Francesia dopo essersi schernito, chi possa in verità succedere a don Bosco, a mio giudizio sarebbe uno solo!”. “Uno solo! Oh no, no, dice don Bosco, io credo che ve ne possano essere più di uno, due e anche tre! “Più tardi sì, replica don Francesia, ma per adesso ve n’ha uno solo! “E chi è dunque, dice don Bosco, secondo il tuo parere, questo solo”? “Mi dica prima don Bosco i suoi due ed anche i suoi tre”! “Te li dirò, ma prima dimmi il tuo uno! “È don Rua, risposi, il solo don Rua”! Poi Don Bosco rivelò il nome degli altri, ma soggiunse: “Tuttavia credo che hai indovinato; abbiamo un solo don Rua! Egli è sempre stato ed è il braccio destro di don Bosco”. “E non soltanto braccio, replica don Insieme
Francesia, ma anche testa, occhio, mente e cuore” (Amadei, o.c. pag 150-151) Cagliero era di una pasta diversa da quella di Rua. Vivace, pronto, creativo, esuberante, magari anche impaziente. Significativa proprio per questa diversità è la sua testimonianza magistrale su don Rua da cui leggo soltanto un piccolo stralcio: “Ripieno dello Spirito di Dio e forte nella divozione a Maria SS. Ausiliatrice, egli fu l’aiuto, l’appoggio e il braccio destro di don Bosco. Retto di spirito ed umile di cuore, ne seguiva i precetti non solo, ma ne indovinava il pensiero, ne intuiva i disegni, ne secondava i desideri, sicché da noi era tenuto e predicato qual modello del vero salesiano, del pio sacerdote e del santo religioso” (Amadei, o.c. pag. 176). Commuove oggi, a distanza di tanti anni, l’umiltà vera di don Rua, che, dopo la morte di don Bosco si affretta a dichiarare di non essere degno di essere Rettor Maggiore, scrivendo al Papa testualmente : “Beatissimo Padre, considerando la mia debolezza e incapacità, trovomi spinto a farVi umile preghiera di voler portare su altro soggetto più adatto il sapiente vostro sguardo, e dispensare lo scrivente dall’alto ufficio di Rettor Maggiore, assicurandoVi però che, coll’aiuto del Signore, non cesserò di prestare con tutto l’ardore, la debole opera mia in favore della Pia nostra Società, in qualunque condizione venissi collocato”. (Amadei, 200-201). Sono i membri del Capitolo Superiore a sottolineare invece la loro gioia che sia don Rua il nuovo Superiore per la sua vicinanza a don Bosco, le sue virtù e la sua capacità di governo. Commuove nel leggere quanto scrive dopo aver accettato di essere Rettor Maggiore: “Vi posso dire in verità che vorrei avere un cuore grande e tenero come il caro don Bosco, per amarvi al pari di lui: Che se il mio cuore non può stare al pari del suo, ciò non ostante, farò del mio meglio per dimostrarvi l’affetto mio fraterno nelle occasioni che si presenteranno. Sempre rimirerò in voi i figli di don Bosco, l’oggetto della più viva affezione del nostro compianto Padre; sempre riconoscerò in voi i miei diletti fratelli” (Amadei, pag. 204). “Prostrato davanti alla fredda salma piansi e pregai lungamente…Per dire tutta la verità Insieme
devo aggiungere che feci al nostro buon Padre solenni promesse. Poiché mi vedevo costretto a raccogliere la sua eredità e a mettermi a capo della Congregazione (…) gli promisi che nulla avrei risparmiato per conservare, per quanto stava in me, intatto il suo spirito, i suoi insegnamenti e le più minute tradizioni della sua famiglia.(…)” (Don Rua, Lettere Circolari, 1965, pag. 431). 2 . L a f e d e l tà d e l “ fa r e a m e t à ” I biografi sottolineano in modo inequivocabile che don Rua fu il collaboratore più vicino e più fedele a don Bosco. Gli aneddoti sono innumerevoli al riguardo. Un primo aspetto di questa fedeltà è stata la sua disponibilità totale a don Bosco e al suo progetto. C’è bisogno di un direttore a Mirabello, don Rua è disponibile. E’ urgente che Rua torni all’Oratorio, dopo due soli anni e don Rua riparte per Torino con il solo breviario ad accompagnarlo e lasciando sua madre a Mirabello: diviene il prefetto, responsabile dell’amministrazione e della disciplina. “L’asceta con la maschera della disciplina e con il fervore del Santo preveniva ogni disordine, sicché i rimproveri erano rarissimi e i castighi completamente eliminati. Il Fondatore, se non avesse avuto a fianco il Primogenito non avrebbe potuto splendere come astro della bontà e manifestarsi come il più amabile dei padri.” (A. Larco, o.c., pag. 29). Aggiungo altre due testimonianze fornite dai biografi. Scrive don Auffray: “La sua grande, la sua unica preoccupazione continuava a essere quella di alleggerire il lavoro di don Bosco, e permettergli così di attuare liberamente i disegni che il Signore gli ispirava” (A. Auffray, Beato Michele Rua, pag. 107). “Ho sempre visto don Rua al fianco di don Bosco come uno dei suoi figli più amorevoli, più generosi, più umili, sebbene fosse il suo rappresentante. Ho sempre davanti agli occhi come egli si chinasse, pieno di solerzia e servizievole, per cogliere ogni sua parola. Lo vedo ancora come lo sorreggeva nel camminare, come lo prendesse per braccio quando si alzava, e quanta cura ponesse nel volgere l’attenzione di tutti sulla persona di don Bosco” (A. Amadei, Il Servo di Dio Michele Rua, vol I).
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San Cataldo
Convegno su Don Rua
“Ricordando Don Rua”, – così Don pascual Chiavez, Rettor Maggiore dei salesiani, – vivremo quest’anno 2010 come un cammino spirituale e pastorale. Esso inizierà il 31 gennaio, solennità di Don Bosco, giorno che ogni anno ricorda la morte del Santo: è a partire da quel 31 gennaio, nel 1888, che Don Rua prese il testimone, per continuare la stessa strada percorsa dal ê Da sin.: Don L. Calapaj, Fondatore”.
Don A. Rubino, Don P. Terrana.
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Il Convegno su Don Rua – che ha avuto luogo domenica, 21 novembre 2010 alle 10,00 presso l’Oratorio Salesiano “San Luigi” di San Cataldo (CL) – ha visto raccolti salesiani, suore e numerosi esponenti della Famiglia Salesiana per celebrare l’anno centenario del primo successore di Don Bosco. Con l’introduzione di Don Antonino Rubino, Vicario ispettoriale, dopo aver portato a tutti i partecipanti i saluti del Sig. Ispettore, Don Gianni Mazzali e dopo il ringraziamento degli organizzatori ha preso avvio il convegno. Don Paolo Terrana ha presentato Don Rua nella storia della Congregazione Salesiana, Don Luigi Calapaj ha presentato Don Rua alla guida della Congregazione e della Famiglia Salesiana. La figura spirituale di Don Rua è il tema della terza relazione, di Don Gianni Mazzali, letta da Don Rubino. “Mi sono proposto, dice Don Gianni, due obiettivi: sforzarmi di capire l’originalità e unicità della personalità e pertanto della santità di don Rua, tentare di trasmetInsieme
tere a voi il contenuto solido e autentico della vita e degli insegnamenti del primo successore di don Bosco, senza sconti e senza troppe sfumature”. “Don Bosco, continua Don Gianni, fu considerato e si definì lui stesso un temerario per la salvezza delle anime. Don Rua espresse la stessa passione travolgente con la parola “audacia”. L’audacia dell’amore naturalmente, l’affetto é Celebrazione Eucaristica citazione dalla prima nella cappella dell’Istituto. lettera che don Rua scrisse come Rettor Maggiore: “Non ho ereditato le virtù del grande Fondatore, ma il suo amore per i suoi figli sento che il Buon Dio me lo ha concesso (...) Prego per voi, penso a voi, lavoro per voi, come fa una madre per il suo unico figlio” (Beato Michele Rua).
per i giovani, la passione totalizzante per la salvezza delle anime. Il Sen. Giuseppe Alessi conclude così la sua prolusione nell’Aula Magna dell’allora Pontificio Ateneo Salesiano a Roma, in occasione della beatificazione di don Rua: “La bontà di don Rua fiorisce da queste radici, dall’amore senza misura verso Dio Padre e dalla carità assidua verso i confratelli e gli assistiti dalla Missione Salesiana, che egli chiamava i miei carissimi figli” (G. Alessi, in don Rua vivo, pag. 65). Concludo questi pensieri con una breve Insieme
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FORMAZIONE
Milano - Conferenza Superiori Maggiori
50° Assemblea Generale CISM
Dal 2 al 6 novembre 2010 si è svolta la 50° Assemblea Generale della CISM a Milano-Segrate con la partecipazione di circa 200 Superiori Maggiori Regionali di tutte le Congregazioni ed Ordini religiosi maschili d’Italia. È stato un momento di grande comunione non solo fra i Religiosi ma anche con la Chiesa per la presenza costante del Nunzio Apostolico d’Italia, di diversi Vescovi della Lombardia e la Presidenza dell’Eucarestia del Cardinale di Milano e del Cardinale Bagnasco. Numerosi riconoscimenti e messaggi sono giunti anche da varie Autorità civili, fra i quali dal Presidente della Repubblica e dal Sindaco di Milano. Ma ciò che più di ogni altra cosa ha caratterizzato questa assemblea è stata la viva coscienza che c’era in tutti del grande valore della Vita Consacrata ancora oggi sia nella Chiesa come nel mondo civile. Questo non per le opere sociali, caritative ed educative che i Religiosi svolgono da secoli in Italia come nel mondo, ma piuttosto per quella dimensione spirituale della vita umana, che essi rendono presente ed affermano in ogni contesto sociale, e che dà all’uomo un orizzonte di infinito che lo eleva in dignità al disopra di ogni altra creatura. Anche in una società dove domina una cultura “liquida e relativistica”, come oggi viene definita, la Vita Consacrata con tutti i suoi valori vissuti e testimoniati sfida l’uomo di oggi e gli indica il senso pieno della vita umana che si può trovare soltanto in Dio. È stato messo in evidenza come la Vita Consacrata, nel silenzio e nel nascondimento, abbia dato un forte contributo alla vita della Chiesa nei decenni postconciliari, affermando la centralità della Parola di Dio, attuando la riforma liturgica e promuovendo il dialogo ecumenico. Ugualmente si è affermato che la Vita Consacrata oggi, nonostante l’invecchiamento e la riduzione numerica, non ha per-
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so la forza profetica che essa porta in se stessa; anche se essa deve ricercare quei segni e gesti idonei che gli permettano di essere significativa anche ai giovani di oggi, perché rende presente “quell’Uomo di Nazaret, Figlio di Dio, così imperdonabile da essere assassinato dagli uomini, ma così decisivo per la salvezza dell’umanità, da essere risuscitato dal Padre” (F. Scalia). La Vita Consacrata infatti “è una vita rischiosa, persino avventurosa, per niente calcolata ed affatto comoda tuttavia è giocata in forza della fiducia che i consacrati ripongono in un Altro… E se oggi i consacrati e le consacrate sono un popolo umile e debole, come una quercia sfrondata di cui è rimasto solo il tronco, quel tronco sarà seme santo (Is. 6,13). Purchè la Vita Consacrata torni ad essere spazio dove tutti possano abitare, perché deposito enorme di energia e di amore, Insieme
D o n A n t o n i n o Ru bi n o
Roma - 3° incontro Ispettori d’Europa
Progetto Europa
Dal 26 al 28 novembre si è svolto il 3° incontro degli Ispettori d’Europa nella Casa Generalizia a Roma sul “Progetto Europa”. I vari interventi che si sono susseguiti del Rettor Maggiore, di don A. Bregolin, dei Consiglieri Regionali ed i lavori dei gruppi e dell’assemblea, hanno descritto sempre più concretamente la complessità di tale progetto, ma ne hanno anche definito gli elementi e gli obbiettivi da perseguire. Possiamo sintetizzare alcuni fondamentali elementi che devono caratterizzare il progetto di ri-evangelizzazione dell’Europa rilanciando il Carisma salesiano. Non si tratta di confermare e consolidare le Opere già presenti nelle diverse nazioni dell’Europa, ma piuttosto rendere vivo il carisma di don Bosco riaccendendo nel cuore dei Salesiani la passione educativa verso i giovani. Questa passione educativa ha le sue radici nel messaggio evangelico ed ha come obiettivo la visione evangelica della vita e della storia da trasmettere ai giovani di oggi come risposta alle sfide che la società contemporanea pone alla cultura cristiana. Non possiamo affermare di conoscere e comprendere sufficientemente gli elementi variegati della cultura europea e giovanile attuale, in tutti i suoi valori e disvalori. È necessario uno studio ed un confronto accurato e tempestivo sui segni che essa esprime ed i fenomeni che la caratterizzano, coglierne le sfide che da essa ci vengono e rispondere ad esse con altre sfide che sono presenti nel cuore della fede cristiana. Tutto questo chiede ai Salesiani d’Europa un processo di conversione e di docile obbedienza alla Parola di Dio per poter “annunciaInsieme
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FORMAZIONE
di generosità ed altruismo, di vitalità e bellezza, al quale ognuno può liberamente attingere, e senza il quale il mondo sarebbe tutto più povero ed egoista, più brutto ed inabitabile”. (P. Cencini). “Come si fa ad avere speranza in tempi come questi? Questo non è tempo di progetti, dice il giornalista Rai Paolo Giuntella. È vero. Ma io non credo nell’eclissi della speranza. La non speranza è il non cristianesimo. La speranza cristiana non coincide con la conversione del mondo ed il trionfo del bene sul male sulla terra… essa è una tensione escatologica che ridimensiona ogni illusione ed ogni progetto umano “, ma che in Cristo ha la certezza che la vita ha vinto e vincerà definitivamente sulla morte. Infatti i consacrati e le consacrate leggono la storia a partire dal suo compimento che è la Pasqua di Gesù.
FORMAZIONE
re la speranza, celebrare la speranza, testimoniare la speranza” (Ecclesia in Europa). Si tratta di vivere la vita consacrata così come deve essere, come aspetto primario e fondamentale della propria identità, con tutta la sua austerità, la sua precarietà spirituale e materiale nella quale si radica l’abbandono fiducioso e filiale in Dio; lontana quindi da ogni ricerca di sicurezza e di benessere. Non si può essere evangelizzatori se non si è evangelizzati nella cultura e nella vita concreta e quotidiana. È necessario essere presenti accanto ai giovani, li dove i giovani di oggi stanno scrivendo, fra luci ed ombre, la loro storia; per condividere la fatica che stanno facendo nella ricerca della verità e della vita ed essere loro compagni di strada illuminati e sapienti. Questo processo richiede un modo diverso ed evangelico di guardare e leggere la situazione in cui la Congregazione si trova nelle varie nazioni dell’Europa oggi, che non è un declino inesorabile ed inarrestabile, perché, come dice il Rettor Maggiore “non importa se nell’Europa odierna siamo poco conosciuti, meno apprezzati, non ritenuti necessari, … ma importa essere fino in fondo ciò che siamo chiamati ad essere nella Chiesa e nel Mondo…” per accendere quella speranza (che è Dio) che l’umanità da sola non potrà mai trovare. Per raggiungere tale obbiettivo ci vorrà la mobilitazione dei salesiani e dei laici della famiglia salesiana che credono nella forza del vangelo e dell’amore verso i giovani, come lo ha sentito e vissuto don Bosco. Primi fra tutti i salesiani e i laici dell’Europa, poi con spirito di corresponsabilità e condivisione i salesiani di tutta la Congregazione che si pongono a disposizione per la realizzazione di tale progetto. Questo obiettivo di ri-evangelizzazione dell’Europa rendendo vivo il carisma salesiano richiederà una adeguata ricollocazione delle presenze salesiane, lasciando morire quello che deve morire, e vivificando la presenza li dove si può essere significativi e risposta efficace alle sfide che la società ed i giovani ci pongono oggi.
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Don Ant onino Rubin o
PER
UN
AIUTA LE
NATALE SOLIDALE… MISSIONI SALESIANE “Vi è più gioia nel dare
che nel ricevere” (At 20,35). Caro lettore,
un proverbio africano dice: “Una
formica da sola non può spostare un elefante ma se tante formiche si mettono insieme, allora trasporte-
ranno un elefante”. Se uniamo le
nostre forze riusciremo ad andare lontano e a raggiungere tanti obiettivi affinché la presenza viva dei
Salesiani nelle terre di missioni
continui ad offrire educazione inte-
grale ai ragazzi e ai giovani tutelando i loro diritti e contrastando la
povertà per uno sviluppo umano e sostenibile.
Quest’anno ti invitiamo a vivere
un “Natale Solidale” aiutando i bambini in difficoltà e vivere realmente lo spirito del Natale.
Per inviare le offerte si pos-
sono utilizzare a scelta uno di questi conti correnti: Conto
Corrente
14635957
intestato
Postale a
n.
CENTRO
ISPETTORIALE MISSIONI SALESIANE Via Cifali, 7 - 95123 Catania (indicare la causale).
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ISPETTORIALE MISSIONI SALESIANE (indicare la causale).
La redazione Insieme
Diario di Bordo della PG
Siamo ormai alla fine del 2010 e vi racconto, brevemente, le esperienze/itinerari di Pastorale Giovanile realizzate in questo primo trimestre. C o n v e g n o d e l l a C E S I p e r gi o v a n i e f a miglie: realizzato al Saracen di Palermo dall’1 al 3 ottobre. Un convegno a cui hanno preso parte più di 1500 tra giovani e famiglie provenienti dalle varie diocesi e dei movimenti siciliani. Una bellissima esperienza di formazione, di preghiera, di confronto e di fraternità intitolata “Si FIDA di TE. Lo sguardo del coraggio… per un’educazione alla speranza”. Il titolo del convegno gioca su una doppia opportunità di lettura dello slogan. Una prima accezione si realizza leggendo tutto il titolo: Gesù si fida di te per cambiare il mondo e rendere più bella la nostra terra di Sicilia. Una seconda accezione deriva dalla lettura delle sole lettere maiuscole del titolo, lo slogan risulta il seguente “SFIDATE” e rappresenta l’invito delle Chiese di sicilia ai giovani e alle famiglie di sfidare quella cultura, mentalità e quegli atteggiamenti di rassegnazione, disinteresse, apatia molto presenti nel cuore dei siciliani. Il convegno oltre le relazioni della professoressa Gensabella e del professore Lavanco ruotava attorno a 5 laboratori: scuola e università, lavoro, cittadinanza attiva, lavoro, legalità. 1a Convention della Scuola e della For mazione Professionale, svoltasi a Catania Maria Ausiliatrice il 9 ottobre ha visto la partecipazione di più di 600 tra docenti, formatori, tutor che si sono confrontati insieme sul ruolo e sugli atteggiamenti di un educatore salesiano. La giornata ha visto la mattina la relazione dell’ispettore e dell’ispettrice che hanno presentato il tema dell’incontro e il pomeriggio l’avvio di una ventina di laboratori all’interno dei quali i partecipanti si sono confrontati su alcune delle aree di formazione: area educativo-pastorale, area teologico-ecclesiale, area spirituale-carismatica, area etico-sociale, area didattica. Insieme
Tra ottobre e novembre hanno preso il GR” it in e r a ri i s p e tt o ri a li d i f o r via i vari “G mazione e discernimento vocazionale. GR Leader per i ragazzi della scuola media (50 partecipanti), GR ADO per i ragazzi dai 14 ai 18 anni (60 partecipanti), GR Scelta per coloro che si interrogano sulla vocazione alla vita consacrata nella congregazione salesiana (15 partecipanti). Partirà a fine dicembre, dal 28 al 30 l’ultimo itinerario che porta il titolo di GR Discernimento e si rivolge ai giovani dai 18 anni in su che vogliono donarsi un anno per pensare al progetto che Dio ha sulla loro vita. È partito nel mese di ottobre anche il percorso di formazione per giovani universitari che si tiene a CT Cibali, ogni 15 giorni, giovedì sera e che attraverso l’itinerario della Lectio accompagna attraverso il Vangelo della domenica una ventina di giovani nel loro itinerario di formazione. Il 30 e 31 ottobre si è svolta la seconda consulta regionale del MGS. Una trentina di giovani, SDB, FMA e Salesiani Cooperatori provenienti da varie case della sicilia si sono incontrati per riflettere e programmare alcune esperienze importanti per il Movimento Giovanile Salesiano: Confronto Giovani, Meeting Adolescenti, Giornata Mondiale della Gioventù. Si è realizzato anche il Confronto Giovani e l’Assemblea nazionale MGS. Di ambedue gli eventi trovate un articolo dettagliato di presentazione. Il 1° dicembre 113 giovani hanno iniziato la loro esperienza di Servizio Civile in quasi tutte le case salesiane di Sicilia. Sono stati selezionati tra 700 candidati e interverranno su 4 ambiti diversi: oratorio centro giovanile, scuola e formazione professionale, recupero tossicodipendenti, minori disagiati.
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PASTORALE GIOVANILE
Pastorale Giovanile
PASTORALE GIOVANILE
Prossimi appuntamenti
26-28 dicembre: GR Discernimento, Tabor
3-5 gennaio: Meeting Adolescenti, Acireale
3-6 gennaio: PGS formazione dirigen-
ti, Gambarie
10-12 gennaio: Formazione residen-
ziale Servizio Civile Nazionale, Acireale 13 gennaio: Lectio giovani, CT Cibali
16 gennaio: Giornata Missionaria Salesiana – Harambée ispettoriale, CT Cibali
22-23 gennaio: GR Leaders, CT San Nullo
22-23 gennaio: GR Discernimento, Tabor
27 gennaio: Lectio giovani, CT Cibali 29-30 gennaio: GR Scelta, Tabor
5-6 febbraio: Cammino per fidanzati, Tabor
10 febbraio: Lectio giovani, CT Cibali
12-13 febbraio: GR Ado oratorio/parrocchia, Tabor
16-17 febbraio: GR Ado scuola/FP, Caltavuturo
19-20 febbraio: GR Discernimento,
Tabor
20 febbraio: PGS formazione interzonale dirigenti e allenatori, CT Barriera
24 febbraio: Lectio giovani, CT Cibali
25-26 febbraio: Convegno di Anima-
zione Vocazionale Scuola/FP, Acireale
26-27 febbraio: GR Leaders, CT San Nullo
26-27 febbraio: GR Scelta, Tabor
27-28 febbraio: Convegno di Anima-
zione Vocazionale Oratorio/Parrocchia, Acireale.
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“Venite e vedrete” Inizia il GR Leaders per i preadolescenti di Sicilia… Inizia anche quest’anno il cammino di formazione e spiritualità per i ragazzi della Scuola Media delle Ispettorie SDB ed FMA di Sicilia: il GR Leaders. Si tratta di 4 fine settimana (13-14 Novembre 2010, 8-9 Gennaio, 26-27 Febbraio, 2-3 Aprile 2011) durante i quali i pre-adolescenti delle nostre opere si interrogheranno, guidati da Salesiani, Fma e Giovani, alla scoperta del grande dono della vocazione, intesa ovviamente non in senso stretto, ma come “chiamata” ad un vita al TOP, straordinaria nell’ordinario, secondo quella che è la volontà di Dio in ciascuno di loro. Il tutto in linea con gli orientamenti pastorali dettati dal nostro Rettor Maggiore nella Strenna 2011 “Venite e Vedrete”. Il luogo scelto per gli incontri è la casa delle Fma “San Benedetto” di Acireale e l’equipe, per quest’anno, è composta da: Sr. Agata La Rosa, Don Arnaldo Riggi, Sr. Serafina Massa e i volontari del servizio civile dell’ufficio di PG dell’ispettoria. Il coordinamento è, chiaramente, dei due delegati ispettoriali, Don Marcello Mazzeo e Sr. Assunta Di Rosa. Numerosi i ragazzi che hanno preso parte al primo degli incontri, tenutosi il 13 e il 14 novembre scorso. L’accoglienza del 13 pomeriggio, coordinata da Donatella Inferrera di Messina, è stata festosa e ha contribuito a creare sin da subito un bel clima di famiglia. Molti i “volti nuovi”, ma tutti desiderosi di accogliere l’invito di Gesù “Venite e vedrete” nella gioia e nell’allegria di scoprirsi creature fatte a sua immagine e somiglianza. Questo il tema che è stato il leitmotiv degli interventi di Sr. Agata e Don Arnaldo: “Dio plasmò l’uomo”(Gn 1,24-27.2,7), attraverso cui, a contatto con il Libro della Genesi, abbiamo riscoperto le origini della nostra esistenza e ringraziato Dio per il dono della vita, primo momento della nostra Vocazione. I ragazzi hanno risposto con serietà e partecipazione ai momenti formativi e di preghiera proposti e hanno compreso appieno il vero senso del termine “Vocazione”, che non è legato Insieme
MGS-Italia: Workshop nazionale Dal 19 al 21 novembre 2010 si è svolto il Workshop nazionale MGS Italia a Genzano di Roma, con il tema “Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede”, ovvero lo stesso slogan della prossima GMG di Madrid. Gli obiettivi delle giornate sono stati la formazione dei giovani che vi hanno partecipato e la costituzione di équipe operative in vista della GMG.
Insieme
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PASTORALE GIOVANILE
solo alla chiamata a diventare preti e suore, ma che appartiene a ogni uomo e donna. Abbiamo continuato la nostra riflessione la domenica mattina e concluso con la Celebrazione Eucaristica, presieduta da Don Marcello Mazzeo. Il prossimo appuntamento è fissato il 22 e 23 gennaio per continuare il nostro viaggio insieme verso la vera Vita, Gesù.
La formazione dei giovani è stata affidata a due personaggi d’eccellenza: don Fabio Attard, consigliere mondiale per la Pastorale Giovanile dei Salesiani, e Padre Eric Jaquinet, dal 2009 responsabile della sezione Giovani del Pontificio Consiglio per i Laici. Nella forma di una tavola rotonda, i due sacerdoti sono stati a lungo interpellati da domande molto importanti, riguardanti il cammino della Chiesa, la salesianità, il modo per essere “radicati, fondati, saldi”, l’universalità della Chiesa Cattolica e molto altro. I due presbiteri hanno risposto con passione e ardore a tutte le domande, riuscendo ad infiammare i cuori dei giovani convenuti. La formazione ha visto anche una parte “esperienziale”, con un percorso che attraverso dei video riguardanti quanto è contrario all’essere “radicati, fondati, saldi” (cioè l’essere “sradicati, sgretolati, deboli”) ha condotto i giovani alla consapevolezza del loro essere “radicati, fondati e saldi”, secondo il messaggio di S. Paolo. La domenica mattina è stata tutta dedicata alla costituzione e all’avvio dei lavori delle équipes operative: i partecipanti si sono divisi in 5 équipes (animazione, liturgia, segreteria, materiali, formazione) che porteranno avanti in senso pratico il lavoro in vista della GMG. Ciò avviene perché, secondo una decisione presa in Consulta Nazionale MGS, si è deciso di partire per Madrid come MGS Italia e non come singole realtà ispettoriali; per questo il workshop era a livello nazionale. L’MGS Italia si inserirà nel cammino proposto dalla CEI ma ci saranno anche dei momenti solo salesiani; i giovani dovranno dunque lavorare su molti fronti. Don Fabio Attard, durante la Messa, ha ancora una volta acceso i cuori di tutti, ricordando come il lavoro che ci si accinge a fare è una vera missione. L’evento ha creato un notevole senso di condivisione e di appartenenza al MGS Italia, e ci auguriamo che ciò diventi un’occasione per creare una rete tra tutti i giovani del Movimento Giovanile Salesiano.
PASTORALE GIOVANILE
Confronto Giovani 2010
“Vita: la cosa più bella che c’è”
Dal 26 al 28 novembre 2010 ad Acireale (CT), si è svolto il Confronto Giovani ispettoriale, un incontro che ha coinvolto giovani dai 18 anni in su di tutta la Sicilia. Il tema, di grande attualità, era “VITA: la cosa più bella che c’è”. Il tema della vita interpella i giovani (e meno giovani) ogni giorno, e la nostra società chiama ciascuno a fare delle scelte quotidianamente. Il taglio dato alla questione, di per sé molto ampia, è stato quello dell’apertura alla vita; per questo si è scelto di partire da un approccio multidisciplinare sul tema. Gli input dati da don Marcello Mazzeo, nel pomeriggio di venerdì, partivano dall’enciclica papale Humanae Vitae, tentando di tradurre le linee del Papa in termini comprensibili anche per coloro che non avessero alle spalle uno studio di teologia morale. L’impatto è stato notevole, infatti l’uditorio ha continuato per tre giorni ad interrogarsi sul principio del male minore o sulla giustezza del fine citati dal delegato di PG. Questa relazione è stata la base per il lavoro del giorno successivo, che ha visto degli approfondimenti importanti su due nuclei fondamentali: contraccezione ed aborto. La mattinata si è aperta con degli stand di taglio giuridico e medico, tenuti da giovani esperti, che hanno contribuito a get-
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tar luce (ognuno dal proprio punto di vista) su questi due temi; in assemblea, i giovani presenti hanno avuto la possibilità di ascoltare e confrontarsi due persone molto competenti: la prof.ssa Roccasalva, ginecologa e docente all’Università di Catania, e la prof.ssa Gensabella. Professore associato di Bioetica all’Università di Messina e membro del Comitato Nazionale di Bioetica. La prima ha dato un ulteriore panorama scientifico a proposito di contraccezione ed aborto; la seconda ha dato un taglio bioetico (e profondamente cristiano) alla questione, mostrando la differenza etica tra i metodi naturali e le barriere contraccettive di tipo meccanico; i primi, nell’ottica di una coppia matura, hanno in sé un’intrinseca apertura alla vita, mentre le seconde tendono a chiudersi alla vita stessa, giacché con queste l’uomo tenta di dominare la propria capacità di geInsieme
PASTORALE GIOVANILE
nerare figli, mentre con i metodi naturali la volontà dell’uomo deve adattarsi ai “limiti” imposti dal nostro corpo. Il pomeriggio è proseguito con le domande ai relatori e con un momento denso di testimonianze importanti. La domenica mattina, dopo una breve relazione di don Domenico Luvarà che ha sapientemente collegato l’apertura alla vita con il dono della stessa, ciascuno secondo la propria vocazione, i giovani si sono spostati alla professione perpetua di sr. Francesca Scibetta, gio-
Insieme
vane FMA che ha detto il suo sì per sempre a Dio e alla vita a cui Lui l’ha chiamata. Non poteva esserci migliore conclusione di questa per un Confronto sulla Vita, vissuto all’insegna dello spirito di fraternità e della gioia tipicamente salesiane. Speriamo che la franchezza, la consapevolezza e la libertà con cui sono stati affrontati i temi in oggetto servano, seppur in minima parte, alla costruzione e al rafforzamento della coscienza critica dei partecipanti!
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PASTORALE GIOVANILE
Animazione Missionaria
Formazione e carisma: l’anima bifronte del VIS
Si è svolta tra il 13 ed il 14 novembre scorsi l’assemblea nazionale formativa per i soci del VIS, presso l’istituto Sacro Cuore di Roma. Il tema era incentrato su L’associazionismo salesiano e la cornice istituzionale del CNOS, ospite d’onore don Luigi Perrelli, presidente del Centro Nazionale Opere Salesiane. Dopo il saluto d’apertura e di benvenuto del presidente delegato CNOS del VIS don Franco Fontana, don Perrelli ha aperto i lavori rivolgendo un pensiero al beato Artemide Zatti – laico coadiutore partito per le impervie regioni della Patagonia che per tutta la vita si dedicò alle necessità dei bisognosi – e a tutti i volontari del VIS che quotidianamente operano nel mondo per il progresso di molti giovani. Un intervento ricchissimo di spunti di riflessione e di contenuti dato che in questo particolare periodo il volontariato attraversa un “costruttivo” momento di crisi che costringe la congregazione tutta a riflettere a valutare a pensare, a lavorare soprattutto come famiglia d’insieme. Attualmente a livello governativo nazionale si registra il totale disinteresse verso la cooperazione allo sviluppo e vi è l’esplicita volontà di non rispettare gli impegni internazionali in materia di lotta alla
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povertà, contrariamente agli altri stati dell’Unione Europea che, nei loro bilanci hanno riservato, nonostante il periodo difficilissimo, almeno una percentuale economica da destinarsi a questo scopo. Oggi il VIS si regge esclusivamente sulle proprie gambe e sulle tante, tantissime donazioni che consentono all’organismo di portare avanti i propri progetti. Don Perrelli ha invitato tutti, inoltre, a lavorare sul carisma o meglio a come far trasparire il carisma, che è tesserino di credibilità, fuori dai nostri abienti che sono quelli strettamente relativi all’opera di don Bosco. Antonio Raimondi, ex presidente della ong salesiana, ha delineato un interessante excursus storico riguardante L’associazionismo nell’evoluzione del panorama italiano. Il vero e proprio boom delle ong italiane si è registrato negli anni ‘60 a seguito degli imput lanciati dal Concilio Ecumenico Vaticano II e dalla successiva Populorum progressio (1967), l’enciclica di Paolo VI che ha avviato la Chiesa verso la modernità e sensibilizzato le coscienze del mondo. Da lì, poi, la strada in salita è stata davvero lunga: da don Ugo Decenzi con le spedizioi in Mato Grosso alla fondazione di Terra Nuova, la ong salesiana che poi divenne prettamente laica, sganciandosi dai suoi intenti originari. E poi la legge 1222 del 1971, prima legge dello stato italiano sul volontariato internazionale e il 24 giugno 1970 la nascita dell’associazione ex allievi salesiani, proprio nell’anno del centenario della prima spedizione missionaria di don Bosco in Patagonia. Del 1979 è la legge Pedini n. 38, prima vera legge della cooperazione che nasce dal basso, per pressione delle ong cattoliche, laiche, di sinistra. Ma è negli anni ‘80 che prendono vita le ong legate alle professionalità meno ideologizzate e che faranno della professionalità il cardine del proprio operare. Infine si arriva alla legge n. 49 del 1987, purtroppo ancora l’attuale legge italiana Insieme
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esclusivamente allo stadio primario che è quello di beneficiare meramente dei fondi economici. Si assiste dunque alla crescita dell’aggregazione stessa e di chi la guida, aumenta l’offerta formativa manageriale. In Italia le ong sono medio-piccole se paragonate a quelle del resto del mondo. ACTIONAID, per esempio, raccoglie in media all’anno 50.000.000 di euro. La forte componente di queste ong è volontaristica, tuttavia spesso c’è poca competenza. L’approccio è per lo più basato sui bisogni dei singoli individui attraversato da tanta autoreferenzialità e trascurando invece un approccio più istituzionale per così dire. La più grande aggregazione europea di organizzazioni non governative si chiama Concorde che oggi è divenuto un organismo federale di intervento dell’Unione Europea, passaggio fondamentale perché si è compreso che non esistono più solamente i paesi poveri ma anche le persone povere dentro i paesi ricchi. E da qui il passo è stato davvero breve per unire le forze tra chi lotta contro la povertà in Africa e chi lotta contro la povertà in Italia. L’aiuto pubblico allo sviluppo è un modo in cui un paese manifesta il suo livello di civiltà ed attualmente attraversiamo in Italia un periodo davvero buio. Tuttavia occorre ripartire da noi, da quanto sapremo ben utilizzare le risorse umane e quanto sapremo investire sulle loro competenze lavorando di concerto con le imprese. Intanto il VIS si sta armando di due strumenti fondamentali alla propria crescita e per la propria credibilità esterna: il codice etico e il bilancio sociale forti strumenti di democrazia partecipata con la base associativa. Er m in ia Sc a gl ia
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PASTORALE GIOVANILE
della cooperazione. Nel 1986 a Torino, don Angelo Viganò, recentemente scomparso, e fratello dell’allora rettor maggiore don Egidio Viganò, insieme ai cooperatori, alle suore e ai sacerdoti, fonda il VIS: Volontariato Internazionale Salesiano o per lo Sviluppo che dir si voglia: quello salesiano di fatto è un carisma legato all’educazione dei giovani ed implica pertanto lo sviluppo. Nel 1988 il delegato del CNOS alla guida del VIS è don Ferdinando Colombo che ha precedentemente fondato a Treviglio gli Amici del Rwanda, dal 1992 Amici dei Popoli. Nel 1993 il VIS ha il suo primo presidente laico nella figura del relatore Antonio Raimondi, oggi sindaco di Gaeta ed il VIS è promosso dal CNOS che ha il dovere di controllare il carisma di don Bosco all’interno dell’organismo e per tenere vivo il rapporto tra laici e salesiani. Un ospite d’eccezione è stato don Dante Carraro, direttore del CUAMM Medici con l’Africa, che recentemente ha festeggiato ben 60 anni della propria storia tant’è che la cerimonia è stata presenziata dal Presidente della Repubblica Giorgio Napoilitano. La frase che credo riassuma meglio l’intervento di don Dante nel suo excursus storico, riguardante l’associazione e i suoi tanti anni di attività, non è che la filosofia che questa ha sempre perseguito e cioè quella di assecondare non le esigenze del donatore o del volontario, ma il grido dell’ultimo dei poveri. Infine Massimo Zortea, attuale presidente eletto, riprendendo le fila dell’intervento di Raimondi, ha analizato il problema attuale delle ong dal punto di vista sociologico, sottolineando come la centralità della Pubblica Amministrazione sul fronte della cooperazione allo sviluppo dagli anni ‘70 ad oggi si sia andata via via attenunuando dando maggiore rilievo alle stesse ong che negli anni ‘80 si trasformano da non profit produttive a vere e proprie imprese sociali per poi strutturarsi in associazione. Negli anni ‘90 invece prende piede una nuova cultura della pubblica sovvenzione, si passa dalla contrattazione al convenzionamento, la ong è cioè in grado di stabilire con lo stato un impegno ben preciso non arrestandosi
PASTORALE GIOVANILE
Animazione Missionaria
Giornata Missionaria Salesiana e Harambèe Regionale dei giovani
Carissimi amici e confratelli, come da programmazione ispettoriale, vi segnalo due importanti appuntamenti che ci siamo prefissati tra gli obiettivi dell’Animazione Missionaria per l’anno pastorale 2010/2011. Abbiamo fatto la scelta di accorpare i due eventi per sottolineare l’importanza del volontariato missionario per la causa del Vangelo e per rinvigorire il protagonismo giovanile nella missione salesiana. La Giornata Missionaria Salesiana e l’Harambèe dei giovani avranno un unico tema: “ANDATE IN TUTTO IL MONDO… VOLONTARI PER PROCLAMARE IL VANGELO”. Interverrà Don Franco Fontana, animatore missionario nazionale e vice presidente del VIS. Sono invitati a partecipare i giovani dai 17 anni in su, sensibili alle tematiche di missionarietà e di volontariato internazionale. L’evento si svolgerà a Catania presso l’Istituto “San Francesco di Sales” il 16 gennaio 2011 dalle ore 09.30 alle ore 17.00; vi chiediamo di far pervenire le adesioni entro e non oltre il 10 gennaio. Grati per la vostra collaborazione, vi attendiamo numerosi. D o n Do m en i c o L u v a r à
Festa provinciale PGS e incontro formativo MGS Domenica 7 novembre 2010 si è svolta presso l’Oratorio Opera Divina Provvidenza di Marsala la festa provinciale PGS e l’incontro formativo MGS della zona di TP-PA. Nel corso della mattinata abbiamo partecipato alla celebrazione Eucaristica seguita da una caccia al tesoro con la divisione dei ragazzi in squadre per età.
Dopo pranzo c’è stato l’incontro formativo MGS zonale, tenuto da Don Francesco Bontà, che ha visto la partecipazione degli animatori di Palermo, Trapani e Marsala con lo svolgimento di una tematica di gruppo. Dopo i ragazzi sono stati coinvolti in tornei di calcio e ad assistere alla rappresentazione di una scenetta dal titolo “Venite e vedrete”. La giornata si è conclusa con un lancio di caramelle a tutti i ragazzi.
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Percorso formativo per referenti educativi nello sport in ambiente sdb
Q u a li o bi e t t i v i v o g l i a m o r a g g i u ng e r e n e l l i v e l l o l o c a l e ( in o g n i Op e r a S D B) de ll a pr a t i c a s po r t i v a ? 1. Approfondire coi dirigenti la vision e la mission dell’offerta di pratica sportiva negli ambienti SDB (PES Nazionale). 2. Favorire la formazione dei giovani alleducatori della fascia più matura del MGS, che operano già all’interno delle nostre Opere SDB, in modo che diventino educatori competenti. 3. Suscitare o consolidare la reale convergenza educativa con le CEP (Comunità Educativo - Pastorali) locali, così da saper interagire con l’ambiente educativo locale (scolastico, oratoriano, parrocchiale). A c h i ri v o l t o i l p er c o r s o f o r m at i v o ? – Ai dirigenti/allenatori provenienti dalle opere locali SDB. Le tappe zonali del percorso (dalle ore 16.00 alle 18.30). 1 . F o r ma z i o n e In t er zo n al e : 28 novembre 2010 (D. Edoardo Cutuli - Catania-Barriera) Provincia di CT – ME – RG + Gela. 12 dicembre 2010 (D. Marcello Mazzeo - Palermo G. Adol.) Provincia di PA – TP – CL – AG. 2 . F o r ma z i o n e In t er zo n al e : 20 febbraio 2011 (D. Marcello Mazzeo - Catania-Barriera) Provincia di CT – ME – RG + Gela. 6 marzo 2011 (D. Edoardo Cutuli – Palermo G. Adol. ) Provincia di PA – TP – CL – AG. M o d a l it à d i s v o l gi m e n t o Ogni incontro prevede un lavoro di approfondimento, di condivisione e di confronto tra i partecipanti. Tematiche che si affrontano – “Strategie ed attenzioni nel percorso educativo sportivo”; – “Educare con e nello Sport”; – “Workshop e condivisioni in plenaria”. N.B.: È necessario comunicare almeno tre giorni prima di ogni incontro il numero dei partecipanti ai responsabili dell’incontro.
(D. Edoardo Cutuli: 338.2410676 – D. Marcello Mazzeo 340.5546126) Insieme
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PASTORALE GIOVANILE
Associazioni - CNOS Sport
PASTORALE GIOVANILE
Roma
Corsa dei Santi 2010 Una tre giorni eccezionale e intensa quella vissuta dai circa 800 giovani che dal 30 ottobre sono stati a Roma in occasione de ‘‘La Corsa dei Santi’’, che (fra la corsa competitiva e quella amatoriale) ha visto la partecipazione di oltre 4500 persone.
I giovani convenuti a Roma dai centri salesiani provenivano da Sondrio, Santeramo, Cuneo, Ivrea, Novara, Vercelli, Bologna, Mogliano Veneto, San Donà del Piave, Molfetta, Arese, Taranto, Foggia, Torre Annunziata, Salerno, Corigliano Calabro e Catania. Ospitati nelle case salesiane di Roma per i pasti hanno usufruito della mensa dell’università Salesiana e per i momenti culturali sono stati ospiti del teatro Viganò presso la parrocchia Santa Maria della Speranza. L’evento sportivo è stato anticipato da due giorni intensi promossi dal Cgs (Cinecircoli Giovanili Socioculturali) e dal Tgs (Turismo Giovanile Sociale). Quest’ultimo ha curato la visita guidata sui passi di Don Bosco a Roma, mentre il Cgs ha dato vita a un ensamble di eventi davvero ben riusciti: il 30 sera il musical “Destinazione l’isola che non c’è”, sul personaggio Peter Pan; poi il film che tratta la storia del giudice Livatino, vittima di un killer e per il quale si è aperto il processo di beatificazione; e infine lo spettacolo ‘‘Cose di cuore’’ che racconta ai giovani, con il loro linguaggio Don Bosco e il suo messaggio”. Ecco alcune testimonianze che rendono ancora meglio la significatività della manifestazione e che fanno capire ancora di più ciò che ognuno ha portato con sé dopo questi gironi intensi. “I nostri ragazzi – spiega Antonio da Foggia - sono rimasti contenti e soddisfatti di un’esperienza che davvero può far crescere e può farsi confrontare con tante realtà differenti”. Il dott. Antonio Grimaldi della segreteria della Basilica Papale di San Pietro in una mail ha scritto che Sua Eminenza il Cardinale Angelo Comastri, Arciprete della Basilica Papale Vaticana, ha espresso il suo apprezzamento per il modo in cui la celebrazione Eucaristica del primo novembre si è svolta all’interno della basilica di San Pietro, presieduta da don Pascual Chávez.
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Significativa poi la mail di Arturo, uno dei due registi del recital del gruppo di Cuneo “Quando, più di un anno fa, la nostra “nave” è salpata “Destinazione l’isola che non c’è” mai avrei pensato ad un viaggio così affascinante, lungo e pieno di sorprese. Quello di Roma, inaspettato all’inizio, poi immaginato, sognato, desiderato è stato lo scalo più bello: qui abbiamo ricevuto un’accoglienza speciale, fatta di mille attenzioni grandi e piccole, di premurosa cura per tutto e tutti, in spirito e stile salesiano. Per questo il mio enorme grazie anche da parte di chi, non potendolo fare direttamente, mi ha pregato di farlo. Un grazie che sono certo rivolgerai a tutti coloro che in questo periodo ti hanno aiutato nella realizzazione di un evento così importante, significativo e coinvolgente: in Piazza San Pietro, e nella Basilica prima della partenza, sul percorso (affrontato con la dovuta calma!) poi e infine all’arrivo, non c’erano l’Oratorio di Sondrio o di Taranto o di Molfetta o di Novara, c’era l’Oratorio di Don Bosco e basta, fatto di ragazzi e giovani ma anche di famiglie, di adulti responsabili, di gente che ha ancora voglia di credere e crescere nell’allegria e nella preghiera, nello sport e nella cultura”. E poi ancora: “I ragazzi sono stati entusiasti dell’esperienza vissuta a Roma, grazie alla Corsa dei Santi” scrive Stefano Maria, salesiano di Arese e infine “Grazie per l’ospitalità e per il lavoro non indifferente svolto. Siamo rimasti molto contenti dell’esperienza” ha scritto invece don Mimmo di Taranto. Insieme
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PASTORALE GIOVANILE
Barbara (la coordinatrice del gruppo delle sbandieratrici di Sondrio) si è invece espressa così: “Roma è davvero speciale e davvero speciale è stato essere lì in Piazza San Pietro fin dal mattino con la celebrazione: in quell’attimo d’attesa prima di ricevere l’eucarestia da Don Pascual Chávez i pensieri e le emozioni sono corsi veloci. Le mie ragazze hanno trovato dentro di sé il coraggio e la forza per essere lì a sbandierare davanti al Papa e, nonostante l’acqua, o forse proprio per merito della pioggia incessante, hanno saputo dare ancora più valore al momento che stavano vivendo. Spero ci possano essere altre occasioni per misurarsi e crescere all’interno della Comunità Salesiana”.
PASTORALE GIOVANILE
Comunicazione Sociale
Incontro delegati ispettoriali di CS
I delegati ispettoriali di comunicazione sociale si sono ritrovati a Roma, CNOS, Via Marsala 42, martedì 9 novembre 2010, con inizio ore 10:15, per conoscersi, informare sulla situazione delle ispettorie e confrontarsi su alcuni aspetti nodali del servizio nazionale e ispettoriale. Presenti, attorno a don Luigi Perrelli, Presidente CNOS e Segretario CISI: Bongiorno Felice, ISI - Demarie Livio, ICP e incaricato del servizio nazionale di comunicazione sociale - Diotto Mariano, INE - Lanotte Pierluigi, IME - Placci Piergiorgio, ILE - Pussino Gian Luigi, ICC. (Vedi foto). Nel pomeriggio ci ha presentato la sua esperienza Al Rai Munir, per MOR. La mattina: 1 – I l s a l ut o e l’ in t r o du z io n e de l Pr e s i de n t e CN OS d o n L u ig i P e r r e l li . La grande scommessa degli Ispettori, ha detto don Luigi, è “costruire un’Italia salesiana” anche nelle comunicazioni. Ciò che l’équipe di comunicazioê I delegati ispettoriali di ne farà sarà sempre in dicomunicazione sociale.
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retto collegamento con il CSPG e quindi con gli Ispettori. Pur trovandoci in un momento di cambiamento, che potrebbe creare problemi – ha continuato - l’Italia salesiana sta esprimendo vivacità e delegati ispettoriali motivati e progettuali. 2 – C on os c e n za e b r e v e s o tt o li ne a t u r a d i a l c une iniz i at iv e is pe t tor ia li. Dopo il saluto di don Livio Demarie, incaricato del servizio nazionale, sono iniziati gli interventi dei delegati. Don Felice Bongiorno, parlando del notiziario ispettoriale, ha sottolineato il preziosissimo lavoro dell’équipe di pastorale giovanile; i temi trattati e gli articoli si decidono insieme. Presto si darà vita ad una festa e ad un gruppo di gestione delle varie attività di comunicazione. Don Livio Demarie ha presentato il successo del notiziario ispettoriale “scaricabile” in pdf. Dieci anni fa sono state unificate programmazione e contrattazione delle sale della comunità grazie all’Associazione Cattolica Esercenti Cinema nella quale sono
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Don Pierluigi Lanotte ha evidenziato il lavoro di formazione in collaborazione con l’animazione missionaria. Nel calendario annuale non mancano i campi di comunicazione. Uno, sui diritti umani, ne ha esaminato i tagli comunicativi, un altro, in preparazione è composto da laboratori per imparare a sfruttare gli strumenti di comunicazione e da una sei giorni di incontro e discussione con professionisti del settore. Don Piergiorgio Placci ha parlato del notiziario ispettoriale e del sito MGS. In ispettoria cominciano a lavorare insieme le equipe di comunicazione con l’animazione missionaria anche in vista di una fecondità vocazionale. Don Gian Luigi Pussino ci ha presentato la scelta di valorizzare al massimo le attività e gli strumenti già presenti, insieme, al Don Bosco di Cinecittà: radio – incontri culturali – sala della comunità. Anche per questo si sta formando un gruppo di lavoro con tre – quattro persone a tempo pieno e, in vista di un ufficio stampa ispettoriale, si sono avviati i contatti con un collaboratore laico. 3 – A t t iv a z io n e d i u n u f f ic i o st a m p a n a z io nale. Si tratta di avviare, mantenere contatti e “pubbliche relazioni” con i principali operatori italiani della comunicazione (stampa, Insieme
video e internet) e con i canali satellitari del Medio Oriente. Sarà un lavoro delicato e lungo che - attraverso mailing-list, contatti telefonici e mail, oltre che con eventuali conferenze stampa - dovrebbe portare a diffondere sul territorio regionale e su quello nazionale/internazionale le notizie e le riflessioni che più ci stanno a cuore. È comunque necessaria una riflessione degli Ispettori su quali notizie vogliamo comunicare, tenendo conto che non siano “ad intra”, e su chi deve parlare. Praticamente chi dice cosa? Intanto i delegati di CS si prendono questi impegni: a) ogni delegato costituisca una mailing list con nomi di tutte le testate (carta/radio/tv/internet) e di giornalisti presenti sul proprio territorio, da utilizzare in sede ispettoriale Questa lista è da trasmettere contemporaneamente alla sede nazionale. b) dopo averne parlato con l’Ispettore e con il suo placet, si elenchino i confratelli preparati ad intervenire su temi educativi, in risposta a fatti di cronaca, sul mondo della formazione professionale e dei giovani lavoratori, sulle leggi e la parità scolastica, sul servizio civile, ecc. A questi confratelli si richieda il servizio di rispondere ai giornalisti dopo essere stati contattati dal delegato di comunicazione (o dal capo ufficio stampa) e rilascino dichiarazioni o riflessioni dopo essersi confrontati con i superiori. Questa lista è da trasmettere contemporaneamente alla sede nazionale. c) ogni delegato organizzi un sistema di comunicazione tra case ed ispettoria (per esempio via fax, se questo facilita le cose) in modo da conoscere il maggior numero di attività e riflessioni che nascono nelle case. Le utilizzerà o per il notiziario - sito ispettoriale o per l’ufficio stampa. All’inizio ritrasmetterà il tutto anche all’incaricato del servizio nazionale che sceglierà quali notizie pubblicare.
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presenti diversi confratelli. Buona la sinergia radio salesiane – pastorale giovanile – ufficio stampa ispettoriale e rapporti con i media locali. Don Mariano Diotto ha presentato il nuovo sito dell’ispettoria, completo di newsletter e notiziario online. Importantissimi i passi decisi dall’ispettoria: particolarmente l’esistenza di una redazione che con la pastorale giovanile pubblica Donboscoland e, di recente, l’ assunzione di un laureato in comunicazione per la cura del sito ispettoriale e la creazione di materiali di riflessione inediti. Presto si darà vita all’ufficio stampa ispettoriale, servizio che in questo momento è affidato, in alcune occasioni, al Servizio per la Comunicazione della Diocesi di Padova.
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4 – C osti tu z ion e d i u n a “c on s u lta ” d i gior na li st i c a t tol ic i . Don Livio Demarie ha chiesto consiglio per contattare giornalisti cattolici che lavorano a Roma, con i quali riflettere e confrontarsi su scelte d’informazione più incisive, secondo il linguaggio dei media laici. Vengono fatti i nomi di Carlo Di Cicco, Giuliano Ferrara, Margherita Ferrandino, Piero Damosso, Enzo Romeo, Guido Vecchi, Santonastaso de Il mattino, Gaetano Pedullà de Il Tempo. a) Altri che verranno in mente saranno consigliati a don Livio. Il pomeriggio i lavori sono proseguiti così, a partire dalle ore 15: 5 – In co n t r i co n i de l eg a t i i spe t t o ri a l i di c o mu n i c az i o n e . Insieme sono state fissate le date dei prossimi due incontri: a) Lunedì 24 gennaio 2011, Roma, CNOS, via Marsala 42, dalle 10 alle 17. b) Venerdì 15 aprile 2011, Roma, CNOS, via Marsala 42, dalle 10 alle 17. Viene richiesto di mettere nell’ordine del giorno del primo incontro, 24 gennaio, la presentazione delle seguenti esperienze: INE: Convegno sull’educazione e inaugurazione dell’anno accademico (con gli studi su adolescenti e media) IME: Collaborazione animazione missionaria – HRC e campi estivi sulla comunicazione. Si conviene insieme, infatti, che sono modelli facilmente “esportabili” nelle altre ispettorie. 6 – Do nbo scon ews e Do n B osco It al ia. Osservando insieme i vari siti ispettoriali, compreso quello della MOR e Donbosconews ci si accorge che non esiste una presentazione ufficiale ed istituzionale dei Salesiani d’Italia. Così si pensa sia bene, confortati anche dalla riflessione di don Piergiorgio, chiedere all’Ispettoria ILE di condividere il dominio salesiani.it per tutta l’Italia. Questo comporterebbe la realizzazione di un sito che immediatamente farebbe conoscere chi siamo, dove siamo, cosa facciamo. Di conseguenza,
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grazie a piccoli lavori di natura esclusivamente tecnica, quindi senza nulla richiedere ai confratelli né cambiare, ogni salesiano potrà essere raggiunto con l’intuitiva email nome.cognome@salesiani.it come già fanno i Gesuiti e i Paolini. Nel frattempo si chiede l’autorizzazione di realizzare l’home page www.donboscoitalia.it che aggregherà tutte le ispettorie e che un giorno sarà anche – se verrà approvato dalla CISI – www.salesiani.it . Questo eviterà anche la creazione di tanti doppioni e saranno promossi particolarmente i siti del CNOS, Donboscoland. E Donbosconews. Alla CISI, che in luglio ha progettato una serie di contenuti tematici e ipotesi di confratelli di riferimento, i Delegati CS fanno notare che la richiesta di riflessioni specializzate – editoriali – rubriche sulla storia della Congregazione, ecc… non compete, come anche detto nel CSPG, al servizio di comunicazione sociale. I responsabili dei vari settori produrranno i materiali e il servizio di comunicazione lo metterà in rete. Le modalità opportune di inserimento saranno studiate. Specificatamente su Donbosconews si decide: a) rimozione dei “doppioni interni al sito; b) rimozione dei bottoni “DB news social network” e “Archivio notizie”. Vengano sostituiti da “Download” per la condivisione di documenti aperti alla riflessione di tutti; c) aggiornamento dei contenuti; d) i delegati invieranno regolarmente (come già detto) contenuti e notizie pubblicabili sul sito nazionale. Al servizio nazionale spetta suddividere i materiali a seconda delle varie categorie. Si richiede al CNOS di acquistare anche i domini: salesianidonbosco. com, .net, .org, .info, .eu e di chiarire come recuperare salesianidonbosco.it Alle 17:15 si è concluso l’incontro.
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V I Congresso internazionale
Il VI Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice si terrà dal 3 al 6 agosto 2011 a Czestochowa in Polonia, presso il Santuario di Jasna Gora, ove si venera la Madonna Nera. Riconosciamo innanzitutto la grazia di celebrare il Congresso in un luogo santo ricco di fede, storia e spiritualità e segnato dalla testimonianza di santità di tanti uomini e donne di Dio. Vogliamo fin d’ora prepararci a questo avvenimento di Famiglia Salesiana, che verrà ufficialmente annunciato durante le Giornate di Spiritualità del gennaio 2010 e cominciare a pensare modalità e iniziative per far sì che tanti giovani, famiglie, gruppi da ogni parte del mondo possano essere presenti. Sarà un dono speciale per l’Associazione e per la Famiglia Salesiana soprattutto nella grande sfida della difesa della vita, del rinnovamento della famiglia e dell’evangelizzazione dei giovani.
Giornate formative per i delegati italiani dei Salesiani Cooperatori e degli Exallievi/e di Don Bosco Salesianum di Roma, 18-21 novembre 2010
Guidati da don Enrico Peretti, delegato nazionale, 50 salesiani delle Ispettorie italiane hanno approfondito le motivazioni del loro impegno a favore della Famiglia Salesiana. Gli interventi formativi sono stati presentati da don Antonio Mastantuono, assistente del Movimento di Impegno Educativo dell’Azione Cattolica dal dott. Bernardo Cannelli, presidente nazionale degli Exallievi di don Bosco; dall’ing. Roberto Lattanzi, responsabile nazionale della Formazione dei Cooperatori; da don José Pastor Ramírez, delegato mondiale degli Exallievi/e e Coordinatore della FS. Alle giornate sono intervenuti anche il Rettor Maggiore, che ha portato l’assemblea a riconoscere nella passione di don Bosco l’inizio della Famiglia Salesiana, e don Adriano Bregolin, che ha presentato una riflessione sulla Christifidelis Laici. Insieme
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ADMA - Associazione Di Maria Ausiliatrice
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Consulta regionale FS di Sicilia
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Momenti di famiglia
MOMENTI DI FAMIGLIA
Ordinazione presbiterale di Don Francesco Bontà
Saluto di ringraziamento di Don Francesco Riesi, 11 dicembre 2010 Con tanta commozione ringrazio Dio che nella sua grande misericordia mi ha chiamato a seguirlo più da vicino nel suo figlio Gesù. Ringrazio sua Ecc.za reverendissima Mons Calogero La Piana che per le imposizioni delle sue mani oggi ho ricevuto il dono di Dio e sono diventato sacerdote. Il sig. ispettore don Gianni Mazzali, don Raimondo Giammusso e la mia comunità del “Gesù Adolescente” con i giovani e le famiglie dell’oratorio Villaurea di Palermo. Ringrazio per il servizio liturgico i confratelli studenti e tutta la comunità del “San Tommaso”di Messina, che in questi anni con pazienza e affetto mi hanno seguito nel mio cammino formativo. Ringrazio i miei genitori e i miei fratelli Gaetano e Martina per avermi, anche loro, seguito in questi anni passo dopo passo nel mio discernimento vocazionale:
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Don F. Bontà e Mons. C. La Piana.
insieme abbiamo fatto un cammino cristiano e salesiano. Ringrazio Don Paolo e don Antonello che in questi giorni di preparazione si sono sempre resi disponibili; Ringrazio mons. Vincenzo Sauto vicario episcopale per la vita consacrata della diocesi di Piazza Armerina, il coro di Giostra che questa sera ha animato questa celebrazione; i confratelli qui presenti in questa occasione e tutti i confratelli che per motivi di impegni si sono resi presenti con la preghiera. Ringrazio il sig. sindaco, l’amministrazione comunale, i vigili, il comandante e l’arma dei carabinieri. Ringrazio le suore qui presenti, voi giovani e famiglie che siete venuti da varie parti della Sicilia e dalle varie regioni d’Italia, non voglio citare i luoghi di provenienza perché non vorrei tralasciare nessuno. Ringrazio tutte le famiglie e i giovani di Riesi che hanno collaborato in questi giorni per la realizzazione di questa celebrazione. Ringrazio Dio, datore di ogni bene, per il dono immenso che mi ha concesso questa sera, l’ordinazione sacerdotale. Lascio a voi immaginare l’emozione, ma anche l’affetto, la partecipazione e l’intensità di questo momento. Pensavo in questi giorni di preparazione che tutti i cristiani sono chiamati, e non solo i sacerdoti. Il Signore non ha parlato solo ai Dodici quando
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ha annunciato le beatitudini, il Signore non ha parlato solo ai tre che erano sul monte Tabor, ne solo ad alcuni dei suoi discepoli quando ha detto: “voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste”. Nessun battezzato può dire: io non sono coinvolto nella chiamata ad essere un santo. Ognuno di noi è chiamato ad essere santo, nel proprio stato , nelle proprie responsabilità, nelle circostanze in cui il Signore ci pone. Tutti dobbiamo essere santi. Naturalmente colui che il Signore chiama a determinati ministeri, a determinate missioni, ha una chiamata particolare, perché il ministero è dato per gli altri e quindi questa santità deve brillare in un modo più luminoso. Questa sera chiediamo al Signore il dono della disponibilità, il dono della santità. Chiediamo al Signore che di fronte ai bisogni immensi della Chiesa susciti numerose vocazioni in modo particolari quelle sacerdotali. Questa vigna è devastata. Pensate qui a Riesi ma anche nelle nostre città di origine, devastate da tanti mali, da tante indifferenze, da tante chiusure, da tanti egoismi. Ognuno pensa a risolvere il problema, e quando l’ha risolto non gli interessa degli altri. Abbiamo bisogno di aprire il nostro cuore, perché la gente senta di essere amata e servita, abbiamo bisogno di sacerdoti veri che seguano Cristo, che lo seguono veramente da vicino e, seguendolo da vicino palpitano con il loro cuore e che possano andare a cercare la pecorella smarrita, possono prendersi cura di chi soffre nell’anima e nel corpo.
Professioni perpetue Il 29 ottobre scorso, presso il Savio di Messina, si sono tenute le Professioni Perpetue di 5 confratelli. Ha presieduto la celebrazione eucaristica il Sig. Ispettore Don Gianni Mazzali. I confratelli che hanno professato sono: Auberlin Doulchard Razafimandimbiarisolo; Hermann Solonomenjanahary (MDG); Josè Nicolas Razafinjatovo (MDG); Placido Teofilo Freitas (ITM); Vincentius Prastowo (ITM).
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Foto di gruppo.
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L’oratorio è vita
A più di 80 anni dalla nascita del nostro Oratorio, i barcellonesi rinnovano giorno dopo giorno, anno dopo anno l’amore per l’Oratorio… punto di riferimento per ragazzi, giovani e adulti, famiglie della nostra città. Le attività che l’Oratorio offre sono molteplici. Tra quelle sportive non può mancare il calcio con la P.G.S. Or.Sa, società nata sin dai tempi della nascita dell’Oratorio, animata da grande spirito di gruppo e lealtà, partecipa sia ai campionati di P.G.S. che federali, in tutte le categorie. Inoltre l’hochey su prato, con la P.G.S. Don Bosco 2000 che quest’anno festeggia i suoi 25 anni dalla nascita, offre la novità nei campi dell’oratorio e molti ragazzi si cimentano in questo sport. Poi il Basket, con la P.G.S. Or.sa , rinnovatasi quest’anno su spinta di molti genitori, sport del quale in città si parla tanto vista la presenza in lega2 della Sigma Barcellona; grazie ai genitori alimentati dall’amore per l’oratorio, a breve ci sarà una nuova costruzione nel nostro Oratorio, un pala tenda che permetterà ai ragazzi di giocare al coperto e in estate di avere un po’ di ombra. Tra le attività musicali l’oratorio offre ai ragazzi non soltanto un’ottima sala musicale con impianto registrazioni ma anche corsi di chitarra e pianoforte, inoltre vi è la presenza di un coro costituito per lo più dai ragazzi che frequentano o che hanno frequentato il catechismo da poco tempo. In un Oratorio di Don Bosco di certo non può mancare il Teatro, ed ecco il gruppo Savio Arte, costituito da ragazzi,giovani e anche adulti, che rinnova ogni anno i suoi appuntamenti teatrali a dicembre e a maggio. Ma vi è anche l’Associazione Teatrale Cattafi,la quale offre non solo agli oratoriani ma anche alla città spettacoli divertenti, riflessivi, di cultura. Non vanno dimenticati i carissimi Ex-allievi e Gex, e i cooperatori salesiani, punto di riferimento dell’Oratorio per il grande contributo formativo e culturale. Nota brillante del Centro Giovanile Barcellona P.G. sono i ragazzi dai 7 ai 18 anni che animano rumorosamente, allegramente e con gioia i grupInsieme
pi formativi, divisi in fasce d’età abbiamo: Catechismo 7-10 anni, Gruppo Savio Club 9-10 anni, il gruppo Società dell’Allegria 910 anni (post comunione), il gruppo Taos 11-12 anni, il Gruppo Arcobaleno 11-12 anni nato da un post-comunione, il gruppo Green Teen 13-14-15 anni e infine il Gruppo Rdb 16-17-18 anni. Non per ultimo meno importante, il Gruppo giovani dai 18 anni in su. Proprio in occasione della Festa dell’Immacolata nonché Compleanno dell’Oratorio tutti i gruppi, associazioni dell’Oratorio hanno rinnovato le loro promesse affidandosi alla Madonna. Grande festa, ini-
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Barcellona P. G.
é Gruppo giovani Rdb. ziata al mattino con la celebrazione eucaristica, animata dal cerchio mariano che ha visto la presenza di ben 800 persone,il nostro cortile era un gran colpo d’occhio. Nel pomeriggio nel nostro Teatro l’Accademia che ha visto la presenza di 500 persone e molte sono rimaste fuori a causa della mancanza di spazio. L’accademia è stata motivo di presentazione dei gruppi, promesse, e tanta tanta gioia… e per concludere i giovani dell’oratorio SDB e i giovani della casa FMA hanno condiviso la cena insieme all’insegna della gioia e del divertimento. Il nostro Oratorio è vita, questo ci spinge a fare sempre di più con l’ausilio amorevole dei nostri Salesiani.
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Catania-Barriera
Centro accoglienza per la vita e la famiglia
Il Centro di accoglienza per la vita e la famiglia è sorto da qualche mese, presso l’Oratorio-Centro Giovanile Salesiano “Sacro Cuore” di Catania-Barriera, stimolato da alcune richieste di aiuto da parte di donne e di ragazze, anche minori, in attesa e in forte difficoltà psicologiche ed economiche: abbiamo facilitato l’accettazione da parte delle mamme del proprio bambino, grazie anche all’appoggio determinante di alcuni Volontari del Centro di Aiuto alla Vita di Giarre (CAV del Movimento per la vita), che sono stati molto vicini alle ragazze in attesa, con supporto medico-ginecologico ed economico, attingendo anche al “Progetto Gemma” e alla “carità parrocchiale”. Attorno a questi “lieti eventi” si sono raccolto numerosi “volontari”, che hanno condiviso la proposta offerta dall’Oratorio Salesiano di creare un movimento di opinione a favore della vita e della famiglia: è così nato l’11 ottobre 2010 il “Centro di accoglienza per la vita e la famiglia”, che raccoglie ad oggi circa 20 volontari di varie professionalità (alcuni medici, avvocati, psicologi, assistenti sociali, insegnanti…) ed estrazioni sociali e culturali, giovani e adulti, che hanno offerto la propria professionalità e spazi del proprio tempo per diffondere la cultura della vita e difendere e favorire i valori della famiglia, come recita il volantino approntato per favorire la conoscenza del Centro stesso, i cui Volontari si propongono di “impegnarsi per la difesa della Vita nascente (art. I legge 194) e per la promozione della Famiglia (art. 29 Costituzione italiana)”. L’azione nel Centro di accoglienza si esprime in svariate forme dal sostegno morale (preghiera, partecipazione alle iniziative), a quello finanziario (offerte per adozioni a distanza di mamme e bambini, attrezzature e abbigliamento utile…), alla disponibilità personale (“mettersi in gioco” con la propria professionalità e il proprio tempo… per sensibilizzare all’amore alla famiglia e alla vita).
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Fondamentale è la collaborazione all’interno della realtà parrocchiale e salesiana e l’inserimento del Centro di Accoglienza nella Caritas Parrocchiale, che unifica le realtà sociali e di volontariato del nostro ambiente, con momenti formativi unitari, e il collegamento col Movimento per la vita di Giarre (Centro di Aiuto alla Vita – CAV); altrettanto importante, riteniamo che sia, il lavoro di rete con Parrocchie, realtà sociali ed educative del Territorio. Importante l’utilizzo dei mass media, in particolare internet (pagina di Facebook, sito…). La formazione degli operatori viene modulata da incontri mensili aperti ai volontari e simpatizzanti (in genere il primo lunedì del mese alle ore 19.15), da incontri con la Caritas (abbiamo programmato per gennaio alcuni incontri con l’Ufficio diocesano della Caritas) e per febbraio-aprile altri incontri ed esperienze col Movimento per la vita; mentre per la formazione dei giovani e delle famiglie abbiamo programmato tre incontri aperti ad adolescenti, giovani e dei genitori con presenze significative, a livello di contenuti e di testimonianze, da realizzare nei primi mesi del 2011 col tema: “Giovani e adolescenti: educazione all’amore”. I n c o nt r i d i f o r ma zi o ne e i nf o r ma z io n e p e r a d o l e s c e n ti , g i o v a n i e ad u l ti s u l t e m a d e l l a Vita e della Famiglia in linea con gli Orientamenti Pastorali per il 2010-2020. M e r c o le d ì 2 6 ge nn a i o 2 0 11 o r e 18 . 4 5 Giovani e adolescenti: educazione all’amore nella famiglia oggi a Catania. P. Enzo Fatuzzo, parroco di S. Agata al Borgo, vicario del IV Vicariato; Annamaria Muscuso, psicologa; Rosanna Riela e Rosario Catalano, genitori e insegnanti; Rosella Acunto, avvocato, moderatrice. M e r c o l e d ì 23 m a r zo 2 01 1 or e 18 . 4 5 Giovani e adolescenti: educazione all’amore. Valore della sessualità e procreazione responsabile. Insieme
M e r c ol e d ì 4 m a g gi o 2 01 1 or e 18 . 4 5 Giovani e adolescenti: educazione all’amore. Valore e difesa della vita umana P. Valerio Di Trapani, Direttore dell’Ufficio Diocesano della Caritas; Ginevra e Cesare Scuderi, Centro di Aiuto alla Vita; Paola Caruso, Movimento per la vita (Giarre); Salvatore Garraffo, medico ginecologo, moderatore. Gli Incontri si svolgeranno presso il Salone dell’Opera Salesiana “S. Cuore” di Barriera in Via del Bosco 71 – Catania 095.2247111/231/213. Invitiamo i Genitori a partecipare insieme ai propri Figli adolescenti e giovani per un dialogo sereno e costruttivo su temi fondamentali. Per informazioni e comunicazioni utilizzare anche il sito: www.oratoriosalesianobarriera.org ; www.salesianibarriera.org e le E-mail: oratorio.barriera@tiscali.it; gaetanours@tiscali.it; Facebook: oratoriobarriera@live.it Don Ga e ta no U rs o MOVIMENTO PER LA VITA S.O.S. per la Vita
Catania-Salette
Con Maria e Domenico Savio aperti al futuro e alla speranza
L’otto dicembre 2010, la comunità oratoriana e parrocchiale della “Salette” di Catania ha celebrato la Festa di Maria Immacolata vivendo un momento di particolare gioia. Trenta fanciulli e ragazzi appartenenti al “Savio Club”, dopo aver pronunciato la promessa che li impegna a imitare San Domenico Savio, hanno ricevuto la tessera di appartenenza “ufficiale” al Club. Una mamma, a nome di tutti i genitori, qualche minuto prima, aveva manifestato l’affidamento dei ragazzi al “piccolo-grande” Santo della gioventù. La Celebrazione è stata presieduta da don Domenico Luvarà che, esprimendo felicità ed emozione, ha ricordato come anch’egli, cresciuto nell’Oratorio della Salette, è stato un membro del Savio Club da ragazzo prima e da giovane animatore in seguito. Il messaggio che ha voluto lascare ai ragazzi è un invito a essere sempre nella gioia, in grazia e in gamba. Insieme
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Don Gianni Russo, Preside Istituto Teologico S. Tommaso-Messina, Direttore Scuola di specializzazione in Bioetica e Sessuologia; Rosa Maria Barone, medico ginecologo; Giusy e Antonino Pulvirenti, Ufficio Diocesano di Pastorale Familiare; Renata Cantarella, medico ginecologo, moderatrice.
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Nella Chiesa gremita da un’Assemblea che, con affetto, si è stretta attorno a questi piccoli abitanti del quartiere che rappresentano un “investimento” sano e pieno di speranza per la comunità civile ed ecclesiale, si è vissuta una Celebrazione Eucaristica, animata magistralmente dai giovani oratoriani e catechisti della parrocchia guidata da don Enzo Andronaco, in cui si percepiva la reale presenza di Maria. Alla fine della Santa Messa, i circa quattrocento partecipanti, si sono recati nel cortile dell’Oratorio accolti dall’incaricato don Luigi Calapaj; dopo la drammatizzazione/ricordo dell’arrivo dei primi tre Salesiani alla Salette (uno di essi, don Di Mauro, era presente), il tradizionale cerchio mariano con la recita dell’Ave Maria. Erano presenti tutti i Salesiani SDB della Comunità guidata da don Troina e una folta rappresentanza di altri componenti della famiglia Salesiana. Per concludere, offerti dal locale Gruppo degli exallievi, panini e mortadella per tutti. D o n D om e n i c o L u v a r à
Convegno: “Legalità e sviluppo a San Cristoforo” Nel salone-teatro dell’Istituto salesiano San Giovanni Bosco, in via Santa Maria della Salette a Catania, sabato 27 novembre, a cura della locale Unione Exallievi, si è tenuto il convegno “Legalità e sviluppo a San Cristoforo. È ancora possibile la rinascita del quartiere?”. Il convegno è stato aperto dal saluto dell’Arcivescovo metropolita Mons. Salvatore Gristina che ha sottolineato la centralità del territorio per la rinascita economica e sociale e come luogo di formazione e crescita. Dopo i saluti del direttore dell’Istituto, don Giuseppe Troina, e del delegato dell’Unione Exallievi, don Rodolfo Di Mauro,
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il presidente dell’Unione, Salvatore Caliò, ha stigmatizzato la situazione di degrado economico, sociale e strutturale in cui versa da mezzo secolo il quartiere, chiedendo ai relatori quale sia la strada percorribile per la rinascita di San Cristoforo. L’arch. Rosanna Pelleriti, responsabile del Programma Integrato San Cristoforo, ha illustrato i lavori sin qui fatti lamentando, giustamente, gli atti di vandalismo perpetrati dai soliti ignoti che non sentono questi spazi comuni come propri e quindi da proteggere. Il Viceprefetto, dott. Anna Maria Polimeni, ha ricordato che purtroppo questa è una piaga comune in tutta la città e che Insieme
zione dl’arte drammatica del Teatro Stabile di Catania, dalla dott. Maria Lombardo, giornalista e docente universitario, e dal dott. Salvatore Scalia, scrittore e giornalista, ha premiato l’alunna Maria Grazia Fuselli della Scuola primaria dell’Oratorio salesiano San Giovanni Bosco - Salette, classificatasi al primo posto, 2° classificato (ex aequo) Marina Foti dell’Istituto comprensivo Livio Tempesta, Alessia Spampinato del Corso di formazione professionale della SaInsieme
lette e l’Istituto comprensivo Cesare Battisti per il video “La scuola è vita”. Un premio speciale della giuria è stato assegnato a Sebastiano Conte dell’Istituto comprensivo Livio Tempesta. Padre Valerio Di Trapani, direttore della Caritas diocesana, in rappresentanza dell’Assessorato ai Servizi Sociali, propone di lavorare sull’accoglienza (nel quartiere c’è una nutrita rappresentanza di extracomunitari), promuovere nuove iniziative culturali e dare spazio al gioco e alla fruizione delle strutture esistenti nel quartiere. Infine, don Enzo Giammello ha spiegato il progetto finanziato dalla “Fondazione per il Sud” composto da 30 associazioni (capofila i Salesiani della Salette) che promuove tutta una serie di iniziative che possano far da leva allo sviluppo economico del quartiere con
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forse il problema si potrebbe risolvere coinvolgendo gli abitanti nella gestione di questi spazi. Altro punto essenziale è l’evasione dall’obbligo scolastico, come ha evidenziato la dott. Silvia Vassallo, sostituto Procuratore del Tribunale dei minori, con l’incremento della devianza minorile, sostenendo che la scuola, insieme alle famiglie, ha il compito importante di educare alla legalità, oltre che allo studio, le nuove generazioni. A tal proposito, agli alunni delle scuole del quartiere è stato proposto un tema dal titolo: “Cosa è per te la legalità?”. La giuria composta dal prof. Guglielmo Longo, presidente, docente universitario, da don Enzo Giammello, delegato ispettoriale dell’Unione Exallievi siciliani, dal prof. Ezio Donato, docente universitario e responsabile della Scuola di recita-
é Don G. Troina, direttore dell’Istituto salesiano, don E. Giammello, delegato ispettoriale Unione Exallievi, S. Vassallo, sostituto Procuratore del Tribunale dei minori, P. Leocata, moderatrice, R. Pelleriti, responsabile del Programma Integrato S. Cristoforo, S. Caliò, presidente dell’Unione Exallievi, S. Ecc. Mons. S. Gristina.
particolare attenzione agli aspetti sociali ed educativi e ai centri di aggregazione per i minori. Il convegno è stato coordinato e moderato dalla giornalista dott. Pinella Leocata, attenta osservatrice di tutte le realtà e dei problemi che affliggono le periferie della città.
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Marsala
Il centenario della morte del Beato Don Michele Rua, primo successore di San Giovanni Bosco
Si sono conclusi venerdì 29 ottobre u.s. presso la Casa Salesiana Divina Provvidenza i festeggiamenti del primo centenario della morte del beato Don Michele Rua, I Successore di San Giovanni Bosco La famiglia salesiana di Marsala ( Comunità Salesiana; Salesiani Cooperatori; Ex Allievi/e; Adma e per adozione l’Azione Cattolica parrocchiale) per tale evento ha organizzato tre avvenimenti che hanno coinvolto tutta la cittadinanza: una mostra fotografica dal 20 al 31 ottobre presso la pinacoteca comunale raffigurante la vita le opere e i viaggi del Beato, all’inaugurazione erano presenti il Vicario Ispettoriale Don Antonino Rubino, il Vice Sindaco Michele Milazzo e dall’Assessore alle politiche giovanili Avv. Anna Bandini; una conferenza nello stesso locale lunedì 25 tenuta dal Prof. Aldo Gioacchino Ruggeri e dall’Avv. Diego Maggio entrambi Ex Allievi della Casa Divina Provvidenza; venerdì 29 ottobre, giorno liturgico del Beato Michele Rua, la Santa Messa Solenne presieduta da Sua Ecc.za Mons. Domenico Mogavero. Come è noto ai marsalesi la Casa Divina Provvidenza nasce dietro desiderio del Canonico Mons. Sebastiano Alagna che insieme ad altri benefattori si sono fatti promotori presso Don Bosco perché arrivassero i salesiani a Marsala. È stato lo stesso Don Bosco ad indicare al Canonico Alagna come doveva essere costruita la struttura e il nome che doveva assumere una volta completata la costruzione. An-
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che se la Casa Divina Provvidenza comincia in parte la sua attività nel 1882 i salesiani arriveranno a Marsala solo nel 1895, otto anni dopo la morte di don Bosco. A mandare la prima “squadra” di Salesiani è stato proprio il Beato Michele Rua che Marsala ha avuto la gioia di accogliere in visita per ben due volte. La Famiglia Salesiana di Marsala riconoscenti al Beato Michele Rua e al Canonico Mons. Sebastiano Alagna ha voluto collocare sulla facciata dell’Opera Salesiana una lapide commemorativa di questi due grandi personaggi che per Marsala hanno dato una mano concreta per l’educazione e la crescita morale e cristiana di tantissimi ragazzi, che passando dalla Casa Divina Provvidenza Insieme
I l D ir e t t o re e l a F am i g l ia S al e si an a di M arsa l a
G li Ex All ie vi/e di D o n Bo s c o s i r it r ov an o p re ss o la C asa D ivi na P rov vid en za Domenica 31 ottobre, presso la Casa Divina Provvidenza si è svolto l’incontro degli Ex Allievi/e di Marsala, Trapani, Palermo e Agrigento. A presenziare l’incontro è stato il Presidente regionale dell’Unione Ex Allievi Giuseppe Orlando, il delegato dell’Ispettore Don Enzo Giammello e il tesoriere regionale Pancrazio Di Bernardo.
Un incontro caratterizzato dal clima di famiglia che i nostri ex allievi/e marsalesi hanno saputo creare attraverso una organizzazione impeccabile della giornata che ha avuto tre momenti fondamentali: il saluto e la presentazione del piano formativo ispettoriale seguito dalle programmazioni delle varie unioni presenti all’incontro; la celebrazione eucaristica alle 12 con la tradizionale foto di gruppo; l’agape fraterna con una breve visita al centro storico e alla mostra fotografica del Beato Michele Rua ancora esposta presso la pinacoteca comunale. Durante gli interventi della mattinata si è sottolineato molto come sia importante riInsieme
scoprire il senso dell’exsallievità come senso di appartenenza alla famiglia salesiana ma anche e soprattutto come impegno nel sociale per portare il carisma di Don Bosco, attuale oggi più che mai, in tutte quelle situazioni di disagio giovanile che nella nostra città e non solo, si va diffondendo nei diversi aspetti morali, economici, familiari ecc… Gli ex allievi/e di marsala hanno avanzato una proposta agli altri componenti della famiglia salesiana e al consiglio pastorale della parrocchia salesiana di far nascere uno sportello di ascolto e di accompagnamento al lavoro. Con la dovuta formazione degli adulti che si metteranno a disposizione di questo sportello che sarà organizzata dal centro ispettoriale. Ci auguriamo che anche ai nostri giorni la famiglia salesiana dia un chiaro e incisivo segno della presenza di Don Bosco a Marsala.
Gli Ex Allievi/e marsalesi si incontrano con il loro delegato Don Giuseppe Pinella ogni 24 del mese alle ore 18.00 presso la Casa Divina Provvidenza. Il C o n s i g l i o d eg l i E x A l l i ev i /e (Giovanni Casubolo, Claudia Pizzo, Pino Maggio, Claudio Sancilles, Antonello Parrinello, Sebastiano Tumbarello, Giuseppe Longo)
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hanno trovato una casa che accoglie, un cortile che educa alla vita, e un luogo dove incontrare il Signore.
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Progetto Legalopolis
L’azione formativa è sempre stata per il CePAS una delle attività qualificanti la propria esistenza e il proprio operato. Nell’ambito della formazione particolare attenzione abbiamo riservato alla Scuola. La Scuola è infatti l’Istituzione dove, per la prima volta, avviene il trasferimento di saperi e di regole a livello intergenerazionale, dove vengono elaborate e fatte proprie le regole della convivenza civile, dove studenti e insegnanti insieme a genitori e volontari sono stati, in questi anni, soggetti attivi di percorsi formativi sui temi della legalità, della partecipazione responsabile e della crescita individuale e collettiva. Oggi, la sfida che ci attende è quella di costruire, ancora insieme, un percorso di educazione alla legalità che realizzi attraverso l’elaborazione di norme di convivenza e di democrazia, quel “patto sociale” al quale ogni cittadino è chiamato a partecipare attivamente e criticamente. Ritenendo, perciò, l’Istituzione-Scuola protagonista nelle formulazione e nella diffusione della cultura della legalità, cercheremo di realizzare non un corso di educazione civica ma un percorso dove gli Attori siano da un lato la Scuola in tutte le sue articolazioni (studenti, insegnanti e genitori) e dall’altra le Regole, intese come “strumenti condivisi da tutti e indispensabili per una civile convivenza. Studenti, genitori ed insegnanti non saranno destinatari passivi delle norme, ma custodi attivi delle regole fondamentali della nostra Carta Costituzionale… Solo così si potrà comprendere che diritti e doveri non sono termini astratti ma rappresentano valori, battaglie, processi storici… che devono portare a società più giuste, attraverso il principio della responsabilità che diventa cemento fra generazioni e tutela degli interessi collettivi (don Luigi Ciotti). Enza Sofo (Resp. Formazione), Don Umberto Romeo (Pres. CePAS), Don Enzo Schilirò (Dir. Savio)
Pe r co r s o - M o du l i di s v o l g i m e nt o : 1° MODULO: Giovani protagonisti di un laboratorio di scrittura creativa, con Guido Di Bella, per costruire nuovi alfabeti culturali di legalità. 2° MODULO: Giovani protagonisti di un laboratorio di recitazione, con Cinzia Muscolino, per narrare la legalità. 3° MODULO: Giovani protagonisti di un laboratorio per la costruzione di una rete, con Alessandra Piccolo. L’intero percorso sarà attivo su una piattaforma web, luogo di incontro/confronto/dialogo tra giovani, genitori e adulti sul tema della legalità. Momenti formativi: I moduli saranno preceduti e integrati da incontri di riflessione che coinvolgeranno giovani e adulti. 24 novembre ore 16.00: “Scelte di legalità per costruire “giustizia”. Lucrezia Piraino, Consulente filosofica e Salvatore Rizzo, Formatore Centro Studi Ecos-Med. 1 dicembre ore 16.00: “L’ impegno della società civile e l’impegno delle Istituzioni”. Piero Campagna, fratello di Graziella martire della mafia e Carmelo Gugliotta, Questore di Messina. 15 dicembre ore 16.00: “La Costituzione, le Regole, la Giustizia”. Guido Lo Forte, Procuratore Capo della Repubblica e Antonio Saitta, Docente di Diritto Costituzionale, Università di Messina. 25 gennaio ore 16.00: “Il ruolo dell’associazionismo nella costruzione della legalità”. Ivo Blandina, Presidente Confindustria Messina e Tano Grasso, fondatore della prima associazione anti-racket della Sicilia. Incontri insieme, giovani e adulti, per vivere e dialogare situazioni di vita stimolati da Film e da “pillole di Costituzione”. Gli incontri si terranno nella Sala Riunione dell’istituto.
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Il rischio virtuale giovani, adulti e famiglie nell’era di internet
Alcuni passi della Prolusione (12 novembre 2010) Nel titolo di questa prolusione compare il termine «rischio». Vale la pena di fermarsi un momento, in via preliminare, per esaminarne lo spessore semantico. «Rischio», infatti, è un concetto più complesso di quello di «pericolo». Con quest’ultimo termine si indica, di solito, una minaccia incombente a cui bisogna cercare in tutti i modi di sottrarsi. «Correre un pericolo» è una possibilità interamente negativa, che nessuno si augura. Il rischio implica, certamente, anche la possibilità di una perdita, e sotto questo aspetto ricorda il pericolo. Ma è inseparabile dal suo significato anche l’idea di una opportunità che, realizzandosi, comporterebbe un guadagno. Da questo punto di vista «correre un rischio» può essere il frutto di una scelta consapevole e ponderata, fatta nella prospettiva dei vantaggi che ne potrebbero derivare e di cui esso è condizione ineludibile. […] Appare, in questa prospettiva, del tutto appropriato il termine «rischio»
applicato al virtuale. Anche se a volte si assiste a tentativi di ridurlo a un pericolo e, perciò, di demonizzarlo, esso costituisce in realtà un’immensa opportunità, di cui sarebbe assurdo vedere solo gli aspetti negativi. […] I nuovi mezzi di comunicazione, con le tecnologie che essi presuppongono, non riguardano solo il fare e l’agire dell’essere umano, ma coinvolgono radicalmente il suo stesso essere, il suo rapporto col mondo, con gli altri, con la vita. È questa la posta in gioco! Non si tratta di chiederci soltanto quali siano le conseguenze di televisione, internet, telefonini, sulla condotta dei giovani, degli adulti, delle famiglie, ma chi siano i nuovi individui umani che vengono prodotti dall’uso di queste tecniche comunicative e con quale realtà abbiano ormai a che fare. […] I viaggi tradizionali si facevano solitamente insieme ad altri. E, in molti di essi, la compagnia era costituita da qualcuno che aveva un ruolo autorevole di guida. In quelli biblici è Dio stesso che accompagna prima Abramo, poi Mosè. Nel viaggio di Dante si succedono Virgilio, simbolo della ragione, e Beatrice, simbolo della fede. In quello di
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ç Don G. Mazzali, Mons. C. La Piana, Prof. G. Savagnone, Don G. Russo.
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Pinocchio sono punti di riferimento mastro Geppetto, il Grillo parlante ma, soprattutto, la Fata Turchina. È il modello pedagogico: si cresce con l’aiuto di maestri e in dialettica – non sempre facile – con loro. Il modello nomadico di Internet consente un immenso allargamento dei confini del mondo e del campo delle relazioni umane. Si è passati dal clan familiare ad un più ampio ambito consentito dalla circolazione dei libri e dei giornali, alla mondializzazione provocata da Internet. Dati, notizie, opinioni, su tutto, sono ormai accessibili immediatamente, da ogni parte del mondo. Anche a livello di rapporti personali, si è passati dalla comunicazione faccia a faccia, in un ristretto ambito spazio-temporale, a quella con chiunque, di qualunque continente, in tempo reale. Su questa linea, anche la diffusione del cellulare ha reso chiunque reperibile da chiunque in qualunque momento e in qualunque luogo. Già questo dato elementare rende problematica la tradizionale struttura delle comunità. Un individuo prima era caratterizzato dal suo luogo e dal suo ambiente familiare, regionale, nazionale. Ora è, fin da giovanissimo, un cittadino del mondo. Gli antichi muri di contenimento scoppiano, tutte le comunità sono relativizzate.
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In questo allargamento è subito percepibile una serie di effetti negativi. Uno sradicamento dalla dimensione comunitaria, innanzi tutto. Il pianeta non è una comunità concreta ed essere in rapporto con tutti equivale a non esserlo in modo pieno con nessuno. Ci si conosce, si «chatta», si diventa «amici» su Facebook, ma i rapporti che si stabiliscono non sono profondi né duraturi. Nella relazione reale con qualcuno – emblematico il caso della vita familiare – i suoi pregi si manifestano nell’esperienza di ogni giorno alla prova dei fatti; analogamente, si urta contro i suoi limiti e si impara ad accettarli nel corso delle vicende di cui si è insieme protagonisti. Nella comunicazione virtuale tutto questo non c’è. Dell’altro si percepisce solo ciò che vuole mostrare. Egli esiste solo nell’immagine che lo rappresenta e che diventa il suo Avatar. Tra tutte le relazioni, quelle che più direttamente vengono colpite sono quella familiare e quella educativa. Si possono avere molti interlocutori, ma non vincoli di generazione. Abbiamo già parlato di un mondo virtuale dove non ci sono né padre né madre in riferimento al viaggio. Ora la stessa osservazione va fatta in riferimento alla sfera comunitaria. La stessa cosa si può aggiungere per gli educatori. Si possono avere moltissime informazioni, ma non si hanno maestri. Né ce n’è bisogno, perché non si è diretti da nessuna parte e una guida non serve. Più in generale, non ci sono autorità. Si è tutti sullo stesso piano, e ognuno procede per la sua strada, che si può incrociare con quella di altri, ma solo per caso. […] Però non bisogna cedere alla tentazione di fermarsi agli aspetti più problematici. Ce ne sono di positivi. Gli orizzonti si sono allargati. Con tutti i suoi limiti qualitativi, la rete di comunicazione di Internet e dei cellulari è infinitamente più amInsieme
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concezione che vede nella persona umana una tappa destinata ad essere inevitabilmente superata e di cui già fin da ora si deve denunziare il carattere mistificante. Già per Nietzsche l’io è solo «una favola, una finzione, un gioco di parole» (Nietzsche, 72). Sulla sua scia, una parte significativa della filosofia contemporanea muove oggi un attacco all’idea stessa di un soggetto unitario e teorizza la sua riducibilità a una «società per azioni», così come c’è un attacco all’idea che esso persista nel tempo e si teorizzi la sua discontinuità da un momento all’altro della vita. […] «Ne esce un’immagine non più individuale del soggetto e dell’identità, bensì plurale, definibile con concetto di multividuo» (Marchesini, Post-human, 2005, p.179). Anche la trasgressione, in questa prospettiva di anonimato, di frantumazione, di auto-creazione e moltiplicazione dell’io, diventa del tutto innocente. Come a Carnevale, quando, dietro la protezione delle maschere, «ogni scherzo vale». Non ci sono più peccati, anzi nemmeno colpe, ma solo «problemi», da affrontare non col confessore, ma con lo psicoanalista, e non per pentirsi, tanto meno per cambiare vita, sforzandosi di superare le proê Don G. Mazzali, Mons, C. La prie contraddizioni, Piana, Prof. G. Savagnone, ma solo per imparaDon G. Russo.
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pia e più variegata di qualunque possibile legame comunicativo fondato sui canali del passato. E si formano nuove agorà, nuovi spazi pubblici, in sostituzione di quelli costituiti un tempo dal corso, dalla piazza, dal bar, compensando il proliferare dei «non luoghi» che, a livello urbanistico, ha annullato, in molti casi, lo scambio e il confronto a livello fisico. C’è, senza dubbio, uno sradicamento dalle comunità tradizionali. Ma ciò comporta anche la liberazione dai pesanti condizionamenti dovuti al retroterra familiare, sociale, nazionale, con le barriere che ne derivavano. In Internet questo ingombrante bagaglio viene meno, le parole non sono esposte al filtro del pregiudizio. Si vale e si è giudicati per quello che si dice in quel dato momento. L’individuo, che nelle comunità arcaiche fuori della propria comunità era «nessuno» – è il nome che Ulisse si dà, parlando con Polifemo, per indicare la sua condizione di straniero – , che ancora nel mondo moderno era fortemente identificato dal suo essere tedesco o italiano, nobile o plebeo membro di una famiglia ricca o di una povera, ora si trova a partire da zero e ad essere solo se stesso. Allo stesso modo, non ci sono più neppure quelle appartenenze culturali ereditarie e totalizzanti che in passato hanno spesso determinato un clima di intolleranza e di fanatismo, come ancora accade nel mondo islamico. Nel grande gioco di Internet ogni partecipante «nasce», come Adamo, senza cordone ombelicale. E’ sicuramente un problema, ma è anche un’opportunità. […] In questa vertigine di molteplicità è l’io a frantumarsi e disintegrarsi. Più a monte, è la stessa nozione di io a essere rimessa in discussione, pirandellianamente (uno, nessuno, centomila). Tutto ciò stabilisce un nesso profondo tra il virtuale e la
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DALLE CASE SALESIANE é Don G. Mazzali, Mons. C. La Piana, Prof. G. Savagnone, Don G. Russo, Mons. G. Costa.
re a convivere con esse. Si capisce, in questo contesto, perché nel nostro tempo si diventato molto problematico fare scelte veramente impegnative e durature. Lo si constata ogni giorno, nell’eclisse, per esempio, del concetto di «vocazione». Per un verso, la difficoltà nasce dalla molteplicità indefinita di prospettive, di possibilità che si offrono ormai nell’universo virtuale. Ma il problema riguarda innanzi tutto il soggetto stesso che deve scegliere. Se si è, dentro di sé, in tanti, se si cambia continuamente, se non esiste più alcun confine tra normale e anormale, tra vero e falso, tra umano e non umano, come darsi totalmente? […] Non dimentichiamo però che anche su questo fronte gli aspetti ci sono aspetti positivi che sarebbe sbagliato sottovalutare. La dissoluzione dell’identità rigida del passato è anche liberante. Dietro le figure di personalità tutte d’un pezzo che emblematicamente rappresentavano il tipo di uomo del passato – don Camillo, Peppone – c’è una mortificazione della molteplicità presente in ognuno di noi e che la comunicazione tradi-
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zionale mortificava e reprimeva, lasciandole libero sfogo solo a Carnevale, cioè in un ambito ristretto, quasi a sottolineare la paura che se ne aveva. Nessuno in realtà è un blocco monolitico, come per tanto tempo si è lasciato credere. E molte volte sui volti si appioppata una maschera di ferro, che, coprendoli, ha nascosto, mortificandoli, i loro lineamenti complessi. Quella di Pirandello è la denunzia della relatività dell’immagine che si è costruita negli anni di fronte agli altri e dell’ipocrisia borghese, che non consente di esplorare i lati bui della propria personalità se non nella forma demoniaca dei Mister Hyde, invece di portarli alla luce nella serena consapevolezza della propria complessità. Il virtuale ha liberato questa complessità. Lo ha fatto in modo ambiguo, avallandone e amplificandone talora anche le forme più aberranti, ma non è un buon motivo per gettare l’acqua insieme al bambino. Il rischio è la legge di ogni crescita. E noi siamo chiamati a vivere coraggiosamente e sapientemente il nostro. G i u s e p p e S a va g n o n e Insieme
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XIV Corso nazionale di aggiornamento degli insegnanti di religione cattolica
Messina, 25-26 novembre 2010 Il Corso Nazionale di aggiornamento per Insegnanti di Religione Cattolica di ogni ordine e grado sul tema «Essere adulto oggi. Maestro di pensiero, testimone di vita: sfida educativa» si è tenuto a Messina, presso l’Istituto “S. Tommaso” (via del Pozzo, 43), dal 25 al 26 novembre 2010. Il Corso è stato organizzato per Convenzione tra l’Ispettoria Salesiana Sicula “S. Paolo” con sede a Catania, e l’Istituto Teologico “S. Tommaso d’Aquino” di Messina (parte integrante dell’Ispettoria Salesiana Sicula), aggregato alla Facoltà di Teologia dell’Università Pontificia Salesiana di Roma. Il Corso ha avuto la previa autorizzazione da parte della Conferenza Episcopale Italiana, Settore Scuola, in data 30 novembre 2009. Ha avuto la durata di 12 ore: giovedì 25 novembre 4 ore al mattino e 4 ore al pomeriggio; venerdì 26 novembre 4 ore al mattino. Direttore del Corso è stato il prof. don Franco Di Natale, Docente di Teologia Pastorale presso l’Istituto
ê Don F. Di Natale.
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Teologico “S. Tommaso” di Messina aggregato all’Università Pontificia Salesiana di Roma. I docenti in servizio iscritti sono stati 70, appartenenti ai diversi ordini di scuola: scuola dell’infanzia ed elementare, secondaria inferiore, secondaria superiore, provenienti da varie province d’Italia: Agrigento, Brindisi, Caltanissetta, Catania, Lecce, Messina, Napoli, Ragusa, Reggio Calabria, Taranto, Trapani. La cartella del Convegnista conteneva ampi schemi delle singole relazioni e documenti didattici utili per il lavoro nei laboratori e più in generale per l’insegnante di religione cattolica, per un totale di 120 fogli, una penna, vari depliants informativi. La cartella conteneva inoltre una copia saggio di “Itinerarium”, rivista multidisciplinare dell’Istituto Teologico “S. Tommaso”.
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Il Corso, specificatamente rivolto agli Insegnanti di religione cattolica di ogni ordine e grado, è il primo di una trilogia e affronta una questione sempre più centrale, quella dell’emergenza educativa. Il Corso nazionale 2010, che focalizza l’attenzione sulla figura dell’insegnante, maestro di vita e di pensiero, e, più in generale, dell’adulto, è il primo di una trilogia dedicata al tema delle emergenze educative (gli altri due corsi, previsti per gli anni 2011 e 2012, affonderanno i temi della GRATUITA’ DELL’EDUCAZIONE, nella cultura dell’individualismo competitivo e della mercificazione dei valori; e della RICCHEZZA DELLA DIVERSITA’, nella cultura della massificazione, dell’intolleranza, del conflitto). Una delle principali emergenze educative è data dalla mancanza di ‘maestri’ autorevoli, che sappiano non solo insegnare con competenza, ma anche fornire agli studenti le ragioni per impegnarsi in un percorso di crescita umana che richiede motivazione, impegno personale, disponibilità ad apprendere, apertura agli altri e al mondo. C’è bisogno di chi sappia connettere due parole che rischiano di essere interpretate come poli opposti e irriducibili: autorità e libertà. L’insegnante di religione cattolica è chiamato in prima persona a mettersi in gioco, non solo in quanto membro attivo di una specifica comunità scolastica, ma in quanto chiamato a presentare contenuti disciplinari che chiamano in gioco non semplicemente il piano degli obiettivi didattici da raggiungere, ma il piano valoriale. La professionalità che si richiede non è solo di tipo didatticodisciplinare, ma include aspetti più ampi e umanamente rilevanti (capacità empatica, di ascolto autentico, di incoraggiamento, di collaborazione, di testimonianza). Gli si chiede, in particolare, di essere consapevole del contesto culturale nel quale oggi i giovani vivono e, rispetto a questo, la capacità di essere propositivo, pienamente partecipe dell’elaborazione di un progetto educativo orientato ai valori della persona e della comunità. Il Corso si è sviluppato attraverso lezioni frontali, per l’aspetto teoretico inerente i
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processi atti a stabilire reti di collaborazione in vista dell’educazione dei giovani, attraverso il confronto assembleare per l’approfondimento delle relazioni dei docenti, ed il confronto di gruppo. I nuclei tematici del Corso sono stati organizzati attorno a tre moduli: - Il bisogno di maestri nell’epoca del disorientamento. Si può insegnare a pensare? - Si possono insegnare i valori. L’uso del digitale tra educazione e imitazione. - L’insegnate “educato” educatore. Tratti di conversione, credibilità e competenza. La prima giornata di lavoro (25 novembre) ha avuto inizio con il saluto del reverendissimo Preside dell’Istituto Teologico San Tommaso, D. Giovanni Russo, che ha rivolto il proprio saluto ai corsisti specificando il senso del Corso di formazione per Insegnanti di Religione Cattolica e le finalità che l’Istituto si propone nell’attuare attività orientate alla formazione. Il direttore del Corso il Prof. Sac. Franco Di Natale introduce i lavori, presentando, attraverso delle slides gli obiettivi, il contenuto e il metodo del Corso. Il Prof. Sac. Franco Di Natale, inoltre, tiene una lezione magistrale sul rapporto esistente tra insegnamento della Religione cattolica e sfide educative: si ribadisce a questo proposito il “qualificato contributo che il docente di religione cattolica può dare in tal senso; egli infatti insegna una disciplina curricolare che è inserita a pieno titolo nelle finalità della scuola e promuove un proficuo dialogo con i colleghi a servizio della comunità ecclesiale e della istituzione scolastica”. Il relatore, inoltre, risponde puntualmente alle domande dell’assemblea e invita tutti ad ulteriori riflessioni utili all’approfondimento del tema trattato. La relazione della Prof.ssa Serenella Macchietti (Università di Siena), sviluppa il seguente tema: “Il bisogno di maestri nell’epoca del disorientamento. Si può insegnare a pensare? Si possono insegnare i valori”. ). La relazione mette in risalto tre aspetti fondamentali: la formazione di un ambiente in cui circolano i valori quali l’amore per la verità, desiderio del bello, aspirazione a un di Insieme
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più di conoscenze significative, rispetto per l’altro in quanto persona e nelle sue idee, amicizia, dialogo; La capacità di ascolto degli alunni: l’empatia dell’educatoredocente non è un “far finta” di mettersi nei panni dell’altro, ma denota sincera volontà di mettersi in sintonia con il modo di sentire dei ragazzi; Non aver paura di indicare sempre più impegnativi e qualificanti. La relazione, seguita con grande interesse dai presenti in aula è arricchita dal dialogo assembleare con i corsisti che sottolineano aspetti ritenuti fondanti, formulano domande, richiedono integrazioni di contenuti. La relatrice brillantemente risponde, approfondisce e orienta l’assemblea. La relazione dell’Avv. Prof. Luigi Leone dal titolo: “L’uso del digitale tra educazione e imitazione”, argomenta sul bisogno che, di fronte allo strapotere digitale, i soggetti svolgano indispensabili compiti educativi: “occorre ristabilire i ruoli pedagogici fondamentali, ormai spodestati dagli odierni “capezzoli di vetro” (Ellison, 1970) affinché, grazie ad una ritrovata autorevolezza, possano tornare a svolgere il compito cruciale di interprete-mediatore”. Alla relazione segue un interessante dibatto assembleare. La tematica risulta vitale per la professionalità dell’Insegnante di religione cattolica. Si traggono conclusioni ed orientamenti operativi utili per la professionalità del Docente. La relazione del Prof. Giuseppe Ruta sdb, dal titolo: “L’insegnate “educato” educatore. Tratti di conversione, credibilità e competenza”, offre, in una prospettiva tridimensionale, la personalità-in-azione dell’educatore/insegnante. Il relatore considera esorcizzate sia l’idea secondo cui gli educatori e gli insegnanti siano deputati a questo servizio prezioso, perché meno capaci o perché più sfaccendati di altri nella comunità civile
e religiosa, sia ogni forma di contrapposizione tra educazione e pastorale, con la dichiarazione di principio o di fatto a favore di quest’ultima. Sulla scia di alcuni pensatori del panorama pedagogico ed esponenti della storia dell’educazione, oltre che degli Orientamenti CEI per il decennio 20102020, si argomenta attorno a tre caratteristiche fondamentali per l’insegnate educatore “educato”: la conversione, la credibilità e la competenza. Ne segue un interessante dibattito concluso dalle considerazioni dello stesso relatore. Infine, il Prof. Sac. Franco Di Natale presenta le conclusioni dei lavori svolti e prospetta possibili percorsi formativi che potranno intraprendersi durante il prossimo anno. A conclusione, il direttore propone di effettuare la revisione-valutazione del Corso attraverso la compilazione di un apposito questionario. Al termine del Corso viene consegnato a ciascun partecipante un attestato in cui figura il numero di ore effettivamente frequentate. Presso la Segreteria dell’Istituto “S. Tommaso” si conserva il registro con le firme di presenza. A quanti ne fanno esplicita richiesta viene consegnato, su supporto magnetico, tutto il materiale multimediale usato e prodotto durante il Corso stesso. P r of . Don F ra nc o Di N a ta le (Direttore del corso)
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Modica
Il nuovo gruppo VIS di Modica
Finalmente anche a Modica il gruppo VIS! Tante sono state le richieste per aderire a questo nuovo gruppo che, differentemente di un gruppo formativo, interpreta la volontà specifica della missionarietà. Ragazzi e animatori dell’oratorio che hanno voluto gettare le basi di un nuovo progetto per scoprire una nuova
é Alcuni componenti del nuovo gruppo VIS durante una rappresentazione teatrale.
faccia della salesianità: il volontariato internazionale per lo sviluppo. Un primo incontro è stato fatto per iniziare questa nuova esperienza che ha destato molto interesse. Don Domenico ha illustrato la situazione attuale, le nuove sfide e le prospettive del VIS. Altri incontri invece settimanali hanno programmato gli obiettivi del nuovo gruppo
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VIS Modica, puntando l’attenzione sulla missionarietà sia a livello mondiale, che nel nostro oratorio/quartiere. Tante le iniziative proposte per il raggiungimento dei due obiettivi fondamentali del nostro gruppo: SENSIBILIZZAZIONE e MISSIONARIETÀ. Ogni mese ci sarà una domenica missionaria dove verranno proposte iniziative al fine di sensibilizzare e raccogliere fondi, come ad esempio l’“aperitivo solidale” e la “fiera del dolce”. Per la feste di Maria Immacolata abbiamo pensato di organizzare la SETTIMANA MISSIONARIA dal 5 al 12 dicembre. Tante iniziative in questa settimana che hanno come sfondo i nostri obiettivi, si parte dalla commedia teatrale del gruppo giovani C.G.S. di domenica 5, il sorteggio della nutellone da 5 kg, alla vendita di stelle di Natale, oltre a dare un taglio missionario ai momenti di preghiera proposti in quei giorni. Tutto il ricavato andrà nelle casse del VIS Modica che li destinerà alla realizzazione di progetti come la costruzione di un campo intitolato a “Giuseppe Brafa”, un sostegno ai progetti VIS nel mondo e tanti altri. Ad ogni banchetto di offerta e ad ogni iniziativa di solidarietà ne sarà affiancato un altro per la sensibilizzazione e i chiarimenti dei dubbi a tutti coloro che ci saranno accanto non solo materialmente ma con un grande senso di responsabilità morale e civile. Giorno 18 faremo un’incontro in una scuola media del quartiere per promuovere le nostre iniziative. E poi…… Il gruppo VIS di Modica è partito! I l g r u p po V I S d i M o di c a
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Ricordo dell’istituzione dell’Oratorio
Giorno 8 dicembre 2010, in occasione della festività dell’Immacolata, nel cortile dell’Oratorio Salesiano di Ragusa si è rinnovato un gesto che coinvolge milioni di persone in tutto il mondo. A mezzogiorno centinaia di giovani e adulti, dandosi la mano, si sono messi in cerchio per ricordare l’istituzione dell’Oratorio da parte di Don Bosco. Un momento breve con lettura del racconto del primo incontro tra don Bosco e il ragazzo Bartolomeo Garelli, e poi l’Ave Maria che diede inizio all’opera del Santo dei giovani. Nel corso delle messe del mattino e in quella del pomeriggio i gruppi formativi e le associazioni hanno presentato le loro attività affidandole alla Madonna. In contemporanea sempre nel cortile oratoriano c’è stato un bel gesto di solidarietà con la fiera del dolce e delle piantine. Il ricavato andrà a sostenere le iniziative dell’oratorio volante di Giampilieri, in provincia di Messina, devastata dall’alluvione dell’anno scorso. La festa in onore dell’Immacolata Concezione era iniziata il giorno prima con una veglia di preghiera e si è conclusa in serata con il tradizionale spettacolo con balli e canti portati in scena dai ragazzi dei gruppi. Questa performance è stata molto apprezzata sia dal pubblico sia dal responsabile dell’Oratorio Don Franco Crimì e sia dal Direttore della Casa Salesiana Don Gianni Lo Grande. E n z o C am p o Insieme
é Il cerchio Mariano.
Piazza Armerina
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Ragusa
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San Gregorio
Come Chiara e Francesco
Dal 28 ottobre al 2 novembre il Consiglio dell’Oratorio-Centro Giovanile “Sacro Cuore” di S. Gregorio si è recato in pellegrinaggio ad Assisi per vivere un momento segnato da preghiera, formazione e fraternità. Durante il nostro itinerario, benché l’arco di tempo avuto a disposizione è stato davvero limitato, abbiamo comunque avuto la possibilità di vivere momenti di grande intensità spirituale. Rivisitando i luoghi in cui hanno vissuto Francesco e Chiara, abbiamo percepito la presenza di Dio. In particolare quando, la sera del 30 novembre, abbiamo partecipato alla preghiera del rosario nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, per poi unirci alla breve processione nel piazzale antistante la Basilica. Particolarmente forti sono stati i momenti di riflessione e formazione tenuti da Anna Voltaggio, educatrice dell’Oratorio salesiano di Trapani. Il tema dei nostri incontri è stato: Il rapporto di amicizia tra Francesco e Chiara, testimonianza dell’amore di Dio. Le parole di Anna, semplici ma allo stesso
tempo chiare e di grande profondità spirituale, hanno guidato la nostra riflessione. Non sono mancati i momenti per esprimere in vario modo la nostra fraternità tipicamente salesiana: durante gli spostamenti in bus, nei momenti di pausa, in modo speciale nei dopo cena. Abbiamo anche avuto la gioia di partecipare dal vivo al musical “Chiara di Dio” di Carlo Tedeschi proprio nella terra natia di Santa Chiara. Da ritorno da questa bellissima esperienza che ha certamente contribuito a rinsaldare i rapporti tra di noi e soprattutto a rinvigorire lo spirito all’inizio di questo nuovo anno pastorale ci portiamo nel cuore l’esempio di Francesco e Chiara, prova di come un uomo ed una donna possano essere uniti nella totale purezza, lontani da ogni concupiscenza ed egoismo, totalmente uniti perché totalmente liberi; totalmente donati l’uno all’altro perché totalmente offerti a Cristo ed ai fratelli. Un rapporto d’amicizia così umana e profonda, di vero amore, che lascia sempre Dio al primo posto, in maniera stabile e definitiva. Essi rappresentano l’incarnazione limpida dell’Amore di Dio, l’Amore vero. Quell’Amore che è proprio di un cuore povero ma ricco di Dio. Quell’amore che ci fa assaporare la libertà piena, la pace dell’anima, il coraggio di amare i fratelli senza riserve o logiche umane. Un amore che ci rende forti contro le fragilità delle nostre debolezze. Un Amore che ci fa essere testimoni credibili del Cristo risorto. Lodiamo e benediciamo il Signore per il dono di questa iniziativa. I l C on si g li o d e l l’ O ra t o r io
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Trapani
DALLE CASE SALESIANE
Incontro pre-adolescenti
Il 12 e 13 settembre 2010 si è tenuta presso la sede salesiana di San Cusumano di Trapani l’incontro con i ragazzi pre-adolescenti tra gli 11 ed i 13 anni che avevano partecipato al Grest. Momento predominante è stata la presentazione del tema formativo dell’anno 2010-2011 “Venite e vedrete”.
Il tema è stato affrontato attraverso scenette, lavori di gruppo, presentazioni power point e giochi (caccia al tesoro a tema). La domenica, dopo la colazione, Don Alessandro Damiano è intervenuto sul tema affrontato e dopo ha celebrato i Sacramenti della Riconciliazione e dell’Eucarestia.
I giovani dell’oratorio salesiano incontrano il Papa a Palermo Il giorno 2 ottobre 2010 alcuni ragazzi dell’Oratorio Salesiano di Trapani insieme ad altre diocesi si sono recati a Palermo per partecipare all’incontro dei giovani con il Papa Benedetto XVI previsto il 3 ottobre. Arrivati a Palermo i ragazzi si sono sistemati presso l’Oratorio Santa Rosalia e in seguito hanno partecipato all’incontro con il Vescovo della città presso la cattedrale di Palermo dove è stato affrontato il tema della famiglia. In serata sono stati coinvolti i giovani ad una festa a Piazza Politeama. Il giorno 3 mattina il Papa ha celebrato la Santa Messa al Foro Italico e successivamente al pranzo c’è stato un nuovo incontro con il Papa a Piazza Politeama fino alle ore 18 quando si è ritornati in sede. Insieme
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FRAMMENTI DI MEMORIA ê
Frammenti di memoria
Memorial “Don Vincenzo Scuderi”
Il 21 novembre, in occasione del 28° anniversario della morte di Don Vincenzo Scuderi, presso l’Oratorio di San Gregorio, si è svolto un Memorial strutturato in due momenti: testimonianze - preghiere e un torneo di calcetto disputato fra tre squadre. Dopo il benvenuto rivolto da Don Giuseppe Raimondo, responsabile dell’Oratorio e il saluto del direttore della casa Don Lillo Augusta, il gruppo missionario “Don Scuderi” ha presentato una breve testimonianza documentata da una sequenza di foto proiettate. Si è trattato della rievocazione dei momenti più significativi vissuti con Don Scuderi con particolare sottolineatura della sua grande sensibilità missionaria. Don Domenico Luvarà, delegato ispettoriale per le missioni, ha offerto una ricostruzione della figura di I nostri missionari Don Scuderi con testimonianze in Madagascar.
raccolte tra coloro che l’hanno conosciuto facendo rilevare in modo particolare l’azione di Don Scuderi come fondatore e promotore di SI.SA.MI. Ha cercato con le sue parole piene d’entusiasmo di coinvolgere i giovani presenti tracciando un’immagine di Don Scuderi come di un vulcano, “un grande innamorato di Dio”, che ancora oggi è un punto di riferimento per chi si vuole spendere per gli altri. Don Domenico augurando ai giovani un sano divertimento per le partite che avrebbero disputato, li ha esortati a rivolgere il loro pensiero anche durante il gioco a quei ragazzi malgasci, da lui incontrati, che pur animati dalla stessa passione per il gioco non hanno la fortuna di avere un campo di calcio. Infine abbiamo pregato insieme chiedendo al Signore la grazia di essere più attenti alle necessità di chi soffre al di là delle differenze che diventano senz’altro motivo di arricchimento se consideriamo l’altro come fratello da amare e portatore di valori. Sa l va t or e G ar o zzo
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Guardando altrove L’Arcivescovo di Palermo Mons. Paolo Romeo è stato nominato, dal Papa Benedetto XVI, Cardinale. La cerimonia, svoltasi all’interno della basilica di San Pietro ha visto la nomina, oltre che del prelato, di altri 24 cardinali tra cui Mons. Angelo Amato sdb. Nel consegnare loro la berretta, il Santo Padre ha citato il passo del Vangelo in cui si dice che “chi vuole diventare grande tra di voi sarà vostro servitore, chi vuole essere primo sarà schiavo di tutti”. Mons. Paolo Romeo è nato ad Acireale il 20 febbraio 1938; ordinato presbitero il 18 marzo 1961; eletto alla Chiesa titolare di Vulé S. Em. P. Romeo. turia e nominato nunzio apostolico in Haiti il 17 dicembre 1983; ordinato vescovo il 6 gennaio 1984; nominato nunzio apostolico in Colombia il 24 aprile 1990; nominato nunzio apostolico in Canada il 5 febbraio 1999; nominato nunzio apostolico in Italia e nella Repubblica di San Marino il 17 aprile 2001; nominato arcivescovo di Palermo il 19 dicembre 2006; creato cardinale nel Concistoro del 20 novembre 2010. S.Ecc. Mons. Angelo Amato, attuale segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede. Salesiano, è entrato nella Congregazione di don Bosco nei primi anni Cinquanta ed è stato ordinato sacerdote il 22 dicembre 1967. Studiò all’Università Pontificia Salesiana e, a partire dal 1968, alla Gregoriana. Si specializzò in Cristologia. Nel 1972 cominciò ad insegnare all'Università Salesiana come assistente. Nel 1974 conseguì il dottorato con una dissertazione su I pronunciamenti tridentini sulla necessità della confessione sacramentale nei canoni 6-9 della Sessione XIV; relatore era p. Zoltan Alszeghy. Negli anni 1978-79 fu borsista del patriaré S. Em. A. Amato. cato ecumenico di Costantinopoli a Salonicco in Grecia, presso il monastero ortodosso Moní Vlatádon, sede del rinomato Istituto patriarcale di studi patristici. Contemporaneamente frequentò anche l'Università civile di Salonicco. Nel 1988 trascorse un anno sabbatico a Washington D. C., negli Stati Uniti, dove iniziò a studiare la teologia delle religioni. Amato è stato poi ordinato vescovo il 6 gennaio 2003, da Giovanni Paolo II che gli ha conferito il titolo arcivescovile di Sila. Angelo Amato ha al suo attivo diverse pubblicazioni teologiche, tra le quali un l’importante trattato di cristologia Gesù il Signore, edito dalle Edizioni Dehoniane di Bologna. Insieme
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Mons. Paol o Romeo Car di na le
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A G R I G E N T O - X VI I I e di zio n e de l pr e mi o in t e r n a zio n a le “ E m pe d o c le ” pe r l e Sc ie n z e U ma ne , in me mo ria di Pa olo B or s el lino Nella sala del Teatro Pirandello di Agrigento, si è tenuta la cerimonia di consegna della XVIII edizione del premio internazionale “Empedocle” per le Scienze Umane, in memoria di Paolo Borsellino, promosso dall’Accademia di Studi Mediterranei di Agrigento, presieduta dal Prof. Carmelo Mezzasalma. Alla presenza di numerose autorità religiose, politiche, diplomatiche, civili, militari e personalità italiane e straniere della scienza e della cultura, la giuria della I Sezione “Filosofia e Teologia”, presieduta da S.Em.za. Cardinale Raffaele Farina, Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa, ha assegnato il Premio a S.E. l’Arcivescovo Salvatore Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione. Per la II Sezione “Diritto, Economia ed Etica”, presieduta da S.E. Mons. Mario Toso, ha ricevuto il Premio S.E. l’Arcivescovo Francesco Coccopalmerio, Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi. Nell’ambito della cerimonia, il Sindaco di Agrigento, Marco
é Mons. C. Ferraro e
Zambuto, ha confeMons. E. Dal Covolo. rito la Cittadinanza Onoraria a S.E. Mons. Carmelo Ferraro, Arcivescovo Emerito dell’Arcidioce-
é Mons. S. Fisichella.
si di Agrigento. Di seguito, è stata assegnata la Borsa di Studio “Vincenzo Tagliasco” a Mario Morena, studente palermitano, laureato in Ingegneria Informatica, che ha realizzato la migliore Idea Progetto su possibili applicazioni dell’e-Democracy. E, per ultimo, l’Accademia di Studi Meé S. Em. R. Farina. diterranei di Agrigento, nella persona del Presidente Onorario, Prof.ssa Assunta Gallo Afflitto e, del Presidente, Prof. Carmelo Mezzasalma, ha conferito la Medaglia di Rappresentanza del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, alle figlie di Vincenzo Tagliasco, Giovanna e Marianna.
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Il libro è curato da Giovanni Russo, Preside dell’Istuituto Teologico “San Tommaso” di Messina, membro della Pontificia Accademia per la Vita. Questo sussidio si propone di aiutare quanti sentono fortemente le questioni della vita e operano per la promozione di una cultura a suo favore. Si rivolge alle singole persone per meditare, riflettere e pregare a favore della vita (incoraggiare una spiritualità per la vita); ma anche per i movimenti per la vita, gli operatori del settore della salute, pastorale animazione di gruppi giovanili, gruppi famiglia. Il libro può essere particolarmente utile all’inizio di un incontro, come breve momento di preghiera, oppure prima di un dibattito, per la catechesi dei giovani. Lo schema seguito dal sussidio è molto semplice, nella sua suddivisione in ambiti di specifico interesse, che vanno dalla difesa della vita in generale, alla vita nascente, alla malattia, al morire umano, all’ambiente, ecc. Ci si augura, come scrive il curatore del libro, Don Giovanni Russo, che in questo modo si possa anche realizzare l’esortazione di Giovanni Paolo II: «Tutti insieme sentiamo il dovere di annunciare il Vangelo della vita, di celebrarlo nella liturgia e nell'intera esistenza, di servirlo con le diverse iniziative e strutture di sostegno e di promozione» (Evangelium vitae, n. 79).
Rivisitando i viaggi di Don Rua in Sicilia, forse, siamo rimasti esterefatti e increduli davanti alle manifestazioni tributategli da paesi interi e da singole persone. Sono archi di trionfo, sono mortaretti, sono più bande contemporaneamente che suonano, sono evviva, sono masse che si accalcano, che vogliono toccare ed essere toccati e benedetti. Sembrano cose impossibili. Eppure ci sono i diari di questi viaggi scritti da persone degne di fede: Don Barberis, Don Bretto, il Coad. Rossi; ci sono le testimonianze di Salesiani e FMA, primo fra tutti Don Piccollo, Ispettore. Non sono cose impossibili. Sentite ciò che scrive Don Eugenio Ceria nella sua biografia del Servo di Dio Don Michele Rua a pag. 322: “dalla cronaca del viaggio, scritta minutamente quasi giorno per giorno dal Salesiano che lo accompagnava, è facile rilevare esuberante espansività dell’anima siciliana, espansività che altrove potrebbe sembrare eccessiva, ma che era espressione sincera di veraci sentimenti; si vede pure la religiosità di quel popolo, che, intuendo nell’uomo il santo, non sapeva mettere limiti alla sua venerazione. Si dovrebbero perciò ripetere le stesse cose ad ogni fermata: Catania, S, Gregorio, Pedara, Trecastagni, Bronte, Randazzo, Mascali, Vizzini vorrebbero tutti la loro pagina”, Se c’era cuore e religiosità, allora tutto era bello.
Speciale Insieme “Don Rua e la Sicilia” a cura di Don Salvatore Spitale